Musei di Roma – L’elenco completo
Roma ha più di centoventi musei aperti al pubblico e nessuno di essi si visita bene per caso. Il sistema si regge su quattro amministrazioni diverse che non parlano fra loro: i musei civici di Roma Capitale, riuniti nella rete Musei in Comune e gestiti dalla Sovrintendenza Capitolina; i musei statali, che dipendono dal Ministero della Cultura; i musei privati, di fondazioni, accademie, ordini religiosi e famiglie aristocratiche; i Musei Vaticani, che sono in un altro Stato e hanno regole proprie. Le tariffe, i giorni di chiusura, le gratuità e persino i canali di prenotazione cambiano da un gruppo all'altro. I Musei Capitolini, in piazza del Campidoglio 1, sono aperti tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 con ultimo ingresso un'ora prima e chiudono soltanto il 1 maggio e il 25 dicembre: il biglietto ordinario per i non residenti costa 15 euro intero e 9,50 ridotto, e sale a 20,50 euro intero e 15 euro ridotto quando comprende anche le mostre in corso, mentre i residenti a Roma e nella Città Metropolitana entrano gratis presentando un documento in cassa. I musei statali, dal Museo Nazionale Romano alle Gallerie Nazionali di Arte Antica, sono quasi tutti chiusi il lunedì e aprono gratuitamente la prima domenica di ogni mese. La MIC card costa 5 euro e vale dodici mesi. Chi vuole l'elenco completo, museo per museo, con l'indicazione di che cosa si va a vedere davvero, quanto tempo serve e quando conviene andarci, lo trova qui sotto ordinato per sistemi e per quartieri.
Confronta le esperienze a Roma
Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Per orientarsi nelle sole strutture pubbliche conviene tenere accanto anche la pagina dei musei statali di Roma e quella dei musei gratis a Roma, che raccolgono rispettivamente il perimetro ministeriale e tutto ciò che si visita senza biglietto; per il quadro generale della città resta utile la pagina delle attrazioni turistiche.
Come funziona davvero il sistema dei Musei di Roma
La domanda che sento più spesso, in venti anni di gruppi accompagnati, non riguarda Caravaggio: riguarda perché un biglietto valga in un posto e non in quello accanto. La risposta è amministrativa e vale la pena impararla una volta per tutte, perché governa tutto il resto.
I musei civici di Roma Capitale
Sono i musei del Comune, riuniti nel sistema Musei in Comune e affidati alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Comprendono i Musei Capitolini e la loro succursale della Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano con il Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell'Ara Pacis, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, il Museo di Roma in Trastevere, il Museo Napoleonico, il Museo Barracco, la Galleria d'Arte Moderna di via Crispi, i Musei di Villa Torlonia, il Museo Carlo Bilotti, il Museo Pietro Canonica, il Museo delle Mura, il Museo della Via Ostiense, il Museo di Casal de' Pazzi, la Villa di Massenzio, il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, il Museo Civico di Zoologia, il MACRO. Hanno una biglietteria comune, un unico call center e un'unica logica di sconti. Sono i musei dove il romano entra di più e il turista entra di meno, ed è esattamente il contrario di quello che dovrebbe accadere: alla Centrale Montemartini si vedono capolavori che al Louvre avrebbero una sala intitolata, e nei giorni feriali ci si cammina dentro quasi da soli.
I musei statali di Roma
Dipendono dal Ministero della Cultura e si dividono in musei autonomi, dotati di un proprio direttore e di un proprio bilancio, e istituti afferenti alla Direzione regionale. Il gruppo comprende il Museo Nazionale Romano nelle sue quattro sedi, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Galleria Corsini, la Galleria Borghese, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Castel Sant'Angelo, il Vittoriano e Palazzo Venezia, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, il Museo delle Civiltà all'EUR, la Galleria Spada, il Museo Boncompagni Ludovisi, il Museo Hendrik Christian Andersen, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, oltre ai grandi parchi archeologici. Chiudono quasi tutti il lunedì, applicano la gratuità sotto i diciotto anni e aderiscono alla prima domenica del mese gratuita.
I musei privati e le collezioni di famiglia
Qui il panorama è il più vario e il più trascurato. Ci sono le grandi gallerie gentilizie ancora di proprietà delle famiglie che le hanno formate, come la Galleria Doria Pamphilj e la Galleria Colonna, i palazzi delle fondazioni bancarie, le case museo di scrittori e artisti, i musei tematici piccolissimi tenuti in piedi da associazioni. Le tariffe sono libere, gli orari a volte capricciosi, e la qualità delle raccolte va dall'eccezionale al bizzarro. Alcuni di questi luoghi valgono da soli un viaggio: la Galleria Doria Pamphilj espone il ritratto di Innocenzo X dipinto da Velazquez, e nessun museo pubblico romano ha nulla di paragonabile.
I Musei Vaticani, un capitolo giuridicamente separato
Non sono musei italiani. Appartengono allo Stato della Città del Vaticano, applicano tariffe proprie, calendario proprio, regole di accesso proprie, e non aderiscono a nessuna delle gratuità italiane. La sola gratuità vaticana è l'ultima domenica del mese, con orario ridotto. Vanno trattati come una gita a sé, mai infilati in coda a un'altra visita.
La MIC card, i cinque euro che cambiano un anno di Musei di Roma
La MIC card è la tessera del Sistema Musei di Roma Capitale: costa 5 euro e consente l'ingresso gratuito per dodici mesi. Possono acquistarla i maggiorenni residenti o domiciliati nella Città Metropolitana di Roma e gli studenti delle università pubbliche e private presenti sul territorio. Sono due platee molto più larghe di quanto la gente creda: il domicilio vale quanto la residenza, e uno studente fuori sede iscritto a un ateneo romano ha diritto alla tessera anche se in anagrafe risulta altrove.
Con la MIC card si entra nei musei del sistema civico, si saltano le file alle casse, si partecipa gratuitamente alle visite guidate del programma aMICi e si ottiene uno sconto del dieci per cento nei bookshop e nelle caffetterie dei musei. Restano fuori gli spazi espositivi a pagamento: le mostre temporanee allestite ai Musei Capitolini o al Museo dell'Ara Pacis richiedono un biglietto separato, sul quale la tessera concede una riduzione. Sono a tariffa ridotta, e non gratuiti, anche il Planetario e le esperienze multimediali come il Circo Maximo Experience.
Il mio giudizio, netto: è l'acquisto culturale più redditizio che si possa fare a Roma, e resta tale anche adesso che i residenti entrano gratis nei musei civici, perché la tessera copre i domiciliati e gli studenti fuori sede, taglia il prezzo delle mostre e apre il calendario delle visite guidate gratuite. Chi vive a Roma e non ce l'ha sta rinunciando, letteralmente, a un anno di musei per il prezzo di due caffè al banco e un cornetto.

Dove si fa la MIC card
La tessera si emette alle casse dei musei del sistema civico. Servono un documento di identità valido e la prova del requisito: la residenza o il domicilio nella Città Metropolitana, oppure l'iscrizione a un ateneo romano. La card è nominativa, si attiva alla prima entrata e vale dodici mesi da quel momento, non per anno solare: farla a settembre significa averla attiva fino al settembre successivo. Consiglio pratico da chi accompagna gruppi: farla in un museo piccolo, non ai Capitolini in un fine settimana di primavera, perché la fila alla cassa è esattamente quella che la tessera serve poi a evitare.
Roma Pass e le altre formule
Accanto alla MIC card esiste la Roma Pass, pensata per chi non risiede in città: combina l'ingresso a uno o due musei o siti archeologici a scelta con il trasporto pubblico urbano e con riduzioni sugli altri ingressi. Ha senso per chi in tre giorni intende usare molto metro e autobus e vedere almeno un grande sito a pagamento; non ha senso per chi si muove a piedi nel centro storico e visita soprattutto chiese, che sono gratuite. Le tariffe e la durata vanno controllate sul sito ufficiale prima di comprarla, perché cambiano nel tempo.
Le gratuità nei Musei di Roma: chi entra senza pagare e quando
Le gratuità romane sono tre famiglie distinte e sovrapporle è l'errore più comune.
La prima domenica del mese nei musei statali
L'iniziativa Domenica al Museo del Ministero della Cultura rende gratuito l'ingresso, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. Le visite si svolgono nei consueti orari di apertura e l'accesso avviene con prenotazione consigliata oppure obbligatoria dove richiesta: informazioni e biglietti passano dall'app Musei Italiani. Vale per Palazzo Barberini, per il Museo Nazionale Romano, per Villa Giulia, per Castel Sant'Angelo, per la Galleria Borghese, per il Colosseo. Non vale per i musei civici, che seguono regole comunali, e non vale per i Musei Vaticani.
Opinione personale, e non è popolare: la prima domenica del mese è l'occasione peggiore per conoscere un museo importante. Dentro Palazzo Barberini, quel giorno, davanti alla Fornarina si sta in tre file. Se il museo è piccolo o periferico la gratuità è un regalo; se è il più celebre della città, si paga in code e in rumore quello che si risparmia in biglietto. Chi ha un giorno solo a Roma faccia il contrario di quello che fanno tutti: paghi il biglietto in un martedì mattina e si prenda le sale vuote.
La gratuità per i residenti nei musei civici
Il sistema civico riconosce ai residenti a Roma e nella Città Metropolitana l'ingresso gratuito alle collezioni permanenti: alla cassa dei Musei Capitolini basta esibire la carta d'identità. È la novità più importante degli ultimi anni per chi vive qui e ha cambiato l'abitudine di molti romani, che ora entrano ai Capitolini per una sala sola e se ne vanno. Attenzione al perimetro: la gratuità riguarda le collezioni permanenti, non le mostre temporanee, che restano a pagamento con un biglietto proprio.
Le gratuità di legge e quelle di categoria
Nei musei statali l'ingresso è gratuito per i minori di diciotto anni di qualunque nazionalità, e la fascia 18-25 anni gode di una tariffa agevolata simbolica: a Villa Giulia, per esempio, il ridotto costa 2 euro contro i 13 dell'intero. Sono previste gratuità per i docenti e per gli studenti di alcune facoltà, per i giornalisti accreditati, per i membri ICOM, per le persone con disabilità e per un accompagnatore. I musei civici hanno un elenco proprio di aventi diritto. La regola pratica: portare sempre il documento e la tessera che attesta la categoria, perché alla cassa la parola non basta.
I musei di Roma che sono gratuiti sempre
Esiste poi una categoria che quasi nessuno conosce: i musei ad accesso libero tutto l'anno. Nel sistema civico rientrano in questo gruppo alcune sedi minori e alcune aree archeologiche; fra i luoghi statali e privati l'elenco è lungo e comprende molte case museo e raccolte ecclesiastiche. La pagina dei musei gratis raccoglie il quadro aggiornato: è la lista da consultare in un pomeriggio di pioggia senza budget.
I Musei Capitolini, il punto di partenza di ogni discorso sui Musei di Roma
Piazza del Campidoglio 1. Aperti tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, ultimo ingresso un'ora prima della chiusura, chiusi il 1 maggio e il 25 dicembre. Biglietto ordinario per i non residenti 15 euro intero e 9,50 ridotto; con le mostre in corso 20,50 e 15 euro; gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana con documento. La Capitolini Card, valida sette giorni, unisce i Musei Capitolini e la Centrale Montemartini a 15,50 euro intero e 11,50 ridotto ed è la formula più intelligente per chi ha due mezze giornate. Videoguida 6 euro, audioguida 4 euro, audioguida per bambini fra i 6 e i 12 anni 4 euro. Si arriva a piedi dalla cordonata di Michelangelo, dal Foro Romano o da via delle Tre Pile; le fermate di autobus più vicine sono quelle di piazza Venezia. Tempo necessario: tre ore per una visita seria, quattro se si guarda anche la Pinacoteca con calma, novanta minuti se si va solo per i bronzi.
La pagina dedicata ai Musei Capitolini entra nel dettaglio sala per sala; qui basti dire che questa è la raccolta pubblica più antica del mondo e che il suo atto di nascita è del 1471, quando papa Sisto IV donò al popolo romano i grandi bronzi conservati fino ad allora al Laterano: la Lupa, lo Spinario, il Camillo, i frammenti colossali di Costantino. Non era un museo nel senso moderno, era una restituzione politica: la città riprendeva i simboli della sua antichità e li esponeva sul colle del Campidoglio, dove il potere civico aveva sede. Il museo aperto al pubblico pagante arrivò nel 1734 con Clemente XII, che destinò il Palazzo Nuovo alla statuaria antica.
La piazza del Campidoglio e la Cordonata
La visita comincia prima del biglietto. La piazza è disegno di Michelangelo, avviato dal 1536 e completato solo nel Seicento e oltre: il trapezio, la pavimentazione a stella ellittica, il doppio ordine dei prospetti. La cordonata capitolina è la rampa a gradini bassi che sale da piazza d'Aracoeli, progettata perché potessero salirvi anche i cavalli. In cima, i Dioscuri; al centro, la copia della statua equestre di Marco Aurelio, il cui originale è al riparo nell'Esedra all'interno del museo. Salire dalla cordonata al tramonto, con la luce radente sul travertino, è il modo giusto di arrivare.
Il Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini
Si entra da qui. Il cortile conserva i frammenti colossali della statua di Costantino provenienti dalla basilica di Massenzio nel Foro: la testa, la mano con l'indice teso, il piede, un ginocchio, un braccio. Erano parti di un colosso acrolitico, cioè con le estremità in marmo e il resto in materiali leggeri rivestiti di bronzo dorato. La testa da sola supera i due metri e mezzo: il modo migliore per capire che cosa significasse la propaganda imperiale tardoantica è mettersi davanti a quell'occhio e provare a sostenerlo. Al piano superiore le sale degli appartamenti dei Conservatori conservano i cicli affrescati che raccontano le origini leggendarie di Roma: la Sala degli Orazi e Curiazi, con gli affreschi del Cavalier d'Arpino condotti fra il 1595 e il 1640, è anche la sala dove il 25 marzo 1957 furono firmati i Trattati di Roma che istituivano la Comunità Economica Europea.
Nella Sala della Lupa è esposta la Lupa Capitolina, il bronzo che è l'emblema stesso della città. La datazione è materia di discussione scientifica seria: la tradizione la riteneva etrusca del quinto secolo avanti Cristo, mentre analisi condotte fra la fine del Novecento e i primi anni Duemila hanno proposto una datazione medievale della fusione. I gemelli sono un'aggiunta rinascimentale, attribuita per tradizione ad Antonio del Pollaiolo. Dico ai gruppi una cosa che spesso delude e sempre appassiona: guardare la Lupa non significa guardare un oggetto del quale sappiamo tutto, significa guardare un problema aperto.
Seguono lo Spinario, bronzo ellenistico del ragazzo che si toglie una spina dal piede, il Camillo, il Bruto Capitolino con gli occhi in avorio e pasta vitrea, l'Ercole in bronzo dorato del Foro Boario, i grandi vasi e le are. La sezione degli Horti conserva le sculture ritrovate nelle ville suburbane dell'Esquilino, materiale sontuoso e poco frequentato.
La Pinacoteca Capitolina
Al secondo piano del Palazzo dei Conservatori, la Pinacoteca nacque nel 1748 con l'acquisto delle collezioni Sacchetti e Pio di Savoia da parte di Benedetto XIV. Vi si trovano la Buona ventura e il San Giovanni Battista di Caravaggio, il Ratto delle Sabine di Pietro da Cortona, la Maddalena di Guido Reni, opere di Guercino, Rubens, Van Dyck, Tiziano, Veronese, Garofalo. C'è anche la sala della Fabbrica di porcellane di Palazzo Rospigliosi e la sala di Santa Petronilla, dominata dall'enorme pala del Guercino dipinta per San Pietro. La Pinacoteca è la parte del museo che i visitatori frettolosi saltano: sbagliano, perché è quella dove si sta meglio e dove le opere respirano.
Il Palazzo Nuovo e la statuaria antica
Si raggiunge dalla Galleria Lapidaria sotterranea, che passa sotto la piazza. Il Palazzo Nuovo è il museo di statue nel senso settecentesco del termine: il Galata morente, copia romana da un originale bronzeo pergameno, la Venere Capitolina, il Fauno rosso di Villa Adriana, l'Amore e Psiche, la Sala dei Filosofi con i ritratti degli intellettuali antichi e la Sala degli Imperatori con la sequenza dei ritratti imperiali. Quest'ultima è la sala che consiglio a chi ha poco tempo: settanta busti in fila raccontano tre secoli di storia romana meglio di qualunque manuale, dalla barba dei Flavi ai riccioli trapanati degli Antonini fino agli occhi spiritati dei ritratti tardoantichi.
Il Tabularium e l'Esedra di Marco Aurelio
Il Tabularium è l'antico archivio di Stato repubblicano, costruito nel primo secolo avanti Cristo alle spalle del colle: dalle sue arcate si affaccia sul Foro Romano una delle vedute più belle della città, e la si ottiene con il biglietto del museo, senza altra fatica. L'Esedra di Marco Aurelio, ricavata nel Giardino Romano e inaugurata nel 2005, ospita l'originale bronzeo della statua equestre, sopravvissuto alle fusioni medievali per un equivoco: si credette a lungo che raffigurasse Costantino, il primo imperatore cristiano. Accanto, i resti del tempio di Giove Capitolino e la testa colossale in bronzo di Costanzo II.
Quando andare ai Musei Capitolini
Affollamento: alto nei fine settimana e nelle mattine dei ponti, moderato nei pomeriggi feriali. La finestra migliore è il tardo pomeriggio infrasettimanale, fra le 16.30 e le 18, quando i gruppi organizzati hanno finito e la luce sulle terrazze del Tabularium diventa memorabile. Da evitare la domenica mattina di primavera. Consiglio poco ortodosso: entrare un'ora prima della chiusura e dedicarla soltanto al Palazzo Nuovo vale più di tre ore di corsa fra tutte le sezioni.
Il sistema dei musei civici: i Musei di Roma di Roma Capitale, uno per uno
Questa è la parte dell'elenco che uso di più quando qualcuno mi chiede che cosa vedere al secondo o al terzo viaggio. Sono musei di media grandezza, quasi sempre in edifici storici notevoli, quasi sempre semivuoti.
La Centrale Montemartini, il più sorprendente dei Musei di Roma
Via Ostiense 106. Aperta da martedì a domenica dalle 9 alle 19, ultimo ingresso un'ora prima; chiusa il lunedì, il 1 maggio e il 25 dicembre. Si arriva con la metropolitana B, fermata Garbatella, o con gli autobus della via Ostiense. È la prima centrale termoelettrica pubblica di Roma, entrata in funzione nel 1912 e dismessa nel tempo, riaperta nel 1997 come sede provvisoria per le sculture dei Capitolini durante i lavori di ristrutturazione. La mostra si chiamava Le macchine e gli dei e doveva durare pochi mesi: il risultato piacque tanto che nel 2001 la sede divenne definitiva. Oggi le statue romane sono esposte davanti alle caldaie, ai motori diesel e alle turbine.
Che cosa si va a vedere: la Musa Polimnia appoggiata alla roccia, la Fanciulla seduta, il mosaico della caccia dalla proprietà Torlonia, i frontoni fittili del tempio di Apollo Sosiano, la statuaria degli Horti dell'Esquilino, il grande treno presidenziale di Pio IX nella sala accanto. Tempo necessario: due ore. Affollamento: basso, quasi sempre. È il museo che consiglio più spesso a chi torna a Roma per la terza volta e crede di avere già visto tutto. La Centrale Montemartini ha una pagina dedicata con il dettaglio delle sale.
I Mercati di Traiano e il Museo dei Fori Imperiali
Via Quattro Novembre 94. Il complesso a emiciclo costruito sotto Traiano fra il 100 e il 112 dopo Cristo lungo il taglio del colle Quirinale non era un centro commerciale nel senso moderno, come si è ripetuto per decenni: gli studi recenti vi riconoscono uffici, magazzini e ambienti di servizio legati all'amministrazione del Foro. La Grande Aula coperta a volte a crociera resta uno degli spazi più impressionanti dell'architettura romana in laterizio. Il museo allestito dal 2007 espone i frammenti architettonici dei Fori Imperiali con ricostruzioni che rendono comprensibile ciò che in piazza si vede solo a pezzi. Tempo necessario: due ore, tre se si segue anche il percorso della Torre delle Milizie. Affollamento medio. Pagine dedicate: Mercati di Traiano e Museo dei Fori Imperiali.
Il Museo dell'Ara Pacis, uno dei Musei di Roma più discussi
Lungotevere in Augusta, angolo via Tomacelli. Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, ultimo ingresso un'ora prima, chiuso il 1 maggio e il 25 dicembre. L'altare fu decretato dal Senato nel 13 avanti Cristo per il ritorno di Augusto dalle campagne di Spagna e Gallia e consacrato il 30 gennaio del 9 avanti Cristo. I rilievi del recinto raccontano la processione della famiglia imperiale, la Tellus, il sacrificio di Enea, i girali di acanto: la propaganda augustea al suo livello più raffinato. Il monumento fu ricomposto negli anni Trenta con i frammenti recuperati in scavi condotti sotto Palazzo Peretti in via in Lucina; la teca attuale, opera di Richard Meier, è del 2006 e ha diviso la città in due partiti che ancora si guardano male.
La mia opinione: la teca funziona benissimo come museo e male come architettura urbana, perché interrompe il fronte del Lungotevere senza dialogare con il Mausoleo di Augusto che ha di fronte. Ma per vedere i rilievi con la luce giusta, senza smog e senza piccioni, non c'era alternativa. Tempo necessario: un'ora. Affollamento basso nei giorni feriali. Vedi la pagina dell'Ara Pacis e quella del Mausoleo di Augusto, che si visita a poche decine di metri.
Il Museo di Roma a Palazzo Braschi
Piazza Navona 2, con ingresso anche da piazza San Pantaleo. Palazzo Braschi è l'ultimo palazzo nepotistico costruito a Roma, voluto da Pio VI per il nipote Luigi Braschi Onesti e progettato da Cosimo Morelli alla fine del Settecento; lo scalone d'onore, con le colonne di granito provenienti dal portico di Caligola, è uno dei più scenografici della città. Il museo racconta Roma dal Medioevo al Novecento: vedute, ritratti, arredi, costumi, il carro di gala di casa Braschi, i modelli in gesso, la sezione fotografica. Ci si va per capire com'era la città prima degli sventramenti. Tempo necessario: due ore. Pagina dedicata: Museo di Roma a Palazzo Braschi.
Il Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant'Egidio 1b. Sede in un ex convento carmelitano, è il museo della Roma popolare: nacque come Museo del Folklore e dei Poeti Romaneschi e conserva le scene di vita romana in scala reale, gli acquerelli di Ettore Roesler Franz della serie Roma sparita, lo studio ricostruito di Trilussa. Gli acquerelli di Roesler Franz sono la ragione principale per entrare: documentano i vicoli, i porti fluviali e le case sul Tevere spazzate via dai muraglioni costruiti dopo l'alluvione del 1870. Il piano superiore ospita mostre fotografiche di buon livello. Tempo necessario: un'ora e mezzo. Pagina dedicata: Museo di Roma in Trastevere.
Il Museo Napoleonico, uno dei Musei di Roma più silenziosi
Piazza di Ponte Umberto I 1, al pianterreno di Palazzo Primoli. Raccoglie la collezione donata alla città nel 1927 dal conte Giuseppe Primoli, figlio di Carlotta Bonaparte: ritratti, cimeli, arredi, oggetti personali della famiglia Bonaparte nel suo lungo radicamento romano. Poche sale, ordinate, con un'atmosfera da casa privata che i musei di storia raramente conservano. Tempo necessario: quarantacinque minuti. Affollamento praticamente nullo. Nello stesso palazzo, all'ultimo piano, si visita la casa museo di Mario Praz. Pagine dedicate: Museo Napoleonico e Museo Mario Praz.
Il Museo Barracco, la scultura antica nei Musei di Roma
Corso Vittorio Emanuele II 166a, nella cosiddetta Farnesina ai Baullari, palazzetto cinquecentesco attribuito per tradizione ad Antonio da Sangallo il Giovane. Giovanni Barracco, senatore e collezionista, donò al Comune nel 1902 la sua raccolta di scultura antica: egizia, assira, cipriota, fenicia, etrusca, greca e romana. È un museo piccolo e coltissimo, l'unico a Roma dove si possa seguire il filo che va dall'Egitto al mondo classico in una manciata di sale. Consiglio di visitarlo dopo i Capitolini, non prima: si capisce meglio da dove viene la scultura romana. Tempo necessario: un'ora. Pagina dedicata: Museo Barracco.
La Galleria d'Arte Moderna, l'Ottocento e il Novecento nei Musei di Roma
Via Francesco Crispi 24, in un ex convento carmelitano a due passi da via Sistina. Conserva la raccolta comunale di arte italiana fra Ottocento e Novecento: Scipione, Mafai, Balla, Severini, De Chirico, Carrà, Casorati, Guttuso, oltre alle sculture di Canonica e Rodin. La sede è piccola e l'esposizione ruota per nuclei tematici. È uno dei musei meno visitati del centro e uno di quelli dove le sale, di pomeriggio, sono vuote davvero.
I Musei di Villa Torlonia
Via Nomentana 70, biglietteria unica al Casino Nobile; aperti da martedì a domenica dalle 9 alle 19, chiusi il lunedì, il 1 maggio e il 25 dicembre, ultimo ingresso un'ora prima. Le biciclette non possono circolare all'interno della villa. Il complesso comprende tre sedi museali: il Casino Nobile, con gli ambienti della villa e la collezione della Scuola Romana; la Casina delle Civette, museo della vetrata artistica; il Casino dei Principi, sede dell'Archivio della Scuola Romana e delle mostre temporanee. La Serra Moresca e la Torre Moresca hanno orari stagionali e restano chiuse in luglio e agosto.
La Casina delle Civette è il pezzo forte: nata come capanna svizzera nel 1840 su progetto di Giuseppe Jappelli, trasformata in villino liberty per Giovanni Torlonia junior, ha una sessantina di vetrate policrome eseguite fra il 1908 e il 1930, molte su cartoni di Duilio Cambellotti, Paolo Paschetto e Umberto Bottazzi. Il Casino Nobile fu residenza di Benito Mussolini dal 1925 al 1943 e sotto il parco si conservano i rifugi antiaerei e il bunker, visitabili solo con visita guidata su prenotazione. Tempo necessario: due ore e mezzo per l'insieme. Pagine dedicate: Villa Torlonia, Casino Nobile, Casina delle Civette e obelischi di Villa Torlonia.
Il Museo Pietro Canonica, i Musei di Roma dentro Villa Borghese
Viale Pietro Canonica 2, nella Fortezzuola di Villa Borghese. Fu casa e studio dello scultore piemontese Pietro Canonica, che vi lavorò dal 1927 alla morte nel 1959 e lasciò l'edificio e le opere alla città. Al pianterreno gli studi con i gessi, i marmi e i bronzi; al piano superiore l'appartamento privato con gli arredi originali. Poche sale e nessuna coda. Chi passeggia nella Villa Borghese di solito passa davanti alla porta senza accorgersene: sbaglia. Pagina dedicata: Museo Pietro Canonica.
Il Museo Carlo Bilotti all'Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia 6, nell'ex Aranciera della villa. Ospita la donazione del collezionista italoamericano Carlo Bilotti: opere di Giorgio de Chirico, fra cui una serie tarda notevole, un ritratto della moglie e della figlia di Bilotti eseguito da Andy Warhol, sculture di Giacomo Manzù e Larry Rivers. È anche una delle sedi espositive più gradevoli della città d'estate, perché si esce direttamente sui viali alberati. Tempo necessario: quarantacinque minuti. Pagina dedicata: Museo Carlo Bilotti.
Il Museo delle Mura, i Musei di Roma sulla cinta aureliana
Via di Porta San Sebastiano 18. Il museo occupa i camminamenti della porta più monumentale della cinta aureliana e permette di percorrere un tratto di mura sopraelevato, cosa che a Roma si può fare quasi solo qui. Racconta la storia delle mura repubblicane e di quelle costruite da Aureliano fra il 271 e il 275 dopo Cristo, con i rifacimenti di Onorio e le trasformazioni medievali. La stanza affrescata al primo piano fu allestita negli anni Quaranta da Ettore Muti, che ottenne la porta come residenza. Tempo necessario: un'ora. Affollamento nullo. Pagina dedicata: Museo delle Mura.
Il Museo della Via Ostiense a Porta San Paolo
Piazzale Ostiense. Sistemato dentro la Porta San Paolo, illustra con plastici e reperti il percorso antico da Roma a Ostia e al porto di Claudio. La ricostruzione del sistema portuale imperiale è didatticamente ottima e serve moltissimo a chi visita poi gli scavi di Ostia Antica. Trenta minuti bastano, e l'ingresso è fra i più economici del sistema. Pagina dedicata: Museo della Via Ostiense.
Il Museo di Casal de' Pazzi, la preistoria nei Musei di Roma
Via Egidio Galbani 6, quartiere Rebibbia. È un museo costruito sopra lo scavo: un deposito fluviale del Pleistocene, databile a circa duecentomila anni fa, con zanne di elefante antico, resti di uro, cervi, rinoceronte e un frammento di cranio umano arcaico. Si cammina su una passerella sospesa sopra il letto del paleoalveo. Nessun'altra città europea offre un pezzo di preistoria così dentro un quartiere popolare. Con i bambini funziona benissimo. Pagina dedicata: Museo di Casal de' Pazzi.
La Villa di Massenzio sull'Appia Antica
Via Appia Antica 153. Complesso imperiale dei primi anni del quarto secolo che riunisce il palazzo, il circo e il mausoleo dinastico dove fu sepolto Romolo, figlio di Massenzio, morto nel 309. Il circo è il meglio conservato di tutti i circhi romani: si leggono le carceres, la spina, le torri. Si visita all'aperto, quindi meglio con luce e senza pioggia. Pagina dedicata: Villa di Massenzio.
Il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina
Largo di Porta San Pancrazio, dentro la porta ricostruita da Virginio Vespignani dopo i combattimenti del 1849. Racconta i mesi della Repubblica Romana, l'assedio francese, la difesa del Gianicolo, la figura di Garibaldi e quella dei volontari. È un museo piccolo e ben fatto, e ha il vantaggio di trovarsi esattamente dove i fatti avvennero: uscendo, i bastioni e il muro del Vascello sono lì. Pagina dedicata: Museo della Repubblica Romana.
Il Museo Civico di Zoologia fra i Musei di Roma scientifici
Via Ulisse Aldrovandi 18, accanto al Bioparco. Conserva scheletri, diorami, collezioni entomologiche e la grande balenottera sospesa che i bambini ricordano per anni. Le sale storiche hanno mantenuto le vetrine ottocentesche, e questo, invece di essere un limite, è il suo fascino. Consiglio di abbinarlo al Bioparco solo se si ha un'intera giornata, altrimenti si arriva stanchi a entrambi. Pagina dedicata: Museo Civico di Zoologia.
Il Planetario e il Museo Astronomico
Il Planetario di Roma ha avuto più sedi nel tempo, dall'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano al Museo della Civiltà Romana all'EUR. Le aperture e le proiezioni vanno verificate sul sito ufficiale del sistema civico prima di mettersi in viaggio verso l'EUR, perché il programma cambia stagionalmente. L'Aula Ottagona, che ne fu la sede storica, resta uno degli spazi termali antichi meglio leggibili della città.
Il Museo della Civiltà Romana all'EUR
Piazza Giovanni Agnelli 10. Il museo dei calchi e dei plastici, celebre soprattutto per il grande plastico di Roma imperiale realizzato in scala 1 a 250 da Italo Gismondi, è chiuso al pubblico da anni per lavori. Chi lo ha visto lo ricorda come lo strumento didattico più efficace mai costruito sulla topografia antica. Prima di programmare una visita conviene controllare lo stato di riapertura: negli ultimi anni il cantiere ha avuto più fasi.
Il Museo Aristaios, i Musei di Roma dentro l'Auditorium
Viale Pietro de Coubertin 30. Nel Parco della Musica sono esposte la collezione di ceramiche e bronzi antichi di Giuseppe Sinopoli e l'area archeologica emersa durante gli scavi per il complesso di Renzo Piano, con i resti di una villa repubblicana del sesto secolo avanti Cristo e un torcularium. È un museo che quasi nessuno visita, perché quasi nessuno immagina che ci sia. Pagina dedicata: Museo Aristaios.
Il Museo Nazionale Romano, quattro sedi e un solo museo
Il Museo Nazionale Romano fu istituito nel 1889 per accogliere i materiali archeologici che gli sventramenti della Roma capitale stavano portando alla luce a ritmo furioso, e le collezioni Ludovisi e Kircheriana. Oggi si articola in quattro sedi: Palazzo Massimo alle Terme, Palazzo Altemps, le Terme di Diocleziano e la Crypta Balbi. Sono a pochi minuti l'una dall'altra, tranne Palazzo Altemps che si trova più a ovest, e si visitano con un biglietto valido per tutte le sedi la cui durata e le cui tariffe vanno controllate sul sito ufficiale del museo prima dell'acquisto. Chiusura settimanale il lunedì. Gratuito la prima domenica del mese.
Il mio consiglio, ripetuto a ogni gruppo: se si ha una sola mattina per l'archeologia romana e si è già visti il Colosseo e i Fori, si scelga Palazzo Massimo. Nessun altro museo al mondo permette di vedere in un'ora e mezzo la pittura romana in originale, la statuaria greca e romana di primo livello e una collezione numismatica di quel rango.
Palazzo Massimo alle Terme, il più importante fra i Musei di Roma archeologici
Largo di Villa Peretti 2, di fronte alla stazione Termini. Quattro piani. Al pianterreno e al primo piano la scultura: il Pugilatore in bronzo delle Terme di Costantino, trovato sul Quirinale nel 1885, uno dei bronzi greci originali più impressionanti che esistano, con le ferite intarsiate in rame; il Principe ellenistico; il Discobolo Lancellotti, copia romana dal bronzo di Mirone; l'Ermafrodito dormiente; i ritratti di Augusto come pontefice massimo da via Labicana.
Al secondo piano c'è la ragione per cui questo museo è unico: le pitture parietali staccate. Gli affreschi della Villa di Livia a Prima Porta, con il giardino dipinto che circonda l'intera sala, sono il capolavoro assoluto della pittura di giardino romana, databile intorno al 30-20 avanti Cristo; gli stucchi e le pitture della Villa della Farnesina, scoperti nel 1879 durante i lavori dei muraglioni del Tevere, mostrano la decorazione di una residenza aristocratica di età augustea, forse legata a Giulia e Agrippa. Nel seminterrato, il medagliere con la storia della moneta romana, e la mummia di Grottarossa, bambina di età antonina sepolta con il suo corredo e la sua bambola d'avorio snodabile.
Tempo necessario: due ore e mezzo per il percorso completo, ma il secondo piano da solo merita un'ora. Affollamento: basso, incredibilmente basso per un museo di questo livello a duecento metri da Termini. Pagina dedicata: Palazzo Massimo alle Terme; l'origine degli affreschi si racconta anche nella pagina della Villa di Livia.
Palazzo Altemps, le collezioni gentilizie nei Musei di Roma
Piazza di Sant'Apollinare 46, a due passi da piazza Navona. Il palazzo quattrocentesco, ampliato per il cardinale Marco Sittico Altemps, ospita le collezioni di scultura antica delle grandi famiglie romane: la Ludovisi in primo luogo, con il Trono Ludovisi, il Galata suicida, l'Ares Ludovisi restaurato da Bernini nel 1622, l'Ermes Loghios, la grande testa della Erinni. C'è anche il sarcofago Grande Ludovisi con la battaglia fra Romani e barbari, scultura del terzo secolo dopo Cristo di virtuosismo estremo.
Il fascino del luogo consiste nel fatto che le sculture sono esposte nelle sale affrescate del palazzo, non in gallerie neutre: si capisce come una collezione di antichità funzionava dentro una casa nobiliare del Seicento. Nel palazzo si visitano anche la chiesa di Sant'Aniceto e il teatro seicentesco, e la sezione egizia. Tempo necessario: un'ora e mezzo. Affollamento medio-basso. Pagina dedicata: Palazzo Altemps.
Le Terme di Diocleziano, l'epigrafia nei Musei di Roma
Viale Enrico De Nicola 78. Le terme costruite fra il 298 e il 306 dopo Cristo erano le più grandi mai realizzate a Roma. Il complesso oggi comprende le sezioni epigrafica e protostorica del Museo Nazionale Romano, il chiostro attribuito per tradizione a Michelangelo e legato alla certosa di Santa Maria degli Angeli, le grandi aule termali. La sezione epigrafica è la migliore d'Italia per capire come parlavano davvero i romani: iscrizioni funerarie di liberti, dediche di collegi, tabelle di defixiones. Nel chiostro, le sculture antiche sono esposte all'aperto fra le aiuole, e in estate ci si sta bene anche a mezzogiorno.
Accanto, la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, ricavata da Michelangelo nel tepidarium a partire dal 1561 e trasformata da Vanvitelli nel Settecento, con la meridiana di Francesco Bianchini tracciata nel 1702 sul pavimento. La basilica è a ingresso libero e va vista insieme al museo. Pagina dedicata: Terme di Diocleziano.
La Crypta Balbi, il più intelligente dei Musei di Roma
Via delle Botteghe Oscure 31. È il museo più intelligente di Roma e il meno visitato fra quelli statali del centro. Nasce dallo scavo dell'isolato che occupa l'area del portico annesso al teatro di Balbo, inaugurato nel 13 avanti Cristo, e ne racconta la stratigrafia dall'età romana al Novecento: la fabbrica di vetri, il monastero altomedievale, le case tardoantiche, i rifiuti, gli oggetti d'uso. Non ci sono capolavori: c'è il metodo. Chi vuole capire come si è passati dalla città antica a quella medievale deve venire qui prima che altrove. Le aperture delle diverse sezioni possono variare per motivi di cantiere e vanno verificate sul sito ufficiale. Pagina dedicata: Crypta Balbi.
Le Gallerie Nazionali di Arte Antica: Palazzo Barberini e Galleria Corsini
Sono un solo museo con due sedi, entrambe aperte da martedì a domenica dalle 10 alle 19 e chiuse il lunedì. Palazzo Barberini è in via delle Quattro Fontane 13, Galleria Corsini in via della Lungara 10. Esiste un biglietto combinato per le due sedi, in vendita anche online: tariffe e validità vanno controllate sul sito ufficiale, che le aggiorna insieme al calendario delle mostre. Prima domenica del mese gratuita.
Palazzo Barberini, il barocco nei Musei di Roma
Il palazzo è il manifesto del barocco romano: cantiere aperto nel 1627 per Urbano VIII Barberini, con Carlo Maderno, poi Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Bernini firma lo scalone quadrato, Borromini quello elicoidale con le colonne binate, che è una delle cose più belle che si possano salire a Roma senza pagare un supplemento. Il salone centrale ha la volta affrescata da Pietro da Cortona fra il 1632 e il 1639 con il Trionfo della Divina Provvidenza: quarantacinque metri quadrati di apoteosi familiare, con le api barberiniane che salgono verso la corona d'alloro.
La collezione copre dal Duecento al Settecento. I pezzi che giustificano da soli la salita: la Fornarina di Raffaello, il Ritratto di Enrico VIII di Hans Holbein il Giovane, la Giuditta che decapita Oloferne di Caravaggio, il Narciso attribuito all'ambito caravaggesco, la Maddalena di Piero di Cosimo, l'Annunciazione di Filippo Lippi, opere di El Greco, Tintoretto, Guido Reni, Guercino, Poussin, Canaletto, oltre alla straordinaria serie di ritratti di Bernini e Baciccio. Tempo necessario: due ore e mezzo. Affollamento: medio, alto nei fine settimana con mostre in corso. Pagine dedicate: Palazzo Barberini e Galleria Nazionale d'Arte Antica a Palazzo Barberini.
La Galleria Corsini, la quadreria settecentesca fra i Musei di Roma
Via della Lungara 10, di fronte a Villa Farnesina. È l'unica quadreria settecentesca romana rimasta com'era: i quadri sono appesi su più registri, fino al soffitto, secondo l'ordinamento voluto dal cardinale Neri Maria Corsini intorno al 1740. Vi si trovano il San Giovanni Battista di Caravaggio, opere di Rubens, Van Dyck, Murillo, Guido Reni, Fra Angelico, oltre alla sala del trono dove nel 1689 morì Cristina di Svezia, che nel palazzo, allora Riario, aveva la sua corte. Chi ama la storia delle collezioni deve vederla: è un documento, non solo una raccolta. Tempo necessario: un'ora. Affollamento: basso. Pagina dedicata: Galleria Corsini.
La Galleria Borghese, il museo che si prenota per forza
Piazzale Scipione Borghese 5, dentro Villa Borghese. L'ingresso avviene su turni contingentati e la prenotazione è obbligatoria: senza prenotazione non si entra, e non c'è modo di aggirare la regola presentandosi alla porta. Il numero di visitatori ammessi per ciascun turno è limitato, e questo, insieme alla brevità del turno, è la ragione per cui la Galleria Borghese resta l'esperienza museale più concentrata di Roma. Orari, tariffe e modalità di acquisto sono sul sito ufficiale del museo; la prima domenica del mese è gratuita ma richiede comunque la prenotazione, e i posti si esauriscono in poche ore.
La collezione nacque con il cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Paolo V, il più spregiudicato collezionista del primo Seicento romano: è lui che fece sequestrare la Deposizione di Raffaello dai monaci di Perugia e che protesse il giovane Bernini. Al pianterreno si trovano i marmi: il Ratto di Proserpina, con le dita di Plutone che affondano nella coscia di Proserpina, Apollo e Dafne, il David, l'Enea e Anchise, tutti di Bernini fra il 1618 e il 1625, e la Paolina Borghese di Antonio Canova, scolpita fra il 1805 e il 1808. Sempre al pianterreno, sei Caravaggio: il Ragazzo con canestro di frutta, il Bacchino malato, la Madonna dei Palafrenieri, il San Girolamo, il San Giovanni Battista, il David con la testa di Golia.
Al piano superiore la pinacoteca: l'Amor sacro e Amor profano di Tiziano, la Deposizione di Raffaello, la Dama con liocorno, Correggio, Antonello da Messina, Lorenzo Lotto, Domenichino. Tempo necessario: quanto dura il turno, e non un minuto di più. Consiglio: prenotare il primo turno del mattino e cominciare dal piano superiore, andando controcorrente rispetto a tutti gli altri; si guadagnano venti minuti di solitudine davanti a Bernini. Pagina dedicata: Galleria Borghese.
Gli altri musei statali dei Musei di Roma
Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, gli etruschi nei Musei di Roma
Piazzale di Villa Giulia 9. Aperto da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30, con le sale che chiudono alle 19 e l'ultimo ingresso alle 18.30; chiuso il lunedì. Biglietto intero 13 euro, ridotto 2 euro. La sede è la villa suburbana di Giulio III, costruita fra il 1551 e il 1553 con il concorso di Vignola, Ammannati e, per il disegno d'insieme, Giorgio Vasari: il ninfeo su tre livelli è un capolavoro di architettura d'acqua.
Che cosa si va a vedere: il Sarcofago degli Sposi da Cerveteri, terracotta della fine del sesto secolo avanti Cristo, l'Apollo di Veio e il gruppo del tempio di Portonaccio attribuiti all'ambito di Vulca, la Cista Ficoroni, le lamine d'oro di Pyrgi con l'iscrizione bilingue etrusco-fenicia, il corredo della tomba Barberini di Palestrina. Il museo espone anche la Tomba François e permette, in giornate stabilite, di osservare il restauro del Sarcofago degli Sposi nel laboratorio a vista: è una delle poche occasioni in Italia di vedere lavorare i restauratori su un capolavoro. Tempo necessario: due ore e mezzo. Affollamento: basso. Pagina dedicata: Museo Etrusco di Villa Giulia; nella stessa area si visita anche Villa Poniatowski, sede distaccata con orari limitati.
Castel Sant'Angelo, il mausoleo fra i Musei di Roma
Lungotevere Castello 50. Il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo occupa il mausoleo che Adriano fece costruire fra il 123 e il 139 dopo Cristo, poi fortezza, poi carcere, poi residenza papale. Il percorso sale dalla rampa elicoidale antica fino alla terrazza dell'Angelo passando per la sala del Tesoro, la Sala Paolina affrescata da Perin del Vaga e bottega intorno al 1545, le prigioni storiche, il Passetto di Borgo che collegava il castello al Vaticano e che nel 1527, durante il Sacco di Roma, salvò Clemente VII. La terrazza offre la vista che tutti conoscono su ponte Sant'Angelo e sulla cupola di San Pietro. Tempo necessario: due ore. Affollamento: alto in alta stagione, moderato d'inverno. Pagina dedicata: Castel Sant'Angelo.
Il Vittoriano, Palazzo Venezia e il Museo Centrale del Risorgimento
Piazza Venezia. L'istituto autonomo riunisce il Vittoriano, il Museo Centrale del Risorgimento allestito nel basamento del monumento, e il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, che conserva sculture lignee medievali, arti decorative, ceramiche, armi e i grandi ambienti quattrocenteschi del palazzo di Paolo II Barbo. La terrazza del Vittoriano, raggiungibile anche con l'ascensore panoramico, è il punto più alto del centro storico accessibile al pubblico ed è l'unico posto da cui si vede piazza Venezia dall'alto senza avere il Vittoriano davanti. Pagine dedicate: Museo Nazionale del Palazzo Venezia e Museo Centrale del Risorgimento.
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna, il Novecento nei Musei di Roma
Viale delle Belle Arti 131, nel Palazzo delle Belle Arti costruito da Cesare Bazzani per l'Esposizione del 1911 e ampliato negli anni Trenta. È la più grande raccolta pubblica italiana di arte dell'Ottocento e del Novecento: Canova, Hayez, i Macchiaioli, Segantini, Pellizza da Volpedo con il Quarto Stato in deposito, Klimt con Le tre età della donna, Van Gogh, Cézanne, Monet, Modigliani, Boccioni, Balla, De Chirico, Burri, Fontana, Pollock, Twombly, Kounellis. Gli allestimenti sono stati più volte ripensati per nuclei tematici anziché cronologici, scelta che divide il pubblico e che a me convince solo a metà. Tempo necessario: due ore e mezzo. Affollamento: basso. Pagina dedicata: La Galleria Nazionale.
Il Museo delle Civiltà all'EUR
Piazza Guglielmo Marconi 14 e piazza Guglielmo Marconi 8, quartiere EUR. Aperto da martedì a domenica dalle 8 alle 19, ultimo ingresso alle 18.30, chiuso il lunedì. Riunisce le collezioni dell'ex Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, quelle del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari Lamberto Loria, il Museo dell'Alto Medioevo e le raccolte d'arte orientale già del Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci. È il museo antropologico più importante d'Italia e uno dei luoghi dove oggi si discute con più serietà il problema delle collezioni di provenienza coloniale.
Che cosa si va a vedere: i corredi preistorici italiani, le collezioni etnografiche oceaniane e africane, i materiali della Missione Archeologica Italiana in Iran e Pakistan, l'oreficeria longobarda, i costumi e gli strumenti del lavoro contadino. Tempo necessario: tre ore per l'insieme, e non è un museo da fare di corsa. Affollamento: bassissimo. Pagine dedicate: Museo delle Civiltà, Museo Pigorini, Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, Museo dell'Alto Medioevo e Museo d'Arte Orientale Giuseppe Tucci.
La Galleria Spada
Piazza Capo di Ferro 13, dentro il palazzo che ospita il Consiglio di Stato. Quattro sale con la quadreria del cardinale Bernardino Spada rimasta nell'ordinamento seicentesco, e soprattutto la Prospettiva di Borromini: una galleria che sembra lunga trenta metri e ne misura meno di nove, ottenuta con il pavimento in salita, le colonne decrescenti e il soffitto in discesa. La statua in fondo, che pare a grandezza naturale, è alta poco più di mezzo metro. È l'inganno ottico più famoso del barocco e uno dei biglietti più economici del centro. Tempo necessario: quarantacinque minuti. Pagina dedicata: Galleria Spada.
Il Museo Hendrik Christian Andersen e il Museo Boncompagni Ludovisi
Il primo, in via Pasquale Stanislao Mancini 20, è la casa studio dello scultore norvegese americano Andersen, con i giganteschi gruppi in gesso pensati per una utopica Città Mondiale: un museo stranissimo, gratuito, quasi sempre deserto. Il secondo, in via Boncompagni 18, occupa il villino della famiglia Boncompagni Ludovisi ed è dedicato alle arti decorative, al costume e alla moda dei secoli diciannovesimo e ventesimo, con abiti di Fontana e Balestra. Due indirizzi per chi ha già fatto tutto il resto. Pagina dedicata: Museo Hendrik Christian Andersen.
Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
Piazza Santa Croce in Gerusalemme 9a. Conserva oltre tremila strumenti, fra cui l'arpa Barberini, arpa barocca dipinta e dorata di eccezionale conservazione, e strumenti della collezione del tenore Evan Gorga. La sede confina con l'anfiteatro Castrense e con il Sessorium, e la zona merita mezza giornata. Pagina dedicata: Museo Nazionale degli Strumenti Musicali; per la sezione universitaria si veda anche il MUSA.
Il Museo Palatino e le aree archeologiche
Dentro il Parco archeologico del Colosseo, il Museo Palatino raccoglie i materiali provenienti dagli scavi del colle: le terrecotte architettoniche arcaiche, i ritratti imperiali, gli affreschi dalla casa di Augusto e dalla casa di Livia. Si visita con il biglietto del circuito e quasi tutti lo saltano perché arrivano stanchi. Va fatto all'inizio, non alla fine. Pagine dedicate: Museo Palatino e Colosseo.
Le collezioni private e i palazzi di famiglia fra i Musei di Roma
Roma è l'unica capitale europea in cui alcune delle più grandi collezioni d'arte sono ancora di proprietà delle famiglie che le hanno formate quattro secoli fa, e si visitano nelle stanze per cui furono comprate. È un privilegio raro e il pubblico italiano lo usa poco.
La Galleria Doria Pamphilj, la collezione privata più ricca fra i Musei di Roma
Via del Corso 305, ingresso dal cortile. La quadreria è disposta lungo quattro bracci intorno al cortile del palazzo, con l'ordinamento su più registri voluto nel Settecento e mai smontato. Il pezzo che porta qui i visitatori di tutto il mondo è il ritratto di Innocenzo X dipinto da Diego Velazquez nel 1650, esposto in un gabinetto proprio accanto al busto dello stesso papa scolpito da Bernini: due modi opposti di dire la stessa verità su un uomo. Nelle sale ci sono anche il Riposo durante la fuga in Egitto e la Maddalena di Caravaggio, il Doppio ritratto di Raffaello, opere di Tiziano, Bruegel il Vecchio, Guercino, Annibale Carracci, Parmigianino, oltre agli appartamenti privati e alla cappella. L'audioguida è narrata da un membro della famiglia: di solito questa scelta mi lascia perplesso, qui funziona benissimo.
Orari e tariffe vanno verificati sul sito ufficiale della galleria, perché cambiano con le aperture degli appartamenti. Tempo necessario: due ore. Affollamento: medio, mai insopportabile. Pagina dedicata: Palazzo Doria Pamphilj.
La Galleria Colonna, il barocco privato dei Musei di Roma
Via della Pilotta 17. Apre al pubblico in giorni limitati della settimana, quindi va programmata. La Sala Grande, costruita fra il 1654 e il 1703, è il salone barocco privato più spettacolare di Roma: settanta metri di specchi, colonne, volte affrescate con la battaglia di Lepanto, dove Marcantonio Colonna comandò la flotta pontificia nel 1571. Sui gradini della scalinata interna è incastonata una palla di cannone caduta nel 1849 durante l'assedio francese, e la famiglia ha scelto di lasciarla dov'era. La collezione comprende il Mangiafagioli di Annibale Carracci, opere di Bronzino, Tintoretto, Veronese, Guido Reni, Salvator Rosa. Pagina dedicata: Galleria Colonna.
Villa Farnesina, Raffaello fra i Musei di Roma
Via della Lungara 230. Aperta nei giorni feriali dalle 9 alle 14 con ultimo ingresso alle 13.15, e con apertura prolungata la seconda domenica del mese dalle 9 alle 17, con visita guidata alle 12.30. La villa fu costruita fra il 1506 e il 1510 da Baldassarre Peruzzi per il banchiere senese Agostino Chigi, l'uomo più ricco di Roma. Al pianterreno la Loggia di Galatea, con il Trionfo di Galatea dipinto da Raffaello intorno al 1512 e le volte astrologiche di Peruzzi che fissano l'oroscopo di nascita del committente; accanto, la Loggia di Amore e Psiche, eseguita dalla bottega di Raffaello nel 1518 su suoi disegni. Al piano superiore la Sala delle Prospettive di Peruzzi e la camera nuziale con le Nozze di Alessandro e Rossane del Sodoma. Sulle pareti restano graffiti lasciati dai lanzichenecchi durante il Sacco del 1527. Studi recenti hanno individuato l'uso del blu egizio nei pigmenti raffaelleschi. Tempo necessario: un'ora e un quarto. Affollamento: basso. Pagina dedicata: Villa Farnesina.
Palazzo Merulana
Via Merulana 121, all'Esquilino. Ospita la collezione Cerasi: Scuola Romana, Sironi, Donghi, Melli, Pirandello, Mafai, Scipione, e mostre temporanee di taglio contemporaneo. È anche uno dei pochi luoghi culturali che hanno cambiato in meglio la vita di un quartiere difficile. Aperto in orari ampi, tariffa contenuta. Pagina dedicata: Palazzo Merulana.
La casa museo Mario Praz, il più intimo dei Musei di Roma
Via Zanardelli 1, ultimo piano di Palazzo Primoli. L'appartamento dell'anglista e collezionista Mario Praz è rimasto come lo lasciò nel 1982: mobili Impero, cere, dipinti, oggetti neoclassici accumulati per sessant'anni e disposti secondo un ordine personale. Si visita solo con accompagnamento e in piccoli gruppi a orari fissi. È l'esperienza più intima che offra un museo romano. Pagina dedicata: Museo Mario Praz.
Le Domus Romane di Palazzo Valentini
Via IV Novembre 119a, sotto la sede della Città Metropolitana. Si visitano su prenotazione, con percorso multimediale su passerelle sopra i resti di due domus tardoantiche di rango senatorio, con mosaici, pavimenti, terme private. È la visita che consiglio a chi viaggia con adolescenti annoiati: le ricostruzioni proiettate sui muri funzionano bene e la durata è contenuta. Pagina dedicata: Domus Romane di Palazzo Valentini.
Il Museo Ebraico di Roma
Via Catalana, nel complesso monumentale del Tempio Maggiore. Il percorso occupa settecento metri quadrati in sette sale e documenta duemila anni di storia della comunità ebraica romana, la più antica della diaspora occidentale, con particolare attenzione ai secoli del Ghetto, istituito nel 1555 con la bolla Cum nimis absurdum e abolito nel 1870. Si vedono tessuti e argenti sinagogali di straordinaria qualità, marmi delle Cinque Scole, documenti della persecuzione e della deportazione del 16 ottobre 1943. La visita comprende la Sinagoga, accessibile con accompagnamento. Tempo necessario: un'ora e mezzo, due se si fa la visita guidata. Pagina dedicata: Museo Ebraico di Roma.
I Musei di Roma dell'arte contemporanea
Il MAXXI, il contemporaneo nei Musei di Roma
Via Guido Reni 4a, quartiere Flaminio. Aperto da martedì a domenica dalle 11 alle 19, chiuso il lunedì, biglietteria chiusa un'ora prima. Biglietto intero 15 euro, 14 se acquistato online; ridotto 12 euro, 11 online, per la fascia 18-25 anni, per i gruppi da quindici persone e per i possessori di alcune tessere; gratuito sotto i diciotto anni e per i titolari della card myMAXXI. Il museo nazionale delle arti del ventunesimo secolo occupa l'edificio progettato da Zaha Hadid sull'area delle ex caserme Montello, inaugurato nel 2010: le rampe sospese, le passerelle nere, la luce zenitale filtrata. L'architettura è il primo pezzo della collezione e va guardata come tale.
Il MAXXI conserva raccolte di arte, architettura e fotografia, con gli archivi di architetti italiani del Novecento, e lavora soprattutto per mostre temporanee. Consiglio: comprare online, arrivare nel primo pomeriggio, e non pretendere di capire tutto. Un museo contemporaneo si visita come si sfoglia una rivista, fermandosi dove qualcosa chiama. Tempo necessario: due ore. Pagina dedicata: MAXXI.
Il MACRO fra i Musei di Roma del contemporaneo
Via Nizza 138, quartiere Salario. Chiuso il lunedì; aperto da martedì a venerdì dalle 12 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura. La sede è l'ex stabilimento Peroni, riconvertito e poi ampliato con l'intervento di Odile Decq, inaugurato nel 2010: la scala rossa sospesa nel vuoto della hall è diventata l'immagine del museo. Il programma è fatto di mostre e progetti di ricerca, spesso su artisti che nessun altro museo romano espone. Ingresso spesso a condizioni agevolate: le modalità vanno controllate sul sito ufficiale prima di andare. Pagina dedicata: MACRO.
Il Palazzo delle Esposizioni, le grandi mostre nei Musei di Roma
Via Nazionale 194. Aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 20, chiuso il lunedì, accesso consentito fino a un'ora prima della chiusura. Il palazzo di Pio Piacentini, inaugurato nel 1883, è il più grande spazio espositivo del centro di Roma: non ha una collezione permanente e vive di grandi mostre, rassegne cinematografiche, incontri e laboratori. La Rotonda centrale con la cupola vetrata è uno degli ambienti ottocenteschi più belli della città. Pagina dedicata: Palazzo delle Esposizioni.
Il Chiostro del Bramante
Arco della Pace 5, dietro piazza Navona. Il chiostro costruito da Donato Bramante fra il 1500 e il 1504 per il cardinale Oliviero Carafa è oggi una sede espositiva privata che programma mostre di arte moderna e contemporanea con un occhio molto attento al pubblico. Dalla caffetteria al primo piano si guarda, attraverso una finestra, la Sibilla dipinta da Raffaello nella chiesa di Santa Maria della Pace: è uno dei modi più eleganti di vedere un affresco a Roma. Pagina dedicata: Chiostro del Bramante.
Palazzo Bonaparte e Palazzo Cipolla
Il primo, all'angolo fra piazza Venezia e via del Corso, fu la residenza di Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che vi morì nel 1836; oggi ospita grandi mostre monografiche e conserva il celebre balconcino verde chiuso da cui la madre dell'imperatore osservava la strada. Il secondo, in via del Corso 320, è la sede espositiva della Fondazione Roma. Entrambi programmano mostre di richiamo con biglietti a tariffa piena e code nei fine settimana: il mio consiglio è comprare l'ingresso per l'apertura del mattino nei giorni feriali. Pagine dedicate: Palazzo Bonaparte e Palazzo Cipolla.
Il MLAC e gli spazi universitari del contemporaneo
Il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza, dentro la città universitaria, è uno spazio di ricerca che espone giovani artisti e progetti sperimentali, con ingresso libero. Chi si interessa di contemporaneo e non vuole vedere solo i nomi da manifesto trova qui il polso reale della scena romana. Pagina dedicata: MLAC Sapienza.
Il MIAC e il museo dell'audiovisivo
Il Museo Italiano dell'Audiovisivo e del Cinema si trova negli studi di Cinecittà, in via Tuscolana 1055, ed è un percorso multimediale sulla storia del cinema, della radio e della televisione italiana. Si visita insieme al tour degli studi e ai set permanenti. Con i ragazzi funziona meglio di qualunque museo d'arte. Pagina dedicata: MIAC.
I musei minori e i Musei di Roma che nessuno visita
Questa è la sezione che preferisco. Sono musei da un'ora, spesso gratuiti, quasi sempre vuoti, tenuti aperti da associazioni o da singole persone ostinate. Nessuno di essi vale un viaggio a Roma, ma ciascuno vale la mattina di chi a Roma ci vive o ci torna.
Il Museo Storico della Liberazione, la memoria nei Musei di Roma
Via Tasso 145. È l'edificio in cui fra il settembre 1943 e il giugno 1944 ebbe sede il comando della polizia di sicurezza tedesca, con le celle dove furono detenuti e torturati i prigionieri politici. Le celle sono conservate, con i graffiti sui muri. L'ingresso è gratuito. Non è una visita piacevole ed è una visita necessaria: chi porta ragazzi delle superiori a Roma dovrebbe metterla in programma prima del Colosseo. Pagina dedicata: Museo Storico della Liberazione.
Il Museo e la Cripta dei Frati Cappuccini
Via Vittorio Veneto 27. Il percorso museale racconta la storia dell'ordine e si conclude nella cripta ossario, dove le ossa di migliaia di frati sepolti fra il Seicento e l'Ottocento compongono decorazioni parietali. È il luogo romano più fotografato mentalmente e meno fotografabile: le riprese sono vietate. Nel museo si conserva anche un dipinto attribuito a Caravaggio raffigurante San Francesco in meditazione, questione ancora aperta fra gli studiosi. Pagine dedicate: Museo dei Frati Cappuccini e Museo Francescano.
Il Museo delle Anime del Purgatorio
Lungotevere Prati 12, in una stanza accanto alla chiesa del Sacro Cuore del Suffragio. Conserva una raccolta di oggetti che secondo la tradizione devozionale recherebbero i segni lasciati da anime del purgatorio: impronte bruciate su libri, camicie, tavole. Come documento di fede popolare ottocentesca è impressionante; come prova non è nulla, e va spiegato ai bambini con onestà. Venti minuti, ingresso libero. Pagina dedicata: Museo delle Anime del Purgatorio.
Il Museo Diffuso del Rione Testaccio e i musei di quartiere
Testaccio ha un museo diffuso che lega l'ex Mattatoio, il Monte dei Cocci, il Cimitero Acattolico e la memoria operaia del rione. Nella stessa famiglia di esperienze rientrano l'ex Mira Lanza Museum a Marconi, nato dentro una fabbrica dismessa, il Museo delle Culture Villa Garibaldi a Garbatella e il Museo Italo Africano Ilaria Alpi, che conserva le collezioni dell'ex museo coloniale e ne fa oggetto di riflessione critica. Pagine dedicate: Museo Diffuso del Rione Testaccio, Ex Mira Lanza Museum, Museo delle Culture Villa Garibaldi e Museo Italo Africano Ilaria Alpi.
I musei del mestiere e della curiosità
Roma conserva una quantità sorprendente di musei tematici piccolissimi. Il Museo della Zecca di Roma custodisce conii, punzoni e medaglie della zecca pontificia e poi italiana. Il Garum, biblioteca e museo della cucina, raccoglie ricettari e strumenti di cucina dal Cinquecento a oggi. Il Museo delle Scritture Aldo Manuzio si occupa di alfabeti e di storia della scrittura. L'Archivio Storico e Museo Birra Peroni conserva la memoria industriale di una fabbrica romana. Lo Spazio Museo Vespa espone la storia di un oggetto che a Roma è un mezzo di trasporto e un carattere. Il Museo Storico della Comunicazione racconta poste, telegrafi e telefoni. Pagine dedicate: Museo della Zecca, Garum, Museo delle Scritture Aldo Manuzio, Museo Birra Peroni, Spazio Museo Vespa e Museo Storico della Comunicazione.
Le case museo di scrittori e artisti
Lo studio di Luigi Pirandello in via Antonio Bosio 13b, sede dell'Istituto di Studi Pirandelliani, conserva la scrivania, i libri e gli oggetti dello scrittore, e si visita su appuntamento in un silenzio che nessun museo grande può offrire; l'Archivio Storico e Museo di Fiume documenta invece la storia dell'esodo giuliano dalmata con documenti, fotografie e oggetti personali raccolti dagli esuli. Pagine dedicate: Casa Museo Pirandello e Museo Storico e Archivio di Fiume.
I musei di intrattenimento
Esiste anche la fascia dei musei costruiti per il pubblico turistico: il Museo delle Cere in piazza Santi Apostoli, il Museo delle Illusioni, il Museo dei Gladiatori, il Museo del Legionario Romano, i due allestimenti dedicati alle macchine di Leonardo da Vinci, il ViGaMus dedicato al videogioco. Sono attrazioni, non istituti scientifici, e vanno scelte sapendo che cosa si compra: con bambini fra gli otto e i tredici anni funzionano, con un adulto che cerca l'antichità vera no. Pagine dedicate: Museo delle Cere, Museo delle Illusioni, Museo dei Gladiatori, Museo del Legionario Romano, Museo Leonardo da Vinci, mostra di Leonardo da Vinci e ViGaMus.
I Musei di Roma con i bambini
La domanda arriva sempre alla vigilia: che cosa faccio con un bambino di sei anni a Roma quando piove. La risposta buona non è quasi mai un museo d'arte.
Explora, i Musei di Roma pensati per i bambini
Via Flaminia 82, a pochi minuti da piazza del Popolo. Aperto da martedì a domenica, chiuso il lunedì, con quattro turni giornalieri: 10-11.45, 12-13.45, 15-16.45 e 17-18.45. La visita è a fasce orarie contingentate e dura un'ora e quarantacinque minuti; la prenotazione è fortemente consigliata, nei fine settimana necessaria. Il museo funziona per esperienza diretta: si tocca, si manovra, si costruisce. Le installazioni sulla filiera dell'acqua e sull'alimentazione sono le meglio riuscite. Fascia d'età ideale: dai tre ai dieci anni. Pagina dedicata: Explora.
Il Museo Civico di Zoologia e il Bioparco
La coppia classica per una giornata al Parco dei Daini: la balenottera e i diorami del museo al mattino, il giardino zoologico nel pomeriggio, con la Casina di Raffaello nel mezzo per i più piccoli. Il Museo di Casal de' Pazzi, con le zanne di elefante antico e la passerella sopra lo scavo, è l'alternativa che nessuno propone e che i bambini ricordano di più.
I musei scientifici della Sapienza per ragazzi
Il Museo di Fisica, il Museo di Chimica Primo Levi, il Museo di Anatomia Comparata Battista Grassi, il Museo di Antropologia Giuseppe Sergi e il Museo Universitario di Scienze della Terra aprono al pubblico con orari limitati e spesso su prenotazione, ma sono gratuiti e adattissimi ai ragazzi delle medie. Il Museo della Matematica e il Museo Laboratorio della Mente, quest'ultimo nell'ex manicomio di Santa Maria della Pietà, sono due esperienze diverse da tutto il resto. Pagine dedicate: Museo di Fisica, Museo di Chimica Primo Levi, Museo di Anatomia Comparata, Museo di Antropologia, Museo di Scienze della Terra, Museo della Matematica e Museo Laboratorio della Mente.
I Musei di Roma scientifici e universitari
Il Polo museale della Sapienza riunisce una ventina di raccolte nate come strumenti didattici e diventate patrimonio: l'Erbario con centinaia di migliaia di campioni, il Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo, il Museo dell'Arte Classica con la più grande collezione italiana di calchi in gesso dalla statuaria antica, il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, il Museo delle Origini, il Museo di Anatomia Patologica con le sue preparazioni ottocentesche, il Museo di Storia della Medicina, il Museo di Merceologia, il Museo di Idraulica, l'Orto Botanico di Trastevere. L'Università di Tor Vergata ha il Museo di Archeologia per Roma, e Roma Tre il Museo Storico della Didattica. Sono musei con orari da ateneo, non da turismo: si telefona, si prenota, si va. Pagine dedicate: Erbario, Museo del Vicino Oriente, Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, Museo di Anatomia Patologica, Museo di Storia della Medicina e Museo di Archeologia per Roma.
I Musei di Roma religiosi
Le raccolte ecclesiastiche romane sono un mondo parallelo, con orari legati alla vita liturgica e ingressi spesso gratuiti o a offerta. Il Museo del Tesoro della Basilica di San Pietro conserva gli argenti e i reliquiari della basilica; il Museo del Tesoro di Santa Maria Maggiore custodisce paramenti e oreficerie liberiane; il Museo della Basilica di San Paolo espone la pinacoteca e i materiali dell'abbazia; il Museo Francescano dei Cappuccini e la Cripta di via Veneto formano un percorso unico; i Musei di San Salvatore in Lauro e la Galleria Emilio Greco occupano il complesso omonimo; il Museo di Santa Maria in Cappella è una delle più antiche istituzioni assistenziali romane ancora funzionanti; il Museo delle Anime del Purgatorio chiude, per stranezza, la lista. A questi si aggiungono il Museo Storico Vaticano al Laterano e il Museo Tecnico Storico della Radio Vaticana.
I Musei di Roma militari
Il Ministero della Difesa gestisce a Roma una rete di musei che il pubblico civile ignora quasi del tutto, con ingresso gratuito e visite su prenotazione. Il Museo Storico dei Granatieri di Sardegna in piazza Santa Croce in Gerusalemme, il Museo Storico dei Bersaglieri a Porta Pia, l'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio in lungotevere della Vittoria, il Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri in piazza del Risorgimento, il Museo Storico della Fanteria in piazza Santa Croce in Gerusalemme, il Museo Storico della Guardia di Finanza, il Museo Storico della Motorizzazione Militare alla Cecchignola, il Museo delle auto della Polizia di Stato e il Museo Storico dei Vigili del Fuoco. Fuori città, a Vigna di Valle sul lago di Bracciano, il Museo Storico dell'Aeronautica Militare conserva la più importante collezione aeronautica italiana. Pagine dedicate: Museo Storico dei Carabinieri, Museo Storico della Fanteria, Museo Storico della Motorizzazione Militare e Museo delle auto della Polizia di Stato.
I Musei Vaticani, il caso a parte dei Musei di Roma
Viale Vaticano, ingresso lungo le mura leonine. L'apertura ordinaria è dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20, con ultimo ingresso alle 18; l'ultima domenica di ogni mese l'apertura è dalle 9 alle 14 con ultimo ingresso alle 12.30 e l'ingresso è gratuito. La biglietteria online ufficiale è quella dei Musei Vaticani stessi, e il museo avverte esplicitamente che esistono siti con nomi simili che rivendono a prezzi gonfiati: le tariffe correnti e i diritti di prenotazione si leggono sul portale ufficiale prima di comprare.
Il percorso obbligato porta dal Cortile della Pigna al Museo Pio Clementino, con il Laocoonte ritrovato nel 1506 sull'Esquilino e l'Apollo del Belvedere, alla Galleria dei Candelabri, a quella degli Arazzi, alla Galleria delle Carte Geografiche affrescata da Ignazio Danti fra il 1580 e il 1585, alle Stanze di Raffaello, alla Cappella Sistina. La Pinacoteca, che molti saltano perché è fuori dal flusso principale, conserva la Trasfigurazione di Raffaello, il San Girolamo di Leonardo, la Deposizione di Caravaggio: è la parte più tranquilla dell'intero complesso.
Opinione netta, maturata su troppe visite: i Musei Vaticani sono il museo peggio vissuto d'Europa, non per colpa delle opere ma per la fisica delle folle. Il flusso a senso unico verso la Sistina trasforma chilometri di capolavori in un corridoio di transito. Chi può scelga l'ingresso serale nei periodi in cui è previsto, oppure il primo turno del mattino, e cominci dalla Pinacoteca andando in senso contrario a tutti. L'ultima domenica del mese, gratuita, è l'occasione peggiore in assoluto: la coda comincia molto prima dell'apertura e si perde più tempo in fila di quanto se ne passi dentro. Pagine dedicate: Musei Vaticani, Giardini Vaticani e Città del Vaticano.
I Musei di Roma fuori dal centro e nei dintorni
Il perimetro dei musei statali romani comprende un'area vastissima, che arriva fino a Civitavecchia, Palestrina, Cerveteri, Sperlonga e Subiaco. Chi ha una settimana e un'automobile dovrebbe dedicare almeno due giornate a questo anello esterno, che è la parte meno affollata e più sorprendente del patrimonio.
Ostia Antica e il sistema portuale
Gli scavi di Ostia Antica sono il sito archeologico più sottovalutato d'Italia: si cammina per ore fra insulae a più piani, terme, panetterie, latrine collettive, il teatro, la piazzale delle Corporazioni con i mosaici delle compagnie di navigazione. Al Parco appartengono anche il Museo delle Navi di Fiumicino, i porti di Claudio e Traiano e la necropoli di Porto all'Isola Sacra. Mezza giornata come minimo. Pagina dedicata: Ostia Antica.
Tivoli, Palestrina, Nemi
Villa Adriana è la residenza che Adriano fece costruire fra il 118 e il 138 dopo Cristo, centoventi ettari di architettura sperimentale: il Canopo, il Teatro Marittimo, le Grandi Terme. Villa d'Este, cinquecentesca, è il giardino d'acqua più influente d'Europa. Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina occupa il palazzo Colonna Barberini costruito sopra il santuario della Fortuna Primigenia e conserva il mosaico nilotico, uno dei documenti figurativi più straordinari dell'antichità romana. Il Museo delle Navi Romane di Nemi racconta le due imbarcazioni cerimoniali di Caligola recuperate dal lago negli anni Trenta e distrutte da un incendio nel 1944. Pagine dedicate: Villa Adriana, Villa d'Este, Museo Archeologico di Palestrina e Museo delle Navi Romane di Nemi.
L'Appia Antica e la campagna romana
Il Parco archeologico dell'Appia Antica riunisce il Mausoleo di Cecilia Metella, la Villa dei Quintili, la Villa di Capo di Bove, il Parco delle Tombe della via Latina, l'Antiquarium di Lucrezia Romana. La Villa dei Quintili, con le sue terme e la vista sulla campagna, è il posto dove mando chi mi dice di non sopportare la folla. Pagina dedicata: Villa dei Quintili.
Come si prenotano i Musei di Roma
I canali sono tre e non comunicano fra loro.
Per i musei civici di Roma Capitale, la prenotazione e l'acquisto passano dal sito del sistema museale comunale e dal call center 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. Per la maggior parte delle sedi civiche la prenotazione non è obbligatoria: si compra alla cassa. Fanno eccezione le visite guidate, i percorsi speciali e il bunker di Villa Torlonia.
Per i musei statali si usa il sito ufficiale del singolo istituto oppure l'app Musei Italiani del Ministero della Cultura, che gestisce anche le prenotazioni delle domeniche gratuite. La Galleria Borghese ha prenotazione obbligatoria; il Colosseo e il Parco archeologico hanno un sistema di ingressi a fascia oraria; Palazzo Barberini, il Museo Nazionale Romano e Villa Giulia si possono fare anche senza prenotare, tranne nei giorni di gratuità.
Per i Musei Vaticani si passa dal portale ufficiale vaticano. Regola d'oro che ripeto sempre: si compra solo dal sito dell'ente che possiede il museo. Ogni altro canale aggiunge un margine e, nei casi peggiori, vende orari che non esistono.
Quando andare nei Musei di Roma e quando evitarli
La stagionalità romana è cambiata: non esiste più la bassa stagione vera, esistono settimane meno peggiori. La regola che uso io è semplice e funziona: i musei grandi si visitano nei giorni feriali fra il primo pomeriggio e la chiusura, i musei piccoli si tengono per il sabato, quando i grandi sono impraticabili e i piccoli restano vuoti.
Il lunedì è il giorno che rovina più viaggi: chiudono quasi tutti i musei statali, il MAXXI, il MACRO, il Palazzo delle Esposizioni, la Centrale Montemartini, Villa Torlonia, Villa Giulia. Restano aperti i Musei Capitolini, il Museo dell'Ara Pacis e altre sedi civiche, la Galleria Doria Pamphilj e alcuni musei privati. Chi arriva a Roma di domenica sera e riparte martedì mattina si organizzi di conseguenza.
Agosto è meno affollato di quanto si dica nei musei al chiuso, e alcune sedi private chiudono per ferie. Le settimane peggiori sono quelle di Pasqua, il ponte del 25 aprile e del 1 maggio, e i primi dieci giorni di ottobre. Il momento migliore dell'anno, per chi può scegliere, è la seconda metà di gennaio: città vuota, luce bassissima, musei senza fila.
L'accessibilità nei Musei di Roma
La situazione è molto disomogenea. I musei rinnovati negli ultimi vent'anni sono accessibili in sedia a rotelle con percorsi completi: la Centrale Montemartini, il Museo dell'Ara Pacis, il MAXXI, il MACRO, Palazzo Massimo, Palazzo Barberini con ascensore, il Museo delle Civiltà. I Musei Capitolini hanno un percorso accessibile con ascensori e un ingresso dedicato, e la Galleria Lapidaria collega le due ali senza gradini. Restano difficili o parzialmente accessibili le sedi in edifici storici non adattati, alcune case museo con scale strette, il Museo delle Mura per la natura stessa dei camminamenti, la cripta dei Cappuccini. Nei musei statali l'ingresso è gratuito per la persona con disabilità e per l'accompagnatore; nel sistema civico esistono agevolazioni analoghe. Il consiglio pratico è telefonare due giorni prima: nei musei piccoli l'ascensore c'è ma va azionato dal personale, e sapere che state arrivando cambia tutto.
Tre itinerari fra i Musei di Roma, per chi ha poco tempo
Un giorno solo fra i Musei di Roma
Mattina ai Musei Capitolini, con la sosta al Tabularium; pranzo veloce al Ghetto; pomeriggio a Palazzo Massimo alle Terme, entrando alle 15 e uscendo alle 17.30; se resta energia, la basilica di Santa Maria degli Angeli. È la giornata che dice più cose su Roma antica e sulla sua fortuna moderna.
Due giorni fra i Musei di Roma
Il primo come sopra. Il secondo: Galleria Borghese al primo turno del mattino, con prenotazione fatta settimane prima; passeggiata a Villa Borghese fino al Museo Pietro Canonica; pomeriggio a Palazzo Barberini e salita ai due scaloni; sera al Chiostro del Bramante se c'è una mostra. Chi preferisce l'archeologia sostituisca Barberini con Palazzo Altemps.
Tre giorni fra i Musei di Roma che nessuno fa
Terzo giorno interamente fuori dal centro: mattina alla Centrale Montemartini, pranzo a Testaccio, pomeriggio al Museo delle Civiltà all'EUR oppure alla Crypta Balbi e al Museo Barracco se si vuole restare in centro. Chi viaggia con bambini sostituisca l'EUR con Explora o con il Museo Civico di Zoologia.
Una curiosità su Musei di Roma - L'elenco completo
Il museo pubblico più antico del mondo non è a Parigi, non è a Londra e non è a Firenze: è sul colle capitolino, e la sua data di nascita è il 1471. In quell'anno Sisto IV della Rovere donò al popolo romano un gruppo di bronzi antichi conservati fino ad allora presso il palazzo lateranense: la Lupa, lo Spinario, il Camillo, la testa e la mano colossali di Costantino. Il gesto non aveva nulla di filantropico nel senso moderno. Era politica pura: il papa restituiva alla città i simboli della sua identità antica e in cambio consolidava il rapporto con il Comune, che sul Campidoglio aveva la propria sede istituzionale.
La collezione crebbe per aggiunte successive, con l'arrivo della statua equestre di Marco Aurelio nel 1538 per volontà di Paolo III e con l'acquisto della raccolta Albani nel 1733. Il passaggio decisivo è del 1734, quando Clemente XII aprì al pubblico il Palazzo Nuovo: da quel momento chiunque, pagando, poteva entrare a vedere le statue. Sessant'anni prima del Louvre, quaranta prima dei Musei Vaticani nella loro forma moderna.
C'è un dettaglio che quasi nessuno racconta e che a me pare la parte più bella della storia. La statua equestre di Marco Aurelio si è salvata dalla fusione medievale, cui furono destinati quasi tutti i bronzi antichi, perché si credeva raffigurasse Costantino, l'imperatore che aveva concesso libertà di culto ai cristiani. Un errore di identificazione ha salvato l'unico grande bronzo equestre romano giunto fino a noi. Il museo pubblico più antico del mondo, insomma, deve il suo pezzo più celebre a un equivoco durato mille anni, e il resto della raccolta a un papa che voleva farsi perdonare dai romani.
Una cosa che non ti dice nessuno su Musei di Roma - L'elenco completo
Che il biglietto non copre quasi mai quello che il visitatore crede che copra, e che la parola gratuito, a Roma, ha almeno quattro significati diversi.
Primo: nei musei civici, il biglietto della collezione permanente e la mostra temporanea sono due cose distinte. Chi entra ai Musei Capitolini con l'ingresso ordinario da 15 euro non vede le mostre in corso, che hanno un biglietto proprio; l'ingresso comprensivo di mostre costa 20,50 euro. Anche la MIC card, che apre gratuitamente le collezioni permanenti, sulle mostre concede solo una riduzione. Secondo: la gratuità per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, che si ottiene esibendo la carta d'identità alla cassa, vale sulla collezione permanente e non sulle esposizioni a pagamento. Terzo: la prima domenica del mese gratuita riguarda i musei statali, non quelli comunali, e in molti casi richiede comunque una prenotazione, che per i musei più richiesti si esaurisce in poche ore. Quarto: nei musei statali sono gratuiti tutti i minori di diciotto anni di qualsiasi nazionalità, mentre la fascia 18-25 anni paga una cifra simbolica che a Villa Giulia è di 2 euro.
Il corollario pratico è che due persone in fila alla stessa cassa, nello stesso momento, possono pagare zero, due, quindici o ventisette euro e mezzo a seconda di chi sono, di dove risiedono e di che cosa vogliono vedere. Nessun cartello lo spiega bene. Chi arriva preparato risparmia parecchio; chi arriva impreparato compra quasi sempre il biglietto più caro fra quelli disponibili, perché è il primo che il sistema propone.
Il consiglio che ti do per visitare Musei di Roma - L'elenco completo
Non fate più di un museo grande al giorno. È il consiglio più impopolare che do e quello che ha salvato più vacanze.
La soglia oltre la quale il cervello smette di guardare e comincia soltanto a passare davanti alle cose si colloca, per la maggior parte degli adulti, intorno alle due ore e mezza di attenzione visiva. Dopo, si cammina. Il programma che vedo più spesso, Vaticani al mattino e Galleria Borghese nel pomeriggio, produce due visite mediocri e un mal di testa. Il programma che funziona è un museo grande al mattino, un pranzo lungo, e nel pomeriggio o niente, oppure un museo piccolo scelto per contrasto: dopo Palazzo Massimo, il Museo Napoleonico; dopo i Capitolini, il Museo Barracco; dopo il Vaticano, la caffetteria del Chiostro del Bramante e nient'altro.
Secondo pezzo del consiglio: entrare nell'ultima ora e mezzo prima della chiusura. Le comitive escono, la biglietteria si svuota, i custodi sono più rilassati, e in molte sedi si resta soli davanti a opere che al mattino avevano dieci persone attorno. Terzo pezzo: comprare la MIC card se si vive o si studia a Roma, perché cambia il modo stesso di usare i musei. Una tessera che costa 5 euro l'anno autorizza a entrare per venti minuti, guardare una sala sola e uscire: è così che si conosce davvero un museo, non con le maratone.
Quarto e ultimo: prenotare solo dove serve davvero. La Galleria Borghese va prenotata con settimane di anticipo, i Musei Vaticani conviene prenotarli, il Colosseo va prenotato. Tutto il resto, nella stragrande maggioranza dei giorni dell'anno, si fa presentandosi alla cassa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che i musei di Roma sono in gran parte fatti con i materiali riemersi mentre si scavavano le fondamenta della città moderna. È un fatto noto agli addetti ai lavori e quasi mai raccontato ai visitatori, eppure spiega la fisionomia stessa delle collezioni romane.
Fra il 1870 e il 1900, dopo la proclamazione di Roma capitale, la città passò da duecentomila a mezzo milione di abitanti. Si costruirono interi quartieri: l'Esquilino sopra gli Horti imperiali, i Prati di Castello, il Quirinale, i muraglioni del Tevere. Ogni fondazione incontrava qualcosa. Il Museo Nazionale Romano nacque nel 1889 esattamente per questo: raccogliere il materiale che stava emergendo a ritmo insostenibile. Gli affreschi della Villa della Farnesina furono trovati nel 1879 durante i lavori dei muraglioni; il Pugilatore in bronzo fu recuperato sul Quirinale nel 1885, nell'area delle Terme di Costantino, e chi lo tirò fuori raccontò di essersi commosso; le sculture degli Horti Lamiani e degli Horti di Mecenate vennero fuori scavando i palazzi umbertini dell'Esquilino e sono oggi ai Capitolini e alla Centrale Montemartini.
Lo stesso è accaduto in tempi recenti: gli scavi dell'Auditorium hanno restituito una villa arcaica, quelli della metropolitana C hanno prodotto materiali esposti nelle stazioni, il cantiere di un ente previdenziale in piazza Vittorio ha portato alla luce gli Horti Lamiani. La conseguenza è che i musei romani non sono, come quelli del nord Europa, il risultato di spedizioni lontane: sono il deposito ordinato di quello che la città si è trovata sotto casa. È una differenza sostanziale, e cambia il modo di guardare le vetrine.
La foto giusta da fare a Musei di Roma - L'elenco completo
La fotografia che consiglio non è il Colosseo dal quinto piano e non è la Cappella Sistina, dove peraltro fotografare non si può. È la sala delle macchine della Centrale Montemartini: la Musa Polimnia in marmo bianco, appoggiata alla sua roccia, con dietro il nero e l'acciaio di un motore diesel degli anni Venti. Nessun'altra città offre questo cortocircuito, e nessuna immagine spiega meglio che cosa sia Roma: una stratificazione che non nasconde le giunture.
Come farla bene: la sala macchine è illuminata artificialmente e la luce è calda e bassa, quindi serve appoggiare la macchina o il telefono su una balaustra e allungare l'esposizione, senza flash, che qui è vietato e comunque appiattirebbe tutto. Inquadratura dal basso, con il motore che occupa il fondo e la statua leggermente decentrata. Il momento migliore è il primo pomeriggio infrasettimanale, quando la sala è vuota.
Le altre tre fotografie che vale la pena portarsi a casa: la piazza del Campidoglio dalla sommità della cordonata all'ora blu, con la pavimentazione ellittica che si legge ancora; il Foro Romano dalle arcate del Tabularium, che è un punto di vista che nessuno ha dalla strada; il cortile del Palazzo dei Conservatori con la mano colossale di Costantino in primo piano e i turisti sfocati dietro, che dà la misura reale del colosso. Nei musei civici e statali la fotografia senza flash e senza treppiede è in genere consentita nelle collezioni permanenti e vietata nelle mostre temporanee: la regola cambia da sede a sede ed è esposta all'ingresso.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 1471 è l'anno zero: Sisto IV dona i bronzi lateranensi al popolo romano e nasce, di fatto, il museo pubblico. Nel 1538 la statua equestre di Marco Aurelio viene trasferita dal Laterano al Campidoglio per volontà di Paolo III, e Michelangelo, chiamato a sistemarla, disegna intorno a essa la piazza che conosciamo. Nel 1734 Clemente XII apre il Palazzo Nuovo al pubblico: è il primo museo del mondo concepito per essere visitato da chiunque.
Nel 1797, con il Trattato di Tolentino, Napoleone impone allo Stato Pontificio la cessione di un elenco di capolavori: partono per Parigi il Laocoonte, l'Apollo del Belvedere, il Bruto Capitolino e decine di altre opere. Il ritorno avviene dopo il Congresso di Vienna, nel 1816, grazie alla missione affidata ad Antonio Canova: è l'evento che fonda l'idea moderna di patrimonio inalienabile di una nazione. Nel 1889 nasce il Museo Nazionale Romano, nel 1902 Giovanni Barracco dona la sua collezione alla città, nel 1911 l'Esposizione Internazionale lascia a Roma il Palazzo delle Belle Arti che ospita la Galleria Nazionale.
Il 25 marzo 1957, nella Sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori, sotto gli affreschi del Cavalier d'Arpino, vengono firmati i Trattati di Roma che istituiscono la Comunità Economica Europea e l'Euratom. La sala si visita con il normale biglietto dei Musei Capitolini, e quasi nessuno dei visitatori sa di trovarsi nel luogo di nascita dell'Unione Europea.
Nel 1997 le sculture capitoline vengono trasferite provvisoriamente nella centrale elettrica di via Ostiense per la mostra Le macchine e gli dei, e la soluzione provvisoria diventa definitiva nel 2001. Nel 2005 apre l'Esedra di Marco Aurelio, nel 2006 la teca di Richard Meier sull'Ara Pacis, nel 2010 il MAXXI di Zaha Hadid e la nuova sede del MACRO di Odile Decq. Nel 2016 riapre al pubblico, dopo un lungo restauro, il complesso del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano nella sua articolazione attuale.
Chi è passato da Musei di Roma - L'elenco completo
Johann Joachim Winckelmann, il fondatore della storia dell'arte come disciplina, arrivò a Roma nel 1755 e nel 1763 fu nominato commissario delle antichità della Camera Apostolica: passò gli ultimi anni della sua vita fra le sculture capitoline e vaticane, e la sua Storia dell'arte nell'antichità, pubblicata nel 1764, nasce dall'osservazione diretta di quelle statue. Le pagine che dedicò all'Apollo del Belvedere hanno formato il gusto europeo per un secolo e mezzo.
Johann Wolfgang von Goethe soggiornò a Roma fra il 1786 e il 1788 e frequentò assiduamente le collezioni capitoline; il suo Viaggio in Italia resta la testimonianza più letta di come un intellettuale del Settecento guardasse quelle sale. Nello stesso ambiente di viaggiatori del Grand Tour si muovono Stendhal, che visse a Roma a lungo negli anni Trenta dell'Ottocento, e generazioni di artisti nordici che venivano a disegnare i calchi.
Antonio Canova è passato da questi musei due volte: come scultore, con la Paolina Borghese eseguita fra il 1805 e il 1808 per la Galleria Borghese, e come diplomatico, quando nel 1815 lo Stato Pontificio lo incaricò di recuperare a Parigi le opere requisite dai francesi. Fu lui a riportare a casa il Laocoonte.
Diego Velazquez venne a Roma nel 1649 e 1650 e vi dipinse il ritratto di Innocenzo X che si vede alla Galleria Doria Pamphilj; Caravaggio lasciò nelle collezioni romane un numero di opere che nessun'altra città possiede; Gian Lorenzo Bernini lavorò per Scipione Borghese giovanissimo e per Urbano VIII per tutta la vita. Nel Novecento sono passati di qui Zaha Hadid, che ha firmato il MAXXI, Richard Meier con il museo dell'Ara Pacis e Odile Decq con il MACRO: tre architetti stranieri chiamati a inserire edifici contemporanei in una città che non perdona. Il 25 marzo 1957, infine, dalla Sala degli Orazi e Curiazi sono passati i capi di governo e i ministri degli esteri dei sei paesi fondatori della Comunità Europea, e la fotografia di quella firma è uno dei documenti più riprodotti del Novecento europeo.
Domande veloci su Musei di Roma - L'elenco completo
Quanti musei ci sono a Roma
Oltre un centinaio se si contano solo quelli regolarmente aperti al pubblico, molti di più se si includono le raccolte universitarie, ecclesiastiche e militari visitabili su prenotazione. Il sistema civico di Roma Capitale ne comprende una ventina, i musei statali della città e della provincia superano il centinaio fra musei veri e aree archeologiche, i privati sono decine. Nessun elenco è definitivo: alcune sedi chiudono per restauro e altre aprono ogni anno.
Qual è il museo più bello di Roma
Se la domanda ammette una sola risposta, la Galleria Borghese: per densità di capolavori per metro quadrato non ha rivali in Europa. Se la domanda è quale museo lascia il ricordo più forte, rispondo Palazzo Massimo alle Terme, per gli affreschi della Villa di Livia. Se è quale museo sorprende di più chi crede di conoscere Roma, la Centrale Montemartini.
Quanto costa la MIC card e chi può comprarla
Costa 5 euro e vale dodici mesi dall'attivazione. Possono acquistarla i maggiorenni residenti o domiciliati nella Città Metropolitana di Roma e gli studenti delle università pubbliche e private del territorio. Si fa alla cassa dei musei del sistema civico con un documento di identità e la prova del requisito.
I musei civici sono davvero gratis per i residenti a Roma
Il sistema civico prevede l'ingresso gratuito alle collezioni permanenti per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, presentando la carta d'identità alla cassa. Le mostre temporanee restano a pagamento, con un biglietto separato, e le esperienze multimediali seguono tariffe proprie.
Che differenza c'è fra musei civici e musei statali a Roma
I civici appartengono a Roma Capitale, sono gestiti dalla Sovrintendenza Capitolina, hanno biglietteria e tessere comuni e in gran parte restano aperti il lunedì. Gli statali dipendono dal Ministero della Cultura, chiudono quasi tutti il lunedì, applicano la gratuità sotto i diciotto anni e aderiscono alla prima domenica del mese gratuita. Un biglietto di un sistema non vale mai nell'altro.
Quando si entra gratis nei musei statali di Roma
Ogni prima domenica del mese, nell'ambito dell'iniziativa Domenica al Museo del Ministero della Cultura, nei consueti orari di apertura, con prenotazione consigliata o obbligatoria dove richiesta. Le informazioni e i biglietti passano dall'app Musei Italiani.
La prima domenica del mese vale anche per i Musei Vaticani
No. I Musei Vaticani non appartengono allo Stato italiano e hanno una gratuità propria: l'ultima domenica del mese, con orario ridotto dalle 9 alle 14 e ultimo ingresso alle 12.30. Nella stessa giornata la coda comincia molto presto.
Quanto costa il biglietto dei Musei Capitolini
L'ingresso ordinario per i non residenti costa 15 euro intero e 9,50 ridotto; l'ingresso comprensivo delle mostre in corso costa 20,50 euro intero e 15 euro ridotto. La Capitolini Card, valida sette giorni per i Musei Capitolini e la Centrale Montemartini, costa 15,50 euro intero e 11,50 ridotto. I residenti a Roma e nella Città Metropolitana entrano gratis nelle collezioni permanenti con un documento.
Quanto tempo serve per visitare i Musei Capitolini
Tre ore per una visita seria che comprenda Palazzo dei Conservatori, Palazzo Nuovo e il Tabularium; quattro se si vuole vedere anche la Pinacoteca con calma. Chi ha solo novanta minuti dedichi il tempo ai bronzi del Conservatori e alla Sala degli Imperatori.
Serve prenotare i musei di Roma
Per la Galleria Borghese sì: la prenotazione è obbligatoria e senza non si entra. Per i Musei Vaticani e per il Colosseo è fortemente consigliata. Per la quasi totalità degli altri musei, civici e statali, si compra alla cassa senza problemi, tranne nei giorni di gratuità e nelle domeniche di alta stagione.
Qual è il museo migliore di Roma con i bambini
Explora, in via Flaminia 82, per la fascia dai tre ai dieci anni, con turni di un'ora e quarantacinque minuti e prenotazione consigliata. Per i più grandi funzionano il Museo Civico di Zoologia, il Museo di Casal de' Pazzi con lo scavo preistorico sotto la passerella e il MIAC a Cinecittà.
Quali musei di Roma sono aperti il lunedì
I Musei Capitolini, il Museo dell'Ara Pacis e diverse altre sedi civiche restano aperti; la Galleria Doria Pamphilj e vari musei privati pure. Chiudono il lunedì quasi tutti i musei statali, la Centrale Montemartini, i Musei di Villa Torlonia, il MAXXI, il MACRO, il Palazzo delle Esposizioni e Villa Giulia.
Si possono fare fotografie nei musei di Roma
Nelle collezioni permanenti dei musei civici e statali la fotografia senza flash, senza treppiede e per uso personale è in genere consentita. Nelle mostre temporanee è quasi sempre vietata per ragioni di diritti sulle opere prestate. Nella Cappella Sistina e nella cripta dei Cappuccini le riprese non sono ammesse.
I musei di Roma sono accessibili in sedia a rotelle
Le sedi rinnovate lo sono con percorsi completi: Centrale Montemartini, Museo dell'Ara Pacis, MAXXI, MACRO, Palazzo Massimo, Museo delle Civiltà, e i Musei Capitolini con ascensori e ingresso dedicato. Restano difficili le case museo con scale strette, i camminamenti del Museo delle Mura e alcune sedi storiche non adattate. Telefonare due giorni prima resta la mossa più utile.
Esiste un biglietto unico per i musei di Roma
No, non esiste un biglietto che apra tutto. Esistono formule parziali: la MIC card per il sistema civico, la Capitolini Card per Capitolini e Montemartini, il biglietto valido per le quattro sedi del Museo Nazionale Romano, il combinato Barberini e Corsini, la Roma Pass che unisce trasporti e alcuni ingressi. Chi promette un pass universale vende qualcosa che non c'è.
Qual è il museo meno affollato di Roma
Ce ne sono molti. Fra quelli di alto livello, il Museo delle Civiltà all'EUR, il Museo Barracco, la Crypta Balbi, il Museo Napoleonico, il Museo Hendrik Christian Andersen, la Galleria Corsini. La Centrale Montemartini, pur essendo celebre, resta praticabile in qualunque pomeriggio feriale.
Quanto dura la visita alla Galleria Borghese
Quanto il turno prenotato, perché l'accesso è contingentato e alla fine del turno si esce. La visita è densissima e non si presta a essere prolungata: meglio scegliere in anticipo due o tre sale su cui fermarsi davvero.
Dove si comprano i biglietti dei musei di Roma
Sui siti ufficiali dei singoli musei, sul portale del sistema museale comunale per le sedi civiche, sull'app Musei Italiani del Ministero per gli statali, sul portale ufficiale vaticano per i Musei Vaticani. Comprare altrove significa quasi sempre pagare un margine in più su un biglietto identico.
Quali sono i musei gratuiti sempre a Roma
Alcune sedi civiche minori, diversi musei universitari, molte raccolte ecclesiastiche e i musei militari del Ministero della Difesa hanno ingresso libero tutto l'anno; gratuito è anche il Museo Storico della Liberazione di via Tasso. L'elenco aggiornato si trova nella pagina dei musei gratis a Roma.
Che cosa vedere a Roma in un giorno solo se amo i musei
Musei Capitolini al mattino e Palazzo Massimo alle Terme nel pomeriggio. È la giornata che copre meglio l'arco fra Roma antica e la sua fortuna moderna, senza spostamenti lunghi e senza prenotazioni obbligatorie.
I musei di Roma chiudono a Ferragosto
La maggior parte dei musei pubblici resta aperta nei giorni festivi estivi, con orario ordinario o ridotto; chiudono invece diverse sedi private e alcune fondazioni per ferie, e il Palazzo delle Esposizioni osserva una chiusura estiva. Le chiusure fisse dell'anno sono il 1 maggio e il 25 dicembre per i musei civici.
Vale la pena comprare la Roma Pass
Conviene a chi resta tre giorni, usa molto il trasporto pubblico e intende visitare almeno un grande sito a pagamento. Non conviene a chi si muove a piedi nel centro storico, a chi ha diritto a gratuità di legge e a chi ha già la MIC card. Le tariffe vanno verificate sul sito ufficiale prima dell'acquisto.
Qual è il museo più strano di Roma
Il Museo delle Anime del Purgatorio in lungotevere Prati, per la natura stessa della raccolta. Seguono il Museo Storico della Motorizzazione Militare, il Museo delle Lamette e il Museo di Anatomia Patologica della Sapienza. Roma è una città che colleziona qualunque cosa, e da molto tempo.
Un'ultima cosa, da chi accompagna gruppi da vent'anni
Il problema dei musei di Roma non è la quantità: è la fretta con cui li si attraversa. Ho visto persone entrare a Palazzo Massimo, fotografare gli affreschi della Villa di Livia in dieci secondi e uscire per andare a fare la fila al Colosseo. Quegli affreschi hanno duemila anni, sono l'unico giardino dipinto romano conservato per intero, e per vederli occorre restare fermi in quella stanza almeno un quarto d'ora, finché l'occhio non comincia a distinguere le specie botaniche, i melograni, i cotogni, gli uccelli posati sui rami. Vale più quel quarto d'ora di tre musei fatti di corsa.
Se dovessi indicare tre indirizzi a chi torna a Roma per la seconda volta e ha già visto i monumenti d'obbligo, direi la Centrale Montemartini, la Crypta Balbi e il Museo delle Civiltà. Nessuno dei tre compare nelle classifiche, tutti e tre insegnano qualcosa che gli altri non insegnano. E se vivete qui, fate la MIC card: cinque euro sono il prezzo di un anno in cui potete entrare in un museo perché piove, perché avete venti minuti liberi, perché vi va di rivedere una sola statua. È così che una città si possiede davvero.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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