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Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale nell’ex convento delle Carmelitane Scalze a S. Giuseppe Capo le Case
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Indirizzo:
Via Francesco Crispi, 24, 00187 Roma RM, Italia
Tickets:
Descrizione:

Visita la Galleria d'Arte Moderna di Roma (GAM): un viaggio di forme e colori nella storia artistica e culturale della Capitale

La Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, a due passi da Piazza Barberini, nasce come “collezione civica”, una collezione che potremmo chiamare “collezione dei cittadini”, e in particolare dei cittadini di Roma.

Il compito che le fu assegnato, dalla sua istituzione nel 1925, fu quello di documentare l’ambiente artistico romano nei suoi molteplici aspetti.

Non a caso troveremo nella raccolta, accanto alle opere di artisti riconosciuti come protagonisti della scena artistica italiana, quelle di “attori” secondari ma non per questo meno significativi per ricostruire la storia della cultura a Roma; e ancora troveremo accanto alle opere di illustri autori, che occasionalmente attraversarono l’ambiente romano attratti dal ruolo internazionale che la città conservava in età moderna, esempi più provinciali favoriti da un gusto borghese, diffidente alle novità, che non cessò di caratterizzare la cultura ufficiale della capitale.

Con alterne vicende, che hanno visto alternarsi periodi di illuminate acquisizioni a periodi di chiusura e di abbandono della collezione, la Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale offre al pubblico il suo ricco patrimonio artistico nella storica sede di Via Francesco Crispi, antico monastero di clausura delle Carmelitane Scalze.

Riaperta al pubblico nel novembre 2011 dopo un lungo periodo di chiusura che ha consentito l'adeguamento ai moderni standard museali, la Galleria propone oggi ai cittadini, agli studiosi, nonché ai numerosi turisti che frequentano la zona, un prezioso patrimonio di opere comprese tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.

La particolarità della sede, un edificio storico dalla superficie espositiva relativamente ridotta, permette l'allestimento di un numero limitato di pezzi, circa centocinquanta, a fronte di una collezione ben più vasta, di oltre 3000 opere tra dipinti, scultura e grafica.

Criterio guida della programmazione è stato quindi configurare il percorso espositivo come una mostra temporanea della collezione permanente, presentando a rotazione un numero ampio e vario di opere.

È così che la Galleria si pone oggi  come prezioso e insostituibile tassello nell’ampio e articolato panorama dell’offerta museale della Capitale: con una serie di mostre ed eventi ad ampio raggio, volti a valorizzare il patrimonio e attraversare con sempre nuove tematiche l’arte del XIX e XX secolo.

Un criterio che viene a coincidere con quello di numerosi musei moderni, specialmente dedicati all’arte contemporanea e che trasforma un’oggettiva difficoltà in qualità distintiva immediatamente percepibile.

Indipendentemente dalle occasioni espositive realizzate o in via di realizzazione il visitatore  si trova, infatti,  in uno spazio intimo, che rende  insolitamente privilegiato e confidenziale l’incontro con le opere esposte,  dove la musica, e talvolta le fragranze, accompagnano  il percorso espositivo.

Girolamo Masini, Cleopatra (1882) Galleria d'Arte Moderna di Roma (GAM)
Girolamo Masini, Cleopatra (1882) Galleria d'Arte Moderna di Roma (GAM)

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Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale | La Collezione

La collezione della Galleria d'Arte Moderna viene esposta a rotazione e secondo percorsi tematici specifici collegati alle mostre temporanee.

Sono invece sempre esposte le seguenti opere scultoree, a testimonianza del variegato percorso della scultura italiana dalla fine dell'Ottocento alla metà del Novecento:

Girolamo Masini, Cleopatra, 1882;
Adolfo Wildt, Maschera del dolore (Autoritratto), 1909;
Giovanni Prini, Gli amanti, 1909-1913;
Giovanni Prini, Le gemelle Azzariti, 1913;
Arturo Dazzi, Antonella, 1923;
Amleto Cataldi, Galatea, 1925;
Arturo Dazzi, Cavallino, 1927-1928;
Arturo Martini, Il pastore, 1930;
Marino Marini, Bagnante, 1934;
Dino Basaldella, Pescatore d'anguilla, 1934;
Attilio Torresini, Afrodite, 1930-1934;
Guido Galletti, Prometeo, 1935;
Ercole Drei, Il seminatore, 1937;
Italo Griselli, Romolo, 1937-1939;
Attilio Torresini, Riposo, 1938-1939;
Guido Galletti, Venere con i tre amorini, 1939;
Carlo Rivalta, Madre, 1939;
Tommaso Bertolino, Languore, 1939;
Giacomo Manzù, Bambina sulla sedia, 1955.

Alla collezione della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale appartengono oltre tremila opere: dipinti, sculture, disegni, incisioni che costituiscono un prezioso patrimonio per la storia del collezionismo e della cultura artistica a Roma sullo scorcio dell’Ottocento e lungo la prima metà del Novecento.

Le opere provengono da successivi e continuativi acquisti operati dal Comune di Roma presso le più importanti rassegne espositive nazionali e da donazioni private che in alcuni casi hanno incrementato la collezione con fondi consistenti di uno stesso artista.

La presenza di quelli, che la comunità scientifica ha definito capolavori degli artisti italiani tra Otto e Novecento, rendono la collezione emblematica e significativa: tra i nomi più rappresentativi, per il secolo XIX, ricordiamo Giulio Aristide Sartorio, Nino Costa, Onorato Carlandi, e in genere i pittori de I XXV della Campagna Romana, ma ancora, Adolfo De Carolis, Angelo Morbelli, Adolf Hirémy Hirschl; tra gli scultori attivi nello stesso periodo, importanti sono le testimonianze, a seguito di cospicue donazioni, di Vincenzo Gemito e di Ettore Ximenes.

Per il Novecento ampiamente documentata è la cultura figurativa del divisionismo con opere di Armando Spadini, Camillo Innocenti, Arturo Noci, Giacomo Balla ma la collezione trova la massima risonanza con le opere degli anni Trenta ed artisti come Scipione, Mario Mafai, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, documentando con esempi di grande rilevanza il particolare momento storico-artistico noto come Scuola Romana.

Ad opere emblematiche come Il Cardinal Decano di Scipione, del 1930, si affiancano numerose testimonianze delle tendenze artistiche presenti nella complessa cultura figurativa della prima metà del Novecento, dal movimento del Novecento al Realismo Magico, dal Secondo Futurismo all’articolato percorso della scultura italiana tra tradizione e modernità.

Da Francesco Trombadori a Giacomo Manzù, da Roberto Melli ad Afro, da Franco Gentilini a Carlo Carrà, da Marino Marini a Giulio Turcato, da Benedetta a Enrico Prampolini, da Arturo Martini a Giorgio Morandi, l’arte italiana è documentata in tutte le sue numerose sfaccettature e nel rapporto dialettico con le avanguardie europee.

La preziosa acquisizione negli anni Novanta di un’opera come il Comizio di Giulio Turcato, databile tra il 1949 e il 1950, sembra concludere idealmente questo percorso segnando, nel delicato equilibrio tra figurazione e astrazione, il passaggio ai linguaggi della contemporaneità.

Galleria d'Arte Moderna di Roma (GAM) - Tommaso Bertolino, Languore, 1939
Galleria d'Arte Moderna di Roma (GAM) - Tommaso Bertolino, Languore, 1939

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Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale | La Storia

La Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale ha una storia complessa e travagliata fin dal suo esordio ufficiale nel 1925.

Dopo le sofferte vicende legate alla raggiunta unità d’Italia, tutte le maggiori città gareggiarono fra di loro per dotarsi di un museo civico che testimoniasse al contempo sia il patrimonio storico-artistico del singolo territorio sia il rapporto culturale con il nuovo Stato.

A Roma questa volontà, documentata dal lontano 1883 quando il Comune di Roma effettuava i primi acquisti presso l’Esposizione Internazionale di Belle Arti tenutasi al Palazzo delle Esposizioni, troverà realizzazione nel 1925.

Nel 1925 venne istituita la Galleria d'Arte Moderna di Roma, all’interno di un più vasto progetto museale, presso il Palazzo Caffarelli in Campidoglio con un allestimento documentato nelle pagine della rivista “Capitolium” e curato da Settimo Bocconi.

Denominata dal 1931 Galleria Mussolini, nonostante il pregio e il numero delle acquisizioni, la galleria d'Arte Moderna di Roma fu soppressa temporaneamente nel 1938 e le opere concesse in deposito presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna o destinate ad arredi di uffici.

Eppure, nonostante le sfavorevoli circostanze, grande continuò ad essere l’importanza della collezione determinata dal pregio di numerosi acquisti e donazioni.

Nel 1900 il Comune di Roma istituì, con potere consultivo in materia di acquisizioni, il Comitato Storia e Arte, dal 1924 sostituito dalla Commissione Storia ed Arte tuttora attiva.

Grazie a questi organismi, l’Amministrazione Capitolina intraprendeva lungo il Novecento in modo continuativo una forte e tenace politica di acquisti, in particolare presso le mostre inaugurate a Roma, con lo scopo sia di promuovere le arti, e incoraggiarne la produzione, sia di dotare la capitale di una ricca collezione testimone del nuovo status.

L’attenzione si concentrò principalmente sulle Associazioni che si occupavano di promuovere eventi espositivi quali la Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti, attiva fino al 1929, le Biennali Romane, le Mostre di Arte Marinara, le Mostre di Arte Sacra, le Mostre Sindacali e le Quadriennali, quest’ultime di valenza nazionale, che avevano luogo presso il Palazzo delle Esposizioni.

Per avere un’idea della politica culturale di quegli anni, basti pensare che le opere acquistate per la Galleria Comunale nelle edizioni delle Quadriennali tra il 1931 e il 1943 furono ben 348, un patrimonio estremamente interessante che raccoglieva i nomi più significativi dell’arte italiana della prima metà del Novecento quali Carrà, de Chirico, Carena, Casorati, Capogrossi, Scipione, Cavalli, Afro, Severini, Trombadori, Morandi e molti altri che si andarono ad aggiungere alle opere di Carlandi, di Sartorio, di Coleman, e in genere agli artisti della Scuola Romana, oltre a un significativo nucleo di opere della seconda metà dell’Ottocento.

Per non dimenticare, poi, un variegato fondo ascrivibile agli anni tra Simbolismo e Secessione e a un nucleo altrettanto importante di opere futuriste degli anni Trenta.

Nel 1949, grazie a Carlo Pietrangeli e con la restituzione parziale del patrimonio in deposito presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, la Galleria venne nuovamente inaugurata.

La sede fu stabilita in Palazzo Braschi per essere, nel 1963 trasferita a Palazzo delle Esposizioni con una selezione permanente di opere curata dallo stesso Pietrangeli.

Disallestita nel 1972, per i lavori nel palazzo, le opere furono ancora trasferite a Palazzo Braschi, questa volta chiuse nei depositi, e in altri immobili comunali.

Nel 1989 la collezione fu oggetto di nuovo interesse con l’assegnazione di una sede presso l’ex Birreria Peroni, interessante esempio di archeologia industriale nel quartiere Nomentano, oggetto in quegli anni di un complesso piano di recupero.

Nel frattempo la Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale, con una selezione dei capolavori della collezione, nel 1995 veniva inaugurata la Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale in Via Crispi, nell’ex convento delle Carmelitane Scalze a S. Giuseppe Capo le Case, tuttora sede del Museo.

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale nell’ex convento delle Carmelitane Scalze a S. Giuseppe Capo le Case
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