Musei Capitolini

I Musei Capitolini sono in Piazza del Campidoglio 1, 00186 Roma, sulla sommità del colle capitolino, a cinque minuti a piedi da piazza Venezia salendo la cordonata michelangiolesca. Il biglietto per la sola collezione permanente costa 15,00 euro intero e 9,50 euro ridotto per i non residenti; con le mostre in corso si sale a 20,50 euro intero e 15,00 euro ridotto, listino in vigore dal 13 maggio 2026. I residenti a Roma e nella Città Metropolitana entrano gratis esibendo la carta d'identità, regola attiva dal febbraio 2026. Gli orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, ultimo ingresso alle 18.30, chiusura soltanto il 1 maggio e il 25 dicembre, orario ridotto 9.30-14.00 il 24 e il 31 dicembre. La prenotazione non è obbligatoria: il biglietto si compra in sede oppure online su museiincomuneroma.vivaticket.it con un euro di prevendita. Per informazioni il numero è lo 060608, attivo ogni giorno dalle 9.00 alle 19.00. Chi vuole inquadrare la visita dentro un itinerario più largo trova la mappa completa dei musei di Roma nella scheda dedicata.

🏺✦ Salta la coda

Musei Capitolini: biglietto salta-coda

La terrazza del Campidoglio guarda i Fori dall'alto: da vedere verso sera, quando la luce e bassa.

★★★★★✓ Conferma immediataBiglietto sul telefono

Confronta le esperienze a Roma

Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Food tour✦ Vieni affamato

Food tour

Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

Bar hopping e vita notturna

Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

Vespa e Ape Calessino

In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour in sidecar✦ Il più scenografico

Tour in sidecar

Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

Bus hop-on hop-off

Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

Capri e Costiera Amalfitana

Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

Trevi, Pantheon e piazze

Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Segway e monopattino✦ Poco sforzo

Segway e monopattino

Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour in e-bike✦ Senza fatica

Tour in e-bike

Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →

Musei Capitolini
Musei Capitolini - Piazza del Campidoglio, 1, 00186 Roma RM

Accompagno visitatori su questo colle da vent'anni e ho maturato una convinzione che non ho mai cambiato: se a Roma hai tempo per un museo solo, quel museo sono i Musei Capitolini. Non i Vaticani, che sono una maratona; non una galleria monografica, per quanto splendida. Qui, in un solo biglietto, ci sono la Lupa che allatta i gemelli, la statua equestre di Marco Aurelio nell'originale, un Caravaggio, la Venere Capitolina, il Galata morente e un affaccio sul Foro Romano che vale da solo il prezzo dell'ingresso. E c'è un primato che nessun altro museo del pianeta può rivendicare: questa è la più antica raccolta pubblica d'arte del mondo, nata nel 1471 da una donazione al Popolo Romano.

Musei Capitolini: tre palazzi intorno alla piazza di Michelangelo

La geografia del complesso va capita prima di entrare, perché orienta tutta la visita. I Musei Capitolini occupano i palazzi che delimitano Piazza del Campidoglio: il Palazzo dei Conservatori, a destra per chi arriva dalla cordonata, dove si trovano l'ingresso e la biglietteria; il Palazzo Nuovo, che gli fa da specchio sul lato opposto; e, alle spalle dei Conservatori, il Palazzo Caffarelli con il Palazzo Clementino, oggi sede delle grandi mostre temporanee. Il Palazzo Senatorio, quello centrale con la torre e la fontana, è la sede del Comune di Roma e non fa parte del percorso museale, con una eccezione sotterranea di cui parlerò più avanti: il Tabularium, l'antico archivio di Stato romano su cui il palazzo poggia.

Il biglietto è unico e copre tutto il percorso: Appartamento dei Conservatori, Esedra di Marco Aurelio, area del tempio di Giove Capitolino, Pinacoteca Capitolina, Galleria Lapidaria, Tabularium e Palazzo Nuovo. I due palazzi principali sono collegati da una galleria scavata sotto la piazza, quindi non serve uscire e rientrare: si scende sotto il selciato michelangiolesco e si riemerge dall'altra parte. Chi visita i Musei Capitolini per la prima volta spesso non se lo aspetta, e infatti la Galleria di Congiunzione resta una delle sorprese più gradite del percorso.

La piazza stessa è parte integrante del museo, ed è bene saperlo: il disegno stellato del pavimento, i due ordini architettonici dei palazzi, la scenografia obliqua che accoglie chi sale dalla cordonata sono il frutto della risistemazione affidata a Michelangelo nel Cinquecento. Il colle, la piazza e la salita monumentale hanno ciascuno la propria scheda: per il contesto rimando a Campidoglio e alla cordonata capitolina.

Quanto costa il biglietto dei Musei Capitolini nel 2026

Il listino ufficiale in vigore dal 13 maggio 2026 distingue fra biglietto integrato con le mostre e biglietto per la sola collezione. Lo riporto per esteso, perché è qui che si decidono i conti della giornata.

Biglietto Musei Capitolini con le mostre "Vasari e Roma" e "Angeli":

  • intero non residenti 20,50 euro
  • ridotto 15,00 euro
  • gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana con documento, per i possessori di MIC card e di Roma Pass e per le categorie esenti

Solo collezione permanente dei Musei Capitolini:

  • intero non residenti 15,00 euro
  • ridotto 9,50 euro
  • gratuito per i residenti

Mostra "Diego Rivera" a Villa Caffarelli, dal 9 giugno al 13 dicembre 2026:

  • intero 15,00 euro, ridotto 13,00 euro
  • tariffa famiglia con due adulti e figli minorenni 22,00 euro
  • scuole 4,00 euro per alunno

Biglietti cumulativi dei Musei Capitolini:

  • Super Cumulativo con tutte le mostre: 27,50 euro intero, 23,50 euro ridotto
  • Capitolini Card, valida 7 giorni, che comprende Musei Capitolini e Centrale Montemartini: 15,50 euro intero, 11,50 euro ridotto, con una integrazione di 5,50 euro per le mostre in corso

Servizi a pagamento:

  • videoguida sull'esposizione permanente, in cinque lingue: 6,00 euro
  • audioguida 4,00 euro; audioguida per bambini dai 6 ai 12 anni 4,00 euro
  • radioguide per gruppi, kit da 30 ricevitori: 18,00 euro
  • diritto di prevendita per l'acquisto online: 1,00 euro

Tre avvertenze che valgono più del listino. La prima: i biglietti preacquistati online o tramite call center non sono rimborsabili né modificabili. La seconda: se al momento dell'acquisto non includi una mostra e poi cambi idea davanti alla locandina, in biglietteria paghi una integrazione, non la semplice differenza. Decidere prima conviene. La terza: i prezzi seguono il calendario delle esposizioni, quindi il listino cambia quando cambiano le mostre; il quadro qui sopra è quello dichiarato valido fino all'inizio di settembre 2026, dopo di che conviene ricontrollare sul sito ufficiale o allo 060608.

La Capitolini Card merita una parola in più, perché è il biglietto che consiglio a chiunque resti in città almeno due giorni: con 50 centesimi più del biglietto semplice porta a casa anche la Centrale Montemartini, la seconda sede dei Musei Capitolini in via Ostiense 106, dove le sculture antiche dialogano con le turbine della prima centrale elettrica pubblica di Roma. Due musei così diversi con un solo acquisto sono, a mio giudizio, il miglior rapporto fra spesa e bellezza che Roma offra in questo momento.

Chi entra gratis ai Musei Capitolini e chi paga il ridotto

La novità più importante degli ultimi anni è arrivata nel febbraio 2026: tutti i musei del Sistema Musei di Roma Capitale, Musei Capitolini in testa, sono diventati gratuiti per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana. Basta la carta d'identità, senza tessere e senza registrazioni. Per un romano, oggi, salire al Campidoglio e attraversare venti secoli di arte costa esattamente zero, e trovo indifendibile che tanti romani non lo abbiano ancora fatto.

Le altre gratuità previste dalle condizioni ufficiali:

  • tutti, la prima domenica di ogni mese
  • bambini sotto i 6 anni
  • persone con disabilità insieme a un accompagnatore
  • studenti universitari e domiciliati temporanei muniti di MIC card
  • docenti delle scuole statali e comunali
  • guide turistiche abilitate dell'Unione Europea
  • soci ICOM e ICOMOS
  • giornalisti con documento comprovante l'attività
  • gruppi scolastici accompagnati dai loro insegnanti, secondo i contingenti stabiliti
  • cittadini di Parigi, in virtù del gemellaggio esclusivo fra le due capitali

Rileggete l'ultima riga, perché non è un refuso: Roma e Parigi sono legate da un gemellaggio esclusivo e i parigini entrano gratis nei musei civici romani, come i romani in molti musei parigini. È una delle clausole più eleganti e meno conosciute della diplomazia municipale europea.

Attenzione però alle esclusioni: le condizioni di gratuità non coprono tutto. Restano fuori, fra l'altro, l'Ara Pacis per le mostre, il nuovo spazio del Museo di Roma e soprattutto Villa Caffarelli, che è dentro il complesso capitolino: se la mostra che volete vedere è ospitata lì, la prima domenica del mese non basta.

Il biglietto ridotto dei Musei Capitolini spetta ai non residenti fra i 6 e i 25 anni, ai gruppi di almeno 20 persone, ai possessori di Roma Pass e agli abbonati del trasporto pubblico romano. E poi c'è la riduzione che quasi nessuno sfrutta e che io suggerisco a ogni visitatore non residente: il mercoledì, nelle ultime due ore di apertura, il biglietto costa la metà. Per chi ha già chiaro cosa vuole vedere, due ore ben spese ai Musei Capitolini valgono più di quattro ore passate a vagare. L'elenco completo dei musei gratuiti della città si trova nella pagina sui musei gratis a Roma.

La MIC card e i Musei Capitolini

La MIC card è l'abbonamento civico ai musei di Roma: costa 5 euro, dura dodici mesi e apre gratuitamente le porte di tutto il Sistema Musei di Roma Capitale, Musei Capitolini compresi, oltre a dare diritto a riduzioni sulle mostre con bigliettazione separata. Possono sottoscriverla i maggiorenni residenti o domiciliati a Roma e nella Città Metropolitana e gli studenti delle università del territorio, e si acquista online su miccard.roma.it, tramite l'app dedicata, nei musei del Sistema e ai Tourist Infopoint.

Dal febbraio 2026, con la gratuità generalizzata per i residenti, il senso della MIC card è cambiato: chi risiede a Roma entra ormai con la carta d'identità e usa la tessera soprattutto per le riduzioni sulle mostre. Per i domiciliati temporanei e per gli studenti universitari fuori sede, invece, la MIC card resta la chiave d'ingresso gratuita, e cinque euro per dodici mesi di musei restano l'investimento culturale più conveniente d'Italia. Lo dico a ogni studente che incontro: farla il primo giorno di lezione, non l'ultimo.

Mic card - 12 mesi nei Musei di Roma Capitale a solo 5 euro - valida solo per studenti e residenti a Roma (clicca QUI)
Mic card - 12 mesi nei Musei di Roma Capitale a solo 5 euro - valida solo per studenti e residenti a Roma (clicca QUI)

Orari dei Musei Capitolini, ultimo ingresso, giorni di chiusura

Il calendario dei Musei Capitolini è fra i più generosi d'Italia: apertura tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura, quindi alle 18.30. Le uniche chiusure annuali sono il 1 maggio e il 25 dicembre; il 24 e il 31 dicembre si visita con orario ridotto dalle 9.30 alle 14.00, mentre per il 1 gennaio il calendario 2026 prevedeva un'apertura posticipata dalle 11.00 alle 20.00.

Il dato che vale oro è l'assenza del giorno di chiusura settimanale: i Musei Capitolini sono aperti anche il lunedì, quando mezza Roma museale abbassa la saracinesca. Se il vostro lunedì romano rischia di restare vuoto, il colle capitolino è la risposta, magari abbinato ai Mercati di Traiano, anch'essi civici e a cinque minuti di cammino.

Sui tempi di visita parlo per esperienza diretta: un giro completo dei Musei Capitolini, senza correre e senza fermarsi a ogni didascalia, chiede tre ore. Chi ama la pittura e vuole godersi la Pinacoteca ne mette in conto quattro. Chi ha soltanto due ore deve scegliere prima cosa vedere, e più avanti propongo un ordine di visita collaudato su centinaia di gruppi. L'errore da non commettere è entrare alle 17.30 pensando di vedere tutto: i Musei Capitolini non sono un museo da assaggio.

La storia dei Musei Capitolini, il museo pubblico più antico del mondo

La storia di questa istituzione è un racconto di papi che restituiscono, di architetti che muoiono prima di vedere finita l'opera e di capolavori che attraversano le Alpi in due direzioni. Vale la pena seguirla con ordine, perché spiega ogni sala che attraverserete.

1471: Sisto IV dona i bronzi al Popolo Romano

Tutto comincia nel 1471, quando papa Sisto IV della Rovere dona solennemente al Popolo Romano un gruppo di bronzi antichi fino ad allora conservati al Laterano: la Lupa, lo Spinario, il Camillo e la testa colossale bronzea di Costantino con il globo e la mano. Le sculture vengono collocate nel cortile e sulla facciata del Palazzo dei Conservatori, davanti agli occhi di tutti. È l'atto di nascita dei Musei Capitolini e, per consenso generale degli storici, del concetto stesso di museo pubblico: per la prima volta una collezione d'arte non appartiene a un principe, a un cardinale o a una corporazione, ma a una città. Il gesto ha un peso politico enorme: il papa riconsegna ai romani le memorie della loro antica grandezza, e le colloca sul colle che da sempre è sede del governo cittadino.

Il Cinquecento: Michelangelo, Paolo III e Pio V

Il secondo tempo della storia è michelangiolesco. Nel gennaio 1538 papa Paolo III Farnese fa trasferire dal Laterano al Campidoglio la statua equestre di Marco Aurelio, e l'anno seguente affida a Michelangelo Buonarroti la risistemazione complessiva della piazza. Il progetto ridisegna la facciata medievale del Palazzo dei Conservatori, già eretto in quella posizione per volere di papa Niccolò V: al posto del portico gotico, due ordini sovrapposti, il corinzio delle grandi paraste su piedistalli a tutta altezza e lo ionico che regge le volte del portico, con una teoria di finestre tutte uguali. Michelangelo muore nel 1564 senza vedere il cantiere concluso; i lavori proseguono con Guido Guidetti e vengono terminati nel 1568 da Giacomo Della Porta, fedele ai disegni del maestro con una sola deroga significativa: una sala di rappresentanza più ampia al primo piano, che impose una finestra più grande delle altre sulla facciata. Gli interventi successivi dentro il palazzo, dallo scalone monumentale alla ridistribuzione delle sale dell'Appartamento dei Conservatori, costarono la perdita di parte degli affreschi di inizio Cinquecento che decoravano le stanze affacciate sulla piazza.

Nella seconda metà del Cinquecento arriva un'altra ondata di opere: papa Pio V, che considerava sconveniente la presenza di sculture pagane nei palazzi apostolici, trasferisce dal Vaticano al Campidoglio un gruppo imponente di marmi antichi. La severità di un papa inquisitore diventa, paradossalmente, una fortuna per il museo civico.

Il Seicento e il Settecento: Palazzo Nuovo, la collezione Albani, l'apertura al pubblico

Nel 1654 si completa la costruzione del Palazzo Nuovo, il gemello speculare dei Conservatori sul lato settentrionale della piazza, pensato fin dall'inizio per accogliere le raccolte in crescita. Il passaggio decisivo arriva però nel dicembre 1733, quando papa Clemente XII acquista la collezione di sculture del cardinale Alessandro Albani, quattrocento pezzi che rischiavano di partire per l'estero, e istituisce formalmente il Museo Capitolino. L'anno dopo, nel 1734, il museo apre alle visite del pubblico: se il 1471 segna la nascita della collezione civica, il 1734 segna la nascita del museo moderno, con le sue regole di accesso. I due primati convivono senza contraddirsi, e i Musei Capitolini li rivendicano entrambi a ragione.

A metà Settecento il successore di Clemente, papa Benedetto XIV, aggiunge il tassello mancante: la Pinacoteca Capitolina, formata acquistando in blocco le quadrerie delle famiglie Sacchetti e Pio di Savoia, alle quali vengono affiancati i frammenti della Forma Urbis severiana, la gigantesca pianta marmorea di Roma antica. Da allora si parla di Musei Capitolini al plurale: sculture da una parte, dipinti dall'altra, sotto un'unica istituzione civica.

Le spoliazioni napoleoniche e i recuperi di Canova

Il capitolo più doloroso arriva a fine Settecento. Con il Trattato di Tolentino, firmato il 19 febbraio 1797 fra Napoleone Bonaparte e lo Stato Pontificio, decine di capolavori romani prendono la via di Parigi per alimentare il futuro Musee Napoleon: dai Capitolini partono, fra gli altri, lo Spinario, la Venere Capitolina, il Bruto capitolino e il Galata morente. La ferita si rimargina solo dopo il Congresso di Vienna, quando Antonio Canova, delegato dal pontefice per i cosiddetti ricuperi, riporta a Roma la maggior parte delle opere: la scheda ufficiale del Galata, per dire, registra con precisione notarile il soggiorno francese dal 1797 al 1816. Non tutto però torna: il Sarcofago delle Muse, giunto ai Capitolini con la collezione Albani, resta al Louvre, dove si trova ancora oggi. Chi cerca il lato umano di questa vicenda pensi a Canova che negozia a Parigi, opera per opera, la restituzione dell'identità di una città.

Dall'Unità d'Italia alla Centrale Montemartini

Gli sventramenti e i cantieri della Roma capitale post-unitaria portano alla luce una quantità enorme di materiali archeologici, raccolti nel Magazzino Archeologico Comunale, poi ribattezzato Antiquarium, e in parte confluiti nelle sale capitoline. È questa eccedenza a generare, alla fine degli anni Novanta del Novecento, l'esperimento espositivo più riuscito della museologia romana: la collocazione delle sculture antiche dentro l'ex centrale termoelettrica Giovanni Montemartini, sulla via Ostiense. Quella che doveva essere una sistemazione provvisoria è diventata la seconda sede permanente dei Musei Capitolini, dove gli dei di marmo posano fra caldaie e motori diesel. Ne parlo con affetto dichiarato: è il museo che consiglio ai romani che credono di aver visto tutto.

L'ultimo grande intervento sul colle è l'Esedra di Marco Aurelio, l'aula vetrata progettata da Carlo Aymonino nell'area del Giardino Romano, dietro il Palazzo dei Conservatori, per accogliere l'originale della statua equestre dopo il restauro. Con l'Esedra il percorso dei Musei Capitolini ha trovato il suo baricentro contemporaneo: una piazza coperta dove l'imperatore a cavallo riceve la luce del giorno senza subirne le intemperie.

La visita ai Musei Capitolini, palazzo per palazzo e sala per sala

Da qui in avanti racconto il percorso come lo faccio fare ai miei gruppi: Palazzo dei Conservatori con l'Appartamento storico, Esedra di Marco Aurelio, area del tempio di Giove, Pinacoteca, discesa nella Galleria Lapidaria, Tabularium e risalita nel Palazzo Nuovo. È l'ordine che asseconda l'architettura invece di combatterla, e distribuisce le meraviglie in modo che l'ultima sala non trovi il visitatore già svuotato.

Palazzo dei Conservatori al Campidoglio
Cortile del Palazzo dei Conservatori al Campidoglio

Il Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini

Il palazzo prende il nome dai Conservatori, la magistratura elettiva che insieme al Senatore amministrava la città: qui si riunivano, qui ricevevano, e le sale che attraverserete erano le loro stanze di rappresentanza. È un dettaglio che cambia lo sguardo: l'Appartamento dei Conservatori non nasce come museo, nasce come palazzo di governo che si è riempito d'arte per sei secoli, e la stratificazione si sente a ogni passo.

Il cortile con i frammenti del colosso di Costantino

Appena varcato l'ingresso, il cortile presenta il pezzo più fotografato dei Musei Capitolini: i frammenti marmorei del colosso di Costantino, la testa alta più di due metri e mezzo, la mano con l'indice puntato al cielo, i piedi giganteschi. Provengono dalla Basilica di Massenzio al Foro Romano e risalgono al IV secolo: la statua originaria, un acrolito con le parti scoperte in marmo e il resto in materiali più leggeri, superava i dodici metri. Consiglio da fotografo di lungo corso: non mettetevi accanto al piede come fanno tutti, mettete una persona accanto alla testa, e la scala del mostro imperiale diventerà evidente.

La Sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini

È la sala più solenne del complesso e troppi la attraversano distrattamente. La decorazione ad affresco fu affidata nel 1595 a Giuseppe Cesari, il Cavalier d'Arpino, che vi lavorò a più riprese fino alla fine degli anni Trenta del Seicento: il ritrovamento della lupa (1596), la battaglia di Tullo Ostilio contro Veio e Fidene (1597-1601), il combattimento fra Orazi e Curiazi (1612-1613), il ratto delle Sabine (1635-1636), Numa Pompilio e le Vestali (1636-1638), la fondazione di Roma (1638-1639). Quarant'anni di cantiere per un solo ciclo: anche questo racconta la lentezza maestosa della Roma barocca. Ai lati vegliano due ritratti papali che sono un manuale di scultura seicentesca a confronto: l'Urbano VIII marmoreo di Gian Lorenzo Bernini (1635-1640) e l'Innocenzo X bronzeo di Alessandro Algardi (1645-1650). Il restauro concluso nel febbraio 2017 ha restituito agli affreschi una leggibilità che non avevano da generazioni.

In questa sala, il 25 marzo 1957, furono firmati i Trattati di Roma che istituirono la Comunità Economica Europea; il 29 ottobre 2004, sotto gli stessi affreschi, i rappresentanti di venticinque Stati membri firmarono il Trattato costituzionale europeo. L'Europa moderna è nata due volte dentro i Musei Capitolini, e la cosa viene ricordata meno di quanto meriti.

La Sala della Lupa: la Lupa Capitolina

La Lupa Capitolina, bronzo alto 75 centimetri, è esposta nella sala che ne porta il nome, dentro l'Appartamento dei Conservatori. La scheda ufficiale del museo la data al V secolo a.C. e la riferisce a botteghe etrusche o magno-greche; una parte della critica, sulla base delle analisi condotte durante il restauro degli anni Duemila, ha proposto invece una datazione medievale, e il dibattito scientifico non si è chiuso. Distinguo con cura, come si deve: la datazione antica è quella ufficiale del museo, quella medievale resta un'ipotesi moderna autorevole ma discussa. Su un punto invece c'è accordo: i gemelli Romolo e Remo non appartengono al bronzo originario e furono aggiunti in età rinascimentale, durante la ristrutturazione michelangiolesca, con una attribuzione tradizionale alla cerchia del Pollaiolo. Prima di diventare l'icona della città, la Lupa era al Laterano come simbolo della giustizia papale: anche i simboli cambiano mestiere.

Lo Spinario, il Camillo e i bronzi della donazione

Nelle sale dell'Appartamento si incontrano gli altri protagonisti della donazione del 1471. Lo Spinario, il ragazzo assorto che si toglie una spina dal piede, è uno dei bronzi più copiati e amati d'Europa, già meraviglia dei viaggiatori medievali quando ancora si trovava fuori dal Laterano. Il Camillo, il giovane inserviente sacrificale dai tratti gentili, gli fa da contrappunto. Con loro il percorso conserva anche il cosiddetto Bruto capitolino, la testa bronzea severa che l'Ottocento volle identificare con il primo console della Repubblica, e il bronzo noto come Cavallo dal vicolo delle Palme, dal luogo di ritrovamento in Trastevere. Fra le opere medievali, la tradizione museale assegna un posto d'onore al ritratto di Carlo I d'Angiò attribuito ad Arnolfo di Cambio, databile agli anni Settanta del Duecento e considerato uno dei primi ritratti verosimili di un personaggio vivente scolpiti in Europa dopo l'antichità.

Le Sale Castellani e le raccolte minori dei Musei Capitolini

Le Sale Castellani custodiscono la collezione donata da Augusto Castellani nella seconda metà dell'Ottocento: ceramiche arcaiche dall'VIII al IV secolo a.C., di area soprattutto etrusca ma anche greca e italica, raccolte da una dinastia di orafi che fece della passione antiquaria un mestiere di famiglia. Poco lontano, la Sala delle Oche e la Sala Egizia aggiungono due digressioni piacevoli al percorso. Il palazzo ospita anche la Protomoteca, la raccolta di busti ed erme di uomini illustri che una tradizione consolidata vuole trasferita dal Pantheon al Campidoglio nel primo Ottocento. Un avvertimento pratico di stretta attualità: dall'agosto 2026 le sale degli Horti di Mecenate sono chiuse per manutenzione, e la Sala Pietro da Cortona della Pinacoteca è inaccessibile dal febbraio 2026 per lavori. La pagina degli avvisi del sito ufficiale, prima della visita, va sempre consultata.

L'Esedra di Marco Aurelio, la sala più importante dei Musei Capitolini

Nel Giardino Romano, l'area scoperta che segnava il confine fra la proprietà dei Conservatori e quella dei Caffarelli, l'aula vetrata di Carlo Aymonino accoglie il pezzo che da solo giustifica il viaggio: la statua equestre di Marco Aurelio, bronzo di 424 centimetri databile fra il 161 e il 180 d.C. Quella che vedete al centro della piazza è una copia, collocata il 19 aprile 1997; l'originale è qui dentro dal 1990, in ambiente climatizzato, dopo il restauro condotto fra il 1981 e il 1988 sui danni rilevati nel 1979.

La ragione per cui questo bronzo esiste ancora merita di essere raccontata ogni volta: nel Medioevo le statue equestri imperiali finivano in fornace, il bronzo serviva per campane e cannoni. Questa si salvò perché venne creduta l'immagine di Costantino, il primo imperatore cristiano, e dunque intoccabile. Un errore di identificazione durato secoli ha conservato l'unico grande bronzo equestre antico giunto integro fino a noi. La statua rimase al Laterano almeno dalla fine dell'VIII secolo, fino al trasferimento sul Campidoglio nel 1538.

L'Esedra non è un guscio vuoto intorno al cavaliere. Accoglie anche l'Ercole in bronzo dorato rinvenuto nell'area del Foro Boario, presso l'attuale Bocca della Verità, i frammenti bronzei del colosso di Costantino, la testa, la mano sinistra e il globo, e il gruppo ellenistico del leone che azzanna un cavallo, per secoli simbolo della giustizia capitolina. Sul fondo, a vista, le fondazioni del tempio di Giove.

Il tempio di Giove Capitolino sotto i Musei Capitolini

Pochi visitatori arrivano ai Musei Capitolini sapendo che dentro il percorso si cammina accanto alle fondazioni del tempio più importante dell'antichità romana: il tempio di Giove Ottimo Massimo, dedicato alla triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva. Voluto dai Tarquini nel VI secolo a.C. e inaugurato, secondo la tradizione, il 13 settembre del 509 a.C., l'anno stesso della nascita della Repubblica, fu ricostruito più volte, l'ultima sotto Domiziano. Le fondazioni in blocchi di cappellaccio, esplorate compiutamente con gli scavi conclusi nel 2000, occupano un'area pari all'intero palazzo Caffarelli soprastante: davanti al cosiddetto Muro Romano, l'unico tratto del podio conservato fino alla sommità, si misura d'un colpo la scala ciclopica dell'edificio che dominava Roma arcaica. Ogni trionfo militare della Repubblica terminava quassù, ai piedi della statua del dio: il colle dei Musei Capitolini è stato per mille anni il punto d'arrivo della storia romana.

Musei Capitolini
Musei Capitolini

La Pinacoteca Capitolina dei Musei Capitolini

All'ultimo piano del Palazzo dei Conservatori, la Pinacoteca è la parte del percorso che i visitatori stanchi sacrificano, e sbagliano. Nata a metà Settecento per volere di Benedetto XIV con le quadrerie Sacchetti e Pio, conserva un patrimonio pittorico che in qualunque altra città farebbe da solo un museo di prima grandezza.

Il vertice è il San Giovanni Battista di Caravaggio: olio su tela del 1602, 129 per 95 centimetri, esposto nella Sala di Santa Petronilla, così chiamata per la pala colossale del Guercino con la sepoltura della santa che vi domina una parete. La provenienza del Caravaggio è documentata passaggio per passaggio, dalla collezione Mattei al cardinale Del Monte alla famiglia Pio, ed è un caso raro di pedigree completo per un'opera del maestro lombardo. Il giovane Battista nudo che si volta ridendo verso chi guarda, con l'ariete accanto, resta una delle immagini più spiazzanti del primo Seicento: niente santità di maniera, solo un adolescente vero colto in un momento di gioia. Chi vuole proseguire l'inseguimento caravaggesco a Roma trova le altre tele alla Galleria Borghese e nelle chiese del centro.

Fino al 4 gennaio 2027 la Pinacoteca ospita anche la mostra dossier sul non finito pittorico, costruita sui dipinti incompiuti delle raccolte capitoline: un'occasione intelligente per guardare la pittura dal lato del processo invece che del risultato. Due avvertenze di servizio: la Sala Pietro da Cortona è temporaneamente chiusa per lavori dal febbraio 2026, e l'apparato didascalico della Pinacoteca è in corso di revisione e aggiornamento. Se una didascalia manca o appare provvisoria, la videoguida da 6 euro compensa bene.

La Galleria Lapidaria dei Musei Capitolini e il passaggio sotto la piazza

Dal Palazzo dei Conservatori si scende sotto il livello della piazza e si imbocca la Galleria di Congiunzione, il passaggio sotterraneo che collega i tre palazzi affacciati sul Campidoglio. Il tratto principale è allestito come Galleria Lapidaria, l'esposizione delle epigrafi capitoline, riaperta nel 2005 dopo trent'anni di chiusura con un ordinamento in nove sezioni tematiche: i linguaggi, le professioni e i mestieri, il gioco, il sepolcro, il culto, il diritto, la viabilità e gli acquedotti, i militari, l'aristocrazia romana.

Molti la percorrono in fretta, come un corridoio di servizio verso il Tabularium. Errore mio malgrado comprensibile, ma errore: le epigrafi sono la voce diretta dei romani comuni, quella che le statue non danno. La sezione sul gioco, con le tabulae lusoriae incise e le loro frasi di sfida, e la sezione sui mestieri raccontano la città antica meglio di tre sale di imperatori. C'è anche un servizio che quasi nessuno usa: una postazione informatica con le schede di tutte le 1400 iscrizioni del precedente allestimento, comprese quelle non più esposte. Per chi studia, o per chi cerca un nome, è una miniera senza coda.

Il Tabularium, l'affaccio dei Musei Capitolini sul Foro Romano

In fondo alla Galleria Lapidaria si sale nel Tabularium, l'edificio che regge il Palazzo Senatorio: era l'archivio dello Stato romano, dove si conservavano le leggi e gli atti pubblici incisi su tavole di bronzo, le tabulae che gli danno il nome. L'iscrizione dedicatoria ricorda il collaudo dell'opera nel 78 a.C. sotto il console Quinto Lutazio Catulo, ed è ancora leggibile dall'esterno, lungo via di San Pietro in Carcere; il nucleo costruttivo in opera cementizia è fra le prove più antiche e più solide di quella tecnica.

La galleria del Tabularium è aperta sul vuoto, e qui devo dire una cosa che ripeto da vent'anni ai miei gruppi: questo è il più bel punto di osservazione sul Foro Romano che esista, superiore per qualità a qualunque terrazza panoramica della zona, incluso il belvedere dell'Altare della Patria. Dall'alto vedi Roma da lontano; da qui vedi il Foro da dentro, in asse, con i colonnati dei templi in primo piano e il Palatino a chiudere la scena. Ed è, alla lettera, lo sguardo che avevano gli archivisti romani duemila anni fa. Sotto il fianco del colle, verso il Foro, si apre il Carcere Mamertino, che ha gestione e biglietto separati e non rientra nel percorso dei Musei Capitolini.

Musei Capitolini
Musei Capitolini

Il Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini, sala per sala

Risaliti dal sottosuolo si sbuca nel Palazzo Nuovo, completato nel 1654, che conserva l'allestimento storico settecentesco: sculture fitte, doppie file di busti, sale sature fino al soffitto. È il museo nel museo, la fotografia di come si esponeva l'antico nel secolo dei Lumi, ed è per questo che il percorso non va giudicato con gli occhi abituati ai musei ariosi di oggi: qui l'accumulo è il messaggio. Un'avvertenza importante per chi si muove in carrozzina: dal giugno 2026 l'accesso a Palazzo Nuovo è interdetto ai visitatori in carrozzina per lavori di ripristino delle pareti; prima di organizzare la visita conviene chiamare il numero dedicato all'accessibilità che indico più avanti.

Il cortile con il Marforio

Nel cortile del Palazzo Nuovo troneggia il Marforio, il colossale dio fluviale disteso che i romani arruolarono fra le statue parlanti: sui suoi piedistalli comparivano le risposte alle satire affisse a Pasquino, in quel dialogo di cartelli anonimi che era la stampa clandestina della Roma papale. Oggi fa da fondale alla fontana del cortile e da prologo alle sale.

La Sala del Gladiatore: il Galata Capitolino

La scultura più commovente dei Musei Capitolini occupa una sala intitolata a un equivoco: il cosiddetto Gladiatore è in realtà il Galata Capitolino, il guerriero celtico morente che si regge sul braccio mentre la vita lo abbandona, replica romana in marmo, databile intorno al 60-40 a.C., di un bronzo ellenistico del ciclo pergameno. Alto 93 centimetri sul suo plinto, con la ferita al costato e il torque al collo, è il vinto più nobile dell'arte antica: il monumento celebra la vittoria sui Galli rendendo onore alla dignità del nemico. Esposto a Palazzo Nuovo dal 1737, requisito dai francesi nel 1797, tornato nel 1816: le date della sua biografia sono le date della storia europea.

Il Gabinetto della Venere: la Venere Capitolina

In una piccola sala pensata come una camera preziosa costruita su misura, quasi un reliquiario profano, è esposta la Venere Capitolina: marmo probabilmente pario, 193 centimetri, rinvenuta presso la basilica di San Vitale intorno al 1666-1670 e donata al museo da papa Benedetto XIV nel 1752. Deriva dall'Afrodite di Cnido di Prassitele, la prima grande statua di culto femminile nuda dell'antichità, ma ne rappresenta una variante autonoma così fortunata da definire un tipo, il tipo Capitolino appunto, di cui si contano un centinaio di repliche antiche. La dea sorpresa al bagno, con le braccia a schermo del corpo e il nodo alto dei capelli, è conservata in modo eccezionale: la sua pelle di marmo lucidato regge il confronto con qualunque scultura del museo.

La Sala degli Imperatori e la Sala dei Filosofi

La Sala degli Imperatori è il ritratto di gruppo del potere romano: 67 ritratti imperiali disposti in ordine cronologico su una doppia fila di mensole, da Augusto alla tarda antichità, con al centro la statua seduta di Elena, la madre di Costantino, modellata su un tipo classico creato da Fidia. Qui la ritrattistica romana si studia come in nessun manuale: si vede la propaganda cambiare pettinature, barbe e rughe a seconda dei decenni. Il pezzo che fermo sempre davanti ai gruppi è il busto Fonseca, la dama flavio-traianea con la torre di riccioli a calotta, virtuosismo assoluto del trapano antico. Alle pareti, i rilievi con Perseo che libera Andromeda e con Endimione dormiente aggiungono il registro del mito. Accanto, la Sala dei Filosofi schiera i volti veri o presunti di poeti e pensatori greci: Omero cieco, Socrate sileno, Euripide pensoso, la biblioteca ideale dell'antichità fatta a busti.

Le altre sale del Palazzo Nuovo

Il piano si completa con la sfilata del Salone, con la Sala del Fauno intorno al fauno in marmo rosso antico proveniente da Villa Adriana, e con la Sala delle Colombe, che prende nome dal celebre mosaico minuto con le quattro colombe alla coppa, di provenienza adrianea, considerato fra i vertici tecnici del mosaico antico. Sono sale da percorrere lentamente, lasciando che l'occhio si alleni alla densità: il Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini premia chi torna una seconda volta.

Musei Capitolini
Musei Capitolini

Le mostre ai Musei Capitolini nel 2026

Il calendario espositivo del 2026 è fra i più ricchi degli ultimi anni, e incide sul prezzo del biglietto, quindi conviene conoscerlo prima di comprare:

  • Diego Rivera e la costruzione dell'arte moderna in Messico, a Villa Caffarelli dal 9 giugno al 13 dicembre 2026: la più grande esposizione sull'arte messicana vista in Europa negli ultimi decenni, con biglietto proprio da 15,00 euro intero.
  • Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti, nelle sale a piano terra del Palazzo dei Conservatori dal 13 maggio al 1 novembre 2026, compresa nel biglietto integrato.
  • Vasari e Roma, a Palazzo Caffarelli, aperta dal 20 marzo 2026 con oltre 70 opere fra dipinti, disegni e documenti per i 450 anni dalla morte dell'aretino: la mostra è stata prorogata e il sito ufficiale indica come termine il 6 settembre 2026, ma sulla data conviene una verifica allo 060608 prima di venire apposta.
  • Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, in Pinacoteca, prorogata fino al 4 gennaio 2027.
  • Il Colosso di Costantino, nel giardino di Villa Caffarelli per tutto il 2026, a ingresso gratuito.
  • I Colori dell'Antico. Marmi Santarelli, a Palazzo Clementino fino al 30 aprile 2032: la decennale dedicata ai marmi colorati antichi della collezione Santarelli.

Un giudizio personale sul cartellone: Rivera è l'evento mediatico, ma la mostra sul non finito è quella che consiglio ai lettori di questa guida, perché usa i depositi e le opere di casa per insegnare a guardare, e costa molto meno clamore.

Il Colosso di Costantino ricostruito ai Musei Capitolini

Nel giardino di Villa Caffarelli, dal febbraio 2024, si può fare un'esperienza unica al mondo: guardare negli occhi l'imperatore Costantino alto tredici metri. La ricostruzione in scala reale dell'acrolito del IV secolo, realizzata da Factum Foundation con la Sovrintendenza Capitolina e il sostegno di Fondazione Prada sotto la supervisione scientifica di Claudio Parisi Presicce, riunisce digitalmente i frammenti del cortile dei Conservatori e restituisce la statua intera, seduta, con il globo e lo sguardo fisso oltre i tetti. L'accesso è gratuito, tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, senza bisogno del biglietto dei Musei Capitolini: è il regalo che il museo fa alla città, e funziona benissimo come antipasto o congedo della visita.

La terrazza Caffarelli, il caffè con vista dei Musei Capitolini

La caffetteria dei Musei Capitolini si trova all'ultimo piano, con ingresso da Piazzale Caffarelli 4, ed è aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00 con ultimo accesso alle 18.30. Il dettaglio che cambia tutto: l'accesso è esterno, dalla scalinata a fianco del palazzo, quindi alla terrazza si sale anche senza biglietto del museo. Un caffè preso lassù, con le cupole del centro storico in fila fino a San Pietro, è uno dei piaceri meno costosi di Roma, e resta misteriosamente fuori dai radar del turismo di massa. La terrazza funziona anche come spazio per eventi privati, con una copertura di circa trecento metri quadri gestita da un servizio di banqueting dedicato.

Come arrivare ai Musei Capitolini

Il riferimento è piazza Venezia, il nodo del trasporto pubblico romano su cui convergono decine di linee di superficie da ogni quadrante della città: da lì si raggiunge la piazza del Campidoglio in cinque minuti, salendo la cordonata da piazza d'Aracoeli. Le pagine ufficiali del museo non indicano linee specifiche, e le percorrenze in zona cambiano spesso anche per i cantieri della metro C a piazza Venezia: per il percorso esatto dal vostro alloggio conviene interrogare lo 060608 o le app del trasporto pubblico il giorno stesso. Chi arriva in taxi o accompagna persone con mobilità ridotta può salire fin quasi all'ingresso da piazza della Consolazione o da via di San Pietro in Carcere; esiste anche un accesso carrabile da via delle Tre Pile con parcheggio riservato ai visitatori con disabilità. La stazione ferroviaria più comoda resta Roma Termini, da cui piazza Venezia si raggiunge in autobus o con una camminata di mezz'ora lungo i Fori.

A piedi, i Musei Capitolini sono il perno perfetto di una giornata archeologica: dieci minuti dal Colosseo lungo via dei Fori Imperiali, cinque dai Mercati di Traiano con il Museo dei Fori Imperiali, un quarto d'ora dal Circo Massimo aggirando il colle dal lato del Vico Jugario.

Accessibilità dei Musei Capitolini

Il museo ha lavorato molto sull'accessibilità, con i limiti fisiologici di tre palazzi storici sovrapposti a un tempio antico. Per chi ha difficoltà motorie: si sale in auto fino a via delle Tre Pile, dove c'è il parcheggio riservato; i percorsi consigliati in carrozzina partono da piazza d'Aracoeli, da piazza della Consolazione e da via di San Pietro in Carcere. All'interno operano una piattaforma elevatrice nel cortile del Palazzo dei Conservatori, ascensori ai piani e un servoscala per la Galleria Lapidaria con portata massima di 300 chilogrammi, dato tecnico da conoscere prima se si usa una carrozzina elettrica pesante. In biglietteria sono disponibili carrozzine in prestito, e una rampa serve la Sala Egizia.

Il punto dolente del 2026 l'ho già anticipato e lo ripeto perché pesa: da giugno l'accesso a Palazzo Nuovo è interdetto ai visitatori in carrozzina per lavori di ripristino, e questo esclude temporaneamente Venere, Galata e Sala degli Imperatori dal percorso accessibile. Prima di venire, una telefonata allo 0667102071, il numero dedicato ai servizi per l'accessibilità, evita delusioni sul posto.

I Musei Capitolini con i bambini

Contrariamente alla fama austera, i Musei Capitolini funzionano bene con i bambini dai sei anni in su, a patto di costruire la visita come una caccia e non come una lezione. Gli ingredienti ci sono tutti: una lupa di bronzo con una leggenda feroce, un gigante fatto a pezzi nel cortile, un imperatore a cavallo salvato per scambio di persona, un guerriero morente da osservare in silenzio, un pavimento di vetro sul tempio più grande di Roma e un passaggio segreto sotto la piazza. Percorso così, il museo dura due ore senza un lamento. Gli strumenti pratici: ingresso gratuito sotto i 6 anni, ridotto fino ai 25, audioguida per bambini dai 6 ai 12 anni a 4 euro, ascensori e spazi ampi per il passeggino nel Palazzo dei Conservatori. Il Colosso ricostruito di Villa Caffarelli, gratuito, è il finale perfetto: i bambini davanti al gigante seduto non fanno domande, restano zitti, e per un genitore in visita quel silenzio vale il viaggio.

Quando andare ai Musei Capitolini e quanto dura la visita

Il momento migliore per visitare i Musei Capitolini è il tardo pomeriggio dei giorni feriali, dalle 16.00 in poi: i gruppi organizzati sono già scesi verso gli alberghi, la luce radente entra nell'Esedra e il Tabularium incornicia il Foro con il sole basso. Il momento peggiore è la prima domenica del mese in tarda mattinata, quando la gratuità generale riempie le sale: se potete scegliere, la gratuità godetevela all'apertura delle 9.30. In estate il museo è anche un rifugio climatizzato intelligente nelle ore calde, con la terrazza per il tramonto. Sulla durata resto della mia idea: tre ore per il giro completo, quattro con la Pinacoteca fatta come si deve, due per una visita mirata. Meno di due ore significa scegliere fra i palazzi, e in quel caso il mio consiglio netto è Conservatori più Tabularium, rimandando Palazzo Nuovo a un ritorno.

Cosa vedere intorno ai Musei Capitolini

Il raggio di dieci minuti a piedi intorno ai Musei Capitolini è probabilmente il più denso d'Occidente. Sulla stessa sommità del colle, la basilica di Santa Maria in Aracoeli custodisce gli affreschi del Pinturicchio e il Santo Bambino; si sale dalla scalinata ripida accanto alla cordonata, oppure, ed è il passaggio che pochi conoscono, dal varco interno alla piazza capitolina. Ai piedi del colle, oltre all'Altare della Patria e al Carcere Mamertino già citati, il Foro Romano e i Fori Imperiali si percorrono lungo la via omonima, e il Teatro di Marcello con il portico d'Ottavia raccontano il passaggio verso il Ghetto. Il mio itinerario collaudato per una giornata piena: Musei Capitolini all'apertura, discesa al Foro con la mattinata inoltrata, pranzo al Ghetto, Circo Massimo e Bocca della Verità nel pomeriggio. Chi ha la Capitolini Card chiude il cerchio il giorno dopo alla Centrale Montemartini, con la metro B da Circo Massimo a Garbatella.

Una curiosità su Musei Capitolini

La curiosità che racconto sempre per prima riguarda l'ordine dei fattori di Piazza del Campidoglio: prima è arrivata la statua, poi è stata disegnata la piazza. Quando nel gennaio 1538 Paolo III fece trasferire il Marco Aurelio dal Laterano al colle, la spianata capitolina era uno slargo irregolare fra edifici medievali; l'incarico a Michelangelo arrivò un anno dopo, e il genio fiorentino concepì l'intera scenografia, il pavimento stellato, le facciate gemelle, la cordonata, come cornice del bronzo imperiale. La piazza più armoniosa d'Europa nasce quindi come piedistallo urbanistico di una statua, il contrario esatto di quel che l'occhio moderno presume.

E la statua stessa è lì per un equivoco. Il bronzo equestre di Marco Aurelio sopravvisse alle fusioni medievali, che distrussero tutti gli altri cavalieri imperiali di Roma, soltanto perché per secoli venne creduto il ritratto di Costantino, l'imperatore cristiano che non si poteva toccare. Un errore di catalogazione ha salvato il più grande bronzo antico d'Occidente, e una processione rinascimentale di architetti e papi gli ha costruito intorno il salotto più bello del mondo. Quando attraversate la piazza verso la biglietteria dei Musei Capitolini, state camminando dentro le conseguenze di uno sbaglio fortunato: è la sintesi più onesta della storia dell'arte che io conosca. L'originale, dal 1990, respira aria climatizzata nell'Esedra; la copia in piazza, del 1997, continua a recitare la parte con dignità.

Una cosa che non ti dice nessuno su Musei Capitolini

Nessuna guida generalista ve lo dirà: se siete cittadini di Parigi, ai Musei Capitolini entrate gratis. Le condizioni ufficiali di gratuità includono i parigini in virtù del gemellaggio esclusivo fra Roma e Parigi, il patto siglato negli anni Cinquanta con la formula celebre per cui solo Parigi è degna di Roma e solo Roma è degna di Parigi. Basta un documento che attesti la residenza parigina. Ho visto più di un francese incredulo alla cassa, convinto di dover pagare 15 euro, uscire con il biglietto omaggio e una storia da raccontare a cena.

La seconda cosa che non dice nessuno riguarda la coda al contrario: chi compra il biglietto senza le mostre e cambia idea a metà percorso non paga la semplice differenza, ma una integrazione con commissione in biglietteria. La scelta va fatta prima, davanti al listino, non davanti alla locandina di Diego Rivera al primo piano.

La terza sta sottoterra: nella Galleria Lapidaria una postazione informatica conserva le schede di tutte le 1400 iscrizioni dell'allestimento storico, comprese quelle che il riallestimento del 2005 ha tolto dalle pareti. È un archivio consultabile in sala, unico nel suo genere, che il museo cita in una riga e che non usa quasi nessuno: per chi cerca un mestiere antico, una formula funeraria o un nome di famiglia, è un piccolo tesoro pubblico dimenticato dentro i Musei Capitolini.

Il consiglio che ti do per visitare Musei Capitolini

Il consiglio che do a chiunque me lo chieda si articola in quattro mosse, in ordine di rendimento. Primo: se non siete residenti, veniteci di mercoledì nelle ultime due ore, quando i non residenti pagano la metà; con ultimo ingresso alle 18.30, si entra fra le 17.30 e le 18.30 e si esce alla chiusura. Due ore bastano se avete già deciso cosa vedere, e questa guida serve esattamente a deciderlo.

Secondo: seguite l'ordine giusto. Ingresso dal Palazzo dei Conservatori, cortile con il colosso, Appartamento con Lupa e Sala degli Orazi e Curiazi, Esedra di Marco Aurelio, tempio di Giove, Pinacoteca se avete fiato, poi discesa nella Galleria Lapidaria e Tabularium per ultimo, con la luce del tardo pomeriggio sul Foro. Chi fa il percorso al contrario si gioca il finale migliore a mente fresca e arriva al Marco Aurelio con le gambe finite.

Terzo: se siete residenti a Roma o nella Città Metropolitana, dal febbraio 2026 entrate gratis con la carta d'identità. Sfruttatelo come si sfrutta una biblioteca: visite brevi e ripetute, tre sale alla volta, senza l'ansia di ammortizzare il biglietto. I musei si capiscono tornando, e i Musei Capitolini gratis per i romani sono un'occasione storica che non va sprecata.

Quarto, il più prosaico e il più utile: la sera prima, controllate la pagina degli avvisi del sito ufficiale. Nel 2026 la Sala Pietro da Cortona è chiusa da febbraio, le sale degli Horti di Mecenate da agosto, Palazzo Nuovo è vietato alle carrozzine da giugno e le mostre si prorogano o chiudono con preavvisi minimi. Un minuto di lettura evita la delusione davanti a una porta sbarrata.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che i Musei Capitolini siano il museo pubblico più antico del mondo lo scrivono tutti. Quasi nessuno però si ferma sulla natura dell'atto del 1471, che è la cosa davvero interessante: Sisto IV non fondò un'istituzione culturale, compì un gesto politico di restituzione. I bronzi del Laterano erano custoditi presso il palazzo papale; donarli al Popolo Romano e collocarli sul Campidoglio, sede della magistratura civica, significava riconoscere che le memorie di Roma antica appartenevano ai romani e non al papato. Ogni parola della dedica va pesata: donazione, popolo, non principe.

Da quel precedente discende una catena di gesti analoghi che attraversa quattro secoli: Paolo III che sposta il Marco Aurelio nel 1538, Pio V che libera il Vaticano dalle sculture pagane travasandole sul colle, Clemente XII che nel 1733 compra la collezione Albani per impedirne la dispersione all'estero e apre il museo al pubblico l'anno dopo, Benedetto XIV che fonda la Pinacoteca comprando in blocco due quadrerie patrizie in vendita. Il filo è sempre lo stesso: il potere che ricolloca la bellezza dal privato al pubblico. Nel secolo in cui i musei si interrogano sulla provenienza delle proprie collezioni, i Musei Capitolini possono raccontare una storia in controtendenza: qui il nucleo fondativo non fu comprato né conquistato, fu restituito. È un primato morale, oltre che cronologico, e mi stupisce sempre quanto poco venga speso nel racconto pubblico del museo.

La foto giusta da fare a Musei Capitolini

La foto della piazza dall'alto della cordonata la fanno tutti, ed è giusto così, ma non è la foto dei Musei Capitolini: è la foto del Campidoglio. La fotografia che vale il biglietto si scatta dal Tabularium, dalla galleria aperta sopra il Foro Romano. Componete con le arcate antiche come cornice scura in alto, il Foro in campo medio e il Palatino a chiudere: tre piani di profondità e duemila anni in un fotogramma. L'ora giusta è il tardo pomeriggio, con il sole basso alle spalle della scena; il flash, lì dentro, è inutile e vietato dal buon senso.

La seconda inquadratura che consiglio è nell'Esedra di Marco Aurelio: imperatore in primo piano di tre quarti, vetrata e cielo alle spalle. Serve pazienza, perché la sala è frequentata, ma il bronzo dorato sotto la luce naturale ripaga l'attesa. La terza è nel cortile dei Conservatori, con la persona amata accanto alla testa del colosso di Costantino, non accanto al piede: è l'unico modo di far capire la scala in una immagine. La quarta, gratuita, è dal giardino di Villa Caffarelli, dal basso verso il volto del Colosso ricostruito, meglio se con un passante nell'inquadratura a fare da metro.

E per chi vuole l'immagine che quasi nessuno ha: salite alla terrazza della caffetteria da Piazzale Caffarelli 4, senza biglietto, e fotografate il tetto di Roma con le cupole in fila verso il Vaticano. Non è il punto panoramico più alto della città, ma è quello con il miglior rapporto fra bellezza e fatica che io conosca.

Musei Capitolini
Musei Capitolini

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il colle dei Musei Capitolini è il luogo dove Roma ha firmato i propri contratti con la storia, e la sequenza degli avvenimenti si legge come una biografia dell'Occidente.

Il 13 settembre del 509 a.C., secondo la tradizione, viene inaugurato il tempio di Giove Ottimo Massimo: l'anno è quello della cacciata dei re, e per i romani la data del tempio coincide con la nascita della libertà repubblicana. Le sue fondazioni sono oggi dentro il percorso del museo. Nel 78 a.C. viene collaudato il Tabularium, l'archivio pubblico voluto nell'età di Silla, con l'iscrizione di Quinto Lutazio Catulo ancora al suo posto. Per tutta l'età repubblicana e imperiale il colle è il traguardo dei trionfi: ogni generale vittorioso saliva quassù a deporre gli allori.

Poi la lunga metamorfosi: nel 1471 la donazione di Sisto IV fonda la raccolta pubblica; nel gennaio 1538 arriva il Marco Aurelio e nel 1539 Michelangelo comincia a pensare la piazza; nel 1654 si completa il Palazzo Nuovo; nel dicembre 1733 l'acquisto della collezione Albani istituisce il Museo Capitolino e nel 1734 Clemente XII lo apre al pubblico. Fra il 1797 e il 1816 le spoliazioni napoleoniche e i recuperi di Canova fanno dei capolavori capitolini una questione diplomatica europea.

Il Novecento aggiunge le date che si studiano a scuola: il 25 marzo 1957, nella Sala degli Orazi e Curiazi, sei nazioni firmano i Trattati di Roma e fondano la Comunità Economica Europea; il 29 ottobre 2004, nella stessa sala, venticinque Stati firmano il Trattato costituzionale europeo. L'Unione Europea ha scelto due volte questa stanza dei Musei Capitolini come proprio luogo natale, sotto gli affreschi della fondazione di Roma: difficile immaginare una regia simbolica più precisa. Le date recenti chiudono il cerchio: la copia del Marco Aurelio in piazza nel 1997, il restauro della sala dei Trattati concluso nel 2017, il Colosso ricostruito visibile dal febbraio 2024, la gratuità per i residenti dal febbraio 2026.

Chi è passato da Musei Capitolini

L'elenco di chi è passato da questo colle e da queste sale è una storia dell'arte e del potere in forma di registro. I papi costruttori, anzitutto: Niccolò V che colloca il palazzo dei Conservatori, Sisto IV donatore del 1471, Paolo III che porta il Marco Aurelio, Pio V che svuota il Vaticano dei marmi pagani, Clemente XII e Benedetto XIV che trasformano le raccolte in museo e pinacoteca. Gli architetti, poi: Michelangelo Buonarroti, che qui firma l'ultima e più perfetta delle sue piazze e muore nel 1564 senza vederla finita; Guido Guidetti e Giacomo Della Porta che ne eseguono il disegno; quattro secoli dopo, Carlo Aymonino, che con l'Esedra di Marco Aurelio dimostra come si costruisce il nuovo dentro l'antico senza urlare.

Gli artisti delle sale: il Cavalier d'Arpino, che fra il 1595 e il 1639 affresca la Sala degli Orazi e Curiazi mentre nella sua bottega transita il giovane Caravaggio; Gian Lorenzo Bernini e Alessandro Algardi, rivali per interposto pontefice nei due ritratti papali della stessa sala; Caravaggio, presente con il San Giovanni Battista del 1602. Gli studiosi: Johann Joachim Winckelmann, che sulle collezioni capitoline e romane fonda a metà Settecento l'archeologia come scienza, al punto che il museo gli ha dedicato una mostra monografica nel 2017; Antonio Canova, che da diplomatico dell'arte riporta a casa le opere requisite da Napoleone. I collezionisti: il cardinale Alessandro Albani, la cui raccolta comprata nel 1733 fa nascere il museo, e Augusto Castellani, orafo e donatore ottocentesco.

E i firmatari: i sei ministri degli esteri del 25 marzo 1957 e i venticinque capi di Stato e di governo del 29 ottobre 2004, saliti al Campidoglio a mettere la firma sotto gli affreschi della fondazione di Roma. In mezzo, generazioni di viaggiatori del Grand Tour che consideravano la salita al Campidoglio un rito di iniziazione: il visitatore che oggi entra ai Musei Capitolini con il biglietto elettronico ripete, senza saperlo, il gesto colto più longevo d'Europa.

Domande veloci su Musei Capitolini

Quanto costa il biglietto dei Musei Capitolini nel 2026?

Con il listino in vigore dal 13 maggio 2026: 15,00 euro intero e 9,50 ridotto per la sola collezione; 20,50 intero e 15,00 ridotto con le mostre incluse. I residenti a Roma e nella Città Metropolitana entrano gratis con la carta d'identità.

I Musei Capitolini sono gratis per i residenti a Roma?

Sì, dal febbraio 2026 l'ingresso è gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, esibendo la carta d'identità. Non serve alcuna tessera.

Che orari fanno i Musei Capitolini?

Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, ultimo ingresso alle 18.30. Il 24 e il 31 dicembre orario ridotto 9.30-14.00.

I Musei Capitolini sono aperti il lunedì?

Sì, sono aperti tutti i giorni della settimana, lunedì compreso. Le uniche chiusure annuali sono il 1 maggio e il 25 dicembre.

Serve prenotare i Musei Capitolini?

No, la prenotazione non è obbligatoria. Il biglietto si compra in biglietteria o online su museiincomuneroma.vivaticket.it con 1 euro di prevendita; i biglietti online non sono rimborsabili né modificabili.

Quanto dura la visita ai Musei Capitolini?

Tre ore per il percorso completo, quattro includendo con calma la Pinacoteca, due per una visita mirata a Conservatori e Tabularium.

Cosa comprende il biglietto dei Musei Capitolini?

Tutto il percorso: Palazzo dei Conservatori, Esedra di Marco Aurelio, area del tempio di Giove, Pinacoteca, Galleria Lapidaria, Tabularium e Palazzo Nuovo.

La statua di Marco Aurelio in piazza è l'originale?

No, in piazza c'è una copia collocata nel 1997. L'originale, bronzo di 424 centimetri del II secolo d.C., è custodito nell'Esedra di Marco Aurelio, dentro i Musei Capitolini.

Dove si trova la Lupa Capitolina?

Nella Sala della Lupa dell'Appartamento dei Conservatori. La scheda del museo la data al V secolo a.C.; i gemelli sono un'aggiunta rinascimentale.

C'è un Caravaggio ai Musei Capitolini?

Sì, il San Giovanni Battista del 1602, nella Sala di Santa Petronilla della Pinacoteca Capitolina, all'ultimo piano del Palazzo dei Conservatori.

Cosa c'è nel Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini?

Le sculture antiche dell'allestimento storico: il Galata Capitolino, la Venere Capitolina, la Sala degli Imperatori con 67 ritratti, la Sala dei Filosofi, il Fauno rosso, il mosaico delle colombe e il Marforio nel cortile.

Il passaggio sotterraneo dei Musei Capitolini esiste davvero?

Sì: la Galleria di Congiunzione collega i palazzi passando sotto la piazza, ospita la Galleria Lapidaria e conduce al Tabularium con l'affaccio sul Foro Romano.

Si può vedere il Foro Romano dai Musei Capitolini?

Sì, dalla galleria aperta del Tabularium, compresa nel biglietto: è uno dei punti di osservazione migliori in assoluto sul Foro.

Che cos'è la Capitolini Card?

Un biglietto valido 7 giorni che comprende Musei Capitolini e Centrale Montemartini: 15,50 euro intero, 11,50 ridotto, con integrazione di 5,50 euro per le mostre in corso.

Quanto costa la MIC card e a chi conviene?

Costa 5 euro e dura 12 mesi. Conviene soprattutto a studenti universitari e domiciliati non residenti, che con la tessera entrano gratis; i residenti entrano comunque gratis con la carta d'identità.

Il Roma Pass vale ai Musei Capitolini?

Sì: il listino ufficiale riconosce ai possessori di Roma Pass l'ingresso secondo le condizioni del circuito, con gratuità sul biglietto integrato e riduzioni.

Quando si entra gratis ai Musei Capitolini?

La prima domenica di ogni mese per tutti; sempre per residenti, minori di 6 anni, persone con disabilità con accompagnatore, possessori di MIC card e altre categorie, compresi i cittadini di Parigi per il gemellaggio.

Esiste uno sconto per i non residenti ai Musei Capitolini?

Sì, il mercoledì nelle ultime due ore di apertura il biglietto è ridotto del 50 per cento per i non residenti.

I Musei Capitolini sono adatti ai bambini?

Sì, dai sei anni in su funzionano molto bene: ingresso gratuito sotto i 6 anni, audioguida per bambini a 4 euro e un percorso pieno di storie, dal colosso smembrato alla lupa di bronzo.

I Musei Capitolini sono accessibili in carrozzina?

In parte: piattaforma elevatrice, ascensori, servoscala con portata massima 300 chilogrammi e carrozzine in prestito. Attenzione: da giugno 2026 Palazzo Nuovo è temporaneamente interdetto alle carrozzine; informazioni allo 0667102071.

Si possono fare fotografie ai Musei Capitolini?

Sì, per uso personale e senza flash, come nella generalità dei musei civici romani; eventuali limitazioni nelle mostre temporanee sono segnalate in sala.

C'è un bar o una caffetteria ai Musei Capitolini?

Sì, all'ultimo piano con la terrazza panoramica: ingresso anche dall'esterno, da Piazzale Caffarelli 4, tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00, senza obbligo di biglietto.

Il Colosso di Costantino si vede senza biglietto?

Sì, la ricostruzione alta circa 13 metri è nel giardino di Villa Caffarelli, a ingresso gratuito, tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30.

Che differenza c'è fra Musei Capitolini e Musei Vaticani?

I Capitolini sono il museo civico di Roma, raccolto e concentrato sull'antichità romana; i Musei Vaticani sono un complesso sterminato dello Stato pontificio. Per tempi, code e messa a fuoco, i Capitolini sono la visita più governabile delle due.

Dove sono i Musei Capitolini e come ci si arriva?

In Piazza del Campidoglio 1, in cima al colle capitolino: si sale a piedi dalla cordonata da piazza d'Aracoeli, a cinque minuti da piazza Venezia, dove converge gran parte delle linee di superficie romane.

Chiudo con il consiglio che do sempre, e che considero il distillato di vent'anni di salite al colle: trattate i Musei Capitolini come un luogo da frequentare, non da spuntare. La prima visita serve a orientarsi, la seconda a capire, la terza a voler bene. E se dovete scegliere un solo momento, sia un tardo pomeriggio feriale d'inverno, quando il Tabularium incornicia il Foro nella luce obliqua e le sale si svuotano: lì il museo pubblico più antico del mondo torna, per mezz'ora, una faccenda privata fra voi e Roma.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

RiassuntoMusei Capitolini - Piazza del Campidoglio, 1, 00186 Roma RM, Italia
TagsBIGLIETTO ONLINEMIC cardMusei capitoliniMusei Civici di RomaMusei in Comune RomaMuseoMuseo Civico di RomaPalazzo dei Conservatori

Contact Information

IndirizzoPiazza del Campidoglio, 1, 00186 Roma RM, Italia 186
CategorieMostreMusei
Telefono+39 06 0608
🎫✦ Più attrazioni

Roma Tourist Card: più attrazioni in un biglietto

Se in questi giorni vedi Colosseo, Vaticano e altro, il pacchetto unico conviene rispetto ai biglietti sciolti.

★★★★★✓ Conferma immediataBiglietto sul telefono
🚌✦ Sali e scendi

Bus hop-on hop-off: giro di Roma

Sali e scendi dove vuoi. Con questo caldo, spostarsi seduti tra una tappa e l'altra cambia la giornata.

★★★★★✓ Conferma immediataBiglietto sul telefono
🛏️✦ Hotel

Dove dormire a Roma: confronta gli hotel

Scegli la zona giusta e confronta i prezzi: su molte strutture la cancellazione è flessibile.

★★★★★✓ Tante strutture con cancellazione flessibilePrezzi al checkout
Cerca hotel a Roma →
🚐✦ Transfer

Transfer dall aeroporto al centro

Un autista ti aspetta a Fiumicino o Ciampino: prezzo concordato prima e nessuna coda ai taxi.

★★★★★✓ Prezzo concordato in anticipoAutista che ti aspetta in aeroporto
🚗✦ Auto

Noleggio auto a Roma e dintorni

Serve se vuoi uscire dalla città: Castelli Romani, Tivoli, il mare di Ostia e Sperlonga.

★★★★★✓ Confronto tra più fornitoriRitiro in aeroporto o in città
Confronta i noleggi →
✈️✦ Voli

Voli per Roma: cerca le tariffe

Compagnia low cost con voli diretti su Fiumicino: guarda date e tariffe.

★★★★★✓ Voli diretti low costAndata e ritorno o solo andata
Cerca voli per Roma →
🔎✦ Voli

Confronta tutte le compagnie per Roma

Comparatore su piu compagnie: sposta le date di un giorno e spesso il prezzo cambia parecchio.

★★★★★✓ Confronto tra piu compagnieDate flessibili
Confronta i voli →