Museo delle Civiltà
Il Museo delle Civiltà occupa due palazzi monumentali ai lati di piazza Guglielmo Marconi, all'EUR: il Palazzo delle Scienze, al civico 14, e il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari, al civico 8. Ci si arriva con la metro B, fermata EUR Fermi, in una decina di minuti a piedi; anche EUR Palasport è a distanza comparabile, e in superficie passano gli autobus 30, 170, 671, 714 e 791. Il biglietto intero costa 10 euro, il ridotto 2 euro per i cittadini dell'Unione europea fra i 18 e i 25 anni; l'ingresso è gratuito sotto i 18 anni, per le persone con disabilità con un accompagnatore, ogni prima domenica del mese e il 25 aprile. Orario: da martedì a domenica dalle 8:00 alle 19:00, ultimo ingresso alle 18:30, chiuso il lunedì. Per la visita individuale non serve prenotare: il biglietto si fa in cassa. Alcune sale aprono a rotazione e la sala della Grotta Guattari risulta al momento chiusa per manutenzione: un controllo sul sito ufficiale prima di partire evita porte chiuse.
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✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Il Museo delle Civiltà appartiene alla rete dei musei statali di Roma, ed è, per rapporto fra qualità delle collezioni e affollamento, il caso più clamoroso dell'intera rete: raccolte da capitale europea, sale in cui un martedì mattina si cammina da soli.

Che cos'è oggi il Museo delle Civiltà
Il Museo delle Civiltà nasce nel 2016 da tre decreti del Ministero dei Beni culturali, firmati dal ministro Dario Franceschini, che riunirono sotto una sola amministrazione quattro musei nazionali fino ad allora autonomi: il Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini, il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari, il Museo nazionale dell'alto Medioevo e il Museo nazionale d'arte orientale Giuseppe Tucci. Sulla carta una riforma amministrativa; nella pratica, la nascita di uno dei complessi museali più ricchi d'Italia, che con un biglietto solo apre raccolte capaci di riempire quattro visite distinte.
Negli anni successivi la famiglia si è allargata. Nel 2017 sono arrivate all'EUR le collezioni orientali che prima si trovavano a Palazzo Brancaccio, all'Esquilino. Al museo sono state poi assegnate le raccolte dell'ex Museo Coloniale, oggi al centro di un ripensamento critico, e le collezioni di scienze della Terra dell'ex Museo Geologico Nazionale, entrate grazie a un accordo con l'ISPRA. Dal gennaio 2022 la direzione è affidata ad Andrea Viliani, che ha abbandonato l'idea del "museo di musei" con sei identità separate per costruire un unico museo antropologico, dove la selce paleolitica, il carro siciliano, la scultura del Gandhara e il minerale dialogano nello stesso percorso.
Una precisazione che una guida fa sempre, prima ancora di partire: il Museo delle Civiltà, al plurale, è un'altra cosa rispetto al Museo della Civiltà Romana, quello dei plastici di Roma antica, che è un museo civico e occupa un altro edificio del quartiere. Chi confonde i due nomi arriva davanti all'ingresso sbagliato, e succede più spesso di quanto si creda.
Da E42 al Museo delle Civiltà: la storia dei due palazzi
I due edifici del Museo delle Civiltà appartengono al progetto originario dell'E42, l'Esposizione universale che Roma avrebbe dovuto ospitare nel 1942 e che la guerra cancellò. Il quartiere dell'EUR è figlio di quel progetto interrotto: viali di larghezza imperiale, travertino ovunque, un razionalismo monumentale che a distanza di ottant'anni continua a dividere gli architetti e a conquistare i fotografi. I palazzi di piazza Guglielmo Marconi erano pensati per le mostre dell'Esposizione; rimasero gusci vuoti per anni, finché la Repubblica non decise di farne la casa dei grandi musei nazionali di antropologia.
Il Palazzo delle Scienze del Museo delle Civiltà
Il Palazzo delle Scienze, al civico 14, è la sede maggiore: qui si trovano le collezioni di preistoria e protostoria, quelle etnografiche extraeuropee, le raccolte dell'alto Medioevo, le collezioni orientali e i nuovi allestimenti dedicati alle scienze della Terra e al patrimonio dell'ex Museo Coloniale. Le collezioni del Pigorini vi furono trasferite a partire dal 1967, dopo quasi un secolo passato al Collegio Romano, nel centro storico; nello stesso 1967 fu inaugurato, nello stesso palazzo, il Museo dell'alto Medioevo. Scaloni monumentali, vetrate colorate, terrazze: l'edificio è un pezzo di storia dell'architettura italiana prima ancora che un contenitore.
Il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari del Museo delle Civiltà
Dall'altra parte della piazza, al civico 8, il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari fu il primo dei due a diventare museo: aprì al pubblico nel 1956 per accogliere le collezioni demoetnoantropologiche italiane. I due palazzi si fronteggiano attraverso un colonnato scenografico che li collega idealmente, uno dei colpi d'occhio più fotogenici dell'intero quartiere. Attraversare la piazza da un palazzo all'altro fa parte della visita: pochi musei al mondo hanno un intermezzo urbanistico di questo livello.
Le collezioni di preistoria e protostoria: il Pigorini dentro il Museo delle Civiltà
Le collezioni che tutti a Roma continuano a chiamare "il Pigorini" sono il nucleo storico del Museo delle Civiltà. Luigi Pigorini, paletnologo parmense, fondò il museo nel 1875 e lo aprì al pubblico l'anno seguente al Collegio Romano, unendo le raccolte preistoriche italiane alla collezione seicentesca del gesuita Athanasius Kircher, uno dei primi nuclei etnografici d'Europa. Alla morte di Pigorini, nel 1925, il museo contava già oltre 170.000 pezzi. È una storia che spiega la doppia anima delle sale: da una parte la preistoria italiana, dall'altra le culture del mondo.

Nel percorso preistorico si incontrano oggetti che compaiono in qualunque manuale: le amigdale paleolitiche, la Venere di Savignano, statuetta del Paleolitico superiore trovata nel Modenese, i materiali neolitici dei villaggi del lago di Bracciano. E poi la Fibula Prenestina, una spilla d'oro della metà del VII secolo avanti Cristo che porta incisa quella che è considerata la più antica iscrizione in lingua latina conosciuta, scritta da destra verso sinistra: un oggetto minuscolo davanti al quale passa distratto il novanta per cento dei visitatori, e che da solo giustifica il biglietto. Il riallestimento aperto nell'ottobre 2022 con il titolo "Preistoria? Storie dall'Antropocene" ha riletto queste raccolte con una domanda contemporanea: che cosa raccontano le origini dell'uomo nell'epoca in cui l'uomo modifica il pianeta.
La sala della Grotta Guattari e il Neanderthal del Circeo
Il pezzo più celebre della sezione è il cranio neandertaliano della Grotta Guattari, scoperta sul promontorio del Circeo alla fine degli anni Trenta: un reperto che ha segnato la storia della paleoantropologia europea e che il museo ha raccontato anche con modelli tridimensionali. La sala dedicata alla grotta risulta al momento chiusa per manutenzione: chi viene apposta per il Neanderthal deve controllare la pagina delle aperture sul sito ufficiale prima di mettersi in viaggio. Vale la pena dirlo con franchezza: è il singolo oggetto per cui più persone attraversano la città, e la sua visibilità dipende dai turni di apertura.

Le collezioni africane, oceaniane e americane del Museo delle Civiltà
L'altra metà dell'eredità Pigorini è il giro del mondo: le raccolte etnografiche dedicate ad Africa, Oceania e Americhe, stratificate in un secolo e mezzo di spedizioni, doni diplomatici e acquisizioni, a partire dal nucleo kircheriano del Seicento. Fra i materiali africani figurano maschere di grande qualità, come quelle Kongo-Yombe ottocentesche; le sale delle Americhe e dell'Oceania conservano oggetti che in Italia non hanno equivalenti. È la sezione in cui il museo sta lavorando di più sul modo di raccontare: da dove vengono questi oggetti, chi li ha portati in Europa, in quali circostanze. La mia opinione da accompagnatore: è la parte del Museo delle Civiltà che lascia il ricordo più duraturo nei visitatori che entrano scettici.
Chi esce da queste sale con l'appetito acceso per l'archeologia italiana ha un seguito naturale a portata di metro: il Museo Etrusco di Villa Giulia per il mondo etrusco e Palazzo Massimo alle Terme per la Roma classica. La scheda dedicata al Museo preistorico Pigorini approfondisce la storia di questa sezione.
Arti e tradizioni popolari: l'Italia contadina al Museo delle Civiltà
Il palazzo al civico 8 custodisce le collezioni demoetnoantropologiche raccolte da Lamberto Loria, etnografo che dopo anni di spedizioni extraeuropee decise di studiare l'Italia come si studia una terra lontana. Il grosso del materiale fu messo insieme per la Mostra di etnografia italiana del 1911, organizzata a Roma per il cinquantenario dell'Unità: costumi regionali, carri siciliani dipinti, strumenti di lavoro agricolo, ex voto, ceramiche, oggetti di devozione popolare. Un censimento visivo dell'Italia preindustriale compiuto un attimo prima che quell'Italia sparisse.

Chi pensa che l'etnografia italiana sia una materia polverosa dovrebbe fermarsi davanti a un carro siciliano dipinto e leggere le storie dei paladini sulle sponde: è pittura popolare di qualità altissima, con una funzione sociale precisa. Le sale raccontano il ciclo dell'anno contadino, le feste, i mestieri, la casa, la nascita e la morte. Per i bambini è la parte più efficace dell'intero complesso: colori, oggetti riconoscibili, nessuna vetrina astratta. La scheda dedicata al Museo delle arti e tradizioni popolari Lamberto Loria racconta questa sezione per esteso. Nel palazzo ha sede anche l'Istituto centrale per il patrimonio immateriale, l'organo del ministero che studia feste, riti e saperi tradizionali.

L'alto Medioevo al Museo delle Civiltà
Dentro il Palazzo delle Scienze vive anche il Museo dell'alto Medioevo, inaugurato nel 1967 e dal 2016 parte del Museo delle Civiltà: la più importante raccolta italiana dedicata ai secoli fra la caduta dell'Impero romano d'Occidente e l'anno Mille. È la sezione meno conosciuta del complesso e, a mio giudizio, la più sottovalutata in assoluto fra i musei di Roma.
I corredi longobardi di Nocera Umbra e Castel Trosino
Il cuore della raccolta sono i corredi funerari longobardi delle necropoli di Nocera Umbra, in Umbria, e Castel Trosino, nelle Marche, scavate alla fine dell'Ottocento. Da Nocera Umbra provengono i materiali di 166 tombe: spade, umboni di scudo, croci auree, fibule, vetri. Da Castel Trosino arrivano armi, gioielli e la celebre sella dorata del cavaliere, capolavoro dell'oreficeria longobarda degli inizi del VII secolo. Sono gli oggetti con cui i manuali illustrano l'Italia longobarda, e si trovano qui, in sale spesso deserte.
L'opus sectile di Porta Marina, la sala che vale il viaggio
Il pezzo che consiglio di cercare prima di ogni altro è la sala in opus sectile della domus fuori Porta Marina di Ostia: un intero ambiente di rappresentanza tardoantico rivestito di marmi intarsiati, con pannelli figurati di qualità strepitosa, databile con precisione fra il 383 e il 388 grazie alle monete trovate negli scavi. I materiali, riportati alla luce nel 1959 dopo scavi avviati fra il 1938 e il 1942, sono stati ricomposti qui pannello per pannello. Il vecchio equivoco da sfatare: la domus non era sul Palatino ma a Ostia, appena fuori dalla porta verso il mare. Completano il percorso i tessuti dell'Egitto copto, dall'età tardoromana all'arrivo dell'Islam, e le ceramiche altomedievali romane. La scheda del Museo dell'alto Medioevo entra nei dettagli. L'apertura di queste sale segue turni: il quadro aggiornato è sulla pagina delle aperture del sito ufficiale.
Le collezioni Giuseppe Tucci: l'Asia al Museo delle Civiltà
Dal 2017 il Palazzo delle Scienze ospita anche le collezioni del Museo nazionale d'arte orientale intitolato a Giuseppe Tucci, trasferite qui dopo la chiusura della storica sede di Palazzo Brancaccio. Tucci, orientalista fra i massimi del Novecento, esplorò Tibet e Nepal in una lunga stagione di spedizioni scientifiche, e il museo che porta il suo nome ne raccoglie l'eredità: arte del Gandhara, dove la scultura buddhista parla un dialetto greco, bronzi e dipinti himalayani, ceramiche e sculture dall'Iran alla Cina, fra cui una Guanyin lignea di epoca Song-Jin di qualità museale assoluta.

Nell'ottobre 2024 il museo ha aperto il riallestimento EUR_Asia, che ripresenta le collezioni asiatiche negli spazi dell'EUR con un progetto nuovo: per chi aveva conosciuto queste opere a Palazzo Brancaccio è un incontro diverso, più arioso, dentro l'architettura razionalista. La storia completa della raccolta è nella scheda del Museo nazionale d'arte orientale Giuseppe Tucci. Il mio consiglio pratico: chi ha un interesse specifico per l'Asia dovrebbe dedicare a queste sale una visita a sé, perché infilarle in coda alla preistoria significa attraversarle con la testa già piena.
L'ex Museo Coloniale e il Museo delle Opacità
Il capitolo più delicato del Museo delle Civiltà riguarda le raccolte dell'ex Museo Coloniale di Roma: migliaia di oggetti legati all'occupazione italiana in Africa, rimasti per decenni nei depositi dopo la chiusura di quel museo. Il Museo delle Civiltà ha scelto di non nasconderli e di non esporli come se nulla fosse: nel giugno 2023 ha aperto il Museo delle Opacità, un allestimento che riporta alla luce centinaia di opere e documenti e li accompagna con una domanda esplicita sul come e sul perché arrivarono in Italia. Nel maggio 2025 è arrivato il secondo capitolo, dedicato alle agricolture e alle architetture coloniali.
Il titolo dice il metodo: opacità, non rimozione. Il museo dichiara che la provenienza di molti oggetti è ancora oggetto di ricerca e che la storia coloniale italiana va documentata, studiata e condivisa, con il contributo di artisti e studiosi anche dei paesi di origine. È uno dei progetti museali più discussi e più seri in corso in Italia, e la ragione per cui il Museo delle Civiltà è oggi osservato dai musei etnografici di mezza Europa. Chi entra si prepari a un allestimento che pone domande più che dare risposte: è una scelta deliberata, e funziona.
Rocce, minerali e animali: le collezioni ISPRA al Museo delle Civiltà
L'ultima grande aggiunta viene dalle scienze naturali: le collezioni geologiche, paleontologiche e mineralogiche dell'ex Museo Geologico Nazionale, un tempo a Palazzo Canevari, entrate al Museo delle Civiltà grazie a un accordo con l'ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nell'ottobre 2025 è stato inaugurato il riallestimento "Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: le Collezioni ISPRA", presentato come un "museo multispecie": campioni geologici e naturalistici esposti accanto alle culture umane, a dire che la storia delle civiltà comincia dalla storia della Terra. Per un museo antropologico è un ampliamento di orizzonte coerente, e per il visitatore è una sezione nuova di zecca, con vetrine appena montate: un buon antidoto all'idea che qui sia tutto fermo agli anni Settanta.
Riallestimenti e novità 2025-2026 al Museo delle Civiltà
Dal 2022 il Museo delle Civiltà è un cantiere culturale dichiarato: la direzione ha scelto di rinnovare le sale per tappe successive, aprendo un riallestimento dopo l'altro invece di chiudere tutto per anni. La sequenza recente dà la misura del ritmo: "Preistoria? Storie dall'Antropocene" nell'ottobre 2022, il Museo delle Opacità nel giugno 2023, EUR_Asia nell'ottobre 2024, il progetto "In corso d'opera" nel febbraio 2025, il secondo capitolo delle Opacità nel maggio 2025, le collezioni ISPRA nell'ottobre 2025.
La conseguenza pratica, da mettere in conto: alcune sale possono risultare chiuse o in trasformazione, e l'assetto che si trova oggi può differire da quello descritto in guide anche recenti. Il calendario delle mostre temporanee e delle aperture si consulta sul sito ufficiale del museo. La mia lettura da frequentatore: questa fase di lavori a vista è il momento più interessante per visitarlo, perché si vede un grande museo pensare ad alta voce.
Come si visita il Museo delle Civiltà: biglietti, tempi, percorso
Il biglietto è unico e vale per le collezioni di entrambe le sedi: intero 10 euro, ridotto 2 euro per i giovani dell'Unione europea fra 18 e 25 anni, gratuito sotto i 18 anni, per le persone con disabilità con accompagnatore, la prima domenica di ogni mese e il 25 aprile. Chi ha la Roma Pass o partecipa agli eventi convenzionati paga un biglietto "friend" di 5 euro; esiste anche una card annuale a 22 euro, che per chi vive a Roma è l'acquisto più intelligente del listino: due visite e si è già in attivo. Nei fine settimana sono disponibili visite guidate a 5 euro a persona, su prenotazione, e per i gruppi la tariffa è di 100 euro fino a venti partecipanti. Il museo è attrezzato per l'accessibilità: sedie a ruote in prestito, servizi accessibili, parcheggi dedicati e percorsi tattili in Braille.
I tempi realistici: due ore e mezza per il Palazzo delle Scienze fatto con calma, un'ora abbondante per le arti e tradizioni popolari al civico 8. Con mezza giornata si fanno entrambe le sedi, con una pausa in mezzo nei locali del quartiere. L'ordine che consiglio ai miei gruppi: ingresso alle 8:00, preistoria e protostoria finché la testa è fresca, poi alto Medioevo e Asia, e infine la traversata della piazza per l'etnografia italiana. Con i bambini conviene invertire: carri e costumi reggono l'attenzione molto meglio delle selci. In automobile si parcheggia con una facilità sconosciuta al resto della città: è uno dei pochissimi musei romani per cui l'auto è un'opzione sensata.
Un'opinione controcorrente che confermo a ogni visita: chi ha un solo pomeriggio a Roma e deve scegliere fra questo museo e i Musei Capitolini scelga i Capitolini. Il Museo delle Civiltà è il museo del secondo o del terzo viaggio, quello che ripaga chi non è più in rincorsa sulla lista dei monumenti.
Una curiosità su Museo delle Civiltà
Il regolamento di visita contiene una norma che non ha eguali fra i grandi musei romani: i cani sono ammessi nelle sale, tutti i pomeriggi dalle 14:00 alle 19:00, con un biglietto ridotto da 2 euro. Non è una tolleranza informale, è una tariffa a listino: il cane paga il suo ingresso e accompagna il padrone fra le vetrine. La misura racconta bene lo spirito con cui questo museo si sta reinventando: un luogo che ragiona sul rapporto fra uomini, animali e ambiente fin dal titolo del suo nuovo allestimento naturalistico, il "museo multispecie", e che ha deciso di prendersi la questione alla lettera anche in biglietteria. C'è poi una seconda curiosità che pochi notano: l'orario di apertura. Le porte aprono alle 8:00 del mattino, un'ora in cui quasi tutti i musei statali italiani sono ancora chiusi; è un'eredità funzionale della vocazione scientifica del complesso, che ospita depositi, laboratori e istituti di ricerca oltre alle sale espositive. Per il visitatore significa una cosa sola: la possibilità di trovarsi alle 8:15 davanti alla Fibula Prenestina in un silenzio che nel centro storico non esiste a nessuna ora. Chi ama i musei vuoti ha qui la sua occasione migliore in città, e quasi nessuno la sfrutta.
Una cosa che non ti dice nessuno su Museo delle Civiltà
Dentro il Palazzo delle Scienze c'è una sala romana intera, smontata e rimontata pannello per pannello, di cui la maggior parte dei romani ignora l'esistenza: l'ambiente in opus sectile della domus fuori Porta Marina di Ostia. Non un mosaico, non un affresco: un rivestimento totale in marmi intarsiati, con figure, cornici e decori geometrici, databile fra il 383 e il 388 dopo Cristo grazie alle monete rinvenute negli scavi. I materiali furono recuperati nel 1959, dopo scavi avviati alla fine degli anni Trenta, e la ricomposizione qui all'EUR restituisce l'effetto originale: si entra e si è circondati dal lusso tardoantico come lo vedeva il padrone di casa. Se questa sala si trovasse ai Musei Vaticani avrebbe la coda; qui capita di averla per sé. Aggiungo il corollario pratico che nessuna guida generalista riporta: le sezioni del palazzo aprono a rotazione, secondo turni pubblicati dal museo, e la sala della Grotta Guattari risulta al momento chiusa per manutenzione. Prima di attraversare Roma per un oggetto preciso, che sia il cranio del Circeo o la sella di Castel Trosino, la pagina delle aperture del sito ufficiale va letta la mattina stessa. È il genere di dettaglio che separa una visita riuscita da un viaggio a vuoto, e costa trenta secondi.
Il consiglio che ti do per visitare Museo delle Civiltà
Andateci di sabato, e andateci alle 8:00. Il ragionamento è semplice: il Museo delle Civiltà è l'unico grande museo romano che apre a quell'ora, l'EUR di primo mattino è deserto e le sale di preistoria affrontate con la mente fresca rendono il triplo. Cominciate dal Palazzo delle Scienze, civico 14: prima la preistoria e la protostoria, con la sosta lunga davanti alla Fibula Prenestina e alla Venere di Savignano; poi l'alto Medioevo, dove la sala di Porta Marina e i corredi longobardi meritano da soli mezz'ora; quindi le collezioni asiatiche del riallestimento EUR_Asia. Verso le 11 uscite, attraversate piazza Guglielmo Marconi godendovi il colonnato e dedicate un'ora abbondante alle arti e tradizioni popolari al civico 8. All'una avete visto, con calma vera, quello che altrove richiederebbe una giornata di code. Due avvertenze da professionista: controllate la sera prima la pagina delle aperture, perché le sezioni ruotano, e non provate a "fare tutto" se viaggiate con bambini sotto i dieci anni, nel qual caso conviene partire dai carri siciliani e considerare la preistoria un supplemento. Ultima cosa: portate una giacca leggera anche d'estate, perché i saloni razionalisti sono ampi, alti e freschi, e la differenza di temperatura con il piazzale si sente.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che l'EUR sia il quartiere dell'Esposizione universale del 1942 lo sanno tutti; che quell'esposizione non si sia mai tenuta lo si ripete spesso. Quello che si cita di rado è il destino specifico dei due palazzi del museo: nati per le mostre di un evento cancellato dalla guerra, rimasero incompiuti e vuoti per anni, e la loro vita museale cominciò solo nel dopoguerra, per gradi. Il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari aprì nel 1956, primo museo del quartiere; il Palazzo delle Scienze ricevette le collezioni del Pigorini a partire dal 1967, lo stesso anno in cui al suo interno veniva inaugurato il Museo dell'alto Medioevo. In altre parole: il trasferimento dei grandi musei nazionali all'EUR fu un'operazione della Repubblica, non del regime che aveva disegnato il quartiere. C'è un secondo fatto noto e poco citato: il "Pigorini" visse per quasi mezzo secolo al Collegio Romano, a due passi dal Pantheon, dove Athanasius Kircher aveva allestito nel Seicento il suo celebre museo enciclopedico. Chi oggi percorre le sale etnografiche dell'EUR sta guardando, in parte, la collezione di un gesuita del XVII secolo passata attraverso l'Unità d'Italia, due guerre mondiali e tre traslochi. La continuità è la vera notizia: pochi musei al mondo possono esibire una genealogia così lunga.
La foto giusta da fare a Museo delle Civiltà
La foto simbolo si scatta al centro di piazza Guglielmo Marconi, guardando il colonnato curvo che raccorda i due palazzi del museo: di primo mattino, con il sole basso che entra di taglio fra le colonne e la piazza vuota, l'effetto metafisico è garantito senza filtri. Chi vuole la versione più architettonica salga i gradini del Palazzo delle Scienze e inquadri la fuga di colonne in diagonale, con il travertino che vira all'avorio; funziona anche al tramonto, quando la pietra si scalda. All'interno, il soggetto che regge meglio lo scatto è la sala dell'opus sectile di Porta Marina, dove i marmi intarsiati riempiono l'inquadratura senza bisogno di grandangoli spinti; fra le vetrine, il cranio del Circeo e la sella dorata di Castel Trosino sono i due oggetti più fotografati, quando le rispettive sale sono aperte. Per l'uso di flash e treppiedi valgono le regole esposte in museo. E per chi vuole chiudere il servizio fotografico con il monumento più celebre del quartiere, il Colosseo Quadrato è a pochi minuti a piedi: la sequenza colonnato del museo più Palazzo della Civiltà Italiana è il racconto visivo perfetto dell'EUR in due immagini.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La cronologia di questo angolo dell'EUR è una storia italiana in miniatura. Fine anni Trenta: il regime disegna l'E42, l'Esposizione universale che avrebbe dovuto celebrare nel 1942 il ventennale della marcia su Roma, e avvia i cantieri dei palazzi monumentali; la guerra ferma tutto, e l'esposizione non si terrà mai. 1956: il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari apre al pubblico e porta all'EUR le collezioni etnografiche italiane radunate da Lamberto Loria per la mostra del 1911. 1967: doppio evento nel Palazzo delle Scienze, con l'arrivo delle collezioni del Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini dal Collegio Romano e l'inaugurazione del Museo dell'alto Medioevo. 2016: tre decreti ministeriali fondono quattro musei nazionali nel nuovo Museo delle Civiltà. 2017: le collezioni orientali Giuseppe Tucci lasciano Palazzo Brancaccio e raggiungono l'EUR. 2022: la nuova direzione di Andrea Viliani unifica gli istituti in un solo museo antropologico e apre la stagione dei riallestimenti. 2023: con il Museo delle Opacità tornano visibili le raccolte dell'ex Museo Coloniale, accompagnate da una riflessione pubblica sul passato coloniale italiano che non ha precedenti nei musei di Stato. 2025: entrano in scena le collezioni ISPRA con il "museo multispecie". Ogni data è un cambio di pelle: pochi luoghi romani mostrano con questa chiarezza come un'eredità scomoda possa trasformarsi in un progetto culturale vivo.
Chi è passato da Museo delle Civiltà
La storia di queste collezioni è una galleria di personaggi fuori scala. Il capostipite è Athanasius Kircher, il gesuita tedesco che nel Seicento radunò al Collegio Romano il suo museo enciclopedico: parte di quelle raccolte vive ancora oggi nelle sale etnografiche dell'EUR. Luigi Pigorini, paletnologo di Parma, fondò nel 1875 il museo che porta il suo nome e lo governò per mezzo secolo, facendone il centro della preistoria italiana: alla sua morte, nel 1925, i pezzi superavano i 170.000. Lamberto Loria, etnografo con anni di ricerche extraeuropee alle spalle, dedicò l'ultima stagione della vita a censire l'Italia popolare per la mostra del 1911: le sue raccolte sono il patrimonio del palazzo al civico 8. Giuseppe Tucci, orientalista marchigiano fra i massimi del Novecento, esplorò Tibet e Nepal in spedizioni leggendarie; il museo d'arte orientale intitolato a lui è confluito qui nel 2017. E poi i direttori dell'era recente: Filippo Maria Gambari, archeologo che guidò il museo unificato dal 2017 al 2020, e Andrea Viliani, arrivato nel gennaio 2022 dal mondo dell'arte contemporanea, l'uomo del Museo delle Opacità e dei riallestimenti in corso. Su queste sale sono passati insomma gesuiti eruditi, pionieri della paletnologia, esploratori dell'Himalaya e curatori contemporanei: il visitatore che attraversa il Museo delle Civiltà cammina dentro le loro biografie.
Il quartiere EUR intorno al Museo delle Civiltà
Finita la visita, il quartiere merita un'ora di passeggiata, perché l'EUR si legge come un museo a cielo aperto: assi viari scenografici, travertino, prospettive studiate al millimetro. A pochi minuti a piedi si raggiunge il Palazzo della Civiltà Italiana, il Colosseo Quadrato, icona assoluta del razionalismo e oggi sede di una maison di moda. In direzione opposta, la Roma contemporanea: il centro congressi della Nuvola di Fuksas, che con i suoi vetri e la teca sospesa è il contrappunto del quartiere littorio. Per chiudere in leggerezza, il laghetto dell'EUR con la sua passeggiata alberata è il posto giusto per un caffè o un gelato al tavolino. Chi invece vuole restare in tema di musei fuori rotta può segnarsi la Centrale Montemartini, sculture antiche fra le turbine di una centrale elettrica, sulla via del ritorno verso il centro lungo la metro B. È un pomeriggio completo, coerente, senza code: una rarità assoluta a Roma.
Domande veloci su Museo delle Civiltà
Quanto costa il biglietto del Museo delle Civiltà?
Il biglietto intero costa 10 euro, il ridotto 2 euro per i cittadini dell'Unione europea fra i 18 e i 25 anni. Con la Roma Pass e per gli eventi convenzionati esiste un biglietto "friend" a 5 euro. Tariffe e condizioni si verificano sul sito ufficiale prima della visita.
Quali sono gli orari del Museo delle Civiltà?
Da martedì a domenica dalle 8:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 18:30. L'apertura alle 8 del mattino è fra le più mattiniere dei musei italiani e regala sale semivuote nella prima ora.
Quando è chiuso il Museo delle Civiltà?
Il giorno di chiusura settimanale è il lunedì. Singole sezioni possono inoltre chiudere a rotazione per lavori o riallestimenti: il quadro delle sale aperte è pubblicato sul sito ufficiale.
Il Museo delle Civiltà è gratis la prima domenica del mese?
Sì, ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito per tutti, come negli altri musei statali; lo è anche il 25 aprile. È però il giorno più affollato dell'intero mese: chi può permetterselo scelga un sabato mattina a pagamento, con 10 euro si gode il museo dieci volte meglio.
Serve prenotare il Museo delle Civiltà?
No, per la visita individuale il biglietto si acquista in cassa senza prenotazione. La prenotazione serve per le visite guidate del fine settimana e per i gruppi.
Quanto dura la visita al Museo delle Civiltà?
Due ore e mezza per il Palazzo delle Scienze con calma, un'ora abbondante per le arti e tradizioni popolari. Mezza giornata copre entrambe le sedi senza correre; una selezione asciutta si fa anche in due ore.
Il Museo Pigorini e il Museo delle Civiltà sono la stessa cosa?
Oggi sì. Il Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini è confluito nel 2016 nel Museo delle Civiltà e le sue raccolte sono le collezioni di preistoria, protostoria ed etnografia del Palazzo delle Scienze. Il nome Pigorini resta nell'uso dei romani, ma sul biglietto c'è scritto Museo delle Civiltà.
Che differenza c'è fra Museo delle Civiltà e Museo della Civiltà Romana?
Sono due musei diversi. Il Museo della Civiltà Romana, quello del grande plastico di Roma imperiale, è un museo civico in un altro edificio dell'EUR; il Museo delle Civiltà è statale e occupa i due palazzi di piazza Guglielmo Marconi. La confusione fra i nomi è l'errore più frequente di chi arriva nel quartiere.
Come si arriva al Museo delle Civiltà con la metro?
Con la linea B, fermata EUR Fermi, e una breve camminata lungo i viali del quartiere; anche EUR Palasport è a distanza simile. In superficie fermano gli autobus 30, 170, 671, 714 e 791.
Al Museo delle Civiltà si parcheggia facilmente?
Sì, ed è un'eccezione romana: nei dintorni della piazza il parcheggio gratuito si trova senza fatica. È uno dei pochissimi musei della città per cui arrivare in automobile è una scelta ragionevole.
Il Museo delle Civiltà è adatto ai bambini?
Sì, con una preferenza netta per le sale delle arti e tradizioni popolari: carri dipinti, costumi e giocattoli reggono l'attenzione dei piccoli molto meglio delle vetrine litiche. Gli spazi sono ampi, senza ressa, e il passeggino non è mai un problema.
Il Museo delle Civiltà è accessibile in sedia a rotelle?
Sì: il museo mette a disposizione sedie a ruote in prestito, servizi igienici accessibili, parcheggi riservati e percorsi tattili in Braille per i visitatori non vedenti.
I cani possono entrare al Museo delle Civiltà?
Sì, nei pomeriggi dalle 14:00 alle 19:00, con biglietto ridotto dedicato. È una delle pochissime istituzioni museali romane ad ammettere gli animali in sala con una tariffa a listino.
La Roma Pass vale al Museo delle Civiltà?
I titolari di Roma Pass accedono con il biglietto agevolato "friend" da 5 euro. Le condizioni aggiornate delle convenzioni si controllano sul sito ufficiale del museo.
Esiste un abbonamento al Museo delle Civiltà?
Sì, una card annuale da 22 euro con ingressi illimitati e iniziative dedicate. Per chi abita a Roma è l'opzione più conveniente del listino: si ripaga in poco più di due visite.
Ci sono visite guidate al Museo delle Civiltà?
Sì, nei fine settimana, al costo di 5 euro a persona oltre il biglietto, su prenotazione; per i gruppi la tariffa è di 100 euro fino a venti persone. I contatti per prenotare sono sul sito ufficiale.
La sala della Grotta Guattari è aperta?
La sala dedicata alla Grotta Guattari del Circeo risulta al momento chiusa per manutenzione. Chi viene apposta per il cranio neandertaliano deve verificare la riapertura sulla pagina delle aperture del sito ufficiale.
Dove si trovano le collezioni di arte orientale del Museo delle Civiltà?
Nel Palazzo delle Scienze, piazza Guglielmo Marconi 14, dove dal 2017 sono confluite le raccolte dell'ex Museo nazionale d'arte orientale Giuseppe Tucci, ripresentate dall'ottobre 2024 nel riallestimento EUR_Asia.
Il biglietto del Museo delle Civiltà vale per entrambi i palazzi?
Sì, il biglietto è unico e copre le collezioni del Palazzo delle Scienze e del Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari, ai civici 14 e 8 della stessa piazza.
Si possono fare fotografie al Museo delle Civiltà?
Per l'uso personale la fotografia è in genere consentita nei musei statali, con limitazioni per flash e treppiedi; le regole puntuali sono esposte in museo e sul sito ufficiale, che conviene consultare per riprese particolari.
Dove si mangia vicino al Museo delle Civiltà?
L'EUR è un quartiere vivo, con bar e ristoranti di livello normale, frequentati da chi ci lavora piuttosto che dai turisti: fra le vie intorno alla piazza e la zona del laghetto la pausa pranzo si risolve a prezzi da quartiere, senza trappole. Chi visita entrambe le sedi del museo fa bene a piazzare la pausa fra l'una e l'altra: si riparte con occhi nuovi.
Ci sono mostre temporanee al Museo delle Civiltà?
Il museo alterna riallestimenti permanenti e progetti temporanei, con un calendario che cambia durante l'anno: il programma aggiornato delle mostre si consulta sul sito ufficiale del museo.
Chiudo con il consiglio che do da anni e che continua a sorprendere chi lo segue: sabato mattina, ingresso alle 8:00, tre ore fra preistoria, Longobardi e Asia, poi la traversata del colonnato verso i carri siciliani. All'una si esce avendo visto uno dei grandi musei d'Europa quasi da soli, con 10 euro spesi meglio di qualunque altra coda romana. Il Museo delle Civiltà non ha bisogno di essere difeso: ha bisogno di essere visitato.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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