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Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
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Contact Information
Indirizzo:
Viale delle Belle Arti, 131, 00197 Roma RM, Italia, Pinciano, Roma, Roma Città
Descrizione:

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea custodisce la più completa collezione dedicata all’arte italiana e straniera tra il XIX e il XXI secolo.

Alla Galleria Nazionale (LAGN) ex-GNAM, tra dipinti, disegni, sculture e installazioni, le quasi 20.000 opere della raccolta sono espressione delle principali correnti artistiche degli ultimi due secoli, dal Neoclassicismo all’Impressionismo, dal Divisionismo alle Avanguardie storiche dei primi anni del Novecento, dal Futurismo e Surrealismo, al più cospicuo nucleo di opere di arte italiana tra gli anni ’20 e gli anni ’40, dal movimento di Novecento alla cosiddetta Scuola Romana.

Un altro importante nucleo è costituito da opere del periodo informale del secondo dopoguerra, da quelle della Pop Art e dell’Arte povera.

La collezione della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea comprende anche artisti del nostro tempo.

È di proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali, che dal 2014 la ha annoverata tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale.

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

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Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
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Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea | Storia

La Galleria Nazionale nasce nel 1883, pochi anni dopo la costituzione dello stato unitario italiano (Roma era diventata capitale d'Italia nel 1871), poiché si sentiva la necessità di un museo dedicato agli artisti contemporanei viventi o scomparsi da poco.

La prima sede della Galleria fu il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale, e la sua istituzione si deve all'opera del ministro Guido Baccelli.

Ben presto, però, il Palazzo delle Esposizioni si rivelò insufficiente ad accogliere quadri e sculture che nel tempo erano aumentati di numero.

Vi era poi un altro inconveniente: ogni volta che si teneva una mostra temporanea, le opere esposte dovevano essere rimosse.

Si colse l'occasione dell'Esposizione internazionale di Roma del 1911 (50º anniversario dell'Unità d'Italia) per costruire a Valle Giulia l'edificio attuale come sede stabile della Galleria.

Il palazzo delle belle arti venne progettato dall'architetto e ingegnere romano Cesare Bazzani (autore, tra le altre cose, del Ministero della Pubblica Istruzione e dell'ospedale Fatebenefratelli).

Nel 1933 anche questo edificio divenne insufficiente ad accogliere tutte le opere che erano giunte in galleria per acquisto o per donazione.

Sempre ad opera di Cesare Bazzani si progettò e si inaugurò in quell'anno un ampliamento che raddoppiò lo spazio espositivo (questo corrisponde alle sale attualmente occupate dal Novecento).

Queste nuove sale non entrarono in possesso della Galleria perché vennero occupate da una "Mostra della rivoluzione fascista", che con tabelle, grafici, foto e opere artistiche voleva "glorificare" le principali conquiste del regime.

Nel 1941 divenne sovrintendente della Galleria Nazionale Palma Bucarelli, la quale mantenne l'incarico per oltre 30 anni fino al 1975.

A lei si deve un'importante opera di svecchiamento della cultura italiana e di apertura verso le più moderne sperimentazioni internazionali.

Ella si adoperò per dotare la Galleria di tutti quei servizi che oggi sono considerati indispensabili ad una struttura museale moderna: servizio didattico, biblioteca, caffetteria, libreria, presentazione di libri, incontri con gli artisti.

Non mancarono incontri mondani come le sfilate di moda.

In questa opera si avvalse di collaboratori di prim'ordine come Nello Ponente, Giovanni Carandente, Corrado Maltese, Maurizio Calvesi, Giorgio de Marchis.

Per salvare le opere d'arte dai pericoli della guerra in corso la sovrintendente le portò segretamente nel palazzo Farnese di Caprarola (in provincia di Viterbo, non lontano dal lago di Vico), quindi a Castel Sant'Angelo.

Dopo la liberazione di Roma (4 giugno 1944) si poté procedere alla riapertura della Galleria tra mille difficoltà.

Seguirono anni di grandi mostre che permisero agli italiani di conoscere artisti che il regime aveva cercato di nascondere.

Nel 1953 si tenne una grande mostra su Picasso, nel 1956 su Mondrian, nel 1958 su Pollock, nel 1959 si ebbe l'esposizione del grande sacco di Burri che destò scandalo, nel 1971 con la mostra di Piero Manzoni la sovrintendente Palma Bucarelli rischiò il suo posto.

In questa opera di innovazione culturale ebbe al suo fianco i critici e storici dell'arte Giulio Carlo Argan (Torino 1909 - Roma 1992) e Cesare Brandi (Siena 1906 - Vignano SI 1988).

Nel 1973 giunsero i finanziamenti statali per un ulteriore ampliamento della galleria, su progetto di Luigi Cosenza, la cui inaugurazione avvenne nel 1988.

Nel 1975 con l'istituzione del Ministero per i Beni Culturali la Galleria acquisisce il titolo di Soprintendenza Speciale.

Nello stesso anno il pensionamento della sovrintendente Palma Bucarelli segna una nuova fase, in cui il " museo d'avanguardia", da lei concepito e sviluppato, non mantiene allo stesso livello il ruolo di apertura verso l'arte contemporanea.

Sotto la direzione di Italo Faldi, dal 1975 al 1978, la Galleria rafforza i compiti di conservazione e valorizzazione attraverso un programma articolato di mostre sull'arte italiana dell'Otto e Novecento e sull'arte europea e americana, in un quadro di collaborazione internazionale.

Tra il 1978 e il 1982 il nuovo sovrintendente Giorgio de Marchis riprende le linee essenziali degli indirizzi della Bucarelli, calandole nella nuova situazione sociale e culturale della fine degli anni Settanta.

La Galleria è nella sua concezione un museo dinamico al passo con i tempi, è insieme centro di studi, produttore di cultura e servizio pubblico.

Come centro di studi il museo promuove, oltre alla conoscenza delle collezioni e all'attività delle mostre, anche l'uso delle strutture didattiche, informative e di documentazione (biblioteca, archivio, sala proiezioni, conferenze).

In quanto museo di arte moderna è necessariamente un luogo di «sconfinamento» che accoglie e promuove attività culturali di varie discipline, dal teatro alla musica al cinema alla danza.

Il programma delle mostre organizzate corrisponde a precise linee di studio dell'arte italiana e straniera del XIX e XX secolo, coerenti con le collezioni e la storia del museo.

Nel momento in cui inizia a manifestarsi il fenomeno del consumo delle mostre di massa, de Marchis pone l'accento sull'attività espositiva museale come produzione culturale.

Le numerose esposizioni organizzate in questo periodo riguardano contributi, spesso ancora oggi di notevole vitalità, sulla storia dell'arte del Novecento (De ChiricoArte AstrattaLeoncillo), sulla storia stessa del museo e delle collezioni, indagata nella prospettiva ampia della storia della cultura (Roma 1911), sulla situazione contemporanea( Arte e critica, 1980 e 1981), anche relativamente alla recente minimal art attraverso le sculture della collezione Panza di Biumo (1980).

Dagli anni Settanta si datano alcune importanti donazioni che per la loro vastità ebbero sede in edifici staccati dalla Galleria, in modo da formare una serie di musei satelliti.

Nel 1979 si ebbe la donazione Manzù di Ardea che aprirà al pubblico nel 1981.

Nel 1986 viene donata la collezione dell'anglista Mario Praz (aprirà nel 1995 nel palazzo Primoli in via Zanardelli).

Nello stesso 1995 aprirà il museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative, la moda e il costume in via Boncompagni (la donazione del 1972 era stata ostacolata dagli eredi).

Tra il 1995 e il 1999 tutto l'edificio venne sottoposto a grandi lavori di restauro e si procedette al riordinamento delle collezioni.

Questi lavori utilizzarono i fondi stanziati per il Giubileo del 2000, sotto l'egida della sovrintendente Sandra Pinto.

Nel 1997 la Galleria riceve la donazione Schwarz di arte surrealista e Dada, colmando così una sua importante lacuna.

Nel gennaio del 2000 partono i lavori per la costruzione del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo al posto delle caserme di via Guido Reni (quartiere Flaminio) su progetto dell'architetto anglo-irachena Zaha Hadid.

Si tratta della naturale continuazione della Galleria d'arte moderna.

Dal 1º luglio 2004 è Maria Vittoria Marini Clarelli la sovrintendente della Galleria.

Nel 2011 è stato realizzato un riallestimento e riordino delle opere della Galleria che hanno conferito una veste caratterizzata da un forte impatto visivo ed estetico grazie all'originale progetto dell'architetto Federico Lardera.

Nell'ottobre 2016 viene inaugurato il nuovo allestimento della galleria, basato su un progetto originale che, riducendo il numero delle opere in esposizione, introduce la chiave di lettura non cronologica alla base dell'esposizione principale "Time is out of joint."

Oltre al nuovo allestimento delle sale vengono ridefiniti la zona di accesso ai servizi, denominata "welcome area," la libreria e la Sala delle Colonne.

Pur conservando la denominazione istituzionale di Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, nella propria comunicazione il museo abbandona l'acronimo G.N.A.M. e adotta un nuovo nome: "La Galleria Nazionale" (LAGN) in quanto solo e unico museo nazionale di arte moderna e contemporanea in Italia.

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Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea | Biblioteca

La Biblioteca conserva e mette a disposizione del pubblico 79.500 volumi inventariati, 1.500 pubblicazioni specializzate, una raccolta di cataloghi che documentano le esposizioni italiane del Novecento e il patrimonio di monografie e cataloghi di esposizioni, volumi rari e libri d’artista acquisiti a partire dalla fine dell’Ottocento.
Da lunedì a venerdì 9.00 — 14.00
ingresso dalle 9 alle 9:30 su appuntamento
chiusura: agosto, festività natalizie
ingresso: via Gramsci, 81 — T 06 32298246

[email protected]

Mappa Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
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