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Caprarola
Caprarola
PalazzoCaprarola Farnese a Caprarola
Palazzo Farnese a Caprarola
Palazzo Farnese a Caprarola
CaprarolaCaprarolaPalazzoCaprarola Farnese a CaprarolaPalazzo Farnese a CaprarolaPalazzo Farnese a Caprarola
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Indirizzo:
Via Filippo Nicolai, 561, 01032 Caprarola VT
Descrizione:

Caprarola è un comune italiano di poco più di 5000 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio.

Caprarola si trova nel versante sud dei Monti Cimini ad est rispetto al Lago di Vico, arroccata su uno sperone tufaceo è posta tra le vie consolari, ora strade statali, Cassia e Flaminia.

Sul territorio comunale si erge il monte Fogliano.

Per la bellezza dei luoghi è stata oggetto nel 1995 di studi della Scuola di Architettura del Principe Carlo d'Inghilterra.

Il borgo di Caprarola è premiato con la bandiera arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico-ambientale assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità, ed è uno strumento di valorizzazione del territorio.

Palazzo Farnese a Caprarola
Palazzo Farnese a Caprarola

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Che cosa vedere a Caprarola (VT) | Monumenti & Luoghi di interesse

Caprarola rappresenta uno degli esempi urbanistici più significativi del '500. L'antico borgo medievale venne squarciato per far passare una spettacolare via dritta che dai piedi della collina sale scavalcando burroni, in parte riempiti e in parte superati con 2 ponti fino a raggiungere il piazzale antistante l'imponente Palazzo Farnese.

Caprarola (VT) | Architetture civili

Si tratta di uno dei più importanti palazzi dell'architettura rinascimentale-manierista.

Fu edificato nel XVI secolo su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola sulla basi di una precedente fortificazione a pianta pentagonale ideata da Antonio da Sangallo il Giovane, di cui il Vignola mantenne il perimetro esterno.

Il primo incarico per la progettazione venne affidato dal cardinale Alessandro Farnese al Sangallo, ma appena realizzata la base pentagonale con 5 bastioni angolari, i lavori vennero sospesi poiché il cardinale venne eletto papa Paolo III.

Fu il nipote Alessandro juniore a riprendere i lavori affidando la realizzazione al Vignola il quale convertì l'austero progetto di una fortezza in una meravigliosa villa pentagonale a cui lavorarono i nomi più illustri di quel periodo.

  • Fontana delle Tre Cannelle

Fontana del XV secolo, edificata su commissione dei Riario-Della Rovere.

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Caprarola (VT) | Aree naturali

Lago di Vico

Di grande interesse naturalistico, posizionato ad ovest di Caprarola, il lago di Vico è probabilmente il meglio conservato tra i grandi laghi italiani di origine vulcanica. Incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio, tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale in Italia e parte della Riserva naturale Lago di Vico, consente lo sviluppo della vita di numerose e rare specie animali.

Formatosi dal riempimento di un cratere vulcanico si è vista dimezzata la superficie in epoca etrusca con la costruzione di un canale sotterraneo che, attraversando la montagna e gettando le acque del lago nel vallone formando il Rio Vicano, ha permesso di ricavare una grande quantità di terreno fertile.

lago Di Vico
lago Di Vico

Caprarola | La Storia

Caprarola rappresenta uno degli esempi urbanistici più significativi del '500.

L'antico borgo medievale venne squarciato per far passare una spettacolare via dritta che dai piedi della collina sale scavalcando burroni, in parte riempiti e in parte superati con 2 ponti fino a raggiungere il piazzale antistante l'imponente Palazzo Farnese, uno dei più importanti palazzi dell'architettura rinascimentale-manierista.

Lungo la salita si incontrano botteghe, si aprono scorci sui Monti Cimini e sull’intatta natura circostante.

Tutto concorre a fare di questo cammino una delle più belle passeggiate che si possano fare in un borgo italiano.

Di grande interesse naturalistico, posizionato ad ovest di Caprarola, il Lago di Vico è probabilmente il meglio conservato tra i grandi laghi italiani di origine vulcanica.

Incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio, tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale in Italia e parte della Riserva naturale Lago di Vico, consente lo sviluppo della vita di numerose e rare specie animali.

Formatosi dal riempimento di un cratere vulcanico si è vista dimezzata la superficie in epoca etrusca con la costruzione di un canale sotterraneo che, attraversando la montagna e gettando le acque del lago nel vallone formando il Rio Vicano, ha permesso di ricavare una grande quantità di terreno fertile.

Pur essendo immersa nell'antico territorio etrusco, Caprarola getta le sue radici in epoca molto più recente, in particolare, si hanno le prime notizie dell'esistenza di insediamenti stabili intorno all'XI secolo, questo, come avvenne anche per Ronciglione, a causa dei Monti Cimini anticamente chiamati selva Cimina e considerati territorio impervio e impenetrabile.

Durante il medioevo fu contesa da diverse famiglie feudatarie, nel 1275 si hanno prove che fosse sotto gli Orsini, ma per poco tempo, il potere passò infatti in breve tempo ai Prefetti di Vico.

Dal 1370, iniziò una lotta per il controllo di queste zone tra i Prefetti di Vico e i Conti d'Anguillara.

Nel 1435 cadde sotto la giurisdizione della Santa Sede.

Cinque anni più tardi, nel 1440, il feudo venne acquistato dal conte Everso dell'Anguillara ed a tale famiglia rimase fino al 1465, anno in cui il Pontefice Paolo II confiscò tutti i loro beni.

Verso la fine del XV secolo, Caprarola venne affidata in vicariato ai Riario-Della Rovere, sotto il cui governo il paese cominciò a rifiorire ed a popolarsi.

Fu quindi nel XVI secolo che conobbe il massimo splendore, quando i Farnese, con la nomina a Papa Paolo III del cardinale Alessandro Farnese, e con la costituzione del Ducato di Castro, estesero notevolmente il proprio dominio costruendo fastose ville e castelli.

Caprarola
Caprarola

Qui fu costruita la residenza più rappresentativa del livello di ricchezza e di potenza che questa nobile famiglia raggiunse: Palazzo Farnese di Caprarola.

La potente famiglia romana dei Farnese ha avuto per secoli in questa zona il centro del proprio potere.

Così, intorno al 1530, Alessandro Farnese (futuro Papa Paolo III), dà incarico ad Antonio da Sangallo di costruire una fortezza a Caprarola.

Qui si sentiva sicuro, vicino a Roma, e in un territorio ricco e dall’aria buona.

Con l’elezione a Papa la costruzione si ferma ma viene ripresa un po’ di tempo dopo dal nipote Alessandro Farnese che passa l’incarico al Vignola di continuare la costruzione a pentagono abbozzata dal Sangallo.

Ma al Farnese non bastava costruire una residenza magnifica: voleva che avesse anche un ingresso trionfale.

Quindi il secolare borgo di Caprarola fu ridisegnato intorno ad una lunga strada in salita (la via Dritta): furono abbattute case, chiese e castelli.

La strada è realizzata in parte come ponte, in parte costruita su terrapieni riempiti.

Per far contenti i nobili, scontenti degli abbattimenti, Alessandro Farnese autorizzò la costruzione di nuovi palazzi che ancora oggi possiamo vedere: palazzo Sebastiani, Mariani, Restituti, Moscheni, l’Ospedale di San Giovanni e la chiesa di San Marco.

Da non perdere anche la chiesa della Madonna della Consolazione, il Palazzo delle Scuderie Farnese e la Chiesa di Santa Teresa, con alcuni quadri di Guido Reni.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo successivo all'8 settembre 1943 e all'occupazione tedesca, trovano rifugio nel paese i 24 componenti della famiglia ebrea romana dei Veneziano.

Ospiti della famiglia Brunetti, i Veneziano poterono godere per otto mesi della solidarietà di numerosi abitanti e delle autorità locali fino alla Liberazione.

Il 27 gennaio 2005 ai coniugi Roberto e Maria Brunetti è stata per questo conferita l'alta onorificenza di giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme.

Palazzo Farnese a Caprarola
Palazzo Farnese a Caprarola

La provincia di Viterbo non smette di stupire , come già sapete se magari avete visitato il Parco dei Mostri di Bomarzo, l'antico borgo di Chia e Soriano nel Cimino, Civita di Bagnoregio; Calcata e il suo Opera Bosco Museo di Arte nella Natura, i giardini di Villa Lante a Bagnaia o Palazzo Farnese a Caprarola...

Civitella d'Agliano nasconde un museo a cielo aperto: "La Serpara" di "Paul Wiedmer", l'artista svizzero che nel 1997 ha acquistato una vallata per realizzare un affascinante giardino, atelier con più di 40 installazioni artistiche e sculture che si fondono letteralmente nella natura - visitabile solo alcuni giorni dell'anno.

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