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Isola del Liri
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Indirizzo:
Isola del Liri (FR), Borghi e paesini, Vicino Roma
Descrizione:

Isola del Liri (Lisëra in dialetto locale) è un bellissimo borgo con oltre 11mila abitanti nella provincia di Frosinone nel Lazio, famoso per la sua imponenti cascate in mezzo alle case.

Isola del Liri dista poco più di un'ora da Roma ed è assolutamente consigliata una gita per conoscerla...

Il centro storico cittadino di Isola del Liri infatti si sviluppa su un'isola formata dal fiume Liri il quale, all'altezza del castello Boncompagni - Viscogliosi, si divide in due bracci che formano ciascuno un salto di circa trenta metri: la Cascata Grande (Verticale) formata dal braccio di sinistra e la Cascata del Valcatoio (o, anticamente, del Gualcatojo o anche Cascatelle) formata da quello di destra.

La Cascata Grande è alta circa 27 metri: una delle poche cascate a trovarsi nel centro storico di una città.

La Cascata del Valcatoio è meno spettacolare della prima anche perché le sue acque sono irregimentate e captate per alimentare un impianto di produzione elettrica.

Il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 metri lungo un dislivello di circa 27 metri con una pendenza del 17% circa.

Isola del Liri
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Isola del Liri
Isola del Liri

Isola del Liri

Il primo nome registrato della città di Isola del Liri fu Insula Filiorum Petri, cioè Isola dei figli di Pietro, gastaldo di Sora.

In realtà già in un documento del 1004 si registra una località nel contado sorano denominata Colle dell'Isola.

Nell'uso comune e nella cartografia fu sempre Isola, talvolta con la specificazione di Sora, perché strettamente legata insieme a Castelliri (allora Castelluccio) alla vicina Sora, di cui seguì le sorti fino all'età napoleonica.

A seguito dell'unificazione nazionale, nel 1863 Isola divenne Isola presso Sora per poi ottenere nel 1869 il nome attuale: Isola del Liri

L'origine di Isola del Liri è strettamente legata ai due municipi romani vicini di Arpinum e Sora: l'attuale territorio comunale della città era infatti diviso tra i due antichi centri.

Entrambe le città erano abitate anticamente dai volsci, popolazione indo-europea osco-umbra.

Sora diventò poi colonia romana con l'arrivo di diverse migliaia di coloni romani e/o latini, mentre Arpino non fu colonizzata.

Le conquiste degli antichi romani, estendosi poi più a sud nel Sannio, stabilizzarono la loro presenza per diversi secoli lungo il Liri e nel resto del Latium adiectum.

La città nel Medioevo cadde, alternativamente, sotto il dominio bizantino e longobardo, finché divenne parte della contea di Sora nel Principato di Capua.

Isola del Liri fu il feudo della famiglia dell'Isola (de Insulae) del XII secolo al XIV secolo.

Fra i personaggi famosi di questa famiglia, furono Roffredo dell'Isola, abate di Montecassino, conte d'Arce, e Bartolomeo dell'Isola che godeva gli onori nel sedile di Capuano a Napoli.

Alla fine del XIV secolo, Isola del Liri fu ceduta alla famiglia Cantelmo.

Una breve visita merita il Lago e il borgo di Posta Fibreno, così come il vicino borgo di Campoli Appennino (6,6 km), famoso per la Fiera del Tartufo Bianco che si svolge a novembre di ogni anno e per gli orsi marsicani che si vivono nelle vicine foreste del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; Arpino, Atina, Sora ...

Isola del Liri
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Isola del Liri | Ducato di Sora

Durante l'Ancien Régime la città conobbe un'economia florida e un migliore assetto urbanistico, grazie soprattutto alla famiglia Boncompagni.

Nel 1579, papa Gregorio XIII, acquistò il feudo del Ducato di Sora dai duchi di Urbino Della Rovere per donarlo al nuovo duca Giacomo Boncompagni, suo figlio.

Per molti anni Isola del Liri fu sede dei duchi di Sora e il suo castello il principale centro amministrativo del ducato.

Nell'ultimo periodo del triennio giacobino, e in particolare nel maggio 1799, a Isola ebbe luogo l'eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire: oltre cinquecento persone che si erano riparate nel luogo di culto furono, infatti, trucidate dall'esercito rivoluzionario.

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Isola del Liri | XIX secolo

Nel corso del XIX secolo, e a seguito del riassetto amministrativo realizzato nel Regno di Napoli con Gioacchino Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia di Terra di Lavoro e, all'interno di essa, del Circondario di Sora.

Nel secondo decennio del XIX secolo, Carlo Lefebvre di Pontarlier gettò le basi per lo sviluppo industriale della zona, impiantando qui le prime cartiere.

Dal 1821 al 1841 sorsero nella Valle del Liri numerose altre cartiere, la maggior parte delle quali site a Isola del Liri, che si trasformò da piccolo centro rurale a polo industriale di prim'ordine per la fabbricazione della carta.

Negli stessi anni, al servizio dell'industria della carta, nacque e si sviluppò a Isola del Liri anche la lavorazione di feltri per cartiere.

Questa poté svilupparsi anche grazie alla presenza dei numerosi lanifici locali, il primo dei quali era stato fondato nel 1805 da Clemente e Vittorio Simoncelli.

Cartiere, lanifici e feltrifici prosperarono nel corso del secolo.

Notevole sostegno all'industria del paese venne offerto dalla possibilità di impiantare centrali per la produzione di energia idroelettrica lungo il corso del fiume Liri.

All'inizio del XX secolo Isola del Liri era uno dei pochissimi centri della zona a poter disporre di energia elettrica per uso pubblico e privato.

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Isola del Liri | XX secolo

Lo scoppio della prima guerra mondiale e il terremoto del 13 gennaio 1915 non arrestarono lo sviluppo industriale del paese.

Durante gli anni della dittatura fascista l'assetto urbanistico mutò notevolmente con la costruzione di nuovi edifici pubblici, soprattutto scuole e asili.

Negli anni trenta venne dato notevole impulso all'istruzione secondaria con l'istituzione della Scuola di Avviamento Professionale e la Scuola Tecnica Industriale.

Nel dicembre 1926 Isola del Liri entrò nella neonata Provincia di Frosinone.

L'attività industriale del paese non si arrestò con lo scoppio della seconda guerra mondiale, ma successivamente all'armistizio di Cassibile la cittadina, per via della sua posizione geografica, fu oggetto di diversi bombardamenti da parte degli Alleati.

Le prime bombe caddero su Isola del Liri il 23 ottobre del 1943.

Le industrie si fermarono e i cittadini cominciarono a sfollare nelle campagne limitrofe.

I bombardamenti continuarono fino al termine della Battaglia di Montecassino, al termine della quale numerosi profughi si rifugiarono nel paese.

Diverse fabbriche erano andate distrutte e i macchinari trafugati.

L'economia del paese riprese lentamente nel dopoguerra grazie anche al commercio illegale di sigarette, prodotte artigianalmente con le scorte di carta superstiti.

Negli anni sessanta la rinata industria locale si avviava verso un lento declino, mentre l'artigianato confermava con l'arte della tessitura e con la produzione di mobili in stile le sue peculiarità tradizionali.

Oltre alle sue cascate e al fiume che attraversa la cittadina, Isola del Liri è famosa per il Castello Boncompagni-Viscogliosi, un edificio medievale ai piedi della cascata grande.

Da vedere anche il suo parco e la Chiesa di San Lorenzo Martire, la chiesa di Santa Maria delle Forme, il Museo della Civiltà e della Carta e delle Telecomunicazioni.

Isola del Liri, infatti, è un importante centro nazionale per la produzione della carta e dei suoi derivati.

Da non perdere la passeggiata verso il Parco Fluviale: partendo da Corso Roma si può raggiungere il Parco Fluviale, da qui, una passeggiata tra i resti di macchine della carta porta direttamente alla cascata piccola.

Per godere di un magnifico panorama, inoltre, si consiglia di raggiungere i ruderi della torre dedicata alla ninfa Marica (a nord ovest di Isola del Liri).

Isola del Liri può essere, inoltre, punto di partenza per gite ed escursioni nella Valle del Liri e al lago di Posta Fibreno famoso per la cosidetta "rota", un'isola galleggiante già citata da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia.

Un tour della ciociaria prevede la visita di Fregellae, l’area archeologica ad Arce e il Museo a Ceprano, il Museo di Argil a Pofi e il Museo dell’Energia a Ripi, il Parco letterario Tommaso Landolfi a Pico, le Gole del Melfa o Tracciolino e Pontecorvo.

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