Anguillara Sabazia (RM)

Anguillara Sabazia si trova sulla sponda sud-orientale del lago di Bracciano, in provincia di Roma, a una quarantina di chilometri dal centro della capitale lungo la direttrice della Cassia. Il municipio e il punto di riferimento per le informazioni turistiche sono in via Anguillarese; il centralino comunale risponde al numero 06 4368 6834, mentre la Pro Loco tiene aggiornati eventi e visite. Ci si arriva in treno con la linea regionale FL3 Roma-Viterbo, che parte da Roma Ostiense e ferma anche a Roma Trastevere e a Valle Aurelia, con un tempo di percorrenza intorno ai quaranta-cinquanta minuti e corse ogni mezz'ora circa: la stazione di Anguillara, però, sorge in aperta campagna a qualche chilometro dal borgo storico, per cui dallo scalo conviene proseguire con il bus locale o mettere in conto una passeggiata non breve. In automobile si esce dal Grande Raccordo Anulare e si imbocca la Cassia Veientana in direzione Viterbo fino all'uscita per Anguillara Sabazia; in alternativa c'è il pullman Cotral che collega il capolinea di Roma Saxa Rubra al paese, opzione economica ma decisamente più lenta. L'ingresso al borgo è libero: si tratta di un centro abitato vivo, non di un sito recintato con biglietteria, e le tariffe eventuali riguardano solo i musei e le visite guidate, che vanno verificate sul sito del Comune o della Pro Loco prima di partire.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

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In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

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Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

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Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Se state costruendo un giro sul lago, il quadro d'insieme delle sponde e delle escursioni è nella guida al lago di Bracciano, e a pochi chilometri più a nord vale una sosta anche Bracciano, con il suo castello, e Trevignano Romano sulla riva opposta.

Anguillara Sabazia sul Lago di Bracciano
Anguillara Sabazia sul Lago di Bracciano

Dove si trova Anguillara Sabazia e come ci si arriva davvero

La prima cosa da mettere in chiaro è la geografia, perché ingannerebbe chiunque si fidi soltanto della cartina stradale. Anguillara Sabazia non è un paese affacciato sul lago come tanti altri: è un paese che entra dentro il lago. Il nucleo antico occupa uno sperone di tufo che avanza sull'acqua, e visto dall'alto o dalla riva opposta quel promontorio ha un profilo affusolato e ricurvo che ha suggerito da sempre l'immagine di un'anguilla distesa. Il lago di Bracciano, del resto, è il terzo per estensione fra i grandi laghi dell'Italia centrale, dopo il Trasimeno e il Bolsena, ed è un lago di origine vulcanica: le sue acque riempiono un antico complesso di crateri dei Monti Sabatini, la stessa formazione che ha dato al comune il suo secondo nome.

Il promontorio a forma di anguilla di Anguillara Sabazia

Camminare nel borgo alto significa camminare su questo sperone. Il corso principale lo attraversa per il lungo e sbuca in cima, dove il terreno finisce e comincia il vuoto azzurro del lago; le case medievali si aggrappano ai fianchi del promontorio su terrazzamenti sovrapposti, e i vicoli laterali si affacciano quasi tutti su qualche scorcio d'acqua. È una topografia che spiega molte cose del carattere del paese: la difendibilità del castrum medievale, la ragione per cui la chiesa maggiore fu costruita proprio sulla punta più alta, la presenza di così tanti belvedere naturali. Chi arriva pensando a una passeggiata pianeggiante sul lungolago sbaglia previsione: il bello di Anguillara Sabazia è la salita, la sequenza di scalinate e di svolte che porta dal pontile alla terrazza della Collegiata guadagnando quota metro dopo metro.

In treno verso Anguillara Sabazia: la linea FL3 e la stazione fuori dal paese

La linea FL3 Roma-Viterbo è il mezzo pubblico più comodo e prevedibile per raggiungere Anguillara Sabazia da Roma. I convogli partono dal nodo di Roma Ostiense, toccano Trastevere, San Pietro e Valle Aurelia, poi risalgono verso nord con una frequenza di circa una corsa ogni trenta minuti e un tempo di viaggio che si aggira sui quaranta-cinquanta minuti a seconda dell'orario. Il punto da sapere prima di partire, quello che le guide più sbrigative dimenticano, è che la fermata ferroviaria non è nel borgo: la stazione di Anguillara si trova in piena campagna, a diversi chilometri dal centro storico, servita da un bus di collegamento che non ha la frequenza di una metropolitana. Chi non vuole dipendere da quell'ultimo tratto valuti l'orario del bus in anticipo oppure metta in preventivo una camminata lunga e senza ombra. Il biglietto regionale ha un costo contenuto, nell'ordine di pochi euro, e va comunque verificato alle emettitrici o sul sito del vettore, perché le tariffe cambiano nel tempo.

In auto e in autobus verso Anguillara Sabazia

In automobile la strada più lineare esce dal Raccordo e prende la Cassia Veientana, la superstrada che sale verso Viterbo, fino allo svincolo dedicato ad Anguillara Sabazia; da lì una provinciale scende al lago in pochi minuti. Il tempo complessivo dal Raccordo, traffico permettendo, è di tre quarti d'ora scarsi. In alta stagione e nei fine settimana estivi il problema non è arrivare ma parcheggiare: il borgo antico è a traffico limitato e i posti sul lungolago finiscono presto, per cui conviene lasciare l'auto nei parcheggi a monte e scendere a piedi. L'alternativa senza volante è il pullman Cotral che collega Roma Saxa Rubra, capolinea della ferrovia Roma-Nord, ad Anguillara: costa poco ma impiega tra un'ora e mezza e due ore, e resta la scelta di chi ha tempo e non ha fretta.

Perché si chiama Anguillara Sabazia: Rutilia Polla, la villa ad angolo e le anguille

Il nome di Anguillara Sabazia è uno di quei toponimi su cui la tradizione locale e la filologia si contendono la spiegazione, e la cosa onesta è raccontarle tutte senza spacciare l'ipotesi più affascinante per verità acquisita. La storia più cara agli anguillarini chiama in causa una matrona romana, Rutilia Polla, che avrebbe posseduto una villa sulle rive del lago, proprio sotto il colle dove oggi sorge la Collegiata, e che vi allevava pesce di lago per rifornire i mercati di Roma. Quella villa, secondo il racconto, aveva una pianta ad angolo, per cui era detta Angularia: da Angularia, per corruzione, sarebbe nato Anguillara.

L'ipotesi di Angularia e quella di ad angulum

La stessa radice si può leggere in un altro modo, meno romanzesco e forse più solido: ad angulum, cioè al gomito, alla svolta della costa. Il promontorio, in effetti, forma un angolo netto nel profilo della riva, e non pochi toponimi laziali nascono da indicazioni geografiche altrettanto sobrie. C'è poi la lettura più immediata, quella che tutti pensano appena sentono il nome: l'anguilla, il pesce che di questo lago è stato per secoli una risorsa alimentare e commerciale. Nessuna delle tre spiegazioni cancella le altre; è probabile che il nome definitivo si sia fissato per la convergenza fra la forma del luogo, la pesca che vi si praticava e l'assonanza che le legava. Quel che si può dire con certezza documentaria è che la forma Anguillara compare nelle carte medievali molto prima che qualcuno provasse a spiegarla.

Il suffisso Sabazia e il lago che cambiò tre volte nome

Il secondo elemento del nome, Sabazia, è un'aggiunta relativamente recente e serviva a un problema pratico di anagrafe: distinguere questo comune dall'omonima Anguillara Veneta, in provincia di Padova. Il richiamo è ai Monti Sabatini, il rilievo vulcanico che circonda il lago, e al nome antico dello specchio d'acqua, Lacus Sabatinus. Anche il lago, del resto, ha cambiato etichetta più volte nel corso dei secoli: prima di diventare il lago di Bracciano fu il lago di Anguillara, quando il borgo dominava questo tratto di costa, e prima ancora era conosciuto come lago di Tarquinia, in riferimento alla grande città etrusca del versante nord. Tre nomi per lo stesso bacino, ciascuno figlio della potenza che in quel momento ne controllava le rive: un piccolo trattato di geografia politica riassunto in una carta d'acqua dolce.

Anguillara Sabazia
Anguillara Sabazia

La storia di Anguillara Sabazia, dal castrum agli Orsini

La vicenda storica di Anguillara Sabazia è quella, tipica del Lazio interno, di un borgo fortificato che passa di feudo in feudo seguendo le fortune delle grandi casate baronali romane. Sotto la superficie da paese tranquillo affacciato sul lago c'è una stratificazione lunga: un insediamento di età romana repubblicana, un castello medievale, una contea, l'assorbimento in un ducato, la vendita a un marchese genovese e infine l'autonomia comunale. Vale la pena percorrerla per tappe, perché ogni edificio del borgo antico appartiene a uno di questi capitoli.

Il castrum del 1019 e le prime carte di Anguillara

Le prime attestazioni sicure risalgono all'XI secolo. Un documento del 1019 assegna i diritti di pesca sul lago al figlio del conte Bellisone e testimonia già l'esistenza di un borgo fortificato, un castrum, in questo punto della riva. Il nome torna in una bolla di papa Innocenzo III del 1205 e in una carta del 1320 che registra le pretese del notaio Pietro di Amadeo sul castrum Anguillariae. Dietro queste righe aride di diplomatica si intravede la realtà di un piccolo centro difeso, cresciuto intorno al controllo di una risorsa preziosa come la pesca lacustre, in un'epoca in cui il pesce di lago rappresentava un capitale alimentare non trascurabile per l'entroterra romano.

I conti di Anguillara e il passaggio agli Orsini

Dal borgo prese nome una casata, i conti di Anguillara, che nel Medioevo estese la propria influenza su un tratto consistente del Lazio a nord di Roma, lasciando castelli e torri in diversi paesi della zona. Nel corso del XV secolo il feudo passò sotto il controllo degli Orsini, una delle due grandi famiglie baronali che si spartivano il potere nel territorio pontificio insieme ai Colonna. Con gli Orsini Anguillara divenne una contea inserita in un sistema di possedimenti molto più ampio, imperniato sul vicino castello di Bracciano.

Il ducato di Bracciano, i Grillo e il comune autonomo

Nel 1560 Anguillara fu incorporata nel Ducato di Bracciano, il grande stato feudale che gli Orsini avevano costruito attorno alla rocca sul lago. La signoria orsiniana durò fino all'estinzione del ramo ducale: alla morte dell'ultimo Orsini, i beni della casata furono liquidati dalla amministrazione pontificia, e nel 1693 Anguillara passò per una cifra ingente al marchese genovese di casa Grillo. L'ultimo atto della lunga stagione feudale arrivò nel 1790, quando il paese ottenne l'autonomia amministrativa staccandosi dal territorio di Roma e diventando comune a sé. In tempi molto più recenti, nel 2001, ad Anguillara Sabazia è stato riconosciuto il titolo di città. Chi cammina oggi fra la porta cinquecentesca e la terrazza della Collegiata sta percorrendo, senza saperlo, il diagramma di questa storia: la fortificazione medievale, il rifacimento cinquecentesco voluto dai signori, gli edifici pubblici dell'età moderna.

Il borgo medievale di Anguillara Sabazia, porta per porta

Il centro storico di Anguillara Sabazia conserva un impianto medievale nitido, riplasmato nel Cinquecento ma leggibile nella sua logica di paese fortificato su altura. Si entra da una porta monumentale, si risale lungo un corso che taglia il borgo per il lungo e si arriva in cima, alla chiesa e alla terrazza sul lago. Intorno a questa spina dorsale si aprono piazzette, vicoli a gradoni e affacci panoramici. Molte case hanno mantenuto la struttura tipica del borgo antico: ambienti sovrapposti, non tramezzati, grandi quanto l'intero edificio e collegati fra loro da una scala centrale che sbuca nel pavimento del piano superiore.

La Porta del Ponte e la Torre dell'Orologio di Anguillara Sabazia

L'ingresso al borgo alto è la porta cinquecentesca, l'antico varco nelle mura, sormontato da un orologio e per questo nota comunemente come Torre dell'Orologio. Un bastione, anch'esso del Cinquecento, la unisce al torrione medievale, saldando in un unico fronte difensivo la fase rinascimentale e quella più antica. È il punto in cui si capisce meglio la doppia anima del paese: la muratura militare del Medioevo e il gusto scenografico dell'età dei signori, che trasformarono l'accesso in una quinta architettonica. Attraversata la porta, il corso si apre e comincia la salita verso la chiesa.

Il torrione e il Museo della civiltà contadina

Il torrione medievale, la struttura difensiva più imponente del borgo, ha oggi una destinazione che vale la pena conoscere prima di salire: ospita il Museo della civiltà contadina e della cultura popolare, una raccolta dedicata agli attrezzi, ai mestieri e alla vita quotidiana delle comunità del lago prima della modernizzazione. Non è un grande museo nazionale ed è bene arrivare senza aspettarsi allestimenti spettacolari; è però il posto giusto per capire come si viveva su queste rive quando la pesca, l'agricoltura e i piccoli commerci scandivano l'anno. Orari e giorni di apertura sono variabili e legati alla gestione locale, per cui conviene informarsi presso il Comune o la Pro Loco prima di contarci.

Il Palazzo Baronale e gli affreschi restaurati

Poco oltre, lungo il percorso che sale, si incontra il Palazzo Baronale, l'antica residenza signorile oggi sede municipale. Al suo interno si conservano affreschi che negli ultimi anni sono stati oggetto di restauro, riportando alla luce decorazioni a lungo offuscate. Nei pressi del palazzo si vedono ancora gli antichi bastioni medievali, l'ossatura difensiva su cui il borgo si è modellato. L'edificio pubblico e le mura, uno accanto alle altre, raccontano il passaggio da fortezza a paese amministrato: la stessa altura che difendeva i signori ospita ora gli uffici del comune.

Vicoli, piazzette e i belvedere sul lago di Anguillara Sabazia

La parte più bella della visita non è un singolo monumento ma il tessuto stesso del borgo: le piazzette improvvise, i vicoli che finiscono su un parapetto e sul lago, gli angoli belvedere che si aprono dove meno te li aspetti. Alcune case portano stemmi e portali di pietra, testimoni delle famiglie che qui contavano; fra queste si ricorda la casa antica dei Turco, storica famiglia anguillarina legata agli accordi cosiddetti anguillo-segnini. Consiglio di non pianificare troppo questa parte: si sale seguendo il corso, si prende un vicolo laterale a caso quando si intravede l'acqua in fondo, e ci si lascia guidare dai dislivelli. Il paese è piccolo, perdersi non è un rischio, ed è il modo migliore per incontrare gli scorci che nessuna cartolina segnala.

Anguillara Sabazia
Anguillara Sabazia

La Collegiata di Santa Maria Assunta ad Anguillara Sabazia

In cima al promontorio, nel punto più alto e più panoramico del paese vecchio, sorge la Collegiata di Santa Maria Assunta, il monumento principale di Anguillara Sabazia e l'edificio verso cui converge tutta la salita del borgo. La chiesa occupa un luogo che secondo la tradizione era già sacro in età romana, e proprio qui si colloca, sempre secondo il racconto locale, la villa della matrona Rutilia Polla da cui si vorrebbe far derivare il nome del paese. Dal sagrato, che è insieme piazza e terrazza, si gode una delle viste più ampie su tutto il lago di Bracciano.

Dalla chiesa del 1489 al restauro settecentesco della Collegiata

Una chiesa dedicata alla Vergine esisteva su questo colle già nel 1489: era a tre navate e ornata di affreschi, e sorgeva a sua volta sopra un precedente luogo di culto, probabilmente di epoca romana. Nel corso del XVI secolo l'edificio divenne fatiscente, e a partire dal 1765 fu interessato da un radicale intervento di ricostruzione che gli diede la forma barocca attuale, pur mantenendo le dimensioni originarie. I lavori seguirono il progetto dell'architetto Nicola Lorenzo Piccioni, cui alla sua morte subentrò Giuseppe Scatuzzi. La chiesa rinnovata fu riaperta al culto nel 1782 e solennemente consacrata nel 1794.

La facciata di Antonio Jacometti

La facciata che si vede oggi è più tarda: risale al 1888 e fu realizzata su disegno dell'architetto Antonio Jacometti. È una facciata a salienti, con il coronamento a timpano triangolare in corrispondenza della navata centrale, tre portali sormontati ciascuno da un finestrone rettangolare, e un ordine di lesene e semicolonne corinzie che ne scandisce il fronte. La sobrietà tardo-ottocentesca del prospetto contrasta con la ricchezza barocca dell'interno, e per questo la chiesa va guardata due volte: da fuori, come quinta che chiude il corso, e da dentro, dove il gusto decorativo si dispiega senza economia.

L'interno della Collegiata: navate, volta e abside

L'interno è a tre navate, senza transetto, divise da due file di tre arcate a tutto sesto che poggiano su pilastri quadrangolari. La navata centrale è coperta da una volta a botte lunettata, al cui centro campeggia l'affresco dell'Assunzione della Vergine, il tema titolare della chiesa. L'abside ha pianta quadrangolare ed è coperta da una volta a vela riccamente decorata con stucchi dorati, con al centro la Colomba dello Spirito Santo; lungo le pareti laterali del presbiterio corrono gli stalli lignei del coro. È un interno che punta sull'effetto complessivo, sulla doratura e sulla luce, più che sul singolo dettaglio: l'impressione che si porta a casa è quella di uno spazio caldo e teatrale, coerente con il gusto del pieno barocco romano rivisitato in ambito locale.

La pala di Girolamo Muziano e Cesare Nebbia

L'opera d'arte più importante della Collegiata è la pala dell'altare maggiore, un altare in marmi policromi di gusto barocco. La tela raffigura l'Assunzione di Maria con santi e fu realizzata nel 1592 da Girolamo Muziano con l'aiuto del suo allievo Cesare Nebbia: due nomi di rilievo della pittura romana di fine Cinquecento, il che rende questa chiesa di provincia depositaria di un dipinto di qualità superiore a quanto ci si aspetterebbe. Muziano, bresciano di formazione veneta trapiantato a Roma, fu tra i protagonisti della decorazione sacra dell'età della Controriforma, e la presenza di una sua opera qui, sul lago, dice quanto Anguillara fosse legata ai circuiti artistici della capitale attraverso i suoi signori. Nella cappella di destra dell'abside si conserva inoltre una tavola con la Madonna di Roccamaggiore, del XV secolo, ritoccata nel Cinquecento.

Il campanile, l'organo Alari e l'oratorio della Collegiata di Anguillara Sabazia

Il campanile fu costruito nel 1780 in blocchi di tufo, in sostituzione del precedente, che era stato colpito da un fulmine nel 1726 e reso inagibile. Dentro la chiesa merita attenzione l'organo a canne, opera di Domenico Alari costruita fra il 1790 e il 1792, con trasmissione meccanica e cassa lignea, restaurato negli anni Novanta del Novecento da un organaro fiorentino. Annesso alla Collegiata è infine l'oratorio della Disciplina, che custodisce alcuni gessi di Ignazio Jacometti, padre dell'architetto della facciata, tra cui un Bacio di Giuda e un Ecce Homo: i corrispondenti marmi furono collocati, per volere di papa Pio IX, ai piedi della Scala Santa a Roma. È un dettaglio che val la pena tenere a mente, perché lega questo piccolo borgo del lago a uno dei luoghi di devozione più celebri della capitale.

Le altre chiese di Anguillara Sabazia

La Collegiata non esaurisce il patrimonio religioso del paese. Anguillara Sabazia conserva un ventaglio di chiese minori che raccontano, ciascuna, un pezzo della vita del borgo: la devozione francescana, il culto mariano legato al lago, le confraternite. Nessuna è monumentale come la Collegiata, ma insieme compongono la trama devozionale di una comunità antica.

La chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco risale al Quattrocento ed è conosciuta soprattutto per i suoi affreschi. È l'edificio che documenta la presenza francescana nel borgo tardo-medievale, e la sua decorazione pittorica costituisce una delle testimonianze figurative più antiche del paese. Come per molte chiese minori, gli orari di apertura non sono sempre continui e vanno verificati sul posto o presso la parrocchia.

La Madonna delle Grazie sul lungolago di Anguillara Sabazia

Sul lungolago, in basso, si trova la chiesa medievale della Madonna delle Grazie, legata a un affresco della Madonna con il Bambino. Secondo la tradizione, un miracolo attribuito a quell'immagine trasformò la piccola chiesa in santuario. È l'edificio religioso più vicino all'acqua, quello che si incontra passeggiando sulla riva prima di affrontare la salita al borgo, e la sua storia lega in modo esplicito la devozione popolare al lago, elemento intorno a cui tutta la vita di Anguillara ha sempre ruotato.

San Biagio e la SS. Trinità

La chiesa di San Biagio è cinquecentesca e conserva alcune tele; è dedicata a un santo la cui devozione è diffusissima nell'Italia centrale, protettore della gola e legato a riti popolari di inizio febbraio. Fuori dal centro storico, nei pressi del cimitero, sorge invece la chiesetta della Santissima Trinità, datata al 1689: un piccolo edificio di fine Seicento, appartato rispetto al percorso turistico principale, che completa la geografia sacra del comune. Sono chiese da visitatore curioso più che da turista frettoloso, e proprio per questo restituiscono un'immagine del paese lontana dalle rotte affollate.

Terrazza sul lago di Bracciano ad Anguillara Sabazia
Terrazza sul lago di Bracciano ad Anguillara Sabazia

La citta sommersa: il villaggio neolitico de La Marmotta

Se c'è una ragione per cui Anguillara Sabazia compare nei manuali di preistoria e non soltanto nelle guide turistiche, quella ragione riposa sotto le acque del lago, davanti alla località La Marmotta. Qui, sul fondale, si conserva uno dei villaggi neolitici più straordinari d'Europa, e la sua scoperta ha cambiato quello che sapevamo sulle prime comunità di agricoltori del Mediterraneo occidentale.

Il villaggio piu antico: fra il 5700 e il 5300 a.C.

Il villaggio de La Marmotta fu abitato, secondo le datazioni al radiocarbonio, in un arco compreso all'incirca fra il 5700 e il 5300 avanti Cristo: parliamo quindi di un insediamento di circa settemilacinquecento anni fa, fra i più antichi villaggi lacustri finora individuati nell'Europa occidentale. Sorgeva sulla riva del lago, che all'epoca aveva un livello più basso; il progressivo innalzamento delle acque lo sommerse e, paradossalmente, lo salvò. L'ambiente privo di ossigeno del fondo fangoso ha infatti conservato per millenni materiali organici che quasi ovunque, all'asciutto, sarebbero andati perduti: legno, semi, tessuti, corde. È questa eccezionale conservazione a fare del sito una capsula del tempo unica.

Gli scavi subacquei e Maria Antonietta Fugazzola Delpino

Il villaggio fu individuato alla fine degli anni Ottanta del Novecento e indagato con una lunga campagna di scavi subacquei diretta dall'archeologa Maria Antonietta Fugazzola Delpino. Recuperare un sito neolitico sott'acqua è un'impresa tecnica di grande difficoltà, molto diversa dallo scavo terrestre: ogni reperto va prelevato, stabilizzato e trattato per evitare che l'esposizione all'aria lo distrugga in poche ore. Dagli strati sommersi sono emersi materiali in quantità e varietà rarissime: numerosissime ceramiche, strumenti di legno, resti di piante coltivate e raccolte, semi, corredi legati all'agricoltura, alla caccia e all'artigianato. Il quadro che ne risulta è quello di una comunità tecnologicamente avanzata, capace di lavorare il legno con perizia, di praticare l'agricoltura e di navigare.

Le cinque piroghe e la barca di nove metri e mezzo

I reperti più spettacolari sono le imbarcazioni. A La Marmotta sono state recuperate cinque piroghe monossili, cioè scavate ciascuna in un solo tronco, testimonianza diretta della capacità di questi uomini di muoversi sull'acqua. Una in particolare colpisce per le dimensioni: lunga nove metri e mezzo, in origine spezzata in due parti, fu riportata alla luce il 31 luglio 2005 da una profondità di dodici metri. La sua esistenza dice molto più di quanto sembri: una barca di quelle proporzioni non serviva soltanto ad attraversare il lago, ma suggerisce competenze di navigazione che qualcuno ha messo in relazione persino con gli spostamenti marittimi lungo le coste del Mediterraneo neolitico. Una parte dei materiali del villaggio è conservata a Roma, presso il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, oggi parte del Museo delle Civiltà all'EUR.

Il Centro Espositivo del Neolitico di Anguillara Sabazia

Non serve però andare a Roma per vedere la piroga più grande: quella di nove metri e mezzo è conservata ad Anguillara stessa, in una teca lunga dodici metri riempita di sostanze adatte al consolidamento del legno, presso il Centro Espositivo del Neolitico. La sua visione è possibile dal primo ottobre 2006. Il Centro si trova nei pressi della stazione ferroviaria, in via Anguillarese, quindi non nel borgo alto ma nella parte bassa e moderna del comune: chi arriva in treno lo ha praticamente sulla strada. È una tappa che consiglio a chiunque abbia un minimo di curiosità per la preistoria, perché trovarsi davanti a una barca scavata nel legno oltre settemila anni fa, ancora integra, è un'esperienza che nessuna fotografia restituisce. Orari e modalità di visita vanno verificati con il Comune o la Pro Loco, perché la gestione è locale e le aperture possono variare.

Pontile sul lago ad Anguillara Sabazia
Pontile sul lago ad Anguillara Sabazia

Le tracce romane e la fonte Acqua Claudia di Anguillara Sabazia

Fra la preistoria del lago e il borgo medievale c'è un altro strato, quello romano, che ad Anguillara Sabazia affiora in più punti del territorio. Non parliamo di grandi complessi monumentali visitabili come nel centro di Roma, ma di resti sparsi che confermano quanto queste rive fossero frequentate e apprezzate già in antico, quando le famiglie facoltose vi costruivano ville di villeggiatura e di produzione.

La villa romana delle Mura di Santo Stefano

Il complesso romano più notevole del territorio è la villa detta delle Mura di Santo Stefano, una grande residenza i cui resti murari, in elevato, testimoniano l'importanza degli insediamenti signorili di età imperiale in questa fascia del lago. Le ville romane del Sabatino non erano semplici case di campagna: erano aziende agricole e ittiche, luoghi di produzione e di rappresentanza, e la loro presenza spiega perché la tradizione abbia potuto immaginare qui la villa di Rutilia Polla con le sue peschiere. Chi vuole leggere il paesaggio antico del lago trova in questi ruderi un tassello concreto.

Il ponte romano, i resti sparsi e la fonte Acqua Claudia

Nel territorio si incontrano anche un ponte romano che scavalca il fosso lungo via della Cannella e altri resti romani affioranti, per esempio nella zona di vicolo Grondarella. C'è poi un capitolo particolare, quello dell'acqua: ad Anguillara sgorga la sorgente di acqua effervescente naturale Acqua Claudia, la cui presenza è documentata da tempo. Lo stabilimento di imbottigliamento è gestito da un'azienda privata, mentre la fonte pubblica è in carico al comune. Va detto con chiarezza, per prudenza, che la fonte comunale è stata chiusa nel 2009 per la rilevazione di arsenico e manganese nelle acque; lo stabilimento industriale ha continuato invece a operare grazie a un impianto di depurazione adeguato. Per la situazione aggiornata della fonte conviene informarsi presso il comune, perché si tratta di dati soggetti a variazione.

Il lago di Bracciano e il lago di Martignano intorno ad Anguillara Sabazia

Anguillara Sabazia non si capisce senza i suoi due laghi. Il primo, grande e famoso, è il lago di Bracciano; il secondo, piccolo e più selvaggio, è il lago di Martignano, la cui sponda ricade in parte nel territorio comunale. Sono due mondi diversi a pochi chilometri l'uno dall'altro, e visitare il borgo senza affacciarsi almeno su uno dei due significa perdere metà del motivo per cui si è venuti fin qui.

Il parco naturale del complesso lacuale di Bracciano-Martignano

Le rive dei due laghi sono tutelate dal Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano-Martignano, un'area protetta che difende un patrimonio d'acqua dolce di grande valore, tanto che il lago di Bracciano ha svolto e svolge anche una funzione di riserva idrica per la capitale. Camminare lungo le sponde, dove sono attrezzate a passeggiata, significa attraversare un ambiente di canneti, boschi ripariali e avifauna che a due passi da Roma resta sorprendentemente integro. Chi ama la natura può prolungare l'escursione verso le sponde di Martignano, dove le automobili non arrivano fino all'acqua e la quiete è maggiore, o verso le Pantane di Trevignano.

Vigna di Valle e le spiagge del lago

Sul versante meridionale del lago, in un piccolo golfo, si trova la frazione di Vigna di Valle, con le sue spiagge e i suoi locali affacciati sull'acqua: è la zona balneare del comune, quella dove d'estate ci si concede un bagno di lago e un pranzo con vista. È anche il luogo dove nacque, agli inizi del Novecento, l'idroscalo della nascente aviazione italiana, un dettaglio che agli appassionati di storia del volo dice molto. Per chi vuole una giornata piena, l'accoppiata è collaudata: la mattina al borgo alto fra la porta cinquecentesca e la Collegiata, il pomeriggio in riva al lago fra Vigna di Valle e il lungolago di Anguillara.

Anguillara Sabazia
Anguillara Sabazia

I monumenti e le opere pubbliche di Anguillara Sabazia

Oltre agli edifici storici, il paese ha disseminato nel proprio spazio urbano alcune opere pubbliche che vale la pena riconoscere durante la passeggiata. Non sono capolavori da libro di storia dell'arte, ma segnano l'identità della comunità e il suo rapporto con il lago.

Il Guerriero e il monumento ai Caduti del Mare

All'incrocio fra via Tolstoi e via Anguillarese si incontra Il Guerriero, opera dell'artista Mauro Martoriati. Presso la piazza del Molo, invece, sorge il monumento dedicato Ai Caduti del Mare, che lega la memoria del paese alla dimensione acquatica che ne ha segnato la storia. Sono soste rapide, da fare per curiosità mentre ci si sposta da un punto all'altro del borgo, e servono a leggere il modo in cui la comunità ha scelto di rappresentarsi nei propri spazi pubblici.

Una curiosità su Anguillara Sabazia (RM)

La curiosità che quasi nessuno racconta riguarda il nome del lago, e ribalta la gerarchia che diamo per scontata. Oggi lo chiamiamo tutti lago di Bracciano, come se Bracciano fosse da sempre la capitale di queste rive. Non è così: prima di prendere il nome dal castello degli Orsini, lo specchio d'acqua si chiamava lago di Anguillara, perché era questo borgo, con il suo castrum sul promontorio e i suoi diritti di pesca documentati fin dal 1019, a dominare il tratto di costa più importante. E prima ancora era il lago di Tarquinia, dal nome della grande città etrusca del versante nord. Tre nomi in successione, ognuno figlio della potenza che in quel momento controllava le sponde: gli Etruschi, poi Anguillara, infine Bracciano. Il paese che oggi molti visitano come la sorella minore di Bracciano è stato, per un lungo tratto di Medioevo, il centro che dava il nome all'intero lago. C'è di più: dal borgo prese nome una casata baronale, i conti di Anguillara, che nel Medioevo estesero castelli e torri su un vasto tratto del Lazio a nord di Roma. Il toponimo di questo scoglio di tufo affacciato sull'acqua, insomma, ha viaggiato molto più lontano del paese stesso, prestandosi a un lago intero e a una dinastia. Sapere questo mentre si guarda il promontorio dalla riva opposta cambia lo sguardo: quella lingua di terra a forma di anguilla non è un dettaglio pittoresco, è stata per secoli il vertice di un piccolo dominio lacustre.

Una cosa che non ti dice nessuno su Anguillara Sabazia (RM)

Quello che nessuna guida sbrigativa spiega è che la stazione ferroviaria di Anguillara non è ad Anguillara, o meglio non è nel borgo che siete venuti a vedere. La fermata della linea FL3 sorge in aperta campagna, a diversi chilometri dal centro storico affacciato sul lago, ed è un errore di previsione classico scendere dal treno immaginando di avere la Collegiata dietro l'angolo. Dallo scalo occorre un bus di collegamento, che non passa con la frequenza di una metropolitana, oppure una camminata lunga e per lo più priva di ombra. Chi programma la giornata senza sapere questo rischia di bruciare la prima mezz'ora in attesa o in una marcia forzata sotto il sole. Il consiglio pratico è semplice: prima di partire, controllate l'orario del bus che dalla stazione porta al lungolago, e fatelo combaciare con l'arrivo del treno. In alternativa, se siete in gruppo, dalla stazione un taxi o un passaggio concordato risolve la questione in pochi minuti. C'è un risvolto positivo in questa scomodità: proprio nei pressi della stazione, in via Anguillarese, si trova il Centro Espositivo del Neolitico con la grande piroga de La Marmotta, per cui chi arriva in treno può trasformare l'attesa o il tragitto in una visita, vedendo la barca preistorica prima ancora di salire al borgo. La scomodità logistica, gestita con un minimo di anticipo, diventa così l'occasione per non saltare uno dei pezzi più notevoli del posto.

Il consiglio che ti do per visitare Anguillara Sabazia (RM)

Il consiglio che do a chi mi chiede come organizzare la visita è di rovesciare l'istinto e salire subito in cima, alla Collegiata e alla sua terrazza, appena arrivati, senza indugiare troppo sul lungolago. La ragione è la luce. La vista dal sagrato di Santa Maria Assunta abbraccia tutto il lago, e nelle ore centrali di una giornata piena il sole alto appiattisce i colori dell'acqua; nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, invece, la luce radente accende il promontorio e disegna il profilo delle rive. Salite quindi presto, godetevi il panorama quando è migliore, e riservate la parte bassa e il lungolago per le ore più calde, quando la vicinanza dell'acqua e l'ombra dei locali diventano un sollievo. Un secondo consiglio riguarda il ritmo: Anguillara è un paese da passo lento, non da lista di cose da spuntare. Datevi il tempo di infilarvi in un vicolo laterale quando intravedete l'acqua in fondo, di sedervi su un parapetto, di fare il giro del corso senza fretta. La terza indicazione è sui giorni: evitate le domeniche estive di piena stagione, quando il lungolago e i parcheggi si intasano, e preferite un giorno feriale o le mezze stagioni, quando il borgo torna a essere quello che è davvero, un paese vivo e non un fondale affollato. Infine, se amate la preistoria, incastrate nella giornata la visita al Centro Espositivo del Neolitico: verificate prima gli orari, perché la gestione è locale e le aperture non sono continue.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che sotto il lago ci sia un villaggio neolitico lo sanno in molti, almeno per sentito dire; quello che si cita di rado è la portata scientifica di quella scoperta e la ragione precisa per cui è così eccezionale. Il villaggio de La Marmotta non è importante solo perché è antichissimo, fra il 5700 e il 5300 avanti Cristo, ma perché l'ambiente sommerso e privo di ossigeno ha conservato ciò che quasi ovunque, negli scavi all'asciutto, va perduto per sempre: il legno, i semi, le fibre, le corde. Di un villaggio neolitico terrestre ci restano di norma le fondazioni, i cocci e le pietre; qui ci sono le barche intere, gli attrezzi di legno, i resti delle piante coltivate. È la differenza fra leggere l'elenco degli oggetti di una casa e poter entrare in quella casa con tutto ancora al suo posto. Le cinque piroghe monossili recuperate, e in particolare quella lunga nove metri e mezzo tornata alla luce nel 2005 da dodici metri di profondità, hanno costretto gli studiosi a rivedere al rialzo le competenze tecniche e nautiche delle prime comunità di agricoltori del Mediterraneo. Una barca di quelle dimensioni non nasce per un lago soltanto. Il fatto risaputo, dunque, andrebbe raccontato per quello che è: non una curiosità locale da cartello turistico, ma uno dei ritrovamenti che hanno cambiato il modo in cui la ricerca guarda al Neolitico europeo. E il pezzo più impressionante non è a Roma in un grande museo, è qui, nella teca del Centro Espositivo del Neolitico, a poche centinaia di metri dai binari.

La foto giusta da fare a Anguillara Sabazia (RM)

La fotografia che vale il viaggio non si scatta da dentro il borgo, ma da fuori, dal lago o dalla riva opposta, ed è l'inquadratura del promontorio nella sua interezza: lo sperone di tufo che entra nell'acqua, le case medievali che risalgono i suoi fianchi a terrazze sovrapposte, e in cima la mole della Collegiata a chiudere la composizione. È da questa angolazione che si capisce, in un solo colpo d'occhio, perché si parli di un profilo a forma di anguilla e perché il paese abbia dato per secoli il nome al lago. Per ottenerla conviene spostarsi lungo il lungolago fino a un punto in cui la costa curva e restituisce la vista d'insieme, oppure salire su un'imbarcazione se se ne ha la possibilità. La luce migliore è quella del tardo pomeriggio, quando il sole calante da ovest illumina di taglio le facciate rivolte all'acqua e il promontorio si stacca caldo sul blu del lago; al mattino presto, in controluce più tenue, la stessa scena si fa più delicata e nebbiosa. Chi invece cerca lo scatto dall'alto lo trova sulla terrazza-sagrato della Collegiata, dove l'inquadratura si rovescia: non più il paese visto dall'acqua, ma l'intero specchio del lago di Bracciano che si apre sotto lo sguardo, con le rive lontane e, nelle giornate limpide, il profilo dei paesi dell'altra sponda. Due fotografie opposte e complementari, il ritratto del borgo e il suo punto di vista, ed entrambe raccontano meglio di qualunque didascalia il rapporto fra Anguillara e la sua acqua.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo grande avvenimento di questo luogo precede di gran lunga la storia scritta: fra il 5700 e il 5300 avanti Cristo, sulla riva allora emersa della località La Marmotta, una comunità di agricoltori neolitici fondò e abitò per generazioni un villaggio destinato a diventare, una volta sommerso, uno dei siti preistorici più importanti d'Europa. La sua riscoperta, alla fine del Novecento, e i lunghi scavi subacquei che ne seguirono sono a loro volta un avvenimento, di quelli che finiscono nei manuali: il recupero della grande piroga di nove metri e mezzo, riportata in superficie il 31 luglio 2005 da dodici metri di profondità, resta una delle imprese archeologiche più notevoli compiute in un lago italiano. Sul versante della storia documentata, la data spartiacque è il 1019, quando un atto assegna i diritti di pesca sul lago e attesta l'esistenza del castrum: da lì in poi la vicenda di Anguillara si intreccia con quella delle grandi casate. Il nome ricompare in una bolla di papa Innocenzo III nel 1205 e in una carta del 1320. Nel XV secolo il feudo passa agli Orsini; nel 1560 viene incorporato nel Ducato di Bracciano; nel 1693, estintosi il ramo ducale degli Orsini, il paese viene venduto per una somma ingente al marchese genovese di casa Grillo. Il 1790 segna l'emancipazione: Anguillara diventa comune autonomo, staccandosi da Roma. Molto più vicino a noi, nel marzo 2009, un avvenimento di segno amaro tocca la comunità, con la chiusura della storica fonte pubblica di acqua effervescente per la rilevazione di sostanze nocive nelle acque. E nel 2001 arriva invece un riconoscimento simbolico, il titolo di città. Sono avvenimenti di natura diversissima, dalla preistoria all'amministrazione, ma messi in fila raccontano un luogo che non ha mai smesso di avere una storia da registrare.

Chi è passato da Anguillara Sabazia (RM)

Il personaggio più antico legato a questo luogo appartiene alla tradizione più che alla storia documentata: la matrona romana Rutilia Polla, la ricca proprietaria che secondo il racconto locale aveva qui, sotto il colle della Collegiata, una villa con peschiere per rifornire i mercati di Roma, e dal cui nome ad angolo si vorrebbe far derivare il toponimo. Il grado di certezza è quello della tradizione, e come tale va preso, ma la sua figura accompagna da secoli l'identità del paese. Passarono di qui, in senso ben più concreto, gli Orsini, la casata che dal vicino castello di Bracciano governò per generazioni queste rive e che fece di Anguillara una delle sue contee, e dopo di loro i marchesi Grillo, i signori genovesi che nel 1693 rilevarono il feudo. Sul fronte dell'arte, il nome che conta è quello di Girolamo Muziano, il pittore bresciano protagonista della decorazione sacra della Roma di fine Cinquecento, la cui pala dell'Assunzione, dipinta nel 1592 con l'aiuto di Cesare Nebbia, domina ancora l'altare maggiore della Collegiata: due artisti di primo piano della capitale la cui opera è finita, e rimasta, in questo borgo sul lago. Va ricordata anche Maria Antonietta Fugazzola Delpino, l'archeologa che diresse gli scavi subacquei de La Marmotta e a cui si deve il recupero del villaggio neolitico e delle sue piroghe: un nome che ad Anguillara è legato non a un passato remoto ma alla scienza degli ultimi decenni. Infine, il lago e il suo borgo hanno attirato più volte il cinema e la televisione, che negli anni hanno usato le rive del Sabatino e gli scorci di Anguillara come set: chi visita il paese, camminando fra il pontile e i vicoli, cammina in luoghi che sul grande e sul piccolo schermo qualcuno ha già visto, spesso senza sapere dove fossero.

Anguillara Sabazia
Anguillara Sabazia

Cosa vedere intorno ad Anguillara Sabazia

Anguillara Sabazia è la porta ideale per esplorare tutto il comprensorio del lago e dei Monti Sabatini, e chi ha più di una giornata a disposizione farebbe male a fermarsi al solo borgo. Le mete più vicine si raggiungono in pochi chilometri e compongono, insieme, un itinerario di grande varietà, fra rocche, borghi rivieraschi e natura protetta.

Bracciano, Trevignano e gli altri borghi del lago

A pochi chilometri, sulla sponda occidentale, c'è Bracciano, dominata dal Castello Orsini Odescalchi, una delle rocche rinascimentali meglio conservate d'Italia. Sulla riva settentrionale si distende Trevignano Romano, con il suo lungolago elegante e i resti della rocca. I tre paesi, Anguillara, Bracciano e Trevignano, formano il classico triangolo del lago Sabatino, percorribile in auto in una giornata o, per i più allenati, in bicicletta lungo i tratti ciclabili delle sponde.

La natura dei Sabatini oltre Anguillara Sabazia

Per chi cerca la natura, poco distante si aprono la Caldara di Manziana, con le sue fumarole e il suo bosco di betulle, e il territorio spettacolare di Canale Monterano, con le rovine dell'antica città e la sua riserva naturale, spesso usata come scenografia dal cinema. Più a nord, la faggeta di Oriolo Romano offre uno dei boschi più belli del comprensorio. È un ventaglio di escursioni che allarga Anguillara da meta di mezza giornata a base per un fine settimana intero.

Anguillara Sabazia con i bambini e a tavola

Il borgo si presta bene a una gita in famiglia, a patto di mettere in conto le salite. I bambini apprezzano il lungolago, il pontile e la possibilità di stare vicino all'acqua, e per i più grandicelli la storia della città sommersa e delle barche preistoriche del Centro Espositivo del Neolitico ha il fascino di un racconto d'avventura vero. Il passeggino soffre invece le scalinate del borgo alto, per cui conviene organizzarsi con un supporto più agile per i più piccoli. A tavola, la cucina locale guarda al lago: il pesce d'acqua dolce, a partire proprio dalle anguille e dai coregoni, è la tradizione della zona, e i locali del lungolago e di Vigna di Valle lo propongono nelle loro carte. Verificate sempre l'apertura fuori stagione, perché molti esercizi lavorano soprattutto nei mesi caldi e nei fine settimana.

Domande veloci su Anguillara Sabazia (RM)

Dove si trova Anguillara Sabazia?

Anguillara Sabazia si trova sulla sponda sud-orientale del lago di Bracciano, in provincia di Roma, a circa quaranta chilometri dal centro della capitale lungo la direttrice della Cassia.

Quanto dista Anguillara Sabazia da Roma?

Il paese è a una quarantina di chilometri dal centro di Roma. In treno con la linea FL3 il viaggio dura intorno ai quaranta-cinquanta minuti; in auto, dal Grande Raccordo Anulare per la Cassia Veientana, servono tre quarti d'ora scarsi, traffico permettendo.

Come si arriva ad Anguillara Sabazia in treno?

Con la linea regionale FL3 Roma-Viterbo, che parte da Roma Ostiense e ferma anche a Trastevere e Valle Aurelia. Attenzione: la stazione di Anguillara è fuori dal borgo, a diversi chilometri dal centro storico, e serve un bus di collegamento o una lunga camminata per raggiungere il lungolago.

Si paga un biglietto per entrare ad Anguillara Sabazia?

No, l'ingresso al borgo è libero: è un paese vivo, non un sito recintato. Eventuali costi riguardano solo i musei e le visite guidate, da verificare presso il Comune o la Pro Loco.

Perché Anguillara Sabazia si chiama così?

Il nome deriverebbe, secondo la tradizione, dalla villa ad angolo (Angularia) della matrona romana Rutilia Polla, oppure dall'espressione ad angulum riferita alla svolta della costa, con l'assonanza dell'anguilla a rafforzare il toponimo. Il suffisso Sabazia, dai Monti Sabatini, lo distingue dall'omonima Anguillara Veneta.

Che cos'è la città sommersa di Anguillara Sabazia?

È il villaggio neolitico de La Marmotta, abitato fra il 5700 e il 5300 avanti Cristo e oggi sommerso dalle acque del lago: uno dei più antichi villaggi lacustri d'Europa occidentale, da cui sono state recuperate cinque piroghe e moltissimi reperti in legno e ceramica.

Dove si vede la piroga preistorica di Anguillara Sabazia?

La grande piroga di nove metri e mezzo è conservata ad Anguillara stessa, al Centro Espositivo del Neolitico in via Anguillarese, vicino alla stazione, in una teca di dodici metri. Parte degli altri reperti si trova a Roma, al Museo Preistorico Etnografico Pigorini, oggi nel Museo delle Civiltà.

Qual è la chiesa principale di Anguillara Sabazia?

È la Collegiata di Santa Maria Assunta, sul punto più alto del promontorio. Rifatta in forme barocche a partire dal 1765, conserva sull'altare maggiore la pala dell'Assunzione dipinta nel 1592 da Girolamo Muziano con Cesare Nebbia.

Quanto tempo serve per visitare Anguillara Sabazia?

Per il solo borgo storico bastano un paio d'ore con calma. Aggiungendo il Centro Espositivo del Neolitico, il lungolago e una sosta a tavola, si riempie comodamente una giornata. Con le mete vicine sul lago si arriva a un fine settimana.

Anguillara Sabazia è adatta ai bambini?

Sì, soprattutto per il lungolago e per la storia delle barche preistoriche. Il borgo alto ha però molte scalinate, poco pratiche con il passeggino: meglio un supporto più agile per i più piccoli.

Si può fare il bagno nel lago ad Anguillara Sabazia?

La zona balneare del comune è la frazione di Vigna di Valle, con spiagge e locali sul lago. La balneabilità e i servizi vanno verificati stagionalmente presso le autorità locali.

Qual è il periodo migliore per visitare Anguillara Sabazia?

Le mezze stagioni e i giorni feriali. Le domeniche estive di piena stagione affollano il lungolago e i parcheggi; in primavera e in autunno il borgo torna tranquillo e la luce sul lago è la più bella.

Cosa vedere vicino ad Anguillara Sabazia?

Bracciano con il Castello Orsini Odescalchi, Trevignano Romano sulla riva opposta, la Caldara di Manziana, la riserva di Canale Monterano e la faggeta di Oriolo Romano. Il tutto entro pochi chilometri.

Si può visitare la fonte Acqua Claudia di Anguillara Sabazia?

La sorgente pubblica di acqua effervescente è stata chiusa nel 2009 per la rilevazione di arsenico e manganese; lo stabilimento privato di imbottigliamento ha continuato a operare con depurazione. Per la situazione aggiornata conviene rivolgersi al Comune.

Che cosa si mangia ad Anguillara Sabazia?

La cucina locale è legata al lago: pesce d'acqua dolce, dalle anguille ai coregoni, servito nei locali del lungolago e di Vigna di Valle. Fuori stagione conviene verificare le aperture in anticipo.

Come si arriva ad Anguillara Sabazia in autobus?

Con il pullman Cotral dal capolinea di Roma Saxa Rubra. È l'opzione più economica ma anche la più lenta, con un tempo di percorrenza fra un'ora e mezza e due ore.

Perché il lago si chiamava lago di Anguillara?

Perché nel Medioevo era questo borgo, con il suo castello e i suoi diritti di pesca documentati dal 1019, a dominare le rive. Solo in seguito prevalse il nome di Bracciano, dal castello degli Orsini; in origine il bacino era detto anche lago di Tarquinia.

Il torrione di Anguillara Sabazia si può visitare?

Il torrione medievale ospita il Museo della civiltà contadina e della cultura popolare. Gli orari sono variabili e legati alla gestione locale, quindi vanno verificati presso il Comune o la Pro Loco prima di andare.

Il mio consiglio finale su Anguillara Sabazia

Torno qui volentieri, e ogni volta mi convinco che il modo sbagliato di visitare Anguillara Sabazia è trattarla come una fermata rapida sulla strada per Bracciano. Questo paese chiede il tempo che sembra non pretendere: la salita lenta al borgo alto, la sosta sulla terrazza della Collegiata quando la luce è giusta, la mezz'ora in più per fermarsi davanti a una barca scavata in un tronco settemila anni fa. Se avete solo un'ora, vedrete un grazioso borgo sul lago e ve ne andrete convinti che era carino e nulla più. Se gli date mezza giornata vera, capirete che avete davanti un promontorio che ha dato il nome a un lago e a una casata, una chiesa con una pala di Muziano, e sotto l'acqua uno dei villaggi più antichi d'Europa. La differenza fra le due Anguillara non è nel posto, è nel passo con cui lo attraversate. Andate presto, salite subito, e riservate il lungolago alle ore calde: è tutto qui il segreto.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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