Lago di Bracciano (RM)
In breve. Il Lago di Bracciano si apre una quarantina di chilometri a nord ovest di Roma, dentro un cratere che ha smesso di eruttare qualche centinaio di migliaia di anni fa.
Il Lago di Bracciano si apre una quarantina di chilometri a nord ovest di Roma, dentro un cratere che ha smesso di eruttare qualche centinaio di migliaia di anni fa. Non si paga un biglietto per vederlo: lo specchio d'acqua e le sue rive appartengono a tre Comuni, Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano, e si raggiungono in ogni stagione. Chi arriva in treno scende alla stazione di Bracciano o a quella di Anguillara-Sabazia sulla linea regionale FL3 Roma-Viterbo: dalle fermate centrali della capitale il viaggio dura poco più di un'ora, e conviene controllare corse e orari sul sito ufficiale di Trenitalia, che li aggiorna a ogni cambio stagionale. In auto si sale dalla via Braccianese Claudia o dalla Cassia bis: da Roma sono circa quaranta minuti quando il traffico è clemente. Gli autobus Cotral collegano la città ai tre paesi rivieraschi, con capolinea romano sulla ferrovia Roma-Nord: gli orari cambiano fra feriali e festivi e vanno letti sul sito del vettore. Portatevi il costume da aprile a settembre, le scarpe da trekking il resto dell'anno, e mettete in conto una giornata intera: il giro completo del lago, per strada panoramica, supera i trenta chilometri.
Per inquadrare il Lago di Bracciano dentro il resto del territorio conviene partire dalla guida completa delle proposte a Roma e nel Lazio, che raccoglie borghi, parchi e riserve del comprensorio a nord della capitale.

Dove si trova e come arrivare al Lago di Bracciano
Il bacino occupa il settore centrale dei Monti Sabatini, il complesso vulcanico che chiude a nord la campagna romana. Amministrativamente le acque sono divise fra i tre Comuni rivieraschi, mentre un lembo di Roma Capitale, l'exclave di Polline Martignano, tocca per un paio di chilometri la sponda settentrionale. La distanza da Roma è modesta, e questo spiega perché il Lago di Bracciano sia da sempre la gita fuori porta più comoda per chi vive in città e cerca acqua dolce senza affrontare il mare. Il perimetro misura una trentina di chilometri, percorribili quasi per intero in automobile lungo una strada che regala scorci continui sull'acqua.
In treno con la FL3
La linea regionale FL3 collega Roma a Viterbo e ferma sia a Bracciano sia ad Anguillara-Sabazia. La stazione di Anguillara si trova un paio di chilometri fuori dal centro storico, in località Vigna di Valle, vicino alla riva; quella di Bracciano è più prossima al paese e al castello. Il treno è la soluzione più sensata nei fine settimana d'estate, quando i parcheggi vicino all'acqua si riempiono presto. Dalle stazioni centrali di Roma il tragitto dura poco più di un'ora, con corse a frequenza oraria che si diradano la sera; gli orari precisi si verificano su Trenitalia prima di partire, perché variano a ogni cambio di orario ferroviario.
In auto e dove si parcheggia al Lago di Bracciano
Da Roma si imbocca la via Braccianese Claudia oppure la Cassia bis in direzione Viterbo, uscendo verso i paesi del lago. La strada che circonda il Lago di Bracciano è panoramica quasi ovunque e permette di passare da un borgo all'altro in pochi minuti. In alta stagione i posti auto lungo le rive si esauriscono in mattinata: chi vuole una spiaggia libera fa bene ad arrivare presto o a lasciare la macchina nei paesi e scendere a piedi. Nei mesi caldi alcune amministrazioni istituiscono aree di sosta a pagamento vicino alle spiagge più frequentate, quindi conviene tenere qualche moneta a portata di mano.
In autobus con Cotral
Gli autobus Cotral raggiungono Bracciano, Anguillara e Trevignano partendo da Roma, con coincidenze sulla ferrovia regionale. È la scelta di chi non guida e non vuole dipendere dal treno: le frequenze si diradano la domenica e nei festivi, quindi conviene controllare gli orari ufficiali del vettore e programmare il ritorno con un margine, perché le ultime corse serali possono essere anticipate rispetto a quanto ci si aspetta.
A piedi e in bici intorno al Lago di Bracciano
Il periplo del Lago di Bracciano si fa anche in bicicletta, sfruttando i tratti di pista ciclabile lungolago e le strade secondarie. Non esiste un anello ciclabile continuo e protetto per l'intero perimetro, quindi in alcuni punti si pedala sulla provinciale: prudenza e casco. Chi cammina trova sentieri segnalati dentro il parco regionale, molti dei quali scendono alla riva da Bracciano e da Trevignano. Per una giornata di trekking leggero il sentiero di Santo Celso, sopra Bracciano, con la sua area attrezzata, è un buon punto di partenza.
Che cos'è il Lago di Bracciano: un cratere pieno d'acqua
Il Lago di Bracciano, che i romani chiamavano Lacus Sabatinus, riempie una depressione di origine vulcanica e tettonica. Si formò quando la camera magmatica che alimentava il complesso dei Sabatini si svuotò e il terreno sovrastante collassò, lasciando una conca che l'acqua piovana e le sorgenti sotterranee hanno poi colmato. La superficie misura circa 56,5 chilometri quadrati: è questo dato a collocare il Lago di Bracciano all'ottavo posto fra i laghi italiani per estensione, e al secondo nel Lazio dopo il Bolsena.
La profondità massima sfiora i 160 metri, un valore che ne fa uno dei laghi più profondi della penisola: nell'Italia centrale solo il Lago Albano scende più in basso. Il Lago di Bracciano non ha isole, e la sua forma tondeggiante tradisce l'origine crateriforme. L'unico emissario è il fiume Arrone, che nasce sulla sponda sud orientale e scende verso il Tirreno, raggiungendo il mare nella zona di Maccarese. Il resto dell'attività vulcanica sopravvive in forma di fenomeni idrotermali residui, come il campo geotermico della località Cesano, dove fu descritto per la prima volta un minerale che da qui prende nome, la cesanite.
Va aggiunta una precisazione che aiuta a capire il paesaggio: il bacino non riceve grandi immissari, cioè non ha fiumi importanti che lo alimentano. Il suo livello dipende dalle piogge, dalle sorgenti profonde e dai prelievi. Per questo, negli anni di siccità, la linea di riva del Lago di Bracciano si ritira in modo visibile, scoprendo tratti di fondale che di solito restano sommersi. È un lago che respira lentamente, e chi lo frequenta da tempo ne conosce gli anni magri e quelli abbondanti.
L'acqua di Roma esce dal Lago di Bracciano
C'è un motivo pratico per cui sul Lago di Bracciano non si vedono motoscafi e moto d'acqua: il bacino è una riserva idropotabile della capitale, e la sua acqua deve restare pulita. La storia di questa funzione è antichissima. Nel 109 dopo Cristo l'imperatore Traiano inaugurò un acquedotto, l'Aqua Traiana, che captava le sorgenti presso Vicarello, sulla sponda del lago, e le portava a Roma lungo un percorso di oltre cinquanta chilometri fino al Gianicolo. La condotta funzionò per secoli, poi decadde con la fine del mondo antico.
All'inizio del Seicento papa Paolo V Borghese fece recuperare l'antico tracciato: i lavori partirono nel 1608 e nel 1612 il sistema rinnovato tornò in funzione con il nome di Acqua Paola. È lo stesso acquedotto che alimenta il Fontanone del Gianicolo, la grande mostra d'acqua affacciata su Roma. Ecco perché il divieto di navigazione a motore a combustione sul Lago di Bracciano non è un capriccio ambientalista ma la difesa di una sorgente che disseta la città da quasi due millenni. Sull'acqua si muovono solo barche a remi, a vela o con motore elettrico, i pescatori autorizzati e il traghetto di linea.
Il legame con Roma non è soltanto storico. Ancora oggi il Lago di Bracciano rientra fra le riserve idriche a cui la capitale può attingere nei periodi di emergenza. Nell'estate di alcuni anni recenti, di fronte a livelli particolarmente bassi, i prelievi dal lago sono diventati oggetto di discussione fra chi tutela l'ecosistema e chi gestisce l'acquedotto: un promemoria di quanto questo cratere, in apparenza tranquillo, pesi sulla vita quotidiana di una metropoli lontana quaranta chilometri.

I tre borghi del Lago di Bracciano
Il Lago di Bracciano si guarda meglio dai suoi tre paesi, ognuno con un carattere diverso. Bracciano ha il castello e l'aria del capoluogo; Anguillara Sabazia sale su un promontorio e domina l'acqua dall'alto; Trevignano Romano conserva l'anima del villaggio di pescatori. Si possono vedere tutti e tre in una giornata, ma ciascuno merita il suo tempo, e la scelta di quale privilegiare dipende da cosa cercate: storia e monumenti a Bracciano, panorami e vicoli ad Anguillara, quiete e cucina di lago a Trevignano.
Bracciano, il paese del castello
Bracciano è il centro maggiore e dà il nome al lago. Il borgo si stringe attorno alla mole del Castello Orsini-Odescalchi, con un reticolo di vicoli medievali, chiese storiche e scorci sull'acqua. Dal Belvedere della Sentinella e dal piazzale della chiesa di Santa Maria del Riposo lo sguardo abbraccia tutto il bacino. Bracciano è anche la base migliore per chi vuole camminare nel parco: il sentiero di Santo Celso, con la sua area attrezzata, parte da qui. Ogni anno il paese mette in scena la Passione di Cristo, una rappresentazione teatrale con corteo che si ripete da decenni, e la Infiorata del Corpus Domini, il tappeto di fiori realizzato dai maestri infioratori locali. Chi vuole approfondire il paese trova una scheda dedicata a Bracciano e una al Castello Odescalchi.
Anguillara Sabazia, il borgo sul promontorio
Anguillara Sabazia si allunga su uno sperone che entra nel Lago di Bracciano, una decina di chilometri da Bracciano. Si entra dalla porta cinquecentesca sormontata dalla torre dell'orologio e si sale lungo il corso fino alla chiesa dell'Assunta. Il sagrato, affacciato sull'acqua, è uno dei belvedere più belli del lago. Il Palazzo Baronale, oggi sede comunale, conserva affreschi restaurati di recente, e il tessuto urbano ha mantenuto l'impianto medievale, con bastioni, vicoli ripidi e piccole piazze affacciate sul bacino. La pagina su Anguillara Sabazia racconta il borgo per esteso.

Trevignano Romano, il villaggio dei pescatori
Trevignano Romano chiude il terzetto sulla sponda settentrionale, una dozzina di chilometri da Anguillara. Ha mantenuto l'aria raccolta del paese di pescatori, con il lungolago, le barche tirate in secca e i ristoranti di pesce di lago, dove il coregone e il persico finiscono nel piatto. Sopra l'abitato restano i ruderi della rocca degli Orsini: dalla sommità la vista sul Lago di Bracciano al tramonto è fra le migliori del comprensorio. Nel Palazzo del Municipio ha sede un museo civico di ambito etrusco-romano, che raccoglie i reperti del territorio. Il borgo ha una sua scheda su Trevignano Romano.

Il Castello Orsini-Odescalchi, sentinella del Lago di Bracciano
Il monumento simbolo del Lago di Bracciano è il grande castello a pianta pentagonale che sovrasta il paese. La sua costruzione risale intorno al 1470, per volontà della famiglia Orsini, che aveva ricevuto la signoria di Bracciano nel primo Quattrocento. Al progetto è legato il nome di Francesco di Giorgio Martini, uno dei grandi architetti militari del Rinascimento; nel secolo successivo intervenne Giacomo Del Duca, allievo di Michelangelo. Le mura merlate e le torri cilindriche sono visibili da chilometri di distanza e restituiscono l'immagine di una fortezza rimasta quasi intatta.
Il castello ospitò personaggi di primo piano. Nel 1481 vi si rifugiò papa Sisto IV della Rovere per sfuggire a un'epidemia di peste che infuriava a Roma. All'interno, la sala degli affreschi conserva un ciclo attribuito ad Antoniazzo Romano con il trionfo di Gentil Virginio Orsini, e ambienti decorati da Taddeo e Federico Zuccari, fra cui un oroscopo dipinto legato alle nozze di Isabella de' Medici e Paolo Giordano Orsini. La raccolta di armi e armature medievali e rinascimentali riempie diverse sale, e restituisce l'idea di come vivesse una casata baronale al culmine della sua potenza.
Nel 1696 la fortezza passò agli Odescalchi, la famiglia di papa Innocenzo XI, che ne mantiene ancora oggi la proprietà: da qui il doppio nome Orsini-Odescalchi. In tempi recenti il Castello di Bracciano è diventato una delle location per matrimoni più famose d'Italia: nel 2006 vi si sposarono Tom Cruise e Katie Holmes, e negli anni si sono celebrate qui altre unioni note del mondo dello spettacolo. Il cinema lo ha usato più volte come set. Per gli orari di visita e il prezzo del biglietto conviene affidarsi al sito ufficiale del castello, che li aggiorna con le aperture stagionali: le sale visitabili e i giorni di chiusura cambiano nel corso dell'anno, e in caso di eventi privati il castello può restare chiuso al pubblico.

La Marmotta, il villaggio neolitico sott'acqua nel Lago di Bracciano
Sul fondale del Lago di Bracciano, davanti alla sponda meridionale presso Anguillara, gli archeologi hanno riportato alla luce uno dei siti neolitici più importanti d'Europa. Si chiama La Marmotta, e gli scavi subacquei, condotti a partire dagli anni Ottanta sotto la guida di Maria Antonietta Fugazzola Delpino, lo hanno datato fra il 5700 e il 5200 avanti Cristo. Il villaggio, coperto oggi da diversi metri d'acqua e da uno strato di fango che lo ha protetto, occupava un'area vasta e ordinata, con grandi case rettangolari disposte in modo regolare. L'abbandono sembra essere stato improvviso, forse per un innalzamento delle acque.
Il fango ha conservato materiali organici che di norma non sopravvivono: semi di grano e orzo, resti di frutti come mele, prugne e more, tessuti di lino, asce di pietra, falcetti di legno con lame di selce, lame di ossidiana, ceramiche decorate con l'impressione della conchiglia del cardio. Sono emerse anche piccole imbarcazioni votive in ceramica e una figurina femminile in pietra, spesso interpretata come una divinità della fertilità. Il reperto più celebre è una piroga monossile, cioè ricavata da un solo tronco di quercia, lunga oltre dieci metri: una barca da acque interne di età neolitica, tra le più antiche del Mediterraneo, recuperata dal fondale nel 2005. I materiali di La Marmotta sono conservati e studiati dallo Stato, e una parte del racconto di questo villaggio si trova nel museo di Anguillara dedicato al Neolitico del lago. Prima di andarci conviene verificare aperture e sede sul sito ufficiale del comune o del parco.
La Marmotta non è l'unico insediamento sommerso del Lago di Bracciano. Sul fondale sono stati individuati altri abitati dell'età del bronzo e del ferro, in località come Vicarello, Sposetta e Vigna Grande. Il lago, insomma, custodisce sotto il pelo dell'acqua una stratigrafia di villaggi che copre migliaia di anni, e che fa di questo bacino uno dei laboratori più ricchi dell'archeologia preistorica italiana.
Il Museo Storico dell'Aeronautica Militare a Vigna di Valle
Sulla riva del Lago di Bracciano, in località Vigna di Valle presso Anguillara, sorge il più antico aeroporto militare italiano, oggi sede del Museo Storico dell'Aeronautica Militare. È qui che agli inizi del Novecento nacque l'idroscalo e si svolsero i primi esperimenti aeronautici del paese. Il museo occupa grandi hangar affacciati sull'acqua e allinea decine di velivoli storici, dai biplani dei pionieri agli idrovolanti delle grandi trasvolate, fino agli aerei del secondo dopoguerra, insieme a motori, cimeli e documenti. Per chi visita il Lago di Bracciano con bambini e ragazzi è una delle mete più apprezzate: si cammina fra aerei veri, in un colpo d'occhio che pochi musei sanno offrire. L'ingresso è gratuito, ma orari e giorni di chiusura vanno controllati sul sito ufficiale dell'Aeronautica prima della visita, perché possono variare per lavori o eventi.
Balneazione e spiagge del Lago di Bracciano
Il Lago di Bracciano si nuota. Le acque sono soggette a controlli di balneabilità e in estate le rive si popolano di bagnanti. Le spiagge non sono tutte uguali: alcune scendono ripide, altre degradano dolcemente e vanno bene per i bambini. La sabbia è spesso scura, di origine vulcanica, e l'acqua, non essendoci scarichi di motori, resta limpida.

Le spiagge principali del Lago di Bracciano
A Bracciano il Lungolago Argenti alterna sabbia e ciottoli e scende in fretta: è più adatto a nuotatori esperti che ai piccoli. A Vigna di Valle, sul versante di Anguillara, la sabbia scura e fine e il fondale dolce rendono la riva sicura per le famiglie. La spiaggia dei Gabbiani si raggiunge da un sentiero sterrato lungo la provinciale ed è frequentata anche da chi porta il cane. Trevignano ha il suo lungolago attrezzato, con tratti erbosi e ombra. In tutti i casi conviene informarsi sullo stato di balneazione aggiornato presso il Comune competente, perché i tratti idonei possono variare di stagione in stagione a seconda dei controlli sulle acque.
Sport d'acqua sul Lago di Bracciano
Senza motori a scoppio, il Lago di Bracciano è un terreno ideale per la vela, il windsurf, il kayak e la canoa. Diversi circoli sulle tre sponde noleggiano attrezzatura e organizzano corsi, anche per principianti. Si pratica anche il diving, per esplorare i fondali e i resti sommersi. La pesca è consentita ai titolari di licenza, e sul lago sopravvivono specie come il coregone, il luccio, il persico reale, il latterino e l'anguilla. Un traghetto di linea, gestito dal consorzio del lago, collega stagionalmente i tre centri rivieraschi: è uno dei pochi natanti autorizzati a muoversi a motore, e permette di attraversare il Lago di Bracciano da riva a riva vedendolo da una prospettiva insolita.
Il Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano
Dal 1999 il Lago di Bracciano e il vicino Lago di Martignano sono tutelati dal Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, che protegge le rive, i boschi e i coltivi del comprensorio. Nonostante la vicinanza a Roma e l'urbanizzazione, restano ampie fasce di vegetazione ripariale e aree boscate, con querce, castagni e la fauna tipica della campagna sabatina, dai rapaci agli uccelli acquatici che sostano sulle rive. Il parco cura una rete di sentieri e alcune aree attrezzate: dal sentiero di Santo Celso, sopra Bracciano, alle discese verso l'acqua da Trevignano. Le informazioni ufficiali, le mappe e i regolamenti sono sul sito parcobracciano.it. Chi vuole legare la visita all'ambiente naturale trova utile anche la scheda su Bracciano-Martignano e quella sulle Pantane di Trevignano.

Il gemello del Lago di Bracciano: il Lago di Martignano
Pochi chilometri a est, dentro lo stesso apparato vulcanico, si nasconde il Lago di Martignano, molto più piccolo e di forma quasi perfettamente circolare. Nacque dallo stesso vulcano dei Sabatini, in un cratere secondario, e con il Lago di Bracciano forma una coppia di specchi d'acqua fraterni. Martignano non ha strade sulle rive né edifici sull'acqua: ci si arriva a piedi o in navetta dai parcheggi in alto, e proprio per questo conserva un'aria appartata. Chi cerca una giornata più selvatica lo preferisce al fratello maggiore. La pagina su Lago di Martignano lo descrive nel dettaglio, e chi ama i laghi vulcanici del Lazio può confrontarlo con il Lago di Albano e il Lago di Bolsena.
Cosa vedere intorno al Lago di Bracciano
Il Lago di Bracciano è al centro di un territorio ricco di borghi e riserve. A poca distanza si trovano la Caldara di Manziana, con le sue esalazioni sulfuree e il bosco di betulle, e il borgo fantasma di Monterano, un abitato abbandonato che il cinema ha reso famoso. Verso nord si aprono Sutri con il suo anfiteatro scavato nel tufo, Ronciglione e il borgo sospeso di Calcata. Verso il mare si raggiungono la necropoli etrusca di Cerveteri e il porto di Civitavecchia. Il Lago di Bracciano, insomma, è un ottimo campo base per esplorare la Tuscia romana, e da qui si raggiungono in un'ora anche mete più famose come Tivoli e i suoi giardini.

Una curiosità sul Lago di Bracciano (RM)
La curiosità più grande del Lago di Bracciano non si vede in superficie: è sott'acqua, e ha settemila anni. Il villaggio neolitico della Marmotta, sepolto dal fango sul fondale davanti ad Anguillara, è uno dei più antichi insediamenti lacustri conosciuti in Europa occidentale, con case di legno, campi coltivati e persino una piroga lunga oltre dieci metri ricavata da un solo tronco. Ma c'è una seconda curiosità, altrettanto sorprendente per chi la scopre: l'acqua che sgorga dal Fontanone del Gianicolo, a Roma, viene proprio da qui. L'antico acquedotto di Traiano prima, e l'Acqua Paola del Seicento poi, hanno portato in città l'acqua captata alle sorgenti del Lago di Bracciano, disegnando un filo diretto lungo quasi due millenni fra questo cratere e le fontane della capitale. Pochi, guardando lo specchio d'acqua da una spiaggia di Trevignano, immaginano di contemplare una delle riserve idriche storiche di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Lago di Bracciano (RM)
Le guide raccontano il castello e le spiagge, ma raramente spiegano perché sul Lago di Bracciano non troverete mai un motoscafo, uno sci d'acqua o una moto d'acqua. Non è una questione di quiete o di eleganza: è legge, e la ragione è il bicchiere d'acqua che i romani bevono. Il bacino è una riserva idropotabile della capitale, e per proteggerne la qualità la navigazione a motore a combustione è vietata. Restano ammessi soltanto i remi, la vela, i motori elettrici, i pescatori con licenza e il traghetto di linea. Questo cambia il carattere stesso della giornata al lago: niente rombo, niente scie, un silenzio insolito per uno specchio d'acqua così grande e così vicino a Roma. C'è un'altra conseguenza pratica poco nota: proprio perché l'acqua è sorvegliata, i tratti dichiarati idonei alla balneazione possono cambiare di anno in anno, e conviene sempre verificare lo stato aggiornato presso il Comune prima di stendere l'asciugamano.
Il consiglio che ti do per visitare il Lago di Bracciano (RM)
Il consiglio è semplice: non provate a fare tutto il Lago di Bracciano in mezza giornata. Il bacino è grande, e i tre borghi hanno ritmi diversi. Se avete una sola giornata, scegliete due paesi e non tre: Bracciano per il castello e Trevignano per il lungolago, per esempio, lasciando Anguillara a una seconda visita. Arrivate presto, soprattutto d'estate: dopo le dieci i parcheggi vicino all'acqua sono pieni e il treno diventa l'alleato migliore. La luce migliore per il Lago di Bracciano è quella del tardo pomeriggio, quando il sole cala dietro i Sabatini e accende la sponda di Trevignano. Se potete, evitate le domeniche di luglio e agosto e puntate su un giorno feriale di giugno o settembre: acqua ancora calda, spiagge respirabili, ristoranti senza attesa. E portatevi qualcosa ai piedi che regga sia i ciottoli della riva sia i sentieri del parco: qui si passa dall'acqua al bosco in dieci minuti.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che il Lago di Bracciano è un lago vulcanico, ma pochi si soffermano su cosa questo significhi davvero. Non è un lago scavato da un ghiacciaio né sbarrato da una frana: è un cratere, il fondo di un vulcano spento che si è riempito d'acqua. La forma tondeggiante, l'assenza di isole, la profondità che precipita a centosessanta metri quasi al centro raccontano proprio questa origine. E il vulcano non è del tutto morto: nella zona di Cesano sopravvivono manifestazioni idrotermali, acque e gas che risalgono dal profondo, prova di un calore che non si è ancora esaurito. Qui fu descritto per la prima volta un minerale, la cesanite, che porta il nome della località. Anche il vicino Lago di Martignano occupa un cratere gemello, generato dallo stesso complesso vulcanico. Guardare il Lago di Bracciano sapendo tutto questo cambia la prospettiva: quella conca così placida è la cicatrice tranquilla di una violenza geologica di centinaia di migliaia di anni fa.
La foto giusta da fare al Lago di Bracciano (RM)
La fotografia che porta a casa il Lago di Bracciano si scatta al tramonto dai ruderi della rocca degli Orsini, sopra Trevignano Romano. Da lassù lo sguardo cade sul lungolago, sull'acqua che si tinge di arancio e, sullo sfondo, sulla sagoma lontana delle torri del castello di Bracciano. In controluce il bacino diventa una lastra di metallo lucido. La seconda inquadratura da cercare è dall'alto di Anguillara Sabazia: dal sagrato della chiesa dell'Assunta, con il paese che degrada verso l'acqua, il Lago di Bracciano si apre in tutta la sua ampiezza. Chi vuole un primo piano più intimo scenda invece a Vigna di Valle, dove i pontili e le barche in secca offrono un soggetto quieto contro lo specchio d'acqua. Un accorgimento tecnico: il vento pomeridiano increspa spesso la superficie, quindi per il riflesso perfetto del castello conviene la prima mattina, quando il Lago di Bracciano è ancora una tavola immobile.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Lago di Bracciano ha attraversato la storia molto prima di Roma. Al Neolitico risale il villaggio della Marmotta, fondato intorno al 5700 avanti Cristo e abitato per secoli, prima di essere abbandonato e sommerso. In età romana, nel 109 dopo Cristo, l'imperatore Traiano inaugurò l'acquedotto che dalle sorgenti del lago portava l'acqua fino al Gianicolo: un'opera che segnò per sempre il legame fra questo bacino e la capitale.
Nel Medioevo e nel Rinascimento il lago fu feudo degli Orsini, che intorno al 1470 costruirono il grande castello di Bracciano. Nel 1481 papa Sisto IV vi trovò rifugio durante un'epidemia di peste. Nel 1608 papa Paolo V avviò il recupero dell'antico acquedotto, che nel 1612 tornò a versare l'acqua del Lago di Bracciano nelle fontane di Roma con il nome di Acqua Paola. Nel 1696 il feudo e il castello passarono agli Odescalchi. In età contemporanea, agli inizi del Novecento, la riva di Vigna di Valle divenne culla dell'aeronautica italiana con il suo idroscalo. E nel 2005 lo scavo subacqueo restituì la grande piroga neolitica della Marmotta, uno dei ritrovamenti più clamorosi della preistoria europea.
Chi è passato dal Lago di Bracciano (RM)
Dal Lago di Bracciano sono passati imperatori, papi e famiglie potenti. L'imperatore Traiano legò il proprio nome all'acquedotto che nacque da queste sorgenti nel 109 dopo Cristo. Gli Orsini, una delle grandi casate baronali di Roma, tennero il feudo per secoli e vi ospitarono, nel 1481, papa Sisto IV della Rovere in fuga dalla peste. Al Cinquecento appartiene la vicenda di Isabella de' Medici e Paolo Giordano Orsini, le cui nozze sono legate agli affreschi e all'oroscopo dipinto nelle sale del castello. Papa Paolo V Borghese, all'inizio del Seicento, fece rinascere l'acquedotto del lago. Gli Odescalchi, la famiglia di papa Innocenzo XI, subentrarono nel 1696 e conservano tuttora la fortezza.
In tempi recenti il Castello di Bracciano ha attirato il mondo dello spettacolo: nel 2006 vi si sono sposati Tom Cruise e Katie Holmes, e negli anni si sono celebrate qui altre unioni note. Il cinema ha usato più volte il castello e le rive del Lago di Bracciano come set. Da secoli, insomma, questo specchio d'acqua è un luogo dove la grande storia e la cronaca si danno appuntamento.

Sabate, la città sommersa: che cosa c’è davvero sotto il Lago di Bracciano
Al Lago di Bracciano si racconta da secoli che sotto la superficie ci sia una città, Sabate, inghiottita dalle acque in una notte sola. La versione più diffusa dice che gli abitanti si erano macchiati di empietà e che il lago si alzò per punirli, risparmiando una sola ragazza scappata verso l’alto. C’è anche una coda: con l’acqua ferma e limpida si vedrebbero sul fondo muri e statue, e in certe notti si sentirebbero suonare le campane. Questa è tradizione popolare, non un fatto storico. Il punto, però, non è smontarla: è capire attorno a che cosa si è formata, perché qualcosa di vero sul fondo di questo lago c’è, ed è una storia diversa dalla leggenda.
Il nome esiste, ed è documentato
Partiamo da quello che non è in discussione. In latino il lago si chiamava Lacus Sabatinus, il territorio intorno era l’ager Sabatinus, e il nome è sopravvissuto fin dentro la toponomastica di oggi: Anguillara Sabazia lo porta ancora nel suo. Esisteva anche una località chiamata Sabate: compare nella Tabula Peutingeriana, copia medievale di una carta stradale romana, lungo la via Clodia fra le stazioni di Ad Novas e Foro Clodi. Un posto con quel nome c’era, ed era abbastanza rilevante da finire su una carta itineraria.
Dove fosse esattamente, invece, è questione aperta. La proposta più seguita dagli studiosi la colloca nell’area di Trevignano Romano, dove il quadro archeologico è robusto: necropoli di età villanoviana ed etrusca estese su decine di ettari, materiali di pregio conservati nel museo civico del paese, e la posizione giusta sulla direttrice fra Cerveteri e Veio. Ma nessuno ha mai scavato un cartello con scritto Sabate: la localizzazione è una ricostruzione plausibile, non una certezza, e chi la dà per chiusa sta semplificando.
Che cosa hanno trovato davvero sott’acqua
Qui arriva la parte che cambia il discorso. Le ricerche subacquee condotte lungo il perimetro del lago hanno effettivamente trovato materiale archeologico sommerso, e parecchio. Il progetto di riferimento si chiama Sabatia Stagna, è partito nel 2002 ed è diretto da Giuseppe Cordiano dell’Università di Siena: ha censito lungo le rive, a poca profondità, i resti di oltre venti ville di età romana, più tratti di strada, moli e strutture di servizio. Una di queste residenze è attribuita a Domiziano, che alla fine del I secolo d.C. fece costruire qui una delle sue dimore fuori città. I risultati sono pubblicati in volumi del 2011 e del 2018, con campagne proseguite fino al 2017.
La differenza è tutta qui. Non una città adagiata sul fondo al centro del lago, con strade e piazze, ma edifici che stavano sulla riva e sono finiti sott’acqua perché il livello si è alzato, coprendo la fascia costiera dove la gente abitava. È il lago che si è allargato, non la città che è sprofondata. La cosa è databile con una certa precisione: le ville risultano sommerse poco dopo il 60 d.C.
Un evento lento o una notte sola? Su questo si discute
C’è un dettaglio che rende la leggenda meno assurda di quanto sembri. In almeno un caso gli archeologi hanno trovato, dentro una villa sommersa, oggetti di valore rotti e mobilio rovesciato: cose che nessuno avrebbe lasciato lì se avesse avuto il tempo di portarle via. Da questo alcuni hanno ipotizzato un innalzamento rapido delle acque, forse innescato da un sisma, invece di una risalita graduale in decenni.
È un’ipotesi e va presa per tale: la questione è aperta, e altri leggono gli stessi dati come un processo più lento, con abbandoni scaglionati nel tempo. Quello che si può dire è che un innalzamento c’è stato, che ha sommerso insediamenti reali, e che se fu almeno in parte improvviso il ricordo di quel trauma può aver alimentato per secoli il racconto della punizione divina. La leggenda nasce da rovine che si vedevano sott’acqua e che nessuno sapeva più spiegare.
Che si vedessero è attestato da tempo: già nel Seicento l’erudito tedesco Filippo Cluverio scriveva che con l’acqua limpida si distinguevano sul fondo resti di edifici, e quello che vedeva erano con ogni probabilità proprio le strutture di riva oggi rilevate e catalogate. Le campane, invece, restano dove sono sempre state: nel racconto.
Quando il lago si è abbassato e ha restituito qualcosa
Nel 2017 il Lago di Bracciano ha attraversato la peggiore crisi idrica della sua storia recente, effetto combinato di una siccità eccezionale e dei prelievi per l’acquedotto di Roma. Il 13 settembre di quell’anno il livello toccò i 180 centimetri sotto lo zero idrometrico. La Regione Lazio era intervenuta con un’ordinanza del 28 luglio che riduceva progressivamente i prelievi fino a bloccarli dal primo settembre.
Con la riva che arretrava, tornarono all’asciutto o a pelo d’acqua strutture che normalmente stanno sommerse: murature di età romana, basoli di un tracciato stradale che correva lungo la costa, piani di ville. Per gli archeologi fu un’occasione rara di rilevare a vista quello che di solito si raggiunge solo in immersione. Per il lago fu un guaio serio, con effetti pesanti sulla fascia a canneto, e il recupero dei livelli ha richiesto anni: la secca non è stata una fortuna, è stata un’emergenza che per caso ha messo in mostra qualcosa.
Nulla di tutto questo c’entra con l’altro grande sito sommerso del lago, il villaggio neolitico della Marmotta al largo di Anguillara Sabazia, molto più profondo e di millenni più antico. Sono tre storie distinte che il passaparola impasta in una sola: il villaggio preistorico, le ville romane di riva, la città leggendaria. Solo le prime due esistono.
Come raccontarla quando si arriva sul posto
La sintesi onesta è corta. Il nome Sabate è documentato e il lago si chiamava davvero Lacus Sabatinus. Lungo le rive, sotto la superficie, ci sono resti archeologici veri, censiti e pubblicati. Una città inghiottita in una notte per punizione divina non è mai stata trovata e nessuno degli studiosi che lavorano sul lago se la aspetta. In mezzo resta una zona grigia, la velocità con cui l’acqua si alzò nel I secolo, e lì il dibattito è aperto.
Domande veloci sul Lago di Bracciano (RM)
Quanto è grande il Lago di Bracciano?
La superficie è di circa 56,5 chilometri quadrati, che ne fanno l'ottavo lago italiano per estensione e il secondo del Lazio dopo il Bolsena.
Quanto è profondo il Lago di Bracciano?
La profondità massima sfiora i 160 metri. È uno dei laghi più profondi d'Italia: nell'Italia centrale solo il Lago Albano scende più in basso.
Perché sul Lago di Bracciano non ci sono barche a motore?
Perché il lago è una riserva idropotabile di Roma. Per proteggere l'acqua è vietata la navigazione a motore a combustione: si può andare solo a remi, a vela o con motore elettrico.
Si può fare il bagno nel Lago di Bracciano?
Sì, in estate le rive sono balneabili nei tratti dichiarati idonei. Poiché i tratti possono variare di stagione, conviene controllare lo stato aggiornato presso il Comune prima di fare il bagno.
Quali sono le spiagge migliori del Lago di Bracciano?
Il Lungolago Argenti a Bracciano, la riva di Vigna di Valle presso Anguillara, adatta ai bambini, la spiaggia dei Gabbiani e il lungolago di Trevignano. Ogni spiaggia ha fondale e accesso diversi.
Come si arriva al Lago di Bracciano da Roma in treno?
Con la linea regionale FL3 Roma-Viterbo, che ferma a Bracciano e ad Anguillara-Sabazia. Dalle stazioni centrali di Roma il viaggio dura poco più di un'ora. Gli orari si verificano su Trenitalia.
Quanto dista il Lago di Bracciano da Roma?
Circa quaranta chilometri a nord ovest, lungo la via Braccianese Claudia o la Cassia bis. In auto si percorrono in circa quaranta minuti fuori dalle ore di punta.
Quali sono i borghi sul Lago di Bracciano?
Sono tre: Bracciano, con il castello; Anguillara Sabazia, sul promontorio; Trevignano Romano, il paese dei pescatori. Le acque sono divise fra i tre Comuni.
Quanto costa visitare il Castello di Bracciano?
Il Castello Orsini-Odescalchi si visita con biglietto. Prezzo e orari cambiano con le aperture stagionali e vanno letti sul sito ufficiale del castello.
Il Lago di Bracciano è adatto ai bambini?
Sì. Le rive dal fondale dolce, come Vigna di Valle, sono sicure per i piccoli, e il Museo Storico dell'Aeronautica a Vigna di Valle, a ingresso gratuito, è una meta apprezzata dalle famiglie.
Quanto tempo serve per visitare il Lago di Bracciano?
Almeno una giornata intera. Per vedere con calma tutti e tre i borghi, il castello e una spiaggia conviene mettere in conto due giorni.
Che sport si possono fare sul Lago di Bracciano?
Vela, windsurf, kayak, canoa e diving. Diversi circoli sulle rive noleggiano attrezzatura e organizzano corsi. La pesca è consentita con licenza.
C'è un traghetto sul Lago di Bracciano?
Sì, un traghetto di linea gestito dal consorzio del lago collega stagionalmente i tre centri rivieraschi. È uno dei pochi natanti autorizzati a muoversi a motore.
Cos'è il villaggio della Marmotta?
È un insediamento neolitico del 5700-5200 avanti Cristo scoperto sul fondale del lago davanti ad Anguillara, fra i più antichi villaggi lacustri d'Europa. Ha restituito una piroga di oltre dieci metri.
Perché il Lago di Bracciano si chiamava lago Sabatino?
Dal nome latino Lacus Sabatinus, legato ai Monti Sabatini che lo circondano. È il complesso vulcanico che ne ha generato il cratere.
Il Lago di Bracciano è un lago vulcanico?
Sì. Occupa una depressione di origine vulcanica e tettonica, formatasi con il collasso del terreno sopra la camera magmatica dei Sabatini. Non ha isole.
C'è un parco che tutela il Lago di Bracciano?
Sì, dal 1999 il Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano protegge il lago, il vicino Martignano, i boschi e i sentieri. Le informazioni ufficiali sono su parcobracciano.it.
Qual è il periodo migliore per visitare il Lago di Bracciano?
Giugno e settembre, in giorni feriali: acqua ancora calda, spiagge meno affollate, ristoranti senza attesa. Le domeniche di luglio e agosto sono le più congestionate.
Cosa si può vedere vicino al Lago di Bracciano?
La Caldara di Manziana, il borgo fantasma di Monterano, Sutri, Ronciglione, Calcata, la necropoli etrusca di Cerveteri e il porto di Civitavecchia. Il lago è un buon campo base per la Tuscia romana.
Da dove viene l'acqua che il Lago di Bracciano fornisce a Roma?
Dalle sorgenti presso Vicarello, sulla riva del lago. L'acquedotto di Traiano del 109 dopo Cristo, poi rinnovato come Acqua Paola nel 1612, la porta fino al Fontanone del Gianicolo.
Ci sono altri laghi vicino al Lago di Bracciano?
Sì, il Lago di Martignano, gemello più piccolo dentro lo stesso parco. Più lontani, ma nella stessa regione dei laghi vulcanici, ci sono il Lago di Albano e il Lago di Bolsena.
Se dovessi riassumere il Lago di Bracciano in una frase, direi che è il lago di Roma nel senso più letterale: le dà l'acqua da quasi duemila anni e le regala, a mezz'ora di treno, una giornata di silenzio che sul mare del litorale non trovate. Andateci fuori stagione, camminate da un borgo all'altro, salite sulla rocca di Trevignano al tramonto. Il resto lo fa lui.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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