Soriano nel Cimino (VT)
In breve. Soriano nel Cimino si trova in provincia di Viterbo, nell'alta Tuscia, arroccato a circa 510 metri sul livello del mare contro il fianco settentrionale del Monte Cimino.
Soriano nel Cimino si trova in provincia di Viterbo, nell'alta Tuscia, arroccato a circa 510 metri sul livello del mare contro il fianco settentrionale del Monte Cimino. Da Roma sono poco piu di settanta chilometri: si esce dal Grande Raccordo Anulare verso nord, si prende la Cassia bis in direzione Viterbo e si abbandona la superstrada all'altezza di Vetralla o di Viterbo per salire verso i Monti Cimini; in auto, con traffico normale, si arriva in poco meno di un'ora e un quarto. Chi viaggia senza macchina scende alla stazione ferroviaria di Orte o a quella di Viterbo Porta Romana e prosegue con gli autobus di linea Cotral che servono il paese piu volte al giorno; conviene controllare gli orari il giorno stesso, perche nei festivi le corse si diradano. Il centro storico si gira a piedi e gratuitamente: le auto si lasciano nei parcheggi a valle, sotto la Rocca, perche i vicoli del borgo antico sono stretti e in salita. Il Castello Orsini, cuore visitabile del paese, apre come spazio espositivo e per eventi: orari e biglietto vanno verificati sul portale ufficiale del Comune, welcometosoriano.it, che aggiorna calendario e tariffe. L'appuntamento che riempie il paese e la Sagra delle Castagne, il primo e il secondo fine settimana di ottobre. Per orientarti fra gli altri borghi e i luoghi d'interesse del Lazio puoi partire dalla pagina delle attrazioni turistiche.
Chi arriva a Soriano nel Cimino per la prima volta capisce in fretta che non e un paese qualunque della provincia viterbese: e un borgo medievale compatto, nato ai piedi di un castello, dominato da una montagna vulcanica coperta da una delle faggete piu alte d'Europa, e custode di una fontana manierista che vale da sola il viaggio. Qui sotto trovi la visita per intero, monumento per monumento, con la storia lunga del paese, la sua festa piu celebre e i luoghi naturali che lo circondano.

Dove si trova Soriano nel Cimino (VT) e come arrivarci
Il paese occupa un ripiano sul versante nord del Monte Cimino, il rilievo piu alto dei Monti Cimini, che tocca i 1053 metri. La posizione spiega quasi tutto della sua storia: abbastanza in alto da difendersi, abbastanza vicino alla via Cassia da contare nelle contese fra Roma e la Tuscia. In auto la strada piu comoda resta la Cassia bis Veientana e poi la superstrada per Viterbo, con l'ultimo tratto in salita fra i castagneti; chi ama guidare puo scegliere la vecchia Cassia e attraversare Sutri, Capranica e Vetralla, allungando ma vedendo mezza Tuscia. In treno la soluzione piu rapida e scendere a Orte, sulla linea Roma-Firenze, e prendere la coincidenza su gomma; in alternativa la ferrovia regionale porta a Viterbo, da cui i bus Cotral risalgono verso Soriano nel Cimino. Un consiglio pratico: se punti alla Faggeta e non solo al centro, l'auto e quasi indispensabile, perche il bosco e i sentieri di vetta si raggiungono per una strada che dal paese sale verso il valico, e il trasporto pubblico li non arriva.
Soriano nel Cimino (VT) a piedi: il borgo della Rocca
Il nucleo antico, il rione della Rocca, e un intrico di vicoli, archi e scalinate cresciuto attorno al castello fra Trecento e Cinquecento. Si sale da Porta del Ponte, un tempo difesa da un fossato e da un ponte levatoio, oggi ingentilita dagli interventi settecenteschi, e ci si perde volentieri fra le case in peperino, la pietra vulcanica grigia che colora tutto il paese. La piazza principale, intitolata a Vittorio Emanuele II, e il salotto dove convergono i vicoli e dove, durante la Sagra, sfilano i cortei. Da qui in pochi minuti si e sotto le mura del Castello Orsini, che chiude il borgo verso l'alto come una prua di nave. Non aspettarti monumenti smisurati: la forza di Soriano nel Cimino sta nella misura, nel modo in cui pietra, acqua e bosco si tengono insieme in uno spazio piccolo.
Il Castello Orsini di Soriano nel Cimino (VT)
Il Castello Orsini, che i sorianesi chiamano anche Castello Orsini-Chigi dal nome delle due famiglie che piu lo segnarono, e la fortezza che ha dato origine al paese. Lo si fa costruire nel Duecento, fra il 1278 e il 1279, per volere di Orso Orsini, nipote di papa Niccolo III, sulla preesistente torre-fortezza delle famiglie Guastapane e Pandolfo. Il corpo di fabbrica ha una pianta a parallelepipedo affiancata da una torre rettangolare piu antica; nel Quattrocento la fortezza viene rinforzata e diventa un caposaldo per la difesa dello Stato della Chiesa. Papa Niccolo III vi soggiorno nelle estati del 1279 e del 1280, e proprio nella rocca di Soriano nel Cimino mori, in autunno, nel 1280.
La storia moderna del castello e meno gentile e piu curiosa: per gran parte del Novecento, e fino agli anni Novanta, l'edificio funziono come carcere di massima sicurezza. Chi conosce Soriano nel Cimino ricorda ancora quando la rocca era un penitenziario e non un luogo di visita. Oggi il maniero e stato recuperato: e affidato all'Universita della Tuscia e si apre come sede espositiva e per manifestazioni. All'interno, in condizioni piu fragili rispetto all'esterno ottimamente conservato, sopravvivono ambienti come la sala d'armi e un altare in peperino proveniente dalla distrutta chiesa della Trinita del Cimino. Il giudizio e semplice: il castello si gode piu da fuori che da dentro, perche il colpo d'occhio della mole sul borgo vale piu di molte sale spoglie; ma se apre una mostra, entrateci, non foss'altro per la vista dai camminamenti.

Il Palazzo Chigi-Albani e la Fonte Papacqua di Soriano nel Cimino (VT)
Se il castello e il simbolo del potere, il Palazzo Chigi-Albani con la sua Fonte Papacqua e il capolavoro artistico di Soriano nel Cimino. Il palazzo, che la tradizione lega al progetto di Ottaviano Schiratti, nasce nel Cinquecento per volere del cardinale Cristoforo Madruzzo, principe-vescovo di Trento, che compra il feudo nel 1560 e vuole trasformare la residenza in un luogo degno del suo rango. Passera poi agli Altemps, quindi agli Albani, la famiglia di papa Clemente XI, e infine ai Chigi: da qui il doppio cognome.
La Fonte Papacqua, manierismo scolpito nella roccia viva
La Fonte Papacqua e un esempio di prima grandezza del manierismo italiano del Cinquecento, e cio che la rende rara e la tecnica: due gruppi scultorei ricavati direttamente dalla roccia tufacea, non montati in blocchi ma scavati sul posto, alimentati da una sorgente propria. Su un fronte si riconosce Mose che fa scaturire l'acqua dalla pietra fra gli Ebrei assetati; sull'altro una figura femminile con zampe caprine circondata da bambini, satiri, un Pan che suona la zampogna e un affollarsi di animali e maschere. E un teatro di pietra a meta fra il sacro e il pagano, ironico e colto, tipico della cultura di corte del secondo Cinquecento. Sull'autore i documenti tacciono: una tradizione locale lega la fontana all'ambito di Jacopo Barozzi detto il Vignola, l'architetto che a pochi chilometri costruiva Palazzo Farnese a Caprarola, ma nessun documento certo lo conferma, e il nome dello scultore resta ipotesi. Il consiglio: guardatela con calma, girandoci intorno, perche il gioco delle figure cambia a seconda della luce del giorno.

Le chiese di Soriano nel Cimino (VT): architetture religiose una per una
Per un paese delle sue dimensioni, Soriano nel Cimino ha una densita notevole di chiese, e vale la pena percorrerle una a una, perche raccontano i secoli meglio di qualsiasi targa.
La Collegiata di San Nicola di Bari a Soriano nel Cimino
La chiesa madre attuale e la Collegiata di San Nicola di Bari, che si affaccia sulla piazza principale. Fu costruita alla fine del Settecento, con lavori portati a termine nel 1794 su progetto dell'architetto Giulio Camporese, secondo una pianta a croce greca. La comunita vi contribui con denaro pubblico e con il lavoro gratuito della popolazione. Dentro si conservano una statua marmorea di Sant'Antonio Abate, un fonte battesimale e diverse tele. E la chiesa che il bombardamento del 1944 danneggio gravemente e che fu poi risistemata.
Sant'Eutizio, il primo duomo di Soriano nel Cimino
Prima di San Nicola, il ruolo di duomo apparteneva alla chiesa di Sant'Eutizio, edificata in epoca medievale e profondamente rimaneggiata dagli Albani fra il 1718 e il 1719, quando ricevette anche una nuova facciata. E sui gradini di questa chiesa, allora Collegiata, che nel 1431 fu decapitato Giacomo di Vico, uno degli episodi piu duri della storia locale.
La chiesa della Misericordia e la SS. Trinita
Nel rione della Rocca sorge la chiesa della Misericordia, di origine fra il XII e il XIII secolo, con modifiche rinascimentali. La chiesa della Santissima Trinita, detta anche di Sant'Agostino, e settecentesca, si trova accanto alla sede comunale, e fu innalzata sopra un preesistente edificio di San Vincenzo; conserva un chiostro annesso e, secondo l'inventario storico, una Madonna col Bambino cinquecentesca.
Le altre chiese di Soriano nel Cimino e delle sue frazioni
Completano il quadro la chiesa della Madonna del Poggio, costruita nel 1680 su via del Casalaccio con annesso ex convento e numerosi affreschi; la chiesa di Sant'Antonio, seicentesca, con altari barocchi, in via Santa Maria; la chiesa dell'Assunta, settecentesca, accanto a un ex orfanotrofio femminile in via Benedetto Brin; la chiesa e convento di Sant'Eutizio dei Passionisti, del Settecento, che custodisce catacombe di III e IV secolo; e, nella frazione di Chia, la chiesa della Madonna delle Grazie, seicentesca, in piazza Garibaldi.
La chiesa di San Giorgio, romanica in peperino
Un poco fuori dall'abitato, sulla strada che dopo Porta Romana punta verso la Faggeta del Monte Cimino, si incontra la chiesa di San Giorgio, la piu antica del territorio: si data attorno all'XI secolo, e costruita in peperino, con una facciata semplice e bella e una piccola torre quadrata sul fianco sinistro. E una di quelle costruzioni che non fanno rumore ma restano in mente, per la nudita della pietra e la solitudine del luogo.

Le architetture civili di Soriano nel Cimino (VT): porte, torri e fontane
Girando il borgo si incontrano opere civili che raccontano la vita quotidiana di secoli, dall'approvvigionamento dell'acqua alle porte di accesso.
La Fontana di Dentro e le acque di Soriano nel Cimino
La Fontana di Dentro, chiamata anche Fontana Vecchia o Fontana Tonna per la sua forma circolare, e quattrocentesca: fu realizzata sotto papa Niccolo V per portare acqua al borgo, in un periodo in cui il paese si arricchiva di opere pubbliche. A Soriano nel Cimino l'acqua non e mai mancata, e le fontane storiche sono parecchie; a questa si aggiunge la cinquecentesca Fontana del Madruzzo, legata al cardinale che rifece il palazzo.
Porta Romana, copia in peperino della Porta Pia
Fra i monumenti civili, il piu curioso e Porta Romana, l'ingresso meridionale del paese dalla parte dei Monti Cimini. Fu voluta nel Settecento dal principe Carlo Albani per fissare il limite dell'abitato, ed e una copia quasi perfetta della Porta Pia di Roma, quella disegnata da Michelangelo Buonarroti, con l'unica differenza sostanziale del materiale: qui il peperino locale al posto del travertino romano. La porta fu distrutta dal bombardamento del 5 giugno 1944 e ricostruita nelle forme precedenti. Accanto alle porte superstiti, gli Albani ne aprirono altre due, Porta Castagnara e Porta del Casalaccio, oggi scomparse.
Le torri di Soriano nel Cimino: Torre dell'orologio e Torre di Santa Maria di Luco
La Torre dell'orologio, ottocentesca, conserva un affresco barocco cinquecentesco. Piu lontana, verso la frazione di Sant'Eutizio, nella localita Piana della Torre, si erge la Torre di Santa Maria di Luco, databile fra XII e XIII secolo, superstite di un antico insediamento. A completare il paesaggio costruito c'e Villa Capaccini, ottocentesca, di gusto neoclassico, con un bel giardino all'italiana nella localita Tirabaci e una vista che spazia sul borgo e sulla valle.

La natura intorno a Soriano nel Cimino (VT): Monte Cimino e la Faggeta UNESCO
La vera meraviglia di Soriano nel Cimino non e costruita: e il bosco. Il Monte Cimino, con i suoi 1053 metri, e la cima piu alta dei Monti Cimini e dalla vetta domina la valle del Tevere e i paesi all'intorno.
La Faggeta vetusta del Monte Cimino, patrimonio dell'umanita
Sul versante che sale dal paese si estende la Faggeta vetusta del Monte Cimino, circa 57 ettari di faggeta pura in cui gli alberi superano i cinquanta metri, fra i piu alti d'Europa. Nel luglio del 2017 il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Cracovia, la iscrisse nella Lista UNESCO come parte del sito seriale transnazionale delle antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa, insieme a quella confinante di Oriolo Romano. Gia i Romani conoscevano e temevano questa selva, che chiamavano Selva Cimina e descrivevano oscura, sacra e impenetrabile; fra gli alberi sono affiorati resti di piccoli templi, probabilmente dedicati a Giove Cimino. C'e chi identifica in questo bosco la selva oscura evocata da Dante: prova a camminarci in autunno, quando le foglie virano al rame, e capirai il paragone.
Il Sasso Naticarello, la pietra che oscilla
Al margine del bosco, poco sotto il piazzale principale, si trova uno dei fenomeni naturali piu sorprendenti della Tuscia: il Sasso Naticarello, che i piu anziani chiamano anche Sasso Menicante. E un enorme masso ovoidale di roccia vulcanica, uno dei tanti espulsi dal vulcano cimino nella fase di massima attivita, lungo circa otto metri, largo sei e alto tre, per un volume vicino ai cento metri cubi e un peso stimato attorno alle duecentocinquanta tonnellate. La sua fama sta in un dettaglio quasi incredibile: appoggiato in equilibrio su uno sperone di roccia, il masso puo essere fatto oscillare in modo sensibile da una sola persona, usando un grosso bastone come leva. Gia Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, lo cito come naturae miraculum, una meraviglia della natura. E il genere di posto che vale la piccola deviazione, soprattutto con i bambini, che restano a bocca aperta.
La Selva di Malano e i suoi monumenti rupestri
Poco distante si apre la Selva di Malano, un'area archeologica rupestre disseminata di monumenti scavati nella pietra. Il piu noto e il Sasso del Predicatore, un grande monolite cubico e liscio con una base sporgente a guisa di balcone e una scaletta irregolare che porta a un ripiano posteriore con parapetto: la gente lo chiamo cosi per la somiglianza con un pulpito. Nei paraggi si riconoscono una pietra dei sacrifici con una vasca sulla sommita, tombe scavate nella roccia viva, un grande altare monolitico romano di forma parallelepipeda, forse funerario, e i resti di un piccolo insediamento antico fra il fosso Sarameia e Poggio Lungo. E un luogo che parla di culti pre-etruschi ed etruschi, di una religiosita legata alla pietra e al bosco.

Chia, la Torre di Pasolini e la Piramide Etrusca vicino Soriano nel Cimino (VT)
A circa sette chilometri dal centro, verso i trecento metri di quota e affacciata sulla valle del Tevere, si trova la frazione di Chia, un borgo dall'aria di paese fantasma: poche centinaia di abitanti, un impianto originario che risale attorno al 1100 e un degrado avanzato che, paradossalmente, ne ha conservato la pianta antica.
La Torre di Chia, il rifugio di Pier Paolo Pasolini
Lungo il fosso Castello, poco fuori Chia, si erge il Castello di Colle Casale, meglio noto come Torre di Chia: una costruzione duecentesca degli Orsini, difesa su tre lati da uno strapiombo e completata da un fossato, da una cinta merlata e da un'alta torre a pianta pentagonale ghibellina, alta circa quarantadue metri. Qui, negli anni Sessanta, Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore e regista, restauro l'antico torrione e ne fece la sua residenza appartata, lontana da Roma. Chi conosce il suo cinema riconosce questi paesaggi in alcune sue inquadrature; e un luogo che vale una sosta anche solo per l'aria che vi si respira.

La Piramide Etrusca fra Chia e Bomarzo
Nei boschi fra Chia e Bomarzo si nasconde la cosiddetta Piramide Etrusca, un grande masso di peperino lavorato a gradoni, scale e canalette, interpretato come altare rupestre legato a culti antichi. La zona conserva tombe rupestri, abitazioni ipogee e pozzi di eta pre-etrusca, oltre all'area archeologica di Santa Cecilia. E un itinerario per chi ama camminare e cercare, non per chi vuole tutto segnalato.

La frazione di Sant'Eutizio
A circa cinque chilometri dal centro, a 302 metri di quota, la frazione di Sant'Eutizio raccoglie qualche centinaio di abitanti attorno a un santuario costruito sopra una cripta che custodisce le reliquie del martire cristiano Eutizio di Ferento, evangelizzatore di queste terre alla fine del III secolo.
L'origine del nome di Soriano nel Cimino (VT)
Da dove venga il nome Soriano non e cosa risolta, e le ipotesi sono almeno cinque. La prima lo fa derivare da un Sorinianum, un pagus dipendente da Surrina, l'antica Viterbo, o da una Surrina Nova. La seconda lo lega a nomi di famiglie romane come Sorina, Sornia, Soria o Sergia. La terza, di sapore etrusco, lo scompone in surus, che vale palo, tronco, bosco, piu il suffisso di luogo ianus: sarebbe dunque il luogo boscoso, coerente con la selva che lo circonda. C'e chi lo mette in relazione con il nome del Monte Soratte, e chi, con un sorriso, lo fa risalire ai gatti soriani, le prime tigrate importate in Italia dall'Oriente. Quel che e documentato e piu sobrio: dal X secolo si trovano forme come Surano e poi Castrum Seriani. Il completamento nel Cimino e recente e preciso: fu un regio decreto del 22 ottobre 1871 ad aggiungerlo, per evitare la confusione con Soriano Calabro.
La storia di Soriano nel Cimino (VT), secolo per secolo
Pochi borghi di queste dimensioni attraversano tanta storia. Vale la pena percorrerla per tappe, perche ogni pietra del paese ne porta un segno.

Dall'eta romana all'evangelizzazione
La prima testimonianza porta il nome di Tito Livio, che nella sua storia di Roma racconta l'attraversamento della temuta Selva Cimina da parte dell'esercito romano guidato dal console Quinto Fabio Massimo Rulliano, durante le guerre contro gli Etruschi, verso il 310 a.C.: superata la foresta ritenuta impenetrabile, i Romani si affacciarono sui campi fertili della Tuscia e sconfissero gli Etruschi. Alla fine del III secolo, sotto la persecuzione di Diocleziano, opero qui il martire Eutizio di Ferento, sepolto in una catacomba non lontana dal paese.
Longobardi, monaci e la donazione alla Chiesa
Fra la fine del VI e l'inizio dell'VIII secolo il territorio subi con ogni probabilita le scorrerie longobarde; fu poi il re longobardo Liutprando a donarlo al papato insieme a Sutri, Gallese, Blera, Bomarzo e Orte. Dall'VIII al XIII secolo gran parte delle terre appartenne a comunita monastiche: prima i benedettini dell'abbazia di Sant'Andrea in Flumine presso il Monte Soratte, poi i monaci di San Silvestro in Capite a Roma, quindi quelli di San Lorenzo fuori le mura.
Il Duecento, gli Orsini e papa Niccolo III
A meta Duecento Soriano, costruito sul colle attorno alla torre-fortezza dei Guastapane e dei Pandolfo, acquista importanza. Nel 1250 vi trovo rifugio, esiliata da Viterbo con la famiglia per ordine di Federico II, la giovanissima Rosa da Viterbo, accolta dai Guastapane di parte guelfa. Nel 1278 i Guastapane e i Pandolfo, accusati di eresia, persero la baronia, che passo a Orso Orsini, nipote di papa Niccolo III. Il papa fece iniziare il castello e vi soggiorno nelle estati, morendo nella rocca nel 1280. Dante, nel canto XIX dell'Inferno, colloca proprio Niccolo III fra i simoniaci, figlio dell'orsa avido di far salire gli orsacchiotti. Gli Orsini tennero Soriano dal 1278 al 1366, quando fu venduto alla Santa Sede sotto papa Urbano V.
Il Quattrocento: mercenari, decapitazioni e la Bolla d'oro
Fra il 1379 e il 1420 il paese fu occupato da truppe mercenarie bretoni, che da strumento del papa divennero suoi avversari, schierandosi con gli antipapi di Avignone durante lo Scisma d'Occidente. Nel 1431 la contesa fra Orsini e Colonna porto il cardinale Giovanni Vitelleschi a farsi consegnare il borgo, e Giacomo di Vico, isolato, fu decapitato sui gradini della Collegiata, l'odierna Sant'Eutizio. Dal 1441 il governo fu regolato da tre figure: un fattore-camerlengo per le finanze, un podesta-governatore per l'amministrazione e un castellano per la fortezza. Con papa Niccolo V, fra il 1447 e il 1455, arrivarono il primo statuto comunale, i privilegi alla popolazione e grandi opere urbanistiche, dal restauro delle mura alla fontana vecchia. Nel 1484 papa Innocenzo VIII assegno il vicariato perpetuo al cardinale Rodrigo Borgia, futuro Alessandro VI.
Il 1489: il tradimento di Nardini e il motto Fidelitas
Il 7 novembre 1489 il conte Pietro Paolo Nardini, feudatario di Vignanello, uccise a tradimento il castellano spagnolo Didaco de Carvajal e tento di impadronirsi di Soriano con pochi cortigiani. La popolazione lo scopri, lo catturo e lo getto dalla torre del castello; i suoi soldati, che dovevano irrompere al segnale di torce agitate dai traditori, furono affrontati e sconfitti al fosso del Buon Incontro. Per premiare la fedelta, il 12 dicembre 1489 il papa concesse con una bolla d'oro i frutti prima spettanti alla Camera Apostolica e l'aggiunta del motto Fidelitas allo stemma civico. Quella battaglia e ancora oggi il cuore della memoria collettiva del paese.
Dal Cinquecento al Settecento: Madruzzo, Altemps, Albani e Chigi
Dopo gli Orsini si succedettero i Borgia, i Della Rovere e i Caraffa. Nel 1560 il cardinale Cristoforo Madruzzo, vescovo di Trento e Bressanone, acquisto il castello con i marchesati di Gallese e Bassano e vi porto magnificenza, facendo costruire la Fonte Papacqua e il palazzo adiacente; mori nel 1579. Segui la lunga e tranquilla signoria degli Altemps, durata centotrentasei anni. Nel 1715 il feudo passo agli Albani, la famiglia di papa Clemente XI: il governatore Carlo Albani completo il palazzo di Papacqua, restauro monumenti e chiese, rifece la facciata di Sant'Eutizio e apri le nuove porte del paese. Nel 1721, in mancanza di eredi maschi, Soriano passo ai principi Chigi di Siena.
L'Ottocento, il Risorgimento e l'unita d'Italia
Nel 1848 i Chigi rinunciarono alla giurisdizione sul feudo, che torno allo Stato pontificio fino al 1870. Il territorio partecipo ai fermenti risorgimentali, dalla Repubblica Romana del 1849 ai moti del 1867, con molti sorianesi alla battaglia di Bagnoregio dell'ottobre di quell'anno. Il 12 novembre 1870 le truppe italiane, dirette a Roma, occuparono il paese, che entro nel nuovo Stato unitario.
Il Novecento: le guerre, il bombardamento e la Repubblica
Le elezioni del 1920 videro la vittoria del Partito Socialista, seguita da anni di tensioni. Nel 1942 la frazione di Chia, prima parte del comune di Bomarzo, fu aggregata a Soriano. Dopo l'8 settembre 1943 il paese conobbe l'occupazione nazista e una resistenza fatta di sabotaggi e aiuti ai soldati sbandati. La sera del 5 giugno 1944 due formazioni di fortezze volanti angloamericane bombardarono il centro: i rioni Concia, Piazza Nuova e Santa Rosa furono rasi al suolo, la Collegiata gravemente danneggiata, e si contarono 126 morti, 250 case distrutte e circa 300 lesionate. Pochi giorni dopo, il 9 giugno 1944, gli Alleati liberarono il paese. Nel referendum del 1946 la Repubblica prevalse nettamente, con 3.173 voti contro i 1.303 della monarchia.
La Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino (VT)
Se c'e un momento in cui Soriano nel Cimino si mostra al suo meglio, e la Sagra delle Castagne, che si tiene sempre il primo e il secondo fine settimana di ottobre. Non e la solita festa di paese con qualche bancarella: e una rievocazione storica di grande impatto, che affonda le radici in una delibera del Consiglio della Comunita di fine Quattrocento, istituita per ricordare i fatti del 7 novembre 1489, l'assedio fallito e la battaglia del fosso del Buon Incontro.

Le quattro contrade e il Corteo Storico
Il paese si divide in quattro contrade, o rioni: Papacqua, Rocca, San Giorgio e Trinita. Durante la sagra ognuna adorna le proprie vie con decorazioni medievali e stemmi, e tutte concorrono per l'onore. Il Corteo Storico, intitolato Soriano e i suoi Rioni, mette in strada oltre cinquecento figuranti in abiti medievali e rinascimentali, che sfilano fra la piazza centrale e i vicoli. Ogni rione porta i suoi gruppi: gli sbandieratori della Trinita, gli spadaccini della Rocca, la rievocazione di San Giorgio che libera la vergine dal drago per il rione di San Giorgio, la scena dell'inquisizione della strega per Papacqua, e i musici con tamburi e chiarine.
Il Palio delle Contrade: arcieri e Giostra degli Anelli
Il cuore agonistico e il Palio delle Contrade, che si disputa al Campo Giannotti attraverso due prove: la Prova degli Arcieri e la Giostra degli Anelli, con i cavalieri lanciati a infilare l'anello. Ogni contrada schiera un arciere e un cavaliere, e la vincitrice riceve il premio in piazza Vittorio Emanuele II. Il momento culminante, la domenica del secondo fine settimana, vede ogni rione esibirsi per una mezz'ora circa con cortei, mezzi e costumi d'epoca.
Le taverne, la Vojola d'oro e il Convivium Secretum
Ogni contrada apre la propria taverna, dove si mangiano piatti del territorio come gli gnocchi conditi al ferro, i tozzetti e le grigliate. Alla sagra si lega anche la Vojola d'oro, riconoscimento a personalita legate a Soriano distintesi nelle arti, nelle scienze, nella cultura, nello sport. Fra le novita c'e il Convivium Secretum, una gara storico-gastronomica fra le quattro contrade che ricostruisce cene medievali e rinascimentali con piatti come il cappone in fricassea alla francese o il pasticcio quattrocentesco di coniglio. Il consiglio: se venite per la sagra, prenotate l'alloggio con largo anticipo e mettete in conto folla e parcheggi lontani, perche il paese si riempie.
Gli altri eventi di Soriano nel Cimino
Oltre alla sagra, il calendario di Soriano nel Cimino comprende, l'ultimo fine settimana di giugno, la rievocazione Medioevo a Soriano; in estate rassegne dedicate a Pier Paolo Pasolini e a Fabrizio De Andre; il mercatino delle occasioni l'ultima domenica di ogni mese; e, il 5 giugno, la commemorazione delle vittime del bombardamento del 1944.
Il peperino e i vulcani dei Monti Cimini
Per capire Soriano nel Cimino bisogna capire la sua pietra. Il grigio che unisce case, chiese, porte e fontane e il peperino, una roccia vulcanica nata dalle eruzioni dell'antico apparato vulcanico cimino, lo stesso che espulse i massi come il Sasso Naticarello e che modello i rilievi dei Monti Cimini. Il peperino, tenero da lavorare e resistente nel tempo, e stato per secoli il materiale da costruzione di tutta la Tuscia, e a Soriano lo si legge ovunque, dalla chiesa romanica di San Giorgio alla copia settecentesca di Porta Pia. Il Monte Cimino, che oggi si mostra coperto dalla faggeta, e in origine un rilievo vulcanico; il lago di Vico, poco distante, occupa una caldera. Camminando per il borgo, provate a guardare i portali e gli stipiti: molti sono in peperino scolpito, e raccontano la continuita fra la geologia del luogo e le mani degli scalpellini locali. E un filo che tiene insieme natura e architettura, e che rende Soriano nel Cimino diverso dai borghi in travertino o in tufo giallo di altre zone del Lazio.
Soriano nel Cimino (VT) con i bambini
Soriano nel Cimino e una meta che funziona bene con i bambini, a patto di dosare centro e natura. Il colpo sicuro e il Sasso Naticarello: vedere un masso di duecentocinquanta tonnellate che oscilla sotto una spinta lascia i piu piccoli increduli, e la breve passeggiata per raggiungerlo al margine della Faggeta e alla loro portata. La Faggeta del Monte Cimino, nei tratti bassi, offre sentieri comodi e ombrosi, perfetti per una merenda fra i faggi giganti. In paese, il Castello Orsini con la sua mole e le storie di papi, tradimenti e prigionieri accende la fantasia; e la Fonte Papacqua, con i suoi satiri, i bambini scolpiti e gli animali, si trasforma facilmente in una caccia ai dettagli. Se capitate durante la Sagra delle Castagne, i cortei in costume, gli sbandieratori, i cavalieri della Giostra degli Anelli e la scena di San Giorgio che libera la vergine dal drago sono uno spettacolo pensato apposta per tenere incollati anche gli spettatori piccoli. Portate scarpe chiuse per il bosco e mettete in conto qualche salita nei vicoli.
Accessibilità e servizi a Soriano nel Cimino (VT)
Va detto con franchezza: Soriano nel Cimino e un borgo medievale in pendenza, e l'accessibilita non e ovunque garantita. I vicoli del rione della Rocca sono stretti, acciottolati e in salita, con scalinate che rendono difficile il percorso a chi usa la sedia a rotelle o spinge un passeggino. La piazza principale e le vie piu ampie sono invece percorribili con maggiore comodita. Per il Castello Orsini e per gli spazi espositivi conviene chiedere in anticipo, tramite il portale del Comune, quali ambienti siano raggiungibili. La Faggeta del Monte Cimino ha tratti pianeggianti vicino ai piazzali, ma i sentieri che salgono verso la vetta diventano presto impegnativi e sconnessi. Quanto ai servizi, il centro dispone di bar, ristoranti e alimentari, mentre nel bosco l'offerta e minima: portate acqua e uno spuntino se avete in programma una camminata lunga. Nei fine settimana della Sagra delle Castagne il paese si affolla e i parcheggi si allontanano dal centro, quindi chi ha difficolta motorie faccia bene i conti con le distanze.
Dove dormire e mangiare a Soriano nel Cimino (VT)
Soriano nel Cimino si presta bene a una base per esplorare la Tuscia: fra il centro e le campagne intorno si trovano agriturismi, bed and breakfast e piccoli alberghi, molti immersi nei castagneti. La cucina e quella robusta dei Monti Cimini, legata alla castagna e ai prodotti del bosco: le castagne dei Monti Cimini, i funghi in stagione, le carni alla brace e i dolci secchi come i tozzetti da inzuppare nel vino. Durante la Sagra delle Castagne le taverne dei quattro rioni servono piatti della tradizione in un contesto di rievocazione, ed e l'occasione migliore per assaggiare le ricette locali. Se venite per la sagra, conviene prenotare l'alloggio con largo anticipo, perche i posti si esauriscono in fretta e i prezzi salgono; in un normale fine settimana d'autunno, invece, trovare posto e piu facile e la tavola resta comunque generosa.
Cosa vedere intorno a Soriano nel Cimino (VT)
Soriano nel Cimino e un ottimo campo base per la Tuscia viterbese. Nel raggio di mezz'ora d'auto si raggiungono luoghi di primo piano: il Parco dei Mostri di Bomarzo con le sue sculture cinquecentesche, il Palazzo Farnese di Caprarola e i giardini di Villa Lante a Bagnaia, capolavori del manierismo che dialogano con la Fonte Papacqua. Vale la deviazione anche Civita di Bagnoregio, il borgo sospeso sulle argille, e Calcata con il vicino Opera Bosco, museo di arte nella natura. Per l'archeologia c'e l'area di Ferento con il teatro romano, e per le citta d'arte restano Viterbo con il suo quartiere medievale, Vitorchiano, Tuscania con le sue chiese romaniche, Montefiascone e Bolsena sul lago, oltre a Orte con la sua rupe.
Una curiosità su Soriano nel Cimino (VT)
La curiosità piu bella di Soriano nel Cimino non e in una sala di museo, ma al margine della Faggeta: il Sasso Naticarello, chiamato anche Sasso Menicante, una pietra vulcanica di circa duecentocinquanta tonnellate che, appoggiata in equilibrio su uno sperone di roccia, si puo far oscillare con la sola forza di un braccio, facendo leva con un bastone. Non e una leggenda contadina: il fenomeno e reale, dovuto al baricentro del masso, ed era gia noto nell'antichita. Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, lo ricorda come naturae miraculum, meraviglia della natura, mettendo Soriano fra i luoghi degni di nota dell'Italia romana. Immaginate la scena: un blocco grande come una casa che dondola sotto la spinta di una mano. E il tipo di dettaglio che i libri di viaggio saltano e che invece resta impresso a chiunque salga fin quassu. Se avete poco tempo e dovete scegliere una sola sorpresa da portare a casa da Soriano nel Cimino, e questa: una pietra che sfida il buon senso e la gravita, testimoniata da uno scrittore latino di duemila anni fa.
Una cosa che non ti dice nessuno su Soriano nel Cimino (VT)
Ecco un fatto che le guide veloci ignorano: il Castello Orsini di Soriano nel Cimino, oggi spazio espositivo affidato all'Universita della Tuscia, e stato fino agli anni Novanta del Novecento un carcere di massima sicurezza, uno dei penitenziari piu duri della zona. Chi entra oggi nelle sue sale spesso non sa che quelle mura hanno ospitato detenuti per gran parte del secolo scorso, e che il recupero a fini culturali e recente. La seconda informazione poco nota riguarda Porta Romana: non e una porta qualunque, ma una copia in peperino della Porta Pia di Roma, quella disegnata da Michelangelo, voluta nel Settecento dal principe Carlo Albani. Passandoci sotto senza saperlo si perde meta del suo senso. E c'e un terzo dettaglio pratico che nessuno dice: la Faggeta del Monte Cimino, pur essendo patrimonio UNESCO, non ha grandi infrastrutture turistiche, e questo e un bene; ma significa che per goderla bisogna arrivarci in auto, con scarpe adatte, e senza aspettarsi bar e servizi a ogni curva. Saperlo prima evita delusioni e fa apprezzare il silenzio del bosco per quello che e.
Il consiglio che ti do per visitare Soriano nel Cimino (VT)
Il consiglio su quando venire a Soriano nel Cimino è semplice: scegliete l'autunno, e in particolare ottobre. In quelle settimane il paese vive la Sagra delle Castagne, con i cortei e le taverne dei rioni, e la Faggeta del Monte Cimino si accende dei colori del rame e dell'oro. C'e un rovescio della medaglia da mettere in conto: durante i fine settimana della sagra il borgo si riempie, i parcheggi si allontanano e le strade si congestionano, quindi arrivate presto la mattina e lasciate l'auto a valle. Se invece cercate quiete, venite in un giorno feriale d'autunno e dedicate la mattina al centro storico, castello e Fonte Papacqua, e il pomeriggio al bosco e al Sasso Naticarello. Mettete in programma una mezza giornata piena solo per la Faggeta se amate camminare: i sentieri del CAI di Viterbo salgono fino alla vetta a 1053 metri. Per il Castello Orsini controllate orari e biglietto sul portale del Comune prima di partire, perche l'apertura dipende dalle mostre in corso. Un'ultima raccomandazione: non riducete Soriano a una toccata e fuga, perche il paese si capisce solo camminandolo con calma.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Molti sanno che Soriano nel Cimino ha una bella fontana, ma pochi si fermano a capire perche la Fonte Papacqua sia un unicum nel panorama artistico del Lazio. Non e una fontana costruita e poi decorata: e scolpita direttamente nella roccia viva, sul posto, in due grandi gruppi che nascono dalla parete di tufo. Da una parte Mose che fa scaturire l'acqua dalla pietra davanti agli Ebrei assetati, una scena biblica; dall'altra un mondo pagano di satiri, un Pan con la zampogna, una figura femminile dalle zampe caprine attorniata da bambini, maschere e animali. Sacro e profano convivono nello stesso monumento, con l'ironia colta della cultura di corte del secondo Cinquecento, voluta dal cardinale Cristoforo Madruzzo dopo il 1560. E un capolavoro del manierismo che a Roma richiamerebbe folle e che qui, a Soriano nel Cimino, si guarda spesso in solitudine. La tradizione la vorrebbe legata all'ambito del Vignola, attivo a pochi chilometri a Caprarola, ma i documenti non lo confermano e il nome dello scultore resta un enigma. Proprio questo anonimato, unito alla tecnica del taglio nella roccia, ne fa uno dei monumenti piu affascinanti e sottovalutati della Tuscia.
La foto giusta da fare a Soriano nel Cimino (VT)
La fotografia che racconta Soriano nel Cimino meglio di ogni altra e quella del Castello Orsini che incombe sul borgo: cercate il punto, salendo da Porta del Ponte, in cui la mole della rocca chiude la prospettiva dei tetti in un colpo solo, con la pietra grigia del peperino a fare da filo conduttore fra le case e la fortezza. La luce migliore e quella del tardo pomeriggio, quando il sole radente scava le mura. Se amate i dettagli, la seconda foto da portare a casa e un primo piano del gruppo di Mose alla Fonte Papacqua, girando attorno alla scultura finche l'ombra non stacca le figure dalla roccia. E se salite alla Faggeta, la terza immagine e verticale: i tronchi dei faggi che si alzano dritti per cinquanta metri come colonne di una cattedrale vegetale, con lo sguardo puntato verso l'alto. In autunno, con il tappeto di foglie ramate, e una fotografia che non ha bisogno di ritocchi. Evitate invece la classica cartolina frontale della piazza: dice poco. Soriano nel Cimino si fotografa in verticale, cercando l'altezza, sia quella del castello sia quella degli alberi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Tre avvenimenti, piu di altri, hanno segnato Soriano nel Cimino. Il primo e la vicenda del 1489: il 7 novembre il conte Pietro Paolo Nardini di Vignanello uccise a tradimento il castellano Didaco de Carvajal e tento un colpo di mano sul paese; la popolazione lo scopri, lo catturo e lo precipito dalla torre del castello, mentre i suoi uomini venivano sbaragliati al fosso del Buon Incontro. Per la fedelta dimostrata, il 12 dicembre 1489 il papa concesse una bolla d'oro e il motto Fidelitas allo stemma civico, che il paese porta ancora. Il secondo episodio e piu cupo: nel 1431, durante la lotta fra Orsini e Colonna, Giacomo di Vico, signore di Vetralla, fu decapitato sui gradini della Collegiata, l'attuale Sant'Eutizio, davanti alla comunita. Il terzo e la ferita del Novecento: la sera del 5 giugno 1944 il bombardamento angloamericano rase al suolo i rioni Concia, Piazza Nuova e Santa Rosa, danneggio gravemente la Collegiata e provoco 126 morti; quattro giorni dopo, il 9 giugno, il paese fu liberato. Chi visita Soriano nel Cimino cammina sopra queste storie, e conoscerle cambia il modo di guardare le pietre.
Chi è passato da Soriano nel Cimino (VT)
Da Soriano nel Cimino sono passati personaggi che valgono da soli una lezione di storia. Ci visse e vi mori un papa, Niccolo III Orsini, che nella rocca soggiorno nelle estati del 1279 e del 1280 e che Dante colloco fra i simoniaci nel canto XIX dell'Inferno. Vi mise mano, come vicario e signore, il cardinale Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI, il cui stemma compare ancora nel castello. Nel Cinquecento arrivo il cardinale Cristoforo Madruzzo, principe-vescovo di Trento e protagonista del Concilio, che dono al paese la Fonte Papacqua e il palazzo. Fra i rifugiati della storia c'e la giovane Rosa da Viterbo, futura santa, ospitata nel 1250. E poi c'e un nome del Novecento che ha reso Soriano parte della cultura italiana: Pier Paolo Pasolini, che negli anni Sessanta restauro la Torre di Chia e ne fece la sua residenza appartata, portando in questi boschi il suo cinema e la sua poesia. Persino Plinio il Vecchio, nell'antichita, cito la pietra oscillante di Soriano fra le meraviglie d'Italia. Non e poco, per un borgo di poche migliaia di abitanti ai piedi del Monte Cimino.

Domande veloci su Soriano nel Cimino (VT)
Dove si trova Soriano nel Cimino (VT)?
Si trova in provincia di Viterbo, nell'alta Tuscia, sul versante settentrionale del Monte Cimino, a circa 510 metri di quota e a poco piu di settanta chilometri da Roma.
Come si arriva a Soriano nel Cimino da Roma?
In auto si esce dal Grande Raccordo Anulare verso nord, si prende la Cassia bis in direzione Viterbo e si sale ai Monti Cimini: circa un'ora e un quarto. In treno si scende a Orte o a Viterbo e si prosegue con i bus di linea Cotral.
Quanto costa visitare Soriano nel Cimino?
Girare il centro storico e gratuito. Per il Castello Orsini, che apre come sede espositiva, orari e biglietto vanno verificati sul portale ufficiale del Comune prima della visita.
Quando si tiene la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino?
Si svolge sempre il primo e il secondo fine settimana di ottobre, con cortei storici, il Palio delle Contrade e le taverne dei quattro rioni.
Cosa vedere assolutamente a Soriano nel Cimino?
Il Castello Orsini, la Fonte Papacqua nel Palazzo Chigi-Albani, la chiesa di San Giorgio, la Faggeta vetusta del Monte Cimino e il Sasso Naticarello.
Perche la Faggeta di Soriano nel Cimino e patrimonio UNESCO?
Perche e una faggeta vetusta pura, con alberi fra i piu alti d'Europa; nel 2017 e stata iscritta nella Lista UNESCO come parte del sito seriale delle antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa.
Che cos'e il Sasso Naticarello?
E un grande masso vulcanico di circa duecentocinquanta tonnellate, in equilibrio su uno sperone di roccia al margine della Faggeta, che si puo far oscillare con la spinta di una sola persona. Plinio il Vecchio lo cito come meraviglia della natura.
Chi ha costruito il Castello Orsini di Soriano nel Cimino?
Lo fece edificare Orso Orsini, nipote di papa Niccolo III, fra il 1278 e il 1279, sopra una preesistente torre-fortezza; nel Quattrocento fu rinforzato.
Chi ha realizzato la Fonte Papacqua?
Fu voluta dal cardinale Cristoforo Madruzzo dopo il 1560. Lo scultore non e documentato: la tradizione la lega all'ambito del Vignola, ma non ci sono conferme certe.
La Faggeta del Monte Cimino e la selva oscura di Dante?
C'e chi lo sostiene, per l'atmosfera del bosco e per il fatto che i Romani chiamavano questa foresta Selva Cimina, ritenendola impenetrabile. Resta un'ipotesi affascinante, non una certezza documentata.
Cosa lega Pier Paolo Pasolini a Soriano nel Cimino?
Negli anni Sessanta Pasolini acquisto e restauro la Torre di Chia, nel territorio di Soriano, facendone la sua residenza appartata; alcuni suoi film mostrano questi paesaggi.
La visita a Soriano nel Cimino e adatta ai bambini?
Si. Il borgo si gira a piedi, il Sasso Naticarello che oscilla affascina i piu piccoli e la Faggeta offre passeggiate facili nei tratti bassi. Servono scarpe comode per il bosco.
Quanto tempo serve per visitare Soriano nel Cimino?
Per il solo centro storico basta mezza giornata. Aggiungendo la Faggeta, il Sasso Naticarello e la frazione di Chia con la Torre di Pasolini, conviene mettere in conto una giornata intera.
Si puo raggiungere la Faggeta con i mezzi pubblici?
No, non comodamente. Il bosco e i sentieri di vetta si raggiungono per una strada che dal paese sale verso il valico, e conviene arrivarci in auto.
Cosa si mangia alla Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino?
Nelle taverne dei rioni si trovano piatti del territorio come gli gnocchi conditi al ferro, i tozzetti e le grigliate, oltre naturalmente alle castagne dei Monti Cimini.
Cosa vedere nei dintorni di Soriano nel Cimino?
Il Parco dei Mostri di Bomarzo, il Palazzo Farnese di Caprarola, Villa Lante a Bagnaia, Civita di Bagnoregio, Calcata, l'area archeologica di Ferento e la citta di Viterbo.
Perche il paese si chiama Soriano nel Cimino?
Il nome Soriano ha origini incerte, forse dall'antica Surrina o da un termine etrusco per luogo boscoso. Il completamento nel Cimino fu aggiunto con regio decreto del 22 ottobre 1871 per distinguerlo da Soriano Calabro.
Qual e il periodo migliore per visitare Soriano nel Cimino?
L'autunno, e in particolare ottobre, per la Sagra delle Castagne e per i colori della Faggeta. Chi cerca tranquillita scelga un giorno feriale, evitando i fine settimana della sagra.
Il Castello Orsini di Soriano nel Cimino e sempre visitabile?
L'apertura dipende dalle mostre e dalle manifestazioni in programma, dato che il castello e sede espositiva. Conviene verificare il calendario sul portale del Comune prima di andare.
Alla domanda se Soriano nel Cimino valga la deviazione dalla via principale della Tuscia la risposta e sempre la stessa: si, a patto di prendersi il tempo. Questo non e un paese da fotografare in dieci minuti dal finestrino. E un borgo che chiede di essere camminato in salita, con il naso all'insu verso il castello e verso i faggi, e che ripaga chi si ferma con una fontana scolpita nella roccia, una pietra che oscilla e un bosco riconosciuto dall'umanita intera. Andateci fuori dai grandi flussi, magari in un pomeriggio d'autunno, e ne uscirete con la sensazione di aver visto qualcosa di autentico, lontano dai circuiti battuti.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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