Parco dei Mostri di Bomarzo
Il Parco dei Mostri di Bomarzo, denominato anche Sacro Bosco di Bomarzo o Villa delle Meraviglie di Bomarzo, è uno spettacolare complesso monumentale immerso nel verde a pochi kilometri da Viterbo
Il Parco dei Mostri nel Sacro bosco di Bomarzo è un parco naturale - ornato da numerose sculture in basalto risalenti al XVI secolo e ritraenti animali mitologici, divinità e mostri, nella Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo.
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✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
Si trova in un'area molto misteriosa, dove si sono sviluppate comunità sin dall'età del bronzo e poi dagli etruschi come ben testimoniano tutti i ritrovamenti archeologici (case ipogee, tombe a grotta, pozzi, ecc.) nelle immediate vicinanze, in particolare nell'area di Santa Cecilia, immersa nei vicini boschi.
Boschi che, da Bomarzo all'antica Chia a Soriano nel Cimino, celano antiche scritte sulle pietre, cimiteri, tombe antropomorfe, tombe a sarcofago, cippi funerari, altari, un'antica chiesa, la finestraccia: una grande tomba - forse etrusca - poi utilizzata come abitazione almeno fino al Medioevo e la famosa Piramide Etrusca (il sasso del predicatore) immersa nei boschi vicino Bomarzo, 28 scalini scavati nel tufo a formare un'altare piramidale con pozzetto sacrificale.
Non si è ancora certi che abbia origine etrusche o addirittura precedenti, della misteriosa civiltà dei rinaldoniani, durante l'età del bronzo.
Vi consigliamo di visitare una volta o l'altra il Parco dei Mostri, se non ci siete mai stati, e magari pernottare nel borgo di Bomarzo, premiato con la bandiera arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico-ambientale assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità, ed è uno strumento di valorizzazione del territorio.
A pochissimi kilometri da Bomarzo potreste visitare l'area archeologica con i resti dell'antica città di Ferento, i borghi di Vitorchiano, Soriano nel Cimino, Viterbo, il borgo fantasma di Celleno, Bassano in Teverina, Graffignano, Orte, San Martino al Cimino sul lago di Vico, il Monumento Naturale Oasi WWF Pian Sant'Angelo o il meraviglioso Castello Ruspoli a Vignanello, ma anche Palazzo Farnese a Caprarola, l'antico borgo di Chia, Civita di Bagnoregio; Calcata e il suo Opera Bosco Museo di Arte nella Natura, Civitella d'Agliano e la sua "Serpara di "Paul Wiedmer"

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Parco dei Mostri | Bomarzo (Viterbo)
L'architetto e antiquario Pirro Ligorio su commissione del principe Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini) progettò e sovraintese alla realizzazione, nel 1547, del parco, elevando a sistema, nelle figure mitologiche ivi rappresentate, il genere del grotesque.
Alcuni studiosi, erroneamente, facevano risalire la "regia" a Michelangelo Buonarroti (E. Guidoni), mentre altri, in particolare per il Tempio citavano il nome di Jacopo Barozzi da Vignola.
La realizzazione delle opere scultoree fu probabilmente affidata a Simone Moschino.
L'Orsini chiamò il parco semplicemente "boschetto" e lo dedicò a sua moglie, Giulia Farnese (non l'omonima concubina del papa Alessandro VI).
Vi sono anche architetture impossibili, come la casa inclinata, o alcune statue enigmatiche che secondo alcuni rappresenterebbero le tappe di un itinerario di matrice alchemica.
Le iscrizioni sui monumenti del Parco dei Mostri stupiscono e confondono il visitatore.
Forse questa era l'intenzione del principe:
«Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi.»
Ci sono anche implicazioni morali:
«Animus quiescendo fit prudentior ergo.»
Scienziati storici e filologi hanno fatto parecchi tentativi per spiegare il labirinto di simboli, e hanno trovato temi antichi e motivi della letteratura rinascimentale, per esempio del Canzoniere di Francesco Petrarca, dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto e dei poemi Amadigi e Floridante di Bernardo Tasso (in quest'ultimo compare ad esempio un dragone d'acciaio con una stanza all'interno, e dalla cui bocca uscivano amazzoni a cavallo).
Sono rimasti, però, talmente tanti misteri che uno schema interpretativo omogeneo, alla fine, forse non potrebbe nemmeno essere trovato; su un pilastro compare una possibile iscrizione-chiave "Sol per sfogare il core".
John Shearman, che cita più volte il parco dei Mostri nel suo Mannerism, parla di "incredibili, piacevoli e soprattutto manifeste finzioni - prodotti d'evasione artistica e letteraria".
Nel 1585, dopo la morte dell'ultimo principe Orsini, il parco fu abbandonato
Riscoperto nella seconda metà del Novecento fu restaurato dalla coppia Giancarlo e Tina Severi Bettini, i quali sono sepolti nel tempietto interno al parco, che forse è anche il sepolcro di Giulia Farnese.
Nel 1948 il parco fu visitato da Salvator Dalì che per l'occasione si fece inquadrare in pose originali tra i principali monumenti e ne parlò al mondo come di un'invenzione storica unica.

Parco dei Mostri | L'orco
Sicuramente la figura più celebre del Parco e suo simbolo, è un grande faccione di pietra con la bocca spalancata, attorno alla quale si legge la scritta: OGNI PENSIERO VOLA.
È una camera scavata nel tufo alla quale si accede per mezzo di alcuni gradini: all'interno sono collocate delle panche e un tavolo.
La forma interna dell'ambiente fa sì che le voci e i suoni rimbalzino sulle pareti creando una eco dall'effetto spaventoso.

Parco dei Mostri | Le Sfingi
Appena varcata la monumentale soglia del Bosco Sacro di Bomarzo, il visitatore si ritrova di fronte a due Sfingi, il cui aspetto ricalca tanto il modello classico di donna col corpo di leone quanto quello egizio poiché sono entrambe prive di ali.
Le due creature sono simbolicamente a guardia del parco, e accolgono il visitatore con iscrizioni di benvenuto in endecasillabi, leggibili su ciascun basamento.
L'iscrizione a sinistra recita:
| (IT)«CHI CON CIGLIA INARCATE ET LABBRA STRETTE NON VA PER QUESTO LOCO, MANCO AMMIRA LE FAMOSE DEL MONDO MOLI SETTE» |
(IT)«Chi non attraversa assorto e in silenzio questo luogo, non apprezza neanche le famose sette meraviglie del mondo.» |
Quella a destra:
| (IT)«TU CH'ENTRI QUA PON MENTE PARTE A PARTE ET DIMMI POI SE TANTE MARAVIGLIE SIEN FATTE PER INCANTO O PUR PER ARTE» |
(IT)«Tu che entri qui rifletti attentamente e poi dimmi se tutte queste meraviglie siano fatte per sbalordire oppure per arte» |
Parco dei Mostri | Proteo (o Glauco)
Poco distante dalle Sfingi, ma in posizione più dimessa rispetto al percorso principale, è visibile il primo vero Mostro del Parco, identificato come Proteo oppure Glauco; è un immenso mascherone antropomorfo con la bocca spalancata, che sembra emergere direttamente dalle viscere della Terra, sormontato da un grande globo di pietra, sulla cui cima è posta una piccola torre: questa iconografia rimanda al mondo, dominato dal simbolo degli Orsini.

Parco dei Mostri | Il Mausoleo
Un grande masso apparentemente informe, in realtà modellato per sembrare il frontone di una tomba etrusca; le decorazioni ricalcano quelle di una tomba rinvenuta a Sovana.
Parco dei Mostri | Ercole e Caco (o "Lotta tra giganti")
Denominato anche "il Colosso", è la più grande statua presente nel Parco.
Rappresenta la lotta di due giganti, identificati come Ercole e Caco.
Intorno a loro, alcune figure di guerrieri ormai erose dal tempo.

Parco dei Mostri | Il gruppo della Tartaruga e della Balena
Nei pressi dei giganti si trova questo gruppo formato da una grossa tartaruga, sul cui guscio tondeggiante è collocata la statua di una Nike, e una grossa balena che emerge dalla terra.
I due animali sembrano fissarsi reciprocamente.
La tartaruga è simbolo di stabilità e di longevità, rappresenta l'unione tra la terra e il cielo.
Il gruppo scultoreo è infatti il passaggio verso la purificazione e la donna alata è l'apice di questa trasformazione.

Parco dei Mostri | Fontana di Pegaso
La vasca di una fontana da cui emerge la figura di Pegaso.
Il cavallo simboleggia la passionalità e dell'impetuosità istintiva che può essere dominata dalla volontà spirituale dell'uomo rappresentata dalle sue ali.
A poca distanza il cosiddetto "Albero-statua", un tronco di larice scolpito su un masso.
Parco dei Mostri | Ninfeo e Venere sulla conchiglia
Un grande ambiente a vasca che ricalca i ninfei d'età greco-romana, decorato con le figure delle tre Grazie e di tre ninfe.
Sulla parete est si trova la colossale scultura di Venere su una grossa conchiglia, mentre nei dintorni è visibile una fontana ornata da figure di delfini.

Parco dei Mostri | Il Teatro
A poca distanza dal Ninfeo, un altro ambiente di matrice classica noto come "il teatro": si tratta in realtà della riproduzione molto piccola di un'esedra del palcoscenico.
Parco dei Mostri | La casa pendente
Una delle maggiori attrattive del Parco, è un piccolo edificio costruito su un masso inclinato e perciò volutamente pendente; la particolarità è che gli interni hanno una pendenza irregolare (il pavimento non è a 90° rispetto ai muri), causando smarrimento in chi vi entra.
Si ritiene che originariamente l'entrata del Bosco fosse esattamente di fronte alla casa pendente.

Parco dei Mostri | Piazzale dei vasi, Nettuno e la ninfa dormiente
Un grande piazzale scandito da enormi vasi in pietra, un tempo ornati da iscrizioni oggi non più leggibili, conduce alla maestosa statua di Nettuno, dio dei mari, adagiato su un letto d'acqua come le divinità fluviali d'epoca romana e con un delfino tra le braccia.
A poca distanza, una ninfa gigantesca dorme poggiata sinuosamente su un braccio.
Parco dei Mostri | Cerere
Dea delle messi e madre di Proserpina, è rappresentata come una gigantesca donna recante un cesto di spighe sul capo e nelle mani una fiaccola e la Cornucopia.
Attorno a lei si scorgono figure di creature boschive.

Parco dei Mostri | L'elefante
Un maestoso elefante che reca sulla schiena una grossa torre e nella proboscide tiene un legionario romano, quasi a volerlo stritolare.
Sembra un riferimento all'impresa di Annibale durante le Guerre puniche.

Parco dei Mostri | Il drago
Più precisamente si tratta di una viverna, uno spaventoso mostro rettiliforme che lotta contro tre animali, oggi non più riconoscibili. (nella foto a inizio pagina)
Parco dei Mostri | Il vaso gigante, la panca etrusca e l'ariete
Si tratta di tre figure poste a brevissima distanza tra loro: si tratta di una gigantesca anfora decorata con una testa di gorgone, un ariete seduto (molto rovinato) e una panca che ricalca precisamente la forma di un triclinium etrusco o romano, collocata entro una nicchia.

Parco dei Mostri | Proserpina, Cerbero e il piazzale delle pigne
La figura della regina dell'Ade, molto rovinata, è rappresentata come una donna a braccia aperte, la cui veste è in realtà un'ampia panca su cui è possibile sostare.
A pochi passi da lei è Cerbero, il cane dotato di tre teste a guardia dell'Oltretomba.
Alle spalle delle due figure si trova il piazzale delle pigne, così denominato perché delimitato da sculture che riprendono il Pignone assieme ad altre a forma di ghianda.

Parco dei Mostri | Echidna, la Furia e i leoni
Di fronte al piazzale delle pigne si trovano due mostruose sculture affrontate.
Echidna è ritratta come una colossale donna con due code di serpente al posto delle gambe, simile all'iconografia medievale della sirena; la Furia è invece una donna con coda e ali di drago.
Tra di loro sono accucciati due leoni, figli di Echidna e presenti nello stemma di Viterbo.

Parco dei Mostri | Il tempio
Leggermente isolato rispetto al percorso principale del Parco si trova una singolare costruzione, un piccolo tempio che in realtà fu costruito vent'anni dopo rispetto al resto del Parco in onore della seconda moglie di Vicino Orsini, una principessa Farnese.
Il tempio riprende forme architettoniche di diverse epoche, quella classica (frontone, colonnato e vestibolo) e quella rinascimentale (cupola).
Quest'ultima ha la particolarità di essere stata modellata sulla base di quella di Santa Maria del Fiore a Firenze.
L'interno è in realtà costituito da una piccolissima aula circolare, nella quale la famiglia Bettini, che ha restaurato il complesso, ha posto una lapide alla memoria di Tina Severi Bettini, deceduta anche a causa di una contusione durante i lavori di ripristino del parco.

La provincia di Viterbo non smette di stupire , come già sapete se magari avete visitato il Parco dei Mostri di Bomarzo, l'antico borgo di Chia, Civita di Bagnoregio; Calcata e il suo Opera Bosco Museo di Arte nella Natura, i giardini di Villa Lante a Bagnaia o Palazzo Farnese a Caprarola...
Civitella d'Agliano nasconde un museo a cielo aperto: "La Serpara" di "Paul Wiedmer", l'artista svizzero che nel 1997 ha acquistato una vallata per realizzare un affascinante giardino, atelier con più di 40 installazioni artistiche e sculture che si fondono letteralmente nella natura - visitabile solo alcuni giorni dell'anno.
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