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Riviera di Ulisse

In breve. La Riviera di Ulisse è il tratto di costa tirrenica che chiude a sud la provincia di Latina, e dal punto di vista amministrativo ha un padrone preciso: l'Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, istituito con la legge regionale n.

La Riviera di Ulisse è il tratto di costa tirrenica che chiude a sud la provincia di Latina, e dal punto di vista amministrativo ha un padrone preciso: l'Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, istituito con la legge regionale n. 29 del 6 ottobre 1997, sede legale in via della Breccia 5 a Gaeta (LT), telefono 0771 743070, posta parcorivieradiulisse@regione.lazio.it. L'ente gestisce nove aree protette distribuite sui territori di sei comuni: Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno e Sperlonga. Le aree a terra sono ad accesso libero e gratuito, senza biglietteria e senza cancelli: si entra dai sentieri, si cammina, si esce. Fa eccezione il Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica di Sperlonga, che è un museo statale con biglietto e orari propri, indicati sul sito ufficiale del ministero della cultura. Da Roma il modo più comodo di arrivare è il treno della linea tirrenica per Napoli: la stazione di Formia-Gaeta ha cinque binari, servizio di assistenza Sala Blu e collegamenti con gli autobus urbani, mentre la stazione di Fondi-Sperlonga ha due binari, ascensore in funzione dalle 04:00 all'01:00 e nessun servizio di assistenza per le persone con disabilità. In auto si esce dall'autostrada verso la statale Appia e si scende sulla litoranea Flacca, la strada che corre a mezza costa fra Terracina e Gaeta.

Questa pagina vi accompagna in tutte e nove le aree protette, nei tre parchi che si visitano davvero (Monte Orlando a Gaeta, Gianola e Monte di Scauri fra Formia e Minturno, il promontorio della Villa di Tiberio a Sperlonga), nelle spiagge del litorale e nell'archeologia che ci vive dentro. Se cercate soltanto il mare, la pagina delle spiagge è il punto di partenza più rapido; se invece volete capire perché questo pezzo di Lazio porta il nome di un eroe greco, conviene leggere tutto.

Riviera di Ulisse
Riviera di Ulisse

Che cos'è davvero la Riviera di Ulisse

Il nome non è antico. Nessun autore greco o latino ha mai chiamato Riviera di Ulisse questa costa: l'etichetta nasce nel Novecento, quando il turismo balneare aveva bisogno di una formula che tenesse insieme il Circeo di Circe, i Lestrigoni di Formia e la villa che Tiberio riempì di sculture omeriche a Sperlonga. È una definizione turistica costruita su un fondo mitologico reale, e il fondo reale è più interessante dell'etichetta. Dal 1997 quel nome è però diventato anche un soggetto giuridico, perché la Regione Lazio lo ha assegnato all'ente che amministra le aree protette del golfo di Gaeta.

Dal punto di vista geografico la Riviera di Ulisse comincia dove finisce il promontorio del Circeo e prosegue verso sud fino alla foce del Garigliano, confine storico fra Lazio e Campania. In mezzo ci sono un centinaio di chilometri di costa in cui la montagna arriva quasi sempre a toccare l'acqua: sono le ultime propaggini dei Monti Aurunci, calcare bianco pieno di carsismo, e producono un litorale fatto a scatti, con falesie verticali, insenature minuscole, poi improvvise pianure sabbiose come quella di Fondi.

Le nove aree protette della Riviera di Ulisse

L'Ente Parco amministra nove siti, e vale la pena elencarli con i numeri ufficiali perché quasi nessuno li conosce tutti. Il Parco Regionale Urbano di Monte Orlando a Gaeta copre 59 ettari a terra e 30 a mare. Il Parco Naturale Regionale di Gianola e Monte di Scauri, istituito con la legge regionale n. 15 del 13 febbraio 1987 fra Formia e Minturno, copre 292 ettari a terra e 17 a mare. Il Monumento Naturale Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento - Punta Cetarola, a Sperlonga, misura 82 ettari a terra e 33 a mare. Il Monumento Naturale Monte d'Argento, a Minturno, è il più piccolo con 5,5 ettari.

Agli altri cinque siti ci si arriva per la via della rete europea Natura 2000: la Zona Speciale di Conservazione Duna di Capratica (codice IT6040021, 30,15 ettari fra Sperlonga e Fondi), la ZSC Lago Lungo (IT6040011, 81,85 ettari fra Fondi e Sperlonga), la ZPS e ZSC Costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta (IT6040022, 232,55 ettari fra Gaeta, Itri e Sperlonga), la ZPS e ZSC Promontorio di Gianola e Monte di Scauri (223,69 ettari fra Formia e Minturno) e la ZSC Rio Santa Croce (IT6040024, 20,19 ettari nel comune di Formia). A queste si aggiunge la competenza sul tratto terminale del fiume Garigliano. Sommando, l'ente vigila su circa mille ettari fra terra e mare in uno dei pezzi di Lazio più urbanizzati del dopoguerra.

I sei comuni della Riviera di Ulisse

I comuni coinvolti sono sei e non quattro, come si legge spesso: Formia, Gaeta, Minturno e Sperlonga ospitano i parchi e i monumenti naturali, mentre Fondi e Itri entrano nel perimetro attraverso le zone Natura 2000, il Lago Lungo, la duna di Capratica e la costa rocciosa. La differenza conta, perché chi organizza una giornata sul territorio tende a fermarsi sulla fascia balneare e a ignorare l'entroterra di Fondi e Itri, che è la parte dove il paesaggio agrario antico si legge ancora.

Che cosa fa concretamente l'Ente Parco

L'ente si occupa di gestione, conservazione e vigilanza degli ambienti naturali di sua competenza, e questa è la parte burocratica. La parte che il visitatore vede è un'altra: la manutenzione dei sentieri, i programmi di educazione ambientale rivolti alle scuole, l'apertura al pubblico delle strutture di rilevanza storico-archeologica, la promozione del turismo sostenibile e dei prodotti tipici, gli studi scientifico-naturalistici e la partecipazione a progetti di finanziamento per opere di conservazione. Nel calendario dell'ente compaiono regolarmente escursioni guidate, uscite in kayak e in canoa, snorkeling con raccolta di dati di citizen science, nordic walking, vela, yoga all'aperto e iniziative culturali. È un parco che lavora molto sulla fruizione dolce, e si vede.

A nostro giudizio la Riviera di Ulisse è sottovalutata proprio da chi la frequenta. La maggior parte dei visitatori la riduce a spiaggia più aperitivo, mentre nei tre parchi principali si cammina fra rovine romane di primo livello con il mare sotto e senza code. Vale l'inversione: mattina nei parchi, pomeriggio in acqua.

Il mito di Ulisse e i Lestrigoni sulla Riviera di Ulisse

Il legame con Ulisse non è un'invenzione pubblicitaria integrale. Nel libro X dell'Odissea la flotta di Ulisse approda nel porto dei Lestrigoni, un popolo di giganti antropofagi che distrugge le navi a colpi di massi lanciati dalle alture e salva dal disastro solo la nave del comandante. Gli antichi collocavano i Lestrigoni in Sicilia oppure nella zona di Formia, e la tradizione formiana è citata già in epoca romana: Cicerone e Orazio la conoscevano. Chi arriva dal mare capisce perché: il golfo di Gaeta è un bacino chiuso, con alture che lo dominano da vicino, e corrisponde bene alla descrizione omerica di un porto stretto fra rocce alte.

La seconda ancora del mito è il promontorio del Circeo, all'estremità opposta di questo litorale, identificato fin dall'antichità con l'isola di Circe. La terza, e la più solida, è archeologica invece che letteraria: la villa imperiale di Sperlonga, dove Tiberio fece allestire nella grotta naturale quattro grandi gruppi scultorei dedicati tutti a episodi dell'Odissea. Lì il mito di Ulisse non è una suggestione moderna ma un programma figurativo voluto da un imperatore.

Perché Tiberio scelse Ulisse

La scelta non fu decorativa. Ulisse è l'eroe del ritorno, della sopravvivenza e dell'astuzia; Enea, che la propaganda augustea aveva messo al centro della fondazione di Roma, incrocia il suo cammino nelle stesse acque. Mettere in una sala da pranzo imperiale l'accecamento di Polifemo e il mostro Scilla significava presentare il principe come l'uomo che attraversa i pericoli e ne esce. Gli studiosi leggono l'insieme come un messaggio politico costruito con cura, non come un capriccio di un vecchio imperatore misantropo.

Il Parco di Monte Orlando, la porta nord della Riviera di Ulisse

Il Parco Regionale Urbano di Monte Orlando occupa il promontorio tondeggiante che si spinge nel golfo di Gaeta e si chiude a mare con falesie verticali. Sono 59 ettari di terra e 30 di mare protetto, e il rilievo tocca i 167 metri: geologicamente è l'ultima propaggine dei Monti Aurunci, staccata dal resto della catena dall'istmo di Montesecco. Si entra a piedi dalla città, dall'area del porto e dalla zona di via della Breccia, e questo è il tratto più raro del posto: un parco naturale che comincia in fondo a una strada urbana, a cinque minuti dal centro storico di Gaeta.

Il versante che guarda il mare aperto è un muro di roccia dove nidifica il falco pellegrino. Chi cammina lungo il bordo alto lo vede scendere in picchiata sopra l'acqua, e nelle giornate limpide l'occhio arriva dal Circeo alle isole pontine e, verso sud, al profilo del Vesuvio. Sul versante interno la macchia mediterranea si infittisce e conserva specie rare, protette proprio dalla difficoltà di accesso delle pendici.

Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco a Monte Orlando

In cima al promontorio sorge il monumento che da solo giustifica la salita: il mausoleo di Lucio Munazio Planco, un tamburo cilindrico in opera quadrata, fra i sepolcri romani di età augustea meglio conservati d'Italia. Planco fu console nel 42 a.C., censore nel 22 a.C., fondatore delle colonie di Lugdunum (Lione) e Raurica, e fu lui a proporre in senato il titolo di Augusto per Ottaviano. Un uomo che cambiò schieramento più volte e morì ricchissimo, sepolto sopra il golfo che guardava dalla sua villa.

L'iscrizione che corre sul monumento elenca la sua carriera per gradi: figlio di Lucio, nipote di Lucio, pronipote di Lucio, console, censore, imperator per due volte, membro dei septemviri epulones, trionfatore dei Reti, costruttore del tempio di Saturno con il bottino di guerra, assegnatario di terre a Benevento, fondatore in Gallia di Lugdunum e Raurica. È un curriculum inciso nella pietra, il modo romano di garantirsi la memoria. Datazione: il mausoleo fu eretto dopo la sua morte, avvenuta attorno al 27 a.C.

I sentieri del Parco di Monte Orlando

L'ente segnala sei itinerari, tutti a piedi e quasi tutti percorribili in mezza giornata. Il Sentiero delle falesie corre sul bordo a picco e offre la vista migliore sulla costa rocciosa. L'itinerario Gaeta medievale scende invece verso il tessuto urbano antico e serve a legare il parco alla città. Il Sentiero di Monte Orlando corrisponde al percorso CAI LH17, ed è quello che i camminatori seri cercano. Ci sono poi il sentiero didattico Frontignan La Peyraide, il Sentiero ornitologico, pensato per l'osservazione degli uccelli, e il Sentiero del ghiro, il più adatto ai bambini per lunghezza e pendenza. Scarpe chiuse: il calcare lucidato dai passi, quando è umido, scivola.

Le polveriere e le batterie di Monte Orlando

Gaeta è stata una piazzaforte per secoli e sostenne quattordici assedi, gli ultimi dei quali nel 1806 e nel 1860-61, quando la resistenza borbonica durò tre mesi e si chiuse con la fine del Regno delle Due Sicilie. Il promontorio conserva il risultato materiale di quella storia: bastioni, polveriere, depositi di munizioni e postazioni di artiglieria. All'interno del parco si incontrano le Polveriere di Monte Orlando e le batterie Dente di Sega e Cinquepiani, architetture militari in muratura inserite nella roccia. Le polveriere restaurate ospitano esposizioni e attività dell'ente; l'apertura non è continuativa e si verifica prima sui canali del parco.

Opinione netta: se avete due ore sole a Gaeta, salite a Monte Orlando e rinunciate al giro dei negozi sul lungomare. Il rapporto fra fatica e panorama qui è il migliore dell'intera Riviera di Ulisse.

La Montagna Spaccata e la Grotta del Turco a Gaeta

Sul fianco meridionale di Monte Orlando la roccia si apre in tre fenditure verticali che scendono fino al mare. È la Montagna Spaccata, una delle formazioni più fotografate del Tirreno, prodotta dall'azione combinata dell'erosione marina e del degrado meteorico su un calcare fratturato. La spaccata più stretta è quella dove si incastra la scala che porta alla cosiddetta Grotta del Turco, un enorme squarcio aperto sull'acqua verde.

Il Santuario della Santissima Trinità

Sopra il taglio della montagna si trova il Santuario della Santissima Trinità, che appartiene al perimetro del parco. Il complesso conserva una cappella quattrocentesca con un crocifisso, incastrata nella fenditura in modo che chi entra ha la roccia sopra la testa e il rumore del mare sotto i piedi. La tradizione religiosa collega l'apertura della montagna al terremoto del momento della morte di Cristo: è una tradizione devozionale, non un dato geologico, e va raccontata come tale. Il fenomeno reale è carsico e tettonico, e continua lentamente ancora oggi.

La mano del Turco

Nella roccia, lungo la discesa, si mostra ai visitatori un'impronta di cinque dita che la devozione popolare attribuisce a un marinaio musulmano incredulo, il quale avrebbe toccato la parete mettendo alla prova il miracolo e vi avrebbe lasciato il segno. Da qui il nome della grotta. Anche questa è tradizione, tramandata oralmente e poi fissata dalla letteratura locale; l'impronta è una concrezione della roccia. Resta uno dei racconti più efficaci da fare a un gruppo: funziona proprio perché nessuno chiede di crederci.

Consiglio pratico: la scalinata è ripida e senza ombra, e nelle ore centrali di luglio diventa un forno. Andateci alle nove del mattino oppure nel tardo pomeriggio, quando la luce entra di taglio nella fenditura e la fotografia riesce.

Porticciolo romano - Gianola - Oasi blu del WWF -Formia - Riviera di Ulisse
Porticciolo romano - Gianola - Oasi blu del WWF - Formia - Riviera di Ulisse

Il Parco di Gianola e Monte di Scauri, il cuore verde della Riviera di Ulisse

Il Parco Naturale Regionale di Gianola e Monte di Scauri nacque con la legge regionale n. 15 del 13 febbraio 1987 ed è il più esteso del sistema: 292 ettari a terra e 17 a mare, a cavallo dei comuni di Formia e Minturno. Il punto più alto è Monte di Scauri, 123 metri. La descrizione ufficiale lo definisce una delle poche aree verdi rimaste in un territorio fortemente alterato dall'uomo, e la frase va presa alla lettera: tutto intorno c'è la conurbazione costiera cresciuta dagli anni Sessanta, e il parco è l'unico diaframma superstite fra gli Aurunci e il golfo.

La villa di Mamurra a Gianola

Sul promontorio di Gianola si distendono i resti di una grande villa marittima del I secolo a.C. che la tradizione archeologica attribuisce a Mamurra, cavaliere formiano, praefectus fabrum di Cesare, arricchitosi smisuratamente durante le campagne galliche. Catullo lo bersagliò con alcuni dei versi più feroci della poesia latina; Plinio il Vecchio ricorda che fu il primo a Roma a rivestire di lastre di marmo le pareti della propria casa. L'attribuzione della villa di Gianola a Mamurra è tradizione consolidata, non documento: il complesso è comunque di un proprietario ricchissimo e dell'epoca giusta.

La villa si articolava su terrazze digradanti verso l'acqua, con quartieri residenziali in alto e impianti produttivi e portuali in basso. Si cammina fra murature in opera reticolata, ambienti voltati, resti di pavimentazioni e cisterne. È un sito aperto, gratuito, dentro un bosco: una combinazione che in Italia si incontra di rado.

Il Tempio di Giano e la cisterna delle Trentasei Colonne

Il punto più alto del complesso è un ninfeo monumentale che la tradizione locale chiama Tempio di Giano: una costruzione a pianta rettangolare con nicchie, alimentata da una sorgente che riforniva fontane, terme e cisterne dell'intera villa. Poco distante si trova la cisterna più nota del parco, detta delle Trentasei Colonne per i pilastri che sostengono la copertura a volte: serviva ad accumulare l'acqua necessaria a una residenza che, sul promontorio, non aveva altre fonti. Chi visita queste strutture capisce in mezz'ora come funzionava l'ingegneria idraulica romana, molto meglio che leggendone.

Il porticciolo romano e la peschiera

Sulla riva sopravvivono il porticciolo romano scavato nella roccia e la peschiera, vasca marina compartimentata dove i proprietari allevavano pesce pregiato. Le peschiere delle ville tirreniche erano insieme dispensa e ostentazione: possedere murene in vasca, ai tempi di Cesare, valeva come possedere oggi una cantina di bottiglie introvabili. La zona è nota anche come Oasi Blu, per via della gestione naturalistica dell'area marina antistante, dove la pesca e la navigazione a motore sono vietate.

I sentieri del Parco di Gianola

Gli itinerari del parco portano nomi che spiegano il percorso: l'Anello di Mamurra collega i ruderi della villa e rientra sul promontorio, il Sentiero del Crinale segue la dorsale di Monte di Scauri, altri tracciati scendono alla costa. L'ente organizza inoltre uscite di snorkeling, canoa e nordic walking. La flora è quella della macchia mediterranea, con ginestra, cisto, erica e gladiolo che in primavera cambiano il colore delle pendici, e sopravvivono nuclei di sughereta antica, elemento raro su questo tratto di costa.

Parco Regionale di Gianola e Monte di Scauri
Parco Regionale di Gianola e Monte di Scauri - Riviera di Ulisse

La Villa di Tiberio a Sperlonga, il capolavoro della Riviera di Ulisse

A Sperlonga il Monumento Naturale Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento - Punta Cetarola protegge 82 ettari a terra e 33 a mare. Dentro quel perimetro si trova il sito che rende questa costa famosa agli archeologi di tutto il mondo: la villa marittima con la grotta che Tiberio trasformò in sala da banchetto, e il Museo Archeologico Nazionale che ne conserva le sculture. L'area protetta è fatta di scogliere e falesie a picco su acque limpide, con sentieri affacciati sul mare e le isole pontine sulla linea dell'orizzonte.

La grotta di Tiberio

La grotta naturale misura circa 21,5 metri di larghezza, 30 di profondità e 11,5 di altezza. Il nome del paese viene di lì: le fonti antiche chiamano la residenza imperiale Spelunca, cioè caverna, e da Spelunca discende Sperlonga. La villa nasce in età tardorepubblicana e viene ristrutturata sotto Tiberio, che attorno al 26 d.C. fa della caverna uno spazio scenico: una vasca circolare, un isolotto centrale per il triclinio, canali d'acqua, e la roccia come fondale naturale.

I quattro gruppi scultorei

Nella grotta erano collocati quattro grandi gruppi in marmo, tutti dedicati alle imprese di Ulisse. Il gruppo di Scilla mostrava il mostro che aggredisce la nave e i compagni: è il pezzo più drammatico e quello che colpisce di più i visitatori. L'accecamento di Polifemo occupava il fondo della caverna, con gli uomini di Ulisse che spingono il palo nell'occhio del ciclope addormentato. Il ratto del Palladio raccontava il furto della statua sacra da Troia compiuto da Ulisse e Diomede. Il quarto, detto gruppo del Pasquino dal celebre torso romano dello stesso tipo, rappresentava Ulisse che solleva il corpo di Achille caduto.

Gli scavi del 1957, condotti dopo che i lavori stradali della via Flacca avevano intaccato il sito, restituirono circa trenta sculture e una quantità enorme di frammenti. Il ricomponimento dei gruppi ha impegnato generazioni di archeologi e in parte è ancora materia di discussione scientifica. Si tratta di copie marmoree di originali ellenistici in bronzo, con evidenti affinità stilistiche con la scultura di Pergamo.

Gli scultori di Rodi

Una iscrizione rinvenuta nel sito porta i nomi di tre scultori rodii: Atanadoro, Agesandro e Polidoro. Sono gli stessi nomi che Plinio il Vecchio associa al gruppo del Laocoonte dei Musei Vaticani. La coincidenza ha riaperto uno dei dibattiti più lunghi della storia dell'arte antica, quello sulla datazione del Laocoonte e sull'esistenza di una bottega rodia attiva per la committenza romana. Qui il grado di certezza va tenuto distinto: i nomi sull'iscrizione sono documentati, l'identificazione con gli autori del Laocoonte è la lettura prevalente, la cronologia resta discussa.

Il crollo della grotta e la carriera di Seiano

L'episodio più celebre della storia della villa è raccontato da Tacito e da Svetonio: durante un banchetto nella grotta crollarono dei massi dalla volta, e l'imperatore si salvò. Nel racconto antico Elio Seiano, prefetto del pretorio, si gettò a proteggere Tiberio facendogli scudo con il proprio corpo, e da quel momento crebbe il favore che lo portò al vertice del potere e, anni dopo, alla rovina. L'episodio viene collocato nel 26 d.C. e spiega anche perché la grotta fu rimaneggiata.

Il mosaico della nave Argo

Fra i materiali del sito si conserva un frammento musivo con la scritta NAVIS ARGO, riferito alla nave degli Argonauti. Il richiamo rimanda alle rocce Planctae della tradizione mitica, citate anche da Ovidio, e completa il programma decorativo: chi cenava nella grotta era circondato da naufragi, mostri marini e salvataggi. Un tema singolare per una sala da pranzo, e proprio per questo rivelatore della cultura figurativa dell'epoca.

Il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga

Il museo si trova accanto all'area archeologica, alle spalle della spiaggia, lungo la via Flacca, ed è la sede dove i gruppi sono stati ricomposti ed esposti insieme ai frammenti e ai materiali di scavo. La visita si fa in sequenza: prima le sale con le sculture, poi la discesa all'area archeologica, alla peschiera e alla grotta. Orari e tariffe si controllano sul sito ufficiale del museo prima di partire, perché la gestione statale segue un calendario proprio, diverso da quello dei parchi regionali.

I sentieri natura della Villa di Tiberio

Il monumento naturale offre due percorsi a piedi, il Sentiero Natura Villa di Tiberio basso e quello alto: il primo corre vicino all'acqua, il secondo si tiene in quota e regala l'affaccio quasi a strapiombo sul mare. Le scogliere sono piene di grotte e anfratti, e l'area è frequentata da chi pratica immersioni, dai principianti agli esperti. L'ente organizza escursioni in kayak e uscite di snorkeling con raccolta dati, anche verso il cosiddetto Pozzo del Diavolo.

Villa di Tiberio - Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica di Sperlonga
Villa di Tiberio - Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica di Sperlonga - Riviera di Ulisse

Monte d'Argento, la più piccola area protetta della Riviera di Ulisse

A Minturno, verso la foce del Garigliano, si trova il Monumento Naturale Monte d'Argento: 5,5 ettari, riconosciuti dalla Regione Lazio con decreto del presidente n. T00063 dell'ottobre 2020 e affidati all'Ente Parco Riviera di Ulisse per contiguità territoriale ed esperienza nella gestione di siti di interesse storico e naturalistico insieme. Il rilievo conserva resti storici e archeologici, un popolamento vegetale di macchia mediterranea significativo per la costa e, nonostante l'estensione minima, una fauna ornitica varia, con passeriformi e numerosi rapaci.

Il contesto intorno è quello di Minturnae, la città romana sulla via Appia al novantasettesimo miglio da Roma, che ricevette coloni nel 295 a.C., poi in età cesariana e ancora sotto Augusto. Qui si svolse la fuga di Gaio Mario attraverso le paludi nell'88 a.C., e proprio alla foce del Garigliano si combatté nel 1503 la battaglia fra francesi e spagnoli vinta da Consalvo di Cordova. La zona è un archivio di episodi militari: chi visita la Riviera di Ulisse pensando solo al mare perde metà del racconto.

Le zone Natura 2000 della Riviera di Ulisse

La Duna di Capratica

Fra Sperlonga e Fondi sopravvive un tratto sabbioso lungo circa due chilometri e mezzo, classificato come ZSC con il codice IT6040021 e un'estensione di 30,15 ettari. Gli habitat tutelati sono quelli tipici dei sistemi dunali: dune embrionali mobili, dune con ammofila, dune con prati dei Brachypodietalia, dune costiere con ginepri. Fra le specie compaiono il rospo smeraldino, il giglio di mare, coleotteri carabidi e molluschi costieri. Sono ambienti fragilissimi: bastano il passaggio dei mezzi e il calpestio continuo per azzerarli, e questo spiega i percorsi obbligati e i divieti.

Il Lago Lungo

Il Lago Lungo, ZSC IT6040011, copre 81,85 ettari fra i comuni di Fondi e Sperlonga. Appartiene al sistema dei laghi costieri della piana di Fondi, ambienti retrodunali di acqua salmastra che nel Novecento hanno subito bonifiche, prelievi e pressione edilizia. Le misure di conservazione sono state fissate con deliberazione regionale n. 160 del 14 aprile 2016 e la gestione è stata assegnata all'Ente Parco con deliberazione n. 498 del 23 luglio 2019.

La costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta

È la zona più estesa del sistema Natura 2000 della Riviera di Ulisse: ZPS e ZSC IT6040022, 232,55 ettari sui territori di Gaeta, Itri e Sperlonga. Corrisponde alla falesia che la strada litoranea Flacca attraversa con gallerie e viadotti, uno dei tratti di costa più spettacolari del Tirreno centrale, con grotte marine, archi e calette raggiungibili solo dall'acqua.

Il promontorio di Gianola, il Rio Santa Croce e il Garigliano

Il promontorio di Gianola e Monte di Scauri è tutelato anche come ZPS e ZSC per 223,69 ettari fra Formia e Minturno, in sovrapposizione al parco regionale. La ZSC Rio Santa Croce, codice IT6040024, protegge 20,19 ettari nel comune di Formia lungo un corso d'acqua che scende dagli Aurunci. All'ente compete inoltre il tratto terminale del fiume Garigliano, che è il confine storico del Lazio meridionale e uno dei corridoi ecologici più importanti dell'Italia centrale.

Le spiagge della Riviera di Ulisse

Il litorale cambia carattere ogni dieci chilometri, e conviene sapere che cosa si sceglie. A Gaeta la spiaggia di Sant'Agostino è lunga, sabbiosa e ventilata, ed è il ritrovo dei surfisti quando entra il maestrale. A Sperlonga il sistema di spiagge è frazionato: la spiaggia di Bazzano a nord del borgo, la spiaggia della Fontana, la Canzatora, la spiaggia delle Bambole e la spiaggia dei Trecento Gradini, che si merita con la discesa e si paga con la risalita.

Verso nord il litorale diventa sabbia continua: la spiaggia di Terracina, la spiaggia di San Felice Circeo, la Bufalara a Sabaudia e la Torre Paola, fino al Lido di Latina. Sono spiagge del Parco Nazionale del Circeo, quindi con regole proprie e un sistema dunale che non va calpestato fuori dai camminamenti.

Le Bandiere Blu e la qualità dell'acqua

Diversi comuni di questo litorale ricevono da anni la Bandiera Blu, il riconoscimento della Foundation for Environmental Education che valuta qualità delle acque di balneazione, depurazione, gestione dei rifiuti e servizi. L'elenco cambia ogni anno e va controllato sul sito ufficiale del programma prima di usarlo come criterio di scelta: un comune premiato nel 2024 può non comparire l'anno successivo, e viceversa.

Dove finisce la spiaggia e comincia la roccia

Il tratto fra Sperlonga e Gaeta è quello dove la balneazione diventa un'altra cosa: niente ombrelloni in fila, ma calette sotto la falesia, scogli piatti, acqua profonda a due bracciate dalla riva. Chi ha un gommone o partecipa a un'uscita organizzata vede la parte migliore, cioè le grotte marine che si aprono alla base della parete. Chi resta a terra deve accettare discese ripide e scarso riparo dal sole.

Sott'acqua: i fondali della Riviera di Ulisse

I fondali di questa costa sono la ragione per cui esistono le aree marine protette del sistema. Sotto la superficie si trovano anemoni, coralli, parazoantidi, nudibranchi dai colori improbabili e una varietà notevole di pesci, favorita dalle pareti rocciose che scendono verticali e dalle grotte. Nelle aree marine di Gianola e di Monte Orlando la pesca e la navigazione a motore sono limitate, e la differenza si vede: più pesce, più grande, meno timoroso.

L'ente parco propone snorkeling guidato, anche con raccolta di dati scientifici da parte dei partecipanti, e la formula funziona bene con i ragazzi. Per le immersioni vere serve un diving autorizzato: le falesie della costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta hanno siti adatti sia ai principianti sia ai brevettati esperti.

Intorno alla Riviera di Ulisse: Terracina, il Circeo, le isole

Il tempio di Giove Anxur sopra Terracina

Terracina, che i Volsci chiamavano Anxur e che divenne colonia romana nel 329 a.C., conserva sull'acropoli del monte Sant'Angelo il santuario noto come tempio di Giove Anxur, con le sue imponenti sostruzioni ad arcate. Dalla terrazza lo sguardo copre il golfo fino alle isole pontine, e di notte il monumento illuminato si vede da tutta la pianura. In città l'Appia attraversa il centro e il taglio di Pisco Montano mostra una parete verticale alta trentasei metri, eseguita per ordine di Traiano per far passare la strada al livello del mare. Il duomo, consacrato nel 1074, occupa il podio del tempio di Roma e Augusto.

Il promontorio del Circeo

All'estremità settentrionale, il Parco Nazionale del Circeo protegge il promontorio identificato nell'antichità con l'isola di Circe, la foresta planiziale residua, i laghi costieri e la duna. È un'area protetta statale, con regole e centri visita propri, e merita una giornata a sé.

Le isole pontine

Dal porto di Formia partono i collegamenti marittimi per l'arcipelago: l'isola di Ponza e le altre isole pontine sono la naturale estensione di questo itinerario. Orari e compagnie cambiano con la stagione e vanno verificati prima, perché fuori dai mesi estivi le corse si riducono sensibilmente.

L'entroterra: Itri, Fondi e gli Aurunci

Chi ha tempo salga nell'entroterra. Itri con il suo castello, la piana di Fondi con i laghi costieri e il Parco Naturale dei Monti Aurunci completano il quadro: in mezz'ora di macchina si passa dalla spiaggia ai pascoli di quota, con panorami che comprendono tutto il golfo.

Domande frequenti su Riviera di Ulisse

Dove si trova esattamente la Riviera di Ulisse?

La Riviera di Ulisse si trova nella parte meridionale della provincia di Latina, sul Tirreno, fra il promontorio del Circeo e la foce del Garigliano. I comuni interessati dalle sue aree protette sono Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno e Sperlonga.

Quanto costa entrare nei parchi della Riviera di Ulisse?

Le aree protette regionali della Riviera di Ulisse sono ad accesso libero e gratuito: Monte Orlando, Gianola e Monte di Scauri e i sentieri della Villa di Tiberio si percorrono senza biglietto. Le spese reali sono il parcheggio nei centri costieri in alta stagione, gli stabilimenti balneari e il biglietto del museo statale di Sperlonga.

Come si arriva alla Riviera di Ulisse da Roma?

Il modo più semplice per arrivare alla Riviera di Ulisse da Roma è la linea ferroviaria tirrenica Roma Napoli via Formia. La stazione di Formia Gaeta dispone di cinque binari, ascensori per i binari dal 2 al 5, rampa per il primo binario e assistenza alle persone con disabilità tramite la Sala Blu di Roma.

Perché si chiama Riviera di Ulisse?

Il nome Riviera di Ulisse nasce nel Novecento come formula turistica che unisce il Circeo legato a Circe, i Lestrigoni di Formia citati nel libro X dell'Odissea, e la villa che l'imperatore Tiberio a Sperlonga riempì di sculture ispirate all'Odissea. Non è un nome antico, ma poggia su un fondo mitologico reale.

La Riviera di Ulisse è adatta ai bambini?

La Riviera di Ulisse funziona bene con i bambini scegliendo i percorsi giusti: il Sentiero del ghiro a Monte Orlando è il più adatto ai piccoli, l'area archeologica di Gianola si esplora come una caccia al tesoro fra cisterne e ruderi, e il museo di Sperlonga ha sculture che raccontano storie riconoscibili, come il ciclope accecato.

La Riviera di Ulisse è accessibile con difficoltà motorie?

La situazione sulla Riviera di Ulisse è disomogenea: i sentieri dei parchi sono percorsi naturali con tratti ripidi e fondo sconnesso, non percorribili in autonomia con una carrozzina, salvo brevi porzioni pianeggianti. La stazione di Formia Gaeta offre invece assistenza dedicata per i trasporti.

Quando è il periodo migliore per visitare la Riviera di Ulisse?

Maggio e giugno sono i mesi migliori per visitare la Riviera di Ulisse: la macchia mediterranea è in fiore, il mare è già praticabile, i sentieri non sono roventi e i parcheggi esistono ancora. Luglio e agosto sono la stagione piena, con code sulla via Flacca, mentre settembre resta il compromesso migliore fra acqua calda e calma.

Cosa si può vedere alla Montagna Spaccata di Gaeta?

Sulla Montagna Spaccata, sul fianco meridionale di Monte Orlando a Gaeta, la roccia si apre in tre fenditure verticali che scendono fino al mare, una delle formazioni più fotografate del Tirreno, prodotta dall'erosione marina su un calcare fratturato. Nella fenditura più stretta si incastra la scala che porta alla Grotta del Turco.

Come arrivare alla Riviera di Ulisse da Roma

In treno

La linea ferroviaria tirrenica Roma-Napoli via Formia è il mezzo più semplice. La stazione di Formia-Gaeta dispone di cinque binari, ascensori per i binari dal 2 al 5, rampa per il primo binario, servizi igienici accessibili, parcheggio riservato, deposito bici e assistenza alle persone con disabilità tramite la Sala Blu di Roma, da richiedere entro dodici ore dalla partenza o dall'arrivo del treno. La stazione di Fondi-Sperlonga ha due binari, un percorso senza barriere in piano e uno con ascensore attivo dalle 04:00 all'01:00, ma non offre servizio di assistenza per le persone con disabilità e mobilità ridotta: chi ne ha bisogno pianifichi su Formia.

In auto

In auto si percorre l'autostrada verso sud e si scende sulla via Appia; l'alternativa panoramica è la litoranea Flacca, che collega Terracina a Gaeta attraversando la falesia. In agosto quella strada si intasa nelle ore di punta della mattina e del tardo pomeriggio: partire presto è l'unico rimedio.

Con una guida o un accompagnatore

Per i gruppi conviene appoggiarsi a professionisti abilitati: la rete di accompagnamento turistico di TourLeaderPro lavora abitualmente su Roma e sul Lazio meridionale, e i servizi su Roma comprendono la progettazione degli itinerari per le agenzie. Per i viaggiatori di lingua inglese, la guida al Lazio di ItalyPlanner raccoglie le gite che i romani fanno davvero, Sperlonga compresa, mentre la sezione dedicata alle gite di un giorno aiuta a incastrare la costa con il resto del viaggio.

Quando andare sulla Riviera di Ulisse

Maggio e giugno sono i mesi migliori: la macchia è in fiore, il mare è già praticabile, i sentieri non sono roventi e i parcheggi esistono ancora. Luglio e agosto sono la stagione piena, con code sulla Flacca e spiagge affollate; se ci andate in quel periodo, spostate le visite archeologiche alla prima mattina. Settembre è il compromesso migliore fra acqua calda e calma. In inverno la Riviera di Ulisse resta bellissima e quasi deserta: i sentieri di Monte Orlando e di Gianola con il cielo limpido di gennaio regalano la visibilità migliore dell'anno, quando si vede il Vesuvio dall'altra parte del golfo.

La Riviera di Ulisse con i bambini

Funziona bene, a patto di scegliere i percorsi giusti. Il Sentiero del ghiro a Monte Orlando è il più adatto ai piccoli; l'area archeologica di Gianola si esplora come una caccia al tesoro fra cisterne e ruderi; il museo di Sperlonga ha sculture che raccontano storie riconoscibili, il ciclope accecato in testa a tutte, e i bambini le guardano volentieri. Le uscite di snorkeling organizzate dall'ente parco sono pensate anche per i ragazzi. Evitate invece le discese lunghe sulle falesie nelle ore calde e la scalinata della Montagna Spaccata con i passeggini.

Accessibilità sulla Riviera di Ulisse

La situazione è disomogenea. I sentieri dei parchi sono percorsi naturali su terreno vario, con tratti ripidi e fondo sconnesso: non sono percorribili in autonomia con una carrozzina, salvo brevi porzioni pianeggianti. Il museo di Sperlonga e l'area archeologica hanno condizioni proprie da verificare sul sito ufficiale prima della visita. Sul fronte trasporti, la stazione di Formia-Gaeta offre assistenza dedicata, mentre Fondi-Sperlonga no. Per chi ha difficoltà motorie il consiglio pratico è puntare sui lungomare e sulle terrazze panoramiche raggiungibili in auto, che qui non mancano.

Quanto costa visitare la Riviera di Ulisse

Le aree protette regionali non hanno biglietto: Monte Orlando, Gianola e i sentieri della Villa di Tiberio si percorrono gratuitamente. Le spese reali sono il parcheggio nei centri costieri in alta stagione, gli stabilimenti balneari se ne scegliete uno, il biglietto del museo statale di Sperlonga e le eventuali attività organizzate, dallo snorkeling al kayak. Una giornata fatta bene, con visita archeologica la mattina e spiaggia libera il pomeriggio, costa pochissimo. La Riviera di Ulisse è uno dei posti del Lazio dove il rapporto fra spesa e qualità resta decisamente favorevole.

Una curiosità su Riviera di Ulisse

La curiosità più bella di questa costa riguarda un nome che tutti pronunciano senza accorgersene. Sperlonga non deriva da una radice medievale né da un cognome: viene dal latino spelunca, caverna, che è il nome con cui le fonti antiche indicavano la residenza imperiale sulla spiaggia. Tacito e Svetonio chiamano quel luogo praetorium a Spelunca, e da lì il toponimo si è consumato nei secoli fino alla forma attuale. In pratica il paese porta come nome comune il buco nella roccia che gli si apre a fianco, la stessa grotta in cui Tiberio faceva servire cena fra le sculture di Ulisse.

La seconda parte della curiosità è che la grotta non era un capriccio isolato. Le ville marittime tirreniche di età tardorepubblicana e imperiale incorporavano regolarmente elementi naturali, sorgenti, caverne e scogli, trasformandoli in architettura: a Gianola una sorgente diventa ninfeo monumentale, a Sperlonga una caverna diventa sala da pranzo con vasche e isolotto. Il gusto romano non opponeva natura e costruito, li fondeva.

C'è poi una terza pieghetta, meno nota ancora. La stessa iscrizione che a Sperlonga porta i nomi di Atanadoro, Agesandro e Polidoro riapre una questione che tocca uno dei gruppi scultorei più celebri al mondo, il Laocoonte dei Musei Vaticani, che Plinio il Vecchio attribuisce a tre scultori con quegli stessi nomi. Il pezzo di Lazio che i romani frequentano per il mare custodisce, quindi, uno degli indizi centrali della storia dell'arte antica. Davanti alle vetrine del museo, questa storia cambia di colpo il modo di guardare.

Una cosa che non ti dice nessuno su Riviera di Ulisse

Nessuno vi dirà che la Riviera di Ulisse non è una riviera, se non nel linguaggio delle brochure. Dal punto di vista amministrativo è una cosa molto più precisa: un ente regionale con nove aree protette, sei comuni, un ufficio a Gaeta in via della Breccia e un bilancio pubblico. La conseguenza pratica è che buona parte dei luoghi più belli di questa costa ha un gestore, un regolamento, un calendario di attività e un numero di telefono, lo 0771 743070. Telefonare o consultare i canali del parco prima di partire cambia la giornata, perché escursioni guidate, uscite in kayak e aperture straordinarie delle polveriere non sono pubblicizzate sui circuiti turistici generalisti.

La seconda cosa che non vi dicono è che le aree marine hanno regole vincolanti. Davanti a Gianola la pesca e la navigazione a motore sono vietate, e questo spiega perché lo snorkeling lì rende più che altrove sulla stessa costa. Chi arriva con un mezzo a motore pensando di avvicinarsi rischia una sanzione, oltre a rovinare l'esperienza a chi nuota.

La terza riguarda le dune. Il tratto sabbioso di Capratica, fra Sperlonga e Fondi, è una Zona Speciale di Conservazione con habitat prioritari di dune embrionali e ginepreti: sembra una spiaggia qualunque, invece è uno degli ambienti più minacciati del Mediterraneo. I sentieri delimitati non sono una scocciatura burocratica, sono l'unica cosa che tiene in vita quel sistema. Detto senza giri: calpestare la duna fuori dai camminamenti è il modo più veloce per distruggere ciò che si è venuti a vedere.

Il consiglio che ti do per visitare Riviera di Ulisse

Il consiglio è uno e vale per chiunque abbia almeno due giorni: dividete la costa in due tronconi e non tentate di farla tutta insieme. Primo giorno su Gaeta, con Monte Orlando la mattina presto, il mausoleo di Munazio Planco, il sentiero delle falesie, poi la Montagna Spaccata verso le nove o alle sei di sera e spiaggia nel pomeriggio a Sant'Agostino. Secondo giorno su Sperlonga, con il museo e l'area archeologica all'apertura, i sentieri natura del promontorio a metà mattina, pranzo nel borgo alto e pomeriggio in acqua sulle spiagge sotto il paese.

Chi ha un terzo giorno lo dedichi a Gianola e Monte di Scauri, che è la parte meno frequentata e per un archeologo la più istruttiva: ci si cammina dentro un bosco in cui affiorano cisterne, terrazzamenti, un ninfeo e una peschiera romana, quasi sempre in solitudine. Aggiungeteci l'affaccio su Minturnae e la foce del Garigliano se vi interessa la storia militare.

Le cose pratiche che fanno la differenza: scarpe chiuse con suola scolpita, perché il calcare levigato scivola anche asciutto; acqua al seguito, perché sui sentieri non ci sono fontane; cappello, perché l'ombra sulle falesie è quasi assente; e partenza mattutina, sempre. Il parere è netto: chi visita la Riviera di Ulisse solo ad agosto e solo in spiaggia se ne va convinto che sia un posto affollato e caro. È un errore di calendario, non un difetto del territorio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Gaeta è una piazzaforte militare. Pochi citano la cifra: quattordici assedi sostenuti nel corso della sua storia, con quelli del 1806 e del 1860-61 a chiudere la serie. L'ultimo, durato tre mesi, segnò la fine del Regno delle Due Sicilie e quindi uno dei passaggi decisivi dell'unità d'Italia. Quel passato non è un dato astratto: è la ragione per cui dentro un parco naturale regionale si incontrano polveriere, depositi di munizioni, bastioni e le batterie Dente di Sega e Cinquepiani. La natura protetta di Monte Orlando cresce su un'infrastruttura militare stratificata per secoli.

Il secondo fatto poco citato riguarda l'acqua dolce. Questa costa è calcarea e carsica, quindi povera di corsi d'acqua superficiali e ricca di sorgenti puntuali. Le ville romane si insediarono esattamente dove l'acqua usciva: a Gianola il cosiddetto Tempio di Giano è il punto di captazione di una sorgente che alimentava fontane, terme e cisterne, fra cui quella detta delle Trentasei Colonne. Senza quella sorgente il promontorio sarebbe rimasto vuoto.

Il terzo riguarda la geografia amministrativa. Il Garigliano, che sfocia a due passi da Monte d'Argento, è stato per secoli il confine fra Stato Pontificio e Regno di Napoli, e prima ancora una linea di frontiera fra mondi diversi. Nel 1503 sulle sue sponde si decise una guerra europea, con la vittoria spagnola di Consalvo di Cordova. Camminando oggi su quelle rive si attraversa una delle frontiere più antiche d'Italia, senza che nulla lo segnali.

La foto giusta da fare a Riviera di Ulisse

La fotografia che porterete a casa non è quella della spiaggia. È quella della fenditura della Montagna Spaccata vista dal basso della scalinata, con la striscia di cielo sopra e l'acqua verde in fondo: serve luce radente, quindi prima mattina o tarda sera, perché a mezzogiorno il contrasto fra roccia illuminata e ombra diventa ingestibile anche per un telefono moderno.

La seconda inquadratura da mettere in programma è il borgo di Sperlonga bianco sul promontorio, ripreso dalla spiaggia a nord nel tardo pomeriggio, quando il sole colpisce le case di taglio e la calce diventa arancione. La terza è dall'alto: dal Sentiero Natura Villa di Tiberio, nel tratto in quota, l'affaccio quasi a strapiombo restituisce insieme la costa, il paese e le isole pontine all'orizzonte nelle giornate limpide.

Per l'archeologia, il fotogramma migliore del museo di Sperlonga è la testa di Ulisse, o il dettaglio del gruppo di Scilla: puntate sul particolare, non sull'insieme, perché i gruppi ricomposti hanno lacune che in un campo largo distraggono l'occhio. A Gianola, invece, l'interno della cisterna delle Trentasei Colonne con i pilastri in fuga è la fotografia che nessuno dei vostri amici avrà.

Una raccomandazione che quasi sempre viene ignorata: in tutti i siti museali e nelle aree archeologiche statali le condizioni per fotografare e per usare treppiedi o droni sono stabilite dal gestore, e sui droni le regole aeronautiche si sommano a quelle del parco. Verificate prima. Una multa presa per un video di trenta secondi è un souvenir costoso.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento è il crollo della grotta di Sperlonga, collocato nel 26 d.C. Durante un banchetto imperiale si staccarono massi dalla volta; Tacito e Svetonio raccontano che Elio Seiano, prefetto del pretorio, fece scudo con il corpo a Tiberio. Da quell'episodio il favore dell'imperatore verso Seiano crebbe fino a farne l'uomo più potente di Roma, prima della caduta rovinosa del 31 d.C. Un soffitto che cede in una sala da pranzo cambia la storia politica dell'impero: è uno di quei nodi che rendono la Riviera di Ulisse un luogo storico e non solo balneare.

Il secondo è la fuga di Gaio Mario attraverso le paludi di Minturnae nell'88 a.C., durante lo scontro con Silla: il vecchio console braccato, nascosto nell'acquitrinio alla foce del Garigliano, poi risparmiato e imbarcato verso l'Africa. Il terzo è la distruzione saracena di Formia verso la fine del IX secolo, seguita dalla ripresa dopo la sconfitta dei saraceni al Garigliano nel 915, che liberò il Lazio meridionale da una minaccia lunga decenni.

Il quarto è la battaglia del Garigliano del 1503 fra francesi e spagnoli, vinta da Consalvo di Cordova, che consegnò il Mezzogiorno alla corona di Spagna. Il quinto è l'assedio di Gaeta del 1860-61, tre mesi di bombardamenti che chiusero il Regno delle Due Sicilie. Il sesto, infine, è archeologico e recente: gli scavi del 1957 a Sperlonga, avviati dopo che i lavori della strada litoranea avevano intaccato il sito, restituirono circa trenta sculture e migliaia di frammenti, e riscrissero un capitolo della storia dell'arte antica.

Chi è passato da Riviera di Ulisse

L'elenco comincia dall'aristocrazia romana. Lucio Munazio Planco, console nel 42 a.C. e censore nel 22 a.C., fondatore di Lione, scelse Monte Orlando come luogo della propria sepoltura, e il suo mausoleo è ancora lì. Mamurra, cavaliere formiano e praefectus fabrum di Cesare, divenne uno degli uomini più ricchi del suo tempo grazie alle campagne galliche: Catullo lo attaccò in versi violenti e Plinio ricorda che fu il primo a Roma a rivestire di marmo le pareti di casa propria. A lui la tradizione archeologica assegna la villa di Gianola.

Cicerone conosceva bene questa costa: aveva una villa nel territorio di Formia e cita più volte Minturnae nelle lettere, quando percorreva l'Appia verso le sue proprietà. Tiberio ci trascorse periodi di riposo e vi rischiò la vita nel crollo della grotta; con lui passò di qui Elio Seiano, all'inizio della sua ascesa. Orazio e Cicerone tramandano la localizzazione formiana dei Lestrigoni, segno che il mito omerico era già radicato in età romana.

Nei secoli successivi il registro cambia. Gaio Mario attraversò le paludi di Minturnae in fuga; Consalvo di Cordova vinse sul Garigliano nel 1503; Francesco II di Borbone si chiuse nella fortezza di Gaeta durante l'assedio del 1860-61, l'ultimo atto della sua dinastia. Sono passaggi documentati, con date verificabili, e valgono più di qualunque aneddoto pittoresco: la Riviera di Ulisse è un corridoio obbligato fra Roma e Napoli, e chi doveva muoversi fra le due città, per piacere o per guerra, ci è passato quasi sempre.

Domande veloci su Riviera di Ulisse

Dove si trova esattamente la Riviera di Ulisse?

Nella parte meridionale della provincia di Latina, sul Tirreno, fra il promontorio del Circeo e la foce del Garigliano. I comuni interessati dalle aree protette sono Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno e Sperlonga.

Quanto costa entrare nei parchi della Riviera di Ulisse?

Le aree protette regionali sono ad accesso libero e gratuito: Monte Orlando, Gianola e Monte di Scauri e i sentieri del promontorio della Villa di Tiberio si percorrono senza biglietto. Il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga è statale e ha un biglietto proprio, indicato sul sito ufficiale.

Chi gestisce le aree protette della Riviera di Ulisse?

L'Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, ente strumentale della Regione Lazio istituito con la legge regionale n. 29 del 6 ottobre 1997, con sede in via della Breccia 5 a Gaeta e recapito telefonico 0771 743070.

Quante aree protette comprende la Riviera di Ulisse?

Nove: il Parco Regionale Urbano di Monte Orlando, il Parco Naturale Regionale di Gianola e Monte di Scauri, il Monumento Naturale Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento - Punta Cetarola, il Monumento Naturale Monte d'Argento e cinque siti della rete Natura 2000, oltre alla competenza sul tratto terminale del Garigliano.

Quanto tempo serve per visitare la Riviera di Ulisse?

Due giorni pieni permettono di vedere Gaeta e Sperlonga con calma. Tre giorni consentono di aggiungere Gianola, Minturnae e l'entroterra. Una gita di un solo giorno da Roma rende bene solo se si sceglie una località sola.

Come si arriva da Roma alla Riviera di Ulisse in treno?

Con la linea tirrenica Roma-Napoli via Formia. Le stazioni utili sono Formia-Gaeta, dotata di assistenza Sala Blu, e Fondi-Sperlonga, che invece non offre servizio di assistenza per le persone con disabilità.

Si arriva a Sperlonga direttamente in treno?

No. La stazione si chiama Fondi-Sperlonga ma serve entrambi i centri e non si trova nel paese: dalla stazione occorre proseguire con l'autobus o con un mezzo privato.

Qual è il periodo migliore per andare sulla Riviera di Ulisse?

Maggio, giugno e settembre. Luglio e agosto sono affollati e caldi sui sentieri; l'inverno offre la visibilità migliore per le escursioni panoramiche, con il mare fuori uso.

La Riviera di Ulisse è adatta ai bambini?

Sì. Il Sentiero del ghiro a Monte Orlando, l'area archeologica di Gianola e il museo di Sperlonga funzionano bene con i più piccoli. Vanno evitate le discese ripide sulle falesie nelle ore calde.

Si possono fare foto nei parchi e nel museo?

Nelle aree naturali sì, senza problemi. Nei siti museali e archeologici statali le condizioni per foto, treppiedi e droni sono fissate dal gestore e vanno verificate prima della visita.

Che cos'è la Montagna Spaccata di Gaeta?

Una serie di fenditure verticali nella roccia calcarea del promontorio di Monte Orlando, prodotte dal degrado meteorico e dall'erosione marina. Ospita il Santuario della Santissima Trinità e la cosiddetta Grotta del Turco.

Perché si chiama Grotta del Turco?

Per una tradizione popolare legata all'impronta di una mano nella roccia, attribuita a un marinaio musulmano che avrebbe messo in dubbio il miracolo dell'apertura della montagna. È devozione tramandata, non un dato storico.

Che cosa si vede nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga?

I quattro gruppi scultorei che decoravano la grotta della villa di Tiberio, dedicati alle imprese di Ulisse: Scilla, l'accecamento di Polifemo, il ratto del Palladio e il gruppo detto del Pasquino, oltre a una grande quantità di frammenti e materiali di scavo.

Chi erano gli scultori delle statue di Sperlonga?

Una iscrizione rinvenuta nel sito riporta i nomi di tre scultori rodii, Atanadoro, Agesandro e Polidoro, gli stessi che Plinio il Vecchio associa al gruppo del Laocoonte. Le opere di Sperlonga sono copie marmoree di originali ellenistici in bronzo.

Quando furono scoperte le sculture di Sperlonga?

Nel 1957, in seguito ai lavori della strada litoranea che avevano intaccato il sito. Gli scavi restituirono circa trenta sculture e moltissimi frammenti.

Chi era Lucio Munazio Planco?

Un politico e generale romano, console nel 42 a.C. e censore nel 22 a.C., fondatore delle colonie di Lugdunum e Raurica e proponente in senato del titolo di Augusto per Ottaviano. Il suo mausoleo si trova in cima a Monte Orlando, a Gaeta.

Si può fare snorkeling sulla Riviera di Ulisse?

Sì, ed è una delle attività migliori. L'ente parco organizza uscite guidate, anche con raccolta di dati scientifici. Nelle aree marine protette di Gianola e Monte Orlando la pesca e la navigazione a motore sono limitate, e la fauna ne beneficia.

Quali sono le spiagge più belle della Riviera di Ulisse?

Dipende da cosa cercate: sabbia lunga e vento a Sant'Agostino di Gaeta, calette sotto il borgo a Sperlonga, spiagge ampie a Terracina e nel tratto del Circeo, scogliere e acqua profonda lungo la litoranea Flacca fra Sperlonga e Gaeta.

Le spiagge della Riviera di Ulisse hanno la Bandiera Blu?

Diversi comuni di questo litorale ricevono il riconoscimento, che però viene assegnato di anno in anno: l'elenco aggiornato si consulta sul sito ufficiale del programma.

Le aree protette della Riviera di Ulisse sono accessibili in carrozzina?

I sentieri sono percorsi naturali con fondo sconnesso e pendenze, quindi non percorribili in autonomia, salvo brevi tratti pianeggianti. Restano accessibili lungomare e terrazze panoramiche raggiungibili in auto.

Serve prenotare per visitare i parchi della Riviera di Ulisse?

Per camminare sui sentieri no. Per le attività organizzate, escursioni guidate, kayak, snorkeling e aperture straordinarie, la prenotazione è necessaria e si passa dai canali dell'ente parco.

Si possono portare i cani nei parchi della Riviera di Ulisse?

Nelle aree naturali protette valgono i regolamenti dell'ente, che prescrivono comportamenti precisi a tutela della fauna: la regola prudente è guinzaglio sempre e verifica preventiva delle prescrizioni in vigore nell'area che vi interessa.

Che differenza c'è fra la Riviera di Ulisse e il Parco Nazionale del Circeo?

Sono due sistemi distinti: la Riviera di Ulisse è un ente regionale con nove aree protette fra Fondi e Minturno, il Circeo è un parco nazionale statale che tutela promontorio, foresta, laghi costieri e duna più a nord. Si visitano bene nella stessa vacanza, non nello stesso pomeriggio.

Da dove partono i traghetti per le isole pontine?

Dal porto di Formia partono i collegamenti marittimi per l'arcipelago. Le corse variano con la stagione e vanno verificate presso le compagnie prima di programmare la giornata.

Cosa vedere nella Riviera di Ulisse in un giorno solo?

Sperlonga: museo e area archeologica all'apertura, sentiero natura del promontorio, borgo alto e spiaggia nel pomeriggio. È il programma che rende di più in poche ore.

In una frase sola: la Riviera di Ulisse premia chi si alza presto e punisce chi la affronta come una fila di stabilimenti. Andate a Monte Orlando alle otto del mattino, entrate al museo di Sperlonga appena apre, camminate a Gianola quando gli altri sono sotto l'ombrellone. Il mare resta lì e vi aspetta nel pomeriggio, con la differenza che avrete capito perché a questa costa hanno dato il nome di un uomo che tornava a casa via mare e ci mise dieci anni.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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