Vitorchiano (VT)
Vitorchiano si trova in provincia di Viterbo, in piena Tuscia, e dista poco piu di un'ora dal Grande Raccordo Anulare di Roma: in auto si imbocca la via Cassia fino a Viterbo e poi la superstrada Orte-Viterbo, uscita Vitorchiano, oppure si arriva a Orte, si prosegue sulla Orte-Viterbo e si esce all'altezza del paese. Chi viaggia in treno scende alla stazione di Viterbo Porta Romana e prende una delle corriere Cotral che collegano il capoluogo ai comuni dei monti Cimini; la fermata lascia a pochi minuti a piedi dalla parte alta dell'abitato. Il centro storico e un borgo medievale aperto e non si paga alcun biglietto per percorrerlo: si lascia l'auto nei parcheggi appena fuori le mura, lungo la circonvallazione o vicino a Porta Romana, e si entra a piedi, perche le vie interne sono strette, in salita e in buona parte pedonali. Non ci sono orari di chiusura per il paese; hanno invece orari propri le singole chiese, il monastero delle trappiste, il Centro Botanico Moutan a Pallone e i musei o gli spazi civici allestiti nell'ex convento di Sant'Agnese, che conviene verificare sui rispettivi canali ufficiali prima di partire, perche cambiano con le stagioni e con le manifestazioni. Il Moai di peperino, uno dei motivi per cui in tanti salgono fin qui, e collocato appena fuori il centro, lungo la strada che porta verso la campagna: si raggiunge a piedi in una manciata di minuti dalla piazza principale.
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✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Questa guida rientra fra le pagine dedicate ai borghi e paesi visitabili in giornata da Roma. Vitorchiano e uno dei piu scenografici di tutta l'area viterbese, e merita una visita lenta: qui sotto trovate il paese descritto ambiente per ambiente, la sua storia lunga otto secoli di fedelta a Roma, gli eventi che ne scandiscono l'anno e le risposte alle domande che la gente si pone davvero prima di arrivare.

Dove si trova e come arrivare a Vitorchiano (VT)
Vitorchiano sorge ai piedi dei monti Cimini, il gruppo vulcanico che chiude a sud la conca di Viterbo, a poco meno di dieci chilometri dal capoluogo. Il paese occupa uno sperone di roccia affacciato sulla Valle del Vezza, il corso d'acqua che scorre nel burrone alla base del borgo. Chi arriva da Roma ha due strade comode: la prima passa per Orte e prosegue sulla superstrada Orte-Viterbo, la seconda risale l'intera via Cassia toccando Sutri, Ronciglione e Viterbo prima di deviare verso i Cimini. In entrambi i casi il tempo di percorrenza dal Raccordo si aggira intorno all'ora e un quarto, traffico permettendo.
In treno e in autobus fino a Vitorchiano (VT)
Chi preferisce non guidare puo raggiungere Viterbo in treno, con i regionali che partono da Roma Ostiense e da Roma Trastevere in direzione della Tuscia, e da li salire su una corriera extraurbana verso Vitorchiano. E un tragitto che richiede pazienza, perche le corse dei bus di provincia non sono frequentissime e conviene consultare gli orari aggiornati prima di muoversi; il vantaggio e che si arriva vicino al centro senza dover pensare al parcheggio. Per una gita in giornata comoda, tuttavia, l'automobile resta la scelta piu pratica: consente di abbinare Vitorchiano ad altri borghi dei dintorni nella stessa giornata.
Dove parcheggiare a Vitorchiano (VT)
Il borgo antico e chiuso al traffico e va girato a piedi. Le aree di sosta si trovano tutte all'esterno delle mura: la piu usata e quella nella parte alta, vicino a Piazza Roma e alla Porta Madonna della Neve, da cui si scende dritti nel medievale. Nei fine settimana delle grandi manifestazioni, come la Sagra del Cavatello o Peperino in Fiore, i posti si riempiono presto e conviene arrivare la mattina. Da qualunque parcheggio, l'ingresso al paese e a pochi passi: Vitorchiano si visita interamente a piedi in un paio d'ore, senza fretta.
Il borgo sospeso sul peperino di Vitorchiano (VT)
La prima immagine che si porta a casa di Vitorchiano e quella del profilo del paese visto dal basso, dal fondo della Valle del Vezza: le case sembrano nascere dalla roccia e affacciarsi nel vuoto, come se l'abitato fosse appoggiato su una mensola di pietra grigia. Non e un effetto ottico costruito ad arte, ma il risultato della geologia dei Cimini. Qui il terreno e formato da peperino, una roccia vulcanica che i vulcani della zona hanno depositato in banchi compatti; l'erosione dei corsi d'acqua ha inciso le valli e ha lasciato in piedi speroni e rupi, e su uno di questi speroni gli uomini hanno costruito il paese, appoggiando le fondamenta degli edifici direttamente sul banco di roccia fratturato in enormi massi. Il risultato e un borgo che pare cresciuto insieme alla rupe, senza soluzione di continuita fra la pietra naturale e quella lavorata dai muratori.
Che cosa e il peperino di Vitorchiano (VT)
Il peperino e il vero materiale d'identita di questo angolo di Tuscia. Si tratta di un tufo di origine vulcanica, di colore grigio scuro, punteggiato di piccole inclusioni piu scure che ricordano i grani di pepe: da qui il nome. E una pietra tenera da lavorare quando esce dalla cava e che indurisce con l'esposizione all'aria, resistente e duratura, e per questo e stata usata per secoli in tutta l'area viterbese per portali, stipiti, cornici, scale e fontane. A Vitorchiano il peperino non e soltanto la roccia su cui poggia il paese: e la materia con cui il paese e stato costruito ed e ancora oggi una risorsa economica, con le cave attive nel territorio. Camminando per le vie si nota che portali, mensole e davanzali sono quasi tutti nella stessa pietra grigia, e questa uniformita di materiale da al borgo la sua compattezza cromatica.

Le case a profferlo di Vitorchiano (VT)
Dettaglio da guardare con attenzione, perche e uno dei tratti piu tipici dell'architettura civile della Tuscia: molte case del centro hanno il profferlo, la scala esterna in pietra che sale dalla strada al primo piano, dove si trovava l'ingresso vero dell'abitazione. Il piano terra era destinato ai magazzini, alle stalle o alle botteghe, mentre si viveva al piano superiore, e la scala esterna, spesso addossata alla facciata e coperta da un piccolo arco o da una loggetta, univa i due livelli. E una soluzione medievale che si ritrova a Viterbo, a Bagnaia e nei borghi vicini, ma a Vitorchiano si e conservata con particolare abbondanza. Percorrere le vie del centro significa passare sotto e accanto a decine di questi scaloni di peperino, che movimentano le facciate e disegnano un continuo gioco di ombre.
Porta Romana e le mura di Vitorchiano (VT)
Si entra nel borgo antico da Porta Romana, l'accesso principale sul lato che guarda verso Roma e Viterbo. Da qui parte la Via dell'Arrengo, la strada che risale il centro storico, e si oltrepassa la cinta muraria che difende il fianco piu esposto del paese. Le mura castellane furono fortificate nel corso del Duecento, il secolo in cui Vitorchiano si giocava la propria sopravvivenza fra le mire di Viterbo e la protezione di Roma, e corrono per un tratto notevole a proteggere il lato meridionale dell'abitato. Sugli altri versanti la difesa era affidata alla natura: i burroni scoscesi che circondano lo sperone rendevano il borgo praticamente inespugnabile senza bisogno di grandi opere murarie, ed e questa combinazione fra mura e precipizi ad aver reso Vitorchiano cosi difficile da conquistare.
Accanto alla porta: la chiesa della Santissima Trinita
Proprio all'ingresso del paese, vicino a Porta Romana, si trova la chiesa della Santissima Trinita, che i vitorchianesi chiamano piu spesso Sant'Amanzio dal nome del santo di cui custodisce il corpo. E un edificio dell'undicesimo secolo, a una sola navata, con la copertura a capriate lignee e un campanile romanico, e conserva al suo interno opere pittoriche di pregio. E la prima sosta naturale appena varcata la porta, prima di risalire verso la parte alta del borgo.
Il centro storico di Vitorchiano (VT), via per via
Il complesso piu antico del paese, quello che si apre dopo Porta Madonna della Neve, si e conservato per intero con il suo carattere medievale, salvo pochi interventi edilizi recenti. Percorrere la Via dell'Arrengo e le vie che se ne diramano vuol dire attraversare stradine strette e tortuose fra palazzi di tufo e peperino, con torri, piazzette fiorite, scale esterne, balconi e archi, e continui affacci sulla valle boscosa che circonda lo sperone. La compattezza del tessuto urbano e la qualita della pietra fanno si che il borgo sia rimasto uno degli scenari medievali meglio leggibili di tutta la provincia, tanto da essere scelto piu volte dal cinema come set naturale.
Piazza Roma e la fontana a fuso di Vitorchiano (VT)
Il centro della vita del paese e Piazza Roma, la piazza principale. Vi si affacciano il retro del Palazzo Comunale, la Porta Madonna della Neve che immette nel borgo medievale, la Torre dell'Orologio e, soprattutto, l'artistica fontana a fuso del Duecento. La fontana a fuso e un tipo di fontana caratteristico della Tuscia viterbese, con la vasca circolare e un elemento centrale rastremato che ricorda appunto il fuso da filare; quella di Vitorchiano e uno degli esemplari piu eleganti della zona e da secoli e il punto di ritrovo del paese. Chi ha poco tempo dovrebbe almeno arrivare fin qui: la piazza con la fontana e il volto piu riconoscibile del borgo.
Il Palazzo Comunale e la Torre del Comune di Vitorchiano (VT)
Il Palazzo Comunale e fra i piu belli del Viterbese. Risale ai primi del Quattrocento e conserva un notevole Salone d'Onore e un archivio con preziose pergamene che risalgono al Duecento, la documentazione scritta della lunga vicenda del borgo. Accanto e alle sue spalle si alza la Torre del Comune, la piu alta delle torri di Vitorchiano, che raggiunge una trentina di metri: la sua mole e la sua robustezza ne facevano l'ultimo baluardo difensivo del paese, il punto in cui ci si sarebbe asserragliati nel caso in cui le mura fossero cadute. Oggi la torre e uno degli elementi che segnano lo skyline del borgo visto da lontano.
Casa del Podesta e Palazzo del Vescovo di Vitorchiano (VT)
Fra gli edifici civili merita uno sguardo la Casa del Podesta, che ha al centro una raffinata fontana a fuso decorata con i simboli dei quattro Evangelisti: il palazzo era la sede di chi amministrava la giustizia e il potere civile nel medioevo comunale. Poco distante si trova il Palazzo del Vescovo, altra dimora signorile del borgo. Sono tappe che raccontano l'organizzazione della vita pubblica del paese quando Vitorchiano era una comunita fiera delle proprie autonomie, gelosa dei privilegi che le venivano da Roma.

Le chiese di Vitorchiano (VT)
Nonostante le dimensioni contenute, Vitorchiano conserva un buon numero di edifici religiosi, alcuni dentro il borgo e altri sparsi nella campagna intorno, ognuno con la propria storia. Vale la pena percorrerli tutti, perche raccontano fasi diverse della vita del paese, dal romanico al Cinquecento.
La chiesa di Santa Maria Assunta, la piu antica di Vitorchiano (VT)
La chiesa di Santa Maria Assunta e la piu antica e monumentale del paese. Fu edificata nel tredicesimo secolo in chiaro stile romanico, con a fianco un campanile in stile gotico articolato su tre ordini. All'interno si conservano un fonte battesimale, resti di affreschi e un pulpito pensile del Cinquecento. E l'edificio che meglio testimonia l'eta comunale del borgo, quando Vitorchiano si dotava di una chiesa maggiore all'altezza delle proprie ambizioni.
La chiesa della Madonna di San Nicola
Fuori dal paese, sulla strada per Viterbo, sorge la chiesa della Madonna di San Nicola, annessa al monastero delle Clarisse e databile agli inizi del Cinquecento. E piccola ma, per la ricchezza degli antichi affreschi di scuola viterbese che la decorano, viene considerata la piu bella di Vitorchiano. Grandiosa e la scena del Giudizio Universale con la Gloria di Cristo nell'abside, del 1541, mentre il dipinto piu antico e quello della Madonna di San Nicola sull'altare maggiore, immagine che secondo la tradizione proteggerebbe i giovani sposi. E una sosta che ripaga chi accetta di allontanarsi un poco dal centro.
La chiesa di San Michele e l'ex convento di Sant'Agnese
La chiesa di San Michele e un oratorio trecentesco poco fuori il paese, in posizione panoramica lungo uno dei profondi burroni che circondano il borgo, ed e intitolata a San Michele Arcangelo, il santo protettore. Dentro il paese, invece, l'ex convento di Sant'Agnese fu edificato a meta del Quattrocento su strutture preesistenti per un ordine di giovani suore di famiglia benestante, poi arricchito nel tempo con saloni e migliorie artistiche, quindi dismesso: oggi e di proprieta comunale e ospita la biblioteca, l'auditorium e altre attivita civiche. Il santo protettore, San Michele, e legato anche al santuario rupestre che sorge nelle campagne del paese, meta della processione del patrono.
Il Moai di peperino di Vitorchiano (VT)
A Vitorchiano, appena fuori il centro, si trova una statua monolitica moai, la stessa tipologia di gigante di pietra che ha reso celebre l'isola di Pasqua. Non e una riproduzione turistica: e un moai autentico, scolpito nel 1990 da un gruppo di undici indigeni Rapa Nui arrivati dall'isola di Pasqua, invitati in Italia nell'ambito di un programma televisivo culturale della RAI dei primi anni Novanta, come gesto di gemellaggio fra le due comunita. La vicenda ha del romanzesco. Gli originali moai dell'isola di Pasqua, esposti da secoli alle intemperie, si stavano deteriorando, e per riproporne la lavorazione davanti alle telecamere occorreva una pietra vulcanica simile a quella delle cave dell'oceano Pacifico. La si trovo proprio qui, nei banchi di peperino della Tuscia: un enorme blocco della pietra grigia locale, del peso di circa trenta tonnellate, che gli scultori giunti dall'isola di Pasqua lavorarono con asce manuali e pietre taglienti, secondo le tecniche tramandate dai loro antenati.
Perche il Moai e importante per Vitorchiano (VT)
Il risultato e un moai a tutti gli effetti, realizzato con le mani e i metodi giusti dai discendenti di chi quei giganti li ha scolpiti per davvero, e per questo viene indicato come uno dei pochissimi moai autentici esistenti fuori dall'isola di Pasqua. Oggi la statua e collocata appena fuori l'abitato e si e trasformata in uno dei simboli del paese, curiosita che porta a Vitorchiano visitatori che magari non ne conoscevano l'esistenza. E anche il punto perfetto per capire il legame profondo fra questo borgo e la sua pietra: lo stesso peperino su cui poggiano le case e diventato, per una volta, il materiale di un colosso venuto dall'altra parte del mondo.

Il monastero delle trappiste di Vitorchiano (VT)
Poco fuori il paese, in mezzo al verde, sorge il monastero delle monache trappiste di Vitorchiano, una comunita di clausura cistercense fra le piu note d'Italia. Le monache seguono la regola di San Benedetto secondo la riforma trappista, con una vita scandita dalla preghiera e dal lavoro, e sostengono la propria attivita con produzioni artigianali di qualita. Il monastero non e una attrazione turistica nel senso comune del termine, ma la sua presenza fa parte da oltre un secolo dell'identita del territorio, e chi passa da Vitorchiano lo cita spesso fra le realta che danno al paese un carattere raccolto e appartato. Le informazioni su visite, funzioni e prodotti si trovano sui canali ufficiali della comunita.
Il Centro Botanico Moutan e le peonie di Vitorchiano (VT)
Nella frazione di Pallone, nel territorio di Vitorchiano, si estende il Centro Botanico Moutan, un enorme parco vivaistico dedicato quasi per intero alle peonie. La collezione, una delle piu importanti al mondo per questo genere di fiori, si sviluppa su una quindicina di ettari fra lecci, cipressi, querce e ulivi secolari, e nel periodo della fioritura primaverile, tra aprile e maggio, offre uno spettacolo di colori difficile da eguagliare. La fioritura pero e breve e variabile di anno in anno, dipende dall'andamento della stagione, e chi vuole vederla al culmine deve informarsi prima sull'effettivo stato dei fiori consultando il canale ufficiale del centro, per non arrivare troppo presto o troppo tardi. E una meta che si abbina naturalmente alla visita del borgo, per chi capita qui nella stagione giusta.
La natura intorno a Vitorchiano (VT)
Il paese e circondato da boschi fitti che ne accrescono l'aspetto isolato e appartato. Intorno allo sperone crescono querce, in particolare il cerro, e poi frassini, faggi, olmi e castagni, mentre nel fondo delle valli scorrono limpidi ruscelli. Il sottobosco e ricco di ginepri, felci, ginestre, agrifogli, pungitopo e di numerose specie di funghi commestibili, fra cui il porcino, e nel terreno prospera anche il tartufo. La fauna e quella tipica della Tuscia boscosa: volpi, faine, donnole, lepri e cinghiali fra i mammiferi, falchi e civette fra gli uccelli. E un ambiente che vale una passeggiata nelle campagne appena fuori il paese, dove il rumore del traffico sparisce del tutto.
La Selva di Malano e le memorie etrusche
Tra gli altipiani di Montecasoli e di Corviano, al confine di Vitorchiano con Bomarzo e Soriano nel Cimino, si estende la Selva di Malano, un bosco cosparso di memorie etrusco-romane: tombe rupestri, altari scavati nella roccia e massi lavorati, fra cui il cosiddetto Sasso del Predicatore. E un luogo che racconta quanto antica sia la frequentazione umana di questo territorio, molto prima che sorgesse il borgo medievale, e che si presta a escursioni per chi ama camminare fra archeologia e natura. Nelle vicinanze, il rilievo di Monte Casoli di Bomarzo conserva altre tracce dell'insediamento antico.
Vitorchiano (VT) al cinema: L'Armata Brancaleone
Nel 1966 Mario Monicelli scelse Vitorchiano fra i luoghi in cui girare L'Armata Brancaleone, il film con Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Gian Maria Volonte che avrebbe fondato un intero filone del cinema comico e avventuroso italiano ambientato in un medioevo sgangherato e affamato. Le vie di peperino, gli archi e le facciate scrostate del borgo offrivano lo sfondo perfetto per la scalcinata masnada di Brancaleone da Norcia, senza bisogno di scenografie: bastava il paese com'era. Non e l'unica pellicola che ha usato Vitorchiano come set, ma e quella che ne ha fissato per sempre l'immagine nella memoria degli italiani, e ancora oggi chi arriva per la prima volta riconosce l'atmosfera di quel cinema fra queste stradine.
Tradizioni, eventi e folklore di Vitorchiano (VT)
L'anno di Vitorchiano e scandito da alcune manifestazioni che riempiono il borgo e vale la pena conoscere per scegliere quando venire. Sono feste vere, radicate nella comunita, non riproduzioni per turisti.
La Sagra del Cavatello
Il primo fine settimana di agosto il centro storico si anima con la Sagra del Cavatello, dedicata a un tipo di pasta fatta in casa tipico del paese. Nella piazzetta del borgo si imbandiscono lunghe tavolate sotto la fontana in stile viterbese, circondate dai palazzi di peperino, e per qualche sera il cuore medievale del paese torna a riempirsi di gente, di piatti e di voci. E una delle occasioni migliori per assaggiare la cucina locale nel suo contesto naturale.
Peperino in Fiore
Ai primi di giugno si tiene Peperino in Fiore, la manifestazione florovivaistica che addobba il paese con migliaia di composizioni floreali. I fiori invadono le piazze, i muri delle case, i balconi e le torri, spesso accostati a opere realizzate con la roccia vulcanica e con il ferro battuto, e valorizzano i monumenti e gli angoli piu caratteristici del borgo. E il momento in cui Vitorchiano gioca la carta del contrasto fra la durezza grigia del peperino e la delicatezza dei petali, e per chi ama la fotografia e forse l'occasione migliore dell'anno.
La Poggiata del patrono e il Carnevale
L'8 maggio si celebra la Poggiata del patrono, un'escursione nelle campagne sacre a San Michele Arcangelo verso il santuario rupestre di meta Trecento, fra fiaccolate, processioni con i lanternoni adorni di fiori e una grande scampagnata pomeridiana collettiva: e la festa in cui la comunita si riconosce intorno al proprio santo. In inverno, invece, arriva il Carnevale vitorchianese con la sfilata dei carri allegorici, appuntamento sentito che coinvolge tutto il paese nei mesi freddi.
Il Fidelato e i Fedeli a Roma
La manifestazione piu identitaria e pero legata al rapporto secolare con Roma: da molti secoli i Fedeli di Vitorchiano partecipano agli eventi ufficiali del comune di Roma come Guardia del Campidoglio, con la divisa che secondo la tradizione fu ridisegnata nel Rinascimento da Michelangelo Buonarroti in persona. E il segno vivente di un privilegio antico, che il paese continua a esercitare, e di cui la storia del borgo e tutta intrisa.

I prodotti tipici di Vitorchiano (VT)
Il territorio offre prodotti di grande qualita che vale la pena cercare nelle botteghe e nelle sagre: castagne, nocciole, funghi, oli di oliva pregiati, ottimi vini, formaggi di pecora e di mucca, tartufi, prosciutti e salumi. E la dispensa tipica dei monti Cimini, un'area collinare e boscosa che ha sempre vissuto dei frutti del bosco e della pastorizia. Chi visita il paese in occasione di una sagra ha modo di assaggiarli nel modo migliore, cucinati secondo le ricette di casa; negli altri periodi si trovano dai produttori e nei negozi del centro.
Come si visita davvero Vitorchiano (VT): un itinerario a piedi
Chi arriva senza un percorso in testa rischia di girare a caso e di perdersi qualcosa; ecco allora come mettere in fila le cose in una visita ordinata. Si parte dai parcheggi della parte alta e si scende verso Piazza Roma, il salotto del paese, dove ci si ferma davanti alla fontana a fuso del Duecento e si alza lo sguardo sulla Torre dell'Orologio e sul retro del Palazzo Comunale. Da qui si varca la Porta Madonna della Neve e si entra nel borgo medievale vero e proprio, imboccando le vie strette che scendono fra i palazzi di peperino. Camminando con calma si incontrano i profferli, le scale esterne di pietra, gli archi che scavalcano i vicoli, le piccole piazze fiorite e gli affacci improvvisi sulla valle. Si tocca il Palazzo Comunale con il suo Salone d'Onore, la Torre del Comune, la Casa del Podesta con la seconda fontana a fuso decorata con i simboli degli Evangelisti, il Palazzo del Vescovo. Scendendo ancora si raggiunge Porta Romana, l'accesso storico verso Roma, accanto alla chiesa della Santissima Trinita.
La seconda parte della visita a Vitorchiano (VT)
Usciti dal borgo si dedica la seconda parte della giornata ai luoghi appena fuori il centro: il Moai di peperino, che si raggiunge a piedi in pochi minuti, la chiesa di San Michele affacciata sul burrone, la chiesa della Madonna di San Nicola sulla strada per Viterbo con i suoi affreschi cinquecenteschi, e, nella stagione giusta, il Centro Botanico Moutan a Pallone con le sue peonie. Chi ha ancora energie puo cercare uno degli affacci che guardano il paese dal basso, perche e da li che si coglie l'immagine del borgo sospeso sulla rupe. Un giro completo di questo tipo occupa mezza giornata abbondante e lascia il tempo per una sosta a tavola: e il modo migliore per non ridurre Vitorchiano a una sequenza di fotografie prese di fretta.
Vitorchiano (VT) con i bambini
Per una gita in famiglia il paese funziona bene. I bambini restano colpiti dal Moai, che offre l'occasione di raccontare loro la storia dell'isola di Pasqua e degli scultori arrivati dall'altra parte del mondo, e si divertono a salire e scendere per i profferli e a scovare gli scorci sul burrone. Il centro e piccolo e si percorre senza fatica in un paio d'ore, quindi non ci si stanca. L'unica accortezza riguarda i belvedere sul precipizio, che vanno tenuti sotto controllo, e le vie in salita, faticose per un passeggino. In compenso, durante le sagre e soprattutto durante Peperino in Fiore, il paese si riempie di colori e di stand e diventa una meta allegra anche per i piu piccoli.
Il nome di Vitorchiano (VT) e le sue origini
Il nome del paese porta con se un pezzo della sua storia piu antica. La tradizione lo fa derivare dal latino Vicus Orchianus, o Orclanus, il villaggio legato all'antica Orchia, indicata come luogo sacro alla dea etrusca Norzia, la divinita del destino venerata in questa parte dell'Etruria interna. Il borgo sarebbe stato edificato o rafforzato per offrire una dimora migliore agli abitanti di quel centro piu antico, in una zona che era gia stata frequentata in epoca etrusca e attraversata dai Romani. La presenza umana su questi altipiani, del resto, e antichissima: gia nell'eta del bronzo, intorno all'undicesimo secolo avanti Cristo, un villaggio prospero occupava il territorio, e le campagne conservano ancora oggi tombe, altari e massi lavorati che parlano di quel passato remoto. Vitorchiano nacque dunque come castrum, un centro fortificato nella parte piu meridionale della Tuscia, e la sua storia successiva fu segnata per secoli dalla vicinanza con la potente Viterbo e dal legame, altrettanto stretto, con Roma.
Una curiosità su Vitorchiano (VT)
La curiosita che spiazza tutti riguarda una tre lettere che di solito si associa soltanto a Roma: S.P.Q.R. A Vitorchiano la sigla del Senato e del Popolo Romano compare ovunque, scolpita sulle mura, sui portali, sugli stemmi del paese, e non e un vezzo di campanile ne una imitazione. E un diritto conquistato sul campo. Nel Medioevo Vitorchiano fu talmente alleata di Roma da meritare, con un atto ufficiale del Duecento, di potersi fregiare della sigla S.P.Q.R. e della Lupa Capitolina, unico centro fuori dalle mura aureliane ad averne avuto il permesso. Il paese adotto anche un motto latino che ne fissava l'orgoglio: Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum, ossia Vitorchiano, castello e parte di Roma. Chi arriva qui e nota lo stemma capitolino su un piccolo borgo dei Cimini di solito resta sorpreso: e il segno visibile di una storia che lega da otto secoli questo sperone di peperino alla citta eterna, e che il paese non ha mai smesso di rivendicare. Non e folklore aggiunto dopo: e la memoria di un patto che a Vitorchiano si e tramandato senza interruzioni, e che ancora oggi porta i suoi uomini a fare da guardia in Campidoglio.
Una cosa che non ti dice nessuno su Vitorchiano (VT)
Chi arriva a Vitorchiano guarda in alto, verso le torri e i palazzi, e rischia di perdere il punto di vista che spiega tutto: quello dal basso. Il borgo va visto anche dal fondo della Valle del Vezza o da uno dei belvedere che si affacciano sul burrone, perche solo da li si capisce perche lo chiamano borgo sospeso. Da sopra, camminando per le vie, il paese sembra un normale centro medievale in salita; da sotto, con le case che spuntano dal ciglio della rupe e sembrano affacciarsi nel vuoto sopra il precipizio, si vede come l'abitato sia letteralmente appoggiato su una lama di roccia. Pochi visitatori si prendono il tempo di scendere o di cercare l'affaccio giusto, e cosi tornano a casa senza aver visto l'immagine piu vera del posto. Un secondo dettaglio che sfugge quasi a tutti riguarda i profferli, le scale esterne di peperino: sembrano un ornamento pittoresco e invece sono la firma di un modo medievale di abitare, con la casa vera al primo piano e la vita di lavoro al piano terra. Guardarle sapendo a cosa servivano cambia il modo di camminare per il paese.
Il consiglio che ti do per visitare Vitorchiano (VT)
Il consiglio che do a chi mi chiede quando venire e semplice: scegliete il momento in funzione di cosa volete vedere. Se cercate il borgo nel suo silenzio, con la luce che accarezza il peperino, venite di mattina presto in un giorno feriale di mezza stagione, primavera o autunno, quando il paese e vuoto e la pietra grigia si scalda al sole. Se invece volete il colore e la festa, puntate su Peperino in Fiore ai primi di giugno o sulla Sagra del Cavatello a inizio agosto, mettendo in conto piu gente e parcheggi pieni. In ogni caso lasciate l'auto fuori le mura e giratevi tutto a piedi, con calma: due ore bastano per il centro, ma se aggiungete il Moai, il Centro Botanico Moutan a Pallone nella stagione delle peonie e magari un affaccio sulla valle, la giornata si riempie da sola. E soprattutto non fatevi ingannare dalle dimensioni ridotte del paese: Vitorchiano si merita una visita lenta, non una toccata e fuga fra una foto e l'altra. Chi lo attraversa di corsa se ne va convinto di aver visto un piccolo borgo carino; chi lo percorre piano ne coglie la storia, che e tutt'altro che piccola.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che Vitorchiano ha dato a Roma i suoi Fedeli, ma si cita di rado un dettaglio sonoro che ne discende. Fra i compiti della Guardia c'era, e c'e ancora, quello di suonare le particolari trombe romane dette clarine nelle principali manifestazioni pubbliche ufficiali della citta. Proprio per questa consuetudine quelle trombe sono conosciute per tradizione come le clarine di Vitorchiano, e a Roma l'espressione suonare le clarine e diventata proverbiale nel significato di chiamare a raccolta il popolo. C'e poi un altro particolare che pochi collegano al paese: nei Musei Capitolini, a Roma, e conservato lo Spinario, il celebre bronzo antico che raffigura un ragazzo intento a togliersi una spina dal piede. Secondo una tradizione tramandata, quel ragazzo sarebbe Gneo Marzio, giovane di Vitorchiano che si sarebbe fermato a riposare, con la spina ancora nel piede, dopo aver corso senza sosta dalla sua citta fino a Roma per avvertire i Romani dell'avanzata degli Etruschi. E una leggenda, non un fatto documentato, ma spiega perche a Vitorchiano lo Spinario sia sentito come cosa propria. Roma versa inoltre da secoli al paese un appannaggio annuale, tratto dalle imposte, destinato a retribuire la Guardia: un filo economico oltre che simbolico, che lega ancora oggi le due comunita.
La foto giusta da fare a Vitorchiano (VT)
La fotografia che porta a casa l'anima del posto non si fa dentro il paese, ma di fronte a lui. Uscite dal borgo, cercate uno degli affacci sulla Valle del Vezza o scendete verso il basso lungo la strada che gira intorno allo sperone, e inquadrate l'intero fronte delle case che spuntano dal ciglio della rupe: e cosi che si coglie l'effetto del borgo sospeso, con la pietra grigia degli edifici che sembra la prosecuzione naturale della roccia. La luce migliore e quella del tardo pomeriggio, quando il sole radente scalda il peperino e stacca le case dal verde della valle. Dentro il paese, invece, le due inquadrature che non dovreste mancare sono la fontana a fuso in Piazza Roma, con la Torre dell'Orologio alle spalle, e uno scorcio di via con i profferli in primo piano, gli scaloni di peperino che salgono verso gli ingressi al primo piano. E se cercate la foto che nessuno si aspetta, e quella del Moai appena fuori il centro: un gigante dell'isola di Pasqua nel bel mezzo della campagna viterbese, contrasto che da solo racconta la stranezza felice di questo paese.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di Vitorchiano e una lunga sequenza di assedi, tradimenti, resistenze e patti, tutti ruotanti intorno al triangolo fra il piccolo borgo, la potente Viterbo e la lontana Roma. Il villaggio ha origini antichissime: gia nell'eta del bronzo, intorno all'undicesimo secolo avanti Cristo, un abitato prospero occupava questi altipiani, e la zona fu poi frequentata dagli Etruschi e attraversata dai Romani, come dimostrano le tombe e gli altari della Selva di Malano. Il nucleo del paese come lo conosciamo si lega alla tradizione secondo cui Desiderio, ultimo re dei Longobardi, avrebbe edificato o rafforzato nel viterbese citta e castelli, e fra questi il Vicus Orchianus da cui deriverebbe il nome di Vitorchiano, per offrire una dimora migliore agli abitanti dell'antica Orchia, luogo sacro alla dea etrusca Norzia.
Gli assedi del Duecento e la fedelta a Roma
Il capitolo decisivo si apre alla fine del dodicesimo secolo. Nel 1199 Vitorchiano si dichiaro libera da ogni legame con Viterbo, e per tutta risposta il borgo fu assediato dalle milizie viterbesi; contro di esse i vitorchianesi invocarono l'aiuto di Roma, e nel 1201 il paese fu liberato dall'assedio e divenne feudo dell'Urbe. I contrasti pero non si spensero: nel 1232 i viterbesi tornarono a impadronirsi del borgo e lo devastarono. Furono anni durissimi, di distruzioni e ricostruzioni. Per rialzare le mura, lo Stato Pontificio dovette ricorrere all'aiuto del tesoriere Giovanni Annibaldi, che fortifico il paese fino a renderlo quasi imprendibile; ma i vitorchianesi mal sopportarono il suo governo e, dopo aver supplicato invano Roma di liberarli, nel 1267 provvidero a proprie spese a rimborsarlo delle somme spese. Fu allora che, con un atto solenne di sottomissione a Roma, il paese si guadagno il titolo di Terra Fedelissima all'Urbe e il fascio di privilegi che ancora lo distinguono: le esenzioni fiscali, la sigla S.P.Q.R., la Lupa Capitolina e, soprattutto, l'onore di fornire gli uomini per la guardia capitolina, esercitato senza interruzioni fino a oggi. Le fonti collocano il riconoscimento della fedelta fra la meta e la fine del Duecento, negli anni fra il 1265 e il 1267.
Santa Rosa esiliata a Vitorchiano
C'e poi un episodio che intreccia la storia del borgo con quella della santa piu amata di Viterbo. Santa Rosa, patrona del capoluogo, fu esiliata nel 1250 proprio a Vitorchiano, e la tradizione le attribuisce due miracoli compiuti nel paese: la restituzione della vista a una fanciulla di nome Delicata, mediante la preghiera e l'imposizione delle mani, e la conversione di un'eretica, chiamata la maga, mediante la prova del fuoco. E lo stesso personaggio la cui memoria, a Viterbo, e celebrata ogni anno con il trasporto della gigantesca Macchina di Santa Rosa, una delle tradizioni piu spettacolari della Tuscia. Che la santa abbia trascorso a Vitorchiano una parte del suo breve esilio e un altro filo che lega il borgo alle vicende grandi della sua terra.
Chi è passato da Vitorchiano (VT)
Per le vie e le campagne di Vitorchiano sono passati, in epoche diverse, personaggi che appartengono alla storia grande e alla storia del cinema. Nel Duecento vi fu esiliata Santa Rosa da Viterbo, la giovane terziaria francescana patrona del capoluogo, che secondo la tradizione compi qui due miracoli durante il soggiorno forzato del 1250. Alla vicenda del borgo e legato anche il nome di Giovanni Annibaldi, il tesoriere pontificio che nel Duecento fortifico il paese con le mura che lo resero quasi imprendibile, prima di esserne allontanato dai vitorchianesi. Piu indietro nel tempo, la tradizione lega il nome del paese a Desiderio, ultimo re dei Longobardi, indicato come colui che avrebbe dato forma al castrum medievale.
Gli artisti e i registi passati da Vitorchiano (VT)
Nel Rinascimento la tradizione locale chiama in causa nientemeno che Michelangelo Buonarroti, a cui viene attribuito il disegno della divisa dei Fedeli di Vitorchiano, la Guardia del Campidoglio: e una attribuzione tramandata dalla tradizione, non un fatto documentato, ma dice quanto in alto il paese ponga il proprio orgoglio. Nel Novecento e il cinema a portare a Vitorchiano volti celebri: nel 1966 Mario Monicelli vi giro L'Armata Brancaleone con Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Gian Maria Volonte, e per qualche settimana le vie di peperino si riempirono di attori in costume medievale. E nel 1990 furono gli scultori Rapa Nui venuti dall'isola di Pasqua a lasciare qui il loro segno, il Moai di peperino: personaggi lontanissimi da questo angolo di Tuscia, eppure legati per sempre al paese dalla pietra che hanno lavorato.

Cosa vedere nei dintorni di Vitorchiano (VT)
Vitorchiano si trova al centro di una delle aree piu ricche di borghi e di natura del Lazio, e nel raggio di pochi chilometri offre spunti per riempire piu di una giornata. A breve distanza si raggiungono i mostri di pietra del Parco dei Mostri di Bomarzo, il paese abbandonato di Celleno, il borgo fantasma, e la vicina Soriano nel Cimino con il suo castello. Vale il viaggio anche Vignanello con il celebre Castello Ruspoli, e il monumentale Palazzo Farnese a Caprarola. Poco oltre, la spettacolare Civita di Bagnoregio, la citta che muore, e uno dei luoghi piu fotografati d'Italia, mentre chi ama la natura trova pace sulle sponde della riserva naturale del Lago di Vico.
Altri borghi vicini a Vitorchiano (VT)
Sul versante opposto meritano una sosta Calcata, arroccata su una rupe di tufo sopra la valle del Treja, e il capoluogo Viterbo con il suo quartiere medievale di San Pellegrino e il Palazzo dei Papi. Da non trascurare Orte, affacciata sul Tevere lungo l'antica via Amerina, e la placida San Martino al Cimino con la sua abbazia cistercense. Con un poco di strada in piu si arriva a Chia, l'antico borgo caro a Pier Paolo Pasolini, e a Farnese, la cittadina che ha dato il nome alla celebre famiglia. Sono tutte mete raggiungibili in giornata, che fanno di Vitorchiano un'ottima base per esplorare la Tuscia viterbese.
Domande veloci su Vitorchiano (VT)
Quanto dista Vitorchiano (VT) da Roma?
Vitorchiano si trova in provincia di Viterbo e dista poco piu di un'ora di auto dal Grande Raccordo Anulare di Roma, seguendo la via Cassia oppure passando per Orte e la superstrada Orte-Viterbo. E una delle gite fuori porta piu comode per chi vuole vedere un borgo della Tuscia in giornata.
Si paga un biglietto per entrare a Vitorchiano (VT)?
No. Il centro storico e un borgo medievale aperto e si visita liberamente a piedi, senza biglietto. Hanno orari e ingressi propri soltanto alcuni luoghi specifici, come le chiese, il monastero delle trappiste o il Centro Botanico Moutan, che conviene verificare sui rispettivi canali ufficiali.
Quanto tempo serve per visitare Vitorchiano (VT)?
Per il solo centro storico bastano circa due ore, con calma. Se si aggiungono il Moai appena fuori il paese, un affaccio sulla Valle del Vezza e, in primavera, le peonie del Centro Botanico Moutan a Pallone, si riempie comodamente mezza giornata o piu.
Come si arriva a Vitorchiano (VT) con i mezzi pubblici?
Si raggiunge Viterbo in treno da Roma e da li si prende una corriera extraurbana Cotral verso Vitorchiano. Le corse dei bus di provincia non sono frequentissime, quindi conviene consultare gli orari aggiornati prima di partire; per una gita comoda, l'auto resta la scelta piu pratica.
Dove si parcheggia a Vitorchiano (VT)?
I parcheggi si trovano tutti fuori le mura, perche il borgo antico e pedonale. Il piu comodo e quello nella parte alta, vicino a Piazza Roma e alla Porta Madonna della Neve. Nei giorni delle grandi sagre i posti si esauriscono presto, quindi conviene arrivare la mattina.
Perche Vitorchiano (VT) e chiamato il borgo sospeso?
Perche il paese e costruito su uno sperone di peperino affacciato sulla Valle del Vezza, e visto dal basso le case sembrano nascere dalla roccia e affacciarsi nel vuoto sopra il burrone. E questo effetto, dovuto alla geologia vulcanica dei monti Cimini, a valergli il soprannome di borgo sospeso.
Che cos'e il peperino di Vitorchiano (VT)?
E un tufo vulcanico di colore grigio scuro, punteggiato di piccole inclusioni piu scure che ricordano i grani di pepe, da cui prende il nome. E la roccia su cui poggia il paese ed e la pietra con cui il paese e stato costruito; ancora oggi viene estratta nelle cave del territorio.
Il Moai di Vitorchiano (VT) e autentico?
Si. Fu scolpito nel 1990 da undici indigeni Rapa Nui giunti dall'isola di Pasqua, che lavorarono un blocco di peperino locale di circa trenta tonnellate con asce manuali e pietre taglienti, secondo le tecniche tradizionali. E indicato come uno dei pochissimi moai autentici esistenti fuori dall'isola di Pasqua.
Dove si trova il Moai a Vitorchiano (VT)?
La statua e collocata appena fuori il centro storico, lungo la strada che porta verso la campagna, e si raggiunge a piedi in pochi minuti dalla piazza principale. E diventata uno dei simboli del paese.
Perche a Vitorchiano (VT) c'e la sigla S.P.Q.R.?
Perche nel Duecento il borgo fu talmente fedele a Roma da ottenere, con un atto ufficiale, il diritto di fregiarsi della sigla S.P.Q.R. e della Lupa Capitolina: e l'unico centro fuori dalle mura aureliane ad averne avuto il permesso. Il paese adotto anche il motto Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum.
Chi sono i Fedeli di Vitorchiano (VT)?
Sono gli uomini che il paese fornisce da secoli come Guardia del Campidoglio per le manifestazioni ufficiali del comune di Roma, in forza del privilegio ottenuto nel Duecento. La loro divisa, secondo la tradizione, fu ridisegnata nel Rinascimento da Michelangelo Buonarroti.
Vitorchiano (VT) e adatto ai bambini?
Si, e una meta comoda per una gita in famiglia: il borgo e piccolo, si gira a piedi in un paio d'ore e ha molti spunti che colpiscono i bambini, dal Moai ai profferli fino agli affacci sulla valle. Attenzione solo alle strade in salita e ai belvedere sul burrone, da tenere sotto controllo.
Quando conviene visitare Vitorchiano (VT)?
Per il paese tranquillo, di mattina in un giorno feriale di primavera o autunno. Per la festa e i colori, durante Peperino in Fiore ai primi di giugno o la Sagra del Cavatello a inizio agosto. Per le peonie del Centro Botanico Moutan, fra aprile e maggio, verificando prima lo stato della fioritura.
Cosa vedere assolutamente a Vitorchiano (VT)?
Piazza Roma con la fontana a fuso e la Torre dell'Orologio, la Via dell'Arrengo con le case a profferlo, la chiesa di Santa Maria Assunta, il Palazzo Comunale, il Moai di peperino appena fuori il centro e un affaccio sulla Valle del Vezza per cogliere il borgo sospeso dal basso.
Che film e stato girato a Vitorchiano (VT)?
Nel 1966 Mario Monicelli vi giro L'Armata Brancaleone con Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Gian Maria Volonte. Le vie di peperino del borgo offrivano lo scenario medievale perfetto senza bisogno di scenografie aggiunte.
Cosa si mangia a Vitorchiano (VT)?
La cucina e quella dei monti Cimini: castagne, nocciole, funghi porcini, tartufi, oli di oliva, vini, formaggi di pecora e di mucca, prosciutti e salumi. Il piatto simbolo del paese e il cavatello, la pasta fatta in casa a cui e dedicata la sagra di inizio agosto.
Cosa vedere vicino a Vitorchiano (VT) in giornata?
Nel raggio di pochi chilometri ci sono il Parco dei Mostri di Bomarzo, Celleno il borgo fantasma, Soriano nel Cimino, Vignanello con il Castello Ruspoli, il Palazzo Farnese a Caprarola, Civita di Bagnoregio, Viterbo, Calcata e il Lago di Vico. Vitorchiano e un'ottima base per esplorare la Tuscia.
Il centro storico di Vitorchiano (VT) e accessibile?
Il borgo antico ha vie strette, in salita e in parte lastricate, con scale e dislivelli, quindi per chi ha difficolta motorie alcuni tratti risultano impegnativi. Piazza Roma e la parte alta si raggiungono piu facilmente, mentre il cuore medievale richiede di affrontare pendenze e gradini.
Vitorchiano (VT) e accessibile in sedia a rotelle?
Il centro storico presenta ostacoli concreti per chi si muove in sedia a rotelle: vie strette, in salita, con lastricati irregolari, gradini e forti pendenze. La parte alta intorno a Piazza Roma e piu agevole, mentre l'interno del borgo medievale risulta difficile da percorrere. Il Moai, che si trova fuori le mura, e piu facilmente raggiungibile. Conviene mettere in conto queste caratteristiche del paese prima della visita.
Ci sono ristoranti e bar a Vitorchiano (VT)?
Si, il paese e le sue immediate vicinanze offrono trattorie, osterie e bar dove assaggiare la cucina dei monti Cimini, dal cavatello ai funghi, dai salumi ai formaggi locali. Durante le sagre, in particolare la Sagra del Cavatello a inizio agosto, si mangia direttamente alle tavolate imbandite nel centro storico, sotto la fontana in stile viterbese.
Quando fioriscono le peonie del Centro Botanico Moutan?
La fioritura delle peonie a Pallone si concentra di norma fra aprile e maggio, ma e breve e cambia di anno in anno secondo l'andamento della stagione. Chi vuole vederla nel pieno deve informarsi prima sullo stato effettivo dei fiori tramite il canale ufficiale del centro botanico, per evitare di arrivare quando la fioritura non e ancora aperta o e gia sfiorita.
Perche a Vitorchiano (VT) si parla dello Spinario?
Perche una tradizione lega il celebre bronzo antico dello Spinario, conservato ai Musei Capitolini di Roma, a Gneo Marzio, giovane di Vitorchiano che secondo il racconto avrebbe corso fino a Roma per avvertire i Romani dell'avanzata degli Etruschi, fermandosi poi a togliersi una spina dal piede. E una leggenda, non un fatto documentato, ma spiega l'affetto del paese per quella statua.
Si puo abbinare Vitorchiano (VT) a Bomarzo?
Si, e un abbinamento naturale. Il Parco dei Mostri di Bomarzo, con le sue enormi sculture di pietra cinquecentesche, dista pochi chilometri e si visita comodamente nella stessa giornata, cosi come il vicino altipiano di Monte Casoli con le sue memorie etrusche. Molti visitatori uniscono i due luoghi in una gita unica nella Tuscia.
Perché la fontana a fuso e un simbolo della Tuscia a Vitorchiano (VT)
La fontana a fuso merita qualche parola in piu, perche e uno degli elementi che meglio raccontano l'appartenenza di Vitorchiano alla civilta della Tuscia viterbese. Il tipo prende il nome dalla forma dell'elemento centrale, rastremato verso l'alto come il fuso usato per filare la lana, che si erge dalla vasca. E un modello di fontana pubblica diffuso nei comuni medievali della zona, dove l'acqua era il centro della vita quotidiana e la fontana il luogo dove si attingeva, si abbeveravano gli animali e ci si incontrava. Vitorchiano ne conserva piu di una: la piu celebre e quella duecentesca di Piazza Roma, ma un secondo esemplare, decorato con i simboli dei quattro Evangelisti, si trova nella Casa del Podesta. Sono fontane costruite, come tutto il resto del paese, con il peperino locale, e la loro sobrieta di linee si sposa con la severita grigia delle facciate. Fermarsi a osservarne i dettagli, l'usura della pietra e i segni lasciati dai secoli aiuta a capire il ritmo di una comunita che intorno a quell'acqua ha costruito la propria storia.
In conclusione: perché salire a Vitorchiano (VT)
Di borghi medievali la Tuscia ne ha molti, e quasi tutti bellissimi, ma Vitorchiano ha qualcosa che gli altri non hanno: una storia che lo lega direttamente a Roma, scritta sui muri con una sigla che di solito appartiene soltanto alla capitale, e un rapporto quasi fisico con la propria pietra, il peperino, che si vede nelle case, nelle scale, nelle fontane e persino in un gigante venuto dall'isola di Pasqua. Il mio consiglio da chi accompagna gente in giro da anni e di non trattarlo come una toccata e fuga: prendetevi il tempo di scendere a guardarlo dal basso, di camminare piano fra i profferli, di arrivare fino al Moai e, se capitate nella stagione giusta, di allungare fino alle peonie di Pallone. Vitorchiano ripaga chi rallenta, e delude soltanto chi lo attraversa di corsa.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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