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Indirizzo:
Piazza Del Duomo, 01015 Sutri VT Sutri (VT), Borghi e paesini, Vicino Roma
Descrizione:

Sutri, non distante dal Lago di Bracciano, è un'antichissima città italica, uno tra i borghi più belli d'Italia.

A Sutri e nei suoi dintorni si possono trovare molti resti di origine etrusca, romana e medievale.

Bandiera Arancione per qualità turistica ed ambientale nel 2003, questo grazioso borgo in provincia di Viterbo offre al turista numerosi luoghi di interesse da visitare.

Tra questi, in primis ricordiamo l’ Anfiteatro risalente al I sec a.C. completamente scavato nel tufo.

Passeggiando per le vie di Sutri, si arriva nella piazza del Comune, cuore del centro storico, e in piazza Duomo, dove risplende la Cattedrale dedicata all’Assunta,  in stile barocco ma di fondazione romanica, fu infatti modificata nel corso dei secoli successivi, pur mantenendo alcuni aspetti dell’epoca passata, come il pavimento, la cripta sottostante l’abside e con campanile duecentesco.

Splendida, all’interno, la pavimentazione cosmatesca, e suggestiva la cripta di epoca longobarda, con le navate scandite da tre serie di colonne e le volte a crociera in tufo; vi è conservato il busto bronzeo di Clemente II, eletto papa a Sutri.

Da vedere infine la chiesa di San Francesco, quella di San Silvestro e l’antico lavatoio, incorniciato dai vicoli del centro.

Da visitare anche la Chiesa della Madonna del Tempio, di proprietà dell’ Ordine dei Templari, la grotta di Orlando, dove secondo la leggenda nacque Orlando, paladino di Francia e la Casa di Dante, dove si dice che Dante Alighieri soggiornò, nel suo viaggio a Roma per il Giubileo del 1300.

Per non parlare del Museo di Palazzo Doebbing in piazza del Duomo, che propone sempre mostre di altissimo livello.

Sutri nasce su di un imponente promontorio tufaceo che domina la Via Cassia ed ha una storia molto antica, risalente all’epoca etrusca.

Molti infatti sono i ritrovamenti legati a questa popolazione, fatti in questa zona e in particolare nel Parco Naturale Regionale dell'Antichissima Città di Sutri.

A tutti coloro che sono alla ricerca di qualche giorno tra natura, storia, arte e gusto, Sutri può offrire tutto questo e anche di più.

Nella quarta tappa della Via Francigena, descritta dall’arcivescovo di Canterbury, Sigerico, nel suo viaggio di ritorno da Roma, Sutri è indicata come Suteria, dall’etrusco Suthrina, il dio Saturno dei Romani.

Francesco Petrarca, scrivendo del suo primo viaggio a Roma nella lettera al cardinale Giovanni Colonna, descrive Sutri:

Sutri
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Sutri| Eventi, Tradizioni e Folklore

  • Nella settimana che include il 16 settembre, dies natalis della patrona Santa Dolcissima, vengono organizzate manifestazioni che comprendono una processione religiosa con il simulacro della Santa ed uno spettacolo pirotecnico con fiaccolata all'interno dell'anfiteatro la sera del 17 settembre.
  • Il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant'Antonio abate, viene organizzata una sfilata di cavalli e, nella domenica successiva, viene conteso un palio. La festività è legata ad una leggenda secondo cui il santo avrebbe salvato, nel XIX secolo, gli animali del paese da una grave epidemia.
  • A giugno, in occasione del Corpus Domini, viene organizzata una processione religiosa ed una splendida infiorata lungo la strada principale del paese.
  • Durante l'estate Sutri collabora al Festival Barocco, un festival di musica classica della Tuscia Viterbese con numerosi concerti, spesso gratuiti, che a Sutri si svolgono nella Chiesa di S. Francesco, sconsacrata e poi riconsacrata, a Villa Savorelli, o presso l'anfiteatro. In passato hanno partecipato al Festival musicisti del calibro di Severino Gazzelloni e Gustav Leonhardt.
  • Sempre in estate, per tre giorni dal venerdì alla domenica solitamente nelle ultime settimane di luglio, prende vita Mercatantia, una festa medievale che si svolge presso il parco archeologico dell'anfiteatro. Un salto nel passato tra giochi, duelli, spettacoli e rievocazioni storiche sommersi nella natura e nella storia.
  • Per i buongustai a inizio settembre, c’è la Sagra del Fagiolo, nata per promuovere e far conoscere il prodotto tipico di Sutri per eccellenza: il fagiolo della Regina.
  • In occasione del Natale, viene organizzato il presepe vivente presso la necropoli rupestre.

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Borgo di Sutri

Borgo di Sutri

Cosa vedere a Sutri | Monumenti e luoghi d'interesse:

Sutri | Architetture religiose

  • Concattedrale di Santa Maria Assunta
  • Chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Silvestro
  • Chiesa di San Sebastiano
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa della Santissima Concezione
  • Chiesa di Santa Maria del Tempio
  • Chiesa della Madonna del Parto
  • Chiesa della Madonna del Monte
  • Chiesa di Santa Croce
  • Chiesa di Santa Fortunata (sconsacrata)
  • Chiesa della Madonna del Carmine, con un affresco del XV secolo che richiama lo stile di Melozzo da ForlìSutriWeb - Lo Sapevate - La Madonna del Carmine (sconsacrata)
  • Chiesa di Santa Cecilia (sconsacrata)
  • Chiesa di Sant'Andrea (sconsacrata)

Sutri | Architetture civili 

  • Villa Savorelli
  • Porta Vecchia
  • Torre degli Arraggiati
  • Museo di Palazzo Doebbing

Antichissima Città di Sutri
Antichissima Città di Sutri

Sutri | Siti archeologici 

  • Anfiteatro romano di Sutri
  • Necropoli di Sutri
  • Catacomba di San Giovenale

Sutri | Aree naturali 

Nella zona dovreste assolutamente visitare Nepi, Calcata, Civitella San Paolo, Civita Castellana, Castel Sant'Elia, Faleria, Ronciglione, il lago di Vico e il lago di Bracciano e le bellissime Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia, le Forre di Corchiano nel giro di pochissimi kilometri...a dire il vero sono davvero tantissimi i borghi della zona, e della provincia di Viterbo in generale, che meritano una visita.

Antichissima Città di Sutri
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Sutri | La Storia

La storia di Sutri (anticamente Sutrium) è testimoniata dai numerosi ritrovamenti archeologici nella zona appartenenti a diverse epoche.

Le sue origini sono molto antiche, probabilmente risalenti all'età del bronzo.

La sua fondazione è, secondo la leggenda, da attribuirsi ad un antico popolo di navigatori orientali, i Pelasgi.

Altre leggende parlano della fondazione da parte del Dio Saturno, che appare a cavallo con tre spighe di grano in mano nello stemma ufficiale del comune.

Ebbe un forte sviluppo nel periodo di dominazione etrusca, come centro agricolo e commerciale.

Come passaggio obbligato per l'Etruria, fu conquistata definitivamente nel 383 a.C. dai Romani, dopo la caduta di Veio.

Successivamente sostenne il passaggio di diverse orde barbariche in viaggio per la via Cassia alla volta di Roma, fungendo da baluardo del consolato e dell'impero.

Tra il V e l'VIII secolo Sutri fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini, fino a che, nel 728 d.C., il re dei Longobardi Liutprando offrì la città e le terre circostanti al papa Gregorio II.

Questa donazione viene considerata l'inizio del dominio temporale della Chiesa, ovvero il primo passo per la costruzione del Patrimonio di San Pietro.

Nel IX secolo a Sutri si colloca la leggenda di Berta, sorella di Carlo Magno, diseredata ed esule per aver avuto rapporti con un uomo di umili origini.

Secondo tale leggenda, lungo la strada per Roma, ella si fermò a Sutri (secondo alcuni avendola ricevuta in dono dal fratello come dimora) e partorì in una grotta Orlando (o Rolando - l'Orlando Furioso), poi nominato paladino di Francia dallo stesso imperatore e protagonista di numerose opere sulle sue gesta cavalleresche.

Si svolse a Sutri nel 1046 un Concilio indetto dall'imperatore Enrico III, che pose fine allo scisma che vedeva opporsi tre rivali per il papato: vi fu eletto papa Clemente II.

In età feudale fu al centro degli scontri tra guelfi e ghibellini, che culminarono nell'incendio che distrusse il borgo nel 1433, ad opera di Nicolò Fortebraccio, capitano di ventura.

Da quel momento la città vide un rapido declino della sua importanza demografica ed economica, dovuto anche al dirottamento delle rotte commerciali lungo la Via Cimina, a favore di Ronciglione, fortemente potenziata dai Farnese.

Sutri si ridusse quindi ad una cittadina rurale di secondo piano nello Stato Pontificio, facile merce di scambio per le famiglie nobili.

Alla fine del XVIII secolo, Sutri fu conquistata dalle truppe francesi e accomunata a Ronciglione.

Nella Restaurazione fu resa allo Stato Pontificio.

Sutri è un'importante sede vescovile almeno dal V secolo, sebbene la leggenda voglia che già lo stesso San Pietro vi inviò San Romolo come vescovo, agli albori del cristianesimo.

Il primo vescovo residente di cui si ha notizia certa è Sant'Eusebio, nel 465.

Tra il 1243 ed il 1244 la città è stata per breve tempo sede papale, quando papa Innocenzo IV vi si stabilì per fuggire dall'imperatore Federico II, che egli aveva scomunicato.

Nel 1435 la sede vescovile fu unificata con quella di Nepi, a riprova del declino demografico ed economico avvenuto all'epoca.

Nel 1556 è stata sede vescovile del futuro papa Pio V, poi canonizzato, a cui sono dedicate molte opere nel Duomo cittadino.

Antichissima Città di Sutri
Antichissima Città di Sutri

Francesco Petrarca, scrivendo del suo primo viaggio a Roma nella lettera al cardinale Giovanni Colonna, descrive Sutri:

«A due sole miglia sta Sutri, sede diletta a Cerere, e antica colonia, secondo che dicono, di Saturno: ove non lungi dalle mura mostrano il campo che narrano fosse il primo in Italia a ricevere la sementa del grano, segato indi a poco dallo stranio re che con tal beneficio mansuefatti e cattivatisi gli animi di quei primi abitatori regnò su loro tranquillo infin che visse, e venuto dopo morte in voce di Dio, dalla gratitudine degli uomini qual vecchio nume con in mano la falce fu venerato.

Saluberrimo, a quanto la breve dimora mi concede di giudicarne, è questo clima.

Cingono d'ogni parte il paese colline senza numero, né troppo alte, né di malagevole salita e di nessuno impedimento allo spaziar della vista, infra le quali s'aprono sui convessi fianchi ombrose e fresche caverne, e sorge frondoso il bosco a riparare l'ardore del sole da tutti i lati da quello infuori che guarda a Borea, ove un monticello degli altri più basso in aprica valle spiegandosi appresta alle api una fiorita dimora.

Qui d'acque dolcissime ne' bassi fondi il mormorio, qui cervi, damme, cavrioli, e tutto il selvaggio gregge de' boschi errante ne' colli aperti, e schiera infinita d'augelli che lambe le onde o su pei rami saltellando sussurra.

Taccio de' buoi, e de' domestici armenti, e dei doni di Cerere e di Bacco, che alla fatica dell'uomo dolci ed ubertosi rispondono, e dei naturali tesori dei vicini fiumi, dei laghi e del mare, che anch'esso poco è distante.»

(Lettere di Francesco Petrarca delle cose familiari, lettera XXIII, ca. 1337)

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