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Museo-Erbario-di-Roma
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Indirizzo:
Via Cesare de Lollis, 25, 00185 Roma RM, Italia
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Descrizione:

Il Museo Erbario di Roma alla Sapienza raccoglie e cataloga una tra le piĂ¹ grandi collezioni d'Europa

Il Museo Erbario di Roma, che ospita collezioni prevalentemente ottocentesche e novecentesche di interesse storico e collezioni attuali, si trova al secondo piano dell'edificio del Dipartimento di Biologia Vegetale.

La struttura del Museo Erbario è dotata di un impianto di climatizzazione conservativa e di una sala di lavoro e consultazione con postazioni multimediali.

I musei botanici come quello di Roma appartengono a due tipi: l’orto e l’erbario.

Il primo  accoglie esemplari vivi e il secondo è il luogo dove viene radunata e ordinata la variabilità vegetale soprattutto nella forma di esemplari spianati, essiccati, corredati da notizie sulla località e sul momento di raccolta e di almeno una perizia tassonomica.

Anche se secco e spianato il contenuto informativo del campione d’erbario rimane sorprendentemente alto.

L’erbario, o meglio la rete internazionale degli erbari, costituisce anche l’anagrafe delle specie conosciute e quindi il punto di partenza per la verifica delle nuove specie e per l’identificazione critica di quelle già conosciute.

Solo negli erbari si percepisce la incredibile estensione della variabilità vegetale e il materiale così conservato permette anche di ottenere informazioni di tipo fitogeografico e popolazionistico.

Museo Erbario di Roma
Museo Erbario di Roma

Andate al Museo Erbario di Roma a scoprire l’incredibile mondo vegetale nella forma di esemplari spianati ed essiccati.

Conoscere la grande ricchezza e variabilitĂ  delle specie ci aiuta a comprendere come nessun ambiente possa essere definito e interpretato senza averne prima descritto la componente biologica.

Le collezioni storiche e contemporanee del Museo Erbario di Roma (RO) comprendono circa 1.005.000 esemplari, ciĂ² che colloca il Museo Erbario RO fra i principali Erbari italiani e d'Europa.

Esse sono suddivise in sei erbari: Romano, Generale, Cesati, Montelucci, Anzalone e Didattico. I primi cinque costituiscono le collezioni storiche, l'Erbario Didattico è la collezione di consultazione da parte degli utenti.

Ăˆ costituita da circa 3000 esemplari ordinati alfabeticamente per Famiglia, Genere, Specie (secondo Pignatti S., 1982 - Flora d'Italia) ed è in continuo incremento.

RO è la sigla con cui viene individuato a livello internazionale il Museo Erbario fisicamente ubicato nell'edificio del Dipartimento di Biologia Vegetale di Sapienza Università di Roma.

L’origine delle collezioni del Museo dell’Erbario di Roma risale al 1872, quando Giuseppe De Notaris (1805-1877), professore di botanica all’Università di Genova, fu chiamato dal ministro Scialoja a ricoprire la cattedra di Botanica dell’Università di Roma.

L’Istituto di Botanica disponeva a quell’epoca di pochi ambienti all’interno dell’antico convento di San Lorenzo in Panisperna; in questi locali De Notaris potè sistemare la sua ricchissima biblioteca e le sue notevoli collezioni crittogamiche.

Egli si dedicĂ² attivamente alla formazione di collezioni essiccate attraverso l’acquisizione di raccolte preesistenti come quella dell’Erbario Ettore Rolli (1818-1876) e contribuendo con sue personali raccolte.

De Notaris, illustre crittogamo, ritornĂ² ad applicarsi allo studio delle Fanerogame abbandonato da molto tempo, riuscendo ad allestire, in soli due anni, un ricco erbario fanerogamico locale. Alla morte di De Notaris, avvenuta cinque anni dopo il suo arrivo a Roma, gli succedette, per concorso, Nicola Antonio Pedicino (1839-1883).

Egli continuĂ² l’opera iniziata dal suo predecessore consentendo l’acquisizione di importanti raccolte come quelle di Pietro Sanguinetti (1802-1868), di Elisabetta Fiorini-Mazzanti (1799-1879) e curando l’acquisto dell’erbario crittogamico di De Notaris, acquisto che riveste una grande importanza per la presenza di numerosi tipi (esemplari cui è legata la prima descrizione dei taxa).

Nel 1883, alla morte di Pedicino, Guido Baccelli, allora ministro della Pubblica Istruzione, chiamĂ² a succedergli Pietro Romualdo Pirotta (1853-1936) professore di Botanica dell’UniversitĂ  di Modena.

Ăˆ a quest’ultimo che si deve la costruzione, nel giardino di Panisperna, di un nuovo Istituto di Botanica giĂ  operante nell’anno accademico 1889-90.

L’Erbario potè finalmente disporre di locali adeguati e conobbe in quegli anni uno sviluppo considerevole.

Alla sua organizzazione lavorarono con Pirotta i primi conservatori dell’Erbario: Achille Terracciano dal 1887, Emilio Chiovenda dal 1896 e Fabrizio Cortesi dal 1904.

Il numero degli esemplari dell’Erbario fu notevolmente incrementato dalle raccolte di Pirotta stesso, dal personale dell’istituto e dai suoi allievi.

Ăˆ di questo periodo un’intensa attivitĂ  di scambi con istituti botanici italiani e stranieri e con vari studiosi dell’epoca.

Furono acquistati inoltre vari erbari, il piĂ¹ importante dei quali è quello di Vincenzo Cesati, acquisito nel 1885.

Si deve a Pirotta la fondazione, nel 1904, del Museo Erbario Coloniale destinato ad accogliere gli abbondanti materiali provenienti dalle colonie italiane dell’Eritrea e della Somalia.

Ma quando nel 1913 si progettĂ² di creare a Firenze, presso l’Istituto Botanico, un Erbario Nazionale comprensivo della flora delle colonie italiane, Pirotta, convinto dell’utilitĂ  di questa iniziativa, cedette spontaneamente nel 1914 l’intero Erbario Coloniale.

La sistemazione attuale dell’Erbario risale al 1938, anno in cui avviene il definitivo spostamento delle collezioni nei locali dell’Istituto Botanico della Nuova Città Universitaria.

Alle raccolte dell’Erbario sono state destinate due sale, ciascuna con una superficie di circa 70 mq al secondo piano dell’edificio del Dipartimento di Biologia Vegetale.

Negli anni 2006-2007, con i fondi erogati per la Celebrazione del VII Centenario di "La Sapienza", si sono potute ammodernare le strutture del Museo, dotandolo di un impianto di climatizzazione conservativa per le sale che ospitano le Collezioni e riallestendo con arredi moderni e razionali una sala di lavoro e consultazione con postazioni multimediali.

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LE COLLEZIONI DEL MUSEO ERBARIO

Le collezioni storiche e contemporanee del Museo Erbario di Roma (RO) comprendono circa 1.120.000 esemplari, ciĂ² che colloca il Museo Erbario RO fra i principali Erbari italiani e d'Europa.

Esse sono suddivise in sei erbari: Romano, Generale, Cesati, Montelucci, Anzalone e Didattico.

I primi tre costituiscono le collezioni storiche, l'Erbario Didattico è la collezione di consultazione da parte degli utenti. Ăˆ costituita da circa 3000 esemplari ordinati alfabeticamente per Famiglia, Genere, Specie (secondo Pignatti S., 1982 - Flora d'Italia) ed è in continuo incremento.

Erbario Romano

Erbario fanerogamico, nato per iniziativa di Pietro Romualdo Pirotta; riunisce gli esemplari del territorio laziale secondo i confini definiti da P. R. Pirotta ed Emilio Chiovenda nell’introduzione al primo fascicolo della Flora Romana (1900). P. R. Pirotta volle riunire in un unico corpo i materiali già esistenti e le nuove raccolte da lui appositamente promosse e incoraggiate.

Il suo allestimento rese disponibile una documentazione che sarebbe dovuta servire nel lavoro di preparazione della Flora Romana, della quale videro la luce, purtroppo, solo i primi due fascicoli di carattere storico bibliografico.

Contiene la parte romana degli Erbari di Francesco Antonio Sebastiani, Ernesto Mauri, Elisabetta Fiorini-Mazzanti, Piero Sanguinetti, Ettore Rolli.

La consistenza attuale dell’Erbario Romano viene stimata in circa 69.500 fogli con un numero di campioni valutato intorno a 174.000, distribuiti in 121 Famiglie e 747 Generi.

Erbario Generale

L’Erbario, distribuito nelle due sezioni fanerogamica e crittogamica, riunisce esemplari provenienti dall’Italia e dall’estero.

Comprende la restante parte degli erbari Sebastiani, Mauri, Fiorini-Mazzanti, Sanguinetti, Rolli ed altri; le collezioni acquistate o ricevute in cambio da privati o istituti botanici italiani o stranieri; le raccolte fatte da Pirotta e i suoi allievi; infine il prezioso erbario crittogamico di Giuseppe De Notaris.

La sezione crittogamica è valutata in ca. 72.000 campioni riuniti in 259 pacchi.

La sezione fanerogamica si compone di 1.373 pacchi per un totale di circa 150.000 esemplari con un numero di campioni valutato intorno a 366.000, distribuiti in 207 Famiglie e 3.275 Generi.

Erbario Cesati

Erbario del barone Vincenzo Cesati di Vigadore (1806-1883), professore di Botanica e direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Napoli.

L’Erbario conserva le raccolte personali di Cesati effettuate durante la sua lunga carriera di botanico, in Italia, in parte della Germania e in Svizzera, insieme a un gran numero di esemplari provenienti da acquisti o scambi con botanici di tutto il mondo.

Rappresenta, insieme con l’erbario crittogamico di Giuseppe de Notaris, la collezione piĂ¹ richiesta tra quelle conservate nell’Erbario di Roma, per la presenza di numerosi esemplari tipo e per la ricchezza e l’importanza delle collezioni in esso conservate.

Diviso in una sezione fanerogamica e una crittogamica, comprende ca. 32.000 specie di fanerogame e 17.000 specie di crittogame raccolte in 648 pacchi, per una consistenza complessiva di 350.000 esemplari.

Erbario Montelucci

Erbario di Giuliano Montelucci (1899-1983), chimico, Maggiore Generale dell’Aeronautica e libero docente in Geobotanica.

La collezione degli exsiccata, donata all’Erbario di Roma nel 1983, consta di 140 pacchi per un totale di circa 12.000 esemplari.

L’interesse per la floristica di Montelucci è testimoniato dalla consistenza del suo erbario, quasi esclusivamente fanerogamico, che ha recato un contributo notevolissimo alla conoscenza della Flora Italiana, in modo particolare delle Regioni Lazio e Toscana.

Erbario Anzalone

Erbario allestito da Bruno Anzalone (1921-2007), professore ordinario di Botanica Farmaceutica dal 1974 al 1996 presso la Sapienza UnviersitĂ  di Roma, considerato il maggior esperto della flora del territorio laziale.

Il suo erbario è costituito da circa 31.000 esemplari raccolti in 330 pacchi, quasi esclusivamente di fanerogame provenienti principalmente dal Lazio e anche da Abruzzo, Marche e Trentino Alto-Adige.

Altre collezioni

Oltre alle collezioni consultabili, il museo conserva altri materiali storici pervenuti in vario modo. Si tratta di collezioni antiche (secoli XVIII-XIX) e materiali didattici di inizio Novecento.

CONTATTI

Tel. (+39) 06 4991 2410
Tel. (+39) 06 4991 2409
[email protected]

APERTURA
dal Lunedì al Venerdì
09.30 - 13.30
Pomeriggio solo su prenotazione

SEDE
Il museo è al secondo piano dell'edificio di Botanica presso il Dipartimento di Biologia Ambientale, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro, 5 - Roma

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