Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
In breve. Ogni prima domenica del mese i musei, i parchi archeologici, le gallerie, gli archivi e le biblioteche dello Stato italiano aprono senza biglietto: la formula ufficiale del Ministero della Cultura è #domenicalmuseo, l'ingresso è libero…
Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali
Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali
Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali
Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali
Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali
Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici stataliOgni prima domenica del mese i musei, i parchi archeologici, le gallerie, gli archivi e le biblioteche dello Stato italiano aprono senza biglietto: la formula ufficiale del Ministero della Cultura è #domenicalmuseo, l'ingresso è libero per chiunque si presenti, non serve tessera, non serve residenza, non serve un documento particolare. Gli orari sono quelli consueti di apertura di ciascun istituto; la prenotazione resta consigliata o obbligatoria solo dove il singolo museo la prevede già negli altri giorni, e il Colosseo con il Foro Romano e il Palatino è il caso romano più rigido, perché l'accesso funziona a fasce orarie anche quando il titolo di ingresso costa zero. Informazioni e biglietti si trovano sull'applicazione ufficiale Musei Italiani e sui siti dei singoli istituti. La prossima data utile indicata dal Ministero è domenica 6 settembre 2026.
Due gratuità diverse, due pagine diverse
Questa pagina tratta la prima domenica del mese, cioè l’iniziativa che apre gratuitamente musei e parchi archeologici statali in tutta Italia. È una gratuità che vale un giorno al mese e che non dipende da dove si risiede.
La gratuità dei musei civici di Roma funziona in modo completamente diverso: dipende dalla residenza, dalla MIC Card e dal tariffario comunale, vale tutto l’anno e riguarda un elenco di sedi che non coincide con quello statale. Chi cerca quella, e non la domenica gratuita, trova il quadro completo in Musei gratis a Roma.
Domande frequenti su Domenica al Museo , Ogni prima domenica del mese , ingresso gratuito parchi archeologici statali
Quando cade esattamente Domenica al Museo?
Domenica al Museo cade la prima domenica di ogni mese, dodici volte l'anno, senza sospensioni estive. L'iniziativa nasce nel luglio del 2014 per volontà dell'allora ministro Dario Franceschini e da allora si ripete con regolarità su tutto il circuito statale. Conviene verificare il calendario ufficiale del Ministero della Cultura prima di partire, perché in casi eccezionali un istituto può restare chiuso.
L'ingresso gratuito vale per tutti o solo per i residenti?
L'ingresso gratuito di Domenica al Museo vale per tutti, senza distinzione di residenza, cittadinanza, età o reddito. Il requisito di residenza, che in passato ha regolato altre agevolazioni comunali, non condiziona questa giornata. Riguarda il circuito statale su tutto il territorio nazionale, mentre i musei civici di Roma Capitale aprono gratis con regole proprie sempre la prima domenica del mese.
Serve prenotare per visitare i musei gratuiti la prima domenica del mese?
Per Domenica al Museo la prenotazione non è generalmente richiesta ai singoli visitatori, che accedono liberamente fino a capienza dell'istituto. Fa eccezione la visita in gruppo, per la quale nel Sistema Musei di Roma Capitale è obbligatorio chiamare il numero 060608. Vale comunque la pena arrivare con anticipo nei siti più frequentati, perché la capienza può esaurirsi rapidamente.
Anche se il biglietto è gratuito bisogna comunque ritirarlo?
Sì, alla quasi totalità degli istituti statali che aderiscono a Domenica al Museo la biglietteria emette comunque un titolo di ingresso di valore zero, e quel titolo va ritirato. Serve a contare i visitatori: i numeri della prima domenica del mese finiscono nelle statistiche ufficiali del Ministero, quelle che poi determinano la classifica dei musei più visitati d'Italia.
I bambini pagano il biglietto anche negli altri giorni del mese?
No, nei musei statali italiani i bambini sotto i dodici anni entrano gratis tutti i giorni dell'anno, non solo la prima domenica del mese. Per le famiglie la giornata gratuita conviene quindi soprattutto per il biglietto degli adulti. I luoghi che reggono meglio la presenza dei più piccoli restano quelli all'aperto e con spazio per correre, come Ostia antica o la Villa dei Quintili lungo l'Appia.
Si può fotografare dentro i musei durante Domenica al Museo?
Sì, la fotografia è consentita per uso personale in quasi tutti i musei statali coinvolti in Domenica al Museo, senza flash, senza cavalletto e senza selfie stick. Alcune sale con opere in prestito o materiali fotosensibili la vietano, e il divieto è sempre segnalato all'ingresso della sala specifica. Conviene comunque controllare la segnaletica locale prima di scattare.
A che ora aprono Colosseo, Foro Romano e Palatino la prima domenica del mese?
Il Parco archeologico del Colosseo pratica la gratuità la prima domenica del mese, e in quella giornata l'anfiteatro apre alle 8.30, mentre Foro Romano e Palatino aprono alle 9.00. Lo stesso parco è gratuito anche il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, date utili per chi vuole evitare l'affollamento tipico della domenica mensile.
Conviene visitare il Colosseo gratis la prima domenica del mese?
Non sempre: i grandi attrattori come Colosseo, Galleria Borghese o i grandi siti archeologici diventano la prima domenica del mese fra i luoghi più affollati di Roma, con code paragonabili a quelle di un giorno di alta stagione pagante. Un metodo più efficiente è usare la giornata gratuita per i musei minori che altrimenti non si visiterebbero, e riservare i grandi nomi a un giorno feriale a pagamento.
Sotto trovate l'elenco completo dei luoghi che aderiscono, prima Roma e provincia, poi il resto del Lazio, poi regione per regione tutta Italia; e prima ancora la parte che di solito manca, cioè come si organizza davvero una giornata così senza rimanere in coda tre ore e senza scoprire alle undici che il museo che avevate in mente riceve solo su prenotazione. Per un itinerario romano di più giorni resta utile la guida generale alle visite al Colosseo e la panoramica in inglese Best things to do in Rome.

Che cosa è davvero Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
L'iniziativa nasce nel luglio del 2014, voluta dall'allora ministro Dario Franceschini, e in quel primo anno parziale, sei edizioni soltanto, raccolse 1.552.958 ingressi gratuiti. Il dato dice qualcosa di preciso sul Paese: la domenica di dicembre 2014 registrò un'affluenza superiore del 40 per cento rispetto alla domenica inaugurale di luglio, segno che il passaparola aveva funzionato meglio di qualunque campagna. A ottobre 2019 il Ministero contava circa quindici milioni di persone entrate gratuitamente nei musei e nei parchi archeologici statali grazie a questa sola misura. Sono numeri da politica pubblica riuscita, e vale la pena ricordarli quando si legge che gli italiani non vanno ai musei.
La meccanica è semplice e conviene fissarla bene. La gratuità riguarda gli istituti dello Stato, cioè quelli che dipendono dal Ministero della Cultura: musei nazionali, parchi archeologici, gallerie nazionali, monumenti demaniali, alcune abbazie e chiese in consegna al Fondo Edifici di Culto o alle Direzioni regionali Musei. Non riguarda i musei comunali, i musei diocesani, i musei privati e le fondazioni, che se aderiscono lo fanno con un provvedimento proprio. Non riguarda i Musei Vaticani, che sono di un altro Stato e hanno una loro giornata gratuita mensile con regole diverse. E non riguarda quasi mai le mostre temporanee ospitate dentro i musei statali: la collezione permanente è gratis, l'esposizione a pagamento resta a pagamento.
Chi ha diritto all'ingresso gratuito
Tutti. Nessuna distinzione di cittadinanza, di residenza, di età, di reddito. È il punto che genera più confusione, perché il sistema civico romano funziona in modo parallelo e diverso, e perché nei giorni ordinari esistono decine di riduzioni e gratuità per categorie. La prima domenica del mese quelle categorie non servono: la biglietteria emette comunque un titolo di ingresso, spesso a valore zero, e vi chiede solo di ritirarlo. Portate un documento se il museo prevede l'ingresso nominale, come accade al Colosseo.
Quando la gratuità non si applica
Alcuni casi ricorrenti, tutti verificabili sul sito del singolo istituto. Le mostre temporanee con biglietto autonomo restano a pagamento anche il giorno della gratuità. Gli allestimenti in ambienti a capienza ridotta, come certi ipogei o certe domus, possono richiedere un contributo di prenotazione che non è il biglietto ma il servizio: la differenza è sottile e sul posto genera discussioni. I siti chiusi per turno settimanale restano chiusi: se un museo riposa la domenica, e ne esistono, la prima domenica del mese non lo riapre. Infine gli istituti delle regioni a statuto speciale seguono leggi proprie: la Sicilia ha un suo calendario regionale, la Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano gestiscono in proprio il patrimonio, e non compaiono nell'elenco ministeriale.
Prenotazione: quando serve e quando è un falso problema
La regola ministeriale dice che le visite si svolgono nei consueti orari di apertura, con accesso su prenotazione consigliata o obbligatoria dove richiesta. Tradotto in pratica romana: al Colosseo la prenotazione è obbligatoria e nominale, con vendita aperta trenta giorni prima della data e fasce orarie contingentate. Alla Galleria Borghese l'accesso funziona a turni anche negli altri giorni, quindi la domenica gratuita si esaurisce in poche ore dall'apertura delle prenotazioni. A Ostia antica non serve prenotare nulla e si entra direttamente. Nei musei nazionali medi, dal Palazzo Massimo alle Terme al Museo delle Civiltà, si entra in giornata senza affanni. La differenza non è il costo del biglietto: è la capienza fisica dell'ambiente.
Che cosa portare e come vestirsi
Un consiglio: la prima domenica del mese si cammina più del previsto, perché la tentazione di incastrare tre siti è irresistibile e i tre siti non sono mai vicini. Scarpe chiuse con suola scolpita, perché il basolato dell'Appia e i mosaici di Ostia sono superfici sconnesse. Borraccia, che a Roma i nasoni funzionano. Zaino piccolo, perché molti musei statali non hanno guardaroba e i grandi bagagli restano fuori. Contanti spiccioli per il caffè, dato che i bar interni ai siti archeologici hanno file lunghe quanto le biglietterie.
I musei civici di Roma e la prima domenica del mese
Accanto al circuito statale corre quello di Roma Capitale, il Sistema Musei, che la prima domenica del mese apre gratuitamente le proprie sedi e alcune aree archeologiche della città. L'ingresso è libero fino a capienza, la prenotazione è obbligatoria solo per i gruppi, che chiamano il numero 060608. Il criterio della residenza, che in passato ha regolato altre agevolazioni comunali, non condiziona questa giornata: si entra e basta.
Rientrano nel circuito civico gratuito i Musei Capitolini sul colle capitolino, i Mercati di Traiano con il Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell'Ara Pacis, la Centrale Montemartini alla Garbatella, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria d'Arte Moderna di via Francesco Crispi, il Museo Napoleonico, il Museo Carlo Bilotti all'Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica, i Musei di Villa Torlonia con il Casino Nobile e la Casina delle Civette, il Museo Barracco di scultura antica, il Museo delle Mura a Porta San Sebastiano, il Museo di Casal de' Pazzi, il Museo della Civiltà Romana all'Eur, Villa di Massenzio sull'Appia, il Museo della Repubblica Romana e Memoria Garibaldina, la Casa Museo Alberto Moravia, il Planetario e il Museo Civico di Zoologia. Fra le aree archeologiche comunali aperte gratuitamente rientrano i Fori Imperiali, il Circo Massimo, l'Area Sacra di Largo Argentina e il Parco archeologico del Celio.
Attenzione a una cosa che rovina molte domeniche: le grandi mostre temporanee ospitate ai Capitolini, a Villa Caffarelli o all'Ara Pacis mantengono il loro biglietto. La collezione permanente è gratuita, l'esposizione a tempo no. Chi arriva convinto di vedere gratis la mostra pubblicizzata sui manifesti in metropolitana torna a casa con una piccola delusione evitabile.
Statale o civico: come capire dove state andando
Un metodo pratico vale più di un elenco. Se il museo porta nel nome le parole nazionale, statale, parco archeologico, galleria nazionale, allora appartiene al circuito ministeriale. Se porta il nome di Roma Capitale, oppure il logo con la lupa, appartiene al circuito civico. I due sistemi coincidono nella data, non nelle regole: il Colosseo è statale e vuole la prenotazione, i Capitolini sono civici e non la vogliono; il Foro Romano è statale, i Fori Imperiali sono comunali, e distano centocinquanta metri l'uno dagli altri.

L'elenco dei luoghi gratuiti a Roma e provincia
Le visite si svolgono nei consueti orari di apertura, con accesso su prenotazione dove previsto. Questo è l'elenco degli istituti statali di Roma e della città metropolitana che aderiscono a Domenica al Museo.
- Abbazia Greca di San Nilo, Grottaferrata (RM)
- Antiquarium e Area archeologica di Lucus Feroniae, Capena (RM)
- Arco di Malborghetto, Roma (RM)
- Drugstore Museum e Circuito Necropoli Portuense, Roma (RM)
- Galleria Borghese, Roma (RM)
- Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma (RM)
- Galleria Spada, Roma (RM)
- Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma (RM)
- Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma (RM)
- Istituto autonomo Vittoriano e Palazzo Venezia, Museo centrale del Risorgimento di Roma, Roma (RM)
- Istituto autonomo Vittoriano e Palazzo Venezia, Museo nazionale del Palazzo di Venezia, Roma (RM)
- Istituto autonomo Vittoriano e Palazzo Venezia, Vittoriano, Roma (RM)
- Monastero di San Benedetto Sacro Speco, Subiaco (RM)
- Monastero di Santa Scolastica, Subiaco (RM)
- Museo archeologico dell'Abbazia greca di San Nilo, Grottaferrata (RM)
- Museo archeologico nazionale di Civitavecchia, Civitavecchia (RM)
- Museo archeologico nazionale Prenestino, Santuario della Fortuna Primigenia e Complesso degli edifici del foro di Praeneste, Palestrina (RM)
- Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative, il costume e la moda dei secoli XIX e XX, Roma (RM)
- Museo delle Civiltà, Roma (RM)
- Museo delle navi romane di Nemi, Nemi (RM)
- Museo Giacomo Manzù, Ardea (RM)
- Museo Hendrik Christian Andersen, Roma (RM)
- Museo nazionale degli strumenti musicali, Roma (RM)
- Museo nazionale di Castel Sant'Angelo, Roma (RM)
- Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Roma (RM)
- Museo nazionale romano, Palazzo Altemps, Roma (RM)
- Museo nazionale romano, Palazzo Massimo, Roma (RM)
- Museo nazionale romano, Terme di Diocleziano, Roma (RM)
- Museo nazionale romano, Crypta Balbi, Roma (RM)
- Pantheon, Roma (RM)
- Parco archeologico di Ostia antica, Castello di Giulio II, Roma (RM)
- Parco archeologico del Colosseo, Colosseo, Anfiteatro Flavio, Roma (RM)
- Parco archeologico del Colosseo, Foro Romano e Palatino, Roma (RM)
- Parco archeologico dell'Appia antica, Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola, Roma (RM)
- Parco archeologico dell'Appia antica, Antiquarium di Lucrezia Romana, Roma (RM)
- Parco archeologico dell'Appia antica, Basilica di San Cesareo de Appia, Roma (RM)
- Parco archeologico dell'Appia antica, Parco delle Tombe della via Latina e Basilica di Santo Stefano, Roma (RM)
- Parco archeologico dell'Appia antica, Villa dei Quintili e Santa Maria Nova, Roma (RM)
- Parco archeologico dell'Appia antica, Villa di Capo di Bove, Roma (RM)
- Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Museo nazionale archeologico Cerite, Cerveteri (RM)
- Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Necropoli della Banditaccia, Cerveteri (RM)
- Parco archeologico di Ostia antica, Area archeologica di Ostia antica, Roma (RM)
- Parco archeologico di Ostia antica, Complesso degli antichi Porti di Claudio e Traiano, Fiumicino (RM)
- Parco archeologico di Ostia antica, Museo delle navi, Fiumicino (RM)
- Parco archeologico di Ostia antica, Necropoli di Porto, Isola Sacra, Fiumicino (RM)
- Terme di Caracalla, Roma (RM)
- Terme Taurine o di Traiano, Civitavecchia (RM)
- Villa Adriana e Villa d'Este, Area archeologica di Villa Adriana, Tivoli (RM)
- Villa Adriana e Villa d'Este, Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli (RM)
- Villa Adriana e Villa d'Este, Villa d'Este, Tivoli (RM)
- Villa di Livia, Roma (RM)
- Villa di Orazio, Licenza (RM)
I grandi siti romani, uno per uno, il giorno della gratuità
Un elenco senza istruzioni è una lista della spesa. Ecco che cosa aspettarsi davvero, luogo per luogo, quando il biglietto vale zero e la città si riversa nei siti archeologici.
Colosseo, Foro Romano e Palatino
Il Parco archeologico del Colosseo pratica la gratuità la prima domenica del mese, oltre che il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. L'anfiteatro apre alle 8.30, il Foro Romano e il Palatino alle 9.00; dal 29 marzo al 30 settembre l'ultimo ingresso è alle 18.15 e la chiusura alle 19.15, dal primo al 24 ottobre l'ultimo ingresso scende alle 17.30, dal 25 ottobre alla fine di febbraio alle 15.30. La chiusura annuale cade il 25 dicembre e il primo gennaio. La prenotazione è obbligatoria, con fascia oraria assegnata per l'anfiteatro, le vendite si aprono trenta giorni prima della data e il titolo è nominale: al tornello serve un documento valido intestato alla stessa persona. Il canale ufficiale è la biglietteria del parco, ticketing.colosseo.it.
Opinione netta, maturata su troppe domeniche: la prima domenica del mese al Colosseo è la peggiore idea possibile se non avete prenotato allo scoccare dei trenta giorni. I posti gratuiti evaporano in poche ore. Se invece siete stati previdenti, entrate nella prima fascia della giornata, alle 8.30, quando la luce radente attraversa gli archi del secondo ordine e il fondo dell'arena è ancora in ombra. Chi non ha prenotato faccia il contrario: Foro Romano e Palatino nel pomeriggio, dove il flusso è più diluito e il colle è largo abbastanza da assorbire migliaia di persone. La collina del Palatino, con gli Orti Farnesiani e la vista sul Circo Massimo, la domenica gratuita resta paradossalmente il posto più tranquillo dell'intera area. Chi vuole approfondire trova il quadro completo nella pagina dedicata al Palatino.

Terme di Caracalla
Le Terme di Antonino, inaugurate nel 216 dopo Cristo e rimaste in funzione fino al taglio degli acquedotti nel 537, occupano undici ettari fra viale delle Terme di Caracalla e la Passeggiata Archeologica. Sono l'edificio termale imperiale meglio conservato in alzato di tutto il mondo romano: le volte sono cadute, i muri no, e camminando nel frigidarium si misura con il collo la differenza fra leggere trentotto metri di altezza e vederli. Sotto il piano di calpestio corre una città di servizio, chilometri di gallerie per gli schiavi e i carri della legna, e un mitreo fra i più grandi di Roma. Il giorno della gratuità l'afflusso è consistente ma il sito lo assorbe: gli spazi sono enormi. Orari e condizioni di visita restano quelli pubblicati dall'istituto sul proprio sito ufficiale. La scheda completa è nella pagina delle Terme di Caracalla.

Ostia antica e i porti imperiali
Il Parco archeologico di Ostia antica, viale dei Romagnoli 717, è la scelta più intelligente della prima domenica del mese, e lo dico senza esitazione. Non serve prenotare, si entra direttamente, e l'area è talmente vasta che anche con quindicimila visitatori si trovano decumani deserti. Il parco comprende sei luoghi: gli scavi con il Museo Ostiense, il Castello di Giulio II e il borgo di Ostia antica, l'area archeologica dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano, il Museo delle Navi, la Necropoli di Porto all'Isola Sacra e il complesso della basilica di Sant'Ippolito. La gratuità della prima domenica vale in tutti i siti del parco.
Che cosa guardare, se avete tre ore: il Teatro di Augusto e Agrippa e il piazzale delle Corporazioni retrostante, con i mosaici in bianco e nero delle sessantuno stationes, cioè gli uffici degli armatori di Alessandria, Cartagine, Narbona, ciascuno con l'insegna del proprio traffico; le Terme di Nettuno con il mosaico del dio sulla quadriga marina; il Thermopolium di via di Diana, la tavola calda romana con il bancone in marmo e l'affresco del listino; la Casa di Diana e le insulae a più piani, l'edilizia popolare che a Roma è stata cancellata e qui è rimasta in piedi; la Domus di Amore e Psiche con il ninfeo a nicchie. Consiglio contrarian: il Museo Ostiense, dentro il Casone del Sale, è quasi sempre vuoto e conserva il gruppo di Amore e Psiche e i ritratti severiani che valgono da soli il viaggio. Tutto il resto lo trovate nella pagina di Ostia Antica.

Il Parco archeologico dell'Appia antica
Sei ingressi gratuiti in un colpo solo, tutti allineati lungo la regina viarum e la via Latina: il Mausoleo di Cecilia Metella con la chiesa di San Nicola e il castrum dei Caetani, la Villa dei Quintili con Santa Maria Nova, la Villa di Capo di Bove al quinto miglio, la Basilica di San Cesareo de Appia, il Parco delle Tombe della via Latina con la basilica di Santo Stefano, l'Antiquarium di Lucrezia Romana. Il modo giusto di sfruttarli è uno solo: bicicletta o buone gambe, partenza dal Mausoleo, risalita verso i Quintili. La Villa dei Quintili è la residenza privata più grande del suburbio romano, sequestrata da Commodo ai fratelli Sesto Quintilio Condiano e Sesto Quintilio Valerio Massimo dopo averli fatti uccidere nel 182: la vasca del frigidarium, i mattoni bollati, il ninfeo affacciato sulla campagna raccontano meglio di qualunque manuale che cosa significasse la confisca imperiale. La pagina di riferimento è quella della Villa dei Quintili.
Galleria Borghese
Qui la gratuità va conquistata al computer. La Galleria Borghese, nel casino nobile di Villa Borghese, funziona a turni contingentati anche nei giorni ordinari, e i turni gratuiti della prima domenica si esauriscono quasi subito. Chi entra trova la raccolta che il cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Paolo V, mise insieme fra il 1607 e il 1633 con metodi che oggi chiameremmo disinvolti: la Deposizione di Raffaello arrivò da Perugia con un trafugamento notturno sanato da un breve pontificio, i quadri di Cavalier d'Arpino furono sequestrati per una questione fiscale. Al piano terra ci sono i quattro Bernini che cambiano l'idea stessa di marmo: Enea e Anchise, il Ratto di Proserpina con le dita che affondano nella coscia, Apollo e Dafne con le foglie di alloro spesse due millimetri, il David con il volto che secondo la tradizione è quello dello scultore ventiquattrenne. Al piano superiore Tiziano, Correggio, Antonello, e i sei Caravaggio, dal Bacchino malato al San Girolamo alla Madonna dei Palafrenieri rifiutata da San Pietro. Il resto nella pagina della Galleria Borghese.

Le quattro sedi del Museo Nazionale Romano
Un solo istituto, quattro palazzi, e la prima domenica del mese si aprono tutti. Palazzo Massimo alle Terme, in largo di Villa Peretti, conserva gli affreschi staccati della Villa di Livia a Prima Porta, il giardino dipinto che è il capolavoro assoluto della pittura di paesaggio antica, i cicli della Villa della Farnesina, il Pugile in riposo in bronzo, il Principe ellenistico, e nel Medagliere oltre mezzo milione di pezzi numismatici. Palazzo Altemps, via di Sant'Apollinare 8, ospita le collezioni Boncompagni Ludovisi e Mattei nel palazzo rinascimentale: il Trono Ludovisi, il Galata suicida, l'Ares Ludovisi restaurato da Bernini. Le Terme di Diocleziano custodiscono la sezione epigrafica e protostorica dentro il più grande complesso termale mai costruito, con la certosa michelangiolesca annessa. La Crypta Balbi, in via delle Botteghe Oscure, è la sede che spiega come una città antica diventa una città medievale, strato dopo strato: la meno frequentata e la più intelligente delle quattro. Approfondimento nella pagina di Palazzo Massimo alle Terme.
Museo nazionale etrusco di Villa Giulia
Piazzale di Villa Giulia 9, apertura da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30, con chiusura delle sale alle 19.00 e ultimo ingresso alle 18.30. Nei giorni ordinari il biglietto intero costa 13 euro e il ridotto 2 euro; la prima domenica del mese non costa nulla. La villa è quella che Giulio III si fece costruire fra il 1551 e il 1555 da Vignola, Ammannati e Vasari, con il ninfeo su tre livelli che scende verso l'acqua Vergine. Dentro c'è il Sarcofago degli Sposi da Cerveteri, terracotta policroma della fine del VI secolo avanti Cristo, con quel gesto della mano maschile sulla spalla della donna che ha fatto discutere generazioni di etruscologi sulla condizione femminile in Etruria. E poi l'Apollo di Veio attribuito a Vulca, le lamine d'oro di Pyrgi con il testo bilingue etrusco e fenicio, la Cista Ficoroni firmata da Novios Plautios. Vedi anche la pagina del Museo Etrusco di Villa Giulia.

Museo nazionale di Castel Sant'Angelo
Il Mausoleo di Adriano, cominciato nel 123 e completato da Antonino Pio nel 139, poi fortezza, prigione, residenza papale e oggi museo nazionale. La rampa elicoidale originale, la cella funeraria dove arrivarono le ceneri imperiali fino a Caracalla, il Passetto di Borgo che portò in salvo Clemente VII nel 1527, gli appartamenti farnesiani con la Sala Paolina affrescata da Perin del Vaga, la terrazza dell'Angelo. La prima domenica del mese il castello riceve un flusso notevole e la salita della rampa diventa una processione: entrate all'apertura o nell'ultima ora. Scheda completa nella pagina di Castel Sant'Angelo.

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, il palazzo che Cesare Bazzani costruì per l'Esposizione internazionale del 1911 e ampliò nel 1933. Ventimila opere fra Ottocento e Novecento: Canova con Ercole e Lica, i Macchiaioli, Klimt con Le tre età della donna comprato alla Biennale del 1912, Van Gogh, Cézanne, Mondrian, Duchamp, Pollock, Burri, Fontana, Boetti. Il giorno gratuito qui è sottoutilizzato: mentre la città si accalca al Colosseo, nelle sale della galleria si cammina larghi. Consiglio secco, la Galleria Nazionale è il posto giusto per una prima domenica di pioggia. Pagina dedicata: La Galleria Nazionale.

Gallerie Nazionali di Arte Antica: Palazzo Barberini e Galleria Corsini
Due sedi, un solo istituto, entrambe gratuite. A Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13, si entra in un edificio disegnato da Carlo Maderno, continuato da Borromini e Bernini per la famiglia di Urbano VIII: la scala quadrata di Bernini e quella elicoidale di Borromini si fronteggiano ai due lati del salone, dove Pietro da Cortona dipinse fra il 1632 e il 1639 il Trionfo della Divina Provvidenza. Le collezioni comprendono la Fornarina di Raffaello, il Ritratto di Enrico VIII di Holbein, la Giuditta che decapita Oloferne di Caravaggio, il Narciso di attribuzione discussa, la Beatrice Cenci della tradizione reniana. Alla Galleria Corsini, via della Lungara 10, si trova invece l'unica quadreria settecentesca romana rimasta nel suo allestimento originale, con le tele su tre e quattro registri come le vedeva il cardinale Neri Maria Corsini.
Galleria Spada e la prospettiva di Borromini
Piazza Capo di Ferro 13, a due passi da Campo de' Fiori. Quattro sale con la collezione del cardinale Bernardino Spada, e nel cortile la galleria prospettica che Borromini realizzò nel 1653 con la consulenza del matematico agostiniano Giovanni Maria da Bitonto: otto metri di lunghezza reale che l'occhio legge come trentasette, con il colonnato che si restringe e il pavimento che sale. La statua in fondo è alta sessanta centimetri e sembra a grandezza naturale. È l'inganno ottico meglio riuscito del barocco romano e la prima domenica del mese si visita senza biglietto. Dettagli nella pagina della Galleria Spada.
Vittoriano, Palazzo Venezia e Museo centrale del Risorgimento
L'istituto autonomo apre gratuitamente tre luoghi distinti: il Vittoriano con l'Ala Brasini, il Museo nazionale del Palazzo di Venezia e il Museo centrale del Risorgimento ricavato nel basamento del monumento a Vittorio Emanuele II. Palazzo Venezia, costruito da Pietro Barbo prima e dopo l'elezione a papa come Paolo II, conserva il Mappamondo, la Sala del Concistoro, le collezioni di arti decorative e la bella loggia sul giardino delle Cataste. Il Museo centrale del Risorgimento è un archivio in forma di museo, con cimeli, bandiere e documenti dal 1796 al 1918. Vedi anche Museo nazionale del Palazzo Venezia e Vittoriano Ala Brasini.
I musei meno affollati che nessuno considera
Il Museo Boncompagni Ludovisi di via Boncompagni 18 è una palazzina liberty con abiti di Fortuny e Balenciaga, mobili e dipinti donati dalla principessa Blanceflor Boncompagni Ludovisi: il giorno gratuito ci trovate cinque persone. Il Museo Hendrik Christian Andersen, via Pasquale Stanislao Mancini 20, custodisce le gessi monumentali dello scultore norvegese americano che sognava una Città Mondiale, ed è uno dei luoghi più strani e commoventi di Roma. Il Museo nazionale degli strumenti musicali, piazza Santa Croce in Gerusalemme 9a, conserva oltre tremila strumenti fra cui un clavicembalo di Bartolomeo Cristofori, l'inventore del pianoforte. Il Museo delle Civiltà all'Eur riunisce le raccolte preistoriche, etnografiche e di arti popolari in un unico grande istituto. Il Drugstore Museum sulla via Portuense è un piccolo antiquarium ricavato in un ex negozio, che racconta la necropoli portuense scavata sotto il quartiere. Le pagine relative sono quelle del Museo Hendrik Christian Andersen, del Museo nazionale degli strumenti musicali e del Museo delle Civiltà.
Il Pantheon la prima domenica del mese
Dal 2023 il Pantheon ha un biglietto di ingresso, e la prima domenica del mese quel biglietto non si paga: è una delle poche occasioni per entrare nella Rotonda senza esborso. L'edificio che vedete è la ricostruzione adrianea degli anni Venti del II secolo, con la cupola in calcestruzzo di 43,30 metri di diametro che resta la più grande cupola non armata mai costruita, e l'iscrizione del frontone che continua a citare Marco Agrippa console per la terza volta, cioè il committente del primo edificio del 27 avanti Cristo. La conversione in Santa Maria ad Martyres nel 609 è la ragione per cui è arrivato intero fino a noi. Importo del biglietto ordinario, orari e modalità di prenotazione restano quelli pubblicati dall'istituto sul sito ufficiale. Approfondimento nella pagina del Pantheon.
Fuori Roma ma dentro la provincia: Tivoli, Subiaco, Palestrina, Cerveteri
La prima domenica del mese l'istituto Villae apre gratuitamente Villa Adriana, Villa d'Este e il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. Villa Adriana apre tutti i giorni alle 8.30, con chiusura che varia dalle 15.30 dell'inverno alle 18.30 dell'estate, e biglietteria in largo Marguerite Yourcenar 1; la sezione del Mouseia e del plastico apre alle 9.00. Villa d'Este apre alle 8.30, il lunedì alle 14.00, e chiude fra le 17.00 di gennaio e le 19.45 dei mesi da maggio ad agosto, con biglietteria in piazza Trento 5; la fontana dell'organo idraulico suona ogni due ore a partire dalle 10.30. Il Santuario di Ercole Vincitore apre alle 9.00 e chiude fra le 16.00 e le 18.00 secondo la stagione, biglietteria in via degli Stabilimenti 5, e richiede circa un'ora. Tutti e tre chiudono il primo gennaio e il 25 dicembre, e oltre alla prima domenica del mese sono gratuiti il 25 aprile, il 2 giugno, il 4 novembre e l'8 marzo per le donne.
Villa Adriana copre 120 ettari, di cui una quarantina visitabili: il Canopo con la peschiera e il Serapeo, il Teatro Marittimo con l'isola circolare e i ponti girevoli, le Grandi Terme, il Pecile, la Sala dei Filosofi. Adriano la costruì fra il 118 e il 138 come una collezione di memorie dei suoi viaggi, e Marguerite Yourcenar la usò come scenografia mentale delle Memorie di Adriano. Villa d'Este è invece il capolavoro idraulico di Pirro Ligorio per il cardinale Ippolito II d'Este, cinquantun fontane alimentate senza una sola pompa, per sola pressione naturale dall'Aniene. Le pagine relative sono Villa Adriana e Villa d'Este.

A Subiaco aprono il Monastero di San Benedetto, il Sacro Speco aggrappato alla parete del monte Taleo con gli affreschi trecenteschi della scuola senese e il ritratto di san Francesco senza aureola dipinto nel 1223 quando il santo era ancora vivo, e il Monastero di Santa Scolastica, l'unico dei tredici cenobi benedettini sublacensi sopravvissuto, con tre chiostri di epoche diverse e la tipografia dove nel 1465 Sweynheym e Pannartz stamparono i primi libri d'Italia. Vedi la pagina del Monastero di Santa Scolastica.

A Palestrina il Museo archeologico nazionale Prenestino occupa il Palazzo Colonna Barberini costruito sull'emiciclo superiore del Santuario della Fortuna Primigenia, il più grande complesso sacro dell'Italia repubblicana, e conserva il mosaico nilotico ellenistico che è una carta geografica dell'Egitto in tessere. A Cerveteri si aprono la Necropoli della Banditaccia, patrimonio Unesco dal 2004, con i tumuli e le tombe a camera dei Rilievi e dei Capitelli, e il Museo nazionale archeologico Cerite dentro la Rocca. La pagina di riferimento è quella della Necropoli della Banditaccia.
L'elenco dei luoghi gratuiti nel resto del Lazio
Fuori dalla provincia di Roma il Lazio mette in campo abbazie, necropoli etrusche, palazzi farnesiani e musei archeologici che il giorno della gratuità restano semivuoti. Se cercate una domenica senza folla, la direzione giusta è questa.
Provincia di Frosinone
- Abbazia di Casamari, Veroli (FR)
- Abbazia di Montecassino, Cassino (FR)
- Casa di San Tommaso d'Aquino, Aquino (FR)
- Certosa di Trisulti, Collepardo (FR)
- Parco archeologico di Casinum e Museo archeologico nazionale G. Carettoni, Cassino (FR)
- Torre di Cicerone, Arpino (FR)
L'Abbazia di Casamari, consacrata nel 1217, è il manifesto del gotico cistercense in Italia centrale, costruita dai monaci con la stessa pianta bernardina di Fossanova. L'Abbazia di Montecassino è la casa madre dell'ordine benedettino, fondata da Benedetto nel 529, distrutta quattro volte e ricostruita quattro volte, l'ultima dopo il bombardamento del 15 febbraio 1944. La Certosa di Trisulti, sui monti Ernici a Collepardo, conserva la farmacia settecentesca con le pareti dipinte a trompe l'oeil da Giacomo Manco. Ad Arpino la cosiddetta Torre di Cicerone fa parte della cinta poligonale in opera ciclopica dell'acropoli di Civitavecchia di Arpino, con l'arco a sesto acuto unico in Italia.
Provincia di Latina
- Abbazia di Fossanova, Priverno (LT)
- Cappella dell'Annunziata, Cori (LT)
- Parco archeologico di Minturnae e Ponte Real Ferdinando, Minturno (LT)
- Museo archeologico nazionale di Formia, Formia (LT)
- Tomba di Cicerone, Formia (LT)
- Museo archeologico nazionale di Sperlonga e Area archeologica, Sperlonga (LT)
A Sperlonga la villa di Tiberio con la grotta naturale trasformata in triclinio marittimo restituì nel 1957 i gruppi scultorei omerici firmati dagli stessi maestri rodii del Laocoonte, Atanadoro, Agesandro e Polidoro: l'accecamento di Polifemo e lo scilleo sono ricomposti nel museo a pochi metri dal mare. È la visita più bella del basso Lazio e la prima domenica del mese non costa nulla. Approfondimento nella pagina di Sperlonga. A Minturno il comprensorio archeologico conserva il teatro romano, il capitolium e il tratto dell'Appia con il ponte borbonico Real Ferdinando sul Garigliano, il primo ponte sospeso in catene di ferro d'Italia, inaugurato nel 1832. Fossanova, dove Tommaso d'Aquino morì il 7 marzo 1274, è la prima chiesa gotica costruita in Italia.

Provincia di Viterbo
- Area archeologica antica città di Ferento, Viterbo (VT)
- Area archeologica di Volsini, Bolsena (VT)
- Basilica di San Francesco, Viterbo (VT)
- Chiesa di San Pietro, Tuscania (VT)
- Chiesa di Santa Maria Maggiore di Tuscania, Tuscania (VT)
- Museo archeologico dell'Agro Falisco e Forte Sangallo, Civita Castellana (VT)
- Museo archeologico di Vulci, Canino (VT)
- Museo archeologico nazionale di Tuscania, Tuscania (VT)
- Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz, Viterbo (VT)
- Palazzo Altieri, Oriolo Romano (VT)
- Palazzo Farnese, Caprarola (VT)
- Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Museo archeologico nazionale di Tarquinia, Tarquinia (VT)
- Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, Tarquinia (VT)
- Santuario Madonna della Quercia, Viterbo (VT)
- Villa Lante, Bagnaia, Viterbo (VT)
Il Palazzo Farnese di Caprarola, pentagono fortificato trasformato da Vignola in residenza per il cardinale Alessandro Farnese il Giovane fra il 1559 e il 1575, ha la scala regia elicoidale su trenta colonne doppie e la Sala del Mappamondo con la carta del mondo conosciuto nel 1574. Villa Lante a Bagnaia è il giardino manierista più coerente d'Italia, con il percorso dell'acqua che scende dalla fontana del Diluvio alla peschiera quadrata. A Tarquinia la Necropoli dei Monterozzi conserva le tombe dipinte dei Leopardi, della Caccia e Pesca, dei Tori, e il museo nel palazzo Vitelleschi custodisce i Cavalli Alati. Vedi la pagina di Tarquinia. Il castello dell'Abbadia a Vulci, con il ponte etrusco romano sul Fiora, ospita il museo archeologico e domina uno dei paesaggi più solitari del Lazio.

L'elenco regione per regione nel resto d'Italia
L'elenco che segue è quello che gli Istituti periferici del Ministero della Cultura tengono aggiornato. Non compaiono la Sicilia, la Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano, che gestiscono il proprio patrimonio con leggi regionali e provinciali e hanno calendari di gratuità indipendenti.
Abruzzo
- Monumenti e Aree archeologiche dell'antica Teate, Chieti (CH)
- Museo archeologico nazionale d'Abruzzo, Villa Frigerj, Chieti (CH)
- Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti, Chieti (CH)
- Parco archeologico di Iuvanum, Montenerodomo (CH)
- Abbazia di Santo Spirito al Morrone, Sulmona (AQ)
- Area archeologica di Amiternum, L'Aquila (AQ)
- Castello Piccolomini, Collezione Torlonia e Museo d'arte sacra della Marsica, Celano (AQ)
- Chiesa di San Pietro ad Alba Fucens, Massa d'Albe (AQ)
- Chiesa di San Pietro ad Oratorium, Capestrano (AQ)
- MuNDA, Museo nazionale d'Abruzzo, L'Aquila (AQ)
- Abbazia di San Clemente a Casauria, Castiglione a Casauria (PE)
- Museo casa natale di Gabriele d'Annunzio, Pescara (PE)
- Museo archeologico nazionale di Campli, Campli (TE)
Il Guerriero di Capestrano, la statua in pietra del VI secolo avanti Cristo che rappresenta un principe italico con il cappello a tesa larghissima, è al museo di Chieti ed è l'immagine più celebre dell'archeologia abruzzese. A Massa d'Albe la chiesa di San Pietro ad Alba Fucens conserva l'ambone cosmatesco e l'iconostasi del XII secolo, dentro un'area archeologica che è la Pompei del centro Italia.

Basilicata
- Ex Ospedale San Rocco, Matera (MT)
- Museo archeologico nazionale della Siritide, Policoro (MT)
- Museo nazionale di Matera, Museo Domenico Ridola, Matera (MT)
- Museo nazionale di Matera, Palazzo Lanfranchi, Matera (MT)
- Parco archeologico dell'area urbana e della Necropoli di Crucinia di Metaponto, Bernalda (MT)
- Parco archeologico di Herakleia, Policoro (MT)
- Tempio delle Tavole Palatine, Bernalda (MT)
- Museo archeologico nazionale Mario Torelli, Parco archeologico e Catacombe ebraiche, Venosa (PZ)
- Museo archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino, Melfi (PZ)
- Museo archeologico nazionale dell'Alta Val d'Agri, Grumento Nova (PZ)
- Museo archeologico nazionale della Basilicata Dinu Adamesteanu, Potenza (PZ)
- Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano, Muro Lucano (PZ)
- Parco archeologico di Grumentum, Grumento Nova (PZ)
Calabria
- Museo archeologico lametino, Lamezia Terme (CZ)
- Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium, Borgia (CZ)
- Galleria nazionale di Cosenza, Cosenza (CS)
- Museo archeologico nazionale della Sibaritide, Cassano all'Ionio (CS)
- Museo archeologico nazionale di Amendolara, Amendolara (CS)
- Parco Archeologico della Sibaritide, Cassano all'Ionio (CS)
- Le Castella, Isola di Capo Rizzuto (KR)
- Museo archeologico nazionale di Crotone, Crotone (KR)
- Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna, Crotone (KR)
- Chiesa di San Francesco d'Assisi, Gerace (RC)
- La Cattolica, Stilo (RC)
- MArRC, Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Reggio di Calabria (RC)
- Museo archeologico e antiquarium Archeoderi, Bova Marina (RC)
- Museo di Palazzo Nieddu del Rio, Locri (RC)
- Museo e Parco archeologico dell'Antica Kaulon, Monasterace (RC)
- Museo e Parco archeologico nazionale di Locri, Locri (RC)
- Museo archeologico nazionale Vito Capialbi, Vibo Valentia (VV)
- Museo statale di Mileto, Mileto (VV)
I Bronzi di Riace sono al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e la prima domenica del mese si vedono senza biglietto. Chi ha in programma la Calabria organizzi la propria domenica intorno a quella sala climatizzata al terzo livello: le due statue del V secolo avanti Cristo ripescate nel 1972 davanti a Riace Marina meritano un'ora piena, non venti minuti.
Campania
- Area archeologica del Tempio Italico di Casalbore, Casalbore (AV)
- Area archeologica di Conza, Conza della Campania (AV)
- Museo civico e della ceramica di Ariano Irpino, Ariano Irpino (AV)
- Parco archeologico di Aeclanum, Mirabella Eclano (AV)
- Area archeologica del Teatro romano di Benevento, Benevento (BN)
- Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino, Montesarchio (BN)
- Anfiteatro campano, Santa Maria Capua Vetere (CE)
- Antiquarium e Teatro romano di Sessa Aurunca, Sessa Aurunca (CE)
- Museo archeologico dell'Agro atellano, Succivo (CE)
- Museo archeologico dell'antica Capua e Mitreo, Santa Maria Capua Vetere (CE)
- Museo archeologico di Calatia, Maddaloni (CE)
- Museo archeologico di Teanum Sidicinum, Teano (CE)
- Museo archeologico nazionale dell'Antica Allifae, Alife (CE)
- Reggia di Caserta, Palazzo Reale, Caserta (CE)
- Reggia di Caserta, Parco Reale e Giardino Inglese, Caserta (CE)
- Sala Espositiva presso il Castello Ducale di Sessa Aurunca, Sessa Aurunca (CE)
- Castel Sant'Elmo e Museo del Novecento a Napoli, Napoli (NA)
- Certosa di San Giacomo, Capri (NA)
- Certosa e Museo di San Martino, Napoli (NA)
- Crypta Neapolitana, Napoli (NA)
- Grotta Azzurra, Anacapri (NA)
- Museo archeologico nazionale di Napoli, Napoli (NA)
- Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina Georges Vallet, Piano di Sorrento (NA)
- Museo della ceramica Duca di Martina in Villa Floridiana, Napoli (NA)
- Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes e Museo delle Carrozze, Napoli (NA)
- Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli (NA)
- Museo storico archeologico e Area archeologica di San Paolo Belsito, Nola (NA)
- Palazzo Reale di Napoli, Napoli (NA)
- Parco archeologico dei Campi Flegrei, Anfiteatro Flavio, Puteoli, Pozzuoli (NA)
- Parco archeologico dei Campi Flegrei, Grotta di Cocceio, Napoli (NA)
- Parco archeologico dei Campi Flegrei, Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, Bacoli (NA)
- Parco archeologico dei Campi Flegrei, Parco archeologico delle Terme di Baia, Bacoli (NA)
- Parco archeologico dei Campi Flegrei, Parco archeologico di Cuma, Pozzuoli (NA)
- Parco archeologico di Ercolano, Area archeologica, Ercolano (NA)
- Parco archeologico di Pompei, Antiquarium di Boscoreale, Boscoreale (NA)
- Parco archeologico di Pompei, Area archeologica di Pompei, Pompei (NA)
- Parco archeologico di Pompei, Reggia del Quisisana, Museo Archeologico di Stabia Libero D'Orsi, Castellammare di Stabia (NA)
- Parco archeologico di Pompei, Scavi archeologici di Stabiae, Villa Arianna, Castellammare di Stabia (NA)
- Parco archeologico di Pompei, Scavi archeologici di Stabiae, Villa San Marco, Castellammare di Stabia (NA)
- Parco archeologico di Pompei, Scavi di Oplontis, Torre Annunziata (NA)
- Parco archeologico di Pompei, Villa Regina, Boscoreale (NA)
- Tomba di Virgilio, Napoli (NA)
- Villa Damecuta, Anacapri (NA)
- Antiquarium e Area archeologica della Villa romana, Minori (SA)
- Certosa di San Lorenzo, Padula (SA)
- Complesso monumentale San Pietro a Corte, ipogeo e Chiesa di Sant'Anna, Salerno (SA)
- Museo archeologico di Eboli e della Media Valle del Sele e Aree archeologiche delle fornaci Santi Cosma e Damiano e della Villa Romana di Paterno, Eboli (SA)
- Museo Archeologico di Sala Consilina, Sala Consilina (SA)
- Museo archeologico nazionale di Volcei Marcello Gigante di Buccino, Buccino (SA)
- Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno, Sarno (SA)
- Museo archeologico nazionale di Pontecagnano e Parco archeologico di Pontecagnano, Pontecagnano Faiano (SA)
- Parco archeologico di Paestum e Velia, Area archeologica di Paestum, Capaccio Paestum (SA)
- Parco archeologico di Paestum e Velia, Area archeologica di Velia, Ascea (SA)
- Parco archeologico di Paestum e Velia, Museo archeologico nazionale, Capaccio Paestum (SA)
- Parco archeologico urbano dell'antica Volcei, Buccino (SA)
- Parco archeologico urbano dell'antica Picentia, Pontecagnano Faiano (SA)
- Teatro ellenistico-romano di Sarno, Sarno (SA)
La Campania è la regione che più conviene la prima domenica del mese, per una ragione aritmetica: Pompei, Ercolano, Paestum, il Museo archeologico nazionale di Napoli e Capodimonte hanno biglietti fra i più cari d'Italia, e in un solo giorno una famiglia di quattro persone risparmia una cifra a tre zeri se riesce a incastrare due siti. Il rovescio della medaglia è l'affollamento: a Pompei la prima domenica di primavera si formano code all'ingresso di Porta Marina che partono un'ora prima dell'apertura. Entrate da piazza Anfiteatro, il varco che quasi nessuno usa.
La Reggia di Caserta apre gratuitamente sia il Palazzo Reale sia il Parco Reale con il Giardino Inglese: sono due biglietti distinti che diventano zero insieme. Il parco è lungo tre chilometri e mezzo dalla facciata alla Grande Cascata, e il navettamento interno resta a pagamento anche il giorno della gratuità, quindi calcolate due ore di cammino andata e ritorno oppure noleggiate una bicicletta.


Emilia Romagna
- Area archeologica di Marzabotto, Marzabotto (BO)
- Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria, Marzabotto (BO)
- Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna (BO)
- Abbazia di Pomposa e Museo pomposiano, Codigoro (FE)
- Gallerie Estensi, Pinacoteca nazionale di Ferrara, Ferrara (FE)
- Museo archeologico nazionale di Ferrara, Ferrara (FE)
- Museo di Casa Romei, Ferrara (FE)
- Necropoli Romana di Voghenza, Voghiera (FE)
- Museo archeologico nazionale di Sarsina, Sarsina (FC)
- Resti della città romana di Mevaniola, Galeata (FC)
- Gallerie Estensi, Galleria estense, Modena (MO)
- Gallerie Estensi, Museo lapidario estense, Modena (MO)
- Gallerie Estensi, Palazzo Ducale di Sassuolo, Sassuolo (MO)
- Castello di Torrechiara, Langhirano (PR)
- Complesso monumentale della Pilotta, Parma (PR)
- Complesso monumentale della Pilotta, Biblioteca Palatina di Parma, Parma (PR)
- Complesso monumentale della Pilotta, Galleria nazionale di Parma, Parma (PR)
- Complesso monumentale della Pilotta, Museo archeologico nazionale di Parma, Parma (PR)
- Complesso monumentale della Pilotta, Teatro Farnese, Parma (PR)
- Museo Bodoniano, Parma (PR)
- Area archeologica e Antiquarium di Veleia, Lugagnano Val d'Arda (PC)
- Basilica di Sant'Apollinare in Classe, Ravenna (RA)
- Battistero degli Ariani, Ravenna (RA)
- Mausoleo di Teodorico, Ravenna (RA)
- Museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna in Palazzo Milzetti, Faenza (RA)
- Museo nazionale di Ravenna, Ravenna (RA)
- Villa romana di Russi, Russi (RA)
A Ravenna il circuito statale apre gratuitamente Sant'Apollinare in Classe con i mosaici absidali del VI secolo, il Battistero degli Ariani e il Mausoleo di Teodorico con la copertura monolitica da trecento tonnellate di pietra d'Istria. Il resto dei monumenti ravennati, dal Mausoleo di Galla Placidia a San Vitale, appartiene a un circuito diocesano con biglietto proprio, che la prima domenica del mese resta a pagamento.
Friuli Venezia Giulia
- Basilica paleocristiana di via Madonna del Mare, Trieste (TS)
- Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare, Trieste (TS)
- Museo archeologico nazionale di Aquileia, Aquileia (UD)
- Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, Cividale del Friuli (UD)
Liguria
- Museo Palazzo Reale di Genova, Genova (GE)
- Palazzo Spinola, Genova (GE)
- Area archeologica di Nervia, Ventimiglia (IM)
- Forte di Santa Tecla, Sanremo (IM)
- Museo preistorico dei Balzi Rossi e zona archeologica, Ventimiglia (IM)
- Castello di San Terenzo, Lerici (SP)
- Museo archeologico nazionale e zona archeologica di Luni, Ortonovo (SP)
- Villa romana del Varignano, Portovenere (SP)
- Forte San Giovanni, Finale Ligure (SV)
- Villa Rosa, Museo dell'Arte Vetraria Altarese, Altare (SV)
Lombardia
- Castello Scaligero di Sirmione, Sirmione (BS)
- Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione, Sirmione (BS)
- MUPRE, Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, Capo di Ponte (BS)
- Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica, Cividate Camuno (BS)
- Parco archeologico del teatro e dell'anfiteatro di Cividate Camuno, Cividate Camuno (BS)
- Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo, Capo di Ponte (BS)
- Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri, Capo di Ponte (BS)
- Santuario di Minerva di Breno, Breno (BS)
- Villa Romana e Antiquarium, Desenzano del Garda (BS)
- Villa Romana e Antiquarium di Palazzo Pignano, Cremona (CR)
- Museo Archeologico Nazionale di Mantova, Mantova (MN)
- Museo di Palazzo Ducale di Mantova, Mantova (MN)
- Cenacolo Vinciano, Milano (MI)
- Pinacoteca di Brera, Milano (MI)
- Cappella Espiatoria, Monza (MB)
- Complesso Monumentale e Museo della Certosa di Pavia, Certosa di Pavia (PV)
- Museo archeologico nazionale della Lomellina, Vigevano (PV)
- Palazzo Besta, Teglio (SO)
- Parco delle incisioni rupestri con Rupe Magna di Grosio, Grosio (SO)
- Antiquarium e Parco archeologico di Castelseprio, Castelseprio (VA)
Il Cenacolo Vinciano rientra nell'elenco, ma la gratuità non elimina il contingentamento: l'accesso al refettorio di Santa Maria delle Grazie avviene per turni di quindici minuti e un numero chiuso di persone, quindi la prenotazione resta la condizione per entrare. Chi conta di presentarsi in piazza e vedere l'Ultima Cena perché è gratis torna a casa a mani vuote. Alla Pinacoteca di Brera, invece, si entra senza problemi.
Marche
- Antiquarium statale di Numana, Numana (AN)
- Museo archeologico nazionale delle Marche, Ancona (AN)
- Museo archeologico statale di Arcevia, Arcevia (AN)
- Museo Tattile statale Omero, Ancona (AN)
- Rocca Roveresca di Senigallia, Senigallia (AN)
- Museo archeologico statale di Ascoli Piceno, Ascoli Piceno (AP)
- Museo archeologico statale di Cingoli Moscosi, Cingoli (MC)
- Museo archeologico statale e Parco archeologico di Urbs Salvia, Urbisaglia (MC)
- Galleria nazionale delle Marche, Urbino (PU)
- Museo del Lapidario di Urbino, Urbino (PU)
- Rocca demaniale di Gradara, Gradara (PU)
La Galleria nazionale delle Marche occupa il Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro e conserva la Flagellazione di Piero della Francesca, la Città ideale, la Muta di Raffaello e lo studiolo intarsiato. Il Museo Tattile statale Omero di Ancona è l'unico museo italiano pensato per essere toccato, e la prima domenica del mese è la scusa perfetta per portarci dei bambini.
Molise
- Castello di Capua, Gambatesa (CB)
- Castello di Civitacampomarano, Civitacampomarano (CB)
- Museo Sannitico, Campobasso (CB)
- Palazzo Pistilli, Campobasso (CB)
- Parco archeologico di Sepino, Area archeologica di Altilia-Saepinum, Sepino (CB)
- Parco archeologico di Sepino, Museo della città e del territorio, Sepino (CB)
- Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno, Castel San Vincenzo (IS)
- Museo archeologico di Santa Maria delle Monache, Isernia (IS)
- Museo archeologico di Venafro, Venafro (IS)
- Museo nazionale del Paleolitico di Isernia, Isernia (IS)
- Museo nazionale di Castello Pandone, Venafro (IS)
- Santuario italico, Pietrabbondante (IS)
Piemonte
- Forte di Gavi, Gavi (AL)
- Abbazia di Vezzolano, Albugnano (AT)
- Area archeologica di Augusta Bagiennorum, Bene Vagienna (CN)
- Complesso monumentale del Castello e Parco di Racconigi, Racconigi (CN)
- Abbazia di Fruttuaria, San Benigno Canavese (TO)
- Area archeologica della città romana di Industria, Monteu da Po (TO)
- Complesso monumentale del Castello Ducale, giardino e parco di Agliè, Agliè (TO)
- Musei Reali, Torino (TO)
- Palazzo Carignano, Torino (TO)
- Villa della Regina, Torino (TO)
Puglia
- Castello svevo di Bari, Bari (BA)
- Galleria nazionale della Puglia Girolamo e Rosaria Devanna, Bitonto (BA)
- Museo archeologico nazionale e Castello di Gioia del Colle, Gioia del Colle (BA)
- Museo nazionale archeologico di Altamura, Altamura (BA)
- Museo nazionale Jatta, Ruvo di Puglia (BA)
- Palazzo Simi, Centro operativo per l'Archeologia, Bari (BA)
- Parco archeologico di Monte Sannace, Gioia del Colle (BA)
- Antiquarium e zona archeologica di Canne della Battaglia, Barletta (BT)
- Castel del Monte, Andria (BT)
- Castello svevo di Trani, Trani (BT)
- Palazzo Sinesi, Canosa di Puglia (BT)
- Museo archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e Parco archeologico di Egnazia, Fasano (BR)
- Museo nazionale archeologico e Castello di Manfredonia, Manfredonia (FG)
- Parco archeologico di Siponto, Manfredonia (FG)
- Castello Angioino di Copertino, Copertino (LE)
- Museo archeologico nazionale di Taranto, MArTA, Taranto (TA)
Castel del Monte la prima domenica del mese è una delle mete più visitate del Sud, e la salita dal parcheggio richiede la navetta oppure venti minuti a piedi in salita. Il MArTA di Taranto, con gli ori di Taras, resta invece stranamente poco frequentato: è il museo di archeologia magnogreca più ricco d'Italia.
Sardegna
- Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Cagliari (CA)
- Museo nazionale Memoriale Giuseppe Garibaldi, La Maddalena (OT)
- Altare prenuragico di Monte d'Accoddi, Sassari (SS)
- Compendio Garibaldino di Caprera, Sassari (SS)
- Museo nazionale archeologico ed etnografico Giovanni Antonio Sanna, Sassari (SS)
- Pinacoteca nazionale di Sassari, Sassari (SS)
Toscana
- Basilica di San Francesco, Arezzo (AR)
- Museo archeologico nazionale Gaio Cilnio Mecenate, Arezzo (AR)
- Museo delle arti e tradizioni popolari dell'Alta Valle del Tevere, Palazzo Taglieschi, Anghiari (AR)
- Museo di Casa Vasari, Arezzo (AR)
- Museo nazionale d'arte medievale e moderna, Arezzo (AR)
- Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi, Firenze (FI)
- Galleria dell'Accademia di Firenze, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Cappella Palatina di Palazzo Pitti, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina e Appartamenti monumentali di Palazzo Pitti, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Giardino delle Scuderie Reali e Pagliere, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Giardino di Boboli, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Galleria d'Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze (FI)
- Gallerie degli Uffizi, Gli Uffizi, Firenze (FI)
- Giardino della Villa a Castello, Firenze (FI)
- Giardino di Villa Il Ventaglio, Firenze (FI)
- Musei del Bargello, Cappelle Medicee, Firenze (FI)
- Musei del Bargello, Museo nazionale del Bargello, Firenze (FI)
- Museo archeologico nazionale di Firenze, Firenze (FI)
- Villa medicea della Petraia, Firenze (FI)
- Villa medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del Territorio, Cerreto Guidi (FI)
- Area archeologica di Cosa, Orbetello (GR)
- Area archeologica di Roselle, Grosseto (GR)
- Area archeologica di Vetulonia, Castiglione della Pescaia (GR)
- Museo archeologico statale di Castiglioncello, Rosignano Marittimo (LI)
- Museo nazionale delle residenze Napoleoniche, Palazzina dei Mulini, Portoferraio (LI)
- Museo nazionale delle residenze Napoleoniche, Villa di San Martino, Portoferraio (LI)
- Museo nazionale di Villa Guinigi, Lucca (LU)
- Pinacoteca Nazionale e Museo di Palazzo Mansi, Lucca (LU)
- Certosa monumentale di Calci, Calci (PI)
- Museo nazionale di Palazzo Reale, Pisa (PI)
- Museo nazionale di San Matteo, Pisa (PI)
- Museo di Casa Giusti, Monsummano Terme (PT)
- Area archeologica di Comeana, Tumuli di Montefortini e Boschetti, Carmignano (PO)
- Villa medicea di Poggio a Caiano e Giardino, Poggio a Caiano (PO)
- Eremo di San Leonardo al Lago, Monteriggioni (SI)
- Museo nazionale etrusco, Necropoli di Poggio Renzo e Tomba del Colle, Chiusi (SI)
- Pinacoteca nazionale di Siena, Siena (SI)
Firenze la prima domenica del mese è il caso più critico d'Italia. Uffizi, Accademia e Palazzo Pitti aprono gratis e la fila agli Uffizi comincia prima dell'alba: chi ci prova senza avere prenotato uno slot perde la mattina. Consiglio di mestiere: lasciate perdere il triangolo Uffizi Accademia Pitti e usate la giornata per il Bargello, il Museo archeologico nazionale con la Chimera di Arezzo e il carro di Monteleone, il Cenacolo di San Salvi con l'Ultima Cena di Andrea del Sarto, il Giardino di Boboli nelle prime ore. Vedrete più cose e più belle, e non farete un metro di coda.
Umbria
- Castello Bufalini, San Giustino (PG)
- Galleria nazionale dell'Umbria, Perugia (PG)
- Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone, Perugia (PG)
- Museo archeologico nazionale dell'Umbria, Perugia (PG)
- Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto, Spoleto (PG)
- Palazzo Ducale di Gubbio, Gubbio (PG)
- Rocca Albornoz, Museo nazionale del Ducato di Spoleto, Spoleto (PG)
- Teatro romano e Antiquarium di Gubbio, Gubbio (PG)
- Tempietto sul Clitunno, Campello sul Clitunno (PG)
- Villa del Colle del Cardinale, Perugia (PG)
- Area archeologica di Carsulae, Terni (TR)
- Museo archeologico nazionale di Orvieto, Orvieto (TR)
- Necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo, Orvieto (TR)
A Orvieto il museo archeologico nazionale e la necropoli di Crocifisso del Tufo sono statali e gratuiti; il Duomo con la cappella di San Brizio e gli affreschi di Luca Signorelli appartiene invece all'Opera del Duomo e mantiene il proprio biglietto. La differenza va tenuta a mente prima di partire. Vedi la pagina di Orvieto.

Veneto
- Area archeologica di Feltre, Feltre (BL)
- Museo nazionale Atestino, Este (PD)
- Museo archeologico nazionale di Adria, Adria (RO)
- Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, barchessa di Villa Badoer, Fratta Polesine (RO)
- Museo nazionale Collezione Salce sede di San Gaetano, Treviso (TV)
- Museo nazionale Collezione Salce sede di Santa Margherita, Treviso (TV)
- Biblioteca nazionale Marciana, Sale monumentali e Ridotti dei Procuratori, Venezia (VE)
- Concordia Sagittaria, area archeologica sotto la Cattedrale, Concordia Sagittaria (VE)
- Galleria Giorgio Franchetti, Venezia (VE)
- Gallerie dell'Accademia di Venezia, Venezia (VE)
- Museo archeologico di Quarto d'Altino, Quarto d'Altino (VE)
- Museo archeologico di Venezia, Venezia (VE)
- Museo archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro, Portogruaro (VE)
- Museo d'Arte Orientale di Venezia, Venezia (VE)
- Museo di Palazzo Grimani, Venezia (VE)
- Museo nazionale di Archeologia del Mare, Caorle (VE)
- Museo nazionale di Villa Pisani, Stra (VE)
- Museo archeologico nazionale di Verona, Verona (VR)
A Venezia il Palazzo Ducale e i musei civici di Piazza San Marco non rientrano nell'iniziativa perché appartengono alla Fondazione Musei Civici. Rientrano invece le Gallerie dell'Accademia, Palazzo Grimani con la Tribuna e la Galleria Franchetti: tre visite di prima grandezza a costo zero, ed è il modo più intelligente di passare una domenica veneziana d'inverno.
Come si organizza davvero la giornata
La prima domenica del mese non è una gita, è un problema di logistica. Chi la affronta senza un piano finisce per vedere due biglietterie e un panino. Ecco il metodo consigliato.
Scegliere due luoghi, non cinque
Il primo errore è la voracità. Con l'ingresso gratuito la tentazione è incastrare Colosseo, Palatino, Caracalla e Ostia nello stesso giorno: il risultato è una maratona che lascia il ricordo di una folla e nient'altro. Due luoghi, uno la mattina e uno il pomeriggio, con due ore piene ciascuno e un pranzo vero in mezzo. Se i due luoghi sono contigui, meglio ancora: Terme di Caracalla e Appia antica, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano, Villa Giulia e Galleria Nazionale.
Gli orari che funzionano
Le prime due ore dall'apertura e le ultime due prima dell'ultimo ingresso sono le finestre buone. La fascia centrale, dalle 11 alle 15, è quella in cui converge tutta la città. Nei parchi archeologici il tardo pomeriggio è anche il momento migliore per la luce: a Ostia il decumano alle 17 di ottobre ha un colore che a mezzogiorno non esiste. Nei musei chiusi conviene il contrario, perché la sala si svuota presto e il personale comincia a chiudere i settori mezz'ora prima dell'orario dichiarato.
Trasporti e parcheggi
La domenica il traffico romano è più docile ma la Ztl del centro storico ha regole proprie e i parcheggi intorno ai siti si saturano entro le nove e mezza. Per il Colosseo la metropolitana linea B ha la fermata omonima; per le Terme di Caracalla la fermata Circo Massimo più dieci minuti a piedi, oppure i bus 118 e 160; per Ostia antica il treno della Roma Lido da Porta San Paolo, fermata Ostia Antica, con il ponte pedonale che porta direttamente all'ingresso; per Villa Giulia il tram 19 o il 3, fermata Belle Arti; per Tivoli il treno regionale da Tiburtina oppure il Cotral da Ponte Mammolo. Verificate sempre gli orari festivi, che sono più radi.
Mangiare senza rovinare la giornata
I bar interni ai siti archeologici la prima domenica del mese hanno file di venti minuti e prezzi da aeroporto. Portatevi il pranzo se andate a Ostia, all'Appia o a Villa Adriana, dove i punti ombra non mancano. In città, allontanatevi di tre isolati dal monumento e il conto si dimezza.

Domenica al Museo con i bambini e con chi ha difficoltà motorie
Con i bambini sotto i dodici anni l'ingresso nei musei statali è comunque gratuito tutti i giorni dell'anno, quindi la prima domenica del mese conviene alle famiglie soprattutto per gli adulti. Detto questo, i luoghi che reggono meglio la presenza dei più piccoli sono quelli all'aperto e con spazio per correre: Ostia antica, l'Appia con la Villa dei Quintili, il Parco Reale della Reggia di Caserta, il giardino di Villa d'Este con le fontane che spruzzano. Nei musei chiusi funzionano il Museo delle navi romane di Nemi, il Museo nazionale degli strumenti musicali, il Museo Tattile Omero di Ancona e le sale egizie e preistoriche del Museo delle Civiltà.
Sull'accessibilità la situazione è disomogenea e va verificata caso per caso sul sito del singolo istituto. In generale i musei ospitati in palazzi storici hanno ascensori installati a posteriori e percorsi parziali; i parchi archeologici hanno itinerari accessibili segnalati ma superfici irregolari; il Colosseo dispone di ascensore per i livelli superiori e di un percorso dedicato. Le persone con disabilità e un accompagnatore entrano gratuitamente tutti i giorni, non solo la domenica.
Quanto si risparmia davvero
Una coppia che la prima domenica del mese visita a Roma il Colosseo con Foro e Palatino, poi Palazzo Massimo, poi Castel Sant'Angelo risparmia una cifra che nei giorni ordinari supera abbondantemente i cento euro. Una famiglia in Campania che incastra Pompei e il Museo archeologico nazionale di Napoli va oltre. Ma il calcolo interessante è un altro: la gratuità non serve tanto a risparmiare quanto ad abbassare la soglia di ingresso ai musei minori, quelli che nessuno visiterebbe pagando quattro euro e che invece, con il biglietto a zero, si scoprono. Il Museo Boncompagni, il Drugstore Museum, l'Antiquarium di Lucrezia Romana esistono in gran parte grazie a questo meccanismo.
Che cosa scegliere a Roma, quando il Colosseo è già pieno
La prima domenica del mese la città si comporta sempre allo stesso modo: tutti verso l'anfiteatro, tutti verso la Galleria Borghese, e intorno decine di istituti statali che restano a mezzo servizio. Vale la pena ribaltare l'abitudine e partire da quello che nessuno prenota.
Le quattro sedi del Museo nazionale romano
La collezione archeologica dello Stato a Roma è divisa in quattro palazzi, e con un biglietto che quel giorno non si paga si possono vedere tutti. A Palazzo Altemps, rinascimento Riario e poi Altemps sopra un cortile di Peruzzi, è custodita la collezione Ludovisi: il Trono con la nascita di Afrodite, il Galata che si uccide insieme alla moglie, il sarcofago Grande Ludovisi con la battaglia contro i barbari. Alle Terme di Diocleziano il museo occupa il più grande impianto termale mai costruito e il chiostro attribuito a Michelangelo, con la sezione epigrafica che racconta la lingua latina prima che diventasse letteratura. A pochi passi, l'Aula Ottagona, che per quarant'anni fu il planetario della città, conserva i bronzi e i marmi recuperati dalle terme di Costantino sul Quirinale sotto una cupola che è ancora quella del quarto secolo.
Le gallerie e le case museo che restano vuote
A Palazzo Barberini convivono Bernini, Borromini e Maderno nello stesso edificio, e dentro ci sono la Fornarina di Raffaello, la Giuditta di Caravaggio e il soffitto del Trionfo della Divina Provvidenza dipinto da Pietro da Cortona. La Galleria Spada vale il viaggio per la quadreria seicentesca lasciata esattamente come la volle il cardinale Bernardino e per la galleria prospettica di Borromini, otto metri che l'occhio legge come trentasette. Il Museo Hendrik Christian Andersen, vicino a piazza del Popolo, è la casa studio di uno scultore che progettava una città mondiale della pace e lasciò allo Stato italiano centinaia di gessi colossali: un luogo assurdo e commovente, quasi sempre deserto. Il Museo nazionale degli strumenti musicali, accanto a Santa Croce in Gerusalemme, conserva l'arpa Barberini e una delle raccolte di pianoforti storici più complete d'Europa. All'EUR il Museo delle Civiltà riunisce le collezioni preistoriche ed etnografiche dell'ex Pigorini con il Museo delle arti e tradizioni popolari Lamberto Loria, che è il posto giusto per capire come si viveva in Italia prima che l'Italia esistesse.
Il Palatino, l'Appia antica e le periferie archeologiche
Il biglietto del Parco archeologico del Colosseo comprende anche il Palatino, che la maggior parte dei visitatori attraversa di corsa: la Casa di Augusto con le pitture di secondo stile, la Casa di Livia, lo stadio domizianeo e la terrazza sul Circo Massimo meritano da soli la mattinata. Sull'Appia antica la Villa dei Quintili è la residenza privata più grande del suburbio, confiscata da Commodo dopo aver fatto uccidere i due fratelli proprietari, con le terme affacciate sulla campagna e l'ingresso comodo da via Appia Nuova. Poco più avanti Capo di Bove custodisce un impianto termale del secondo secolo e l'archivio di Antonio Cederna, l'uomo che salvò l'Appia dal cemento. A nord, a Prima Porta, la Villa di Livia conserva il criptoportico da cui furono staccati gli affreschi del giardino dipinto, oggi a Palazzo Massimo: vederli e poi vedere la stanza da cui provengono cambia il senso di entrambi. Chi preferisce il sottosuolo trova nelle catacombe di Roma un circuito a parte, gestito dalla Pontificia commissione di archeologia sacra e non incluso nella gratuità statale.
Fra il Vittoriano, Palazzo Venezia e i Fori
Il complesso del Vittoriano è la meta più sottovalutata del centro. L'Ala Brasini, il braccio che guarda via dei Fori Imperiali, ospita le grandi mostre e conduce alle terrazze da cui il Foro si legge come una pianta. Sotto, il Museo centrale del Risorgimento raccoglie proclami, bandiere e cimeli che spiegano perché quell'edificio bianco esista. Dall'altro lato della piazza il Museo nazionale del Palazzo di Venezia unisce il primo grande palazzo rinascimentale romano alle collezioni di arti decorative e al giardino del Viridarium. I Mercati di Traiano appartengono invece al circuito comunale e seguono il calendario dei musei civici, ma la coincidenza con la prima domenica del mese capita spesso e vale un piano B. Sull'Esquilino, Santa Maria Maggiore resta ad accesso libero tutto l'anno: i mosaici del quinto secolo nella navata sono il ciclo paleocristiano più esteso di Roma.
I Castelli romani e la campagna intorno a Roma
Mezz'ora di treno o di macchina e la folla sparisce. La provincia di Roma concentra abbazie, santuari e ville imperiali che il giorno della gratuità si visitano camminando, senza turni né file.
Grottaferrata, Nemi e i laghi vulcanici
A Grottaferrata l'Abbazia greca di San Nilo è dal 1004 un monastero di rito bizantino in comunione con Roma: la liturgia si celebra ancora in greco, il campanile è romanico e il museo conserva i marmi della villa romana su cui il complesso fu costruito. A Nemi, sopra il lago che gli antichi chiamavano specchio di Diana, il Museo delle navi romane racconta le due imbarcazioni di Caligola recuperate svuotando il lago fra il 1929 e il 1932 e bruciate nel 1944: restano i modelli in scala, i bronzi e un edificio costruito apposta per ospitarle, che è già di per sé un documento.
Palestrina e Tivoli
A Palestrina il Santuario della Fortuna Primigenia occupa l'intero fianco del monte con sei terrazze sovrapposte: fu il più grande complesso sacro dell'Italia repubblicana, e il museo nel palazzo Barberini che ne corona la sommità custodisce il mosaico nilotico, la mappa dell'Egitto più dettagliata che ci abbia lasciato l'antichità. A Tivoli, oltre a Villa Adriana e Villa d'Este, la gratuità comprende il Santuario di Ercole Vincitore, enorme piattaforma di età sillana poi diventata cartiera ottocentesca e oggi restituita al pubblico: la sovrapposizione fra tempio e archeologia industriale non ha uguali nel Lazio.
Subiaco e l'alta valle dell'Aniene
A Subiaco, dove Benedetto si ritirò nella grotta prima di fondare Montecassino, il Monastero di Santa Scolastica conserva tre chiostri di epoche diverse e la biblioteca in cui, nel 1465, due tipografi tedeschi stamparono i primi libri d'Italia. È l'unico dei tredici monasteri sublacensi sopravvissuto, e la valle intorno vale la giornata anche solo per il paesaggio.
Il litorale a nord e la costa di Ardea
A Cerveteri la necropoli della Banditaccia è una città di tumuli e strade scavate nel tufo, e il museo nel castello Ruspoli riporta a casa gli oggetti usciti da quelle tombe. A Civitavecchia il museo archeologico nazionale e le Terme Taurine sui rilievi alle spalle del porto raccontano il sistema termale legato alla villa di Traiano. Verso sud, ad Ardea, capitale dei Rutuli nel racconto virgiliano, il Museo Giacomo Manzù conserva gessi, bozzetti e disegni donati allo Stato dallo scultore che firmò la Porta della Morte di San Pietro.
La Tuscia e il viterbese
Se esiste una zona in cui la prima domenica del mese diventa davvero un regalo, è questa: palazzi farnesiani, necropoli dipinte, chiese longobarde e laghi vulcanici, con affluenze che nei giorni gratuiti restano quelle di una domenica qualsiasi.
Viterbo e i suoi dintorni
A Viterbo il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz occupa la fortezza cardinalizia del Trecento e raccoglie i corredi di Acquarossa e Ferento; il quartiere San Pellegrino resta il tessuto medievale meglio conservato del Lazio. Fuori città, l'area archeologica di Ferento conserva il teatro romano ancora usato per gli spettacoli estivi e le terme della città che i viterbesi rasero al suolo nel 1172. A Bagnaia Villa Lante è il giardino manierista più coerente d'Italia: l'acqua scende dalla fontana del Diluvio alla tavola del cardinale, alla peschiera quadrata, in una sequenza che si legge come un discorso. A Castiglione in Teverina, sul confine umbro, il Muvis occupa una cantina monumentale di sette piani scavata nel tufo ed è il museo del vino più grande d'Europa.
I Farnese e il lago di Bolsena
Il Palazzo Farnese di Caprarola è un pentagono difensivo che Vignola trasformò in residenza fra il 1559 e il 1575, con la scala regia elicoidale su trenta colonne doppie e la Sala del Mappamondo. A Farnese, il paese che diede il nome alla famiglia, si scende invece verso le forre della Selva del Lamone e la città abbandonata di Castro, rasa al suolo da Innocenzo X nel 1649. Sul lago, Bolsena unisce l'area archeologica di Volsinii, la basilica di Santa Cristina con la cappella del miracolo eucaristico del 1263 e la rocca Monaldeschi. Capodimonte sporge sull'acqua con la rocca ottagonale dei Farnese e la passeggiata dell'Immacolata, mentre Marta conserva il borgo dei pescatori e la torre ottagonale che regola ancora il ritmo del paese.
Le necropoli etrusche e l'agro falisco
A Tarquinia la necropoli dei Monterozzi custodisce le tombe dipinte dei Leopardi, della Caccia e Pesca, dei Tori: pittura greca perduta ovunque e sopravvissuta qui, e nel palazzo Vitelleschi i Cavalli Alati dell'Ara della Regina. A Tuscania le basiliche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, sul colle isolato fuori le mura, sono il vertice del romanico laziale, con i sarcofagi etruschi riutilizzati come arredo. A Vulci il castello dell'Abbadia sorveglia il ponte etrusco romano sul Fiora in uno dei paesaggi più solitari della regione. A Civita Castellana, infine, il Forte Sangallo ospita il Museo archeologico dell'Agro Falisco e i materiali dei santuari di Falerii Veteres.
Una parentesi senza biglietto
Chi arriva in zona con i bambini e ha già visto abbastanza vetrine può chiudere la giornata alla faggeta di Oriolo Romano, patrimonio Unesco fra le faggete vetuste d'Europa: cresce a quattrocento metri di quota, quota anomala per un bosco di faggi, ed è a pochi minuti dal palazzo Altieri del paese, anch'esso statale e gratuito quel giorno.
La Ciociaria e il frusinate
La provincia più trascurata del Lazio è quella con la maggiore concentrazione di abbazie visitabili, e con una montagna che entra in scena appena si lascia l'autostrada.
Cassino, Montecassino e la valle del Liri
A Cassino il parco archeologico di Casinum conserva l'anfiteatro donato da Ummidia Quadratilla, il teatro e il mausoleo, con il museo Carettoni a fianco. Sopra, l'Abbazia di Montecassino è la casa madre benedettina fondata nel 529, distrutta quattro volte e ricostruita quattro volte, l'ultima dopo il bombardamento del 15 febbraio 1944: l'archivio e la biblioteca, salvati in tempo, sono fra i più importanti d'Europa. Poco lontano, ad Aquino, restano l'arco di Marcantonio, la chiesa della Madonna della Libera costruita con materiali romani e la casa natale di Tommaso d'Aquino.
Arpino, Veroli e i monti Ernici
Ad Arpino, patria di Cicerone e di Mario, l'acropoli di Civitavecchia è cinta da mura poligonali in opera ciclopica e conserva l'unico arco a sesto acuto di epoca preromana in Italia. A Veroli l'Abbazia di Casamari, consacrata nel 1217, è il manifesto del gotico cistercense in Italia centrale, con la stessa pianta bernardina di Fossanova, e in paese sopravvivono i Fasti Verulani incisi nel marmo sotto Augusto. A Collepardo, sui monti Ernici, la Certosa di Trisulti conserva la farmacia settecentesca dipinta a trompe l'oeil da Giacomo Manco e si affaccia su un versante boscoso che a ottobre vale il viaggio da solo.
Il litorale e la provincia di Latina
Il basso Lazio offre la combinazione più rara di tutte: archeologia di primo livello e mare a cento metri, con una pressione turistica che fuori stagione è quasi nulla.
Sperlonga, Formia e il Garigliano
La villa di Tiberio a Sperlonga è la visita più bella del basso Lazio: una grotta naturale trasformata in triclinio marittimo, e i gruppi omerici firmati dagli stessi maestri rodii del Laocoonte, ricomposti nel museo a pochi metri dall'acqua. A Formia il museo archeologico nazionale e la cosiddetta tomba di Cicerone sull'Appia raccontano la costa delle ville senatorie fra Gaeta e il Garigliano. A Minturno il comprensorio di Minturnae conserva il teatro romano, il capitolium, il tratto dell'Appia e il ponte Real Ferdinando, il primo ponte sospeso in catene di ferro costruito in Italia, inaugurato nel 1832.
I Lepini, Fossanova e l'entroterra
A Priverno l'Abbazia di Fossanova, dove Tommaso d'Aquino morì il 7 marzo 1274, è la prima chiesa gotica costruita in Italia, e nello stesso territorio il Castello di San Martino, o Villa Tolomeo Gallio, sorveglia la campagna che sale verso i Monti Lepini. A Cori, arroccata sopra la pianura pontina, restano le mura poligonali, il tempio di Ercole di età sillana e la cappella dell'Annunziata con il ciclo affrescato di primo Quattrocento. A Sermoneta il museo della ceramica raccoglie le produzioni dei centri lepini e completa una giornata che unisce castello Caetani, borgo e archeologia.
Le mete fuori regione che valgono il viaggio
La gratuità è nazionale, e da Roma con due ore di strada si raggiungono istituti che il resto d'Italia considera imperdibili. Vale la pena approfittarne quando la prima domenica cade in un fine settimana lungo.
Abruzzo
A L'Aquila il MuNDA e l'area archeologica di Amiternum sono aperti gratuitamente, e la città ricostruita dopo il 2009 si visita oggi con una quantità di cantieri conclusi che sorprende chi non torna da anni. A un'ora di curve, Santo Stefano di Sessanio è il borgo mediceo del Gran Sasso recuperato con l'albergo diffuso, punto di partenza naturale per Rocca Calascio. Più a sud il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise offre la rete di sentieri più antica d'Italia e, in novembre e in primavera, l'avvistamento dell'orso bruno marsicano con le guide del parco.
Umbria, Toscana e Campania
A Orvieto il museo archeologico nazionale accanto al Duomo e la necropoli del Crocifisso del Tufo si visitano nella stessa mattinata, e la rupe si raggiunge in poco più di un'ora dal Lazio settentrionale. In Maremma, Orbetello con la laguna, le mura spagnole e la vicina area di Cosa chiude il tratto costiero che comincia a Tarquinia. Verso sud, la Reggia di Caserta resta la meta più imponente raggiungibile in giornata da Roma, a patto di arrivare all'apertura e di mettere in conto tre chilometri di parco in linea retta.
Una curiosità su Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
La curiosità non riguarda i musei, riguarda l'aritmetica dei numeri civici della cultura italiana. L'iniziativa nasce nel luglio del 2014 per volontà di Dario Franceschini, allora ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, e in quel primo anno incompleto, con appena sei edizioni disponibili, raccolse 1.552.958 ingressi gratuiti. Nel medesimo 2014 i musei statali italiani totalizzarono 40.287.393 visitatori, con un incremento del 6,2 per cento rispetto al 2013, e 134.860.105 euro di incassi, cresciuti del 7 per cento. Il dettaglio che quasi nessuno cita è questo: le domeniche gratuite, che per definizione non incassano nulla, coincisero con un anno di introiti in aumento. La gratuità non erose la biglietteria, l'allargò, perché portò dentro i musei un pubblico che poi tornò pagando.
C'è un secondo dato altrettanto istruttivo. La domenica gratuita di dicembre 2014 registrò un'affluenza superiore del 40 per cento rispetto alla domenica inaugurale di luglio, e il gennaio successivo superò da solo i trecentomila visitatori in un giorno. Nessuna campagna pubblicitaria produsse quella curva: la produsse il passaparola, cioè la constatazione che l'iniziativa esisteva davvero e funzionava. Nell'ottobre 2019, quando il Ministero fece il conto complessivo, le persone entrate gratuitamente nei musei e nei parchi archeologici statali grazie a questa sola misura erano circa quindici milioni. Per dare la misura: è come se l'intera popolazione della Lombardia e del Lazio insieme fosse passata una volta davanti a un'opera d'arte senza pagare il biglietto.
La curiosità vera, però, è di lessico. L'hashtag #domenicalmuseo fu una delle prime volte in cui un'amministrazione italiana costruì una politica pubblica intorno a una parola chiave social invece che intorno a una circolare. Il nome divenne il contenitore, e il contenitore resse: dodici anni dopo la formula è rimasta identica, prima domenica del mese, ingresso gratuito, senza che nessun governo successivo ne abbia cambiato il marchio. In un Paese che ribattezza i ministeri a ogni legislatura, è un caso di continuità che merita di essere notato.
Una cosa che non ti dice nessuno su Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
Che il biglietto sia gratuito non significa che il biglietto non esista. Nella quasi totalità degli istituti statali la biglietteria emette comunque un titolo di ingresso, di valore zero, e quel titolo va ritirato: serve a contare i visitatori, e i numeri della prima domenica del mese finiscono nelle statistiche ufficiali del Ministero, quelle che poi determinano la classifica dei musei più visitati d'Italia e, indirettamente, i finanziamenti. Chi salta la biglietteria convinto di fare prima non entra, e in alcuni siti viene fermato al secondo controllo.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda il rapporto fra gratuità e prenotazione. Sono due meccanismi indipendenti, e questa indipendenza produce l'equivoco più frequente della giornata. Al Colosseo la prenotazione è obbligatoria e nominale anche quando il biglietto costa zero, le vendite aprono trenta giorni prima e il titolo va accompagnato da un documento valido: presentarsi al tornello senza aver prenotato non serve a niente, per quanto la voce corrente dica il contrario. Alla Galleria Borghese i turni gratuiti si esauriscono nell'arco di poche ore dall'apertura delle vendite, e chi si presenta in loco viene rimandato indietro. Al Cenacolo Vinciano di Milano vale la stessa logica. Ostia antica, invece, non chiede nulla, e questa asimmetria non è capriccio: dipende dalla capienza fisica e dalla normativa di sicurezza di ciascun ambiente.
Terza cosa poco nota: la gratuità copre la collezione permanente, non le mostre temporanee con biglietto autonomo, e non copre i servizi aggiuntivi. Il navettamento interno alla Reggia di Caserta, gli audioguide, le visite guidate, i laboratori didattici restano a pagamento. Nei siti con ambienti a capienza contingentata può comparire un contributo di prenotazione che non è il biglietto ma il servizio di gestione dell'accesso: sul posto genera discussioni, e la discussione si evita leggendo la pagina dell'istituto prima di partire.
Quarta e ultima. Alcuni istituti statali chiudono la domenica per turno settimanale, e la prima domenica del mese non li riapre: la gratuità non modifica il calendario di apertura. Allo stesso modo, quando la prima domenica coincide con una festività di chiusura annuale, come il primo gennaio, l'iniziativa semplicemente non ha luogo in quei siti. Il caso si è già presentato e si ripresenterà.

Il consiglio che ti do per visitare Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
Il consiglio si riassume in una frase: usate la domenica gratuita per i musei che non avreste mai pagato, e pagate il biglietto per quelli che volete davvero vedere. È l'esatto contrario di quello che fa la maggioranza, e funziona.
Il ragionamento è semplice. I grandi attrattori, Colosseo, Uffizi, Galleria Borghese, Pompei, la prima domenica del mese diventano invivibili: la stessa esperienza che in un martedì di novembre costa venti euro e regala due ore di silenzio, la domenica gratuita costa zero e regala due ore di spalle altrui. Il risparmio è reale, la visita no. I musei medi e piccoli, invece, la domenica gratuita restano perfettamente frequentabili e vi permettono di scoprire luoghi che non avreste mai messo in agenda: il Museo Boncompagni Ludovisi con i Fortuny, il Museo Hendrik Christian Andersen con i suoi giganti di gesso, la Crypta Balbi che spiega il passaggio dall'antichità al medioevo meglio di un corso universitario, il Museo nazionale degli strumenti musicali a Santa Croce in Gerusalemme, l'Antiquarium di Lucrezia Romana sull'Appia. Sono i luoghi per cui la gratuità è stata inventata.
Il secondo consiglio pratico riguarda la geografia. Costruite la giornata intorno a un raggio di due chilometri, non intorno a una lista di desideri. Roma ha almeno quattro grappoli perfetti: il grappolo termale e appio, con Terme di Caracalla, San Cesareo de Appia, Villa di Capo di Bove e Cecilia Metella; il grappolo dell'Esquilino, con Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano e il Museo nazionale degli strumenti musicali; il grappolo delle Belle Arti, con Villa Giulia, Galleria Nazionale e Museo Andersen a pochi minuti l'uno dall'altro; il grappolo del Rinascimento, con Palazzo Altemps, Galleria Spada e Galleria Corsini. Ciascuno di questi grappoli riempie una giornata intera senza un solo trasferimento in metropolitana.
Terzo consiglio, il più impopolare: se avete un gruppo, un evento aziendale o dei familiari in visita, la prima domenica del mese è il giorno sbagliato. La logistica di un gruppo dentro un sito gratuito e affollato richiede una gestione professionale, e lo sa chiunque ci sia passato: fra tornelli, contingentamenti e punti di raccolta la giornata si perde. Per queste occasioni conviene una programmazione dedicata, come quella che organizza TourLeaderPro a Roma per i tour operator e i gruppi privati, oppure il servizio di accompagnamento turistico professionale in tutta Italia. La domenica gratuita è una festa popolare: bellissima, ma non è il contesto per una visita tecnica.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che i musei statali italiani siano gratuiti la prima domenica del mese lo sanno tutti. Che accanto a quella data ne esistano altre, e che alcune siano più comode, lo sanno in pochi. Il Parco archeologico del Colosseo pratica l'ingresso gratuito anche il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. L'istituto Villae di Tivoli, che gestisce Villa Adriana, Villa d'Este e il Santuario di Ercole Vincitore, aggiunge alle stesse tre date l'8 marzo per le donne. Sono giornate in cui la pressione di visitatori è sensibilmente inferiore rispetto alla prima domenica del mese, perché la comunicazione è minore e perché spesso cadono infrasettimanali.
Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda le gratuità permanenti. Nei musei statali italiani i minori di diciotto anni entrano gratis tutti i giorni dell'anno, senza distinzione di cittadinanza. Entrano gratis le persone con disabilità con un accompagnatore, i docenti e gli studenti dei corsi di architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione, accademie di belle arti, i giornalisti iscritti all'albo con documentazione valida, il personale del Ministero, i membri Icom. Chi rientra in una di queste categorie non ha alcun motivo di affrontare la calca della prima domenica: entra quando vuole, allo stesso prezzo.
Il terzo fatto è meno noto ancora e riguarda la geografia amministrativa. L'elenco ministeriale non comprende la Sicilia, la Valle d'Aosta, le province autonome di Trento e Bolzano. Non è una dimenticanza: quelle amministrazioni hanno competenza propria sui beni culturali del proprio territorio in forza degli statuti speciali, e stabiliscono in autonomia le proprie giornate di gratuità. Chi programma un viaggio in Sicilia contando sulla prima domenica ministeriale deve verificare il calendario regionale, che segue regole e date differenti.
Il quarto, infine: la parola statali nell'elenco include istituti che nessuno immaginerebbe demaniali. Abbazie come Casamari, Fossanova, Montecassino, Pomposa e San Vincenzo al Volturno; chiese come San Pietro a Tuscania e Santa Maria Maggiore di Tuscania; la Grotta Azzurra di Anacapri; la Tomba di Virgilio a Napoli; il Compendio Garibaldino di Caprera. Sono luoghi in consegna allo Stato per ragioni storiche diverse, dalle soppressioni napoleoniche alle leggi eversive del 1866, e proprio per questo rientrano nella gratuità.
La foto giusta da fare a Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
La fotografia è consentita per uso personale in quasi tutti i musei statali, senza flash, senza cavalletto e senza selfie stick; alcune sale con opere in prestito o con materiali fotosensibili la vietano, e il divieto è sempre segnalato all'ingresso della sala. Sulla base di questo, la foto giusta della prima domenica del mese non è il monumento: è il rapporto fra le persone e il monumento. È l'unico giorno dell'anno in cui la fila davanti a un museo minore ha lo stesso volume di quella davanti a un grande attrattore, e quella democrazia visiva è il soggetto.
Se volete un'immagine concreta e riproducibile, eccone quattro che funzionano sempre. Alle Terme di Caracalla, mettetevi all'estremità occidentale della palestra e inquadrate la parete del calidarium con una figura umana in basso a sinistra: la scala dell'edificio si legge solo per confronto, e senza una persona nel campo la foto perde ogni misura. A Ostia antica salite sulla cavea del teatro e fotografate il piazzale delle Corporazioni dall'alto nel primo pomeriggio, quando il sole radente stacca i mosaici dal fondo. A Villa d'Este aspettate lo scoccare delle ore pari a partire dalle 10.30, quando entra in funzione la fontana dell'organo idraulico, e fotografate il getto controluce dalla terrazza superiore. A Villa Adriana il Canopo va ripreso dal lato corto meridionale, con il Serapeo sullo sfondo e le cariatidi allineate sul bordo della peschiera: è l'inquadratura che Yourcenar aveva in mente e regge anche con il cielo bianco.
Un'avvertenza da professionista. La prima domenica del mese la luce migliore coincide con l'affollamento peggiore, e il risultato sono fotografie piene di teste. Se volete un'immagine pulita, andate contro il flusso: entrate all'apertura e fotografate nei primi trenta minuti, oppure restate fino all'ultimo ingresso e lavorate mentre gli altri escono. Nei musei chiusi la regola è ancora più semplice: fotografate la sala vuota alle spalle del gruppo che avanza, non davanti.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
I luoghi che la prima domenica del mese si aprono gratuitamente sono i luoghi in cui è successa la storia d'Italia, e l'elenco degli avvenimenti è lungo quanto l'elenco dei siti. Vale la pena fissarne alcuni, perché camminare dentro una sala sapendo che cosa vi è accaduto cambia completamente la visita.
Nel 537, durante l'assedio di Roma, i Goti di Vitige tagliarono gli acquedotti: le Terme di Caracalla, che consumavano acqua in quantità industriale, si fermarono da un giorno all'altro e non riaprirono mai più. È la data in cui la Roma antica smise materialmente di funzionare, e la si legge ancora nelle condutture in piombo rimaste a vista.
Il 6 maggio 1527 i lanzichenecchi entrarono in Roma. Clemente VII fuggì da Palazzo Apostolico attraverso il Passetto di Borgo e si asserragliò in Castel Sant'Angelo, dove rimase assediato per sette mesi. Le sale farnesiane che oggi si visitano gratuitamente sono le stesse in cui un papa contò i giorni mentre la città veniva saccheggiata.
Il 15 febbraio 1944 l'aviazione alleata rase al suolo l'Abbazia di Montecassino con oltre milletrecento tonnellate di esplosivo. La ricostruzione, condotta con il criterio del dove era e come era, si concluse nel 1964 con la consacrazione da parte di Paolo VI. È l'unica abbazia europea che si può visitare sapendo di camminare su una ricostruzione filologica integrale.
Nel 1465 due chierici tedeschi, Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, installarono nel Monastero di Santa Scolastica a Subiaco il primo torchio tipografico d'Italia e stamparono il De oratore di Cicerone e il Lattanzio. La stanza esiste ancora, e la prima domenica del mese si visita senza biglietto.
Nel 1957, durante i lavori per la via Flacca, gli operai sfondarono la volta di una grotta a Sperlonga e ritrovarono a pezzi i gruppi scultorei omerici della villa di Tiberio, firmati dagli stessi maestri rodii del Laocoonte. Furono settemila frammenti; la ricomposizione richiese decenni ed è tuttora uno dei restauri più discussi dell'archeologia italiana.
Il 16 agosto 1972 un sub in immersione davanti a Riace Marina segnalò un braccio che spuntava dalla sabbia: erano i due Bronzi, oggi al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Nel 1981, quando furono esposti a Firenze e poi a Roma, li videro oltre un milione di persone in pochi mesi, e fu il primo fenomeno di massa dell'archeologia italiana contemporanea.
Infine, il luglio 2014: la prima domenica gratuita nei musei statali. Sembrerà minore accanto agli altri avvenimenti, ma nella storia dell'accesso al patrimonio è una data di svolta, e i quindici milioni di ingressi gratuiti contati fino al 2019 lo dimostrano meglio di qualunque commento.
Chi è passato da Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
La domanda va rovesciata: chi è passato dai luoghi che questa iniziativa apre gratuitamente. La risposta è quasi tutta la storia europea.
Adriano, imperatore dal 117 al 138, costruì a Tivoli la villa che porta il suo nome e la riempì delle memorie dei propri viaggi in Grecia e in Egitto; morì a Baia nel 138 e fu sepolto nel mausoleo sul Tevere che oggi è Castel Sant'Angelo. Marguerite Yourcenar, che a Villa Adriana tornò più volte fra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, ne fece la scenografia mentale delle Memorie di Adriano, pubblicate nel 1951; il largo davanti alla biglietteria porta oggi il suo nome.
Benedetto da Norcia visse tre anni in una grotta sopra Subiaco prima di fondare Montecassino nel 529: il Sacro Speco è quella grotta. Francesco d'Assisi passò da Subiaco nel 1223 e nella cappella di San Gregorio un pittore lo ritrasse senza aureola e senza stimmate, perché era vivo: è il più antico ritratto conosciuto del santo.
Scipione Caffarelli Borghese, cardinale nipote di Paolo V, mise insieme fra il 1607 e il 1633 la collezione della Galleria Borghese usando ogni mezzo, dal mecenatismo al sequestro fiscale; fu lui a scoprire e proteggere il giovane Gian Lorenzo Bernini, che per lui scolpì il David, l'Apollo e Dafne, il Ratto di Proserpina, l'Enea e Anchise. Caravaggio dipinse per la stessa cerchia la Madonna dei Palafrenieri, rimossa da San Pietro dopo pochi giorni e finita nella raccolta del cardinale.
Ippolito II d'Este, figlio di Lucrezia Borgia e governatore di Tivoli dal 1550, incaricò Pirro Ligorio di trasformare un convento benedettino in Villa d'Este; per alimentare le fontane fece deviare l'Aniene con un cunicolo scavato sotto la città. Franz Liszt, che alla villa soggiornò a lungo negli anni Sessanta e Settanta dell'Ottocento, vi compose i Giochi d'acqua a Villa d'Este.
Luigi Vanvitelli iniziò la Reggia di Caserta nel 1752 per Carlo di Borbone e vi lavorò fino alla morte nel 1773; il figlio Carlo la completò. Napoleone soggiornò all'Elba fra il maggio 1814 e il febbraio 1815, e le due residenze che occupò, la Palazzina dei Mulini a Portoferraio e la Villa di San Martino, sono oggi museo nazionale e rientrano nella gratuità. Giuseppe Garibaldi visse e morì a Caprera nel 1882: il Compendio Garibaldino conserva la casa come la lasciò.
E poi i viaggiatori del Grand Tour, che a Roma passarono tutti: Goethe, che fra il 1786 e il 1788 abitò in via del Corso e visitò il Palatino e le Terme di Caracalla; Stendhal, che dell'Appia scrisse pagine memorabili; Shelley, che compose il Prometeo liberato camminando fra le rovine delle terme, come dichiarò lui stesso nella prefazione dell'opera. Le stesse rovine, oggi, si visitano gratuitamente la prima domenica di ogni mese.
Domande veloci su Domenica al Museo – Ogni prima domenica del mese – ingresso gratuito parchi archeologici statali
Quando cade esattamente la Domenica al Museo
La prima domenica di ogni mese, dodici volte l'anno, senza sospensioni estive. La data indicata dal Ministero come prossima è domenica 6 settembre 2026.
L'ingresso gratuito vale per tutti o solo per i residenti
Vale per tutti, senza distinzione di residenza, cittadinanza, età o reddito. Il requisito di residenza non riguarda l'iniziativa ministeriale.
Serve prenotare per entrare gratis
Dipende dall'istituto. Dove la prenotazione è già obbligatoria nei giorni ordinari resta obbligatoria anche il giorno della gratuità: è il caso del Colosseo, della Galleria Borghese e del Cenacolo Vinciano. Nella maggior parte dei musei e dei parchi archeologici si entra direttamente.
Come si prenota il Colosseo la prima domenica del mese
Attraverso la biglietteria ufficiale del Parco archeologico del Colosseo, ticketing.colosseo.it. Le vendite aprono trenta giorni prima della data di visita e i titoli sono nominali, con documento richiesto al controllo.
Quali musei di Roma sono gratis la prima domenica del mese
Tutti gli istituti statali elencati sopra, dal Colosseo alle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, più le sedi del Sistema Musei di Roma Capitale, che applicano una gratuità parallela con regole proprie.
I Musei Vaticani sono gratis la prima domenica del mese
No. I Musei Vaticani appartengono a un altro Stato e hanno una propria giornata di apertura gratuita mensile, con condizioni e orari stabiliti dalla Santa Sede.
Le mostre temporanee sono comprese nella gratuità
No, quando hanno un biglietto autonomo. La collezione permanente è gratuita, l'esposizione temporanea mantiene il proprio prezzo.
Quanto costa il biglietto di Villa Giulia negli altri giorni
Il museo nazionale etrusco di Villa Giulia applica un intero di 13 euro e un ridotto di 2 euro; la prima domenica del mese l'ingresso non si paga.
Villa Adriana e Villa d'Este sono gratis la prima domenica del mese
Sì, insieme al Santuario di Ercole Vincitore. Gli stessi tre siti sono gratuiti anche il 25 aprile, il 2 giugno, il 4 novembre e l'8 marzo per le donne.
A che ora conviene arrivare
All'apertura, oppure nelle due ore che precedono l'ultimo ingresso. La fascia fra le 11 e le 15 è la più congestionata ovunque.
Si possono fare fotografie
Sì, per uso personale, senza flash, senza cavalletto e senza selfie stick. Alcune sale espongono divieti specifici, sempre segnalati all'ingresso.
I bambini pagano nei musei statali
No. I minori di diciotto anni entrano gratuitamente tutti i giorni dell'anno nei musei statali italiani, non solo la prima domenica del mese.
I musei statali sono accessibili in sedia a rotelle
La situazione varia da sito a sito e va verificata sulla pagina dell'istituto. Le persone con disabilità e un accompagnatore hanno diritto alla gratuità tutti i giorni.
Quanto dura la visita a Ostia antica
Tre ore per il percorso principale, mezza giornata piena se si aggiungono il Museo Ostiense e il Castello di Giulio II. L'area è molto estesa e le distanze interne si sottovalutano.
Come si arriva a Ostia antica da Roma
Con il treno della linea Roma Lido da Porta San Paolo, fermata Ostia Antica, e poi il ponte pedonale che conduce direttamente all'ingresso del parco. L'indirizzo è viale dei Romagnoli 717.
Il Pantheon è gratuito la prima domenica del mese
Sì. Il Pantheon rientra nell'elenco degli istituti statali che applicano la gratuità della prima domenica; negli altri giorni l'ingresso è a pagamento secondo la tariffa pubblicata dall'istituto.
Quali sono i siti meno affollati la prima domenica del mese a Roma
Il Museo Boncompagni Ludovisi, il Museo Hendrik Christian Andersen, la Crypta Balbi, la Galleria Corsini, il Museo nazionale degli strumenti musicali, il Drugstore Museum e l'Antiquarium di Lucrezia Romana. Tutti gratuiti, tutti quasi vuoti.
Che differenza c'è fra Foro Romano e Fori Imperiali
Il Foro Romano appartiene al Parco archeologico del Colosseo, cioè allo Stato, e rientra nella gratuità ministeriale. I Fori Imperiali sono gestiti da Roma Capitale e rientrano nella gratuità civica. Sono contigui ma amministrati da due enti diversi.
La prima domenica del mese vale anche in Sicilia
No, non con il calendario ministeriale. La Regione Siciliana ha competenza propria sui beni culturali e stabilisce autonomamente le proprie giornate di ingresso gratuito. Lo stesso vale per la Valle d'Aosta e per le province autonome di Trento e Bolzano.
Conviene visitare la Reggia di Caserta la prima domenica del mese
Sì, perché la gratuità copre sia il Palazzo Reale sia il Parco Reale con il Giardino Inglese. Il navettamento interno resta però a pagamento, e il parco misura tre chilometri e mezzo in linea retta.
Ci sono altre date di ingresso gratuito nei musei statali
Sì. Molti istituti applicano la gratuità anche il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre; alcuni aggiungono l'8 marzo per le donne. Sono giornate meno affollate della prima domenica del mese.
Dove si trova l'elenco ufficiale aggiornato
Sul portale del Ministero della Cultura, alla pagina dedicata a Domenica al Museo, aggiornato in tempo reale dagli Istituti periferici, e sull'applicazione Musei Italiani, che riporta orari e biglietti dei singoli istituti.
Serve un documento di identità
Negli istituti che emettono titoli nominali, come il Parco archeologico del Colosseo, sì. Negli altri no, ma conviene averlo comunque se si richiede una gratuità di categoria.
Il guardaroba è disponibile
Nei musei maggiori sì, nei parchi archeologici quasi mai. Zaini di grandi dimensioni, valigie e trolley non entrano nella maggior parte dei siti.
Il consiglio finale
Dodici domeniche l'anno sono un patrimonio che gli italiani usano poco e male: si accalcano tutti negli stessi cinque luoghi e lasciano vuoti gli altri quattrocento. Conviene usarla al contrario. Prendete l'elenco qui sopra, cercate il museo statale più vicino a casa vostra di cui non conoscete l'esistenza, e andateci. Un'area archeologica in provincia di Viterbo, un antiquarium in Molise, una pinacoteca a Sassari, una villa medicea in Toscana valgono, la prima domenica del mese, esattamente quanto il Colosseo: zero euro. La differenza è che lì potrete camminare, guardare e capire, invece di aspettare il vostro turno davanti a un cartello. E se poi il Colosseo lo volete davvero, prenotatelo con trenta giorni di anticipo e alzatevi presto: alle otto e mezza del mattino l'anfiteatro è ancora un luogo, non una coda. Chi organizza un viaggio a Roma partendo da lontano trova un inquadramento utile nella guida Rome in 3 days.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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