Orvieto (TR)

Orvieto, dal latino urbs vetus ("città vecchia") è una delle più belle città da visitare a circa un'ora e un quarto dal G.R.A. di Roma

Il comune di Orvieto, circa 20000 abitanti, sorge su una rupe di tufo (ignimbrite di Orvieto - Bagnoregio), tra i 280 (Piazza Cahen) e i 325 (S. Francesco) m s.l.m. e si trova nel settore sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, confinando ad est con la provincia di Perugia e a sud con la provincia di Viterbo nel Lazio.

Confronta le esperienze a Roma

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Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

Bus hop-on hop-off

Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

Trevi, Pantheon e piazze

Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Food tour✦ Vieni affamato

Food tour

Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

Bar hopping e vita notturna

Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

Vespa e Ape Calessino

In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

Tour in sidecar

Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

Capri e Costiera Amalfitana

Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

Segway e monopattino

Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Tour in e-bike✦ Senza fatica

Tour in e-bike

Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Orvieto
Orvieto

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Duomo di Orvieto
Duomo di Orvieto

Cosa vedere a Orvieto | Monumenti e luoghi d'interesse:

Orvieto | Architetture religiose

  • Il Duomo di Orvieto è dedicato a Santa Maria Assunta ed è la cattedrale della diocesi cittadina, capolavoro dell'architettura gotica italiana.
    La facciata è decorata da una grande serie di bassorilievi e sculture realizzati dall'architetto senese Lorenzo Maitani.
  • Cappella di San Brizio, celebre ciclo di affreschi sul Giudizio Universale di Luca Signorelli (1499-1502)
  • Chiesa di San Giovenale (1004)
  • Chiesa di Sant'Andrea (1013), costruita sulle rovine di una chiesa paleocristiana e rimaneggiata nel XII, XVI e XIX sec.
  • Chiesa di San Domenico con il Mausoleo del cardinale De Braye realizzato da Arnolfo di Cambio
  • Chiesa di San Lodovico
  • Chiesa di San Francesco, costruita nel XIII secolo.
  • Chiesa della Madonna del velo, costruita nel XVIII secolo dal vescovo monsignor Giuseppe di Marsciano.
  • Abbazia di San Severo e Martirio, complesso monastico con strutture altomedievali e di epoca romanica

Duomo di Orvieto
Duomo di Orvieto

Orvieto | Architetture civili

  • Palazzo Soliano (1297), che ospita il Museo Emilio Greco
  • Palazzo Papale, che ospita il Museo archeologico nazionale di Orvieto
  • Palazzo comunale
  • Palazzo del Capitano del Popolo
  • Palazzo Faina, che ospita il Museo "Claudio Faina" e il Museo Civico
  • Palazzo dei Febei
  • Palazzo Gualterio
  • I palazzi medievali di Orvieto
  • I palazzi rinascimentali di Orvieto
  • I palazzi moderni di Orvieto
  • Via della Cava

Museo dell'Opera - Orvieto
Museo dell'Opera - Orvieto

Orvieto | Siti archeologici

Orvieto - Pozzo di San Patrizio
Orvieto - Pozzo di San Patrizio  (1528)

Orvieto | La Storia

Orvieto | Preistoria

Nel territorio comunale sono noti resti archeologici che attestano la presenza di gruppi umani fin dal Paleolitico.

Per quanto riguarda il pianoro su cui sorge il nucleo antico della città, i reperti, per la maggior parte frammenti raccolti ai piedi del ciglione (scavi in loc. Cannicella ed esplorazioni sistematiche) e provenienti dagli impianti insediativi e dalle attività che hanno avuto sede sul pianoro stesso, si datano in piccola parte all’Età del bronzo e in maggioranza alla prima età del ferro.

Per le fasi più antiche vanno citati un frammento di vaso con decorazione di stile “appenninico” (XV-XIV sec. a.C.) ed altri dell’età del bronzo finale (XII-X sec. a.C.), ma resta incerto se i gruppi stanziati avessero individuato il potenziale strategico della mesa orvietana già in epoche in cui non erano in grado di occuparla e controllarla per intero.

È alla fine del X secolo a.C. che, in concomitanza con la nascita degli altri grandi centri urbani etruschi, anche sulla vasta e idonea rupe di Orvieto si insedia una comunità che vi struttura un vasto e attivo abitato unitario; la consistenza demografica della comunità residente dovette subito consentire di difendere il perimetro, di circa 4 km e già di per se munito di difese naturali, ma è certo che l’incremento demografico, dovuto anche alla nuova situazione organizzativa, fece sì che già nel corso della prima età del ferro sul plateau di Orvieto (circa 85 ettari) si costituisse una comunità protourbana di varie migliaia di individui, anche qui, come in tutte le grandi città dell’Etruria, caratterizzata dall’aspetto archeologico detto villanoviano.

Orvieto | Periodo etrusco

Le testimonianze archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti fino ad anni recenti, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra archeologi, nella città di Velzna, una delle dodici città-stato etrusche.

Denominata dai Romani "Volsinii" sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni.

La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli.

La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.

Orvieto | Periodo romano

Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'assetto sociale che aveva permesso la crescita della città si incrinò.

I ceti prima esclusi conquistarono il governo della cosa pubblica e il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani.

Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi (Bolsena).

Non si conosce il motivo di tale accanimento nei confronti della città da parte dei Romani i quali, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi.

La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso, provocata ancora da altre invasioni.

Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).

Orvieto | Periodo altomedioevale

Dopo il crollo dell'Impero romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario.

Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda.

Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese.

Orvieto | Libero Comune

Orvieto, sede residenziale delle corti pontificie in ripetute occasioni, è la Città del Corpus Domini: da qui, l'11 agosto 1264, papa Urbano IV istituì la solennità universale cristiana del Corpus et Sanguis Domini, celebrata in tutto il mondo cattolico.

L'officio della messa fu redatto da San Tommaso d'Aquino, cattedratico nello Studium orvietano.

Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157.

Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno.

In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa.

I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.

Orvieto | Le lotte interne

Paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città.

Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle successive lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1354, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz.

Nel 1351 era stato installato il primo orologio meccanico con automi in Italia, il cosiddetto Maurizio, sulla torre all'angolo tra via del Duomo e Piazza del Duomo, tutt'ora funzionante.

In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la Quarta crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII.

Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare.

I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città.

Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone inserito nell'arrondissement di Todi passando una breve decandenza e riprendendosi più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica.

Orvieto | Nel Regno d'Italia

Durante il Risorgimento italiano, Orvieto rimase parte dello Stato Pontificio fino alla campagna piemontese in Italia centrale del settembre 1860; ancor prima dell'arrivo delle truppe regolari piemontesi impegnate a sconfiggere l'esercito pontificio, i volontari dei cosiddetti "cacciatori del Tevere", guidati da Luigi Masi, il 12 settembre 1860 liberarono Orvieto e costrinsero alla resa la debole guarnigione pontificia della città.

Dopo la fine delle ostilità, il destino finale di Orvieto inizialmente rimase in dubbio; si parlò di restaurazione del dominio pontificio e di arrivo delle truppe francesi del corpo d'occupazione di Roma che erano già giunte a Viterbo per salvaguardare il potere temporale della Chiesa nel Lazio.

Il 15 ottobre 1860 Cavour in persona intervenne direttamente con il ministro degli esteri francese Édouard Thouvenel e con il principe Gerolamo Napoleone, sottolineando come lo stesso imperatore Napoleone III avesse in precedenza assicurato che Orvieto non avrebbe più fatto parte del dominio della Chiesa.

Il 18 ottobre 1860, le autorità francesi assicurarono che la città non sarebbe stata occupata e sarebbe rimasta compresa nel territorio dell'Umbria da sottoporre a plebiscito per l'ammissione nel nuovo Regno d'Italia.

Il 4-5 novembre 1860 il plebiscito in Umbria decretò con una schiacciante maggioranza l'annessione della regione, compresa la città di Orvieto, al nuovo stato italiano unificato.

Orvieto | Nella seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale la città e il territorio di Orvieto assunsero una notevole importanza strategica; durante l'operazione Achse le truppe tedesche della 3° Panzergrenadier-Division, schierate in un'ampia area tra Umbria, Lazio settentrionale e Toscana meridionale, agirono con rapidità e occuparono fin dalle prime ore dopo l'8 settembre la città, insieme a Viterbo, Montefiascone e Orte, prima di avanzare verso Roma.

Nei mesi dell'occupazione i tedeschi utilizzarono i campi di aviazione presenti nell'area.

Nella fase della campagna d'Italia successiva alla liberazione di Roma, il 5 giugno 1944, il feldmaresciallo Albert Kesselring fece ripiegare le sue forze sulla linea Albert che collegava la zona del lago Trasimeno con Orvieto.

Le truppe tedesche del 29° Panzergrenadier-Division difesero tenacemente le vie di accesso alla città fino al 14 giugno quando evacuarono Orvieto e ripiegarono verso Siena.

La città venne liberata da reparti britannici della 78ª Divisione di fanteria mentre nell'area furono anche impiegate forze meccanizzate sudafricane della 6ª Divisione corazzata.

Orvieto - Pozzo di San Patrizio
Orvieto - Pozzo di San Patrizio

Orvieto | Simboli

In base ad un decreto del 1928, lo stemma del Comune di Orvieto è costituito da uno scudo ripartito in quattro sormontato da una corona.

Nelle quattro ripartizioni sono rappresentati quattro simboli: la Croce, l'Aquila, il Leone e l'Oca.

La croce rossa in campo bianco simboleggia la fedeltà del Comune alla fazione dei Guelfi e fu riconosciuto al Comune di Orvieto dal papa Adriano IV nel 1157.

L'aquila nera con una corona d'oro in campo rosso fa riferimento alla dominazione dei Romani.

Il lambello d'oro con cinque pendenti fu posto al collo dell'aquila quando Carlo d'Angiò concesse ad Orvieto il titolo di “città”, dopo essere stato incoronato nella cattedrale di Orvieto re del Regno di Sicilia da parte del papa Clemente IV.

Il lambello richiama quello rosso della casa d'Angiò.

Il leone in campo rosso tiene una spada d'argento con la zampa destra e le chiavi di San Pietro con la sinistra.

Esso richiama il leone fiorentino, a ricordo della storica alleanza fra le due città.

Le chiavi, con il motto fortis et fidelis, sono una concessione del papa Adriano IV come riconoscimento della lunga fedeltà di Orvieto al papato.

L'oca, con una zampa sollevata sopra un sasso, rimanda alle leggendarie oche del Campidoglio che, con il loro schiamazzo, salvarono Roma dall'attacco dei nemici.

RiassuntoOrvieto, dal latino urbs vetus ('città vecchia') è una delle più belle città da visitare a circa un'ora e un quarto dal G.R.A. di Roma
Tagsantichi saporiborghi medievali vicino Romaborghi più belli d'Italia vicino Romaborghi più belli da visitare vicino Romaborghi più belli vicino Romaborghi vicino romaborgo medievale vicino Romaborgo più bello vicino Romaborgo vicino Romacambiare aria da Romacambiare aria RomaCosa vedere a Orvietoda vedere vicino Romadove andare vicino RomaDuomo di Orvietoentro due ore da Romagita capitalegita con amici vicino Romagita da Romagita fuori portagita in famiglia vicino Romagita poco fuori il GRAgita poco fuori Romagita romantica vicino Romagita vicino la capitalegita vicino Romalontani dallo stress di RomaMuseo dell'Operaorganizza una gita vicino RomaOrvietoOrvieto - Pozzo di San PatrizioOrvieto - Pozzo di San Patrizio (1528)paese vicino Romapaesino vicino RomaPozzo di San Patriziorilassarsi vicino RomaRoma fuori portasagra vicino Romasagre vicino Romascampagnata vicino Romascopri i borghi vicino Romascopri il borgo vicino Romascopri vicino Romastaccare dallo stress di Romastaccare la spina vicino Romaun'ora da Romavicino al G.R.A.vicino Romaweekend al borgoweekend al borgo medievaleweekend con amiciweekend in famigliaweekend rilassante vicino Romaweekend romantico vicino Romaweekend vicino Roma

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IndirizzoP483+QX Orvieto, Provincia di Terni Orvieto (TR), Borghi e paesini, Vicino Roma
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