Ala Brasini – Complesso del Vittoriano

L'Ala Brasini è il grande corpo espositivo del Vittoriano che si affaccia su via dei Fori Imperiali, con ingresso autonomo da via di San Pietro in Carcere, a due passi da Piazza Venezia, 00186 Roma. Il monumento appartiene al VIVE, l'istituto autonomo del Ministero della Cultura che riunisce Vittoriano e Palazzo Venezia: il biglietto è unico, costa 18,00 euro intero e 5,00 euro agevolato per i giovani tra i 18 e i 24 anni, è gratuito per i minori di 18 anni e per le persone con disabilità, e vale per i sette giorni successivi all'acquisto in entrambe le sedi, terrazza panoramica e Museo Centrale del Risorgimento compresi. Gli orari 2026: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 con ultimo ingresso alle 18.45, il venerdì apertura prolungata fino alle 23.30 con ultimo ingresso alle 22.45; dal 5 giugno al 27 settembre 2026 sono in calendario aperture serali straordinarie dalle 19.30 alle 23.30 in date selezionate. I biglietti si comprano online sul sistema di prenotazione ufficiale raggiungibile da vive.cultura.gov.it oppure in cassa. L'accesso all'Altare della Patria dalla scalinata di Piazza Venezia resta gratuito. Per arrivare: metro B fermata Colosseo e dieci minuti a piedi lungo via dei Fori Imperiali, tram 8 con capolinea a Piazza Venezia, oppure una delle molte linee di bus che fermano ai piedi del monumento, tra cui la 40 e la 64 provenienti da Termini. Un'avvertenza che vale più di tutto il resto: l'Ala Brasini in senso stretto è oggi interessata da un restauro integrale e le mostre temporanee si svolgono negli altri spazi del complesso, come leggerete più avanti.

Confronta le esperienze a Roma

Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

Trevi, Pantheon e piazze

Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Food tour✦ Vieni affamato

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Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

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Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

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In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

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Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

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Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

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Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Tour in e-bike✦ Senza fatica

Tour in e-bike

Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Questa guida fa parte del percorso sui musei di Roma di Estate Romana; la pagina gemella dedicata all'Altare della Patria racconta nel dettaglio il sacello e il cerimoniale di Stato.

Ala Brasini + Museo Centrale del Risorgimento - Complesso del Vittoriano
Ala Brasini + Museo centrale del Risorgimento - Complesso del Vittoriano

L'Ala Brasini e il VIVE: un solo biglietto, due palazzi

Chi cerca l'Ala Brasini cerca, di fatto, la macchina delle grandi mostre romane. Per quasi vent'anni questo nome ha significato rassegne monografiche dedicate ai maestri della pittura e alle grandi questioni della storia e della società, ospitate nei saloni che Armando Brasini disegnò sul fianco orientale del Vittoriano. La varietà della programmazione, la qualità e il numero degli eventi hanno fatto del Vittoriano una delle realtà espositive più vivaci della città. Per orientarsi oggi, però, bisogna capire prima di tutto la cornice istituzionale, perché è cambiata e ha cambiato il modo di visitare il monumento.

Il VIVE, l'istituto che riunisce Vittoriano e Palazzo Venezia

Dal 2020 il Vittoriano è unito al vicino Museo Nazionale del Palazzo Venezia in un unico ente dotato di autonomia speciale, il VIVE, Vittoriano e Palazzo Venezia, istituto del Ministero della Cultura con sede a Piazza Venezia. La conseguenza pratica per il visitatore è la più interessante: un solo biglietto da 18,00 euro apre il sommoportico e la terrazza panoramica del Vittoriano, il Museo Centrale del Risorgimento e il museo di Palazzo Venezia, e resta valido per sette giorni. È una delle formule più generose del panorama museale romano, e vi dico subito come sfruttarla: non tentate di esaurire tutto in una mattinata. Dedicate un giorno al Vittoriano con la salita alla terrazza e il museo del Risorgimento, e tornate un altro giorno per Palazzo Venezia, magari nel tardo pomeriggio, quando il palazzo di Paolo II si svuota. Il biglietto ve lo consente, e le gambe vi ringrazieranno: il Vittoriano, da solo, è una scalinata lunga un pomeriggio.

L'Ala Brasini oggi: il cantiere e il nuovo nome di Ala Fori Imperiali

Il dato che quasi nessuna guida riporta: l'Ala Brasini propriamente detta è chiusa per un restauro integrale. Il VIVE la presenta ora con il nome di Ala Fori Imperiali e la descrive come uno dei più importanti spazi espositivi di Roma, di prossima apertura: i lavori in corso la restituiranno al pubblico attrezzata per ospitare mostre di alto livello scientifico e istituzionale. Lo spazio fu progettato da Armando Brasini tra gli anni Venti e Trenta del Novecento nella zona orientale del monumento, lungo via dei Fori Imperiali, con un ingresso autonomo, e in origine avrebbe dovuto accogliere il Museo Centrale del Risorgimento; per decenni è stato invece la sede delle esposizioni temporanee di grandi e medie dimensioni. Nel frattempo la programmazione espositiva del VIVE non si è fermata: le mostre si tengono negli altri ambienti del Vittoriano e nelle sale di Palazzo Venezia. Prima di mettervi in fila conviene sempre controllare sul sito ufficiale quale sede ospita la mostra che vi interessa: è un controllo di trenta secondi che evita giri a vuoto attorno a un monumento largo oltre centotrenta metri.

Le mostre del 2026 negli spazi del Vittoriano e di Palazzo Venezia

Il cartellone dell'estate 2026 è insolitamente ambizioso, perché intreccia tre istituzioni statali in un progetto unico e affianca due mostre di taglio rinascimentale. Ecco che cosa trovate, con date verificate sul sito dell'istituto.

Roma in moneta: arte e potere in più di centosessanta opere

Dal 2 luglio al 27 settembre 2026 il Vittoriano ospita la sezione conclusiva di Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna, una mostra diffusa promossa dal Ministero della Cultura e costruita insieme dal Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, dal Parco archeologico del Colosseo al Tempio di Romolo e dal VIVE, con la cura di Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi. Il racconto complessivo supera le centosessanta opere e usa la moneta come chiave per leggere il rapporto tra immagine e potere: la sezione allestita negli spazi espositivi del Vittoriano affronta l'età moderna e contemporanea, articolata in nove sottosezioni dedicate a episodi cruciali della storia di Roma, e accosta ai coni pezzi di prima grandezza come il Messale della Rovere, il ritratto di Alessandro VII scolpito da Gian Lorenzo Bernini e un lavoro di Maurizio Cattelan. La mia opinione da accompagnatore: le mostre di numismatica hanno fama ingiusta di noia, e questa la smentisce, perché mette le monete accanto a ciò che le monete pagavano, dai cantieri papali alla propaganda. L'esposizione temporanea è inclusa nel biglietto generale del VIVE, intero 18,00 euro, agevolato 5,00.

A Palazzo Venezia: la Maddalena di Piero di Cosimo e Giovanni Stradano

Il biglietto dei sette giorni rende naturale completare il percorso dall'altra parte di Piazza Venezia. Nelle Antiche cucine di Palazzo Venezia la mostra La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino è stata prorogata fino al 6 settembre 2026: un solo dipinto al centro, e attorno una riflessione sulle donne nella Firenze del Rinascimento, formato da camera che si visita in mezz'ora e resta in mente per settimane. Dal 9 luglio 2026, sempre a Palazzo Venezia, è esposta L'immagine di una vittoria. Giovanni Stradano e la battaglia di Marciano, dedicata al pittore fiammingo attivo alla corte medicea e al modo in cui una battaglia si trasforma in immagine celebrativa. Sono i due poli del VIVE che consiglio di leggere insieme: al Vittoriano la retorica dello Stato unitario scolpita nel marmo, a Palazzo Venezia il laboratorio rinascimentale dove quella retorica del potere per immagini fu inventata.

Il Vittoriano: il monumento che contiene l'Ala Brasini

Per capire l'Ala Brasini bisogna capire il colosso che la contiene. Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, la Mole del Vittoriano, chiamato per sineddoche Altare della Patria, sorge sul versante settentrionale del colle capitolino, al centro della Roma antica e collegato alla città moderna dalle strade che si dipartono a raggiera da Piazza Venezia. Fu voluto per celebrare Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re d'Italia, ed è considerato uno dei simboli patri: un tempio laico dedicato all'Italia libera e unita, che con la tumulazione del Milite Ignoto celebra anche il sacrificio per la patria.

Giuseppe Sacconi e il concorso per il monumento al primo re

Alla morte di Vittorio Emanuele II, nel 1878, il giovane Stato decise di dedicargli un monumento che fosse anche il manifesto della nuova capitale. La scelta cadde, dopo una lunga stagione di concorsi internazionali, sul progetto dell'architetto marchigiano Giuseppe Sacconi, che immaginò un organismo classicheggiante appoggiato alla pendice del Campidoglio, rivolto verso la città umbertina in costruzione. Sacconi non vide l'opera finita: morì nel 1905, e il cantiere fu portato avanti da altri progettisti fino al completamento. Il risultato è un edificio che per un secolo ha diviso i romani, sfottuto con i soprannomi di macchina da scrivere e torta nuziale, e che la critica più aggiornata ha riabilitato: oggi è letto come un ottimo esempio dell'arte italiana di fine Ottocento e come un passaggio importante nella ricerca di uno stile nazionale per il giovane Regno, con opere che spaziano tra Neoclassicismo, Eclettismo e Liberty. Io sto con i riabilitatori, con un distinguo: il Vittoriano va giudicato dall'alto della sua terrazza, non dal marciapiede di Piazza Venezia.

Un foro moderno su tre livelli

Dal punto di vista architettonico il Vittoriano fu pensato come un foro moderno, un'agorà pubblica su tre livelli collegati da scalinate e dominati da un portico a colonnato, il sommoportico, coronato dalle statue che personificano le regioni d'Italia. Tutto il programma decorativo è incentrato sul Risorgimento, il processo di unità nazionale e di liberazione dalla dominazione straniera compiuto sotto il regno di Vittorio Emanuele II: allegorie delle città, dei valori civili, delle vittorie, fontane dei due mari, e al centro la statua equestre in bronzo del re, una delle più grandi mai fuse in Italia. Il materiale dominante è il botticino, calcare bianco bresciano che conferisce al monumento quel candore abbagliante così diverso dal travertino caldo del resto del centro: una scelta discussa fin dall'inizio, che secondo una tradizione politica ben radicata dovette qualcosa alle pressioni di Giuseppe Zanardelli, statista bresciano. La luce di Roma, va detto, col tempo ha fatto pace con quel bianco.

Cinquant'anni di cantiere, dal 1885 al 1935

La costruzione cominciò nel 1885 e i lavori si conclusero soltanto nel 1935, mezzo secolo di cantiere che trasformò per sempre questo angolo di Roma. Già nel 1911, però, il monumento fu ufficialmente inaugurato e aperto al pubblico, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, quando ancora mancavano parti intere del complesso. Negli ultimi anni del cantiere presero forma anche i corpi progettati da Armando Brasini sul lato dei Fori Imperiali, quelli che oggi chiamiamo Ala Brasini: il monumento celebrativo si dotava così degli spazi che ne avrebbero fatto, molti decenni dopo, una sede espositiva di prima grandezza. Vale la pena ricordarlo davanti alla mole: quello che sembra un blocco unico è in realtà una stratificazione di cinquant'anni di architettura italiana, dal tardo eclettismo umbertino al monumentalismo degli anni Trenta.

Ala Brasini + Museo Centrale del Risorgimento - Complesso del Vittoriano
Ala Brasini + Museo Centrale del Risorgimento - Complesso del Vittoriano

L'Altare della Patria dentro il Complesso del Vittoriano

Il centro emblematico dell'edificio è l'Altare della Patria, concepito da Sacconi e decorato dallo scultore Angelo Zanelli: in origine un'ara dedicata alla dea Roma, dal 1921 anche sacello del Milite Ignoto. È talmente percepito come il cuore simbolico del complesso che l'intero monumento viene comunemente chiamato con il suo nome. L'accesso all'Altare dalla scalinata di Piazza Venezia è libero e gratuito, e i due militari in armi che montano la guardia perpetua alla tomba restano una delle immagini più serie che Roma sappia offrire.

La dea Roma e il fregio di Angelo Zanelli

Al centro dell'altare la statua della dea Roma si staglia su fondo dorato, affiancata dai rilievi di Zanelli che raffigurano i cortei del lavoro e dell'amor patrio: un programma iconografico che traduce in marmo l'idea, tutta ottocentesca, di una religione civile della nazione. Guardatelo con calma, perché è uno dei rari punti del monumento in cui la scultura smette di essere celebrativa e diventa racconto: contadini, artigiani, madri, un'Italia operosa che sfila verso la personificazione della città eterna. Davanti all'originale conviene alzare gli occhi anche al contesto: la posizione dell'ara, a metà della scalinata e rivolta verso la città, fa dell'intero monumento una macchina scenografica costruita attorno a questo punto.

Il Milite Ignoto: Maria Bergamas e il treno del 1921

La storia della tumulazione è documentata nei minimi dettagli e merita di essere raccontata per intero. Dopo la Prima guerra mondiale l'Italia decise di onorare i suoi caduti senza nome tumulando nell'Altare della Patria la salma di un soldato non identificato. Nella basilica di Aquileia, nell'ottobre del 1921, furono allineate undici bare di caduti ignoti provenienti dai diversi fronti: a scegliere fu chiamata Maria Bergamas, madre triestina di un volontario caduto e mai riconosciuto. La bara prescelta viaggiò verso Roma su un convoglio ferroviario speciale che attraversò l'Italia a velocità ridottissima, tra due ali ininterrotte di folla inginocchiata lungo i binari; il 4 novembre 1921 la salma fu tumulata nel sacello del Vittoriano. Da allora il Milite Ignoto è il destinatario del cerimoniale più alto della Repubblica: ogni 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre il Presidente della Repubblica e le massime cariche dello Stato depongono qui una corona d'alloro in memoria dei caduti e dei dispersi italiani in guerra. Chi capita a Roma in una di queste tre date trova il monumento blindato per la cerimonia: pianifichi la salita alla terrazza in un altro giorno.

Il Museo Centrale del Risorgimento, la porta accanto all'Ala Brasini

Dallo stesso lato del monumento, lungo via di San Pietro in Carcere, si apre il Museo Centrale del Risorgimento, incluso nel biglietto VIVE. È un museo dalla storia curiosa: concepito già nel 1884, quando il Vittoriano era poco più di uno scavo di fondazione, aprì effettivamente al pubblico solo nel 1970. Le sue sale monumentali, scavate nel corpo del monumento, coprono un arco che va dal Settecento alla Prima guerra mondiale: diari, lettere, sculture, cimeli, armi e stampe documentano i protagonisti del processo unitario, da Giuseppe Mazzini a Giuseppe Garibaldi, senza dimenticare gli oppositori, e spiegano in che modo l'Italia diventò una nazione unita e indipendente. Accanto al museo, il percorso storico del complesso comprende anche il Sacrario delle Bandiere, lo spazio che custodisce i vessilli militari. Il mio giudizio sincero: è un museo che gli stranieri saltano e i romani credono di conoscere, e sbagliano entrambi. Mezz'ora tra i cimeli garibaldini, con il fragore dei Fori fuori dalla porta, vale più di molte pagine di manuale, e la collocazione dentro il monumento stesso, tra fondazioni e scaloni, è già mezza visita. Chi vuole approfondire il quadro trova la scheda dedicata al museo tra le pagine di questo sito.

La terrazza delle quadrighe: il tetto del Vittoriano

Il vero premio della visita è in cima. La terrazza panoramica sulla sommità del monumento, ai piedi delle due quadrighe in bronzo che coronano i propilei, quella dell'Unità e quella della Libertà, regala una vista che il sito ufficiale definisce, senza esagerare, unica e imperdibile sulla capitale d'Italia. È il solo punto di Roma da cui il Foro Romano, il Colosseo, i Mercati di Traiano, il Campidoglio, le cupole del centro e i colli si abbracciano in un giro d'orizzonte completo, dall'alto ma non troppo, abbastanza vicino da riconoscere ogni singolo monumento. Ho accompagnato in cima persone che avevano vissuto a Roma trent'anni senza esserci mai salite: nessuna è scesa delusa. Rispetto alla salita alla cupola di San Pietro, la terrazza del Vittoriano ha tre vantaggi che dico sempre ai miei gruppi: niente scale strette, il Colosseo nel panorama e la posizione baricentrica, che trasforma la vista in una lezione di topografia romana. Da lassù si capisce in un colpo d'occhio perché Roma è cresciuta così: il Tevere, i colli, la piana del Campo Marzio.

L'ascensore panoramico del Vittoriano

Alla terrazza si sale con gli ascensori panoramici in vetro, e la salita è inclusa nel biglietto unico del VIVE: una semplificazione recente e benvenuta, perché per anni l'ascensore ha richiesto un biglietto separato. Il percorso di visita porta prima al sommoportico, la terrazza intermedia dietro il colonnato, già di per sé un belvedere notevole, e da lì agli ascensori esterni che scavalcano l'attico e depositano i visitatori ai piedi delle quadrighe. Il consiglio tecnico: il venerdì sera, con l'apertura prolungata fino alle 23.30, la salita al tramonto e in notturna è un'esperienza che nella Roma monumentale non ha rivali, con i Fori illuminati da un lato e il serpente luminoso di Via del Corso dall'altro. In estate 2026 le aperture serali straordinarie del calendario VIVE aggiungono altre date: controllatele prima, perché non coprono tutte le settimane.

Come si visita l'Ala Brasini - Complesso del Vittoriano

Riepilogo operativo, perché il monumento è grande e gli ingressi sono più d'uno, e la metà delle recensioni negative che leggo nasce da un ingresso sbagliato.

Le entrate del Vittoriano: quale usare

All'Altare della Patria si accede gratuitamente dalla scalinata monumentale di Piazza Venezia, aperta negli orari del monumento; qui vige il decoro dovuto a un sacrario militare, quindi niente sedute sui gradini, e i militari di guardia lo fanno rispettare. Il percorso museale a pagamento, con il Museo Centrale del Risorgimento e la salita alla terrazza, si imbocca invece dal fianco del monumento rivolto ai Fori, lungo via di San Pietro in Carcere: è il lato dell'Ala Brasini, quello storicamente dedicato alle mostre. L'ingresso dell'ala espositiva vera e propria resta interessato dal cantiere di restauro; la biglietteria e l'accesso al circuito di visita si trovano su questo stesso versante, e il personale VIVE indirizza al percorso attivo. Terzo fronte, Palazzo Venezia: ingresso dall'altro lato della piazza, stesso biglietto. Se avete mobilità ridotta conviene contattare prima l'istituto: gli ascensori interni coprono buona parte del percorso e il VIVE organizza percorsi tattili e visite in LIS, ma la geografia del monumento, tutta scalinate, chiede una pianificazione.

Quando andare al Vittoriano, e quando lasciar perdere

La mattina presto nei giorni feriali è il momento migliore per la luce sui Fori e per le sale vuote del museo; il venerdì sera è il momento migliore in assoluto per la terrazza. Da evitare: le tre festività istituzionali, 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre, quando le cerimonie di Stato chiudono o contingentano gli accessi, e le ore centrali dei sabati estivi, quando il botticino restituisce il sole come uno specchio ustorio e la fila per gli ascensori si allunga. La prima domenica del mese l'iniziativa ministeriale dell'ingresso gratuito nei musei statali interessa di norma anche il VIVE: verificate la conferma sul sito ufficiale, e mettete in conto che la gratuità porta con sé la folla. Tempo complessivo realistico: due ore e mezza per museo e terrazza, una giornata intera se aggiungete Palazzo Venezia e una mostra.

Una curiosità su Ala Brasini - Complesso del Vittoriano

La statua equestre di Vittorio Emanuele II, il fulcro bronzeo attorno a cui ruota l'intero monumento che ospita l'Ala Brasini, custodisce l'aneddoto più surreale della storia del cantiere. La statua è colossale: il solo cavallo è un guscio di bronzo dentro il quale un gruppo di persone può muoversi in piedi. Le cronache e le fotografie dell'epoca documentano che, prima del collocamento definitivo, nel ventre del cavallo fu servito un banchetto a una ventina di persone legate alla fusione dell'opera: tavola apparecchiata, brindisi e commensali in giacca dentro la pancia del destriero del re galantuomo. L'immagine, conservata nelle raccolte fotografiche dell'epoca, circola ancora oggi e ogni volta che la mostro ai gruppi produce lo stesso effetto: nessuno crede alle dimensioni finché non le vede tradotte in sedie e tovaglie. La scultura era stata modellata da Enrico Chiaradia e portata a termine dopo la sua morte; vista dalla piazza sembra quasi piccola, schiacciata dalla mole bianca alle sue spalle, ed è il più bel test di quanto il Vittoriano falsi le proporzioni: anche le statue delle regioni sul sommoportico, che da terra paiono figurine, superano abbondantemente l'altezza di un appartamento. Quando salite con l'ascensore panoramico, guardatele da vicino: è il momento in cui il monumento confessa la propria scala reale.

Una cosa che non ti dice nessuno su Ala Brasini - Complesso del Vittoriano

Nessuna guida cartacea ve lo dirà, perché è una notizia recente e scomoda per chi vende itinerari preconfezionati: l'Ala Brasini, la sede storica delle grandi mostre, è chiusa per restauro integrale, e il VIVE l'ha ribattezzata Ala Fori Imperiali. Il sito ufficiale la annuncia di prossima apertura, con lavori destinati a restituirla perfettamente attrezzata per esposizioni di alto livello scientifico e istituzionale. Tradotto in pratica: se avete comprato un biglietto per una mostra al Vittoriano, la mostra c'è, ma si tiene negli altri spazi espositivi del complesso o a Palazzo Venezia, e l'ingresso che cercavate su via di San Pietro in Carcere può presentarsi transennato dal cantiere. Seconda informazione che quasi nessuno dà: il biglietto unico VIVE vale sette giorni dalla data di acquisto, per entrambe le sedi. Significa che potete salire in terrazza il lunedì con la luce del mattino, visitare il Museo Centrale del Risorgimento il mercoledì e chiudere con Palazzo Venezia nel fine settimana, pagando una sola volta. Terza: l'Altare della Patria è sempre stato gratuito e lo è ancora, così come il Giardino Grande di Palazzo Venezia, uno dei cortili verdi più sottovalutati del centro. Chi vi propone biglietti per vedere il Milite Ignoto vi sta vendendo un servizio, non un accesso: distinzione che un visitatore informato deve conoscere prima di aprire il portafoglio.

Il consiglio che ti do per visitare Ala Brasini - Complesso del Vittoriano

Andate di venerdì, nel tardo pomeriggio, e costruite la visita al contrario di come fanno tutti. Il flusso standard sale dalla scalinata di Piazza Venezia, si ferma all'Altare della Patria, scatta la fotografia e se ne va: voi entrate invece dal versante dei Fori, su via di San Pietro in Carcere, il lato dell'Ala Brasini, fate prima il Museo Centrale del Risorgimento quando le sale cominciano a svuotarsi, e tenete la salita alla terrazza per l'ultima ora di luce. Con l'apertura prolungata del venerdì fino alle 23.30, ultimo ingresso alle 22.45, potete restare ai piedi delle quadrighe mentre il sole cala dietro San Pietro e i Fori accendono l'illuminazione notturna: è il momento in cui il panorama più completo di Roma diventa anche il più teatrale, e l'ho visto zittire comitive rumorosissime. Scendendo, attraversate il monumento fino al lato di Piazza Venezia e chiudete davanti al sacello del Milite Ignoto, quando la guardia in armi resta quasi sola: il contrasto tra la piazza che ribolle di traffico e l'immobilità dei due militari è la sintesi migliore di che cosa sia questo luogo. Un'accortezza logistica: viaggiate leggeri, perché al Vittoriano non c'è un servizio comodo di deposito per bagagli ingombranti, e una scorta d'acqua d'estate non è un optional, dato che il botticino riflette il sole con una ferocia che il travertino romano non conosce. Il biglietto compratelo online prima, sul canale ufficiale: la coda in cassa nei weekend può costare mezz'ora.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il Vittoriano è enorme; pochi ricordano che cosa fu demolito per fargli posto. Per aprire il cantiere del 1885 si sacrificò un intero brandello di città medievale e rinascimentale arrampicato sulla pendice settentrionale del Campidoglio: case, vicoli e strutture conventuali legate alla vicina Santa Maria in Aracoeli, compresa la torre che ricordava i soggiorni di Paolo III sul colle. Fu una delle operazioni urbanistiche più radicali della Roma capitale, discussa già allora e rimpianta poi dagli storici dell'urbanistica: il monumento alla nazione nasceva cancellando una porzione della stratificazione che rendeva Roma unica. È un fatto documentato in ogni storia urbanistica della città, eppure quasi mai citato nelle visite, forse perché complica la narrazione celebrativa. A me pare invece che la renda più interessante: il Vittoriano non è un corpo estraneo atterrato per caso, è il segno più vistoso di come la Terza Roma, quella di Umberto I e delle grandi demolizioni, abbia riscritto il centro antico per darsi una scenografia da capitale europea. Lo stesso destino toccò negli anni Trenta al quartiere tra il Campidoglio e il Colosseo, spianato per aprire l'attuale via dei Fori Imperiali, la strada su cui affaccia l'Ala Brasini. Chi guarda il monumento dal Campidoglio, dalla terrazza accanto al Palazzo Senatorio, vede ancora la cucitura tra le due città: da un lato i tetti color ocra sopravvissuti, dall'altro il bianco assoluto del botticino.

La foto giusta da fare a Ala Brasini - Complesso del Vittoriano

La fotografia che consiglio non si scatta dalla piazza, dove il monumento è troppo grande per qualunque obiettivo e la luce di mezzogiorno appiattisce tutto. Si scatta dalla terrazza delle quadrighe, in direzione sud-est, nell'ultima ora di luce: in un solo fotogramma entrano la Colonna Traiana, i Fori, il Colosseo sullo sfondo e, in primo piano, uno dei cavalli di bronzo della quadriga che taglia l'inquadratura in diagonale. È l'immagine che tiene insieme il monumento e la città, ed è tecnicamente facile: la luce radente da ovest accende il bronzo e scalda il bianco del botticino, che a mezzogiorno invece brucia ogni esposizione. Chi resta a terra ha comunque due alternative solide. La prima: dal marciapiede di via dei Fori Imperiali, all'altezza della Colonna Traiana, il fronte dell'Ala Brasini e il fianco del Vittoriano si allineano con i pini e le rovine, ed è il punto in cui si capisce meglio il dialogo, voluto da Brasini, tra il suo corpo espositivo e l'archeologia dirimpetto. La seconda: dalla scalinata dell'Aracoeli, di prima mattina, il monumento appare di tre quarti, con una profondità che la vista frontale nega. Dentro, la regola ufficiale è chiara: foto e video amatoriali liberi per uso personale, senza flash, stativi, treppiedi né selfie stick. Il divieto di treppiede in terrazza non è un capriccio: con il vento in quota e la folla dei tramonti, un cavalletto è un attrezzo da naufragio. Portate piuttosto un obiettivo luminoso e pazienza: la fila per la balaustra sud, al tramonto del venerdì, è essa stessa un piccolo rito romano.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 giugno 1911 il Vittoriano fu inaugurato davanti a una folla immensa da re Vittorio Emanuele III, nell'ambito dell'esposizione nazionale per il cinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. La cerimonia fu una fotografia dell'Italia liberale al suo apice: accanto al re la regina Elena, la regina madre Margherita di Savoia e il resto della famiglia reale, compresa Maria Pia di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele II e regina madre del Portogallo, deposta l'anno prima dalla rivoluzione repubblicana del 1910; il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, i seimila sindaci d'Italia arrivati da ogni provincia, tremila studenti delle scuole romane e i veterani delle guerre risorgimentali, sia del Regio Esercito sia garibaldini, tra cui l'ultimo sopravvissuto della Costituente che nel 1849 aveva proclamato la Repubblica Romana. Sfilarono due bandiere cariche di storia: il tricolore della campagna del Trentino del 1866, la spedizione della terza guerra d'indipendenza guidata da Giuseppe Garibaldi, e il vessillo lacerato dei volontari garibaldini che nel 1870-71, durante la guerra franco-prussiana, avevano combattuto a Digione al fianco della Francia: le mitragliatrici lo avevano ridotto alla sola banda verde vicina all'asta, con la bianca interamente sfilacciata. Non mancarono i dissensi: i socialisti, allora a guida massimalista, contestavano la cerimonia in nome dell'internazionalismo, e i repubblicani per i connotati monarchici del monumento. Dieci anni dopo, il 4 novembre 1921, la tumulazione del Milite Ignoto consegnò al Vittoriano il suo significato definitivo. Il 24 settembre 2000, dopo un lungo periodo di chiusura e un accurato restauro, il monumento fu riaperto al pubblico per volontà del presidente Carlo Azeglio Ciampi, in occasione della cerimonia di apertura dell'anno scolastico: da quell'autunno le tre grandi ricorrenze civili del 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre si celebrano stabilmente qui. E il 25 aprile 2020, nei giorni del confinamento nazionale per la pandemia, il presidente Sergio Mattarella salì da solo, con la mascherina, a rendere omaggio al Milite Ignoto per il settantacinquesimo anniversario della Liberazione: un'immagine spoglia che è già entrata nella storia repubblicana del monumento.

Chi è passato da Ala Brasini - Complesso del Vittoriano

Poche soglie romane hanno visto passare tanta storia istituzionale. Vittorio Emanuele III inaugurò il monumento nel 1911 con le regine Elena e Margherita; Giovanni Giolitti guidava il governo; Maria Pia di Savoia, regina spodestata del Portogallo, rappresentava il ramo più malinconico della dinastia. Maria Bergamas, la madre di Aquileia, è passata da qui nel senso più letterale e struggente: seguì la bara del figlio ignoto fino al sacello nel novembre 1921, e oggi riposa lei stessa ad Aquileia, accanto ai caduti non scelti. Tutti i presidenti della Repubblica sono saliti a questa scalinata, per dovere di cerimoniale, ma due l'hanno segnata: Carlo Azeglio Ciampi, che dal 2000 fece del Vittoriano riaperto il perno della riscoperta dei simboli patri, tornandovi anno dopo anno con le scolaresche, e Giorgio Napolitano, che vi impresse il sigillo delle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unità nel 2011. Sergio Mattarella vi ha lasciato l'immagine solitaria del 25 aprile 2020. Quanto all'Ala Brasini in senso stretto, da quando è divenuta sede espositiva ci sono passati, in effigie, molti dei massimi nomi della storia dell'arte, portati dalle grandi monografiche che per due decenni hanno fatto la fortuna del Vittoriano come polo di mostre; e ci sono passati milioni di visitatori, perché il complesso resta una delle mete più frequentate d'Italia. Aggiungo i passaggi quotidiani che nessuna lapide ricorda: i capi di Stato stranieri in visita ufficiale, che per protocollo depongono una corona al Milite Ignoto prima di ogni altro impegno romano. Se vedete la piazza transennata e le bandiere sui lampioni, è quasi sempre per uno di loro: aspettate mezz'ora e il monumento torna vostro.

Cosa vedere a dieci minuti a piedi dal Vittoriano

La posizione dell'Ala Brasini è un lusso: nel raggio di dieci minuti a piedi si apre mezza storia di Roma. Alle spalle del monumento, la piazza disegnata da Michelangelo sul Campidoglio e i Musei Capitolini, il museo pubblico più antico del mondo; a fianco, la scalinata della basilica di Santa Maria in Aracoeli; davanti, oltre la Colonna Traiana, i Mercati di Traiano. Dall'altra parte della piazza, Palazzo Venezia con il suo museo e il giardino gratuito; verso nord parte il rettifilo di Via del Corso; verso sud-ovest, in un quarto d'ora scarso, si raggiungono il Foro Boario con i suoi templi repubblicani e la Bocca della Verità; verso ovest, il Pantheon dista dieci minuti di vicoli. La mia combinazione preferita per una giornata piena resta Vittoriano al mattino, Capitolini nel primo pomeriggio e tramonto dalla terrazza capitolina sul Foro: tre punti di vista sulla stessa città, a distanza di pochi metri e di venti secoli.

Museo Centrale del Risorgimento - Piazza Venezia - Via dei fori imperiali - Roma

Museo Centrale del Risorgimento - Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Piazza Venezia - Via dei fori imperiali - Roma

Domande veloci su Ala Brasini - Complesso del Vittoriano

Quanto costa il biglietto per Ala Brasini - Complesso del Vittoriano?

Il biglietto unico VIVE costa 18,00 euro intero e 5,00 euro agevolato per i giovani dai 18 ai 24 anni, con le esposizioni temporanee incluse. È gratuito per i minori di 18 anni, per le persone con disabilità e per le altre categorie previste dal ministero.

Quanto vale il biglietto del VIVE, e per quali sedi?

Vale per i sette giorni successivi al giorno di acquisto e copre entrambe le sedi: sommoportico e terrazza panoramica del Vittoriano, Museo Centrale del Risorgimento e Museo Nazionale di Palazzo Venezia. Potete distribuire le visite su più giorni con un solo biglietto.

Quali sono gli orari del Vittoriano nel 2026?

Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, ultimo ingresso alle 18.45; il venerdì apertura prolungata fino alle 23.30 con ultimo ingresso alle 22.45. Dal 5 giugno al 27 settembre 2026 il calendario prevede anche aperture serali straordinarie dalle 19.30 alle 23.30 in date selezionate.

L'Ala Brasini è aperta in questo momento?

L'ala espositiva storica è oggetto di un restauro integrale ed è annunciata dal VIVE come di prossima apertura con il nuovo nome di Ala Fori Imperiali. Le mostre temporanee si svolgono intanto negli altri spazi del Vittoriano e a Palazzo Venezia: controllate la sede esatta sul sito ufficiale prima della visita.

Dove si trova l'ingresso di Ala Brasini - Complesso del Vittoriano?

Sul fianco del monumento rivolto ai Fori Imperiali, lungo via di San Pietro in Carcere: da qui si accede al circuito museale a pagamento. L'Altare della Patria ha invece il suo accesso gratuito dalla scalinata monumentale di Piazza Venezia.

L'Altare della Patria si paga?

No. L'accesso all'Altare della Patria è gratuito, così come il Giardino Grande di Palazzo Venezia. Si paga solo il circuito museale del VIVE: musei, mostre e terrazza panoramica.

Quanto costa salire sulla terrazza del Vittoriano?

La salita alla terrazza panoramica con gli ascensori è inclusa nel biglietto unico VIVE da 18,00 euro: non serve più un biglietto separato per l'ascensore.

Serve prenotare per visitare il Vittoriano?

Non è obbligatorio, ma l'acquisto online sul sistema ufficiale raggiungibile da vive.cultura.gov.it evita la coda in cassa, sensibile nei fine settimana e durante le mostre di richiamo. Per le aperture serali estive il biglietto si acquista in cassa.

Si possono fare foto dentro il Vittoriano?

Sì: foto e video amatoriali per fini personali o di ricerca sono permessi, senza flash, stativi, treppiedi né selfie stick. Per riprese professionali serve un'autorizzazione dell'istituto.

Il Vittoriano è accessibile in sedia a rotelle?

Gli ascensori coprono buona parte del percorso museale e della salita panoramica, e il VIVE organizza percorsi tattili e visite in LIS per scuole, famiglie e adulti. La morfologia del monumento resta però fatta di scalinate: conviene contattare prima l'istituto per farsi indicare il percorso accessibile aggiornato.

Quanto dura la visita di Ala Brasini - Complesso del Vittoriano?

Mettete in conto due ore e mezza per Museo Centrale del Risorgimento e terrazza con calma; una mostra aggiunge un'ora abbondante; Palazzo Venezia un'altra mezza giornata. Il biglietto valido sette giorni permette di spezzare la visita senza pagare due volte.

Che differenza c'è tra Vittoriano e Altare della Patria?

Il Vittoriano è l'intero monumento nazionale a Vittorio Emanuele II; l'Altare della Patria è, a rigore, solo l'ara con la statua della dea Roma e il sacello del Milite Ignoto al centro della fronte. Poiché quell'altare è il fulcro simbolico, per sineddoche il nome è passato a designare tutto il complesso.

Che cosa è il VIVE?

È l'istituto del Ministero della Cultura, dotato di autonomia speciale, che dal 2020 riunisce in un'unica amministrazione il Vittoriano e Palazzo Venezia, con un solo biglietto e una programmazione coordinata di mostre e attività.

Quali mostre ci sono al Vittoriano nel 2026?

Fino al 27 settembre 2026 la sezione romana di Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna, mostra diffusa condivisa con Museo Nazionale Romano e Parco archeologico del Colosseo; a Palazzo Venezia, la Maddalena di Piero di Cosimo (prorogata al 6 settembre 2026) e la mostra su Giovanni Stradano dal 9 luglio 2026.

La prima domenica del mese il Vittoriano è gratuito?

L'iniziativa ministeriale della domenica gratuita nei musei statali riguarda di norma anche il VIVE: la conferma per la data specifica va cercata sul sito ufficiale. Aspettatevi comunque più coda del solito, soprattutto per gli ascensori della terrazza.

Il Vittoriano è adatto ai bambini?

La terrazza e gli ascensori panoramici piacciono a qualunque età; il Museo Centrale del Risorgimento parla più ai ragazzi delle superiori che ai piccoli. Con un passeggino conviene informarsi prima sul percorso accessibile, perché le scalinate sono molte.

C'è un guardaroba al Vittoriano?

Il sito ufficiale indica armadietti presso la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte, nella sede di Palazzo Venezia. Al Vittoriano conviene presentarsi leggeri: zaini voluminosi e valigie rendono la visita complicata, tra controlli e scale.

Quando conviene salire sulla terrazza delle quadrighe?

Prima mattina per la luce limpida sui Fori, tramonto del venerdì per la doppia scena giorno-notte, grazie all'apertura fino alle 23.30. Da evitare il mezzogiorno estivo: il marmo botticino riflette il sole e il caldo in quota si sente.

Il Museo Centrale del Risorgimento è compreso nel biglietto?

Sì, è incluso nel biglietto unico VIVE, insieme alla terrazza e a Palazzo Venezia. Concepito nel 1884 e aperto nel 1970, racconta il percorso verso l'unità nazionale dal Settecento alla Prima guerra mondiale con cimeli, diari, armi e sculture.

Dove si compra il biglietto per Ala Brasini - Complesso del Vittoriano?

Online, attraverso il sistema di prenotazione ufficiale collegato a vive.cultura.gov.it, oppure nelle casse del monumento. Diffidate dei rivenditori che propongono a pagamento l'accesso all'Altare della Patria: quello è gratuito per tutti.

Chiudo con il consiglio che do da anni a chi mi chiede se il Vittoriano meriti tempo in un itinerario romano già pieno: salite. Lasciate perdere le ironie centenarie sulla torta nuziale, entrate dal lato dei Fori come si entrava alle grandi mostre dell'Ala Brasini, date mezz'ora al Risorgimento e poi prendete quell'ascensore di vetro. Roma vista dalle quadrighe rimette in ordine tutto quello che avete visto e tutto quello che vi manca: è la pagina dell'indice del libro che state leggendo, e nessun altro belvedere della città la sostituisce.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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RiassuntoAla Brasini - Complesso del Vittoriano - Via di S. Pietro in Carcere, 00186 Roma RM, Italia
TagsAla BrasiniAla Brasini - Complesso del VittorianoComplesso del VittorianoComplesso Monumentale del VittorianoMuseo

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IndirizzoRoma, Roma Città
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