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Abbazia di Montecassino
Cassino
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Abbazia di MontecassinoCassinoCassinoCassino
Descrizione:

Cassino, la Terra di San Benedetto, è un comune italiano di oltre 35000 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Seconda città della provincia per numero di abitanti, fu per secoli il centro amministrativo della Terra di San Benedetto, ed è parte della regione storica di Terra di Lavoro.

Cassino si sviluppa ai piedi del colle su cui sorge la celebre abbazia di Montecassino, in un luogo storicamente strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d'Italia.

La città, in epoca romana, viene chiamata Casinum.

Secondo Varrone, nel suo De lingua Latina, il toponimo deriva dalla parola sabina cascum, dal significato di "antico", ad indicare la remota origine dell'insediamento.

Sempre Varrone ricorda l'uso diffuso tra i romani di identificare Cassino come Forum Vetus ("Foro antico").

A causa delle vicende medioevali, non mantenne sempre lo stesso nome: divenne prima Castellum Sancti Petri; poi Eulogimenopoli, ovvero "Città di San Benedetto"; infine "San Germano", originato dalla presenza nella chiesa di San Germano di reliquie del Santo Vescovo di Capua, venerato dai fedeli.

Con l'Unità d'Italia e con atto del 1863, la città prese il nome definitivo di Cassino, la romana Casinum.

Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e per questo nota anche come la Città Martire, è stata totalmente ricostruita nel dopoguerra.

Cassino
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Che cosa vedere a Cassino (FR) | Monumenti & Luoghi di Interesse

Cassino | Abbazia di Montecassino

Fondato da San Benedetto da Norcia nell'anno 529, l' Abbazia di Montecassino è il più celebre monastero della cristianità.

Sorge sul colle che sovrasta la città di Cassino.

Qui, il santo patriarca fondò la famosa "Regola" che si irradiò in tutto il mondo occidentale.

Il monastero, che ha subito ben quattro distruzioni nella sua storia millenaria, è conosciuto in tutto il mondo per l'ultima, avvenuta il 15 febbraio 1944, in cui fu totalmente raso al suolo dai bombardamenti alleati.

È stato ricostruito nel dopoguerra "com'era, dov'era" e, tornato alla sua maestosità originaria, è meta di pellegrinaggi da tutto il mondo

Abbazia di Montecassino
Abbazia di Montecassino

Cassino | Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto Abate

La chiesa abbaziale di Montecassino, ricostruita anch'essa insieme al monastero in stile barocco napoletano, conserva al suo interno le reliquie di San Benedetto e Santa Scolastica.

Cassino | Palagio Badiale

Il Palagio Badiale sorge in Piazza Corte.

Fu interamente ricostruito nel dopoguerra dall'architetto Giuseppe Breccia Fratadocchi, che curò anche la ricostruzione dell'abbazia e della chiesa di Santa Scolastica e vi utilizzò la stessa pietra calcarea.

La ricostruzione fu completata nel 1951.

Oggi vi ha sede la curia di Montecassino.

Nella settimana che precede il giorno di San Benedetto, ospita numerosi eventi che culminano il 21 marzo con il Corteo Storico "Terra Sancti Benedicti", che inizia e si conclude nel palazzo.

Cassino | Parco archeologico di "Casinum"

Il parco archeologico sorge ai piedi di Montecassino.

L'area comprende i resti di Casinum, l'antica città romana che si articolava in una serie di terrazzamenti percorsi da strade parallele tra loro.

Il parco archeologico prevede un percorso attraverso il quale si osservano le mura megalitiche, la Porta Campana, le sostruzioni, l'anfiteatro, il cosiddetto mausoleo di Ummidia Quadratilla, il teatro, il ninfeo, passando per più tratti su strada basolata

Parco Archeologico Casinum - Cassino
Parco Archeologico Casinum - Cassino

Cassino | Museo Archeologico Nazionale Gianfilippo Carettoni

Facente capo alla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, è situato lungo la statale 149 che dal centro urbano conduce a Montecassino.

L'edificio è stato costruito a ridosso delle mura dell'antica Casinum.

Questa analisi ci permette di stabilire la remota origine del centro, chiamato, appunto, « antico » e dunque dell'area archeologica, in posizione sovrastante l'anfiteatro e presso la cosiddetta Porta Campana, venuta alla luce solo successivamente alla realizzazione del museo stesso

La prima pietra per la costruzione della struttura che accoglie il museo archeologico è stata posta il 15 marzo del 1966, in occasione del diciottesimo anniversario della distruzione di Cassino avvenuta durante la seconda guerra mondiale.

I lavori di edificazione subirono notevoli ritardi e furono ultimati solo verso la fine degli anni settanta, l'inaugurazione del museo è avvenuta nel 1979.

Il 2003 è un anno importante: il 12 dicembre il museo viene intitolato a Gianfilippo Carettoni, archeologo al quale si devono importanti e fondamentali studi su Casinum, oltre a quelli realizzati alla fine del 700 da Don Flavio Della Marra e all'inizio del 900 da Luigi Pigorini.

Gianfilippo Carettoni ha legato il suo nome alla riscoperta e valorizzazione del teatro romano di Cassino: gli scavi da lui effettuati e gli studi pubblicati ne fanno un benemerito per la città laziale

Cassino | Anfiteatro romano

L'anfiteatro romano fu fatto costruire dalla matrona Ummidia Quadratilla nel I secolo d. C.

La struttura è di forma ellittica con il diametro del lato maggiore pari a circa 85 metri ed il lato minore che raggiunge una dimensione pari a 69 metri.

Molto probabilmente nella parte alta dell'anfiteatro erano presenti delle feritoie il cui scopo era quello di accogliere una serie di listelli che andavano a sorreggere il velario.

Poteva ospitare circa 4500 spettatori, disposti su 12 gradinate

Il quartiere che oggi sorge ai piedi dell'anfiteatro, proprio per la presenza di quest'ultimo, è denominato "Colosseo"

Anfiteatro di Cassino
Anfiteatro di Cassino

Cassino | Teatro romano

Il Teatro Romano è di età augustea (27 a.C.-14 s.C.); ha il tipico schema di teatro greco-romano, di forma semicircolare e con la pendenza della montagna che viene sfruttata per il sostegno di venti gradini.

Essi si ripartiscono in una Summa cavea che ne comprende sette ed un'Imma cavea di tredici gradini.

L'accesso era garantito da una serie di gallerie coperte che conducevano direttamente all'ultimo gradino della struttura.

Dimenticato completamente nel periodo medievale, fu riportato alla luce solo nel 1936 e fu oggetto di restauro intorno agli anni cinquanta e successivamente nel 2001.

Ha una capienza di circa 3000 posti a sedere e viene tuttora utilizzato nel periodo estivo per numerosi eventi ed attività culturali, quali spettacoli, concerti, cinema all'aperto.

Il teatro è ubicato all'incrocio tra via Crocifisso e via Montecassino

Cassino | Mura Megalitiche

Il centro abitato di Casinum era circondato da una vasto circuito murario di circa 4,5 km.

Oggi, all'interno del parco sono visibili due muraglie identificabili come costruzioni preromane e databili al V-IV secolo a. C.

Sono inoltre visibili i resti di un terzo anello, che si trova al di sotto dell'abbazia, anch'esso in opera poligonale, con funzione di sostruzione degli edifici preesistenti.

Cassino | Via Latina e sostruzioni

Sempre nell'area archeologica, è possibile visitare un tratto di diramazione di circa 230 metri che collegava l'antica Casinum alla Via Latina.

Il manto stradale è costituito dalle tipiche lastre in pietra calcarea che costituivano la summa crusta della strada.

Sul lato a monte della strada romana, si conservano due tratti di sostruzioni repubblicane utilizzate per il contenimento di grossi terrapieni.

Cassino | Porta Capuana

Così chiamata perché situata in direzione di Capua, i resti di questa porta si conservano lungo il tracciato della via Latina Nova.

Non restano, invece, tracce della Porta Romana che consentiva l'accesso alla città provenendo da Roma.

Cassino | Mausoleo di Ummidia Quadratilla

La poderosa struttura sorge sulle pendici sud orientali di Montecassino. Edificata con grandi blocchi squadrati e perfettamente connessi senza malta, tenuti insieme solo da graffe di piombo all'interno, ha resistito all'usura del tempo, ai terremoti e, per ultimo, alla furia della guerra, senza subire sostanziali danni.

Le origini del manufatto sono senz'altro oscure: lo si fa risalire tra il I secolo avanti Cristo ed il I dopo Cristo.

Coloro che se ne sono occupati lo hanno definito a volte “tempio” e a volte “tomba”.

Molti studiosi attribuiscono il mausoleo alla benefattrice cassinate Ummidia Quadratilla, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato; tale convinzione derivò dal ritrovamento, avvenuto nel 1757, di un'iscrizione nel vicino anfiteatro

Cassino | Ninfeo Ponari

Il Ninfeo Ponari si trova nella zona mediana dell'antica Casinum.

Si tratta di un edificio datato I secolo a.C.

Il ninfeo risulta semi-incassato nel terreno e coperto da una volta a botte a sesto ribassato, presenta una pianta rettangolare, chiuso su tre lati e completamente aperto su quello frontale.

Le tre pareti sono movimentate dalla presenza di nove nicchie (tre per ogni parete) a pianta rettangolare e copertura piana.

Cassino | Rocca Janula 

Fatta costruire nel X secolo dall'abate Aligerno, fu per secoli il fulcro militare della signoria della Terra di San Benedetto.

Pesantemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata oggetto di un significativo restauro negli ultimi anni e domina ancora l'odierna città di Cassino.

Cassino | Cimiteri di guerra:

Al termine del secondo conflitto mondiale le Nazioni che ne presero parte vollero che le migliaia di caduti sulla Linea Gustav fossero sepolti nei luoghi in cui si consumò il loro sacrificio.

A loro ricordo a Cassino e nel Cassinate sorsero diversi cimiteri di guerra. Oltre a quello inglese, polacco e tedesco, nelle vicinanze di Cassino troviamo i cimiteri militari italiano (Mignano Monte Lungo) e francese (Venafro).

Abbazia di Montecassino
Abbazia di Montecassino

Cassino | Cimitero del Commonwealth

Il cimitero di guerra del Commonwealth  è un cimitero militare situato nei pressi del campus universitario Folcara, dove riposano i soldati dei paesi Commonwealth caduti nella battaglia di Montecassino durante la seconda guerra mondiale.

Vi sono 4.266 tombe di militari provenienti dagli attuali Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, India e Pakistan ed un soldato dell'Armata Rossa. 284 di questi militari non sono stati identificati.

Cassino | Cimitero polacco

È posto in una conca dietro l'altura dove si erge l'abbazia ed è sotto la sovraintendeza del ministero delle difesa italiano.

Fu costruito dagli stessi soldati polacchi ed inaugurato all'inizio di settembre del 1945.

Raccoglie le spoglie dei soldati del II Corpo d'armata polacco che, alla guida del generale Anders, combatterono eroicamente a Montecassino nel maggio del 1944.

Al suo interno sono seppellite le salme di 1078 militi comprese quelle del generale, che ha voluto essere sepolto lì tra i suoi soldati, e del cappellano militare.

Una parte del sacrario è riservata ai soldati di religione ebraica arruolati nel corpo.

Ogni 18 maggio viene organizzata una giornata commemorativa dove si raccolgono i superstiti rimasti, i loro familiari e i rappresentanti delle istituzioni polacche.

Cassino | Cimitero germanico

Il cimitero tedesco sorge invece su una collina, detta Colle Marino, in località Caira.

Il sacrario, curato e mantenuto da un'associazione privata e da militari tedeschi volontari, raccoglie non solo le salme dei soldati tedeschi morti a Montecassino, ma anche quelle ritrovate e riesumate nei cimiteri di guerra provvisori del meridione italiano (Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo), configurandosi come il più grande e importante cimitero di guerra tedesco in Italia.

Vi riposano più 20000 persone, molti i militi ignoti. Il cimitero è stato inaugurato nel 1965.

Cassino | Palazzo Barone De Rosa

Il palazzo, situato in via Di Biasio in prossimità di via Montecassino, è l'unico palazzo miracolosamente rimasto in piedi nonostante i bombardamenti che rasero al suolo la città.

La sua costruzione risale agli inizi dell'Ottocento e apparteneva alla famiglia del barone De Rosa, un imprenditore napoletano che prima di fare ritorno alla sua città natale vendette lo stabile a due famiglie di Cassino.

Per la sua posizione strategica (permetteva all'epoca di controllare la stazione ferroviaria di Cassino, nonché l'accesso alla città dalla Strada Nazionale per Roma e Sora) fu occupato, durante la seconda guerra mondiale, da un plotone di paracadutisti tedeschi.

La storiografia militare che si occupa della battaglia di Cassino cita spesso il palazzo chiamandolo Hotel des Roses, ma in realtà non è mai stato un hotel.

Nel dopoguerra fu completamente restaurato a causa dei danneggiamenti che aveva subito ed adibito a sede di uffici e scuole.

Cassino | Edificio INA-Casa

L'edificio situato in Corso della Repubblica, progettato dall'architetto Giuseppe Nicolosi, è uno dei più significativi elementi architettonici della città, in quanto fulgido esempio di razionalismo italiano.

Si tratta di un edificio multipiano e multifunzionale di cinque piani: il piano terra destinato a locali commerciali, il primo piano ad uffici, il secondo, terzo e quarto ad abitazioni civili.

Oltre ad essere un edificio cardine della ricostruzione, rappresenta un'esemplificazione delle teorie di Le Corbusier sull'"Unità d'abitazione", nella quale la residenza è considerata inseparabile dai servizi che formano i suoi complementi immediati.

Cassino | Facoltà di Economia e Giurisprudenza

L'edificio che ospita le facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università di Cassino è una delle costruzioni di maggior rilievo dal punto di vista architettonico della Cassino contemporanea.

È stato inaugurato nel maggio del 2004 e costituisce il primo edificio del costruendo Campus Folcara.

Ha un'altezza superiore ai 40 metri ed è strutturato in c.a. ed acciaio. È articolato su tredici piani fuori terra.

Sotto il profilo funzionale, esso è articolato in zone specializzate. Al di sopra del livello interrato, che contiene le centrali tecnologiche e vari servizi, è situata una piastra basamentale, che contiene gran parte delle 18 aule e la mensa, con una capacità di 300 coperti. Più in alto sono situati i volumi contenenti gli uffici dei vari dipartimenti.

La piastra di sommità contiene i centri audiovisivi delle due facoltà, organizzati in due corpi triangolari con piccoli locali di lavoro individuale, distribuiti anularmente su due livelli intorno a grandi spazi a doppia altezza, con coperture in parte trasparenti.

Cassino | Aree naturali

Il territorio di Cassino fa parte del Parco Naturale dei Monti Aurunci.

Cammino di San Benedetto da Norcia -Cascia - Monteleone di Spoleto - Leonessa - Poggio Bustone - Rieti - Rocca Sinibalda - Castel di Tora - Orvinio - Mandela - Vicovaro - Subiaco - Trevi nel Lazio - Collepardo - Casamari - Arpino - Roccasecca - Montecassino
Cammino di San Benedetto da Norcia - Cascia - Monteleone di Spoleto - Leonessa - Poggio Bustone - Rieti - Rocca Sinibalda - Castel di Tora - Orvinio - Mandela - Vicovaro - Subiaco - Trevi nel Lazio - Collepardo - Casamari - Arpino - Roccasecca - Montecassino

Cassino | Villa Comunale

La Villa Comunale, ribattezzata Parco XV Marzo 1944 (data della distruzione di Cassino), è il principale parco pubblico della città

È dotata di ampi spazi verdi ed attraversata da due diramazioni del fiume Gari che si riuniscono dando vita al suggestivo laghetto.

È dotato di viali alberati, panchine ed aree gioco per bambini ed è molto frequentato da persone di ogni età. Ospita, inoltre, eventi sportivi e culturali

Nell'agosto 2011 il largo principale del parco è stato dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, mentre tutti i viali sono stati dedicati agli agenti della scorta rimasti uccisi negli attentati mafiosi di Capaci e via D'Amelio del 1992 (troviamo dunque via Francesca Morvillo, via Agostino Catalano, via Walter Eddie Cosina, via Rocco Dicillo, via Vincenzo Li Muli, via Emanuela Loi, via Antonio Montanaro, via Vito Schifani, via Claudio Traina)

L'intento è stato quello di creare un percorso che ricordi quotidianamente l'insegnamento ricevuto da questi uomini ed il rispetto per chi è morto per difendere lo Stato e l'idea di giustizia.

La Villa è nel centro di Cassino; l'ingresso principale è situato su Corso della Repubblica. Gli altri accessi sono da Via Arigni, Via Gari e Via Di Biasio.

Cassino | Parco Baden Powell

Inaugurato nel 2014, è il secondo parco cittadino.

È situato nell'area dove sorgeva il Campo Boario, nel quale un tempo si svolgeva il mercato del bestiame.

Oggi, oltre ad un'area giochi per bambini, vi hanno sede le associazioni che operano sul territorio comunale.

Vista la centralità del parco, viene spesso utilizzato come sede di eventi e manifestazioni.

Cassino | Terme Varroniane

Le Terme varroniane sono un suggestivo parco naturale-termale nato nel dopoguerra nei pressi della sontuosa villa appartenuta a Marco Terenzio Varrone. Sono situate nella zona del territorio di Cassino detta Monticello, presso la stazione ferroviaria.

La zona sorgentizia delle Terme Varroniane è classificata come la più grande d'Italia. 

Da qui sgorgano migliaia di sorgenti che generano uno dei rami del fiume Gari.

Si stima che il flusso sia di 18 metri cubi all'ora. La temperatura delle acque è di 13 gradi.

Le acque, classificate come "bicarbonate medio-minerali fredde", sono diuretiche ed indicate per varie patologie gastriche, renali ed epatiche, nonché per alleviare la gotta

Il parco ospita oggi uno stabilimento idropinico, la sala congressi-banchetti, l'area concerti ed il camping internazionale, attrezzato con area pic-nic e per attività sportiva.

I ruscelli sono ricchi di fauna come trote, carpioni, anguille e lamprede.

Cassino | Sorgenti del fiume Gari

Il fiume Gari nasce nel cuore della città di Cassino, alle pendici di Montecassino e della Rocca Janula, alle spalle della Chiesa Madre (Piazza Corte).

Dopo un breve tratto sotterraneo, il fiume Gari riemerge all’interno del Parco XV Marzo 1944 o Villa Comunale di Cassino, dove forma il caratteristico laghetto, dividendosi in due rami che subito si ricongiungono all’interno dello stesso parco.

Lungo il suo percorso, il fiume Gari incrementa la sua portata grazie all’afflusso di molte fonti di acque sorgive, ma in particolare ricevendo le acque del fiume Rapido e quelle delle sorgenti delle Terme Varroniane.

Proseguendo il suo corso, si congiunge con il fiume Liri nel territorio comunale di Sant’Apollinare, dando vita al fiume Garigliano, che scorre per altri 38 km – mantenendo per tutto il percorso i confini naturali tra Lazio e Campania – fino al golfo di Gaeta, sfociando nel Mar Tirreno.

Cassino | Monumento alla pace 

La scultura è ad opera dell'artista Umberto Mastroianni. Fu inaugurata nel 1987 e collocata poco distante dalla Rocca Janula dove, conseguentemente al recupero della fortezza, sarebbe dovuto sorgere il Parco della Pace.

A Cassino vi è anche una seconda riproduzione della scultura che è situata in piazza XV Febbraio, in pieno centro città

Il monumento, realizzato in acciaio, dal peso di circa 100 tonnellate, è costituito da elementi tubolari aggrovigliati che, partendo da un nucleo centrale, invadono lo spazio circostante.

Esso affronta il dramma della distruzione di Cassino e della sua millenaria abbazia, proponendone non gli effetti della battaglia – rovine, caduti o la disperazione di chi resta – ma la causa scatenante, che è, del resto, il nucleo primario di ogni conflitto bellico moderno: l'esplosione di una bomba.

Cassino | Monumento ad Enrico Toti

Situato nella centrale piazza Enrico Toti, il monumento è composto da una statua in bronzo raffigurante l'estremo gesto in cui, l'eroe italiano della prima guerra mondiale, già ferito, scaglia verso il nemico la gruccia, poco prima di essere colpito a morte, il 6 agosto 1916 presso Monfalcone.

Il monumento è stato inaugurato nel 2008.

La statua, ad opera dello scultore di Anagni Egidio Ambrosetti, suggella quel «filo rosso sangue» che lega la Città Martire ad Enrico Toti: non solo perché qui ha origine la sua famiglia (il padre Nicola era un ferroviere di Cassino), ma soprattutto perché a entrambi è toccato l'onore e il dolore di conoscere in sommo grado le devastazioni, le morti, gli orrori della guerra.

Cassino | Statua di San Benedetto

Posta all'ingresso nord della città, è un'imponente opera bronzea dello scultore romano  Giuseppe Ducrot.

Alta circa tre metri e mezzo e posata su un enorme basamento lapideo, fu collocata in città nel 2009 in occasione della visita del pontefice Benedetto XVI.

Di recente è stata valorizzata a seguito dei lavori che hanno interessato l'area ed è stata posta all'interno della rotonda di accesso a nord della città.

Cassino | Campana della Pace

Si trova sul "Ponte delle quattro battaglie" sul fiume Gari nella frazione di Sant'Angelo in Theodice. È stata istituita il 18 maggio 2008 a memoria e riconoscenza dei caduti del gennaio 1944 sul fiume Gari, teatro della prima battaglia di Cassino.

La campana realizzata da Severino De Santis è stata fusa presso la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone. Pesa Kg. 1380, ha un diametro di base pari a cm. 132

Ogni sera alle 17.00 la campana suona 30 rintocchi a ricordo degli eroi periti delle nazioni belligeranti, e nelle ricorrenze storiche suona a distesa per tre minuti alle ore 12.00

Abbazia di Montecassino
Abbazia di Montecassino

Cassino (FR) | La Storia

La Cassino classica

I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina, perché nella vallata vi era un bacino lacustre.

Sono stati rinvenuti reperti che attestano la presenza umana risalenti al Neolitico; nell'Età del ferro si dovrebbe essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza di una necropoli.

È difficile definire a quale popolo attribuire la fondazione della città. Diversi studiosi la ritengono di origine osca. Tra il VI e il V secolo a.C. i Volsci, una popolazione osco-umbra, sarebbero calati nel Lazio da una zona montagnosa, forse la Sabina, e avrebbero occupato l'area; alcune ricerche datano però la presenza volsca già all'VIII sec a.C. Più tardi, prima della conquista romana, la città era ormai una città sannita.

Quando i romani nel 313 a.C. presero il controllo dell'area, fondarono una colonia, Interamna Succasina (o Lirenas), che controllava parte del territorio di Aquino e Cassino.

Annibale transitò nell'area durante la seconda guerra punica, ma Casinum rimase fedele a Roma.

In epoca romana l'abitato era collocato presso l'attuale frazione Crocefisso ed era attraversato dall'antica via Latina.

Era fortificato da circa 4 km di mura ed era ricco di monumenti, essendo la città agiata.

A Casinum eresse una sua villa Marco Terenzio Varrone.

Fu prima municipium, poi colonia e infine praefectura a testimonianza del progressivo inserimento nell'ordinamento dell'Urbs.

Oltre al passaggio della via Latina, nel territorio di Casinum nasceva una via verso la Val di Comino, l'Abruzzo, Sora e che infine giungeva a Roma.

La città era attorniata da pagi; uno di questi nei secoli è divenuto l'attuale località Sant'Angelo in Theodice.

Apollo era tra le divinità più venerate.

L'ubicazione del suo tempio è stata identificata a Montecassino, l'acropoli della città, da Gianfilippo Carettoni, che nel 1940 citava come fonti i Dialoghi di San Gregorio Magno.

Tale complesso sorgeva dove oggi è l'abbazia; aveva anche funzione militare: era difeso da una doppia cinta muraria che oggi possiamo ancora ammirare in parte; venne costruita con pesanti pietre sagomate per tenersi insieme a secco e si congiungeva alle fortificazioni cittadine.

Tra le altre divinità venerate v'era Deluentinus, dio locale delle acque.

La città era servita da un imponente acquedotto di oltre 22 km; il "foro", secondo il Carettoni, era collocato esternamente alle mura perché vi si effettuava il mercato dei bovini.

Recenti studi propendono, invece, per identificare l'area forense all'interno delle mura urbiche nelle vicinanze del teatro e della cosiddetta porta Campana.

Sulle rive del Gari vi erano la Villa di Varrone e le terme, ritratti nel Cinquecento da Francesco da Sangallo, ma oggi molto danneggiati.

Ci sono giunti, e si possono ammirare in località Crocefisso, l'anfiteatro, edificato su di un declivio naturale, e il teatro; la chiesa dedicata al Crocefisso è costruita in quello che fu il cosiddetto sepolcro di Ummidia Quadratilla.

Costei, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato, apparteneva a una delle famiglie più importanti della città; viene descritta da Plinio il Giovane come una donna ricchissima dal carattere mascolino e dal fisico massiccio; donò alla città un tempio e un anfiteatro.

Nell'area di Cassino esisteva un'associazione dei produttori di olio: l'olio della zona era famoso tanto da essere citato da Macrobio.

La qualità della produzione agricola del territorio è sottolineata anche da Catone.

Molto importante era anche l'allevamento di bestiame e la produzione di ceste e funi, data l'abbondanza di materia prima di questi prodotti nei pressi di zone ricche di acque.

La leggenda vuole che San Pietro in persona, transitando per queste terre per raggiungere Roma, predicò per primo il cristianesimo ai Cassinesi.

Quel che è certo è che a Cassino vi fu un'antica comunità di Cristiani, come testimoniano molti martiri.

Dopo la riorganizzazione dell'Italia suburbicaria, Casinum si ritrova nella provincia del Sannio.

Nell'Alto Medioevo, varie incursioni barbariche danneggiarono profondamente Casinum che fu totalmente distrutta dai Longobardi guidati da Zotone.

Anfiteatro di Cassino
Anfiteatro di Cassino

Cassino | L'alto MedioevoNon sappiamo molto al riguardo dei primi secoli successivi alla caduta dell'Impero romano per l'esiguità delle fonti scritte; papa Gregorio Magno ci ha tramandato la venuta di San Benedetto fra le rovine dell'acropoli di Casinum.

Montecassino fu scelto da San Benedetto da Norcia come luogo per il suo primo convento, luogo di nascita dell'Ordine Benedettino, circa nel 529.

Come spesso è accaduto per le prime istituzioni cristiane, l'abbazia di Montecassino fu costruita su un precedente luogo di culto pagano, l'acropoli fortificata.

Cassino all'epoca era una città ancora prevalentemente pagana e da poco aveva subito le devastazioni dei Goti.

San Benedetto distrusse l'effigie di Apollo e gli altari pagani, quindi santificò il luogo intitolandolo a san Giovanni Battista. San Benedetto da allora non lasciò mai più Monte Cassino.

Qui scrisse la Regola Benedettina, che divenne il principio fondatore per il monachesimo occidentale.

Qui ricevette in visita Totila, re degli Ostrogoti, nel 580 (l'unica data storica conosciuta con certezza della vita di Benedetto) e qui lui morì.

L'abbazia di Monte Cassino divenne un modello per il monachesimo occidentale e uno dei maggiori centri culturali europei per tutto il Medioevo.

Dalla popolazione venne eretto un villaggio chiamato Castellum Sancti Petri per via della locale chiesa; era collocato sulle rovine dell'antico foro cittadino che si trovava in pianura e non alle pendici collinari come la città precedente.

Sfortunatamente a causa della sua collocazione geografica e della sua posizione protetta, il monastero e, di conseguenza, la città rimasero in tutte le epoche coinvolti in vicende militari.

Nel 584 i Longobardi saccheggiarono l'Abbazia e i monaci sopravvissuti fuggirono a Roma, dove rimasero per più di un secolo.

Durante questo tempo, le spoglie di San Benedetto furono trasferite: la maggior parte delle sue ossa oggi si troverebbe a Fleury-sur-Loire vicino a Orléans.

Nel 718, cambiati gli equilibri politici, i monaci si poterono ristabilire a Monte Cassino; seguì un periodo florido: vi soggiornarono tra gli altri Paolo Diacono, lo storico dei Longobardi, e re in esilio come il franco Carlomanno, zio di Carlo Magno, e il longobardo Rachis.

Nel 744, da una donazione del duca longobardo Gisulfo II di Benevento, nacque la Terra Sancti Benedicti, ovvero il dominio feudale abbaziale, che, soggetto all'autorità dell'abate, godette di una certa autonomia più o meno ampia secondo le contingenze storiche, pur continuando a essere parte integrante, in base alla successione statuale, del Ducato di Benevento, del Principato di Capua, del Regno di Sicilia, del Regno di Napoli, del Regno delle Due Sicilie.

Così Montecassino divenne il centro di un territorio vasto e strategico attraverso il quale passavano le strade congiungenti il Ducato longobardo di Benevento, le città-stato bizantine della costa (Napoli, Gaeta e Amalfi) e lo Stato della Chiesa più a nord.

Un paio di chilometri più a valle, a nord dell'antica Casinum, vi era un piccolo monastero sulle rive del Rapido.

La chiesa del Salvatore fu eretta nel 797 circa per volere dell'abate Gisulfo sulla preesistente chiesetta di San Benedetto; l'imperatore Ludovico II, nell'874, donò alla chiesa una reliquia di san Germano vescovo di Capua, amico fraterno di San Benedetto: per questa ragione divenne successivamente la cattedrale di San Germano.

Sempre per effetto di quelle reliquie, tra la gente si diffuse la frase imus ad Sanctum Germanum per significare "andiamo a visitare Santo Germano", una visita devota alle reliquie del santo: in questo periodo da Eulogimenopoli, il nome della città cominciò a trasformarsi in San Germano.

La chiesa di Santa Maria delle Cinque Torri era eretta, ai piedi del Colle Janulo, non lontano da quella del Salvatore, ma era su un terreno dove affiorava acqua; il pavimento della chiesa venne rialzato tre volte, per evitare il problema all'interno dell'edificio sacro, ma senza successo; aveva un'originalissima pianta a simmetria centrale con all'interno un colonnato, con quattro torri agli angoli esterni e una più ampia al centro.

Per motivi amministrativi e difensivi, a causa delle scorrerie dei musulmani, l'abate Bertario fondò nuovamente la città ai piedi del Colle Janulo: nei pressi della chiesa del Salvatore fondò Eulogimenopoli, la "Città di San Benedetto". Nell'883, i Saraceni, intenzionati a espandersi nella penisola italiana, saccheggiarono il territorio, distrussero la città, la chiesa del Salvatore e l'abbazia; fecero scempio di cose e di persone, fu ucciso lo stesso abate Bertario e i monaci dovettero abbandonare per lungo tempo l'Abbazia.

Alla cacciata degli invasori la città risorse. In questo periodo visse a Monte Cassino lo storico teanese Erchemperto la cui Historia Langobardorum Beneventanorum è l'opera storica fondamentale del IX secolo per il Mezzogiorno.

Nell'abbazia sono conservati i quattro Placiti cassinesi, primi documenti ufficiali scritti in volgare italiano: sono quattro testimonianze giurate, registrate tra il 960 e il 963 e riguardanti le proprietà terriere del monastero.

La città divenne il centro amministrativo della Terra di San Benedetto in quanto qui vi alloggiavano e vi operavano gli uomini di governo guidati dall'abate, come l'advocatus, cioè colui che amministrava la giustizia.

Gli abitanti partecipavano alle lotte politico-religiose che coinvolgevano l'Abbazia, quindi la città, che prese il nuovo nome di San Germano, venne fortificata e dotata della Rocca Janula, una fortezza posta in posizione sopraelevata.

Cassino | Dal basso Medioevo all'Unità

Montecassino raggiunse l'apice della sua prosperità e potere nell'XI secolo sotto l'abate Desiderio (1058 - 1087), che divenne poi papa con il nome di Vittore III.

I monaci divennero più di duecento e i loro manoscritti miniati divennero i più ricercati.

Gli edifici dell'abbazia furono riedificati e accresciuti; la Terra di San Benedetto venne organizzata grazie a nuove strutture e insediamenti.

Lavorarono alla riedificazione artisti amalfitani, longobardi e bizantini.

La ricostruita chiesa abbaziale fu consacrata nel 1071 da papa Alessandro II.

Qui venne redatta la Chronica monasterii casinensis di Leone di Ostia e Pietro Diacono e la Historia Normannorum di Amato di Montecassino, maggiore opera storica sui Normanni nell'Italia meridionale.

In quel periodo a Cassino vi erano anche un quartiere ebraico e uno greco.

Era presente in città anche una comunità amalfitana composta da commercianti che abitavano nei pressi della Piazza degli Amalfitani.

Il potere degli abati fu presto limitato dai Normanni, che governavano il Mezzogiorno e quindi anche la Terra di San Benedetto.

Nel 1199, le truppe imperiali assediarono l'abbazia stanziandosi nella città. Molto spesso San Germano si trovò al centro di importanti vicende dei principi Svevi, che limitarono ancora di più il potere dell'abbazia.

Il 23 luglio 1230 la città fu luogo della firma della pace tra il papa Gregorio IX e l'imperatore Federico II avvenuta nella chiesa di San Germano.

Nell'anfiteatro si asserragliarono trentasei anni dopo gli uomini di Manfredi, tentando di resistere all'invasore angioino.

Un grande terremoto sconvolse l'Italia centro-meridionale nel 1349 e colpì anche San Germano il 9 settembre alle ore 9 del mattino.

L'epicentro, situato nel distretto sismico di Venafro con un'intensità Mw 6.62 (X grado Mercalli), fece seguito a scosse verificatesi lo stesso giorno presso L'Aquila (Mw 6.46) e nella zona Viterbese-Umbra (Mw 5.91).

San Germano posto a circa 20 km dall'epicentro ebbe rase al suolo la maggior parte delle abitazioni poste sulla valle, ma furono in parte risparmiate quelle addossate a Montecassino.

Fu danneggiata in modo consistente l'Abbazia. Essa venne riparata nel 1366, grazie alle pressioni di papa Urbano V, che esortò tutti i benedettini a partecipare alla ricostruzione.

Nel secolo XIV, da Roma si cercò di separare l'amministrazione della città dal monastero ponendovi un vescovo, ma gli abati riuscirono a mantenere le loro prerogative.

Nel 1505 il convento fu congiunto con quello di Santa Giustina di Padova.

Nel 1521 si ebbe una rivolta dei cittadini che saccheggiarono l'Abbazia per giorni.

Nel 1527 la peste fece strage nell'intero cassinate.

Nei periodi successivi non si svolsero avvenimenti notevoli nel Cassinate fino alle guerre napoleoniche.

Presso San Germano stanziarono le truppe del Regno di Napoli, pronte a invadere la Repubblica romana.

Nel 1799 venne occupata dalle truppe di Napoleone. Anche a San Germano, in quanto parte del Regno di Napoli, si stabilì un'amministrazione filo-napoleonica, ma era vasto il dissenso.

Al momento di ritirarsi da Napoli, le truppe francesi devastarono i territori che erano stati occupati dagli oppositori, tra cui anche la città di Cassino.

Tra il 15-17 maggio 1815, inoltre, la città fu scenario del cruento scontro finale della guerra austro-napoletana, con la cosiddetta battaglia di San Germano, che si concluse con la vittoria delle truppe austriache.

La città diede i natali al filosofo Antonio Labriola nel 1843.

Abbazia di Montecassino
Abbazia di Montecassino

Cassino | Dall'Unità alla seconda guerra mondiale

Il consiglio comunale di San Germano stabilì il 23 maggio 1863 che la città tornasse all'antico nome italianizzato Cassino.

Nello stesso anno la città fu raggiunta dalla ferrovia. Nel 1866 il nuovo Regno d'Italia incamerò le terre dei monasteri.

Andò crescendo il numero di persone che si diedero al brigantaggio, tanto che si arrivò a creare un presidio dell'esercito nella città.

Si iniziarono anche i lavori di bonifica per rimuovere il pericolo d'inondazione e delle zone paludose.

Cassino fu parte della Provincia di Terra di Lavoro, nel Circondario di Sora, fino al 1927 quando venne fondata la Provincia di Frosinone.

Il 21 maggio 1930 fu inaugurata la funivia iniziata l'anno precedente che conduceva dalla città all'Abbazia in 7 minuti coprendo un dislivello di oltre 400 m; si trattava del primo impianto del genere realizzato nel Mezzogiorno, nonché quello dotato di maggiore lunghezza di una campata.

Nel luglio 1943, durante un volo di addestramento da parte di aerei tedeschi che avevano base presso l'aeroporto di Aquino, un caccia si scontrò con uno dei cavi della funivia, provocandone il distacco e portando alla morte del pilota.

L'impianto venne in seguito bombardato assieme alla sottostante città di Cassino.

La funivia non fu più ricostruita.

Le quattro battaglie di Cassino (gennaio-maggio 1944) furono tra le più importanti della seconda guerra mondiale.

A Cassino, che si trovava sul lato nord della cosiddetta linea Gustav, (linea che tagliava l'Italia dal Tirreno all'Adriatico, fino ad Ortona) erano attestati i tedeschi, che controllavano così le vie d'accesso verso Roma; a sud invece c'erano le truppe alleate intenzionate a risalire la penisola.

Il 15 febbraio 1944 fu una delle date più nere: l'Abbazia fu rasa al suolo da un pesante bombardamento aereo.

Gli alleati, credendo che la stessa Abbazia fosse una postazione strategica occupata dai tedeschi, la bombardarono, uccidendo la popolazione che vi si era rifugiata.

Le opere d'arte contenute nell'Abbazia furono trasferite a Roma dai tedeschi prima del bombardamento, ma molte scomparvero nel tragitto.

Esattamente un mese dopo, il 15 marzo 1944, anche la città fu letteralmente rasa al suolo dai bombardamenti.

I cittadini furono in parte sfollati.

Quando gli alleati riuscirono a sfondare si contarono 54000 perdite tra gli Alleati e 20000 tra i tedeschi.

Su una popolazione di circa 20.000 abitanti, 2.026 civili di Cassino persero la vita durante il conflitto.

Abbazia di Montecassino
Abbazia di Montecassino

Cassino | Dal dopoguerra ad oggi

Le immani perdite subite dagli eserciti impegnati nelle battaglie di Cassino portarono nell'immediato dopoguerra alla realizzazione di tre cimiteri di guerra sul territorio comunale: un cimitero polacco, un cimitero del Commonwealth e un cimitero tedesco.

La ricostruzione di Cassino fu un periodo estremamente duro, che durò praticamente fino agli anni sessanta; si sviluppò un'epidemia di malaria, ma vi fu anche grande solidarietà da parte del resto d'Italia: i bambini furono ospitati a lungo da famiglie del Nord e vi furono molte elargizioni.

Cassino meritò l'appellativo di Città Martire per la pace e la Medaglia d'oro al valor militare.

Il piano di ricostruzione della città fu approvato nel 1946 e realizzato dall'architetto Giuseppe Nicolosi, in collaborazione con gli architetti Concezio Petrucci ed Antonio Gatti.

Dalla ricostruzione si crearono le premesse per il processo di trasformazione del sistema produttivo che, negli anni '70, da prevalentemente agricolo divenne industriale e poi terziario.

Di fondamentale importanza per la rinascita di Cassino fu la costituzione, nel 1955, della Banca Popolare del Cassinate voluta dall'allora sindaco di Cassino Pier Carlo Restagno.

Restagno aveva intuito la voglia di rinascita che animava la città di Cassino e aveva immaginato che una Banca Popolare, amministrata e diretta da persone del posto, poteva essere un prezioso contributo per la ricostruzione e poteva davvero animare la ripresa delle prime iniziative artigianali, commerciali ed imprenditoriali.

Un ulteriore elemento propulsivo fu la realizzazione nel 1962 del tratto autostradale Roma-Napoli.

Con queste premesse si realizzarono negli anni a venire, importanti insediamenti industriali, come lo stabilimento della SKF e quello della Fiat con il suo indotto, i quali modificarono il tessuto sociale ed economico del cassinate.

A ciò va aggiunta, inoltre, la creazione dell'Università di Cassino nel 1979.

Nel frattempo, era stata ricostruita anche l'Abbazia, riconsacrata da papa Paolo VI il 30 ottobre 1964.

Il pontefice non è stato l'ultimo a far visita alla città. Giovanni Paolo II vi si recò infatti due volte: la prima il 18 maggio 1979 per pregare sulla tomba di San Benedetto e Santa Scolastica e per far visita al sacrario militare polacco; la seconda volta l'anno successivo, il 20 settembre 1980, per una visita pastorale a Cassino e Montecassino.

Il 24 maggio 2009 è stata, infine, la volta di Benedetto XVI.

Dagli anni '80 ricominciarono, inoltre, con forza le iniziative per far sì che Cassino diventasse capoluogo di una nuova provincia.

Le radici storiche del comune cassinate consistenti in un profondo legame tra la città e l'antica Terra di Lavoro, infatti, hanno portato negli anni a contrastare fortemente la diffusa e artificiale (oltre che errata) equazione «Ciociaria = Provincia di Frosinone», così come l'unità folclorica e culturale della provincia frusinate imposta dalla propaganda fascista negli anni venti.

L'istituzione di una Provincia di Cassino doveva, dunque, ridare un'identità propria alle popolazioni della Media e Bassa Valle del Liri-Garigliano, differente dalle radici storiche dei territori della cosiddetta Ciociaria.

Tra il 1956 ed il 2006 sono state presentate ben dieci proposte di legge.

Accantonati i sogni d'indipendenza dal capoluogo, oggi Cassino è uno sviluppato centro industriale e commerciale, segnato tuttavia dalle crisi cicliche del mercato dell'auto che influenzano negativamente l'economia cittadina

Abbazia di Montecassino
Abbazia di Montecassino

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