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Indirizzo:
Tivoli (RM), Borghi e paesini, Vicino Roma
Descrizione:

La Città di Tivoli è situata ai piedi dei Monti Lucretili, splendido paesaggio naturalistico formato da valli e pianure molto estese che fa da confine tra Lazio ed Abruzzo.

Tivoli è incantevole cittadina vicino Roma contraddistinta dalle sue ville immerse in un suggestivo patrimonio montuoso ed urbanistico attraversato dall’Aniene, il fiume che qui frena la sua corsa formando delle cascate.

La bellezza di Tivoli e del suo territorio le sono valse l’inclusione nel Grand Tour, il lungo viaggio nell’Europa continentale affrontato da artisti e facoltosi giovani dell’aristocrazia europea a partire dal XVII secolo finalizzato a perfezionare il loro sapere.

L’antica città latina, chiamata Tibur, si sviluppò in età arcaica sulla riva sinistra dell’Aniene come luogo di confluenza di popolazioni locali per attività commerciali, di cui è testimonianza ancora visibile il Santuario di Ercole Vincitore, al momento aperto solo in occasioni speciali.

Oltre alle famose ville, inserite dall’UNESCO tra i siti dichiarati patrimonio dell’umanità, Tivoli ospita interessanti edifici di culto, quali la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Cattedrale di San Lorenzo.

Nei pressi della cattedrale, si trova la Mensa Ponderaria, di recente riapertura al pubblico, che anticamente costituiva l’ufficio di controllo dei pesi e delle misure ed era situato all’interno del Foro.

Per completare il tour è consigliata una passeggiata per Via della Sibilla per ammirare le vestigia dei Templi di Vesta e della Sibilla.

Nella zona si segnalano inoltre le famose Terme Acque Albule così dette perché alimentate da una sorgente naturale di acque sulfuree dalle proprietà antinfiammatorie (info su www.termediroma.org)

Tivoli
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Villa Adriana a Tivoli
Villa Adriana a Tivoli

Tivoli | Tradizioni e folklore

  • il Carnevale tiburtino, con carri allegorici e maschere;
  • la Fiera di San Giuseppe, 19 marzo: ultima superstite di una serie di antiche fiere agricole, di bestiame e attrezzi;
  • la Processione del Cristo Morto, il venerdì santo;
  • la Processione della Madonna di Quintiliolo, la prima domenica di maggio. Ogni anno, proprio in questa occasione, viene organizzata dalla Contrada Via Maggiore un'infiorata lungo Via Domenico Giuliani (strada percorsa dalla processione) in cui, per consuetudine, solo il vescovo e chi porta la Madonna possono calpestare i fiori, che raffigurano soggetti religiosi;
  • la Processione di Sant'Antonio di Padova, il 13 giugno;
  • la Processione di Santa Sinforosa, martire tiburtina e compatrona della Città. La Santa Tiburtina viene festeggiata anche nella località di Tivoli Terme, il 18 luglio;
  • la Processione di San Lorenzo martire, Patrono di Tivoli, il 10 agosto: durante il pomeriggio e la processione vengono rappresentate scene storiche sulla vita del Santo Patrono, in collaborazione con il Gruppo Storico di Villa Adriana;
  • l'Inchinata, 14 e 15 agosto: festa religiosa con processione, risalente al Medioevo e tuttora molto popolare, che consiste in una sorta di incontro tra due antiche immagini della Madonna e del Salvatore, provenienti rispettivamente dalla chiesa di S. Maria Maggiore e dalla Cattedrale.

Tivoli - Rocca Pia - Castello di Tivoli
Tivoli - Rocca Pia - Castello di Tivoli

Che cosa vedere a Tivoli | Monumenti e luoghi d'interesse 

Tivoli | Architetture religiose 

  • Basilica Cattedrale di San Lorenzo diacono e martire;
  • Chiesa di San Biagio vescovo e martire;
  • Chiesa di Sant'Andrea apostolo;
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore - convitto
  • Chiesa di San Silvestro;
  • Chiesa di San Bernardino da Siena;
  • Chiesa di San Giorgio martire;
  • Chiesa di San Pietro alla Carità;
  • Chiesa di Santa Sinforosa (detta del Gesù);
  • Chiesa della Madonna della Fiducia (già di Santa Croce dei Cappuccini);
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate;
  • Chiesa di San Getulio;
  • Chiesa di Santa Barbara (Via degli Orti);
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista; nella chiesa, attualmente all'interno dell'omonimo complesso ospedaliero, è visibile un ciclo di affreschi del secondo Quattrocento, già attribuito ad Antoniazzo Romano o a Melozzo da Forlì. Oggi si preferisce attribuirli ad un pittore dalla forte personalità, il cosiddetto "Maestro di Tivoli", operante all'epoca di questi due maestri.
  • Chiesa di Sant'Anna;
  • Chiesa ed ex Convento di Sant'Antonio di Padova (Strada provinciale per Marcellina);
  • Ex Monastero degli Olivetani - Hotel Torre Sant'Angelo (Viale Quintilio Varo);
  • Arco della Madonna di Quintiliolo (Viale Quintilio Varo);
  • Santuario della Madonna di Quintiliolo.

Chiese sconsacrate:

  • San Michele Arcangelo in piazza Palatina (sec. XII);
  • Santo Stefano dei Ferri (sec. XII);
  • Santa Maria dell'Oliveto (erroneamente creduta Sant'Alessandro) in via del Tempio d'Ercole (sec. XII);
  • San Vincenzo, costruita nel 1268 e rifatta nel 1860. Il titolo parrocchiale fu trasferito alla chiesa di S. Andrea nel 1826;
  • Santa Maria dell'Oliva (1512);
  • San Nicola al Colle (1590);
  • Annunziata (1729).

Chiese scomparse:

  • Chiesa del Gesù (consacrata nel 1587 e semidistrutta nel bombardamento del 26 maggio 1944. Gli avanzi superstiti, che forse potevano consentire la ricostruzione dell'edificio e in particolare della facciata, furono poi demoliti negli anni '50);
  • Chiesa di San Filippo Neri in via della Missione angolo via del Collegio (sistemata nel 1620 nella forma che ebbe fino al 1944, quando fu anch'essa rasa al suolo dal bombardamento);
  • Chiesa della Madonna della Febbre (ne rimangono gli avanzi in via dell'Acquaregna);
  • Chiesa di Santa Maria a Carciano (al Romitello, demolita dopo i danni non irreparabili riportati nel bombardamento):
  • Chiesa di Santa Cecilia vergine e martire in via San Valerio;
  • Chiesa di Santa Maria della Porta, poi di Santa Lucia (distrutta dalla piena dell'Aniene nel 1826);
  • Chiesa di Santa Maria del Ponte o di San Rocco, dal ponte sull'Aniene detto appunto di S. Rocco. Sorgeva nell'area dell'ex Hotel Sirene e fu demolita nel 1836. La confraternita che la officiava si trasferì nel 1844 nella chiesa di S. Andrea, dove tuttora ha sede;
  • Chiesa di San Valerio nell'odierna piazza Rivarola (demolita nel 1777 per allargare la via Valeria);
  • Chiesa di San Martino presso il ponte omonimo;
  • Chiesa di San Benedetto Abate in piazza dell'Olmo (dovrebbero appartenerle i due affreschi dei secoli XIII e XIV ora all'ingresso di un palazzo in piazza Tani);
  • Chiesa di San Pantaleone in Postera;
  • Chiesa di Santa Maria in Monte Arsiccio;
  • Chiesa di San Leonardo (presso l'attuale ospedale di San Giovanni);
  • Chiesa di Santa Croce nella piazza omonima (crollata nel 1843; nel 1856 il titolo parrocchiale passò alla chiesa di S. Maria Maggiore o S. Francesco);
  • Chiesa collegiata di San Paolo (fu demolita nel 1647 per la costruzione del Seminario);
  • Chiesa di San Nicola in Selci (ne rimane il campanile del sec. XII);
  • Chiesa di Santa Caterina al Riserraglio (ne resta il campanile, detto appunto Torre di S. Caterina, del sec. XII);
  • Chiesa del Salvatore (1123 - visibili avanzi del portico in via del Governo);
  • Chiesa di San Saba all'arco del Macello (1138 - è superstite il protiro d'ingresso in via del Colle);
  • Chiesa di Sant'Agnese (Via di Sant'Agnese).

Tivoli | Altri culti

Tivoli | Architetture civili

  • Villa d’Este;
  • Porta del Colle;
  • Porta San Giovanni;
  • Villa Gregoriana;
  • Villa Braschi;
  • Scuderie Estensi;

Tivoli | Architetture militari 

  • Rocca Pia.

Tivoli | Siti archeologici 

  • Villa Adriana;
  • Mensa Ponderaria e Sacello di Augusto;
  • Parete semicircolare in opus reticulatum retrostante l'abside della Cattedrale di S. Lorenzo (presunti resti del Foro romano);
  • Tomba della Vestale Cossinia;
  • Tempio circolare dell'acropoli, detto Tempio di Vesta (verosimilmente della Sibilla);
  • Tempio rettangolare dell'acropoli, detto Tempio della Sibilla (probabilmente di Tiburno);
  • Tempio della Tosse (probabile vestibolo di villa tardo-antica, trasformato in cappella nel Medioevo);
  • Santuario di Ercole Vincitore;
  • Anfiteatro di Bleso;
  • Porta Maior (Via del Colle);
  • Criptoportico (sottostante Piazza Tani);
  • Villa di Manlio Vopisco (Villa Gregoriana);
  • Ponte di età romana (Viale Roma);
  • Mausoleo dei Plauzi (dei Plautii);
  • Ponte Lucano di età romana nei pressi del Mausoleo dei Plauzi;
  • Villa di Quintilio Varo;
  • Villa detta di Orazio Flacco;
  • Villa detta di Bruto;
  • Villa dei Pisoni;
  • Villa detta di Cassio;
  • Siti di archeologia industriale - cartiere, fonderie, pastifici ecc. - (margine destro Via del Colle).
  • Grotta Polesini, dove sono stati ritrovati resti di rilevanti manifestazioni artistiche paleolitiche;

Tivoli | Musei 

  • Museo didattico del libro antico
  • Museo civico di Piazza Campitelli

Tivoli | Aree naturali

Tivoli | Emergenze artistiche

    • Rocca Pia (XV secolo);
    • Villa d’Este (XVI secolo);
    • Cattedrale di S. Lorenzo (XVII secolo - su preesistente impianto romano e successiva chiesa medievale di cui resta intatto il maestoso campanile);
    • Casa della Missione - Complesso monumentale dell'Annunziata - Museo Civico (Piazza Campitelli);
    • Casa Gotica (Via Campitelli);
    • Ponte Gregoriano;
    • Affresco raffigurante S. Pietro, erroneamente attribuito a Cimabue ma in realtà opera di scuola romana della seconda metà del XIII secolo, con influenze cimabuesche (portone al n. 14 di Piazza Domenico Tani);
    • Trittico del SS. Salvatore (prima metà del XII secolo), incluso in un rivestimento argenteo del 1449, con aggiunte del 1506 (nella cattedrale di S. Lorenzo);
    • Affreschi dell'arco absidale, del catino e della parete absidale della chiesa di S. Silvestro (scuola romana della prima metà del XIII secolo);
    • Gruppo ligneo della Deposizione (1220-1230), attribuito al cosiddetto atelier di Tivoli, di scuola cistercense (nella cattedrale di S. Lorenzo);
    • Tavola di Sano di Pietro (1405-1481) raffigurante San Bernardino da Siena, nel Palazzo comunale;
    • Crocifisso Ligneo del XV secolo attribuito a Baccio da Montelupo (Chiesa di S.Maria Maggiore);
    • Icona della Madonna Avvocata, attribuita a Jacopo Torriti o alla sua cerchia, XIII secolo (chiesa di S. Maria Maggiore);
    • Pavimento cosmatesco del XIII secolo (chiesa di S. Maria Maggiore);
    • Pavimento cosmatesco a quinconce (chiesa di S. Pietro alla Carità);
    • Affreschi del presbiterio della chiesa di S. Giovanni Evangelista (Antoniazzo Romano, 1483 circa);
    • Palazzo Regnoni-Macera (Via dei Sosii);
    • Palazzo Lolli di Lusignano (Via dei Sosii);
    • Palazzo Mancini-Torlonia (Via Domenico Giuliani);
    • Palazzo Croce-Pacifici (Via Domenico Giuliani);
    • Palazzo Bandini-Piccolomini (Via Domenico Giuliani);
    • Palazzo Fucci-Giansanti (Via Palatina);
    • Palazzo Del Re-Boschi-Bonfiglietti (Piazza Palatina);
    • Torre del Comune (Piazza Palatina);
    • Arengario (Piazza Palatina);
    • Casa Torre (Piazza dell'Erbe);
    • Casa Torre (Via del Seminario);
    • Palazzo Zaccone (Via del Seminario);
    • Palazzo Fraticelli (Vicolo del Seminario);
    • Seminario Vescovile (Piazza del Seminario);
    • Palazzo Vergelli (Piazza del Seminario);
    • Palazzo Teobaldi (Via Teobaldi);
    • Palazzo Orsini (Via della Sibilla);
    • Case Torri (Vicolo dei Ferri);
    • Palazzo Brigante-Colonna (Piazza Colonna);
    • Palazzo Reali-Ciaccia (Piazza Colonna);
    • Palazzo Quagliolino (Piazza Taddei);
    • Palazzo Coccanari-Teobaldi (Piazza Tani);
    • Palazzo Baglioni-Porcari (Via del Riserraglio);
    • Palazzo Coccanari (Piazza del Tempio d'Ercole);
    • Palazzo Fornari (Piazza Rivarola);
    • Palazzo Bulgarini (Piazza Rivarola);
    • Casa Torre-Torre dell'Orologio (Piazza Rivarola);
    • Palazzo Serra-Nobili (Piazza Santa Croce);
    • Palazzo Santacroce (Via del Trevio);
    • Palazzo Cenci-Alberici (Via del Trevio);
    • Palazzo Pusterla (Via del Trevio);
    • Palazzo Regnoni (Via del Trevio);
    • Palazzo Todini (Piazza del Plebiscito);
    • Palazzo Carlandi (Via Colsereno);
    • Palazzo Cenci - ospedale antico (Via A. Parrozzani);
    • Palazzo Sabbi (Via Mauro Macera);
    • Palazzo Macera (Via Mauro Macera);
    • Palazzo Cenci Bolognetti (Via Mauro Macera);
    • Palazzo Zappi (Vicolo del Giglio);
    • Palazzo San Bernardino (Municipio);
    • Ponte San Martino (Via della Sibilla);
    • Torre di Guardia (Via della Sibilla);
    • Scuderie Estensi (Piazza Garibaldi);
    • Collegio dei Nobili - adattato di recente a sede del Tribunale (Viale Nicolò Arnaldi);
    • Monumento ai Caduti della I Guerra Mondiale, opera dello scultore Carlo Fontana - 1930 (giardino Garibaldi);
    • Scultura in piazza Trento, opera di Igor Mitoraj - 2008;
    • Arco dei Padri Costituenti, opera dello scultore Arnaldo Pomodoro - 2009 (Piazza Garibaldi).

Villa Adriana a Tivoli
Villa Adriana a Tivoli

Tivoli | Villa Adriana

Uno dei più importanti complessi di architettura romana del mondo si trova a poca distanza da Roma.

Villa Adriana fu fatta costruire dall’Imperatore Adriano intorno al 126 d.C. come sua residenza ufficiale.

Successivamente lasciata in abbandono e oggetto di razzie durante le invasioni barbariche, fu recuperata grazie ad interventi di restauro straordinari a partire dall’Ottocento.

Un piacevole percorso permette di esplorarel’area e i vari edifici che componevano nel loro insieme una piccola città.

Si inizia dalla piscina del Pecile per raggiungere i diversi impianti termali caratterizzati da vari ambienti pensati per ospitare vasche con acqua a differente temperatura.

Il cuore della villa è il magnifico ninfeo del Canopo, pensato per ospitare banchetti durante le calde giornate estive, ed il vicino Museo dove sono conservati i reperti più importanti.

Proseguendo con l’itinerario s’incontrano i palazzi che ospitavano la famiglia imperiale così come gli alloggi per gli schiavi e per i pretoriani.

Di recente riapertura, dopo un lungo intervento di messa in sicurezza, il cosiddetto Teatro Marittimo, un edificio circolare circondato da un canale d’acqua a formare una sorta di isolotto che veniva utilizzato probabilmente per spettacoli all’aperto.

Info: +39 0774382733
www.coopculture.it

Villa Adriana a Tivoli
Villa Adriana a Tivoli

Tivoli | Villa d’Este

Costruita per volere del cardinale Ippolito II d’Este, nominato Governatore di Tivoli alla metà del XVI secolo, la Villa è un eccezionale esempio di architettura rinascimentale, costruita su due piani, con stanze affrescate dai migliori pittori manieristi.

La visita inizia dagli ambienti del piano nobile caratterizzati dagli stemmi di famiglia e da scene mitologiche legate alle origini e alla storia della città di Tivoli.

Al piano inferiore si trova l’ambiente più fastoso, il Salone della Fontana utilizzato per feste e banchetti, affrescato da Girolamo Muziano e decorato con una vera fontana in stile rustico.

Uscendo nel giardino all’italiana, inizia il percorso all’aperto, alla scoperta delle numerose fontane monumentali che caratterizzano lo spazio.

Grazie all’innovativo progetto ingegneristico di Pirro Ligorio, la villa fu collegata ad una sorgente d’acqua sotterranea che alimentava le fontane senza congegni meccanici ma sfruttando solamente la gravità e la pendenza del terreno.

Seguendo i viali delimitati dalle siepi di bosso si incontrano il Bicchierone, la Fontana dell’Ovato e quella dei Draghi, oltre alle Cento Fontanelle e alla spettacolare Fontana dell’Organo che vi incanterà con melodie rinascimentali.

Info: +39 0774332920 e www.villadestetivoli.info

Villa d’Este a Tivoli
Villa d’Este a Tivoli

Tivoli | Villa Gregoriana

Affascinante parco naturalistico costellato da evidenze archeologiche e architettoniche di varie epoche mescolate a cascate naturali ed artificiali, grotte, terrazze e scorci panoramici.

La proprietà è gestita dal F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano) che, dopo aver diretto il lungo e complesso progetto di recupero dell’area, si occupa della sua continua manutenzione.

Da marzo a dicembre la villa apre al pubblico i suoi suggestivi percorsi e vengono organizzate visite guidate per adulti e bambini, oltre ad un ricco programma di eventi culturali.

La visita è adatta a tutte le età, con una durata media di circa un’ora e mezza, e all’interno del parco si trovano servizi, caffetteria e bookshop.

Un’ imperdibile occasione di ammirare uno scenario tipico della cultura romantica ottocentesca! Per chi volesse farsi un’idea prima di andare sul posto è disponibile il Virtual Tour sul sito web ufficiale della villa.

Infowww.fondoambiente.it

Parco Villa Gregoriana - Tivoli - Roma
Parco Villa Gregoriana - Tivoli - Roma

Tivoli | Tempio di Vesta e Tempio della Sibilla

Sull’antica acropoli della città, si trovano i due celebri templi di Vesta e della Sibilla.

Sul ciglio roccioso che domina la valle delle cascate, sorge il tempio di Vesta, un piccolo tempio a pianta rotonda risalente al I secolo a.C.

Era dedicato probabilmente a Vesta, dea del focolare, il cui culto era affidato alle Vestali, o a Tiburno, l'eroe che avrebbe dato il nome alla città.

Conserva dieci delle 18 colonne corinzie dell'ambulacro anulare; nella cella centrale, è stata aggiunta nel medioevo una piccola abside.

Nel corso dei secoli, è stato il soggetto maggiormente ritratto dagli artisti che arrivavano a Tivoli per il Grand Tour.

Situato sul punto più alto dell'acropoli della Tibur Superbum, l'attuale Tivoli, il Tempio della Sibilla è un edificio con una caratteristica forma rettangolare, che conserva due delle originarie quattro colonne ioniche sulla fronte.

Costruito intorno al II secolo a.C., oggi offre un panorama mozzafiato, sia dalla Piazza del Tempio di Vesta sia dal Ponte Gregoriano, suggestiva "passerella" architettonica, in travertino con un'arcata unica.

Tivoli | Santuario di Ercole Vincitore

Insieme a quelli di Gabii e Palestrina, faceva parte dei grandi santuari con teatro-tempio laziali, ed era uno dei più importanti complessi sacri dell'architettura romana di epoca repubblicana.

Edificato nel II secolo a.C., era una struttura scenografica di dimensioni imponenti, realizzata con una serie di terrazzamenti a picco sul fiume Aniene, lungo un antico percorso di transumanza divenuto in seguito la via Tiburtina.

La strada, che venne di fatto inglobata nel complesso, lo attraversava in una monumentale galleria in muratura (la c.d.Via Tecta).

Il santuario, a pianta rettangolare (188 x 140 m), misurava 3000 m2 e si articolava in tre edifici principali: il teatro, che sfruttava il naturale declivio del terreno e poteva contenere fino a 3.600 spettatori, un’ampia piazza delimitata da portici e il tempio stesso.

I terrazzamenti, i portici e i colonnati formavano una maestosa scenografia intorno al tempio che si innalzava su di un alto podio.

La vita del santuario continuò fino al IV sec. d.C., ma l’abbandono definitivo risale alla prima metà del VI secolo, quando, durante la guerra greco-gotica, Tivoli venne conquistata da Totila, re degli Ostrogoti.

Il tempio, in stato di abbandono, divenne gradualmente una cava di materiali e si trasformò in terreno agricolo.

Tivoli - Santuario di Ercole Vincitore
Tivoli - Santuario di Ercole Vincitore

Tivoli | La Storia

Antica città latina con il nome Tibur, chiamata da Virgilio con il titolo di Tibur Superbum (Eneide, Lib. VII) che tuttora campeggia nello stemma cittadino, si vanta di essere più antica di Roma, secondo lo storico Dionigi di Alicarnasso sarebbe stata fondata dagli Aborigeni in conseguenza del rito della primavera sacra.

L'insediamento arcaico si pensa che nacque nel 1215 a.C. e si fortificò sulla riva sinistra dell'Aniene ad opera dei Siculi, dove successivamente sorsero dapprima le fortificazioni nell'attuale contrada di San Paolo (presumibilmente nei secoli XI-X a.C.) e successivamente (VIII-VII sec.), avvicinandosi gli abitanti al fiume, l'acropoli e gli edifici antichi (dove sarebbero tornati poi ad arroccarsi i cittadini tiburtini del Medioevo), avvantaggiandosi della posizione dominante sul guado che costituiva il percorso più breve per la transumanza delle greggi fra l'Agro Romano e l'Abruzzo, lungo la direttrice che sarebbe poi diventata la via Valeria.

Ancor oggi la contrada dell'antica acropoli si chiama Castrovetere.

Secondo Catone nelle Origines i Siculi vennero scacciati dai greci guidati da Catillo di Arcadia e i suoi tre figli Tibur, Corace e Catillo, che rinominarono la città con il nome del fratello maggiore.

I Romani per significare lo stato in luogo chiamarono la città Tiburi che poi divenne TiboriTiboli e infine Tivoli per questo gli abitanti si chiamano tiburtini.

Il fatto che l'antica Tibur fosse punto di confluenza di popolazioni diverse (soprattutto Sabini e Latini), è confermato dall'esistenza del grande santuario di Ercole Vincitore (restaurato dal giugno 2011), classico eroe divinizzato di origine greca, protettore dei commerci e dei luoghi in cui si svolgevano, i cui resti sono databili al II secolo a.C., ma che si può far risalire ad un più antico luogo di culto (forse nella zona dell'attuale Ponte dell'Acquoria) comune a popolazioni che si incontravano per commerciare, analogamente a quanto accadeva vicino al guado del Tevere nel Foro Boario già in epoca pre-arcaica.

Nel IV sec. a.C., dopo essere entrata nella Lega Latina, guerreggiò contro Roma, che intendeva sottomettere il Lazio, finché la Lega fu definitivamente sconfitta.

Aiutò Roma nelle Guerre Puniche tanto da essere uno dei principali punti di rifornimento delle truppe.

Rimase neutrale durante la Guerra Civile e fu riconosciuta municipio romano con la Lex Iulia municipalis nel I secolo a.C..

Dopo il passaggio da repubblica a impero Tibur si consolidò come centro commerciale e residenziale divenendo sede di molte ville di ricchi romani, come testimoniano i numerosi resti.

Quelle ancor oggi note e identificate sono attribuite a Orazio, a Cassio, a Publio Quintilio Varo, a Manlio Vopisco (i resti di quest'ultima sono incorporati nell'attuale Villa Gregoriana).

Lo stesso Augusto vi soggiornò ed amministrò la giustizia sotto i portici del santuario di Ercole Vincitore.

Il culmine di questi insediamenti fu rappresentato dalla villa di Adriano, nel II secolo d.C.

Qui a Tivoli, nel 275 d.C., passò i suoi ultimi giorni la regina Zenobia di Palmira.

Nel Medioevo le invasioni barbariche portarono a un periodo di decadenza con conseguente abbandono delle ville e delle campagne, a seguito di ciò la popolazione si trasferì all'interno delle mura, un documento del 945 attesta che la città era governata da un duca.

Tra il X e l'XI sec. Tivoli entrò in guerra con Ottone III.

Nel Basso Medioevo Tivoli e Roma ritornarono alle armi perché Roma non sopportava la posizione strategica di Tivoli.

Federico Barbarossa fu appoggiato dalla città e in cambio fortificò le mura e permise alla città di inserire l'aquila imperiale bello stemma cittadino.

Tivoli fu sede vescovile (nota dall'anno 366) e fortemente implicata nelle contese feudali.

Sempre gelosa della propria indipendenza, ma stretta tra i baroni romani e il feudo benedettino di Subiaco, per sottrarsi al patrimonio vescovile si schierò con i ghibellini; tuttavia questo non le risparmiò di dividersi continuamente in fazioni e di rimanere ostaggio della contesa fra i potenti romani, come i Colonna e gli Orsini, per tornare infine, nel XV secolo, nel patrimonio della Chiesa, del cui stato seguì le sorti.

Nel 1461 papa Pio II costruì Rocca Pia e pose fine a tutti i conflitti e assoggettando la città al papato.

Nel 1550 fu nominato governatore di Tivoli il cardinale Ippolito II d'Este (1509-1572), che promosse la realizzazione della celebre villa che dalla sua famiglia prende il nome.

La sistemazione di Villa d’Este fu continuata dai suoi successori, il nipote cardinale Luigi d'Este (morto nel 1586) e il cardinale Alessandro d'Este (morto nel 1624).

In età medioevale era presente anche una comunità ebraica.

Nel 1867 la città fu testimone della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma con la colonna garibaldina Pianciani.

Negli anni dell'avvento del fascismo (1921-1922) Tivoli, con la giunta Parmegiani, eletta nel 1919 e a forte componente operaia, fu uno degli ultimi comuni d'Italia a guida socialista e comunista, insieme ad Ancona, Parma e Cremona, e la sua strenua resistenza alle pressioni del fascismo romano fu strettamente legata allo sfruttamento pubblico delle acque della cascata per la produzione di energia elettrica, che restò tale fino alla caduta della Giunta.

I tentativi dei Fascisti romani, appoggiati da quelli locali che avevano in Guglielmo Veroli il loro segretario, furono continuamente rintuzzati dagli "Arditi del Popolo", formazioni di operai e contadini sorte in difesa delle Camere del Lavoro, che erano il consueto bersaglio delle incursioni delle camicie nere.

In questo contesto avvennero in quegli anni anche episodi di aggressioni di fascisti locali, come in occasione dello sciopero dei ferrovieri del 1920 o in occasione del rientro a Tivoli di bande fasciste che avevano partecipato a Roma a una manifestazione nel 1921.

Gli sviluppi di quest'ultima aggressione portarono all'uccisione del segretario del Fascio Guglielmo Veroli da parte del segretario della Camera del Lavoro Dante Corneli, operaio delle cartiere invalido che, aggredito da 4 fascisti, tra cui il Veroli, nel vicolo Todini, si difese con le armi.

In reazione a questo episodio ci fu una vera e propria occupazione della città, con un uso massiccio della violenza da parte del Fascismo, che all'uopo trasferì a Tivoli il gerarca di Civitavecchia Pollastrini, famoso per la sua brutalità che gli aveva consentito di sconfiggere il più agguerrito gruppo di Arditi del Popolo del Lazio.

L'attività di quest'ultimo consisté nell'esercitare una continua violenza sui membri della Giunta Parmeggiani, e nel tentativo, in parte riuscito, di dividere le maestranze della Centrale Elettrica.

Questo consentì ai fascisti di esautorare, con la complice passività dei regi carabinieri, la Giunta Parmegiani, esiliandone i principali membri.

Il Fascismo prese così il potere a Tivoli e immediatamente la Centrale Elettrica fu privatizzata passando nelle mani della società Anglo-Romana.

Durante la seconda guerra mondiale la città, che si trovava sul percorso della ritirata dei nazisti verso il nord lungo la via Valeria, fu duramente e ripetutamente bombardata dall'aviazione anglo-americana, che puntava ad interrompere i collegamenti ferroviari e stradali tra Roma e l'Adriatico.

Durante l'occupazione tedesca fu forte la presenza di nuclei partigiani.

Si dedicarono essenzialmente al sabotaggio e a funzioni di appoggio per le azioni degli Alleati.

In questo contesto va inserita la vicenda dell'Eletti, partigiano della prima ora, al quale fu affidata dagli Alleati la responsabilità di una radiotrasmittente che avrebbe dovuto svolgere un ruolo di primaria importanza in vista dell'aviosbarco su Roma.

La perdita di affidabilità da parte dell'Eletti, il quale, nonostante l'indubbio valore personale, gestì questa radio in modo molto poco prudente, rischiando di renderne nota la localizzazione ai nazi-fascisti, fu all'origine della sua uccisione da parte degli stessi partigiani tiburtini, su ordine diretto degli Alleati, come fu confermato nel relativo processo avvenuto nell'immediato dopoguerra conclusosi con la piena assoluzione degli imputati.

A parte questo doloroso episodio, l'azione di sabotaggio delle formazioni tiburtine fu continua e si estese fino alla campagna romana.

Ciò comportò sanguinose ritorsioni nonché la distruzione di infrastrutture (come i ponti sull'Aniene, ad eccezione di quello Lucano antico) da parte dei nazisti in ritirata.

Fino agli anni settanta del XX secolo Tivoli rimase città a vocazione fortemente industriale e con una solida base operaia, orientata politicamente a sinistra, almeno nelle elezioni sovracomunali.

Nella fase di deindustrializzazione che seguì, vi fu anche forte e sentita la contrapposizione politica degli anni di piombo.

Numerosi furono gli estremisti di destra anche di rilevanza nazionale provenienti da Tivoli o legati alla città, che espresse comunque, anche per tutto il decennio 1970-80, un fortissimo e preponderante movimento operaio e studentesco legato al PCI e alla sinistra extra-parlamentare nelle sue diverse articolazioni.

Villa d’Este a Tivoli
Villa d’Este a Tivoli

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