Natale a Roma: mercatini, presepi, luminarie e messe
Il Natale a Roma non è una giornata sola: è un periodo lungo un mese, che si apre l’8 dicembre con la solennità dell’Immacolata e si chiude il 6 gennaio con l’Epifania. Dentro questo arco la città cambia ritmo due volte. Nella prima metà di dicembre si accendono le luminarie, si montano gli allestimenti in piazza Navona e sotto il colonnato di San Pietro, e il centro si riempie di romani che fanno i regali. Fra il 24 e il 26 dicembre, invece, Roma si svuota all’improvviso: i negozi chiudono, il traffico sparisce, i mezzi pubblici vanno a scartamento ridotto e restano aperte quasi soltanto le chiese. Chi arriva in città in questi giorni senza saperlo rischia di trovare serrande abbassate davanti a mete che dava per scontate. Le pagine che seguono mettono in fila che cosa succede davvero: l’omaggio del Papa alla colonna dell’Immacolata, l’albero e il presepe in piazza San Pietro, i presepi storici delle chiese e dei musei, il mercatino di piazza Navona, i biglietti gratuiti per le celebrazioni papali, che cosa resta aperto il 25 e il 26 dicembre e il 1 gennaio, come funzionano i trasporti e che cosa si mangia. Le date citate sono solo quelle fisse del calendario: i programmi delle singole edizioni cambiano ogni anno e vanno verificati sulle fonti ufficiali.
Il calendario: dall’Immacolata all’Epifania
Il periodo natalizio romano ha cinque date fisse: l’8 dicembre (Immacolata Concezione), il 25 dicembre (Natale), il 26 dicembre (Santo Stefano), il 1 gennaio (Maria Santissima Madre di Dio, festa civile di Capodanno) e il 6 gennaio (Epifania). Sono tutte festività di precetto e insieme giorni festivi a effetti civili, il che significa uffici chiusi, orario festivo dei trasporti e regole diverse per musei e negozi. Tutto il resto, dai mercatini alle luminarie ai concerti, si muove dentro questa cornice ma cambia di anno in anno.

Le date che non si spostano mai
L’8 dicembre apre di fatto la stagione: è il giorno in cui si accendono molte luminarie, in cui tradizionalmente si allestisce l’albero in casa e in cui a Roma si concentrano l’omaggio papale a piazza Mignanelli e l’inaugurazione delle principali mostre natalizie. Il 24 dicembre non è festivo per legge, ma dal primo pomeriggio la città si comporta come se lo fosse. Il 25 e il 26 sono i due giorni di chiusura più estesa dell’anno, insieme al 1 gennaio. Il 6 gennaio chiude il ciclo e coincide, per generazioni di romani, con la Befana di piazza Navona.
L’8 dicembre: l’omaggio del Papa a piazza di Spagna
L’8 dicembre il Papa si reca alla colonna dell’Immacolata, che non sta dentro piazza di Spagna ma nell’attigua piazza Mignanelli, davanti all’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede: la Diocesi di Roma indica come orario abituale dell’omaggio pontificio il pomeriggio, intorno alle 16, e fa risalire la consuetudine al 1953, con Pio XII. È una delle poche occasioni dell’anno in cui il Papa esce dal Vaticano per un appuntamento pubblico nel centro storico, e la zona viene chiusa al traffico e presidiata per diverse ore.
Il monumento e la sua storia
Il monumento fu inaugurato l’8 dicembre 1857, tre anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte di Pio IX (8 dicembre 1854). Il progetto è dell’architetto Luigi Poletti; la statua bronzea della Vergine che corona il fusto è opera dello scultore Giuseppe Obici. La colonna è antica: un fusto di marmo riutilizzato, riemerso da uno scavo settecentesco nella zona di Campo Marzio, che le fonti diocesane indicano intorno ai dodici metri di altezza. Il monumento si legge bene dalla scalinata di Trinità dei Monti e dal piano stradale di via dei Due Macelli.
I vigili del fuoco all’alba
Prima del Papa arrivano i pompieri. Il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Roma sale sul monumento la mattina presto, intorno alle 7, con l’autoscala, e depone una corona di fiori sul braccio della statua. Il gesto ricorda i vigili del fuoco che nel 1857 eressero materialmente la colonna: la Diocesi di Roma parla di 220 uomini impiegati. È un momento molto frequentato dai romani e molto meno dai turisti, e si vede bene senza transenne arrivando entro le 6.45.
Il pomeriggio del Papa
Nel pomeriggio il Papa depone fiori ai piedi del monumento e prega davanti alla Vergine. L’accesso all’area transennata è regolato dalle forze dell’ordine e non richiede biglietto, ma i varchi si saturano con largo anticipo e i controlli possono essere lunghi. Consigliamo di presentarsi almeno due ore prima e di mettere in conto che, se non si entra nel settore centrale, dell’omaggio si vedrà poco: in quel caso conviene spostarsi sulla scalinata, da cui si domina tutto il piazzale.
Che cosa vedere nella stessa giornata
Il Tridente l’8 dicembre è già completamente addobbato. A pochi minuti a piedi ci sono la Keats Shelley House ai piedi della scalinata, le vetrine di via dei Condotti e la passeggiata verso piazza del Popolo lungo via del Corso. Chi preferisce evitare la calca può salire al Pincio e rientrare da Villa Borghese: l’8 dicembre è giorno festivo e i musei statali seguono l’orario festivo, mentre i Musei Vaticani restano chiusi, perché la data rientra nel loro calendario di chiusure fisse.
L’albero e il presepe in piazza San Pietro
L’albero di Natale e il presepe monumentale in piazza San Pietro sono una tradizione recente: la nota storica della Sala Stampa vaticana la fa cominciare nel 1982, per espressa volontà di Giovanni Paolo II. Il presepe viene allestito ai piedi dell’obelisco vaticano, dentro l’abbraccio del colonnato del Bernini, e l’albero si colloca alla sua destra. L’abete è ogni anno il dono di una diversa regione montana europea, e ogni anno cambia anche il progetto del presepe, affidato a una comunità, a una diocesi o a un paese diverso.
Quando si accendono
L’inaugurazione, con l’accensione delle luci dell’albero e lo scoprimento del presepe, si svolge di norma nella prima metà di dicembre, in tarda giornata, alla presenza delle delegazioni che hanno donato albero e allestimento. La data esatta cambia di anno in anno e viene annunciata dal Bollettino della Sala Stampa poche settimane prima: non esiste un giorno fisso, e chi programma il viaggio su quella serata deve verificarlo. Allo stesso modo non è fissa la data di smontaggio: l’allestimento accompagna tutto il tempo natalizio, ma il giorno in cui viene rimosso va controllato di volta in volta. Per vedere albero e presepe non serve biglietto e non serve entrare in basilica: si resta in piazza, dove però i varchi di sicurezza formano code nelle ore centrali dei fine settimana di dicembre. La luce migliore per le fotografie è quella del tramonto.
Arrivare e proseguire
La fermata di metropolitana più vicina è Ottaviano, sulla linea A, da cui si cammina una decina di minuti; in alternativa la stazione ferroviaria di Roma San Pietro e le linee di superficie che percorrono via della Conciliazione e piazza Pia. Nella stessa passeggiata si incontrano Santo Spirito in Sassia, Castel Sant’Angelo e l’Auditorium Conciliazione, che in dicembre ospita spesso concerti natalizi. Chi vuole una visione d’insieme della Città del Vaticano può salire invece al Gianicolo, da cui la cupola si stacca sul profilo dei tetti.
I presepi storici e artistici di Roma
Roma conserva il più antico presepe scolpito che la storia dell’arte conosca, il gruppo marmoreo che Arnolfo di Cambio realizzò nel 1291 per Niccolò IV, oggi visibile gratuitamente in Santa Maria Maggiore. Intorno a quel nucleo la città ha costruito nei secoli una rete di presepi molto diversi fra loro: figure napoletane del Settecento, ricostruzioni popolari nate dentro un deposito comunale, esposizioni internazionali, un piccolo museo privato nei sotterranei di una chiesa. Quasi tutti sono a ingresso libero o a offerta, ma molti hanno orari stretti e vanno verificati prima di muoversi.
Il presepe di Arnolfo di Cambio a Santa Maria Maggiore
Il presepe di Arnolfo di Cambio è conservato nella basilica di Santa Maria Maggiore e si visita senza biglietto, insieme al resto della chiesa. Fu commissionato nel 1291 da papa Niccolò IV e scolpito in marmo. Del gruppo originale restano le figure di San Giuseppe, del bue, dell’asino e dei tre Magi; la Madonna con il Bambino che oggi si vede al centro è un’aggiunta della seconda metà del Cinquecento. Per circa quattro secoli le sculture stettero nell’Oratorio del Presepe, la cripta sotto la Cappella Sistina della basilica; dopo il restauro dei primi anni Duemila passarono al Museo della basilica e, dal Natale 2020, sono state ricollocate dentro la Cappella Sistina, presso l’altare di San Girolamo. La scelta fu dichiaratamente liturgica e non museale: il presepe è tornato a stare in un luogo di culto. La basilica è legata al Natale anche per un secondo motivo: sotto l’altare maggiore è custodita la reliquia venerata come la Sacra Culla, alcune tavolette di legno riferite dalla tradizione alla mangiatoia di Betlemme, da cui l’antico titolo di Santa Maria ad Praesepem; è una tradizione devozionale plurisecolare, non un dato archeologico accertato.
Il Bambinello di Santa Maria in Aracoeli
Il Santo Bambino di Santa Maria in Aracoeli è una statuetta lignea di circa sessanta centimetri che i romani chiamano da secoli er Pupo de Roma. La tradizione popolare vuole che sia stata intagliata alla fine del Quattrocento nel legno di un ulivo del Getsemani da un frate francescano, e che sia stata dipinta dagli angeli mentre l’autore dormiva: è appunto una tradizione, non un dato storico. La statua fu solennemente incoronata il 2 maggio 1895 dal cardinale Mariano Rampolla. Il Bambinello originale venne rubato nel febbraio del 1994 e non è mai stato ritrovato: quello che si vede oggi nella cappella del presepe è una copia, e questa è la prima cosa da sapere prima di salire i centoventiquattro gradini della scalinata.
I sermoncini dei bambini
La tradizione più viva dell’Aracoeli non riguarda la statua ma i bambini. Nei giorni fra Natale ed Epifania i più piccoli salgono su una pedana davanti al presepe e recitano poesie, preghiere e brevi sermoni rivolti al Bambinello, davanti ai genitori e a chiunque si trovi in chiesa. Alla statua arrivano lettere da tutto il mondo. Gli orari dei sermoncini non sono standardizzati e vanno chiesti in sacrestia. La basilica si raggiunge dalla scalinata dell’Aracoeli oppure, con meno fatica, dal Campidoglio, passando accanto ai Musei Capitolini e all’Altare della Patria.
Il presepe napoletano dei Santi Cosma e Damiano
La basilica dei Santi Cosma e Damiano, affacciata su via dei Fori Imperiali, conserva un grande presepe napoletano del Settecento con figure in terracotta alte all’incirca fra i trenta e i quaranta centimetri, vestite con stoffe e dipinte a mano. A differenza di quasi tutti gli altri, non viene smontato dopo le feste: resta allestito tutto l’anno in un ambiente annesso alla basilica. L’accesso al presepe e ai sotterranei può essere soggetto a un contributo e a orari diversi da quelli della chiesa: vanno verificati con la comunità religiosa che la officia. La posizione è comoda per chi visita i Mercati di Traiano, la Colonna Traiana o il Colosseo.
Il Presepe dei Netturbini
Il Presepe dei Netturbini si trova in via dei Cavalleggeri 5, a pochi minuti dal colonnato di San Pietro, e nacque nel 1972 per iniziativa di Giuseppe Ianni, operatore ecologico, insieme ad alcuni colleghi. Non è un diorama in miniatura da vetrina: l’impianto misura circa nove metri e mezzo di lunghezza e comprende un centinaio di casette in tufo illuminate, cinquantaquattro strade, tre fiumi, sette ponti e quattro acquedotti. È visitabile tutto l’anno ma solo su prenotazione, attraverso il servizio di prenotazione visite dell’azienda comunale dei rifiuti; sono disponibili una videoguida sottotitolata e una versione in lingua dei segni italiana. Ogni anno, nel periodo natalizio, il presepe riceve un rito di benedizione.
La mostra dei 100 Presepi
La mostra internazionale conosciuta a Roma come i 100 Presepi esiste davvero e si tiene oggi in Vaticano, con il titolo 100 Presepi in Vaticano: l’ingresso è gratuito e non serve prenotare. Nelle edizioni recenti raccoglie oltre centotrenta opere da una ventina di paesi, realizzate con i materiali più disparati, dalla carta giapponese alla fibra di banano al vetro. La rassegna ha cambiato sede più volte, dagli spazi espositivi di piazza del Popolo all’area di via della Conciliazione e infine al colonnato di piazza San Pietro. Apre di norma l’8 dicembre e chiude intorno all’Epifania, con orario continuato durante il giorno e chiusure anticipate il 24 e il 31 dicembre: sede, date e orari esatti cambiano di edizione in edizione e vanno letti sull’annuncio ufficiale dell’anno in corso.
Il Museo del Presepio
Il Museo tipologico internazionale del presepio Angelo Stefanucci è un museo privato nei sotterranei della chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, in via Tor de’ Conti 31/A, a due passi dal Foro di Augusto. Nato a metà degli anni Cinquanta per opera di Angelo Stefanucci e gestito dall’Associazione italiana amici del presepio, raccoglie decine di presepi da tutto il mondo insieme a libri, medaglie e francobolli a tema. È aperto con orari molto ristretti, che si ampliano a dicembre: va controllato il calendario delle aperture, perché fuori da quelle finestre il museo è chiuso.
I presepi nelle chiese: come orientarsi
Fra l’Immacolata e l’Epifania quasi tutte le chiese di Roma allestiscono un presepe, e molte lo fanno con figure antiche conservate in parrocchia. Non esiste un elenco ufficiale completo, e gli orari delle chiese non coincidono con quelli dei musei: molte chiudono a pranzo e riaprono nel tardo pomeriggio. Un itinerario ragionevole nel centro tocca Santa Maria sopra Minerva, Sant’Ignazio di Loyola, la chiesa del Gesù, San Marcello al Corso, San Lorenzo in Lucina e San Luigi dei Francesi. Consigliamo di non promettersi orari: si passa quando si è in zona, si entra se è aperto.
Il mercatino di piazza Navona: che cosa è rimasto
La fiera natalizia di piazza Navona esiste ancora, si svolge attorno alla fontana dei Quattro Fiumi e si chiude il 6 gennaio con l’arrivo della Befana, ma ha poco a che vedere con quella che i romani ricordano dagli anni Settanta e Ottanta. È il punto su cui più spesso ci vengono chieste conferme, e la risposta onesta è che la festa è stata fortemente ridimensionata, ha attraversato anni di sospensioni e di contenziosi amministrativi, ed è oggi un evento comunale con un numero di banchi molto inferiore a quello storico.
Da piazza Sant’Eustachio a piazza Navona
La fiera della Befana è documentata a Roma nell’Ottocento in piazza Sant’Eustachio, a poche decine di metri dall’attuale sede, e Giuseppe Gioachino Belli ne parla nei suoi sonetti. Il trasferimento a piazza Navona avvenne per il successo crescente della manifestazione, ma le fonti non concordano sulla data: alcune lo collocano negli ultimi decenni dell’Ottocento, altre nel Novecento. Ai banchi si vendevano dolci, giocattoli, statuine per il presepe, decorazioni per l’albero, calze da riempire e il carbone di zucchero, che è rimasto il souvenir più riconoscibile della festa.
I numeri e le polemiche
La vicenda amministrativa della fiera è pubblica e documentata. I posteggi erano storicamente 103; con la riforma del 2015 sono scesi a 55, di cui circa 48 di natura commerciale, e l’assegnazione fu sospesa dopo che una parte consistente delle postazioni risultò attribuita a persone riconducibili allo stesso gruppo familiare di ambulanti, con un intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione. Negli anni successivi si sono succeduti bandi, ricorsi al TAR, un sequestro dei banchi per violazione delle norme di sicurezza e almeno un anno senza mercatino. I bandi più recenti di Roma Capitale premiano nel punteggio giovani, donne e artigiani e spingono l’offerta verso l’artigianato. Chi arriva aspettandosi un mercatino in stile alpino resterà deluso: la piazza è bella, la fiera è piccola e la qualità merceologica è oggetto di critiche ricorrenti sulla stampa cittadina.
Che cosa si trova oggi
Nelle edizioni recenti la festa si apre nei primi giorni di dicembre e prosegue fino al 6 gennaio: per un’edizione recente l’amministrazione capitolina ha indicato l’apertura della piazza dalle 9 all’1 nei feriali e fino alle 2 nei prefestivi e festivi. Accanto ai banchi trovano posto spazi per associazioni e servizi pubblici, laboratori e letture per bambini curati dalle Biblioteche di Roma, spettacoli e concerti serali. Orari, numero di postazioni e programma cambiano ogni anno con il bando e vanno verificati sul sito di Roma Capitale.
Vale la pena ricordare che piazza Navona è in sé una delle cose migliori da vedere in dicembre, fiera o non fiera: la fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, la facciata borrominiana di Sant’Agnese in Agone e, sotto il livello stradale, lo Stadio di Domiziano, l’impianto che ha dato alla piazza la sua forma allungata. A pochi minuti ci sono il Pantheon, Campo de’ Fiori e Sant’Andrea della Valle.
Luminarie, vetrine e vie dello shopping
Le luminarie del centro di Roma sono finanziate in larga parte da sponsor privati selezionati con avviso pubblico del Comune, e questo spiega perché il disegno luminoso cambi sensibilmente da un anno all’altro: non esiste un allestimento storico ripetuto uguale. Le accensioni si concentrano fra fine novembre e l’8 dicembre e le luci restano in funzione fino all’Epifania, con asse principale il Tridente fra piazza del Popolo e piazza Venezia.
Via del Corso e il Tridente
Via del Corso è la spina dello shopping natalizio romano e nei fine settimana di dicembre diventa impraticabile nelle ore centrali: si cammina a passo d’uomo fra piazza Venezia e largo Chigi. Chi vuole percorrerla con calma la faccia la mattina presto o dopo le 20. Le vie laterali sono spesso più interessanti: via Frattina, via Borgognona, via della Croce e via del Babuino, tutte comprese fra piazza di Spagna e il Corso.
Via dei Condotti e il lusso
Via dei Condotti è la strada delle grandi maison e ogni dicembre ospita allestimenti luminosi finanziati dai marchi che vi hanno sede. È il punto in cui si concentrano le fotografie serali, con la prospettiva verso la scalinata e Trinità dei Monti sul fondo. La stessa logica vale per la Galleria Alberto Sordi, di fronte a piazza Colonna, che in dicembre allestisce sempre un albero sotto la volta liberty ed è una buona alternativa coperta nelle giornate di pioggia.
Piazza Venezia e il Campidoglio
L’albero istituzionale della città viene montato in piazza Venezia, davanti all’Altare della Patria e a fianco di Palazzo Venezia: è quello che i romani hanno imparato a commentare ogni anno sui social, dopo la celebre polemica sull’abete del 2017 ribattezzato Spelacchio. La piazza è un cantiere di lunga durata per i lavori della nuova linea metropolitana, quindi la circolazione pedonale nell’area cambia spesso. A due passi ci sono il Museo Nazionale del Palazzo Venezia e la salita al Campidoglio, con il Palazzo dei Conservatori.
Mercati veri, non mercatini
Chi compra per il cenone eviti le bancarelle turistiche e vada nei mercati rionali: il Nuovo Mercato Testaccio, il Nuovo Mercato Esquilino per le spezie e la frutta secca, il mercato di Campo de’ Fiori nel centro storico. Per l’usato e il vintage resta Porta Portese, la domenica mattina. Nei giorni prima del 24 i mercati alimentari sono affollatissimi già di prima mattina: è quando i romani comprano il pesce per la vigilia.
Le zone alternative al centro
Se il Tridente è troppo pieno, i quartieri offrono un Natale più praticabile: Trastevere con i vicoli addobbati intorno a Santa Maria in Trastevere, il rione Monti con le botteghe artigiane, Testaccio per mangiare, Coppedè per una passeggiata breve e insolita. L’EUR in dicembre ospita di solito una pista di pattinaggio sul ghiaccio e allestimenti luminosi attorno al laghetto.
Messa di mezzanotte, biglietti e Urbi et Orbi
I biglietti per le celebrazioni liturgiche presiedute dal Papa e per le udienze generali sono sempre gratuiti: lo afferma esplicitamente la Santa Sede, e chiunque li venda lo fa abusivamente. La richiesta si fa alla Prefettura della Casa Pontificia. Chi promette un accesso garantito a pagamento sta vendendo qualcosa che non può dare.
Come si chiedono i biglietti
Il canale ufficiale indicato oggi dalla Santa Sede per i fedeli laici è il portale online della Prefettura della Casa Pontificia, che gestisce la richiesta di biglietti per le udienze generali e per le celebrazioni liturgiche del Santo Padre: si crea un account, si sceglie la celebrazione e si inoltra la richiesta. Vescovi, sacerdoti e diaconi passano invece per l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, con una piattaforma dedicata. Molte guide descrivono ancora la vecchia procedura via lettera o fax con ritiro all’ufficio della Prefettura presso il Portone di Bronzo, sul lato destro del colonnato: quel riferimento resta valido come punto fisico, ma la prenotazione va oggi inoltrata dal portale. Per le celebrazioni del Natale le richieste si aprono con settimane di anticipo e il numero di posti è limitato: chi si muove a dicembre inoltrato difficilmente ottiene un biglietto.
Che cosa dà e che cosa non dà il biglietto
Il biglietto dà diritto all’ingresso, non a un posto assegnato: i settori si riempiono in ordine di arrivo e i controlli richiedono tempo. Per una celebrazione dentro la basilica conviene presentarsi due o tre ore prima dell’orario indicato. Non sono ammessi bagagli voluminosi, e non esiste un deposito bagagli comodo nelle vicinanze. L’abbigliamento deve rispettare le regole di accesso alla basilica: spalle e ginocchia coperte, per uomini e donne.
La Messa della notte di Natale
La cosiddetta Messa di mezzanotte in San Pietro non si celebra più a mezzanotte da molti anni, e il suo orario è cambiato più volte: in alcune annate recenti è stata fissata alle 19.30, in altre alle 22. Non esiste quindi un orario fisso da riportare, e qualunque guida ne indichi uno come stabile è inaffidabile: va letto ogni anno sul calendario delle celebrazioni pubblicato dalla Santa Sede. Lo stesso vale per le parrocchie romane, che celebrano la messa nella notte tra il 24 e il 25 con orari molto diversi fra loro, spesso preceduti da una veglia.
La Messa del giorno e l’Urbi et Orbi
Il 25 dicembre a mezzogiorno il Papa impartisce la benedizione Urbi et Orbi dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, preceduta da un messaggio: questo appuntamento, a differenza della messa notturna, ha un orario stabile nel tempo. Per assistere in piazza non serve biglietto, basta passare i controlli di sicurezza: la piazza si riempie nelle ore precedenti e chi arriva a ridosso di mezzogiorno resta in via della Conciliazione, dove comunque sono installati i maxischermi. La benedizione Urbi et Orbi, impartita solo in poche occasioni all’anno, è accompagnata dalla concessione dell’indulgenza plenaria alle condizioni previste dalla Chiesa.
Te Deum, primo gennaio ed Epifania
Il 31 dicembre nel tardo pomeriggio si celebrano in San Pietro i primi vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio con il canto del Te Deum di ringraziamento per l’anno trascorso; il Papa, per consuetudine, si reca poi in piazza San Pietro a visitare il presepe. Il 1 gennaio è la solennità di Maria Madre di Dio e insieme la Giornata mondiale della pace, con messa presieduta dal Papa in basilica nella mattinata. Il 6 gennaio si celebra la solennità dell’Epifania, sempre in San Pietro. Tutti questi orari vanno controllati sul calendario ufficiale: qui li indichiamo come collocazione nella giornata, non come orari certi.
Le altre basiliche
Chi non riesce a entrare in San Pietro ha alternative di grande rilievo liturgico e artistico. La cattedrale di Roma è San Giovanni in Laterano, con la vicina Scala Santa; le altre due basiliche papali sono Santa Maria Maggiore, che nella notte di Natale ha un legame diretto con la reliquia della Culla, e San Paolo fuori le Mura. Merita una sosta anche Santa Croce in Gerusalemme, con le reliquie della Passione. Nessuna di queste chiese pubblica un orario di messa natalizia stabile di anno in anno: vanno verificati sui siti delle singole basiliche nei giorni precedenti.
Che cosa è aperto e che cosa è chiuso
Il 25 dicembre i musei statali italiani sono chiusi per norma nazionale, mentre il 26 dicembre e il 6 gennaio sono regolarmente aperti; il 1 gennaio negli ultimi anni i luoghi della cultura statali hanno aperto, spesso con orario ridotto o pomeridiano. I Musei Vaticani seguono un calendario proprio e restano chiusi l’8, il 25 e il 26 dicembre e il 1 e il 6 gennaio. È la differenza che manda a vuoto più visite: il 26 dicembre il Colosseo apre e i Musei Vaticani no.
Musei statali
Colosseo, Foro Romano, Palatino, Galleria Borghese, Ostia Antica e gli altri istituti del Ministero della cultura chiudono il 25 dicembre. Il 24 e il 31 dicembre restano aperti ma con chiusura anticipata nel pomeriggio. Il 1 gennaio le aperture sono state confermate nelle ultime stagioni, con orari abbreviati: per la Galleria Borghese, che si visita solo su prenotazione a fasce orarie, la finestra del 1 gennaio è particolarmente stretta. La prima domenica del mese resta gratuita anche a gennaio, e cade nei primi giorni dell’anno: è una delle giornate più affollate della stagione.
Musei civici e Roma Capodarte
Il sistema dei Musei in Comune di Roma Capitale (Musei Capitolini, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma, Musei di Villa Torlonia e gli altri) chiude il 25 dicembre e riserva al 1 gennaio un programma dedicato, Roma Capodarte, con ingresso gratuito e un centinaio di iniziative distribuite fra le sedi museali, i siti archeologici e i municipi. Nelle edizioni recenti i musei principali hanno tenuto un orario prolungato pomeridiano e serale in quella giornata. È il modo migliore di passare il 1 gennaio a Roma, e non costa nulla.
Chiese, negozi, ristoranti
Le chiese sono aperte il 25 e il 26 dicembre, con orari dettati dalle celebrazioni: nelle ore delle messe la visita turistica è sospesa o fortemente limitata, e in molte basiliche l’accesso ai percorsi museali e agli scavi è chiuso. I negozi chiudono il 25 e in larga parte anche il 26 e il 1 gennaio; nel centro storico e nelle aree a vocazione turistica alcune attività restano aperte. I ristoranti che lavorano il 25 dicembre offrono quasi sempre un menù fisso di Natale a prezzo bloccato, con prenotazione obbligatoria: sono pochi e si riempiono con largo anticipo. Farmacie di turno e pronto soccorso funzionano normalmente.
I trasporti nei giorni anomali
Il servizio di trasporto pubblico romano cambia in modo rilevante fra il 24 dicembre e il 1 gennaio, e lo schema si è ripetuto con poche variazioni negli ultimi anni: il 24 dicembre la metropolitana chiude intorno alle 23.30 mentre bus e tram si fermano alle 21, con poche linee prolungate; il 25 dicembre il servizio è spezzato in due fasce, indicativamente dalle 8.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 21; il 26 dicembre si torna al normale orario festivo; il 31 dicembre la metropolitana prolunga fino alle 2.30 di notte per il Capodanno e alcune linee di superficie restano in servizio fino alla stessa ora; il 1 gennaio il servizio parte più tardi, intorno alle 8, e prosegue con orario festivo. Lo schema è stabile, ma i numeri precisi vanno confermati ogni anno sul piano di Natale dell’azienda di trasporto.
Muoversi in città e dagli aeroporti
Il 25 dicembre, con il trasporto pubblico a fasce, i taxi sono pochi e le attese lunghe: chi ha un volo o un treno in quelle ore prenoti il trasferimento con giorni di anticipo. Treni e bus da e per gli scali funzionano anche nei festivi con frequenze ridotte: le opzioni sono raccolte nella pagina sugli aeroporti di Roma e i collegamenti con il centro. In centro, fra l’8 dicembre e l’Epifania, le chiusure al traffico per manifestazioni e per la pedonalizzazione del fine settimana sono frequenti e vengono decise con ordinanze di pochi giorni.
Il cenone, il pranzo e i dolci romani
La tavola romana delle feste distingue nettamente la vigilia dal giorno di Natale: la sera del 24 è tradizionalmente di magro, senza carne, con il pesce come protagonista, mentre il 25 si mangia di grasso. È una distinzione che nasce dalla disciplina ecclesiastica del digiuno e che nelle case romane è sopravvissuta come abitudine gastronomica anche dove la motivazione religiosa si è persa.
La vigilia e il pranzo
Il menù classico della vigilia romana comprende il capitone, l’anguilla femmina di grandi dimensioni, fritto o in umido, il baccalà fritto in pastella, i broccoli, i carciofi e le vongole. Il 25 dicembre si apre invece con una minestra in brodo, tortellini o cappelletti, e si prosegue con l’abbacchio al forno con le patate. Nei giorni che precedono il 24 i banchi del pesce dei mercati rionali lavorano a pieno regime e i prezzi salgono: chi vuole comprare bene compra il 22 o il 23 la mattina presto. Il pranzo di Natale resta il pasto delle case: i ristoranti che lo propongono sono una minoranza e chi vuole mangiare fuori deve prenotare settimane prima.
I dolci della tradizione
Il dolce natalizio romano per eccellenza è il pangiallo, un impasto compatto di mandorle, noci, nocciole, pinoli, uvetta, canditi, miele e cioccolato, tenuto insieme da poca farina e ricoperto da una glassa gialla a base di zafferano. La tradizione popolare lo collega alle feste romane del solstizio d’inverno e al culto del Sole: è un racconto suggestivo e diffuso, ma non un dato storico accertato, e va preso per quello che è. Accanto al pangiallo si trovano il panpepato, di origine umbra ma ormai di casa a Roma, più speziato per la presenza di cannella, pepe nero, chiodi di garofano e noce moscata; i mostaccioli, biscotti duri che discendono dal mustaceum antico a base di mosto; le nociate e le nocchiate, torroncini di noci o nocciole con miele. Torrone e panettone completano la tavola, ma non sono romani di origine. Si conservano tutti bene per settimane, il che li rende un regalo pratico da portare via.
Il 6 gennaio: l’Epifania e la Befana
L’Epifania chiude il periodo natalizio ed è a Roma una festa doppia, religiosa e popolare: la mattina si celebrano le messe solenni nelle basiliche, il pomeriggio la Befana arriva in piazza Navona, dove nelle edizioni recenti il Comune ha fissato l’arrivo alle 14. La figura della Befana, vecchia che porta dolci ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi, è una tradizione popolare italiana innestata sulla festa cristiana dei Magi, non un personaggio del racconto evangelico.
La benedizione dall’Aracoeli
A Santa Maria in Aracoeli, il 6 gennaio, dopo la messa solenne il Bambinello viene portato in processione e la città riceve la benedizione dalla sommità della scalinata, che guarda verso piazza d’Aracoeli e il Campidoglio. È uno dei riti cittadini più antichi ancora praticati e uno dei meno pubblicizzati. Gli orari non sono standardizzati e vanno chiesti direttamente alla basilica.
Con i bambini
Il 6 gennaio è la giornata più adatta ai bambini di tutto il periodo: la piazza, i dolci, il carbone di zucchero, gli spettacoli. In alternativa, o in aggiunta, funzionano bene il Bioparco dentro Villa Borghese, il parco divertimenti Luneur Park e, per chi vuole spazio aperto senza biglietto, Villa Doria Pamphilj. Il Presepe dei Netturbini, con la sua scala di dettaglio, è un’attrazione che i bambini guardano molto più a lungo di un museo.
Fuori Roma, nel Lazio
Chi ha un giorno in più e vuole risalire all’origine della tradizione può andare a Greccio, nel Reatino, dove nel 1223 Francesco d’Assisi allestì la rappresentazione della Natività che è all’origine del presepe come lo conosciamo: il santuario è visitabile e nel periodo natalizio ospita rievocazioni. Nella stessa zona ci sono Rieti e l’abbazia di Farfa. Più vicino a Roma, Subiaco, Tivoli e Frascati organizzano presepi viventi e mercatini che cambiano ogni anno.
Tre mezze giornate, già organizzate
Il periodo natalizio ha giornate corte, chiusure imprevedibili e spostamenti lenti: conviene ragionare per mezze giornate tematiche invece che per liste di monumenti. I tre percorsi che seguono sono a piedi e compatibili con gli orari invernali.
Mattina vaticana
Partenza dalla metropolitana Ottaviano, piazza San Pietro con albero e presepe, la mostra dei presepi sotto il colonnato, la basilica se la fila lo consente, poi a piedi in via dei Cavalleggeri per il Presepe dei Netturbini se si è prenotato, e rientro verso il Tevere passando per Castel Sant’Angelo. I Musei Vaticani e i Giardini Vaticani richiedono una mattinata a sé e la prenotazione.
Pomeriggio dei presepi
Si comincia da Santa Maria Maggiore con il gruppo di Arnolfo di Cambio e la reliquia della Culla, si scende per il rione Monti, si passa al Museo del Presepio in via Tor de’ Conti se è aperto, si prosegue verso i Santi Cosma e Damiano per il presepe napoletano e si chiude salendo a Santa Maria in Aracoeli. Sono circa tre chilometri, quasi tutti in discesa, con vista sui Mercati di Traiano illuminati.
Sera delle luminarie
Dal tramonto: piazza del Popolo e Santa Maria del Popolo, via del Babuino fino a piazza di Spagna, via dei Condotti, la Fontana di Trevi, piazza Colonna e la Galleria Alberto Sordi, poi via del Corso fino a piazza Venezia. Con una deviazione si aggiungono il Pantheon e piazza Navona. Da fare dopo le 19, quando il Corso si è svuotato, mai fra le 16 e le 19 di sabato.
Se piove
Dicembre a Roma è mediamente piovoso. Le alternative coperte più solide sono i Musei Capitolini, il Museo di Roma, il Palazzo Venezia e, su prenotazione con largo anticipo, il Palazzo del Quirinale. Le chiese del centro, aperte e gratuite, restano il ripiego migliore: Sant’Ignazio, la chiesa del Gesù, Santa Maria sopra Minerva e Santa Maria in Cosmedin sono tutte a pochi minuti l’una dall’altra.
Domande frequenti sul Natale a Roma
Quando iniziano e quando finiscono le feste di Natale a Roma?
Il periodo natalizio a Roma va dall’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, al 6 gennaio, giorno dell’Epifania. L’8 dicembre si accendono le principali luminarie e il Papa rende omaggio alla colonna dell’Immacolata a piazza Mignanelli; il 6 gennaio la Befana arriva a piazza Navona e all’Aracoeli si benedice la città. Le date intermedie di mercatini, mostre e concerti cambiano ogni anno.
I biglietti per le celebrazioni papali di Natale sono a pagamento?
No: i biglietti per le udienze generali e per le celebrazioni liturgiche presiedute dal Papa sono sempre gratuiti, come dichiara espressamente la Santa Sede. Si richiedono alla Prefettura della Casa Pontificia, per i fedeli laici attraverso il portale online della Prefettura stessa. Chiunque li venda o prometta un accesso garantito a pagamento agisce abusivamente. I posti sono limitati e per il Natale le richieste vanno inoltrate con settimane di anticipo.
A che ora è la Messa di mezzanotte in San Pietro?
La Messa della notte di Natale in San Pietro non si celebra più a mezzanotte e non ha un orario fisso: in annate recenti è stata fissata alle 19.30 e in altre alle 22. L’orario esatto viene pubblicato ogni anno nel calendario delle celebrazioni della Santa Sede, di solito in novembre. Serve un biglietto gratuito della Prefettura della Casa Pontificia e conviene presentarsi due o tre ore prima per i controlli.
Il mercatino di Natale di piazza Navona esiste ancora?
Il mercatino di piazza Navona esiste ancora e si svolge di norma dai primi di dicembre al 6 gennaio, ma è molto ridimensionato rispetto al passato: i posteggi erano storicamente 103 e dalla riforma del 2015 sono scesi a 55. La fiera ha attraversato sospensioni, ricorsi e un anno senza allestimento, e i bandi recenti spingono verso l’artigianato. Chi si aspetta un mercatino di Natale in stile alpino resterà deluso.
Dove si vede il presepe più antico di Roma?
Il presepe più antico di Roma è il gruppo marmoreo scolpito da Arnolfo di Cambio nel 1291 per papa Niccolò IV, conservato nella basilica di Santa Maria Maggiore e visibile gratuitamente tutto l’anno. Dal Natale 2020 si trova dentro la Cappella Sistina della basilica, presso l’altare di San Girolamo. Del gruppo originale restano San Giuseppe, il bue, l’asino e i tre Magi; la Madonna con il Bambino risale al tardo Cinquecento.
Il Bambinello dell’Aracoeli che si vede oggi è quello originale?
No: il Santo Bambino di Santa Maria in Aracoeli esposto oggi è una copia, perché la statuetta lignea originale fu rubata nel febbraio del 1994 e non è mai stata ritrovata. L’originale, alto circa sessanta centimetri, era stato incoronato solennemente il 2 maggio 1895. La tradizione popolare, non confermata storicamente, lo voleva intagliato nel legno di un ulivo del Getsemani alla fine del Quattrocento.
I musei di Roma sono aperti il 25 e il 26 dicembre e il 1 gennaio?
I musei statali di Roma sono chiusi il 25 dicembre, aperti il 26 dicembre e il 6 gennaio, e nelle ultime stagioni hanno aperto anche il 1 gennaio con orario ridotto. I Musei Vaticani seguono un calendario diverso e restano chiusi l’8, il 25 e il 26 dicembre e il 1 e il 6 gennaio. I musei civici di Roma Capitale chiudono il 25 dicembre e il 1 gennaio partecipano a Roma Capodarte con ingresso gratuito.
Come funzionano metro e autobus a Roma il 25 dicembre?
Il 25 dicembre il trasporto pubblico di Roma funziona a fasce ridotte, indicativamente dalle 8.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 21, con una lunga interruzione pomeridiana. Il 24 dicembre bus e tram si fermano alle 21 e la metropolitana intorno alle 23.30; il 31 dicembre la metro prolunga fino alle 2.30. Lo schema si ripete di anno in anno, ma gli orari esatti vanno confermati sul piano di Natale pubblicato dall’azienda di trasporto.
Che cosa si mangia a Roma a Natale?
A Roma la vigilia del 24 dicembre è tradizionalmente di magro, con capitone, baccalà fritto, broccoli e carciofi, mentre il 25 si mangia minestra in brodo di tortellini o cappelletti e abbacchio al forno con le patate. I dolci tipici sono il pangiallo, ricco di frutta secca, miele e glassa allo zafferano, il panpepato speziato, i mostaccioli e le nociate. Panettone e torrone completano la tavola ma non sono di origine romana.
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