Auditorium Conciliazione
L'Auditorium Conciliazione è in Via della Conciliazione 4, a Roma, nel rione Borgo, a poche decine di metri da piazza San Pietro. Il centralino della struttura risponde allo 06 684391 e l'indirizzo di posta elettronica pubblicato dalla gestione è info@auditoriumconciliazione.it; gli uffici hanno recapito in Borgo Sant'Angelo 5. Non è un museo e non si visita: è una sala da concerto e da spettacolo, quindi si entra con il biglietto della serata. La biglietteria fisica di Via della Conciliazione 4 risulta chiusa, e i tagliandi si comprano online oppure ai punti vendita autorizzati indicati dal sito ufficiale; la sera dello spettacolo apre un banco vendita un'ora prima dell'inizio. In metropolitana la linea A serve la zona con le fermate Ottaviano e Lepanto, entrambe a un quarto d'ora di cammino; in superficie fermano in zona le linee di autobus 23, 40, 62, 64, 280 e 982, e le linee ferroviarie regionali FL3 e FL5 arrivano a San Pietro. In auto conviene mettere in conto un parcheggio a pagamento: piazza Adriana a sei minuti a piedi, il Terminal Vaticano di Via Urbano VIII 16 a cinque minuti, il Parking Gran Melia di Via del Gianicolo 2 a otto minuti, l'autorimessa di Via Vespasiano 17C a dieci minuti, piazza Cavour a nove. Il cartellone cambia stagione per stagione: date, titoli e prezzi si controllano sul sito ufficiale, auditoriumconciliazione.it, perché qui non li trovereste aggiornati al giorno in cui leggete.
Confronta le esperienze a Roma
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✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Se state costruendo una serata romana attorno a un concerto, la panoramica delle sale della città è raccolta nella pagina dei teatri di Roma, e vale la pena confrontare questa sala con l'altra grande macchina musicale cittadina, l'Auditorium Parco della Musica.
Che cosa è davvero l'Auditorium Conciliazione
Partiamo da un equivoco che sento ripetere a ogni gruppo. L'Auditorium Conciliazione non è una sala del Comune e non è una sala dello Stato italiano: è una sala ricavata dentro un palazzo della Santa Sede, in una via che nasce da un trattato fra due Stati. Questo spiega molte cose, a partire dal fatto che per anni lo stesso ambiente abbia ospitato sia le udienze del papa sia le sinfonie di Beethoven, e che oggi ci si trovi dentro un edificio che ai piani superiori ospita nunziature, ambasciate presso la Santa Sede e redazioni vaticane.
La funzione attuale è quella di un teatro polivalente di grande capienza: concerti sinfonici e da camera, musica leggera, danza, teatro, musical, proiezioni cinematografiche, premiazioni televisive, congressi, presentazioni aziendali e cene di gala. La gestione è affidata dal 2004 alla società I Borghi Srl, subentrata all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, e la riapertura al pubblico dopo i lavori è del 2005. Nei suoi primi vent'anni di gestione la sala dichiara circa duemila spettacoli e un'affluenza intorno ai duecentocinquantamila spettatori l'anno: numeri da grande teatro, non da sala di quartiere.
Mia opinione netta, da chi ci porta gruppi: l'Auditorium Conciliazione è la sala romana con il miglior rapporto fra acustica, comodità e posizione. Non ha il fascino architettonico contemporaneo della Cavea di viale de Coubertin, e chi cerca l'evento mondano spesso guarda altrove. Ma per sentire un'orchestra senza fare due cambi di metropolitana, e uscendo a piedi davanti al colonnato del Bernini, in città non c'è molto di meglio.

Come arrivare all'Auditorium Conciliazione
L'Auditorium Conciliazione in metropolitana
La linea A è quella giusta, ma nessuna fermata scarica davanti al portone. Da Ottaviano si scende in Via Ottaviano, si tiene la direzione della cupola e in dodici o quindici minuti si è in Via della Conciliazione: percorso semplice, tutto in piano, con il vantaggio di attraversare piazza San Pietro e di arrivare alla sala già con gli occhi pieni. Da Lepanto la distanza è simile e si passa per Castel Sant'Angelo, che di sera illuminato ripaga il quarto d'ora di cammino. Chi arriva da Termini prende la A in direzione Battistini e scende a una delle due. Chi arriva da Fiumicino ha due strade: il treno per Termini e poi la metropolitana, oppure il regionale FL1 con cambio a Trastevere per la FL3 o la FL5 e discesa alla stazione di San Pietro, da cui si risale a piedi in una decina di minuti.
L'Auditorium Conciliazione in autobus
Le linee che servono l'area sono la 23, la 40, la 62, la 64, la 280 e la 982. La 40 e la 64 sono le due direttrici che collegano Termini al Vaticano e sono anche le più affollate della città: se viaggiate con biglietti e portafogli in tasca, tenetevi le mani sulle borse, è un consiglio pratico e non un luogo comune. La 23 e la 280 corrono lungo il Tevere e sono la scelta più comoda per chi arriva da Trastevere, da Testaccio o da piazza Mancini. La 62 arriva dal centro passando per corso Vittorio. Nelle sere di spettacolo grosso, con millesettecento persone che escono insieme, la fermata sul Lungotevere si intasa in fretta: camminare cinque minuti in più verso piazza Cavour fa risparmiare venti minuti di attesa.
Arrivare a piedi all'Auditorium Conciliazione
Dal Pantheon si cammina per venticinque minuti passando da ponte Sant'Angelo, ed è uno dei tragitti serali più belli di Roma. Da piazza Navona sono venti minuti. Dal Gianicolo si scende in un quarto d'ora per Via del Gianicolo e Borgo Santo Spirito, con la cupola che compare e scompare fra i palazzi. Da Castel Sant'Angelo sono cinque minuti scarsi, in linea retta.
Parcheggiare vicino all'Auditorium Conciliazione
L'area è a traffico limitato in più punti e trovare posto su strada è un esercizio di ottimismo. Le quattro soluzioni che la gestione stessa indica sono l'area pubblica a pagamento di piazza Adriana a sei minuti, il Terminal Vaticano in Via Urbano VIII 16 a cinque minuti, il Parking Gran Melia in Via del Gianicolo 2 a otto minuti e l'autorimessa di Via Vespasiano 17C a dieci minuti; si aggiunge piazza Cavour a nove minuti. Il Terminal Vaticano è il più capiente ed è pensato per i pullman turistici, quindi nelle sere di spettacolo è quello che smaltisce meglio l'uscita. Tariffe e orari di chiusura notturna cambiano: verificateli al momento della prenotazione, perché ritrovare la sbarra abbassata a mezzanotte è la cosa peggiore che possa capitarvi dopo un bel concerto.
Biglietti e botteghino dell'Auditorium Conciliazione
La regola d'oro è una sola: il biglietto si compra prima. La biglietteria di Via della Conciliazione 4 risulta chiusa e la vendita passa dai canali online e dai rivenditori autorizzati che la struttura elenca sul proprio sito; la sera dello spettacolo apre un banco un'ora prima dell'inizio, ma per i titoli forti quel banco serve soprattutto al ritiro, non alla vendita. I prezzi variano moltissimo da serata a serata, perché la sala ospita sia concerti sinfonici sia stand up comedy sia musical: non esiste un listino unico dell'Auditorium Conciliazione, esiste il prezzo del singolo evento, pubblicato sulla pagina dell'evento.
Per chi ha bisogno di posti riservati alle persone con disabilità, la gestione chiede di scrivere all'indirizzo di posta della struttura quando la pagina dello spettacolo non riporta già le istruzioni. È una procedura che funziona, ma va fatta con qualche giorno di anticipo: i posti dedicati sono un numero chiuso e nelle serate forti finiscono.
Un'ultima raccomandazione da professionista: diffidate di chiunque vi proponga biglietti fuori dai canali indicati dalla struttura. Su una sala da millesettecento posti che fa il tutto esaurito diverse volte l'anno, il mercato parallelo esiste e i prezzi sono gonfiati anche di tre volte.

Gli spazi dell'Auditorium Conciliazione, uno per uno
La Sala Grande dell'Auditorium Conciliazione
È il motivo per cui si viene qui. La Sala Grande è stata rifatta da cima a fondo nella ristrutturazione conclusa nel 2005, su progetto dello studio Lazzarini Pickering, e oggi il sito ufficiale la indica intorno ai millesettecentocinquanta posti. La platea copre circa millecinquecento metri quadrati, il palcoscenico supera i trecento metri quadrati ed è servito da una sala regia e da uno schermo per la proiezione cinematografica di circa novanta metri quadrati, con impianto di amplificazione e diffusione sonora ad alta risoluzione. La sala è modulabile: un sistema di pannellature la riduce a circa mille posti o a circa cinquecento, così che un convegno da trecento persone non si perda dentro un catino vuoto.
L'acustica è la carta migliore. È una sala progettata per la musica sinfonica in un'epoca in cui il riverbero lungo era un valore, e la ristrutturazione l'ha corretta senza spegnerla: i legni si sentono, gli archi non si impastano, il parlato resta comprensibile anche nelle ultime file. La visibilità è buona quasi ovunque, con l'unica eccezione delle estremità laterali delle prime file, dove parte del palcoscenico resta coperto. Se potete scegliere, io prendo le file dalla dodicesima alla ventesima al centro: è lì che il suono arriva già amalgamato.
Il Foyer dell'Auditorium Conciliazione
Ottocento metri quadrati, dieci schermi che proiettano immagini e che servono anche a ritagliare lo spazio in ambienti più piccoli. Nella vita ordinaria è l'atrio dove si aspetta il secondo campanello; nella vita commerciale della struttura è una sala per convegni, conferenze stampa e cene di gala fino a quattrocento o cinquecento ospiti, e per cocktail in piedi fino a mille. È anche il luogo in cui la struttura mostra la sua natura doppia: la mattina un congresso farmaceutico, la sera il foyer di un concerto.
La Sala del Lucernario dell'Auditorium Conciliazione
Uno spazio raccolto, sulla destra del Foyer, coperto dal lucernario che gli dà il nome e valorizzato dalle opere fotografiche di Silvio Wolf, artista milanese che lavora da decenni sulla soglia fra luce e immagine. Serve per le riunioni ristrette, gli incontri con i relatori, le conferenze stampa a numero chiuso. È la stanza che i visitatori occasionali non vedono mai e che invece racconta meglio di ogni altra la scelta della gestione di trattare l'arte contemporanea come parte dell'arredo, non come una mostra a parte.
La Buvette dell'Auditorium Conciliazione
Sul lato opposto rispetto alla Sala del Lucernario, aperta per ogni evento pubblico o privato, la Buvette è uno spazio piccolo, da una ventina di posti a sedere, pensato per i cocktail e per i buffet in piedi dopo le conferenze stampa o prima degli spettacoli. Non aspettatevi un bar da stazione: è un ambiente curato, e nelle serate importanti diventa il punto in cui si incontra mezzo mondo dello spettacolo romano.
Il Chorus Cafè e Visionarea
Il complesso ospita due realtà che vivono di vita propria. Il Chorus Cafè è il ristorante bar dell'edificio, un salotto elegante a due passi dalla basilica, legato al nome di Massimo D'Addezio, barman premiato nel 2008 come Best Bar in the World nella graduatoria Best of the Best di Virtuoso, e a una cucina di taglio internazionale. Visionarea Art Space è invece lo spazio espositivo dedicato all'arte contemporanea, che negli anni ha presentato fotografi e artisti italiani e stranieri come Paolo Ventura, Massimo Vitali, Pier Paolo Calzolari e Julia Fullerton-Batten. Orari e mostre in corso cambiano di continuo e si controllano sui rispettivi siti.
Camerini, sala del coro e servizi tecnici
Sotto il livello della platea il complesso ha camerini, uffici amministrativi, uno studio di registrazione e una mediateca, oltre a una sala del coro di circa quattrocento metri quadrati. Sono ambienti chiusi al pubblico, ma spiegano perché questa sala continui a essere scelta per le riprese televisive: c'è tutto quello che serve a una produzione senza doverlo portare da fuori.

L'edificio che ospita l'Auditorium Conciliazione
Palazzo San Pio X, il contenitore
La sala è incassata dentro Palazzo San Pio X, l'isolato che occupa il lato sinistro di Via della Conciliazione salendo verso la basilica, di fronte al palazzo dell'Azione Cattolica. Fu costruito fra il 1948 e il 1950 su progetto di Marcello Piacentini e Giorgio Calza Bini, in tempo per il Giubileo del 1950, ed è una delle proprietà extraterritoriali della Santa Sede. Il nome corretto è Palazzo San Pio X, dal papa Giuseppe Sarto; la dicitura Palazzo Pio XII che si legge in giro è un errore consolidato. Ai piani alti oggi ci sono uffici del Dicastero per la Comunicazione, le redazioni dell'Osservatore Romano e di Vatican News, gli studi della Radio Vaticana e le ambasciate presso la Santa Sede di Canada e Taiwan.
L'idea originaria era quella di un grande fabbricato di servizio: uffici e un albergo per i pellegrini, nella logica di una via che doveva reggere il flusso degli anni santi. L'auditorium nacque come parte di quel programma, con la doppia destinazione di sala per udienze pontificie e di sala da concerto, e con un nome che per i primi anni fu Auditorium Pio.
La via della Conciliazione e la Spina di Borgo
Per capire l'Auditorium Conciliazione bisogna sapere che cosa c'era prima. Fino al 1936 fra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo si incuneava la Spina di Borgo, un fitto isolato medievale che nascondeva la basilica fino all'ultimo passo: si sbucava in piazza San Pietro all'improvviso, e il colonnato del Bernini esplodeva davanti agli occhi. Mussolini diede il primo colpo di piccone il 28 ottobre 1936, gli architetti Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli diressero il lavoro, e circa seicentomila metri cubi di edilizia storica sparirono. Con essi sparì piazza Scossacavalli, e palazzi come il Palazzo dei Convertendi e il Palazzo Rusticucci furono smontati e ricostruiti altrove, in versioni che agli originali somigliano solo in parte. La strada fu inaugurata per l'Anno Santo del 1950 e prese il nome dai Patti Lateranensi del 1929.
Il giudizio degli storici dell'architettura su quell'operazione resta severo, e lo condivido: l'effetto sorpresa del colonnato è stato barattato con una prospettiva monumentale che il Bernini non aveva previsto e che indebolisce la sua invenzione. Ma è anche il motivo per cui oggi esiste questa sala, e per cui la si raggiunge camminando lungo uno dei rettilinei più fotografati d'Europa. Chi vuole misurare la differenza può fare due passi verso Santo Spirito in Sassia e infilarsi nei vicoli superstiti di Borgo: lì la città vecchia c'è ancora.
La storia dell'Auditorium Conciliazione
1950: l'inaugurazione
La sala aprì nel 1950, l'anno del Giubileo, e fu inaugurata sotto il pontificato di Pio XII, che la utilizzò come aula per le udienze generali. Il concerto inaugurale della stagione sinfonica vide sul podio Fernando Previtali e al pianoforte Arthur Rubinstein: un debutto che in una Roma ancora piena di macerie valeva un manifesto politico oltre che musicale. Nelle prime stagioni salirono su quel palco Sergiu Celibidache, Paul Hindemith, Peter Maag, Ildebrando Pizzetti. Il repertorio era classico, il pubblico borghese, e la sala era, semplicemente, la sala da concerto della capitale.
1958: arriva Santa Cecilia
Nel 1958 problemi strutturali al Teatro Argentina costrinsero l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a cercare casa altrove, e la scelta cadde qui. Dalla stagione 1958-1959 l'Orchestra Sinfonica dell'Accademia prese residenza stabile nell'Auditorium Conciliazione, e dal 1982 anche la stagione di musica da camera si trasferì in questi ambienti. Per quarantacinque anni la musica sinfonica romana ha abitato dentro un palazzo della Santa Sede: un fatto che oggi sembra curioso e che allora parve naturale.
2003: la partenza per il Parco della Musica
Nel febbraio del 2003 l'attività concertistica dell'Accademia si spostò nell'Auditorium Parco della Musica progettato da Renzo Piano. La Conciliazione perse in un colpo solo la sua orchestra residente e il suo pubblico di abbonati. Fu un passaggio doloroso, e per un paio d'anni la sala rischiò di diventare un contenitore vuoto.
2004 e 2005: la rinascita
Nel 2004 la gestione passò dall'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica alla società I Borghi Srl, con la Provincia di Roma fra i soci. Seguirono dieci mesi di cantiere, con l'adeguamento degli impianti meccanici, elettrici e speciali e il rifacimento degli interni firmato dallo studio Lazzarini Pickering. La sala riaprì al pubblico il 29 aprile 2005 con la serata di premiazione dei David di Donatello, che quell'anno festeggiavano la cinquantesima edizione. Da allora la programmazione ha cambiato pelle: accanto alla classica sono entrati il teatro, la danza, il musical, la stand up, le anteprime cinematografiche e la televisione.
Il ventennale
Il 13 novembre 2025 la struttura ha celebrato i vent'anni della gestione attuale con un concerto della Cappella Musicale Pontificia Sistina, il coro del papa, in un programma che andava dal canto gregoriano alla musica contemporanea. Un modo elegante di ricordare che questa sala, prima ancora che un teatro, è una stanza della Santa Sede.

Che cosa si vede all'Auditorium Conciliazione
La programmazione dell'Auditorium Conciliazione è volutamente larga. Ci si trova la stagione sinfonica di formazioni ospiti, i recital pianistici, la musica da camera, ma anche il cantautorato italiano nei tour teatrali, il jazz, la world music, i corpi di ballo internazionali, il musical, la prosa, la comicità, le presentazioni di libri e le proiezioni con l'autore in sala. A questo si aggiunge la parte congressuale, che di giorno riempie la sala di convegni e assemblee.
Due appuntamenti hanno reso la sala familiare anche a chi non ci ha mai messo piede. Il primo è la cerimonia dei David di Donatello, il maggior premio del cinema italiano, che qui è tornata nel 2005 e che ha legato l'immagine della sala al tappeto rosso di Via della Conciliazione. Il secondo è il Concerto di Natale, la serata di musica e beneficenza trasmessa da Canale 5, che da anni si registra in questa sala e che porta ogni dicembre voci italiane e internazionali sotto la cupola acustica della Sala Grande.
Il consiglio pratico è sempre lo stesso: il calendario si consulta sul sito ufficiale prima di programmare la serata, perché una sala che fa duemila spettacoli in vent'anni cambia cartellone ogni settimana e qualunque elenco scritto oggi sarebbe vecchio domani. Chi vuole un confronto con le altre sale della città può partire dalla pagina dei teatri romani e guardare il Teatro Sistina per il musical, il Teatro Brancaccio per i tour dei cantautori e il Teatro dell'Opera di Roma per la lirica.
Una curiosità su Auditorium Conciliazione
La curiosità vera è che questa è stata l'aula delle udienze del papa prima che ne esistesse una costruita apposta. Dal 1950 in poi Pio XII ricevette qui i pellegrini nelle udienze generali, e la sala fu pensata proprio per quel doppio uso: una platea da riempire di fedeli il mercoledì e di abbonati alla sinfonica la sera. Solo nel 1971, con l'apertura dell'Aula Paolo VI progettata da Pier Luigi Nervi appena oltre il colonnato, la funzione pontificia si spostò e la Conciliazione rimase una sala da concerto e basta.
Il dettaglio che la rende interessante è architettonico. Una sala progettata per contenere migliaia di persone che ascoltano una voce sola, e una sala progettata per contenere migliaia di persone che ascoltano cento strumenti, hanno esigenze acustiche diverse: la prima vuole intelligibilità del parlato e riverbero corto, la seconda vuole riverbero lungo e amalgama. Piacentini e i suoi collaboratori dovettero tenere insieme le due cose, e il compromesso si sente ancora oggi in un ambiente che è molto chiaro sul parlato e insieme abbastanza generoso sugli archi. La ristrutturazione del 2004 e 2005 ha lavorato su quel compromesso invece di cancellarlo.
Aggiungo una seconda curiosità, minore ma parlante: il nome. Per i primi decenni la sala si chiamò Auditorium Pio, dal papa che l'aveva inaugurata. La formula Auditorium Conciliazione, che oggi è quella ufficiale, deriva dalla strada, e la strada deriva dai Patti Lateranensi. Nel nome di questa sala da concerto è dunque incastonato un trattato internazionale del 1929: capita a poche sale al mondo.
Una cosa che non ti dice nessuno su Auditorium Conciliazione
Che quasi nessuno guarda in alto, e che il vero spettacolo architettonico non è la sala ma l'ingresso. Il portale su Via della Conciliazione è disegnato con la stessa grammatica monumentale del resto della strada, travertino e proporzioni calibrate sulla prospettiva verso la basilica: se entrate correndo cinque minuti prima del secondo campanello, non ve ne accorgerete mai. Arrivate venti minuti prima, fermatevi sul marciapiede opposto e osservate la facciata del Palazzo San Pio X per intero. È il modo migliore per capire che state entrando in un edificio di Stato, non in un teatro di quartiere.
La seconda informazione che nessuno vi darà riguarda l'uscita. Quando la Sala Grande va esaurita, il deflusso di quasi millesettecento persone si riversa su un marciapiede stretto e su una strada dove il traffico serale è già sostenuto. Chi ha il treno o l'ultima metropolitana da prendere farebbe bene a sedersi vicino a un'uscita laterale, oppure ad accettare di perdere gli ultimi due minuti di applausi. Nelle sere di grandi eventi conviene anche sapere che il tratto di Via della Conciliazione davanti alla sala può essere chiuso per motivi di ordine pubblico, soprattutto se in Vaticano è in corso qualcosa: in quei casi il taxi non arriva sotto il portone e il punto di raccolta più realistico è piazza Pia o largo Giovanni XXIII.
Terza cosa, e forse la più utile: la sala si può vedere anche senza comprare un biglietto per uno spettacolo serale, perché ospita convegni aperti al pubblico, presentazioni e incontri gratuiti su iscrizione. Sono occasioni annunciate con poco preavviso e con poca pubblicità. Chi abita a Roma e vuole conoscere l'Auditorium Conciliazione senza spendere può tenere d'occhio il calendario ufficiale e cogliere una di quelle date.
Il consiglio che ti do per visitare Auditorium Conciliazione
Primo consiglio, sui posti. Nella Sala Grande la zona migliore è la platea centrale fra la dodicesima e la ventesima fila: abbastanza lontana dal palco perché il suono arrivi già fuso, abbastanza vicina perché si distinguano i volti. Le prime cinque file costano spesso di più e valgono meno, perché sotto il boccascena il bilanciamento dell'orchestra si sfalda e il collo se ne accorge dopo due ore. Le file laterali estreme scontano una porzione di palcoscenico coperta. Se il budget è stretto, preferite una fila arretrata al centro a una fila avanzata di lato: è un consiglio che ripeto a ogni gruppo e che quasi nessuno segue la prima volta.
Secondo consiglio, sui tempi. Arrivate quaranta minuti prima. Non per la coda, che di solito è ragionevole, ma perché il quarto d'ora in piazza San Pietro prima del concerto vale quanto il concerto. La piazza al tramonto, con il colonnato che si accende e i turisti che si diradano, è una delle cose più belle che Roma offra gratis, e dalla porta della sala sono trecento metri.
Terzo consiglio, sulla cena. La zona è una trappola per turisti e i ristoranti dei primi cento metri di Via della Conciliazione si equivalgono nel peggio. Se volete mangiare bene prima o dopo, attraversate verso Borgo Pio, la strada parallela a nord, oppure salite verso il quartiere Prati, dove la qualità sale e i prezzi scendono. In alternativa c'è il bar ristorante interno del complesso, che è una scelta comoda e curata, ma va prenotato.
Quarto, sull'abbigliamento. Non esiste un codice, si vede di tutto, ma nelle serate di gala e nelle premiazioni televisive il pubblico si veste, e presentarsi in tenuta da passeggiata vi farà sentire fuori posto. Nelle serate di musica leggera non ha nessuna importanza.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che questa sala è stata per quarantacinque anni la casa dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e che la storia della musica italiana del secondo Novecento è passata quasi tutta da qui. Lo sanno gli appassionati, lo dicono le guide, e poi si dimentica appena si nomina il Parco della Musica. Eppure fra il 1958 e il 2003 il cartellone di questa sala è stato il cartellone sinfonico della capitale: le prime esecuzioni italiane, i grandi direttori ospiti, le tournée delle orchestre straniere in visita a Roma passavano da Via della Conciliazione, non da altrove.
Il corollario poco citato è che quel trasferimento del 2003 non fu un trasloco indolore. Una sala da concerto non è un magazzino: ha un pubblico che ci si è abituato, un'acustica che gli interpreti conoscono a memoria, una rete di abitudini. Quando l'Accademia si spostò, la Conciliazione dovette reinventarsi da capo, e la scelta di puntare sulla contemporaneità in tutte le sue forme creative, dalla danza alla musica alle arti visive, nasce da lì. La stessa presenza di uno spazio espositivo permanente dedicato all'arte contemporanea dentro un auditorium è una conseguenza di quella crisi.
C'è poi un fatto che gli storici locali conoscono e che i visitatori ignorano: nel febbraio del 2001, prima ancora della ristrutturazione, questa sala ospitò una residenza settimanale dei Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado, ripresa dalle telecamere. Per una settimana l'orchestra considerata la migliore del mondo lavorò e suonò in una sala romana che di lì a due anni avrebbe perso la propria orchestra. È uno di quei cortocircuiti che rendono interessanti i luoghi.
La foto giusta da fare a Auditorium Conciliazione
La foto giusta non è quella della facciata, che da vicino si schiaccia e non rende. La foto giusta si fa dal marciapiede opposto, quello sul lato di Santa Maria in Traspontina, mettendosi in modo che l'ingresso dell'Auditorium Conciliazione occupi il primo piano a destra e la cupola di San Pietro chiuda il fondo della prospettiva. Serve un obiettivo moderatamente grandangolare e serve pazienza, perché sul rettilineo passano pullman in continuazione. L'ora giusta è quella che i fotografi chiamano ora blu: venti minuti dopo il tramonto, quando i lampioni della strada sono già accesi e il cielo non è ancora nero. In quel quarto d'ora il travertino diventa caldo, la cupola resta leggibile e le luci dell'ingresso si equilibrano con la luce naturale.
La seconda foto, quella che nessuno fa, è dall'interno del Foyer verso l'esterno, con i dieci schermi accesi alle spalle e la strada che si intravede oltre le vetrate. Racconta la doppia natura del posto meglio di qualunque ritratto della facciata.
Attenzione a una regola che vale ovunque e che qui viene fatta rispettare: durante gli spettacoli non si fotografa e non si riprende. Non è una formalità, è una questione di diritti sugli allestimenti e sulle esecuzioni, e il personale di sala interviene. Le fotografie si fanno prima del terzo campanello, negli spazi comuni, e dopo gli applausi finali se il personale lo consente. Se avete bisogno di scattare per lavoro, la strada corretta è chiedere l'accredito all'ufficio stampa della struttura con qualche giorno di anticipo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1950, l'inaugurazione. La sala apre nell'anno del Giubileo, dentro un palazzo appena terminato, su una strada appena terminata. Pio XII la usa come aula per le udienze generali e la città vi trova la sua nuova sala da concerto. Il concerto inaugurale della stagione sinfonica è diretto da Fernando Previtali, al pianoforte siede Arthur Rubinstein. Nelle stagioni immediatamente successive salgono sul podio Sergiu Celibidache, Paul Hindemith, Peter Maag e Ildebrando Pizzetti.
1958, il trasferimento di Santa Cecilia. I problemi strutturali del Teatro Argentina spingono l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a trasferire qui la propria stagione sinfonica a partire dall'anno concertistico 1958-1959. È l'avvenimento che cambia la natura del luogo: da sala polifunzionale diventa la sala sinfonica di Roma.
1971, la fine della funzione pontificia. Con l'entrata in servizio dell'Aula delle udienze progettata da Pier Luigi Nervi, le udienze generali lasciano questa sala. L'Auditorium Conciliazione resta un teatro a tutti gli effetti.
1982, arriva anche la musica da camera. La stagione cameristica dell'Accademia si sposta in questi ambienti, completando il trasferimento delle attività concertistiche.
Febbraio 2001, i Berliner Philharmoniker. Claudio Abbado porta qui l'orchestra di Berlino per una residenza di una settimana, filmata. È uno degli episodi più alti della storia recente della sala.
Febbraio 2003, la partenza. L'attività concertistica di Santa Cecilia si trasferisce all'Auditorium Parco della Musica. Finiscono quarantacinque anni di residenza.
2004, il cambio di gestione. La società I Borghi Srl subentra all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, con la Provincia di Roma fra i soci, e apre un cantiere di dieci mesi.
29 aprile 2005, la riapertura. La sala rinnovata riapre al pubblico con la cerimonia dei David di Donatello, alla cinquantesima edizione del premio. Da quella sera la Conciliazione torna nel circuito degli eventi televisivi nazionali.
Gli anni della seconda vita. Dal 2006 in poi il palco ospita, fra i tanti, i concerti di Ennio Morricone, il lavoro di direttori come Lorin Maazel, la danza di Roberto Bolle e della Martha Graham Dance Company, i concerti di Franco Battiato, Ornella Vanoni, Anastacia e dei Simple Minds, oltre alle anteprime cinematografiche e alle cerimonie di premiazione. Il Concerto di Natale trasmesso da Canale 5 porta ogni dicembre la sala nelle case italiane.
13 novembre 2025, il ventennale. La Cappella Musicale Pontificia Sistina, il coro del papa, celebra i vent'anni della gestione con un programma che attraversa quindici secoli di musica sacra, dal canto gregoriano al repertorio contemporaneo.

Chi è passato da Auditorium Conciliazione
L'elenco è lungo e attraversa mondi che non si parlano. Cominciamo dai papi: Pio XII inaugurò la sala e vi tenne udienze per anni, e i suoi successori la usarono fino al 1971, quando la funzione passò all'aula di Nervi. La presenza pontificia non si è mai interrotta del tutto, perché il coro della Cappella Sistina è tornato a cantare qui nel novembre 2025 per il ventennale.
Poi i direttori d'orchestra. Fernando Previtali diresse il concerto inaugurale della stagione sinfonica. Nelle prime stagioni passarono Sergiu Celibidache, il compositore e direttore Paul Hindemith, lo svizzero Peter Maag, l'italiano Ildebrando Pizzetti. Negli anni della residenza di Santa Cecilia salirono su quel podio Leonard Bernstein, Herbert von Karajan, Igor Stravinskij, Aldo Ceccato, Giuseppe Sinopoli, Riccardo Muti, Myung-Whun Chung. Nel 2001 arrivò Claudio Abbado con i Berliner Philharmoniker. Dopo la riapertura la sala ha ospitato anche Lorin Maazel.
Al pianoforte, il nome che apre la lista è quello di Arthur Rubinstein, presente alla serata inaugurale del 1950: uno dei pianisti più importanti del secolo in una Roma che si stava rialzando dalla guerra.
Nella seconda vita della sala, dopo il 2005, il registro cambia. Ennio Morricone vi ha diretto le proprie musiche fra il 2006 e il 2008, in quella stagione di concerti che lo trasformò da autore di colonne sonore a fenomeno da teatro pieno. Roberto Bolle vi ha danzato, così come la compagnia fondata da Martha Graham. Franco Battiato, Ornella Vanoni, Anastacia e i Simple Minds vi hanno cantato. La cerimonia dei David di Donatello vi ha portato, anno dopo anno, quasi tutto il cinema italiano, dai registi agli attori alle maestranze tecniche. Il Concerto di Natale vi ha fatto passare decine di voci italiane e internazionali.
Un nome merita una riga a parte: Silvio Wolf, l'artista le cui opere fotografiche accompagnano la Sala del Lucernario. Non è un passaggio, è una presenza permanente, e vale come dichiarazione di intenti di una gestione che ha scelto di trattare l'arte contemporanea come parte della casa.
Accessibilità dell'Auditorium Conciliazione
La struttura è parzialmente accessibile alle persone con disabilità motoria: il percorso presenta alcuni gradini e alcune rampe, e un ascensore consente di raggiungere le sale del primo piano. La platea dispone di posti riservati, in numero limitato, che si prenotano contattando la struttura quando la pagina dell'evento non riporta già la procedura. Il consiglio pratico è di muoversi con almeno tre o quattro giorni di anticipo e di indicare se serve un posto per l'accompagnatore.
Per chi ha difficoltà di deambulazione ma non usa la carrozzina, il punto delicato è il tratto fra il parcheggio e l'ingresso: piazza Adriana e il Terminal Vaticano sono a cinque o sei minuti di cammino su marciapiedi regolari, mentre il percorso dal Gianicolo comporta una discesa impegnativa. In taxi si può arrivare quasi al portone, salvo chiusure straordinarie della strada.
L'Auditorium Conciliazione con i bambini
Dipende dallo spettacolo, e la sala non pubblica un'età minima valida per tutto. In generale i musical, i concerti pomeridiani e le proiezioni sono adatti dai sei o sette anni in su; i concerti sinfonici serali, che durano due ore con intervallo, mettono alla prova anche gli adulti. Una regola pratica che uso con le famiglie: se lo spettacolo finisce dopo le ventidue e trenta, valutate bene, perché il rientro a casa da Via della Conciliazione non è immediato in nessuna direzione.
Il vantaggio, con i bambini, è la posizione. Si può costruire il pomeriggio con una passeggiata in Città del Vaticano, una sosta al Castello e poi il teatro. Il difetto è che nei dintorni immediati non c'è un vero spazio verde dove farli correre prima dello spettacolo: il primo è il giardino di Castel Sant'Angelo, dall'altra parte del Lungotevere.
Cosa vedere vicino all'Auditorium Conciliazione
Dieci minuti a piedi coprono una quantità di cose che altrove richiederebbe una giornata. La Basilica di San Pietro è a trecento metri, con il colonnato del Bernini che chiude la prospettiva della strada. I Musei Vaticani e la Cappella Sistina hanno l'ingresso in viale Vaticano, sul lato opposto delle mura, a una ventina di minuti di cammino. I Giardini Vaticani si visitano solo su prenotazione e con accompagnamento. Castel Sant'Angelo è a cinque minuti e la sua terrazza regala la vista migliore sulla città. Santo Spirito in Sassia, con l'antico ospedale, è a due passi lungo Borgo Santo Spirito. Salendo, il Gianicolo offre il belvedere e il colpo di cannone di mezzogiorno. Verso il centro, oltre il ponte, si arriva in un quarto d'ora a piazza Navona e in venti minuti alla Camera dei Deputati a Montecitorio.
Quando andare all'Auditorium Conciliazione
La stagione forte va da ottobre a maggio, con il picco fra novembre e aprile. In estate l'attività si dirada, perché Roma sposta la musica all'aperto e la concorrenza delle arene è insostenibile per qualunque sala al chiuso. Dicembre è il mese più affollato, per via delle registrazioni televisive e dei concerti natalizi, e anche il più difficile per il traffico della zona: se venite nella settimana prima di Natale, calcolate mezz'ora in più per arrivare.
Il giorno della settimana conta meno che altrove, perché il pubblico è in larga parte cittadino. L'orario tipico di inizio è la sera presto, ma cambia con il genere: le premiazioni televisive hanno orari dettati dal palinsesto e possono chiedere l'ingresso con molto anticipo. Il periodo peggiore in assoluto per chi vuole muoversi con calma è quello dei grandi eventi vaticani, quando la strada viene chiusa e la zona diventa impraticabile ai mezzi.

Domande veloci su Auditorium Conciliazione
Dove si trova l'Auditorium Conciliazione
In Via della Conciliazione 4, 00193 Roma, nel rione Borgo, a trecento metri da piazza San Pietro. Gli uffici della struttura hanno recapito in Borgo Sant'Angelo 5.
Qual è il numero di telefono dell'Auditorium Conciliazione
Il centralino pubblicato dalla struttura è 06 684391. L'indirizzo di posta elettronica è info@auditoriumconciliazione.it.
Quanti posti ha l'Auditorium Conciliazione
La Sala Grande supera i millesettecentocinquanta posti nella configurazione piena; il dato indicato oggi dalla struttura è di poco superiore a millesettecentocinquanta. La sala è modulabile con un sistema di pannellature a circa mille o a circa cinquecento posti.
Come si arriva all'Auditorium Conciliazione con i mezzi pubblici
Metropolitana linea A, fermate Ottaviano o Lepanto, poi dodici o quindici minuti a piedi. Autobus 23, 40, 62, 64, 280 e 982. Treni regionali FL3 e FL5 con discesa alla stazione di San Pietro.
Dove si comprano i biglietti per l'Auditorium Conciliazione
Online e presso i rivenditori autorizzati indicati dalla struttura sul proprio sito ufficiale. La biglietteria di Via della Conciliazione 4 risulta chiusa; la sera dello spettacolo apre un banco vendita un'ora prima dell'inizio.
Quanto costa un biglietto per l'Auditorium Conciliazione
Non esiste un prezzo unico: ogni spettacolo ha il proprio listino, perché la sala ospita generi molto diversi. Il prezzo si legge sulla pagina dell'evento sul sito ufficiale.
A che ora apre il botteghino dell'Auditorium Conciliazione
Nelle sere di spettacolo il banco vendita apre un'ora prima dell'inizio. Fuori dagli orari di spettacolo la biglietteria fisica non è operativa.
L'Auditorium Conciliazione è accessibile in sedia a rotelle
È parzialmente accessibile: ci sono alcuni gradini e alcune rampe, e un ascensore serve le sale del primo piano. I posti riservati sono in numero limitato e si prenotano scrivendo alla struttura, con qualche giorno di anticipo.
Si possono fare fotografie all'Auditorium Conciliazione
Negli spazi comuni sì, prima e dopo lo spettacolo. Durante le rappresentazioni fotografie e riprese non sono consentite. Per scattare a fini professionali si chiede l'accredito all'ufficio stampa.
Quanto dura uno spettacolo all'Auditorium Conciliazione
Dipende dal genere. Un concerto sinfonico dura in genere due ore con un intervallo, un concerto di musica leggera fra novanta minuti e due ore, uno spettacolo teatrale intorno ai cento minuti. Le cerimonie televisive possono superare le tre ore.
Serve prenotare per visitare l'Auditorium Conciliazione
L'Auditorium Conciliazione non si visita come un monumento: si entra con il biglietto di uno spettacolo o con l'iscrizione a un convegno aperto al pubblico. Non esistono visite guidate ordinarie dell'edificio.
Qual è il posto migliore in sala all'Auditorium Conciliazione
La platea centrale fra la dodicesima e la ventesima fila. Le prime file sono troppo sotto il palcoscenico e le laterali estreme perdono una porzione di scena.
C'è il guardaroba all'Auditorium Conciliazione
Il servizio di guardaroba viene attivato in base all'evento e alla stagione. Nelle serate invernali con grande affluenza è di norma disponibile; conviene verificarlo sulla pagina dello spettacolo o chiedendo al personale all'ingresso.
C'è un bar o un ristorante all'Auditorium Conciliazione
Sì. Il complesso ospita il Chorus Cafè, bar e ristorante, e dispone della Buvette per i cocktail e i buffet legati agli eventi. Per il ristorante conviene prenotare.
Dove si parcheggia vicino all'Auditorium Conciliazione
Area pubblica a pagamento di piazza Adriana a sei minuti, Terminal Vaticano in Via Urbano VIII 16 a cinque minuti, Parking Gran Melia in Via del Gianicolo 2 a otto minuti, autorimessa di Via Vespasiano 17C a dieci minuti, piazza Cavour a nove minuti.
L'Auditorium Conciliazione è adatto ai bambini
Dipende dallo spettacolo. Musical, proiezioni e concerti pomeridiani funzionano dai sei o sette anni; i concerti sinfonici serali sono impegnativi. Considerate anche l'orario di uscita e il rientro.
Che differenza c'è fra l'Auditorium Conciliazione e l'Auditorium Parco della Musica
Sono due strutture diverse e distanti. L'Auditorium Conciliazione è una sala unica da oltre millesettecento posti dentro un palazzo della Santa Sede a Borgo; il Parco della Musica, in viale de Coubertin, è un complesso di tre sale progettato da Renzo Piano con una cavea all'aperto, ed è la sede dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003.
Chi gestisce l'Auditorium Conciliazione
La società I Borghi Srl, dal 2004, subentrata all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. La riapertura al pubblico dopo i lavori è del 2005.
Di chi è l'edificio dell'Auditorium Conciliazione
Della Santa Sede. La sala è dentro Palazzo San Pio X, una delle proprietà extraterritoriali della Santa Sede, costruito fra il 1948 e il 1950 su progetto di Marcello Piacentini e Giorgio Calza Bini.
Perché si chiama Auditorium Conciliazione
Dal nome della strada, Via della Conciliazione, che ricorda i Patti Lateranensi del 1929. Nei primi decenni la sala era nota come Auditorium Pio, dal nome di Pio XII che la inaugurò.
Il papa ha mai tenuto udienze all'Auditorium Conciliazione
Sì. Dal 1950 e fino al 1971 la sala funzionò anche come aula per le udienze pontificie, prima che entrasse in servizio l'Aula delle udienze progettata da Pier Luigi Nervi.
Dove si tiene la cerimonia dei David di Donatello
La sede è cambiata nel tempo. L'Auditorium Conciliazione ha ospitato la cerimonia dalla riapertura del 29 aprile 2005, che coincise con la cinquantesima edizione del premio. La sede dell'edizione in corso si verifica ogni anno sui canali ufficiali del premio.
Si può affittare l'Auditorium Conciliazione per un evento
Sì. La struttura ha un ufficio commerciale dedicato a congressi, convegni, assemblee, presentazioni e cene di gala, e mette a disposizione la Sala Grande modulabile, il Foyer da ottocento metri quadrati, la Sala del Lucernario e la Buvette.
Quanto ci si mette a piedi dall'Auditorium Conciliazione a San Pietro
Tre o quattro minuti. La basilica è in fondo alla strada, a circa trecento metri.
C'è una mostra d'arte all'Auditorium Conciliazione
Il complesso ospita Visionarea Art Space, spazio dedicato all'arte contemporanea, con un programma di mostre proprio. Calendario e orari si controllano sul sito di Visionarea.
Quando conviene andare all'Auditorium Conciliazione
Fra ottobre e maggio, con la programmazione più densa da novembre ad aprile. In estate l'attività si riduce. Dicembre è il mese più affollato e il più complicato per la viabilità della zona.

Il mio giudizio finale sull'Auditorium Conciliazione
Ci accompagno gruppi da anni e ogni volta faccio la stessa cosa: li porto in piazza San Pietro mezz'ora prima, li lascio guardare il colonnato, poi li faccio rientrare per il concerto. Quella sequenza, la piazza e poi la sala, è il motivo per cui consiglio l'Auditorium Conciliazione a chi ha una sola serata romana da spendere in musica. Non è la sala più moderna della città e non è la più alla moda. È però l'unica in cui si esce dal secondo tempo e ci si ritrova, dopo cinquanta passi, davanti alla basilica illuminata. Se dovessi scegliere una sola cosa da fare qui, sceglierei un concerto sinfonico di novembre, platea centrale, e una passeggiata sul ponte al ritorno.
Per chi organizza una serata di questo tipo dentro un viaggio più ampio, la squadra di TourLeaderPro a Roma costruisce itinerari su misura e cura anche le esperienze esclusive per piccoli gruppi. Chi viaggia in inglese trova su ItalyPlanner la guida alle cose migliori da fare a Roma, un itinerario di tre giorni e il confronto fra le formule di visita del Vaticano, utile a chi vuole abbinare la mattina ai Musei e la sera al concerto.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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