Giardini Vaticani

I Giardini Vaticani occupano 23 ettari della Città del Vaticano, poco più della metà dell'intera superficie dello Stato (0,23 chilometri quadrati su 0,44), e si visitano soltanto con le formule ufficiali dei Musei Vaticani: la visita guidata a piedi di circa due ore, il tour in open bus con audioguida (biglietto intero 37,00 euro, ridotto 23,00 euro, durata di circa 45 minuti) e, il sabato, l'itinerario completo in treno verso Castel Gandolfo (intero 43,00 euro, ridotto 38,00 euro). Tutte le formule comprendono nello stesso giorno anche l'ingresso ai Musei Vaticani e alla Cappella Sistina e si prenotano esclusivamente sulla biglietteria ufficiale online dei Musei, tickets.museivaticani.va: nessun altro canale vende l'accesso ai giardini. Le visite si svolgono dal lunedì al sabato secondo il calendario vaticano, con partenza dall'ingresso dei Musei Vaticani in viale Vaticano; ci si arriva con la metro A (fermate Ottaviano o Cipro), con il tram 19 e il bus 49 su piazza Risorgimento, con i bus 40 e 64 da Termini scendendo a ridosso di San Pietro. Servono un documento di identità e un abbigliamento adeguato, come per le aree sacre.

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Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

Bus hop-on hop-off

Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

Trevi, Pantheon e piazze

Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Tour in e-bike✦ Senza fatica

Tour in e-bike

Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Food tour✦ Vieni affamato

Food tour

Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

Bar hopping e vita notturna

Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

Vespa e Ape Calessino

In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

Tour in sidecar

Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

Capri e Costiera Amalfitana

Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

Segway e monopattino

Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Questa guida fa parte delle pagine vaticane di Estate Romana: l'inquadramento generale dello Stato, con confini, ingressi e curiosità istituzionali, si trova nella scheda dedicata alla Città del Vaticano.

Giardini Vaticani
Giardini Vaticani

Che cosa sono i Giardini Vaticani

Chi immagina un parco pubblico con i cancelli aperti resta spiazzato: i Giardini Vaticani sono il giardino privato di un capo di Stato, curato da giardinieri professionisti dipendenti del Governatorato, e insieme il quartiere verde in cui lo Stato più piccolo del mondo ha concentrato quasi tutti i suoi servizi. Dentro i 23 ettari lavorano il Palazzo del Governatorato con i suoi uffici, il Tribunale, la direzione della Radio Vaticana, la stazione ferroviaria, l'eliporto, il Collegio Etiopico, l'edificio dell'ex Specola e il monastero Mater Ecclesiae. I Musei Vaticani separano i giardini dalla zona settentrionale dello Stato, quella dei servizi economici e dei Palazzi Apostolici; a sud e a ovest la cinta muraria segna il confine con Roma, e dai vialetti più alti del colle si domina la città fino ai Castelli Romani.

Il visitatore attraversa in sequenza tre modi diversi di intendere il giardino, un bosco, un orto, due chilometri di storia dell'acqua condotta e scolpita, e lo fa camminando accanto a edifici in piena attività: il furgone della Floreria che passa, i gendarmi in bicicletta, i tecnici della Radio. Questa convivenza fra rappresentanza e vita quotidiana è, a mio giudizio, la cosa più istruttiva dell'intera visita: nessun altro giardino monumentale di Roma è anche il cortile operativo di uno Stato sovrano.

Come si visitano davvero i Giardini Vaticani

Sgombro il campo dall'equivoco più frequente: nei Giardini Vaticani non si entra da soli, mai, in nessuna stagione. L'accesso avviene soltanto in visita accompagnata, con tre formule ufficiali, e i posti sono contingentati: in alta stagione conviene prenotare con settimane di anticipo.

La visita guidata a piedi dei Giardini Vaticani

La formula classica: circa due ore in gruppo con una guida dei Musei Vaticani, lungo un percorso che tocca i tre stili di giardino, le fontane monumentali, la Grotta di Lourdes, la Casina di Pio IV e i punti panoramici sulla cupola. Si cammina parecchio, in parte su ghiaia e su salite dolci ma continue: il colle vaticano è pur sempre un colle, e le scarpe comode contano più del cappello. Il biglietto comprende anche la visita libera dei Musei Vaticani nello stesso giorno. Per il listino di questa formula rimando alla biglietteria ufficiale, perché le tariffe variano per tipologia e diritti di prenotazione; i prezzi che ho indicato in apertura per open bus e treno vengono dai fogli informativi ufficiali dei Musei.

Il tour dei Giardini Vaticani in open bus

Il giro panoramico su mezzo ecologico scoperto dura circa 45 minuti e costa 37,00 euro (ridotto 23,00), con audioguida in sette lingue: italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese, russo e portoghese. È la scelta giusta per chi cammina poco o ha tempi stretti, con alcune avvertenze precise che vengono dal regolamento ufficiale: non è ammesso ai bambini sotto i 6 anni, non è accessibile alle persone in sedia a ruote, la cintura di sicurezza è obbligatoria e non si scende dal mezzo durante il percorso. Il tour è confermato anche con condizioni meteorologiche avverse: chi prenota d'inverno lo tenga presente. Nel biglietto è compresa la visita libera di Musei e Cappella Sistina, valida solo il giorno di emissione.

Il sabato del treno: dai Giardini Vaticani a Castel Gandolfo

La formula più ricca è il full day del sabato, dalle 11:00 alle 17:18 circa: ingresso riservato ai Musei con audioguida, trasferimento a piedi attraverso i giardini, viaggio su convoglio elettrico dedicato dalla stazione ferroviaria della Città del Vaticano fino a Castel Gandolfo, navetta per le Ville Pontificie e tour del Giardino Barberini con audioguida, poi rientro in treno. Costa 43,00 euro (ridotto 38,00), con una formula famiglia intelligente: i genitori pagano l'intero, il primo figlio il ridotto, dal secondo figlio in poi è gratuito, come i bambini da 0 a 5 anni. Chi vuole approfondire la destinazione trova su questo sito le schede di Castel Gandolfo e di Albano Laziale. Per me è il miglior acquisto ferroviario possibile in Italia: si parte dall'unica stazione al mondo costruita per un solo passeggero di riguardo.

Dove e come si prenota la visita ai Giardini Vaticani

Un solo canale: la biglietteria ufficiale online dei Musei Vaticani, tickets.museivaticani.va, raggiungibile anche dal sito museivaticani.va. I biglietti dei tour dei giardini non sono rimborsabili e i posti finiscono in fretta nei ponti di primavera e in autunno. Diffidate dei rivenditori che promettono ingressi liberi ai giardini: quel prodotto non esiste, e ciò che comprate altrove è sempre una rivendita della stessa visita ufficiale, di norma con sovrapprezzo. Per informazioni dirette i Musei indicano la mail musei@scv.va e i numeri +39 06 69883145 e +39 06 69884676.

Giardini Vaticani
Giardini Vaticani

I tre stili di giardino dentro i Giardini Vaticani

I Giardini Vaticani sono un manuale vivente di storia del paesaggio: in meno di un chilometro si passa dal disegno geometrico rinascimentale al bosco romantico ottocentesco. Le zone principali sono il giardino all'italiana, il giardino alla francese, il giardino all'inglese e l'Orto del Papa, oltre alle aree di servizio e al bosco che copre il versante verso le mura.

Il giardino all'italiana

Formale, geometrico, figlio del Rinascimento: siepi di bosso potate a disegno, aiuole regolari, assi prospettici che inquadrano la cupola di San Pietro. Qui il giardino è architettura fatta di piante, secondo la lezione cinquecentesca che dal Belvedere di Bramante scese in tutte le ville d'Europa. È la zona più fotografata dei Giardini Vaticani, e a ragione: l'aiuola con lo stemma del pontefice regnante, ridisegnata a ogni cambio di pontificato con fiori e piante tappezzanti, è l'unico stemma araldico al mondo rifatto in giardinaggio a ogni conclave.

Il giardino alla francese

Il settore alla francese respira fra arte classica e barocca: parterre ricamati, statue, giochi d'acqua, la teatralità di Versailles ridotta a misura di colle romano. È il tratto in cui le fontane dialogano meglio con il verde, e in cui l'audioguida dell'open bus si sofferma volentieri sui punti scenografici.

Il giardino all'inglese e l'Orto del Papa

Il giardino all'inglese rovescia la logica: niente geometrie, ma un paesaggio apparentemente spontaneo con grotte, ruscelli, alberi monumentali, arbusti, pagode, pergole, tempietti e finte rovine, secondo il gusto pittoresco che l'Ottocento impose anche oltre le mura leonine. L'Orto del Papa, infine, mantiene viva la vocazione produttiva che i giardini hanno avuto fin dal Duecento: ortaggi e alberi da frutto per la mensa pontificia. Qui crescono anche gli ulivi, compreso quello piantato nel 2014 durante l'invocazione per la pace in Medio Oriente, di cui racconto più avanti.

Le fontane dei Giardini Vaticani

L'acqua è la vera protagonista barocca dei Giardini Vaticani. Le fontane sono decine, alimentate storicamente dall'Acqua Paola, e almeno tre meritano di essere raccontate una per una.

La Fontana della Galera, il galeone che spara acqua

Un galeone di piombo, armato di cannoni che invece di palle sparano getti d'acqua: la Fontana della Galera è il risultato di tre secoli di elaborazioni e rifacimenti, cominciati nel primo Seicento, ed è una delle invenzioni più spiritose dell'idraulica romana. Papa Urbano VIII Barberini la celebrò con un distico latino che vale la pena citare per intero: Bellica Pontificem non fundit machina flammas, sed dulcem belli qua perit ignis aquam. Ovvero: la macchina da guerra dei papi non spara fiamme, bensì la dolce acqua che della guerra spegne il fuoco. In un'Europa dilaniata dalla Guerra dei Trent'anni, quel giocattolo d'acqua era un manifesto politico in piena regola.

Giardini Vaticani - fontana della galera
Giardini Vaticani - fontana della galera

La Fontana dell'Aquilone e l'Acqua Paola

La grande fontana dell'Aquilone, detta anche dell'Aquila per il rapace borghesiano che la corona, nacque all'inizio del Seicento sotto Paolo V Borghese per celebrare l'arrivo in Vaticano dell'Acqua Paola, l'acquedotto che il papa aveva appena restaurato. Gli studiosi la descrivono come una vera e propria mostra dell'Acqua Paola, pensata per fare da pendant all'altra grande mostra dell'acquedotto, il Fontanone del Gianicolo: due fratelli d'acqua, uno pubblico e affacciato su Roma, l'altro riservato ai giardini del papa. Attorno alla vasca, rocce artificiali, draghi e aquile ripetono gli emblemi araldici dei Borghese.

La Fontana del Sacramento e le mura leonine

Vicino alla Palazzina della Zecca si trova la Fontana del Sacramento, detta anche delle Torri, e accanto corre il tratto più antico delle mura leonine, la cinta che papa Leone IV fece innalzare dopo il saccheggio saraceno della basilica di San Pietro dell'846. Un secondo tratto, restaurato da Niccolò V a metà Quattrocento, sale sul colle con due grandi torri circolari, chiamate torre della Radio e torre Gregoriana. Camminare lungo queste mura dentro un giardino è un privilegio raro: fuori, le stesse pietre si vedono solo dal traffico di viale Vaticano.

I luoghi mariani dei Giardini Vaticani

La Grotta di Lourdes

La riproduzione della grotta di Massabielle fu edificata a partire dal 1902 come dono dei cattolici francesi al pontefice: una copia fedele della grotta dei Pirenei dove nel 1858 Bernadette Soubirous riferì le apparizioni della Vergine. È il luogo devozionale più amato dei giardini, meta delle passeggiate private di molti papi. Ogni anno, alla fine di maggio, qui si chiude il mese mariano con la processione Aux Flambeaux: le fiaccole accese fra gli alberi replicano in miniatura le sere di Lourdes, in una delle rare occasioni in cui i giardini si aprono ai fedeli per una liturgia.

La Madonna della Guardia e le altre edicole

Il genovese papa Benedetto XV fece erigere nel 1917, in piena guerra mondiale, la grotta dedicata alla Madonna della Guardia, replica del santuario che domina Genova dal monte Figogna: un pezzo di Liguria trapiantato sul colle vaticano. Lungo i vialetti si incontrano poi decine di edicole, tempietti e immagini mariane donate da nazioni e diocesi di tutto il mondo, un atlante devozionale a cielo aperto che le guide raccontano scegliendo ogni volta esempi diversi. Sono, insieme alle circa 570 opere censite fra statue e manufatti, il patrimonio più fragile dei giardini.

Gli edifici dentro i Giardini Vaticani

La Casina di Pio IV e la Pontificia Accademia delle Scienze

Il gioiello architettonico dei giardini è la Casina di Pio IV, villa in miniatura progettata da Pirro Ligorio a metà Cinquecento: cominciata sotto Paolo IV e portata a termine per Pio IV, con il suo ninfeo, gli stucchi e i mosaici è uno degli episodi più raffinati del manierismo romano, una villa d'otium a duecento passi da San Pietro. Dal 1936, per volontà di Pio XI, è la sede della Pontificia Accademia delle Scienze: nelle sue sale hanno discusso premi Nobel di ogni disciplina e di ogni fede, ed è qui che la Chiesa dialoga ufficialmente con la ricerca scientifica. La visita guidata a piedi la mostra dall'esterno, e il colpo d'occhio sulla facciata del ninfeo vale da solo una buona parte del biglietto.

Il Palazzo del Governatorato

Alle spalle della basilica, il massiccio Palazzo del Governatorato, innalzato negli anni Trenta subito dopo i Patti Lateranensi, ospita l'amministrazione civile dello Stato: è il municipio, la prefettura e il ministero dei lavori pubblici del Vaticano in un solo edificio. Davanti alla facciata si stende il grande stemma floreale del pontefice, rifatto dai giardinieri a ogni elezione: oggi disegna le armi di Leone XIV.

La Radio Vaticana e la torre di Marconi

Il 12 febbraio 1931 Guglielmo Marconi in persona inaugurò dai giardini la Radio Vaticana, presentando al mondo il primo radiomessaggio di un pontefice, il Qui arcano Dei di Pio XI. La stazione radio fu costruita proprio qui, sul punto alto del colle, e la torre che ne porta la memoria resta uno dei riferimenti visivi del percorso. Per la storia delle telecomunicazioni è un luogo primario: la voce di un papa uscì per la prima volta dai confini fisici di Roma grazie a un'antenna piantata fra le aiuole.

Il monastero Mater Ecclesiae, la casa di Benedetto XVI

Nel 1994 Giovanni Paolo II volle dentro i giardini un monastero di clausura, il Mater Ecclesiae, affidato a rotazione a diversi ordini contemplativi perché pregassero per il papa. La storia lo ha reso celebre per un'altra ragione: dal maggio 2013 al 31 dicembre 2022 vi ha vissuto Benedetto XVI, primo papa emerito dell'età moderna, che vi trascorse quasi dieci anni fra studio, musica e preghiera. Per un decennio la Città del Vaticano ha avuto, a poche centinaia di metri di distanza, un papa regnante a Santa Marta e un papa emerito fra le aiuole. Il monastero non si visita, ma il percorso lo lambisce e le guide ne raccontano volentieri la vicenda.

La stazione ferroviaria vaticana e l'eliporto

La ferrovia dello Stato della Città del Vaticano è la più corta del mondo: poche centinaia di metri di binario, previsti dai Patti Lateranensi del 1929 e completati negli anni Trenta con una stazione di marmo degna di una capitale. Per decenni fu usata quasi solo per le merci e per qualche viaggio papale solenne; oggi è il capolinea del treno turistico del sabato per Castel Gandolfo e ospita anche spazi commerciali interni. All'estremità opposta dei giardini, sul bastione verso Roma, Paolo VI fece attrezzare negli anni Settanta l'eliporto, che consente ai pontefici e agli ospiti di Stato di raggiungere il Vaticano senza attraversare la città. Ferrovia, eliporto e perfino una pompa di benzina: lo Stato più piccolo del mondo ha tutte le infrastrutture di uno grande, in scala da modellino.

Il Collegio Etiopico e la Specola Vaticana

Il Collegio Etiopico, seminario per i sacerdoti di rito etiopico ed eritreo, testimonia un legame antichissimo fra Roma e la cristianità d'Etiopia: già nel Quattrocento i monaci etiopi avevano una chiesa dietro San Pietro. Poco lontano, la memoria della Specola Vaticana: nel 1891 Leone XIII, con il motu proprio Ut mysticam, rifondò l'osservatorio astronomico dei papi installandolo sulle alture dei giardini, in una palazzina che il pontefice usava anche come ritiro estivo. Negli anni Trenta le luci di Roma resero il cielo inservibile e Pio XI trasferì i telescopi a Castel Gandolfo, dove la Specola lavora ancora; nei giardini restano gli edifici storici e il gusto, tutto vaticano, di uno Stato che studia le stelle da più di un secolo.

Giardini Vaticani
Giardini Vaticani

La storia dei Giardini Vaticani, dal viridarium a oggi

1279: il viridarium di Niccolò III

I giardini sono il luogo di riposo e di meditazione dei pontefici dal 1279, quando Niccolò III Orsini, papa dal 1277 al 1280, edificò la sua residenza sul colle vaticano accanto alla basilica e vi trasferì definitivamente la sede papale, che fino ad allora gravitava sul Laterano. Dentro le mura fatte erigere a difesa della nuova residenza il papa impiantò un frutteto, il pomerium, un prato, il pratellum, e un vero e proprio giardino, il viridarium. Quel primo nucleo sorgeva presso il colle di Sant'Egidio, dove oggi si trovano il Palazzetto del Belvedere e i cortili dei Musei Vaticani: chi visita il Cortile della Pigna cammina, senza saperlo, sull'orto medievale di un papa del Duecento.

Il Rinascimento: Bramante, Pirro Ligorio e gli incisori

Il grande salto avviene fra Cinquecento e Seicento. Donato Bramante, per Giulio II, collega il palazzo papale al Belvedere di Innocenzo VIII con il celebre cortile a terrazze, inventando il modello del giardino architettonico moderno; Pirro Ligorio firma la Casina di Pio IV; le fontane monumentali arrivano con Paolo V e la sua Acqua Paola. Pittori e incisori come Antonio Tempesta, Giovanni Maggi e Giovanni Battista Falda fissano nelle loro vedute l'immagine dei giardini, che circola per l'Europa e contribuisce a fare del giardino all'italiana un'esportazione culturale. Arte, filosofia della natura e idraulica procedono insieme: il giardino rinascimentale è una macchina per pensare, prima ancora che per passeggiare.

Dai Patti Lateranensi all'assetto attuale dei Giardini Vaticani

Con i Patti Lateranensi del 1929 i giardini diventano il polmone del nuovo Stato sovrano e cambiano volto: Pio XI fa costruire il Governatorato, la ferrovia, la Radio, ridisegna viali e servizi, e negli anni Trenta i Giardini Vaticani assumono l'assetto che si visita oggi. Il Novecento aggiunge i luoghi devozionali, l'eliporto, il monastero; il nuovo secolo porta le aperture turistiche, la Passeggiata del Gelsomino inaugurata per il Giubileo del 2000 e, dal 2015, il treno per Castel Gandolfo con l'ampliamento degli itinerari di visita voluto da papa Francesco, che per la prima volta ha reso visitabili ai pellegrini anche gli ambienti del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

Il restauro delle 570 opere dei Giardini Vaticani

Dalla fine del 2014 è in corso un piano di conservazione delle circa 570 opere disseminate fra i viali: statue, fontane, edicole, manufatti che vivono da secoli in simbiosi con la vegetazione. Il nemico è il biodeterioramento: microrganismi, muschi e licheni che colonizzano le superfici, specie nelle zone di sottobosco, alterando i colori e provocando danni strutturali. La scelta dei restauratori vaticani è stata di abbandonare i vecchi biocidi chimici, tossici e poco biodegradabili, in favore di prodotti naturali a base di olii essenziali, in particolare essenze di origano (Origanum vulgare) e di timo (Thymus vulgaris), impiegate singolarmente o in sinergia: antibatterici efficaci, rapidi a volatilizzarsi, con residui trascurabili e compatibili con la salute degli operatori. Un caso di scuola citato nei convegni di restauro: la potatura chimica sostituita dall'orto aromatico.

Giardini Vaticani
Giardini Vaticani

Una curiosità su Giardini Vaticani

La Madonna Nera venerata nella Santa Casa di Loreto, uno dei santuari più importanti della cristianità, è nata in questi giardini. Nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 1921 un furioso incendio divampò nel sacello della Santa Casa e incenerì l'antica statua lignea della Vergine Lauretana. Pio XI volle che la nuova immagine fosse scolpita nel legno di un cedro del Libano cresciuto nei Giardini Vaticani: la scelta dell'albero non fu casuale, perché il cedro del Libano è, nella Scrittura, l'albero della regalità e dell'incorruttibilità. La statua fu modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e dipinta da Leopoldo Celani, quindi portata solennemente a Loreto, dove è tuttora venerata nella basilica marchigiana. Ogni volta che accompagno un gruppo davanti ai grandi cedri dei giardini racconto questa storia, e ogni volta qualcuno resta in silenzio un attimo più del previsto: l'idea che un albero da ombra papale sia diventato una delle immagini mariane più baciate d'Italia colpisce più di qualunque data. È anche un buon esempio del modo vaticano di intendere il verde: qui gli alberi non sono arredo, sono una riserva di significati, e ogni tanto uno di loro viene chiamato a un destino diverso.

Una cosa che non ti dice nessuno su Giardini Vaticani

Il biglietto dei Giardini Vaticani è anche, sempre, un biglietto dei Musei Vaticani: ogni formula ufficiale, dalla visita a piedi all'open bus al treno del sabato, comprende nello stesso giorno l'ingresso ai Musei e alla Cappella Sistina con visita libera. Tradotto in termini pratici: se avete già deciso di visitare i Musei, la differenza di prezzo fra il semplice biglietto museale (20,00 euro l'intero più 5,00 di prenotazione online) e il tour in open bus dei giardini (37,00 euro) è il costo reale del giro fra le aiuole, ed è una delle spese meglio ripagate del Vaticano. Seconda cosa che quasi nessuno dice: i giardini non hanno una biglietteria fisica propria. Non esiste uno sportello dove presentarsi la mattina sperando in un posto: o si è prenotato online, o non si entra. Terza: l'open bus parte anche con la pioggia, per regolamento, e il rimborso non è previsto; chi prenota in novembre farebbe bene a mettere in conto il poncho. Sono tre dettagli minuti, ma decidono la riuscita della giornata più di qualunque descrizione di fontane.

Il consiglio che ti do per visitare Giardini Vaticani

Scegliete la visita guidata a piedi, non l'open bus, se le gambe ve lo consentono: dal mezzo in movimento le fontane si intravedono, la Casina di Pio IV sfila in pochi secondi e i profumi, che nei giardini sono metà dell'esperienza, restano fuori. Prenotate il primo turno del mattino: la luce è più fresca, i gruppi meno numerosi, e all'uscita avete davanti l'intera giornata per i Musei, che con lo stesso biglietto vi aspettano a pochi metri. Vestitevi come per una chiesa, spalle e ginocchia coperte, perché il controllo all'ingresso è reale e non ammette eccezioni; portate un documento di identità, scarpe con suola vera e una bottiglietta d'acqua. Dentro non ci sono bar, e il percorso non prevede soste comode. Un'avvertenza da accompagnatore: le due ore di visita sono dense e la guida non può dilatarle, quindi se un luogo vi interessa in modo particolare, la Grotta di Lourdes, la Galera, il punto panoramico sulla cupola, ditelo alla guida all'inizio. Nel mio mestiere ho imparato che la domanda posta al momento giusto vale più di dieci letture: le guide dei Musei conoscono i giardini palmo a palmo e si accendono volentieri, se qualcuno mostra curiosità vera.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il Vaticano è lo Stato più piccolo del mondo: 0,44 chilometri quadrati. Quasi nessuno si ferma sulla conseguenza aritmetica: i Giardini Vaticani, con i loro 0,23 chilometri quadrati, occupano più di metà del territorio nazionale. Visto dall'alto, dalla cupola di San Pietro o dalle foto aeree, il Vaticano è essenzialmente un giardino con una basilica e un museo attaccati. Nessun altro Stato al mondo ha una proporzione simile fra verde e costruito; nessuna capitale dedica il 52 per cento del proprio suolo agli alberi. La cosa ha un risvolto concreto per il visitatore: chi esce dai Musei Vaticani convinto di avere visto il Vaticano ne ha visto in realtà la parte minore. La maggioranza assoluta dello Stato resta invisibile a chi non prenota un tour dei giardini, ed è per questo che considero la visita non un'appendice per completisti ma il complemento necessario di qualunque giornata vaticana. C'è anche un risvolto istituzionale: dentro quella metà verde lo Stato tiene la sua ferrovia, il suo eliporto, la sua radio, il suo tribunale. Il giardino, in Vaticano, non è ornamento del potere: è il luogo fisico dove il potere amministra, trasmette, parte e atterra.

La foto giusta da fare a Giardini Vaticani

La fotografia per cui vale il viaggio si scatta dal giardino all'italiana, guardando a est: le siepi geometriche in primo piano, l'aiuola con lo stemma floreale del pontefice, e sopra tutto la cupola di San Pietro vista dal retro, intera, senza la facciata di Maderno a coprirla. È l'inquadratura che Michelangelo avrebbe voluto per la sua cupola, visibile qui come da nessun punto di Roma: dalla piazza la facciata la nasconde per metà, dai giardini si alza libera sopra il verde. Due avvertenze tecniche da chi ci porta gruppi: al mattino il sole sorge dietro la cupola, quindi nelle prime ore lavorerete in controluce, che regala silhouette drammatiche ma brucia i dettagli; se cercate la pietra dorata, meglio un turno di tarda mattinata. E i selfie stick sono vietati dal regolamento, quindi il grandangolo del telefono è il vostro unico alleato. La seconda foto che consiglio è più intima: il galeone della Fontana della Galera colto di lato, con i getti dei cannoni in diagonale; scattate in raffica, perché il vento sposta l'acqua e un fotogramma su dieci è quello giusto. Chi vuole la terza cartolina la trova alla Basilica di San Pietro vista dai viali alti, incorniciata dai pini.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il colle verde del Vaticano ha attraversato dodici secoli di storia documentata. Nell'846 i saraceni risalirono il Tevere e saccheggiarono la basilica di San Pietro, che sorgeva fuori dalle mura di Roma: fu quel trauma a convincere Leone IV a cingere il colle con le mura leonine, completate nell'852, i cui tratti superstiti attraversano ancora i giardini. Nel 1279 Niccolò III trasferì qui la residenza papale e piantò il primo viridarium. Il 12 febbraio 1931 Guglielmo Marconi inaugurò dai giardini la Radio Vaticana e Pio XI pronunciò il primo radiomessaggio pontificio della storia, il Qui arcano Dei, ascoltato in tutto il mondo. Nel 1921 l'incendio di Loreto legò per sempre un cedro di questi viali alla statua della Madonna Nera. Il 2 maggio 2013 Benedetto XVI varcò la soglia del monastero Mater Ecclesiae aprendo l'epoca, inedita da secoli, del papa emerito che vive accanto al successore. L'8 giugno 2014, infine, papa Francesco piantò un ulivo nei giardini insieme ai presidenti Shimon Peres e Mahmoud Abbas e al patriarca ecumenico Bartolomeo, nell'invocazione per la pace fra israeliani e palestinesi: un albero politico, nel senso più alto del termine, che le guide oggi indicano come una delle tappe più richieste. Pochi ettari, e dentro ci passa la storia delle mura, della radio, della diplomazia e della Chiesa stessa.

Chi è passato da Giardini Vaticani

L'elenco comincia con i papi, naturalmente, perché questi viali sono il loro spazio privato da otto secoli: Niccolò III che li volle, Giulio II che vi fece lavorare Bramante, Pio IV che vi ricevette nella Casina i letterati del suo tempo, Urbano VIII che vi dettava distici sulle fontane, Leone XIII che vi trascorreva le estati e vi guardava le stelle dalla sua Specola, Pio XI che vi costruì lo Stato moderno. Giovanni Paolo II vi camminava ogni giorno recitando il rosario, abitudine largamente documentata dalle cronache vaticane; Benedetto XVI vi ha vissuto per un decennio da emerito, e le fotografie dei suoi incontri con papa Francesco fra le aiuole del Mater Ecclesiae hanno fatto il giro del mondo. Accanto ai pontefici, gli artisti: Bramante, Pirro Ligorio, gli incisori Tempesta, Maggi e Falda che ne diffusero l'immagine in Europa. Poi gli scienziati, da Marconi con la sua antenna del 1931 ai premi Nobel che ogni anno siedono nella Casina di Pio IV per le sessioni della Pontificia Accademia delle Scienze. Infine i protagonisti della storia recente: Shimon Peres, Mahmoud Abbas e il patriarca Bartolomeo attorno all'ulivo della pace nel 2014, e i capi di Stato che atterrano sull'eliporto per le visite ufficiali. Da Leone XIV, eletto nel maggio 2025, ci si attende il prossimo capitolo: il suo stemma è già fiorito nell'aiuola davanti al Governatorato.

Giardini Vaticani
Giardini Vaticani

Le novità 2025-2026: Leone XIV, i Giardini Vaticani e Castel Gandolfo

L'elezione di Leone XIV, nel maggio 2025, ha riportato d'attualità l'asse verde che unisce i Giardini Vaticani alle Ville Pontificie dei Castelli. Nel luglio 2025 il nuovo papa ha trascorso sedici giorni di riposo a Villa Barberini, a Castel Gandolfo, riprendendo una consuetudine di villeggiatura che papa Francesco aveva interrotto; nel luglio 2026 ha fatto un passo ulteriore, tornando a risiedere per tre settimane, dal 5 al 27 luglio, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, con l'Angelus recitato in piazza della Libertà. Per chi visita, la conseguenza è duplice. Da un lato il tour del sabato in treno, che parte dalla stazione dei Giardini Vaticani, resta il modo più elegante di vedere in un giorno solo i due poli del verde pontificio; dall'altro, durante i soggiorni papali estivi alcuni ambienti di Castel Gandolfo possono essere chiusi ai visitatori, come accaduto nel luglio 2026, e conviene controllare il calendario sulla biglietteria ufficiale prima di programmare. La Passeggiata del Gelsomino, inaugurata per il Giubileo del 2000 lungo la massicciata che esce dalla stazione vaticana, completa il quadro per chi ama i percorsi a piedi con vista sulla cupola.

Quando andare ai Giardini Vaticani

Il calendario lavora dal lunedì al sabato, secondo le festività vaticane, e la scelta della stagione cambia davvero l'esperienza. Aprile e maggio sono il momento migliore in assoluto: le rose fiorite, i parterre appena rifatti, le fontane in piena acqua; è anche il periodo più richiesto, e i posti vanno prenotati con largo anticipo. L'autunno fino a ottobre inoltrato regala luce dorata e gruppi più piccoli. L'estate romana picchia anche sul colle vaticano: i viali alberati aiutano, ma il tratto del giardino all'italiana è scoperto, e un turno delle prime ore del mattino è caldamente preferibile a uno di mezzogiorno. L'inverno è il segreto dei fotografi: cieli tersi dopo la tramontana, prati verdissimi, quasi nessuno in giro; l'open bus gira anche con il maltempo, il che in gennaio è un'arma a doppio taglio. Un'ultima considerazione di traffico: il mercoledì mattina l'udienza generale papale riempie piazza San Pietro e i dintorni, e l'area dell'ingresso dei Musei è più congestionata del solito; se potete scegliere, un martedì o un giovedì scorrono meglio.

Regole di visita e accessibilità dei Giardini Vaticani

Le regole sono quelle di un luogo che resta, prima di tutto, la residenza di un capo di Stato e un'area sacra. Abbigliamento decoroso obbligatorio: niente canotte, scollature, pantaloncini corti o minigonne, per tutti. Documento di identità con sé. Vietati il fumo, il cibo lungo il percorso, i selfie stick, la raccolta di fiori e piante e le fotografie a scopo commerciale; le foto personali sono benvenute, e nei giardini all'aperto non c'è il problema del flash che affligge la Sistina. Sull'open bus la cintura è obbligatoria e non si scende durante il giro; il mezzo non è accessibile alle persone in sedia a ruote e non accoglie bambini sotto i 6 anni. Chi ha esigenze di mobilità ridotta trova sul sito ufficiale dei Musei la documentazione del percorso senza barriere dedicato ai giardini: il colle resta un colle, con pendenze e ghiaia, ma l'attenzione al tema esiste ed è organizzata. Il treno del sabato, per esplicita avvertenza ufficiale, non è al momento accessibile alle sedie a ruote. Per ogni situazione particolare la mossa giusta è scrivere in anticipo a musei@scv.va: la macchina vaticana è formale ma risponde.

Cosa vedere vicino ai Giardini Vaticani

La geografia decide l'itinerario: si esce dall'ingresso dei Musei in viale Vaticano, e nel raggio di quindici minuti a piedi c'è mezza storia dell'Occidente. La Basilica di San Pietro chiede almeno due ore fra navata, cupola e grotte; i Musei Vaticani, compresi nel biglietto dei giardini, il resto della giornata. Scendendo per via di Porta Angelica e Borgo si arriva a Castel Sant'Angelo, la mole adrianea legata al Vaticano dal passetto di Borgo: l'accoppiata giardini al mattino e castello al tramonto è una delle giornate meglio riuscite che si possano costruire a Roma. Chi preferisce il verde al marmo può salire al Gianicolo per il confronto fra i due volti dell'Acqua Paola, il Fontanone pubblico e l'Aquilone papale. E chi è in vena di collezionismo museale trova nella scheda dei musei di Roma l'elenco ragionato per proseguire nei giorni successivi. Un consiglio di ritmo: dopo due ore di giardini e quattro di musei, la cosa più intelligente da fare è una cena in Borgo senza programmi, perché il Vaticano stanca in un modo tutto suo, dolce e totale.

Domande veloci su Giardini Vaticani

Si possono visitare i Giardini Vaticani da soli, senza guida?

No, in nessun caso. L'accesso è consentito solo con le visite ufficiali dei Musei Vaticani: guidata a piedi, open bus con audioguida o tour del sabato con treno per Castel Gandolfo. Non esistono biglietti di solo ingresso e non esiste una passeggiata libera.

Quanto costa la visita ai Giardini Vaticani?

Il tour in open bus costa 37,00 euro (ridotto 23,00), il full day del sabato con treno per Castel Gandolfo 43,00 euro (ridotto 38,00); entrambe le cifre vengono dai fogli informativi ufficiali dei Musei Vaticani. Per la visita guidata a piedi il listino va consultato sulla biglietteria ufficiale, perché varia per tipologia e diritti di prenotazione. Tutte le formule includono i Musei e la Cappella Sistina nello stesso giorno.

Dove si comprano i biglietti per i Giardini Vaticani?

Solo sulla biglietteria ufficiale online, tickets.museivaticani.va, raggiungibile dal sito dei Musei Vaticani. I rivenditori esterni propongono la stessa visita ufficiale con ricarico. Non esiste biglietteria fisica dedicata ai giardini.

Quanto dura la visita dei Giardini Vaticani?

La visita guidata a piedi dura circa due ore; il giro in open bus circa 45 minuti; il full day con treno per Castel Gandolfo impegna dalle 11:00 alle 17:18 circa. A queste ore va aggiunto il tempo per i Musei, compresi nel biglietto.

In quali giorni sono aperti i Giardini Vaticani?

Le visite si svolgono dal lunedì al sabato, secondo il calendario delle festività vaticane, che è diverso da quello italiano. La domenica i giardini non si visitano, nemmeno l'ultima del mese quando i Musei sono gratuiti.

L'ingresso gratuito dell'ultima domenica vale per i Giardini Vaticani?

No. L'ultima domenica del mese riguarda solo i Musei Vaticani (ore 9:00-14:00). I giardini restano esclusi, perché le loro visite si tengono dal lunedì al sabato e sono sempre a pagamento.

Il biglietto dei Giardini Vaticani include i Musei Vaticani?

Sì, sempre: ogni formula comprende la visita libera dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina, valida esclusivamente il giorno di emissione del biglietto. È il modo più conveniente di combinare le due esperienze.

I Giardini Vaticani sono adatti ai bambini?

La visita a piedi sì, per bambini abituati a camminare due ore; fontane e galeoni aiutano molto l'attenzione. L'open bus non ammette bambini sotto i 6 anni. Il treno del sabato ha una formula famiglia: dal secondo figlio in poi si viaggia gratis, e i piccoli da 0 a 5 anni non pagano.

I Giardini Vaticani sono accessibili in sedia a rotelle?

L'open bus e il tour in treno non sono accessibili alle persone in sedia a ruote, per avvertenza ufficiale. I Musei pubblicano però la documentazione di un percorso senza barriere nei giardini: per organizzarsi conviene scrivere in anticipo a musei@scv.va.

Si possono fare foto nei Giardini Vaticani?

Sì, per uso personale e senza selfie stick, che sono vietati. Le fotografie a scopo commerciale richiedono autorizzazione. All'aperto non ci sono le restrizioni della Cappella Sistina.

C'è un dress code per i Giardini Vaticani?

Sì, lo stesso delle aree sacre: spalle e ginocchia coperte, niente canotte, scollature, pantaloncini o minigonne. Il controllo all'ingresso è effettivo e vale per adulti e ragazzi.

Dai Giardini Vaticani si vede il Papa?

È molto improbabile: i percorsi turistici sono studiati per rispettare la riservatezza della residenza pontificia. Chi vuole vedere il pontefice deve puntare sull'udienza generale del mercoledì o sull'Angelus domenicale in piazza San Pietro.

Che cosa è compreso nel tour in open bus dei Giardini Vaticani?

Un giro panoramico di circa 45 minuti su mezzo ecologico scoperto, con audioguida in sette lingue, più l'ingresso con visita libera a Musei Vaticani e Cappella Sistina lo stesso giorno. Non si scende dal mezzo durante il percorso e il tour è confermato anche in caso di maltempo.

Che cos'è la Passeggiata del Gelsomino?

Un percorso pedonale panoramico inaugurato per il Giubileo del 2000 lungo la ferrovia che esce dalla stazione vaticana, con vista sulla cupola di San Pietro. Prende il nome dai gelsomini che ne profumano il tracciato e si collega idealmente al viaggio in treno verso Castel Gandolfo.

Come funziona il treno dai Giardini Vaticani a Castel Gandolfo?

Parte il sabato dalla stazione ferroviaria interna ai giardini, su convoglio dedicato, nell'ambito del tour full day (11:00-17:18): Musei, attraversamento dei giardini, viaggio in treno, navetta e visita del Giardino Barberini alle Ville Pontificie, ritorno in treno. Si prenota solo sulla biglietteria ufficiale.

Qual è il periodo migliore per visitare i Giardini Vaticani?

Aprile e maggio per le fioriture, ottobre per la luce e la quiete. In estate conviene il primo turno del mattino; in inverno si gode il verde più intenso e i gruppi più piccoli, mettendo in conto la pioggia.

Quanto anticipo serve per prenotare i Giardini Vaticani?

Nei mesi di punta, da marzo a giugno e a ottobre, meglio muoversi con qualche settimana di anticipo: i posti sono contingentati e le date migliori si esauriscono. In bassa stagione si trova posto anche a pochi giorni.

Il monastero Mater Ecclesiae si può visitare?

No: è un monastero e non fa parte degli spazi visitabili, ma i percorsi lo lambiscono e le guide ne raccontano la storia, compresi i quasi dieci anni in cui vi ha vissuto Benedetto XVI da papa emerito, fino al 31 dicembre 2022.

Che differenza c'è fra i Giardini Vaticani e i giardini di Castel Gandolfo?

I Giardini Vaticani sono il giardino urbano dello Stato, dentro Roma; il Giardino Barberini di Castel Gandolfo appartiene alle Ville Pontificie sui Colli Albani, con impianto su terrazze affacciate sul lago. Il tour del sabato in treno li unisce in una sola giornata.

Nei Giardini Vaticani ci sono bar o punti di ristoro?

Lungo il percorso di visita no: conviene portare una bottiglietta d'acqua e mangiare prima o dopo, nei servizi dei Musei Vaticani o nel quartiere di Borgo. Il consumo di cibo durante la visita è vietato dal regolamento.

Perché i Giardini Vaticani occupano metà dello Stato?

Perché il Vaticano nacque nel 1929 attorno a un colle che i papi coltivavano dal 1279: quando i Patti Lateranensi disegnarono i confini, il verde storico entrò quasi per intero nel nuovo Stato. Oggi 0,23 chilometri quadrati su 0,44 sono giardino.

Conviene di più l'open bus o la visita a piedi dei Giardini Vaticani?

A piedi si vede e si capisce molto di più: fontane da vicino, profumi, soste per le foto. L'open bus costa meno fatica, dura 45 minuti ed è la scelta sensata per chi ha problemi di deambulazione o tempi strettissimi. Con bambini sotto i 6 anni la scelta è obbligata: solo la visita a piedi.

Chiudo con il consiglio che do a chiunque mi chieda se i Giardini Vaticani valgano la prenotazione anticipata, la trafila del biglietto e le due ore sottratte ai Musei: sì, e proprio perché sono l'esatto contrario dei Musei. Là dentro si cammina in mezzo alla folla guardando capolavori in fila; qui si cammina quasi soli in mezzo a un luogo che vive, dove la storia non è appesa a una parete ma cresce, fiorisce e ogni tanto viene ripotata. La mattina che ho visto un giardiniere sistemare a mano i fiori dello stemma papale davanti al Governatorato ho capito più cose sul funzionamento del Vaticano che in molte letture: ecco, i giardini servono a questo, e nessuna sala museale può sostituirli.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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RiassuntoI Giardini Vaticani con i loro 23 ettari all'interno dello stato del Vaticano sono un vero e proprio gioiello da ammirare e visitare alla prima occasione
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