Altare della Patria – Vittoriano
Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II o (Mole del) Vittoriano, chiamato per sineddoche Altare della Patria, è un monumento nazionale italiano situato a Roma, in piazza Venezia, sul versante settentrionale del colle del Campidoglio, opera dell'architetto Giuseppe Sacconi.
L’ingresso al Vittoriano e al Giardino Grande di Palazzo Venezia è libero.
L’ingresso alla Terrazza Panoramica del Vittoriano, al Museo Centrale del Risorgimento e al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia è a pagamento.
A queste aree a pagamento si accede con un biglietto unico, valido 7 giorni e garantisce:
1 ingresso alla Terrazza Panoramica;
1 ingresso al Museo Centrale del Risorgimento;
1 al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia.
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✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
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L'Altare della Patria è situato al centro della Roma antica e collegato a quella moderna grazie a strade che si dipartono a raggiera da piazza Venezia.
Contrariamente a quanto pensano molti turisti (e non solo) la costruzione dell'Altare della Patria iniziò nel 1885 e i lavori si conclusero nel 1935 anche se fu inaugurato già il 4 Giugno 1911, in occasione dei festeggiamenti dei 50 anni dall’unità d’Italia.
Nel 1921 fu designato quale Altare della Patria e luogo di sepoltura del Milite Ignoto, vittima sconosciuta della I Guerra Mondiale e simbolo di tutti i caduti per la patria: la salma ivi collocata fu scelta tra undici non identificate da una madre che in battaglia aveva perduto proprio il figlio.
Il 4 Novembre 1921, con una solenne cerimonia pubblica, sotto al monumento equestre al Re e alla meravigliosa statua della Dea Roma in puro stile Liberty, venne tumulato il Milite Ignoto, da allora vegliato da un picchetto d’onore perenne.
L'Altare della Patria ha un grande valore rappresentativo, essendo architettonicamente e artisticamente incentrato sul Risorgimento, il complesso processo di unità nazionale e liberazione dalla dominazione straniera portato a compimento sotto il regno di Vittorio Emanuele II di Savoia, cui il monumento è dedicato: per tale motivo il Vittoriano è considerato uno dei simboli patri italiani.
Il Vittoriano racchiude l'Altare della Patria, dapprima un'ara della dea Roma e poi, dal 1921, anche sacello del Milite Ignoto.
Poiché questo elemento è percepito come il centro emblematico dell'edificio, l'intero monumento è spesso chiamato Altare della Patria.
Da un punto di vista architettonico l'Altare della Patria è stato pensato come un moderno foro, un'agorà su tre livelli collegati da scalinate e sovrastati da un portico caratterizzato da un colonnato.
L'altare della Patria è un enorme struttura in stile neogreco, alta circa 80 mt e larga 100 mt, per una superficie totale di oltre 20.000 mq interamente rivestita in marmo Botticino, che campeggia sul colle capitolino nascondendo completamente alla vista sia il Palazzo del Campidoglio che l’Ara Coeli.
Il colore bianco candido, impermeabile al cambio di luce e in contrasto con le tonalità tenui e naturali di Roma, come il banco morbido del travertino, il marrone, l’ocra, l’arancio, gli valse il dispregiativo di torta nuziale o macchina da scrivere.
Fin dalla sua inaugurazione fu teatro di importanti momenti celebrativi.
Ciò ha accentuato il suo ruolo di simbolo dell'identità nazionale.
Le celebrazioni più importanti che hanno luogo al Vittoriano si svolgono annualmente in occasione dell'Anniversario della liberazione d'Italia (25 aprile), della Festa della Repubblica Italiana (2 giugno) e della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate (4 novembre), durante le quali il Presidente della Repubblica Italiana e le massime cariche dello Stato rendono omaggio al sacello del Milite Ignoto deponendovi una corona d'alloro in memoria dei caduti e dei dispersi italiani nelle guerre.
Il monumento dell' Altare della Patria ha un'ampia valenza simbolica rappresentando – grazie al richiamo della figura di Vittorio Emanuele II e alla realizzazione dell'Altare della Patria – un tempio laico dedicato metaforicamente all'Italia libera e unita e celebrante – in virtù della tumulazione del Milite – il sacrificio per la patria e per gli ideali connessi.


Altare della Patria - Vittoriano
Prima di accedere alla scalinata, ai lati della cancellata si trovano i primi due gruppi scultorei in bronzo dorato raffiguranti le allegorie dei valori civili dell’Italia.
Sulla sinistra si trova la scultura di Giulio Monteverde che simboleggia il Pensiero: figura alata che poggia la mano sulla dea Minerva, la quale aiuta il Popolo a rialzarsi da terra.
Sulla destra ad opera di Francesco Jerace si trova l’Azione, rappresentata da dei soldati dell’Esercito Italiano che innalzano la bandiera d’Italia e da altre figure, tra cui il Leone di San Marco, pronte a scacciare l’oppressore.
Superata la scalinata sulla sinistra si trovano due gruppi scultori in marmo botticino, poste sopra la fontana dell’Adriatico.
Le statue sono allegorie della Forza e della Concordia.
Esternamente si trova la Forza, scolpita da Augusto Rivalta, è personificata da un centurione romano possente e vigoroso.
Vicino si trova la Concordia ad opera di Ludovico Pogliaghi, è rappresentata da una figura femminile che regge una cornucopia e invita il Principato (monarchia sabauda) e il Popolano (popolo italiano) ad abbracciarsi.
Si può osservare anche una donna con un bambino, allegoria della nascita del Regno d’Italia.
Gli ultimi due gruppi scultorei raffiguranti i valori civici dell’Italia si trovano sulla parte destra della scalinata, sopra la fontana del Mar Tirreno.
Le statue sempre in marmo botticino, rappresentano il Sacrificio e il Diritto.
La prima è un’opera di Leonardo Bistolfi ed è raffigurata da un guerriero morente sorretto da uno schiavo che ha riacquistato la libertà grazie al sacrificio del soldato, infatti lo schiavo ai polsi ha delle catene spezzate.
Anche la donna presente nel gruppo scultoreo è allegoria del sacrificio per la famiglia ed i figli.
La seconda opera, scolpita da Ettore Ximenes, rappresenta il Diritto.
Al centro vi è la Libertà che rimette nel fodero la spada dopo aver sconfitto la Tirannia che si trova a terra, lasciando il posto al Diritto che sorregge con una mano il Popolo alle sue spalle.
L’Altare della Patria è il cuore del Complesso del Vittoriano, costruito da Angelo Zanelli, dal 4 Novembre del 1921 custodisce la tomba del Milite Ignoto.
Maria Bergamas, donna triestina che perse suo figlio in guerra, dovette scegliere tra undici salme quella che venne poi seppellita all’interno dell’Altare, come simbolo di commemorazione di tutti i soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale e mai identificati.
L’Altare della Patria al centro è impreziosito dalla statua della Dea Roma, ispirata ad Atena simbolo di saggezza, ed è posizionata all’interno di un edicola dallo sfondo in mosaico dorato.
Inoltre, due bracieri ardono costantemente in segno di ricordo eterno.
La costruzione della statua equestre di Vittorio Emanuele II è stata iniziata da Enrico Chiaradia e conclusa da Emilio Gallori, il materiale è stato ricavato dalla fusione dei cannoni in bronzo del Regio Esercito.
L’opera alta 12m e larga 10m poggia su di un basamento in marmo decorato dalle personificazioni delle quattordici città nobili italiane, che rappresentano le fondamenta del Regno d’Italia e sono: Torino, Venezia, Palermo, Mantova, Urbino, Napoli, Genova, Milano, Bologna, Ravenna, Pisa, Amalfi, Ferrara e Firenze.
Proseguendo la visita si raggiunge la terrazza delle città redente, chiamata così perché sotto il colonnato si trovano sei piccoli altari rappresentanti le città, che dopo gli accordi di pace a conclusione della Prima Guerra Mondiale, si sono unite all’Italia e sono: Trieste, Trento, Gorizia, Pola, Zara e Fiume.
Il colonnato del sommoportico presenta sedici colonne in stile corinzio e sopra ognuna si trovano le statue che raffigurano allegoricamente le 16 regioni facenti parte del Regno d’Italia.
La terrazza delle quadrighe è raggiungibile solo con gli ascensori, pagando un biglietto di 10€ (intero).
Da qui si può godere di una vista panoramica sulla città eterna e sulle due quadrighe poste alle estremità della terrazza.
I gruppi scultori delle quadrighe sono in bronzo e rappresentano l’Unità e la Libertà, raffigurate entrambe da una Vittoria alata trainata da quattro cavalli.
Grazie a queste opere il colossale Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II raggiunge un’altezza di 81m.


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