Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
In breve. Il Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti si trova dentro Villa Borghese, con ingresso principale a Largo Aqua Felix, sul lato di Piazza di Siena: chi arriva in metropolitana scende sulla linea A a Flaminio o a Spagna e attraversa il…
Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Una Serata per Gigi Proietti – Globe Theatre Roma – Villa Borghese
Gigi Proietti Globe Theatre a Villa Borghese – Roma
Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
biglietti Arena Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti – in Villa Borghese 2023 – Globe Theatre TicketsIl Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti si trova dentro Villa Borghese, con ingresso principale a Largo Aqua Felix, sul lato di Piazza di Siena: chi arriva in metropolitana scende sulla linea A a Flaminio o a Spagna e attraversa il parco a piedi in un quarto d'ora abbondante, chi preferisce il tram usa il 19 o il 3 fino a Viale delle Belle Arti e sale da Valle Giulia. L'ingresso del palcoscenico, riservato alle compagnie, è su Via Valle Giulia. Chi ha problemi di deambulazione raggiunge in auto Largo Pablo Picasso, dove una sbarra apre un accesso agevolato, e da lì al teatro restano circa cento metri di viale pianeggiante: lo stesso Largo Pablo Picasso è il parcheggio più vicino per tutti gli altri. Il botteghino è su Viale Pietro Canonica e apre dal martedì alla domenica dalle 17:00 alle 19:00, e nei giorni di spettacolo fino all'inizio della rappresentazione; a settembre e ottobre il sabato e la domenica anticipa alle 16:00 e chiude alle 18:30, mentre il lunedì apre soltanto quando c'è spettacolo, dalle 18:00. L'infoline del teatro è il 338 910 4467, attivo nei mesi di stagione. I biglietti si comprano al botteghino oppure online attraverso il rivenditore autorizzato che il teatro indica di volta in volta sui propri canali ufficiali: prezzi, calendario e formule di abbonamento cambiano ogni estate e vanno controllati prima di mettersi in viaggio, perché le repliche più richieste esauriscono i posti con settimane di anticipo.
Il teatro è uno dei luoghi della grande Villa Borghese, il parco di ottanta ettari che lo Stato italiano acquistò nel 1901 e cedette al Comune di Roma nel 1903 perché restasse aperto al pubblico.
Che cos'è il Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
È un teatro elisabettiano in legno, circolare, a cielo aperto, costruito nel 2003 dentro un parco pubblico romano su modello del Globe londinese di Shakespeare. La definizione corretta non è copia: è ricostruzione filologica, cioè un edificio progettato applicando quanto si sa delle sale teatrali inglesi di fine Cinquecento, senza avere in mano i disegni originali, che non sono mai stati tramandati. Il risultato è un anello di rovere alto dieci metri dove il pubblico circonda l'attore su tre lati e una parte degli spettatori assiste in piedi, come avveniva a Southwark quattro secoli fa.
La struttura fu realizzata dal Comune di Roma sulla base di un'idea iniziale di Gigi Proietti e con il finanziamento della Fondazione Silvano Toti, creata dalla famiglia Toti in memoria dell'imprenditore e mecenate da cui il teatro ha preso il primo nome. L'inaugurazione avvenne nel 2003 con un Romeo e Giulietta diretto da Proietti, e cadde nell'anno in cui Villa Borghese festeggiava il primo secolo di vita come parco cittadino: il teatro nacque quindi anche come gesto di gemellaggio ideale con Londra.
Perché il Gigi Proietti Globe Theatre a Roma è un caso raro in Italia
Di teatri all'aperto l'Italia è piena, e quasi tutti sono antichi o ottocenteschi. Un anello elisabettiano in legno, costruito da zero, funzionante e con una stagione annuale, in Italia è un unicum. Il confronto naturale non è con l'Arena di Verona o con i teatri romani riusati d'estate, ma con le poche ricostruzioni analoghe sparse per il mondo, dal Globe di Londra riaperto nel 1997 alle repliche americane e tedesche. Senza giri di parole: il Globe romano regge il paragone londinese sul piano dell'esperienza dello spettatore, e lo perde sul piano della ricerca filologica, perché a Londra la ricostruzione è nata dentro un progetto scientifico ventennale. Qui la scommessa era un'altra, e a nostro giudizio è riuscita: portare Shakespeare parlato in italiano davanti a un pubblico che al teatro di prosa, di solito, non ci andrebbe.

Come arrivare al Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Con la metropolitana e il tram
La linea A della metropolitana serve il parco da due lati opposti. Da Flaminio si sale per il Pincio o per il viale dell'Orologio e si taglia verso Piazza di Siena: venti minuti di passo normale, in leggera salita all'inizio. Da Spagna si esce direttamente a Viale del Muro Torto e si entra da Porta Pinciana, percorso più breve ma con qualche scalinata mobile che la sera funziona a singhiozzo. Il tram 19, la linea più lunga della rete romana, e il tram 3 condividono il tratto di Viale delle Belle Arti: scendendo lì si entra dal versante di Valle Giulia, che è anche il modo più fresco di arrivare nelle sere di luglio, perché quel lato del parco è alberato fitto.
In auto, in taxi e con le due ruote
Il parcheggio di riferimento è Largo Pablo Picasso, a un centinaio di metri dal teatro. Nelle sere di spettacolo si riempie presto, perché serve anche il pubblico degli altri spazi del parco. Il taxi entra senza problemi fino a Largo Aqua Felix e la sosta breve per lo scarico dei passeggeri è tollerata; per lo scooter conviene invece Viale dell'Uccelliera, sul lato del giardino zoologico. Consiglio operativo: se siete in molti, fatevi lasciare a Porta Pinciana e fate gli ultimi dieci minuti a piedi, perché la manovra dei pullman dentro il parco è vietata e i punti di fermata autorizzati cambiano con le ordinanze stagionali.
Accessibilità del Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
L'accesso agevolato passa da Largo Pablo Picasso, dove una sbarra consente l'ingresso delle auto dei visitatori con disabilità. Il teatro è a un solo livello per quanto riguarda la platea, mentre i tre ordini di palchi si raggiungono con scale di legno e passerelle: chi usa la sedia a rotelle trova posto in platea e va segnalato in fase di acquisto, perché i posti riservati sono pochi e la platea, nella configurazione classica, è in piedi. La strada di avvicinamento dal parcheggio è asfaltata e pianeggiante. Per la conferma delle postazioni disponibili nella stagione in corso conviene telefonare al botteghino: la disposizione della platea cambia da produzione a produzione.
Biglietti, botteghino e orari del Gigi Proietti Globe Theatre
Il botteghino fisico apre su Viale Pietro Canonica nel pomeriggio, dal martedì alla domenica dalle 17:00 alle 19:00, con prolungamento fino all'inizio dello spettacolo nei giorni di replica. A settembre e a ottobre, quando le giornate si accorciano, il fine settimana scala a un orario anticipato, dalle 16:00 alle 18:30. Il lunedì la biglietteria resta chiusa tranne quando in cartellone c'è una replica, e in quel caso apre alle 18:00.
Sulla prevendita la regola pratica è semplice: la capienza complessiva sfiora i milleduecento posti e nelle serate di punta si esaurisce. Comprare in anticipo evita la fila all'ingresso, che nei giorni di grande affluenza si allunga lungo il viale con il pubblico in piedi sotto il sole ancora alto. Sui prezzi non faccio previsioni: variano per settore, per giorno della settimana e per produzione, e il listino ufficiale è quello che il teatro pubblica a inizio stagione. Sul posto, i settori si distinguono in platea in piedi, palchi numerati sui tre livelli e poltroncine; il rapporto qualità prezzo migliore è il primo ordine di palchi laterali vicino al proscenio, che costa meno della poltroncina centrale e regala una visuale sul palcoscenico molto più interessante.

Il modello londinese: il Globe di Shakespeare e le sue tre vite
Per capire che cosa sia l'edificio di Villa Borghese bisogna sapere che cosa imita. Il Globe originale fu costruito a Southwark, sulla riva meridionale del Tamigi, nel 1599, dalla compagnia dei Lord Chamberlain's Men, di cui William Shakespeare era socio, attore e drammaturgo di casa. Era un anello di legno che poteva contenere circa tremila persone, cifra enorme per l'epoca, con la platea scoperta e i palchi coperti da un tetto di paglia.
L'incendio del 1613 e la fine del teatro
Il 29 giugno 1613, durante una rappresentazione dell'Enrico VIII, un colpo di cannone a salve appiccò il fuoco alla copertura di paglia e il teatro bruciò. Fu ricostruito l'anno successivo, nel 1614. La chiusura definitiva arrivò per ragioni politiche e religiose, con la stagione puritana che mise fine all'attività teatrale londinese, e l'edificio venne demolito attorno al 1644. Del Globe restarono i testi, qualche incisione e le testimonianze indirette: nessun progetto, nessuna pianta d'archivio, nessun disegno di cantiere. È il motivo per cui ogni ricostruzione moderna è, tecnicamente, un'ipotesi ragionata.
Sam Wanamaker e la ricostruzione del 1997
La riapertura del Globe londinese si deve a un attore e regista americano, Sam Wanamaker, che nel 1970 fondò lo Shakespeare Globe Trust e passò gli ultimi ventitré anni della sua vita a raccogliere fondi. Il nuovo teatro aprì nel giugno 1997, a circa duecentotrenta metri dal sito originale, progettato con quercia inglese e giunzioni a tenone e mortasa, senza acciaio strutturale, e con il primo tetto di paglia autorizzato a Londra dopo il grande incendio del 1666. Le norme antincendio moderne hanno ridotto la capienza a circa millequattrocento spettatori, di cui poco meno di settecento in piedi nel cortile. Il Globe romano nasce sei anni dopo, nel 2003, e prende da quella esperienza il principio fondamentale: il pubblico che circonda l'attore e lo illumina con la stessa luce.
L'architettura del Gigi Proietti Globe Theatre a Roma, pezzo per pezzo
La struttura in legno di rovere
L'intero edificio è in legno di rovere proveniente da foreste gestite e riforestate. La scelta non è decorativa: il legno lavora con l'umidità, si dilata d'estate e si ritira d'inverno, e restituisce alla voce una risposta acustica calda che il cemento non dà. Chi si siede nei palchi bassi sente il pavimento vibrare quando la platea si muove. È il difetto più bello di questo teatro, e va messo in conto: qui non esiste la neutralità acustica di una sala moderna, esiste una cassa armonica che respira.
Il palcoscenico e il rapporto con il pubblico
Il palcoscenico è coperto e si protende verso la platea scoperta, che lo circonda su tre lati. Questa geometria cambia il mestiere dell'attore: non c'è quarta parete, non c'è buio in sala, non c'è un punto privilegiato da cui recitare. L'attore elisabettiano parlava a un pubblico che vedeva in faccia, e il testo shakespeariano è scritto per quella condizione, con gli a parte, le apostrofi dirette, i monologhi rivolti a qualcuno. Al Globe romano quella meccanica funziona ancora, ed è la ragione per cui uno spettatore abituato alla sala all'italiana esce spesso spiazzato.
La platea in piedi: i groundlings di Villa Borghese
La platea ospita fino a quattrocentoquindici spettatori in piedi. Nel gergo elisabettiano erano i groundlings, il pubblico popolare che pagava un penny e restava nel cortile sotto il cielo. Sono i posti meno cari e, per chi regge due ore in piedi, i migliori: si è a un metro dal proscenio, si sente il respiro degli attori, si partecipa fisicamente. Dalla platea si accede ai palchi, collegati tra loro da passerelle.
I tre ordini di palchi
I palchi corrono su tre livelli lungo tutto l'anello e sono coperti. Il primo ordine è quello che consiglio: vicino, protetto da un eventuale acquazzone, con una visuale obliqua sul palcoscenico che rende leggibile la profondità della scena. Il terzo ordine, alto, è il posto giusto per capire l'edificio nel suo insieme e per la fotografia, ma richiede occhio buono per i volti. I collegamenti fra i settori avvengono con scale e passerelle di legno, che nelle sere di pienone diventano un piccolo esercizio di pazienza.
Il pavimento di tufo e il tetto di rame
La pavimentazione della platea è realizzata in blocchi di tufo posati a secco, una soluzione che restituisce la sensazione della terra battuta senza diventare fango alla prima pioggia. Il tufo, materia prima romana per eccellenza, è anche l'unico elemento davvero locale di un edificio per il resto interamente inglese di concezione. Il tetto che copre palchi e palcoscenico è rivestito di scandole di rame: a Londra ricostruirono la paglia, a Roma la scelta è caduta su un materiale che con gli anni si ossida e vira al verde, e che sopporta meglio il sole di luglio.
I numeri del Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Dieci metri di altezza, ventitré metri di diametro interno, trentatré di diametro esterno, cento metri di circonferenza esterna, milleduecentosei posti complessivi di cui quattrocentoquindici in piedi in platea. La costruzione richiese tre mesi. Sono cifre che vale la pena tenere a mente entrando: il diametro interno di ventitré metri significa che nessuno spettatore è a più di una dozzina di metri dal centro della scena, ed è questa compressione dello spazio a produrre l'effetto di cui tutti parlano uscendo.
Gigi Proietti, il fondatore del teatro
Gigi Proietti nacque a Roma il 2 novembre 1940 e morì a Roma il 2 novembre 2020, il giorno in cui compiva ottant'anni. Attore di teatro, di cinema, di televisione, doppiatore e direttore, fu il mattatore italiano per antonomasia della seconda metà del Novecento. A lui si deve l'idea iniziale del teatro di Villa Borghese, che diresse artisticamente dall'inaugurazione del 2003 fino alla scomparsa: diciassette stagioni.
Dal Brancaccio a Villa Borghese
Prima del Globe, Proietti aveva fondato al Teatro Brancaccio un laboratorio di esercitazioni sceniche da cui sono usciti molti attori diventati poi noti. Il Globe è la prosecuzione naturale di quel lavoro: una scuola travestita da stagione estiva, dove giovani compagnie mettevano le mani su Shakespeare davanti a milleduecento persone. Chi ha seguito le stagioni sa che il livello era diseguale, e Proietti lo sapeva meglio di chiunque: era un teatro di bottega, e la bottega serve a sbagliare.
Edmund Kean, il ruolo di una vita
Lo spettacolo che lo legava più di ogni altro al teatro elisabettiano è Edmund Kean, monologo di Raymund FitzSimons dedicato al grande attore shakespeariano inglese: Proietti lo diresse e lo interpretò dal 1989 e lo riprese fino al 2017. Kean, nato a Londra nel 1787 e morto a Richmond nel 1833, aveva rivoluzionato il modo di recitare Shakespeare con uno stile impulsivo e passionale, opposto all'eleganza controllata di John Philip Kemble. La sua consacrazione arrivò il 26 gennaio 1814 con lo Shylock del Mercante di Venezia al Drury Lane; il suo ultimo lavoro fu un Otello al Covent Garden il 25 marzo 1833, durante il quale crollò sul palcoscenico. Portare quel personaggio dentro un Globe ricostruito è una di quelle coincidenze che il teatro sa costruire meglio della vita.
L'intitolazione a Gigi Proietti
Il 3 novembre 2020, il giorno dopo la morte, la sindaca di Roma Virginia Raggi e la Fondazione Silvano Toti annunciarono l'intenzione di intitolare il teatro anche a Proietti. La denominazione Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti è operativa dalla stagione estiva 2021, confermata in conferenza stampa il 7 giugno 2021 insieme al cartellone di quell'anno. Non è stata una targa: è stato il riconoscimento che l'edificio, senza quell'idea e quei diciassette anni di direzione, non esisterebbe.

Silvano Toti e la fondazione che pagò il teatro
Il primo nome dell'edificio viene da Silvano Toti, imprenditore e mecenate romano, e dalla Fondazione che la sua famiglia creò per ricordarlo. Il modello di finanziamento merita una nota, perché in Italia è meno comune di quanto si creda: il suolo e la titolarità pubblica sono del Comune di Roma, il denaro della costruzione è arrivato da un privato, la gestione artistica è affidata a una società, la Politeama Srl. Tre soggetti, tre ruoli distinti. Quando qualcuno racconta il Globe come un teatro comunale dice una cosa vera a metà; quando lo racconta come un teatro privato, sbaglia allo stesso modo.
Il repertorio del Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Sotto la direzione di Proietti sono andate in scena tragedie e commedie elisabettiane riviste in chiave moderna, con un successo particolare presso il pubblico giovane. L'elenco delle produzioni storiche comprende Romeo e Giulietta, Pene d'amor perdute, Otello, Riccardo III, Molto rumore per nulla, Sogno di una notte di mezza estate, Re Lear, Il mercante di Venezia, La bisbetica domata e La tempesta.
Romeo e Giulietta, lo spettacolo che aprì il teatro
Fu il titolo inaugurale del 2003, diretto da Proietti. La scelta era obbligata e insieme astuta: il testo più popolare del canone, quello che il pubblico crede di conoscere, messo in uno spazio che costringe a riascoltarlo. Nella configurazione elisabettiana la scena del balcone perde l'effetto cartolina e diventa quello che è nel testo, una conversazione sussurrata a pochi metri da centinaia di persone che stanno zitte.
Sogno di una notte di mezza estate
La commedia che meglio si accorda con questo edificio, per una ragione banale: il testo parla di un bosco notturno e il teatro è dentro un parco, con gli alberi veri che si vedono sopra il coronamento di legno. Nelle repliche di luglio capita che un'upupa o un gabbiano attraversino la scena in ritardo sulla battuta. Non si può programmare, e per me è il momento più bello dell'estate teatrale romana.
Otello, Riccardo III, Re Lear
Le tre grandi tragedie del repertorio sono anche la prova più dura in uno spazio senza buio in sala. Riccardo III funziona benissimo, perché il protagonista parla direttamente al pubblico fin dalla prima battuta e qui quel pubblico lo guarda negli occhi. Otello soffre di più, perché la sua meccanica si regge sull'intimità e sul non detto. Re Lear, con la scena della tempesta a cielo aperto, vive o muore a seconda del meteo.
Le commedie: La bisbetica domata, Molto rumore per nulla, Pene d'amor perdute
Il versante comico del repertorio è quello che ha portato al Globe il pubblico più giovane, e anche quello che ha attirato le critiche più severe da parte dei puristi, per via delle traduzioni sciolte e delle regie che ammiccano al presente. Shakespeare è sopravvissuto a cose ben peggiori di una battuta in romanesco, e un ragazzo di diciotto anni che ride di Beatrice e Benedetto in un anello di legno ha imparato più di uno che sbadiglia su un'edizione filologica.
Il mercante di Venezia e La tempesta
Il mercante di Venezia porta dentro la questione più spinosa del canone, la figura di Shylock, e ogni allestimento è costretto a prendere posizione. La tempesta, testo ultimo e testamentario, chiude idealmente il ciclo: un'isola, un mago che rinuncia alla magia, un epilogo rivolto agli spettatori che chiedono applausi per liberare il protagonista. In un teatro dove gli spettatori sono illuminati quanto l'attore, quell'epilogo colpisce come in nessun'altra sala. Per chi vuole allargare lo sguardo sul teatro romano di prosa, il confronto naturale è con le stagioni del Teatro Sistina e dell'Ambra Jovinelli, che frequentano un repertorio del tutto diverso.
La direzione artistica dopo Proietti
Dall'estate 2022 la direzione artistica è affidata a Nicola Piovani, compositore romano nato il 26 maggio 1946, premio Oscar nel 1999 per la colonna sonora de La vita è bella. La scelta di un musicista alla guida di un teatro di parola è meno strana di quanto sembri: il verso shakespeariano è materia ritmica, e il pentametro giambico è una partitura prima che un significato. Chi frequenta anche i cartelloni del Teatro dell'Opera di Roma o del Teatro Olimpico riconoscerà in questa nomina una tendenza romana consolidata, quella di affidare spazi di prosa a direttori venuti dalla musica.
L'Archivio Gigi Proietti Globe Theatre e l'Università Roma Tre
Nel 2020 è stato inaugurato l'Archivio Gigi Proietti Globe Theatre, nato dalla collaborazione fra la Politeama Srl, che detiene la gestione artistica esclusiva del teatro, e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell'Università Roma Tre. Il catalogo è consultabile online e raccoglie, per ogni spettacolo dalla prima stagione del 2003, registrazioni filmate integrali, fotografie, bozzetti, note di regia, rassegne stampa, dati statistici, studi critici e interviste.
I materiali sono protetti da diritto d'autore e si consultano presso il Centro Multimediale del Dipartimento, in Via del Valco di San Paolo 19, negli orari di apertura. È una risorsa aperta a studenti, insegnanti e cittadini, e resta il modo migliore per studiare l'evoluzione della regia shakespeariana italiana degli ultimi vent'anni. Poche istituzioni teatrali italiane hanno fatto altrettanto con la propria memoria: di solito i bozzetti finiscono in una cantina e i video su un disco che nessuno sa più leggere.
Come si vive una serata al Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Che cosa portare con sé
Una felpa leggera, anche a luglio: il parco a mezzanotte scende di parecchi gradi rispetto al centro, e con la platea scoperta si sente. Un cuscinetto pieghevole se avete preso i palchi, perché le panche sono di legno e due ore si fanno sentire. Repellente per zanzare, che a Villa Borghese in agosto non sono un'ipotesi. Acqua, perché i punti di ristoro sono pochi e nelle pause si formano code. Chi arriva con i tacchi su un pavimento di tufo posato a secco lo scopre a proprie spese.
Quando conviene andare
Il periodo giusto è quello dal tardo giugno alla prima metà di ottobre, con due finestre nettamente migliori: la fine di giugno, quando le serate sono ancora lunghe e l'afa non è arrivata, e la seconda metà di settembre, quando il caldo si è rotto e il pubblico si dirada. Agosto è il mese peggiore per il clima e il migliore per trovare posto all'ultimo momento. In caso di pioggia leggera lo spettacolo prosegue e chi è in platea si bagna: la decisione sulla sospensione spetta alla direzione, e il rimborso segue le condizioni indicate sul biglietto.
Il Gigi Proietti Globe Theatre a Roma con i bambini
Il teatro è adatto dai dieci anni in su, con qualche eccezione per le commedie più fisiche, che divertono anche prima. Sotto quella soglia il problema non è il contenuto ma la durata e l'orario: uno spettacolo che comincia alle 21:00 finisce oltre le 23:00. Per una giornata in famiglia nel parco, il pomeriggio si riempie facilmente con il Bioparco o con i Giardini Segreti di Villa Borghese, e la sera si chiude qui.
Durata, intervallo, regole di sala
Le produzioni durano in genere fra le due ore e le due ore e mezza, con un intervallo. Le riprese video e fotografiche durante lo spettacolo non sono ammesse, come in qualunque teatro; prima e dopo, a sipario chiuso, la fotografia dell'edificio è normalmente tollerata. Il guardaroba non esiste nella forma classica, quindi conviene viaggiare leggeri. Gli spettacoli iniziano puntuali e chi arriva in ritardo entra al primo cambio di scena utile, non prima: con la platea in piedi e il pubblico a un metro dagli attori, un ingresso fuori tempo si vede tutto.
Cosa c'è intorno al Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Nel raggio di dieci minuti a piedi il parco offre più di quanto una serata basti a coprire. La Galleria Borghese, con i Bernini e i Caravaggio, richiede prenotazione a ingressi contingentati ed è il museo più forte del quadrante. La Casa del Cinema, nella Casina delle Rose, programma proiezioni e incontri, e d'estate apre l'arena Ettore Scola con ingresso gratuito. Il Museo Carlo Bilotti, nell'ex Aranciera, custodisce un nucleo di opere di Giorgio de Chirico. Verso sud il parco sfuma nel Pincio e nella sua terrazza sul Popolo, che alle otto di sera, con la luce bassa, vale la deviazione prima di entrare a teatro.
Chi cerca invece un confronto con il patrimonio storico dell'altra Roma, quella dei palazzi e delle collezioni, trova nel Museo Nazionale del Palazzo Venezia un contraltare esatto: là il Rinascimento italiano conservato in teche, qui il teatro inglese contemporaneo di quel Rinascimento, rimesso in piedi e riportato in funzione.
Una curiosità su Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
La curiosità che quasi nessuno conosce riguarda il tempo di costruzione: l'edificio fu tirato su in tre mesi. Tre mesi per un anello di rovere di trentatré metri di diametro esterno, con tre ordini di palchi, passerelle, un palcoscenico coperto e un tetto di rame. È un dato che sembra un errore di trascrizione e invece è il dato corretto, e si spiega con la tecnica costruttiva: la carpenteria lignea di tradizione inglese lavora per elementi prefabbricati assemblati in cantiere, non per getti che devono maturare. I pezzi arrivano già tagliati e si montano.
La seconda curiosità, collegata, riguarda il calendario. Il teatro aprì nel 2003, l'anno in cui Villa Borghese celebrava i cento anni dalla cessione al Comune di Roma, avvenuta nel 1903 dopo l'acquisto da parte dello Stato nel 1901. Il Globe romano nacque quindi come regalo di compleanno a un parco, e come gemellaggio ideale fra Roma e Londra, le due città che oggi possiedono un Globe funzionante. Se si mette insieme la velocità del cantiere e la ricorrenza, si capisce che la data di inaugurazione non era negoziabile: bisognava aprire nel 2003, punto. Il resto è stato organizzato attorno a quella scadenza.
C'è poi un dettaglio materiale che vale la curiosità di chi guarda: sotto i piedi, in platea, non c'è legno ma tufo, la pietra vulcanica con cui Roma è costruita da ventisette secoli. Un teatro inglese poggiato sul materiale romano per definizione. Non credo sia stato pensato come simbolo, ma funziona benissimo come tale.
Una cosa che non ti dice nessuno su Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Che non esiste una copia fedele del Globe di Shakespeare, e che nessuna delle due ricostruzioni oggi in piedi, né quella londinese del 1997 né quella romana del 2003, può dirsi tale. Del teatro originale non sono stati tramandati i progetti. Quello che sappiamo viene da poche incisioni panoramiche di Londra, da un disegno di seconda mano di un altro teatro elisabettiano, da contratti di costruzione di edifici analoghi e dagli scavi che nel 1989 hanno rimesso in luce una porzione delle fondazioni. Tutto il resto è ricostruzione critica, cioè ipotesi motivata.
Le due ricostruzioni, di conseguenza, differiscono fra loro su parecchie scelte: la copertura, le dimensioni, il numero dei pilastri del proscenio, la forma della galleria dei musici. Chi arriva a Villa Borghese convinto di vedere il teatro di Shakespeare deve fare pace con l'idea di vedere una lettura moderna e argomentata di come poteva essere quel teatro. Il che, se ci si pensa, è esattamente il modo in cui si mette in scena Shakespeare: nessuna regia è il testo, ogni regia è un'ipotesi.
La seconda cosa che non si dice riguarda la gestione. Il teatro è pubblico come suolo e come proprietà, privato come finanziamento originario, e affidato a una società, la Politeama Srl, per la parte artistica. Questa triplice natura spiega perché la programmazione non segua le logiche dei teatri stabili e perché le stagioni siano concentrate nei mesi caldi: senza copertura sulla platea, l'esercizio invernale è impossibile. Chi si chiede perché un teatro così bello resti chiuso da novembre ad aprile ha già la risposta guardando in alto.
Domande frequenti su Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Cos'è il Gigi Proietti Globe Theatre e dove si trova a Roma
Il Gigi Proietti Globe Theatre è un teatro elisabettiano in legno, circolare e a cielo aperto, costruito nel 2003 dentro Villa Borghese sul modello del Globe londinese di Shakespeare. L'ingresso principale è a Largo Aqua Felix, sul lato di Piazza di Siena, mentre l'ingresso del palcoscenico è su Via Valle Giulia e il botteghino su Viale Pietro Canonica.
Come si arriva al Globe Theatre con i mezzi pubblici
Si arriva al Gigi Proietti Globe Theatre con la metropolitana linea A, fermate Flaminio o Spagna, e poi a piedi attraverso Villa Borghese. Da Flaminio si sale per il Pincio o per viale dell'Orologio in circa venti minuti; da Spagna si esce su Viale del Muro Torto ed entra da Porta Pinciana, percorso più breve ma con qualche scalinata mobile.
Quando apre il botteghino del Globe Theatre
Il botteghino fisico del Gigi Proietti Globe Theatre apre su Viale Pietro Canonica dal martedì alla domenica, dalle 17:00 alle 19:00, con prolungamento fino all'inizio dello spettacolo nei giorni di replica. A settembre e ottobre il fine settimana l'orario anticipa a 16:00-18:30. Il lunedì la biglietteria resta chiusa tranne quando c'è una replica in cartellone.
Chi ha fondato il teatro e chi lo dirige oggi
Il Gigi Proietti Globe Theatre fu ideato da Gigi Proietti, che lo diresse artisticamente dall'inaugurazione del 2003 fino alla sua scomparsa nel 2020, per diciassette stagioni. Dall'estate 2022 la direzione artistica è affidata al compositore romano Nicola Piovani, premio Oscar nel 1999 per la colonna sonora de La vita è bella.
Che spettacoli si vedono al Gigi Proietti Globe Theatre
Al Gigi Proietti Globe Theatre vanno in scena tragedie e commedie elisabettiane riviste in chiave moderna, con un repertorio storico che comprende Romeo e Giulietta, Otello, Riccardo III, Molto rumore per nulla, Sogno di una notte di mezza estate, Re Lear, Il mercante di Venezia, La bisbetica domata e La tempesta.
Cosa conviene portare con sé per una serata al Globe Theatre
Per una serata al Gigi Proietti Globe Theatre conviene portare una felpa leggera, perché il parco a mezzanotte scende di parecchi gradi rispetto al centro con la platea scoperta. Utili anche un cuscinetto pieghevole per chi prende posto sui palchi con panche di legno, il repellente per zanzare e l'acqua, dato che i punti di ristoro sono pochi.
È vero che il Globe Theatre di Roma fu costruito in tempi record
Sì, il Gigi Proietti Globe Theatre fu costruito in soli tre mesi, un anello di rovere di trentatré metri di diametro esterno con tre ordini di palchi, passerelle, un palcoscenico coperto e un tetto di rame. Il legno consente inoltre una struttura tecnicamente reversibile, argomento che ne facilitò l'autorizzazione dentro un parco storico vincolato.
Il consiglio che ti do per visitare Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Prendete la platea in piedi, almeno una volta. Costa meno di tutto il resto ed è l'unico settore che restituisce l'esperienza per cui questo edificio è stato costruito. Si arriva un'ora prima, si occupa il bordo del proscenio sul lato sinistro guardando il palco, e da lì non ci si muove: quando l'attore entra, lo si ha addosso. Chi non regge due ore in piedi ripieghi sul primo ordine di palchi laterali, che è il miglior compromesso fra prezzo e visuale, e lasci perdere le poltroncine centrali, che costano di più e vi mettono esattamente nella condizione di una sala qualunque.
Secondo consiglio, sull'orario: arrivate al parco con un'ora e mezza di margine e fate una passeggiata prima. Villa Borghese al tramonto è un'altra cosa rispetto a Villa Borghese alle tre del pomeriggio, e il percorso da Piazza di Siena al teatro, con i pini che si accendono di arancione, prepara alla serata meglio di qualunque programma di sala. Terzo consiglio, sul meteo: controllate le previsioni, ma non disdite per una probabilità di pioggia. Gli acquazzoni estivi romani durano venti minuti e gli spettacoli, salvo casi gravi, proseguono. Il Re Lear sotto la pioggia vera è una cosa che capita una volta nella vita.
Ultimo, per chi accompagna gruppi o organizza una serata aziendale: il teatro non è attrezzato per la ristorazione e il parco chiude i cancelli carrabili in orari che cambiano con la stagione. Chi prepara una serata strutturata per un gruppo, con trasferimento, cena e spettacolo, farebbe bene a farsi assistere da chi conosce le ordinanze in vigore: i colleghi di TourLeaderPro a Roma organizzano abitualmente questo genere di logistica.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il Globe londinese bruciò per un effetto speciale. Il 29 giugno 1613, durante una rappresentazione dell'Enrico VIII, un colpo di cannone a salve sparato per annunciare l'ingresso del re mandò scintille sul tetto di paglia. In meno di un'ora il teatro non c'era più. È un fatto che si trova in qualunque manuale, eppure quasi nessuno lo collega alla scelta fatta a Roma nel 2003: il tetto del Globe di Villa Borghese è in scandole di rame. A Londra, nella ricostruzione del 1997, hanno ottenuto un'autorizzazione straordinaria per rifare la paglia, la prima concessa in città dopo il grande incendio del 1666, e l'hanno messa in sicurezza con impianti moderni. A Roma si è preferito il metallo.
Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda la capienza. Il Globe originale del 1599 arrivava a circa tremila spettatori; la ricostruzione londinese, per le norme antincendio, si ferma attorno ai millequattrocento; quella romana a milleduecentosei. Il teatro elisabettiano era, in termini contemporanei, un impianto da grande evento, con un pubblico enorme, rumoroso, che mangiava e commentava ad alta voce. L'idea del silenzio religioso in sala è un'invenzione ottocentesca. Quando al Globe di Villa Borghese la platea reagisce rumorosamente a una battuta, non sta violando un codice: lo sta rispettando.
Terzo fatto, il più trascurato di tutti: la stagione del Globe romano è annuale e ininterrotta dal 2003, salvo le interruzioni imposte dall'emergenza sanitaria. Vent'anni di Shakespeare in un parco pubblico, con biglietti popolari, in una città che di teatro stabile ne ha sempre avuto poco rispetto alle sue dimensioni. È un risultato che meriterebbe più attenzione critica di quanta ne riceva.
La foto giusta da fare a Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
La fotografia che tutti provano è l'anello ligneo visto dal terzo ordine di palchi, con la platea sotto e il cielo sopra. È una buona fotografia e la sconsiglio come prima scelta, perché la si trova identica in diecimila copie. La fotografia giusta è un'altra: l'esterno dell'edificio ripreso dal viale alberato al tramonto, con il legno che assorbe la luce calda e i pini domestici che chiudono l'inquadratura in alto. Il rame del tetto, ossidato, entra in accordo con il verde degli aghi di pino e il risultato è una fotografia che non sembra romana e non sembra inglese, che è precisamente quello che l'edificio è.
Se volete invece l'interno, la posizione da cercare è il bordo della platea in piedi, sul lato del proscenio, con il grandangolo puntato verso l'alto: si prende la curva completa dei tre ordini di palchi e la geometria dell'anello diventa leggibile. Fatelo prima che cominci lo spettacolo, a luci di sala accese. A rappresentazione iniziata le fotografie non si fanno, ed è una regola che qui viene applicata sul serio, perché con la platea illuminata uno schermo acceso disturba tutti.
Ora tecnica: la mezz'ora prima dell'inizio, in estate, è quella giusta. Il sole è basso, il legno si accende, e l'illuminazione artificiale del palcoscenico non ha ancora preso il sopravvento. Se cercate il dettaglio invece dell'insieme, puntate sul pavimento di tufo della platea: i blocchi posati a secco, con la loro grana porosa e le fughe irregolari, sono il soggetto macro più interessante di tutto l'edificio, e nessuno li fotografa mai.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il primo avvenimento è la costruzione stessa, nel 2003, in tre mesi di cantiere dentro un parco storico vincolato. Un edificio nuovo dentro Villa Borghese non è cosa che accada spesso, e il fatto che la struttura sia in legno, quindi tecnicamente reversibile, fu uno degli argomenti che ne resero possibile l'autorizzazione.
Il secondo è l'inaugurazione, con Romeo e Giulietta diretto da Gigi Proietti, nell'anno del centenario di Villa Borghese come parco pubblico. L'apertura segnò l'inizio di una stagione annuale che non si è più interrotta se non per cause di forza maggiore.
Il terzo è l'inaugurazione dell'Archivio Gigi Proietti Globe Theatre nel 2020, frutto dell'accordo fra la Politeama Srl e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell'Università Roma Tre. Un teatro che archivia se stesso in forma digitale, spettacolo per spettacolo, dal 2003 in avanti, è un caso di scuola in Italia.
Il quarto è la morte di Gigi Proietti, il 2 novembre 2020, nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Il giorno seguente, il 3 novembre, la sindaca Virginia Raggi e la Fondazione Silvano Toti annunciarono l'intitolazione del teatro anche a lui. La stagione 2021, presentata in conferenza stampa il 7 giugno di quell'anno, fu la prima con il nome nuovo, e la prima senza il suo direttore. Chi era in platea quell'estate ricorda un pubblico che applaudiva prima ancora che cominciasse lo spettacolo.
Il quinto è il passaggio della direzione artistica a Nicola Piovani dall'estate 2022, che ha aperto una fase nuova, con una attenzione maggiore alla componente musicale degli allestimenti.
Chi è passato da Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Il nome che pesa su tutti è quello di Gigi Proietti, che questo teatro lo ha immaginato, lo ha diretto per diciassette stagioni e vi ha lasciato il proprio metodo. Attorno a lui è passata una parte consistente del teatro italiano recente: le compagnie giovani formatesi nel laboratorio del Brancaccio, gli attori che qui hanno avuto la prima grande occasione davanti a un pubblico numeroso, i registi che si sono misurati con uno spazio scenico che non perdona la pigrizia.
Dal 2022 il teatro è guidato da Nicola Piovani, compositore premio Oscar nel 1999 per La vita è bella, figura che ha attraversato il cinema italiano dagli anni Settanta in poi lavorando con i maggiori registi della sua generazione. La sua presenza ha portato nel cartellone musicisti e attori provenienti da ambiti diversi dalla prosa pura.
Sul piano istituzionale, il teatro è passato per le mani della famiglia Toti, con la Fondazione intitolata a Silvano Toti che ne finanziò la costruzione, e per quelle dell'amministrazione capitolina, a partire dalla giunta che nel 2003 ne autorizzò e realizzò la struttura fino a quella che nel novembre 2020 volle l'intitolazione a Proietti.
C'è infine una presenza che attraversa l'edificio senza esserci mai stata: William Shakespeare. Il Globe di Southwark dove i suoi testi andarono in scena dal 1599 non esiste più dalla metà del Seicento, e l'anello di rovere di Villa Borghese è uno dei pochissimi luoghi al mondo in cui quei testi tornano a essere detti nelle condizioni per cui furono scritti. Con l'accento romano, e a me questo non dispiace affatto.

Domande veloci su Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Dove si trova esattamente il Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Dentro Villa Borghese, con ingresso principale a Largo Aqua Felix, sul lato di Piazza di Siena. L'ingresso del palcoscenico è su Via Valle Giulia e il botteghino su Viale Pietro Canonica.
Come si arriva al Gigi Proietti Globe Theatre a Roma con i mezzi pubblici
Con la metropolitana linea A, fermate Flaminio o Spagna, e poi a piedi attraverso il parco. In alternativa con i tram 19 e 3, che percorrono Viale delle Belle Arti, da cui si sale verso Valle Giulia.
Quanto costa il biglietto
Il prezzo cambia per settore, per giorno e per produzione. Il listino valido è quello che il teatro pubblica a inizio stagione e che il botteghino applica: conviene controllarlo sui canali ufficiali prima di partire.
Si possono comprare i biglietti online
Sì. Il teatro autorizza un rivenditore online indicato di volta in volta sui propri canali ufficiali. Nelle serate di richiesta alta la prevendita evita la fila all'ingresso.
Quanti posti ha il Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Milleduecentosei posti complessivi, di cui quattrocentoquindici in piedi nella platea scoperta e gli altri distribuiti sui tre ordini di palchi.
Si assiste in piedi o seduti
Dipende dal settore. La platea è in piedi, come nella tradizione elisabettiana; i palchi sui tre livelli sono a sedere, su strutture in legno.
Quanto dura uno spettacolo
In genere fra due ore e due ore e mezza, con un intervallo. Gli inizi serali sono intorno alle 21:00 nei mesi centrali dell'estate.
Che cosa succede se piove
Con pioggia leggera la rappresentazione prosegue e chi è in platea si bagna, perché la platea è scoperta. L'eventuale sospensione e le condizioni di rimborso sono decise dalla direzione secondo quanto riportato sul biglietto.
È accessibile in sedia a rotelle
L'accesso agevolato in auto passa da Largo Pablo Picasso. I posti riservati sono in platea, in numero limitato, e vanno segnalati al momento dell'acquisto. I palchi si raggiungono solo con scale e passerelle.
Si possono fare foto al Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Non durante lo spettacolo. Prima e dopo, con le luci di sala, la fotografia dell'edificio è normalmente tollerata.
È adatto ai bambini
Dai dieci anni in su è una bella esperienza, soprattutto con le commedie. Sotto quell'età il limite non è il testo ma l'orario, perché si finisce oltre le 23:00.
Il teatro è aperto tutto l'anno
No. La stagione si concentra nei mesi caldi, indicativamente dal tardo giugno alla prima metà di ottobre, perché la platea è scoperta e l'esercizio invernale non è possibile.
Perché si chiama Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti
Silvano Toti è l'imprenditore e mecenate alla cui memoria la famiglia intitolò la Fondazione che finanziò la costruzione nel 2003. Il nome di Gigi Proietti è stato aggiunto dopo la sua morte, avvenuta il 2 novembre 2020, ed è operativo dalla stagione 2021.
Chi dirige oggi il Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
La direzione artistica è affidata dall'estate 2022 a Nicola Piovani. La gestione artistica esclusiva è della Politeama Srl.
È una copia esatta del Globe di Londra
No, ed è bene saperlo. Dell'edificio originale del 1599 non esistono progetti: sia la ricostruzione londinese del 1997 sia quella romana del 2003 sono ipotesi ricostruttive, e differiscono fra loro su diversi elementi.
Che differenza c'è con il Globe di Londra
Il Globe londinese, riaperto nel 1997 a poca distanza dal sito originale, ha il tetto di paglia e una capienza di circa millequattrocento posti; quello romano ha il tetto in scandole di rame, milleduecentosei posti e un diametro esterno di trentatré metri. Entrambi hanno la platea in piedi.
Con che materiali è costruito
Interamente in legno di rovere proveniente da foreste gestite e riforestate, con pavimentazione della platea in blocchi di tufo posati a secco e copertura in scandole di rame.
Dove si parcheggia vicino al Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
A Largo Pablo Picasso, a un centinaio di metri dal teatro. Nelle sere di spettacolo si riempie in fretta, quindi conviene arrivare con anticipo o usare la metropolitana.
Si recita in inglese o in italiano
In italiano. Il repertorio elisabettiano viene proposto in traduzione, spesso con adattamenti moderni, e questo è uno dei motivi del successo del teatro presso il pubblico giovane.
Che spettacoli sono andati in scena
Fra le produzioni storiche: Romeo e Giulietta, Pene d'amor perdute, Otello, Riccardo III, Molto rumore per nulla, Sogno di una notte di mezza estate, Re Lear, Il mercante di Venezia, La bisbetica domata, La tempesta.
Esiste un archivio degli spettacoli
Sì, l'Archivio Gigi Proietti Globe Theatre, inaugurato nel 2020 con l'Università Roma Tre. Il catalogo è online e i materiali si consultano al Centro Multimediale di Via del Valco di San Paolo 19.
Quanto tempo prima conviene arrivare
Almeno quarantacinque minuti, un'ora se avete il biglietto per la platea in piedi e volete la prima fila sul proscenio. Il tragitto a piedi dalla metropolitana va aggiunto a parte.
Che cosa si può visitare nel parco prima dello spettacolo
Nel raggio di dieci minuti a piedi: la Galleria Borghese, il Bioparco, il Museo Carlo Bilotti nell'ex Aranciera, la Casa del Cinema nella Casina delle Rose, i Giardini Segreti e la terrazza del Pincio.
Serve prenotare per i gruppi
Sì, e con largo anticipo, perché i settori contigui si esauriscono per primi. Per una serata organizzata con trasferimento e cena conviene appoggiarsi a professionisti: TourLeaderPro gestisce abitualmente questo tipo di richieste.
C'è un servizio di ristoro
I punti di ristoro nelle immediate vicinanze sono pochi e nell'intervallo si formano code. Conviene portarsi una bottiglia d'acqua e cenare prima, in uno dei locali fuori dal parco verso Porta Pinciana o Viale delle Belle Arti.
È un buon consiglio per chi visita Roma per la prima volta
Se il soggiorno dura tre giorni pieni e capite l'italiano, sì, come serata conclusiva. Chi viaggia in inglese trova le guide dedicate su ItalyPlanner, che ragiona sulle priorità di un primo viaggio meglio di qualunque elenco.
L'opinione finale sul Gigi Proietti Globe Theatre a Roma
Di teatri all'aperto ce ne sono parecchi, molti più belli di questo sulla carta. Nessuno funziona altrettanto bene. La ragione è che il Globe di Villa Borghese non è un contenitore neutro dentro cui si mette uno spettacolo: è una macchina che impone un modo di recitare e un modo di guardare, e chi ci entra la prima volta se ne accorge dopo dieci minuti. Prendete i posti in piedi, portatevi una felpa, andate a fine giugno o a metà settembre. Se vi capita un temporale, restate.
Un'ultima cosa, sul nome. Il teatro porta quello di Gigi Proietti dal 2021, e l'aggiunta non è retorica: senza la sua idea del 2003 e senza diciassette stagioni di direzione, quell'anello di rovere non ci sarebbe. Chi organizza un viaggio a Roma attorno al teatro trova su ItalyPlanner un itinerario di tre giorni che lascia libera la sera, ed è il modo giusto di incastrarlo.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più. Come funzionano
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.