Nuvola di Fuksas – Nuovo Centro Congressi

Indirizzo: viale Asia 25, 00144 Roma, quartiere EUR, con gli altri fronti su viale Cristoforo Colombo, viale Europa e viale Shakespeare. Si arriva con la metro B, fermata EUR Fermi, e con la linea di superficie 714, che percorre la Colombo dalla stazione Termini; in auto si esce dal Grande Raccordo Anulare agli svincoli 25, 26 e 27, e dall'aeroporto di Fiumicino il taxi impiega un quarto d'ora scarso quando il traffico è clemente. Non si compra un biglietto d'ingresso: il Roma Convention Center non è un museo ma un centro congressi di proprietà pubblica, e si entra soltanto quando ospita un congresso, una fiera, un concerto o una mostra, con il titolo d'accesso di quell'evento e alle condizioni fissate da chi lo organizza. Il calendario e le modalità di prenotazione delle aperture straordinarie sono pubblicati da EUR SpA, la società proprietaria, sul proprio sito. Chi vuole dormirci dentro ha la torre alberghiera affacciata su viale Europa, l'unico corpo del complesso accessibile tutti i giorni dell'anno.

Confronta le esperienze a Roma

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Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Food tour✦ Vieni affamato

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Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

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Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

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Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Tour in e-bike✦ Senza fatica

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Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

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Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

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Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

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In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

Capri e Costiera Amalfitana

Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

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Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Il resto della pagina è la guida vera: cosa c'è dentro, come è fatto, quanto è costato, chi lo ha voluto e perché a Roma questo edificio ha diviso la città per quasi vent'anni. Se cercate il contesto in cui è nato, la storia del quartiere è raccontata nella guida all'EUR.

Nuvola di Fuksas - Nuovo Centro Congressi
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Dove si trova la Nuvola di Fuksas e come ci si arriva

L'isolato è il quadrilatero fra viale Cristoforo Colombo, viale Europa, viale Shakespeare e viale Asia: nove ettari scarsi di città, in una maglia ortogonale disegnata negli anni Trenta e mai davvero completata. L'ingresso principale del centro congressi apre su viale Colombo, quello dell'albergo su viale Europa. Chi arriva a piedi dalla metropolitana ha davanti un fronte lungo centosettantacinque metri, e il colpo d'occhio funziona meglio dal marciapiede opposto, dove la teca di vetro si legge per intero.

Le linee e le fermate per la Nuvola di Fuksas

La linea B della metropolitana serve l'EUR con tre stazioni ravvicinate, EUR Magliana, EUR Palasport ed EUR Fermi, e la società proprietaria indica quest'ultima come fermata di riferimento: dall'uscita si percorrono viale America e viale Asia in una decina di minuti di passeggiata piana, senza scale e senza attraversamenti pericolosi. Da EUR Palasport il percorso è di poco più lungo ma passa davanti al laghetto, che per un visitatore alla prima volta vale la deviazione. In superficie la linea 714 collega Termini alla Colombo ed è quella che scarica più gente davanti al complesso nei giorni di fiera; nelle grandi occasioni congressuali gli organizzatori attivano navette dedicate fra le stazioni e gli ingressi, segnalate all'uscita della metropolitana.

In auto, in taxi e con i bagagli

Il complesso ha un parcheggio interrato pensato per assorbire l'afflusso dei congressi e tre svincoli del Raccordo a portata di mano, il 25, il 26 e il 27. Il consiglio da professionista è comunque di lasciare l'auto altrove: nei giorni di grande evento la Colombo si imbottiglia e i posti finiscono presto, mentre la metropolitana arriva sempre. Chi viene da Fiumicino con i bagagli ha la scelta fra il taxi a tariffa fissa per Roma e il treno regionale fino a Ostiense con cambio sulla linea B. Per i gruppi in arrivo in pullman l'area di sosta va concordata in anticipo con l'organizzatore dell'evento: la sosta libera di un bus turistico su viale Asia non esiste.

Che cosa è davvero la Nuvola di Fuksas

Chiamarla nuvola è una sineddoche: la parte per il tutto. Il complesso progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas è composto da tre corpi distinti, e la nuvola vera è soltanto quello centrale, il bozzolo sospeso che contiene l'auditorium. Intorno c'è la teca, il parallelepipedo di vetro e acciaio che la protegge; accanto c'è la lama, la torre alberghiera. Sotto, invisibile da fuori, si sviluppa il livello interrato con le sale meeting e il parcheggio. Il nome ufficiale del complesso è Roma Convention Center La Nuvola, quello burocratico con cui è stato bandito il concorso era Nuovo Centro Congressi dell'EUR, e a Roma lo chiamano tutti soltanto la Nuvola.

La superficie complessiva del progetto è di circa cinquantacinquemila metri quadrati; la sola parte che si affitta per eventi supera i ventiseimila metri quadrati e può accogliere manifestazioni da ottocento a ottomila persone. È il più grande edificio costruito a Roma da mezzo secolo a questa parte, e non è un titolo pubblicitario: bisogna risalire alle opere olimpiche del 1960 per trovare un cantiere di scala paragonabile dentro il Grande Raccordo Anulare.

L'EUR intorno alla Nuvola di Fuksas

Nessun edificio si capisce fuori dal suo quartiere, e questo meno di altri. L'EUR nasce nel 1936 come sede della Esposizione Universale di Roma prevista per il 1942, che la guerra cancellò prima ancora che aprisse i cancelli. L'ente costituito per organizzarla, oggi EUR SpA, non fu mai sciolto: è ancora il proprietario del suolo e degli edifici, partecipato al novanta per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e al dieci per cento da Roma Capitale. Il quartiere restò per vent'anni un cantiere interrotto, con i marmi sbozzati e le strade tracciate nel nulla, e fu completato soltanto in vista delle Olimpiadi del 1960.

Un quartiere progettato per un'esposizione mai aperta

Le architetture rimaste raccontano quella stagione meglio di qualunque manuale. Il Palazzo della Civiltà Italiana, il cosiddetto Colosseo Quadrato di Guerrini, La Padula e Romano, è la sagoma che chiude la prospettiva verso sud. La basilica dei Santi Pietro e Paolo presidia il punto più alto con la sua cupola. Il laghetto artificiale con i ciliegi giapponesi fu scavato dopo la guerra, e il Palazzo dello Sport di Pier Luigi Nervi e Marcello Piacentini arrivò con i Giochi. Camminare dalla metropolitana al centro congressi significa attraversare ottant'anni di storia dell'architettura italiana in dieci minuti.

Il dialogo, non sempre pacifico, con il Palazzo dei Congressi

A poche centinaia di metri, in piazzale Kennedy, c'è già un centro congressi: il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera, iniziato nel 1938 e finito soltanto nel 1954, con la sua volta a vela e i mosaici nel salone delle feste. Uno dei nodi del dibattito romano degli anni Novanta era proprio questo: serviva un secondo centro congressi a duecento metri dal primo? La risposta degli amministratori fu che il Palazzo di Libera, per capienza e per vincoli di tutela, non poteva reggere la concorrenza dei grandi poli europei, e che la capitale perdeva ogni anno congressi internazionali per mancanza di una sala plenaria da migliaia di posti. Oggi i due edifici sono gestiti insieme e spesso lavorano in tandem sullo stesso evento. Personalmente credo che il Palazzo di Libera resti il più bello dei due, e che il confronto ravvicinato faccia bene a entrambi.

Nuvola di Fuksas - Nuovo Centro Congressi
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Diciotto anni fra il concorso e l'inaugurazione

La storia del cantiere è lunga e va raccontata per intero, perché è la ragione per cui molti romani, davanti a questo edificio, provano ancora un sentimento contrastante. I fatti documentati sono questi.

Il concorso internazionale del 1998

Nel giugno 1998 il Comune di Roma, allora guidato da Francesco Rutelli, e l'Ente EUR bandiscono un concorso internazionale di architettura per il nuovo centro congressi. La giuria è presieduta da Norman Foster. Il verdetto arriva il 16 febbraio 2000 e premia il progetto di Massimiliano Fuksas. Fra la proclamazione e l'apertura del cantiere passeranno quasi otto anni: nel 2001 viene bandita la gara per progettazione, costruzione e gestione; nel 2002 se l'aggiudica Centro Congressi Italia SpA; nel 2003 la concessionaria firma una concessione trentennale; nel 2005 il contratto viene risolto e tutto ricomincia, con i costi già saliti da duecento a duecentocinquanta milioni di euro.

Il cantiere aperto nel 2007

Il progetto esecutivo è approvato nel marzo 2007. La prima pietra viene posata l'11 dicembre 2007 con il sindaco Walter Veltroni, i lavori partono nel febbraio 2008 e li esegue la società Condotte d'Acqua. Nei primi anni il cantiere procede, poi rallenta. Il numero che rende l'idea della sfida tecnica è uno solo: trentasettemila tonnellate di acciaio e cinquantottomila metri di vetro montati su una struttura che doveva restare sospesa senza appoggiarsi al guscio esterno.

Gli anni difficili, dal 2013 al 2016

Nel dicembre 2013 la crisi del bilancio capitolino rischia di fermare tutto, e un provvedimento del governo stanzia cento milioni di euro di prestito per consentire la prosecuzione dei lavori. EUR SpA attraversa una fase societaria molto delicata e cede parte del patrimonio immobiliare per fare cassa. Nel marzo 2014 è lo stesso Fuksas a dichiarare pubblicamente il proprio scetticismo sulla possibilità di arrivare in tempo per l'Expo di Milano del 2015. Non ci si arriva. L'inaugurazione avviene il 29 ottobre 2016, alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, della sindaca Virginia Raggi e dei due progettisti, con diretta televisiva sulla rete ammiraglia della Rai.

Quanto è costata la Nuvola di Fuksas

Qui bisogna essere precisi, perché è il punto su cui la polemica si è accanita di più. La previsione iniziale si aggirava sui duecentosettantacinque milioni di euro, con un importo d'appalto di circa duecentosettantadue milioni. Il costo finale è indicato intorno ai quattrocentosessantasette milioni: un incremento di quasi il settanta per cento rispetto alla previsione. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno parlato di cifre vicine ai cinquecento milioni includendo voci diverse, e la differenza fra le stime dipende da che cosa si conteggia. Va detto con altrettanta precisione che una parte della lievitazione deriva da fatti oggettivi: la risoluzione del contratto del 2005, l'inflazione su un cantiere durato otto anni, le prescrizioni antincendio e antisismiche su un edificio senza precedenti tipologici. Il mio giudizio, da chi accompagna gruppi e deve spiegare l'opera a stranieri che ne hanno letto solo i titoli di giornale, è che il dibattito italiano abbia confuso due questioni distinte: se l'opera valga architettonicamente, e se sia stata amministrata bene. Le risposte non devono per forza coincidere.

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I tre corpi del progetto: la teca, la nuvola, la lama

La scomposizione in tre organismi è il cuore dell'idea progettuale, e chiarirla in anticipo rende la visita molto più leggibile.

La teca

La teca è il grande contenitore poligonale in vetro, acciaio e pietra: circa centosettantacinque metri di lunghezza, settanta di larghezza e quaranta di altezza. Il suo involucro è una doppia parete: fra i due strati corrono le vie di fuga e le zone filtro, ventilate attraverso le perforazioni della pelle esterna. Quella doppia pelle non è un vezzo formale, lavora come schermo solare e come isolante termico, e risolve in un colpo solo il problema di raffrescare un volume vetrato di quelle dimensioni sotto il sole di Roma a luglio. Dentro la teca, sospeso, galleggia il bozzolo.

La nuvola

La nuvola è la struttura che dà il nome a tutto. È un guscio irregolare appeso alla struttura portante principale, chiamata in cantiere lo scafo, e collegato alla teca da passerelle sospese. Contiene l'auditorium e tutti i suoi servizi: foyer, bar, guardaroba, servizi igienici, camerini, cabine di traduzione simultanea e depositi. Il rivestimento è una membrana in fibra di vetro trattata con silicone ignifugo, stesa su una superficie di circa quindicimila metri quadrati. L'origine formale, raccontata dallo stesso Fuksas, è un disegno: una nuvola dai contorni frastagliati sospesa dentro una gabbia rettangolare trasparente, con la forma che richiama le chiome dei pini lungo la strada davanti all'edificio, mentre la struttura sottostante resta ortogonale e razionale come il quartiere che la circonda. L'auditorium può funzionare come sistema indipendente rispetto al resto delle attività congressuali, e questa autonomia è la ragione per cui la stessa giornata può ospitare un convegno medico al livello interrato e un concerto in quota senza che le due cose si incontrino mai.

La lama

La lama è la torre alberghiera affacciata su viale Europa: diciassette piani, circa cinquantacinque metri di altezza, e un albergo di categoria alta gestito oggi con l'insegna Hilton. Le camere sono trecentonovantanove più una serie di suite ai piani superiori, con spa e ristorante; le schede di progetto diffuse negli anni del cantiere annunciavano quattrocentoquarantanove stanze, numero che si legge ancora in molte ricostruzioni. La torre ospita anche sette sale riunioni proprie, pensate per i congressi che hanno bisogno di spazi di lavoro riservati accanto alla plenaria. L'albergo è stato ceduto il 15 dicembre 2017 alla società Icarus SpA per una cifra di poco superiore ai cinquanta milioni di euro. Chi vuole vedere il complesso dall'alto, e non ha un congresso a cui partecipare, ha nella lama la sua unica porta d'ingresso legittima.

La parte interrata e il concourse

Sotto il piano di campagna si sviluppa l'organismo che i visitatori notano di meno e che gli organizzatori amano di più: sale auditorium e polivalenti minori, sale meeting, i servizi annessi, il parcheggio e il concourse, lo spazio di distribuzione che mette in comunicazione le due entrate. È qui che un congresso da quattromila persone si scompone in venti sessioni parallele senza che nessuno si perda. Il livello meno uno sviluppa circa novemila metri quadrati con pareti mobili, e può essere configurato fino a trentanove sale distinte oppure aperto in una plenaria da circa quattromilasettecento posti.

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Le sale del Nuovo Centro Congressi, una per una

L'auditorium sospeso

È la sala che giustifica l'intera operazione. Occupa circa millenovecento metri quadrati dentro il bozzolo; la capienza indicata oggi dalla proprietà è di millesettecentoquarantotto posti, mentre la cifra di progetto circolata per anni, e ripetuta in moltissime pubblicazioni, era di milleottocentocinquanta. La differenza dipende dalle configurazioni di sala e dalle prescrizioni definitive. Il foyer dell'auditorium misura circa tremilacinquecento metri quadrati, una superficie che da sola supererebbe l'intera platea di molti teatri romani, e serve a smaltire il deflusso di duemila persone in pochi minuti. Acusticamente la sala è tarata sulla parola prima che sulla musica, come è giusto per un auditorium congressuale, e chi ci ha ascoltato un concerto lo sa: la resa è buona, non è quella di una sala sinfonica costruita per quello scopo come la sala Santa Cecilia del Parco della Musica.

Il Forum

Il Forum è lo spazio multifunzionale da circa settemilatrecento metri quadrati con luce naturale, capace di accogliere fino a quattromila persone. È il volume che si vede dalla strada attraverso il vetro della teca e che nelle fiere d'arte diventa il corpo principale dell'allestimento. Le fonti di progetto lo indicavano come forum e foyer per cinquemilacinquecentottanta metri quadrati complessivi: la differenza fra le due cifre dipende da come si contano gli spazi di connessione.

Le sale meeting e il livello meno uno

Le sale conferenze minori sviluppano circa milletrecentotrenta metri quadrati e si sommano alla dotazione del livello interrato. La flessibilità è il vero prodotto che si vende qui: pareti mobili, impianti ridondanti, cablaggi predisposti, accessi separati per relatori, pubblico e allestitori. Nel complesso il centro dichiara oltre ottomila posti, dei quali più di seimila nelle sale congressuali.

L'area commerciale, i foyer e i servizi

Il progetto prevedeva un'area commerciale di circa tremilatrecento metri quadrati, destinata a esercizi e servizi aperti anche fuori dagli eventi. È la parte che ha avuto la vita più incerta, ed è una delle critiche più fondate che si possano muovere al complesso: un edificio di questa mole, in un quartiere di uffici, avrebbe avuto bisogno di una vita al piano terra più intensa di quella che ha oggi. I foyer dell'auditorium, numerati, funzionano invece benissimo come spazi di registrazione, caffè e sponsor.

Il parcheggio

Il parcheggio interrato è dimensionato sull'afflusso congressuale e serve anche l'albergo. Nei giorni di fiera si riempie nelle prime ore del mattino. Chi arriva dopo le dieci, con ogni probabilità, girerà a vuoto.

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Materiali, numeri e sicurezza della Nuvola di Fuksas

L'involucro e la membrana

Trentasettemila tonnellate di acciaio, cinquantottomila metri di vetro, quindicimila metri quadrati di membrana in fibra di vetro con silicone ignifugo: sono i tre numeri che raccontano la sfida costruttiva meglio di qualunque aggettivo. La membrana è il materiale che consente al bozzolo di avere una forma libera senza pagarla in peso, e che gli dà quel colore caldo quando la sera le luci interne la accendono da dentro.

Antincendio e antisismica

Il sistema di prevenzione incendi è considerato un caso di studio nell'ingegneria della sicurezza applicata agli edifici complessi: una struttura sospesa dentro un guscio vetrato, con vie di fuga ricavate nell'intercapedine della doppia parete, non si poteva risolvere applicando meccanicamente le tabelle. Si è proceduto con un approccio prestazionale, cioè simulando gli scenari di incendio e progettando su quelli. Il complesso è inoltre isolato sismicamente con appositi dispositivi, scelta non banale per un edificio di questa luce strutturale.

Energia, acqua e gestione ambientale

Il progetto integra pannelli fotovoltaici, geotermia, recupero dell'acqua piovana e una pompa di calore reversibile. La proprietà dichiara oggi una sala di controllo per il monitoraggio energetico, sistemi di riciclo dell'acqua, gestione differenziata dei rifiuti e una catena di fornitori con certificazioni ambientali. Sull'effettiva prestazione annua conviene guardare i bilanci di sostenibilità pubblicati dalla società, non gli slogan.

Come si visita la Nuvola di Fuksas

Durante gli eventi

La regola pratica è semplice: l'accesso al Roma Convention Center passa per un evento. Congressi medici e scientifici, assemblee, fiere, concerti, mostre. Il titolo d'ingresso lo emette chi organizza, i prezzi li decide chi organizza, e cambiano da manifestazione a manifestazione. La fiera d'arte moderna e contemporanea che si tiene ogni autunno negli spazi del complesso è l'occasione più comoda per un visitatore comune: si compra l'ingresso alla fiera e si cammina dentro l'architettura per tre o quattro ore, che è esattamente quello che serve per capirla.

Le aperture straordinarie e le visite guidate

Fuori dagli eventi il complesso apre a calendario, con visite guidate su prenotazione promosse dalla proprietà e, in alcune edizioni, dalle manifestazioni di architettura che aprono al pubblico gli edifici romani. Le date e il modulo di prenotazione si trovano sul sito di EUR SpA. Le aperture vanno a esaurimento in fretta e il numero di posti è limitato dalle esigenze operative del centro: se trovate una data disponibile, prenotate subito, perché la successiva può essere a mesi di distanza.

Dormire dentro il complesso

L'albergo della lama è l'unico modo per entrare nel perimetro senza un evento. Le camere ai piani alti affacciano sulla teca e sul quartiere, e la vista notturna sul bozzolo illuminato è la ragione per cui molti architetti in trasferta scelgono questo indirizzo invece del centro storico. Il costo della camera segue il calendario congressuale: nelle settimane di grande evento le tariffe salgono molto.

Accessibilità

L'edificio è recente e progettato con criteri di accessibilità integrale: percorsi in piano, ascensori, servizi dedicati, posti riservati in auditorium. Per le esigenze specifiche, la richiesta va fatta all'organizzatore dell'evento con qualche giorno di anticipo, perché sono gli allestimenti temporanei, non l'architettura, a creare i problemi.

Nuvola di Fuksas - Nuovo Centro Congressi
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Una curiosità su Nuvola di Fuksas – Nuovo Centro Congressi

La curiosità più bella riguarda l'origine della forma, e non è l'aneddoto che si legge di solito. Il bozzolo non nasce da un modello tridimensionale né da un software: nasce da un disegno a mano di Massimiliano Fuksas in cui compare una massa dai contorni frastagliati, sospesa, con segni di luce che suggeriscono una gabbia rettangolare trasparente intorno. Solo in un secondo momento quel segno pittorico è diventato modello fisico, poi geometria, poi acciaio. Nel novembre 2021, quando il complesso ha ospitato la prima edizione della fiera d'arte moderna e contemporanea, Doriana e Massimiliano Fuksas hanno allestito uno spazio dedicato proprio a questo passaggio, esponendo i disegni originali e alcuni dei numerosi modelli realizzati durante la progettazione. Chi li ha visti ha capito una cosa che dalla strada sfugge: la nuvola non è una forma astratta calata dall'alto, è un disegno che ha resistito a diciotto anni di revisioni tecniche senza perdere il suo carattere.

La seconda parte della curiosità riguarda l'ispirazione dichiarata dallo studio: la sagoma irregolare del bozzolo richiama le chiome dei pini domestici che ombreggiano la strada davanti all'edificio, mentre la struttura ortogonale che lo contiene ripete la razionalità della griglia urbana dell'EUR. Un edificio contemporaneo che cita il paesaggio vegetale romano e la pianificazione degli anni Trenta nello stesso gesto è una rarità, e spiega perché la critica internazionale lo abbia trattato con più rispetto di quanto abbia fatto per anni la stampa italiana, concentrata quasi solo sui costi.

Una cosa che non ti dice nessuno su Nuvola di Fuksas – Nuovo Centro Congressi

Che per sei mesi del 2021 questo edificio è stato il più grande centro vaccinale d'Italia. Dal 24 febbraio al 26 settembre 2021 il Roma Convention Center è stato convertito in hub per la campagna contro il Covid, con una capacità che ha toccato le tremila somministrazioni al giorno e un totale di circa cinquecentotrentaseimila dosi. Non è una nota di colore: è la dimostrazione pratica di che cosa serva un edificio così. Un centro congressi con novemila metri quadrati di piano libero, accessi separati, impianti ridondanti e un parcheggio dimensionato per migliaia di persone è, in un'emergenza, un'infrastruttura sanitaria già pronta. Nelle settimane di maggiore affluenza, la fila ordinata sotto la teca di vetro è diventata una delle immagini più riprese di quella stagione romana.

La seconda cosa che quasi nessuno dice riguarda l'autonomia dell'auditorium. Il progetto consente di far funzionare la sala sospesa come un sistema indipendente rispetto al resto del complesso: impianti, accessi e vie di fuga separati. Significa che nello stesso giorno il livello interrato può ospitare un congresso a porte chiuse e la nuvola un concerto aperto al pubblico, con due flussi che non si incrociano mai. È una scelta progettuale costosa, spesso citata fra le voci che hanno fatto crescere il preventivo, ed è anche la ragione per cui il centro riesce a stare in piedi economicamente: vende due edifici nello stesso edificio.

Il consiglio che ti do per visitare Nuvola di Fuksas – Nuovo Centro Congressi

Il consiglio è di scegliere la fiera d'arte d'autunno, e di entrare nel tardo pomeriggio. Ci sono tre ragioni. La prima è che una fiera è l'unico evento che vi consente di camminare liberamente per ore dentro tutti i livelli aperti, cosa che un congresso a badge non permette. La seconda è che nel tardo pomeriggio la luce radente attraversa la doppia parete vetrata e il bozzolo passa dal bianco al miele nel giro di mezz'ora, che è il momento in cui l'edificio dà il meglio. La terza è che a quell'ora la folla del mattino si è diradata e le passerelle sospese, che con i visitatori ammassati diventano un imbuto, tornano percorribili.

Secondo consiglio, operativo: arrivate con la metropolitana e non con l'auto. Terzo, e vale per chiunque abbia un interesse serio per l'architettura: dedicate venti minuti al percorso esterno prima di entrare. Fate il giro completo dell'isolato, da viale Colombo a viale Europa passando per viale Shakespeare, perché il rapporto fra la teca e la torre alberghiera si capisce solo camminando, e dall'interno quel rapporto sparisce. Ultimo consiglio, controcorrente: non venite qui aspettandovi un museo. Se l'idea di un'architettura visitabile a orario vi serve davvero, l'EUR ne ha altre, e il Museo delle Civiltà in piazza Guglielmo Marconi si visita tutti i giorni tranne il lunedì.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il cantiere di questo edificio ha vinto un premio internazionale mentre era ancora aperto. Nel 2012, a Londra, il Royal Institute of British Architects ha assegnato al Nuovo Centro Congressi il riconoscimento come miglior cantiere. È un dato che in Italia è stato citato pochissimo, perché in quegli stessi mesi la cronaca romana si occupava dei ritardi e dei costi. Eppure dice qualcosa di preciso: la parte tecnica dell'operazione, quella che riguardava il montaggio di una struttura sospesa di quelle dimensioni, era riconosciuta come eccellente dagli addetti ai lavori britannici, notoriamente severi in materia.

Il secondo fatto risaputo e poco ripetuto riguarda la proprietà. Molti visitatori danno per scontato che un edificio del genere sia privato. Non lo è: appartiene a EUR SpA, società per azioni partecipata al novanta per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e al dieci per cento da Roma Capitale. Il patrimonio immobiliare gestito dalla società vale centinaia di milioni di euro e comprende anche il Palazzo dei Congressi, il Palazzo dello Sport, il Colosseo Quadrato e oltre settanta ettari di verde pubblico. Quando si discute del costo della Nuvola, si sta discutendo di denaro pubblico investito in un asset pubblico che genera ricavi pubblici: un dettaglio contabile che cambia parecchio il senso della polemica, in un verso o nell'altro a seconda di come sono andati i bilanci.

La foto giusta da fare a Nuvola di Fuksas – Nuovo Centro Congressi

La fotografia migliore non si scatta da dentro. Si scatta dal marciapiede opposto di viale Cristoforo Colombo, al crepuscolo, quando le luci interne sono già accese e il cielo conserva ancora il suo azzurro profondo: in quella mezz'ora il vetro della teca smette di riflettere e diventa trasparente, e il bozzolo si legge sospeso come in una teca da museo. È la fotografia che ha fatto il giro del mondo, e c'è una ragione tecnica: di giorno la doppia parete rimanda il cielo e nasconde tutto quello che c'è dentro.

La seconda inquadratura da non sbagliare è verticale, presa dall'angolo di viale Asia con viale Shakespeare, con la torre alberghiera che taglia il fotogramma sulla destra e la teca che scappa in prospettiva sulla sinistra: è l'unico punto in cui si capisce che i due corpi sono un progetto unico e non due edifici vicini. Dall'interno, la foto che vale è quella delle passerelle sospese che collegano la teca al bozzolo, scattata dal basso verso l'alto con il grandangolo: la membrana curva sopra la testa e la griglia dei montanti sullo sfondo compongono da sole. Evitate il classico scatto frontale di mezzogiorno con il sole alto: appiattisce la membrana e cancella la curvatura, che è l'unica cosa interessante di questo edificio da fotografare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il complesso è giovane, ma in dieci anni ha collezionato una storia densa. L'inaugurazione del 29 ottobre 2016, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, la sindaca Virginia Raggi e Massimiliano Fuksas, fu trasmessa in diretta televisiva e chiuse formalmente diciotto anni di attesa.

Nel 2021 arrivano i due episodi più rilevanti. Dal 24 febbraio al 26 settembre l'edificio ospita il più grande centro vaccinale del Paese, con punte di tremila somministrazioni quotidiane e circa cinquecentotrentaseimila dosi complessive. Pochi giorni dopo la chiusura dell'hub, il 30 e 31 ottobre 2021, il Roma Convention Center ospita il sedicesimo vertice del G20, il primo a presidenza italiana: capi di Stato e di governo, delegazioni, sale plenarie e bilaterali dentro lo stesso perimetro, con la città militarizzata intorno. Per un edificio inaugurato cinque anni prima e già accusato di essere un'opera inutile, fu una prova di legittimità difficile da contestare.

Nel novembre dello stesso anno, dal 18 al 21, parte la prima edizione della fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea che da allora torna ogni autunno e che ha portato dentro il complesso un pubblico completamente diverso da quello congressuale. Nell'ottobre 2022, dal 23 al 25, l'edificio ospita l'incontro internazionale per la pace promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, con leader religiosi di tutto il mondo. Nel gennaio 2023 alcuni consiglieri del IX Municipio propongono di intitolare il complesso a David Sassoli, presidente del Parlamento europeo scomparso l'anno prima: la proposta ha aperto un dibattito che non si è ancora chiuso.

Chi è passato da Nuvola di Fuksas – Nuovo Centro Congressi

Il primo nome importante legato a questo edificio non ci ha mai messo piede da visitatore: Norman Foster presiedette nel 1998 la giuria del concorso internazionale e firmò, di fatto, l'atto di nascita del progetto scegliendo la proposta di Fuksas fra le candidature internazionali. Da allora sono passati di qui, a vario titolo, quattro sindaci di Roma e tre presidenti del Consiglio: Francesco Rutelli, che bandì il concorso, Walter Veltroni, che posò la prima pietra nel dicembre 2007, Virginia Raggi e Matteo Renzi, che tagliarono il nastro nel 2016.

Il passaggio più affollato resta quello dell'ottobre 2021, con i capi di Stato e di governo del G20 riuniti nelle sale del centro: fu la prima volta che l'Italia ospitava il vertice, e per due giorni l'EUR fu il punto più sorvegliato d'Europa. Dentro l'auditorium sospeso si sono poi alternati musicisti, scienziati, premi Nobel e leader religiosi, arrivati per congressi internazionali di medicina, per assemblee di categoria e per gli incontri di dialogo interreligioso promossi dalla Comunità di Sant'Egidio nel 2022. E naturalmente ci sono passati Doriana e Massimiliano Fuksas, che nel 2021 hanno riportato qui i disegni e i modelli originali del progetto: vedere un architetto esporre i propri schizzi dentro l'edificio che ne è nato è una circolarità che a Roma non capita spesso.

Cosa vedere intorno alla Nuvola di Fuksas

Il raggio di dieci minuti a piedi è insolitamente ricco. Il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera è il vicino di casa più illustre. Il Colosseo Quadrato chiude la prospettiva monumentale verso ovest. Il laghetto con i ciliegi giapponesi, a sud, è il posto giusto per una sosta prima o dopo un congresso, e in primavera la fioritura richiama mezza città. La basilica dei Santi Pietro e Paolo domina il colle. Poco oltre, il Museo delle Civiltà raccoglie in un solo complesso le collezioni preistoriche ed etnografiche dello Stato, compreso il Museo Pigorini, e chi viaggia con bambini ha a disposizione la Piscina delle Rose d'estate e l'EUR Social Park. Per un'escursione più lunga, l'Abbazia delle Tre Fontane è a pochi minuti di auto e cambia completamente registro.

Quando andare e quando evitare la Nuvola di Fuksas

Il periodo migliore è l'autunno, fra ottobre e dicembre, quando il calendario congressuale e fieristico è più fitto e le occasioni di entrare si moltiplicano. La primavera è la stagione dei grandi congressi scientifici, quindi ottima per chi ci viene per lavoro e pessima per chi sperava di girare liberamente. Agosto è il mese morto: l'edificio esiste, ma non succede quasi nulla. Da evitare, per chi vuole fotografare o capire l'architettura, i giorni di apertura di una fiera molto pubblicizzata: la calca alle passerelle rende impossibile qualunque lettura degli spazi.

Un'ultima annotazione sul quartiere: l'EUR d'estate è torrido e privo di ombra sui grandi viali. Se arrivate a luglio, spostatevi fra un edificio e l'altro nelle prime ore del mattino o dopo le diciotto, e usate il laghetto come punto di riposo.

Domande veloci su Nuvola di Fuksas – Nuovo Centro Congressi

Quanto costa entrare alla Nuvola di Fuksas?

Non esiste un biglietto d'ingresso all'edificio. Si entra con il titolo d'accesso dell'evento ospitato, il cui prezzo lo stabilisce chi organizza: un congresso professionale può costare centinaia di euro di iscrizione, l'ingresso a una fiera d'arte poche decine, un'apertura straordinaria può essere gratuita su prenotazione.

La Nuvola di Fuksas si può visitare senza un evento?

Soltanto nelle aperture straordinarie a calendario, con visita guidata e prenotazione obbligatoria. Le date sono pubblicate da EUR SpA sul proprio sito e si esauriscono rapidamente.

Dove si trova esattamente la Nuvola di Fuksas?

In viale Asia 25, quartiere EUR, con i fronti su viale Cristoforo Colombo, viale Europa e viale Shakespeare.

Qual è la fermata della metro più vicina alla Nuvola di Fuksas?

EUR Fermi, sulla linea B, indicata come fermata di riferimento dalla proprietà. Anche EUR Palasport è a distanza percorribile a piedi.

Che autobus porta alla Nuvola di Fuksas?

La linea 714, che collega Termini alla Colombo. Nelle grandi manifestazioni gli organizzatori attivano navette dedicate dalle stazioni della metropolitana.

Chi ha progettato la Nuvola di Fuksas?

Massimiliano e Doriana Fuksas, vincitori del concorso internazionale bandito nel 1998 e proclamati il 16 febbraio 2000 da una giuria presieduta da Norman Foster.

Quando è stata inaugurata la Nuvola di Fuksas?

Il 29 ottobre 2016, alla presenza del presidente del Consiglio e della sindaca di Roma, diciotto anni dopo il bando del concorso.

Quanto è costata la Nuvola di Fuksas?

La previsione iniziale era di circa duecentosettantacinque milioni di euro; il costo finale è indicato intorno ai quattrocentosessantasette milioni. Alcune ricostruzioni giornalistiche arrivano a cifre più alte conteggiando voci diverse.

Quanti posti ha l'auditorium della Nuvola di Fuksas?

La proprietà indica oggi millesettecentoquarantotto posti. La cifra di progetto diffusa per anni era di milleottocentocinquanta.

Quante persone può ospitare il Nuovo Centro Congressi?

Il complesso dichiara oltre ottomila posti complessivi, di cui più di seimila nelle sale congressuali, e gestisce eventi da ottocento a ottomila partecipanti su oltre ventiseimila metri quadrati utilizzabili.

Che cos'è la lama della Nuvola di Fuksas?

La torre alberghiera del complesso: diciassette piani, circa cinquantacinque metri, un albergo con circa quattrocento camere e suite, spa, ristorante e sette sale riunioni, ingresso su viale Europa.

Si può dormire dentro la Nuvola di Fuksas?

Sì, nell'albergo della lama, aperto tutto l'anno. È l'unico modo per entrare nel perimetro del complesso senza partecipare a un evento.

La Nuvola di Fuksas è accessibile in sedia a rotelle?

Sì. L'edificio è progettato con percorsi in piano, ascensori, servizi dedicati e posti riservati in sala. Per esigenze particolari conviene avvisare l'organizzatore dell'evento qualche giorno prima, perché le difficoltà nascono dagli allestimenti temporanei.

Si possono fare fotografie alla Nuvola di Fuksas?

All'esterno sempre. All'interno dipende dalle regole dell'evento: nelle fiere di norma sì, nei congressi a porte chiuse quasi mai.

Quanto dura una visita alla Nuvola di Fuksas?

Una visita guidata occupa poco più di un'ora. Chi entra per una fiera e vuole leggere anche l'architettura metta in conto tre ore.

C'è un parcheggio alla Nuvola di Fuksas?

Sì, interrato, dimensionato sull'afflusso congressuale e condiviso con l'albergo. Nei giorni di grande evento si riempie entro la mattina.

La Nuvola di Fuksas è adatta ai bambini?

Come edificio, poco: non ci sono percorsi pensati per loro. Ma il quartiere intorno offre il laghetto, il parco giochi e i musei, e l'abbinamento funziona bene in mezza giornata.

Che differenza c'è fra la Nuvola di Fuksas e il Palazzo dei Congressi?

Il Palazzo dei Congressi è l'edificio di Adalberto Libera iniziato nel 1938 e completato nel 1954, tutelato e di dimensioni contenute; il Roma Convention Center è il complesso contemporaneo inaugurato nel 2016, molto più capiente e flessibile. Sono gestiti insieme e spesso ospitano lo stesso evento in due sedi.

Chi è il proprietario della Nuvola di Fuksas?

EUR SpA, società partecipata al novanta per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e al dieci per cento da Roma Capitale.

Perché si chiama Nuvola?

Perché il corpo centrale sospeso dentro la teca vetrata ha la forma irregolare di una nuvola, secondo il disegno originale dell'architetto. Il nome popolare ha finito per sostituire quello ufficiale.

Quanto acciaio e quanto vetro sono serviti per costruirla?

Circa trentasettemila tonnellate di acciaio e cinquantottomila metri di vetro, oltre a quindicimila metri quadrati di membrana in fibra di vetro trattata con silicone ignifugo.

Conviene visitare la Nuvola di Fuksas se si ha poco tempo a Roma?

No. Con due o tre giorni a disposizione, la priorità sono il centro storico e i grandi musei. Questo edificio è per chi torna a Roma, per chi ama l'architettura contemporanea e per chi arriva qui comunque per lavoro.

La mia opinione, dopo averci accompagnato gruppi di architetti e delegazioni aziendali: è l'edificio romano contemporaneo che regge meglio il confronto con la propria fotografia, e va visto la sera. Se venite a Roma per due giorni, lasciatelo perdere senza rimpianti. Se ci tornate per la quarta volta, o se vi occupate di costruzioni, prendetevi un pomeriggio d'autunno, entrate con il biglietto di una fiera e fate il giro esterno prima del tramonto. Per organizzare un evento aziendale o una visita tecnica di gruppo in questa zona conviene affidarsi a chi lavora sul posto: le esperienze corporate e di team building a Roma e i percorsi su misura per piccoli gruppi sono il modo più rapido per abbinare il congresso all'EUR a mezza giornata in città. Chi arriva dall'estero e prepara l'itinerario in inglese trova una guida completa nelle cose migliori da fare a Roma e un piano già pronto nell'itinerario di tre giorni.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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RiassuntoNuvola di Fuksas - Nuovo Centro Congressi - Viale Asia, 40, 00144 Roma RM
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