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Piscina delle Rose

In breve. La Piscina delle Rose si trova in viale America, nel cuore del quartiere Europa di Roma, comunemente chiamato Eur, a pochi passi dal laghetto artificiale che dà il nome a tutta la zona.

La Piscina delle Rose si trova in viale America, nel cuore del quartiere Europa di Roma, comunemente chiamato Eur, a pochi passi dal laghetto artificiale che dà il nome a tutta la zona. È una vasca regolamentare di 50 metri per 25, realizzata fra il 1958 e il 1960 per ospitare gli allenamenti e alcune gare della fase a gironi del torneo di pallanuoto ai Giochi olimpici di Roma 1960. Il nome non ha nulla di poetico o casuale: viene dal solarium adiacente alla vasca, decorato con aiuole e motivi floreali a forma di rosa, da cui l’impianto ha preso il soprannome che porta ancora oggi. Fa parte del sistema di strutture sportive dell’Eur insieme al vicino Palazzo dello Sport, ed è a pochi minuti a piedi dal laghetto dell’Eur e dal Palazzo della Civiltà Italiana, il cosiddetto Colosseo Quadrato. Per chi ama la storia sportiva del Novecento e per chi cerca semplicemente una piscina pubblica in un contesto verde e monumentale, questo impianto racchiude in un unico luogo due Rome diverse: quella olimpica del 1960, fatta di cemento armato e record costruttivi, e quella più informale delle giornate estive passate fra tuffi, prendisole e lettini a due passi da uno dei quartieri più fotografati della città.

Dove si trova la Piscina delle Rose e come raggiungerla

Il quartiere Eur occupa un ampio settore a sud del centro storico, fra la via Cristoforo Colombo e la via Laurentina, ed è servito da una linea di metropolitana propria. Raggiungere la Piscina delle Rose da qualsiasi punto di Roma è quindi un percorso semplice, che non richiede auto se non per chi arriva da fuori città o preferisce muoversi in autonomia.

La vasca della Piscina delle Rose all EUR
La vasca scoperta della Piscina delle Rose all EUR. Foto di Blackcat, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

In metropolitana: la linea B e le fermate dell’Eur

La linea B della metropolitana attraversa l’intero quartiere con quattro fermate, Eur Magliana, Eur Palasport, Eur Fermi ed Eur Laurentina. La fermata più comoda per la Piscina delle Rose è Eur Palasport, da cui l’impianto si raggiunge in una decina di minuti a piedi camminando lungo viale America in direzione del laghetto. In alternativa si può scendere a Eur Fermi e attraversare il quartiere passando accanto al Palazzo della Civiltà Italiana, un percorso un poco più lungo ma che permette di vedere uno dei monumenti più fotografati di Roma senza deviazioni. Dalla stazione Termini il tragitto in metropolitana, con un cambio, richiede circa mezz’ora.

In auto e in autobus

Chi arriva in auto trova l’impianto affacciato su viale America, a poca distanza dallo svincolo della via Cristoforo Colombo, l’asse che collega l’Eur al centro di Roma e prosegue verso il litorale di Ostia. Diverse linee di autobus urbani attraversano il quartiere e fermano nei pressi del laghetto; per chi soggiorna in zona centro, però, la metropolitana resta la soluzione più rapida, perché evita il traffico di via Colombo nelle ore di punta e nei fine settimana estivi, quando il quartiere si riempie di chi va al laghetto o al vicino Eur Social Park.

A piedi, dal laghetto e dai monumenti dell’Eur

Per chi passa la giornata all’Eur, la Piscina delle Rose è una tappa naturale di una passeggiata più ampia. Il laghetto artificiale, con il suo perimetro alberato, dista pochi minuti a piedi; la basilica dei Santi Pietro e Paolo, con la sua cupola che domina il quartiere dall’alto del colle, è raggiungibile in una ventina di minuti di cammino, così come il Museo delle Civiltà. Chi ama camminare può costruirsi un itinerario che tocca tutti questi punti in poche ore, senza mai allontanarsi troppo dalla linea B.

Il laghetto dell’Eur, complice diretto della piscina

Chi organizza la visita farebbe bene a considerare la Piscina delle Rose e il laghetto dell’Eur come un unico grande spazio, perché è esattamente così che sono stati pensati e usati fin dal 1960. Il laghetto artificiale, scavato negli anni della costruzione del quartiere, non è un semplice specchio d’acqua ornamentale: durante i Giochi olimpici ospitò le gare di canoa, che si affiancarono così, a poche centinaia di metri di distanza, alle discipline natatorie e alla pallanuoto praticate nella vicina piscina. Le immagini d’epoca dell’Istituto Luce, che documentano le gare di canoa disputate proprio sul laghetto dell’Eur, restituiscono bene l’idea di un intero settore del quartiere pensato come polo unico per gli sport d’acqua, con la piscina, il laghetto e le aree verdi circostanti a comporre un unico grande impianto a cielo aperto.

Distanze utili da tenere a mente

Per chi arriva da fuori Roma, alcune distanze aiutano a inquadrare la posizione dell’impianto nel contesto della città. Dal centro storico, zona Colosseo o Fori Imperiali, la Piscina delle Rose dista una ventina di minuti in metropolitana con un cambio; dall’aeroporto di Fiumicino il collegamento più rapido prevede il treno fino a Roma Termini e da lì la linea B fino all’Eur, per un tempo complessivo che si aggira intorno a un’ora; dall’aeroporto di Ciampino conviene invece un trasferimento su gomma fino a una stazione della metropolitana, con tempi che variano a seconda del traffico sulla via Appia Nuova e sul Grande Raccordo Anulare. Chi soggiorna in un albergo di zona Eur, cosa sempre più frequente vista la vicinanza ai poli fieristici e direzionali del quartiere, ha invece la piscina praticamente sotto casa.

Che cos’è davvero la Piscina delle Rose: un impianto olimpico nato per Roma 1960

Qui serve un poco di chiarezza, perché il nome fa pensare a un giardino con vasca ornamentale e in realtà si tratta di un impianto sportivo regolamentare, costruito con criteri agonistici e non semplicemente decorativi. La vasca misura 50 metri di lunghezza per 25 di larghezza, le misure standard richieste per le competizioni internazionali di nuoto e pallanuoto, ed è realizzata in cemento armato secondo le tecniche costruttive dell’epoca. Il solarium con le aiuole di rose, che circonda la vasca sul lato rivolto al laghetto, è la parte che ha dato il nome popolare alla struttura ed è insieme parco urbano e area relax per chi frequenta l’impianto.

Il progetto e la costruzione fra il 1958 e il 1960

La piscina fu progettata dall’architetto Sergio Buonamico insieme agli ingegneri Guido Gigli e Giorgio Biuso, e realizzata a tempo di record fra il 1958 e il 1960 per essere pronta ai Giochi olimpici. La spesa complessiva fu di 90 milioni di lire dell’epoca, una cifra importante per un singolo impianto natatorio in quegli anni. La struttura originaria comprendeva una tribuna fissa da duemila posti, a cui durante le Olimpiadi fu affiancata una tribuna provvisoria da milleottocentocinquanta posti per assorbire l’afflusso di pubblico previsto per il torneo di pallanuoto.

La scelta di costruire un secondo grande impianto natatorio all’Eur, distante dal polo sportivo storico del Foro Italico nella zona nord della città, rispondeva a un’esigenza precisa: decentrare le strutture olimpiche e dare al quartiere Eur, nato negli anni Trenta per un’esposizione universale mai realizzata, un ruolo sportivo oltre a quello monumentale e residenziale che già aveva. Il risultato è che Roma 1960 ha lasciato in eredità due poli natatori distinti, quello storico del Foro Italico e quello, più recente, dell’Eur.

Il quartiere Eur intorno alla piscina

Capire la Piscina delle Rose significa capire il quartiere in cui si trova. L’Eur nacque alla fine degli anni Trenta come sede dell’Esposizione Universale prevista per il 1942, un progetto urbanistico monumentale che il regime fascista immaginava come vetrina della nuova Italia; la guerra bloccò tutto a metà, lasciando in piedi solo alcuni degli edifici previsti, fra cui il Palazzo della Civiltà Italiana, disegnato da Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano e diventato uno dei simboli architettonici più riconoscibili di Roma. Nel dopoguerra il quartiere fu completato e riconvertito a uso misto, residenziale, direzionale e sportivo, e proprio le Olimpiadi del 1960 furono l’occasione per dotarlo di impianti moderni come questa piscina e il vicino Palazzo dello Sport, firmato da Pier Luigi Nervi e Marcello Piacentini. Per un quadro più ampio del quartiere vale la pena leggere la pagina dedicata a Eur, Esposizione Universale Roma.

Dall’Esposizione mai fatta al quartiere di uffici e residenze

Il progetto dell’Esposizione Universale del 1942, da cui deriva l’acronimo Eur, doveva celebrare vent’anni di regime fascista con un impianto urbanistico monumentale, fatto di assi prospettici, palazzi in travertino e statuaria classicheggiante: un linguaggio architettonico che oggi definiamo razionalismo italiano e che, con la guerra a bloccare i lavori a metà, resta impresso in modo particolarmente evidente proprio perché il progetto non fu mai completato secondo il disegno originario. Nel dopoguerra la scelta politica fu di non abbattere quanto già costruito, ma di completare il quartiere adattandolo a funzioni nuove, prima residenziali e direzionali, poi anche sportive con l’occasione delle Olimpiadi del 1960. Il risultato è un quartiere che oggi ospita ministeri, sedi di grandi aziende, l’archivio centrale dello Stato e ambasciate, mescolati a impianti sportivi, parchi e residenze, un caso più unico che raro nell’urbanistica romana di ricostruire un intero settore della città a partire da un progetto rimasto incompiuto per una manifestazione mai avvenuta.

Il Palazzo dello Sport, gemello sportivo della piscina

Il Palazzo dello Sport, progettato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi insieme all’architetto Marcello Piacentini e realizzato fra il 1957 e il 1960, è la struttura che meglio racconta, insieme alla Piscina delle Rose, la stagione costruttiva che portò l’Eur a diventare un vero polo olimpico. La grande copertura a cupola nervata, capolavoro di ingegneria strutturale di Nervi, ospitò durante i Giochi le gare di pallacanestro e, negli anni successivi, è diventata una delle sale coperte più capienti della città, utilizzata per grandi eventi sportivi e concerti. Camminare dalla Piscina delle Rose al Palazzo dello Sport, un percorso di pochi minuti lungo viale America, significa attraversare fisicamente due delle eredità più concrete lasciate dalle Olimpiadi del 1960 al quartiere Eur.

Le Olimpiadi di Roma 1960 alla Piscina delle Rose

Durante i Giochi del 1960, disputati fra il 25 agosto e l’11 settembre, la Piscina delle Rose non fu la sede principale delle gare di nuoto, che restò lo Stadio Olimpico del Nuoto al Foro Italico. Fu invece impianto di allenamento per gli atleti degli sport acquatici e sede di parte delle gare della fase a gironi del torneo di pallanuoto, la disciplina che più di ogni altra ha legato il nome di questa vasca alla storia olimpica romana. Le squadre iscritte al torneo si affrontarono su più impianti contemporaneamente per completare in tempi stretti il calendario dei gironi, e la Piscina delle Rose fu una delle due vasche coinvolte in questa fase del torneo.

La struttura ospitò inoltre le sedute di allenamento di molti atleti impegnati nelle discipline acquatiche dei Giochi, in un periodo in cui il quartiere Eur, con i suoi ampi spazi verdi e la vicinanza al laghetto, era diventato una sorta di seconda base logistica per gli sport in acqua, complementare al Foro Italico. È in questo contesto che va letta anche una delle immagini storiche più citate legate alla piscina, quella della nuotatrice australiana Dawn Fraser ritratta durante un allenamento nell’impianto, testimonianza diretta di come la vasca fosse pienamente inserita nel programma logistico dei Giochi e non un semplice impianto di riserva.

Il Settebello e l’oro olimpico della pallanuoto italiana

Il torneo di pallanuoto di Roma 1960 resta, per lo sport italiano, uno dei capitoli più celebrati dell’intera edizione dei Giochi: la nazionale italiana, soprannominata il Settebello, conquistò la medaglia d’oro davanti al pubblico di casa, un risultato che la Federazione Italiana Nuoto ricorda ancora oggi come una delle pagine fondative dello sport acquatico nazionale. Le gare della fase a gironi disputate anche alla Piscina delle Rose furono quindi parte del percorso che portò la squadra fino al successo finale, disputato poi sull’impianto principale del Foro Italico: un dettaglio che lega, sia pure indirettamente, questa piscina periferica dell’Eur a uno dei trionfi sportivi più ricordati della storia olimpica italiana.

Una curiosità su Piscina delle Rose

Il nome popolare con cui tutti conoscono questo impianto, Piscina delle Rose, non compare in nessun progetto originario come denominazione ufficiale: nasce spontaneamente dal solarium fiorito che circonda la vasca, allestito con aiuole di rose che negli anni Sessanta dovevano apparire come un tocco quasi esotico accanto a un impianto sportivo in cemento armato. È uno di quei casi, non rari a Roma, in cui il soprannome popolare finisce per soppiantare completamente il nome tecnico, tanto che oggi cercare la denominazione ufficiale dell’epoca richiede di consultare le carte del progetto, mentre chiunque a Roma, chiedendo indicazioni, capisce al volo di cosa si sta parlando dicendo semplicemente Piscina delle Rose.

C’è poi un dettaglio meno noto che riguarda le dimensioni: la vasca da 50 per 25 metri non è un formato scelto a piacere, ma lo standard richiesto dalla federazione internazionale del nuoto per le competizioni di livello olimpico, lo stesso che si trova nelle grandi piscine costruite in tutto il mondo per i Giochi. Vedere questa misura regolamentare incorniciata da un giardino di rose, in un quartiere nato per celebrare un’esposizione universale mai avvenuta, è uno dei contrasti più curiosi dell’intero complesso dell’Eur.

Una cosa che non ti dice nessuno su Piscina delle Rose

Chi arriva all’Eur pensando di trovare un impianto rimasto identico al 1960 rimane spiazzato: la Piscina delle Rose ha attraversato decenni di gestioni diverse, lavori di ammodernamento e, più recentemente, anni di contenzioso legale che nessuna guida turistica racconta per intero. Nel 2007 l’Ente Eur, proprietario della struttura, realizzò un intervento di ammodernamento che aggiunse una piscina coperta e un ristorante accanto alla vasca scoperta originaria, ampliando l’offerta ben oltre la semplice balneazione estiva per cui l’impianto era stato pensato.

Quello che raramente viene raccontato è che negli anni più recenti la gestione dell’impianto è finita al centro di una vicenda giudiziaria durata a lungo, con un gestore che ha occupato la struttura senza versare il canone dovuto, accumulando un debito considerevole nei confronti della proprietà. Il contenzioso si è concluso con un provvedimento di rilascio dell’immobile eseguito nel settembre 2023, a cui è seguita la pubblicazione, da parte di Eur Spa, di un nuovo bando per riassegnare la gestione dell’impianto. Su alcuni passaggi di questa vicenda, in particolare sulla cronologia esatta fra la sospensione del primo bando e l’esecuzione dello sfratto, le fonti non concordano del tutto: alcune collocano una prima sospensione delle procedure di rilascio già nella primavera del 2023, altre fanno coincidere il momento decisivo con lo sgombero dell’autunno dello stesso anno. Quello che è certo è che il nuovo assegnatario, individuato tramite bando pubblico con un canone annuo base nell’ordine di circa 239.000 euro, si è impegnato a eseguire a proprie cura e spese gli interventi di ripristino della piena funzionalità dell’impianto e la rimozione degli abusi edilizi realizzati dalla gestione precedente.

Un altro dettaglio che pochi conoscono riguarda la doppia anima della struttura: da un lato l’impianto natatorio aperto al pubblico, con corsi di nuoto, area fitness e balneazione estiva; dall’altro la sede di un club sportivo che utilizza la vasca per gli allenamenti agonistici, comprese le squadre di pallanuoto femminile di alto livello e le attività di canottaggio e canoa che sfruttano anche il vicino laghetto. Non è quindi soltanto una piscina per il bagno estivo, ma un vero centro sportivo polivalente incastonato in uno dei quartieri più monumentali di Roma.

C’è infine un aspetto che raramente entra nelle guide turistiche generaliste: l’Eur non è soltanto un quartiere da fotografare, è anche una delle zone di Roma dove si concentrano ministeri, sedi di grandi aziende pubbliche e private, l’archivio centrale dello Stato e diversi musei, dal Museo delle Civiltà al Museo della Preistoria e Protostoria. Questo significa che la Piscina delle Rose, nei giorni feriali, vive anche di un pubblico diverso da quello puramente turistico: dipendenti degli uffici della zona che usano l’impianto in pausa pranzo o dopo l’orario di lavoro, studenti universitari delle facoltà vicine, famiglie residenti nei quartieri limitrofi. È un dettaglio che aiuta a spiegare perché, a differenza di molte altre grandi piscine storiche italiane diventate quasi esclusivamente attrazioni da cartolina, questa resti un impianto vivo e frequentato quotidianamente, prima ancora che un monumento da visitare.

Il consiglio che ti do per visitare Piscina delle Rose

Il consiglio più utile che posso dare è di non trattare la Piscina delle Rose come una tappa isolata, ma come parte di una passeggiata più ampia nel quartiere Eur, che da solo meriterebbe mezza giornata buona. Scendete alla fermata Eur Fermi o Eur Palasport della metropolitana linea B, iniziate dal Palazzo della Civiltà Italiana, proseguite verso il laghetto costeggiandolo con calma, e arrivate alla piscina come ultima tappa prima di tornare verso la metropolitana. È un percorso che in un paio d’ore mette insieme architettura razionalista, verde urbano e storia sportiva olimpica, tre facce diverse dello stesso quartiere che raramente vengono raccontate insieme.

Un secondo consiglio, pratico e spesso sottovalutato: prima di organizzare una visita legata alla balneazione, ai corsi di nuoto o a un evento specifico, conviene verificare direttamente con la gestione attuale dell’impianto orari, tariffe e modalità di accesso, perché la struttura ha cambiato gestore più volte negli ultimi anni e le informazioni trovate online, comprese quelle riportate da articoli di cronaca, possono risultare superate nel giro di una sola stagione. Chi invece vuole semplicemente vedere l’impianto e il solarium delle rose senza fare il bagno può farlo passeggiando lungo il perimetro esterno, che si affaccia direttamente su viale America ed è visibile anche senza entrare.

Un terzo consiglio riguarda il modo di vivere il quartiere più che la piscina in sé stessa: l’Eur è uno dei pochi settori di Roma pensati fin dall’origine per essere percorsi a piedi su larghi viali alberati, con marciapiedi ampi e attraversamenti generosi, molto diversi dai vicoli del centro storico. Vale quindi la pena arrivare con scarpe comode e mettere in conto una camminata di alcuni chilometri se si vuole davvero toccare tutti i punti principali, dal laghetto al Palazzo della Civiltà Italiana, dalla piscina al Palazzo dello Sport, senza affidarsi soltanto ai mezzi pubblici per gli spostamenti brevi. Chi viaggia in un periodo dell’anno molto caldo farà bene a concentrare la parte a piedi nelle ore più fresche della mattina, lasciando il resto della giornata alla piscina o all’ombra dei giardini intorno al laghetto.

Gestione, chiusure e riaperture della Piscina delle Rose

Ripercorrere le vicende gestionali di questo impianto significa anche capire perché, in momenti diversi, la Piscina delle Rose sia stata descritta come chiusa, in contenzioso o in fase di riapertura: sono tutte fotografie vere, ma scattate in momenti diversi di una storia più lunga. Il proprietario della struttura, oggi come in origine, è Eur Spa, società partecipata in larga maggioranza dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per una quota minore da Roma Capitale, che affida la gestione operativa dell’impianto a soggetti privati tramite bando pubblico.

Fra la fine degli anni Duemila e il decennio successivo la gestione fu affidata a una società che, secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, avrebbe finito per occupare l’impianto senza versare regolarmente il canone dovuto alla proprietà. La vicenda si è trascinata in sede giudiziaria per un periodo prolungato, fino al provvedimento di rilascio dell’immobile eseguito nel settembre 2023 da un ufficiale giudiziario su ordinanza della sezione civile del tribunale di Roma. Su questo punto le fonti divergono leggermente quanto alle date intermedie del contenzioso, alcune collocando una prima sospensione delle procedure già nella primavera del 2023 per difficoltà pratiche nell’esecuzione dello sgombero: le fonti non concordano nel dettaglio cronologico, ma concordano tutte sul fatto che il rilascio effettivo dell’impianto sia avvenuto nel corso del 2023.

Terminato il contenzioso, Eur Spa ha pubblicato un nuovo bando pubblico per l’assegnazione in gestione della struttura, con l’obiettivo dichiarato di eseguire lavori di ripristino, efficientamento e rilancio del complesso, oltre alla rimozione degli abusi edilizi realizzati dalla gestione uscente. Il bando prevedeva un canone annuo base nell’ordine di circa 239.000 euro e richiedeva all’assegnatario di farsi carico direttamente dei lavori di recupero della piena funzionalità dell’impianto. A seguito di questo passaggio, la gestione è stata affidata alla società sportiva Sis Roma, in collaborazione con una società di consulenza, che ha riportato l’impianto a un utilizzo pubblico con corsi di nuoto, area fitness rinnovata e balneazione estiva, riaprendo la stagione balneare nel giugno 2024 e proseguendo con la stagione successiva nella primavera del 2025. Va detto con chiarezza che questi sono dati storici legati a stagioni passate, non un’indicazione di orari o tariffe da considerare valida oggi: chi progetta una visita deve verificare la situazione aggiornata direttamente con la gestione in carica al momento del viaggio, perché non è possibile stabilire con certezza, sulla base delle fonti disponibili, se l’impianto risulti oggi aperto secondo lo stesso assetto descritto per le stagioni 2024 e 2025.

Un elemento su cui invece le fonti concordano riguarda la natura del canone di gestione: si tratta di un impianto pubblico dato in concessione, non di una proprietà privata, e ogni gestore che si succede è tenuto a rispettare condizioni fissate da Eur Spa, comprese quelle relative alla manutenzione straordinaria e alla rimozione di eventuali abusi edilizi accumulati dalla gestione precedente. Questo meccanismo, che ha richiesto anni per essere fatto valere nel caso del gestore sfrattato nel 2023, è la ragione per cui la storia recente dell’impianto racconta più di contenziosi amministrativi che di eventi sportivi: una parabola comune a diverse grandi strutture pubbliche romane costruite per un evento specifico e poi affidate, nei decenni successivi, a una sequenza di concessionari privati con esiti alterni.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la Piscina delle Rose sia un impianto olimpico del 1960 lo sanno più o meno tutti quelli che vivono a Roma o che frequentano l’Eur. Quello che si cita molto meno spesso è il ruolo che questo tipo di strutture ha avuto nel trasformare l’immagine sportiva della città dopo la guerra. Roma arrivò ai Giochi del 1960 con un quartiere, l’Eur appunto, che era rimasto per anni un cantiere a metà, testimonianza incompiuta di un progetto politico fallito insieme al regime che lo aveva concepito. Le Olimpiadi diedero al Comune e allo Stato l’occasione e i fondi per completare quel quartiere con una destinazione d’uso nuova, sportiva e pubblica, che nulla aveva a che fare con la retorica monumentale degli anni Trenta.

La Piscina delle Rose, insieme al Palazzo dello Sport, rappresenta esattamente questo passaggio: un impianto sportivo moderno, funzionale, pensato per un evento internazionale, costruito dentro un quartiere le cui architetture principali, come il Palazzo della Civiltà Italiana, raccontavano tutt’altra epoca e tutt’altra ideologia. È un fatto che pochi mettono in fila, ma che spiega bene perché passeggiare oggi all’Eur significhi attraversare due Rome diverse nello stesso pomeriggio: quella monumentale degli anni Trenta e quella sportiva e pubblica degli anni Sessanta, che qui convivono a distanza di poche centinaia di metri l’una dall’altra.

La foto giusta da fare a Piscina delle Rose

L’inquadratura che restituisce meglio questo luogo non è il primo piano della vasca, che assomiglia a qualsiasi piscina olimpionica del mondo, ma lo scatto che tiene insieme la lunga distesa d’acqua, il solarium con le aiuole di rose sul bordo e, sullo sfondo, il profilo del quartiere Eur con le sue architetture squadrate. È una fotografia che racconta insieme lo sport e l’urbanistica, due elementi che qui non si possono separare.

Il momento migliore è la tarda mattinata o il primo pomeriggio nei giorni in cui l’impianto è aperto al pubblico, quando la luce è alta e uniforme e la superficie dell’acqua riflette con nitidezza le linee della tribuna. Chi invece preferisce un’immagine più architettonica può fermarsi sul perimetro esterno lungo viale America, da dove si vede il complesso nel suo insieme, con il verde del solarium che stacca nettamente dal cemento delle strutture di servizio. Per chi vuole allargare lo scatto al contesto, vale la pena fare pochi passi in più fino al laghetto, includendo nella stessa passeggiata fotografica anche la sagoma del Palazzo della Civiltà Italiana che domina il quartiere da lontano.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento, il più significativo, è la costruzione stessa dell’impianto fra il 1958 e il 1960, realizzata in tempi molto stretti per rispettare la scadenza olimpica: un cantiere che rientra nella grande mobilitazione infrastrutturale che Roma affrontò negli ultimi anni Cinquanta per essere pronta a ospitare i Giochi, insieme alla realizzazione del vicino Palazzo dello Sport e di numerose altre opere sportive e viarie in tutta la città.

Il secondo avvenimento è lo svolgimento vero e proprio dei Giochi olimpici, fra il 25 agosto e l’11 settembre 1960, quando la Piscina delle Rose entrò in funzione come sede di allenamento per gli sport acquatici e come teatro di alcune gare della fase a gironi del torneo di pallanuoto, contribuendo a decongestionare il calendario delle competizioni che si svolgevano contemporaneamente sull’altro grande impianto natatorio della città, quello del Foro Italico.

Il terzo avvenimento, molto più recente, è l’intervento di ammodernamento realizzato nel 2007 dall’Ente Eur, che aggiunse alla vasca scoperta originaria una piscina coperta e un ristorante, ampliando in modo permanente le funzioni dell’impianto e trasformandolo da semplice eredità olimpica a struttura sportiva a uso continuativo durante l’intero anno, non più legata soltanto alla stagione estiva.

Il quarto avvenimento è la conclusione, nel corso del 2023, del lungo contenzioso legale sulla gestione dell’impianto, con il rilascio della struttura eseguito dall’ufficiale giudiziario e la successiva pubblicazione di un nuovo bando pubblico da parte di Eur Spa: un passaggio che ha segnato, secondo le cronache dell’epoca, l’inizio di una fase di rilancio dell’impianto dopo anni di incertezza gestionale, con l’assegnazione della gestione alla società sportiva Sis Roma e la riapertura della stagione balneare nel giugno del 2024.

Il quinto avvenimento, meno spettacolare ma non meno rilevante per capire il quartiere, riguarda il completamento dell’Eur nel suo insieme nel corso degli anni Cinquanta: il quartiere che ospita la Piscina delle Rose passò in pochi anni da cantiere sospeso e semi abbandonato a distretto residenziale, direzionale e sportivo pienamente funzionante, un processo di trasformazione urbana che a Roma non ha molti paragoni per rapidità e ampiezza, e che ebbe proprio nelle Olimpiadi del 1960 il suo momento di massima accelerazione e il suo collaudo pubblico più visibile.

Chi è passato da Piscina delle Rose

Fra le testimonianze fotografiche più citate della storia dell’impianto compare la nuotatrice australiana Dawn Fraser, una delle più grandi interpreti del nuoto mondiale di quegli anni, ritratta durante un allenamento nella vasca dell’Eur in occasione dei Giochi del 1960: un’immagine che conferma come la Piscina delle Rose fosse pienamente inserita nella logistica olimpica e non un semplice impianto secondario tenuto in disparte rispetto al Foro Italico.

Alla Piscina delle Rose sono passate, nel corso dei decenni successivi, generazioni di atleti che hanno utilizzato l’impianto per gli allenamenti agonistici di nuoto, pallanuoto, canottaggio e canoa, grazie anche alla vicinanza con il laghetto dell’Eur che permette di alternare gli allenamenti in vasca con quelli in acque aperte. Negli anni più recenti la struttura ha ospitato le sedute di allenamento e le competizioni della squadra femminile di pallanuoto della società sportiva che oggi gestisce l’impianto, riportando la vasca a una funzione agonistica molto vicina a quella per cui era stata originariamente pensata nel 1960. Più in generale, la piscina ha visto passare, stagione dopo stagione, migliaia di romani che ne hanno fatto la piscina pubblica di riferimento del quartiere Eur, un ruolo che, al netto degli anni di contenzioso, resta il filo conduttore di tutta la sua storia.

Anche i tecnici che negli anni Cinquanta progettarono il nuovo sistema di impianti dell’Eur meritano un posto in questo elenco, perché senza le scelte fatte da chi allora doveva completare in tempi strettissimi un intero quartiere lasciato a metà dalla guerra, questa vasca semplicemente non esisterebbe. L’architetto Sergio Buonamico e gli ingegneri Guido Gigli e Giorgio Biuso, firmando il progetto della piscina, hanno lasciato a Roma un impianto che ha attraversato più di sessant’anni di storia sportiva e amministrativa della città restando, nella sostanza, fedele al disegno originario.

L’architettura e gli spazi della Piscina delle Rose

Osservata dall’alto, la piscina si inserisce in modo quasi geometrico nel disegno complessivo del quartiere, con il rettangolo allungato della vasca allineato a viale America e il solarium a formare una fascia verde fra la struttura sportiva e le alberature che accompagnano il laghetto poco distante. Questa impostazione regolare, tipica dell’urbanistica dell’Eur, si ritrova identica in molti altri angoli del quartiere, dai grandi viali dritti ai palazzi allineati su assi prospettici precisi, ed è parte del motivo per cui chi fotografa l’Eur dall’alto, con un drone o semplicemente da un piano alto di uno degli edifici circostanti, riconosce a colpo d’occhio la logica compositiva pensata negli anni Trenta e mai davvero abbandonata nei decenni successivi.

Al di là della funzione sportiva, la Piscina delle Rose è anche un piccolo compendio di architettura del secondo Novecento romano. La vasca in cemento armato, con la sua tribuna fissa a gradoni, appartiene alla stessa famiglia costruttiva del vicino Palazzo dello Sport, con soluzioni tecniche pensate per grandi masse di pubblico e per un uso intensivo durante l’evento olimpico. Il solarium con le aiuole di rose, che circonda la vasca sul lato rivolto al laghetto, introduce invece un registro completamente diverso, più simile a un giardino pubblico che a un impianto sportivo, ed è proprio questo contrasto fra il cemento della vasca e il verde fiorito del solarium a rendere l’impianto riconoscibile rispetto a qualsiasi altra piscina olimpionica costruita nello stesso periodo in Italia.

La piscina coperta e il ristorante aggiunti nel 2007

L’intervento di ammodernamento voluto dall’Ente Eur nel 2007 ha aggiunto al complesso originario una piscina coperta, pensata per estendere l’uso dell’impianto anche ai mesi freddi, e un ristorante che si affaccia sull’area della vasca scoperta. Da un punto di vista architettonico si tratta di un intervento di ampliamento moderno, distinto per materiali e linguaggio dalla struttura originaria del 1960, che convive con essa senza sovrapporsi al disegno storico della vasca principale e del solarium. Per chi visita l’impianto oggi, questa stratificazione fra costruzione olimpica e ampliamento contemporaneo è parte integrante di quello che si vede, ed è un buon esempio di come le strutture sportive dell’Eur siano state adattate nel tempo a usi diversi da quelli per cui erano state pensate in origine.

Quando andare alla Piscina delle Rose

La Piscina delle Rose, per sua natura, è legata alla stagione estiva: la vasca scoperta principale è pensata per la balneazione nei mesi caldi, quando l’impianto è aperto al pubblico con lettini, ombrelloni e servizio bar. Le stagioni balneari degli anni recenti si sono aperte generalmente fra la fine di maggio e l’inizio di giugno, ma queste date, come tutte le informazioni stagionali legate a una gestione che può cambiare, vanno verificate direttamente con l’impianto prima di organizzare una visita, senza dare per scontato che coincidano con quelle di un’annata precedente.

Fuori dalla stagione estiva, il quartiere Eur resta comunque visitabile con la stessa intensità, perché il valore della zona non dipende dalla piscina soltanto: il laghetto, i palazzi razionalisti e i musei della zona si visitano tutto l’anno, e passeggiare intorno alla Piscina delle Rose in una giornata d’inverno, con il solarium spoglio e la vasca eventualmente chiusa al pubblico, resta comunque un’esperienza che permette di apprezzare l’architettura dell’impianto senza la folla della stagione balneare.

Il fine settimana resta il momento di maggiore afflusso per la balneazione, in particolare nei mesi di luglio e agosto, quando molti romani che non vanno al mare scelgono la Piscina delle Rose come alternativa più vicina e meno impegnativa in termini di tempo di viaggio. Chi vuole evitare la folla può orientarsi sui giorni feriali o sulle prime ore del mattino, seguendo la stessa logica che vale per qualsiasi grande impianto pubblico della città: arrivare presto significa trovare più spazio, meno coda alle casse e un servizio più rilassato da parte del personale.

Piscina delle Rose con i bambini

Quando l’impianto è aperto al pubblico per la stagione estiva, la presenza di corsi di nuoto e di un’area fitness pensata anche per le famiglie rende la struttura una scelta pratica per chi cerca un’alternativa al mare nei fine settimana romani. Come per ogni informazione legata agli orari e ai servizi disponibili, conviene comunque verificare in anticipo con la gestione se le attività per bambini sono attive nel periodo della visita, perché possono variare da una stagione all’altra.

Accessibilità

L’impianto, per la sua natura di grande struttura sportiva pubblica costruita in epoca moderna, dispone in linea di massima di percorsi pianeggianti e di ampi spazi esterni intorno alla vasca. La dotazione specifica di servizi per persone con disabilità, come spogliatoi dedicati o ausili per l’accesso in acqua, va comunque verificata direttamente con la gestione in carica al momento della visita, perché può essere cambiata nel corso dei diversi passaggi di gestione che l’impianto ha attraversato negli ultimi anni.

Piscina delle Rose e gli eventi serali del quartiere

Nei mesi estivi il quartiere Eur, oltre alla balneazione diurna alla piscina, propone anche un’offerta di intrattenimento serale legata al vicino Eur Social Park, che affianca l’area del laghetto con eventi, musica dal vivo e iniziative pensate per prolungare la giornata oltre l’orario di chiusura della piscina. Chi organizza una gita di un giorno all’Eur può quindi costruire un programma che comincia con il bagno mattutino, prosegue nel pomeriggio con la visita ai monumenti del quartiere e si chiude alla sera con un evento all’aperto vicino al laghetto, sfruttando così l’intera giornata senza dover cambiare zona della città.

Cosa c’è intorno a Piscina delle Rose

A pochi passi si trova il laghetto dell’Eur, uno specchio d’acqua artificiale circondato da un ampio parco alberato, meta abituale per la corsa, le passeggiate e il tempo libero di chi vive o lavora nel quartiere. Proseguendo verso il cuore dell’Eur si incontra il Palazzo della Civiltà Italiana, il celebre Colosseo Quadrato, uno degli edifici più fotografati di Roma e simbolo dell’architettura razionalista degli anni Trenta.

Poco distante sorge il Palazzo dello Sport, firmato da Pier Luigi Nervi e Marcello Piacentini, costruito come la Piscina delle Rose in vista dei Giochi del 1960 e oggi utilizzato per grandi eventi sportivi e concerti. Non lontano si trova la basilica dei Santi Pietro e Paolo, con la sua imponente cupola visibile da gran parte del quartiere, e il Museo delle Civiltà, che raccoglie collezioni etnografiche e archeologiche in uno dei palazzi storici dell’Eur. Per chi vuole prolungare la giornata con un momento di svago serale, il Eur Social Park organizza eventi e intrattenimento nei mesi estivi a poca distanza dal laghetto. Chi invece vuole confrontare questo polo sportivo con quello storico della città può leggere la pagina dedicata al Foro Italico e allo Stadio Olimpico, l’altro grande cuore sportivo nato o rilanciato in occasione delle Olimpiadi romane.

Chi cerca un momento di pausa più tranquillo dopo la passeggiata fra piscina e laghetto può fermarsi lungo i vialetti alberati che circondano lo specchio d’acqua, apprezzati da chi vive nel quartiere per la corsa mattutina o per una sosta all’ombra nelle giornate più calde. La combinazione fra architettura monumentale, verde curato e impianti sportivi rimasti in uso rende l’area intorno alla Piscina delle Rose uno dei tratti di Roma in cui il progetto urbanistico originario, per quanto incompiuto rispetto alle ambizioni degli anni Trenta, si legge ancora con grande chiarezza a distanza di quasi un secolo.

Domande veloci su Piscina delle Rose

Dove si trova esattamente la Piscina delle Rose?

In viale America, nel quartiere Eur di Roma, a pochi minuti a piedi dal laghetto artificiale e dal Palazzo della Civiltà Italiana.

Perché si chiama Piscina delle Rose?

Il nome deriva dal solarium adiacente alla vasca, allestito con aiuole di rose fin dalla sua realizzazione, che ha dato all’impianto il soprannome con cui è conosciuto ancora oggi.

Quando è stata costruita la Piscina delle Rose?

Fra il 1958 e il 1960, in preparazione dei Giochi olimpici di Roma 1960, su progetto dell’architetto Sergio Buonamico e degli ingegneri Guido Gigli e Giorgio Biuso.

Quanto è grande la vasca?

È una vasca regolamentare di 50 metri di lunghezza per 25 di larghezza, la misura standard richiesta per le competizioni internazionali di nuoto e pallanuoto.

Che ruolo ha avuto la piscina alle Olimpiadi del 1960?

Ha ospitato gli allenamenti degli atleti delle discipline acquatiche e parte delle gare della fase a gironi del torneo di pallanuoto, affiancando lo Stadio Olimpico del Nuoto al Foro Italico.

La Piscina delle Rose è oggi aperta al pubblico?

Sulla base delle fonti disponibili non è possibile stabilire con certezza lo stato attuale dell’impianto: negli ultimi anni ha attraversato periodi di gestione diversa, un lungo contenzioso legale concluso nel 2023 e una riapertura al pubblico nella stagione 2024, proseguita nella stagione 2025 sotto una nuova gestione. Chi vuole organizzare una visita deve verificare direttamente con l’impianto la situazione aggiornata al momento del viaggio.

Come si raggiunge la Piscina delle Rose con i mezzi pubblici?

Con la metropolitana linea B, scendendo alla fermata Eur Palasport o Eur Fermi e proseguendo a piedi per pochi minuti lungo viale America.

Cosa si trova vicino alla Piscina delle Rose?

Il laghetto dell’Eur, il Palazzo della Civiltà Italiana, il Palazzo dello Sport, la basilica dei Santi Pietro e Paolo e il Museo delle Civiltà, tutti raggiungibili in una passeggiata di pochi minuti.

La Piscina delle Rose ha una parte coperta?

Sì, dal 2007, quando un intervento di ammodernamento voluto dall’Ente Eur ha aggiunto alla vasca scoperta originaria una piscina coperta e un ristorante.

Chi gestisce oggi la Piscina delle Rose?

Dopo il bando pubblico successivo alla conclusione del contenzioso del 2023, la gestione è stata assegnata alla società sportiva Sis Roma in collaborazione con una società di consulenza, che ha riaperto l’impianto nella stagione 2024; eventuali cambi di gestione successivi vanno verificati con fonti aggiornate.

Chi è la nuotatrice ritratta in allenamento alla Piscina delle Rose?

Una delle immagini storiche più citate ritrae l’australiana Dawn Fraser durante un allenamento nell’impianto in occasione dei Giochi olimpici del 1960.

Perché l’Eur ha due grandi poli natatori, uno al Foro Italico e uno alla Piscina delle Rose?

Per decentrare le strutture olimpiche del 1960 e dare al quartiere Eur, completato proprio in vista dei Giochi, un ruolo sportivo autonomo rispetto al polo storico del Foro Italico, nella zona nord della città.

La Piscina delle Rose è adatta a chi visita l’Eur per turismo?

Sì, anche senza fare il bagno: il perimetro esterno, affacciato su viale America, è visibile passeggiando ed è una tappa naturale di un itinerario che comprende il laghetto, il Palazzo della Civiltà Italiana e il Palazzo dello Sport.

Che cos’è il quartiere Eur e da dove viene il nome?

L’acronimo sta per Esposizione Universale Roma, il nome del grande evento previsto per il 1942 e mai realizzato a causa della guerra. Il quartiere fu poi completato nel dopoguerra come area residenziale, direzionale e sportiva.

Chi ha progettato il Palazzo della Civiltà Italiana vicino alla piscina?

Gli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano, negli anni Trenta, come edificio simbolo del progetto dell’Esposizione Universale del 1942.

Che disciplina olimpica ha reso famosa la piscina, oltre al nuoto?

La pallanuoto: la Piscina delle Rose ospitò parte delle gare della fase a gironi del torneo del 1960, che l’Italia, il Settebello, vinse conquistando la medaglia d’oro.

Il laghetto dell’Eur è collegato alla piscina anche dal punto di vista sportivo?

Sì: durante le Olimpiadi del 1960 il laghetto ospitò le gare di canoa, mentre la vicina piscina era dedicata al nuoto e alla pallanuoto, in un unico grande settore dedicato agli sport d’acqua.

Quanto costava costruire la Piscina delle Rose nel 1960?

La spesa complessiva fu di 90 milioni di lire dell’epoca, una cifra rilevante per un singolo impianto natatorio costruito in meno di due anni.

Quanti posti aveva la tribuna della piscina alle Olimpiadi?

Duemila posti nella tribuna fissa, a cui si aggiunse una tribuna provvisoria da milleottocentocinquanta posti allestita appositamente per i Giochi del 1960.

Il quartiere Eur, con la sua storia sospesa fra un’esposizione universale mai celebrata e un’Olimpiade che invece si è tenuta per davvero, resta uno degli angoli di Roma più interessanti per chi cerca qualcosa di diverso dal centro storico. La Piscina delle Rose ne è un capitolo concreto: un impianto sportivo nato in pochi mesi per un evento internazionale, sopravvissuto a decenni di cambi di gestione, contenziosi e lavori, e arrivato fino a oggi restando, nella sostanza, quello che era nel 1960, una vasca regolamentare circondata da un giardino di rose, nel mezzo di uno dei quartieri più fotografati della capitale.

Domande frequenti su Piscina delle Rose

Dove si trova esattamente la Piscina delle Rose?

La Piscina delle Rose si trova in viale America, nel quartiere Eur di Roma, a pochi minuti a piedi dal laghetto artificiale e dal Palazzo della Civiltà Italiana. Il quartiere Eur occupa un ampio settore a sud del centro storico, fra la via Cristoforo Colombo e la via Laurentina, ed è servito da una propria linea di metropolitana.

Perché si chiama Piscina delle Rose?

Il nome popolare Piscina delle Rose non compare in nessun progetto originario come denominazione ufficiale: nasce spontaneamente dal solarium fiorito che circonda la vasca, allestito con aiuole di rose fin dalla realizzazione dell'impianto negli anni Sessanta. È uno dei casi, non rari a Roma, in cui il soprannome ha finito per sostituire il nome tecnico.

Quando fu costruita la Piscina delle Rose?

La Piscina delle Rose fu costruita fra il 1958 e il 1960, in tempi molto stretti per rispettare la scadenza olimpica dei Giochi di Roma 1960. La vasca misura 50 metri di lunghezza per 25 di larghezza, le misure regolamentari richieste per le competizioni internazionali di nuoto e pallanuoto, ed è realizzata in cemento armato.

La Piscina delle Rose è sempre aperta?

La Piscina delle Rose, per sua natura, è legata alla stagione estiva: la vasca scoperta principale è pensata per la balneazione nei mesi caldi, quando l'impianto è aperto al pubblico con lettini, ombrelloni e servizio bar. La struttura ha inoltre attraversato negli anni decenni di gestioni diverse, lavori di ammodernamento e periodi di contenzioso legale, quindi le date di apertura stagionale vanno verificate di anno in anno.

Chi ha frequentato la Piscina delle Rose?

Fra le testimonianze fotografiche più citate della storia della Piscina delle Rose compare la nuotatrice australiana Dawn Fraser, una delle più grandi interpreti del nuoto mondiale di quegli anni, ritratta durante un allenamento nella vasca dell'Eur in occasione dei Giochi olimpici del 1960, a conferma del ruolo dell'impianto nella logistica olimpica.

Come si raggiunge la Piscina delle Rose?

La Piscina delle Rose si raggiunge comodamente in metropolitana con la linea B, scendendo alle fermate dell'Eur come Eur Fermi o Eur Palasport. È un percorso semplice che non richiede l'auto, se non per chi arriva da fuori città o preferisce muoversi in autonomia nel quartiere.

Cosa si trova vicino alla Piscina delle Rose?

A pochi passi dalla Piscina delle Rose si trova il laghetto dell'Eur, uno specchio d'acqua artificiale circondato da un ampio parco alberato, meta abituale per la corsa e le passeggiate. Proseguendo verso il cuore dell'Eur si incontra il Palazzo della Civiltà Italiana, il celebre Colosseo Quadrato, uno degli edifici più fotografati di Roma.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P. Per una passeggiata guidata nel quartiere Eur, fra architettura razionalista e storia olimpica, con accompagnatore turistico abilitato, si parte dalla pagina contatti di TourLeaderPro; i tour operator che costruiscono itinerari su Roma trovano invece il servizio di consulenza nella sezione dedicata ai tour operator.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com. Per chi ragiona in giornate fuori dal centro storico c’è la guida alle migliori gite di un giorno da Roma, mentre chi vuole scoprire altri quartieri moderni della città trova spunti utili nella sezione dedicata ai luoghi da visitare a Roma.

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RiassuntoPiscina delle Rose Viale America, 20 Roma Piscina con struttura olimpionica di 25×50 m all'Eur, costruita per le Olimpiadi del ’60 a Roma
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