Trinità dei Monti
Situata sulla sommità della celebre Scalinata di Trinità dei Monti in Piazza di Spagna, la Chiesa della Santissima Trinità dei Monti è una delle cinque chiese cattoliche francofone di Roma.
Sul fianco destro della Chiesa della Santissima Trinità dei Monti, sorge il Convento, fondato da Francesco di Paola nel 1494, con il finanziamento della corona di Francia.
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✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

Chiesa della Santissima Trinità dei Monti
Scalinata di Trinità dei Monti
La Scalinata di Trinità dei Monti, realizzata tra il 1723 e il 1726 su progetto dell’architetto romano Francesco De Sanctis (1693-1740), costituisce il raccordo scenografico tra le pendici del Pincio dominate dalla chiesa della Santissima Trinità e la sottostante piazza di Spagna.
L’idea di superare il forte dislivello con una scalea è documentata già nel 1559.
Venti anni dopo la Camera Apostolica acquistò il terreno ai piedi della chiesa per realizzare la scalinata che negli intenti di papa Gregorio XIII (1572-1585) doveva essere “simile a quella dell’Aracœli”.
Solo nel 1660, grazie al lascito del francese Stefano Gueffier, furono redatti i primi progetti da parte di numerosi architetti: è di questo periodo quello attribuito alla bottega di Gian Lorenzo Bernini, fondamentale per la successiva progettazione in quanto propose l’andamento concavo e convesso delle pareti e le rampe a tenaglia.
Sorse allora l’annosa controversia tra lo Stato della Chiesa e la corona di Francia sul possesso dell’area interessata, che costituì una delle cause del mancato avvio dei lavori.
Nel 1717, infine, Clemente XI bandì un concorso per il progetto a cui parteciparono i maggiori architetti del tempo.
I lavori, sempre a causa della citata controversia, iniziarono solo sotto Innocenzo XIII (le aquile araldiche della sua casata - Conti - compaiono, insieme ai gigli di Francia, sui cippi alla base del monumento), e furono ultimati da Benedetto XIII nel 1726.
La lunga scalinata, che sembra adagiarsi sul colle articolandosi in un continuo alternarsi di sporgenze e rientranze, è espressione di una monumentalità tipica del settecento romano che la accomuna alle altre importanti realizzazione urbane del secolo costituite dal porto di Ripetta (demolito alla fine del XIX secolo) e da fontana di Trevi.
Sottoposta nel tempo a numerosi interventi di manutenzione, la scalinata è stata oggetto di un importante restauro completo nel 1995.
Dall'ottobre 2015 la scalinata è stata sottoposta nuovamente a restauro; l’inaugurazione dopo i lavori si è svolta giovedì 22 settembre 2016

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Chiesa e convento della Trinità dei Monti
La chiesa e il convento della Santissima Trinità dei Monti sono dei luoghi di culto cattolico di Roma, nel rione Campo Marzio, posto sulla cima della celebre scalinata di piazza di Spagna.
La chiesa è costituita da un'unica navata sulla quale si affacciano sei cappelle laterali.
La facciata, adornata dai due campanili simmetrici con cupolino ottagonale, ha un unico ordine di lesene, chiuso da un attico con lunettone in posizione centrale.
La volta della crociera (Una delle prime parti dell'edificio a essere costruita) è in stile tardo gotico francese, con volte a costoloni intrecciati, unico esempio di tale stile a Roma.
Sui due campanili sono posti un orologio e una meridiana che indicherebbero rispettivamente gli orari di Roma e Parigi.
La chiesa è officiata anche in francese ed è affidata alla Comunità dell'Emmanuele ed è una delle 5 chiese cattoliche francofone di Roma, insieme con San Luigi dei Francesi, San Nicola dei Lorenesi, Sant'Ivo dei Bretoni e Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni.
Il “convento regio della Trinità dei Monti” visse tra il Cinquecento e il Seicento una stagione splendida, di cui resta memoria nelle meraviglie custodite al suo interno.
Meravigliosi gli affreschi del chiostro, con un ciclo didattico dedicato alla vita del Santo fondatore e una galleria di ritratti dei re di Francia.

Gli interni della Chiesa della Santissima Trinità dei Monti rivelano artifici illusionistici, capolavori d’arte e meraviglie scientifiche:
- le criptiche anamorfosi sui corridoi della clausura, dipinte nel 1642 da Emmanuel Maignan e François Nicéron ritraenti S. Francesco di Paola e S. Giovanni che scrive l'apocalisse;
- la Galleria Prospettica dell’ex-refettorio, affrescata dal gesuita Andrea Pozzo con le scenografiche Nozze di Cana;
- l’orologio solare (meridiana a riflessione) realizzato dal Maignan (la volta del corridoio riporta diversi tracciati (ora italica, ora francese, etc.) differenziati in base al colore);
- l’affresco della Mater Admirabilis, opera della giovane novizia Pauline Perdreau (1844);
- la Stanza delle Rovine del tardo XVIII secolo, già cella di padre Le Sueur, decorata dal francese Charles-Louis Clérisseau con affreschi raffiguranti antiche rovine romane.
L'area su cui è edificata la chiesa fu acquistata da San Francesco di Paola per realizzarci il convento dell'Ordine dei Padri Minimi.
Il terreno fu venduto dai nobili veneziani Barbaro, come risulta dall'atto di acquisto ancora reperibile mentre non risulta documentabile il mito di un contributo reale francese alla sua edificazione.
Infatti le pretese francesi di imporre un'influenza alla zona della Trinità dei Monti datano fin dal XVI secolo; nel XIX secolo anche l'Accademia di Francia fu trasferita poco lontano, nell'adiacente Villa Medici.
Nonostante credenze popolari la celeberrima scalinata, inaugurata da papa Benedetto XIII nel 1725, fu realizzata da Francesco De Sanctis (terminata nel 1726) essenzialmente con finanziamenti privati (il legato del diplomatico Etienne Gueffier) e non della famiglia regnante in Francia, per segnare così con adeguata pompa e fasto barocco il termine della città e l'inizio degli orti, precedentemente occupato dal viridiario dell'Olmata.
La chiesa della Santissima Trinità dei Monti presenta su un campanile un orologio e sull'altro una meridiana.
Davanti a Trinità dei Monti, l'anno 1788, papa Pio VI fece innalzare dall'architetto Antinori l'Obelisco Sallustiano, il penultimo dei grandi obelischi innalzati nella Roma papale, realizzato in epoca romana imperiale ad imitazione degli obelischi egiziani.

Chiesa della Santissima Trinità dei Monti | Cappelle di destra
Interno
La prima cappella a destra (Altoviti) è decorata da un ciclo di affreschi sulle Storie di san Giovanni Battista di Giovanni Battista Naldini, autore anche della pala col Battesimo di Cristo.
La seconda non ha decorazioni di rilievo, mentre la terza (di Lucrezia della Rovere) conserva un notevole ciclo di affreschi di Daniele da Volterra e aiuti.
Secondo Vasari l'artista disegnò tutti i cartoni, mentre gran parte della stesura è da riferire agli allievi, molti dei quali però divennero poi artisti di un certo spessore.
Al maestro spettano sicuramente l'Assunta sulla parete di fondo (1548-50) e la Presentazione della Vergine a destra.
Al volterrano Giovanni Paolo Rossetti sono riferiti l'Annunciazione (lunetta centrale) e la Presentazione di Gesù al Tempio (lunetta sinistra), a Michele Alberti la Strage degli Innocenti (parete sinistra) e i Profeti nell'arcone (1553-60), a Gaspar Becerra la Nascita della vergine (parete destra), a Pellegrino Tibaldi e Marco Pino la volta e il sott'arco (scene bibliche e ignudi con alberi araldici Della Rovere).
Le due cappelle seguenti sono affrescate da cicli di notevole interesse, ma di cui non si è ancora trovato il nome dell'autore.
La quinta, del canonico di Besançon Pierre Marciac, è di un artista di cultura raffaellesca che probabilmente partecipò alla decorazione delle logge Vaticane (tra i nomi proposti Michele Alberti); la sesta fu invece decorata da un artista probabilmente umbro, vicino al Pinturicchio.

Chiesa della Santissima Trinità dei Monti | Cappelle di sinistra
In una delle prime cappelle a sinistra Daniele da Volterra lasciò nel 1541 un celebre ciclo di affreschi, tra cui la bellissima Deposizione, unanimemente considerata uno dei vertici del Manierismo.
L'ottava cappella a destra (cappella Massimo) conserva invece un bellissimo ciclo di affreschi di Perin del Vaga (Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento; 1537), completato tra il 1563 e il 1589 da Taddeo e Federico Zuccari.
Il Battesimo di Cristo e gli affreschi della Cappella di San Giovanni Battista sono di Giovanni Battista Naldini (1580). In origine la chiesa conservava anche una pala di Jean-Auguste-Dominique Ingres.

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