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Le fontanelle rionali di Roma

Le fontanelle rionali di Roma sono una serie di piccole fontane in travertino disegnate dall'architetto Pietro Lombardi e inaugurate in gran parte nel 1927, distribuite fra Monti, Pigna, Sant'Eustachio, Campo Marzio, Borgo, Trastevere, Ripa e Testaccio. Si vedono gratis, dalla strada, a qualsiasi ora: niente biglietto, niente recinto, niente indirizzo unico. Appartengono al patrimonio di Roma Capitale, e la Sovrintendenza Capitolina e il portale Turismo Roma ne pubblicano le descrizioni storiche.

Ogni fontanella porta il segno del rione o del mestiere che lo caratterizzava: libri per l'università della Sapienza, una botte per le osterie di Trastevere, un timone per il porto di Ripa Grande, tiare e chiavi per il Borgo vaticano, cavalletti e tavolozze per gli artisti di via Margutta. Sul numero esatto le fonti non concordano. Turismo Roma ne elenca nove, la scheda della Fontana della Botte parla di dieci, il sito del Comune di undici, contando anche quelle perdute o spostate.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul portale Turismo Roma di Roma Capitale, sul sito istituzionale del Comune e sul sito della Sovrintendenza Capitolina. Nessuna di queste fonti pubblica orari o chiusure, perché le fontanelle si trovano su strade e piazze aperte. Il giro completo si fa a piedi in una giornata, o in due mezze giornate divise fra riva sinistra e riva destra del Tevere. Più sotto trovate l'elenco, le collocazioni e un percorso in ordine logico.

Fontana dei Libri di Pietro Lombardi in via degli Staderari
La Fontana dei Libri in via degli Staderari, a Sant'Eustachio. Foto di Castro Pretorio, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: Roma, rioni del centro. Nove fontanelle in nove strade diverse, da via di San Vito a piazza Testaccio.
  • Gestore: Roma Capitale, con la Sovrintendenza Capitolina per la tutela delle fontane storiche.
  • Come si entra: non c'è ingresso, sono tutte su strade e piazze pubbliche.
  • Prezzo: gratis, nessuna prenotazione.
  • Orari: nessun orario pubblicato, si vedono giorno e notte.
  • Come si arriva: a piedi fra un rione e l'altro, il giro completo tocca otto rioni sulle due rive del Tevere.
  • Accessibilità: il gestore non pubblica indicazioni specifiche, quasi tutte sono a livello della strada.

Dove si trovano e che cosa si vede davvero

Chi arriva davanti a una fontanella rionale si aspetta spesso qualcosa di più grande. Sono opere piccole, alte poco più di una persona o addossate a un muro, in travertino chiaro, con due o tre bocche d'acqua e una vaschetta. Non hanno gradinate da sedersi né piazze costruite intorno, a parte la Fontana delle Anfore. La loro forza si trova nel dettaglio: il soggetto scolpito racconta in un colpo d'occhio il rione in cui vi trovate.

La distribuzione segue la geografia dei rioni storici. Due fontanelle si trovano in Borgo, fra il colonnato di San Pietro e Castel Sant'Angelo. Una si trova a Monti, anzi appena oltre il confine, in via di San Vito. Una in piazza San Marco, ai piedi di piazza Venezia. Una fra il Pantheon e piazza Navona, una in via Margutta, una a Trastevere, una a Ripa Grande e l'ultima, la più grande, al centro di piazza Testaccio.

Il materiale è sempre lo stesso, il travertino, e anche il linguaggio si ripete: forme semplici, simboli stilizzati, lo stemma di Roma o il nome del rione inciso. Per questo, viste in sequenza, le fontanelle funzionano come una collezione. Vista da sola, una fontanella può sembrare un arredo urbano qualunque. Viste tutte, raccontano come l'amministrazione della città negli anni Venti volle dare un volto riconoscibile ai rioni, che erano appena stati ridisegnati nei confini e nella numerazione.

Quello che non si vede, invece, è un monumento da visitare in senso classico. Non ci sono pannelli, targhe esplicative o cartelli con la data, salvo le iscrizioni scolpite nella pietra. Le informazioni storiche si trovano online, sulle pagine del portale turistico del Comune e della Sovrintendenza. Il consiglio è di leggere prima la storia di ogni fontanella e poi andarla a cercare, perché sul posto il contesto non viene spiegato da nessuno e il dettaglio più interessante rischia di passare inosservato.

Quali sono le fontanelle rionali e dove si trovano?

L'elenco che segue riprende le nove fontanelle che il portale Turismo Roma attribuisce a Pietro Lombardi, con la collocazione indicata dalle pagine ufficiali. L'ordine è quello del giro a piedi proposto più avanti, da est verso ovest e poi verso sud. Per ognuna trovate il rione di riferimento, il simbolo e qualche dettaglio da cercare con gli occhi. Dove le fonti ufficiali divergono sulla data o sul luogo, lo segnaliamo nella voce della singola fontanella.

Fontana dei Monti, via di San Vito

Si trova in via di San Vito, lungo il fianco della chiesa dei Santi Vito e Modesto, a pochi passi dall'Arco di Gallieno. Il soggetto sono tre monti sovrapposti con le stelle, lo stemma del rione Monti, da cui l'acqua scende in tre piccole vasche sospese. La fontana è rialzata rispetto alla strada con alcuni gradini. Il curioso è che via di San Vito, dopo la riforma dei confini, ricade nel rione Esquilino e non più a Monti.

È la fontanella più defilata della riva sinistra, lontana dai percorsi turistici principali, e proprio per questo si guarda con calma. I tre monti con le stelle sono lo stemma del rione, e chi ha già visto altrove lo scudo di Monti lo riconosce subito. Conviene arrivarci dall'Arco di Gallieno, così da avere davanti in pochi metri un arco antico, una chiesa di antica fondazione e una fontana degli anni Venti.

Fontana della Pigna, piazza di San Marco

Si trova su un lato della piazzetta davanti alla chiesa di San Marco, affacciata su piazza Venezia. Turismo Roma la descrive come due corolle di tulipano stilizzate che reggono una pigna, simbolo del rione, con l'acqua che esce dai rubinetti laterali e dalla cima della pigna e ricade in due vaschette a terra, protette da quattro paracarri. Lo stesso portale indica che l'acqua arriva dall'Acqua Marcia ed è potabile.

La posizione è la più esposta della serie. Alle spalle c'è il Vittoriano, davanti il traffico di piazza Venezia, di lato la basilica di San Marco. La fontanella è piccola rispetto a tutto quello che la circonda e molti passano senza vederla. Vale la pena fermarsi qualche minuto nella piazzetta, dove la pigna di travertino si legge bene e dove l'acqua potabile torna utile nelle giornate calde.

Fontana dei Libri, via degli Staderari

Si trova in via degli Staderari, dentro una nicchia sul retro del palazzo della Sapienza, fra il Pantheon e piazza Navona. Al centro c'è la testa di cervo del rione Sant'Eustachio, ai lati quattro libri antichi appoggiati su mensole, con l'acqua che esce dai segnalibri. Il richiamo è all'antica università che aveva sede nel palazzo, oggi Archivio di Stato. Turismo Roma la data al 1927.

La nicchia è stretta e profonda, e la strada non lascia molto spazio per allontanarsi. Senza gente davanti l'insieme si legge molto meglio. La strada collega il Senato al Pantheon e nelle ore di punta è molto frequentata. Il consiglio è di arrivarci prima delle nove o dopo il tramonto, quando la via si svuota e il rumore dell'acqua torna a sentirsi.

Fontana degli Artisti, via Margutta

Si trova in via Margutta, nel rione Campo Marzio, fra piazza del Popolo e piazza di Spagna. È una piramide di cavalletti, compassi, sgabelli e tavolozze sovrapposti, con due maschere, una triste e una allegra, e in cima un secchio con pennelli e martelli da scultore. L'acqua esce dalle maschere e dal giunto del compasso. Secondo Turismo Roma fu inaugurata nell'ottobre del 1927.

Via Margutta è molto più tranquilla delle vie parallele, via del Babuino e via del Corso. La fontanella si trova lungo il percorso, senza piazza intorno, e si scopre camminando. La tentazione è di guardarla di sfuggita e proseguire verso piazza di Spagna. Conviene invece osservare con attenzione la composizione: ogni attrezzo del mestiere è riconoscibile, e il secchio in cima tiene insieme pittura e scultura in un solo gesto.

Fontana delle Palle di Cannone, via di Porta Castello

Si trova in via di Porta Castello, appena oltre le arcate del Passetto di Borgo. Al centro di un piccolo arco in travertino c'è lo stemma della città, davanti una piramide di palle di pietra, e una maschera paffuta fa da bocca principale. Due getti laterali riempiono le vaschette ai lati. Il riferimento è alle palle di cannone di Castel Sant'Angelo, che a Borgo si trova a pochi minuti di cammino, e il simbolo si legge senza bisogno di spiegazioni.

La strada è di passaggio fra il castello e il Vaticano, stretta e con auto in sosta. La fontanella è addossata al muro e si nota solo se la cercate. Il dettaglio da non trascurare è la maschera, che dà un tono quasi ironico a un soggetto militare. Chi arriva da Castel Sant'Angelo lungo il Passetto la incontra prima della Fontana delle Tiare, ed è il modo più naturale per vederle in sequenza.

Fontana delle Tiare, largo del Colonnato

Si trova in largo del Colonnato, a ridosso del colonnato di piazza San Pietro e del Passetto di Borgo. È tutta in travertino, con un pilastro centrale decorato dalle chiavi di Pietro e dalle tiare, i copricapi che i papi indossavano all'incoronazione. Sei bocche versano l'acqua in tre vasche a forma di conchiglia. Fra le fontanelle è quella con il disegno più sobrio, e la più vicina a un grande monumento.

Il contrasto con il colonnato del Bernini, a pochi metri, è voluto o almeno inevitabile. La fontanella non prova a competere con la piazza, resta di lato, con un disegno pulito e simboli chiari. La zona è molto frequentata da chi va e viene da San Pietro, e nelle ore di apertura della basilica la fila di pellegrini e visitatori passa proprio accanto. Di sera e la mattina presto la si guarda senza folla.

Fontana della Botte, via della Cisterna

Si trova in via della Cisterna, dietro piazza San Callisto, a Trastevere. È addossata a un muro di mattoni e incorniciata da un arco di travertino. Al centro c'è una botte, ai lati due misure da vino da un litro, sotto un tino per il mosto. L'acqua esce dal foro centrale della botte e ricade nel tino, altri due getti escono dalle misure. Turismo Roma la data al 1927 e la collega al commercio del vino e alle osterie del rione.

Via della Cisterna è una strada laterale, lontana dalla confusione delle piazze principali di Trastevere, ed è facile passarci accanto senza entrarci. La fontanella è ben visibile appena si svolta l'angolo. Il simbolo del vino è il più immediato della serie, e anche chi non sa niente del rione capisce subito di che cosa parla. Conviene guardare le due misure da un litro ai lati, che sono il dettaglio più curato.

Fontana del Timone, Porto di Ripa Grande

Turismo Roma la colloca al Porto di Ripa Grande, vicino al complesso di San Michele a Ripa e a Porta Portese. Il soggetto è un timone con la barra, da cui l'acqua scende in una vasca semicircolare, fra due colonnine che ricordano le bitte d'ormeggio. Ai lati del timone ci sono due stemmi con la sigla S.P.Q.R. La fontanella rimanda al rione Ripa e al porto fluviale, anche se oggi si trova sul lato di Trastevere.

L'area di Porta Portese e di San Michele a Ripa è ampia, con traffico e spazi aperti lungo il Tevere, molto diversa dalle strade strette del centro. Qui il fiume è vicino e il riferimento al porto di Ripa Grande si capisce meglio che altrove, anche se del porto antico non resta quasi nulla di visibile. La fontanella è l'ultima tappa sulla riva destra prima di attraversare verso Testaccio.

Fontana delle Anfore, piazza Testaccio

Si trova al centro di piazza Testaccio ed è la più grande del gruppo. La Sovrintendenza Capitolina la descrive a pianta circolare, su due gradini, con un pinnacolo di anfore e quattro vasche radiali decorate da stemmi e teste di ariete. Fu inaugurata il 26 ottobre 1927, spostata nel 1935 in piazza dell'Emporio per i cedimenti del terreno e riportata in piazza Testaccio con l'inaugurazione del 24 gennaio 2015.

Il sito del Comune la definisce la più monumentale della serie, e il paragone con le altre lo conferma subito. Qui la fontana è la piazza, non un dettaglio di strada. Intorno c'è il via vai del rione, e la fontana è diventata di nuovo un punto d'incontro per chi abita a Testaccio. Le anfore, secondo il Comune, evocano l'Emporio antico, il grande porto commerciale della Roma repubblicana che sorgeva lungo il fiume poco lontano.

Una curiosità sulle fontanelle rionali di Roma

La Fontana dei Libri porta un errore scolpito nella pietra. L'iscrizione recita S. EVSTACCHIO R IV, cioè rione quarto, ma secondo il portale Turismo Roma Sant'Eustachio è il rione VIII. Nessuna delle fonti aperte spiega da dove venga lo sbaglio, e nel testo non proviamo a indovinarlo. Resta il fatto che la fontanella più fotografata della serie dichiara un numero sbagliato da quasi un secolo, sotto gli occhi di migliaia di persone che passano ogni giorno.

Anche il nome della strada ha una storia che la fontanella aiuta a capire. Via degli Staderari prende il nome dagli artigiani che costruivano le stadere, le bilance a braccio con il peso scorrevole, attivi in zona secondo Turismo Roma. I libri, invece, parlano dello Studium Urbis, l'università che aveva sede nel palazzo della Sapienza, quello della cupola a spirale di Sant'Ivo alla Sapienza. Due mestieri, uno manuale e uno intellettuale, nella stessa strada.

Una seconda curiosità riguarda la Fontana dei Monti. Il simbolo dei tre monti con le stelle è quello del rione Monti, ma la fontanella si trova in via di San Vito, che dopo la riorganizzazione dei confini ricade nel rione Esquilino. Chi la cerca sulla mappa di Monti non la trova. Chi passa dall'Arco di Gallieno verso piazza Vittorio ci inciampa senza volerlo, sul fianco della chiesa dei Santi Vito e Modesto.

Una cosa che non ti dice nessuno sulle fontanelle rionali di Roma

La serie completa, una fontanella per ciascuno dei ventidue rioni, non è mai esistita. Il sito del Comune scrive che il concorso chiedeva fontane dedicate ai ventidue rioni, e la pagina di Turismo Roma sulla Fontana degli Artisti parla di ventidue fontane simili. Le fontanelle realizzate e arrivate fino a noi sono però nove, secondo lo stesso portale. Il progetto rimase a metà, e molti rioni, da Parione a Regola, non hanno mai avuto la loro.

Anche la Fontana delle Anfore, che quasi tutti gli elenchi mettono a capo della serie, ha una storia diversa dalle altre. La Sovrintendenza Capitolina scrive che nasce da un concorso nazionale del 1924 per cinque fontane destinate alle piazze dei quartieri di nuova edificazione, vinto da Lombardi. Testaccio in quegli anni era un quartiere operaio in costruzione. La fontana ha dimensioni da piazza e non da angolo di strada, e a nostro giudizio è una fontana monumentale più che una fontanella.

La posizione contraria, allora, è questa. La Fontana dei Libri è la più cercata e la più fotografata, e finisce per oscurare le altre. È bella, ma si trova in una strada stretta, spesso con le auto in sosta, e la nicchia si fotografa male. A nostro giudizio la fontanella più riuscita è quella degli Artisti in via Margutta, dove il soggetto scolpito, la strada e la sua storia coincidono senza bisogno di spiegazioni.

Chi le ha disegnate e in che anno?

L'autore è Pietro Lombardi, architetto romano nato nel 1894 e morto nel 1984. La voce enciclopedica in inglese a lui dedicata riporta la formazione all'Accademia di Belle Arti di Roma e i primi anni di lavoro negli studi di Armando Brasini e Marcello Piacentini, due nomi centrali dell'architettura romana del primo Novecento. Le fontanelle rionali sono l'opera per cui Lombardi è ricordato più spesso, anche se la sua attività professionale fu molto più ampia.

Sull'anno del concorso le fonti non concordano. Il sito del Comune indica il 1924 e attribuisce il bando all'Ufficio Antichità e Belle Arti. Turismo Roma parla di un concorso comunale del 1926, pensato per sostituire le fontanelle in ghisa considerate poco decorose. La voce enciclopedica in inglese indica il 1925. Sulle inaugurazioni c'è più accordo: le pagine ufficiali datano al 1927 la Fontana dei Libri, quella della Botte, quella degli Artisti e quella delle Anfore.

L'obiettivo del bando, secondo Turismo Roma, era dare a ogni rione una fontana che riprendesse le antiche insegne, gli stemmi, i simboli e gli elementi tipici del luogo. È un'idea precisa di città. Negli stessi anni i confini dei rioni erano stati ridisegnati e la città si allargava con quartieri nuovi. Le fontanelle servivano a dare acqua, ma anche a ricordare ai romani da quale rione venivano, con un linguaggio che chiunque poteva leggere camminando.

Lo stile delle fontanelle riflette quella stagione. Non ci sono le grandi figure allegoriche delle fontane barocche, né le decorazioni dell'Ottocento. I simboli sono ridotti all'essenziale, le forme sono geometriche, il travertino lavorato con superfici lisce e bordi netti. A nostro giudizio è proprio questa sobrietà a renderle ancora attuali: dopo quasi un secolo non sembrano vecchie, e si inseriscono nelle strade del centro senza forzature, accanto a palazzi di epoche molto diverse.

Il confronto con i nasoni di Roma aiuta a capire il progetto. Il nasone in ghisa è un oggetto uguale dappertutto, pensato per funzionare e basta. La fontanella rionale nasce per il motivo opposto: è unica, legata a un luogo, disegnata per essere guardata. Turismo Roma scrive esplicitamente che il concorso voleva sostituire le fontane in ghisa, considerate brutte. Il risultato è che oggi i due tipi convivono, spesso a poche strade di distanza.

Il consiglio che ti do per visitare le fontanelle rionali di Roma

Il consiglio è di non trasformare il giro in una caccia al tesoro da spuntare. Nove fontanelle sparse fra le due rive del Tevere significano parecchi chilometri a piedi, e chi le insegue tutte in una mattina finisce per guardarle di corsa. Meglio dividere il percorso in due: una mezza giornata sulla riva sinistra, da Monti a via Margutta, e un'altra sulla riva destra, da Borgo a Trastevere fino a Testaccio.

Un secondo consiglio riguarda l'acqua. Turismo Roma indica come potabile l'acqua della Fontana della Pigna e parla di getti d'acqua da bere anche per la Fontana del Timone. Per le altre il portale non lo specifica sempre. Una borraccia riempita a una di queste fontanelle, o a un nasone lungo la strada, è comunque il modo più semplice per affrontare il giro d'estate, quando le ore centrali della giornata a Roma diventano pesanti.

Terzo consiglio: guardate le fontanelle da vicino e poi fate un passo indietro. Da vicino si leggono i dettagli, come le maschere della Fontana degli Artisti, le chiavi della Fontana delle Tiare o i segnalibri della Fontana dei Libri. Da lontano si capisce il rapporto con la strada e con gli edifici intorno, che per queste opere è tutto. Una fontanella fuori contesto perde metà del suo senso, e il contesto si vede solo allargando lo sguardo.

Ultimo consiglio, il più semplice: non cercate di vederle nell'ordine in cui compaiono negli elenchi online, che spesso seguono la data o la fama e non la strada. Seguite la geografia. Il percorso proposto più avanti parte da est e scende verso sud-ovest, con il fiume attraversato una volta verso Borgo e di nuovo verso Testaccio. Invertirlo non cambia molto, purché non si torni indietro più volte fra le due rive del Tevere.

Quanto costa e serve prenotare?

Le fontanelle rionali si vedono gratis e senza prenotazione. Si trovano su strade e piazze pubbliche, non hanno cancelli né biglietteria, e nessuna fonte ufficiale indica orari o giorni di chiusura. Il gestore è Roma Capitale, con la Sovrintendenza Capitolina che ne cura la tutela. Non esiste un biglietto cumulativo né un percorso ufficiale segnalato sul posto, e il giro si organizza in autonomia seguendo l'elenco delle collocazioni.

Chi preferisce una lettura storica sul posto può rivolgersi a servizi di terzi, come le visite organizzate da associazioni culturali o da guide turistiche abilitate, che a volte inseriscono alcune fontanelle nei loro itinerari dei rioni. Nessuna fonte ufficiale pubblica un calendario dedicato alla serie di Lombardi. Per le informazioni generali sul patrimonio di Roma Capitale il canale ufficiale è il portale Turismo Roma, che dedica una pagina a quasi tutte le fontanelle.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

La pigna che dà il nome al rione non è quella della fontanella in piazza San Marco. Turismo Roma ricorda che il nome del rione viene da una grande pigna di bronzo trovata nella zona, fra i resti delle terme di Agrippa, e oggi custodita nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani. La fontanella di Lombardi ne è una citazione in travertino, piccola e stilizzata, sistemata ai piedi del Vittoriano.

Il fatto è noto a chi conosce Roma, ma raramente viene collegato alla fontanella. Chi entra nei Musei Vaticani e poi passa da piazza Venezia vede i due oggetti a qualche chilometro di distanza senza metterli in relazione. Il gioco di rimandi funziona anche per altre fontanelle: la testa di cervo della Fontana dei Libri richiama la leggenda di sant'Eustachio, le palle di cannone il castello, le tiare il potere dei papi in Borgo.

Un secondo fatto poco citato riguarda la terza fontanella di Borgo. Turismo Roma scrive che si trovava in piazza Scossacavalli, fu smontata nel 1937 e fu ricollocata sulla via Cassia nel 1964. Il sito del Comune indica la nuova posizione presso la Tomba di Nerone. Piazza Scossacavalli sparì con le demolizioni della Spina di Borgo per l'apertura di via della Conciliazione, e la fontanella è l'unica della serie finita lontano dal centro storico.

La foto giusta da fare alle fontanelle rionali di Roma

La foto giusta della Fontana dei Libri è frontale, dritta, a mezza altezza, con la nicchia che riempie l'inquadratura e la testa di cervo al centro. La strada è stretta e non consente di allontanarsi molto: conviene un obiettivo grandangolare o il telefono in modalità grandangolo, e un momento in cui nessuno è fermo davanti. Le prime ore del mattino sono le più tranquille, prima che la zona fra il Senato e il Pantheon si riempia.

Alla Fontana degli Artisti la foto migliore inquadra la fontanella con un tratto di via Margutta alle spalle, le facciate, le piante e le botteghe. È lì che il soggetto scolpito acquista senso. Per la Fontana delle Tiare, invece, la scelta è includere un pezzo del colonnato di San Pietro, così che la fontanella diventi un dettaglio dentro un paesaggio più grande. Per la Fontana delle Anfore serve la piazza intera, meglio da un angolo.

Per la Fontana delle Anfore c'è anche una foto serale da considerare. Il restauro del 2015, scrive la Sovrintendenza, ha aggiunto per la prima volta un impianto di illuminazione con luci nelle quattro vasche. Dopo il tramonto la fontana si stacca dal buio della piazza e l'acqua prende riflessi che di giorno non si vedono. È l'unica fontanella della serie che dà il meglio di sé di sera, e chiude bene il giro se lo terminate tardi.

Un'avvertenza pratica. Molte fontanelle si trovano in strade con traffico e auto in sosta, come via della Cisterna e via di Porta Castello. Prima di fotografare conviene guardare dove mettere i piedi e non occupare la carreggiata. Non serve salire sui gradini o sporgersi sulle vasche: il travertino bagnato scivola, e le fontanelle vanno trattate come opere tutelate, non come appoggi per lo scatto.

Come si arriva e in che ordine conviene vederle?

Il percorso proposto parte da via di San Vito, dove si trova la Fontana dei Monti, raggiungibile dalla zona di Santa Maria Maggiore o da piazza Vittorio. Da lì si scende verso il centro, attraverso il rione Monti, fino a piazza Venezia e alla Fontana della Pigna in piazza San Marco. È la tappa più lunga della prima metà del giro, tutta in discesa, e attraversa uno dei rioni più belli da camminare.

Dalla Pigna si prosegue verso ovest, fra largo Argentina e il Pantheon, fino a via degli Staderari e alla Fontana dei Libri. Da qui si risale verso nord lungo le strade parallele a via del Corso fino a via Margutta e alla Fontana degli Artisti. Con queste quattro tappe si chiude la prima mezza giornata, sulla riva sinistra del Tevere, con una pausa possibile a piazza del Popolo.

La seconda parte comincia in Borgo. Si attraversa il fiume, per esempio da ponte Sant'Angelo, si costeggia il castello e si arriva in via di Porta Castello per la Fontana delle Palle di Cannone. Pochi minuti più avanti, sotto il Passetto, si trova largo del Colonnato con la Fontana delle Tiare. Da qui si scende verso Trastevere lungo la riva destra, oppure si ripassa il fiume e si percorre via Giulia fino a ponte Sisto.

A Trastevere la Fontana della Botte si trova in via della Cisterna, dietro piazza San Callisto, a pochi minuti da piazza di Santa Maria in Trastevere. Da lì si procede verso sud fino a San Michele a Ripa e al Porto di Ripa Grande per la Fontana del Timone. L'ultima tappa richiede di attraversare il fiume verso Testaccio e di raggiungere piazza Testaccio, dove la Fontana delle Anfore chiude il giro al centro della piazza più vissuta del rione.

Per raggiungere il punto di partenza o per tornare indietro dal punto di arrivo, il riferimento sono i mezzi pubblici di Roma, con i percorsi aggiornati sul calcolatore del trasporto pubblico cittadino. Non indichiamo qui linee specifiche perché cambiano spesso con cantieri e deviazioni. Il giro intero a piedi è lungo e va affrontato con scarpe comode, acqua e pause. Chi ha poco tempo può fermarsi dopo la Fontana degli Artisti e rimandare la seconda metà.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La prima data certa è il 26 ottobre 1927, giorno in cui la Sovrintendenza Capitolina colloca l'inaugurazione della Fontana delle Anfore al centro di piazza Mastro Giorgio, l'attuale piazza Testaccio. Nello stesso mese, secondo Turismo Roma, fu inaugurata la Fontana degli Artisti in via Margutta. Il 1927 è l'anno a cui le fonti ufficiali riportano anche la Fontana dei Libri e la Fontana della Botte, ed è l'anno che molti elenchi usano come data della serie intera.

Pochi anni dopo arrivò il primo spostamento. La Sovrintendenza racconta che, a causa dei cedimenti del terreno sotto piazza Testaccio, dopo il 1932 si decise di trasferire la Fontana delle Anfore, con l'approvazione dello stesso Lombardi nel 1933, e che il trasferimento in piazza dell'Emporio avvenne nel 1935. La fontana rimase lì per ottant'anni, in una piazza trafficata vicino al Tevere, lontana dal mercato e dalla vita del rione.

Nel 1937, secondo Turismo Roma, fu smontata la fontanella di piazza Scossacavalli, la terza di Borgo, travolta dai lavori per via della Conciliazione. Il sito del Comune aggiunge che una delle fontanelle di Lombardi andò distrutta nel bombardamento di San Lorenzo durante la seconda guerra mondiale, senza precisare quale. Nel 1964, sempre secondo Turismo Roma, la fontanella di Borgo fu ricollocata sulla via Cassia, fuori dal centro storico.

L'ultimo avvenimento è recente. Il 24 gennaio 2015, nell'ambito della riqualificazione di piazza Testaccio, la Fontana delle Anfore tornò nella posizione originaria. La Sovrintendenza scrive che il restauro ripristinò quarantacinque ugelli di alimentazione e aggiunse il primo impianto di illuminazione, con luci nelle quattro vasche. Da allora la fontana è di nuovo il centro della piazza, e di sera si vede illuminata, come non era mai stata nemmeno al momento dell'inaugurazione.

Chi è passato dalle fontanelle rionali di Roma

Il primo nome è quello di Pietro Lombardi, che vinse il concorso e disegnò la serie. Intorno a lui, secondo le fonti, ci fu l'amministrazione della città negli anni Venti, con l'Ufficio Antichità e Belle Arti indicato dal sito del Comune come promotore del bando. Lombardi approvò anche lo spostamento della Fontana delle Anfore negli anni Trenta, segno che seguì le sue opere nel tempo e non si limitò a consegnarle alla città.

Via Margutta porta con sé altri nomi. Turismo Roma ricorda che la vocazione artistica della strada risale ai primi del Seicento, quando vi aprì lo studio il pittore Orazio Gentileschi. La fontanella degli Artisti, con cavalletti, tavolozze e martelli, rende omaggio a quella tradizione. Per secoli la strada ha ospitato botteghe e studi, e ancora oggi chi la percorre trova gallerie e laboratori, anche se molto meno numerosi di un tempo.

Poi ci sono i passanti di ogni giorno, che sono il pubblico vero di queste opere. Gli impiegati del Senato e dell'Archivio di Stato davanti alla Fontana dei Libri, i pellegrini diretti a San Pietro davanti alla Fontana delle Tiare, le famiglie di Testaccio che attraversano la piazza della Fontana delle Anfore. Le fontanelle sono state pensate per loro, per chi abita e lavora nel rione, molto più che per chi arriva da fuori con una lista in mano.

Nel tempo le fontanelle sono passate anche per le mani di chi le ha restaurate e rimesse in funzione. Il caso meglio documentato è quello della Fontana delle Anfore, con il lavoro del 2015 descritto dalla Sovrintendenza Capitolina, che ha riguardato gli ugelli, le vasche e l'illuminazione. Per le altre fontanelle le fonti ufficiali aperte non riportano date di restauro, e non è possibile ricostruire con certezza quando siano state pulite o riparate l'ultima volta.

Che cosa dicono i documenti e che cosa si racconta?

I documenti, cioè le pagine ufficiali di Comune, Sovrintendenza e Turismo Roma, dicono chi ha disegnato le fontanelle, dove si trovano e quando furono inaugurate, almeno per quelle più note. Dicono anche che la Fontana delle Anfore fu spostata e poi riportata in piazza, che una fontanella di Borgo finì sulla Cassia e che una andò perduta con la guerra. Sul numero complessivo e sull'anno del concorso, invece, i documenti non concordano tra loro.

La tradizione aggiunge i significati dei simboli, e qui conviene essere prudenti. Che la botte di Trastevere parli delle osterie e del commercio del vino è scritto da Turismo Roma. Che la testa di cervo della Fontana dei Libri richiami sant'Eustachio è lo stemma del rione. Tutto il resto, come le interpretazioni delle due maschere della Fontana degli Artisti come simboli della vita dell'artista, appartiene alla lettura corrente e non a documenti firmati dall'autore.

Le leggende, infine, riguardano i soggetti più che le fontanelle. Quella di sant'Eustachio, il soldato romano convertito dopo la visione di un cervo con la croce fra le corna, è una leggenda agiografica antica e si ritrova nello stemma del rione. Il racconto delle palle di cannone come proiettili sparati davvero dal castello verso un bersaglio preciso non trova conferma nelle fonti ufficiali, che parlano solo di un riferimento generico a Castel Sant'Angelo.

Quali fontane vengono scambiate per fontanelle rionali?

La confusione più comune riguarda la Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei, che molti elenchi online mettono accanto alle fontanelle di Lombardi. È un'opera della fine del Cinquecento, di tre secoli e mezzo più antica, e non ha niente a che fare con la serie. Si trova nel rione Sant'Angelo, vicino al Ghetto, e merita una deviazione, ma non va confusa con il progetto degli anni Venti.

Una seconda confusione riguarda le fontanelle con figure che parlano ai passanti, come il Facchino di via Lata, che fa parte delle statue parlanti di Roma. Anche lì c'è una piccola fontana addossata a un muro, ma la storia è diversa e molto più antica. Lo stesso vale per le fontane monumentali del centro, dalla Fontana di Trevi alla Barcaccia, che appartengono a un'altra scala e a un'altra epoca.

La terza confusione è con i nasoni. Nel parlare comune tutte le fontanelle di strada diventano fontanelle rionali, ma i nasoni in ghisa sono un'altra cosa: seriali, uguali in tutta la città, nati nell'Ottocento. Le fontanelle di Lombardi sono in travertino, disegnate una per una e legate a un solo luogo. Il modo più semplice per distinguerle è guardare il materiale e il soggetto: se c'è un simbolo scolpito del rione, siete davanti a una fontanella rionale.

Quando si vedono male e che cosa non aspettarsi?

Le fontanelle non chiudono, ma possono essere spente, in restauro o coperte da ponteggi. Nessuna fonte ufficiale pubblica un calendario di manutenzioni, e un intervento può durare settimane o mesi. Se una fontanella risulta coperta, non c'è modo di vederla fino alla fine dei lavori. Per sapere se ci sono cantieri in corso il canale da consultare sono le notizie del sito della Sovrintendenza Capitolina e del Comune, che annunciano gli interventi sul patrimonio.

Un secondo limite riguarda il contesto. Via della Cisterna e via di Porta Castello sono strade con auto in sosta, e la Fontana della Botte o quella delle Palle di Cannone possono risultare parzialmente coperte da un furgone o da uno scooter. In via degli Staderari, nelle ore di punta, passano molti pedoni e qualche auto. Non aspettatevi piazze sgombre e silenziose: sono fontane di strada, dentro la vita quotidiana dei rioni, e vanno viste così.

Infine, non aspettatevi pannelli o spiegazioni sul posto. Le fontanelle non hanno cartelli esplicativi, e chi arriva senza sapere niente vede solo una fontana decorata. Le iscrizioni scolpite, come quella della Fontana dei Libri, sono le uniche informazioni sul posto. Il consiglio è di preparare il giro prima, con l'elenco delle collocazioni e le pagine del portale Turismo Roma, così che ogni tappa abbia un senso anche senza nessuno a spiegarla.

Mangiare in zona

Il giro delle fontanelle attraversa alcune delle zone più turistiche di Roma: il Pantheon, piazza di Spagna, Borgo, Trastevere. I segnali delle trappole sono sempre gli stessi. Il buttadentro con il menù in mano davanti al locale, i menù con le fotografie dei piatti in quattro lingue, le voci senza prezzo, i locali aperti di continuo dalla mattina a notte senza pausa della cucina, la pasta fresca preparata in vetrina come spettacolo per chi passa.

I romani non evitano questi posti per snobismo. Li evitano perché un locale che vive del passaggio dei turisti non ha bisogno di clienti che tornano, e si comporta di conseguenza. Il menù esposto fuori può essere diverso da quello consegnato al tavolo, i locali davanti ai monumenti adattano il prezzo al cliente, e coperto o servizio compaiono solo nel conto. La regola pratica è allontanarsi di qualche strada dalle vie più battute.

Il giro offre anche occasioni migliori. Testaccio, dove si chiude il percorso, è un rione con una lunga tradizione di cucina popolare romana, e le strade intorno a piazza Testaccio sono abitate e frequentate soprattutto da chi vive nel rione. Trastevere ha strade laterali lontane dalle piazze principali. Per scegliere senza affidarsi al caso, c'è la lista di indirizzi su Google Maps. Nessun locale viene nominato qui, per scelta.

Che cosa abbinare in giornata

Il percorso delle fontanelle si abbina in modo naturale ai monumenti che incontra. Dalla Fontana dei Monti si raggiungono l'Esquilino e piazza Vittorio. Dalla Fontana della Pigna, Palazzo Venezia e la vicina piazza Sant'Ignazio. Dalla Fontana dei Libri, il Senato a Palazzo Madama e Santa Maria sopra Minerva. È difficile fare cento metri senza trovare qualcosa da vedere.

Sulla riva destra le combinazioni sono altrettanto facili. Dopo le due fontanelle di Borgo si possono visitare Castel Sant'Angelo o la Basilica di San Pietro. A Trastevere, oltre alla Fontana della Botte, conviene fermarsi alla Basilica di Santa Maria in Trastevere e alla Basilica di Santa Cecilia, sulla strada verso la Fontana del Timone. Chi vuole una visione d'insieme del rione trova tutto nella pagina su che cosa vedere a Trastevere.

A Testaccio, dopo la Fontana delle Anfore, il percorso si allarga alla Piramide Cestia, al Cimitero acattolico e alla salita verso l'Aventino. Il rione ha una sua pagina dedicata su che cosa vedere a Testaccio. Per inquadrare l'intero giro nella geografia della città, la pagina sui 22 rioni di Roma spiega confini, stemmi e numerazione.

Per chi viaggia con i bambini, le fontanelle funzionano bene come gioco: riconoscere il simbolo prima di leggere il nome, indovinare il mestiere dal soggetto scolpito. Il percorso rientra tra le idee raccolte nella pagina su Roma con i bambini e, essendo gratuito, anche in quella su Roma gratis. Il vantaggio è che si può interrompere in qualsiasi momento senza perdere un biglietto già pagato.

Domande frequenti

Quante sono le fontanelle rionali di Roma?

Le fonti non concordano. Il portale Turismo Roma ne elenca nove attribuite a Pietro Lombardi, la pagina sulla Fontana della Botte parla di dieci, il sito del Comune di undici, comprese quelle spostate o perdute. Le nove visibili oggi nel centro sono quelle dei Monti, della Pigna, dei Libri, degli Artisti, delle Palle di Cannone, delle Tiare, della Botte, del Timone e delle Anfore. Una decima, nata per piazza Scossacavalli, si trova oggi sulla via Cassia.

Chi ha disegnato le fontanelle rionali?

L'architetto romano Pietro Lombardi, nato nel 1894 e morto nel 1984, vincitore del concorso bandito dall'amministrazione della città negli anni Venti. Sull'anno del bando le fonti divergono fra il 1924, il 1925 e il 1926, mentre la maggior parte delle fontanelle risulta inaugurata nel 1927. Lombardi lavorò prima negli studi di Armando Brasini e Marcello Piacentini, secondo la voce enciclopedica in inglese dedicata alla sua figura.

Si può bere l'acqua delle fontanelle rionali?

Il portale Turismo Roma indica come potabile l'acqua della Fontana della Pigna, alimentata dall'Acqua Marcia, e parla di getti d'acqua da bere per la Fontana del Timone. Per le altre fontanelle il portale non lo specifica sempre. In caso di dubbio, conviene riempire la borraccia a un nasone vicino, che fa parte della rete dell'acqua potabile cittadina. Se una fontanella è spenta o in manutenzione, l'acqua semplicemente non c'è.

La Fontana delle Tartarughe fa parte della serie?

No. La Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei è un'opera della fine del Cinquecento, più antica di tre secoli e mezzo rispetto alle fontanelle di Lombardi, e non ha legami con il concorso degli anni Venti. Viene spesso citata negli stessi elenchi perché è una fontana di dimensioni contenute e si trova in un rione del centro, ma appartiene a un'altra epoca e a un altro progetto. Merita comunque una deviazione se passate dal Ghetto.

Dove si trova oggi la Fontana delle Anfore?

Al centro di piazza Testaccio, dove era stata inaugurata il 26 ottobre 1927. La Sovrintendenza Capitolina spiega che fu trasferita nel 1935 in piazza dell'Emporio per i cedimenti del terreno e che tornò nella posizione originaria con l'inaugurazione del 24 gennaio 2015, dopo un restauro che ha ripristinato gli ugelli e aggiunto l'illuminazione. Chi la cerca in piazza dell'Emporio, seguendo guide o mappe datate, non la trova più.

Quanto tempo serve per vederle tutte?

Il percorso completo a piedi, dalla Fontana dei Monti alla Fontana delle Anfore, tocca otto rioni sulle due rive del Tevere e richiede una giornata intera, con le pause. Il consiglio è dividerlo in due mezze giornate, la prima sulla riva sinistra da via di San Vito a via Margutta, la seconda da Borgo a Testaccio passando per Trastevere. Chi ha solo un paio d'ore può limitarsi alle tre fontanelle fra il Pantheon e piazza Venezia.

C'è una fontanella rionale per ognuno dei 22 rioni?

No. Il sito del Comune scrive che il concorso prevedeva fontane per i ventidue rioni, ma quelle realizzate furono molte meno, e il portale Turismo Roma ne elenca nove. Molti rioni del centro, come Parione, Regola, Ponte o Colonna, non hanno una fontanella di Lombardi. Il Borgo invece ne ebbe tre, di cui due ancora al loro posto e una spostata sulla via Cassia dopo le demolizioni per via della Conciliazione.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Collocazioni, date e descrizioni riportate qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: le pagine del portale Turismo Roma sulle singole fontane, la notizia del Comune sulle fontane di Lombardi e la scheda della Sovrintendenza Capitolina sulla Fontana delle Anfore. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare un giro delle fontanelle rionali, per sé o per un viaggio di più persone, significa soprattutto gestire distanze e pause. Le nove tappe sono lontane fra loro, attraversano il fiume due volte e passano per zone molto affollate. Conviene decidere in anticipo se fare tutto in un giorno o dividere il percorso, e dove fermarsi a metà. Per chi progetta uscite in città, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro.

Le fontanelle di Lombardi sono l'ultimo capitolo di una lunga storia romana dell'acqua, che comincia con gli acquedotti antichi e passa per le grandi fontane barocche come la Fontana dei Quattro Fiumi e la Fontana dell'Acqua Paola. Seguire quella storia fuori città porta verso il Parco degli Acquedotti e oltre. Per mettere insieme città e dintorni, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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