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Piazza Vittorio Emanuele II

Piazza Vittorio Emanuele II si trova all'Esquilino, codice postale 00185, ed è suolo pubblico di Roma Capitale: la piazza e i portici si attraversano a qualsiasi ora, senza biglietto e senza prenotazione. Il giardino centrale, intitolato a Nicola Calipari, è gratuito e secondo il portale turistico del Comune apre dall'alba al tramonto. Si paga soltanto la visita ai Trofei di Mario, gestita dalla Sovrintendenza Capitolina su prenotazione obbligatoria allo 060608: quattro euro l'intero, tre il ridotto.

È la piazza più grande di Roma. La voce enciclopedica più diffusa le attribuisce circa 325 metri per 185 e, portici compresi, una superficie intorno ai 60.000 metri quadrati, quasi diecimila in più di piazza San Pietro. Non è però una piazza da cartolina. È il centro di un rione abitato, costruito dopo l'Unità, con palazzi porticati su tutti i lati, un giardino recintato nel mezzo e i resti di una grande fontana romana del III secolo fra le palme.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sulla pagina della Sovrintendenza Capitolina dedicata ai Trofei di Mario, sulle pagine del portale turistico di Roma Capitale sul giardino e sulla sua riapertura dopo i lavori, e sulle ricostruzioni storiche richiamate più avanti nel testo. Gli orari stagionali di apertura e chiusura dei cancelli del giardino sono pubblicati da Roma Capitale sul sito istituzionale e cambiano con le stagioni: prima di andare conviene controllarli lì o chiederli al numero 060608.

Palme del giardino di piazza Vittorio Emanuele II e palazzi porticati
Le palme del giardino e i palazzi porticati di piazza Vittorio Emanuele II. Foto di Claude van der Grift, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: piazza Vittorio Emanuele II, 00185 Roma, rione Esquilino.
  • Gestore: Roma Capitale per la piazza e il giardino Nicola Calipari, Sovrintendenza Capitolina per i Trofei di Mario.
  • Come si entra: piazza e portici liberi, giardino recintato con cancelli, Trofei di Mario solo con visita prenotata.
  • Prezzo: piazza e giardino gratuiti, Trofei di Mario 4 euro intero e 3 euro ridotto, con le gratuità indicate dalla Sovrintendenza.
  • Orari: giardino dall'alba al tramonto secondo il portale turistico, prenotazioni allo 060608 dalle 9 alle 19.
  • Come si arriva: metro A, fermata Vittorio Emanuele, sulla piazza.
  • Accessibilità: il portale turistico rimanda alla sezione Roma accessibile, il giardino ha aree gioco per bambini.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

La piazza occupa la parte alta dell'Esquilino, fra la stazione Termini, la basilica di Santa Maria Maggiore e Porta Maggiore. È un grande rettangolo chiuso da palazzi dell'ultimo Ottocento, con i portici al piano terra su tutti i lati. Da un angolo parte via Carlo Alberto, dritta verso Santa Maria Maggiore. Da un altro scende via Emanuele Filiberto, che porta verso San Giovanni. Le altre strade entrano nel reticolo regolare del rione umbertino.

Il centro è occupato dal giardino, recintato e con più cancelli. Il portale turistico del Comune lo descrive con molte specie di alberi, fra cui palme, magnolie e platani, e un roseto. Ci sono vialetti, panchine, aree gioco, fontane. In un angolo si alzano i ruderi in laterizio noti come Trofei di Mario, la rovina più grande dell'Esquilino a cielo aperto. Accanto, dietro una cancellata, si trova la Porta Alchemica, l'unico resto della villa Palombara.

Sotto i portici corre la vita di tutti i giorni del quartiere: negozi, uffici, ingressi di abitazioni, fermate, gente di passaggio. Molte attività sono gestite da famiglie arrivate a Roma da altri paesi, e la piazza è da decenni il simbolo della Roma multietnica. Su un lato si affaccia la chiesa di Sant'Eusebio all'Esquilino, con la facciata rivolta al giardino. Il mercato, che per un secolo ha occupato il perimetro della piazza, oggi si trova al coperto a poche strade di distanza.

La scala è la prima cosa che sorprende. Per fare il giro completo sotto i portici servono una decina di minuti a passo normale, e dal centro del giardino i palazzi dei lati opposti sembrano lontani. Chi arriva abituato alle piazze barocche del centro, raccolte attorno a una fontana o a una facciata, trova qui un impianto diverso: una piazza giardino dell'Italia unita, pensata per la borghesia della nuova capitale e poi diventata uno dei nodi più popolari e mescolati della città.

Dal giardino si vedono insieme tre epoche. I Trofei di Mario sono del III secolo dopo Cristo, la Porta Alchemica del Seicento, i palazzi porticati degli anni Ottanta dell'Ottocento. In mezzo, la Fontana del Glauco, un gruppo scultoreo del primo Novecento arrivato qui quasi per caso. È questa sovrapposizione, più di qualsiasi singolo monumento, a dare il senso del luogo, e va guardata con calma, girando attorno ai ruderi e fermandosi sulle panchine del roseto.

I portici meritano uno sguardo a sé. Le arcate corrono lungo i lati della piazza con un ritmo regolare, interrotto solo dagli sbocchi delle strade, e al piano terra ospitano vetrine, ingressi e passaggi coperti. Una piazza porticata su tutto il perimetro è un modello raro a Roma, più vicino alle città del Nord che alla tradizione romana. Chi cammina sotto le arcate nei giorni di pioggia capisce subito a che cosa servivano.

Una curiosità su Piazza Vittorio Emanuele II

Una delle fontane del giardino è uno scarto illustre. La Fontana del Glauco, un intreccio di tritoni, un delfino e un grosso polipo firmato da Mario Rutelli, era nata per il centro della Fontana delle Naiadi in piazza della Repubblica. Collocata lì nel 1911, secondo le ricostruzioni storiche, suscitò reazioni sarcastiche e fu ribattezzata dai romani il fritto misto di Termini. Nel 1913 fu tolta e trasferita a piazza Vittorio, dove si trova ancora oggi.

Il portale turistico del Comune data la scultura al 1910, le ricostruzioni sulla fontana di piazza della Repubblica parlano del primo modello collocato nel 1911: le fonti non concordano di un anno, ma la sostanza non cambia. Al suo posto Rutelli realizzò il gruppo centrale che si vede ancora oggi in piazza della Repubblica. A piazza Vittorio la vecchia composizione è finita in un contesto più tranquillo, fra alberi e panchine, e la voce enciclopedica più diffusa la descrive in cattivo stato di conservazione.

La seconda curiosità riguarda il nome del giardino. Il portale turistico indica che fu intitolato a Nicola Calipari il 6 marzo 2006. Calipari era un funzionario dei servizi di informazione italiani, ucciso in Iraq nel marzo 2005, e il giardino ne porta il nome da allora, a un anno dalla sua morte. Per i romani, però, resta quasi sempre il giardino di piazza Vittorio, e la targa con l'intitolazione passa inosservata a chi entra dai cancelli.

Anche la piazza ha un soprannome più corto del nome ufficiale. Nessuno dice piazza Vittorio Emanuele II per intero: nel parlato è piazza Vittorio e basta, e così si chiama anche la fermata della metro nell'uso quotidiano, benché il cartello riporti Vittorio Emanuele. Il nome ricorda il primo re d'Italia, coerente con le strade del rione intitolate a Carlo Alberto, a Emanuele Filiberto, ai principi di casa Savoia e ai protagonisti del Risorgimento.

Una cosa che non ti dice nessuno su Piazza Vittorio Emanuele II

I Trofei di Mario non ci sono più. Il nome indica i ruderi del giardino, ma i due trofei marmorei che gli hanno dato il nome, cioè le sculture di armi e armature che ornavano la fontana, furono trasferiti nel 1590 sulla balaustra del Campidoglio, dove secondo la Sovrintendenza Capitolina si trovano ancora. Chi sale la cordonata di Michelangelo verso i Musei Capitolini li ha davanti. A piazza Vittorio resta soltanto la struttura in laterizio che li reggeva.

Anche l'attribuzione a Mario è un errore. La Sovrintendenza scrive che i trofei furono erroneamente attribuiti a Caio Mario, il generale della tarda repubblica, e che la struttura è in realtà molto più tarda. Una moneta dell'imperatore Alessandro Severo la data con precisione al 226 dopo Cristo. Il nome tradizionale è rimasto perché era comodo e perché le sculture di armi facevano pensare a una vittoria militare, ma l'edificio con le guerre non aveva niente a che fare.

La seconda cosa che pochi sanno riguarda il mercato. Per chi è cresciuto a Roma prima del Duemila, piazza Vittorio era il mercato: banchi all'aperto lungo tutto il perimetro del giardino, sotto e davanti ai portici. La voce enciclopedica più diffusa indica che fu sgomberato nell'ottobre 2001 e sostituito dal Nuovo Mercato Esquilino, al coperto, in via Lamarmora. Molte guide straniere ancora oggi mandano i visitatori a cercare le bancarelle sulla piazza, e le bancarelle non ci sono.

La terza sorpresa è la misura reale del verde. Da fuori il giardino sembra un'aiuola grande, ma dentro è un parco con viali, prati, alberi alti e zone diverse fra loro, con le aree gioco da una parte e i ruderi dall'altra. Chi si ferma sui marciapiedi dei portici e guarda attraverso le cancellate ha l'impressione di un recinto. Chi entra scopre uno dei giardini storici più articolati del centro, recuperato dopo lavori durati quasi due anni.

Che cosa sono davvero i Trofei di Mario?

Sono i resti di una fontana monumentale che era anche un castello di distribuzione dell'acqua. La Sovrintendenza Capitolina li descrive come una struttura in laterizio, datata con precisione al 226 dopo Cristo grazie a una moneta dell'imperatore Alessandro Severo. Oggi gli archeologi la chiamano ninfeo di Alessandro. La funzione era doppia: mostrare l'acqua in modo scenografico, con vasche e getti sulla fronte, e smistarla verso le zone circostanti del colle attraverso le condutture che partivano dall'edificio.

Quale acquedotto la alimentasse è ancora discusso. La Sovrintendenza scrive che si può identificare solo con l'acqua Claudia o con l'Anio Novus, i due grandi acquedotti che arrivavano a Roma da est. Sono gli stessi che passano sopra Porta Maggiore, a pochi minuti a piedi, e che si seguono per chilometri nel Parco degli Acquedotti. La fontana dell'Esquilino era, di fatto, uno dei punti di arrivo di quel sistema.

Quello che resta è un grande nucleo in mattoni con nicchie e arcate, privo dei rivestimenti in marmo e delle sculture. Per capirne la forma serve immaginazione: la parte più alta era la fronte con i trofei, sotto c'erano le vasche dove l'acqua ricadeva prima di essere smistata. Dal giardino si vede bene l'insieme, attraverso la recinzione. Per avvicinarsi e leggere i dettagli bisogna prenotare la visita della Sovrintendenza, che apre l'area in date stabilite.

Il monumento è una delle rovine più grandi dell'Esquilino ancora in piedi, e allo stesso tempo una delle meno visitate. La ragione è semplice: si trova dentro un giardino di quartiere, senza biglietteria e senza segnaletica vistosa. Chi cerca l'archeologia imperiale a Roma va al Foro o al Palatino. Eppure qui si vede, meglio che in molti luoghi più celebri, come l'acqua degli acquedotti diventava spettacolo pubblico dentro i quartieri abitati della città antica.

Il consiglio che ti do per visitare Piazza Vittorio Emanuele II

Il consiglio è arrivare con la metro A alla fermata Vittorio Emanuele e fare prima il giro completo sotto i portici, poi entrare nel giardino. Il perimetro dà la misura della piazza e mostra il quartiere com'è davvero, con i negozi e la vita di tutti i giorni. Dentro il giardino conviene andare subito verso i Trofei di Mario e la Porta Alchemica, e poi sedersi nel roseto. Un'ora basta, due se si prenota la visita ai ruderi.

Se volete vedere i Trofei da vicino, prenotate prima di partire. La Sovrintendenza apre l'area solo su prenotazione obbligatoria allo 060608, attivo dalle 9 alle 19, e i visitatori singoli entrano secondo un calendario specifico. Arrivare sul posto sperando in un cancello aperto non funziona. Il consiglio pratico è chiamare con qualche giorno di anticipo, chiedere le date disponibili e organizzare il resto della giornata nel rione attorno a quell'orario.

La posizione contraria, a nostro giudizio, è questa. La Porta Alchemica attira quasi tutta l'attenzione, fra simboli, leggende e visite a tema, ma come meta da sola è sopravvalutata: è un portale murato dietro una cancellata, e dopo cinque minuti non c'è altro da vedere. I Trofei di Mario, a pochi metri, sono il monumento che pesa di più, e il fritto misto di Rutelli è la storia più divertente del giardino. Chi arriva solo per la porta si perde il resto.

L'ora migliore per il giardino è la mattina nei giorni feriali, quando le panchine sono libere e la luce arriva di lato sui ruderi. Il pomeriggio il giardino si riempie di famiglie, bambini e gente del quartiere, ed è bello così, ma meno adatto a guardare i monumenti. Chi vuole abbinare il Nuovo Mercato Esquilino deve venire di mattina, perché i mercati coperti di Roma lavorano soprattutto nella prima parte della giornata.

Anche la stagione conta. In primavera il roseto e le magnolie danno al giardino il suo aspetto migliore, e le panchine all'ombra sono piacevoli fino a sera. In piena estate conviene cercare i vialetti sotto i platani e le palme, perché le zone aperte attorno all'area centrale in travertino si scaldano molto. D'inverno la chiusura anticipata dei cancelli accorcia la visita, ma i portici restano un riparo comodo per il giro del perimetro.

Quanto costa e come si prenota?

La piazza, i portici e il giardino sono gratuiti e non si prenotano. Si paga soltanto la visita all'area dei Trofei di Mario, che la Sovrintendenza Capitolina apre solo su prenotazione obbligatoria al numero 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. Le prenotazioni di gruppo arrivano a un massimo di 25 persone, i visitatori singoli entrano secondo il calendario pubblicato dalla Sovrintendenza. Le tariffe indicate dal gestore sono queste.

Tariffa Prezzo
Intero 4,00 euro
Ridotto 3,00 euro
Residenti a Roma e nell'area metropolitana, titolari di MIC card Gratuito

Il canale da usare è soltanto quello ufficiale. Date, modalità e aggiornamenti sono sulla pagina dei Trofei di Mario sul sito della Sovrintendenza Capitolina, che pubblica anche le aperture straordinarie. La prenotazione si fa al telefono con lo 060608. Non esistono biglietti per la piazza o per il giardino, né prodotti di rivendita legati ai Trofei: chi propone un biglietto per entrare nel giardino vende qualcosa che non esiste.

Nelle sere d'estate la piazza ospita anche un'arena di cinema all'aperto, confermata dalla stampa romana pure per il 2026, con biglietti e programma propri, venduti dagli organizzatori. Per la Porta Alchemica non si paga niente: si guarda dal giardino, attraverso la cancellata, negli orari di apertura dei cancelli. Le visite guidate di terzi possono includere la piazza come tappa di un percorso sull'Esquilino, e in quel caso si paga il servizio della guida abilitata, non l'accesso.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che è la piazza più grande di Roma. Pochi ricordano perché è così grande. La piazza nasce con il piano regolatore del 1873, il primo della Roma capitale, e secondo le ricostruzioni storiche la costruzione cominciò dal 1880. Doveva essere il salotto del nuovo quartiere dell'Esquilino, pensato per la popolazione della nuova capitale, con i palazzi porticati tutto intorno e un grande giardino pubblico al centro.

Sulla data di nascita del giardino le fonti non concordano. Il portale turistico del Comune indica che fu realizzato nel 1888, la voce enciclopedica più diffusa scrive che la piazza fu inaugurata ufficialmente domenica 10 luglio 1889, con l'apertura al pubblico del giardino. Le due date sono vicine e probabilmente raccontano la fine dei lavori e la cerimonia. In ogni caso il giardino ha più di centotrent'anni, ed è nato insieme ai palazzi che lo circondano, come parte dello stesso progetto.

Il terzo fatto riguarda portici e mercato. I portici erano pensati per il passeggio, al riparo dal sole e dalla pioggia. La piazza prese invece un'altra strada, e il mercato all'aperto, attivo fino agli anni Novanta secondo le ricostruzioni storiche, ne fece uno dei luoghi più popolari di Roma. La piazza nata per il decoro della capitale diventò così il luogo della spesa quotidiana di mezza città, e più tardi il punto di arrivo di chi veniva a vivere a Roma da altri paesi.

La foto giusta da fare a Piazza Vittorio Emanuele II

La foto più riconoscibile si fa dal giardino, con i ruderi dei Trofei di Mario incorniciati dalle palme e i palazzi porticati sullo sfondo. Conviene cercare un punto lungo i vialetti dove la recinzione del monumento resti fuori dall'inquadratura o in basso. La luce migliore è quella del mattino, radente sul laterizio. Nelle ore centrali d'estate i mattoni diventano piatti e i contrasti con l'ombra degli alberi sono troppo forti.

La seconda foto è la prospettiva dei portici. Mettetevi all'inizio di un lato e scattate lungo le arcate, con le colonne che si ripetono fino in fondo. È l'immagine che racconta meglio la scala della piazza. Attenzione alle persone: sotto i portici ci sono ingressi di case, negozi e gente che lavora, ed è buona regola non fotografare nessuno da vicino senza chiedere. Lo stesso vale, a maggior ragione, dentro il Nuovo Mercato Esquilino.

La terza foto è il fritto misto. La Fontana del Glauco va fotografata da vicino, stringendo sul polipo e sulle code dei tritoni, perché la composizione intera, vista da lontano, si perde fra gli alberi. Per la Porta Alchemica serve un obiettivo normale e un po' di pazienza: la cancellata davanti obbliga a scattare fra le sbarre o sopra di esse, e i simboli incisi si leggono solo con la luce laterale del primo mattino o del tardo pomeriggio.

Una quarta foto, meno scontata, è la facciata di Sant'Eusebio vista dal giardino, con gli alberi in primo piano e i palazzi ottocenteschi ai lati. Racconta bene la stratificazione del rione: una chiesa di origine antica, rifatta nei secoli, dentro una piazza dell'Italia unita. Di sera, con l'illuminazione potenziata dopo i lavori del 2020, i vialetti del giardino offrono inquadrature diverse, ma conviene controllare l'orario di chiusura dei cancelli prima di aspettare il buio.

Come si arriva dal centro di Roma?

Con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, che ha le uscite sulla piazza. Da Termini è la prima fermata in direzione Anagnina. Per gli autobus e i tram la scelta più sicura è il calcolatore di percorso di ATAC, perché le linee di superficie dell'Esquilino cambiano spesso per cantieri e deviazioni. Per ascensori e scale mobili delle stazioni vale la pagina dei servizi accessibili di ATAC.

A piedi la piazza si raggiunge facilmente da molti punti. Dalla stazione Termini si scende attraverso le strade dritte del rione umbertino. Da Santa Maria Maggiore si percorre via Carlo Alberto in linea retta, passando accanto all'Arco di Gallieno, l'antica porta Esquilina. Da San Giovanni in Laterano si sale per via Emanuele Filiberto. Sono percorsi pianeggianti, tutti urbani, con marciapiedi larghi.

In auto non ha senso. I parcheggi in zona sono pochi, gran parte del rione è a sosta tariffata per i non residenti e il traffico attorno alla piazza è intenso a tutte le ore. Chi arriva da fuori Roma fa prima a lasciare l'auto in un parcheggio di scambio della metro A e scendere a Vittorio Emanuele. Da Termini, per chi arriva in treno, conviene camminare: il tempo è simile a quello della metro, senza scale e senza tornelli.

Chi arriva dal Colosseo o dal rione Monti può salire per via Merulana o per le strade del colle Oppio e raggiungere la piazza passando per largo Leopardi, dove si trova l'Auditorium di Mecenate. È il percorso più interessante, perché attraversa i resti degli horti antichi dell'Esquilino e i palazzi dell'Ottocento, e porta alla piazza dal lato di via Merulana, con la sua sequenza di edifici pubblici e musei.

Per chi ha difficoltà motorie la piazza è uno dei luoghi più semplici da raggiungere nel centro. Il terreno è pianeggiante, i marciapiedi sotto i portici sono larghi e il giardino ha vialetti ampi. Restano da verificare le uscite della metro, perché ascensori e scale mobili possono essere fuori servizio: la pagina dei servizi accessibili di ATAC indica lo stato degli impianti, e il portale turistico rimanda alla sezione Roma accessibile per le informazioni generali.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nel 226 dopo Cristo, sotto Alessandro Severo, fu costruita la fontana monumentale oggi chiamata Trofei di Mario. Nel 1590 i due trofei marmorei che la ornavano furono trasferiti sulla balaustra del Campidoglio. Nel Seicento l'area era occupata da ville e vigne, fra cui la villa Palombara, che il portale turistico del Comune data al 1620 e di cui resta solo la Porta Alchemica. Per quasi tre secoli la zona rimase fuori dall'abitato vero e proprio.

Con Roma capitale tutto cambiò. Il piano regolatore del 1873 previde il nuovo quartiere dell'Esquilino, i lavori della piazza cominciarono dal 1880 e il giardino fu aperto alla fine degli anni Ottanta, nel 1888 o nel 1889 a seconda delle fonti. Le ville furono lottizzate, le vigne sparirono, e al loro posto nacquero i palazzi porticati. Nel 1913 arrivò nel giardino il fritto misto di Rutelli, tolto da piazza della Repubblica.

Nel Novecento la piazza diventò il mercato più grande e popolare di Roma, attivo all'aperto fino agli anni Novanta. Nell'ottobre 2001 i banchi furono sgomberati e trasferiti nel Nuovo Mercato Esquilino. Nel 2002, secondo le ricostruzioni storiche, nacque l'Orchestra di Piazza Vittorio, formata da musicisti di diversi paesi. Nel marzo 2006 il giardino fu intitolato a Nicola Calipari. Nel 2017 il regista Abel Ferrara dedicò alla piazza un documentario sul quartiere multietnico.

Gli anni più recenti hanno portato la riqualificazione del giardino. Dopo circa venti mesi di lavori, secondo la voce enciclopedica più diffusa, il giardino ha riaperto nell'autunno del 2020, e il portale turistico del Comune ha dato notizia della riapertura a novembre dello stesso anno. Nella stessa occasione la Sovrintendenza Capitolina ha restaurato la Porta Alchemica. Da allora il giardino ospita anche, nei mesi estivi, un'arena di cinema all'aperto, presente pure nel 2026.

Chi è passato da Piazza Vittorio Emanuele II

Il primo nome è quello di Alessandro Severo, l'imperatore la cui moneta ha permesso di datare la fontana monumentale al 226. Poi Caio Mario, il generale che con la piazza non ha niente a che fare ma che le ha dato, per errore, il nome dei suoi ruderi. Nel Seicento Massimiliano Palombara, il marchese alchimista che la voce enciclopedica più diffusa lega alla villa e alla porta con i simboli incisi.

Il nome ufficiale è quello di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia, morto nel 1878, pochi anni prima che la piazza fosse costruita. Il quartiere intorno porta i nomi della sua famiglia e dei protagonisti del Risorgimento, e la piazza ne è il centro. È una toponomastica politica, scelta per segnare la presa di possesso della città da parte del nuovo Stato, in un'area che fino a pochi anni prima apparteneva ancora alle ville dei papi e dei principi.

Nel Novecento il nome più legato alla piazza è quello di Mario Rutelli, lo scultore palermitano del fritto misto e del gruppo centrale delle Naiadi, che qui ha lasciato l'opera scartata. Nel nuovo secolo quello di Nicola Calipari, a cui è intitolato il giardino. E quello dell'Orchestra di Piazza Vittorio, nata nel 2002 con musicisti provenienti da paesi diversi, che ha portato il nome della piazza ben oltre i confini del quartiere, sui palcoscenici e nei concerti.

Poi ci sono i passanti del cinema. Abel Ferrara, regista americano che vive a Roma, nel 2017 ha girato qui un documentario sulla piazza e sui suoi abitanti, intitolato semplicemente Piazza Vittorio. Il cinema, del resto, torna ogni estate nel giardino con l'arena all'aperto. Chi segue i luoghi del cinema in città trova altri percorsi nella nostra pagina su Roma nei film.

Che cosa dicono i documenti e che cosa si racconta?

I documenti, cioè la pagina della Sovrintendenza Capitolina, dicono che i Trofei di Mario sono una fontana monumentale del 226, costruita come castello di distribuzione dell'acqua, e che i trofei marmorei furono portati in Campidoglio nel 1590. Dicono anche che l'attribuzione a Caio Mario è sbagliata. Su questo non ci sono dubbi, e chi racconta ancora i ruderi come un monumento alle vittorie di Mario ripete una lettura superata da secoli.

La tradizione è più incerta. Per secoli i romani hanno legato le sculture di armi alle vittorie di Mario, e il nome è rimasto anche dopo che gli studi lo hanno smentito. Allo stesso livello si colloca il soprannome del fritto misto: nessun atto ufficiale lo registra, ma le ricostruzioni storiche lo riportano come la battuta con cui i romani accolsero il gruppo di Rutelli nel 1911, e la battuta è sopravvissuta alla scultura stessa, finita in un altro quartiere.

Poi c'è la leggenda, e riguarda quasi tutta la Porta Alchemica. Si racconta di un pellegrino misterioso, ospite della villa Palombara, che sarebbe riuscito a produrre l'oro e sarebbe sparito lasciando fogli pieni di simboli, poi incisi sulla porta. Nessun documento lo conferma. La storia completa, con le varie versioni e i simboli uno per uno, è nella nostra pagina sulla Porta Alchemica di Piazza Vittorio.

Anche le due statue ai lati della porta vanno lette con prudenza. Il portale turistico del Comune le identifica con il dio egizio Bes, una divinità protettrice. Sul motivo della loro presenza accanto alla porta le fonti ufficiali non si soffermano, e le interpretazioni esoteriche restano racconti. Chi ama queste letture trova un quadro più ampio nella pagina sulla Roma esoterica. Il consiglio è separare sempre il livello del documento da quello del racconto, anche quando il racconto è più divertente.

Com'è il giardino dopo la riqualificazione?

Il giardino ha riaperto nel 2020 dopo lavori durati circa venti mesi. Il portale turistico di Roma Capitale elenca gli interventi: 42 nuovi alberi, 17 palme, 450 piante ornamentali e 250 arbusti da fiore, il roseto e l'impianto di irrigazione restaurati, 110 panchine nuove, l'area centrale rifatta in travertino, l'illuminazione potenziata per gli eventi culturali e un nuovo impianto di videosorveglianza. Il progetto è nato dalla collaborazione fra gli uffici dei lavori pubblici, la Sovrintendenza e le associazioni del quartiere.

Per le famiglie ci sono aree gioco per bambini da zero a cinque anni, tavoli da ping pong, due canestri da basket, un campo per i giochi con la palla e uno spazio per gli scacchi. Il giardino è quindi prima di tutto un parco di quartiere, usato ogni giorno dagli abitanti dell'Esquilino. Chi lo visita da turista si muove in mezzo a partite a pallone, nonni con i nipoti e persone che leggono sulle panchine, ed è giusto così.

Il portale turistico descrive un giardino con molte specie di alberi, fra palme, magnolie e platani, e con l'acqua come elemento ricorrente. Oltre al fritto misto c'è la Fontana degli Zampilli, moderna, nella parte nord. Il roseto è uno degli angoli più tranquilli, soprattutto in primavera. I ruderi dei Trofei e la Porta Alchemica sono recintati e si guardano dall'esterno della cancellata, con i pannelli che ne riassumono la storia.

Gli orari dei cancelli seguono le stagioni. Il portale turistico indica un'apertura dall'alba al tramonto, e Roma Capitale pubblica sul sito istituzionale una pagina con gli orari di apertura e chiusura dei giardini di piazza Vittorio insieme a quelli delle grandi ville storiche. Conviene consultarla prima di andare, soprattutto d'inverno, quando la chiusura arriva presto nel pomeriggio. Per informazioni telefoniche il riferimento è lo 060608.

Per chi viaggia con bambini il giardino è una delle soste più comode dell'Esquilino. Le aree gioco sono pensate per i più piccoli, gli spazi per il pallone e il basket per i più grandi, e le panchine permettono agli adulti di riposare fra una visita e l'altra. Chi cerca altri spazi simili in città trova idee nella nostra pagina su Roma con i bambini, insieme ai musei e ai parchi più adatti alle famiglie.

Come si inserisce la piazza nel rione Esquilino?

La piazza è il centro geometrico e sociale del rione. Attorno si trovano quasi tutti i luoghi che meritano una sosta nell'Esquilino, e la nostra guida Esquilino: cosa vedere li mette in fila. Verso ovest c'è Santa Maria Maggiore, con l'obelisco Esquilino dietro l'abside. Verso est, oltre i binari, la chiesa di Santa Bibiana con la statua della santa scolpita da Bernini, e poi Porta Maggiore.

Verso sud la direttrice è via Merulana. Lungo la strada si trovano Palazzo Merulana, con la sua collezione d'arte del Novecento, Palazzo Brancaccio e il Teatro Brancaccio. All'inizio, in largo Leopardi, l'Auditorium di Mecenate, uno dei pochi ambienti degli horti antichi dell'Esquilino ancora visitabili. In fondo alla strada, San Giovanni in Laterano e la Scala Santa.

Il colle ha una storia antica fitta. In età repubblicana correva qui la cinta delle Mura Serviane, di cui l'Arco di Gallieno segna una delle porte. Oltre le mura c'erano necropoli e poi i grandi giardini dei ricchi romani, gli horti, trasformati in età imperiale. La fontana dei Trofei di Mario apparteneva a questa fase, quando l'Esquilino era un quartiere di ville e di acquedotti, molto prima delle vigne e delle ville barocche.

La chiesa affacciata sulla piazza è uno dei punti di contatto fra le epoche. Sant'Eusebio esisteva molto prima dei palazzi porticati, quando intorno c'erano vigne e ville, e con la costruzione della piazza si è trovata inglobata nel nuovo disegno urbano. Entrarci dopo il giro del giardino permette di vedere un pezzo di Esquilino più antico della piazza stessa, a pochi passi dai Trofei di Mario e dalla Porta Alchemica.

Il rione confina con altri quartieri da vedere a piedi. Verso Termini ci sono Palazzo Massimo alle Terme e le Terme di Diocleziano. Oltre i binari, San Lorenzo con il cimitero del Verano. Oltre Porta Maggiore, il Pigneto. Verso il Colosseo, il rione Monti, con le sue chiese medievali.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

La piazza e i portici non chiudono mai. Il giardino invece ha i cancelli, e secondo il portale turistico apre dall'alba al tramonto, con orari stagionali pubblicati da Roma Capitale. D'inverno si chiude presto nel pomeriggio. L'area dei Trofei di Mario non si apre senza prenotazione, e anche la Porta Alchemica si vede solo dal giardino, quindi a cancelli chiusi resta visibile da lontano, attraverso la recinzione esterna.

Non aspettatevi il mercato sulla piazza. I banchi sono stati trasferiti nel 2001 nel Nuovo Mercato Esquilino, al coperto, in via Lamarmora, con giorni e orari propri indicati nella pagina dedicata. Non aspettatevi nemmeno i trofei di marmo che danno il nome ai ruderi: sono sul Campidoglio da oltre quattro secoli. E non aspettatevi una piazza monumentale come piazza Navona o piazza del Popolo. È un grande giardino di quartiere circondato da portici.

Nelle sere d'estate una parte della piazza è occupata dall'arena del cinema all'aperto, con accessi e biglietti propri. Negli altri periodi il giardino può ospitare manifestazioni, feste di quartiere e iniziative culturali, con aree temporaneamente chiuse. Il Comune non pubblica un calendario unico di queste occupazioni. In caso di dubbio conviene chiedere allo 060608 o controllare gli avvisi di Roma Capitale prima di organizzare la visita.

Non aspettatevi infine una piazza silenziosa. Il traffico gira su tutti i lati, sotto i portici il passaggio è continuo, e il giardino di pomeriggio è pieno di bambini e di giochi. Chi cerca la quiete deve venire di mattina presto nei giorni feriali. È anche il momento in cui i ruderi e la porta si guardano meglio, con la luce bassa e i vialetti ancora vuoti, prima che il quartiere si svegli del tutto.

Anche il meteo può chiudere il giardino. In caso di allerta per vento forte Roma Capitale può disporre la chiusura temporanea di ville, parchi e giardini recintati, per il rischio di caduta di rami e alberi, e il giardino di piazza Vittorio, recintato e pieno di palme e platani, può essere coinvolto. In quei giorni la piazza e i portici restano percorribili, ma i cancelli del giardino possono restare chiusi anche in pieno giorno.

Mangiare in zona

L'Esquilino è uno dei quartieri di Roma dove si mangia in più lingue diverse, e questo è un vantaggio. I negozi di alimentari e le cucine intorno alla piazza servono prima di tutto chi ci abita, e per questo i prezzi restano spesso legati al quartiere. Le trappole esistono comunque, soprattutto verso Termini e Santa Maria Maggiore: il buttadentro con il menù in mano, le fotografie dei piatti in vetrina, le voci senza prezzo, i locali aperti di continuo senza pausa della cucina.

I romani non evitano quei posti per snobismo. Li evitano perché sanno che un locale che vive di passaggio, a ridosso di una stazione o di una basilica, non ha bisogno di clienti che tornano, e si comporta di conseguenza. Il menù esposto fuori può essere diverso da quello consegnato al tavolo, e il coperto o il servizio compaiono solo nel conto. La regola pratica è allontanarsi dalle vie di passaggio e guardare dove si fermano a pranzo gli impiegati e i residenti.

Il Nuovo Mercato Esquilino, a pochi minuti dalla piazza, è il posto dove il quartiere fa la spesa, con spezie, verdure, pesce e prodotti di molte cucine del mondo. Non è un mercato gastronomico pensato per i turisti, e va rispettato come luogo di lavoro. Per scegliere dove sedersi senza affidarsi al caso c'è la lista di indirizzi su Google Maps, con indirizzi selezionati in tutta Roma. Nessun locale della piazza viene nominato qui, per scelta.

Che cosa abbinare in giornata

La combinazione più naturale è verso ovest. Da piazza Vittorio si prende via Carlo Alberto, si passa accanto all'Arco di Gallieno e si arriva a Santa Maria Maggiore. Da lì si sale verso il rione Monti, con la basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti e San Pietro in Vincoli, con il Mosè di Michelangelo. Scendendo dal colle Oppio si arriva al Colosseo in una mattinata tutta a piedi.

Il secondo itinerario va verso sud est. Si raggiunge Porta Maggiore, con i due acquedotti che la attraversano, e la basilica sotterranea di Porta Maggiore, visitabile solo su prenotazione. Da lì si prosegue per Santa Croce in Gerusalemme e l'Anfiteatro Castrense, fino alla basilica di San Giovanni in Laterano. È una giornata di archeologia e basiliche, con distanze brevi.

Chi preferisce un pomeriggio tematico può seguire l'acqua. Dai Trofei di Mario, punto di arrivo di un acquedotto antico, si va a Porta Maggiore, dove l'acqua Claudia e l'Anio Novus entravano in città, e poi si torna alla metro A in direzione Anagnina verso il Parco degli Acquedotti, dove le arcate corrono per chilometri nella campagna. È un modo per capire da dove veniva l'acqua che alimentava la fontana del giardino.

Il terzo itinerario porta verso Termini e le grandi collezioni statali. Palazzo Massimo alle Terme conserva gli affreschi della villa di Livia e le statue in bronzo più note della Roma antica, le Terme di Diocleziano mostrano gli ambienti di un grande impianto termale. Da lì si raggiunge piazza della Repubblica, con la Fontana delle Naiadi, dove si capisce da dove viene il fritto misto, e la basilica di Santa Maria degli Angeli.

Chi ha solo un'ora può restare nel rione. Dopo la piazza e il giardino si entra in Sant'Eusebio, si passa al Nuovo Mercato Esquilino e si scende per via Merulana fino all'Auditorium di Mecenate, che apre con le modalità indicate dalla Sovrintendenza. Per chi vuole allargare lo sguardo sui luoghi gratuiti della città c'è la nostra pagina su Roma gratis, e per le famiglie quella su Roma con i bambini.

Santa Maria Maggiore dista pochi minuti a piedi lungo via Carlo Alberto. Per visitarla con una spiegazione in cuffia esiste un biglietto per la Basilica di Santa Maria Maggiore con audioguida, acquistabile online. È un link affiliato Tiqets: se acquistate da lì Estate Romana riceve una piccola commissione, mentre il prezzo per voi resta quello del venditore. Prima di comprare controllate che cosa comprende.

Domande frequenti

Piazza Vittorio è davvero la piazza più grande di Roma?

Sì. La voce enciclopedica più diffusa le attribuisce circa 325 metri per 185 e una superficie intorno ai 60.000 metri quadrati, portici compresi, quasi diecimila in più di piazza San Pietro. Le misure riportate cambiano di qualche metro da una fonte all'altra, a seconda che si contino o no i portici e le carreggiate. Il primato, però, non è in discussione: nessuna altra piazza della città raggiunge queste dimensioni.

Si paga per entrare nel giardino di piazza Vittorio?

No. Il giardino Nicola Calipari è un'area verde pubblica di Roma Capitale, gratuita, con i cancelli aperti secondo il portale turistico dall'alba al tramonto. Dentro ci sono aree gioco, panchine, il roseto, le fontane, i ruderi dei Trofei di Mario e la Porta Alchemica. Si paga soltanto la visita ravvicinata ai Trofei di Mario, organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina su prenotazione obbligatoria allo 060608, con biglietto da quattro euro intero e tre ridotto.

Si possono visitare i Trofei di Mario?

Sì, ma solo su prenotazione. La Sovrintendenza Capitolina indica la prenotazione obbligatoria al numero 060608, attivo dalle 9 alle 19, con un massimo di 25 persone per i gruppi e un calendario specifico per i visitatori singoli. Le tariffe sono quattro euro intero e tre ridotto, con gratuità per i residenti a Roma e nell'area metropolitana e per i titolari di MIC card. Dal giardino i ruderi si vedono comunque, attraverso la recinzione.

Dove si trova la Porta Alchemica?

Nel giardino di piazza Vittorio, vicino ai ruderi dei Trofei di Mario, dietro una cancellata. È l'unico resto della villa Palombara e si guarda gratis dal vialetto, negli orari di apertura dei cancelli del giardino. È stata restaurata dalla Sovrintendenza Capitolina durante la riqualificazione del giardino conclusa nel 2020. Storia, simboli e leggende sono raccolti nella nostra pagina sulla Porta Alchemica di Piazza Vittorio, raggiungibile dai link del testo.

Il mercato di piazza Vittorio esiste ancora?

Non sulla piazza. I banchi all'aperto che per decenni hanno occupato il perimetro del giardino sono stati sgomberati nell'ottobre 2001 e trasferiti nel Nuovo Mercato Esquilino, al coperto, in via Lamarmora, a pochi minuti a piedi. È il mercato dove il quartiere fa la spesa, con prodotti di molte cucine del mondo. Giorni e orari sono indicati nella pagina dedicata al mercato, e conviene andarci di mattina.

Quale fermata della metro serve piazza Vittorio?

La fermata Vittorio Emanuele della metro A, con le uscite sulla piazza. Da Termini è la prima fermata in direzione Anagnina. Per ascensori, scale mobili e chiusure temporanee conviene consultare la pagina dei servizi accessibili di ATAC, e per autobus e tram il calcolatore di percorso aziendale, perché le deviazioni nel rione sono frequenti. A piedi da Termini si arriva comunque in pochi minuti, senza salite.

D'estate c'è il cinema all'aperto a piazza Vittorio?

Sì. Nelle sere d'estate la piazza ospita un'arena di cinema all'aperto, confermata dalla stampa romana anche per il 2026. Programma, date e biglietti sono gestiti dagli organizzatori e cambiano ogni anno, quindi vanno controllati sui loro canali. L'arena occupa una parte della piazza con accessi propri, e nelle sere di proiezione il resto del giardino segue gli orari consueti dei cancelli stabiliti da Roma Capitale.

Che cos'è il fritto misto del giardino?

È la Fontana del Glauco, un gruppo di tritoni, un delfino e un grosso polipo scolpito da Mario Rutelli per il centro della Fontana delle Naiadi in piazza della Repubblica. Collocato lì nel 1911, fu preso in giro dai romani come il fritto misto di Termini e nel 1913 fu trasferito a piazza Vittorio. Il portale turistico del Comune data la scultura al 1910. Si vede gratis, dentro il giardino.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: la pagina della Sovrintendenza Capitolina sui Trofei di Mario, le pagine del portale turistico di Roma Capitale sul giardino e sulla sua riapertura, e le ricostruzioni storiche sulla piazza. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Piazza Vittorio è un punto di ritrovo comodo per chi organizza una giornata a piedi sull'Esquilino, grazie alla metro sulla piazza e alle panchine del giardino. Il punto delicato è la visita ai Trofei di Mario, che per un gruppo va prenotata con anticipo e non supera le 25 persone. Per chi organizza viaggi di gruppo, una risorsa utile per pianificare tempi, prenotazioni e trasferimenti è Tour Leader Pro.

La piazza si inserisce in un viaggio più ampio a Roma e nel Lazio, fra le basiliche dell'Esquilino, l'archeologia del centro, le ville dei Castelli Romani e i borghi della Sabina. Qualche giorno a Roma basta per i luoghi principali, ma il resto della regione chiede tempo e un programma ordinato, con trasferimenti e prenotazioni da mettere in fila. Una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoPiazza Vittorio Emanuele II Roma Esquilino, Roma, Roma Città 00185

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