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Basilica sotterranea di Porta Maggiore
Basilica sotterranea di Porta Maggiore
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Indirizzo:
Via Prenestina, 17, 00182 Roma RM
Descrizione:

La basilica sotterranea di Porta Maggiore, di epoca tiberiana o claudia (tra il 14 ed il 54 d.C.), è considerata la più antica basilica pagana di tutto l'Occidente.

La basilica sotterranea di Porta Maggiore si trova a circa 9 metri sotto il livello dell’attuale via Prenestina, subito fuori l’odierna Porta Maggiore, punto di convergenza del più importante gruppo di acquedotti della Roma imperiale.

La sua scoperta avvenne casualmente il 23 aprile 1917, in seguito al cedimento di una volta della basilica, sulla quale si stava costruendo il viadotto ferroviario da e per la stazione Termini e, a livello stradale, la linea tramviaria che serve i quartieri situati lungo la via Prenestina.

La Basilica sotterranea di Porta Maggiore è visitabile solo con visita guidata o ingresso accompagnato con prenotazione obbligatoria.

Basilica sotterranea di Porta Maggiore
Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Basilica sotterranea di Porta Maggiore | Descrizione

Rinvenuta casualmente durante lavori di consolidamento dei soprastanti binari ferroviari, ha mantenuto inalterato il suo apparato decorativo interamente in stucco bianco e policromo.

Pur di ridotte dimensioni (12 metri di lunghezza per 9 di larghezza, per complessivi 108 m2) presenta tuttavia già lo schema classico a navata centrale con le ali laterali divise da pilastri più l'abside di fondo, che sarà ripresa più tardi per il culto cristiano.

Il complesso è articolato in tre diversi ambienti:

  • Dromos: l'accesso dall'antica via Prenestina, un lungo corridoio in pendenza che dalla superficie portava sottoterra agli ambienti della Basilica sotterranea di Porta Maggiore
  • Vestibolo: ingresso di 3,60 m x 3,60 m decorato con stucchi policromi, era l'accesso alla Basilica sotterranea di Porta Maggiore
  • Basilica: con l'articolazione a tre navate e abside interamente decorata con stucchi bianchi

L’ingresso attuale, che non corrisponde a quello antico, prevede un corridoio di accesso, di cui resta solo l’ultimo tratto, che immette in un Vestibolo, caratterizzato da una pianta quadrangolare con volta a padiglione traforata da un lucernario: si entra così nella sala principale.

Un’aula rettangolare, absidata, lunga m. 12 x m. 9 di larghezza, è suddivisa in tre navate, coperte con volta a botte, da 6 pilastri quadrangolari.

La navata centrale è più ampia rispetto alle navate laterali, con una articolata planimetria, che poi diverrà canonica per gli edifici di culto cristiani.

L’intero impianto architettonico segue un orientamento est-ovest e in origine prevedeva un ingresso esterno costituito da una lunga galleria coperta con volta a botte che, da est sopraterra, con una notevole pendenza scendeva lungo il lato settentrionale della Basilica sotterranea di Porta Maggiore per poi piegare ad angolo retto e raccordarsi al Vestibolo.

Una preziosa decorazione si stende sui pavimenti con una tessitura a mosaico bianco e nero, mentre sulle pareti e sulle volte si alternano affreschi policromi e decorazione a stucco che domina l’intera aula con il colore bianco.

Ai riquadri lungo le pareti, alternati con motivi floreali e figure di genere, si contrappone la ricca decorazione figurata: nel catino absidale, ad esempio, dove è raffigurata Saffo nell’atto di lanciarsi dalla rupe di Leucade; nel quadro al centro della volta della navata mediana campeggia la figura di Ganimede, rapito da un Genio alato.

 

 

Basilica sotterranea di Porta Maggiore
Basilica sotterranea di Porta Maggiore - Ganimede, rapito da un Genio alato

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La basilica sotterranea di Porta Maggiore non si trova sottoterra perché col passare del tempo c'è stata una stratificazione del territorio che ha fatto scomparire l'edificio, ma è stata realizzata per essere sotterranea.

Per costruire la basilica sotterranea di Porta Maggiore sono state scavate sottoterra le forme delle colonne e poi è stato colato dentro dell'aggregato cementizio, questo aggregato una volta consolidato ha permesso di creare la volta e un'apertura sul vertice, e successivamente è stata svuotata la terra dentro.

Su tutte e tre le volte a botte cornici modanate delimitano specchiature geometriche in cui si dispongono, con notevole varietà di temi, le rappresentazioni figurate che riconducono al repertorio della mitologia classica, al rituale mistico o a scenette di vita quotidiana, mentre sulle pareti, al di sopra di una zoccolatura affrescata in rosso, si stendono grandi pannelli con raffigurazioni paesaggistiche stilizzate.

Anche le facce dei pilastri, pur nella loro irregolarità e asimmetria, contengono alcune teste-ritratto in stucco.

Nel Vestibolo l’apparato decorativo viene arricchito dall’uso della policromia sia sulla volta, anche qui ripartita in quadretti figurati, sia sulle pareti dove si ripetono i temi paesaggistici vivacizzati dalla presenza di uccelli e ghirlande floreali.

L’eleganza e l’organicità del tessuto decorativo fanno della Basilica sotterranea di Porta Maggiore un’opera d’arte unitaria riferibile ai primi decenni del I secolo d.C., sia per la scelta dei soggetti che per lo stile della realizzazione, i cui confronti più stringenti si riscontrano - sempre a Roma - con i coevi esempi forniti dal Colombario degli Statili, dal criptoportico sul Palatino, dalla Sala dalla Volta Dorata della Domus Aurea.

Basilica sotterranea di Porta Maggiore
Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Il mistero della Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Lo studio dell'apparato decorativo del Vestibolo e soprattutto dell'aula basilicale, ha da subito attirato l'attenzione degli studiosi per la presenza di un complesso linguaggio mitologico non sempre decifrato.

Compaiono infatti scene tratte dal repertorio greco romano ( le fatiche di Ercole, il rapimento di Ganimede, Hermes e Alcesti, Medusa, Baccanti e altro ) accanto ad oggetti utilizzati per i riti religiosi ( mense, anfore lustrali, ecc ).

Molto dibattuta è anche l'interpretazione del catino absidale con la rappresentazione di Saffo nell'atto di lanciarsi dalla rupe di Leucade alla presenza di Apollo e Faonte.

Da questo cifrario criptico e spesso poco comprensibile è nata l' ipotesi, formulata da Carcopino agli inizi del Novecento, che l'aula avesse potuto accogliere una setta di Neopitagorici.

Probabile opera di una setta mistico-esoterica, risulta ancora incerta la sua funzionalità: tomba o basilica funeraria, ninfeo o, più probabilmente, tempio neopitagorico.

Attualmente quest'ultima ipotesi sembra superata da quella di un utilizzo funerario che poteva tuttavia coesistere con un utilizzo religioso.

I recenti restauri hanno rivelato due fasi di vita dell'impianto, una nell'età augustea e l'altra neroniana, che potrebbero ben riferirsi ai due esponenti della famiglia degli Statili Tauri a cui da sempre si riferisce la proprietà del monumento: T. Statilio Tauro, influentissimo generale dell'età augustea e console nell' 11 d.C e il suo omonimo condannato per magia e per questo suicida sotto Nerone nel 53 d.C.

La recente riapertura segue in via sperimentale un importante fase di restauri, tuttora in corso, che sta interessando la statica dell'edificio e la pulitura chimica e meccanica delle superfici decorate.

La natura magica e misteriosa del luogo ha dato adito a voci che la vogliono dimora dei fantasmi e proprio per questo motivo più di qualcuno la vuole sede di celebrazioni di riti magici.

Al di là delle ipotesi sulla funzione dell’edificio, l’eleganza e l’organicità del tessuto decorativo fanno della basilica un’opera d’arte unitaria databile nei primi decenni del I secolo d.C., sia per la scelta dei soggetti che per lo stile della realizzazione, i cui confronti più stringenti si riscontrano – sempre a Roma – nei coevi esempi forniti dal già citato colombario degli Statilii, dal criptoportico sul Palatino, dalla sala dalla Volta Dorata della Domus Aurea.

Esiste una stupenda "thesis" del professore belga Hans van Kasteel, che ha pubblicato in francese sulla questione : "Le Temple de Virgile" (Éditions Beya 2016). Secondo questo lavoro, la basilica sotterranea non sarebbe nient'altro che un commentario, versetto per versetto, di Virgilio stesso.

Basilica sotterranea di Porta Maggiore
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