Cinema Farnese
Il Cinema Farnese si trova in piazza Campo de' Fiori 56, nel rione Parione, ed è aperto: è una sala d'essai che programma film d'autore dal pomeriggio alla sera, con alcuni spettacoli in versione originale sottotitolata. Negli annunci recenti compare come Cinema Farnese Arthouse, e la rete europea Europa Cinemas indica come società di gestione la Nicolina S.r.l. Il biglietto intero costa 7 euro per il primo spettacolo del pomeriggio e 8,50 euro per quelli serali, alla cassa oppure online.
Il nome ha cambiato pelle più volte. Nel 1970 un volantino lo presentava come «Farnese petit d'essai», dal 2008 è diventato Farnese Persol, e negli ultimi anni la Sapienza, la stampa culturale e la piattaforma di vendita dei biglietti lo chiamano Farnese Arthouse. La sostanza è rimasta la stessa: una sala di quartiere affacciata sulla piazza del mercato, con una programmazione che punta sul cinema europeo e sui titoli passati dai festival più che sui grandi incassi della stagione.
Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sulla scheda della rete Europa Cinemas, sulla pagina della convenzione pubblicata dalla Sapienza, sul portale Turismo Roma e sulle principali piattaforme di programmazione cinematografica. Gli orari della cassa e il calendario delle chiusure non sono pubblicati in queste fonti. Il canale ufficiale per chiederli è il telefono del cinema, 06 6864395, oppure l'indirizzo info@cinemafarnese.it indicato da Turismo Roma. La programmazione cambia ogni settimana e può variare senza preavviso.

In breve: indirizzo, orari, biglietto
- Indirizzo: piazza Campo de' Fiori 56, 00186 Roma, rione Parione.
- Gestore: Nicolina S.r.l., secondo la scheda della rete Europa Cinemas. Nome usato oggi: Cinema Farnese Arthouse.
- Come si entra: con biglietto, acquistato alla cassa, sul sito del cinema o sulla piattaforma 2Tickets.
- Prezzo: 7 euro il primo spettacolo pomeridiano, 8,50 euro gli spettacoli serali (programmazione del 29 settembre 2026). Riduzioni per la Sapienza.
- Orari: spettacoli dal pomeriggio, intorno alle 16, fino all'ultimo delle 21.15. Orari della cassa non pubblicati, telefono 06 6864395.
- Come si arriva: a piedi da piazza Navona, Largo Argentina o Ponte Sisto. Zona a traffico limitato, linee di superficie sul sito Atac.
- Accessibilità: Turismo Roma indica la sala come accessibile alle persone con disabilità. Dettagli da chiedere a info@cinemafarnese.it.
Dove si trova e che cosa si vede davvero
Il cinema si affaccia su Campo de' Fiori, la piazza del mercato rionale, con la statua di Giordano Bruno al centro. L'ingresso è al civico 56, sul perimetro della piazza, fra case d'affitto, vetrine e locali. Chi arriva da piazza Farnese lo raggiunge in pochi minuti, e lo stesso vale per chi scende da piazza Navona attraversando corso Vittorio Emanuele II.
La facciata non ha niente di monumentale. Il sito Cinema Treasures, che censisce le sale storiche di tutto il mondo, parla di uno stile Art Déco senza particolari distinzioni architettoniche, inserito con discrezione nel fronte della piazza. Chi si aspetta un grande cinema degli anni Trenta, con scalinate e decorazioni in stucco, resta deluso. Il Farnese è una sala di quartiere, e da fuori si riconosce soprattutto per l'insegna e per le locandine dei film in programmazione.
Sulle sale le fonti non concordano. Una piattaforma di programmazione indica tre schermi, un'altra riporta una sola sala in funzione, numerata come sala 2, con 47 posti. Il sito ufficiale dedica una sezione alle sale del cinema, al plurale. Una recensione pubblicata dalla stampa locale romana nel 2015 descriveva sale ampie e poltrone abbastanza distanziate, ma anche una struttura che mostrava il passare del tempo. Prima di organizzare una serata con molte persone conviene telefonare e chiedere la capienza reale.
Quello che si viene a vedere, in fondo, è il cartellone. La sala appartiene alla rete Europa Cinemas, sostenuta dal programma MEDIA dell'Unione europea, che riunisce i cinema dedicati in buona parte ai film europei. Il 29 settembre 2026 le due pellicole in programma erano una produzione spagnola e una coproduzione fra Germania, Francia e Ungheria, con lo spettacolo delle 21.15 in versione originale con sottotitoli. È questo il carattere del posto: film che nei multisala, quando ci arrivano, restano in cartellone pochi giorni.
La piazza, di giorno e di sera, sono due luoghi diversi. La mattina Campo de' Fiori è occupata dal mercato, con i banchi di frutta, verdura e pesce che si allineano intorno alla statua, e il cinema a quell'ora è chiuso. Smontati i banchi, la piazza si riempie di un pubblico diverso, fatto di residenti, studenti e visitatori. Il Farnese vive in questa seconda fase della giornata, quando la piazza cambia funzione.
Il contesto storico si legge anche nei palazzi intorno. Secondo le ricostruzioni storiche sulla piazza, l'area era in origine uno spazio libero fra il Teatro di Pompeo e il Tevere, soggetto alle piene del fiume. Nel Duecento gli Orsini si insediarono sul lato meridionale e vi ricostruirono il loro palazzo. Pochi spettatori, entrando al cinema, pensano che sotto le case della zona si conservino le strutture di un teatro romano, il primo in muratura della città.
Una curiosità sul Cinema Farnese
Prima dei film d'autore, secondo le ricostruzioni della stampa locale, il Farnese è stato un palcoscenico. Negli anni Trenta sulle sue tavole sarebbero passati Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Macario e Wanda Osiris, cioè i nomi più popolari della rivista e dell'avanspettacolo di quell'epoca. Era una formula comune a molte sale romane: il film e, fra una proiezione e l'altra, il numero dal vivo. Il dato non risulta confermato da documenti d'archivio aperti al pubblico, e va letto come tradizione della sala.
Più solida è l'etichetta del 1970. Un volantino dell'epoca, riprodotto sul sito Cinema Treasures, presenta la sala come «Farnese petit d'essai» e la dichiara aderente all'AIACE, l'associazione italiana degli amici del cinema d'essai. Il francese non era un vezzo. La formula d'essai arriva proprio dalla Francia, dai cinema che programmavano film di ricerca e opere difficili per un pubblico disposto a sperimentare. A Roma il Farnese è stato fra le sale che hanno adottato quella formula e il nome che la identificava.
Sale come il Farnese avevano, negli anni del volantino, un ruolo preciso nella vita culturale della città: davano una seconda vita ai titoli che nei grandi cinema di prima visione erano rimasti in cartellone pochi giorni, e costruivano un pubblico abituato a discutere dei film. Questo ruolo, con forme diverse, è lo stesso che la sala prova a svolgere oggi con le rassegne e la versione originale.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Cinema Farnese
Il cinema non ha niente a che fare con Palazzo Farnese, se non la vicinanza. Il palazzo rinascimentale, sede dell'ambasciata di Francia, si trova nella piazza accanto, piazza Farnese, e non su Campo de' Fiori. Il nome della sala viene dal quartiere e dalla famiglia che lo ha segnato per secoli, non da un legame di proprietà o di sede. Chi cerca il cinema dentro il palazzo gira a vuoto, e chi cerca il palazzo guardando l'insegna del cinema sbaglia piazza per poche decine di passi.
Il secondo equivoco riguarda il nome Persol. Dal 2008, dopo la riapertura, la sala ha aggiunto al proprio nome quello del marchio di occhiali, e molte guide e recensioni lo chiamano ancora Farnese Persol. Esiste anche una vecchia pagina social con quel nome. Oggi però il nome in uso negli annunci è Cinema Farnese Arthouse, e il sito di riferimento è cinemafarnese.it. Chi cerca la programmazione sotto il vecchio nome rischia di finire su pagine ferme da anni, con orari e prezzi superati.
C'è poi un dettaglio sui canali di contatto. Il portale Turismo Roma elenca per il cinema un indirizzo di posta elettronica, info@cinemafarnese.it, e tre profili social con il nome cinemafarnese, su Facebook, Instagram e Twitter. Sono questi i canali da seguire per gli aggiornamenti su rassegne, anteprime e variazioni di orario. Le pagine con il vecchio nome Persol, invece, conviene lasciarle perdere: riportano spesso informazioni superate e possono indurre in errore chi organizza la serata.
Un ultimo dettaglio riguarda l'indirizzo. Quasi tutte le fonti scrivono piazza Campo de' Fiori 56, mentre la pagina della convenzione pubblicata dalla Sapienza riporta via Campo de' Fiori 56. Si tratta dello stesso ingresso, ma chi imposta il navigatore del telefono con la dicitura sbagliata può ottenere un risultato impreciso. La soluzione più semplice è cercare direttamente Campo de' Fiori, arrivare davanti alla statua di Giordano Bruno e da lì individuare il civico 56 sul perimetro della piazza.
Da palcoscenico di rivista a sala d'essai: come è cambiato il Farnese?
Le fonti fanno risalire l'apertura al 1930. Lo scrive Cinema Treasures e lo ripete la presentazione della sala pubblicata sulla piattaforma culturale Meer, che parla di un piccolo cinema di quartiere aperto dal 1930 e passato, nei decenni, dalla funzione di sala d'essai a quella di prima e seconda visione. È il percorso di molte sale del centro storico: nate per un pubblico di vicinato, cambiate con le abitudini della città, sopravvissute trovando una nicchia precisa.
Un documento del 18 maggio 1940, raccolto da Cinema Treasures, mostra il Farnese in piena attività durante la guerra. In programma c'erano due film italiani, «Il ponte dei sospiri» e «Manon Lescaut», e un cortometraggio dell'Istituto Luce. Era la struttura tipica della serata al cinema di quegli anni: un film principale, spesso un secondo titolo, e il documentario o il cinegiornale del Luce che precedeva la proiezione, con il suo carico di propaganda del regime.
Trent'anni dopo il tono cambia completamente. Il 4 settembre 1970 il Farnese proiettava «Dillinger è morto» di Marco Ferreri, un film che ancora oggi divide il pubblico. Nello stesso anno la sala si definiva petit d'essai e aderiva all'AIACE. Secondo la stampa locale, negli anni Settanta il cinema diventò un punto di riferimento per gli studenti della contestazione e per gli intellettuali romani, che a Campo de' Fiori trovavano film introvabili altrove.
Poi la crisi. Cinema Treasures registra una chiusura nel 2005, con uno scontro fra chi voleva trasformare lo spazio e chi chiedeva di mantenerne la funzione di sala. Nel giugno del 2008 il cinema riaprì con una nuova proprietà e con il nome Farnese Persol. Negli anni recenti il nome Arthouse è comparso negli annunci degli eventi e nella convenzione con la Sapienza per il 2025. La sala, a differenza di altre del centro, non ha cambiato destinazione.
La continuità del nome e della funzione non è scontata. Nel centro storico di Roma molte sale cinematografiche hanno chiuso negli ultimi decenni, per il peso degli affitti, per la concorrenza dei multisala e per la trasformazione dei piani terra in negozi e locali. Il Farnese ha attraversato la stessa crisi, con la chiusura del 2005, ed è riuscito a tornare in attività. La sua storia recente dimostra che una sala d'essai in una piazza turistica può reggere, a patto di avere un pubblico fedele.
Per capire il Farnese degli inizi bisogna ricordare com'era una serata di spettacolo nella Roma degli anni Trenta. Il cinema sonoro era una novità recente, e molte sale alternavano la proiezione ai numeri dal vivo, con comici, cantanti e ballerine che tenevano il pubblico fra un film e l'altro. Era l'avanspettacolo, una formula popolare e a buon mercato. Le sale di quartiere come quella di Campo de' Fiori vivevano di questo pubblico di vicinato, prima che la televisione cambiasse le abitudini serali degli italiani.
Il consiglio che ti do per visitare il Cinema Farnese
Il consiglio è di arrivare per lo spettacolo serale, dopo che i banchi del mercato hanno lasciato la piazza, e di comprare il biglietto online se il film è appena uscito. Con una sala che una delle piattaforme indica da 47 posti, le prime sere di programmazione possono riempirsi in fretta. Prima di uscire controllate la dicitura accanto all'orario: le sigle V.O. o versione originale indicano lo spettacolo sottotitolato, e per gli altri orari, nel dubbio, conviene chiedere alla cassa.
La posizione contraria, a nostro giudizio, riguarda proprio la lingua originale. I siti in inglese dedicati ai film in lingua originale a Roma inseriscono il Farnese nei loro elenchi, e chi cerca un film americano non doppiato ogni sera resta deluso. La versione originale al Farnese è riservata a uno o due spettacoli, e fra gli esempi recenti ci sono film in spagnolo, francese e mandarino, con sottotitoli in italiano. Per chi non legge l'italiano, quei sottotitoli sono inutili. Il Farnese va scelto per il film, non per la lingua.
Un'ultima avvertenza pratica riguarda l'ingresso in sala. I film d'autore hanno spesso durate lunghe, e uno dei titoli in programma a fine settembre 2026 superava le due ore e venti minuti. Conviene calcolare l'orario di uscita prima di prenotare una cena o di fissare il rientro in albergo, soprattutto con lo spettacolo delle 18.30. Chi arriva tardi trova la sala al buio e il film cominciato, e in una sala piccola disturbare il pubblico è inevitabile.
Chi arriva con bambini o ragazzi deve controllare la classificazione del film. Le indicazioni sull'età consigliata compaiono sulle piattaforme accanto a ciascun titolo, e la scelta di una sala d'essai va fatta con attenzione quando in sala ci sono minori: molti film d'autore hanno ritmi lenti, temi adulti e durate impegnative. Per le famiglie il cinema funziona meglio nelle occasioni dedicate, come le proiezioni di film d'animazione che a volte entrano in cartellone, più che nella programmazione serale.
Una volta dentro, in una sala di dimensioni contenute la scelta del posto conta. Chi segue un film in versione originale con sottotitoli fa bene a non sedersi nelle prime file, dove leggere il testo in basso costringe a muovere continuamente lo sguardo. Le file centrali sono il compromesso migliore fra schermo e sottotitoli. Arrivare una decina di minuti prima dell'inizio permette di scegliere con calma, di spegnere il telefono e di evitare di attraversare la sala al buio.
Quanto costa e come si compra il biglietto?
Per la giornata del 29 settembre 2026 le piattaforme di programmazione riportano due prezzi: 7 euro per il primo spettacolo del pomeriggio e 8,50 euro per gli spettacoli delle 18.30 e delle 21.15, compreso quello in versione originale. Nel 2025 la convenzione della Sapienza indicava come prezzo pieno 7 euro per il pomeridiano dal lunedì al venerdì e 8 euro per il serale del sabato e della domenica. Il listino completo con tutte le fasce non è pubblicato nelle fonti consultabili, e va chiesto al cinema.
Il biglietto si compra alla cassa del cinema, in piazza Campo de' Fiori 56, oppure online, dal sito ufficiale del Cinema Farnese o dalla piattaforma 2Tickets, dove la sala compare come Farnese ArtHouse Cinema. Sulla stessa piattaforma compaiono anche una formula da tre ingressi a 15 euro e una tessera annuale da 50 euro: le condizioni vanno lette prima dell'acquisto. Nessuna delle fonti consultate indica altri circuiti di vendita.
| Fascia (convenzione 2025) | Prezzo pieno | Ridotto Sapienza |
|---|---|---|
| Pomeridiano, dal lunedì al venerdì | 7 euro | 5 euro |
| Serale, sabato e domenica | 8 euro | 6 euro |
La riduzione della Sapienza vale per studenti e personale dell'ateneo e si estende a una seconda persona che entra insieme al titolare. In biglietteria bisogna mostrare il badge, la tessera universitaria in corso di validità oppure le ricevute di pagamento dei contributi di iscrizione. Per informazioni sulla convenzione l'ateneo indica l'ufficio Sapienza CREA. Le altre riduzioni, offerte e promozioni della sala non sono pubblicate in dettaglio, e il numero da chiamare è 06 6864395.
Un consiglio sull'acquisto online. Le commissioni di prevendita applicate dalla piattaforma non sono indicate nelle fonti consultabili, e vanno controllate al momento del pagamento. Per uno spettacolo feriale del pomeriggio, fuori dalle prime sere di un film, la cassa è quasi sempre la soluzione più semplice. Per le anteprime con ospiti, le serate evento e i film più attesi, invece, il biglietto online evita di arrivare in piazza e trovare la sala al completo, con il rischio di dover cambiare programma all'ultimo momento.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il Farnese sia una sala d'essai lo sanno tutti. Meno citato è il fatto che la sala fa parte di Europa Cinemas, la rete di cinema sostenuta dal programma MEDIA dell'Unione europea. La rete dichiara circa 1.290 sale associate in 39 paesi, e la sua missione è dare spazio ai film europei nelle sale. La scheda del Farnese sul sito della rete riporta l'indirizzo, il telefono e il nome della società di gestione, la Nicolina S.r.l.
L'appartenenza alla rete spiega il carattere della programmazione meglio di qualsiasi slogan. Quando il cartellone propone un film spagnolo in versione originale, una coproduzione centroeuropea o un documentario d'autore, non è un caso: è una scelta di linea che la rete sostiene. Per lo spettatore significa trovare al Farnese titoli che altrove escono in poche copie, e spesso in orari scomodi. Per la piazza significa avere ancora una sala accesa la sera, in un centro storico che ne ha perse molte.
Per chi arriva da un altro paese europeo la rete ha anche un vantaggio pratico. I cinema associati condividono una linea di programmazione riconoscibile, e chi è abituato a frequentare una sala Europa Cinemas nella propria città trova al Farnese un tipo di offerta familiare. La scheda della sala sul sito della rete è inoltre una fonte stabile per verificare il nome della società di gestione e i contatti, utile da consultare accanto al sito del cinema.
La foto giusta da fare al Cinema Farnese
La foto che racconta il posto si fa dal centro di Campo de' Fiori, con le spalle alla statua di Giordano Bruno o tenendola di lato nell'inquadratura, verso l'ingresso del civico 56. Il momento giusto è all'imbrunire, quando si accendono le luci della piazza e davanti al cinema arriva il pubblico dello spettacolo serale. La luce artificiale scalda gli intonaci e rende leggibili le locandine. A mezzogiorno, con il mercato in piena attività, l'ingresso si perde fra ombrelloni e banchi.
Dentro la sala, durante la proiezione, non si fotografa e non si riprende: è una regola di buona educazione e di rispetto dei diritti sul film. Una curiosità per chi ama il cinema girato a Roma: secondo Cinema Treasures il Farnese compare in «To Rome with Love» di Woody Allen, uscito nel 2012. Cercare l'inquadratura giusta dalla piazza, confrontandola con la scena del film, è un buon esercizio per chi fotografa i luoghi del cinema in città.
Chi fotografa la piazza deve ricordare che Campo de' Fiori è un luogo di lavoro, oltre che di passaggio. Gli operatori del mercato e i residenti non sono un soggetto da cartolina, e riprenderli da vicino senza chiedere il permesso è una scortesia. Le inquadrature migliori sono quelle larghe, che tengono insieme la statua, i palazzi e l'ingresso del cinema. Per la foto in verticale conviene mettersi sul lato opposto della piazza, in modo che la facciata del cinema entri per intero nel fotogramma.
Come si arriva dal centro di Roma?
Il Farnese si raggiunge a piedi dalla gran parte del centro storico. Da Largo Argentina si percorre un breve tratto di corso Vittorio Emanuele II e si scende verso la piazza. Da piazza Navona si attraversa lo stesso corso all'altezza di Palazzo della Cancelleria. Da Trastevere si passa sul Ponte Sisto e si risale verso piazza Farnese. In ciascun caso il cammino richiede pochi minuti e nessun mezzo.
Largo di Torre Argentina è il nodo di trasporto pubblico più vicino, con diverse linee di bus e tram. Le linee e le fermate cambiano con i cantieri, per cui conviene controllarle sul sito di Atac prima di uscire. In auto la zona è a traffico limitato e parcheggiare nelle vicinanze è difficile, come ricordava già la stampa locale. La sera, all'uscita dall'ultimo spettacolo, il taxi si prende più facilmente su corso Vittorio Emanuele II che dentro la piazza.
Da più lontano il percorso si allunga ma resta semplice. Da San Pietro e dal Vaticano si può scendere lungo il Tevere e poi entrare in via Giulia, una passeggiata piana che attraversa il rione Ponte e il rione Regola. Da Termini e dalla zona dei Fori conviene usare i mezzi pubblici fino a Largo Argentina e fare a piedi l'ultimo tratto. All'uscita dall'ultimo spettacolo la sera è inoltrata, e le corse notturne vanno verificate in anticipo sul sito dell'azienda di trasporto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La piazza su cui si apre il cinema ha una storia più antica della sala. Nel Medioevo l'area era un prato, e da qui viene il nome Campo de' Fiori. Nel 1456, sotto papa Callisto III, il cardinale Ludovico Trevisan fece pavimentare lo spazio nell'ambito dei lavori di sistemazione del rione Parione. Da allora la piazza è stata luogo di mercato, di passaggio per pellegrini e mercanti, di locande e di esecuzioni pubbliche, e il suo aspetto attuale è il risultato di secoli di rifacimenti.
Il 17 febbraio 1600 il filosofo Giordano Bruno fu bruciato vivo per eresia proprio in questa piazza. Nel 1889 lo scultore Ettore Ferrari realizzò la statua che lo ricorda, collocata nel punto del rogo, con l'iscrizione «A Bruno il secolo da lui divinato qui dove il rogo arse». Il mercato giornaliero di frutta, verdura e pesce, invece, arrivò qui nel 1869, trasferito da piazza Navona. Il cinema, aperto nel 1930, si è inserito in questa piazza già carica di significati.
Per la sala le date chiave sono poche e documentate. Nel 1930 l'apertura, nel 1940 la programmazione di guerra con i cortometraggi Luce, nel 1970 l'adesione all'AIACE e la formula petit d'essai. Nel 2005 la chiusura e lo scontro sul destino dello spazio, nel giugno del 2008 la riapertura con il nome Persol. Nel 2025 la convenzione con la Sapienza, che apre la sala agli studenti del più grande ateneo romano a prezzo ridotto. Ognuno di questi passaggi ha cambiato il pubblico, non il luogo.
La piazza ha avuto anche un ruolo civile. La statua di Bruno fu voluta e realizzata negli anni successivi all'Unità d'Italia, quando Roma era da poco capitale del Regno, e la sua collocazione proprio a Campo de' Fiori ebbe un forte valore simbolico nel rapporto fra il nuovo Stato e il papato. Ancora oggi il monumento è un punto di ritrovo e di commemorazione. Chi esce dal cinema la sera se lo trova davanti, illuminato, al centro della piazza.
Chi è passato dal Cinema Farnese
Sul palcoscenico degli anni Trenta, secondo la tradizione riportata dalla stampa locale, sono passati Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Macario e Wanda Osiris. In platea, negli anni Settanta, le stesse fonti ricordano Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini fra gli spettatori abituali. Sono presenze plausibili, perché entrambi vivevano e lavoravano a Roma ed erano legati al mondo del cinema, ma non risultano confermate da una fonte documentaria. Vanno quindi lette come memoria del quartiere e non come dati d'archivio.
Più recente e documentato è il passaggio di una troupe internazionale: Cinema Treasures segnala il Farnese in «To Rome with Love», il film di Woody Allen girato a Roma e uscito nel 2012. Oggi il pubblico è fatto di residenti del centro, di studenti universitari attirati dalla convenzione con la Sapienza, di cinefili che seguono le rassegne e di stranieri che cercano la versione originale. È un pubblico misto, che spesso si ritrova nella piazza prima e dopo lo spettacolo.
La sala ospita anche anteprime, presentazioni con gli autori e piccoli festival, secondo gli annunci pubblicati dalla stampa culturale romana negli ultimi anni. Sono le occasioni in cui il Farnese si riempie di più e in cui il pubblico si ferma a discutere nella piazza dopo la proiezione. Titoli e date di queste serate cambiano ogni stagione e vanno controllati sul sito e sui profili social del cinema, dove vengono annunciati di volta in volta insieme alla programmazione ordinaria.
Per chi ama il cinema ambientato a Roma, il passaggio del Farnese in un film di Woody Allen si aggiunge a una lunga serie di luoghi della città diventati set. Campo de' Fiori e le strade intorno sono stati usati molte volte dal cinema italiano e straniero, proprio per la loro immediata riconoscibilità. Vedere un film in una sala che è stata a sua volta sullo schermo è una piccola soddisfazione da cinefili, che vale la pena di concedersi almeno una volta durante un soggiorno a Roma.
Fatti, tradizione e leggenda: che cosa è documentato?
I fatti documentati sono l'indirizzo, l'apertura nel 1930 riportata da due fonti indipendenti, il programma del 18 maggio 1940, il volantino del 1970 con l'adesione all'AIACE, la chiusura del 2005 e la riapertura del giugno 2008. Documentati sono anche la società di gestione indicata da Europa Cinemas, l'appartenenza alla rete e la convenzione con la Sapienza per il 2025. Su questi dati si può costruire una storia della sala senza timore di smentite.
Appartiene invece alla tradizione la stagione del varietà negli anni Trenta, con i grandi nomi della rivista romana sul palco. Alla tradizione appartiene anche l'immagine del Farnese come salotto della contestazione negli anni Settanta, con Moravia e Pasolini in platea. Sono racconti ripetuti dalla stampa locale e dalle guide, plausibili nel contesto, ma senza un documento primario consultabile. Chi volesse approfondirli dovrebbe cercare nei giornali dell'epoca e negli archivi della sala.
La leggenda vera e propria è una sola, ed è falsa: l'idea che il cinema appartenga a Palazzo Farnese o sia ricavato dentro il palazzo. Il nome viene dal quartiere, la sala si trova su un'altra piazza, e il palazzo ha una sua storia di residenza nobiliare e poi di sede diplomatica che con il cinema non si incrocia. Il malinteso nasce soprattutto fra i visitatori stranieri, che vedono la parola Farnese sull'insegna e la collegano al monumento più famoso della zona.
Il valore di una distinzione così netta è pratico. Chi racconta il Farnese a un amico, o lo cita in un itinerario, può dire con sicurezza che è una delle sale più antiche di Roma, secondo Turismo Roma, e che è attiva almeno dal 1930. Sui nomi celebri della platea e del palcoscenico è più corretto usare il condizionale, o dire che si tratta di una tradizione raccolta dalla stampa. È una prudenza che non toglie niente alla storia della sala.
Dove si colloca il Farnese fra le sale d'autore di Roma?
Roma ha ancora una piccola costellazione di sale che vivono di cinema d'autore, e il Farnese è l'unica sul perimetro di Campo de' Fiori. In zona Trastevere si trovano il Cinema Troisi e il Nuovo Cinema Sacher, al Pigneto il Cinema Aquila e a Prati il Cinema Azzurro Scipioni. Ognuna ha un profilo diverso, e il confronto aiuta a capire che cosa cercare al Farnese.
Per le rassegne gratuite e gli incontri con autori e critici, a Villa Borghese c'è la Casa del Cinema, mentre per il cinema come industria il riferimento resta Cinecittà. Il Farnese si colloca a metà strada: una sala commerciale, con biglietto e programmazione quotidiana, che però sceglie titoli da festival e film europei. Chi ama il teatro trova nelle vicinanze il Teatro Argentina e, poco oltre, lo storico Teatro Valle, per una serata di spettacolo diversa.
La differenza fra queste sale si vede nel cartellone. Alcune puntano sulle anteprime e sugli incontri con i registi, altre sulle rassegne e sui classici restaurati, altre ancora sulla versione originale. Il Farnese, per posizione e dimensioni, lavora soprattutto sulla prima visione d'autore e sul cinema europeo, con un occhio al pubblico universitario. Chi vuole costruire una settimana di cinema a Roma può alternare queste sale secondo il film, invece di affezionarsi a un solo indirizzo.
Per chi arriva a Roma per pochi giorni, il Farnese è la sala d'autore più comoda da inserire in un programma di visita, perché si trova sul percorso che molti fanno fra piazza Navona, il Ghetto e Trastevere. Le altre sale citate, a parte quelle di Trastevere, richiedono uno spostamento dedicato in quartieri lontani dai percorsi di visita. È un vantaggio pratico da non sottovalutare: una serata al cinema in centro non obbliga a cambiare zona, a prendere un taxi o a rinunciare alla cena nei dintorni.
Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?
Il giorno di chiusura settimanale e le eventuali pause estive non sono pubblicati nelle fonti consultabili. La programmazione esce di settimana in settimana e le piattaforme che la riportano avvertono che gli orari possono cambiare senza preavviso. La regola, quindi, è controllare il cartellone il giorno stesso sul sito del cinema e, per le date festive o per agosto, telefonare al 06 6864395 prima di muoversi. Lo stesso vale per le serate con ospiti e presentazioni, che possono spostare gli orari consueti.
Non aspettatevi il comfort di un multisala recente, né un parcheggio o grandi spazi di attesa. Non aspettatevi nemmeno sottotitoli in inglese: nelle programmazioni consultate la versione originale ha i sottotitoli in italiano. Una sala d'essai storica ha limiti di spazio e di impianti, e una recensione della stampa locale lo notava già nel 2015. In cambio si ottiene un film scelto con criterio, in una piazza del centro, senza uscire dal percorso di visita.
Un'altra cosa da non aspettarsi è una programmazione ampia. Nella programmazione di fine settembre 2026 il Farnese proponeva due titoli al giorno, uno dei quali con un solo orario. Chi arriva in piazza senza aver controllato il cartellone rischia di trovare un film già visto o uno spettacolo appena cominciato. La scelta ristretta, però, è anche il senso della sala: meno titoli, scelti con cura, al posto dei dieci schermi di un multisala con gli stessi film ovunque.
Nei periodi festivi, da Natale all'Epifania, a Pasqua e soprattutto in agosto, la regola del controllo preventivo diventa ancora più importante. Molte attività del centro riducono gli orari o chiudono per qualche settimana, e le fonti consultabili non indicano come si comporti il Farnese in queste date. Una telefonata o un messaggio ai profili social del cinema risolve il dubbio in pochi minuti ed evita di attraversare la città per trovare la cassa chiusa e la piazza piena di gente in cerca di un tavolo.
Com'è Campo de' Fiori prima e dopo il film?
La sera Campo de' Fiori è una delle piazze più animate del centro, soprattutto nei fine settimana e nei mesi caldi. Tavolini all'aperto, ragazzi seduti sui gradini della statua, turisti che attraversano la piazza verso Trastevere o verso piazza Navona. Per chi esce dal cinema questo significa ritrovarsi in mezzo al rumore, dopo due ore di silenzio. Chi cerca una passeggiata tranquilla dopo il film fa meglio a spostarsi verso via Giulia o verso il lungotevere.
La piazza non ha una fama di pericolosità, ma come ogni luogo affollato del centro richiede le attenzioni di sempre: borsa chiusa, telefono in tasca, occhi aperti nei punti di maggiore ressa. I residenti convivono da anni con il rumore notturno, e le eventuali regole su vendita e consumo di alcolici all'aperto nel centro storico vanno controllate sui canali ufficiali di Roma Capitale, perché cambiano nel tempo. Per lo spettatore basta un po' di rispetto per chi abita sopra i locali.
A nostro giudizio la sera è anche il momento in cui la piazza dà il meglio di sé per chi la guarda senza fretta. I palazzi sono illuminati, la statua di Bruno si staglia sul fondo scuro, e la folla del mercato ha lasciato il posto a un pubblico che si ferma a parlare. Arrivare mezz'ora prima dello spettacolo e fare un giro della piazza, magari entrando nelle strade laterali verso via dei Giubbonari o via dei Cappellari, è il modo migliore per preparare la visione.
Mangiare in zona
A nostro giudizio Campo de' Fiori è una delle piazze dove si mangia peggio in rapporto al prezzo, e il motivo è semplice: il flusso di visitatori è continuo e nessuno ha bisogno di fidelizzare il cliente. I segnali sono sempre gli stessi. Il buttadentro che ferma chi passa, i menù con le fotografie dei piatti in quattro lingue, le cucine aperte di continuo senza una pausa, le voci senza prezzo o con la dicitura prezzo a voce, i menù diversi fra dentro e fuori.
Diffidate anche della pasta fresca fatta in vetrina o all'aperto, davanti ai passanti: è uno spettacolo pensato per attirare chi passa, non una garanzia di cucina casalinga. Lo stesso vale per i locali che espongono cartelli con la parola tipico o tradizionale in più lingue, o che cambiano il prezzo in base al cliente seduto al tavolo. Nella zona di Campo de' Fiori ci sono anche indirizzi seri, ma raramente sono quelli con la terrazza più grande sulla piazza.
I romani, prima o dopo il cinema, tendono a evitare i tavoli affacciati sulla piazza, e non per snobismo. Sanno che il costo del coperto e della vista finisce nel conto, e che la qualità segue altre logiche. Conviene allontanarsi di qualche strada verso via Giulia o verso il Ghetto, guardare i locali frequentati da chi lavora in zona e leggere il prezzo prima di sedersi. Per scegliere con calma esiste la lista di indirizzi su Google Maps.
Che cosa abbinare in giornata
Il cinema si presta a chiudere una giornata nel centro storico. La mattina si può partire dal mercato di Campo de' Fiori, proseguire verso Palazzo Farnese e la Galleria Spada, con la prospettiva di Borromini. Da lì si scende in via Giulia, con la Fontana del Mascherone e la chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte, fino all'Oratorio del Gonfalone.
Sempre lungo via Giulia si incontrano Santo Spirito dei Napoletani, l'Accademia d'Ungheria a Palazzo Falconieri e, in fondo alla strada, la basilica di San Giovanni dei Fiorentini. Chi preferisce restare nel rione Regola può aggiungere San Paolo alla Regola. Dall'altra parte del Tevere, oltre Ponte Sisto, si trovano Villa Farnesina e le strade descritte nel nostro approfondimento su che cosa vedere a Trastevere.
Il pomeriggio può spostarsi verso nord. Piazza Navona offre la Fontana dei Quattro Fiumi, Sant'Agnese in Agone e, sotto il livello della piazza, lo Stadio di Domiziano. Poco distanti ci sono il Museo di Roma a Palazzo Braschi, il Chiostro del Bramante, l'Oratorio dei Filippini e Pasquino, la più nota delle statue parlanti. Il Pantheon è a breve distanza.
Per chi sceglie lo spettacolo serale, l'ultima tappa prima del cinema può essere il Ghetto ebraico, con il Portico d'Ottavia, la Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei e il Teatro di Marcello. Sulla strada di ritorno verso Campo de' Fiori si possono vedere la Crypta Balbi e la chiesa di San Lorenzo in Damaso, inglobata nella Cancelleria. Per orientarsi fra i quartieri serve la nostra panoramica sui 22 rioni di Roma.
Chi ha più tempo può trasformare la serata al cinema in un fine settimana dedicato al centro storico. Il sabato mattina il mercato, il pomeriggio i musei e le chiese di via Giulia, la sera lo spettacolo in versione originale. La domenica si può attraversare il Tevere e dedicare la giornata a Trastevere, con il vantaggio che Campo de' Fiori resta a pochi minuti di cammino per un secondo film. Il Farnese cambia programmazione ogni settimana, e raramente due sere si somigliano.
Domande frequenti
Il Cinema Farnese è aperto nel 2026?
Sì. Al 29 settembre 2026 la sala risulta in attività, con una programmazione quotidiana riportata dalle principali piattaforme di cinema e con la vendita online dei biglietti aperta. Gli spettacoli vanno dal pomeriggio alla sera, con l'ultimo alle 21.15. La programmazione esce settimanalmente e può cambiare senza preavviso, per cui conviene sempre controllare il sito del cinema o telefonare al 06 6864395 prima di andare, soprattutto nei giorni festivi.
Farnese Persol e Farnese Arthouse sono lo stesso cinema?
Sì, è la stessa sala di piazza Campo de' Fiori 56. Il nome Persol è stato aggiunto alla riapertura del 2008 ed è rimasto in molte guide, recensioni e pagine social. Negli annunci recenti, nella convenzione con la Sapienza per il 2025 e sulla piattaforma di vendita dei biglietti la sala compare invece come Cinema Farnese Arthouse. Il sito di riferimento per orari e prezzi è cinemafarnese.it, non le pagine con il vecchio nome.
Che tipo di film programma il Cinema Farnese?
Soprattutto cinema d'autore in prima visione, film europei e titoli passati dai festival, in linea con la sua appartenenza alla rete Europa Cinemas. Alla fine di settembre 2026 in cartellone c'erano una produzione spagnola e una coproduzione fra Germania, Francia e Ungheria. Accanto alla programmazione ordinaria la sala ospita anteprime, presentazioni e rassegne. I grandi film commerciali della stagione arrivano di rado, e per quelli conviene scegliere un multisala.
Il Cinema Farnese proietta film in lingua originale?
Sì, ma non tutti i film e non tutti gli spettacoli. Nella programmazione di fine settembre 2026 era in versione originale con sottotitoli in italiano lo spettacolo serale delle 21.15. Le lingue dipendono dal film: le programmazioni consultate mostrano spagnolo, francese e mandarino più spesso dell'inglese. Chi cerca un film americano non doppiato deve controllare il cartellone della settimana e la dicitura V.O. accanto all'orario, senza dare per scontato di trovarlo ogni sera.
Quanto costa un biglietto al Cinema Farnese?
Per il 29 settembre 2026 le piattaforme di programmazione indicano 7 euro per il primo spettacolo del pomeriggio e 8,50 euro per quelli delle 18.30 e delle 21.15. Nel 2025 la convenzione della Sapienza riportava come prezzi pieni 7 euro per il pomeridiano feriale e 8 euro per il serale del fine settimana. Sulla piattaforma di vendita online compaiono anche una formula da tre ingressi a 15 euro e una tessera da 50 euro.
Ci sono sconti per studenti universitari?
Per gli studenti e il personale della Sapienza sì. La convenzione per il 2025 prevede 5 euro invece di 7 per il pomeridiano dal lunedì al venerdì e 6 euro invece di 8 per il serale del sabato e della domenica, con la stessa riduzione per una seconda persona. In cassa bisogna mostrare il badge, la tessera universitaria valida o le ricevute dei contributi. Per altri atenei e altre riduzioni conviene chiedere al cinema.
Quali sono gli orari della cassa?
Gli orari di apertura della cassa non sono pubblicati nelle fonti consultabili. Di norma la biglietteria di una sala di questo tipo apre prima del primo spettacolo, ma il dato preciso va chiesto al cinema al numero 06 6864395 o scrivendo a info@cinemafarnese.it. Per evitare code e sorprese, soprattutto nelle prime sere di un film atteso, la soluzione più semplice è comprare il biglietto online dal sito ufficiale.
Il cinema è accessibile in sedia a rotelle?
Il portale Turismo Roma indica il Cinema Farnese come struttura accessibile alle persone con disabilità. Non sono pubblicati dettagli su ingresso, posti riservati, servizi igienici o eventuali dislivelli interni. Chi ha esigenze specifiche fa bene a scrivere prima a info@cinemafarnese.it o a telefonare al 06 6864395, indicando lo spettacolo scelto. Anche la pavimentazione della piazza, con i sampietrini, va messa in conto per l'ultimo tratto.
Si può arrivare in auto al Cinema Farnese?
Sconsigliato. Campo de' Fiori si trova dentro la zona a traffico limitato del centro storico e parcheggiare nelle vicinanze è molto difficile. La scelta più comoda è arrivare a piedi da piazza Navona, da Largo Argentina o da Trastevere attraverso Ponte Sisto, oppure con i mezzi pubblici fino a Largo di Torre Argentina. Le linee aggiornate e le variazioni per cantieri si controllano sul sito di Atac prima di uscire.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: la scheda Europa Cinemas, la convenzione della Sapienza, Turismo Roma e le piattaforme di programmazione. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Organizzare una serata al cinema per un gruppo numeroso richiede qualche accortezza in più: la capienza della sala va verificata in anticipo, i biglietti vanno comprati insieme e l'orario di uscita va coordinato con la cena e con il rientro. Per chi organizza viaggi di gruppo a Roma, una risorsa utile per la parte logistica e professionale è Tour Leader Pro, che raccoglie strumenti e contatti del settore.
Una serata al Farnese si inserisce bene in un soggiorno lungo nel centro storico, fra musei, chiese, teatri e passeggiate lungo il Tevere. Chi vuole allargare lo sguardo al resto del Lazio, con i Castelli Romani, Tivoli o il litorale, ha bisogno di un piano che tenga insieme trasporti, orari e tempi di visita, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.
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