Cinema Aquila
Il Cinema Aquila, che oggi si chiama Nuovo Cinema Aquila, è aperto e proietta film tutti i giorni in via L'Aquila 66/74, al Pigneto, nel Municipio V. È una sala di proprietà di Roma Capitale, ricavata da un edificio confiscato alla criminalità organizzata e affidato in concessione gratuita a un gestore scelto con avviso pubblico. I biglietti si comprano solo al botteghino del cinema: secondo la stampa romana, a fine settembre 2026 l'intero costa 7,50 euro e il ridotto 6.
Non è un monumento da visitare fuori dagli spettacoli, né un museo sulla lotta alle mafie. È un cinema di quartiere con tre sale, programmazione d'autore, film in versione originale sottotitolata e festival, e va trattato così: si sceglie un film, si arriva un quarto d'ora prima, si compra il biglietto alla cassa. La storia del bene si porta con sé, perché sulla facciata di un cinema qualunque non si legge.
Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito ufficiale del cinema, sul portale turistico di Roma Capitale, sulla pagina di Roma Culture dedicata alla stagione 2025-2026 e sui documenti pubblici della concessione. Per orari del botteghino, riduzioni e disponibilità dei posti il canale giusto è il gestore: telefono 06 45541398, posta elettronica info@cinemaaquila.it. Il sito della sala pubblica ogni settimana titoli e orari delle proiezioni.

In breve: indirizzo, orari, biglietto
- Indirizzo: via L'Aquila 66/74, 00176 Roma, quartiere Pigneto, Municipio V.
- Proprietà e gestione: bene di Roma Capitale in concessione gratuita. Il sito ufficiale firma come Nuovo Cinema Aquila.
- Stato: aperto, con programmazione quotidiana nella stagione 2025-2026.
- Biglietti: solo al botteghino. Secondo la stampa, 7,50 euro l'intero e 6 il ridotto a settembre 2026.
- Orari: quelli dei singoli spettacoli, pubblicati sul sito. Orari del botteghino non pubblicati.
- Contatti: 06 45541398, info@cinemaaquila.it.
- Come si arriva: metro C fermata Pigneto, poi a piedi. Il portale turistico indica la sala come accessibile.
Dove si trova e che cosa si vede davvero
La sala si trova all'angolo fra via L'Aquila e via Ascoli Piceno, nella parte del Pigneto che guarda verso piazzale Prenestino. È una zona di palazzine basse e case popolari, strade strette, negozi di vicinato e locali aperti fino a tardi. Il cinema non domina la via: è un edificio d'angolo che si riconosce dall'ingresso e dalle locandine, più che dall'architettura.
Amministrativamente la sala appartiene oggi al Municipio V, come indica la pagina di Roma Culture sulla stagione in corso. Nelle cronache dell'inaugurazione del 2008 il riferimento era invece il Municipio Roma 6, con la vecchia numerazione dei municipi romani. Chi cerca documenti e delibere degli anni Duemila deve tenere presente questo cambio, altrimenti rischia di non trovare gli atti del cantiere e della prima gestione.
Dentro, secondo l'avviso di concessione approvato da Roma Capitale nel 2018, gli spazi occupano circa 928 metri quadrati distribuiti dal seminterrato al terzo piano: tre sale di proiezione, le cabine, un bar caffetteria e gli uffici. Il portale turistico di Roma Capitale elenca il bar interno, l'aria condizionata e l'accessibilità per le persone con disabilità. Una scheda pubblicata nel 2013 citava anche ascensori, posti riservati in tutte le sale e servizi igienici attrezzati.
Quello che si vede davvero è un cinema contemporaneo, rifatto da cima a fondo negli anni Duemila. Chi cerca stucchi, velluti e soffitti dipinti da sala storica resta deluso. Chi cerca una sala comoda, con una programmazione pensata e un pubblico di quartiere, trova quello che serve. La storia dell'edificio, cioè la confisca e la riconversione, non è scritta sui muri in modo vistoso: bisogna conoscerla prima di entrare.
Intorno, il Pigneto è un quartiere nato a ridosso della ferrovia e delle consolari, fra la via Prenestina e la via Casilina. La sala si trova a poca distanza dalla stazione Pigneto della metro C e dall'isola pedonale di via del Pigneto, dove si concentrano bar e locali serali. Chi arriva dal centro passa quasi sempre da Porta Maggiore, il grande nodo di archi, binari e tram all'ingresso del quartiere.
Il cinema lavora soprattutto la sera, ma la programmazione comincia spesso nel pomeriggio. Nei giorni di festival e rassegne l'ingresso si affolla di studenti, registi e pubblico di settore. Nelle sere feriali il pubblico è in gran parte di residenti, e l'atmosfera è quella di una sala di quartiere, con persone che si conoscono e si fermano a parlare fuori dopo il film.
Una curiosità sul Cinema Aquila
L'avviso con cui Roma Capitale ha affidato la sala nel 2018 non chiedeva solo di proiettare film. Fissava un obbligo di apertura minima di 345 giorni all'anno a partire dal secondo anno di gestione, con una fascia oraria fra le 9 del mattino e le 23.30. Per un cinema di quartiere è un impegno pesante: significa restare aperti quasi tutto l'anno, anche nei mesi estivi in cui molte sale romane abbassano la saracinesca.
Lo stesso documento chiedeva al concessionario una garanzia bancaria o assicurativa di 100.000 euro e polizze per la responsabilità civile, l'incendio e il furto. Il bene, infatti, resta del Comune e fa parte del patrimonio indisponibile: chi lo gestisce non paga un affitto, perché la concessione è gratuita, ma risponde della sala, degli impianti e della sua apertura. È un equilibrio diverso da quello di un cinema privato.
C'è un secondo dettaglio che quasi nessuno nota. Il sito ufficiale del cinema riporta, in fondo alla pagina, il riferimento a un avviso pubblico della Regione Lazio chiamato «Teatri, Librerie e Cinema Verdi e Digitali», con una determinazione del 20 dicembre 2019 legata al programma europeo POR FESR Lazio 2014-2020. Il titolo dell'avviso dice già l'obiettivo: sale culturali più sostenibili e più digitali, anche in periferia.
Anche l'indirizzo ha cambiato forma nel tempo. La scheda della Biennale dello Spazio Pubblico del 2013 indicava via L'Aquila 68, con un altro numero di telefono e un indirizzo di posta che finiva in .com. Oggi il sito ufficiale e il portale turistico di Roma Capitale indicano via L'Aquila 66/74, il telefono 06 45541398 e il dominio .it. Chi trova in rete i vecchi recapiti sa che appartengono alla prima gestione.
Il nome, invece, è rimasto quasi uguale. L'edificio era noto come Cinema Aquila, dalla via in cui si trova, e alla riapertura del 2008 è diventato Nuovo Cinema Aquila, nome confermato anche dopo la seconda riapertura del 2018. Con questo nome la registrano oggi il portale turistico di Roma Capitale, Roma Culture e il sito ufficiale: chi cerca la sala su mappe e portali di programmazione trova più facilmente la forma completa.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Cinema Aquila
Il racconto più diffuso è semplice: un cinema tolto alla criminalità e restituito al quartiere. È vero, ma lascia fuori la parte più istruttiva. Fra la confisca definitiva del 2002 e la prima riapertura del 2008 sono passati sei anni di progetti, finanziamenti e cantiere. Fra la chiusura del giugno 2015 e la riapertura del maggio 2018 ne sono passati quasi tre. La sala è stata chiusa più a lungo di quanto molti ricordino.
Questo dice qualcosa sui beni confiscati in generale. Restituirli alla collettività non è un atto unico, ma un lavoro continuo: bandi, graduatorie, garanzie, controlli, rinnovi. Un cinema consuma energia, personale e pubblico ogni sera, e se una di queste cose manca la sala si ferma. Al Pigneto è successo, e per riaprire ci sono voluti un nuovo avviso pubblico e la pressione dei comitati del quartiere.
La posizione contraria, a nostro giudizio, è questa: si sbaglia a trattare il Nuovo Cinema Aquila come un simbolo da visitare per la sua storia di antimafia. Chi ci va solo per quello rischia di guardare una facciata e andarsene. La sala regge, o non regge, sui biglietti venduti. Il modo più serio di rispettarne la storia è comprarne uno, sedersi e vedere un film, non fotografare l'ingresso.
C'è anche un malinteso pratico. Molti pensano che un cinema pubblico proietti solo documentari e rassegne a ingresso libero. Non è così: la programmazione ordinaria è a pagamento, con prime visioni d'autore, film in versione originale e titoli di distribuzione normale. Le serate gratuite esistono, ma sono eventi specifici, come le proiezioni degli studenti di cinema o alcune rassegne, e vanno cercate sul sito della sala.
Come è diventato un cinema pubblico un edificio confiscato?
La sala nasce nel dopoguerra: le ricostruzioni pubblicate da un progetto sulla rigenerazione delle periferie e da una rivista nel 2016 datano l'edificio a dopo il 1944. La stessa rivista scrive che fra gli anni Sessanta e Ottanta divenne una sala a luci rosse, e che in seguito si tentò di trasformarla in un centro commerciale, prima dell'abbandono.
Poi arriva la confisca. Secondo la scheda pubblicata nel 2013 dalla Biennale dello Spazio Pubblico, l'edificio fu sequestrato nel 1998 e confiscato in via definitiva l'8 ottobre 2002. Era intestato a una prestanome legata ad ambienti della criminalità organizzata. Il bene passò al patrimonio del Comune in base alla legge 109 del 7 marzo 1996 sul riuso sociale dei beni confiscati, su richiesta del Consiglio comunale al Ministero della Giustizia.
Il recupero fu finanziato dall'amministrazione comunale, attraverso il dipartimento che allora si occupava delle politiche per le periferie. Il progetto di rigenerazione indica stanziamenti nel 2002 e nel 2004, 170.000 euro per la progettazione e 1.780.000 euro per i lavori. Il progetto architettonico porta la firma di Riccardo Magagnini, la direzione dei lavori quella di Pietro Scaglione. La struttura rinnovata fu completata nel 2007.
Il progetto prevedeva una sala grande al piano terra e due sale più piccole al secondo piano, più spazi per corsi e incontri del quartiere. L'idea era chiara fin dall'inizio: non solo proiezioni, ma un centro civico con lo schermo come motore. È la stessa idea che torna nell'avviso del 2018, che destina la concessione a finalità culturali e cinematografiche e non a un semplice esercizio commerciale.
La prima gestione andò al consorzio Sol.Co., Solidarietà e Cooperazione, che secondo la Biennale dello Spazio Pubblico riuniva 57 cooperative sociali ed era nato nel 1985. Nel 2013 la direzione della sala era affidata a Fabio Meloni. La programmazione andava dal cinema d'essai ai film di grande distribuzione, e le sale si affittavano anche per convegni e conferenze stampa.
Fra il 2015 e il 2018 la sala visse un lungo interregno. Secondo le ricostruzioni di stampa del 2016, il primo avviso pubblico successivo alla chiusura non portò a nessuna assegnazione, perché nessuno dei quattro concorrenti fu ritenuto idoneo. Il Fatto Quotidiano scriveva, nell'agosto 2016, che il bene era tornato temporaneamente nella disponibilità dell'amministrazione, in attesa di un nuovo avviso per affidarlo a una nuova cooperativa.
Dal 2018 la sala è in concessione gratuita alla cooperativa che ha vinto il nuovo avviso pubblico, con un contratto di sei anni. Chi la gestisca dopo quella scadenza non risulta confermato da una fonte ufficiale: il sito del cinema firma semplicemente Nuovo Cinema Aquila e non indica la ragione sociale. Per saperlo con certezza conviene scrivere all'indirizzo di posta del cinema o chiedere allo 060608 di Roma Capitale.
Il consiglio che ti do per visitare il Cinema Aquila
Il consiglio è di scegliere il film prima e il quartiere dopo. Il sito del cinema pubblica la programmazione della settimana, con titoli, orari e sale. Conviene controllarla la mattina stessa, perché nei giorni di festival e di eventi speciali gli orari cambiano. Poi si arriva con un po' di anticipo, dato che i biglietti si comprano solo alla cassa e le sale piccole si riempiono in fretta.
Per chi viaggia da fuori Roma, la sala ha un vantaggio concreto: proietta spesso film in versione originale con sottotitoli in italiano. Il portale turistico di Roma Capitale lo segnala espressamente. Per chi non parla bene l'italiano è uno dei modi più semplici di andare al cinema a Roma senza doppiaggio. Il consiglio è di cercare sul sito la dicitura della versione originale accanto all'orario.
La sera migliore è una feriale, fra lunedì e giovedì. Il quartiere è più tranquillo, la sala meno affollata, e dopo il film si trova posto per cena senza lunghe attese. Il venerdì e il sabato il Pigneto si riempie di gente fino a notte, e l'uscita dal cinema coincide con l'ora di punta dei locali. Chi cerca una serata calma sceglie l'inizio della settimana.
Chi vuole capire la storia del bene prima di entrare fa bene a leggere qualcosa sulla legge del 1996 e sul riuso sociale dei beni confiscati. Dentro la sala non si tiene un percorso di visita, e il personale lavora per far funzionare le proiezioni. Le domande sulla storia si fanno meglio per posta, al gestore, o durante gli incontri con registi e ospiti che affiancano rassegne e festival.
Un ultimo consiglio riguarda il tempo. Fra la cassa, il film e l'uscita servono un paio d'ore, più il tragitto in metropolitana. Conviene quindi costruire la serata al contrario: prima la scelta dello spettacolo, poi la cena prima o dopo, poi il rientro. Chi mette il cinema alla fine di una giornata piena di visite rischia di arrivare stanco, e un film in lingua originale richiede attenzione.
Quanto costa il biglietto e come si compra?
Il sito ufficiale del Nuovo Cinema Aquila è chiaro su un punto: i biglietti si comprano esclusivamente al botteghino del cinema. Non c'è vendita online sul sito, e non risultano circuiti di biglietteria indicati dal gestore. Il listino completo non è pubblicato nelle pagine che si aprono liberamente: per le riduzioni e le tessere il riferimento è il telefono 06 45541398 o l'indirizzo info@cinemaaquila.it.
Sui prezzi, l'indicazione più recente viene dalla stampa. Un quotidiano online romano del 29 settembre 2026 indica per la sala 7,50 euro per l'intero e 6 euro per il ridotto. Alla riapertura del 2018 l'agenzia Dire riportava tariffe più basse: 6 euro nei giorni feriali, 7 nei festivi e nel fine settimana, 4 euro per festival e rassegne. Il prezzo vero si legge al botteghino, sul cartello della cassa.
| Periodo e tipo di spettacolo | Prezzo | Fonte |
|---|---|---|
| Settembre 2026, intero | 7,50 euro | stampa romana del 29 settembre 2026 |
| Settembre 2026, ridotto | 6 euro | stampa romana del 29 settembre 2026 |
| Maggio 2018, giorni feriali | 6 euro | agenzia Dire |
| Maggio 2018, festivi e fine settimana | 7 euro | agenzia Dire |
| Maggio 2018, festival e rassegne | 4 euro | agenzia Dire |
Alcuni eventi sono gratuiti. Nell'aprile 2026, per esempio, la rassegna degli studenti della Rome University of Fine Arts ha occupato la sala per tre giorni con ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Il sito del cinema segnala le serate gratuite con un'etichetta apposita. Anche in quei casi l'accesso è in ordine di arrivo, senza prenotazione: conviene presentarsi con anticipo, soprattutto se in sala ci sono ospiti e registi.
Non esistono tour né biglietti combinati legati al cinema, e non ha senso cercarne. Nessuna piattaforma turistica vende un ingresso al Nuovo Cinema Aquila, e un tour generico del Pigneto non dà accesso alla sala. L'unico canale è quello diretto: si sceglie lo spettacolo sul sito, si va alla cassa, si paga. Per gli eventi con posti limitati, il gestore indica di volta in volta le modalità.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il cinema sia un bene confiscato lo sanno in molti. Meno citato è che senza il quartiere non sarebbe mai riaperto, né la prima volta né la seconda. Secondo una ricostruzione pubblicata nel 2016, un comitato di residenti si è battuto per il recupero della sala per undici anni e mezzo, dal 1996 al 2007, prima che il cantiere arrivasse in fondo e le porte si riaprissero.
La storia si è ripetuta dopo la chiusura del 2015. Nell'agosto 2016 il Fatto Quotidiano raccontava la mobilitazione degli abitanti del Pigneto, con il comitato Pigneto Vivo e il regista Francesco Bernabei fra i promotori, per ottenere dal Comune la riapertura e una scelta trasparente del nuovo gestore. In quei mesi la sala era chiusa, in attesa di un nuovo avviso pubblico.
Il contratto firmato nel 2018 mette per iscritto questa idea. L'avviso di Roma Capitale descrive la concessione come destinata a finalità culturali e cinematografiche, e fissa obblighi precisi di apertura, di orario e di garanzie. Il cinema deve funzionare quasi tutto l'anno, perché un bene confiscato chiuso è una sconfitta pubblica. È anche per questo che la sala ospita festival, scuole e rassegne accanto alla programmazione ordinaria.
Alla riapertura del 2018 il Campidoglio ha presentato la sala come il risultato di un percorso partecipato fra istituzioni e cittadini. Nella stessa occasione si parlava della possibilità di trasformare lo spazio esterno in una piazza senza traffico. Il cinema, insomma, non è solo una sala pubblica: è uno dei luoghi dove il Pigneto ha imparato a trattare con l'amministrazione, e lo ricorda.
La foto giusta da fare al Cinema Aquila
La foto che racconta il cinema si fa dall'altro lato della strada, all'angolo fra via L'Aquila e via Ascoli Piceno, con l'ingresso, le locandine e un pezzo di quartiere intorno. Funziona meglio al tramonto o dopo il buio, quando l'ingresso è illuminato e la gente comincia ad arrivare. Di giorno l'edificio sembra un palazzo qualunque, e la foto perde il suo senso.
La seconda foto è la locandina della serata, con il titolo del film e l'orario. Sembra banale, ma è la prova più onesta del luogo: una sala che funziona, con un programma vero, in un edificio che per anni è stato chiuso. Si scatta dall'esterno, accanto all'ingresso, senza intralciare chi entra. È un ricordo piccolo e più sincero di qualsiasi scatto costruito.
Dentro le sale, durante le proiezioni, non si fotografa e non si riprende. È una regola di tutti i cinema, e qui vale anche per rispetto del pubblico, spesso composto da persone del quartiere. Nelle serate con incontri e registi in sala il gestore può fotografare per la propria comunicazione, ma per il pubblico la regola resta la stessa: il telefono spento o in tasca finché le luci non si riaccendono.
Una terza foto, più ampia, lega il cinema al suo quartiere. Da via L'Aquila ci si sposta verso via del Pigneto e si fotografa la strada pedonale con i suoi murales e i suoi bar. Messe insieme, le due immagini raccontano meglio di una didascalia che cosa significa avere una sala pubblica in un quartiere vivo, dove il cinema è uno dei punti di incontro della sera.
Come si arriva dal centro di Roma?
Il modo più semplice è la metro C. La stazione Pigneto, aperta il 29 giugno 2015, si trova lungo via del Pigneto e collega il quartiere con San Giovanni e, verso l'esterno, con Centocelle e le periferie orientali. Dalla stazione si raggiunge la sala a piedi, attraversando le strade del quartiere fino a via L'Aquila. Chi arriva dalla metro A cambia a San Giovanni.
Dalla zona della stazione Termini si arriva anche con i tram che da Porta Maggiore proseguono lungo la via Prenestina. Percorsi, numeri delle linee e fermate cambiano spesso per lavori, e conviene controllarli il giorno stesso sul sito dell'ATAC. Da Porta Maggiore, per chi ha voglia di camminare, il cinema si raggiunge a piedi seguendo le strade del Pigneto.
Da San Lorenzo si scende verso Porta Maggiore, costeggiando la ferrovia, e poi si entra nel Pigneto. È un percorso urbano, fra binari, sottopassi e incroci trafficati, adatto a chi ha già un po' di confidenza con la città. La sera conviene preferire i mezzi pubblici o un taxi, soprattutto all'uscita dall'ultimo spettacolo, quando i mezzi passano meno spesso.
In auto la sala non conviene. Il Pigneto ha strade strette, un'isola pedonale e parcheggi sempre pieni la sera, e le strade intorno a piazzale Prenestino sono molto trafficate nelle ore di punta. Chi arriva da fuori Roma in macchina fa meglio a lasciarla vicino a una stazione della metro C più esterna e a proseguire in metropolitana fino alla fermata Pigneto.
Per il ritorno, la sera, il consiglio è di controllare in anticipo l'orario dell'ultima corsa della metro C e dei mezzi notturni sul sito dell'ATAC, perché cambiano fra giorni feriali e fine settimana. Dopo lo spettacolo delle 21 si esce di solito verso le 23, e a quell'ora il quartiere è ancora molto animato. Chi alloggia lontano può valutare un taxi da piazzale Prenestino o da Porta Maggiore.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia documentata del bene comincia con il sequestro del 1998 e con la confisca definitiva dell'8 ottobre 2002, date riportate dalla Biennale dello Spazio Pubblico. Prima c'era stata la legge 109 del 7 marzo 1996, che permette ai Comuni di chiedere i beni tolti alle organizzazioni criminali e di destinarli a usi sociali. È il quadro giuridico che ha permesso al Comune di chiedere l'edificio e di trasformarlo in una sala pubblica.
La prima inaugurazione del Nuovo Cinema Aquila risale al 2008, ma le fonti non concordano sulla data. Il progetto di rigenerazione delle periferie indica il 23 maggio 2008. La cronaca locale di Abitare a Roma racconta invece la cerimonia del 19 giugno 2008, con il presidente del Municipio, il commissario straordinario del Governo per i beni confiscati e gli assessori di Comune e Regione. Il dato certo è l'anno, e il fatto che la sala aprì con tre schermi e la gestione del consorzio Sol.Co.
Nel maggio 2014 cominciarono i problemi economici della prima gestione, secondo la ricostruzione pubblicata nel 2016. Il 9 giugno 2015 la sala chiuse, dopo la revoca della concessione da parte del Comune per irregolarità amministrative contestate al gestore. Un nuovo avviso pubblico nello stesso anno non portò a un'assegnazione: secondo la stessa fonte, nessuno dei quattro concorrenti fu giudicato idoneo.
Il 26 aprile 2018 una determinazione dirigenziale di Roma Capitale affidò la sala in concessione gratuita alla cooperativa Cinema Mundi, per sei anni. Il cinema riaprì il 26 maggio 2018 con il 32° Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, secondo l'agenzia Dire, che dava il 27 maggio come data della riapertura al pubblico. La sala era rimasta chiusa dal giugno 2015, quasi tre anni.
Porta la data del 20 dicembre 2019 la determinazione regionale legata all'avviso sui teatri, le librerie e i cinema verdi e digitali, finanziato con fondi europei, che la sala cita sul proprio sito. Negli anni successivi il cinema ha ospitato festival, rassegne e proiezioni speciali, fra cui il Free Aquila, il festival che Roma Culture cita nella presentazione della stagione in corso.
La stagione in corso è registrata sul portale Roma Culture dal 16 novembre 2025 al 17 novembre 2026, con film, rassegne, festival e incontri con registi. Dal 14 al 16 aprile 2026 la sala ha ospitato gratuitamente 28 lavori degli studenti della Rome University of Fine Arts. A fine settembre 2026 la programmazione quotidiana prosegue, con titoli anche in versione originale.
Chi è passato dal Cinema Aquila
Alla cerimonia del 19 giugno 2008, secondo Abitare a Roma, c'erano Giammarco Palmieri, presidente di quello che allora era il Municipio Roma 6, Antonio Maruccia, commissario straordinario del Governo per la gestione dei beni confiscati, Giulia Rodano, assessora regionale alla Cultura, e Fabrizio Ghera, assessore comunale ai Lavori pubblici e alle periferie. Accanto a loro Gianluca Santilli, delegato alla Cultura del Municipio.
La stessa cronaca ricorda Mario Monge, allora presidente del consorzio che gestiva la sala, e l'architetto Pietro Scaglione, direttore dei lavori. Il progetto architettonico, secondo il sito sulla rigenerazione delle periferie, era di Riccardo Magagnini, con Alessandro Bozzetti per la sicurezza del cantiere. Sono nomi poco noti al pubblico, ma senza di loro la sala sarebbe rimasta un edificio chiuso.
Nel 2008 la sala più grande fu intitolata ad Anna Magnani, secondo la cronaca dell'inaugurazione. È una scelta che lega il cinema del Pigneto alla Roma popolare del grande cinema italiano. Nel 2013 la direzione era affidata a Fabio Meloni. Nel 2016 la battaglia per la riapertura ebbe fra i promotori il regista Francesco Bernabei e il comitato di quartiere Pigneto Vivo.
Alla riapertura del 2018 la direzione artistica fu affidata al regista Mimmo Calopresti, secondo l'agenzia Dire, e il vicesindaco Luca Bergamo presentò la sala come un luogo di incontro oltre che di proiezione. Nell'aprile 2026, per la rassegna degli studenti di cinema, sono passati dalla sala i registi Matteo Rovere, Daniele Ciprì e Riccardo Grandi, secondo Radio Roma.
La rassegna dell'aprile 2026 dà un'idea di chi frequenta la sala oggi. Secondo Radio Roma, gli studenti della Rome University of Fine Arts hanno presentato 28 lavori divisi in tre categorie, cortometraggi di finzione, animazione e sperimentazione, documentari, con quattro premi sotto forma di contratti di distribuzione per i festival. Accanto alle proiezioni c'erano incontri con registi, produttori e distributori, aperti al pubblico gratuitamente.
Poi c'è il pubblico, che è il vero protagonista. Residenti del Pigneto e di Torpignattara, studenti delle scuole di cinema, spettatori delle rassegne in lingua originale, curiosi arrivati per un festival. Il cinema è passato da sala a luci rosse a bene confiscato, da cantiere a centro culturale, e oggi il suo valore si misura in quante persone entrano ogni sera, più che nei nomi famosi.
Che cosa si proietta e come si sceglie il film?
La programmazione ordinaria è quella di una sala d'essai con aperture al pubblico largo: film d'autore italiani ed europei, documentari, qualche titolo di distribuzione più ampia. Il sito del cinema divide l'offerta fra i film della settimana, quelli in arrivo e un archivio. Gli orari si concentrano nel pomeriggio e la sera: la programmazione del 29 settembre 2026 riportata dai portali di settore prevedeva da uno a tre spettacoli per titolo, fra le 16 e le 21.
La versione originale sottotitolata è un punto forte della sala. Il portale turistico di Roma Capitale la segnala fra i servizi, e la programmazione del 29 settembre 2026 comprendeva due titoli in versione originale sottotitolata su tre. Per chi viaggia e non segue bene l'italiano, è il motivo principale per scegliere questa sala rispetto a un multisala del centro, dove quasi tutto è doppiato.
Poi ci sono i festival e le rassegne. La pagina di Roma Culture sulla stagione 2025-2026 cita rassegne, festival, proiezioni speciali e incontri con i registi fra maggio e ottobre 2026. Fra gli appuntamenti citati c'è il festival Free Aquila. In queste serate la sala diventa un punto di incontro per chi il cinema lo fa, non solo per chi lo guarda.
Per orientarsi sul sito bastano pochi minuti. Il menu divide i film in tre elenchi, quelli di questa settimana, quelli in arrivo e tutti i titoli, e separa gli eventi dalla programmazione ordinaria. Nella sezione archivio si trovano comunicati, rassegna stampa, video e audio, utili per capire la storia recente della sala. La pagina con le informazioni sulla biglietteria ricorda che l'acquisto avviene solo alla cassa.
Il consiglio è di seguire i profili social del cinema, indicati sulla pagina di Roma Culture, oltre al sito. Gli eventi speciali possono essere annunciati con poco anticipo, e i posti gratuiti finiscono presto. Chi è a Roma per pochi giorni può controllare la programmazione il giorno dell'arrivo e scegliere una sera che coincida con un incontro o un'anteprima.
Quante sale ci sono e com'è fatto l'edificio?
Le fonti non concordano sul numero esatto di posti. Il portale turistico di Roma Capitale elenca tre sale: la prima da 173 posti, la seconda e la terza da 73. L'avviso di concessione del 2018 parla di tre sale per 321 posti complessivi. Il progetto originale prevedeva una sala da 200 posti al piano terra e due da 100 al secondo piano. Un portale di programmazione, infine, indica quattro schermi.
La differenza fra progetto e realtà è normale: le norme di sicurezza e le scelte di arredo riducono spesso i posti previsti sulla carta. Resta la struttura di base, con una sala grande e due più raccolte. Per chi sceglie il film, la conseguenza è pratica: nelle sale piccole i posti sono pochi, e un titolo molto atteso può riempirsi prima dell'inizio dello spettacolo.
L'edificio, secondo l'avviso del 2018, si sviluppa per circa 928 metri quadrati fra seminterrato e terzo piano. Oltre alle sale ospita le cabine di proiezione, un bar caffetteria e gli uffici. Il portale turistico indica l'aria condizionata e l'accessibilità per le persone con disabilità, e rimanda alla sezione Roma accessibile per i dettagli. Chi ha esigenze specifiche fa bene a chiamare prima il gestore.
Il progetto originale pensava anche a spazi per corsi e incontri del quartiere, oltre alle proiezioni. Nel 2013 la sala si affittava per convegni e conferenze stampa. Oggi il sito non pubblica un'offerta di noleggio delle sale: chi vuole organizzare una proiezione privata o un incontro deve scrivere al gestore, che valuta le richieste caso per caso e indica condizioni e tariffe.
Dove si colloca fra le sale indipendenti di Roma?
Roma ha una rete di sale indipendenti che conviene conoscere, e il Nuovo Cinema Aquila ne fa parte. A Trastevere si trova il Cinema Troisi, riaperto dai giovani del quartiere. Poco lontano c'è il Nuovo Cinema Sacher. Al centro, il Cinema Farnese si affaccia su Campo de' Fiori, e in Prati si trova l'Azzurro Scipioni.
La differenza vera è la proprietà. Molte sale indipendenti sono private e vivono di biglietti e affitti. Il Nuovo Cinema Aquila è un bene pubblico dato in concessione, e questo lo lega a obblighi di apertura e di uso sociale che le altre non hanno. Per lo spettatore non cambia molto, ma per il quartiere sì: la sala non può essere venduta né trasformata in un supermercato.
Per chi ha una sola sera a disposizione, la scelta dipende da che cosa si cerca. Le sale del centro sono comode da raggiungere a piedi dopo una giornata di visite. Il Nuovo Cinema Aquila chiede un tragitto in metropolitana, ma in cambio offre un quartiere vero intorno, lontano dai percorsi turistici, e la storia di un bene confiscato restituito al quartiere. A nostro giudizio è la scelta giusta per chi vuole vedere come vive la città fuori dal centro.
Per chi viaggia seguendo il cinema, a Roma ci sono altri luoghi pubblici da affiancare. La Casa del Cinema a Villa Borghese è una struttura di Roma Capitale e propone rassegne spesso gratuite. Cinecittà Studios apre i suoi teatri di posa con percorsi di visita. Per le strade dei film c'è la pagina sulla Roma nei film.
Anche sul fronte dei teatri ci sono esperienze da confrontare. Il Teatro Valle, con la sua lunga storia di chiusure e rilanci, e il Teatro India, ricavato in un'area industriale lungo il Tevere, mostrano altri modi di dare una sala pubblica alla città. Il Teatro Palladium alla Garbatella è legato all'università. Fra le sale del centro, il Teatro Vittoria a Testaccio e il Teatro Nazionale completano il quadro.
Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?
Il cinema non pubblica un calendario di chiusure. L'avviso del 2018 prevedeva almeno 345 giorni di apertura all'anno, e la stagione registrata su Roma Culture copre tutto l'arco fra novembre 2025 e novembre 2026. Possono esserci pause tecniche o giornate senza spettacoli, e il gestore le comunica sul sito. Prima di muoversi conviene controllare la programmazione sul sito o chiamare il cinema.
Non aspettatevi visite guidate all'edificio. La sala non organizza percorsi sulla storia del bene, e il personale lavora per le proiezioni. Non aspettatevi nemmeno un museo o pannelli sulla confisca: chi vuole approfondire la storia del riuso dei beni confiscati deve farlo prima, con i documenti pubblici del Comune e con le ricostruzioni di stampa citate nel testo.
Non aspettatevi la vendita online. I biglietti si comprano solo al botteghino, e nelle serate più affollate può esserci coda. Per gli eventi gratuiti vale l'ordine di arrivo, senza prenotazione, fino a esaurimento dei posti. Chi arriva all'ultimo momento per un film molto atteso rischia di trovare la sala piena, soprattutto nelle due sale piccole.
Nei giorni di festival la sala può cambiare volto. Rassegne e concorsi occupano una o più sale per giorni interi, e la programmazione ordinaria si riduce o si sposta. Chi ha in mente un film preciso deve controllare che non coincida con un evento. Al contrario, chi vuole vedere il cinema nel suo momento più vivo fa bene a cercare proprio quelle date, con registi in sala e dibattiti dopo le proiezioni.
Un'ultima avvertenza riguarda il quartiere. Il Pigneto è una zona viva, con locali aperti fino a tardi, murales, rumore e molta gente in strada nei fine settimana. È anche un quartiere abitato, e la sera chi vive lì chiede rispetto per il sonno e per le strade. Chi arriva aspettandosi un quartiere da cartolina resta sorpreso. Chi lo prende per quello che è trova una delle zone più vivaci della città.
Mangiare in zona
Il Pigneto è pieno di posti dove mangiare e bere, soprattutto lungo via del Pigneto e nelle strade intorno. I prezzi sono spesso più bassi di quelli del centro storico, e la clientela è in gran parte romana. È un vantaggio reale, ma la sera, quando il quartiere si riempie, accanto ai posti frequentati dai residenti compaiono anche locali che vivono solo di passaggio e di serate affollate.
I segnali delle trappole sono gli stessi di tutta la città: menù fotografici in quattro lingue, buttadentro sul marciapiede, voci senza prezzo, cucine aperte di continuo senza pausa, la vetrina con la signora che tira la pasta fresca davanti ai passanti, un menù diverso dentro e fuori. Nessuno di questi elementi è illegale, ma insieme dicono che il locale conta sul fatto che non tornerete.
Il Pigneto ha anche una tradizione di bar e trattorie di quartiere, frequentati di giorno da chi lavora in zona e la sera da un pubblico più giovane. La regola è semplice: diffidare dei locali che puntano tutto sul passaggio e sull'ora dell'aperitivo, e preferire quelli dove la cucina ha orari precisi e un menù corto. Spostarsi di qualche strada lontano dall'isola pedonale di solito basta per trovare prezzi e piatti da quartiere abitato.
Un consiglio pratico riguarda gli orari. Chi va allo spettacolo delle 21 cena prima, verso le 19.30, quando i locali sono ancora tranquilli. Chi va allo spettacolo delle 18.30 cena dopo, senza fretta. Per l'acqua ci sono i nasoni, le fontanelle pubbliche. Per scegliere senza sorprese, una base di partenza è la lista di indirizzi su Google Maps, con locali selezionati fra Roma e il Lazio.
Che cosa abbinare in giornata
L'abbinamento più naturale è con Porta Maggiore e con i resti antichi del quadrante est. Si parte dal grande arco degli acquedotti di Porta Maggiore, si cerca la basilica sotterranea di Porta Maggiore, visitabile solo nelle date indicate dal gestore, e si prosegue lungo le Mura aureliane verso Santa Croce in Gerusalemme e l'Anfiteatro Castrense.
Chi preferisce San Lorenzo trova a breve distanza il Cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, con la Porta Tiburtina all'ingresso del quartiere e la Città universitaria della Sapienza poco oltre. È una mezza giornata a piedi, da chiudere la sera con un film al Pigneto.
Una giornata tutta dedicata al quadrante est può cominciare al mattino con le mura e gli acquedotti, proseguire nel pomeriggio fra le strade del Pigneto e i suoi murales e finire al cinema, con lo spettacolo delle 18.30 o delle 21. È un modo di vedere Roma diverso da quello dei grandi monumenti, con tempi più lenti e meno code, e con la sera che non si chiude in albergo.
Per gli acquedotti in campagna, liberi dalla città, il Parco degli Acquedotti si raggiunge con la metro A. Più vicino, lungo la via Casilina, si trova il Mausoleo di Sant'Elena con le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro. Il tema dei luoghi legati alla storia civile della città continua con la pagina sui luoghi della memoria a Roma.
Chi vuole restare dentro le mura trova l'Esquilino dietro Porta Maggiore, con Santa Bibiana, piazza Vittorio Emanuele II e la Porta Alchemica, il Nuovo Mercato Esquilino per la spesa e, più avanti, la pagina su che cosa vedere all'Esquilino. Da lì la basilica di San Giovanni in Laterano è raggiungibile a piedi.
Per chi ama i quartieri raccontati attraverso i muri, la Garbatella e Tor Marancia offrono un confronto utile con il Pigneto, fra case popolari, murales e storie di quartiere. Per le idee a costo zero c'è la pagina su Roma gratis, dove trovano posto anche le serate gratuite dei cinema pubblici. La sera, poi, si torna al Pigneto per il film.
Domande frequenti
Il Cinema Aquila è aperto?
Sì. Il Nuovo Cinema Aquila, in via L'Aquila 66/74 al Pigneto, proietta film ogni giorno nella stagione 2025-2026, registrata su Roma Culture dal 16 novembre 2025 al 17 novembre 2026. Titoli e orari si trovano sul sito ufficiale del cinema, aggiornato settimana per settimana. Per conferme su singole date, eventi speciali o chiusure si chiama lo 06 45541398 o si scrive a info@cinemaaquila.it.
Quanto costa un biglietto?
Il listino ufficiale non è pubblicato nelle pagine aperte del sito. Secondo un quotidiano online romano del 29 settembre 2026 l'intero costa 7,50 euro e il ridotto 6 euro. Alla riapertura del 2018 le tariffe erano più basse, fra 4 e 7 euro a seconda del giorno e dell'evento. Il prezzo esatto si legge al botteghino, l'unico punto in cui si comprano i biglietti.
Si possono comprare i biglietti online?
No. Il sito ufficiale del cinema indica che i biglietti si comprano esclusivamente al botteghino della sala, in via L'Aquila. Non risultano circuiti di vendita online indicati dal gestore, e nessuna piattaforma turistica vende ingressi alla sala. Per le serate più affollate conviene arrivare con un certo anticipo, perché le due sale piccole si riempiono in fretta e non si prenota.
Perché si dice che è un bene confiscato?
Perché l'edificio fu sequestrato nel 1998 e confiscato in via definitiva l'8 ottobre 2002, secondo la Biennale dello Spazio Pubblico, e passò al patrimonio del Comune di Roma in base alla legge 109 del 1996 sul riuso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Da allora appartiene a Roma Capitale, che lo affida in concessione gratuita con avvisi pubblici.
Ci sono film in lingua originale?
Sì. Il portale turistico di Roma Capitale segnala che alcuni film sono proposti in versione originale, e la programmazione del 29 settembre 2026 comprendeva due titoli in lingua originale con sottotitoli in italiano. Sul sito del cinema la versione originale è indicata accanto all'orario. Per chi non segue bene l'italiano è uno dei motivi più concreti per scegliere questa sala.
Quante sale ha e quanti posti?
Le fonti non concordano sul dettaglio. Il portale turistico di Roma Capitale indica tre sale da 173, 73 e 73 posti. L'avviso di concessione del 2018 parla di tre sale per 321 posti complessivi, il progetto originale di una sala da 200 e due da 100. Un portale di programmazione indica quattro schermi. La struttura di base resta una sala grande e due più piccole.
Il cinema è accessibile alle persone con disabilità?
Il portale turistico di Roma Capitale lo indica come accessibile e rimanda alla sezione Roma accessibile per i dettagli. Una scheda del 2013 citava ascensori, posti riservati in tutte le sale e servizi igienici attrezzati. Il gestore non pubblica oggi un elenco aggiornato dei servizi, e per esigenze specifiche conviene telefonare allo 06 45541398 prima di andare.
Chi gestisce il Cinema Aquila?
Il bene è di Roma Capitale, che lo affida in concessione gratuita con avvisi pubblici. Nel 2018 una determinazione dirigenziale del 26 aprile lo assegnò per sei anni alla cooperativa Cinema Mundi, che lo riaprì a fine maggio. Il nome del gestore attuale non risulta confermato da una fonte ufficiale, perché il sito firma solo Nuovo Cinema Aquila: per saperlo si scrive a info@cinemaaquila.it o si chiama lo 060608.
Come si arriva con i mezzi pubblici?
La soluzione più semplice è la metro C fino alla fermata Pigneto, aperta nel 2015 lungo via del Pigneto, e poi qualche minuto a piedi fino a via L'Aquila. Chi arriva dalla metro A cambia a San Giovanni. Dalla zona di Termini ci sono i tram che passano da Porta Maggiore, ma linee e fermate cambiano spesso per lavori, e conviene controllarle sul sito dell'ATAC.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: il sito del Nuovo Cinema Aquila, il portale turistico di Roma Capitale, Roma Culture e l'avviso di concessione del 2018, con la stampa per prezzi e cronaca. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Organizzare una serata al Nuovo Cinema Aquila, per sé o per un gruppo, vuol dire soprattutto scegliere il film sul sito, controllare se è in lingua originale, arrivare presto al botteghino e decidere se abbinare Porta Maggiore, San Lorenzo o l'Esquilino nella stessa giornata. Per chi organizza viaggi di gruppo a Roma con itinerari sui quartieri e sulla loro storia civile, una risorsa utile è Tour Leader Pro.
Il quadrante est di Roma, fra Pigneto, Torpignattara e Centocelle, è una parte della città che i viaggiatori scoprono tardi, spesso dopo aver già visto il centro storico. Qui si incontrano acquedotti antichi, case popolari, murales e sale pubbliche come questa. Per mettere insieme un viaggio di più giorni fra Roma e il Lazio, una risorsa utile per montare un itinerario è Italy Planner.
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