Alcazar
Alcazar si trova in via Cardinale Merry del Val 14, nel cuore di Trastevere, a pochi passi da piazza San Cosimato e dalla basilica di Santa Maria in Trastevere. Il nome indica oggi due cose insieme: un edificio che per ventotto anni è stato una delle sale cinematografiche più amate di Roma, e il locale che da quello stesso edificio è nato dopo la chiusura del cinema, con musica dal vivo, un ristorante al piano superiore e un mercatino del fine settimana. Capire Alcazar significa quindi ripercorrere due storie che si intrecciano nello stesso indirizzo: quella di una sala che ha segnato il modo di andare al cinema a Roma tra gli anni Ottanta e i Duemiladieci, e quella di un locale musicale che ne ha ereditato lo spazio provando a tenerne viva l’anima.
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✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Trastevere, dal punto di vista del visitatore che vi arriva la sera per un concerto o una cena, si presenta come un dedalo di vicoli acciottolati punteggiato da edere che scendono dai balconi, insegne in ferro battuto e finestre con le persiane socchiuse. È un quartiere che nasce oltre il Tevere rispetto al centro antico, da cui il nome stesso deriva, e che nei secoli ha conservato un carattere popolare anche mentre attorno a esso si moltiplicavano ristoranti, gallerie e locali frequentati soprattutto da visitatori. In questo contesto l’edificio di Alcazar rappresenta un caso particolare: non un monumento antico né una chiesa barocca, ma un pezzo di storia urbana più recente, legata al modo in cui i romani hanno vissuto il tempo libero nel secondo Novecento, quando i cinema di quartiere erano luoghi di incontro tanto quanto i bar e le piazze.
Dove si trova Alcazar e come raggiungerlo
Via Cardinale Merry del Val è una traversa stretta che collega viale di Trastevere alla zona di piazza San Cosimato, uno dei cuori pulsanti del rione insieme a piazza Santa Maria in Trastevere e a piazza Trilussa. Chi arriva a piedi dal centro storico attraversa in genere ponte Sisto o ponte Garibaldi, costeggia il Tevere e si addentra nel reticolo di vicoli che caratterizza Trastevere, un quartiere dove le strade sono strette, l’acciottolato è quasi ovunque e le insegne dei locali si susseguono senza soluzione di continuità. In tram, la fermata più comoda è quella della linea 8 su viale di Trastevere, che collega il quartiere a largo Argentina e al centro; scendendo a Trastevere/Mastai o a viale Trastevere/Induno si è a pochi minuti a piedi dall’indirizzo. In autobus transitano diverse linee su viale di Trastevere e sul lungotevere, mentre la stazione ferroviaria di Trastevere, sulla linea che serve anche l’aeroporto di Fiumicino, si trova più a sud e richiede una camminata più lunga o un breve tratto in autobus. Arrivare in auto è sconsigliabile: gran parte di Trastevere è zona a traffico limitato nelle ore serali e la sosta libera è quasi inesistente; meglio lasciare l’auto in uno dei parcheggi a pagamento sul lungotevere o su viale di Trastevere e proseguire a piedi. In bicicletta o con un monopattino in sharing la zona si raggiunge comodamente dal centro, con l’attenzione che l’ultimo tratto, tra i vicoli, va percorso a passo d’uomo per la presenza di pedoni e tavolini all’aperto.
Chi arriva da fuori Roma, magari da un albergo in zona Termini o in prossimità dei Fori, può considerare che il tragitto verso Trastevere richiede in genere tra i venti e i trenta minuti con i mezzi pubblici, contando il cambio tra metropolitana e tram o autobus. Un’alternativa comoda è scendere alla fermata della metropolitana di Piramide, sulla linea B, e da lì proseguire a piedi attraverso il ponte Sublicio, un percorso che permette di entrare nel quartiere dal lato meridionale, più vicino proprio a via Cardinale Merry del Val rispetto all’ingresso classico da piazza Santa Maria. Per chi invece soggiorna già a Trastevere, l’indirizzo di Alcazar è quasi sempre raggiungibile a piedi in pochi minuti da qualunque punto del quartiere, che nel complesso non supera il chilometro di estensione da un capo all’altro.
Che cosa è oggi Alcazar: da cinema a spazio per la musica dal vivo
Dopo la chiusura come sala cinematografica, l’edificio di via Cardinale Merry del Val ha riaperto sotto il nome di Alcazar Live, un locale che unisce concerti, dj set, stand up comedy e un mercatino di fine settimana. Il palco, ricavato nello spazio dove un tempo si proiettavano i film, ospita band e progetti spesso internazionali, con una programmazione che privilegia soul, funk, r’n’b, jazz e sonorità elettroniche contemporanee; nel tempo sul palco sono passati artisti della scena black music internazionale insieme a molti nomi della musica indipendente italiana. Al piano superiore, con vista sul palco sottostante, si trova Balcony, un ristorante che propone una cucina romana con qualche accento contemporaneo, accompagnata da una carta di cocktail e vini, pensato per chi vuole cenare prima di scendere verso il concerto o restare al piano di sopra a godersi lo spettacolo dall’alto. Nel fine settimana, di giorno, gli stessi spazi cambiano pelle e ospitano un mercato dedicato al vintage, all’artigianato e ai piccoli marchi indipendenti, con dj set e banchi di dischi che richiamano un pubblico diverso da quello serale. La formula, insomma, prova a tenere insieme più pubblici e più momenti della giornata, dal brunch del sabato al concerto della domenica sera, dentro un edificio che per il quartiere resta prima di tutto legato al ricordo del cinema.
La capienza del locale, per la natura stessa dell’edificio ereditato da una sala cinematografica a schermo unico, resta contenuta rispetto ai grandi club romani ricavati in ex capannoni industriali o in strutture polifunzionali di dimensioni maggiori. Questo si traduce in un’esperienza più ravvicinata durante i concerti, con il pubblico spesso a pochi metri dal palco, un tratto che molti frequentatori abituali indicano come uno dei motivi per cui il locale continua ad attirare tanto chi ama la musica live quanto chi preferisce un ambiente meno dispersivo rispetto alle grandi arene estive che punteggiano Roma nei mesi caldi.
La storia del cinema Alcazar: l’apertura e gli anni Ottanta
Il cinema Alcazar aprì nel 1988 a Trastevere, in un momento in cui il quartiere era già diventato uno dei punti di riferimento della vita notturna romana ma non disponeva ancora di una sala cinematografica di riferimento paragonabile a quelle del centro. Il film scelto per l’inaugurazione fu L’attimo fuggente, con Robin Williams, uscito nelle sale italiane proprio in quegli anni: una scelta che in seguito sarebbe diventata quasi un simbolo, tanto da essere riproposta come film di apertura anche nella riapertura del locale molti anni dopo. L’Alcazar fu fin da subito una sala fuori dagli schemi per l’epoca: poltrone in velluto rosso in tono con il sipario, proiezioni in lingua originale per una parte della programmazione, biglietteria elettronica quando ancora la maggior parte delle sale romane vendeva biglietti cartacei, e soprattutto l’assenza dell’intervallo tra un tempo e l’altro della proiezione, una scelta che ruppe con un’abitudine molto radicata nelle sale italiane del tempo. A gestire il cinema fu per tutta la sua prima vita Georgette Ranucci, che ne fece un punto di riferimento per il cinema d’autore e per la cinefilia romana, con una programmazione attenta alla qualità più che agli incassi garantiti dai grandi titoli commerciali.
Gli anni tra la fine degli Ottanta e i primi Duemila furono per Roma un periodo in cui il cinema di quartiere aveva ancora un ruolo centrale nella vita sociale della città: prima della diffusione capillare delle multisala nelle periferie e nei centri commerciali, andare al cinema significava spesso frequentare una sala vicina a casa, gestita da una famiglia o da un piccolo esercente, con un pubblico di abbonati e habitué che si ritrovava sera dopo sera. In questo contesto l’Alcazar si distinse per una programmazione che affiancava ai grandi titoli anche pellicole di autori meno noti al grande pubblico, contribuendo a diffondere a Trastevere un pubblico di cinefili che altrove a Roma trovava riferimento in sale come i cinema d’essai del centro storico e di alcuni quartieri limitrofi. La sala di via Cardinale Merry del Val divenne così, nel tempo, un punto di incontro per chi cercava una programmazione diversa da quella dei grandi cinema di prima visione concentrati soprattutto lungo le grandi arterie della città.
Il pubblico e la programmazione del cinema Alcazar
La sala di via Cardinale Merry del Val puntava su una programmazione che alternava le uscite più attese del cinema internazionale a titoli meno pubblicizzati ma capaci di intercettare un pubblico fedele, quello che a Trastevere si era abituato a fidarsi delle scelte della sala più che del solo battage pubblicitario dei grandi distributori. Le proiezioni in lingua originale, riservate a una parte della programmazione, permettevano inoltre di intercettare la comunità di residenti stranieri e di studenti universitari che negli anni ha sempre avuto un peso significativo nella vita di Trastevere, un quartiere storicamente legato anche alla presenza di sedi universitarie americane e di scuole di lingua per stranieri. La combinazione tra un pubblico romano abituale e una parte di pubblico internazionale contribuì a fare dell’Alcazar una sala con un’identità riconoscibile, diversa sia dai grandi cinema di prima visione del centro sia dalle sale periferiche orientate a una programmazione più commerciale.
Il formato della sala, a schermo unico, imponeva inevitabilmente scelte di programmazione più nette rispetto a un multisala, dove più titoli possono convivere contemporaneamente su schermi diversi. Questo significava che la sala doveva scommettere ogni settimana su un numero limitato di film, un meccanismo che da un lato responsabilizzava molto le scelte della gestione, dall’altro rendeva la sala più vulnerabile nei periodi in cui il titolo in programmazione non incontrava il favore del pubblico. È uno dei motivi strutturali, insieme ai costi fissi elevati del centro storico, che rese progressivamente più difficile la sostenibilità economica di una sala come l’Alcazar nel corso degli anni Duemila.
Una curiosità su Alcazar
Una curiosità che lega le due vite dell’edificio riguarda proprio il film scelto per aprire la sala: L’attimo fuggente, proiettato nel 1988 per il debutto del cinema, fu scelto di nuovo come primo film quando l’Alcazar riaprì i battenti dopo la parentesi di chiusura, quasi un modo per dichiarare una continuità simbolica tra il vecchio cinema e il nuovo progetto. Un’altra curiosità riguarda i lavori di restauro compiuti in occasione della riapertura: rimuovendo i rivestimenti e le decorazioni aggiunte negli anni Ottanta sono tornati alla luce marmi e stucchi originali dei primi del Novecento, segno che l’edificio aveva una storia precedente a quella di sala cinematografica, risalente a un’epoca in cui l’architettura degli interni curava i dettagli con materiali oggi difficili da reperire nello stesso quartiere.
Un dettaglio meno raccontato riguarda il nome stesso della sala: Alcazar è una parola di origine araba entrata nel vocabolario spagnolo e portoghese per indicare una fortezza o un palazzo fortificato, e in diverse città europee è stata usata come nome per cinema e teatri d’epoca, un modo per evocare un’idea di grandiosità e di spettacolo che accompagnava la nascita delle prime sale cinematografiche del Novecento. Il nome scelto per la sala di Trastevere si inserisce quindi in una tradizione più ampia di denominazioni evocative usate per i luoghi di spettacolo europei del secolo scorso, senza che vi sia un legame diretto documentato con un edificio o una vicenda specifica di quel nome altrove.
Un altro dato curioso riguarda la durata stessa dell’attività cinematografica: ventotto anni di programmazione ininterrotta rappresentano un traguardo ragguardevole per una sala indipendente a schermo unico nel centro storico di una grande città, un periodo che ha attraversato cambiamenti profondi nel modo di produrre, distribuire e vedere i film, dal passaggio dalla pellicola al digitale fino all’arrivo dei primi servizi di streaming. Poche sale romane della stessa tipologia sono riuscite a mantenere una programmazione continuativa per un arco di tempo così lungo, un elemento che spiega in parte perché la chiusura del 2016 abbia avuto una risonanza superiore a quella di altre chiusure meno pubblicizzate avvenute negli stessi anni.
La chiusura del gennaio 2016 e la rinascita come locale
Il cinema Alcazar chiuse il 31 gennaio 2016, dopo ventotto anni di programmazione ininterrotta, con l’ultima proiezione dedicata al film L’ultima scommessa. Le ragioni della chiusura furono spiegate dalla stessa Georgette Ranucci in termini molto concreti: una sala indipendente a schermo unico, in un quartiere del centro storico, sosteneva costi paragonabili a quelli di un multisala, con un affitto da cinquantamila euro l’anno a cui si sommavano il personale, le utenze, le tasse e i diritti di distribuzione dei film. In un periodo segnato da un’ondata di chiusure di sale cinematografiche a Roma, più di quaranta nell’arco di circa otto anni secondo le cronache dell’epoca, l’Alcazar fu uno dei casi più discussi, anche perché arrivò dopo che il quartiere aveva già perso altre sale storiche, lasciando Trastevere con appena due cinema indipendenti ancora attivi. La chiusura suscitò reazioni nel mondo del cinema d’essai e della distribuzione indipendente, con prese di posizione di associazioni di categoria che denunciavano la mancanza di sostegno istituzionale alle sale monoschermo del centro storico. L’edificio restò chiuso per circa un anno, fino a quando l’imprenditore Luca Carinci, allora trentatreenne, rilevò lo spazio dopo aver venduto un proprio locale nel quartiere e avviò un progetto di recupero senza contributi pubblici, restituendo alla luce gli stucchi e i marmi originari coperti dai rivestimenti anni Ottanta. Il nuovo Alcazar riaprì tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 come spazio ibrido, pensato fin dall’origine per ospitare sia proiezioni sia concerti, prima di evolvere progressivamente verso la formula attuale, incentrata soprattutto sulla musica dal vivo.
Il periodo tra il 2008 e la metà degli anni Dieci fu segnato, in tutta Italia e non solo a Roma, da una trasformazione profonda del modo di fruire il cinema: la diffusione della televisione via cavo e satellitare, poi delle piattaforme di streaming, insieme alla crisi economica che colpì i consumi culturali, ridusse progressivamente gli incassi delle sale indipendenti a favore delle grandi catene multisala, capaci di ammortizzare i costi fissi su un numero maggiore di schermi e di spettatori. Le sale monoschermo del centro storico romano, con affitti calcolati sui valori immobiliari di zone turistiche come Trastevere, si trovarono a sostenere costi fissi elevatissimi a fronte di incassi sempre più incerti, una combinazione che portò alla chiusura, oltre all’Alcazar, di numerose altre sale storiche della capitale nello stesso arco di anni. La vicenda dell’Alcazar fu raccontata dalla stampa cittadina come emblematica di questa fase, proprio per la notorietà della sala e per il legame che aveva costruito con il quartiere in quasi tre decenni di attività.
L’edificio: dalla sala cinematografica al restauro del 2016
L’edificio che oggi ospita Alcazar Live conserva nella sua pianta l’impronta della sala cinematografica originaria: uno spazio allungato, con il soffitto alto necessario a garantire una buona proiezione e un’acustica adeguata anche nelle file più lontane dallo schermo, caratteristiche che oggi si sono rivelate altrettanto funzionali a ospitare un palco e un pubblico in piedi durante i concerti. I lavori di restauro avviati con la riapertura del 2016 e del 2017 si concentrarono soprattutto sul recupero delle finiture originarie: rimuovendo i controsoffitti, le boiserie e i rivestimenti aggiunti negli anni Ottanta per adattare lo spazio agli standard estetici dell’epoca, i tecnici incaricati del restauro riportarono alla luce stucchi, decorazioni e superfici in marmo risalenti ai primi decenni del Novecento, testimonianza di una destinazione d’uso precedente a quella di sala cinematografica vera e propria.
Questo tipo di intervento, che privilegia il recupero delle finiture storiche rispetto a una ristrutturazione che azzeri la memoria dell’edificio, non è isolato a Roma: numerosi ex cinema italiani, quando non vengono demoliti o trasformati in supermercati e magazzini, seguono un percorso simile, diventando teatri, sale da concerto o spazi polifunzionali che mantengono visibile la propria origine. Nel caso dell’Alcazar, la scelta di conservare gli elementi decorativi riportati alla luce dal restauro ha permesso al locale di presentarsi al pubblico non come uno spazio anonimo adattato alla musica dal vivo, ma come un ambiente che porta ancora addosso i segni della propria storia, leggibili tanto nei dettagli architettonici quanto nell’insegna che ancora oggi richiama il vecchio cinema.
Una cosa che non ti dice nessuno su Alcazar
Quello che raramente viene raccontato è quanto la chiusura dell’Alcazar non fu un caso isolato, ma il sintomo di una crisi strutturale che negli anni tra il 2008 e il 2016 ha svuotato Roma di decine di sale cinematografiche di quartiere, molte delle quali trasformate poi in supermercati, palestre o parcheggi, senza che l’edificio conservasse alcuna traccia della sua funzione originaria. In questo senso il destino dell’Alcazar è, paradossalmente, uno dei più fortunati: l’edificio non è stato snaturato ma riconvertito mantenendo una funzione culturale e di intrattenimento, con il palco al posto dello schermo e la sala che continua a riempirsi di persone la sera, anche se per ascoltare musica e non per guardare un film. Un altro aspetto poco noto riguarda la posizione dell’edificio all’interno del tessuto urbano di Trastevere: via Cardinale Merry del Val non è una delle strade più affollate di locali della zona, e chi non conosce il quartiere può trovarsi a cercarla tra vicoli molto simili tra loro senza un punto di riferimento immediato, mentre chi vive a Trastevere la considera una traversa secondaria rispetto ai flussi principali di piazza Trilussa o di piazza Santa Maria.
C’è poi un aspetto che riguarda più da vicino chi frequenta il locale oggi: molti visitatori occasionali arrivano ad Alcazar Live senza sapere che si tratta di un ex cinema, attratti solo dal nome di un artista in cartellone o da un evento condiviso sui social, e scoprono la storia della sala solo una volta dentro, magari notando la forma allungata dell’ambiente principale o le tracce dell’antica funzione nella disposizione degli spazi. Per chi invece ha frequentato la sala quando era ancora un cinema, tornarci oggi per un concerto porta spesso con sé una componente di nostalgia, la sensazione di ritrovare un luogo familiare trasformato in qualcosa di diverso ma non del tutto estraneo, con la stessa pianta e gli stessi muri a fare da cornice a un’esperienza completamente nuova.
Il consiglio che ti do per visitare Alcazar
Se l’obiettivo è un concerto o una serata di dj set, conviene arrivare con un margine di tempo prima dell’apertura delle porte, perché lo spazio non è enorme e i posti migliori per vedere il palco si esauriscono in fretta quando il locale si riempie. Chi vuole invece provare l’esperienza completa può prenotare un tavolo da Balcony, il ristorante al piano superiore, così da cenare con vista sul palco e poi scendere quando inizia l’esibizione, evitando la fila all’ingresso riservata al solo concerto. Per chi ama il mercatino del fine settimana, il consiglio è arrivare in mattinata, quando i banchi sono ancora ben forniti e prima che il caldo pomeridiano estivo renda gli ambienti interni più affollati e meno comodi per curiosare con calma. Prima di uscire di casa vale sempre la pena controllare gli orari e il programma della serata sui canali ufficiali del locale, perché la formula di Alcazar cambia spesso tra concerti, stand up comedy e serate a tema, e orari e biglietti validi in un determinato periodo possono non esserlo più in un altro. Infine, chi si muove a Trastevere per la prima volta farà bene a segnarsi il nome della via su una mappa scaricata in anticipo: nella rete di vicoli del quartiere la connessione dati non è sempre affidabile e i cartelli con i nomi delle strade, in alcuni tratti, sono pochi o poco visibili di sera.
Un altro suggerimento pratico riguarda il ritorno a casa a fine serata: Trastevere di notte è animatissimo, ma i mezzi pubblici diradano le corse dopo la mezzanotte, per cui chi non alloggia a pochi passi farà bene a informarsi in anticipo sugli autobus notturni che transitano su viale di Trastevere o sul lungotevere, oppure a considerare un taxi o un servizio di trasporto privato per il rientro, soprattutto nei fine settimana quando il quartiere resta pieno di gente fino a tarda notte e trovare un mezzo libero può richiedere più tempo del previsto.
Un ultimo consiglio riguarda l’abbigliamento e le condizioni della sala: trattandosi di uno spazio ricavato in un ex cinema, con soffitti alti e superfici dure tra marmi e pavimenti originali, l’acustica durante i concerti può risultare piuttosto potente, per cui chi è sensibile ai volumi elevati farà bene a considerare l’uso di tappi per le orecchie, una precauzione comune ormai in molti locali che ospitano musica dal vivo ad alto volume. Nei mesi estivi, inoltre, l’assenza di spazi all’aperto veri e propri significa che l’intera serata si svolge in ambienti interni, un elemento da considerare per chi preferisce i locali con giardino o terrazza tipici di altre zone di Roma nella stagione calda.
Balcony, il ristorante e la formula del weekend
Il ristorante Balcony occupa, come suggerisce il nome, la parte alta dell’edificio, un tempo probabilmente riservata a uffici o depositi della sala cinematografica e oggi trasformata in una sala con vista sul palco sottostante. La proposta gastronomica si muove nel solco della cucina romana, con qualche contaminazione contemporanea nella presentazione dei piatti e nella carta dei cocktail, pensata per accompagnare sia una cena tradizionale sia un aperitivo prima del concerto. Nel fine settimana, tra le dieci del mattino e le otto di sera, gli stessi ambienti ospitano invece il mercato del sabato e della domenica, con banchi di vintage, oggetti di artigianato, dischi in vinile e piccoli marchi indipendenti, accompagnati da dj set e da momenti di intrattenimento pensati per un pubblico più familiare rispetto a quello delle serate musicali. Questa doppia vita, diurna e serale, è probabilmente la caratteristica che più distingue Alcazar da molti altri locali di Trastevere concentrati sulla sola offerta serale, e riflette il tentativo di trasformare uno spazio nato per un unico scopo, quello della proiezione cinematografica, in un contenitore capace di ospitare più attività nello stesso giorno.
La scelta di puntare su una cucina di impronta romana, pur con qualche libertà contemporanea, riflette una tendenza diffusa tra i locali di Trastevere che negli ultimi anni hanno provato a distinguersi non tanto inseguendo cucine internazionali quanto rivisitando i piatti della tradizione capitolina, dalla carbonara alla cacio e pepe, con ingredienti selezionati e presentazioni più curate rispetto alle trattorie storiche del quartiere. Questo posizionamento permette ad Alcazar di intercettare sia il pubblico turistico, spesso interessato a un’esperienza gastronomica tipicamente romana, sia quello locale, più attento alla qualità della materia prima e meno legato alla ricerca di un piatto esotico o insolito.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto a chi frequenta Trastevere da tempo che negli anni Ottanta e Novanta il quartiere ospitava diverse sale cinematografiche oggi scomparse o trasformate, e che l’Alcazar era considerato, insieme a poche altre, una delle sale di riferimento per il cinema d’essai della capitale, capace di programmare film che le grandi catene ignoravano. Quello che si cita meno spesso è che proprio l’innovazione tecnica introdotta dall’Alcazar, come la biglietteria elettronica e l’assenza dell’intervallo, anticipò pratiche che sarebbero diventate standard nelle sale italiane solo molti anni dopo, quando le multisala iniziarono a diffondersi su scala nazionale. In un certo senso, la sala di Trastevere fu un laboratorio di modernizzazione dell’esperienza cinematografica in un contesto, quello delle sale di quartiere a conduzione familiare, che restava spesso ancorato ad abitudini più tradizionali. È un dettaglio che aiuta a capire perché la chiusura del 2016 fu percepita da tanti addetti ai lavori non come la fine di una semplice sala periferica, ma come la perdita di un luogo che aveva contribuito, a suo modo, a cambiare le abitudini di chi a Roma andava al cinema.
Un ultimo elemento poco citato riguarda il rapporto tra l’Alcazar e le altre sale storiche di Trastevere: nello stesso quartiere hanno operato nel tempo altri cinema di riferimento per la cinefilia romana, e il tessuto culturale del rione, tra librerie indipendenti, associazioni culturali e piccole sale, ha sempre avuto un legame stretto con il mondo del cinema d’autore. La chiusura dell’Alcazar, insieme a quella di altre sale negli stessi anni, ha ridisegnato questa mappa culturale, lasciando a Trastevere un numero di cinema indipendenti molto più ridotto rispetto a quello che il quartiere poteva vantare fino agli anni Novanta.
Va aggiunto che il legame tra Trastevere e il mondo del cinema non si esaurisce nelle sale di proiezione: il quartiere è stato per decenni set naturale di produzioni italiane e internazionali, grazie alla vicinanza con gli studi di Cinecittà e all’atmosfera pittoresca dei suoi vicoli, spesso scelti come sfondo per scene ambientate in una Roma popolare e autentica. In questo senso l’Alcazar, pur essendo un luogo di proiezione e non di produzione, si inseriva in un contesto urbano dove il cinema, in tutte le sue forme, ha sempre avuto un peso culturale superiore alla media rispetto ad altri quartieri della città, un fattore che aiuta a comprendere perché la perdita della sala sia stata percepita come un evento significativo ben oltre la cerchia degli abituali frequentatori.
Anche oggi, nella sua veste di locale musicale, Alcazar continua in un certo senso questa vocazione culturale del quartiere: pur non essendo più una sala di proiezione, resta uno spazio dove la programmazione artistica, che si tratti di musica dal vivo o di stand up comedy, viene curata con un’attenzione che va oltre la semplice gestione di un locale notturno, in continuità ideale con l’approccio che aveva caratterizzato la gestione cinematografica della sala per quasi trent’anni.
La foto giusta da fare a Alcazar
L’immagine più riconoscibile resta l’insegna storica del locale, ancora leggibile sopra l’ingresso di via Cardinale Merry del Val, che richiama esplicitamente l’identità del vecchio cinema e che molti fotografano proprio per il contrasto tra la scritta storica e la funzione attuale dello spazio. All’interno, durante un concerto, lo scatto più efficace si ottiene dal piano del ristorante Balcony, guardando verso il basso sul palco illuminato: l’inquadratura restituisce bene la particolarità architettonica dell’ex sala cinematografica, con il soffitto alto e gli spazi che un tempo accoglievano le file di poltrone oggi occupati dal pubblico in piedi davanti al palco. Chi visita il locale di giorno, durante il mercatino del weekend, può invece cercare gli scorci sui dettagli decorativi riportati alla luce dai lavori di restauro, i marmi e gli stucchi dei primi del Novecento che emergono tra i banchi degli espositori, un dettaglio che racconta la stratificazione storica dell’edificio meglio di qualsiasi didascalia.
Anche l’esterno merita uno scatto: la facciata su via Cardinale Merry del Val, con le sue proporzioni tipiche di un edificio per spettacoli del primo Novecento, contrasta volutamente con l’architettura più minuta delle case circostanti, tipicamente trasteverine, fatte di intonaci colorati, piccole finestre e balconcini in ferro. Fotografare l’ingresso di sera, con le luci accese e le persone in coda prima dell’apertura, restituisce bene il senso di un luogo che, pur avendo cambiato funzione, continua a essere un punto di richiamo e di ritrovo per il quartiere, proprio come lo era quando le stesse persone si mettevano in fila per un biglietto del cinema.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 1988 segna l’apertura del cinema con la proiezione de L’attimo fuggente, l’evento fondativo della sala. Il 31 gennaio 2016 è la data della chiusura definitiva del cinema Alcazar, con l’ultima proiezione de L’ultima scommessa, un momento che le cronache locali descrissero come la fine di un’epoca per Trastevere e per il cinema indipendente romano. Nel corso del 2016 l’associazione di esercenti cinematografici Fice espresse solidarietà per la chiusura, portando il caso dell’Alcazar al centro del dibattito sulla crisi delle sale monoschermo del centro storico. Tra la fine del 2016 e i primi mesi del 2017 avvenne la riapertura dell’edificio sotto la gestione di Luca Carinci, con lavori di restauro che riportarono alla luce le decorazioni originarie dei primi del Novecento e con una programmazione che affiancò, almeno inizialmente, le proiezioni cinematografiche alla musica dal vivo. Negli anni successivi la programmazione si è progressivamente concentrata sui concerti e sugli eventi musicali, fino a consolidare l’identità attuale di Alcazar Live come uno dei punti di riferimento della scena live di Trastevere per la musica soul, funk, r’n’b, jazz ed elettronica.
Chi è passato da Alcazar
Nella sua vita di cinema, l’Alcazar ha proiettato film d’autore italiani e internazionali per quasi tre decenni, diventando un riferimento per registi, distributori indipendenti e critici che seguivano la programmazione delle sale d’essai romane. Nella sua vita più recente come locale musicale, sul palco di Alcazar Live sono saliti artisti internazionali della scena soul, funk e r’n’b, tra cui figurano nomi come PJ Morton e Masego, insieme a molti interpreti della musica indipendente italiana che hanno scelto lo spazio ricavato nell’ex sala cinematografica per concerti in un formato più intimo rispetto ai grandi club della capitale. La programmazione ha inoltre ospitato format di stand up comedy con comici italiani emergenti e affermati, contribuendo a fare di Alcazar un punto di riferimento non solo musicale ma più ampiamente legato all’intrattenimento dal vivo a Trastevere.
Va detto che, come per molti locali con una programmazione fitta e in continuo aggiornamento, l’elenco completo degli artisti passati da Alcazar nel corso degli anni è lungo e in parte disperso tra locandine, social media e archivi di biglietteria online, e non esiste una lista ufficiale e definitiva consultabile in un unico luogo. Per questo motivo, chi cerca conferma sulla presenza di un artista specifico in una data precisa farà bene a verificare direttamente sui canali del locale o sulle piattaforme di biglietteria che ne hanno gestito la vendita, piuttosto che affidarsi soltanto al racconto orale o a fonti secondarie.
Alcazar nella scena della musica dal vivo a Roma
Roma non ha mai avuto una scena live paragonabile per dimensioni a quella di città come Londra o Berlino, ma negli ultimi due decenni ha visto crescere un circuito di locali di medie dimensioni capaci di ospitare concerti di artisti internazionali emergenti insieme a nomi già affermati, in un formato più intimo rispetto ai grandi palazzetti e alle arene estive. In questo circuito, distribuito tra quartieri diversi della città, da Testaccio all’Ostiense fino al centro storico, Alcazar occupa una posizione particolare proprio per la sua collocazione dentro Trastevere, un quartiere più legato all’immagine turistica e gastronomica di Roma che a quella della musica dal vivo. La presenza di un locale con una programmazione musicale strutturata in un contesto come questo ha contribuito ad ampliare l’offerta culturale del rione, tradizionalmente concentrata su ristorazione, vita notturna generalista e turismo, aggiungendo un tassello che dialoga più direttamente con il pubblico appassionato di musica dal vivo.
Il genere musicale privilegiato dalla programmazione di Alcazar Live, tra soul, funk, r’n’b, jazz contemporaneo ed elettronica, si inserisce in un filone che a Roma trova altri riferimenti storici, dai jazz club del centro alle rassegne estive dedicate alla black music organizzate in vari spazi della città. Questo posizionamento ha permesso al locale di costruirsi un pubblico specifico, fatto di appassionati di generi meno rappresentati nei grandi eventi mainstream, capace di seguire la programmazione indipendentemente dalla notorietà immediata dei singoli artisti in cartellone, un tratto distintivo rispetto a molti locali che basano la propria proposta quasi esclusivamente sui grandi nomi.
Quando andare a Alcazar
La programmazione musicale di Alcazar Live è attiva soprattutto nelle sere infrasettimanali e nel weekend, con serate che spaziano dai concerti veri e propri ai dj set e agli eventi di stand up comedy; il mercato del vintage e dell’artigianato, invece, anima gli spazi durante il giorno del sabato e della domenica. Chi cerca un’atmosfera più raccolta può preferire le serate infrasettimanali, generalmente meno affollate rispetto al fine settimana, mentre chi vuole vivere l’energia di un locale pieno troverà nel sabato sera il momento più rappresentativo della proposta attuale del posto. Prezzi, orari e calendario degli eventi cambiano stagione per stagione e da un anno all’altro, per cui qualunque informazione su costi o orari letta senza una data precisa accanto va considerata indicativa e va sempre verificata sui canali ufficiali del locale prima di organizzare la serata.
Va inoltre considerato il fattore stagionale legato alla città stessa: Trastevere in estate vive un afflusso di visitatori molto più alto rispetto ai mesi invernali, complice anche il clima che favorisce le serate all’aperto nei tavolini dei bar e dei ristoranti del quartiere. Un concerto ad Alcazar nei mesi più caldi si inserisce quindi in una serata trasteverina più ampia, che spesso comincia con un aperitivo in una delle piazze del rione e si conclude, dopo il live, con una passeggiata tra i vicoli ancora animati. Nei mesi più freddi, al contrario, il quartiere si fa più raccolto e la serata tende a concentrarsi maggiormente attorno al locale stesso, con meno tappe intermedie tra un momento e l’altro della serata.
Anche la scelta del giorno della settimana incide sull’esperienza: le serate del giovedì e del venerdì, spesso dedicate a dj set o a eventi con un pubblico più giovane, tendono ad avere un’atmosfera diversa rispetto ai concerti veri e propri, generalmente programmati nel weekend o in occasione di tour specifici di artisti internazionali. Chi ha una preferenza netta per un tipo di serata, che sia un concerto acustico, una session più orientata al ballo o un evento di stand up comedy, farà bene a controllare con attenzione il calendario pubblicato dal locale prima di scegliere la data della visita, dato che formati diversi possono comportare anche un allestimento diverso della sala e un rapporto diverso tra spazio riservato al pubblico in piedi e ai tavoli.
Per chi organizza una visita a Roma incentrata sulla musica dal vivo, può essere utile combinare una serata ad Alcazar con la visita ad altri locali storici del circuito jazz e live della città, così da costruire un piccolo itinerario tematico che attraversa quartieri diversi, dal centro storico a Trastevere fino alle zone più periferiche dove negli ultimi anni sono nati nuovi spazi dedicati alla musica indipendente. Un simile itinerario permette di apprezzare meglio le differenze tra i vari formati di locale, dal club di dimensioni contenute come Alcazar fino alle sale più grandi pensate per ospitare pubblici numerosi, offrendo uno sguardo più ampio sulla scena musicale della capitale al di là del singolo concerto.
Quanto costa una serata ad Alcazar
I prezzi dei biglietti per i concerti e per gli eventi di Alcazar Live variano molto in base all’artista, al tipo di serata e al periodo dell’anno, e per questo motivo qualunque cifra indicata senza una data precisa accanto va considerata puramente indicativa. In generale, i locali con una programmazione musicale simile a Trastevere applicano tariffe differenziate tra prevendita e ingresso alla porta, con un costo aggiuntivo per chi acquista il biglietto direttamente in loco la sera dell’evento; per gli eventi con artisti internazionali di maggiore richiamo il prezzo tende naturalmente a salire rispetto alle serate con dj set o con artisti emergenti. Anche la cena da Balcony ha un costo che dipende dal menù scelto e dal tipo di serata, e in molti casi il locale propone pacchetti che uniscono la cena con vista sul palco all’ingresso al concerto della sera. Per avere informazioni aggiornate su prezzi e modalità di prenotazione, la soluzione più affidabile resta sempre la consultazione diretta dei canali ufficiali del locale o delle piattaforme di biglietteria che gestiscono la vendita per ciascun evento specifico.
Dove mangiare e bere nei dintorni di Alcazar
Trastevere è probabilmente il quartiere romano con la maggiore concentrazione di ristoranti, trattorie, pizzerie e bar per metro quadro, e i dintorni immediati di via Cardinale Merry del Val non fanno eccezione. Nella zona di piazza San Cosimato, a due passi da Alcazar, si trovano diverse trattorie a conduzione familiare che propongono la cucina romana più tradizionale, insieme a locali più recenti orientati a un pubblico più giovane, con proposte che vanno dalla pizza al taglio agli aperitivi con cocktail curati. Muovendosi verso piazza Santa Maria in Trastevere e piazza Trilussa la densità di locali aumenta ulteriormente, con un’offerta che spazia dalle enoteche storiche ai ristoranti di pesce, fino ai numerosi bar che restano aperti fino a tarda notte. Per chi cerca un momento più tranquillo prima di raggiungere Alcazar, i vicoli più interni del rione, lontani dalle piazze principali, offrono spesso alternative meno affollate ma di qualità comparabile, frequentate soprattutto dai residenti del quartiere.
Cosa c’è intorno a Alcazar: Trastevere tra vicoli e piazze
Il quartiere che circonda Alcazar è uno dei più densi di storia e di vita notturna di Roma. A pochi minuti a piedi si trova la basilica di Santa Maria in Trastevere, una delle chiese più antiche della città, affacciata sull’omonima piazza che resta il fulcro della vita sociale del rione, tra fontana, gradini sempre affollati e locali all’aperto. Poco distante si può raggiungere la basilica di Santa Cecilia in Trastevere, custode di uno dei chiostri più silenziosi del quartiere, un contrappunto quieto rispetto al brusio delle strade vicine. Salendo verso ovest si arriva al Gianicolo, il colle che domina Trastevere e regala una delle viste più ampie su Roma, ideale per chi vuole allontanarsi per un momento dalla folla del quartiere prima o dopo una serata di musica. Scendendo verso il Tevere si incontra Isola Tiberina, raggiungibile a piedi in pochi minuti attraverso i ponti che collegano le due sponde del fiume, mentre più a sud si trova Porta Portese, storica porta delle mura e sede del celebre mercato domenicale dell’usato, un’altra tappa classica per chi visita Trastevere di mattina. Chi ama la storia dell’arte può fare tappa a Museo di Roma in Trastevere o a Villa Farnesina, con i suoi affreschi rinascimentali, entrambi raggiungibili a piedi in una decina di minuti dall’indirizzo di Alcazar. Per chi cerca altre serate di musica dal vivo nella stessa zona, il quartiere e le zone limitrofe ospitano club storici come Ellington Club, Gregory’s Jazz Club e Alexanderplatz Jazz Club, tre indirizzi che insieme ad Alcazar compongono una parte della scena jazz e live romana.
Trastevere offre anche una fitta rete di trattorie storiche e nuove insegne aperte negli ultimi anni, concentrate soprattutto attorno a piazza Trilussa, via della Scala e via del Moro, dove è possibile fermarsi per una cena romana classica prima o dopo la serata ad Alcazar. Chi preferisce un momento più tranquillo può invece raggiungere il lungotevere e percorrerlo a piedi verso ponte Sisto, godendo di uno scorcio sul fiume e sulla cupola di San Pietro in lontananza, un modo diverso di vivere il quartiere rispetto al brulicare dei vicoli interni. Per chi soggiorna più giorni a Roma, Trastevere si presta bene anche come base per esplorare a piedi il centro storico, considerando che piazza Navona e il Pantheon si raggiungono in una ventina di minuti di cammino attraverso ponte Sisto e i vicoli del centro.
Trastevere di giorno e di notte: due volti dello stesso quartiere
Chi visita Trastevere di mattina trova un quartiere molto diverso da quello serale: le botteghe alzano le saracinesche, i mercati rionali aprono i banchi, gli anziani residenti si ritrovano nei bar storici per il caffè, e le strade, libere dal viavai notturno, permettono di apprezzare meglio i dettagli architettonici delle case, le edicole votive agli angoli dei vicoli e le piccole chiese che punteggiano il rione. È il momento migliore per una passeggiata senza fretta, magari abbinata a una visita alla basilica di Santa Maria in Trastevere o a una tappa al mercato di Porta Portese, se il giorno coincide con la domenica. Con il calare della sera il quartiere cambia completamente ritmo: i tavolini dei ristoranti occupano gran parte dello spazio pedonale, la musica esce dai locali, i vicoli si riempiono di persone che si muovono da un bar all’altro, e Alcazar, con la sua insegna storica e il flusso di persone che entra ed esce durante le serate di concerto, diventa parte di questo paesaggio notturno fatto di luci, voci e musica che si sovrappongono da una strada all’altra.
Questa doppia natura, diurna e notturna, è probabilmente ciò che rende Trastevere un quartiere capace di attrarre pubblici molto diversi nello stesso giorno: le famiglie e i turisti culturali di mattina, i visitatori più giovani e la vita notturna la sera. Alcazar, con la sua formula che unisce il mercato del weekend diurno ai concerti serali, riflette in piccolo proprio questa doppia identità del quartiere che lo ospita, offrendo un punto di riferimento capace di adattarsi ai ritmi diversi della giornata piuttosto che restare legato a un unico orario di apertura.
Domande veloci su Alcazar
Alcazar era un cinema? Sì, il cinema Alcazar ha operato in via Cardinale Merry del Val dal 1988 al 31 gennaio 2016, quando chiuse dopo ventotto anni di attività per l’insostenibilità dei costi di gestione di una sala monoschermo nel centro storico. Cosa è diventato Alcazar oggi? Lo stesso edificio ospita oggi Alcazar Live, un locale con concerti, dj set, stand up comedy, il ristorante Balcony al piano superiore e un mercato del weekend dedicato a vintage e artigianato. Chi ha riaperto lo spazio dopo la chiusura del cinema? L’imprenditore Luca Carinci rilevò l’edificio e ne curò il restauro, riportando alla luce marmi e stucchi dei primi del Novecento coperti dagli interventi degli anni Ottanta. Che tipo di musica si ascolta ad Alcazar Live? La programmazione privilegia soul, funk, r’n’b, jazz e sonorità elettroniche, con band italiane e internazionali che si alternano sul palco ricavato nello spazio dell’ex sala cinematografica. È necessario prenotare per andare ad Alcazar? Per i concerti più attesi conviene acquistare in anticipo il biglietto sui canali ufficiali, mentre per una cena da Balcony è consigliabile prenotare il tavolo con qualche giorno di anticipo, soprattutto nel weekend. Da quando esiste il cinema Alcazar? La sala aprì nel 1988 e restò attiva fino al 31 gennaio 2016, per un totale di ventotto anni di programmazione cinematografica continuativa nello stesso edificio di Trastevere. Che cos’è il mercato del weekend di Alcazar? È un appuntamento fisso del sabato e della domenica dedicato a vintage, artigianato e piccoli marchi indipendenti, animato da dj set e aperto durante le ore diurne negli stessi ambienti che la sera ospitano i concerti. Alcazar è adatto a chi visita Roma per la prima volta? Sì, purché si tenga presente che si tratta di un locale serale e non di un’attrazione turistica in senso stretto: è indicato per chi vuole integrare il soggiorno romano con una serata di musica dal vivo in un contesto diverso dai grandi locali del centro, in un quartiere che resta comunque tra le mete più visitate della città. Alcazar ha ancora l’aspetto di un cinema all’interno? In parte sì: la pianta allungata della sala principale, il soffitto alto e alcuni elementi decorativi riportati alla luce dal restauro del 2016 e del 2017 rendono ancora riconoscibile l’origine cinematografica dello spazio, anche se l’arredo, l’illuminazione e la disposizione del pubblico sono stati completamente ripensati per la funzione attuale di sala concerti. Quanto è distante Alcazar dalle principali attrazioni di Trastevere? La distanza è minima: piazza Santa Maria in Trastevere, piazza San Cosimato e piazza Trilussa si raggiungono tutte a piedi in meno di dieci minuti dall’indirizzo di via Cardinale Merry del Val, così come il lungotevere e i ponti che collegano il quartiere al resto del centro storico.
Domande frequenti su Alcazar
Dove si trova Alcazar?
Alcazar si trova in via Cardinale Merry del Val, a Trastevere, una traversa stretta che collega viale di Trastevere alla zona di piazza San Cosimato, uno dei cuori del rione insieme a piazza Santa Maria in Trastevere e piazza Trilussa.
Alcazar era davvero un cinema?
Sì, il cinema Alcazar ha operato in via Cardinale Merry del Val dal 1988 al 31 gennaio 2016, quando chiuse dopo ventotto anni di attività per l'insostenibilità dei costi di gestione di una sala monoschermo nel centro storico. Il film scelto per l'inaugurazione, nel 1988, fu L'attimo fuggente.
Cosa è diventato Alcazar oggi?
Lo stesso edificio ospita oggi Alcazar Live, un locale con concerti, dj set, stand up comedy e un mercatino di fine settimana, oltre al ristorante Balcony al piano superiore. Il palco è stato ricavato nello spazio dove un tempo si proiettavano i film.
Quando conviene andare ad Alcazar?
La programmazione musicale di Alcazar Live è attiva soprattutto nelle sere infrasettimanali e nel weekend, con serate che vanno dai concerti veri e propri ai dj set e agli eventi di stand up comedy, mentre il mercatino vintage e di artigianato anima gli spazi durante il giorno del sabato e della domenica.
Quanto costa una serata ad Alcazar?
I prezzi dei biglietti per i concerti e per gli eventi di Alcazar Live variano molto in base all'artista, al tipo di serata e al periodo dell'anno, quindi qualunque cifra indicata senza una data precisa accanto va considerata puramente indicativa, con tariffe differenziate tra prevendita e ingresso alla porta.
Come si può cenare durante un concerto ad Alcazar?
Chi vuole vivere l'esperienza completa può prenotare un tavolo al ristorante Balcony, al piano superiore dell'edificio, che occupa quella che un tempo era probabilmente la parte riservata a uffici o depositi della sala cinematografica e oggi offre una vista sul palco sottostante durante i concerti.
Conviene arrivare presto per un concerto ad Alcazar?
Sì, per un concerto o una serata di dj set conviene arrivare con un margine di tempo prima dell'apertura delle porte, perché lo spazio non è enorme e i posti migliori per vedere il palco si esauriscono in fretta quando il locale si riempie.
Per organizzare al meglio un soggiorno a Trastevere, con itinerari personalizzati tra locali storici, musei e quartieri della capitale, è possibile affidarsi a una guida turistica professionista abilitata, mentre per pianificare in autonomia un itinerario completo su Roma, con mappe e consigli pratici aggiornati, è utile consultare le risorse di Italy Planner.
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