Che cos’è la drammaturgia? Incontri tra il testo e la scena con Attilio Scarpellini — dal 20 ottobre al 13 dicembre 2026
Che cos’è la drammaturgia? Incontri tra il testo e la scena è il laboratorio condotto da Attilio Scarpellini dentro il programma Entrature > libere 2026 dell'associazione Tuttoteatro.com, in tre tappe: martedì 20, mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre 2026, dalle 16.30 alle 18.30, nella sede operativa di Tuttoteatro.com > Entrature in via Campobasso 9/a, al Pigneto; lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 novembre 2026, stesso orario, allo Spazio Celestino di via di Tor Pignattara 169; domenica 13 dicembre 2026 alle 21 un'apertura pubblica alla Casa del Quartiere del Municipio VII, in via del Fosso di Gregna 4. La sede di via Campobasso si raggiunge con la metro C, fermata Pigneto, oppure con i bus 105, 412, 81 e il notturno N11, e con i treni regionali FL1, FL3 e FL5; per lo Spazio Celestino la fermata della metro C più comoda è Malatesta, con i bus 105L, 409 e 558; per la Casa del Quartiere il capolinea della metro A Anagnina e i bus 502, 503, 533 e 654. La partecipazione è gratuita: per iscriversi si invia un curriculum semplice, senza foto, a laboratori@tuttoteatro.com; i posti vanno da un minimo di sei a un massimo di dodici, e almeno metà del gruppo deve avere fra i 18 e i 35 anni. Il programma completo è sul sito ufficiale tuttoteatro.com/entrature.
Un critico teatrale che insegna a scrivere per la scena agli attori: già la formula dice molto. In una città dove i laboratori di recitazione sono centinaia e quelli di scrittura teatrale si contano sulle dita, un percorso gratuito, a numero chiuso, guidato da una delle voci più note della critica romana e costruito su un testo teorico di Joël Pommerat, è un'occasione rara. Chi recita e ha nel cassetto un copione, o vuole smettere di essere soltanto l'esecutore delle parole altrui, dovrebbe mandare il curriculum oggi.
Che cos’è la drammaturgia? Il laboratorio in breve
Che cos’è la drammaturgia? è un laboratorio gratuito per attrici e attori, in formazione o già formati, diviso in due blocchi di tre pomeriggi ciascuno, ottobre e novembre 2026, con un'apertura al pubblico il 13 dicembre. Lo conduce Attilio Scarpellini, critico, scrittore, autore radiofonico e dramaturg.
Le due parti del lavoro
La presentazione ufficiale divide il percorso in due momenti. Il primo è di studio: si legge e si discute il testo teorico del drammaturgo e regista francese Joël Pommerat, Théâtres en présence, tradotto in italiano come Teatri in presenza, la cui traduzione viene inviata ai partecipanti prima dell'inizio. Il secondo è pratico: brevi esperimenti di scrittura e le relative messe in scena, realizzate dal gruppo di lavoro. Si parte dunque dalla riflessione e si arriva alla scena, con il corpo degli attori a verificare quello che la penna ha scritto.
A chi si rivolge
Il laboratorio si rivolge ad attrici e attori, in particolare a quelli che hanno in animo o in progetto di affiancare alla recitazione la scrittura di testi, o che vogliono dare un contributo autoriale all'interpretazione di testi altrui. È una precisazione importante: non serve essere già drammaturghi, serve avere la curiosità di guardare il testo dall'altra parte, quella di chi lo costruisce.
Il tempo fra un blocco e l'altro
Fra il blocco di ottobre e quello di novembre passa un mese. Gli organizzatori lo dicono chiaramente: in quell'intervallo i partecipanti avranno il tempo di elaborare o migliorare i testi. È una scelta di metodo che distingue questo percorso da un seminario intensivo. La scrittura ha bisogno di sedimentare, e un mese di lavoro personale, con la memoria fresca delle discussioni di ottobre, vale più di tre giorni in più di lezione.
Il gruppo
Il numero dei partecipanti va da sei a dodici. Almeno metà del gruppo deve essere composto da persone fra i 18 e i 35 anni: una regola che deriva dal bando pubblico che sostiene il progetto e che garantisce un gruppo misto, dove attori giovani e interpreti con più esperienza lavorano insieme. In un laboratorio di scrittura, la differenza di generazioni è una ricchezza: cambiano i riferimenti, i ritmi, perfino il modo di intendere il dialogo.
Il calendario di Che cos’è la drammaturgia?, tappa per tappa
Il calendario di Che cos’è la drammaturgia? prevede sette appuntamenti in tre sedi diverse: tre pomeriggi a ottobre al Pigneto, tre pomeriggi a novembre a Tor Pignattara, una serata aperta al pubblico a dicembre a Osteria del Curato.
Ottobre: via Campobasso
Martedì 20, mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre 2026, dalle 16.30 alle 18.30, nella sede operativa di Tuttoteatro.com > Entrature, in via Campobasso 9/a. È la fase dello studio: la lettura di Pommerat, la discussione, i primi esercizi. Due ore al giorno per tre giorni di fila sono il tempo giusto per entrare in un testo teorico senza esserne sopraffatti.
Novembre: Spazio Celestino
Lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 novembre 2026, sempre dalle 16.30 alle 18.30, allo Spazio Celestino di via di Tor Pignattara 169. Qui il lavoro diventa pratico: i testi scritti o rivisti nel mese di pausa vengono provati in scena dal gruppo. Il cambio di sede non è casuale: il progetto Entrature porta i laboratori nei quartieri, e lo Spazio Celestino è un centro culturale pensato anche per teatro e prove.
Dicembre: l'apertura pubblica
Domenica 13 dicembre 2026 alle 21, alla Casa del Quartiere del Municipio VII, in via del Fosso di Gregna 4, è prevista un'apertura pubblica. È l'unico appuntamento del percorso a cui può assistere chi non partecipa al laboratorio: il momento in cui il lavoro dei due mesi si mostra a un pubblico. La stessa data chiude l'intero programma di Entrature > libere 2026.
Orari e puntualità
Due ore di laboratorio passano in fretta, soprattutto quando si lavora in scena. Chi arriva in ritardo costringe il gruppo a ricominciare le spiegazioni; conviene presentarsi con dieci minuti di anticipo, soprattutto nella prima settimana, quando la sede è ancora sconosciuta.
Come iscriversi a Che cos’è la drammaturgia?
L'iscrizione a Che cos’è la drammaturgia? è gratuita e si fa inviando un curriculum semplice, senza foto, all'indirizzo laboratori@tuttoteatro.com; per informazioni gli organizzatori indicano anche il numero 347 0444624.
Il curriculum senza foto
La richiesta di un curriculum senza fotografia è un dettaglio che merita attenzione. Nel mondo dei provini l'immagine conta spesso quanto le esperienze; qui si chiede di presentarsi con il percorso, la formazione, gli spettacoli fatti. È coerente con la natura del laboratorio: non si seleziona un volto per un ruolo, si compone un gruppo di scrittura. Scrivete poche righe chiare, indicate l'età, perché metà dei posti è riservata a chi ha fra i 18 e i 35 anni, e segnalate eventuali esperienze di scrittura, anche piccole.
Posti limitati
Dodici posti al massimo, con una quota riservata agli under 35, significano che il gruppo si forma in fretta. Chi è interessato non aspetti la settimana del 20 ottobre: il curriculum va mandato prima, per dare agli organizzatori il tempo di comporre il gruppo e di inviare la traduzione del testo di Pommerat.
Chi è Attilio Scarpellini, il conduttore del laboratorio
Attilio Scarpellini è critico di teatro, scrittore, autore radiofonico e dramaturg: dal 2010 conduce su Radio 3 Rai la trasmissione Qui Comincia, e dal 2011 al 2014 ha diretto i Quaderni del Teatro di Roma. La biografia pubblicata da Tuttoteatro.com racconta un percorso che tiene insieme critica, insegnamento, scrittura e regia.
La formazione fra Roma e Parigi
Scarpellini si è laureato in Scienze Politiche e ha ottenuto la Licence de Philosophie all'Università di Parigi I; è stato borsista del Cnr presso la Scuola Pratica di Alti Studi in Scienze Sociali di Parigi. La doppia formazione, politica e filosofica, e il legame con la Francia spiegano molto della sua attenzione per la drammaturgia francese contemporanea, e quindi anche la scelta di Pommerat come testo di partenza del laboratorio.
La critica sui giornali
Ha cominciato a scrivere di teatro sul settimanale Diario, poi sulla rivista Carta e sulle pagine romane del quotidiano L'Unità. Fra il 2006 e il 2009 è stato fra i fondatori e i redattori della rivista di critica online La differenza e dell'associazione di giornalisti indipendenti Lettera 22. Oggi fa parte della redazione del trimestrale Nuovi Argomenti e collabora con il sito Doppiozero.
I Quaderni del Teatro di Roma
Dal 2011 al 2014 ha diretto i Quaderni del Teatro di Roma, mensile indipendente finanziato dallo stabile capitolino, che secondo la sua biografia ha accolto alcune delle firme più prestigiose della critica e dello spettacolo italiani. Per chi segue il teatro romano è un nome familiare: quei quaderni si trovavano nei foyer dell'Argentina e dell'India, e raccontavano la stagione con un'ambizione rara per una pubblicazione di teatro.
L'insegnamento
Con Francesca Corona e Fabrizio Arcuri ha aperto la scuola di critica teatrale della rassegna romana Short Theatre, e per diversi anni ha collaborato con i laboratori di drammaturgia della compagnia Frosini/Timpano. È docente incaricato di Drammaturgia dell'immagine e di Drammaturgia alla scuola di alta formazione Da.re diretta da Adriana Borriello e Ada D'Adamo. Nell'ambito del progetto Fabula Mundi ha condotto laboratori sulla drammaturgia europea, soprattutto francese. Fra il 2018 e il 2019 ha insegnato Analisi e metodologia dello spettacolo contemporaneo alla Sapienza di Roma.
I libri
Fra i suoi libri: L'angelo rovesciato. Quattro saggi sull'11 settembre e la scomparsa della realtà (edizioni Idea, 2008); La fortezza vuota. Discorso sulla perdita di senso del teatro, scritto con il regista Massimiliano Civica (edizioni dell'Asino, 2014); Il tempo sospeso delle immagini (Mimesis, 2020); la pièce Figlio di cane (Mimesis, 2024) e la raccolta di testi teatrali Storia, finzioni. Cinque fughe teatrali (Hopefulmonster, 2024). La fortezza vuota, in particolare, è un libro che molti attori e registi romani conoscono: un dialogo severo sul senso del fare teatro oggi.
Traduttore e regista
Per il teatro ha tradotto testi di Peter Handke, David Lescot, Guillaume Poix e Alexandra Badea. Come regista ha messo in scena Mozart e Salieri di Puškin con la compagnia Garbuggino/Ventriglia nel 2020, Se salissimo un gradino. Primo studio sulla leggenda del Grande Inquisitore, con la stessa compagnia nel 2021, e la lettura scenica Il bufalo. Omaggio a Rosa L., con Monica Piseddu, Aglaia Mora e Bernardo Casertano, al Teatro Basilica di Roma nel 2024.
La voce di Radio 3
Dal 2010 conduce su Radio 3 Rai Qui Comincia, il programma che apre la giornata della rete culturale pubblica. Chi lo ascolta al mattino conosce la sua voce prima ancora del suo volto: un motivo in più, per un attore, per passare due mesi a lavorare con lui.
Joël Pommerat e Teatri in presenza: il testo di partenza
Il testo su cui si apre Che cos’è la drammaturgia? è Théâtres en présence di Joël Pommerat, drammaturgo e regista francese, che i partecipanti riceveranno in traduzione italiana prima dell'inizio del laboratorio.
Un autore che scrive in scena
Pommerat è conosciuto per un modo di lavorare in cui la scrittura del testo e la messa in scena procedono insieme: il drammaturgo è anche il regista, e il copione si costruisce nel lavoro con gli attori. Per questo il suo testo teorico è una scelta sensata per un laboratorio che si rivolge proprio agli attori: racconta una drammaturgia che non nasce alla scrivania, ma nella sala prove.
Perché partire dalla teoria
Un laboratorio di scrittura che comincia leggendo un saggio può sembrare un paradosso. Non lo è. La prima domanda del titolo, che cos’è la drammaturgia, chiede una risposta prima di mettersi a scrivere: se il testo teatrale è letteratura da leggere o materiale da agire, se l'autore è il padrone delle parole o uno dei tanti artigiani dello spettacolo. Discutere Pommerat aiuta il gruppo a darsi un vocabolario comune.
Entrature > libere 2026: il progetto che ospita il laboratorio
Entrature > libere 2026 è la terza edizione del progetto Entrature dell'associazione Tuttoteatro.com, in programma dal 19 settembre al 13 dicembre 2026 in vari luoghi del Municipio V e del Municipio VII: Che cos’è la drammaturgia? ne è uno dei laboratori di punta.
Le edizioni precedenti
Il progetto è nato nel 2024 con Entrature > Sonore; nel 2025 la seconda edizione, Incursioni teatrali, si è svolta al Teatro Tordinona. Con la terza edizione il progetto esce dal centro e si distribuisce nei quartieri, fra la sede dell'associazione in via Campobasso, lo Spazio Celestino, il Teatro Sala Vignoli e la Casa del Quartiere del Municipio VII.
Chi lo sostiene
Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'avviso pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la SIAE. Ha il patrocinio del Municipio V e del Municipio VII. Il titolo del bando spiega la geografia del programma: portare lo spettacolo dal vivo fuori dal centro storico.
Gli altri appuntamenti
Nella stessa sede di via Campobasso, negli stessi mesi, si tiene il laboratorio di training autogeno Libertà da…, libertà di…, condotto da Domenico Surianello. Alla Casa del Quartiere di via del Fosso di Gregna il programma propone appuntamenti per famiglie come il laboratorio Con il naso all'insù e la serata Il cielo sopra la città. Chi partecipa al laboratorio di drammaturgia può costruirsi un autunno intero dentro il progetto.
Le tre sedi di Che cos’è la drammaturgia?
Che cos’è la drammaturgia? si svolge in tre sedi della periferia orientale e sudorientale di Roma: la sede di Tuttoteatro.com al Pigneto, lo Spazio Celestino a Tor Pignattara e la Casa del Quartiere a Osteria del Curato.
Tuttoteatro.com > Entrature, via Campobasso 9/a
È la sede operativa dell'associazione culturale Tuttoteatro.com, nella parte occidentale del Pigneto. Non è una sala teatrale ma uno spazio di lavoro e di formazione, adatto ai gruppi piccoli: è qui che si svolge la fase di studio di ottobre, attorno a un tavolo, con il testo di Pommerat in mano. Via Campobasso appartiene al gruppo di strade del Pigneto dedicate alle città italiane, come le vicine via Macerata e via Perugia.
Spazio Celestino, via di Tor Pignattara 169
Lo Spazio Celestino si presenta sulla propria pagina pubblica come centro culturale accogliente e versatile, adatto a set, concerti, teatro, eventi, laboratori artistici, sartoria e coworking. La scheda di Entrature lo indica come spazio accessibile. Per la fase pratica di novembre, quella degli esperimenti di messa in scena, serve proprio uno spazio così: abbastanza libero da poter spostare sedie e tavoli e trasformare una stanza in palcoscenico.
Casa del Quartiere, via del Fosso di Gregna 4
La Casa del Quartiere del Municipio VII è un centro civico polifunzionale di circa 150 metri quadrati, con due nuclei collegati da ampie vetrate e un giardino. Messa a disposizione della comunità dal Municipio con un patto di collaborazione con il Comitato di Quartiere, è stata inaugurata nel settembre 2019. Si trova a Osteria del Curato, di fronte al parco dedicato a Lucia Iungo. La scheda di Entrature la indica come spazio accessibile.
Pigneto e Tor Pignattara: i quartieri del laboratorio
Il Pigneto e Tor Pignattara sono due quartieri contigui del Municipio V, fra la via Prenestina e la via Casilina, che da vent'anni ospitano una delle scene culturali indipendenti più vive di Roma.
Il Pigneto
Il Pigneto è racchiuso in un triangolo fra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante, a partire da Porta Maggiore. Il nome viene da una fila di pini piantati dalla famiglia Caballini lungo il muro di villa Serventi; il quartiere si forma dopo il 1870 e cresce con le fabbriche del Novecento, dalla Serono alla fabbrica della viscosa sulla Prenestina, oggi ex SNIA. Il cinema lo ha raccontato più di qualunque altro quartiere popolare: Roma città aperta, Accattone di Pasolini, Bellissima, Il ferroviere, Una vita difficile. Dal 2015 via del Pigneto è isola pedonale.
Tor Pignattara
Il nome di Tor Pignattara viene dalle pignatte, le anfore inserite nella volta del Mausoleo di Elena, la madre di Costantino, sulla via Casilina: servivano ad alleggerire la costruzione e hanno finito per dare il nome a un quartiere intero. La zona era l'antica località ad Duas Lauros, dove nel marzo del 455 fu ucciso l'imperatore Valentiniano III. Nel Novecento Tor Pignattara diventa quartiere operaio, colpito dai bombardamenti dell'estate 1943.
Un teatro fuori dal centro
Portare un laboratorio di drammaturgia in questi quartieri significa lavorare dove il teatro indipendente romano ha trovato casa negli ultimi anni, fra spazi sociali, locali come il Fanfulla 5/a e rassegne come il Pigneto Comedy Fest. Chi scrive per la scena trova in queste strade materiale abbondante: voci, storie, conflitti di una città che cambia.
Come arrivare alle sedi di Che cos’è la drammaturgia?
Tutte e tre le sedi di Che cos’è la drammaturgia? sono raggiungibili in metropolitana: la linea C per via Campobasso e per lo Spazio Celestino, la linea A per la Casa del Quartiere.
Via Campobasso 9/a
La scheda di Entrature indica la fermata Pigneto della metro C, i bus 105, 412, 81 e il notturno N11, e le linee ferroviarie regionali FL1, FL3 e FL5, oltre ai tram di via Prenestina. Dalla stazione Pigneto della metro C si cammina pochi minuti. La linea C si collega alla linea A a San Giovanni: chi arriva da Termini cambia lì.
Spazio Celestino, via di Tor Pignattara 169
Per lo Spazio Celestino la scheda indica la fermata Malatesta della metro C e, più lontana, Arco di Travertino sulla linea A; i bus 105L, 409, 558 e i notturni N409 e N11; la ferrovia FL5. Da Malatesta si scende lungo via di Tor Pignattara, la strada che attraversa il quartiere da nord a sud.
Casa del Quartiere, via del Fosso di Gregna 4
Per la serata del 13 dicembre la fermata di riferimento è Anagnina, capolinea della metro A; poi i bus 502, 503, 533 e 654. La scheda indica anche la ferrovia FL4. È la sede più lontana dal centro: alle 21 di una domenica di dicembre conviene controllare in anticipo gli orari dei bus per il ritorno, o organizzarsi in auto con altri spettatori.
In auto e in bicicletta
Al Pigneto parcheggiare nel pomeriggio non è semplice, e l'isola pedonale obbliga a giri lunghi; a Tor Pignattara la situazione è simile. La bicicletta, per chi abita nel quadrante est, è la soluzione più rapida fra le due sedi di ottobre e novembre. Alla Casa del Quartiere, a Osteria del Curato, l'auto è invece una scelta ragionevole.
Come organizzarsi per partecipare
Per partecipare a Che cos’è la drammaturgia? bisogna tenere liberi sei pomeriggi feriali, dalle 16.30 alle 18.30, più la serata di domenica 13 dicembre, e riservare qualche ora di scrittura personale nel mese di novembre.
Il lavoro fra i due blocchi
Il mese fra il 22 ottobre e il 23 novembre è parte integrante del laboratorio. Chi lo sottovaluta arriva a novembre a mani vuote. Il consiglio è fissare in calendario due o tre appuntamenti con se stessi, un paio d'ore ciascuno, per riprendere i testi abbozzati a ottobre. Scrivere per la scena significa anche leggere ad alta voce quello che si è scritto: fatelo, magari con un collega.
Che cosa portare
Il testo di Pommerat in traduzione, stampato o sullo schermo, un quaderno e una penna. Per le sessioni di novembre, abiti comodi: gli esperimenti di messa in scena si fanno in piedi, muovendosi nello spazio.
Dove mangiare vicino alle sedi
Il Pigneto e Tor Pignattara sono fra le zone di Roma con l'offerta gastronomica più varia a prezzi contenuti: trattorie romane, pizzerie, cucine di tradizioni diverse.
Al Pigneto
L'isola pedonale di via del Pigneto e le strade laterali concentrano bar, enoteche, trattorie e pizzerie. Dopo un laboratorio che finisce alle 18.30, un aperitivo o una cena presto sono la conclusione naturale di un pomeriggio di lavoro.
A Tor Pignattara
Lungo via di Tor Pignattara e nelle strade vicine si trovano forni, pizzerie al taglio e cucine di diverse tradizioni, a prezzi da quartiere. Dopo le sessioni di novembre, che finiscono quando è già buio, una cena veloce prima di riprendere la metro è la scelta più pratica.
A Osteria del Curato
Per la serata di dicembre conviene cenare prima, lungo la via Tuscolana, dove i locali di quartiere non mancano. L'apertura pubblica comincia alle 21: arrivare con lo stomaco pieno aiuta ad ascoltare.
Accessibilità e informazioni pratiche
La scheda ufficiale di Entrature indica come accessibili lo Spazio Celestino e la Casa del Quartiere; per la sede di via Campobasso e per esigenze specifiche conviene scrivere a laboratori@tuttoteatro.com al momento dell'iscrizione.
Età
Il laboratorio è rivolto ad attrici e attori maggiorenni; metà dei posti è riservata alla fascia fra i 18 e i 35 anni. Non è pensato per bambini o ragazzi. L'apertura pubblica del 13 dicembre è invece una serata a cui può assistere chiunque.
Costi
La partecipazione è gratuita, grazie ai fondi pubblici che sostengono Entrature > libere. Le uniche spese sono quelle di trasporto e, se si vuole, il testo di Pommerat in lingua originale.
Una curiosità su Che cos’è la drammaturgia? Incontri tra il testo e la scena con Attilio Scarpellini — dal 20 ottobre al 13 dicembre 2026
La curiosità più interessante riguarda chi insegna. Attilio Scarpellini arriva alla drammaturgia dalla critica, cioè dalla parte di chi guarda gli spettacoli e li racconta. È un percorso meno raro di quanto si pensi, ma raramente dichiarato con tanta coerenza. Il critico passa la vita a chiedersi perché un testo funziona in scena e un altro no; il dramaturg, figura che in Germania è istituzionale e in Italia ancora poco diffusa, fa la stessa cosa dall'interno di una compagnia, accompagnando la costruzione dello spettacolo. Scarpellini ha fatto entrambe le cose, e in più ha scritto una pièce, Figlio di cane, pubblicata nel 2024, e una raccolta di testi teatrali.
C'è un secondo dettaglio curioso. Uno dei suoi libri più letti, La fortezza vuota, scritto con Massimiliano Civica, ha come sottotitolo Discorso sulla perdita di senso del teatro. Un laboratorio che si intitola Che cos’è la drammaturgia? sembra la prosecuzione naturale di quella riflessione: dopo aver discusso della perdita di senso, si torna alla domanda più semplice, quella che ogni attore dovrebbe porsi prima di aprire bocca in scena. E la si pone a un gruppo di dodici persone, in una stanza del Pigneto, invece che in un'aula universitaria.
Una cosa che non ti dice nessuno su Che cos’è la drammaturgia? Incontri tra il testo e la scena con Attilio Scarpellini — dal 20 ottobre al 13 dicembre 2026
Quello che nessuno dice è che un laboratorio di scrittura rivolto agli attori è più utile a chi non scriverà mai un copione che a chi lo scriverà. Chi impara come si costruisce un dialogo, perché una battuta arriva prima di un'altra, dove un personaggio tace e perché, legge in modo diverso ogni testo che gli viene affidato. La presentazione ufficiale lo dice in modo discreto, parlando di un contributo autoriale all'interpretazione di testi altrui: significa che l'attore smette di essere un esecutore e diventa un interlocutore del testo.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda la regola sull'età. Metà dei posti per chi ha fra i 18 e i 35 anni può sembrare una limitazione per gli attori più maturi. In realtà è una garanzia per loro: un gruppo misto obbliga a confrontarsi con riferimenti diversi, e un attore di cinquant'anni che scrive accanto a una ragazza appena uscita dall'accademia impara quanto lei. Chi ha più di 35 anni non si scoraggi: l'altra metà dei posti è aperta a tutti.
Infine, l'apertura pubblica del 13 dicembre non è uno spettacolo finito, e nessuno dovrebbe aspettarselo. È la mostra di un lavoro in corso, ed è proprio per questo che vale la pena andarci.
Il consiglio che ti do per visitare Che cos’è la drammaturgia? Incontri tra il testo e la scena con Attilio Scarpellini — dal 20 ottobre al 13 dicembre 2026
Conviene arrivare al primo incontro avendo letto il testo di Pommerat almeno due volte. La traduzione arriva prima dell'inizio proprio per questo: tre pomeriggi di due ore sono pochi, e un gruppo che ha già letto il testo discute, mentre un gruppo che lo scopre in aula ascolta. Segnate a margine le frasi che non vi convincono: sono quelle che accendono le discussioni migliori.
Secondo consiglio: prima di ottobre, andate a teatro. Uno o due spettacoli di drammaturgia contemporanea, meglio se di autori viventi, visti con l'occhio di chi si chiede come sono stati scritti. Roma in autunno offre molte possibilità, dai teatri del centro agli spazi indipendenti del quadrante est.
Terzo: usate davvero il mese di pausa. Scrivete una scena breve, due personaggi, una situazione, e leggetela ad alta voce. Portatela a novembre con la disponibilità a cambiarla, perché gli esperimenti di messa in scena servono proprio a questo: a scoprire che cosa funziona solo sulla carta.
Infine, se non potete partecipare, segnatevi la serata del 13 dicembre alla Casa del Quartiere. È il modo migliore per vedere che cosa succede quando un gruppo di attori prova a scrivere.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il teatro occidentale è nato con autori che erano anche attori e registi dei propri testi. Si ricorda meno spesso che la separazione fra chi scrive e chi recita è relativamente recente, e che per secoli i grandi drammaturghi sono stati uomini di compagnia. Shakespeare scriveva per gli attori dei Lord Chamberlain's Men, di cui era socio; Molière era capocomico e interprete principale delle sue commedie; in Italia la commedia dell'arte non aveva nemmeno un testo scritto, ma canovacci che gli attori riempivano in scena. Il drammaturgo chiuso nello studio, che consegna il copione finito al regista, è una figura soprattutto ottocentesca e novecentesca.
Questo fatto spiega il senso di un laboratorio come quello di Scarpellini. Joël Pommerat, il cui testo apre il percorso, lavora in modo simile agli antichi uomini di compagnia: scrive e mette in scena insieme ai suoi attori, e il testo nasce in sala prove. Proporre a un gruppo di interpreti di scrivere non è dunque un'eccentricità contemporanea, ma un ritorno alle origini del mestiere. Il teatro italiano, da Eduardo De Filippo a Dario Fo, ha continuato questa tradizione per tutto il Novecento: autori che scrivevano per sé e per la propria compagnia. Chi partecipa al laboratorio si inserisce, anche senza saperlo, in quella linea.
La foto giusta da fare a Che cos’è la drammaturgia? Incontri tra il testo e la scena con Attilio Scarpellini — dal 20 ottobre al 13 dicembre 2026
Durante le sessioni di lavoro non si fotografa: un laboratorio di scrittura vive di concentrazione, e un telefono alzato rompe l'atmosfera. Se il gruppo è d'accordo, una foto a fine giornata, con i fogli sul tavolo e le sedie spostate, racconta meglio di qualunque ritratto che cosa è successo.
La foto da fare fuori è quella dei quartieri. Al Pigneto, uscendo da via Campobasso alle 18.30 di fine ottobre, la luce del tramonto sui murales di via del Pigneto e sulle case basse del quartiere è la più bella della giornata. A Tor Pignattara, a novembre, fa già buio: la foto giusta è quella delle insegne illuminate dei negozi lungo via di Tor Pignattara, che raccontano il quartiere più di qualunque guida.
Per chi ha tempo, una deviazione di pochi minuti porta al Mausoleo di Elena, sulla Casilina: le pignatte della volta che hanno dato il nome al quartiere si vedono dall'esterno, e la massa di mattoni del mausoleo contro il cielo del tardo pomeriggio è un'immagine che resta. La sera del 13 dicembre, alla Casa del Quartiere, le ampie vetrate illuminate sul giardino sono l'inquadratura più efficace.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dei luoghi del laboratorio è una storia di periferia che si fa città. Nella zona dell'antica località ad Duas Lauros, oggi Tor Pignattara, sorse nel IV secolo il mausoleo della madre di Costantino, Elena, le cui pignatte avrebbero dato il nome al quartiere; qui, nel marzo del 455, fu ucciso l'imperatore Valentiniano III.
Il Pigneto nasce dopo il 1870, fuori Porta Maggiore, in una zona di vigne e casali. Fra il 1886 e il 1891 a piazza Caballini c'era un deposito di tram a cavallo, elettrificato nel 1904. Nel Novecento arrivano le fabbriche: la Serono nel 1909, la fabbrica della viscosa sulla Prenestina dal 1923 al 1954. Nell'estate del 1943 i bombardamenti alleati colpiscono duramente il quadrante, con vittime anche fra i dipendenti dell'Atac; Villa Certosa, a Tor Pignattara, è colpita il 19 luglio e il 13 agosto. Fra il 1943 e il 1945 il quartiere partecipa alla Resistenza romana insieme al Quadraro e a Centocelle.
Nel secondo dopoguerra il Pigneto diventa set: qui Pasolini gira Accattone nel 1961. Più di recente, nel 2015, via del Pigneto diventa isola pedonale e riapre il cinema L'Aquila, confiscato alla criminalità organizzata. A Osteria del Curato, nel settembre 2019, viene inaugurata la Casa del Quartiere del Municipio VII, e pochi mesi dopo il parco archeologico con il colombario del II secolo. Il 13 dicembre 2026, in quella stessa sala, si chiude Entrature > libere.
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Dalle strade del laboratorio è passata una parte importante del cinema italiano. Al Pigneto Roberto Rossellini ha girato scene di Roma città aperta in via Montecuccoli; Pier Paolo Pasolini vi ha ambientato Accattone nel 1961; Luchino Visconti vi ha girato Bellissima, Pietro Germi Il ferroviere, Dino Risi Una vita difficile. Il quartiere è comparso anche in Fantozzi, in Un borghese piccolo piccolo di Monicelli e in Audace colpo dei soliti ignoti. Per un laboratorio di drammaturgia è una compagnia notevole: sceneggiatori e registi che hanno trovato in queste strade dialoghi e personaggi.
Attraverso Attilio Scarpellini passa nel laboratorio anche una rete di nomi del teatro contemporaneo: Massimiliano Civica, coautore della Fortezza vuota; Francesca Corona e Fabrizio Arcuri, con cui ha fondato la scuola di critica di Short Theatre; la compagnia Frosini/Timpano; Adriana Borriello e Ada D'Adamo della scuola Da.re; gli attori Monica Piseddu, Aglaia Mora e Bernardo Casertano, con cui ha realizzato Il bufalo al Teatro Basilica. E, sulla pagina, gli autori che ha tradotto: Peter Handke, premio Nobel per la letteratura, David Lescot, Guillaume Poix, Alexandra Badea. Infine Joël Pommerat, che non sarà presente, ma il cui pensiero sul teatro guiderà il gruppo per due mesi.
Domande frequenti su Che cos’è la drammaturgia?
Quando si tiene il laboratorio Che cos’è la drammaturgia? a Roma?
Il laboratorio Che cos’è la drammaturgia? si tiene il 20, 21 e 22 ottobre 2026 in via Campobasso 9/a e il 23, 24 e 25 novembre 2026 allo Spazio Celestino, sempre dalle 16.30 alle 18.30. Domenica 13 dicembre alle 21 è prevista un'apertura pubblica alla Casa del Quartiere del Municipio VII.
Quanto costa partecipare a Che cos’è la drammaturgia?
La partecipazione a Che cos’è la drammaturgia? è gratuita. Il laboratorio fa parte di Entrature > libere 2026, sostenuto dal Ministero della Cultura e vincitore dell'avviso pubblico di Roma Capitale Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro. Per iscriversi basta inviare un curriculum semplice senza foto a laboratori@tuttoteatro.com.
Chi può iscriversi al laboratorio di Attilio Scarpellini?
Il laboratorio di Attilio Scarpellini si rivolge ad attrici e attori in formazione o già formati, in particolare a chi vuole affiancare la scrittura alla recitazione. I posti vanno da sei a dodici, e almeno metà del gruppo deve avere fra i 18 e i 35 anni.
Chi è Attilio Scarpellini?
Attilio Scarpellini è un critico teatrale, scrittore, autore radiofonico e dramaturg romano. Conduce dal 2010 Qui Comincia su Radio 3 Rai, ha diretto dal 2011 al 2014 i Quaderni del Teatro di Roma e ha scritto con Massimiliano Civica La fortezza vuota. Insegna drammaturgia alla scuola Da.re.
Su quale testo si lavora in Che cos’è la drammaturgia?
Che cos’è la drammaturgia? parte dal testo teorico Théâtres en présence, Teatri in presenza, del drammaturgo e regista francese Joël Pommerat, la cui traduzione italiana viene inviata ai partecipanti prima dell'inizio. La seconda parte del laboratorio è dedicata a brevi esperimenti di scrittura e messa in scena.
Come si arriva allo Spazio Celestino?
Lo Spazio Celestino, in via di Tor Pignattara 169, si raggiunge con la metro C, fermata Malatesta, oppure con i bus 105L, 409 e 558 e la ferrovia FL5. La scheda ufficiale di Entrature lo indica come spazio accessibile.
Si può assistere all'apertura pubblica del 13 dicembre?
L'apertura pubblica di Che cos’è la drammaturgia?, domenica 13 dicembre 2026 alle 21 alla Casa del Quartiere di via del Fosso di Gregna 4, è l'appuntamento del percorso aperto a chi non partecipa. Per informazioni sull'ingresso conviene scrivere agli organizzatori all'indirizzo laboratori@tuttoteatro.com.
In chiusura
Capita spesso che attori bravi rovinino un buon testo perché non ne capiscono la struttura, e che attori medi ne salvino uno debole perché sanno dove metterci le mani. La differenza, quasi sempre, era la familiarità con la scrittura. Due mesi con un critico che conosce la scena francese e italiana come Scarpellini, gratis, in dodici, sono un investimento che qualunque interprete dovrebbe fare almeno una volta. Mandate il curriculum, leggete Pommerat due volte, e il 13 dicembre portate qualcuno a vedere che cosa avete scritto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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