Teatro Nazionale
Il Teatro Nazionale si trova in via del Viminale 51, all'angolo con via Agostino Depretis, ed è la seconda sala della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, che lo gestisce e ci programma una parte della propria stagione. Non si visita come un monumento: si entra soltanto con il biglietto di uno spettacolo, comprato alla biglietteria dell'Opera in piazza Beniamino Gigli 1 oppure online dal sito della Fondazione. Il primo titolo annunciato qui per la stagione 2026-2027 è Lo schiaccianoci della Scuola di Danza, dal 24 novembre 2026.
L'edificio nasce nel 1925 come Supercinema. Lo volle il commendatore Urbano Rattazzi, che affidò il progetto agli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli e all'ingegnere Giacomo Giobbe. Era una sala da 2.500 posti fra platea e galleria, lunga 36 metri e larga 30, decorata in stile liberty italiano. Dopo la guerra funzionò soltanto come cinema. Alla fine degli anni Novanta il Comune di Roma acquistò l'ex Supercinema e lo trasferì alla Fondazione dell'Opera, che da allora lo usa come palcoscenico.
Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, nelle pagine dedicate al luogo, alla biglietteria e ai singoli spettacoli, e sul comunicato ufficiale di presentazione della stagione 2026-2027. Il comunicato conta venti spettacoli al Costanzi, quattro al Nazionale e uno al Teatro Valle. Sui prezzi dei titoli al Nazionale le pagine degli spettacoli non riportano cifre: il listino della nuova stagione è in un documento scaricabile dalla pagina Prezzi del sito dell'Opera.

In breve: indirizzo, orari, biglietto
- Indirizzo: via del Viminale 51, angolo via Agostino Depretis, 00184 Roma.
- Gestore: Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, centralino 06 481601.
- Come si entra: solo con il biglietto di uno spettacolo in cartellone, niente visite libere alla sala.
- Prezzo: diverso per ogni titolo, listino 2026-2027 nel documento della pagina Prezzi del sito dell'Opera.
- Biglietteria: piazza Beniamino Gigli 1, telefono 06 4817003 e 06 48160255, ufficio.biglietteria@operaroma.it.
- Come si arriva: metro A fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure a piedi dalla stazione Termini.
- Accessibilità: il gestore non la descrive nella pagina del teatro, va chiesta alla biglietteria prima dell'acquisto.
Dove si trova e che cosa si vede davvero
Via del Viminale scende dal colle omonimo verso la zona della stazione. Il teatro occupa l'angolo con via Agostino Depretis, di fronte al Palazzo del Viminale, sede del Ministero dell'Interno, e si raggiunge a piedi da via Nazionale, da piazza della Repubblica e dalla Stazione Termini. È una zona di uffici, alberghi e traffico, poco adatta alla passeggiata lenta ma comodissima con i mezzi pubblici, soprattutto la sera.
Da fuori si vede un edificio d'angolo con la facciata rivestita in peperino, la pietra grigia dei Colli Albani, e una pensilina sopra l'ingresso. Il rivestimento è tornato leggibile con i lavori del 2010: l'impresa che li ha eseguiti ha rinnovato la facciata ripristinando l'aspetto architettonico originario, ha rimontato la pensilina con tutti i suoi componenti, ha rifatto insegne, vetrine e porte d'ingresso e ha restaurato gli elementi decorativi del prospetto.
Dentro, quello che si vede dipende dallo spettacolo. La Fondazione descrive la sala originaria del 1925 con stucchi dorati, pitture, pietre e tessuti in stile liberty italiano. La capienza attuale non è pubblicata nella pagina del luogo, e lo stesso vale per la pianta dei settori. Per sapere dove vi siederete conviene chiedere alla biglietteria al momento dell'acquisto, indicando se vi interessa di più la visuale sul palco o la vicinanza all'uscita.
Nel raggio di una passeggiata ci sono le Terme di Diocleziano, la Fontana delle Naiadi, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e, più in là verso l'Esquilino, Santa Maria Maggiore. Il Costanzi, sede principale dell'Opera, si trova nello stesso quartiere e condivide con il Nazionale la stessa fermata della metropolitana indicata dalla Fondazione.
Per orientarsi basta un'immagine semplice. Se arrivate da piazza della Repubblica, avete alle spalle la fontana e davanti le strade che salgono verso il Viminale. Se arrivate da Termini, lasciate la stazione verso ovest e camminate in direzione del ministero. In entrambi i casi il segnale più chiaro è la pensilina sopra l'ingresso, che la sera si vede illuminata da lontano.
Una curiosità sul Teatro Nazionale
La curiosità sta tutta nel nome di partenza. Il Teatro Nazionale è nato come Supercinema, una sala costruita per le proiezioni, eppure già nel progetto del 1925 aveva una fossa per l'orchestra. La Fondazione dell'Opera lo racconta proprio così: nonostante la funzione principale fosse il cinema, quella buca per i musicisti indica che nella sala si presentavano anche varietà e spettacoli d'apertura prima del film, con musica dal vivo.
Quel dettaglio tecnico spiega perché la trasformazione in sala per la danza e l'opera non sia partita da zero. Lo spazio per un'orchestra davanti al palco c'era dal primo giorno. Quando il Comune ha passato l'edificio alla Fondazione, la sala aveva già nel proprio impianto l'idea di uno spettacolo dal vivo sostenuto da strumenti, e non soltanto di uno schermo davanti a una platea.
Una seconda curiosità riguarda l'orientamento. Il nome fa pensare a via Nazionale, ma il teatro non si affaccia su quella strada: l'ingresso è su via del Viminale, all'incrocio con via Depretis. Chi cerca la sala partendo dal nome e scende lungo via Nazionale guardando i civici rischia di girare a vuoto. Il riferimento giusto è il Palazzo del Viminale, che si trova proprio di fronte all'ingresso.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Nazionale
Il biglietto per il Nazionale non si compra al Nazionale. La biglietteria della Fondazione è in piazza Beniamino Gigli 1, accanto al Costanzi, e la pagina ufficiale della biglietteria non indica uno sportello diurno in via del Viminale. Chi passa davanti al teatro di mattina sperando di prendere un posto per la sera deve spostarsi nell'altra sede, oppure comprare online dal sito della Fondazione.
La stessa pagina precisa che la vendita nel giorno dello spettacolo, da un'ora prima dell'inizio fino a quindici minuti dopo, riguarda il Teatro dell'Opera e, con tempi diversi, le Terme di Caracalla. Per il Nazionale il dato non è pubblicato. Se contate di decidere all'ultimo momento, telefonate prima allo 06 4817003 o scrivete a ufficio.biglietteria@operaroma.it per sapere se la sera stessa ci sarà una cassa aperta davanti alla sala.
Altra cosa poco nota: il cartellone del Nazionale si trova dentro la stagione generale della Fondazione, non in una pagina separata. Nella scheda di ciascuno spettacolo sul sito dell'Opera il luogo è indicato accanto alle date, e basta quello per capire in quale teatro andrete. Chi cerca soltanto i titoli del Nazionale deve scorrere l'intera stagione e selezionare a mano quelli che portano il suo nome.
Terza cosa, utile per insegnanti e ragazzi: allo sportello di piazza Beniamino Gigli si paga anche con Carta del Docente e Carta della Cultura, secondo l'elenco dei metodi di pagamento pubblicato dalla biglietteria. Il sito della Fondazione presenta inoltre la Carta Giovani Opera e una sezione dedicata alle agevolazioni. Le condizioni precise per ciascun titolo del Nazionale vanno chieste allo sportello o per posta elettronica prima dell'acquisto.
Da Supercinema a sala dell'Opera: che cosa è successo all'edificio?
Il punto di partenza è documentato dalla Fondazione. Nel 1925 il commendatore Urbano Rattazzi, proprietario della sala, commissionò agli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli e all'ingegnere Giacomo Giobbe una grande sala cinematografica. Il risultato fu il Supercinema, pensato per il pubblico di massa che il cinema stava conquistando in quegli anni, con una capienza da grande sala pubblica e un apparato decorativo curato in ogni dettaglio.
I numeri riportati dalla Fondazione danno l'idea della scala: una sala lunga 36 metri e larga 30, con 2.500 posti fra platea e galleria. La decorazione interna seguiva lo stile liberty italiano, con stucchi dorati, pitture, pietre e tessuti. La presenza della fossa per l'orchestra, come già detto, apriva la sala a varietà e numeri dal vivo prima delle proiezioni, come racconta la pagina ufficiale del teatro.
Dopo la Seconda guerra mondiale la programmazione dal vivo si fermò e l'edificio rimase soltanto un cinema. La Fondazione non indica la data esatta della chiusura del Supercinema come sala di proiezione. Indica invece il passaggio decisivo: alla fine degli anni Novanta il Comune di Roma acquistò l'ex Supercinema e lo trasferì alla Fondazione Teatro dell'Opera, che lo ha trasformato nella sua seconda sala con il nome di Teatro Nazionale.
Il cantiere più visibile dall'esterno è quello del 2010, eseguito da un'impresa specializzata in restauri di teatri e musei. Il lavoro ha riguardato la facciata, con il ritorno al rivestimento originario in peperino, la pensilina rimontata con i suoi componenti, le insegne, le vetrine e le porte d'ingresso, oltre al restauro degli elementi decorativi. È il motivo per cui oggi l'edificio da fuori si presenta pulito e leggibile.
Nel 2016 il Teatro Nazionale compare fra i luoghi segnalati nel censimento I Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano, la campagna con cui i cittadini indicano i beni a cui tengono. La scheda del FAI, consultabile sul sito del Fondo Ambiente Italiano, ricorda la nascita come cinematografo nel 1925 e l'attuale gestione della Fondazione Teatro dell'Opera. Per un edificio nato come cinema, è un riconoscimento di affetto popolare più che di rango monumentale.
Che cosa resta oggi del Supercinema? Dall'esterno, molto. La facciata in peperino è quella voluta dal progetto degli anni Venti, restituita al suo aspetto originario con i lavori del 2010, e la pensilina rimontata sopra l'ingresso richiama l'accoglienza dei grandi cinema di allora. Anche la posizione d'angolo, pensata per essere vista da due strade, racconta un edificio nato per attirare il pubblico dei film.
All'interno il discorso è più incerto. La Fondazione descrive la decorazione del 1925 con stucchi dorati, pitture, pietre e tessuti, ma non pubblica quanto di quell'apparato sia conservato nella sala attuale, né che cosa sia stato modificato nel passaggio da cinema a teatro. Il dato non è pubblicato. Chi entra per uno spettacolo può guardarsi intorno prima che si spengano le luci e farsi un'idea da sé.
Resta infine la cosa più importante: la funzione di luogo di spettacolo. Molti cinema romani della stessa epoca hanno cambiato uso o sono spariti. Il Supercinema è passato dal film alla danza e all'opera senza smettere di radunare pubblico. Per un edificio progettato per 2.500 spettatori, continuare a riempirsi di sera è il modo più coerente di sopravvivere al proprio tempo.
Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Nazionale
Il consiglio è scegliere il titolo prima della sala, e poi la recita giusta per chi viene con voi. Per Lo schiaccianoci della Scuola di Danza le recite si dividono fra mattine feriali alle 11, sere alle 19 e due pomeriggi del fine settimana: sabato 28 novembre alle 18 e domenica 29 novembre alle 16.30. Con bambini piccoli, le due recite del fine settimana sono quelle che si incastrano meglio con la giornata.
Secondo consiglio: comprate online dal sito della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, che indica l'acquisto con carta di credito senza commissioni. Evitate di contare sulla cassa della sera per il Nazionale, perché la biglietteria non pubblica un orario di vendita in via del Viminale. Se comprate allo sportello di piazza Beniamino Gigli, fatelo nei giorni precedenti e non la mattina stessa dello spettacolo.
Terzo consiglio, pratico: arrivate con margine. La zona di via Depretis e del Viminale ha traffico intenso nelle ore di punta, e le strade intorno al Ministero dell'Interno non sono il posto dove fermarsi in doppia fila. La metro A a Repubblica e un tratto a piedi sono la soluzione più tranquilla, anche per il ritorno, quando la sala si svuota tutta insieme.
Ultimo consiglio, sulla scelta del titolo. Chi ama la danza e vuole vedere da vicino il lavoro di una scuola professionale trova nello Schiaccianoci degli allievi il titolo più adatto. Chi preferisce il teatro musicale e la curiosità di una prima rappresentazione scenica in Italia ha il Peter Pan di Bernstein, cantato in italiano con sopratitoli anche in inglese. Per un ospite straniero che non capisce l'italiano, i sopratitoli in inglese fanno la differenza.
L'errore più comune è trattare il Nazionale come una sala minore e scegliere sempre il Costanzi per dire di aver visto l'Opera di Roma. A nostro giudizio è un ragionamento sbagliato. Per un primo spettacolo con bambini, per il balletto della Scuola di Danza o per un titolo raro come il Peter Pan di Bernstein, il Nazionale è la scelta giusta, non il ripiego.
È invece sopravvalutata l'idea di passare davanti al teatro per vederlo come un monumento. Da fuori si trova una facciata d'angolo in peperino con una pensilina, ben restaurata ma senza la scenografia urbana di una piazza barocca. Senza biglietto non si entra. Se il tempo è poco, un passaggio a piedi va bene soltanto se state comunque andando verso piazza della Repubblica o la stazione.
Il Nazionale è adatto a chi cerca uno spettacolo dal vivo di qualità in una serata ben organizzata, con metro vicina e rientro facile. È adatto alle famiglie, visto il cartellone dell'autunno e dell'inverno. Meno adatto a chi vuole l'esperienza del grande teatro d'opera ottocentesco con i palchi: per quella c'è il Costanzi, e conviene essere onesti con se stessi prima di comprare.
Quanto costa e come si prenota?
La biglietteria centrale della Fondazione si trova in piazza Beniamino Gigli 1, con telefono 06 4817003 e 06 48160255 e indirizzo di posta ufficio.biglietteria@operaroma.it. La pagina della biglietteria indica l'apertura dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica soltanto la mattina, con chiusura nei giorni festivi. Un avviso sul sito segnala inoltre che domenica 4 ottobre la biglietteria resterà chiusa.
Dove si compra davvero: sul sito ufficiale dell'Opera di Roma, che per l'acquisto online indica il circuito TicketOne senza pagamento di commissioni, oppure allo sportello di piazza Beniamino Gigli. La Fondazione accetta anche prenotazioni per telefono, fax e posta elettronica. Allo sportello si paga in contanti, con carte di debito e di credito e anche con Carta del Docente e Carta della Cultura, secondo l'elenco pubblicato dalla biglietteria.
Sui prezzi bisogna essere precisi. La pagina Prezzi del sito dell'Opera mostra in chiaro le tabelle della stagione 2025-2026 per il Costanzi e rimanda a un documento scaricabile con prezzi e abbonamenti della stagione 2026-2027. Le pagine dei singoli titoli al Nazionale non riportano cifre. Il prezzo va quindi letto nel documento ufficiale o chiesto alla biglietteria, anche per sapere quali riduzioni si applicano a quel titolo.
Chi preferisce il telefono può rivolgersi anche al call center di TicketOne, che la Fondazione indica al numero 892.101 per l'acquisto con carta di credito. Le date e gli orari pubblicati per i due titoli del Nazionale con pagina già in linea sono riassunti qui sotto. Per Peter Pan le repliche proseguono fino al 23 dicembre alle 20, con l'eccezione della domenica pomeriggio indicata in tabella.
| Data | Spettacolo | Orario |
|---|---|---|
| Martedì 24 novembre 2026 | Lo schiaccianoci, prima | 11.00 |
| Mercoledì 25 novembre 2026 | Lo schiaccianoci | 19.00 |
| Giovedì 26 novembre 2026 | Lo schiaccianoci | 19.00 |
| Sabato 28 novembre 2026 | Lo schiaccianoci | 18.00 |
| Domenica 29 novembre 2026 | Lo schiaccianoci | 16.30 |
| Martedì 1 dicembre 2026 | Lo schiaccianoci | 11.00 |
| Mercoledì 2 dicembre 2026 | Lo schiaccianoci | 19.00 |
| Giovedì 3 dicembre 2026 | Lo schiaccianoci | 11.00 |
| Venerdì 18 dicembre 2026 | Peter Pan, prima | 20.00 |
| Domenica 20 dicembre 2026 | Peter Pan | 16.30 |
Per le recite delle 11 in giorni feriali vale la pena controllare con la biglietteria quanti posti restano in vendita al pubblico, perché le recite del mattino possono richiamare classi e scolaresche. Il dato sulla disponibilità non è pubblicato nella pagina dello spettacolo. Chi invece cerca una sera a teatro fra adulti ha tre date alle 19 per la Scuola di Danza e le serate alle 20 di dicembre.
La pagina del Teatro Nazionale su TicketOne mostra gli spettacoli in vendita in via del Viminale, sullo stesso circuito indicato dalla Fondazione per l'acquisto online. È un link affiliato: se acquistate da lì Estate Romana riceve una piccola commissione, mentre il prezzo per voi resta quello del venditore. Prima di pagare controllate che la recita sia al Nazionale e non al Costanzi.
Che cosa va in scena al Nazionale nella stagione 2026-2027?
Nella stagione 2026-2027 il cartellone annuncia quattro spettacoli al Nazionale. Il primo è Lo schiaccianoci sulla musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij, affidato agli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma, con la coreografia di Paul Chalmer, le scene di Andrea Miglio e i costumi di Anna Biagiotti. Va in scena dal 24 novembre al 3 dicembre 2026, con otto recite distribuite fra mattine, sere e fine settimana.
Il secondo titolo con pagina già pubblicata è Peter Pan di Leonard Bernstein, dal 18 al 23 dicembre 2026. La Fondazione lo presenta come la prima esecuzione italiana in forma scenica. Dirige Manlio Benzi, la regia è di Luca Micheletti, che nel comunicato risulta anche interprete dei ruoli di Uncino e di Mr. Darling. Lo spettacolo è in italiano con sopratitoli in italiano e in inglese.
Gli altri due titoli del Nazionale sono elencati nel comunicato di presentazione della stagione pubblicato sul sito della Fondazione. Per sede, date e interpreti definitivi conviene aspettare la pagina del singolo spettacolo, che è l'unico riferimento da usare quando si compra. Nel frattempo il comunicato resta utile per farsi un'idea del peso che la sala ha nella programmazione dell'anno.
La scelta dei titoli dice a che cosa serve la sala. La Scuola di Danza ci porta il suo spettacolo, e un'opera di Bernstein mai vista in scena in Italia trova posto qui e non al Costanzi. Il Nazionale funziona come il palcoscenico dove la Fondazione mette i progetti di formazione, le proposte per le famiglie e i titoli meno battuti, lasciando al Costanzi i grandi allestimenti di repertorio.
Nello stesso comunicato la Fondazione presenta anche Le Cenerentole, uno spettacolo che coinvolge gli artisti di Fabbrica, il programma per giovani cantanti dell'Opera, insieme al Coro di Voci Bianche, con la regia di Antonella Lo Bianco. È pensato anche come appuntamento per le scuole e va in scena dal 23 al 27 gennaio 2027. Per la sala in cui si svolge fa fede la pagina dello spettacolo sul sito dell'Opera.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Risaputo: l'Opera di Roma non vive in un solo edificio. Il Costanzi è la sede storica, le Terme di Caracalla ospitano la stagione estiva, e nel 2026-2027 un titolo va anche al Teatro Valle. Poco citato: il Nazionale non è nato come proprietà dell'Opera. Fu il Comune di Roma, alla fine degli anni Novanta, ad acquistare l'ex Supercinema e a trasferirlo alla Fondazione.
La differenza conta. Significa che il teatro è entrato nel sistema dell'Opera per una scelta pubblica della città, che ha sottratto una grande sala d'epoca al destino di tanti cinema chiusi negli ultimi decenni del Novecento. Chi a Roma ha visto sparire i cinema di quartiere, trasformati in negozi, palestre o supermercati, capisce che cosa voglia dire una sala del 1925 ancora usata per lo spettacolo.
Per chi segue la storia delle sale romane, tra le nostre schede trovate altri cinema che resistono, come il Nuovo Cinema Sacher, il Cinema Troisi, il Cinema Farnese e il Cinema Azzurro Scipioni. Il Nazionale è un caso diverso, perché ha cambiato mestiere invece di tornare a proiettare film, ma la matrice è la stessa.
C'è un altro dettaglio che si dimentica spesso. La stessa Fondazione, per descrivere il Nazionale, parte dal cinema e non dall'opera. Nella sua pagina ufficiale la storia comincia con il Supercinema del 1925, gli architetti, le dimensioni della sala e i 2.500 posti. È un modo onesto di presentare un teatro che non finge di avere un passato lirico che non ha avuto.
La foto giusta da fare al Teatro Nazionale
La foto che racconta l'edificio è quella della facciata d'angolo presa dal lato opposto di via Depretis, con la pensilina e l'insegna nell'inquadratura. Il momento migliore è poco prima di uno spettacolo serale, quando l'ingresso è illuminato e il pubblico si raduna davanti alle porte. Di giorno il peperino grigio rende meglio con la luce morbida del pomeriggio che con il sole a picco.
Un avvertimento serio: di fronte c'è il Palazzo del Viminale, sede del Ministero dell'Interno, con presidi di sicurezza fissi. Fotografate il teatro, non gli ingressi del ministero, e non sostate con il cavalletto sul marciapiede davanti ai varchi. Se un agente vi chiede di spostarvi, spostatevi. La foto della facciata si fa benissimo dall'angolo, senza includere i posti di controllo.
Se cercate un'inquadratura più larga, allontanatevi lungo via Depretis fino a far entrare nell'immagine l'intero angolo dell'edificio, con le due facciate che si incontrano. Con un obiettivo normale del telefono la distanza giusta si trova in pochi passi. Evitate le ore di punta, quando autobus e automobili coprono il piano terra, e scegliete un momento in cui davanti all'ingresso non c'è folla.
Dentro la sala le regole sulle fotografie le dà il personale di sala, e durante lo spettacolo il telefono resta spento. Se volete un ricordo dell'interno, il momento giusto è prima dell'inizio, dal vostro posto, senza flash e senza disturbare chi vi siede accanto. Per il balletto della Scuola di Danza, i genitori degli allievi saranno i primi a ringraziarvi della discrezione.
Come si arriva dal centro di Roma?
La Fondazione indica per il Teatro Nazionale la fermata Repubblica Teatro dell'Opera della metro A, la stessa del Costanzi. Da lì si sale a piedi verso via del Viminale in pochi minuti. Chi arriva in treno parte dalla Stazione Termini e raggiunge il teatro a piedi, senza cambiare mezzo, lungo le strade che dalla stazione portano verso via Depretis.
Per gli autobus la pagina ufficiale con le indicazioni per raggiungere i teatri dell'Opera rimanda alle linee che passano su via Nazionale, via Depretis, via Cavour e alla Stazione Termini. Le linee cambiano con una certa frequenza, quindi conviene controllare il percorso aggiornato sul sito di ATAC o sulle app di trasporto prima di uscire, soprattutto per il ritorno serale.
In auto la zona è difficile: traffico, varchi della zona a traffico limitato nelle vie vicine al centro storico e parcheggi rari. Il gestore non indica convenzioni con parcheggi. Il taxi resta una scelta sensata a fine spettacolo, quando piove o quando si esce tardi con i bambini. Per tutto il resto la metro e le gambe bastano e avanzano.
Da altre zone della città il ragionamento non cambia. Chi dorme in centro storico, fra il Pantheon e piazza Navona, può salire a piedi lungo via Nazionale in una passeggiata tranquilla, oppure prendere uno degli autobus che la percorrono. Chi alloggia verso San Pietro o Prati usa la metro A fino a Repubblica senza cambi. Chi arriva dalla linea B cambia a Termini e prosegue a piedi.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il primo avvenimento è la nascita stessa della sala. Nel 1925 apre il Supercinema di Urbano Rattazzi, progettato da Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli con l'ingegnere Giacomo Giobbe, con 2.500 posti, stucchi dorati e una fossa per l'orchestra. Per il quartiere del Viminale e per la città è una sala da grandi numeri, costruita per il grande pubblico del cinema.
Il secondo passaggio è il dopoguerra. Secondo la Fondazione, dopo la Seconda guerra mondiale il Supercinema smette di ospitare numeri dal vivo e diventa esclusivamente un cinema. Circolano elenchi di prime cinematografiche legate alla sala in quegli anni, ma non risultano confermati da una fonte ufficiale del gestore o di Roma Capitale. Restano racconti da prendere con prudenza.
Il terzo è l'acquisto pubblico. Alla fine degli anni Novanta il Comune di Roma compra l'ex Supercinema e lo trasferisce alla Fondazione Teatro dell'Opera. Nel 2010 un cantiere restituisce alla facciata il rivestimento in peperino e rifà pensilina, insegne, vetrine e porte d'ingresso. Nel 2016 il teatro compare nel censimento I Luoghi del Cuore del FAI.
L'ultimo in ordine di tempo è in calendario: dal 18 dicembre 2026 il Nazionale ospita il Peter Pan di Leonard Bernstein, presentato dalla Fondazione come prima esecuzione italiana in forma scenica. Un titolo di un compositore così noto che arriva in scena in Italia per la prima volta proprio in un ex cinema del 1925 è una piccola rivincita per l'edificio.
Chi è passato dal Teatro Nazionale
I primi nomi sono quelli di chi l'ha voluto e costruito: il commendatore Urbano Rattazzi, proprietario e committente, gli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli, l'ingegnere Giacomo Giobbe. Sono i nomi che la Fondazione Teatro dell'Opera mette in apertura della propria pagina sul teatro, nella sezione dedicata ai luoghi, ed è giusto partire da loro.
Poi ci sono i ragazzi. Gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera di Roma portano al Nazionale Lo schiaccianoci nella coreografia di Paul Chalmer, con le scene di Andrea Miglio e i costumi di Anna Biagiotti. Per molti di loro è il primo palcoscenico vero, con pubblico pagante, scene, costumi e otto recite in dieci giorni. Chi assiste vede danzatori che potrebbero ritrovarsi più avanti in compagnie professionali.
A dicembre passano da qui il direttore Manlio Benzi e il regista e interprete Luca Micheletti per Peter Pan di Leonard Bernstein. Nel comunicato della Fondazione compare anche Jessica Ricci, artista del programma Fabbrica per giovani cantanti, nel ruolo di Wendy. Il Nazionale diventa così una vetrina per i giovani formati dall'Opera, oltre che una seconda sala per il pubblico della città.
Dietro ogni titolo passano anche persone che il pubblico non vede: i professori d'orchestra, i tecnici di palcoscenico, i sarti che realizzano i costumi, il personale di sala e di biglietteria della Fondazione. In un teatro nato come cinema, dove un tempo lavoravano proiezionisti e maschere, oggi lavora la macchina complessa di un ente lirico. È anche questo il segno del cambiamento di mestiere dell'edificio.
Costanzi, Nazionale, Caracalla, Valle: come si divide la stagione dell'Opera?
La Fondazione Teatro dell'Opera di Roma lavora su più palcoscenici. Il Costanzi, in piazza Beniamino Gigli, è la sede principale e il comunicato 2026-2027 gli assegna venti spettacoli. Il Nazionale ne ha quattro. Uno va al Teatro Valle. D'estate l'attività si sposta all'aperto alle Terme di Caracalla, con una stagione propria e una vendita serale indicata dalla biglietteria.
Per il pubblico la conseguenza è semplice: il marchio è lo stesso, la sala no. Sul biglietto e nella pagina del titolo c'è sempre scritto dove si va, e conviene leggerlo prima di uscire di casa. Capita di confondere il Costanzi con il Nazionale perché si trovano nello stesso quartiere, serviti dalla stessa fermata della metro, e perché la biglietteria unica è in piazza Beniamino Gigli.
Se vi interessa il sistema dei teatri pubblici romani, tra le nostre schede trovate anche il Teatro Argentina, il Teatro India e, per la musica, l'Auditorium Parco della Musica. Ognuno ha una propria biglietteria e un proprio calendario, e nessuno sostituisce l'altro: sono pezzi diversi della stessa offerta culturale della città.
Per chi viene a Roma più volte l'anno, il consiglio è tenere d'occhio le tre stagioni insieme. In autunno e in inverno il Nazionale offre i titoli per le famiglie e la danza della Scuola, mentre il Costanzi porta i grandi titoli. D'estate le Terme di Caracalla spostano l'Opera all'aperto. Chi programma una visita con anticipo può scegliere la sala in base al periodo, non solo in base al titolo.
Com'è una serata al Nazionale, dall'arrivo al ritorno?
Si comincia prima di uscire di casa: controllate sul biglietto che il luogo sia il Teatro Nazionale e non il Costanzi, e verificate l'orario sulla pagina dello spettacolo. Le recite della Scuola di Danza cominciano alle 11, alle 18, alle 16.30 o alle 19 a seconda del giorno. Peter Pan alle 20, tranne la domenica pomeriggio. Un errore di mezz'ora su un balletto si paga caro.
Se avete prenotato per telefono o per posta elettronica, chiedete già al momento della prenotazione dove e quando ritirare i biglietti, perché la biglietteria centrale è in piazza Beniamino Gigli e non in via del Viminale. Se avete comprato online, tenete a portata di mano il biglietto sul telefono o stampato. Arrivare con un quarto d'ora di margine evita la fila all'ingresso e l'ansia del posto.
Durante lo spettacolo valgono le regole di qualsiasi teatro: telefono spento, niente fotografie, niente cibo in sala. Per Peter Pan i sopratitoli in italiano e in inglese aiutano chi segue meno bene il canto. Con i bambini conviene scegliere posti vicini al corridoio, se la biglietteria li ha disponibili, così da poter uscire senza disturbare se il più piccolo non regge fino alla fine.
All'uscita la sala si svuota in pochi minuti e le strade intorno si riempiono. La metro A a Repubblica è la soluzione più rapida per tornare verso il centro o verso le altre zone servite dalla linea. Chi deve prendere un treno a Termini ci arriva a piedi. Chi esce tardi con bambini stanchi fa bene a considerare il taxi, soprattutto nelle sere d'inverno o di pioggia.
Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?
Il Nazionale non ha orari di apertura al pubblico fuori dagli spettacoli. Si entra la sera o la mattina della recita, con il biglietto. Nelle settimane senza titoli in cartellone il teatro è chiuso per chi viene da fuori. Al 29 settembre 2026 il primo spettacolo annunciato sul sito per la nuova stagione è Lo schiaccianoci del 24 novembre, quindi nelle settimane precedenti non ci sono recite pubblicate.
La biglietteria di piazza Beniamino Gigli è chiusa nei giorni festivi e, come segnala un avviso sul sito, anche domenica 4 ottobre. La Fondazione non pubblica visite alla sala del Nazionale fuori dagli spettacoli, né giornate di apertura straordinaria dedicate all'edificio. Se un'occasione del genere dovesse comparire, per esempio con il FAI o con iniziative del Comune, sarà annunciata sui canali ufficiali.
Anche la stagione ha i suoi vuoti. Fra un titolo e l'altro possono passare settimane senza recite, e i periodi di pausa del calendario generale dell'Opera valgono anche per il Nazionale. Prima di organizzare un viaggio a Roma pensando di passare una sera qui, aprite la stagione sul sito della Fondazione e verificate che nelle vostre date ci sia davvero uno spettacolo in questa sala.
Non aspettatevi i palchi dorati del Costanzi né un museo dell'Opera nel foyer. Il Nazionale è una sala funzionale, nata come cinema e adattata al teatro. Non aspettatevi nemmeno una biglietteria sempre aperta in via del Viminale. E non aspettatevi informazioni sull'accessibilità nella pagina del teatro: vanno chieste alla biglietteria, indicando le vostre esigenze al momento della prenotazione.
Mangiare in zona
La zona fra Termini, via Nazionale e il Viminale è piena di locali pensati per chi passa in fretta, e i romani la evitano per cena. Le trappole sono quelle classiche: il buttadentro sul marciapiede, i menù con le foto dei piatti in quattro lingue, i locali aperti di continuo dalla mattina a notte senza una vera pausa della cucina, le voci senza prezzo scritto e i conti che crescono con i coperti.
Il motivo per cui chi vive a Roma non ci entra non è snobismo. In quei locali la cucina lavora per un cliente che non tornerà, e il prezzo si adatta a chi ha davanti. Diffidate anche del menù diverso fra la vetrina fuori e il tavolo dentro, e della pasta fresca tirata in vetrina come spettacolo per attirare lo sguardo dei passanti.
Con gli spettacoli serali alle 19 o alle 20, conviene mangiare prima con calma in una zona più tranquilla, per esempio verso il Rione Monti o l'Esquilino, oppure dopo, lontano dalla stazione. Per scegliere un indirizzo senza sorprese potete usare la lista di indirizzi su Google Maps curata dalla redazione.
Con i bambini, per le recite del mattino o del pomeriggio, la soluzione più semplice è mangiare prima a casa o in albergo e tenere in borsa acqua e qualcosa di semplice da consumare fuori dalla sala, prima dell'ingresso. Per le recite serali, con uno spettacolo che comincia alle 19, una cena presto e leggera è la scelta più sensata, e dopo si torna a casa senza fretta.
Che cosa abbinare in giornata
La combinazione più naturale è archeologica. Prima dello spettacolo, le Terme di Diocleziano, l'Aula Ottagona e Palazzo Massimo alle Terme occupano un pomeriggio intero senza bisogno di mezzi. Poi una sosta in piazza della Repubblica davanti alla Fontana delle Naiadi, e il teatro a piedi.
Chi preferisce le chiese ha Santa Maria Maggiore, San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo e la Basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti. Salendo verso il Quirinale si incontrano le Quattro Fontane e San Carlo alle Quattro Fontane, e poco oltre la piazza del Quirinale.
Per l'arte moderna e le mostre c'è il Palazzo delle Esposizioni su via Nazionale, a breve distanza. Più in là, Palazzo Barberini con la Galleria Nazionale di Arte Antica e la Fontana del Mosè sulla via che porta a Porta Pia. Chi ha una giornata intera può chiudere al Nazionale dopo un itinerario tutto a piedi.
Per una serata a teatro diversa, tra le nostre schede ci sono anche il Teatro Sistina, il Teatro Quirino, il Teatro Eliseo e il Teatro Brancaccio, con lo stato attuale di ciascuno. Chi viaggia con bambini trova altre idee nella nostra pagina su Roma con i bambini, utile per costruire il resto della giornata.
Se invece preferite un pomeriggio meno monumentale, scendete verso l'Esquilino. Piazza Vittorio Emanuele II è il giardino del quartiere, con i suoi resti antichi e una vita di strada molto diversa da quella del Viminale, e poco distante si trova Palazzo Merulana con la sua collezione d'arte del Novecento. Da lì al teatro si torna a piedi o con due fermate di metro.
Domande frequenti
Si può visitare il Teatro Nazionale senza assistere a uno spettacolo?
No. La Fondazione Teatro dell'Opera di Roma non pubblica visite alla sala del Nazionale fuori dagli spettacoli, e il teatro non ha orari di apertura al pubblico. Si entra soltanto con il biglietto di un titolo in cartellone. Da fuori si può guardare la facciata d'angolo in peperino su via del Viminale e via Depretis, ma senza biglietto l'interno resta chiuso a chiunque arrivi.
Dove si comprano i biglietti per il Nazionale?
Alla biglietteria centrale dell'Opera in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica la mattina, oppure online dal sito ufficiale della Fondazione, che indica il circuito TicketOne senza commissioni. Si può anche prenotare per telefono allo 06 48160255 o scrivere a ufficio.biglietteria@operaroma.it. In via del Viminale non risulta uno sportello diurno.
Quanto costa un biglietto al Teatro Nazionale?
Il prezzo cambia da titolo a titolo. Le pagine degli spettacoli al Nazionale non riportano cifre, e la pagina Prezzi del sito dell'Opera rimanda a un documento scaricabile con prezzi e abbonamenti della stagione 2026-2027. Per le riduzioni, tra cui quelle per i giovani previste dalla Fondazione, conviene chiedere alla biglietteria indicando il titolo e la data che vi interessano.
Il Teatro Nazionale è adatto ai bambini?
Il cartellone dell'autunno e dell'inverno 2026-2027 lo rende una buona scelta per le famiglie. Lo schiaccianoci della Scuola di Danza ha due recite nel fine settimana, sabato 28 novembre alle 18 e domenica 29 novembre alle 16.30. Peter Pan di Bernstein è in italiano con sopratitoli e ha una recita domenicale pomeridiana il 20 dicembre alle 16.30.
Qual è la fermata della metro più vicina?
La Fondazione indica per il Teatro Nazionale la fermata Repubblica Teatro dell'Opera della metro A, la stessa del Costanzi. Da lì si raggiunge via del Viminale a piedi in pochi minuti. In alternativa si arriva a piedi dalla Stazione Termini, servita dalle linee A e B della metropolitana e dai treni regionali e nazionali.
Che differenza c'è fra il Teatro Nazionale e il Teatro Costanzi?
Sono due sale della stessa Fondazione. Il Costanzi, in piazza Beniamino Gigli, è la sede principale con la maggior parte della stagione, venti spettacoli nel 2026-2027. Il Nazionale, in via del Viminale, è un ex cinema del 1925 acquistato dal Comune e trasferito all'Opera, con quattro spettacoli nella stessa stagione. Controllate sempre il luogo indicato sul biglietto prima di uscire.
Quanti posti ha il Teatro Nazionale?
La Fondazione riporta la capienza originaria del Supercinema, 2.500 posti fra platea e galleria in una sala lunga 36 metri e larga 30. La capienza attuale della sala, dopo la trasformazione in teatro, non è pubblicata nella pagina del luogo. Per conoscere la disposizione dei settori e scegliere il posto, la strada più sicura è chiedere alla biglietteria al momento dell'acquisto.
Che cosa c'è da vedere vicino al teatro prima dello spettacolo?
Molto, e tutto a piedi. A pochi minuti ci sono le Terme di Diocleziano, piazza della Repubblica con la Fontana delle Naiadi e Santa Maria Maggiore. Verso via Nazionale si trova il Palazzo delle Esposizioni, e salendo si arriva al Quirinale. Un pomeriggio di visite si chiude comodamente con lo spettacolo serale.
Il teatro è accessibile alle persone con disabilità?
La pagina del Teatro Nazionale sul sito dell'Opera non descrive le condizioni di accessibilità, né i posti riservati o i percorsi senza gradini. Il dato non è pubblicato. Prima di comprare conviene scrivere a ufficio.biglietteria@operaroma.it o telefonare allo 06 4817003, spiegando le esigenze specifiche, così da ricevere indicazioni precise sull'ingresso e sulla collocazione in sala.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: le pagine della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma sul luogo, sulla biglietteria, sui prezzi e sui singoli spettacoli. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Andare al Nazionale in tanti richiede qualche passaggio in più rispetto a una visita libera: i biglietti si prenotano per tempo alla biglietteria centrale, le date vanno scelte sul cartellone dell'Opera e il rientro serale va pensato in anticipo. Per chi organizza viaggi di gruppo con serate a teatro, una risorsa utile è Tour Leader Pro, con strumenti e riferimenti per programmare.
Una serata al Nazionale si inserisce bene in un soggiorno romano che tiene insieme archeologia, chiese e spettacolo dal vivo, e può diventare il punto fermo di una settimana fra Roma e i dintorni, dai Castelli Romani a Tivoli. Per chi vuole organizzare giornate e trasferimenti senza perdere tempo, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.
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