Echoes di Bonachela, Eyal e Tortelli al Teatro Nazionale di Roma — dal 20 al 24 aprile 2027
Echoes, il trittico di danza contemporanea con coreografie di Rafael Bonachela, Sharon Eyal e Diego Tortelli, va in scena al Teatro Nazionale, in via del Viminale 51, dal 20 al 24 aprile 2027, in una nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma. Le recite sono quattro: martedì 20 aprile alle 20 (prima rappresentazione), giovedì 22 aprile alle 20, venerdì 23 aprile alle 20 e sabato 24 aprile alle 18. Il teatro è a pochi minuti a piedi dalla fermata Repubblica Teatro dell'Opera della metro A; su via Depretis passano i bus 70 e 71, su via Nazionale le linee H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera; i biglietti singoli della stagione 2026/27 sono in vendita dall'8 ottobre 2026 sul sito ufficiale della sede e alla biglietteria della fondazione.
In programma tre lavori: 6 Breaths di Rafael Bonachela sulle musiche di Ezio Bosso, Jakie di Sharon Eyal creato con Gai Behar sulle musiche di Ori Lichtik, e PINK FLOYD's DIAMONDS, nuova creazione di Diego Tortelli sulle musiche dei Pink Floyd. Danzano Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato. Le musiche sono su base registrata. È lo spettacolo che chiude la stagione di danza al Nazionale, e a nostro giudizio è la serata più interessante del cartellone per chi vuole capire dove va la danza di oggi.
Echoes al Teatro Nazionale in breve: date, orari e programma
Echoes conta quattro recite al Teatro Nazionale, dal 20 al 24 aprile 2027, tre serali alle 20 e una il sabato alle 18. Il programma unisce tre coreografi di tre continenti e tre generazioni di musica: la scrittura sinfonica di Bosso, la techno di Lichtik, il rock dei Pink Floyd.
Le quattro recite
- Martedì 20 aprile 2027, ore 20: prima rappresentazione.
- Giovedì 22 aprile 2027, ore 20.
- Venerdì 23 aprile 2027, ore 20.
- Sabato 24 aprile 2027, ore 18: ultima recita.
Le tre coreografie
6 Breaths: musica di Ezio Bosso, coreografia di Rafael Bonachela, concept di Bonachela e Bosso, video di Tim Richardson, costumi di Josh Goot. Jakie: musica di Ori Lichtik, coreografia di Sharon Eyal, co-creator Gai Behar, costumi di Sharon Eyal. PINK FLOYD's DIAMONDS: nuova creazione sulle musiche dei Pink Floyd, con coreografia, scene e costumi di Diego Tortelli.
Chi danza
In scena Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma. La pagina ufficiale non indica ancora i nomi dei solisti per ogni recita.
Il programma di Echoes: tre lavori, tre linguaggi
Il Teatro dell'Opera presenta Echoes come il secondo trittico contemporaneo della stagione, dopo Motus al Costanzi, e come l'appuntamento che chiude la danza al Teatro Nazionale. L'ordine della serata è costruito per crescendo: dal lirismo al ritmo, dal ritmo al rock.
Apre 6 Breaths
Ad aprire la serata è 6 Breaths, nata dalla collaborazione fra Rafael Bonachela ed Ezio Bosso sulle musiche del compositore torinese. Bonachela la creò per la Sydney Dance Company nel 2010, e nel 2011 il lavoro gli valse l'Australian Dance Award per la coreografia. Il titolo, sei respiri, dice già molto: è danza costruita sul fiato, sulla sospensione, sul corpo che si riempie e si svuota.
Al centro Jakie
Segue Jakie, creazione di Sharon Eyal realizzata con Gai Behar sulle musiche di Ori Lichtik. Il teatro la descrive come il linguaggio che la coreografa israeliana ha sviluppato fra danza contemporanea, club culture e ricerca sul movimento. È il pezzo che divide: c'è chi ne esce ipnotizzato e chi stordito.
Chiude PINK FLOYD's DIAMONDS
Chiude il programma la nuova creazione di Diego Tortelli sulle musiche dei Pink Floyd. È l'unica prima assoluta della serata, costruita apposta per il Corpo di Ballo romano: Tortelli firma coreografia, scene e costumi. La pagina ufficiale non pubblica ancora i brani scelti.
Rafael Bonachela, da Barcellona alla Sydney Dance Company
Rafael Bonachela è un coreografo nato nel 1972 a La Garriga, vicino a Barcellona, e dal 2009 è direttore artistico della Sydney Dance Company, a Sydney. Il suo stile è fisico, costruito sulla comunicazione delle emozioni attraverso il corpo.
La formazione
Maggiore di quattro fratelli, a quindici anni comincia a studiare danza a Barcellona; a diciassette entra nella compagnia spagnola Lanònima Imperial, con cui fa tournée in Europa. Nel 1990 si trasferisce nel Regno Unito per studiare alla London Studio Centre e poi lavora con la Rambert Dance Company, prima di fondare una compagnia con il proprio nome.
Le opere e i collaboratori
Per la Sydney Dance Company ha creato decine di lavori, fra cui 6 Breaths, Soledad, 2 One Another, Frame of Mind e Impermanence. Ha lavorato con compositori come Ezio Bosso e Bryce Dessner, con l'Australian Chamber Orchestra, e fuori dal teatro con Kylie Minogue e Tina Turner.
I riconoscimenti
Per Soledad ha vinto nel 2006 il Premio Guglielmo Ebreo e il premio della critica alla Biennale Danza a Pesaro. Ha ricevuto l'Australian Dance Award per 6 Breaths nel 2011 e per 2 One Another nel 2013, l'Helpmann Award per la coreografia nel 2015 e, nel 2013, la croce di ufficiale dell'Ordine al merito civile dal re di Spagna.
Sharon Eyal, Gai Behar e il suono di Ori Lichtik
Sharon Eyal, nata a Gerusalemme, ha danzato con la Batsheva Dance Company dal 1990 al 2008, e per la stessa compagnia è stata coreografa residente dal 2005 al 2012. In ventitré anni accanto a Ohad Naharin ha assimilato la tecnica Gaga, che è la base del suo lavoro.
L-E-V, il cuore
Con Gai Behar, produttore di feste a Tel Aviv e curatore di eventi multidisciplinari, ha fondato nel 2013 la compagnia L-E-V, che in ebraico significa cuore; il debutto avvenne in collaborazione con la compagnia di danza dell'Opera di Göteborg. I due si erano conosciuti a una serata di musica elettronica organizzata da Behar, e la loro prima collaborazione risale al 2005. Dal 2022 la compagnia è nota come S-E-D, Sharon Eyal Dance.
Ori Lichtik
Il compositore di Jakie, Ori Lichtik, è percussionista e dj, fra i pionieri della techno in Israele: produce musica di questo genere dal 1996 e nella compagnia crea i ritmi su cui si muovono i danzatori.
Cosa aspettarsi
La compagnia di Eyal ha girato Israele, Stati Uniti, Europa, Canada e Messico, e la critica internazionale ne ha riconosciuto uno stile inconfondibile. Il New York Times, recensendola, ha evocato un quadro di Bosch trasformato in un rave extraterrestre. Chi viene per la prima volta si prepari a corpi che si muovono all'unisono, su un pulsare continuo.
Diego Tortelli e i Pink Floyd
Diego Tortelli torna a lavorare con il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma con PINK FLOYD's DIAMONDS, nuova creazione di cui firma coreografia, scene e costumi. È l'unico dei tre lavori nato apposta per questa serata.
Gli ultimi incarichi
Il teatro ricorda due incarichi recenti. Tortelli ha firmato le coreografie delle danze del Concerto di Capodanno 2026 al Teatro La Fenice di Venezia, e ha curato la preparazione degli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell'Opera impegnati nella cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Perché conta
Un coreografo italiano che chiude una serata accanto a un nome australiano e a uno israeliano di fama internazionale, con una creazione nuova per la compagnia romana: è la scommessa della serata. Il fatto che il teatro lo metta in chiusura, cioè nel posto che in un trittico spetta al pezzo più forte, dice quanto ci creda.
La musica su base registrata
Tutta la serata si danza su musica registrata, come indica la pagina ufficiale. Per i Pink Floyd è una scelta obbligata; per Bosso e Lichtik è la condizione in cui questi lavori sono nati.
Una curiosità su Echoes di Bonachela, Eyal e Tortelli al Teatro Nazionale di Roma — dal 20 al 24 aprile 2027
La curiosità di Echoes è che i tre coreografi hanno tutti un piede fuori dal teatro di danza tradizionale. Rafael Bonachela ha lavorato per pop star come Kylie Minogue e Tina Turner, per la moda, per il cinema e la pubblicità, oltre che per musei e installazioni come quella di Mira Calix. Sharon Eyal ha fondato la sua compagnia con un produttore di feste di Tel Aviv, conosciuto a una serata di musica elettronica, e lavora con un dj pioniere della techno israeliana. Diego Tortelli porta in scena i Pink Floyd dopo aver coreografato un Concerto di Capodanno e preparato ragazzi per una cerimonia olimpica.
In altre parole: è un trittico di coreografi abituati a parlare a un pubblico largo, non a una platea di specialisti. Il titolo Echoes lo dice bene: tre echi della musica di oggi e di ieri, dal pop al club al rock, dentro la sala di un teatro d'opera.
A chi esita davanti alla parola contemporanea va detto chiaramente: questa è la serata di danza da proporre a chi di solito non va a vedere danza.
Il Teatro Nazionale: la sala di via del Viminale
Il Teatro Nazionale nasce nel 1925 come Supercinema, voluto dal commendatore Urbano Rattazzi e progettato dagli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli con l'ingegnere Giacomo Giobbe. Fu ricavato dentro un edificio già esistente, all'angolo fra via del Viminale e via Depretis.
La sala
La sala misura trentasei metri per trenta e in origine contava duemilacinquecento posti fra platea e gallerie. I decori sono in stile liberty italiano, con stucchi dorati, pitture, pietre e stoffe. Fin dall'inizio aveva una buca per l'orchestra, perché il programma alternava il cinema al varietà e all'avanspettacolo.
Da cinema a teatro dell'Opera
Dal dopoguerra la sala fu usata soltanto come cinema. Alla fine degli anni Novanta il Comune di Roma l'ha acquisita e affidata alla Fondazione Teatro dell'Opera, che ne ha fatto la sua seconda sala, a pochi passi dal Costanzi.
Perché è la sala giusta per Echoes
Il Nazionale ospita i titoli più agili della fondazione: balletti della scuola di danza, teatro musicale, opere contemporanee. Una sala nata per il cinema, con una visuale frontale e più raccolta di quella del Costanzi, è adatta a coreografie che si guardano come un film: di fronte, da vicino, senza la distanza dei palchi.
Una cosa che non ti dice nessuno su Echoes di Bonachela, Eyal e Tortelli al Teatro Nazionale di Roma — dal 20 al 24 aprile 2027
Quello che quasi nessuno dice di Echoes è che la settimana in cui va in scena è una delle più dense dell'intera stagione del Teatro dell'Opera. Negli stessi giorni, a pochi passi, al Costanzi va in scena Iphigénie en Tauride di Gluck, dal 18 al 27 aprile, nella regia di Robert Carsen; e mercoledì 21 aprile, sempre al Costanzi, Sergio Rubini porta in scena Piccinni e Gluck, una corona per due, racconto teatrale di Valerio Cappelli.
Per chi viene da fuori Roma significa una cosa pratica: in tre o quattro giorni si possono vedere una tragedia del Settecento francese e un trittico di danza di oggi, in due sale della stessa fondazione separate da una manciata di minuti a piedi. Martedì 20 aprile, per esempio, Echoes debutta alle 20 al Nazionale mentre Iphigénie ha la sua seconda recita alle 20 al Costanzi: bisogna scegliere. Sabato 24, invece, Iphigénie è alle 16.30 e Echoes alle 18: le due recite si sovrappongono, ma giovedì 22 si può vedere Iphigénie alle 18 e il giorno dopo Echoes alle 20.
La seconda cosa riguarda le regole di sala, identiche a quelle del Costanzi: guardaroba obbligatorio per ombrelli, borse e caschi, niente telefoni né foto in sala, e a spettacolo iniziato non si entra.
Biglietti per Echoes al Teatro Nazionale
I biglietti singoli per Echoes sono in vendita dall'8 ottobre 2026 sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma e alla biglietteria della fondazione. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi del sito ufficiale.
La biglietteria
La biglietteria della fondazione è in piazza Beniamino Gigli 1, accanto al Costanzi, a pochi minuti a piedi dal Nazionale. Allo sportello si paga in contanti, con bancomat e con le principali carte di credito. Il teatro invita a comprare solo sui canali autorizzati.
Abbonamenti dedicati
Il teatro propone un abbonamento dedicato al Teatro Nazionale, uno per la danza, Tutto Danza, e i Passaporti di danza. Chi pensa di vedere più spettacoli di danza nella stagione, per esempio anche Motus al Costanzi o la Terza Sinfonia di Mahler di Neumeier, faccia i conti prima di comprare il biglietto singolo.
Giovani e agevolazioni
Per studenti e ragazzi il teatro ha la Carta Giovani Opera e una pagina Agevolazioni: una serata di danza contemporanea è il modo migliore per portare a teatro chi ha vent'anni.
Il consiglio che ti do per visitare Echoes di Bonachela, Eyal e Tortelli al Teatro Nazionale di Roma — dal 20 al 24 aprile 2027
Per Echoes conviene la recita di venerdì 23 aprile alle 20, in platea centrale, non troppo avanti. Il venerdì sera è la recita che ha l'energia giusta per un programma che finisce con i Pink Floyd, e il giorno dopo non si lavora.
Sui posti vale un'indicazione precisa. La danza contemporanea, a differenza del balletto classico, si guarda meglio un po' dall'alto e un po' da lontano, perché conta il disegno dei corpi nello spazio più del singolo passo. In una sala nata come cinema, le file centrali della platea a metà sala o le prime file di galleria danno la visione d'insieme migliore. Le prime file sotto il palco, per Jakie in particolare, rischiano di farvi perdere l'insieme.
Sulla preparazione: non serve studiare nulla. Ascoltate prima un brano di Ezio Bosso e uno dei Pink Floyd, per avere in testa i due poli della serata, e lasciate che Jakie vi sorprenda. Arrivate mezz'ora prima: il guardaroba è obbligatorio e il foyer del vecchio Supercinema, con i suoi decori liberty, merita uno sguardo. Chi ha due giorni in più aggiunga Iphigénie en Tauride al Costanzi giovedì 22 alle 18: danza di oggi e opera del Settecento nella stessa trasferta.
Come arrivare al Teatro Nazionale per Echoes
Il Teatro Nazionale è in via del Viminale 51, all'angolo con via Depretis, a pochi minuti a piedi dalla fermata Repubblica Teatro dell'Opera della metro A e dalla stazione Termini. È una delle sale meglio servite di Roma.
In metropolitana
La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica: da lì si scende verso il Viminale in pochi minuti. Chi arriva a Termini, dove si incrociano le linee A e B, può anche camminare.
In autobus
Su via Depretis passano il 70 e il 71, che fermano vicino al teatro. Su via Nazionale passano le linee H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170. Di sera frequenze e percorsi possono cambiare: controllateli il giorno stesso sul calcolatore di percorso ATAC.
In taxi
Per il Costanzi il teatro indica un servizio taxi all'ingresso e la possibilità di prenotare la corsa di ritorno durante gli intervalli; per il Nazionale conviene chiedere al personale di sala. Dopo le recite delle 20, prenotare è più saggio che cercare un taxi in strada.
In auto
La sconsiglio. La zona fra via Nazionale, il Viminale e Termini è centrale e trafficata e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi arriva da fuori lasci l'auto lungo la metro A.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Ezio Bosso era un compositore torinese e che 6 Breaths è nato dal suo lavoro con Rafael Bonachela. Meno spesso si ricorda quanto la sua musica sia entrata nel mondo della danza. Nella stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera di Roma la si ascolta due volte, in due trittici diversi.
La prima è a Motus, al Costanzi dal 31 marzo al 4 aprile 2027: la serata si apre con From Afar, creazione di Nicolas Blanc sulla Sinfonia n. 1 Oceans di Bosso, eseguita dall'orchestra del teatro. La seconda è a Echoes, tre settimane dopo al Nazionale, dove Bosso apre di nuovo la serata con 6 Breaths, nato dalla collaborazione diretta fra lui e Rafael Bonachela. Due trittici, due sale, due coreografi, e in entrambi i casi la sua musica è scelta per il primo pezzo.
Per chi ama Bosso è un'occasione rara: vedere in poche settimane come due coreografi diversi hanno tradotto in movimento la sua scrittura. E c'è una differenza pratica da sapere prima di comprare: a Motus Bosso si ascolta con l'orchestra dal vivo, a Echoes su base registrata.
La foto giusta da fare a Echoes di Bonachela, Eyal e Tortelli al Teatro Nazionale di Roma — dal 20 al 24 aprile 2027
In sala le fotografie sono vietate, con o senza flash, e in uno spettacolo di danza la regola va rispettata con ancora più cura. La foto giusta di Echoes si fa prima o dopo, e fuori.
La prima inquadratura che consiglio è l'angolo fra via del Viminale e via Depretis, con la facciata del vecchio Supercinema e la locandina dello spettacolo. È una foto che racconta la storia della sala: un cinema del 1925 che oggi ospita la danza contemporanea del Teatro dell'Opera. Per la recita del sabato alle 18 si arriva con la luce di fine aprile ancora alta.
La seconda foto è per l'uscita. Salite fino a piazza della Repubblica: la fontana delle Naiadi illuminata, con l'esedra alle spalle, è una delle immagini più belle della Roma umbertina, e a fine aprile, dopo la recita delle 20, la piazza è ancora viva.
Dentro, prima che le luci si spengano e senza flash, guardate gli stucchi dorati del liberty: se volete una foto del foyer chiedete al personale di sala se è consentita, e lasciate stare la sala.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Nazionale comincia nel 1925, quando in via del Viminale apre il Supercinema. Il committente è il commendatore Urbano Rattazzi; il progetto è degli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli con l'ingegnere Giacomo Giobbe. La sala è ricavata dentro un edificio preesistente: trentasei metri per trenta, duemilacinquecento posti fra platea e gallerie, decori liberty con stucchi dorati, pitture, pietre e stoffe.
Negli anni Venti e Trenta il programma alterna i film al varietà e all'avanspettacolo, e per questo la sala nasce con una buca per l'orchestra: un dettaglio che a distanza di un secolo le ha permesso di tornare a ospitare musica dal vivo. Dal dopoguerra il Supercinema diventa soltanto un cinema, uno dei grandi schermi del centro di Roma.
La svolta arriva alla fine degli anni Novanta, quando il Comune di Roma acquisisce la sala e la affida alla Fondazione Teatro dell'Opera. Da allora il Nazionale è la seconda casa della fondazione. Nella stagione 2026/27 ospita Lo schiaccianoci della Scuola di Danza fra novembre e dicembre, la prima italiana in forma scenica del Peter Pan di Bernstein a dicembre, Echoes ad aprile e la prima assoluta di Code: Unknown di Nicola Sani a maggio. Un vecchio cinema del varietà che chiude la sua stagione di danza con i Pink Floyd: la storia della sala, in fondo, torna al punto di partenza.
Chi è passato da Echoes di Bonachela, Eyal e Tortelli al Teatro Nazionale di Roma — dal 20 al 24 aprile 2027
Dalla storia di Echoes, prima ancora che dal palco del Nazionale, sono passati nomi molto diversi. Ezio Bosso, che ha costruito con Rafael Bonachela il concept di 6 Breaths. Il videoartista Tim Richardson e lo stilista Josh Goot, che firmano video e costumi del primo pezzo. Ohad Naharin, il maestro con cui Sharon Eyal ha lavorato per ventitré anni alla Batsheva Dance Company e da cui viene la tecnica Gaga. Gai Behar e Ori Lichtik, i compagni di strada di Eyal nella compagnia L-E-V.
Poi ci sono gli interpreti della compagnia di casa: Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, sotto la direzione di Eleonora Abbagnato. È una compagnia che nella stessa stagione danza Il lago dei cigni, la Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier, Motus, Don Chisciotte e Raymonda, e che in autunno e in estate va in tournée a Ludwigshafen e a Granada.
Al Nazionale, nella stessa stagione, passano Luca Micheletti e Roberto Latini con Peter Pan, gli allievi della Scuola di Danza con Lo schiaccianoci, Marco Angius con Code: Unknown e Isabella Ragonese con È ancora troppo presto. Una sala che in pochi mesi accoglie Bernstein, Čajkovskij, i Pink Floyd e la musica contemporanea di Nicola Sani è la miglior fotografia della vocazione del Nazionale.
Intorno al Teatro Nazionale: Viminale, Repubblica e Monti
Il Teatro Nazionale si trova fra via del Viminale, via Depretis e via Nazionale, a pochi minuti da piazza della Repubblica, dal Teatro Costanzi e dalla stazione Termini. È una zona costruita dopo il 1870 per la nuova capitale, ma in dieci minuti a piedi c'è moltissimo.
Repubblica e le Terme
Salendo verso piazza della Repubblica si incontrano le Terme di Diocleziano, la basilica di Santa Maria degli Angeli e l'Aula Ottagona. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, con le collezioni del Museo Nazionale Romano.
Via Nazionale e Monti
Scendendo per via Nazionale si arriva al Palazzo delle Esposizioni e, più in basso, al rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale. È la direzione giusta per la cena dopo lo spettacolo.
Santa Maria Maggiore
Dall'altro lato, attraversata via Cavour, si raggiunge in un quarto d'ora la basilica di Santa Maria Maggiore: una sosta sensata prima della recita del sabato.
Dove mangiare prima e dopo Echoes
Intorno al Teatro Nazionale l'offerta si concentra su via Nazionale, sulle strade del Viminale e, poco più in là, nel rione Monti. In teatro si consuma solo nei bar interni: la cena va organizzata fuori.
Prima della recita delle 20
Una cena presto, verso le 18.30, in zona Viminale o via Nazionale, permette di arrivare a piedi senza correre. In alternativa, un aperitivo leggero e cena dopo lo spettacolo, prenotando.
Dopo la recita del sabato
Con l'inizio alle 18 si esce all'ora di cena: Monti è la scelta naturale, a piedi da via Nazionale, con osterie, pizzerie ed enoteche. Il sabato sera i tavoli si riempiono: prenotate prima.
Il criterio
Non faccio nomi di locali, perché cambiano gestione più spesso delle stagioni di danza. Il criterio resta lo stesso: lasciate perdere i menu tradotti in cinque lingue sulla porta nelle vie intorno a Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti.
Accessibilità al Teatro Nazionale
La pagina di Echoes non riporta indicazioni specifiche sui posti accessibili del Teatro Nazionale: il modo giusto è contattare la biglietteria della fondazione prima dell'acquisto. I recapiti sono 06 48160255 e 06 4817003, oppure l'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it.
Cosa chiedere
Spiegate le vostre esigenze al momento della prenotazione: posti in platea, accompagnatore, ingresso più comodo. La sala del Nazionale nasce come cinema, con platea e gallerie: chi ha difficoltà motorie chieda un posto in platea.
Con i ragazzi
Echoes non ha parole né sovratitoli, e la musica va dal sinfonico alla techno al rock: è uno spettacolo che funziona con adolescenti e ragazzi abituati ad andare a teatro. La pagina ufficiale non indica limiti d'età.
La stagione di danza 2026/27 intorno a Echoes
Echoes chiude la stagione di danza del Teatro Nazionale, ma il cartellone del Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato continua al Costanzi fino all'autunno 2027. Per chi vuole seguire la compagnia lungo l'anno, ecco dove collocarlo.
Prima di Echoes
La stagione si apre con Il lago dei cigni di Benjamin Pech dal 17 al 31 dicembre 2026, prosegue con la Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier dal 4 al 10 febbraio 2027 e con il trittico Motus di Blanc, McGregor ed Ekman dal 31 marzo al 4 aprile 2027. In ottobre 2026 c'è la serata Icone della Danza.
Dopo Echoes
Al Costanzi tornano i grandi classici: Don Chisciotte nella coreografia di Laurent Hilaire dal 4 all'11 giugno 2027, con Marianela Nuñez e Daniil Simkin, e Raymonda di Jean-Guillaume Bart dal 6 al 13 ottobre 2027. Echoes è il contrappeso contemporaneo di questo percorso, e per chi ama la danza vale la pena tenerli insieme.
Domande frequenti su Echoes a Roma
Quando va in scena Echoes al Teatro Nazionale di Roma?
Echoes va in scena al Teatro Nazionale, in via del Viminale 51, dal 20 al 24 aprile 2027, con quattro recite: martedì 20 aprile alle 20, giovedì 22 alle 20, venerdì 23 alle 20 e sabato 24 alle 18. È una nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma.
Quali coreografie ci sono in Echoes?
Il trittico Echoes riunisce 6 Breaths di Rafael Bonachela sulle musiche di Ezio Bosso, Jakie di Sharon Eyal con Gai Behar sulle musiche di Ori Lichtik, e PINK FLOYD's DIAMONDS, nuova creazione di Diego Tortelli sulle musiche dei Pink Floyd. Le musiche sono su base registrata.
Chi balla in Echoes al Teatro dell'Opera di Roma?
In Echoes danzano Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato. La pagina ufficiale dello spettacolo non indica ancora i nomi dei solisti per ciascuna delle quattro recite al Teatro Nazionale.
Quando si comprano i biglietti per Echoes?
I biglietti singoli per Echoes, come per tutta la stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera di Roma, sono in vendita dall'8 ottobre 2026 sul sito ufficiale del teatro e alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi.
C'è l'orchestra dal vivo in Echoes?
No: per Echoes la pagina ufficiale del Teatro dell'Opera indica musiche su base registrata, per tutti e tre i lavori. Chi vuole ascoltare Ezio Bosso con l'orchestra dal vivo nella stessa stagione trova la sua Sinfonia n. 1 in Motus, al Costanzi dal 31 marzo al 4 aprile 2027.
Come si arriva al Teatro Nazionale?
Il Teatro Nazionale, sede di Echoes, è in via del Viminale 51, a pochi minuti dalla fermata Repubblica Teatro dell'Opera della metro A e dalla stazione Termini. Su via Depretis passano i bus 70 e 71, su via Nazionale le linee H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170.
Si può vedere Echoes e Iphigénie en Tauride nella stessa trasferta?
Sì: Echoes al Teatro Nazionale e Iphigénie en Tauride al Costanzi si sovrappongono nella settimana dal 20 al 24 aprile 2027. Una combinazione possibile è Iphigénie giovedì 22 aprile alle 18 e Echoes venerdì 23 alle 20: le due sale sono a pochi minuti a piedi.
Il consiglio finale su Echoes
La danza contemporanea spaventa più di Wagner. Echoes è la serata giusta per superare la paura: tre pezzi, tre musiche riconoscibili, una compagnia di casa che ha il repertorio classico nelle gambe e qui lo mette alla prova su altri linguaggi. Il consiglio è netto: prendete il venerdì, sedetevi a metà platea, e portate qualcuno che non è mai stato a vedere danza. Uscirà parlando dei Pink Floyd, ma ricorderà Jakie.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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