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Motus di Blanc, McGregor ed Ekman al Teatro dell’Opera di Roma — dal 31 marzo al 4 aprile 2027

Motus, il trittico di danza contemporanea con coreografie di Nicolas Blanc, Wayne McGregor e Alexander Ekman, va in scena al Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7 (00184 Roma), dal 31 marzo al 4 aprile 2027, in sei recite: mercoledì 31 marzo alle 20:00, giovedì 1 e venerdì 2 aprile alle 20:00, sabato 3 aprile alle 15:00 e alle 20:30, domenica 4 aprile alle 16:30. In programma «From Afar» di Blanc sulla Sinfonia n. 1 «Oceans» di Ezio Bosso, eseguita dall'Orchestra del Teatro dell'Opera diretta da Daniel Capps, «Borderlands» di McGregor e «Fit» di Ekman, con Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del teatro. Il Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi, o con gli autobus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170). I biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/2027 sono in vendita dall'8 ottobre 2026 alla biglietteria del teatro e sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina ufficiale dello spettacolo; i prezzi sono pubblicati nel listino ufficiale della stagione.

Tre coreografi vivi, tre linguaggi diversi, una sola serata. Motus è il trittico con cui il Teatro dell'Opera di Roma porta al Costanzi, fra la fine di marzo e il primo fine settimana di aprile 2027, una fotografia della danza di oggi: un francese cresciuto fra Monte-Carlo, l'Opéra di Parigi e San Francisco, un inglese che il Royal Ballet ha voluto come coreografo residente, uno svedese che ha riempito il palcoscenico di acqua e ha firmato la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Parigi. Chi pensa che il balletto al Costanzi sia soltanto tutù e Čajkovskij ha qui la smentita più netta della stagione.

Motus al Costanzi: le sei recite, date, orari e turni

Motus va in scena al Teatro Costanzi con sei recite in cinque giorni, dal 31 marzo al 4 aprile 2027, secondo il calendario ufficiale della stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera di Roma.

Tutte le recite

  • Mercoledì 31 marzo 2027, ore 20:00, prima rappresentazione, turno A.
  • Giovedì 1 aprile 2027, ore 20:00, turno B.
  • Venerdì 2 aprile 2027, ore 20:00, turno C.
  • Sabato 3 aprile 2027, ore 15:00, turno D.
  • Sabato 3 aprile 2027, ore 20:30, recita fuori abbonamento.
  • Domenica 4 aprile 2027, ore 16:30, turno E.

Che cosa indicano le lettere

Le lettere A, B, C, D ed E sono i turni degli abbonati. La recita di sabato 3 aprile alle 20:30 è l'unica senza turno: è la sera in cui, di regola, resta più spazio per chi compra il biglietto singolo. Il sabato è anche l'unico giorno con due recite, una pomeridiana alle 15 e una serale.

Una nuova produzione

La pagina ufficiale presenta Motus come nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma, con l'Orchestra, le Étoiles, i Primi Ballerini, i Solisti e il Corpo di Ballo del teatro, diretto da Eleonora Abbagnato.

Il programma di Motus: tre balletti, tre sguardi

Il programma di Motus si apre con «From Afar» di Nicolas Blanc, prosegue con «Borderlands» di Wayne McGregor e si chiude con «Fit» di Alexander Ekman, nell'ordine indicato dal comunicato del teatro.

From Afar: Blanc e la Sinfonia «Oceans» di Bosso

«From Afar» ha la coreografia di Nicolas Blanc e la musica della Sinfonia n. 1 «Oceans» di Ezio Bosso, di cui la pagina ufficiale elenca tre movimenti: «Allegro To Plough The Waves», «Trio Nostalgija» e «An immigrant Song». È l'unico dei tre balletti con l'orchestra dal vivo: la dirige Daniel Capps. Sul sito del coreografo «From Afar» figura come creazione per il Corpo di Ballo dell'Opera di Roma datata 2022: il ritorno di un titolo nato proprio per questa compagnia.

Borderlands: McGregor per la prima volta al Costanzi

«Borderlands» porta la firma di Wayne McGregor per coreografia e costumi; le scene sono dello stesso McGregor con Lucy Carter. La musica è di Joel Cadbury e Paul Stoney, eseguita su base registrata. Il comunicato del teatro sottolinea che è la prima volta di McGregor al Costanzi.

Fit: Ekman, dalle pulsazioni elettroniche a Take Five

«Fit» ha coreografia e scene di Alexander Ekman, costumi di Ekman con Yolanda Klompstra, al debutto all'Opera di Roma. La colonna sonora, su base registrata, mette in fila «Serious drug» di Wildcookie con Freddie Cruger e Anthony Mills, dall'album «Cookie Dough» del 2011, «No» di Nicolas Jaar, dall'album «Songs» del 2016, e «Take Five» del Dave Brubeck Quartet, da «Time Out» del 1959. Mezzo secolo di musica in una sola coreografia: un indizio del tono, che nei lavori di Ekman raramente è serioso.

La logica della serata

La costruzione è chiara. Si parte con l'orchestra in buca e una sinfonia italiana contemporanea, si passa a un lavoro su partitura elettronica, si chiude con un balletto che mescola musica da club e jazz. Dal suono dal vivo al suono registrato, dal lirismo alla leggerezza: è un programma che va in crescendo verso il divertimento, e chi porta a teatro un amico scettico sulla danza ha buone probabilità di convertirlo.

Chi è Nicolas Blanc, coreografo di From Afar

Nicolas Blanc è un coreografo francese, ex primo ballerino del San Francisco Ballet e per quindici anni maître e direttore delle prove del Joffrey Ballet di Chicago; dall'agosto 2026 lavora come coreografo indipendente.

La formazione: Montauban, Monte-Carlo, Parigi

Blanc ha cominciato a studiare danza a Montauban, nel sud della Francia, e ha proseguito all'Académie de Danse Classique Princesse Grace di Monte-Carlo. Nel 1994 ha vinto una borsa di studio al Prix de Lausanne, che gli ha permesso di completare la formazione alla Scuola di danza dell'Opéra di Parigi.

Una carriera da ballerino fra Europa e Stati Uniti

Ha danzato al Balletto dell'Opera di Nizza, alla Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf, al Balletto di Zurigo e al San Francisco Ballet, dove nel 2004 è stato nominato Principal Dancer. Il suo repertorio comprendeva ruoli principali in «Jewels», «Symphony in C», «Square Dance», «Divertimento No. 15» e «The Four Temperaments» di Balanchine, il «Dybbuk» di Robbins, la «Carmen» di Mats Ek, Benvolio e Mercuzio in «Romeo e Giulietta». Ha creato ruoli per Christopher Wheeldon, in «Rush» e «Quaternary», per Stanton Welch, Yuri Possokhov e Helgi Tomasson.

I riconoscimenti

Nel 1998 la città di Düsseldorf gli ha assegnato un premio speciale per le arti dello spettacolo; la sua città natale lo ha premiato nel 2004 e nel 2013. La rivista Dance Magazine lo ha inserito fra i «25 to Watch». Nel 2010 è stato candidato, con Tina LeBlanc, all'Isadora Duncan Dance Award per il miglior ensemble in «Within the Golden Hour» di Wheeldon.

Dalla sala prove alla coreografia

Nel 2009 Blanc è entrato allo Scottish Ballet come direttore delle prove, e nel 2011 al Joffrey Ballet. Nel luglio 2014 ha vinto il premio per la coreografia all'International Ballet Competition di Jackson, nel Mississippi, con il duetto «Rendez-Vous». Ha partecipato al New York Choreographic Institute del New York City Ballet, creando «Mothership» per il gala 2016. Per il Joffrey ha firmato «Beyond the Shore» nel 2018 e «Under the Trees' Voices» nel 2021; nel 2023 «Gateway to the Sun» per il festival Next@90 del San Francisco Ballet; nel 2025 «At night's delicious close» per l'Oregon Ballet Theatre.

Il filo Bosso

C'è un titolo nell'elenco di Blanc che un lettore italiano riconosce subito: «Under the Trees' Voices», che è il sottotitolo della Sinfonia n. 2 di Ezio Bosso. Con «From Afar» sulla Sinfonia n. 1, Blanc torna dunque per la seconda volta al compositore torinese. È un sodalizio a distanza che il pubblico romano vede ora nella forma più completa, con l'orchestra dal vivo.

Chi è Wayne McGregor, coreografo di Borderlands

Sir Wayne McGregor, nato a Stockport il 12 marzo 1970, è un coreografo britannico, dal 2006 coreografo residente del Royal Ballet di Londra e fondatore della compagnia che oggi porta il suo nome.

Gli inizi: Leeds e The Place

McGregor ha studiato all'Università di Leeds. Nel 1992 è diventato coreografo residente di The Place, a Londra, e nello stesso anno ha fondato la sua compagnia, Random Dance, poi rinominata Company Wayne McGregor. Negli anni Novanta ha lavorato come coreografo e direttore dei movimenti al National Theatre e all'Old Vic; nel 1996 è stato candidato al Laurence Olivier Award per le coreografie di «A Little Night Music» con Judi Dench.

Il Royal Ballet e le grandi compagnie

Dal 2002 è stato coreografo residente del Sadler's Wells, dal 2006 lo è del Royal Ballet. Ha firmato oltre trenta lavori per la sua compagnia e quindici per il Royal Ballet, e ha creato per il Teatro alla Scala, l'Opéra di Parigi, il Balletto di Stoccarda, il New York City Ballet, l'American Ballet Theatre, l'English National Ballet e il Bol'šoj.

Woolf Works, The Dante Project, MaddAddam

Nel 2009 ha vinto il Prix Benois de la Danse. Nel 2015 «Woolf Works», su musica di Max Richter e ispirato a Virginia Woolf, danzato alla prima da Alessandra Ferri, Federico Bonelli, Matthew Ball e Natal'ja Osipova, gli è valso il Laurence Olivier Award ed è arrivato alla Royal Opera House, alla Scala e al Metropolitan. Nel 2021 ha portato al debutto «The Dante Project», il suo secondo balletto in tre atti; nel 2024 «MaddAddam», dal romanzo di Margaret Atwood, ancora su musica di Richter. Nel 2026 ha ricevuto un Olivier Award per il contributo alla danza.

Il legame con l'Opera di Roma

Il comunicato della stagione ricorda che McGregor è partner del Teatro dell'Opera di Roma nel progetto Lazio Teatro Danza, che consente a giovani danzatori selezionati un periodo di formazione nello studio londinese del coreografo. Il progetto della Regione Lazio ha anche un momento pubblico di restituzione, come quello raccontato nella scheda su Lazio Danza e Teatro al Mattatoio. «Borderlands» al Costanzi completa il rapporto: dopo gli allievi a Londra, il coreografo a Roma.

Chi è Alexander Ekman, coreografo di Fit

Alexander Ekman, nato a Stoccolma nel 1984, è un coreografo e danzatore svedese; ha creato una cinquantina di lavori per compagnie di tutto il mondo e nel 2024 è stato direttore artistico e coreografo della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici di Parigi.

La formazione e gli anni da danzatore

Ekman si è formato alla scuola del Balletto Reale Svedese dal 1994 al 2001. Ha danzato al Balletto Reale Svedese, poi al Nederlands Dans Theater II dal 2002 al 2005 e al Cullberg Ballet dal 2005 al 2006, dove ha debuttato come coreografo. A ventun anni ha lasciato la carriera di interprete per dedicarsi a tempo pieno alla coreografia.

Cacti e le compagnie

Nel 2006 ha firmato «Flockwork» per il Nederlands Dans Theater. «Cacti», del 2010, è stato ripreso da una ventina di compagnie; nel 2013 gli è valso una candidatura al Laurence Olivier Award. I suoi lavori sono stati danzati dai Ballets de Monte-Carlo, dal Boston Ballet, dal Pacific Northwest Ballet, dal Semperoper Ballett, dal Balletto Nazionale Norvegese, dal Balletto Reale Svedese, dalla Sydney Dance Company e dal Wiener Staatsballett. Per alcuni ha disegnato scene e costumi, come fa anche per «Fit».

Un lago vero e un Play all'Opéra

Nel 2014 ha creato per il Balletto Nazionale Norvegese «A Swan Lake», riempiendo il palcoscenico con migliaia di litri d'acqua per ottenere un lago vero. Con il compositore Mikael Karlsson ha firmato anche «Midsummer Night's Dream» per il Balletto Reale Svedese nel 2015 e «COW». Nel 2017 ha creato «PLAY» per il Balletto dell'Opéra di Parigi, replicato per 25 recite esaurite al Palais Garnier nel dicembre di quell'anno.

I premi

Fra i riconoscimenti elencati nella sua biografia figurano il National Dance Award britannico del 2010, il Medea Award svedese del 2015 per «Midsummer Night's Dream», la borsa Birgit Cullberg e il premio Såstaholm nel 2015, il premio tedesco Faust nel 2016 per «COW». Nel 2015 ha condotto il programma radiofonico svedese «Sommar».

Perché chiude la serata

Ekman è il coreografo dell'ironia: «Cacti» nasceva come commento al bisogno di giudicare e al mondo dell'arte che si prende troppo sul serio. Mettere lui in fondo al programma significa mandare il pubblico a casa con il sorriso. È una scelta di regia della serata, prima ancora che di repertorio.

Ezio Bosso, la Sinfonia «Oceans» e l'Orchestra dell'Opera

Ezio Bosso, nato a Torino nel 1971 e morto a Bologna il 14 maggio 2020, è stato compositore, pianista, contrabbassista e direttore d'orchestra; la sua Sinfonia n. 1 «Oceans» è la musica di «From Afar».

Un compositore per la danza

La musica di Bosso è stata commissionata o utilizzata dalla Wiener Staatsoper, dalla Royal Opera House, dal New York City Ballet, dal San Francisco Ballet e dal Bol'šoj, e da coreografi come Christopher Wheeldon e Rafael Bonachela. Per Wheeldon ha firmato «Within the Golden Hour», creato nel 2008 per il San Francisco Ballet; per Bonachela «6 Breaths», del 2010.

Il premio australiano per «Oceans»

Nel 2010 Bosso ha ricevuto il Green Room Award, primo non australiano a vincerlo, proprio con la sua prima sinfonia, «Oceans». Al cinema ha firmato le colonne sonore di «Io non ho paura», «Quo vadis, baby?» e «Il ragazzo invisibile» di Gabriele Salvatores.

Bosso e Roma

Il 20 giugno 2019 Bosso ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma. Ha diretto, fra le altre, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e si è esibito all'Auditorium Parco della Musica. Ascoltare «Oceans» al Costanzi, eseguita da un'orchestra romana, ha il sapore di un omaggio della città a un suo cittadino d'elezione.

Una curiosità su Motus di Blanc, McGregor ed Ekman al Teatro dell'Opera di Roma — dal 31 marzo al 4 aprile 2027

La curiosità più bella di Motus è un filo che lega Nicolas Blanc, Ezio Bosso e il Corpo di Ballo romano passando per un balletto che al Costanzi non è in programma: «Within the Golden Hour» di Christopher Wheeldon.

Wheeldon creò «Within the Golden Hour» nel 2008 per il San Francisco Ballet, su musica di Ezio Bosso. Nel 2010 Nicolas Blanc, che del San Francisco Ballet era primo ballerino, fu candidato all'Isadora Duncan Dance Award insieme a Tina LeBlanc proprio per quel balletto, nella categoria del miglior ensemble. Il primo incontro di Blanc con la musica di Bosso, insomma, è avvenuto da interprete, sul palcoscenico, molto prima che ne facesse la materia delle sue coreografie.

Il cerchio si chiude a Roma. Nell'estate 2025 il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera ha danzato «Within the Golden Hour» alle Terme di Caracalla, in un trittico con il «Bolero» di Béjart e il «Sacre du printemps» di Pina Bausch. Due anni dopo gli stessi danzatori ballano Bosso con la coreografia di chi, quindici anni prima, aveva ballato lo stesso compositore per Wheeldon. E pochi giorni dopo Motus, dal 20 aprile, il Teatro Nazionale ospita il trittico Echoes, che si apre con «6 Breaths» di Bonachela, ancora sulle musiche di Bosso.

Nella primavera 2027, dunque, il compositore torinese sarà di casa nei due teatri della fondazione. Per chi lo ha amato, è una piccola stagione nella stagione.

Il Teatro Costanzi, la sala di Motus

Il Teatro Costanzi conta oggi 1.560 posti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata dal perugino Annibale Brugnoli; la scheda completa della sala è quella del Teatro dell'Opera di Roma.

Una cassa armonica dell'Ottocento

Il costruttore Domenico Costanzi affidò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che pensò la sala a ferro di cavallo come una cassa armonica. Per «From Afar», con l'orchestra in buca, la forma della sala lavora a favore della musica; per «Borderlands» e «Fit», su base registrata, conta soprattutto la visione del palcoscenico.

Da che posto guardare la danza

Per un balletto contemporaneo la scelta del posto obbedisce a regole diverse da quelle dell'opera. Dalla balconata e dalle prime file della galleria si leggono i disegni del gruppo, le diagonali, le simmetrie che si rompono. Dalla platea si vedono meglio i volti e il lavoro delle braccia, che in McGregor è essenziale. I posti dietro dei palchi laterali, che tagliano una parte del palcoscenico, sono i meno adatti a una serata di danza.

Una cosa che non ti dice nessuno su Motus di Blanc, McGregor ed Ekman al Teatro dell'Opera di Roma — dal 31 marzo al 4 aprile 2027

Quello che quasi nessuno dice di Motus è che due balletti su tre si danzano su musica registrata. La pagina ufficiale lo scrive chiaramente per «Borderlands» e per «Fit»: musica su base registrata. L'orchestra suona soltanto nel primo pezzo, la Sinfonia «Oceans» di Bosso per «From Afar».

Per il pubblico abituato all'opera questa è una piccola sorpresa, e merita una spiegazione. La musica elettronica di Joel Cadbury e Paul Stoney per McGregor, e la sequenza di Wildcookie, Nicolas Jaar e Dave Brubeck per Ekman, sono state pensate come registrazioni: suonarle dal vivo con un'orchestra sinfonica le tradirebbe. In quei due pezzi il suono arriva dagli altoparlanti, e la sala del Costanzi, costruita per la voce e per l'orchestra, diventa per mezz'ora qualcosa di più vicino a un teatro di danza contemporanea.

La conseguenza pratica riguarda la scelta del posto. Nelle serate d'opera molti cercano i palchi vicini alla buca per sentire bene l'orchestra; per Motus quel criterio vale per un solo balletto su tre. Qui conta la visione, e la visione migliore del disegno coreografico si ha dall'alto, in balconata o in prima galleria, dove i biglietti costano meno.

La seconda cosa che non si dice è che i trittici hanno intervalli tecnici fra un pezzo e l'altro, per cambiare scene e luci. Chi arriva tardi aspetta nel foyer fino alla prima pausa, e perde un balletto intero: a spettacolo iniziato non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria.

Biglietti, prezzi e riduzioni per Motus

I biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera di Roma, Motus compreso, sono in vendita dall'8 ottobre 2026; il listino ufficiale della stagione colloca Motus nella stessa fascia di prezzo di Raymonda.

Dove si comprano

La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, chiusa nei giorni festivi. Online si acquista sul sito ufficiale del teatro, sul circuito di prevendita autorizzato. La prenotazione telefonica passa per i numeri 06 4817003 e 06 48160255. Il teatro invita a rivolgersi esclusivamente ai canali autorizzati dalla Fondazione e declina ogni responsabilità per transazioni irregolari fatte altrove.

Le riduzioni

Il listino 2026/2027 prevede una riduzione del 25 per cento sul prezzo intero per gli under 30 con la Carta Giovani Opera, per gli over 65 e per gli under 12, escluse le prime rappresentazioni e i posti di balconata e galleria. Per le persone con disabilità e gli accompagnatori è prevista, dove indicato, una riduzione del 25 per cento su palchi e platea, sempre escluse le prime; per chi usa la sedia a rotelle il biglietto costa 5 euro. I gruppi di associazioni culturali di almeno dieci persone hanno sconti dedicati.

Abbonamenti

Motus è compreso negli abbonamenti Gran Teatro e Gran Teatro All Inclusive, in tutti i turni, e il teatro propone anche la formula Tutto Danza per chi segue soltanto i balletti. Chi pensa di vedere più titoli di danza della stagione, dal Lago dei cigni di dicembre alla Terza Sinfonia di Mahler di Neumeier a febbraio, farà bene a confrontare il costo con quello dei biglietti singoli.

Il consiglio che ti do per visitare Motus di Blanc, McGregor ed Ekman al Teatro dell'Opera di Roma — dal 31 marzo al 4 aprile 2027

Il consiglio è netto: scegliete la recita di sabato 3 aprile alle 20:30, prendete un posto in balconata e ascoltate la Sinfonia «Oceans» di Bosso prima di uscire di casa.

La recita del sabato sera è l'unica senza turno di abbonamento: è quella che dà più possibilità di scelta a chi compra il singolo biglietto, e cade nel primo fine settimana di aprile, quando la città comincia a vivere le sere di primavera. La balconata, per un programma in cui due balletti su tre si giocano sul disegno e sul movimento del gruppo, è il posto più istruttivo della sala, e costa una frazione della platea.

Quanto alla musica: «Oceans» è una sinfonia facile da trovare e da ascoltare, e arrivare al Costanzi con i suoi temi in testa permette di guardare la coreografia di Blanc senza inseguire la partitura. Per McGregor ed Ekman vale il contrario: andate senza preparazione e godetevi la sequenza di elettronica, club e jazz. «Take Five» nel finale di «Fit» lo riconoscerete comunque.

Ultimo consiglio: se venite con qualcuno che non ha mai visto danza contemporanea, non spiegategli nulla prima. Motus è costruito per conquistare anche chi entra diffidente.

Come arrivare al Teatro dell'Opera per Motus

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli: per le recite di Motus è il mezzo più comodo, a qualsiasi ora.

Metropolitana

La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica. Da lì si cammina pochi minuti fino al teatro. Chi arriva alla stazione Termini può prendere la stessa linea per una fermata o proseguire a piedi.

Autobus

Il teatro indica le linee di via Nazionale, H, 40, 60, 64, 70, 71, 170 e 116T; quelle di via Depretis, 70 e 71; quelle di via Cavour, 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649 e 714; e quelle che fermano a Termini, 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649 e 714. Per la recita di domenica 4 aprile conviene controllare gli orari festivi sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Teatro dell'Opera di Roma è anzitutto una casa dell'opera: Cavalleria rusticana e Tosca sono nate qui. Si cita molto meno spesso che il Costanzi ha aperto le porte alla danza del Novecento più di un secolo fa, e che una donna ne è stata l'artefice.

Il soprano Emma Carelli prese la guida dell'Impresa Costanzi nel 1912 e la tenne per quattordici anni. In quel periodo portò a Roma, fra le altre cose, i Ballets Russes di Djagilev: la compagnia che per prima fece del balletto un laboratorio di avanguardia, chiamando a lavorare insieme coreografi, compositori e pittori. È da quella stagione che il Costanzi conosce la danza come arte contemporanea, e non soltanto come intermezzo dell'opera.

Motus è un discendente diretto di quell'idea. Tre coreografi vivi, musica di oggi, scene e costumi firmati dagli stessi autori, come facevano i Ballets Russes quando chiamavano i pittori a disegnare le scene. Ekman che firma coreografia, scene e costumi di «Fit», McGregor che firma coreografia e costumi di «Borderlands» e ne progetta le scene con Lucy Carter: è la stessa logica dello spettacolo totale, cent'anni dopo.

La lezione che ne ricavo per chi va a teatro è semplice: al Costanzi la danza contemporanea non è un corpo estraneo, è una tradizione di casa. Chi la guarda con sospetto ignora una parte della storia della sala in cui siede.

Regole di sala e orari al Costanzi

Il regolamento di sala del Teatro dell'Opera di Roma prevede l'apertura delle porte circa un'ora prima dell'inizio e garantisce l'accesso in sala fino all'inizio dello spettacolo; a spettacolo iniziato non si entra, salvo diversa indicazione del personale.

Ritardi

Chi arriva in ritardo con un biglietto di platea viene invitato ad attendere nel foyer fino al primo intervallo, dove ci sono monitor per seguire lo spettacolo. In un trittico significa perdere il primo balletto, cioè, per Motus, l'unico con l'orchestra dal vivo.

La foto giusta da fare a Motus di Blanc, McGregor ed Ekman al Teatro dell'Opera di Roma — dal 31 marzo al 4 aprile 2027

In sala fotografie e riprese sono vietate, e in un balletto la regola protegge anche i danzatori: il lampo di un telefono può distrarre chi salta o solleva un compagno. La foto giusta di Motus si fa prima dello spettacolo o durante gli intervalli.

La prima è quella della sala vista dall'alto, dalla balconata o dalla galleria, prima che si spengano le luci: il ferro di cavallo dei palchi, la cupola affrescata da Annibale Brugnoli, il grande lampadario di cristallo acceso nel 1928. È l'immagine più riconoscibile del teatro, e chi ha scelto un posto in alto ce l'ha davanti senza doversi muovere.

La seconda è quella della facciata su piazza Beniamino Gigli, con il manifesto dello spettacolo. L'immagine della stagione 2026/2027 è stata affidata all'artista digitale Elena Manferdini, che lavora con l'intelligenza artificiale: le locandine hanno un'estetica sospesa fra realismo fotografico e distorsione fantastica, e quella di Motus, fotografata con il biglietto in mano, è un ricordo che dice molto della stagione.

La terza si fa all'uscita, a pochi minuti a piedi: piazza della Repubblica di sera, con la fontana illuminata e l'esedra. All'inizio di aprile, dopo la recita del pomeriggio, la luce del tramonto sul travertino vale la deviazione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con «Semiramide» di Gioachino Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946.

In mezzo ci sono le date che hanno fatto la storia dell'opera italiana: il 17 maggio 1890 la prima assoluta di «Cavalleria rusticana» di Pietro Mascagni, il 14 gennaio 1900 la prima assoluta di «Tosca» di Giacomo Puccini. Nel 1905 il Consiglio comunale istituì l'Orchestra Municipale, che fu di fatto l'orchestra del Costanzi fino al 1926. Nel 1907 la gestione passò all'impresario Walter Mocchi, e dal 1912 la guidò la moglie, il soprano Emma Carelli, che portò a Roma i Ballets Russes.

Nel 1926 il Comune di Roma acquistò il teatro, che divenne Teatro Reale dell'Opera con la ristrutturazione di Marcello Piacentini. Il 27 febbraio 1928 la seconda inaugurazione, con «Nerone» di Arrigo Boito, e l'accensione del lampadario di ventisettemila gocce di cristallo. Nel 1935 nacque il coro stabile per volontà di Tullio Serafin. Nel 1958 Piacentini firmò il restyling definitivo in vista delle Olimpiadi del 1960.

Per la danza la storia più recente è quella di un Corpo di Ballo che, sotto la direzione di Eleonora Abbagnato, porta i suoi spettacoli nelle tournée internazionali e accoglie coreografi di primo piano. La prima volta di Wayne McGregor al Costanzi, con «Borderlands», è una data che aggiunge un capitolo a questa storia.

Chi è passato da Motus di Blanc, McGregor ed Ekman al Teatro dell'Opera di Roma — dal 31 marzo al 4 aprile 2027

Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino.

Per la danza, il nome da ricordare è quello dei Ballets Russes di Djagilev, chiamati a Roma da Emma Carelli, soprano e impresaria, che guidò il teatro dal 1912 per quattordici anni. Una donna alla testa di un grande teatro d'opera all'inizio del Novecento, e una compagnia che cambiò la storia del balletto: è da qui che il Costanzi ha imparato a guardare la danza come arte del suo tempo.

Sul podio del teatro si sono avvicendati direttori come Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti e Daniele Gatti. Sul palcoscenico, nel 1987, ha debuttato Cecilia Bartoli, che nel maggio 2027 torna al Costanzi per festeggiare quarant'anni di carriera.

Nella primavera 2027 la lista si allunga con tre coreografi: Nicolas Blanc, che ritrova la compagnia per cui ha creato «From Afar»; Wayne McGregor, alla sua prima volta in questa sala; Alexander Ekman, che dopo il Palais Garnier e le Paralimpiadi di Parigi porta a Roma la sua ironia. Con loro il direttore Daniel Capps e la costumista Yolanda Klompstra, anche lei al debutto al lirico romano.

Intorno al Costanzi: Repubblica, Viminale e Monti

Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini: una zona in cui si può riempire facilmente il pomeriggio che precede la recita.

Piazza della Repubblica e le Terme

Uscendo dalla metro si arriva in piazza della Repubblica, con la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ricavata nelle Terme di Diocleziano. Verso Termini, Palazzo Massimo alle Terme ospita il Museo Nazionale Romano: chi ha il biglietto per la recita delle 15 del sabato può visitarlo la mattina.

Verso Monti

Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni e, più in basso, comincia il rione Monti, con le sue strade strette e i suoi locali. Oltre via Cavour, la Basilica di Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora a piedi.

Dove mangiare prima e dopo Motus

Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti.

Prima dello spettacolo

Per le recite delle 20 si può cenare presto, verso le 18.30, dalle parti di via Nazionale o del Viminale. Per il sabato alle 15 conviene un pranzo in zona senza fretta; per la domenica alle 16:30 un pranzo tardo e leggero.

Dopo lo spettacolo

Un trittico dura meno di un'opera, e dopo le recite pomeridiane resta tutta la sera. Monti è la scelta più naturale: si scende a piedi da via Nazionale e si trova una scelta ampia di osterie, enoteche e pizzerie. Dopo la recita del sabato sera, prenotate prima: il primo weekend di aprile è pieno.

Accessibilità al Teatro Costanzi

Secondo il regolamento di sala, l'accesso al Teatro Costanzi non presenta barriere architettoniche: dall'ingresso principale, con un percorso lineare, si arriva direttamente in platea, dove ci sono spazi per quattro carrozzelle e quattro accompagnatori, e con l'ascensore si raggiungono i palchi di primo, secondo e terzo ordine.

Per chi usa la sedia a rotelle il biglietto costa 5 euro, e l'accompagnatore ha una tariffa agevolata alle repliche. Il consiglio pratico è di chiamare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 o 06 4817003, o di scrivere a ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze: i posti attrezzati sono pochi, e per una recita del fine settimana vanno prenotati per tempo. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria.

Domande frequenti su Motus all'Opera di Roma

Quando va in scena Motus al Teatro dell'Opera di Roma?

Motus va in scena al Teatro Costanzi dal 31 marzo al 4 aprile 2027 in sei recite: mercoledì 31 marzo, giovedì 1 e venerdì 2 aprile alle 20:00, sabato 3 aprile alle 15:00 e alle 20:30, domenica 4 aprile alle 16:30. La prima è quella del 31 marzo.

Quali balletti ci sono in Motus?

Il trittico Motus comprende «From Afar» di Nicolas Blanc sulla Sinfonia n. 1 «Oceans» di Ezio Bosso, con l'orchestra diretta da Daniel Capps, «Borderlands» di Wayne McGregor su musica di Joel Cadbury e Paul Stoney e «Fit» di Alexander Ekman, che si chiude con «Take Five» di Dave Brubeck.

C'è l'orchestra dal vivo in Motus?

In Motus l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma suona dal vivo soltanto in «From Afar», la Sinfonia «Oceans» di Bosso diretta da Daniel Capps. «Borderlands» e «Fit» si danzano su musica registrata, come indica la pagina ufficiale dello spettacolo.

Quando si comprano i biglietti per Motus?

I biglietti per Motus, come per tutti i singoli spettacoli della stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera di Roma, sono in vendita dall'8 ottobre 2026 alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1 e sul sito ufficiale del teatro. Motus è compreso anche negli abbonamenti Gran Teatro.

Ci sono riduzioni per giovani e anziani?

Per Motus il listino del Teatro dell'Opera di Roma prevede una riduzione del 25 per cento sul prezzo intero per under 30 con Carta Giovani Opera, over 65 e under 12, escluse la prima del 31 marzo e i posti di balconata e galleria. Per chi usa la sedia a rotelle il biglietto costa 5 euro.

Motus è adatto ai bambini?

Il Teatro dell'Opera di Roma consiglia per i suoi spettacoli un'età minima di quattro anni. Motus, con tre balletti brevi e il finale ironico di Ekman, funziona bene con ragazzi dagli otto, dieci anni; le recite di sabato alle 15 e di domenica alle 16:30 sono le più comode per le famiglie.

Come si arriva al Teatro Costanzi?

Il Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi. Servono la zona anche gli autobus di via Nazionale, fra cui H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170.

Chi è Wayne McGregor?

Wayne McGregor, coreografo di «Borderlands» in Motus, è un coreografo britannico nato nel 1970, dal 2006 coreografo residente del Royal Ballet di Londra, autore di «Woolf Works» e vincitore del Prix Benois de la Danse. Al Costanzi è alla sua prima volta.

Per chiudere, un consiglio pratico: prendete due posti in balconata per il sabato sera, ascoltate «Oceans» di Bosso sulla strada per il teatro e restate seduti fino all'ultimo applauso di «Fit». È la serata di danza della stagione che consiglierei a chi crede di non amare la danza.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento31 Marzo 2027 20:00 — 4 Aprile 2027
IndirizzoTeatro dell'Opera di Roma, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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