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Il lago dei cigni al Teatro dell’Opera di Roma — dal 17 al 31 dicembre 2026

Il lago dei cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij torna al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, dal 17 al 31 dicembre 2026, nella coreografia di Benjamin Pech. La prima è giovedì 17 dicembre alle ore 20; seguono tredici repliche fino alla recita di San Silvestro, giovedì 31 dicembre alle 18. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). Il listino pubblicato dal teatro per la stagione 2026/27 va da 22 a 120 euro la sera della prima e da 17 a 95 euro per le repliche; la recita del 31 dicembre ha prezzi propri, da 30 a 170 euro. I biglietti dei singoli spettacoli sono in vendita dall'8 ottobre 2026, allo sportello della biglietteria in piazza Beniamino Gigli 1 e sul circuito di prevendita autorizzato indicato sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma.

Sul podio c'è Ido Arad; come artisti ospiti arrivano Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov, stelle del Royal Ballet di Londra, e Paul Marque, étoile dell'Opéra national de Paris, accanto a Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato. È il titolo con cui il teatro apre la sua stagione di danza, ed è il classico di Natale della città. Senza giri di parole: se a Roma si vuole vedere un solo balletto nel corso dell'inverno, è questo, e le date da cerchiare sono quelle della coppia Kaneko e Muntagirov.

Il lago dei cigni al Costanzi in breve: date, orari e interpreti

Il lago dei cigni al Teatro Costanzi conta quattordici recite in quindici giorni, dal 17 al 31 dicembre 2026, con orari che cambiano da una data all'altra: dalle 11 del mattino della vigilia di Natale alle 20.30 dei doppi spettacoli del sabato e del 30 dicembre. Il calendario pubblicato dal teatro è questo, con i turni di abbonamento accanto alle date che li prevedono.

Il calendario delle recite

  • Giovedì 17 dicembre 2026, ore 20: prima rappresentazione, turno A.
  • Venerdì 18 dicembre, ore 20: turno B.
  • Sabato 19 dicembre, ore 15: turno D.
  • Sabato 19 dicembre, ore 20.30.
  • Domenica 20 dicembre, ore 16.30: turno E.
  • Martedì 22 dicembre, ore 20: turno C.
  • Mercoledì 23 dicembre, ore 20.
  • Giovedì 24 dicembre, ore 11: la recita della mattina della vigilia.
  • Domenica 27 dicembre, ore 16.30.
  • Martedì 29 dicembre, ore 20.
  • Mercoledì 30 dicembre, ore 15.
  • Mercoledì 30 dicembre, ore 20.30.
  • Giovedì 31 dicembre, ore 18: la recita di San Silvestro.

Mancano il 21, il 25, il 26 e il 28 dicembre: in quei giorni, Natale e Santo Stefano compresi, non ci sono recite. Chi organizza un soggiorno a cavallo delle feste deve quindi scegliere fra la settimana che precede il Natale e i giorni fra il 27 e il 31.

Gli artisti ospiti, data per data

La pagina dello spettacolo indica le recite degli ospiti in questo modo: Paul Marque il 17, il 19 alle 20.30 e il 20 dicembre; Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov il 24, il 27, il 29 e il 31 dicembre. Per le altre date il teatro non ha ancora pubblicato la distribuzione dei ruoli principali, che saranno affidati agli artisti del Corpo di Ballo della casa. Chi vuole vedere un nome preciso compri solo dopo aver controllato la data: è il primo errore che vedo fare, e il più costoso.

La squadra artistica

Musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij, balletto in un prologo e quattro atti. Direttore Ido Arad, coreografia di Benjamin Pech, assistente alla coreografia Gillian Whittingham, scene e costumi di Aldo Buti, luci di Vinicio Cheli. Orchestra, Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Il teatro presenta lo spettacolo come produzione propria.

Quanto dura

Per l'edizione di dicembre 2026 la durata non è ancora pubblicata. Nella ripresa della stagione 2023/24 dello stesso allestimento il teatro indicava circa due ore e mezza con un solo intervallo: settanta minuti per il primo e il secondo atto, venticinque di pausa, cinquantacinque per il terzo e il quarto. È un riferimento utile per organizzare la cena e il rientro.

Il lago dei cigni, il primo balletto di Čajkovskij

Il lago dei cigni è il primo dei tre balletti di Čajkovskij, composto a Mosca fra l'agosto 1875 e l'aprile 1876 e rappresentato per la prima volta al Teatro Bol'šoj il 20 febbraio 1877 del calendario giuliano, il 4 marzo del nostro. Gli altri due sono La bella addormentata e Lo schiaccianoci: tre titoli che da soli reggono buona parte del repertorio classico mondiale.

Una prima accolta con freddezza

La sera del debutto moscovita la coreografia era di Julius Wenzel Reisinger, la protagonista Pelageja Karpakova. Le ricostruzioni storiche parlano di un'accoglienza tiepida: orchestra e direttore trovavano la partitura complicata e lontana dalle abitudini, i ballerini erano avvezzi a musiche meno impegnative, l'allestimento riciclava materiali di spettacoli precedenti. La critica dell'epoca liquidò la musica come monotona, interessante forse per i soli musicisti. Negli anni successivi, al Bol'šoj, circa un terzo della partitura fu sostituito con brani presi da altri balletti. Due nuove messe in scena, del 1880 e del 1882, con la coreografia di Joseph Hansen, non cambiarono le cose.

La rinascita del 1895

La svolta arrivò a San Pietroburgo, dopo la morte del compositore. Il direttore dei teatri imperiali, il principe Vsevoložskij, forte del successo della Bella addormentata e dello Schiaccianoci, decise di riproporre il titolo. Il lavoro passò a Marius Petipa, maître de ballet del teatro imperiale, e al suo assistente Lev Ivanov. Dopo un secondo atto presentato da solo in un omaggio a Čajkovskij il 1° marzo 1894, il 15 gennaio 1895 del calendario giuliano il Teatro Mariinskij vide il primo allestimento completo. Petipa curò il primo e il terzo atto, Ivanov i due atti bianchi, il secondo e il quarto. La partitura fu rivista dal compositore e direttore italiano Riccardo Drigo, che vi inserì anche pagine pianistiche di Čajkovskij orchestrate da lui. Fu un successo, e da quel momento il balletto entrò nel repertorio di Pietroburgo, di Mosca e poi del mondo.

Perché quasi tutti partono da Petipa e Ivanov

La gran parte delle compagnie basa ancora oggi coreografia e struttura musicale su quella versione del 1895. Anche l'allestimento romano lo dichiara: la coreografia di Benjamin Pech, nella prima edizione del 2018/19, era presentata come tratta da Marius Petipa e Lev Ivanov. È la ragione per cui chi ha visto un Lago a Londra, a Parigi o a Mosca riconosce a Roma gli stessi momenti chiave: la danza dei piccoli cigni, l'adagio del secondo atto, il passo a due del cigno nero nel ballo di corte.

La storia in quattro atti

Nel primo atto il principe Siegfried festeggia il compleanno e la madre gli chiede di scegliere una sposa al ballo del giorno dopo. Nel secondo, in riva a un lago, incontra Odette, principessa trasformata in cigno dal mago Rothbart: di giorno è cigno, di notte torna donna, e solo una promessa d'amore può spezzare l'incantesimo. Nel terzo, al ballo di corte, Rothbart presenta la figlia Odile, vestita di nero e resa simile a Odette: Siegfried la sceglie e tradisce, senza saperlo, il giuramento. Nel quarto il principe torna al lago per chiedere perdono. Come finisca dipende dalla versione, e non è un dettaglio: ne parlo più avanti.

La versione di Benjamin Pech per l'Opera di Roma

La coreografia che si vede al Costanzi è di Benjamin Pech, già étoile dell'Opéra di Parigi, e questa di dicembre 2026 è almeno la terza volta che il Teatro dell'Opera di Roma la mette in scena, dopo le edizioni delle stagioni 2018/19 e 2023/24. È dunque un allestimento della casa, collaudato, con scene e costumi di Aldo Buti e luci di Vinicio Cheli.

Chi è Benjamin Pech

Nato a Béziers nel 1974, Pech ha cominciato con la danza jazz a otto anni ed è entrato nel 1986 alla Scuola di Ballo dell'Opéra di Parigi. Nel 1992, a diciotto anni, è entrato nel Corpo di Ballo; è salito rapidamente, coryphée nel 1994, sujet nel 1997, premier danseur nel 1999. Il 22 settembre 2005, durante una tournée a Shanghai, è stato nominato étoile dopo aver danzato Albrecht in Giselle e Frédéri in L'Arlésienne. Fra i suoi ruoli principali c'è proprio Siegfried nel Lago dei cigni, con Basilio in Don Chisciotte, il principe Désiré nella Bella addormentata e i ruoli del titolo in Onegin, L'uccello di fuoco e Romeo e Giulietta. Ha lavorato con Balanchine, Robbins, Forsythe, Kylián, Preljocaj e Ratmansky, e ha lasciato le scene il 20 febbraio 2016 al Palais Garnier. Da allora lavora come coreografo, maître e consulente artistico.

Un prologo in più

Il teatro presenta il balletto in un prologo e quattro atti. Il prologo mette in scena l'antefatto, cioè il momento in cui Odette cade sotto il sortilegio di Rothbart, che in molte versioni resta affidato alla sola introduzione orchestrale. La storia delle versioni ricorda che portare in scena quella breve introduzione come antefatto è una scelta che si è fatta più volte nel Novecento, e che non è conforme all'originale del 1877: è una delle libertà che rendono riconoscibile un allestimento rispetto a un altro.

Le edizioni romane precedenti

Nella stagione 2018/19 la stessa coreografia era in scena a cavallo fra dicembre e gennaio, con Nir Kabaretti sul podio e Patricia Ruanne assistente coreografa; Odette e Odile furono Anna Nikulina, Alessandra Amato, Susanna Salvi e Marianna Suriano, il principe Semyon Chudin, Claudio Cocino, Germain Louvet e Michele Satriano. Nella stagione 2023/24 dirigeva Koen Kessels, assistenti Isabelle Guérin e Gillian Whittingham; fra gli interpreti Rebecca Bianchi, Alessandra Amato, Marianna Suriano e, come ospiti, Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov. Dopo quell'edizione lo spettacolo è stato portato in tournée al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, sempre con Muntagirov protagonista.

Una curiosità su Il lago dei cigni al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 31 dicembre 2026

Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov, che il 24, il 27, il 29 e il 31 dicembre danzano Odette e Siegfried al Costanzi, si sono sposati l'11 febbraio 2026: a Roma tornano per la prima volta nel Lago dei cigni come marito e moglie. Il loro matrimonio è stato annunciato dalla stessa Kaneko pochi giorni dopo, ed è riportato nelle biografie pubblicate dei due ballerini.

La coincidenza ha un sapore particolare proprio in questo teatro. Kaneko e Muntagirov avevano già danzato insieme il Lago dei cigni di Benjamin Pech al Costanzi nel dicembre 2023, nelle recite del 22 sera, del 25 e del 27: tre serate che a Roma hanno lasciato il segno, tanto che il teatro, annunciando la stagione, ricorda quella presenza di Muntagirov e la successiva tournée a Barcellona. Tornano quindi sullo stesso palcoscenico, nella stessa coreografia, con la stessa orchestra, a tre anni di distanza e con un anello al dito.

Il Lago dei cigni è, per costruzione, una storia di coppia e di fiducia tradita. Il passo a due del secondo atto, l'adagio bianco, è la pagina in cui la ballerina si abbandona al partner; quello del terzo atto, il cigno nero, è la pagina in cui lo inganna. Vedere questi due momenti danzati da una coppia che fuori dal teatro è davvero tale aggiunge uno strato di lettura che nessuna regia può inventare. Non è pettegolezzo: è una delle ragioni per cui il pubblico del balletto segue da sempre le coppie stabili, da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev in poi. Muntagirov, del resto, ha costruito buona parte della sua fama proprio sulle partnership: all'English National Ballet la sua intesa con Daria Klimentová, di diciannove anni più grande, fu paragonata dalla critica a quella di Fonteyn e Nureyev.

Il consiglio è semplice: se potete scegliere, prendete una delle loro quattro date. La recita del 24 alle 11 del mattino è la più insolita, quella del 27 alle 16.30 la più comoda, quella del 31 la più festosa e la più cara.

Fumi Kaneko, Vadim Muntagirov e Paul Marque: chi sono gli ospiti del Lago

Gli artisti ospiti di questo Lago dei cigni vengono da due grandi compagnie europee: Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov sono principal del Royal Ballet di Londra, Paul Marque è étoile dell'Opéra national de Paris. Il teatro li affianca agli artisti del Corpo di Ballo romano, che danzano le altre date e le parti solistiche.

Fumi Kaneko, Odette e Odile

Nata a Osaka nell'ottobre 1991, Kaneko ha cominciato la danza a tre anni e a otto è entrata nella scuola di Jinushi Kaoru, con una formazione soprattutto di stile russo. Ha vinto il primo premio al concorso internazionale di Varna nel 2008 e l'argento ai concorsi di Mosca nel 2009 e degli Stati Uniti nel 2010. Nell'aprile 2011 è entrata al Royal Ballet senza parlare inglese; è diventata first artist nel 2012, solista nel 2013, prima solista nel 2018 e principal nel maggio 2021. Ha danzato Kitri in Don Chisciotte, la Fata Confetto nello Schiaccianoci, Aurora nella Bella addormentata, Giulietta nel Romeo e Giulietta di MacMillan, e ha creato il ruolo di Satana nel Dante Project di Wayne McGregor. Il debutto come Odette e Odile, previsto nel 2020, fu rinviato per la pandemia; lo ha poi affrontato da principal. Nel gennaio 2020 aveva sostituito all'ultimo momento Lauren Cuthbertson come Aurora nella trasmissione cinematografica della Bella addormentata: è il genere di episodio che dice molto sulla solidità di una ballerina.

Vadim Muntagirov, il principe Siegfried

Nato a Čeljabinsk nel 1990 da genitori ballerini, Muntagirov si è formato a Perm dall'età di nove anni. Nel 2006, dopo una borsa vinta al Prix de Lausanne, si è trasferito alla Royal Ballet School di Londra; nel 2009 è entrato all'English National Ballet, dove è diventato primo solista nel 2010, principal nel 2011 e lead principal nel 2012. Nel 2014 è passato al Royal Ballet come principal. Ha vinto due volte il Prix Benois de la Danse: nel 2013 per il principe della Bella addormentata e nel 2019 proprio per Siegfried nel Lago dei cigni. È artista ospite permanente del National Ballet of Japan e ha danzato come ospite con il Balletto dell'Opéra di Parigi, il Mariinskij e l'American Ballet Theatre. Siegfried è il ruolo che gli ha dato la notorietà: nel 2010, a vent'anni, all'English National Ballet, lo danzò con Daria Klimentová, subentrata all'ultimo, in una serata ripresa anche da un documentario della BBC.

Paul Marque, l'étoile di Parigi

Nato a Dax nel 1997, Marque ha cominciato con la danza jazz a quattro anni ed è entrato a dieci anni, nel gennaio 2008, alla Scuola di Ballo dell'Opéra di Parigi. Nel Corpo di Ballo è stato promosso coryphée nel 2016, sujet nel 2017, premier danseur nel 2018; nel 2016 ha vinto la medaglia d'oro a Varna. Il 13 dicembre 2020, a ventitré anni, è stato nominato étoile al termine di una Bayadère di Nureyev trasmessa in streaming a teatro chiuso per la pandemia. Nel suo repertorio ci sono Il lago dei cigni, Giselle, La Sylphide, Lo schiaccianoci, Don Chisciotte, Cenerentola e La Bayadère. Il pubblico romano lo ha già visto come Solor nella Bayadère del Costanzi, ricordata dal teatro nell'annuncio della stagione.

Ido Arad sul podio del Lago dei cigni

A dirigere l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma nel Lago dei cigni è Ido Arad, direttore nato in Florida e cresciuto a Tel Aviv, che dal 2016 al 2018 è stato Kapellmeister e assistente del direttore musicale generale alla Deutsche Oper di Berlino. Per un balletto in cui la partitura è quanto di più sinfonico il repertorio ottocentesco offra, la scelta del direttore conta più di quanto il pubblico del balletto tenda a pensare.

Una formazione tedesca

Arad ha studiato chitarra classica alla Robert Schumann Hochschule di Düsseldorf e direzione d'orchestra con Lutz Köhler all'Universität der Künste di Berlino. Prima di Berlino è stato primo Kapellmeister e vice direttore musicale al teatro di Freiberg e allo Stadttheater di Bremerhaven, dove ha diretto fra l'altro Tannhäuser, Eugenio Onegin, Don Carlo, La bohème e Rusalka. Alla Deutsche Oper ha debuttato nel 2015 dirigendo all'ultimo momento proprio Eugenio Onegin di Čajkovskij, poi Carmen, Il flauto magico, Il barbiere di Siviglia, Un ballo in maschera, Don Carlo, La traviata e Les Huguenots.

Il balletto nel suo repertorio

Il dato più interessante per questa produzione è la frequentazione del repertorio di danza: con lo Staatsballett di Berlino ha diretto Lo schiaccianoci e La bella addormentata di Čajkovskij e il Romeo e Giulietta di Prokof'ev. Ha lavorato come assistente di Asher Fisch alla Bayerische Staatsoper di Monaco e al Teatro Real di Madrid, e ha debuttato in Italia al Comunale di Bologna con Luisa Miller. Un direttore che conosce il Čajkovskij teatrale, opera e balletto, è quello che serve a una partitura che la prima orchestra del 1877 trovò troppo difficile.

Cosa ascoltare

Conviene tenere un orecchio in buca anche mentre gli occhi sono sul palcoscenico. Il primo tema del cigno, che apre l'introduzione, porta già con sé le scale discendenti che attraversano tutto il balletto e alludono al destino dei due amanti; nel primo atto compare poi un secondo tema, quello della fanciulla cigno, che torna nel terzo atto a suggerire la somiglianza fra Odette e Odile. Chi segue questi ritorni capisce perché, alla fine, il Lago abbia vinto la sua scommessa con il tempo.

Il Teatro Costanzi: la sala che ospita il Lago dei cigni

Il Teatro Costanzi ha oggi 1.560 posti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata dal perugino Annibale Brugnoli e un lampadario di ventisettemila gocce di cristallo. Alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.

Un teatro pensato per il suono

Il costruttore Domenico Costanzi commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri. Sfondrini privilegiò l'acustica: la sala a ferro di cavallo fu concepita come una cassa armonica, e il cantiere durò soltanto diciotto mesi. L'edificio che si vede oggi porta però la firma di Marcello Piacentini, che lo ristrutturò dopo l'acquisto da parte del Comune nel 1926, spostando l'ingresso sulla piazza che oggi porta il nome di Beniamino Gigli, e che lo ridisegnò una seconda volta nel 1958, in vista delle Olimpiadi del 1960.

Come si guarda un balletto da questa sala

Nel balletto, a differenza dell'opera, conta moltissimo la vista del disegno a terra: le linee del corpo di ballo negli atti bianchi sono pensate per essere lette dall'alto. Per questo la balconata e i palchi centrali di primo e secondo ordine rendono al Lago più di quanto rendano a un'opera. La platea, specie nelle prime file, avvicina ai solisti ma appiattisce le geometrie dei trentadue cigni.

I settori

Il listino distingue le poltronissime di platea (file 1-13), le poltrone di platea (file 14-19 e posti laterali), i palchi di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, con posti avanti e posti dietro, la balconata (prima fila e seconda e terza fila) e la galleria, divisa in prima e seconda. La pianta aggiornata è nella sezione mappe del sito del teatro. Per la scheda completa della sede c'è la nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.

Il passaggio Callas

Il Costanzi comunica internamente con l'Hotel Quirinale attraverso quello che il teatro chiama lo storico passaggio Callas. Non è una curiosità da salotto: la sera del 31 dicembre è proprio da lì che passano gli spettatori che hanno scelto la formula con cena di Capodanno, di cui parlo nel capitolo sui biglietti.

Una cosa che non ti dice nessuno su Il lago dei cigni al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 31 dicembre 2026

Al Costanzi chi arriva in ritardo con un biglietto di platea aspetta nel foyer fino al primo intervallo, e nel Lago dei cigni di Pech l'unico intervallo arriva dopo circa settanta minuti, alla fine del secondo atto. Arrivare cinque minuti dopo l'inizio significa perdere il primo atto e tutto l'atto bianco, cioè la metà più famosa del balletto.

Il regolamento di sala del teatro è chiaro: l'accesso in sala è garantito fino all'inizio dello spettacolo, e dopo non è consentito, salvo diversa indicazione del personale. Gli spettatori in ritardo con biglietti di poltronissime o poltrone di platea vengono invitati ad attendere nel foyer il primo intervallo, dove ci sono monitor per seguire lo spettacolo. Il personale può indicare posti temporanei diversi da quelli assegnati, ma solo quando è possibile raggiungerli senza disturbare.

Il secondo punto riguarda il calendario delle feste, e lo sottovalutano quasi tutti. La biglietteria del teatro è chiusa nei giorni festivi: fra le recite ci sono il 25 e il 26 dicembre, e prima ancora l'8 dicembre, festa dell'Immacolata. Chi pensa di passare allo sportello in quei giorni trova la saracinesca abbassata. Meglio organizzarsi prima.

Il terzo riguarda gli abbonamenti. Le recite del 17, del 18, del 19 pomeriggio, del 20 e del 22 dicembre sono abbinate ai turni A, B, D, E e C: una parte consistente dei posti migliori, in quelle serate, è già occupata dagli abbonati. Le repliche fuori abbonamento, cioè il 19 sera, il 23, il 24, il 27, il 29, i due spettacoli del 30 e il 31, hanno in proporzione più posti liberi quando parte la vendita dei biglietti singoli. Tre delle quattro date della coppia Kaneko e Muntagirov sono proprio fra queste, e la quarta è quella di San Silvestro. È il motivo per cui, a chi chiede come trovare un buon posto per il Lago, la risposta è sempre la stessa: comprate l'8 ottobre, e guardate prima le date fuori turno.

Biglietti e prezzi del Lago dei cigni al Costanzi

Per Il lago dei cigni il Teatro dell'Opera applica la fascia di prezzo di balletto condivisa con Don Chisciotte: alla prima del 17 dicembre da 22 a 120 euro, alle repliche da 17 a 95 euro; la recita del 31 dicembre ha un listino proprio, da 30 a 170 euro. I biglietti singoli sono in vendita dall'8 ottobre 2026; il listino completo è nel fascicolo prezzi e abbonamenti della stagione 2026/27, scaricabile dalla pagina Prezzi del sito ufficiale.

Il listino per settore, prima e repliche

  • Poltronissime di platea: 120 euro alla prima, 95 alle repliche.
  • Poltrone di platea: 110 e 90 euro.
  • Palchi centrali di platea, primo e secondo ordine, posti avanti: 120 e 95 euro; posti dietro: 90 e 70 euro.
  • Palchi laterali di primo ordine, posti avanti: 105 e 80 euro; posti dietro: 65 e 40 euro.
  • Palchi laterali di secondo ordine, posti avanti: 70 e 50 euro; posti dietro: 35 e 25 euro.
  • Palchi laterali di terzo ordine, posti avanti: 45 e 35 euro; posti dietro: 23 e 17 euro.
  • Balconata prima fila: 50 e 40 euro; seconda e terza fila: 35 e 30 euro.
  • Prima galleria: 25 e 22 euro; seconda galleria: 22 e 20 euro.

La recita di San Silvestro

Per la recita di giovedì 31 dicembre alle 18, che il listino accosta alla formula San Silvestro all'Opera, i prezzi salgono: 160 euro per poltronissime e poltrone, 170 per i posti avanti dei palchi centrali, 150 per quelli dietro, 135 e 115 per i palchi laterali di primo ordine, 89 e 50 per il secondo ordine, 68 e 30 per il terzo, 83 per la balconata prima fila e 48 per la seconda e terza, 35 e 30 euro per la prima e la seconda galleria. Il teatro propone inoltre una formula a 580 euro che comprende una poltronissima, una poltrona o un posto di palco centrale e la cena di Capodanno all'Hotel Quirinale, raggiungibile dall'interno del teatro attraverso il passaggio Callas.

Dove si comprano

La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, chiusa nei giorni festivi. Online si acquista sul sito del teatro e sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo; è possibile anche la prenotazione telefonica o via posta elettronica, senza commissioni, con pagamento successivo. Il teatro invita a rivolgersi solo ai canali espressamente autorizzati dalla fondazione e declina ogni responsabilità per acquisti fatti altrove.

Le riduzioni

Il regolamento della stagione prevede una riduzione del 25 per cento per i ragazzi sotto i 12 anni, per gli under 30 e per gli over 65, sempre escluse le prime rappresentazioni e i posti di balconata e galleria; per gli under 30 e gli over 65 serve un documento all'ingresso. I residenti nel Lazio che non hanno mai assistito a uno spettacolo del Teatro dell'Opera possono avere il 50 per cento su una selezione di titoli e date proposta dal teatro. Le associazioni culturali in gruppi di almeno dieci persone hanno il 10 per cento su platea e palchi nelle recite in abbonamento e il 20 per cento in quelle fuori abbonamento, prime escluse. Per i gruppi è quasi sempre la strada più conveniente, e sul Lago, con tante recite fuori turno, pesa davvero.

Il consiglio che ti do per visitare Il lago dei cigni al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 31 dicembre 2026

Il consiglio per il Lago dei cigni al Costanzi è la recita di domenica 27 dicembre alle 16.30, con Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov, in un posto avanti di un palco centrale o laterale di secondo ordine oppure in balconata prima fila. È una replica fuori abbonamento, a prezzo di replica, con la coppia di ospiti più attesa, in un orario che lascia libera la sera.

Ecco il ragionamento. La prima del 17 ha il fascino dell'inaugurazione della stagione di danza, ma costa di più e ha buona parte della sala occupata dagli abbonati. La recita del 31 è una festa, e si paga come tale. Quella del 24 alle 11 è bellissima per chi è in città la vigilia, ma costringe a un mattino di corsa in un giorno in cui Roma è già tutta in movimento. Il 27, invece, cade nella domenica fra Natale e Capodanno, quando la città rallenta: si esce alle sette, si passeggia verso Monti, si cena senza orologio.

Sul posto sono netto. Nel Lago i momenti migliori sono le geometrie del corpo di ballo negli atti bianchi, e vanno viste dall'alto. La balconata prima fila, a 40 euro in replica, è a nostro giudizio il miglior rapporto fra prezzo e visuale di tutta la sala per un balletto. Un posto avanti di palco laterale di secondo ordine costa 50 euro e offre una vista laterale ma dall'alto. Chi può spendere di più prenda un posto avanti di palco centrale, a 95 euro: vede tutto, sente tutto. Chi ha un budget stretto scelga la prima galleria, a 22 euro: lontana, ma frontale.

Chi vuole Paul Marque ha tre date sole, il 17, il 19 sera e il 20 pomeriggio: la domenica 20 alle 16.30 è la più comoda, ma è in turno E, quindi va presa subito. E arrivate almeno quaranta minuti prima. Con un solo intervallo dopo settanta minuti, perdere l'inizio vuol dire perdere mezzo balletto.

Come arrivare al Teatro dell'Opera per il Lago dei cigni

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. Nelle serate di dicembre, con il traffico delle feste e la pioggia possibile, è di gran lunga il modo più sensato.

In metropolitana

La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica; da lì al teatro si cammina pochi minuti. Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la stessa linea A oppure andare a piedi. ATAC è da questa stagione Mobility Partner del Teatro dell'Opera: il 24 e il 31 dicembre, però, conviene controllare in anticipo gli orari del servizio sul sito dell'azienda di trasporto, perché nelle sere di festa possono cambiare.

In autobus

Il teatro indica queste linee:

  • Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
  • Via Depretis: 70, 71.
  • Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
  • Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.

Via Nazionale e via Depretis corrono ai lati del teatro: si scende lì e si arriva in piazza in pochi passi.

In taxi

All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico, con il Radio Taxi 6645, e durante l'intervallo il personale di sala raccoglie le prenotazioni per la corsa di ritorno. Il teatro indica anche il numero 06 6696. A fine dicembre, con la città piena, è un servizio da usare senza esitare, soprattutto dopo le recite delle 20 e delle 20.30.

In auto

Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e nei giorni delle feste lo è ancora di più; il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori Roma lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il lago dei cigni, oggi il balletto più famoso del mondo, fu alla prima del 1877 un mezzo insuccesso, e divenne il capolavoro che conosciamo solo diciotto anni dopo, quando Čajkovskij era già morto. Lo sanno quasi tutti gli appassionati; quasi nessuno lo dice al pubblico che entra in sala.

Al Bol'šoj di Mosca, nel febbraio 1877, tutto andò storto. Il direttore d'orchestra era, secondo le ricostruzioni, poco più di un dilettante, e con l'orchestra trovava la partitura troppo complicata. I ballerini erano abituati a musiche più semplici. L'allestimento era messo insieme con materiali di spettacoli precedenti, la coreografia di Reisinger fu giudicata banale, e le due protagoniste che si alternarono nelle recite non erano all'altezza, per doti o per età. La Gazzetta Teatrale ammise qualche momento riuscito, ma trovò la musica monotona. Nelle stagioni successive il balletto rimase in cartellone, ma sempre più mutilato: un terzo della musica finì sostituito con pagine di altri balletti. Il critico Nikolaj Kaškin, amico del compositore, lo raccontò nei suoi ricordi.

Čajkovskij morì nel novembre 1893 senza aver visto il suo balletto trionfare. Fu il principe Vsevoložskij, a San Pietroburgo, a dargli una seconda vita, affidandolo a Petipa e Ivanov: il 15 gennaio 1895 il Mariinskij vide il Lago come lo conosciamo. Anche il finale fu ritoccato: il fratello del compositore, Modest, rimise mano al libretto, e scrisse di averne dovuto cambiare l'intero testo tanto era mal fatto. Con la rivoluzione, e soprattutto in epoca staliniana, arrivarono i finali felici, con Siegfried che sconfigge Rothbart e Odette che torna donna, come nella versione di Vladimir Bourmeister del 1953.

È una storia da conoscere prima dell'ingresso, perché cambia il modo di guardare. Il Lago che vedrete è il frutto di una seconda possibilità, e di un lavoro collettivo durato decenni. E il finale che il coreografo sceglie non è mai scontato: tragico, con i due amanti inghiottiti dal lago, oppure riconciliato in un'apoteosi. Guardate come lo risolve Pech.

Regole di sala, abbigliamento e bambini al Lago dei cigni

Il Teatro dell'Opera di Roma consiglia per gli spettacoli un'età minima di quattro anni, e ogni bambino deve avere il proprio biglietto; alla serata inaugurale e alle prime è gradito l'abito scuro. Per la prima del Lago, il 17 dicembre, vestitevi di conseguenza; per le altre recite basta un abbigliamento curato.

Cosa si lascia al guardaroba

Il guardaroba è gratuito ed è obbligatorio depositare ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione audio e video. La direzione non risponde degli oggetti non depositati. In sala è vietato usare telefoni e smartwatch con segnali sonori o luminosi, scattare fotografie e registrare; i dispositivi vanno tenuti in silenzioso per tutto lo spettacolo. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar e nei foyer, ed è vietato fumare in tutti i locali del teatro.

La foto giusta da fare a Il lago dei cigni al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 31 dicembre 2026

Al Costanzi è vietato fotografare in sala, con o senza flash: la foto giusta del vostro Lago dei cigni si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, con la facciata illuminata del teatro alle spalle. Vale anche durante gli applausi finali, per quanto la tentazione sia forte.

A dicembre il buio arriva presto, e per tutte le recite serali, ma anche per quelle delle 16.30 all'uscita, la piazza è illuminata. È lì che conviene fermarsi: la facciata di Piacentini, il pubblico che arriva vestito per le feste, le luci del foyer. La piazza fu disegnata proprio per accogliere la folla delle serate di spettacolo, quando Piacentini spostò lì l'ingresso del teatro per dare spazio al pubblico che si affollava sotto i portici nelle sere di spettacolo: è lo sfondo naturale di una serata a teatro.

Un consiglio: fotografate le persone, non l'edificio. Una bambina alla sua prima volta con il programma di sala in mano, una coppia di amici che si concede il Lago come regalo di Natale, il gruppo che brinda dopo la recita di San Silvestro. L'edificio lo trovate in qualsiasi archivio; la vostra serata no.

La sala, con la cupola di Brugnoli e il grande lampadario acceso, resta un'immagine da guardare con calma prima che le luci si abbassino. Chi vuole vederla con la luce piena può prenotare una visita guidata del teatro. E chi vuole un ricordo dello spettacolo trova sulla pagina ufficiale del Lago dei cigni l'immagine della produzione, firmata come tutto il visual della stagione dall'artista digitale Elena Manferdini.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, ha visto le prime assolute di Cavalleria rusticana nel 1890 e di Tosca nel 1900, e dal 1946 si chiama Teatro dell'Opera di Roma. Per chi viene a vedere un balletto, c'è anche una storia della danza in questa sala, meno raccontata ma altrettanto ricca.

Le date da ricordare

  • 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto all'architetto Achille Sfondrini.
  • 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide di Rossini, alla presenza di re Umberto I e della regina Margherita, dopo diciotto mesi di lavori.
  • 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
  • 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
  • 1907: la gestione passa all'impresario Walter Mocchi; dal 1912 la guida la moglie, il soprano Emma Carelli.
  • Anni dell'Impresa Costanzi: arrivano a Roma novità come La fanciulla del West, Il trittico, Parsifal, Samson et Dalila e i Ballets Russes di Djagilev.
  • 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
  • 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito.
  • 1946: il teatro prende il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
  • 1958: nuovo e definitivo intervento di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
  • Stagione 2018/19: il Lago dei cigni di Benjamin Pech in scena al Costanzi fra dicembre e gennaio.
  • Stagione 2023/24: il Lago di Pech torna con Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov ospiti, e va poi in tournée al Liceu di Barcellona.

I Ballets Russes al Costanzi

Il passaggio dei Ballets Russes di Djagilev, negli anni in cui Emma Carelli dirigeva il teatro, è la data che lega il Costanzi alla grande storia del balletto del Novecento. La compagnia di Djagilev fu, fra l'altro, quella che nel novembre 1911 portò Il lago dei cigni in un solo atto al Covent Garden di Londra. È una delle linee sottili che uniscono questa sala al titolo di dicembre, e vale la pena conoscerla prima di entrare.

Il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma e la stagione di danza 2026/27

Il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, apre con Il lago dei cigni una stagione di danza che conta sette balletti, uno dei quali affidato alla Scuola di Danza, e due tournée all'estero. Nel Lago danzano Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo della casa: i cigni, in scena, sono loro.

Una compagnia che viaggia

Nella stagione 2026/27 la compagnia porta Giselle nella coreografia di Carla Fracci al Theater im Pfalzbau di Ludwigshafen, il 21 e il 22 novembre 2026, nell'anno del novantesimo anniversario della nascita della grande ballerina, a lungo legata all'Opera di Roma. Il 25 giugno 2027 sarà invece al Festival di Musica e Danza di Granada con Le Deux Nuits, dittico di Giorgio Mancini e Angelin Preljocaj creato per il teatro romano con i costumi di Maria Grazia Chiuri per Christian Dior Couture.

Il filo che porta a dicembre

Chi ha visto in ottobre Icone della danza, la serata di gala ideata da Eleonora Abbagnato al Costanzi, arriva al Lago con gli occhi già allenati. E chi vuole conoscere un altro volto dello stesso teatro in autunno può leggere la nostra scheda sul Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma: stessa sala, un altro mondo.

Chi è passato da Il lago dei cigni al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 31 dicembre 2026

Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita la sera dell'inaugurazione nel 1880, Pietro Mascagni e Giacomo Puccini con le loro prime assolute, e i Ballets Russes di Djagilev negli anni dell'Impresa Costanzi. Ma per il Lago dei cigni la lista ha nomi più recenti, e tutti verificabili sulle locandine del teatro.

Nel Lago di Benjamin Pech sono passati, nella stagione 2018/19, Anna Nikulina e Semyon Chudin come ospiti, accanto ad Alessandra Amato, Susanna Salvi, Claudio Cocino e Germain Louvet; con loro Marianna Suriano e Michele Satriano, con Nir Kabaretti sul podio. Nella stagione 2023/24 Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, ancora Alessandra Amato e Claudio Cocino, Marianna Suriano e Michele Satriano, e gli ospiti Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov, con Koen Kessels a dirigere. Dietro le quinte, assistenti alla coreografia come Patricia Ruanne, Isabelle Guérin e Gillian Whittingham.

A dicembre 2026 la lista si allunga con Paul Marque, al suo ritorno a Roma dopo la Bayadère, e con Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov, che tornano al Costanzi come marito e moglie. E con Benjamin Pech, l'étoile che fu Siegfried a Parigi e che a Roma ha trovato la sala dove il suo Lago è diventato un classico di Natale.

Intorno al Costanzi: Viminale, Repubblica e l'Esquilino

Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con un'ora di anticipo, o ha un pomeriggio libero prima di una recita serale, ha a portata di mano alcuni dei luoghi più interessanti della Roma umbertina e antica.

Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano

Salendo dalla metro si esce in piazza della Repubblica, dove si trovano la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: una mattina al museo e il Lago nel pomeriggio è una giornata piena senza prendere un mezzo.

Verso Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni; più in basso comincia il rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale. Oltre via Cavour la Basilica di Santa Maria Maggiore si raggiunge a piedi in un quarto d'ora abbondante: nei giorni di Natale è una tappa da abbinare volentieri al balletto.

Il Teatro Nazionale, a due passi

In via del Viminale 51 c'è il Teatro Nazionale, seconda sala della fondazione, nato nel 1925 come Supercinema. Negli stessi giorni del Lago, dal 18 al 23 dicembre 2026, ospita il Peter Pan di Leonard Bernstein, presentato per la prima volta in Italia in forma scenica, con Luca Micheletti regista e interprete.

Il lago dei cigni tra Natale e Capodanno a Roma

Il lago dei cigni è il titolo che il Teatro dell'Opera di Roma dedica alle festività natalizie: le recite coprono le due settimane che vanno dal 17 dicembre alla sera di San Silvestro. Per chi pianifica un soggiorno a Roma sotto le feste, è il punto fermo attorno a cui costruire il programma.

Un balletto per le feste

A Roma il Natale a teatro ha una tradizione lunga, e il Lago ne è diventato il volto negli ultimi anni: le edizioni 2018/19 e 2023/24 dello stesso allestimento erano già in scena fra dicembre e l'inizio di gennaio. Per il resto della città, dai mercatini ai presepi alle luminarie, c'è la nostra guida al Natale a Roma.

La sera di San Silvestro

La recita del 31 dicembre alle 18 finisce in tempo per la cena, e chi sceglie la formula del teatro passa direttamente all'Hotel Quirinale attraverso il passaggio Callas. Chi invece vuole festeggiare altrove ha tutta la notte davanti: per concerti, piazze e cenoni, c'è la nostra guida al Capodanno a Roma. È il modo più elegante di chiudere l'anno in città, e anche il più sobrio.

Dove mangiare prima e dopo il Lago dei cigni

Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti. Il teatro ammette consumazioni solo nei bar e nei foyer interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.

Prima della recita

Per le recite delle 15 e delle 16.30 la soluzione più sensata è un pranzo non troppo tardo in zona e la cena dopo. Per quelle delle 20 e delle 20.30 si può cenare presto, verso le 18.30, dalle parti di via Nazionale o del Viminale: il teatro è a pochi minuti a piedi. Per la recita delle 11 del 24 dicembre, una colazione tranquilla e un pranzo della vigilia subito dopo, magari a Monti.

Dopo la recita

Il rione Monti è la scelta naturale per chi esce da una recita pomeridiana: si scende a piedi da via Nazionale e si trova una scelta ampia di osterie, enoteche e pizzerie. Dopo le recite serali, e in tutte le sere fra Natale e Capodanno, prenotate in anticipo: la città è piena e molte cucine chiudono presto.

Il lago dei cigni con i bambini e i ragazzi

Il lago dei cigni è il balletto ideale per portare un bambino a teatro per la prima volta, e il Teatro dell'Opera consiglia un'età minima di quattro anni; sotto i 12 anni si ha diritto a una riduzione del 25 per cento, prime escluse. La riduzione non vale per balconata e galleria, quindi va usata su platea e palchi.

Quale recita scegliere

Per i bambini le recite migliori sono quelle del pomeriggio: sabato 19 alle 15, domenica 20 e domenica 27 alle 16.30, mercoledì 30 alle 15. E la mattina del 24 alle 11, che per una famiglia in città nei giorni di Natale è un regalo perfetto. Il primo blocco dura circa settanta minuti: per un bambino piccolo è tanto, e vale la pena di prepararlo.

Come prepararli

Raccontate la storia prima, in versione semplice: il principe, la principessa cigno, il mago cattivo, la figlia del mago vestita di nero che inganna il principe. Fate ascoltare a casa il tema del cigno e il valzer del primo atto. Arrivati in sala, fategli notare che il cigno bianco e il cigno nero sono danzati dalla stessa ballerina: è la cosa che i bambini ricordano per anni.

I ragazzi più grandi

Per gli adolescenti vale la riduzione under 30, sempre del 25 per cento su platea e palchi esclusa la prima, con documento all'ingresso, oppure la Carta Giovani Opera, le cui condizioni per la stagione 2026/27 sono pubblicate sul sito del teatro. Per un ragazzo che studia danza vedere dal vivo una étoile di Parigi e due principal del Royal Ballet è un'occasione rara, e vale da sola il biglietto.

Accessibilità al Teatro Costanzi per il Lago dei cigni

Il Teatro Costanzi, secondo il regolamento di sala, non presenta barriere architettoniche: dall'ingresso principale un percorso lineare porta direttamente in platea, dove ci sono spazi per quattro carrozzine e quattro accompagnatori, e un ascensore serve i palchi di primo, secondo e terzo ordine.

Per le persone con disabilità e gli accompagnatori è prevista, dove possibile, una riduzione del 25 per cento sui biglietti di palchi e platea, esclusa la prima. Quando la disabilità comporta l'uso della sedia a rotelle, il biglietto della persona con disabilità costa 5 euro; l'accompagnatore paga il prezzo intero alle prime e un biglietto agevolato di 30 euro alle repliche dei balletti. Con soli quattro posti per carrozzina in platea e quattordici recite, il consiglio pratico è di prenotare appena si apre la vendita, contattando la biglietteria al telefono 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it. Il servizio taxi all'ingresso, con prenotazione durante l'intervallo, è un aiuto concreto a fine serata.

Domande frequenti sul Lago dei cigni al Costanzi

Quando va in scena Il lago dei cigni al Teatro dell'Opera di Roma?

Il lago dei cigni va in scena al Teatro Costanzi dal 17 al 31 dicembre 2026. La prima è giovedì 17 alle 20; le repliche sono il 18 alle 20, il 19 alle 15 e alle 20.30, il 20 alle 16.30, il 22 e il 23 alle 20, il 24 alle 11, il 27 alle 16.30, il 29 alle 20, il 30 alle 15 e alle 20.30, il 31 alle 18.

Quanto costano i biglietti per Il lago dei cigni al Costanzi?

I biglietti per Il lago dei cigni al Costanzi costano da 22 a 120 euro alla prima del 17 dicembre e da 17 a 95 euro alle repliche, secondo il settore. La recita del 31 dicembre ha un listino proprio, da 30 a 170 euro, e una formula a 580 euro con cena di Capodanno all'Hotel Quirinale.

Quando si possono comprare i biglietti del Lago dei cigni?

I biglietti dei singoli spettacoli del Teatro dell'Opera di Roma, compreso Il lago dei cigni, sono in vendita dall'8 ottobre 2026. Si comprano alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, oppure online sul sito del teatro e sul circuito autorizzato.

In quali date danzano Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov?

Nel Lago dei cigni del Teatro Costanzi Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov danzano il 24 dicembre alle 11, il 27 alle 16.30, il 29 alle 20 e il 31 alle 18. Paul Marque, étoile dell'Opéra di Parigi, è invece in scena il 17 alle 20, il 19 alle 20.30 e il 20 alle 16.30.

Chi firma la coreografia e chi dirige Il lago dei cigni a Roma?

La coreografia del Lago dei cigni del Teatro dell'Opera di Roma è di Benjamin Pech, già étoile dell'Opéra di Parigi, con scene e costumi di Aldo Buti e luci di Vinicio Cheli. Dirige Ido Arad; in scena Orchestra, Étoiles, Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del teatro.

Quanto dura Il lago dei cigni al Teatro dell'Opera?

Per l'edizione 2026 del Lago dei cigni la durata non è ancora pubblicata. Nella ripresa 2023/24 dello stesso allestimento di Benjamin Pech il Teatro dell'Opera indicava circa due ore e mezza con un intervallo: settanta minuti per i primi due atti, venticinque di pausa, cinquantacinque per il terzo e il quarto.

Si può portare un bambino al Lago dei cigni?

Sì, il Teatro dell'Opera di Roma consiglia per i suoi spettacoli un'età minima di quattro anni, e ogni bambino deve avere il proprio biglietto. Sotto i 12 anni c'è una riduzione del 25 per cento su platea e palchi, esclusa la prima. Le recite più adatte sono quelle pomeridiane e quella delle 11 del 24 dicembre.

Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma con i mezzi?

Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera. In autobus servono le linee di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T), di via Depretis (70, 71) e di via Cavour, oltre a quelle che partono dalla stazione Termini.

Si può entrare in sala in ritardo al Lago dei cigni?

No, al Teatro Costanzi a spettacolo iniziato non si entra: chi ha un posto in platea aspetta nel foyer il primo intervallo, seguendo lo spettacolo sui monitor. Nel Lago dei cigni l'intervallo arriva dopo circa settanta minuti, quindi conviene arrivare almeno quaranta minuti prima dell'inizio.

Per chiudere, il consiglio per vivere questo Lago: segnatevi l'8 ottobre, scegliete una delle date di Kaneko e Muntagirov fuori abbonamento, prendete la balconata prima fila o un palco di secondo ordine, e arrivate in piazza Beniamino Gigli con largo anticipo. Il Lago dei cigni si capisce dall'alto e si gode con calma, non correndo dal guardaroba alla porta mentre l'orchestra attacca l'introduzione. Per gruppi e aziende che vogliono una serata al balletto organizzata dall'arrivo all'uscita c'è Tour Leader Pro.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento17 Dicembre 2026 20:00 — 31 Dicembre 2026
IndirizzoTeatro dell'Opera di Roma, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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