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Andrea Chénier al Teatro dell’Opera di Roma — dal 17 al 26 gennaio 2027

Andrea Chénier di Umberto Giordano va in scena al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, dal 17 al 26 gennaio 2027. La prima è domenica 17 gennaio alle ore 19; seguono le repliche di martedì 19 alle 20, mercoledì 20 alle 20, giovedì 21 alle 20, sabato 23 alle 18, domenica 24 alle 16.30 e martedì 26 alle 20. Sabato 16 gennaio alle 18 è in programma l'anteprima giovani. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). Il listino della stagione 2026/27 pubblicato dal teatro colloca Chénier nella fascia di prezzo più alta del cartellone: alla prima da 26 a 200 euro, alle repliche da 22 a 160 euro secondo il settore. I biglietti singoli sono in vendita dall'8 ottobre 2026 allo sportello della biglietteria in piazza Beniamino Gigli 1 e sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma.

Dirige Daniel Oren, firma la regia Marco Bellocchio, in un allestimento nato proprio al Costanzi nel 2017 in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia. I tre protagonisti sono Brian Jagde, Sonya Yoncheva e Ludovic Tézier, con Gregory Kunde, Angela Meade e Ariunbaatar Ganbaatar nelle alternanze. Senza giri di parole: è il titolo di gennaio su cui investire, perché il verismo di Giordano chiede voci grandi e questa locandina le mette in fila tutte e tre, sul podio un direttore che il repertorio italiano lo frequenta da mezzo secolo.

Andrea Chénier al Costanzi in breve: date, orari e cast

Le recite di Andrea Chénier al Teatro Costanzi sono sette, più l'anteprima giovani del 16 gennaio, concentrate in dieci giorni e con orari diversi fra loro. Il calendario pubblicato dal teatro, con i turni di abbonamento accanto alle date, è questo.

Il calendario delle recite

  • Sabato 16 gennaio 2027, ore 18: anteprima giovani.
  • Domenica 17 gennaio, ore 19: prima rappresentazione, turno A.
  • Martedì 19 gennaio, ore 20.
  • Mercoledì 20 gennaio, ore 20: turno B.
  • Giovedì 21 gennaio, ore 20.
  • Sabato 23 gennaio, ore 18: turno D.
  • Domenica 24 gennaio, ore 16.30: turno E.
  • Martedì 26 gennaio, ore 20: turno C, ultima replica.

Il ritmo è serrato: una recita quasi ogni sera, con la sola pausa del 18, del 22 e del 25. Chi deve incastrare l'opera in un viaggio a Roma ha quindi parecchia scelta in pochi giorni, ma anche poco margine per ripensarci.

La compagnia di canto

La distribuzione pubblicata sulla pagina dello spettacolo è la seguente. Andrea Chénier è Brian Jagde nelle recite del 17, 23 e 26 gennaio e Gregory Kunde in quella del 20. Carlo Gérard è Ludovic Tézier, con Ariunbaatar Ganbaatar il 19, il 21 e il 24. Maddalena di Coigny è Sonya Yoncheva, con Angela Meade il 19, il 21 e il 24. La mulatta Bersi è Cassandre Berthon, la contessa di Coigny Annunziata Vestri, Madelon Elena Zaremba, con Annunziata Vestri il 24 e il 26. Completano il cast Hae Kang (Roucher), Matteo Peirone (il romanziere Pietro Fléville e Fouquier Tinville), Alessio Verna (il sanculotto Mathieu), Matteo Mezzaro (un Incredibile) e Matteo Macchioni (l'abate).

La squadra artistica

Direttore Daniel Oren, regia di Marco Bellocchio, maestro del coro Ciro Visco, scene e luci di Gianni Carluccio, costumi di Daria Calvelli, movimenti coreografici di Massimiliano Volpini. Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma. Lo spettacolo è una produzione del Teatro dell'Opera di Roma in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia, con sovratitoli in italiano e in inglese.

Quanto dura la serata

Per l'edizione 2017 dello stesso allestimento il teatro indicava una durata di circa due ore e trentacinque minuti: sessantacinque minuti per il primo e il secondo quadro, un intervallo di trenta minuti, sessanta minuti per il terzo e il quarto. È un buon riferimento per organizzare la cena e il rientro: una recita delle 20 finisce verso le 22.35, una delle 18 poco dopo le 20.30.

Andrea Chénier, il dramma di Giordano e Illica

Andrea Chénier è un'opera in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 28 marzo 1896. Il teatro romano la presenta come dramma di ambiente storico, ed è la più famosa fra le opere del compositore.

Una prima alla Scala con un tenore di riserva

La sera del debutto dirigeva Rodolfo Ferrari. Il ruolo del titolo, previsto per il tenore Alfonso Garulli, fu affidato a Giuseppe Borgatti, che lo sostituì; accanto a lui c'erano il soprano Evelina Carrera e il baritono Mario Sammarco. Il successo fu trionfale. Vale la pena ricordarlo: una delle opere più amate dai tenori di tutto il Novecento nacque con un cambio di cast dell'ultima ora.

Un poeta vero e un rivoluzionario vero

Il protagonista è ispirato alla vita del poeta francese André Chénier, finito nel vortice della Rivoluzione. Anche il suo antagonista ha un modello storico: il personaggio di Carlo Gérard è ricalcato sul rivoluzionario Jean-Lambert Tallien. È uno dei motivi per cui l'opera regge ancora: sotto il melodramma c'è una storia di persone reali, e un'idea precisa di che cosa significhi un'epoca di terrore per chi vi si trova in mezzo.

La trama in quattro quadri

Il primo quadro è una festa nella serra del castello di Coigny, alla vigilia della Rivoluzione. Il servitore Gérard, figlio di un servo della famiglia, rumina l'odio per i padroni e l'amore segreto per la contessina Maddalena; il poeta Chénier, invitato alla festa, difende i suoi ideali davanti a una nobiltà che non vuole sentire. Gérard getta la livrea e se ne va. Il secondo quadro è a Parigi, durante il Terrore: Gérard è diventato un capo della Rivoluzione, Maddalena vive nascosta e in povertà, e l'incontro fra lei e Chénier accende l'amore e un duello. Nel terzo quadro, al tribunale rivoluzionario, Gérard denuncia il poeta, poi davanti a Maddalena si pente e ritratta, ma l'accusatore pubblico Fouquier Tinville rinnova l'accusa e Chénier viene condannato. Il quarto quadro è il cortile della prigione di San Lazzaro: Maddalena prende il posto di una condannata per salire sulla carretta accanto all'uomo che ama.

Le pagine da riconoscere

Chi va a sentire Chénier per la prima volta ritrova pagine celebri: il monologo di Gérard «Son sessant'anni, o vecchio» e l'improvviso di Chénier «Un dì all'azzurro spazio» nel primo quadro, il duetto «Ecco l'altare» nel secondo, il monologo «Nemico della patria?!», il racconto di Maddalena «La mamma morta» e la difesa di Chénier «Sì, fui soldato» nel terzo, «Come un bel dì di maggio» e il duetto finale «Vicino a te s'acqueta» nel quarto. Il terzo quadro è il cuore della serata, perché mette in fila tre dei quattro momenti più attesi e concede a ciascuno dei tre protagonisti il proprio banco di prova.

La mamma morta al cinema

«La mamma morta», nella voce di Maria Callas, fa parte della colonna sonora del film Philadelphia, con Tom Hanks e Denzel Washington. Molti spettatori la riconoscono prima ancora di sapere da quale opera provenga: è un buon motivo per portare a Chénier chi dice di non conoscere l'opera.

Umberto Giordano, il compositore di Andrea Chénier

Umberto Giordano nacque a Foggia il 28 agosto 1867 e morì a Milano il 12 novembre 1948. Il suo nome è legato soprattutto a due titoli entrati stabilmente nel repertorio internazionale: Andrea Chénier e Fedora.

Da Napoli al concorso Sonzogno

Figlio di un farmacista, studiò con Paolo Serrao al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. La sua prima opera, Marina, fu scritta per il concorso bandito nel 1888 dalla casa editrice Sonzogno per la migliore opera in un atto, vinto da Pietro Mascagni con Cavalleria rusticana. Giordano era il più giovane dei 73 candidati e si classificò sesto, ma l'editore ne rimase colpito e gli commissionò un'opera nuova. Nacque così Mala vita, una delle prime espressioni del verismo operistico.

Il salto con Chénier

Dopo l'insuccesso di Regina Diaz, del 1894, Giordano si trasferì a Milano e tornò al verismo con Andrea Chénier, il lavoro che lo avrebbe reso famoso. Due anni dopo arrivò Fedora, su libretto di Arturo Colautti, e poi Siberia, di nuovo con Illica, alla Scala nel 1903. Madame Sans-Gêne debuttò al Metropolitan di New York nel 1915 con la direzione di Arturo Toscanini. Giordano è sepolto al Cimitero Monumentale di Milano e il suo nome è iscritto nel Famedio.

Una scrittura di teatro

Di Giordano si ricordano il senso fortissimo del teatro e la generosità melodica. È esattamente ciò che si sente in Chénier: nessuna pagina è costruita per stupire gli addetti ai lavori, tutto è pensato per arrivare in sala. Per chi accompagna un pubblico non specialista è un vantaggio enorme.

Una curiosità su Andrea Chénier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 26 gennaio 2027

Umberto Giordano si sposò a Milano nel 1896, l'anno stesso della prima di Andrea Chénier, con Olga Spatz, figlia di Giuseppe Spatz, proprietario del Grand Hotel et de Milan. A presentargliela fu Giuseppe Verdi, che in quell'albergo abitava per lunghi periodi.

La storia prosegue nello stesso edificio. La prima figlia di Giordano nacque nell'albergo il 1° settembre 1897 e ricevette un nome che oggi fa sorridere chiunque conosca il catalogo del padre: Fedora, come l'opera che il compositore avrebbe portato in scena l'anno successivo al Teatro Lirico di Milano. Il Grand Hotel et de Milan, quindi, lega in modo diretto due generazioni dell'opera italiana: il vecchio Verdi che vi viveva e il giovane autore di Chénier che vi trovò moglie grazie a lui.

Per chi segue la stagione del Teatro dell'Opera c'è un ulteriore gioco di specchi. Nell'autunno 2026 il Falstaff di Verdi al Costanzi è stato ambientato dalla regista in una versione immaginaria proprio del Grand Hotel et de Milan, l'albergo in cui nacque l'ultima opera verdiana. Tre mesi dopo, sullo stesso palcoscenico, arriva l'opera del compositore che in quell'albergo si sposò. Non è un caso di programmazione dichiarato dal teatro, ed è bene dirlo: è una coincidenza. Ma è di quelle che una guida si tiene stretta.

Seconda curiosità, questa volta musicale. La partitura di Giordano non presenta alterazioni in chiave, una prassi che diventerà tipica dei compositori di musica atonale. Si tratta però di un vezzo, perché la scrittura di Chénier è pienamente tonale. E nel terzo quadro, durante la scena del tribunale, risuona ben riconoscibile il cosiddetto accordo del Tristano di Wagner, con la funzione di evocare il legame fra amore e morte che chiuderà l'opera. Chi ha un minimo di orecchio wagneriano lo senta arrivare: è uno dei rari momenti in cui il verismo italiano guarda apertamente oltre le Alpi.

L'Andrea Chénier di Marco Bellocchio, nato al Costanzi nel 2017

L'allestimento di Andrea Chénier firmato da Marco Bellocchio è nato al Teatro Costanzi nella stagione 2016/2017, come nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia. Nel gennaio 2027 torna nella stessa sala, a dieci anni dall'ultima rappresentazione dell'opera a Roma.

La prima edizione

Nel 2017 lo spettacolo debuttò venerdì 21 aprile, con l'anteprima giovani del 19 aprile e cinque repliche fino al 2 maggio. Dirigeva Roberto Abbado, con Pietro Rizzo sul podio nella recita del 2 maggio; il maestro del coro era Roberto Gabbiani. Chénier era Gregory Kunde, Carlo Gérard Roberto Frontali, Maddalena di Coigny Maria José Siri. La prima fu registrata dalla Rai per Radio3 e trasmessa in differita.

La stessa squadra, dieci anni dopo

Il gruppo creativo è lo stesso del 2017: scene e luci di Gianni Carluccio, costumi di Daria Calvelli, movimenti coreografici di Massimiliano Volpini. Cambiano il direttore, il maestro del coro, che oggi è Ciro Visco, e quasi tutta la compagnia di canto. È il modo in cui funzionano le riprese nei grandi teatri: l'impianto visivo resta, la parte musicale si rinnova.

Perché una ripresa conta

Il teatro presenta questo titolo fra le riprese di spettacoli di grandi registi, insieme ai Due Foscari di Pier Luigi Pizzi. Le riprese vengono spesso trattate come serate di serie B, ed è un errore. Uno spettacolo che torna dopo dieci anni è uno spettacolo che ha retto alla prova del tempo, e il fatto che il teatro lo riproponga con tre voci di questo livello dice quanto ci creda. Chi lo ha perso nel 2017 ha ora l'occasione di recuperarlo con un cast più ricco.

Daniel Oren sul podio di Andrea Chénier

Daniel Oren, nato a Tel Aviv il 25 maggio 1955, è uno dei direttori più legati al repertorio italiano e francese dell'Ottocento romantico e verista. Con il Teatro dell'Opera di Roma il suo rapporto comincia nel dicembre 1979, con una Tosca.

La formazione

Oren studiò giovanissimo canto, armonia, contrappunto e pianoforte in Israele, per poi perfezionarsi a Berlino Ovest alla Musikhochschule grazie a una borsa di studio del governo israeliano. Grande ammiratore di Leonard Bernstein, si esibì per la prima volta in pubblico a tredici anni come voce solista nei Chichester Psalms proprio grazie a lui. Nel 1975 vinse il concorso Herbert von Karajan per giovani direttori.

Roma, la prima tappa italiana

Arrivato in Italia, gli fu affidata al Teatro dell'Opera di Roma, nel dicembre 1979, una Tosca con Raina Kabaivanska ed Éva Marton. Nel 1980, sempre a Roma, diresse Manon con Alfredo Kraus, I due Foscari con Renato Bruson e Carlo Bergonzi e La fanciulla del West; nel 1981 la prima rappresentazione di Fausta di Gaetano Donizetti. Chénier segna quindi un ritorno in una casa dove la sua carriera italiana ha avuto inizio.

Arena, Covent Garden, Met, Parigi

Dal debutto con Tosca nel 1984 Oren è tornato ogni anno all'Arena di Verona, diventando uno dei direttori più presenti nei suoi cartelloni, fino all'Aida del centenario del festival nel 2013. Alla Royal Opera House di Londra ha debuttato nel 1993 con La bohème, alla Staatsoper di Vienna nel 1994 con Tosca, al Metropolitan di New York nel 1995 con Tosca, con Luciano Pavarotti. All'Opéra di Parigi ha diretto, fra molti titoli, proprio Andrea Chénier nel 2009. Nel 2018 ha debuttato alla Scala con l'Aida di Franco Zeffirelli. A Salerno, dal 2007, ha guidato la riapertura del Teatro Verdi e una lunga serie di produzioni.

Cosa aspettarsi dalla buca

Oren ha sempre preferito l'opera al repertorio sinfonico, e si sente. In un titolo come Chénier, dove l'orchestra deve sostenere voci grandi senza coprirle e dare respiro ai momenti lirici, un direttore di teatro con questa esperienza è una garanzia. Da lui ci si può aspettare tempi larghi nei grandi monologhi e un terzo quadro teso come deve essere.

Una cosa che non ti dice nessuno su Andrea Chénier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 26 gennaio 2027

Gregory Kunde, che canta Chénier nella sola recita di mercoledì 20 gennaio, era il protagonista della prima edizione di questo stesso allestimento di Bellocchio, nell'aprile 2017. È l'unico interprete principale del 2017 che ritorna, e lo fa per una sera sola.

Nessuna presentazione lo sottolinea, e invece per un appassionato è la notizia della stagione. Kunde conosce lo spettacolo dall'interno, lo ha costruito con il regista dieci anni fa, e torna al Costanzi nello stesso ruolo accanto a Sonya Yoncheva e a Ludovic Tézier, che il 20 gennaio sono in scena. È la serata del confronto: chi vuole capire come uno spettacolo cambia con il tempo, e come un grande tenore di lunga carriera rilegge un ruolo che ha già abitato in quella sala, deve scegliere quella data. Il 20 gennaio è anche una replica del turno B, quindi a prezzi di replica.

Seconda cosa che si scopre solo leggendo il listino: Andrea Chénier è nella fascia di prezzo più alta dei titoli d'opera della stagione 2026/27 al Costanzi, insieme a Lucia di Lammermoor e al Trovatore. Una poltronissima di platea costa 190 euro alla prima e 155 alle repliche, contro i 170 e 135 della fascia di The Rake's Progress, dei Due Foscari e della Rondine. Il divario si riduce salendo: la seconda galleria costa 26 e 22 euro in tutte e tre le fasce. Tradotto: su Chénier conviene essere selettivi in platea e più audaci in alto, dove la differenza con gli altri titoli sparisce.

Terza nota, per chi ragiona in gruppo. Nella fascia di Chénier il posto avanti in un palco laterale di secondo ordine costa 80 euro a una replica, quello dietro 35. Nello stesso palco, dunque, due persone spendono cifre molto diverse, e vedono cose molto diverse. Con un gruppo di quattro conviene decidere prima chi si siede davanti, o comprare solo posti avanti in due palchi vicini.

Sonya Yoncheva, Brian Jagde e Ludovic Tézier: i protagonisti di Andrea Chénier

I tre protagonisti annunciati dal Teatro dell'Opera per Andrea Chénier sono Sonya Yoncheva (Maddalena), Brian Jagde (Chénier) e Ludovic Tézier (Gérard). Tutti e tre hanno già cantato questi ruoli, o ruoli vicini, nei grandi teatri internazionali negli ultimi anni.

Sonya Yoncheva, Maddalena di Coigny

Soprano nata a Plovdiv, in Bulgaria, il 25 dicembre 1981, Sonya Yoncheva ha studiato pianoforte e canto nella sua città e si è perfezionata con Danielle Borst al Conservatorio di Ginevra, dove ha conseguito il master nel 2009. Nel 2007 ha partecipato all'accademia per giovani cantanti Jardin des Voix di William Christie, e con Christie ed Emmanuelle Haïm ha continuato a frequentare il repertorio barocco. Nel 2010 ha vinto il primo premio femminile del concorso Operalia. Il debutto al Metropolitan è del novembre 2013, come Gilda in Rigoletto, in sostituzione; da lì Mimì, Violetta, Desdemona nell'Otello che aprì la stagione 2015, Tosca nel 2017/18, anno in cui divenne la prima cantante protagonista di tre trasmissioni cinematografiche del Met in una sola stagione. Alla Scala ha debuttato nel 2017 come Mimì e nel 2018 è stata Imogene nel Pirata di Bellini, prima produzione del titolo dopo quella del 1958 con Maria Callas.

Con Giordano ha un rapporto preciso. Nel 2021 è stata Stephana in Siberia al Maggio Musicale Fiorentino, nel 2022 ha cantato la sua prima Fedora alla Scala, nel 2023 ha debuttato il ruolo di Maddalena in Andrea Chénier proprio alla Scala. Nel 2025 ha portato Chénier alla Staatsoper di Vienna e al Metropolitan. Arriva a Roma, insomma, con Maddalena già rodata in tre dei teatri più importanti del mondo. Fra i riconoscimenti, l'Opus Klassik come cantante dell'anno nel 2021 per l'album Rebirth e il titolo di Officier de l'ordre des Arts et des Lettres in Francia nel 2024. Nel 2020 ha fondato la società di produzione SY11. Al pubblico romano non è nuova: nel 2024 è stata Tosca al festival d'opera delle Terme di Caracalla.

Brian Jagde, Andrea Chénier

Tenore americano, nato a Long Island il 21 agosto 1979 e cresciuto nella contea di Rockland, Brian Jagde ha studiato canto al Conservatorio del Purchase College, dove si è formato inizialmente come baritono prima di tornare alla voce di tenore sotto la guida di Michael Paul. Ha fatto parte del Merola Young Artist Program e dell'Adler Fellowship della San Francisco Opera. Nel 2012 ha vinto il secondo premio a Operalia e il premio Birgit Nilsson per il repertorio di Wagner e Strauss; nel 2014 il primo premio al concorso Loren L. Zachary. Ha debuttato al Covent Garden come Pinkerton in Madama Butterfly, alla Lyric Opera di Chicago come Cavaradossi, al San Carlo di Napoli come Don José, al Teatro Massimo di Palermo come Pinkerton, e ha cantato al Metropolitan, alla Deutsche Oper di Berlino, alla Staatsoper di Vienna e alla Scala. Nel 2024 era sul palcoscenico della Scala per La forza del destino che apriva la stagione, accanto ad Anna Netrebko e allo stesso Ludovic Tézier. Canta Chénier il 17, il 23 e il 26 gennaio.

Ludovic Tézier, Carlo Gérard

Baritono nato a Marsiglia il 10 settembre 1968, Ludovic Tézier ha studiato al Centre national d'insertion professionnelle des artistes lyriques e poi a Parigi con Michel Sénéchal. Dopo due stagioni all'Opera di Lucerna si è affermato in Francia, dall'Amleto di Tolosa del 2000 alla Lucia di Lammermoor di Lione del 2002 con Roberto Alagna e Natalie Dessay. Al Metropolitan ha debuttato nel 2002 come Escamillo, alla Royal Opera House nel 2004 come Albert nel Werther; all'Opéra di Parigi ha cantato Werther nella versione per baritono. È noto soprattutto come baritono verdiano: Germont, Simon Boccanegra, Macbeth, Rigoletto, Don Carlo di Vargas nella Forza del destino alla Royal Opera House nel 2019 e alla Scala nel 2024. Nel 2016 ha vinto l'Oscar della Lirica a Verona, nel 2026 il Premio Bastianini. A Roma il pubblico lo ha già sentito nel 2022, come Don Carlo in Ernani al Teatro dell'Opera.

Le alternanze: Kunde, Meade, Ganbaatar

Le recite del 19, 21 e 24 gennaio hanno un'altra coppia di protagonisti: Angela Meade come Maddalena e Ariunbaatar Ganbaatar come Gérard, quest'ultimo al suo debutto all'Opera di Roma secondo il comunicato di presentazione della stagione. Gregory Kunde canta Chénier il 20 gennaio, dieci anni dopo averlo interpretato nella prima edizione di questo allestimento. Le recite con le alternanze non sono serate di ripiego, e il 24 gennaio, domenica pomeriggio, è la data giusta per chi vuole sentire un'altra lettura dei ruoli a un orario comodo.

Le parti di carattere

In Chénier le parti di fianco pesano. Bersi, la contessa di Coigny, la vecchia Madelon del terzo quadro, che offre alla patria l'ultimo nipote, l'Incredibile che pedina il poeta, Roucher che lo assiste fino all'ultimo: sono loro a dare colore all'affresco rivoluzionario. Elena Zaremba come Madelon e Cassandre Berthon come Bersi sono i nomi da seguire.

Biglietti e prezzi di Andrea Chénier al Costanzi

Per Andrea Chénier il Teatro dell'Opera applica i prezzi della fascia Andrea Chénier, Lucia di Lammermoor e Il trovatore: alla prima da 26 a 200 euro, alle repliche da 22 a 160 euro, secondo il settore. I biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/27 sono in vendita dall'8 ottobre 2026. Il listino completo è sulla pagina Prezzi del sito ufficiale.

Il listino per settore

  • Poltronissime di platea, file 1-13: 190 euro alla prima, 155 alle repliche.
  • Poltrone di platea, file 14-19 e posti laterali: 175 e 140 euro.
  • Palchi centrali di platea, primo e secondo ordine, posti avanti: 200 e 160 euro; posti dietro: 170 e 125 euro.
  • Palchi laterali di primo ordine, posti avanti: 150 e 110 euro; posti dietro: 80 e 60 euro.
  • Palchi laterali di secondo ordine, posti avanti: 100 e 80 euro; posti dietro: 55 e 35 euro.
  • Palchi laterali di terzo ordine, posti avanti: 75 e 49 euro; posti dietro: 35 e 25 euro.
  • Balconata prima fila: 90 e 65 euro; seconda e terza fila: 70 e 45 euro.
  • Prima galleria: 30 e 25 euro; seconda galleria: 26 e 22 euro.

Dove si comprano

La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30; è chiusa nei giorni festivi. I biglietti per lo spettacolo del giorno si vendono al teatro da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Online si acquista sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella pagina dello spettacolo. Il teatro invita a rivolgersi solo ai canali autorizzati dalla fondazione.

Come si paga allo sportello

Allo sportello si paga in contanti, con assegno intestato alla Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, con bancomat e con le principali carte di credito. Sono accettate anche la Carta del Docente e la Carta della Cultura, negli orari della biglietteria.

Riduzioni e ultimo minuto

Per alcune serate, a discrezione del teatro, è prevista una riduzione last minute del 25 per cento sui biglietti venduti a partire da un'ora prima dell'inizio, esclusi balconata e galleria. Con un cast così atteso non ci conterei per le recite del 17, del 23 e del 26: su Chénier è meglio comprare presto e scegliere con calma il settore.

Gli abbonamenti

Chénier rientra negli abbonamenti della stagione 2026/27, i cui turni compaiono accanto alle date: A per la prima, poi B, C, D ed E. Chi ha già un abbonamento trova la propria recita per turno; chi compra un biglietto singolo ha a disposizione anche le due recite fuori turno del 19 e del 21 gennaio.

Il consiglio che ti do per visitare Andrea Chénier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 26 gennaio 2027

Il consiglio per Andrea Chénier al Costanzi è la replica di sabato 23 gennaio alle 18, in un posto avanti di un palco laterale di primo o secondo ordine oppure in balconata prima fila. È una delle tre sere in cui cantano insieme Jagde, Yoncheva e Tézier, costa come una replica e si esce in tempo per cenare con calma.

Ecco il ragionamento. La prima del 17 ha il fascino della serata inaugurale, l'abito scuro gradito e i prezzi della fascia più alta: 200 euro per un posto avanti in un palco centrale. L'ultima del 26 è un martedì sera con inizio alle 20, e chi viene da fuori Roma o lavora il giorno dopo la paga. Il sabato alle 18, invece, mette insieme il trio principale, i prezzi di replica e un'uscita verso le 20.35, con la città ancora animata e la metro che corre.

Sul posto: in Chénier contano le voci più di ogni altra cosa, e i grandi monologhi arrivano dritti in balconata. La balconata prima fila costa 65 euro a una replica ed è, a nostro giudizio, il posto con il suono più equilibrato della sala. Un posto avanti in un palco laterale di secondo ordine, a 80 euro, dà una vista laterale ma ravvicinata. Chi ha un budget stretto scelga la prima galleria a 25 euro: si vede lontano, si sente tutto, e in quest'opera è quello che conta.

Se invece vi interessa la storia dello spettacolo, prenotate mercoledì 20 gennaio, la sera di Gregory Kunde. Se preferite il pomeriggio, domenica 24 alle 16.30 con Meade e Ganbaatar. Ultima raccomandazione: arrivate almeno quaranta minuti prima. Il guardaroba è obbligatorio per borse e ombrelli, e a gennaio l'ombrello lo porterete quasi di sicuro.

Come arrivare al Teatro dell'Opera per Andrea Chénier

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. In una sera di gennaio, con il freddo o la pioggia, è di gran lunga la soluzione più semplice.

In metropolitana

La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica. Dalla piazza il teatro è a pochi minuti a piedi. Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la stessa linea A per una fermata oppure camminare.

In autobus

Il teatro indica queste linee:

  • Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
  • Via Depretis: 70, 71.
  • Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
  • Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.

Via Depretis e via Nazionale sono le due strade più vicine al teatro: scegliete la linea in base al punto di partenza e scendete lì.

In taxi

All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico, con il Radio Taxi 6645; durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni della corsa di ritorno. Il teatro indica anche un numero dedicato, lo 06 6696. Dopo le recite delle 20, che finiscono verso le 22.35, è il servizio che consiglio.

In auto

Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e le informazioni di viaggio pubblicate dal teatro riguardano metro, bus e taxi. Chi viene da fuori città lasci la macchina in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Umberto Giordano è l'autore di Andrea Chénier, nato alla Scala; pochi ricordano che la sua prima opera rappresentata debuttò a Roma. Mala vita andò in scena al Teatro Argentina il 21 febbraio 1892 e suscitò un certo scandalo.

La vicenda, tratta dalle Scene popolari napoletane di Salvatore Di Giacomo e Goffredo Cognetti, ruotava attorno a un lavoratore che fa voto di redimere una prostituta in cambio della guarigione dalla tubercolosi. Per il pubblico romano del 1892 era materia forte, ed è proprio ciò che fece di Mala vita una delle prime e più interessanti espressioni del verismo operistico. Nello stesso anno l'opera fu rappresentata a Vienna, alla Staatsoper, a Berlino, alla Krolloper, e a Praga, con grandi consensi.

C'è poi un seguito foggiano curioso. Quando Giordano, dopo quel debutto, fu invitato a suonarne alcuni brani al pianoforte al Circolo Dauno della sua città, si accorse a metà esecuzione che il pubblico si era seduto ai tavoli a giocare a carte. Ne nacque una lunga rottura con Foggia, ricomposta solo nel 1928. Roma, invece, gli era stata subito attenta, anche se con un po' di scandalo.

E Roma tornò nella sua carriera anche più tardi: Giove a Pompei, scritto a quattro mani con Alberto Franchetti su libretto di Luigi Illica ed Ettore Romagnoli, ebbe la prima rappresentazione al Teatro Parioli il 5 luglio 1921. Quando a gennaio entrerete al Costanzi per Chénier, ricordatevi che il suo autore aveva cominciato a farsi conoscere a poche centinaia di metri da lì, in largo di Torre Argentina.

Il Teatro Costanzi: la sala che ospita Andrea Chénier

Il Teatro Costanzi ha oggi una capienza di 1.560 posti, distribuiti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata da Annibale Brugnoli. Alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.

Una sala pensata per il suono

Il costruttore Domenico Costanzi commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista nella costruzione di teatri, che privilegiò l'acustica: la sala a ferro di cavallo fu concepita come una cassa armonica. Il cantiere durò soltanto diciotto mesi. Per un'opera di voci come Chénier, dove i grandi monologhi devono arrivare in ogni angolo senza forzature, la forma della sala è un alleato.

I settori, dalla platea alla galleria

Il listino distingue le poltronissime di platea (file 1-13), le poltrone (file 14-19 e posti laterali), i palchi di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, divisi fra posti avanti e posti dietro, la balconata (prima fila, seconda e terza fila) e la galleria, divisa in prima e seconda. La pianta aggiornata della sala è nella sezione mappe del sito del teatro: guardatela prima di scegliere.

Palchi avanti e palchi dietro

La differenza di prezzo fra posto avanti e posto dietro nello stesso palco riflette la visuale: dal fondo di un palco laterale si vede poco la scena. In Chénier la scena conta meno che in una commedia, ma il primo quadro, con la festa e la gavotta, e il tribunale del terzo vanno visti. Un posto dietro è un buon affare solo per chi vuole soprattutto ascoltare.

Le altre sale della fondazione

La fondazione gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51, nato nel 1925 come Supercinema, e d'estate le Terme di Caracalla. Per la scheda completa del teatro c'è la nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.

Regole di sala, abbigliamento e orari per la serata di Andrea Chénier

Al Teatro dell'Opera di Roma alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni è gradito l'abito scuro. Per la prima di Andrea Chénier, domenica 17 gennaio alle 19, vestitevi di conseguenza; per le repliche il teatro non indica un codice preciso.

Cosa si lascia al guardaroba

È obbligatorio depositare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione audio e video. In sala sono vietati l'uso dei telefoni cellulari, le fotografie, con o senza flash, e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro ed è vietato fumare in tutti gli ambienti. A gennaio, con cappotti e ombrelli, la coda al guardaroba è il vero collo di bottiglia della serata.

Ritardi e posti

A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: chi arriva tardi aspetta nel foyer di platea. In Chénier l'opera si apre con il monologo di Gérard, «Son sessant'anni, o vecchio», una delle pagine più belle dell'intera partitura: perderlo per un ritardo è un peccato vero.

L'intervallo

Nell'edizione 2017 l'intervallo era uno, di trenta minuti, fra il secondo e il terzo quadro. È il momento per prenotare il taxi di ritorno con il personale di sala, e per un caffè al bar del teatro prima del tribunale e della prigione.

Oggetti smarriti e informazioni

Per gli oggetti smarriti il teatro indica il numero 06 48160284. Le regole complete sono nella pagina Informazioni generali del sito ufficiale.

La foto giusta da fare a Andrea Chénier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 26 gennaio 2027

Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash: la foto giusta della vostra serata di Chénier si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare. È la regola del teatro e vale anche durante gli applausi finali.

La piazza è quella su cui Marcello Piacentini, con la ristrutturazione seguita all'acquisto del teatro da parte del Comune nel 1926, spostò l'ingresso. A gennaio si arriva sempre con il buio, anche per la recita delle 16.30 si esce a sera: è il momento in cui la facciata illuminata e le luci del foyer rendono di più. La foto con il teatro alle spalle, con il cappotto e il programma in mano, ha finalmente il suo senso.

Un consiglio da chi ne ha viste tante: fotografate le persone, non l'edificio. La coppia che festeggia un anniversario, gli amici arrivati da fuori per sentire Yoncheva, i ragazzi dell'anteprima giovani del 16: sono le immagini che riguarderete fra dieci anni. L'edificio lo trovate in qualsiasi archivio, la vostra serata no.

La sala, con la cupola di Brugnoli e il grande lampadario di cristallo acceso per la prima volta nel 1928, resta un'immagine da portarsi a casa con gli occhi. Chi vuole vederla con calma e con la luce piena può prenotare una delle visite guidate che il teatro organizza. E chi cerca un ricordo del Chénier trova sul sito del teatro l'immagine ufficiale della produzione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Gioachino Rossini ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. In mezzo, le prime assolute di Cavalleria rusticana e di Tosca, e un cambio di proprietà che ne ha ridisegnato il volto.

Le date da ricordare

  • 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto all'architetto Achille Sfondrini.
  • 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, dopo soli diciotto mesi di lavori.
  • 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, l'opera che due anni prima aveva vinto il concorso Sonzogno in cui Giordano si era classificato sesto.
  • 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
  • 1907: la gestione passa all'impresario Walter Mocchi; dal 1912 la guida la moglie, il soprano Emma Carelli.
  • 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
  • 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito; si accende il grande lampadario di cristallo.
  • 1935: nasce il Coro stabile per volontà di Tullio Serafin.
  • 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
  • 1958: nuovo restyling di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
  • Dicembre 1979: Daniel Oren dirige Tosca, il suo primo impegno al Teatro dell'Opera.
  • 21 aprile 2017: debutta al Costanzi l'Andrea Chénier di Marco Bellocchio, in coproduzione con La Fenice.

Il teatro si descrive come la culla dell'opera verista, e la sequenza lo giustifica: Cavalleria rusticana nacque qui, e Andrea Chénier, pur debuttando alla Scala, appartiene alla stessa stagione del gusto italiano. Chi siede al Costanzi per Chénier ascolta il verismo nella sala che lo ha tenuto a battesimo. Ed è una coincidenza da segnarsi che la recita di Chénier più vicina al 14 gennaio, anniversario della prima di Tosca, cada appena tre giorni dopo.

Chi è passato da Andrea Chénier al Teatro dell'Opera di Roma — dal 17 al 26 gennaio 2027

Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino. Per Chénier, però, la lista che interessa è un'altra.

C'è Daniel Oren, arrivato qui nel dicembre 1979 con una Tosca con Raina Kabaivanska ed Éva Marton, e tornato l'anno dopo per Manon con Alfredo Kraus, I due Foscari con Renato Bruson e Carlo Bergonzi e La fanciulla del West, poi nel 1981 per Fausta di Donizetti. Quasi mezzo secolo dopo risale sullo stesso podio. C'è Gregory Kunde, il Chénier della prima edizione di questo spettacolo nel 2017, con Roberto Frontali come Gérard, Maria José Siri come Maddalena e Roberto Abbado alla direzione. C'è Ludovic Tézier, che nel 2022 al Teatro dell'Opera è stato Don Carlo in Ernani. E c'è Sonya Yoncheva, che nel 2024 il pubblico romano ha sentito come Tosca nel festival estivo delle Terme di Caracalla.

Poi i nomi della storia del teatro: Emma Carelli, soprano, che dal 1912 guidò l'Impresa Costanzi e portò a Roma La fanciulla del West, Turandot, Il trittico e i Ballets Russes di Djagilev; Walter Mocchi, l'impresario suo marito; Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio nel 1926 e nel 1958; Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile. E i direttori citati dal teatro nelle storie della sua orchestra e del suo coro: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti, Daniele Gatti.

Per chiudere, un filo che lega la sala all'opera di Giordano. Fra i Chénier storici incisi su disco c'è Beniamino Gigli, protagonista nel 1941 di una registrazione con Maria Caniglia e Gino Bechi diretta da Oliviero De Fabritiis. È lo stesso Gigli a cui è intitolata la piazza su cui si apre l'ingresso del teatro. Chi arriva per Chénier, insomma, entra dall'indirizzo di uno dei grandi Chénier del passato.

Intorno al Costanzi: Viminale, Repubblica e l'Esquilino

Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con un'ora di anticipo, o ha il pomeriggio libero prima di una recita serale, ha a portata di mano alcuni dei luoghi più interessanti della Roma antica e umbertina.

Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano

Salendo dalla metro si esce in piazza della Repubblica, dove si trovano la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Poco distante c'è l'Aula Ottagona, e verso Termini Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano. A gennaio i musei sono più tranquilli che in qualsiasi altro mese: un pomeriggio al museo e la sera al Costanzi, tutto a piedi, è il programma che propongo più spesso.

Due chiese a pochi passi

Dal lato opposto di piazza della Repubblica si arriva in pochi minuti a Santa Maria della Vittoria e a San Bernardo alle Terme. Sono soste brevi, ideali per riempire la mezz'ora che precede l'apertura delle porte.

Verso Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni; più in basso comincia il rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale. In direzione opposta, oltre via Cavour, la Basilica di Santa Maria Maggiore è raggiungibile a piedi in un quarto d'ora abbondante.

Il Teatro Nazionale, a due passi

In via del Viminale 51 c'è il Teatro Nazionale, la seconda sala della fondazione. Negli stessi giorni di Chénier, dal 23 al 27 gennaio, ospita Le Cenerentole, lo spettacolo con gli artisti del progetto Fabbrica e il Coro di Voci Bianche del Teatro dell'Opera, pensato anche per le scuole.

Dove mangiare prima e dopo Andrea Chénier

Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti. In teatro le consumazioni sono ammesse solo nei bar interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.

Prima dello spettacolo

Per la prima delle 19 e per la recita delle 18 del 23 gennaio la soluzione più sensata è un pranzo tardo e un aperitivo leggero in zona, lasciando la cena al dopo. Per le recite delle 20 si può cenare presto, verso le 18.30, in una trattoria dalle parti di via Nazionale o del Viminale: il teatro è a pochi minuti a piedi. Per la domenica delle 16.30 basta un pranzo vero e un caffè al bar del teatro.

Dopo lo spettacolo

Il rione Monti è la scelta più naturale per chi cena dopo una recita delle 16.30 o delle 18: si scende a piedi da via Nazionale e si trova una scelta ampia di osterie, enoteche e pizzerie. Dopo le recite delle 20, che finiscono verso le 22.35, conviene prenotare in anticipo, perché a quell'ora molte cucine chiudono.

Il criterio

Non faccio nomi di locali, perché cambiano gestione più spesso di quanto cambino le regie. Il criterio è semplice: evitate i locali con il menu tradotto in cinque lingue affisso sulla porta nelle vie intorno a Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti. La differenza, a parità di prezzo, si sente.

Andrea Chénier per giovani, famiglie e persone con disabilità

Per Andrea Chénier il Teatro dell'Opera ha previsto un'anteprima giovani sabato 16 gennaio alle 18, la sera prima del debutto. È il modo più economico e informale per vedere lo spettacolo con la compagnia della prima.

La Carta Giovani Opera

Per i ragazzi sotto i 30 anni il teatro propone la Carta Giovani Opera, che dà diritto a riduzioni sui biglietti e a una visita guidata del teatro. Condizioni e validità per la stagione 2026/27 sono pubblicate nella sezione biglietteria del sito ufficiale, insieme all'abbonamento Giovani Under 30.

Con i ragazzi

Il teatro non pubblica indicazioni di età per Chénier. È un'opera adatta ai ragazzi dai dodici o tredici anni in su, più di tante altre, perché racconta una storia chiara, con personaggi netti e una Rivoluzione francese che a scuola si studia. Raccontate la trama prima, scegliete la domenica delle 16.30 o il sabato delle 18 e fate loro ascoltare a casa «La mamma morta» e «Nemico della patria?!»: in sala le riconosceranno e la serata cambierà faccia.

Accessibilità

Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso di visita guidata accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. Per gli spettacoli il consiglio è contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze. Chi ha difficoltà motorie eviti in ogni caso la galleria. Il servizio taxi all'ingresso del teatro, con prenotazione durante l'intervallo, è un aiuto concreto a fine serata.

Andrea Chénier su Radio3

Radio3 segue in diretta tutte le prime dei titoli operistici al Costanzi della stagione 2026/27: la prima di Andrea Chénier di domenica 17 gennaio è quindi ascoltabile anche da casa. Chénier non è fra i tre spettacoli che Rai Cultura riprende per la televisione in questa stagione.

Per chi non riesce a venire a Roma è un'occasione vera, e per chi ha il biglietto di una replica è un modo per arrivare preparato: ascoltare la prima alla radio e poi sentire lo stesso spettacolo dal vivo qualche giorno dopo è un esercizio che consiglio a chiunque voglia capire quanto conta la sala. Nel 2017, per la prima edizione dello spettacolo, la recita del 21 aprile fu invece registrata per una trasmissione in differita.

Gennaio a Roma e il cartellone intorno ad Andrea Chénier

Andrea Chénier è il primo titolo d'opera del 2027 al Costanzi, dopo The Rake's Progress che apre la stagione il 27 novembre 2026 e Il lago dei cigni delle feste, dal 17 al 31 dicembre. Subito dopo arrivano la Terza Sinfonia di Mahler di John Neumeier, dal 4 al 10 febbraio, e Lucia di Lammermoor, dal 21 al 28 febbraio.

Un mese da teatro

Gennaio è il mese in cui Roma si svuota dei grandi flussi delle feste e torna a una misura più quotidiana. Le giornate sono corte e fresche, i musei meno affollati, le sere lunghe: per un viaggio pensato intorno all'opera è un periodo sottovalutato. Si trovano più facilmente posti in albergo e la città si gira meglio a piedi.

Come organizzare il fine settimana

Il fine settimana del 23 e 24 gennaio si presta bene: sabato alle 18 Chénier con il trio principale, domenica mattina le Terme di Diocleziano o Palazzo Massimo, e chi vuole può tornare in sala domenica alle 16.30 per sentire le alternanze. Per gruppi e aziende che vogliono una serata all'opera organizzata dall'arrivo all'uscita, con guida e logistica, c'è Tour Leader Pro.

Per chi segue la stagione

Chi ha visto il Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma nell'ottobre 2026 trova in Chénier il seguito ideale: dall'ultima commedia di Verdi al dramma verista, a tre mesi di distanza, nella stessa sala.

Domande frequenti su Andrea Chénier al Costanzi

Quando va in scena Andrea Chénier al Teatro dell'Opera di Roma?

Andrea Chénier va in scena al Teatro Costanzi dal 17 al 26 gennaio 2027. La prima è domenica 17 alle 19; le repliche sono martedì 19, mercoledì 20 e giovedì 21 alle 20, sabato 23 alle 18, domenica 24 alle 16.30 e martedì 26 alle 20. Sabato 16 gennaio alle 18 c'è l'anteprima giovani.

Quanto costano i biglietti per Andrea Chénier al Costanzi?

I biglietti per Andrea Chénier al Costanzi costano da 26 a 200 euro alla prima e da 22 a 160 euro alle repliche, secondo il settore. Una poltronissima di platea costa 190 euro alla prima e 155 alle repliche, la balconata prima fila 90 e 65, la prima galleria 30 e 25. Il listino è sul sito del Teatro dell'Opera.

Quando si possono comprare i biglietti di Andrea Chénier?

I biglietti singoli di Andrea Chénier, come quelli di tutti gli spettacoli della stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera, sono in vendita dall'8 ottobre 2026. Si comprano alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, oppure sul circuito autorizzato indicato dal teatro.

Chi canta e chi dirige Andrea Chénier a Roma?

L'Andrea Chénier del Teatro dell'Opera di Roma è diretto da Daniel Oren con la regia di Marco Bellocchio. Brian Jagde è Chénier il 17, 23 e 26 gennaio, Gregory Kunde il 20; Ludovic Tézier è Gérard e Sonya Yoncheva Maddalena, con Ariunbaatar Ganbaatar e Angela Meade il 19, 21 e 24 gennaio.

In quali sere cantano insieme Yoncheva, Jagde e Tézier?

Sonya Yoncheva, Brian Jagde e Ludovic Tézier cantano insieme Andrea Chénier al Costanzi domenica 17 gennaio alle 19, sabato 23 alle 18 e martedì 26 alle 20. Il 20 gennaio Yoncheva e Tézier sono in scena con Gregory Kunde nel ruolo del titolo.

Quanto dura Andrea Chénier al Teatro dell'Opera?

Per la prima edizione di questo allestimento di Andrea Chénier, nel 2017, il Teatro dell'Opera indicava una durata di circa due ore e trentacinque minuti, con un solo intervallo di trenta minuti fra il secondo e il terzo quadro. Una recita delle 20 finisce quindi intorno alle 22.35.

Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma con i mezzi?

Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera. In autobus servono le linee di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T), di via Depretis (70, 71) e di via Cavour, oltre a quelle che partono da Termini.

C'è un codice di abbigliamento per Andrea Chénier al Costanzi?

Al Teatro Costanzi l'abito scuro è gradito alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni, quindi per Andrea Chénier alla prima di domenica 17 gennaio. Per le repliche il teatro non indica un codice preciso; borse, cappotti e ombrelli vanno lasciati al guardaroba, che è obbligatorio.

Andrea Chénier ha i sovratitoli?

Sì, Andrea Chénier al Teatro dell'Opera di Roma è presentato con sovratitoli in italiano e in inglese. È un aiuto concreto per il pubblico straniero e anche per chi è italiano, perché il libretto di Illica è ricco di riferimenti storici alla Rivoluzione francese.

Per chiudere, il consiglio su quale serata scegliere: comprate appena si apre la vendita, prendete sabato 23 alle 18 o, se volete la storia dello spettacolo, mercoledì 20 con Kunde, e scegliete la balconata prima fila o un posto avanti di palco. Andrea Chénier è un'opera di voci, e questa volta le voci ci sono: il resto è arrivare in piazza Beniamino Gigli con largo anticipo e lasciare il cappotto al guardaroba prima che l'orchestra attacchi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento17 Gennaio 2027 19:00 — 26 Gennaio 2027
IndirizzoTeatro Costanzi, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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