Falstaff al Teatro dell’Opera di Roma — dall’11 ottobre al 1° novembre 2026
Falstaff di Giuseppe Verdi va in scena al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, dall'11 ottobre al 1° novembre 2026. La prima è domenica 11 ottobre alle ore 19; seguono le repliche di martedì 13 alle 20, giovedì 15 alle 18, domenica 18 alle 16.30, martedì 20 alle 20 e domenica 1° novembre alle 20.15. Venerdì 9 ottobre alle 19 c'è l'anteprima riservata agli under 30. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). I prezzi pubblicati dal teatro per questo titolo vanno da 26 a 180 euro la sera della prima e da 20 a 140 euro per le repliche. I biglietti si comprano allo sportello della biglietteria in piazza Beniamino Gigli 1 e sul circuito di prevendita autorizzato indicato sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma.
Dirige Michele Mariotti, direttore musicale della fondazione, firma la regia Tatjana Gürbaca, al suo debutto assoluto in Italia; nel ruolo del titolo canta Luca Salsi. È un nuovo allestimento del Teatro dell'Opera, con Orchestra e Coro della casa. Diciamolo subito: tra i titoli d'autunno a Roma è quello su cui puntare, perché mette insieme un direttore che conosce la sala come pochi, un protagonista che il ruolo lo ha già portato in giro per l'Europa e una regista che nessuno in Italia ha ancora visto lavorare dal vivo.
Falstaff al Costanzi in breve: date, orari, turni e cast
Le recite di Falstaff al Teatro Costanzi sono sei, più l'anteprima giovani del 9 ottobre, e hanno orari diversi fra loro: conviene segnarsi bene quello della propria serata. Il calendario pubblicato dal teatro è questo, con i turni di abbonamento accanto alle date.

Il calendario delle recite
- Venerdì 9 ottobre 2026, ore 19: anteprima giovani, dedicata agli under 30.
- Domenica 11 ottobre, ore 19: prima rappresentazione, turno A.
- Martedì 13 ottobre, ore 20: turno B.
- Giovedì 15 ottobre, ore 18: turno D.
- Domenica 18 ottobre, ore 16.30: turno E.
- Martedì 20 ottobre, ore 20: turno C.
- Domenica 1° novembre, ore 20.15: ultima replica, trasmessa in diretta su Rai3.
Fra il 20 ottobre e il 1° novembre c'è un vuoto di dodici giorni: chi non riesce a prenotare nella prima settimana ha ancora la recita di Ognissanti, che però è anche la serata della diretta televisiva e della sala più osservata.
La compagnia di canto
Il cast pubblicato sulla pagina italiana dello spettacolo e nel comunicato del teatro è il seguente: Luca Salsi (Falstaff), George Petean (Ford), Maria Agresta (Mrs. Alice Ford), Carmen Artaza (Mrs. Meg Page), Violeta Urmana (Mrs. Quickly), Marina Monzò (Nannetta), Dave Monaco (Fenton), in alternanza con Pietro Adaini nelle recite del 13, 15 e 20 ottobre, Carlo Bosi (Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola).
La squadra artistica
Direttore Michele Mariotti, regia di Tatjana Gürbaca, maestro del coro Ciro Visco, scene di Henrik Ahr, costumi di Silke Willrett, luci di Stefan Bolliger. Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma. Il teatro presenta lo spettacolo come nuovo allestimento della fondazione.
Falstaff, l'ultima opera di Giuseppe Verdi
Falstaff è una commedia lirica in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito, tratta da Le allegre comari di Windsor e dall'Enrico IV di Shakespeare. È l'ultima opera del compositore: il Teatro dell'Opera la chiama il suo ultimo capolavoro, e la regista ricorda che Verdi la scrisse alla fine della vita, nel 1893, sulla soglia di un secolo nuovo.
Shakespeare, Boito e un Verdi alla fine del percorso
Il rapporto di Verdi con Shakespeare non nasce con Falstaff. Nella presentazione dello spettacolo Verdi legge Verdi, andato in scena al Teatro Nazionale nel maggio 2026, il Teatro dell'Opera mette in fila proprio questi elementi della biografia verdiana: l'ammirazione per Shakespeare, il rapporto con librettisti come Arrigo Boito, le vicende legate alla nascita di Rigoletto, Otello e Falstaff, fra successi, tensioni e controversie. Falstaff è il punto d'arrivo di quella strada: il compositore che per decenni aveva costruito drammi a tinte forti chiude la carriera con una commedia, e con due fonti shakespeariane fuse insieme.
Chi sono i personaggi
Il protagonista è Sir John Falstaff; attorno a lui la locandina elenca Ford, Mrs. Alice Ford, Mrs. Meg Page, Mrs. Quickly, Nannetta, Fenton, Cajus, Bardolfo e Pistola. Sono dieci ruoli, e tutti hanno un peso vero in scena: Falstaff è un'opera d'insieme, e il cast di questa produzione lo rispecchia, con nomi di primo piano anche nelle parti che altrove si affidano a comprimari.
Perché è un'opera che guarda avanti
Michele Mariotti, nella presentazione ufficiale della produzione, la definisce una commedia in cui si sorride più che ridere, con il disincanto tipico di Verdi, e aggiunge che per l'orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: scrittura virtuosistica, interventi solistici continui, richiesta di brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Per lui sono la libertà strutturale e il rapporto fra buca e palcoscenico a fare di Falstaff il primo grande capolavoro che guarda al Novecento. È un giudizio che condivido: chi arriva aspettandosi le arie da canticchiare all'uscita resterà spiazzato, chi ascolta l'orchestra come un personaggio in più uscirà convinto.
Un consiglio di ascolto
Falstaff si gusta meglio se si conosce la trama prima di entrare. Non per evitare sorprese, ma perché il ritmo della conversazione musicale è rapidissimo e chi deve ancora capire chi sia chi perde metà del divertimento. Leggete una sintesi la sera prima e concentratevi, in sala, su quello che fa l'orchestra sotto le voci.
La nuova produzione di Tatjana Gürbaca
Con questo Falstaff la regista tedesca Tatjana Gürbaca debutta per la prima volta in Italia, dopo una carriera costruita nei teatri di Berlino, Vienna, Amsterdam e Zurigo. È la ragione principale per cui questa produzione interessa anche chi il titolo lo conosce a memoria.
Chi è Tatjana Gürbaca
Nata a Berlino nel 1973, figlia di padre turco e madre italo-slovena, ha studiato regia d'opera ed è stata l'ultima allieva di perfezionamento di Ruth Berghaus. Dal 1998 al 2001 è stata assistente alla regia all'Opera di Graz, ha debuttato nel 2001 con Turandot di Puccini e dal 2011 al 2014 ha diretto artisticamente l'Opera di Magonza. Nel 2013 la giuria della rivista tedesca Opernwelt l'ha nominata regista dell'anno. Il suo repertorio va da Purcell e Händel a Dallapiccola e Sciarrino; ha lavorato con Claudio Abbado a un Fidelio semiscenico per il Festival di Lucerna nel 2010, ha firmato un Parsifal ad Anversa e Gand nel 2013, ripreso nel 2018, e nel 2017 un Ring al Theater an der Wien ridotto da tetralogia a trilogia. Le stagioni più recenti l'hanno vista alla Staatsoper di Vienna con Il trittico, a Essen con la riscoperta del Fausto di Louise Bertin e a Francoforte con La Juive.
Il Grand Hotel et de Milan come luogo della storia
Gürbaca ha spiegato di aver ambientato l'azione in una versione di fantasia del Grand Hotel et de Milan, l'albergo milanese che secondo le sue parole divenne la seconda casa di Verdi negli ultimi anni e dove nacque la sua ultima opera. Non un albergo realistico, però: uno spazio di un'altra epoca, in parte abbandonato e in parte riconquistato dalla natura, sospeso fra memoria e dissoluzione. È una scelta che sposta il baricentro dall'Inghilterra elisabettiana al tramonto dell'Ottocento, cioè al momento in cui Verdi scriveva.
Falstaff secondo la regista
Nella lettura di Gürbaca il cavaliere non è un vecchio ridicolo che fallisce: è un edonista, un uomo di libertà radicale e di profonda autoironia, immorale ma mai malvagio, che vuole esistere più che dominare. Intorno a lui una società fatta di calcolo, ambizione sociale e paura del fallimento. Per la regista Falstaff rappresenta ciò che il nuovo ordine industriale di fine Ottocento non contemplava più: abbondanza, immaginazione, sensualità, libertà artistica. A nostro giudizio è una chiave che promette di togliere al personaggio la patina da macchietta, ed è la cosa di cui questo titolo ha più bisogno.
Scene, costumi e luci
Le scene sono di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett, le luci di Stefan Bolliger. Sono i collaboratori che firmano con la regista questo nuovo allestimento del Teatro dell'Opera di Roma.
Michele Mariotti sul podio del Falstaff
Michele Mariotti è direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma dal 2022, e con questa produzione dirige Falstaff per la prima volta davanti al pubblico in sala. L'aveva già interpretato nel dicembre 2020 alla Staatsoper di Monaco, che per la pandemia lo diffuse soltanto in streaming.
Una carriera fra Bologna, Roma e i grandi teatri europei
Dal 2008 al 2018 Mariotti è stato direttore principale e poi direttore musicale del Comunale di Bologna, dove ha diretto fra l'altro La bohème di Graham Vick, Premio Abbiati 2018 come miglior spettacolo. Ha ricevuto il 36° Premio Abbiati come miglior direttore d'orchestra ed è ospite regolare della Scala, dell'Opéra di Parigi, della Wiener Staatsoper, della Royal Opera House di Londra, della Bayerische Staatsoper di Monaco, del Metropolitan di New York, del Rossini Opera Festival di Pesaro e del Festival Verdi di Parma. Da ottobre 2026 è anche direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
Mariotti e il pubblico romano
A Roma ha diretto Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele, Tosca, Peter Grimes e Simon Boccanegra, il progetto del Trittico Ricomposto, West Side Story alle Terme di Caracalla e una tournée in Giappone con Coro e Orchestra del teatro. Nel 2025 ha diretto per l'Opera di Roma lo Stabat Mater con la firma di Romeo Castellucci nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, e nella stagione 2025/26 Lohengrin al Costanzi. Conosce questa orchestra e questa sala come pochi altri direttori in attività: è la ragione per cui in Falstaff, opera che lui stesso descrive come una sfida per la buca, ci si può aspettare il meglio proprio dagli strumenti.
Nello stesso mese, le due Petite Messe
Il calendario della fondazione affianca al Falstaff altri appuntamenti con lo stesso direttore: il concerto Mariotti. Le due Petite Messe è in programma al Teatro Costanzi il 17 ottobre 2026 e nella Basilica di San Vitale il 22 ottobre. Chi vuole farsi un'idea completa del lavoro di Mariotti a Roma può abbinare le due serate nella stessa settimana.
Luca Salsi e la compagnia di canto del Falstaff
Il ruolo del titolo è affidato al baritono Luca Salsi, che negli ultimi anni è diventato un interprete di riferimento per Sir John Falstaff e lo ha cantato fra l'altro alla Staatsoper di Vienna e al Liceu di Barcellona. È la presenza che regge la serata: un protagonista che il personaggio lo ha già rodato in teatri diversi arriva al debutto romano con un vantaggio evidente.
Le coppie della commedia
Accanto a Salsi, Maria Agresta è Alice e George Petean è Ford. Violeta Urmana veste i panni di Mrs. Quickly, Marina Monzò quelli di Nannetta. Fenton è Dave Monaco, che nelle recite del 13, 15 e 20 ottobre cede il posto a Pietro Adaini. Carmen Artaza è Meg Page. È una compagnia costruita su voci che hanno già carriere internazionali, e si sente dalla distribuzione: nessun ruolo lasciato al caso.
Le parti di carattere
Carlo Bosi è Cajus, Paolo Antognetti e Gabriele Sagona sono Bardolfo e Pistola. In un'opera d'insieme come questa le parti di carattere danno il tempo comico ai concertati: vale la pena seguirle anche quando non cantano.
Il Coro di Ciro Visco
Il coro è istruito da Ciro Visco, maestro del Coro del Teatro dell'Opera di Roma dal novembre 2022. Della storia di questo coro, nato nel 1935, parlo più avanti.
Una curiosità su Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma — dall'11 ottobre al 1° novembre 2026
Il grande lampadario del Teatro Costanzi, con le sue ventisettemila gocce di cristallo, si accese per la prima volta il 27 febbraio 1928 per un'opera di Arrigo Boito, lo stesso Boito che scrisse il libretto di Falstaff. Quella sera il teatro, acquistato dal Comune e ribattezzato Teatro Reale dell'Opera, celebrava la sua seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito.
Il legame è di quelli che una guida si tiene stretti. Chi entrerà in sala per questo Falstaff alzerà gli occhi verso una luce accesa per la prima volta nel nome del librettista che mise in versi l'ultima commedia di Verdi. E la storia di quella serata del 1928 ha un risvolto che racconta bene i teatri italiani di allora: la pagina che il teatro dedica alla storia della sua orchestra ricorda che per eseguire Nerone fu necessario scritturare il Quartetto di Trieste, perché il complesso stabile non esisteva ancora. Lo sarebbe diventato per gradi, con l'organico fissato nel 1935 e la piena stabilità raggiunta solo alla fine degli anni Quaranta.
Il lampadario, poi, fa parte di un disegno più ampio. Il passaggio del Costanzi al Comune nel 1926 portò con sé una ristrutturazione affidata all'architetto Marcello Piacentini, che fra le altre cose spostò l'ingresso sulla piazza oggi intitolata a Beniamino Gigli e arricchì gli interni con nuove decorazioni. Il lampadario è il pezzo che più di ogni altro è rimasto nella memoria del pubblico, e che più di ogni altro dà alla sala la sua fisionomia serale. Il consiglio è semplice: arrivate in sala qualche minuto prima che le luci si abbassino, sedetevi e guardatelo mentre è ancora acceso in pieno. Durante lo spettacolo non lo vedrete più con la stessa luce, e fotografarlo in sala non è consentito.
Il Teatro Costanzi: come è fatta la sala che ospita Falstaff
Il Teatro Costanzi ha oggi una capienza di 1.560 posti, distribuiti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata dal perugino Annibale Brugnoli. Alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.
Un teatro pensato come cassa armonica
Il costruttore Domenico Costanzi, imprenditore edile, commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista nella costruzione di teatri. Sfondrini privilegiò l'acustica: la sala a ferro di cavallo fu concepita come una cassa armonica capace di esaltare la sonorità delle opere. Il cantiere durò soltanto diciotto mesi. Per un titolo come Falstaff, in cui la trama orchestrale è fitta e minuta, la forma della sala conta più del solito.
I settori, dalla platea alla galleria
Il listino del teatro distingue le poltronissime di platea (file 1-13), le poltrone di platea (file 14-19 e posti laterali), i palchi di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, divisi fra posti avanti e posti dietro, la balconata (prima fila e seconda e terza fila) e la galleria, divisa in prima galleria (file 1-3) e seconda galleria (file 4-8). La pianta aggiornata della sala è pubblicata nella sezione mappe del sito del teatro, ed è la prima cosa da guardare prima di scegliere.
Palchi avanti e palchi dietro
La differenza di prezzo fra posto avanti e posto dietro nello stesso palco è forte, e riflette la visuale: dal fondo di un palco laterale si vede meno la scena. Per un'opera come Falstaff, dove il gioco scenico passa da un lato all'altro del palcoscenico, un posto dietro in un palco laterale è un buon affare solo per chi vuole soprattutto ascoltare.
Le altre sale della fondazione
Il Teatro dell'Opera di Roma non è soltanto il Costanzi. La fondazione gestisce il Teatro Nazionale di via del Viminale 51, nato nel 1925 come sala cinematografica con il nome di Supercinema e acquisito dal Comune alla fine degli anni Novanta, la Sala Respighi e d'estate le Terme di Caracalla. Per chi vuole la scheda completa del teatro, c'è la nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno su Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma — dall'11 ottobre al 1° novembre 2026
Falstaff rientra nella fascia di prezzo intermedia del listino del Costanzi, la stessa di Lohengrin, La bohème e Tancredi: a parità di posto costa meno della fascia di La traviata, Le nozze di Figaro e Roméo et Juliette. Una poltronissima di platea per una replica di Falstaff costa 135 euro, contro i 155 della fascia più alta; la balconata prima fila 60 euro contro 65.
È un dettaglio che nessuno sottolinea, e che invece cambia il conto di una serata per due o per un piccolo gruppo. Il teatro fissa i prezzi per famiglie di titoli, e l'ultima opera di Verdi, con una compagnia di primo piano e un direttore musicale sul podio, è collocata in una fascia che al pubblico conviene. Chi aspettava l'occasione per portare qualcuno per la prima volta al Costanzi senza spendere quanto per una Traviata ha qui la sua serata.
Seconda cosa che si scopre solo leggendo le regole di sala: al Costanzi non si entra in platea, né nei posti numerati di balconata e galleria, a spettacolo iniziato. Chi arriva tardi aspetta nel foyer di platea. Con un'opera come Falstaff, dove la commedia si mette in moto dalle prime battute, perdere l'inizio significa perdere la presentazione del protagonista. Aggiungo la terza: guardaroba obbligatorio per ombrelli, cappelli, borse, caschi e macchine fotografiche. Nelle serate di pioggia d'ottobre la coda al guardaroba è il vero collo di bottiglia della serata, molto più del controllo biglietti.
Ultima nota, per chi ragiona in gruppo: nei palchi il prezzo è per posto, e il listino indica per ogni tipo di palco quanti posti sono avanti e quanti dietro. Un palco centrale da sei posti ha tre posti avanti e tre dietro: per un gruppo di sei conviene sapere in anticipo chi si siederà dove.
Biglietti e prezzi del Falstaff al Costanzi
Per Falstaff il Teatro dell'Opera applica i prezzi della fascia Lohengrin, La bohème, Tancredi e Falstaff: alla prima da 26 a 180 euro, alle repliche da 20 a 140 euro, secondo il settore. Il listino completo è sulla pagina Prezzi del sito ufficiale.
Il listino per settore
- Poltronissime di platea, file 1-13: 170 euro alla prima, 135 alle repliche.
- Poltrone di platea, file 14-19 e posti laterali: 160 e 125 euro.
- Palchi centrali di platea, primo e secondo ordine, posti avanti: 180 e 140 euro; posti dietro: 160 e 115 euro.
- Palchi laterali di primo ordine, posti avanti: 140 e 100 euro; posti dietro: 70 e 50 euro.
- Palchi laterali di secondo ordine, posti avanti: 95 e 75 euro; posti dietro: 50 e 35 euro.
- Palchi laterali di terzo ordine, posti avanti: 70 e 44 euro; posti dietro: 30 e 20 euro.
- Balconata prima fila: 85 e 60 euro; seconda e terza fila: 62 e 37 euro.
- Prima galleria, file 1-3: 30 e 25 euro; seconda galleria, file 4-8: 26 e 22 euro.
Dove si comprano
La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30; è sempre chiusa nei giorni festivi. I biglietti per lo spettacolo del giorno si vendono al teatro da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Online si acquista sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella pagina dello spettacolo. Il teatro invita espressamente a rivolgersi solo ai canali autorizzati dalla fondazione e declina ogni responsabilità per acquisti fatti altrove.
Come si paga allo sportello
Allo sportello si paga in contanti, con assegno circolare o bancario intestato alla Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, con bancomat e con le principali carte di credito. Sono accettate anche la Carta del Docente e la Carta della Cultura, utilizzabili negli orari della biglietteria.
Le riduzioni che vale la pena conoscere
Per alcune serate, a discrezione del teatro, è prevista una riduzione last minute del 25 per cento sui biglietti venduti a partire da un'ora prima dell'inizio, esclusi balconata e galleria. Per i ragazzi sotto i 30 anni c'è la Carta Giovani Opera, di cui parlo più avanti.
Il 1° novembre è festivo
L'ultima replica cade nel giorno di Ognissanti. Poiché lo sportello diurno resta chiuso nei giorni di festività, chi vuole comprare di persona per quella sera deve farlo nei giorni precedenti, oppure presentarsi al teatro nell'ora che precede lo spettacolo.
Il consiglio che ti do per visitare Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma — dall'11 ottobre al 1° novembre 2026
Per Falstaff al Costanzi il consiglio è la replica di domenica 18 ottobre alle 16.30, in un posto avanti di un palco laterale di primo o secondo ordine, oppure in balconata prima fila. Costa meno della prima, si esce presto e si vede bene.
Ecco il ragionamento. La prima dell'11 ottobre ha il fascino della serata inaugurale, l'abito scuro gradito e i prezzi più alti del listino; la replica del 1° novembre è quella della diretta Rai3, con una sala sotto i riflettori. Le repliche infrasettimanali alle 20 finiscono tardi e chi viene da fuori Roma lo paga al ritorno. La domenica pomeriggio, invece, mette insieme tutto: prezzo di replica, stessa compagnia, uscita in un orario in cui la città è ancora viva e la metro corre senza affanni. Anche la replica di giovedì 15 alle 18 ha la stessa logica, per chi preferisce un giorno feriale.
Sul posto: in Falstaff l'orchestra conta quanto le voci, e la sala del Costanzi restituisce bene l'insieme dall'alto. Un posto avanti in un palco laterale di secondo ordine costa 75 euro a una replica e offre una vista laterale ma ravvicinata. La balconata prima fila, a 60 euro, è frontale e ha il suono più equilibrato della sala. Chi ha un budget stretto scelga la prima galleria, file 1-3, a 25 euro: si vede lontano, ma si sente tutto.
Ultima raccomandazione, la più pratica: arrivate almeno quaranta minuti prima. Il guardaroba è obbligatorio per borse e ombrelli, a spettacolo iniziato non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria, e Falstaff non concede tempi morti per sistemarsi con calma.
Come arrivare al Teatro dell'Opera per il Falstaff
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, che si trova a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È di gran lunga il modo più semplice, e nelle sere di pioggia il più asciutto.
In metropolitana
La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica. Dalla piazza si raggiunge il teatro in pochi minuti a piedi. Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la stessa linea A oppure camminare.
In autobus
Il teatro indica queste linee:
- Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
- Via Depretis: 70, 71.
- Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
- Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.
Via Depretis e via Nazionale sono le due strade che corrono ai lati del teatro: scegliete la linea in base al punto di partenza e scendete lì.
In taxi
All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico, con il Radio Taxi 6645; durante gli intervalli il personale di sala è a disposizione per la prenotazione della corsa di ritorno. Il teatro indica anche un numero dedicato per le prenotazioni, lo 06 6696. È il servizio che consiglio a chi esce dopo le repliche serali delle 20 e delle 20.15.
In auto
Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, il teatro non indica un parcheggio proprio e le informazioni di viaggio pubblicate dalla fondazione riguardano soltanto metro, bus e taxi. Chi viene da fuori città lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il teatro in cui debuttarono Cavalleria rusticana il 17 maggio 1890 e Tosca il 14 gennaio 1900 fu, per i suoi primi quarantasei anni, un teatro privato che lo Stato aveva rifiutato di rilevare. Tutti sanno delle due prime assolute; quasi nessuno ricorda chi le rese possibili, e a quale prezzo.
Domenico Costanzi lo costruì e lo inaugurò il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita. Da quel momento la programmazione andò avanti, secondo la ricostruzione del teatro stesso, esclusivamente grazie agli sforzi economici e organizzativi del costruttore, a cui restò la gestione diretta: la capitale aveva finalmente la sua casa per l'opera, ma lo Stato rifiutò di riscattarne la direzione. Furono Costanzi e poi il figlio Enrico a portare in scena le prime assolute di Mascagni e di Puccini.
Dal 1907 il teatro passò all'impresario Walter Mocchi, sempre in forma privata, e dal 1912 alla direzione della moglie, il soprano Emma Carelli. Quattordici anni di Impresa Costanzi, con novità come La fanciulla del West, Turandot e Il trittico di Puccini, Parsifal di Wagner, Samson et Dalila di Saint-Saëns e i Ballets Russes di Djagilev. Solo nel 1926 arrivò il riconoscimento pubblico, con l'acquisto da parte del Comune di Roma per volontà di Mussolini e la nuova denominazione di Teatro Reale dell'Opera.
È una storia che dice molto: Roma ha avuto il suo grande teatro d'opera grazie a un costruttore, a un impresario e a una cantante prima che grazie alle istituzioni. Chi siede al Costanzi per Falstaff lo fa in una sala nata da un'iniziativa privata e diventata pubblica solo dopo aver già scritto una parte della storia dell'opera italiana.
Regole di sala, abbigliamento e orari per la serata del Falstaff
Al Teatro dell'Opera di Roma alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni è gradito l'abito scuro; nelle altre recite il teatro non indica un codice di abbigliamento. Per la prima di Falstaff dell'11 ottobre, quindi, vestitevi di conseguenza.
Cosa si lascia al guardaroba
È obbligatorio depositare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione audio e video. In sala è vietato l'uso dei telefoni cellulari, sono vietate le fotografie, con o senza flash, e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei locali bar del teatro, ed è vietato fumare in tutti gli ambienti.
Ritardi e posti
A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: il pubblico in ritardo può sostare nel foyer di platea. La direzione si riserva la possibilità di spostare i posti acquistati per esigenze tecniche.
Oggetti smarriti e informazioni
Per gli oggetti smarriti il teatro indica il numero 06 48160284. Le regole complete sono nella pagina Informazioni generali del sito ufficiale.
Gli intervalli
Il teatro non pubblica la durata dello spettacolo sulla pagina di Falstaff. Durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni dei taxi per l'uscita: approfittatene nelle serate che finiscono tardi, invece di cercare un'auto in piazza a fine recita insieme a tutti gli altri.
La foto giusta da fare a Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma — dall'11 ottobre al 1° novembre 2026
Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash: la foto giusta del vostro Falstaff si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare. È la regola del teatro e va rispettata, anche durante gli applausi finali.
La piazza è quella su cui Marcello Piacentini, con la ristrutturazione seguita all'acquisto del 1926, spostò l'ingresso del teatro, per dare spazio al pubblico numeroso che si affollava sotto i portici nelle sere di spettacolo. È lì che conviene fermarsi: la facciata con l'ingresso, la folla che arriva, le luci del foyer che si accendono. Nelle recite d'ottobre si arriva con la luce che cala, e per le repliche serali con il buio: è il momento in cui la facciata illuminata rende di più, e la foto con il teatro alle spalle ha finalmente il suo senso.
Un consiglio da chi ne ha viste tante: fotografate le persone, non l'edificio. Una coppia davanti all'ingresso, un gruppo di amici con il programma in mano, il nonno che accompagna il nipote under 30 all'anteprima: sono le immagini che riguarderete fra dieci anni. L'edificio lo trovate in qualsiasi archivio; la vostra serata no.
La sala, con la cupola di Brugnoli e il lampadario di ventisettemila gocce di cristallo, resta un'immagine da portarsi a casa con gli occhi. Chi desidera vederla con calma, e con la luce accesa, può prenotare una delle visite guidate che il teatro organizza: la Carta Giovani Opera ne include una gratuita, su prenotazione e secondo disponibilità. E chi vuole un ricordo del Falstaff può cercare sul sito del teatro l'immagine ufficiale della produzione, la stessa che accompagna la locandina.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Gioachino Rossini ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946, con la nascita della Repubblica. In mezzo, due prime assolute che hanno fatto la storia dell'opera e un passaggio di proprietà che ne ha cambiato il volto.
Le date da ricordare
- 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto all'architetto Achille Sfondrini.
- 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, dopo soli diciotto mesi di lavori.
- 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
- 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
- 1905: il Consiglio comunale istituisce l'Orchestra Municipale, cento elementi, che diventa di fatto l'orchestra del Costanzi fino al 1926.
- 1907: la gestione passa all'impresario Walter Mocchi; dal 1912 la guida la moglie, il soprano Emma Carelli.
- 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
- 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito; si accende il lampadario di ventisettemila gocce di cristallo.
- 1935: nasce il Coro stabile per volontà di Tullio Serafin e viene fissato l'organico dell'orchestra in 143 elementi.
- 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
- 1958: nuovo e definitivo restyling di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
È il Piacentini del 1958 che dà al teatro l'aspetto che ancora oggi vediamo: chi arriva per Falstaff entra in un edificio ottocentesco rivestito da due interventi del Novecento. Il teatro stesso si descrive come la culla dell'opera verista e del teatro musicale del Novecento, e la sequenza delle date lo giustifica. Per chi fa questo lavoro, il 14 gennaio 1900 resta la data più emozionante da raccontare: Tosca ha debuttato qui, in questa sala.
Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera, protagonisti del Falstaff
L'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma è diventata un complesso stabile solo alla fine degli anni Quaranta, dopo decenni di gestioni impresariali precarie, e dal 2022 ha come direttore musicale Michele Mariotti. Per un'opera come Falstaff, in cui è l'orchestra a raccontare, è il dato da tenere a mente.
Un'orchestra costruita nel tempo
Fino al 1926 le gestioni private non riuscirono a formare un organico stabile, per ragioni economiche e per un lavoro fondato su precarietà e saltuarietà. Una prima svolta arrivò nel 1905 con l'Orchestra Municipale voluta dall'assessore conte Enrico di Sanmartino, molti dei cui elementi provenivano dalla Banda Municipale. Nel 1935 l'organico venne fissato in 143 elementi compresi i professori della banda, ma la piena stabilità arrivò solo nel dopoguerra.
I direttori che l'hanno guidata
Nella sua storia l'orchestra ha lavorato con Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Sinopoli, Thomas Schippers, Peter Maag, Mstislav Rostropovich, Michel Plasson, Jeffrey Tate, Riccardo Muti e Daniele Gatti. È un elenco che spiega da solo il livello a cui la compagine è arrivata.
Il Coro, dal 1935 a oggi
Il Coro prende parte alla vita artistica del Costanzi dal 1935, per volontà di Tullio Serafin, allora direttore artistico del Teatro Reale dell'Opera. Ha lavorato con Karajan, Böhm, Giulini, Mehta, Prêtre, Solti e, in un sodalizio particolarmente lungo, con Riccardo Muti in Otello, Moïse et Pharaon, Nabucco, Macbeth e Attila. Fra le tournée ricordate dal teatro ci sono Tosca al Cremlino nel 2003, la Messa di Requiem di Verdi alla Sydney Opera House nel 2004 e Tosca e La traviata in Giappone nel 2023. Dal novembre 2022 è guidato da Ciro Visco, che lo prepara anche per questo Falstaff.
Chi è passato da Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma — dall'11 ottobre al 1° novembre 2026
Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 27 novembre 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino. La lista, però, è molto più lunga e più curiosa di così.
C'è Emma Carelli, soprano, che dal 1912 per quattordici anni guidò l'Impresa Costanzi e portò a Roma La fanciulla del West, Turandot, Il trittico, Parsifal, Samson et Dalila e i Ballets Russes di Djagilev: una donna a capo di un grande teatro d'opera nei primi decenni del Novecento, cosa rara per l'epoca. C'è Walter Mocchi, l'impresario suo marito. C'è Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio due volte, nel 1926 e nel 1958. C'è Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile.
Poi i direttori: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti, Daniele Gatti. Sono nomi che il teatro cita nelle storie della sua orchestra e del suo coro.
E c'è un nome che nessuno si aspetta. Nella storia dell'orchestra il teatro ricorda che fra i professori della banda inseriti nell'organico del 1935 c'era Pietro Sordi, basso tuba: il padre di Alberto Sordi. Saperlo fa guardare la buca con occhi diversi. Oggi da quella stessa buca passa la partitura di Falstaff, affidata a Michele Mariotti, e sul palcoscenico salgono Luca Salsi, Maria Agresta, George Petean e Violeta Urmana. Anche questo autunno, insomma, la lista si allunga.
Intorno al Costanzi: Viminale, Repubblica e l'Esquilino
Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. È una zona di passaggio più che di passeggio, ma chi arriva con un'ora di anticipo ha a portata di mano alcuni dei luoghi più interessanti della Roma umbertina e antica.
Piazza della Repubblica e le Terme di Diocleziano
Salendo dalla fermata della metro si esce in piazza della Repubblica, dove si trovano la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Poco distante c'è l'Aula Ottagona, e verso Termini Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano. Chi ha un pomeriggio libero prima di una replica serale può combinare una visita al museo e l'opera senza mai prendere un mezzo.
Due chiese a pochi passi
Dal lato opposto di piazza della Repubblica si arriva in pochi minuti a Santa Maria della Vittoria e a San Bernardo alle Terme. Sono due soste brevi, ideali per chi vuole riempire la mezz'ora che precede l'apertura del teatro.
Verso Monti e Santa Maria Maggiore
Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni; più in basso comincia il rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale. In direzione opposta, oltre via Cavour, la Basilica di Santa Maria Maggiore è raggiungibile a piedi in un quarto d'ora abbondante.
Il Teatro Nazionale, a due passi
In via del Viminale 51, all'angolo con via Depretis, c'è il Teatro Nazionale, la seconda sala della fondazione: nato nel 1925 come Supercinema su progetto di Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli, con decori in stile liberty, è stato acquisito dal Comune alla fine degli anni Novanta e affidato al Teatro dell'Opera. Negli stessi giorni del Falstaff ospita, dal 20 al 25 ottobre, La vita nuda.
Dove mangiare prima e dopo il Falstaff
Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e, poco più in là, il rione Monti. Il teatro stesso ammette consumazioni solo nei locali bar interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.
Prima dello spettacolo
Per le recite delle 18 e delle 19 la soluzione più sensata è un pranzo tardo e un aperitivo leggero in zona, lasciando la cena al dopo. Per le repliche delle 20 e delle 20.15 si può cenare presto, alle 18.30, in una trattoria o in un ristorante dalle parti di via Nazionale o del Viminale: il teatro è a pochi minuti a piedi e si arriva senza correre.
Dopo lo spettacolo
Il rione Monti è la scelta più naturale per chi vuole cenare dopo una replica pomeridiana o del tardo pomeriggio: si scende a piedi da via Nazionale e si trova una scelta ampia di osterie, enoteche e pizzerie. Dopo le repliche serali, invece, il consiglio è di prenotare in anticipo, perché a quell'ora molte cucine chiudono.
Il criterio
Non faccio nomi di locali, perché cambiano gestione più spesso di quanto cambino le regie. Il criterio però è semplice: evitate i locali con il menu tradotto in cinque lingue affisso sulla porta nelle vie intorno a Termini, e spingetevi di qualche strada verso Monti. La differenza, a parità di prezzo, si sente.
Falstaff per giovani, studenti e famiglie
Per Falstaff il Teatro dell'Opera ha previsto un'anteprima dedicata agli under 30, venerdì 9 ottobre alle 19, e inserisce il titolo nel progetto scuole Studiare con l'Opera, Shakespeare in Musica. È un'opera adatta a chi si avvicina al genere per la prima volta, a patto di prepararsi un minimo.
La Carta Giovani Opera
I ragazzi sotto i 30 anni possono acquistare in biglietteria la Carta Giovani Opera, al prezzo di 10 euro, valida dal 14 ottobre 2025 al 10 novembre 2026: copre quindi tutte le recite di Falstaff. Dà diritto a una riduzione del 50 per cento sui biglietti se si acquistano almeno tre spettacoli della stagione 2025/26, altrimenti del 30 per cento, oltre a una visita guidata gratuita del teatro su prenotazione e a sconti presso alcune strutture convenzionate.
Le scuole
Il progetto Studiare con l'Opera, Shakespeare in Musica, rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado, prevede un incontro divulgativo gratuito in classe e poi, secondo disponibilità, la visione della prova antegenerale, della generale, dell'anteprima giovani o di una replica al costo di 15 euro. Falstaff, in calendario a ottobre 2026, è uno dei titoli inclusi, insieme a Roméo et Juliette e al balletto Sogno di una notte di mezza estate. I docenti interessati devono contattare per tempo il dipartimento didattico del teatro.
Con i bambini
Il teatro non pubblica indicazioni di età per Falstaff. A nostro giudizio è un'opera che funziona con ragazzi dai dodici anni in su che abbiano già una minima abitudine al teatro; per i più piccoli la conversazione musicale fitta e l'assenza di grandi arie isolate rendono la serata lunga. Se portate un adolescente, scegliete la domenica pomeriggio e raccontategli la trama prima.
Accessibilità al Teatro Costanzi
Per il Teatro Costanzi il teatro indica un percorso di visita guidata accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria. Per gli spettacoli, la pagina di Falstaff non riporta indicazioni specifiche sui posti accessibili.
Il consiglio pratico è di contattare la biglietteria prima dell'acquisto, al telefono 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it, spiegando le proprie esigenze: è il modo per avere un posto adatto e le informazioni aggiornate su ingressi e servizi. Chi ha difficoltà motorie eviti in ogni caso la galleria, che il teatro stesso esclude dal percorso accessibile delle visite guidate. Il servizio taxi all'ingresso del teatro, con la prenotazione possibile durante gli intervalli, è un aiuto concreto a fine serata.
Falstaff in diretta su Rai3, RaiPlay e Radio3
La recita di Falstaff di domenica 1° novembre 2026 è trasmessa in diretta su Rai3, in prima serata, mentre la prima dell'11 ottobre va in onda in diretta su Radio3. Lo spettacolo è ripreso da Rai Cultura e proposto anche su RaiPlay.
La diretta del 1° novembre rientra in un progetto patrocinato dal Ministero della Cultura che impegna il Teatro dell'Opera e Rai Cultura in una diretta in prima serata ogni 1° novembre. Per chi non riesce a venire a Roma è un'occasione vera; per chi è in sala quella sera significa telecamere, un pubblico più formale e un'attenzione particolare alla puntualità. Chi preferisce un'atmosfera più rilassata scelga un'altra data e riascolti poi la trasmissione a casa, magari confrontando le due esperienze.
Ottobre a Roma e il cartellone intorno al Falstaff
Il Falstaff apre l'autunno del Costanzi insieme ad altri titoli della fondazione: il 17 ottobre il concerto Mariotti. Le due Petite Messe, il 26 ottobre Icone della danza e dal 27 ottobre all'8 novembre il trittico di balletti Goecke, Robbins, Bausch. Chi pianifica un soggiorno a Roma in quelle settimane può costruire due serate diverse nello stesso teatro.
Un mese da teatro
Ottobre è il mese in cui Roma torna a vivere al chiuso dopo l'estate delle arene e di Caracalla Festival. Le giornate si accorciano, le sere si fanno fresche e i teatri riprendono il loro posto al centro della vita culturale della città. Per un viaggio pensato intorno all'opera, è il momento migliore dell'anno: meno caldo, una città più vivibile e una programmazione piena.
Come organizzare il fine settimana
Il fine settimana del 17 e 18 ottobre si presta bene: sabato sera il concerto di Mariotti al Costanzi, domenica pomeriggio la replica del Falstaff alle 16.30, con la mattina libera per le Terme di Diocleziano o Palazzo Massimo. Chi resta più a lungo può aggiungere La vita nuda al Teatro Nazionale, dal 20 al 25 ottobre. Per gruppi e aziende che vogliono una serata all'opera organizzata dall'arrivo all'uscita, con guida e logistica, c'è Tour Leader Pro.
Domande frequenti su Falstaff al Costanzi
Quando va in scena Falstaff al Teatro dell'Opera di Roma?
Falstaff va in scena al Teatro Costanzi dall'11 ottobre al 1° novembre 2026. La prima è domenica 11 ottobre alle 19; le repliche sono martedì 13 alle 20, giovedì 15 alle 18, domenica 18 alle 16.30, martedì 20 alle 20 e domenica 1° novembre alle 20.15. Venerdì 9 ottobre alle 19 è in programma l'anteprima riservata agli under 30.
Quanto costano i biglietti per Falstaff al Costanzi?
I biglietti per Falstaff al Costanzi costano da 26 a 180 euro la sera della prima e da 20 a 140 euro per le repliche, secondo il settore. Una poltronissima di platea costa 170 euro alla prima e 135 alle repliche; la prima galleria 30 e 25 euro. Il listino completo è sulla pagina Prezzi del sito del Teatro dell'Opera.
Chi canta e chi dirige il Falstaff di Roma?
Il Falstaff del Teatro dell'Opera di Roma è diretto da Michele Mariotti, direttore musicale della fondazione, con la regia di Tatjana Gürbaca. Luca Salsi è Falstaff, Maria Agresta Alice, George Petean Ford, Violeta Urmana Mrs. Quickly e Marina Monzò Nannetta; Fenton è Dave Monaco, in alternanza con Pietro Adaini il 13, 15 e 20 ottobre.
Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma con i mezzi?
Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera. In autobus servono le linee di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T), di via Depretis (70, 71) e di via Cavour, oltre a quelle che partono da Termini.
Dove si comprano i biglietti del Falstaff?
I biglietti del Falstaff si comprano alla biglietteria del Teatro dell'Opera in piazza Beniamino Gigli 1, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, oppure online sul circuito autorizzato indicato dal teatro. Il giorno della recita i biglietti si vendono al teatro da un'ora prima dell'inizio.
C'è un codice di abbigliamento per il Falstaff al Costanzi?
Al Teatro Costanzi l'abito scuro è gradito alla serata inaugurale e alle prime rappresentazioni, quindi per il Falstaff alla prima di domenica 11 ottobre. Per le repliche il teatro non indica un codice preciso: un abbigliamento curato è comunque la scelta giusta, e borse e ombrelli vanno lasciati al guardaroba obbligatorio.
Il Falstaff del Teatro dell'Opera si vede in televisione?
Sì, il Falstaff del Teatro dell'Opera è trasmesso in diretta su Rai3 in prima serata domenica 1° novembre 2026, nell'ambito della collaborazione con Rai Cultura. La prima dell'11 ottobre è proposta in diretta su Radio3, e lo spettacolo è disponibile anche su RaiPlay.
Ci sono riduzioni per i giovani per Falstaff?
Per Falstaff gli under 30 hanno l'anteprima giovani del 9 ottobre alle 19 e possono usare la Carta Giovani Opera, che costa 10 euro ed è valida fino al 10 novembre 2026. La carta dà il 50 per cento di sconto acquistando almeno tre spettacoli della stagione, altrimenti il 30 per cento.
Si può entrare in sala in ritardo al Teatro Costanzi?
No, al Teatro Costanzi non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria a spettacolo iniziato: chi arriva tardi al Falstaff aspetta nel foyer di platea. Conviene arrivare almeno quaranta minuti prima, anche perché il deposito in guardaroba di borse e ombrelli è obbligatorio.
Per chi deve scegliere la serata, il consiglio è questo: comprate subito, scegliete la domenica pomeriggio o il giovedì alle 18, prendete un posto avanti di palco o la balconata prima fila, e arrivate in piazza Beniamino Gigli con largo anticipo. Falstaff è un'opera che si capisce meglio seduti con calma, dopo aver guardato il lampadario acceso, che correndo dal guardaroba alla porta mentre l'orchestra attacca.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.

