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Ciò che vide il maggiordomo con Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino alla Sala Umberto — dal 27 al 31 gennaio 2027

Ciò che vide il maggiordomo, la commedia di Joe Orton diretta da Giovanni Anfuso con Giampiero Ingrassia, Paolo Triestino e Claudia Campagnola, va in scena al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50 (00187 Roma), dal 27 al 31 gennaio 2027, per cinque recite: alle 20:30 mercoledì 27, giovedì 28 e venerdì 29 gennaio, alle 16:00 sabato 30 e domenica 31. La produzione è di La Pirandelliana con il Teatro di Messina Ente Autonomo Regionale. La Sala Umberto è nel centro storico, fra via del Corso e piazza di Spagna, a una decina di minuti a piedi dalle fermate Spagna e Barberini della metro A. I prezzi pubblicati dal teatro sono 34 euro in poltronissima, 28 euro in poltrona A e 22 euro in poltrona B; i biglietti si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale della Sala Umberto, collegata al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure alla biglietteria del teatro.

L'ingresso del Teatro Sala Umberto in via della Mercede, dove va in scena Ciò che vide il maggiordomo
L'ingresso del Teatro Sala Umberto in via della Mercede, dove va in scena Ciò che vide il maggiordomo Foto: Foto: indeciso42, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Ciò che vide il maggiordomo alla Sala Umberto: date, orari e prezzi

Ciò che vide il maggiordomo resta alla Sala Umberto cinque giorni, dal 27 al 31 gennaio 2027, con tre serali alle 20:30 e due pomeridiane alle 16:00, e biglietti da 22 a 34 euro.

Le serali

Mercoledì 27, giovedì 28 e venerdì 29 gennaio lo spettacolo comincia alle 20:30. È l'orario consueto della sala per le recite serali, comodo per chi esce dal lavoro in centro e vuole cenare dopo.

Le pomeridiane

Sabato 30 e domenica 31 gennaio non ci sono serali: si va in scena alle 16:00. Per chi è a Roma nel fine settimana significa poter unire il teatro a una giornata in centro, con la sera libera.

I prezzi

Il listino ufficiale della Sala Umberto prevede tre fasce: poltronissima a 34 euro, poltrona A a 28 euro, poltrona B a 22 euro. In una sala di 485 posti la differenza di visibilità fra le fasce non è enorme; per una commedia di ritmo, dove contano le espressioni, le prime file valgono il supplemento.

Dove comprare

La pagina dello spettacolo sul sito della Sala Umberto ha i pulsanti di acquisto e di prenotazione collegati al circuito di prevendita autorizzato. Il teatro indica anche le modalità di acquisto in biglietteria e accetta la carta del docente.

Che cosa si vedrà: la commedia di Orton secondo Anfuso

Ciò che vide il maggiordomo è l'ultima commedia di Joe Orton, rappresentata dopo la morte dell'autore nel 1969: la presentazione ufficiale della Sala Umberto ricorda che sulla prima messa in scena intervenne la censura.

Una clinica come specchio della società

L'azione si svolge in una clinica, che la presentazione indica come simbolo di un'intera società. Nella lettura del regista l'ambientazione non è chiusa negli anni in cui il testo fu scritto: diventa una favola fuori dal tempo che, proprio per questo, potrebbe essere la nostra.

Lo schema del vaudeville

La struttura è quella del vaudeville, con incessanti entrate e uscite di personaggi colti in equivoco o in flagrante. I dialoghi, brillantemente provocatori, spingono l'azione; i travestimenti disseminati nel testo non servono a nascondere la verità, ma la menzogna e l'ipocrisia.

Il colpo di scena finale

Fra equivoci e porte che sbattono, Orton trova lo spazio per l'agnizione, il riconoscimento finale della tragedia classica. Si svela una trama di remoti incesti, all'origine di legami che vengono riconosciuti e ricomposti in una tolleranza che la presentazione definisce inaudita e improbabile anche oggi.

Una sfida per regista e attori

La presentazione osserva che il tempo ha attenuato lo scandalo delle provocazioni di Orton, ma che restano il linguaggio e una struttura di grande sapienza compositiva, capace di sintetizzare generi e modi drammaturgici: un banco di prova per registi e attori. L'augurio finale è che la sovreccitazione contagiosa della scena si trasformi in risate frequenti e sonore.

Il cast e la squadra

In scena, con Giampiero Ingrassia, Paolo Triestino e Claudia Campagnola, ci sono Davide Sbrogiò, Michele Carvello e Giulia De Angelis. Le scene sono di Carlo De Marino, i costumi di Teresa Acone, la regia di Giovanni Anfuso.

Chi era Joe Orton, l'autore

John Kingsley Orton, detto Joe, nato a Leicester il 1 gennaio 1933 e morto a Islington il 9 agosto 1967, è stato un drammaturgo inglese che in una carriera di soli tre anni ha colpito, indignato e divertito il pubblico con le sue commedie nere.

Le origini

Orton nasce in una famiglia operaia di Leicester: il padre è giardiniere del comune, la madre lavora nell'industria calzaturiera. Per l'asma non supera l'esame di ammissione alla scuola secondaria e frequenta un corso di segreteria. Si avvicina al teatro intorno al 1949, nelle compagnie amatoriali della città, e nel 1950 ottiene una borsa di studio per la Royal Academy of Dramatic Art di Londra.

Gli anni difficili

Alla RADA conosce Kenneth Halliwell, con cui divide casa e vita per il resto dei suoi giorni. Insieme scrivono romanzi che nessuno pubblica e vivono con pochissimo in un piccolo appartamento di Noel Road, a Islington. Nel 1962 i due vengono condannati per aver danneggiato decine di libri della biblioteca pubblica, di cui modificavano le copertine con collage provocatori, e passano sei mesi in carcere.

Il successo

Entertaining Mr Sloane debutta il 6 maggio 1964 al New Arts Theatre; il sostegno del commediografo Terence Rattigan, che investe tremila sterline nello spettacolo, ne garantisce la sopravvivenza e il passaggio nel West End. Loot, in Italia Il malloppo, parodia del romanzo poliziesco, dopo una lunga serie di riscritture arriva a Londra il 27 settembre 1966 con recensioni entusiastiche e vince diversi premi.

La fine

Il 9 agosto 1967 Orton viene ucciso da Halliwell, che poi si toglie la vita. Quella mattina era atteso a una riunione su Up Against It, la sceneggiatura che aveva scritto per i Beatles. Al funerale Harold Pinter lesse l'elogio funebre. Ciò che vide il maggiordomo, che Orton stava scrivendo mentre Loot trionfava a Londra, andò in scena due anni dopo.

Ortonesque

Dal suo nome la lingua inglese ha ricavato un aggettivo, ortonesque, che indica qualcosa di scandalosamente macabro: pochi autori teatrali del Novecento hanno lasciato un segno così diretto nel vocabolario.

Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino, i protagonisti

Giampiero Ingrassia, romano, nato il 18 novembre 1961 e figlio di Ciccio Ingrassia, ha dedicato la sua carriera quasi interamente al teatro, con una lunga esperienza nella commedia e nel musical.

La scuola di Proietti

Ingrassia frequenta dal 1983 il Laboratorio di esercitazioni sceniche diretto da Gigi Proietti e si diploma nel 1985; nella stagione 1985-1986 recita in Cyrano de Bergerac diretto da Proietti. Nel 1985 sostituisce il padre, convalescente, accanto a Franco Franchi nel varietà televisivo Grand Hotel. In televisione è fra i protagonisti di Classe di ferro, che gli vale un Telegatto.

Dal musical alla commedia

Il suo curriculum teatrale comprende La piccola bottega degli orrori, Grease con Lorella Cuccarini, Jesus Christ Superstar, Full Monty diretto da Proietti, Harry, ti presento Sally, Frankenstein Junior, che nel 2013 gli vale il Premio Flaiano, Cabaret, Big Fish e, dal 2023, La strana coppia di Neil Simon. Ha ricevuto più volte il Premio Persefone come miglior attore di musical e di prosa.

Paolo Triestino

Paolo Triestino, romano, nato il 1 febbraio 1959, debutta nel 1978 e nei primi anni Ottanta lavora con Gabriele Lavia in cinque spettacoli: Amleto, I masnadieri, Il principe di Homburg, Don Carlos e Spettri. Dalla metà degli anni Novanta si dedica soprattutto alla drammaturgia contemporanea.

Triestino fra cinema e doppiaggio

Al cinema Triestino ha lavorato con Carlo Verdone in Viaggi di nozze, Gallo cedrone e Il mio miglior nemico, con Francesca Archibugi, Mario Monicelli e Carlo Vanzina; in televisione in Distretto di Polizia, Il commissario, Orgoglio. Come doppiatore ha dato la voce italiana a Jeff Daniels in Pleasantville e a Marc Maron in Joker.

La compagnia

Con loro Claudia Campagnola, il cui nome compare in locandina accanto ai due protagonisti, e Davide Sbrogiò, Michele Carvello e Giulia De Angelis. La distribuzione dei ruoli non è pubblicata.

La Sala Umberto, teatro di via della Mercede

Il Teatro Sala Umberto ha 485 posti in una sala rettangolare con platea discendente e una balconata; nato nel 1882 al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, è stabilmente teatro dal 2002.

Le origini

La sala fu voluta da Andrea Busiri Vici e decorata da Alessandro Bazzani, per concerti, operette e commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la ampliò fino a 650 posti; nel 1913 divenne cinematografo.

Il varietà e il nome del re

Nel 1928 la presero in gestione i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, che la riportarono al palcoscenico con vedettes, comici e sciantose e le diedero il nome del re, Sala Umberto. Intorno al 1930 tornò il cinema.

Una sala adatta alla commedia

Le dimensioni raccolte sono un vantaggio per una farsa come quella di Orton, costruita su battute rapide e su porte che si aprono e si chiudono: da quasi ogni posto si colgono le espressioni degli attori, e la risata della sala, in uno spazio piccolo, si propaga più facilmente.

Una curiosità su Ciò che vide il maggiordomo con Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino alla Sala Umberto — dal 27 al 31 gennaio 2027

La curiosità più gustosa è nel titolo. In inglese What the Butler Saw era un modo di dire prima ancora di diventare una commedia. L'espressione entrò nella cultura popolare britannica dopo il processo di divorzio di Gertrude Elizabeth Blood, nel 1886, in cui la questione decisiva era se un maggiordomo avesse potuto vedere l'adulterio della signora attraverso il buco della serratura della camera da letto. Da lì il titolo passò ai filmati erotici dei primi del Novecento, mostrati nelle macchine a manovella dei luna park, e a due film degli anni Venti e Cinquanta. Orton scelse dunque un titolo che per il pubblico inglese sapeva già di voyeurismo e di scandalo coniugale: la promessa di una commedia maliziosa era scritta sulla locandina.

La seconda curiosità riguarda i Beatles. Il giorno della sua morte Orton avrebbe dovuto partecipare a una riunione per discutere Up Against It, la sceneggiatura che aveva scritto per i Beatles. Al suo funerale la bara entrò nella cappella sulle note di A Day in the Life.

La terza riguarda il cast. Giampiero Ingrassia è figlio di Ciccio Ingrassia, metà della coppia comica con Franco Franchi: un attore cresciuto nella comicità popolare italiana che si misura con la comicità nera inglese, in una sala nata per il varietà.

Una cosa che non ti dice nessuno su Ciò che vide il maggiordomo con Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino alla Sala Umberto — dal 27 al 31 gennaio 2027

Quello che non si dice è che Ciò che vide il maggiordomo, sotto la superficie della farsa, contiene temi che ancora oggi possono spiazzare. La presentazione della Sala Umberto lo dice apertamente: la commedia si chiude svelando una trama di remoti incesti e una tolleranza che definisce inaudita anche ai giorni nostri. Orton non scrive per rassicurare; ride dell'ipocrisia e della rispettabilità, e lo fa con battute taglienti. Chi cerca una commedia degli equivoci tradizionale ne troverà la struttura, porte e travestimenti compresi, ma dentro c'è il veleno di un autore che la censura inglese del 1969 guardava con sospetto.

La seconda cosa riguarda il pubblico adatto. Il teatro non indica limiti d'età, ma a nostro giudizio è una commedia per adulti e per ragazzi dai sedici anni che conoscano il gusto dell'umorismo nero. Non è la scelta ideale per una prima volta a teatro con i bambini.

La terza cosa è pratica: le cinque recite si concentrano in pochi giorni, e il fine settimana ha solo le pomeridiane delle 16. Chi pensa di andarci il sabato sera non troverà recite: la sera, lo spettacolo va in scena soltanto da mercoledì a venerdì.

Come arrivare alla Sala Umberto

La Sala Umberto è in via della Mercede 50, nel rione Colonna, dentro la zona a traffico limitato del centro storico: si arriva con la metro A, scendendo a Spagna o a Barberini e proseguendo a piedi per circa dieci minuti.

Da Spagna

Dalla fermata Spagna si attraversa la piazza e si prende via di Propaganda verso Sant'Andrea delle Fratte; da lì via della Mercede è a pochi passi. È un percorso in piano, piacevole anche la sera.

Da Barberini

Dalla fermata Barberini si scende per via del Tritone e si piega verso via della Mercede. In leggera discesa all'andata, in leggera salita al ritorno.

In autobus

Molte linee di superficie percorrono via del Tritone e via del Corso. Per il percorso esatto conviene usare il calcolatore di ATAC, che tiene conto delle deviazioni nel centro storico.

In auto e taxi

L'auto va lasciata fuori dalla ZTL, per esempio nei parcheggi in struttura intorno a Villa Borghese. All'uscita delle serali il taxi è la soluzione più comoda; piazza San Silvestro è un punto facile da indicare.

Il consiglio che ti do per visitare Ciò che vide il maggiordomo con Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino alla Sala Umberto — dal 27 al 31 gennaio 2027

Il consiglio è di scegliere la poltronissima o la poltrona A, nelle file centrali. Una farsa costruita sul ritmo delle entrate e delle uscite vive di dettagli: uno sguardo, un travestimento che scivola, una porta aperta un secondo prima del dovuto. Alla Sala Umberto la sala è raccolta e si vede bene quasi ovunque, ma dalle prime file la macchina comica si coglie in ogni ingranaggio. La differenza fra poltronissima e poltrona B è di dodici euro: per una commedia di questo tipo, a nostro giudizio, vale la pena spenderli.

Secondo consiglio: arrivare senza aver letto la trama. Il divertimento di Orton è nella progressione degli equivoci e nella rivelazione finale; conoscere in anticipo chi è chi toglie buona parte della sorpresa. Meglio leggere qualcosa sull'autore, sulla sua vita breve e sulla Londra degli anni Sessanta, che aiuta a capire da dove venga tanta ferocia.

Terzo consiglio, sulla data. Chi vuole la serata completa scelga una delle recite delle 20:30, da mercoledì a venerdì, e prenoti una cena nel rione Colonna all'uscita. Chi è in città nel fine settimana può scegliere una pomeridiana delle 16 e, all'uscita, fare due passi fino alla Fontana di Trevi, a pochi minuti, quando le luci cominciano ad accendersi.

Infine, conviene essere in sala almeno venti minuti prima: il ritiro dei biglietti e il guardaroba richiedono tempo, e le prime battute di Orton preparano gli equivoci di tutto il resto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Joe Orton è stato uno degli autori più scandalosi del teatro inglese degli anni Sessanta, con Entertaining Mr Sloane e Loot. Si cita molto meno che il suo successo dipese in modo decisivo da un autore di teatro che rappresentava l'esatto contrario: Terence Rattigan, maestro del dramma borghese ben costruito. Nelle prime tre settimane Entertaining Mr Sloane perdeva denaro; Rattigan investì tremila sterline nella produzione, e lo spettacolo sopravvisse, passò nel West End e fu rappresentato a New York, in Spagna, in Israele e in Australia. Orton, per ironia, aveva inventato anni prima un alter ego, una signora snob e appassionata di teatro di nome Edna Welthorpe, ispirata alla zia Edna con cui Rattigan descriveva lo spettatore medio.

Un secondo fatto poco citato riguarda la lavorazione. Loot fu un fallimento nella prima tournée del 1965: recensioni negative a Brighton, Oxford, Bournemouth, Manchester e Wimbledon. Orton lo riscrisse più volte, tagliando oltre seicento battute, e solo nel settembre 1966 arrivò il trionfo londinese. Il ritmo serrato che si ritroverà in Ciò che vide il maggiordomo è figlio di quel lavoro di sottrazione.

Il terzo fatto riguarda la parola ortonesque: l'aggettivo che indica qualcosa di scandalosamente macabro è entrato nell'uso inglese, come kafkiano o pirandelliano in italiano. E La Pirandelliana, curiosamente, è proprio il nome della compagnia che produce questa edizione.

La foto giusta da fare a Ciò che vide il maggiordomo con Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino alla Sala Umberto — dal 27 al 31 gennaio 2027

Durante lo spettacolo non si fotografa e non si filma: in una farsa costruita sui tempi comici un telefono acceso disturba gli attori e tutta la fila. La foto giusta si fa quindi fuori, e la Sala Umberto ha il vantaggio di trovarsi in uno dei tratti più fotogenici del centro.

La prima foto è l'ingresso del teatro su via della Mercede, con la locandina dello spettacolo e l'insegna illuminata: la via è stretta, e conviene inquadrare dal marciapiede opposto, un po' spostati, per avere la prospettiva della strada. La sera, con il pubblico che entra, è l'immagine più viva.

La seconda foto si fa a pochi passi, verso via di Capo le Case, dove si alzano la cupola e il campanile di Sant'Andrea delle Fratte, opera di Borromini: all'imbrunire, dopo una pomeridiana, le forme del campanile si stagliano sul cielo. La terza, per chi ha tempo, è a piazza Colonna, lungo via del Corso, con la colonna di Marco Aurelio illuminata.

Intorno alla Sala Umberto: il rione Colonna

Via della Mercede è nel rione Colonna, fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna, a due passi da via del Corso.

Le chiese vicine

A pochi metri c'è piazza San Silvestro, con San Silvestro in Capite; poco più su, Sant'Andrea delle Fratte, con la cupola e il campanile di Borromini e gli angeli di Bernini.

La Galleria e i palazzi del potere

Lungo via del Corso si arriva alla Galleria Alberto Sordi, riparo utile nelle sere di pioggia, e a piazza Colonna con Palazzo Chigi.

Un altro teatro vicino

A dieci minuti a piedi c'è il Teatro Quirino: chi resta a Roma qualche giorno può costruirsi una piccola settimana teatrale senza prendere mezzi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La Sala Umberto nasce nel 1882, al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, per iniziativa di Andrea Busiri Vici, con interni decorati da Alessandro Bazzani. È una sala per concerti, operette e commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la amplia fino a 650 posti; in quegli anni, forse, è conosciuta come Sala della Piccola Borsa. Nel 1913 nuovi lavori la trasformano in cinematografo.

La svolta arriva nel 1928, quando la gestione passa ai fratelli Marino, già proprietari del Salone Margherita: il cinema torna teatro, prende il nome di Sala Umberto in onore del re d'Italia e adotta la programmazione del Margherita, con vedettes presentate come internazionali, comici del varietà e sciantose. Intorno al 1930 torna il cinema, che resterà per mezzo secolo. Nel 1981 la sala riapre come teatro dopo una ristrutturazione, con la direzione dell'Ente teatrale italiano e una programmazione soprattutto di prosa; nel 1991 torna a essere cinema.

Dal 2002 la Sala Umberto è di nuovo teatro, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, e la produzione spazia dalla comicità alla prosa. La società che la gestisce, Viola Produzioni, è la stessa del Teatro Brancaccio. Una farsa inglese con equivoci e travestimenti riporta in via della Mercede lo spirito del varietà dei fratelli Marino, con in più il veleno di Orton.

Chi è passato da Ciò che vide il maggiordomo con Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino alla Sala Umberto — dal 27 al 31 gennaio 2027

Dalla Sala Umberto sono passati, fra le due guerre, gli artisti del varietà scritturati dai fratelli Marino: comici, sciantose e vedettes dello stesso mondo che animava il Salone Margherita. Le fonti non conservano un elenco affidabile dei nomi. Dal 2002 la sala ha ospitato soprattutto prosa, comicità e musica; nella stagione 2026-2027 sono passati da qui, fra gli altri, Francesco De Gregori con i concerti d'autunno, Francesco Montanari con Storia di un cinghiale e la compagnia di Cime Tempestose.

Nella carriera di Giampiero Ingrassia passano nomi che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano: il padre Ciccio e Franco Franchi, Gigi Proietti, suo maestro al Laboratorio e regista di Cyrano e Full Monty, Lorella Cuccarini in Grease, Giorgio Albertazzi, Nicola Piovani, Luca Zingaretti, Flavio Insinna, Saverio Marconi. In quella di Paolo Triestino ci sono Gabriele Lavia, Carlo Verdone, Francesca Archibugi, Mario Monicelli e Dino Risi.

Dal 27 al 31 gennaio 2027 passano da via della Mercede Ingrassia, Triestino, Claudia Campagnola, Davide Sbrogiò, Michele Carvello e Giulia De Angelis, con la regia di Giovanni Anfuso. E passa, con le sue battute, Joe Orton: un autore morto a trentaquattro anni che la Londra degli anni Sessanta non ha mai smesso di citare.

Come organizzare la serata o il pomeriggio

Con tre serali infrasettimanali e due pomeridiane nel fine settimana, Ciò che vide il maggiordomo si adatta a due modi diversi di vivere il teatro in centro.

La sera dopo il lavoro

Le recite delle 20:30 di mercoledì, giovedì e venerdì sono pensate per chi lavora in città: si arriva in metro a Spagna o a Barberini, si cammina dieci minuti, e all'uscita si cena nel rione. Una commedia di ritmo, dopo una giornata di lavoro, è il modo più semplice per staccare.

Il fine settimana in centro

Le pomeridiane delle 16 di sabato 30 e domenica 31 gennaio si inseriscono in una giornata di visita: mattina fra piazza di Spagna e Trinità dei Monti, pranzo leggero, teatro, e all'uscita la passeggiata fino a Trevi con le prime luci della sera.

Quando arrivare

Conviene essere in via della Mercede almeno venti minuti prima dell'inizio, anche per chi ha già il biglietto: nelle pomeridiane del fine settimana il centro è affollato e gli ultimi metri a piedi richiedono più tempo del previsto.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Il rione Colonna offre ristorazione di ogni tipo; conviene allontanarsi di qualche strada dalle vie più turistiche intorno a Trevi.

Dopo le serali

Le recite delle 20:30 finiscono in tempo per una cena nelle vie fra via della Mercede, via del Pozzetto e via della Vite, dove ci sono trattorie frequentate a pranzo da chi lavora nei palazzi della zona.

Prima delle pomeridiane

Per le recite delle 16 del fine settimana funzionano un pranzo leggero in centro o le pizzerie al taglio di via del Tritone; all'uscita c'è ancora tempo per un aperitivo.

Accessibilità e informazioni pratiche

Per l'accessibilità della Sala Umberto a persone con mobilità ridotta e per l'accesso alla balconata conviene contattare la biglietteria del teatro, al numero 06 6794753, prima dell'acquisto.

Con i ragazzi

La commedia di Orton gioca con temi adulti, fra sesso, follia e segreti di famiglia: a nostro giudizio è adatta a ragazzi dai sedici anni con il gusto dell'umorismo nero.

Carta del docente

Il teatro accetta la carta del docente per l'acquisto dei biglietti: un'opportunità per gli insegnanti che vogliano vedere uno dei classici della commedia inglese del Novecento.

Fine gennaio a Roma

L'ultima settimana di gennaio è un periodo tranquillo per il centro storico, con meno visitatori che nei mesi di punta e i teatri nel pieno della stagione.

Il clima

Le serate sono fredde e umide; per le pomeridiane del fine settimana il centro, all'uscita, è ancora illuminato dall'ultima luce del giorno.

Gli altri spettacoli

Negli stessi giorni all'Ambra Jovinelli debutta Incendi di Wajdi Mouawad con Filippo Dini, e al Teatro Brancaccio Angelo Branduardi presenta Il Cantico. Il cartellone completo della sala è sul sito ufficiale della Sala Umberto.

Domande frequenti su Ciò che vide il maggiordomo alla Sala Umberto

Quando va in scena Ciò che vide il maggiordomo a Roma?

Ciò che vide il maggiordomo va in scena al Teatro Sala Umberto dal 27 al 31 gennaio 2027: alle 20:30 mercoledì 27, giovedì 28 e venerdì 29, alle 16:00 sabato 30 e domenica 31 gennaio. Non sono previste recite serali nel fine settimana.

Quanto costano i biglietti per Ciò che vide il maggiordomo?

I biglietti per Ciò che vide il maggiordomo alla Sala Umberto costano 34 euro in poltronissima, 28 euro in poltrona A e 22 euro in poltrona B, secondo il listino ufficiale del teatro.

Chi recita in Ciò che vide il maggiordomo?

In Ciò che vide il maggiordomo recitano Giampiero Ingrassia, Paolo Triestino e Claudia Campagnola, con Davide Sbrogiò, Michele Carvello e Giulia De Angelis. La regia è di Giovanni Anfuso, la produzione di La Pirandelliana e del Teatro di Messina.

Di cosa parla Ciò che vide il maggiordomo di Joe Orton?

Ciò che vide il maggiordomo è una commedia nera ambientata in una clinica, costruita come un vaudeville di equivoci, travestimenti ed entrate e uscite, che si chiude con una rivelazione su antichi legami familiari. Fu rappresentata nel 1969, dopo la morte di Orton.

Chi era Joe Orton?

Joe Orton era un drammaturgo inglese nato a Leicester nel 1933 e morto a Londra nel 1967, autore di Entertaining Mr Sloane, Loot e Ciò che vide il maggiordomo. Le sue commedie nere scandalizzarono il pubblico degli anni Sessanta e diedero origine all'aggettivo ortonesque.

Dove si trova la Sala Umberto?

La Sala Umberto si trova in via della Mercede 50, nel rione Colonna, fra Trevi e piazza di Spagna. Si raggiunge con la metro A, fermate Spagna o Barberini, e poi a piedi in una decina di minuti; il teatro è dentro la ZTL.

Il consiglio finale su Ciò che vide il maggiordomo

Cinque recite, tre sere e due pomeriggi, per vedere in una sala raccolta del centro l'ultima commedia di uno degli autori più irriverenti del Novecento, con un figlio d'arte cresciuto alla scuola di Proietti e un attore formato con Lavia. Il consiglio è di prenotare in poltronissima o poltrona A, di arrivare senza conoscere la trama, di scegliere le 20:30 se si vuole la cena in centro all'uscita e le 16 se si vuole la passeggiata fino a Trevi, e di prepararsi a ridere di cose di cui, in genere, non si ride: è esattamente quello che Orton voleva.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento27 Gennaio 2027 20:30 — 31 Gennaio 2027
IndirizzoTeatro Sala Umberto, Via della Mercede 50, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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