Da Broadway a Hollywood al Cinema Quattro Fontane — dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
Da Broadway a Hollywood, la rassegna del ciclo «L'eterna illusione» dedicata ai classici del cinema americano nati dal teatro, è in programma ogni domenica mattina dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027 al Cinema Quattro Fontane, in via delle Quattro Fontane 23 (00184 Roma), con sedici titoli in lingua originale sottotitolati in italiano. Le proiezioni in prevendita sono indicate alle 11:00. Il biglietto per la rassegna costa 8 euro secondo il tariffario pubblicato dal circuito che gestisce la sala; si compra alla cassa del cinema o sul sito ufficiale del circuito, dove ogni titolo ha la sua pagina di acquisto. La sala è a pochi minuti a piedi dalla fermata Barberini della metro A. Dal 27 ottobre lo stesso ciclo approda anche al Cinema Flora, con un calendario proprio il martedì.

Che cos'è Da Broadway a Hollywood
Da Broadway a Hollywood è una rassegna di sedici film americani girati fra il 1930 e il 1967, quasi tutti tratti da commedie, drammi o musical andati in scena a New York, proiettati la domenica mattina al Quattro Fontane in versione originale con sottotitoli.
Il ciclo «L'eterna illusione»
La rassegna fa parte del ciclo «L'eterna illusione», la serie che il circuito dedica ai grandi classici del cinema. La cura è di Cesare Petrillo e Simone Fabio Ghidoni, che firmano anche il testo di presentazione. L'idea di partenza è dichiarata con chiarezza: il cinema americano ha sempre saccheggiato altre fonti, la letteratura, il giornalismo, la radio, ma soprattutto il palcoscenico. La rassegna mette in fila i risultati più riusciti di quel saccheggio.
Il sonoro e la fame di dialoghi
Il punto di svolta, ricordano i curatori, è il 1927, quando il cinema diventa sonoro e ha bisogno di dialoghi per i suoi attori. Le grandi case di produzione, le «sette sorelle» Metro, Paramount, RKO, Warner, Fox, Universal e Columbia, mandano a New York degli osservatori per individuare gli spettacoli da portare sullo schermo. Così si consolida la fortuna di commediografi già affermati come Ben Hecht, Charles MacArthur, George S. Kaufman, Noël Coward, Lillian Hellman ed Elmer Rice, e di autori di musica e parole come Cole Porter, George e Ira Gershwin, Richard Rodgers e Lorenz Hart, Irving Berlin.
Dal copione al montaggio
Il testo dei curatori insiste su un punto che rende la rassegna interessante anche per chi conosce già i film: il passaggio dalla scena allo schermo non era una semplice registrazione. I lunghi blocchi di dialogo affidati a «lei» e «lui» sulle tavole del palcoscenico dovevano diventare montaggio, cioè sintesi, ellissi, tagli. Il testo filmico nasce tradendo il copione originale, e la qualità dei registi si misura proprio lì: in Ernst Lubitsch, William Wyler, Billy Wilder, Howard Hawks, che sapevano rendere naturale una battuta scritta per il teatro, come se fosse improvvisata sul momento da John Barrymore e Carole Lombard, da Cary Grant e Katharine Hepburn.
Il calendario di Da Broadway a Hollywood al Quattro Fontane
Il programma del Quattro Fontane prevede sedici domeniche consecutive, dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027, con un film diverso ogni settimana.
Settembre e ottobre
La rassegna si è aperta il 20 settembre con Scandalo a Filadelfia (1940) ed è proseguita il 27 settembre con Nata ieri (1950). In ottobre il calendario prevede il 4 ottobre Donne (1939), l'11 ottobre My Fair Lady (1964), il 18 ottobre Les Girls (1957) e il 25 ottobre Pranzo alle otto (1933).
Novembre
Il mese di novembre si apre il 1° novembre con Il signore resta a pranzo (1942) e continua l'8 novembre con Palcoscenico (1937), il 15 novembre con Codice penale (1931), il 22 novembre con Ventesimo secolo (1934) e il 29 novembre con Ritorno alla vita (1933).
Dicembre e gennaio
In dicembre si vedono il 6 dicembre Piccole volpi (1941), il 13 dicembre Ore disperate (1955), il 20 dicembre Occhi nella notte (1967) e il 27 dicembre Montecarlo (1930). La prima parte della rassegna si chiude domenica 3 gennaio 2027 con L'allegro tenente (1931) di Lubitsch.
L'orario delle proiezioni
Le pagine di acquisto pubblicate dal circuito indicano la proiezione della domenica alle 11:00, con la dicitura V.O.S., versione originale sottotitolata. Conviene comunque controllare l'orario sulla pagina del singolo film prima di uscire, perché la programmazione domenicale della sala comprende anche anteprime e altri titoli.
La versione al Cinema Flora
Dal 27 ottobre la rassegna arriva per la prima volta anche al Cinema Flora, con un calendario diverso: si comincia il 27 ottobre con Scandalo a Filadelfia e si prosegue fino al 2 marzo con Stalag 17 (1953), passando per Mister Roberts (1955) il 23 febbraio, due titoli che al Quattro Fontane non sono in programma. Chi perde una domenica in via delle Quattro Fontane può dunque recuperare alcuni film nell'altra sala.
I film di Da Broadway a Hollywood, titolo per titolo
I sedici film della rassegna hanno quasi tutti un'origine teatrale documentata, e il nome che ricorre più spesso è quello di George Cukor, regista di cinque titoli del programma.
Scandalo a Filadelfia (1940)
The Philadelphia Story è diretto da George Cukor, con Katharine Hepburn, Cary Grant e James Stewart. Nel 1995 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso, ed è considerato uno dei migliori esempi della «commedia del rimatrimonio», il genere degli anni Trenta e Quaranta in cui una coppia si separa per poi ritrovarsi. Il testo dei curatori racconta il retroscena: Hepburn, finita fra gli attori considerati poco redditizi dagli esercenti, era tornata a Broadway e aveva avuto successo proprio con questa commedia; quando la MGM volle comprare i diritti scoprì che appartenevano all'attrice. Il compromesso la riportò sullo schermo. I curatori la chiamano «la vendetta del teatro».
Nata ieri (1950)
Born Yesterday, ancora di Cukor, è ispirato a una commedia di Garson Kanin e si regge sulla prova di Judy Holliday. Il suo impianto satirico prende di mira il costume americano in anni in cui il clima politico del senatore McCarthy metteva sotto pressione i valori democratici.
Donne (1939)
The Women di Cukor ha un cast interamente femminile, al punto che sono femmine perfino gli animali che compaiono in scena. Racconta Mary Haines, signora dell'alta borghesia di New York interpretata da Norma Shearer, che con l'aiuto delle amiche riconquista il marito finito nelle mani della commessa di profumeria Crystal Allen, cioè Joan Crawford. La sceneggiatura è di Anita Loos, autrice di Gli uomini preferiscono le bionde, e si basa sulla commedia omonima di Clare Boothe Luce.
My Fair Lady (1964)
Cukor dirige anche il film tratto dal musical del 1956 di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, ispirato a sua volta al Pigmalione di George Bernard Shaw. Nel 1998 l'American Film Institute lo ha inserito al novantunesimo posto fra i cento migliori film statunitensi; nel 2018 è entrato nel National Film Registry. È il titolo più recente della parte centrale del programma e l'unico grande musical a colori della rassegna.
Pranzo alle otto (1933)
Dinner at Eight, di Cukor, è un ritratto dell'America della Grande depressione: prima che il pranzo del titolo cominci, una serie di notizie e di confidenze rivela le condizioni dei ricchi e la disperazione dei poveri. Domenica 25 ottobre è la data giusta per chi vuole vedere come una commedia mondana può diventare un documento d'epoca.
Il signore resta a pranzo (1942)
The Man Who Came to Dinner, diretto da William Keighley, nasce dalla commedia in tre atti di George S. Kaufman e Moss Hart andata in scena il 16 ottobre 1939 al Music Box Theatre di New York, dove arrivò a 739 recite. Kaufman è uno dei commediografi citati dai curatori come esempio dei talenti che Hollywood andò a cercare a Broadway.
Palcoscenico, Ritorno alla vita, Piccole volpi
Stage Door (1937) è diretto da Gregory La Cava. Counsellor at Law, in italiano Ritorno alla vita (1933), è di William Wyler su sceneggiatura di Elmer Rice, tratta dal lavoro teatrale che Rice aveva presentato con successo a Broadway il 6 novembre 1931. The Little Foxes, Piccole volpi (1941), è ancora di Wyler e nasce dal dramma di Lillian Hellman che debuttò il 15 febbraio 1939 al National Theatre di Broadway con Tallulah Bankhead e arrivò a 410 recite.
Ore disperate e Occhi nella notte
The Desperate Hours (1955) di Wyler è ispirato al romanzo di Joseph Hayes, che ne trasse anche un'opera teatrale; nel 1990 Michael Cimino ne ha firmato il rifacimento. Wait Until Dark (1967), in programma il 20 dicembre, è diretto da Terence Young, interpretato da Audrey Hepburn e tratto da un grande successo di Broadway di Frederick Knott.
Montecarlo e L'allegro tenente
Le ultime due domeniche appartengono a Ernst Lubitsch. Monte Carlo (1930) è una commedia musicale con Jeanette MacDonald e Jack Buchanan, basata in parte su Monsieur Beaucaire di Booth Tarkington; fra le canzoni c'è Beyond the Blue Horizon, cantata da MacDonald. The Smiling Lieutenant (1931) si basa sull'operetta viennese Ein Walzertraum di Oscar Straus, andata in scena il 2 marzo 1907. Sono le «operette europee piccanti» di Lubitsch che il testo di presentazione indica come l'inizio del musical cinematografico.
I registi e gli attori di Da Broadway a Hollywood
George Cukor, Ernst Lubitsch e William Wyler firmano da soli undici dei sedici film della rassegna, e Katharine Hepburn è il volto attorno a cui i curatori costruiscono il racconto.
George Cukor
George Dewey Cukor nacque il 7 luglio 1899 nel Lower East Side di Manhattan, figlio di immigrati ungheresi di origine ebraica, e morì a Los Angeles il 24 gennaio 1983. Da ragazzo organizzava recite fra amici; interruppe gli studi di giurisprudenza, tradizione di famiglia, per lavorare in teatro, e nel 1919 era già a Broadway con la compagnia dei fratelli Shubert. Questa formazione teatrale spiega perché sia il regista più rappresentato: Scandalo a Filadelfia, Nata ieri, Donne, My Fair Lady, Les Girls e Pranzo alle otto sono tutti suoi.
Ernst Lubitsch
Ernst Lubitsch nacque a Berlino il 29 gennaio 1892 e morì a Los Angeles il 30 novembre 1947. Regista, attore, sceneggiatore e produttore, è famoso per il suo «tocco» ed è stato tra i primi registi a vedere il proprio nome stampato prima del titolo sui manifesti. Nella rassegna chiude il programma con due film del 1930 e del 1931, all'alba del sonoro.
William Wyler
William Wyler è presente con Ritorno alla vita, Piccole volpi e Ore disperate: tre film lontani più di vent'anni l'uno dall'altro, tutti nati da testi scritti per la scena o trasformati in scena. Messi in fila, mostrano come un regista possa servire autori molto diversi come Elmer Rice e Lillian Hellman senza perdere la propria misura.
Katharine Hepburn
Katharine Houghton Hepburn (Hartford, 12 maggio 1907, Old Saybrook, 29 giugno 2003) è l'unica attrice ad aver vinto quattro volte l'Oscar, su dodici candidature come migliore attrice. Nel 1999 l'American Film Institute l'ha messa al primo posto fra le più grandi attrici del cinema americano. La sua vicenda con Scandalo a Filadelfia, ricordata dai curatori, è il cuore della rassegna: un'attrice che il cinema aveva scartato torna grazie al teatro.
Una curiosità su Da Broadway a Hollywood al Cinema Quattro Fontane — dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
La curiosità più gustosa della rassegna riguarda Donne, in programma domenica 4 ottobre: nel film di George Cukor non compare un solo uomo. Il cast è interamente femminile, e la regola è stata applicata con tale rigore che sono femmine perfino gli animali che si vedono sullo schermo. Gli uomini della storia, mariti, amanti, ex, esistono soltanto nei discorsi delle protagoniste, al telefono, nelle lettere, nei pettegolezzi. È un esperimento che a teatro era più semplice da realizzare, perché la scena permette di lasciare fuori ciò che non si vuole mostrare, mentre al cinema la macchina da presa è sempre tentata di andare a vedere.
Dietro il film ci sono due donne di scrittura. Il testo di partenza è la commedia di Clare Boothe Luce; la sceneggiatura è di Anita Loos, la stessa autrice di Gli uomini preferiscono le bionde. Il protagonista vero, dunque, è il dialogo: battute veloci, perfide, costruite per far ridere e ferire nello stesso momento. Norma Shearer è Mary Haines, la moglie tradita; Joan Crawford è Crystal Allen, la commessa di profumeria che le porta via il marito.
La curiosità si lega bene al senso della rassegna. I curatori scrivono che il sonoro trasformò il cinema in un'arte del dialogo, e Donne ne è la prova estrema: un film costruito interamente sulla parola, che però non si limita a riprendere il palcoscenico. Cukor, che veniva dal teatro, sapeva quando tagliare e quando lasciare correre una scena. Vederlo la domenica mattina, in una sala del centro, con i sottotitoli, è il modo più vicino possibile all'esperienza del pubblico del 1939, che in sala andava proprio per ascoltare quelle voci.
Una cosa che non ti dice nessuno su Da Broadway a Hollywood al Cinema Quattro Fontane — dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
Quello che il titolo della rassegna non dice è che non tutti i film del programma vengono davvero da Broadway, almeno non in modo diretto. Montecarlo e L'allegro tenente di Lubitsch nascono da materiali europei: il secondo dall'operetta viennese Ein Walzertraum di Oscar Straus, rappresentata a Vienna nel 1907, il primo in parte da un romanzo di Booth Tarkington. Ore disperate è tratto da un romanzo di Joseph Hayes, che l'autore trasformò anche in opera teatrale. Il filo conduttore è dunque più largo del titolo: è il rapporto fra il cinema americano e tutte le forme di spettacolo dal vivo, dall'operetta al musical, dalla commedia brillante al dramma borghese.
Il secondo punto poco noto riguarda il prezzo. Il tariffario del Quattro Fontane distingue fra anteprime a 10 euro, film di programmazione a 9 euro e rassegna «Da Broadway a Hollywood» a 8 euro: il classico della domenica costa meno di un film in prima visione. Il biglietto si può acquistare anche con il Bonus Cultura e la Carta del Docente, mentre non valgono gli abbonamenti Classic e Young e i voucher di vario genere elencati dal circuito.
Terzo dettaglio: la rassegna è doppia. Il Cinema Flora, dal 27 ottobre, ripropone lo stesso ciclo con un ordine diverso e due titoli in più, Mister Roberts e Stalag 17, che al Quattro Fontane non sono previsti. A nostro giudizio la combinazione più intelligente è seguire la rassegna in via delle Quattro Fontane fino a gennaio e completarla con le due serate in più dell'altra sala.
Biglietti e prezzi di Da Broadway a Hollywood
Il biglietto di Da Broadway a Hollywood al Quattro Fontane costa 8 euro, secondo il tariffario della sala pubblicato dal circuito.
Dove si compra
Si acquista alla cassa del cinema oppure online, dalla pagina della rassegna sul sito del circuito, che per ogni film rimanda alla pagina di acquisto della singola proiezione. Le prevendite sono aperte qualche settimana prima: a fine settembre erano acquistabili i film fino all'8 novembre.
Bonus e abbonamenti
Il circuito indica che i biglietti si possono pagare con Bonus Cultura e Carta del Docente. Sono esclusi gli abbonamenti Classic e Young, i voucher di qualunque genere e alcune promozioni elencate nel tariffario. Per chi pensa di seguire molte domeniche, la pagina della rassegna rimanda comunque alla sezione abbonamenti del circuito, da consultare per eventuali formule dedicate.
Quando comprare
I titoli più popolari, come My Fair Lady dell'11 ottobre, rischiano di riempire la sala anche di domenica mattina. Per quelli conviene acquistare in anticipo; per i film degli anni Trenta meno noti, di solito, si può decidere anche all'ultimo, ma il dato sull'affluenza non è pubblicato.
Il consiglio che ti do per visitare Da Broadway a Hollywood al Cinema Quattro Fontane — dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
Il consiglio è di non trattare la rassegna come una sequenza di film isolati, ma come un piccolo corso di storia del cinema in sedici lezioni. Il modo più efficace di seguirla è scegliere un filo e seguirlo. Il filo di Cukor passa per Donne il 4 ottobre, My Fair Lady l'11, Les Girls il 18 e Pranzo alle otto il 25: quattro domeniche di fila, un mese intero dedicato allo stesso regista, con generi molto diversi. Il filo di Wyler si concentra fra il 29 novembre e il 13 dicembre, con Ritorno alla vita, Piccole volpi e Ore disperate. Il filo di Lubitsch chiude l'anno con Montecarlo il 27 dicembre e L'allegro tenente il 3 gennaio.
Secondo consiglio: arrivare con un po' di anticipo. La sala offre un servizio bar e caffetteria, e la domenica mattina è il momento in cui il centro di Roma è più silenzioso. Un caffè prima delle 11 e poi due ore di film permettono di uscire all'ora di pranzo, con la città ancora tranquilla.
Terzo: non temere i sottotitoli. Tutti i film sono in versione originale, e per molti di questi titoli la voce degli attori è parte essenziale dell'opera. Ascoltare Katharine Hepburn, Cary Grant o Judy Holliday con la propria voce è la ragione principale per scegliere la sala invece della televisione. Chi ha difficoltà con la lettura veloce fa bene a sedersi nelle file centrali, non troppo vicino allo schermo.
Il Cinema Quattro Fontane, la sala della rassegna
Il Cinema Quattro Fontane, che il circuito chiama anche 4Fontane, si trova in via delle Quattro Fontane 23, dentro il cinquecentesco palazzo Albani del Drago.
Un cortile diventato sala
Secondo la scheda ufficiale della sala, negli anni Trenta uno dei cortili del palazzo fu coperto per ospitare un teatro di varietà, diventato cinema nel dopoguerra. La storia della sala ripete in piccolo quella della rassegna: uno spazio nato per lo spettacolo dal vivo che si converte al cinema. Proiettare qui film tratti dal teatro ha una sua coerenza.
Cinque sale e 513 posti
Il Quattro Fontane ha cinque sale per un totale di 513 posti a sedere. La scheda tecnica pubblicata dal circuito parla di schermi Harkness Screen per una visione immersiva, di un impianto audio Dolby 7.1 in triamplificazione e di poltrone che citano la celebre lounge chair di Charles e Ray Eames. Per film degli anni Trenta e Quaranta, restaurati per la proiezione digitale, la qualità del suono conta: i dialoghi sono il centro dell'opera.
Il bar e la domenica mattina
La pagina dedicata alle domeniche mattina ricorda che al Quattro Fontane è disponibile il servizio bar e caffetteria. La programmazione domenicale della sala non comprende solo la rassegna: nello stesso spazio passano anche anteprime e film in versione originale, con prezzi diversi.
Contatti
Il numero di telefono indicato dal circuito per la sala è 06 8880 1283. Per orari, titoli e acquisto online il riferimento resta il sito ufficiale del circuito.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Hollywood abbia preso a piene mani dal teatro è cosa nota. Meno citato è che proprio da Broadway sia passata la formazione di alcuni dei registi che hanno definito la commedia americana. George Cukor, il nome più presente in questa rassegna, lavorava nel 1919 a Broadway per l'organizzazione di Edgar Selwyn, nella compagnia dei fratelli Shubert, e negli anni Venti diresse compagnie teatrali prima di passare al cinema. Il suo talento con gli attori, e in particolare con le attrici, ha radici in quella pratica quotidiana del palcoscenico.
Il secondo fatto poco citato riguarda la durata del successo teatrale dei testi poi portati sullo schermo. Il signore resta a pranzo di Kaufman e Hart arrivò a 739 recite al Music Box Theatre; The Little Foxes di Lillian Hellman a 410 recite al National Theatre. Hollywood comprava titoli già collaudati dal pubblico di New York: un investimento a rischio ridotto, che spiega la caccia sistematica descritta dai curatori.
Il terzo riguarda il musical, che il testo di presentazione definisce la novità più «broadwayana» del cinema sonoro. Le coreografie di Fred Astaire e Ginger Rogers resero globali partiture destinate altrimenti a pochi spettatori, e consegnarono alla posterità standard che, notano i curatori, vengono riproposti ancora oggi, spesso senza saperlo, perfino in televisione. È il caso di Let's Face the Music and Dance, dal film Seguendo la flotta. La rassegna, così, ricorda che una parte della musica popolare che ascoltiamo ancora nasce in quel passaggio fra la scena di New York e gli studi di Los Angeles.
Come arrivare al Cinema Quattro Fontane
Il Cinema Quattro Fontane, in via delle Quattro Fontane 23, si raggiunge in pochi minuti a piedi dalla fermata Barberini della metro A.
In metro
Dalla stazione Barberini si sale lungo via delle Quattro Fontane verso l'incrocio che dà il nome alla strada. La sala è sullo stesso asse che collega piazza Barberini alla zona del Quirinale. La domenica mattina la metro è di solito poco affollata, ed è il mezzo più semplice per chi arriva da Termini o da San Giovanni.
In autobus
Le linee di superficie che servono la zona di piazza Barberini e via Nazionale sono numerose. Per scegliere la combinazione più comoda dal proprio punto di partenza, e per gli orari festivi, conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana.
In auto e in taxi
La zona è nel centro storico e soggetta alle regole della zona a traffico limitato: prima di muoversi in auto vanno controllati giorni e orari dei varchi. Il parcheggio in superficie è difficile. Per chi arriva da lontano la soluzione più sensata resta il taxi o la metro.
A piedi
Dal Quattro Fontane si raggiungono a piedi piazza Barberini, via Veneto, il Quirinale e Santa Maria Maggiore. La rassegna si presta a una mattinata costruita interamente a piedi.
La foto giusta da fare a Da Broadway a Hollywood al Cinema Quattro Fontane — dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
Dentro la sala la regola è semplice: durante la proiezione non si fotografa, per rispetto del film e del pubblico. La fotografia da portare a casa si fa fuori, e il posto migliore è a pochi passi dal cinema, all'incrocio delle Quattro Fontane.
L'incrocio è caratterizzato da quattro fontane ai quattro angoli, che danno il nome alla strada e alla chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. Ha una caratteristica unica a Roma: da qui si vedono in lontananza gli obelischi, fra cui quello Esquilino presso Santa Maria Maggiore a sud est e quello Sallustiano presso Trinità dei Monti a nord ovest. La domenica mattina, con il traffico ridotto, è il momento ideale per fermarsi qualche secondo al centro della prospettiva e scattare verso uno dei due lati lunghi, con l'obelisco in fondo alla strada.
La seconda foto possibile è la facciata di San Carlino, la chiesa di Francesco Borromini sull'angolo dell'incrocio: una superficie curva che con la luce del mattino rivela tutto il suo movimento. Chi preferisce un ricordo legato al film può fotografare la locandina della domenica davanti alla cassa, magari con il biglietto in mano: una piccola immagine da collezionare, settimana dopo settimana, per chi decide di seguire tutte le sedici proiezioni.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo comincia molto prima del cinema. L'incrocio delle Quattro Fontane nasce dall'incontro di due strade papali: la Via Pia, oggi via del Quirinale e via XX Settembre, che prendeva il nome da Pio IV, e la Via Felice, il percorso da Trinità dei Monti a Santa Maria Maggiore, oggi via Sistina, via delle Quattro Fontane e via Depretis, che prendeva il nome di battesimo di Sisto V. È il disegno urbanistico della Roma di fine Cinquecento, pensato per collegare le grandi basiliche con rettifili e obelischi come punti di riferimento.
Nel Seicento, fra il 1638 e il 1663, Francesco Borromini costruisce all'angolo la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, che i romani chiamano San Carlino per le sue dimensioni ridotte: la sua area, si racconta, coprirebbe quella di uno solo dei quattro pilastri che reggono la cupola di San Pietro. È considerata uno dei capolavori dell'architettura barocca.
Il palazzo che ospita il cinema, palazzo Albani del Drago, è cinquecentesco. Negli anni Trenta del Novecento uno dei suoi cortili venne coperto per ospitare un teatro di varietà; nel dopoguerra quel teatro divenne una sala cinematografica. Oggi è una multisala di cinque sale. Il cambio di destinazione, dal varietà al cinema, avviene negli stessi anni in cui a Hollywood il sonoro trasformava le commedie di Broadway in film: è la stessa storia, vista da Roma.
Chi è passato da Da Broadway a Hollywood al Cinema Quattro Fontane — dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027
Sullo schermo del Quattro Fontane, in questi mesi, passa una parte considerevole della storia del cinema americano. Katharine Hepburn, Cary Grant e James Stewart in Scandalo a Filadelfia; Judy Holliday in Nata ieri; Norma Shearer e Joan Crawford in Donne; Jeanette MacDonald e Jack Buchanan in Montecarlo; Audrey Hepburn in Occhi nella notte. Dietro la macchina da presa, George Cukor, Ernst Lubitsch, William Wyler, Gregory La Cava, William Keighley, Terence Young.
Ancora più numerosi sono gli autori teatrali che il programma porta in sala senza che compaiano nei titoli di testa con la stessa evidenza: George S. Kaufman e Moss Hart, Elmer Rice, Lillian Hellman, Garson Kanin, Clare Boothe Luce, Anita Loos, Frederick Knott, Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, e alle loro spalle George Bernard Shaw, il cui Pigmalione è all'origine di My Fair Lady.
Fra le persone in carne e ossa, la rassegna porta la firma di Cesare Petrillo e Simone Fabio Ghidoni, che l'hanno curata e ne hanno scritto la presentazione. L'incrocio delle Quattro Fontane, a pochi passi, ricorda altri passaggi illustri: Sisto V e Pio IV, che tracciarono le strade, e Francesco Borromini, che vi costruì San Carlino. Nessuna fonte pubblicata elenca invece ospiti celebri passati dalla sala per questa rassegna, e non è il caso di inventarne.
Cosa vedere vicino al Cinema Quattro Fontane
Il Quattro Fontane è in una delle zone più dense di monumenti di Roma: in dieci minuti a piedi si raggiungono chiese barocche, palazzi museo e una delle strade più celebri della città.
San Carlino e l'incrocio
La prima tappa, inevitabile, è l'incrocio delle Quattro Fontane con la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, capolavoro di Borromini, che fa parte di un complesso conventuale dei Trinitari e conserva l'urna della beata Elisabetta Canori Mora.
Palazzo Barberini e piazza Barberini
Scendendo verso la metro si incontrano Palazzo Barberini, sede della Galleria nazionale d'arte antica, e la Fontana del Tritone al centro della piazza. Dopo il film, una visita al museo è il completamento naturale di una domenica dedicata alle arti.
Via Veneto e il Quirinale
Da piazza Barberini sale via Veneto, la strada della dolce vita; in direzione opposta, lungo l'antica Via Pia, si arriva alle Scuderie del Quirinale, spazio espositivo di grandi mostre.
Verso Santa Maria Maggiore
Seguendo la Via Felice verso sud est si arriva a Santa Maria Maggiore, la basilica davanti alla quale si trova l'obelisco Esquilino che si vede dall'incrocio. È una passeggiata di una ventina di minuti che ripercorre il disegno urbano di Sisto V.
Dove mangiare prima o dopo Da Broadway a Hollywood
Con la proiezione della domenica alle 11:00, la giornata della rassegna si organizza naturalmente in due tempi: colazione prima, pranzo dopo.
La colazione
La soluzione più comoda è il bar interno della sala, indicato dal circuito. Chi preferisce una colazione seduta trova bar e caffetterie lungo via delle Quattro Fontane e intorno a piazza Barberini, aperti anche la domenica mattina.
Il pranzo
All'uscita, intorno alle 13, le opzioni non mancano: la zona fra piazza Barberini, via Veneto e il Quirinale ha trattorie romane, ristoranti di cucina italiana e locali per un pranzo veloce. Verso il rione Monti, scendendo oltre via Nazionale, la scelta si allarga a osterie e cucine più informali. La domenica a pranzo conviene prenotare.
Accessibilità, bambini e pubblico della rassegna
Da Broadway a Hollywood è pensata per un pubblico adulto o almeno adolescente, perché tutti i film sono in lingua originale sottotitolata.
Con i ragazzi
Per ragazzi che leggono con scioltezza i sottotitoli, My Fair Lady e i musical di Lubitsch sono l'ingresso migliore nel cinema classico; Occhi nella notte, con Audrey Hepburn, è un thriller che funziona ancora. Il tariffario della sala prevede un ridotto under 12 solo per le proiezioni in pellicola; per la rassegna è indicato il prezzo unico di 8 euro.
Accessibilità
Le informazioni sull'accessibilità delle singole sale non sono pubblicate nella scheda del cinema: chi ha esigenze di mobilità fa bene a chiamare la sala allo 06 8880 1283 prima di acquistare, per sapere in quale delle cinque sale si terrà la proiezione e come raggiungerla.
Chi viene in gruppo
Se venite in gruppo, per esempio con un circolo di cinefili o una classe, conviene acquistare i biglietti insieme e in anticipo, soprattutto per i titoli più noti, e verificare con il cinema eventuali condizioni particolari.
Domande frequenti su Da Broadway a Hollywood
Quando si tiene Da Broadway a Hollywood al Quattro Fontane?
Da Broadway a Hollywood si tiene al Cinema Quattro Fontane ogni domenica mattina dal 20 settembre 2026 al 3 gennaio 2027, con un film diverso a settimana. Le proiezioni in prevendita sono indicate alle 11:00; conviene verificare l'orario di ogni titolo sulla pagina ufficiale del circuito.
Quanto costa il biglietto della rassegna?
Il biglietto di Da Broadway a Hollywood al Quattro Fontane costa 8 euro, secondo il tariffario della sala. Si può pagare anche con Bonus Cultura e Carta del Docente; sono esclusi gli abbonamenti Classic e Young e i voucher indicati dal circuito.
I film sono doppiati in italiano?
No, tutti i film di Da Broadway a Hollywood sono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, come precisa il programma ufficiale. È una scelta coerente con lo spirito della rassegna, dedicata a film nati dal dialogo teatrale.
Qual è il programma di ottobre 2026?
In ottobre Da Broadway a Hollywood propone al Quattro Fontane Donne di George Cukor il 4, My Fair Lady l'11, Les Girls il 18 e Pranzo alle otto il 25. Il 1° novembre segue Il signore resta a pranzo.
Dove si trova il Cinema Quattro Fontane?
Il Cinema Quattro Fontane è in via delle Quattro Fontane 23, a Roma, dentro il cinquecentesco palazzo Albani del Drago. La fermata più vicina è Barberini della metro A, a pochi minuti a piedi.
Chi ha curato la rassegna?
Da Broadway a Hollywood fa parte del ciclo «L'eterna illusione» ed è curata da Cesare Petrillo e Simone Fabio Ghidoni, autori anche del testo di presentazione sul rapporto fra cinema americano e palcoscenico di Broadway.
La rassegna si vede anche in altri cinema?
Sì, dal 27 ottobre Da Broadway a Hollywood arriva anche al Cinema Flora, con un calendario diverso che va fino al 2 marzo e comprende due titoli in più, Mister Roberts e Stalag 17.
Il consiglio finale su Da Broadway a Hollywood
Da Broadway a Hollywood è, a nostro giudizio, uno dei modi migliori di passare la domenica mattina a Roma in autunno: due ore di cinema classico in lingua originale, a 8 euro, in una sala nata da un teatro di varietà, a pochi passi da Borromini. Con una sola domenica a disposizione conviene scegliere Donne il 4 ottobre o My Fair Lady l'11; con un mese intero, il ciclo di Cukor di ottobre. E per chi non ha mai visto Katharine Hepburn sul grande schermo, la ragione per tornare in sala la domenica è già scritta nel titolo della rassegna.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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