Don Giovanni con Simone Toni ed Enzo Paci al Teatro Sala Umberto — dal 2 al 14 febbraio 2027
Don Giovanni di Molière, con Simone Toni, Enzo Paci, Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso e la regia di Carlo Sciaccaluga, va in scena al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50 (00187 Roma), dal 2 al 14 febbraio 2027, per undici recite: le serali alle 20:30, le pomeridiane del sabato e della domenica alle 16:00, con una recita alle 19:30 mercoledì 10 febbraio e riposo lunedì 8 e martedì 9. Lo spettacolo è una produzione del Teatro Nazionale di Genova con Gli Incauti e dura due ore e un quarto con intervallo. La Sala Umberto è nel rione Colonna, fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna, e si raggiunge a piedi dalle fermate Spagna e Barberini della metro A. I prezzi pubblicati dal teatro sono 34 euro in poltronissima, 28 euro in poltrona A e balconata A, 22 euro in poltrona B e balconata B; i biglietti si comprano sul sito ufficiale della Sala Umberto, dal pulsante di acquisto della pagina dello spettacolo, o al botteghino di via della Mercede.

Don Giovanni alla Sala Umberto: date, orari e biglietti
Don Giovanni è in scena alla Sala Umberto dal 2 al 14 febbraio 2027, con undici recite in due settimane e orari diversi fra serali, pomeridiane del fine settimana e una recita anticipata.
La prima settimana
Martedì 2, mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 febbraio alle 20:30; sabato 6 e domenica 7 alle 16:00. Lunedì 8 e martedì 9 non ci sono recite.
La seconda settimana
Mercoledì 10 febbraio alle 19:30, giovedì 11 e venerdì 12 alle 20:30, sabato 13 e l'ultima recita domenica 14 febbraio alle 16:00. Da notare: la recita di mercoledì 10 comincia un'ora prima delle altre serali.
I prezzi
La Sala Umberto pubblica cinque settori: poltronissima 34 euro, poltrona A 28 euro, poltrona B 22 euro, balconata A 28 euro, balconata B 22 euro. Sono prezzi interi; per riduzioni e abbonamenti il riferimento è la biglietteria del teatro, che accetta anche la carta del docente.
La durata
Lo spettacolo dura due ore e quindici minuti, intervallo compreso. Con l'inizio alle 20:30 si esce intorno alle 22:45; con le pomeridiane delle 16 si è fuori poco dopo le 18, in tempo per un aperitivo in centro.
Don Giovanni di Molière: la trama
Don Giovanni ha rapito e sposato Donna Elvira strappandola al convento, per poi abbandonarla; da lì comincia la sequenza di incontri, seduzioni e sfide che lo porterà davanti alla statua del Commendatore.
La fuga
La sinossi della Sala Umberto segue Don Giovanni che vaga per la Sicilia con il servo Sganarello, corteggia due contadine promettendo il matrimonio a entrambe e si scontra con i fratelli di Elvira, venuti a vendicare l'onore della sorella. Salva la vita a uno di loro, Don Carlo, e così complica la vendetta.
Il povero e la statua
Incontra un povero a cui chiede di bestemmiare in cambio di denaro; si imbatte nella tomba del Commendatore, che aveva ucciso tempo prima, e ne invita la statua a cena. La statua annuisce.
L'ipocrisia
Dopo aver umiliato il creditore, subìto la predica del padre Don Luigi e rivisto Elvira pentita che lo supplica, Don Giovanni sceglie l'ipocrisia come strategia di sopravvivenza. Ma non basta: la statua del Commendatore viene a prenderlo, gli stringe la mano e lo trascina nell'abisso. A Sganarello non restano che i salari perduti.
La regia di Carlo Sciaccaluga: un vulcano e tre attrici
Carlo Sciaccaluga ambienta il suo Don Giovanni sulle pendici di un vulcano e affida a tre attrici tutti i personaggi, femminili e maschili, che ruotano intorno a Don Giovanni e Sganarello.
Il vulcano
Nelle note di regia il vulcano è una forza che non risponde a nessun ordine, che distrugge e crea senza progetto, e che rivela la crosta del mondo come una superficie sottile sopra il magma. Don Giovanni, siciliano per tradizione, abita questo paesaggio come la lava abita la montagna: la cosa viva sotto la crosta, che il sistema sociale cerca di contenere e che periodicamente esplode.
Tre attrici per tutti
Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso interpretano tutti i personaggi che si oppongono ai due protagonisti o ne restano vittime: Elvira, le contadine, i fratelli, il padre, il povero, il creditore. È una scelta che trasforma il mondo intorno a Don Giovanni in un coro femminile, e che dà alla commedia un segno contemporaneo.
Un rivoluzionario del pensiero
Sciaccaluga descrive il suo Don Giovanni come un rivoluzionario del pensiero critico, un anarchico aristocratico che mette in discussione l'ordine della società, un pedagogo un po' perverso che insegna la libertà al servo Sganarello, che non può permettersela perché la libertà, nelle sue parole, è prerogativa dei ricchi.
La coppia
Al centro c'è la coppia inscindibile di padrone e servo, l'intellettuale e l'analfabeta. Nelle note di regia è difficile stabilire chi dei due abbia un primato morale sull'altro: insieme si pongono le domande fondamentali, chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo.
Scene e costumi degli studenti
Un dettaglio dei crediti merita attenzione: scene e costumi sono curati dagli studenti dell'Accademia Ligustica di Belle Arti, Arianna Roveri, Siria Siri e Olimpia Cecilia Tonini, con Matilde Grillo, Andrea Parodi, Virginia Serino e Giulia Servili. Le luci sono di Aldo Mantovani, l'assistente alla regia è Leonardo Nicolini. Una produzione di un teatro nazionale che affida l'immagine dello spettacolo a una scuola d'arte è una scelta rara, e dice molto dell'idea di teatro come laboratorio che attraversa questo allestimento.
La traduzione di Edoardo Sanguineti
Lo spettacolo parte dalla traduzione di Edoardo Sanguineti, poeta e traduttore, su cui Carlo Sciaccaluga costruisce la sua lettura del testo.
Una commedia tragica
La presentazione del teatro definisce il testo una tragicommedia, in cui Don Giovanni non è un dongiovanni nel senso corrente: innesca un gioco di fascinazione e abbandoni, ma il senso del suo agire sembra dettato da una critica insopprimibile del modo in cui l'umanità vede sé stessa, soprattutto in rapporto a Dio.
L'inconscio
Sciaccaluga è convinto che Molière proponga una straordinaria raffigurazione dell'inconscio, perché in ciascuno di noi, sostiene, c'è davvero Don Giovanni, con il suo sogno di libertà.
Il personaggio che mette alla prova
Nelle note di regia Don Giovanni è il personaggio che ognuno meriterebbe di incontrare per mettersi alla prova: confrontarsi con lui significa perdere le proprie convinzioni, o radicarsi ancora di più in esse.
La commedia di Molière: storia e scandalo
Don Giovanni o Il convitato di pietra è una commedia in cinque atti di Molière, rappresentata per la prima volta al Palais-Royal di Parigi il 15 febbraio 1665 dalla compagnia protetta dal fratello del re Luigi XIV.
Le origini spagnole
Il personaggio nasce in Spagna: il frate Gabriel Téllez, sotto lo pseudonimo di Tirso de Molina, scrisse L'ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra, pubblicato nel 1630, come monito per ogni trasgressore della morale e della legge divina. Il Don Giovanni di Molière, a differenza di quelli spagnolo e italiano, è in prosa.
Lo scandalo
La commedia suscitò un grande scandalo negli ambienti ecclesiastici, per i quali era un'apologia inaccettabile del libertinaggio. A irritare era anche Sganarello, servo superstizioso e irriverente, soprattutto per la battuta finale in cui, davanti al castigo del padrone, reclama soltanto la sua paga.
Tagli e riscritture
Il testo fu pubblicato con tagli nel 1682 e integrato ad Amsterdam nel 1683. Su richiesta della vedova di Molière, Thomas Corneille ne fece un adattamento in versi, che restò il testo usato sulle scene fino a metà Ottocento.
Il Cielo
Uno dei temi ricorrenti è il Cielo come forza esterna da temere, giudice che non si può beffare e che, dopo aver concesso molte occasioni di redenzione, punisce chi gli volta le spalle. Un'idea di Dio che le fonti avvicinano più al teatro greco antico che alla tradizione cattolica.
Simone Toni, Enzo Paci e le tre attrici
I due nomi in testa al cartellone sono Simone Toni ed Enzo Paci, attori di formazione teatrale con carriere molto diverse; con loro Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso.
Simone Toni
Nato a Forlimpopoli nel 1980, Simone Toni si forma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, dove è ammesso nel 1999 e si diploma nel 2002 dopo aver vinto una borsa di studio come migliore allievo. Lavora a lungo con Luca Ronconi, come attore e aiuto regista, fino all'ultimo spettacolo del maestro, Lehman Trilogy; recita per Gigi Proietti, Peter Stein, Gianfranco de Bosio, Gabriele Lavia e Romeo Castellucci, con cui porta il Giulio Cesare in Russia, Messico, Francia, Belgio e Spagna.
Toni regista e fondatore degli Incauti
Nel 2008 Toni fonda la libera associazione teatrale Gli Incauti, di cui è direttore artistico: è la compagnia che coproduce questo Don Giovanni. Come regista ha firmato, fra gli altri, 1984 di Orwell, Hamelin di Juan Mayorga, L'angelo di Kobane di Henry Naylor e The Confession di Wael Qadour. Nel 2020 ha ricevuto il premio internazionale Ivo Chiesa per la sezione Futuro del Teatro.
Enzo Paci
Vincenzo Paci, detto Enzo, è nato a Genova nel 1973. Si diploma nel 2000 alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, poi alterna teatro e comicità televisiva: Colorado dal 2007, Zelig fra il 2009 e il 2013, il personaggio del genovese brontolone Mattia Passadore in Central Station. Dal 2021 è il commissario Mauro Bacigalupo nella serie Blanca; nel 2024 ha interpretato Paolo Villaggio nel film televisivo Com'è umano lui! di Luca Manfredi.
Le attrici
Federica Castellini ha già lavorato con Simone Toni: nel 2024 ha scritto con lui e con Ippolita Baldini e Francesca Porrini la commedia V'Angelo, riscrittura al femminile dei testi sacri andata in scena anche a Roma. Giorgia Coco e Francesca Osso completano il terzetto che dà voce a tutti gli altri personaggi.
Un cast genovese e romagnolo
La produzione nasce a Genova, dove Enzo Paci si è formato e dove Carlo Sciaccaluga è nato, e incontra Gli Incauti, la compagnia fondata da Simone Toni, romagnolo di Forlimpopoli formato a Milano. È un incontro fra tradizioni teatrali diverse che si ritrovano su un testo francese ambientato in Sicilia.
Chi è Carlo Sciaccaluga
Carlo Sciaccaluga è un regista, attore e traduttore genovese, nato nel 1987, figlio del regista Marco Sciaccaluga e della scenografa Valeria Manari.
La formazione
Si forma sul campo fra Austria, Germania e Italia: esordisce nel 2009 come attore in lingua tedesca con Matthias Langhoff al Landestheater di Linz, lavora come assistente al Berliner Ensemble e come aiuto regista di Gabriele Lavia, Davide Livermore e Franco Branciaroli.
Le regie
Ha diretto spettacoli per il Teatro Nazionale di Genova, il Teatro Stabile di Napoli, lo Stabile di Catania, il Teatro di Roma e il Biondo di Palermo, e in Kazakistan. Con Livermore ha firmato Il trovatore alla Sydney Opera House e al Teatro Regio di Parma. Nel 2025 il suo Equus di Peter Shaffer gli è valso la candidatura come miglior regista al Premio Le Maschere del Teatro Italiano; in Italia quel testo lo aveva portato in scena per la prima volta suo padre, nel 1975.
Molière e Schiller
Prima di Don Giovanni aveva già affrontato Molière con Il Tartufo, nel 2021. Come traduttore ha un legame stretto con il teatro di Martin McDonagh e, fra i classici, con Schiller: nel 2021 ha tradotto e diretto La congiura del Fiesco a Genova in piazza San Lorenzo, con Simone Toni protagonista.
Una curiosità su Don Giovanni con Simone Toni ed Enzo Paci al Teatro Sala Umberto — dal 2 al 14 febbraio 2027
La curiosità è una rete di incontri precedenti. Carlo Sciaccaluga ha debuttato giovanissimo nella regia con un adattamento da Murakami, Dopo il terremoto: fra i protagonisti c'era Enzo Paci. Nel 2021 lo stesso Sciaccaluga ha diretto Simone Toni nella Congiura del Fiesco, in una piazza San Lorenzo gremita, con una passerella che portava lo spettacolo dai gradini della cattedrale ai palazzi di fronte. E l'anno prima Toni aveva ricevuto il premio Ivo Chiesa da una giuria presieduta da Marco Sciaccaluga, padre del regista. Il Don Giovanni di Genova riunisce quindi un regista e due attori che si conoscono da anni.
C'è poi un dettaglio televisivo. Nella serie Blanca, su Rai 1, Enzo Paci interpreta dal 2021 il commissario Bacigalupo; nella stessa serie, nel 2023, Carlo Sciaccaluga ha interpretato il poliziotto Ivan Scarabotti. Regista e attore si sono quindi incrociati anche davanti alla macchina da presa.
E un dettaglio di repertorio: nella lista degli spettacoli di Enzo Paci, nel 2000, compare già un Don Giovanni di Molière, negli anni della sua formazione al Teatro Stabile di Genova. Ventisette anni dopo torna sullo stesso testo, con un'esperienza di palcoscenico e di televisione che allora non poteva avere.
La Sala Umberto, teatro di via della Mercede
Il Teatro Sala Umberto ha 485 posti in una sala rettangolare con platea discendente e una balconata; nato nel 1882 al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, è diretto artisticamente da Alessandro Longobardi dal 2002.
Dal 1882 al varietà
La sala fu voluta da Andrea Busiri Vici e decorata da Alessandro Bazzani, per concerti, operette e commedie. Nel 1890 Giulio Podesti la ampliò fino a 650 posti; nel 1913 divenne cinematografo. Nel 1928 i fratelli Marino, già proprietari del Salone Margherita, la riportarono al varietà e le diedero il nome del re.
Dal cinema alla prosa
Intorno al 1930 tornò il cinema. Nel 1981 la sala riaprì come teatro con l'Ente teatrale italiano, nel 1991 tornò al cinema, e dal 2002 è stabilmente teatro, con prosa, comicità, musica e spettacoli per ragazzi.
Grandi autori
Nel cartellone del teatro Don Giovanni appartiene alla sezione dedicata ai grandi autori, accanto a quella della nuova drammaturgia. Le dimensioni raccolte della sala sono un vantaggio per un classico recitato da cinque attori: le voci arrivano senza sforzo anche alla balconata.
Una cosa che non ti dice nessuno su Don Giovanni con Simone Toni ed Enzo Paci al Teatro Sala Umberto — dal 2 al 14 febbraio 2027
Una cosa che raramente si dice, parlando di Don Giovanni, è che Molière non lo chiama dongiovanni. La presentazione della Sala Umberto lo sottolinea: il protagonista innesca un gioco di fascinazione e abbandoni, ma quello che lo muove è la critica, la curiosità, il desiderio di indagare anche l'invisibile. Chi va a teatro aspettandosi un seduttore da commedia brillante troverà un personaggio più inquieto, e nella lettura di Sciaccaluga perfino un rivoluzionario.
La seconda cosa riguarda Sganarello. È il personaggio che spesso il pubblico ricorda di più, e che nel Seicento irritò gli ambienti ecclesiastici quasi quanto il padrone: servo superstizioso e irriverente, che alla fine, davanti alla morte del padrone, pensa soltanto alla paga. La sinossi della Sala Umberto chiude proprio con lui, con i salari perduti: un finale comico e amarissimo insieme.
La terza cosa riguarda la data. Molière debuttò con Don Giovanni il 15 febbraio 1665. L'ultima recita romana di questa produzione è domenica 14 febbraio 2027: la vigilia, trecentosessantadue anni dopo, del debutto al Palais-Royal.
Il consiglio che ti do per visitare Don Giovanni con Simone Toni ed Enzo Paci al Teatro Sala Umberto — dal 2 al 14 febbraio 2027
Il consiglio è scegliere la recita guardando l'orario, non solo la data. Le pomeridiane delle 16, il sabato e la domenica, sono le più comode per chi viene da fuori Roma o per chi porta ragazzi che studiano Molière; la recita delle 19:30 di mercoledì 10 è quella giusta per chi esce dal lavoro e non vuole rientrare troppo tardi; le serali delle 20:30 sono per chi vuole una cena dopo teatro.
Il secondo consiglio riguarda il posto. In una sala di 485 posti le differenze di visibilità sono contenute, e la poltrona B o la balconata B, a 22 euro, offrono un ottimo rapporto fra prezzo e vista. Chi vuole cogliere il lavoro delle tre attrici, che cambiano personaggio di continuo, trae vantaggio dalle prime file della poltronissima.
Infine, la lettura. Non serve conoscere Molière per seguire lo spettacolo, ma conviene sapere che il testo è una commedia che finisce all'inferno: la sinossi ufficiale lo dice senza giri di parole. A nostro giudizio è proprio questo passaggio dal riso al baratro a rendere Don Giovanni un classico che parla ancora.
Come arrivare alla Sala Umberto
La Sala Umberto è dentro la ZTL del centro storico: si arriva con la metro A, scendendo a Spagna o a Barberini e proseguendo a piedi per circa dieci minuti.
Da Spagna o da Barberini
Da Spagna si attraversa la piazza e si prende via di Propaganda verso Sant'Andrea delle Fratte; da Barberini si scende per via del Tritone e si piega a destra verso via della Mercede.
In autobus
Molte linee di superficie percorrono via del Tritone e via del Corso: per il percorso esatto conviene usare il calcolatore di ATAC.
In auto e taxi
L'auto va lasciata fuori dalla ZTL. All'uscita delle serali il taxi è la soluzione più comoda; piazza San Silvestro è un punto facile da indicare.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Don Giovanni è un mito spagnolo. Si cita molto meno che il testo di Molière, così come oggi lo si legge e lo si mette in scena, per quasi due secoli non si è recitato. Su richiesta della vedova di Molière, Thomas Corneille ne fece un adattamento in versi, e fu quella versione, non la prosa di Molière, a restare sui palcoscenici fino a metà Ottocento. Il testo originale era stato pubblicato con tagli nel 1682 e integrato soltanto nell'edizione di Amsterdam del 1683.
È risaputo anche che il mito di Don Giovanni ha ispirato molte opere. Si ricorda meno che nel caso di Molière la scelta della prosa era un'eccezione: i Don Giovanni spagnolo e italiano erano in versi. La prosa di Molière è ciò che rende la commedia così moderna e così adatta alle traduzioni, come quella di Edoardo Sanguineti usata in questo allestimento.
Infine, un fatto sulla sala. Simone Toni non è nuovo alla Sala Umberto: nel dicembre 2022 vi ha diretto Beginning di David Eldridge, con Giovanni Scifoni e Francesca Inaudi, in scena per tutto il mese. Torna in via della Mercede, questa volta da attore, con la compagnia che ha fondato.
La foto giusta da fare a Don Giovanni con Simone Toni ed Enzo Paci al Teatro Sala Umberto — dal 2 al 14 febbraio 2027
Durante lo spettacolo non si fotografa: lo impongono le regole del teatro e il rispetto per gli attori. La foto giusta si fa all'ingresso di via della Mercede, con l'insegna della Sala Umberto e la locandina di Don Giovanni: una facciata discreta, stretta fra i palazzi del rione Colonna, che non annuncia la sala che c'è dentro.
Prima dell'inizio, se il personale lo consente, uno scatto dalla balconata verso il palco con la scena del vulcano ancora al buio racconta la serata meglio di un primo piano. All'intervallo, il foyer affollato è l'immagine della vita di un teatro del centro.
All'uscita, a pochi minuti a piedi, la Fontana di Trevi illuminata o piazza di Spagna sono le cornici naturali per chiudere la sera con una foto.
Intorno alla Sala Umberto: il rione Colonna
Via della Mercede è nel rione Colonna, fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna, a due passi da via del Corso.
Le chiese vicine
A pochi metri c'è piazza San Silvestro, con San Silvestro in Capite; poco più su Sant'Andrea delle Fratte, con la cupola e il campanile di Borromini e gli angeli di Bernini.
Piazza Colonna e la Galleria
Lungo via del Corso si arriva a piazza Colonna, con la colonna di Marco Aurelio e Palazzo Chigi, e alla Galleria Alberto Sordi, utile nelle sere di pioggia.
Il Teatro Quirino
A dieci minuti a piedi c'è il Teatro Quirino, dove nella stessa settimana, dal 2 al 7 febbraio, va in scena Rosso Malpelo con Enrico Guarneri: due classici in due teatri vicini.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La Sala Umberto nasce nel 1882, al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, per volere di Andrea Busiri Vici, con interni decorati da Alessandro Bazzani: concerti, operette, commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la amplia a 650 posti; forse in quel periodo è conosciuta come Sala della Piccola Borsa. Nel 1913 diventa cinematografo.
Nel 1928 i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, la riportano al palcoscenico con il varietà e la intitolano al re: Sala Umberto. Per un paio d'anni vi si esibiscono comici, sciantose e vedettes; intorno al 1930 torna il cinema, che resterà per mezzo secolo.
Nel 1981 la sala riapre come teatro dopo una ristrutturazione, con la direzione dell'Ente teatrale italiano e una programmazione di prosa. Nel 1991 torna al cinema. Dal 2002, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, è stabilmente teatro. Un classico come Don Giovanni, con il suo servo comico e il suo finale all'inferno, riporta in via della Mercede quel misto di riso e cupezza che il teatro all'italiana ha sempre saputo ospitare.
Chi è passato da Don Giovanni con Simone Toni ed Enzo Paci al Teatro Sala Umberto — dal 2 al 14 febbraio 2027
Dalla Sala Umberto sono passati, fra le due guerre, gli artisti del varietà scritturati dai fratelli Marino: comici, sciantose, vedettes. Dal 2002 la sala ha ospitato soprattutto prosa, comicità e musica. Nel dicembre 2022 Simone Toni vi ha diretto Beginning, con Giovanni Scifoni e Francesca Inaudi.
Nella stagione 2026-27 passano da via della Mercede, fra gli altri, Francesco Montanari con Storia di un cinghiale, Giulio Corso e Federica De Benedittis con Cime Tempestose, Francesco De Gregori con i suoi concerti d'autunno e, a gennaio, Gianfranco Gallo con Captivo.
Dal 2 al 14 febbraio 2027 passano dalla Sala Umberto Simone Toni, Enzo Paci, Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso, con Carlo Sciaccaluga, le luci di Aldo Mantovani, le scene e i costumi curati dagli studenti dell'Accademia Ligustica di Belle Arti e l'assistente alla regia Leonardo Nicolini. E passano, attraverso il testo, Molière, Tirso de Molina ed Edoardo Sanguineti, con Don Giovanni, Sganarello, Elvira e la statua del Commendatore.
Dove mangiare prima o dopo Don Giovanni
Il rione Colonna offre ristorazione di ogni tipo; conviene allontanarsi di qualche strada dalle vie più turistiche.
Trattorie
Nelle vie fra via della Mercede, via del Pozzetto e via della Vite ci sono trattorie romane frequentate a pranzo da chi lavora nei palazzi della zona.
Prima della pomeridiana
Per le recite delle 16 funzionano i bar e le pizzerie al taglio di via del Tritone. Dopo lo spettacolo del sabato o della domenica, finito poco dopo le 18, c'è tempo per un aperitivo in centro.
Dopo la serale
A fine recita, verso le 22:45, molte cucine del centro sono ancora aperte; per un bicchiere, le enoteche fra via del Corso e piazza di Spagna.
Accessibilità, età consigliata e informazioni pratiche
Per l'accessibilità della Sala Umberto a persone con mobilità ridotta e per l'accesso alla balconata conviene contattare la biglietteria del teatro, al numero 06 6794753, prima dell'acquisto.
Con i ragazzi
Don Giovanni è un classico adatto agli studenti delle superiori, soprattutto a chi studia il teatro del Seicento o il mito di Don Giovanni in letteratura e in musica. La durata di due ore e un quarto, con intervallo, è impegnativa per i più piccoli.
La carta del docente
La Sala Umberto accetta la carta del docente: per insegnanti che vogliono vedere lo spettacolo prima di proporlo alle classi è un'opportunità concreta.
Domande frequenti su Don Giovanni alla Sala Umberto
Quando va in scena Don Giovanni alla Sala Umberto?
Don Giovanni di Molière va in scena alla Sala Umberto dal 2 al 14 febbraio 2027: serali alle 20:30, pomeridiane del sabato e della domenica alle 16, mercoledì 10 alle 19:30. Non ci sono recite lunedì 8 e martedì 9.
Quanto costano i biglietti di Don Giovanni?
I biglietti di Don Giovanni alla Sala Umberto costano 34 euro in poltronissima, 28 euro in poltrona A e balconata A, 22 euro in poltrona B e balconata B, secondo i prezzi interi pubblicati dal teatro.
Chi recita in Don Giovanni?
Nel Don Giovanni della Sala Umberto recitano Simone Toni, Enzo Paci, Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso. Le tre attrici interpretano tutti i personaggi che ruotano intorno a Don Giovanni e Sganarello.
Chi firma la regia?
La regia di Don Giovanni alla Sala Umberto è di Carlo Sciaccaluga, regista genovese nato nel 1987. Lo spettacolo è una produzione del Teatro Nazionale di Genova con la compagnia Gli Incauti, sulla traduzione di Edoardo Sanguineti.
Quanto dura lo spettacolo?
Don Giovanni alla Sala Umberto dura due ore e quindici minuti, intervallo compreso, secondo la pagina ufficiale del teatro. Le serali delle 20:30 finiscono quindi intorno alle 22:45.
Come si arriva alla Sala Umberto?
La Sala Umberto, in via della Mercede 50, è nel rione Colonna, dentro la ZTL. Si arriva a piedi in circa dieci minuti dalle fermate Spagna e Barberini della metro A.
Dove è ambientato questo Don Giovanni?
Il Don Giovanni di Carlo Sciaccaluga alla Sala Umberto è ambientato sulle pendici di un vulcano, immagine di una forza che distrugge e crea senza progetto. Don Giovanni, siciliano per tradizione, abita quel paesaggio come la lava la montagna.
Il consiglio finale su Don Giovanni alla Sala Umberto
Un classico di Molière nella traduzione di Sanguineti, un regista genovese che conosce da anni i suoi due protagonisti, tre attrici che danno voce a tutto il mondo intorno a Don Giovanni, un vulcano al posto della Sicilia da cartolina. Il consiglio è scegliere con cura l'orario, prendere un posto in poltronissima se si vuole seguire il gioco dei cambi di personaggio, e lasciarsi portare dalla commedia fino al suo finale all'inferno. A nostro giudizio, in una sala raccolta come la Sala Umberto, è uno dei modi migliori per riscoprire perché Don Giovanni continui a mettere alla prova chi lo guarda.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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