Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa di Ray Cooney al Teatro de’ Servi — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027
Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa, la farsa di Ray Cooney nell'adattamento e con la regia di Matteo Vacca, va in scena al Teatro de' Servi, in via del Mortaro 22 a Roma, da martedì 23 febbraio a domenica 7 marzo 2027. Le recite sono dal martedì al venerdì alle 21, il sabato alle 17:30 e alle 21, la domenica alle 17:30; il biglietto costa 25 euro, secondo il sito ufficiale del teatro, e lo spettacolo rientra nell'abbonamento fisso della stagione. Il de' Servi si trova in una traversa di via del Tritone, a un centinaio di metri dalla Fontana di Trevi e dentro la zona a traffico limitato: la via più semplice per arrivarci è la metro A fino a Barberini, poi pochi minuti a piedi in discesa. I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Teatro de' Servi, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure telefonando al teatro allo 06 6795130. La produzione è di La Bilancia Produzioni.

Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa al Teatro de' Servi: date, orari e biglietti
Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa resta in cartellone al Teatro de' Servi per due settimane, dal 23 febbraio al 7 marzo 2027, con biglietto unico a 25 euro e recite serali e pomeridiane.
Il calendario delle recite
Gli orari pubblicati dal teatro sono gli stessi per entrambe le settimane: dal martedì al venerdì alle 21; il sabato doppia recita, alle 17:30 e alle 21; la domenica una sola recita pomeridiana alle 17:30. Il lunedì non sono previste recite. Il debutto cade martedì 23 febbraio, l'ultima replica è domenica 7 marzo.
Il prezzo e l'abbonamento
Il sito del de' Servi indica un prezzo di 25 euro. La locandina ufficiale segnala che il titolo è compreso nell'abbonamento fisso della stagione 2026/27: chi ha già in tasca la tessera ha il posto assegnato, chi compra il biglietto singolo sceglie fra i posti rimasti. Il teatro propone anche l'iscrizione alla newsletter, che secondo il sito dà diritto a uno sconto del 20 per cento.
Dove comprare i biglietti
L'acquisto online parte dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro de' Servi, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. In alternativa si può contattare il botteghino al numero 06 6795130 o scrivere a info@teatroservi.it. Per il sabato sera conviene muoversi con qualche giorno di anticipo: è la replica più richiesta in una sala di dimensioni contenute.
La trama di Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa: un ministro, un'amante e una finestra
Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa racconta la notte disastrosa dell'onorevole De Mitri, viceministro del Lavoro, che in una suite del Grand Hotel vuole incontrare di nascosto la sua amante, segretaria del leader dell'opposizione.
La suite 648
Secondo la presentazione del teatro, l'appuntamento è fissato nella suite 648 di un grande albergo. L'idea è semplice: una notte lontano da occhi indiscreti, con una donna che per ragioni politiche non dovrebbe nemmeno salutare. Niente però va come previsto: dietro la finestra compare un cadavere, e il personale dell'albergo mostra una curiosità decisamente eccessiva.
Il portaborse
A salvare il viceministro dallo scandalo è chiamato il suo fedele portaborse, Giorgio Franchetti. È lui il vero motore comico: un uomo onesto e mite che, per coprire il suo capo, si ritrova a raccontare menzogne sempre più grandi, a cambiare identità, a sostenere versioni dei fatti del tutto insostenibili. La presentazione parla di situazioni incredibili ed esilaranti, affrontate suo malgrado.
Bugie, gag, equivoci
Il teatro riassume il ritmo dello spettacolo in cinque parole: bugie, gag, equivoci, tradimenti, scambi di persona. È il lessico della farsa classica, in cui ogni soluzione trovata per uscire da un guaio apre un guaio nuovo, e in cui il pubblico sa sempre qualcosa in più dei personaggi. Il finale, naturalmente, non si svela.
Ray Cooney, l'autore: il Feydeau inglese
Ray Cooney, nato a Londra il 30 maggio 1932, è un commediografo, attore e regista britannico, autore di diciassette commedie andate in scena nel West End e ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico dal 2005 per i servizi resi al teatro.
Gli inizi da attore
Cooney comincia a recitare nel 1946 e fra gli anni Cinquanta e Sessanta è in scena in molte delle farse del Whitehall Theatre prodotte da Brian Rix, la scuola da cui nasce il suo mestiere di autore comico. In quegli anni scrive a quattro mani la sua prima commedia, One for the Pot, e con Tony Hilton firma la sceneggiatura del film What a Carve Up!, uscito nel 1961.
Il record del West End
Il suo successo più grande è Run for Your Wife, del 1983, rimasta in cartellone a Londra per nove anni e considerata la commedia più longeva nella storia del West End. Fra i suoi titoli ci sono anche Not Now, Darling, scritta con John Chapman e portata al cinema nel 1973, Move Over Mrs. Markham, Two into One, It Runs in the Family, Funny Money e Caught in the Net.
Il Theatre of Comedy
Nel 1983 Cooney fonda il Theatre of Comedy Company e ne diventa direttore artistico. Durante la sua direzione la compagnia produce più di venti spettacoli, fra cui un Pigmalione con Peter O'Toole e John Thaw, Loot e la stessa Run for Your Wife. Con il figlio Michael, sceneggiatore, scrive nel 1993 la farsa Tom, Dick and Harry.
Il successo in Francia
In Francia Cooney è molto amato e viene chiamato il Feydeau inglese, in omaggio al grande autore di vaudeville Georges Feydeau. Molte sue commedie sono state allestite per la prima volta, o riprese, al Théâtre de la Michodière di Parigi. Nel 1975 fu il protagonista di una puntata del programma televisivo This Is Your Life, sorpreso dal conduttore Eamonn Andrews al Savoy Hotel di Londra.
Da Out of Order al palco romano: la storia della commedia
Il premio Laurence Olivier citato dal Teatro de' Servi rimanda a Out of Order, la farsa che Ray Cooney scrisse nel 1990 e che nel 1991 vinse l'Olivier come migliore commedia: la sua trama, con un giovane ministro, una segretaria, una suite d'albergo e una finestra difettosa, coincide con quella presentata dal teatro romano.
Il debutto londinese
Out of Order ebbe una lunga tenuta allo Shaftesbury Theatre di Londra, con Donald Sinden e Michael Williams come protagonisti. Come in altre commedie di Cooney, al centro c'è un uomo in vista costretto a mentire per uscire da una situazione imbarazzante, aiutato da un complice innocente che resta invischiato sempre di più nella storia improvvisata dal primo. L'azione si svolge in un albergo elegante e ruota attorno agli incidenti causati da una finestra a ghigliottina che non funziona.
Una commedia che ha girato il mondo
Il testo ha avuto una vita internazionale lunghissima. In Francia è diventato Panique au Plazza, con Christian Clavier; in Ungheria un film di successo; in Polonia è andato in scena a Varsavia e in molte altre città; a Mosca è stato allestito dal Teatro d'Arte; ci sono state produzioni a Pechino, a Singapore, a Kuala Lumpur e un adattamento in hindi a Delhi. In Italia il film di Marco Risi Natale a 5 stelle, uscito nelle sale il 24 dicembre 2018, riprende lo stesso intreccio spostandolo a Budapest.
Il titolo italiano
Il titolo non suona nuovo al pubblico italiano. Se devi dire una bugia dilla grossa è una commedia diretta nel 1986 da Pietro Garinei su un soggetto di Ray Cooney, con Johnny Dorelli, Paola Quattrini, Gloria Guida e Riccardo Garrone, trasmessa dalla Rai. Una seconda edizione, nel 2000, ebbe come protagonisti Gianfranco Jannuzzo, Paola Quattrini, Fabio Testi e Anna Falchi; Paola Quattrini tornò anche nella terza, nel 2022. Quello del de' Servi è un nuovo adattamento, firmato da Matteo Vacca.
La regia e la compagnia di Matteo Vacca
Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa al de' Servi porta la firma di Matteo Vacca, che cura adattamento e regia ed è anche in scena, con Marco Fiorini, Alessandro Bevilacqua, Cristiano Arsì, Eleonora Santini, Serena Ricci, Elena Pandolfi e Martina Cervoni.
Un regista già passato da Cooney
Il nome di Matteo Vacca è legato già da tempo al teatro di Cooney: nel 2019 ha diretto un allestimento di Taxi a due piazze, la versione italiana di Run for Your Wife. Tornare all'autore inglese con un altro dei suoi meccanismi più celebri significa lavorare su un repertorio conosciuto, in cui i tempi comici contano quanto le battute.
Una produzione di casa
Lo spettacolo è presentato da La Bilancia Produzioni. La Bilancia è la società che dal luglio 2002 gestisce il Teatro de' Servi: la commedia è quindi una produzione di casa, pensata per la sala di via del Mortaro e per il suo pubblico abituale.
Otto attori per una farsa
La compagnia conta otto interpreti. Nella farsa di porte, finestre e travestimenti il numero non è un dettaglio: ogni ingresso in scena nel momento sbagliato è un ingranaggio della macchina comica, e la precisione degli ingressi decide la riuscita dell'intera serata.
Come funziona una farsa di Ray Cooney
Le farse di Ray Cooney uniscono la tradizionale sfacciataggine della comicità britannica a una struttura molto complicata, in cui i personaggi saltano a conclusioni sbagliate, sono costretti a fingersi ciò che non sono e parlano spesso senza capirsi.
La bugia che cresce
Il titolo italiano dice tutto: la prima menzogna è piccola, ma per sostenerla ne serve una più grande, e poi un'altra ancora. Il divertimento consiste nel vedere la costruzione diventare sempre più instabile, fino al momento in cui tutto sembra destinato a crollare.
Il complice innocente
Il personaggio chiave, in Cooney, è spesso quello che non ha colpe. Qui è il portaborse Giorgio Franchetti: è lui a pagare il prezzo delle bugie del viceministro, ed è a lui che il pubblico finisce per affezionarsi. A nostro giudizio è la parte più difficile da recitare, perché richiede di restare credibili mentre la situazione precipita nell'assurdo.
Una comicità di precisione
La farsa è un genere che non perdona: basta un secondo di ritardo e la battuta cade. Chi ama la commedia teatrale sa riconoscere il lavoro di tempi e di ritmo che si nasconde dietro una risata apparentemente facile, ed è su questo che si misura un allestimento di Cooney.
Una curiosità su Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa di Ray Cooney al Teatro de' Servi — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027
La curiosità più gustosa riguarda la carriera di Out of Order, il testo inglese premiato con l'Olivier nel 1991. Nata come farsa sul malcostume della politica britannica, la commedia si è rivelata sorprendentemente facile da trapiantare: in ogni paese basta cambiare il nome del partito e del ministero, e il meccanismo funziona. È stata adattata in francese, in polacco, in russo, in hindi; in Ungheria è diventata un film di successo, in Italia ha fornito l'intreccio a Natale a 5 stelle di Marco Risi, in cui il protagonista è addirittura il presidente del Consiglio in trasferta a Budapest. Nell'adattamento del de' Servi il protagonista è invece un viceministro del Lavoro e l'amante è la segretaria del leader dell'opposizione: un tradimento coniugale che diventa anche un tradimento politico. La seconda curiosità riguarda l'autore. Ray Cooney, prima di conquistare il West End con diciassette commedie, ha passato anni in scena come attore nelle farse del Whitehall Theatre di Brian Rix: la sua scrittura nasce dal palcoscenico, da chi sa per esperienza quanto dura una risata e quando far entrare il personaggio successivo. La terza curiosità è di casa: il titolo è una produzione della stessa società che gestisce il teatro dal 2002.
Il Teatro de' Servi: una sala nata nell'orto di un convento
Il Teatro de' Servi è una sala del rione Trevi costruita nel 1950 nel grande orto e giardino del convento annesso alla parrocchia di Santa Maria in Via, fra via del Tritone e la Fontana di Trevi.
L'inaugurazione con Eduardo
La sala aprì al pubblico il 26 aprile 1957 con la compagnia di Eduardo De Filippo e la prima assoluta di De Pretore Vincenzo. Regia di Eduardo, scene di Titina De Filippo, musiche di Renzo Rossellini; nei ruoli principali Achille Millo e Valeria Moricone, che in quell'occasione debuttava in teatro.
Il caso della censura
La storia pubblicata dal teatro ricorda che, subito dopo la prima, il Vicariato impose la censura della commedia, fra accese polemiche cittadine, e che il de' Servi dovette restare chiuso per alcuni mesi. Un avvio turbolento per una sala che sarebbe diventata un punto di riferimento del pubblico romano.
Anni di lavori e riaperture
Fino alla fine degli anni Settanta il de' Servi ospitò compagnie italiane e straniere, concerti e opera da camera. Le norme di sicurezza degli anni Ottanta imposero una serie di interventi: la sala chiuse alla fine della stagione 1983, riaprì nel 1984 con 252 posti, chiuse ancora nel 1988 e tornò in attività all'inizio del 1990.
La gestione La Bilancia
Dal luglio 2002 il teatro è gestito dalla società La Bilancia, che ha rinnovato impianti e ambienti anche con il contributo dell'architetto scenografo Massimo Marafante. Da oltre dieci anni il cartellone punta sulla commedia italiana di autori viventi, con incursioni nel repertorio: in questa stagione sono passati titoli come Se ti sposo mi rovino e Niente progetti per il futuro.
Una cosa che non ti dice nessuno su Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa di Ray Cooney al Teatro de' Servi — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027
Quello che le presentazioni non dicono è che, in una farsa come questa, la dimensione della sala cambia l'esperienza. Il de' Servi è un teatro raccolto: riaperto nel 1984 con 252 posti, conserva una misura in cui anche le file più lontane sono vicine al palco. Per una commedia costruita su porte che si aprono al momento sbagliato, espressioni di panico e sguardi complici, la vicinanza è un vantaggio enorme: ogni smorfia arriva, nessuna battuta si perde nel vuoto. La seconda cosa riguarda il titolo. Chi ha visto in televisione la vecchia commedia di Garinei con Johnny Dorelli, o una delle sue riprese con Paola Quattrini, potrebbe pensare di conoscere già la storia. Non è detto: la trama presentata dal de' Servi, con il viceministro, la segretaria dell'opposizione e il cadavere dietro la finestra, corrisponde a quella di Out of Order, la farsa del 1990, e l'adattamento è nuovo. Il consiglio è andare senza preconcetti. La terza cosa riguarda il calendario: le recite pomeridiane delle 17:30 del sabato e della domenica sono, a nostro giudizio, le più adatte a chi viene da fuori Roma, perché lasciano il tempo per una cena con calma e per il rientro senza fretta.
Come arrivare al Teatro de' Servi per Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa
Il Teatro de' Servi è in via del Mortaro 22, una laterale di via del Tritone a pochi passi dalla Fontana di Trevi; si trova nel centro storico, dentro la ZTL, e la fermata della metro più comoda è Barberini, sulla linea A.
Con la metropolitana
Usciti dalla stazione Barberini si scende lungo via del Tritone per qualche minuto, fino alla svolta per via del Mortaro. La piazza Barberini dista in linea d'aria circa 570 metri dal teatro: all'andata è una camminata in discesa, al ritorno dopo le 23 una breve salita.
Con i mezzi di superficie
Via del Tritone è attraversata da diverse linee del trasporto pubblico di superficie; per scegliere la linea e la fermata più adatte al punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC. Chi arriva da piazza Venezia può risalire via del Corso fino a piazza Colonna, a circa 200 metri dal teatro, e proseguire a piedi.
In auto e in taxi
Il de' Servi è all'interno della zona a traffico limitato: chi arriva in macchina deve controllare gli orari dei varchi e lasciare l'auto fuori dalla ZTL, in un parcheggio in struttura, proseguendo in metro o a piedi. Per le recite serali il taxi resta la soluzione più comoda, soprattutto nelle sere fredde di fine febbraio.
Il consiglio che ti do per visitare Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa di Ray Cooney al Teatro de' Servi — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027
Il consiglio è trasformare lo spettacolo nel centro di una serata intera nel rione Trevi, approfittando di una posizione che pochi teatri romani possono vantare. La Fontana di Trevi è a circa 110 metri, la Galleria Alberto Sordi a 130, la Galleria Sciarra e piazza Colonna a circa 200: chi arriva un'ora prima della recita delle 21 può fare il giro completo senza fretta. C'è anche un abbinamento tematico, per chi ama i giochi di rimandi: a pochi minuti a piedi si trova Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, con l'obelisco davanti al palazzo. Passare davanti al Parlamento vero prima di ridere dei guai di un viceministro immaginario aggiunge un pizzico di ironia alla serata. Il secondo consiglio riguarda la scelta della data: le prime repliche infrasettimanali sono di solito le più tranquille, il sabato alle 21 è la replica più richiesta. Il terzo riguarda l'atteggiamento: in una farsa di Cooney conviene lasciarsi andare fin dalla prima scena, senza cercare la verosimiglianza, perché il piacere è proprio nell'accumulo dell'assurdo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Ray Cooney detiene il record della commedia più longeva del West End, con Run for Your Wife rimasta in scena per nove anni. Si ricorda meno spesso che quella stessa commedia ha una storia romana precisa. In italiano si chiama Taxi a due piazze: tradotta e curata da Iaia Fiastri, debuttò al Teatro Sistina di Roma il 30 marzo 1984, diretta da Pietro Garinei e interpretata da Johnny Dorelli, Paola Quattrini, Martine Brochard, Riccardo Garrone, Paolo Panelli e Toni Ucci. Nell'adattamento di Fiastri le due case del tassista bigamo, Mario Rossi, erano collocate a piazza del Risorgimento e a piazza Irnerio, definite dal copione a quattro minuti d'auto l'una dall'altra: un dettaglio che suscitò qualche perplessità sulla plausibilità del racconto, almeno fra gli spettatori della Capitale. Il teatro di Cooney, insomma, è entrato nella tradizione della commedia italiana proprio passando da Roma, grazie alla coppia Garinei e Dorelli, che in quegli anni portò in scena anche Se devi dire una bugia dilla grossa. Negli anni successivi Taxi a due piazze è stata ripresa più volte, con Gianluca Guidi, figlio di Dorelli, e nel 2023 in una versione al femminile con Barbara D'Urso. Matteo Vacca, che dirige lo spettacolo del de' Servi, ne aveva curato un allestimento nel 2019.
La foto giusta da fare a Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa di Ray Cooney al Teatro de' Servi — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027
In platea, durante la recita, il telefono resta in tasca: in una farsa costruita sui tempi comici uno schermo acceso distrae chi è in scena e chi è seduto accanto, e le foto con la luce di sala rendono comunque poco. La foto giusta si fa fuori. La prima è davanti all'ingresso del teatro, in via del Mortaro, accanto alla locandina ufficiale con la cornice azzurra su fondo giallo: un'immagine allegra che fissa titolo, data e luogo. La seconda è in piazza Colonna, a due passi da Montecitorio: per una commedia che racconta un viceministro in fuga dallo scandalo, una piazza della politica romana illuminata di sera è lo scatto a tema perfetto. La terza è la Fontana di Trevi dopo la recita delle 21. Verso le 23, a fine febbraio, la folla si dirada e il travertino, sotto la luce artificiale, prende un colore caldo che di giorno non ha: basta aspettare che si apra un varco davanti alla vasca e scattare senza flash, che appiattisce l'acqua e dà fastidio a chi è intorno. Chi ama le immagini di dettaglio può cercare anche il passaggio coperto della Galleria Alberto Sordi, con la sua struttura di vetro e ferro, a pochi passi dal teatro.
Intorno al Teatro de' Servi: cosa vedere prima e dopo lo spettacolo
Intorno al Teatro de' Servi, in cinque minuti a piedi, si trovano la Fontana di Trevi, la Galleria Alberto Sordi, la Galleria Sciarra, piazza Colonna, l'Accademia di San Luca e, in salita, il Quirinale.
Trevi e le gallerie
La Fontana di Trevi è a circa 110 metri. La Galleria Alberto Sordi collega via del Tritone e piazza Colonna sotto una copertura di vetro e ferro; la Galleria Sciarra, a circa 200 metri, è un cortile coperto con le pareti dipinte a fine Ottocento. L'Accademia di San Luca è a circa 120 metri dal teatro.
Il Quirinale e piazza di Spagna
Salendo si arriva al Palazzo del Quirinale, a circa 340 metri, con la piazza affacciata sulla città. Nella direzione opposta, a circa 450 metri, c'è piazza di Spagna. Il Pantheon si raggiunge in una decina di minuti.
Un altro teatro vicino
Nella stessa zona si trova il Teatro Quirino Vittorio Gassman, uno dei grandi teatri di prosa del centro: chi passa qualche giorno a Roma può costruire un piccolo itinerario teatrale fra le due sale.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro de' Servi comincia nel 1950, quando l'edificio viene costruito nell'orto e nel giardino del convento accanto alla parrocchia di Santa Maria in Via, nel rione Trevi. Sette anni dopo, il 26 aprile 1957, la compagnia di Eduardo De Filippo inaugura la sala con la prima assoluta di De Pretore Vincenzo: regia di Eduardo, scene di Titina De Filippo, musiche di Renzo Rossellini, con Achille Millo e Valeria Moricone al suo debutto teatrale. Subito dopo il Vicariato impone la censura della commedia, la città si divide in polemiche e il teatro resta chiuso per alcuni mesi. Superata la tempesta, fino alla fine degli anni Settanta il de' Servi diventa un riferimento per il pubblico romano, con compagnie italiane e straniere, concerti e opera lirica da camera. Negli anni Ottanta arrivano le nuove norme sulla sicurezza dei luoghi di spettacolo: alla fine della stagione 1983 la sala chiude per un anno, riapre nel 1984 con 252 posti, chiude di nuovo nel 1988 e riprende l'attività all'inizio del 1990. Nel luglio 2002 la gestione passa a La Bilancia, che rinnova impianti e ambienti con l'architetto scenografo Massimo Marafante e orienta il cartellone verso la commedia italiana contemporanea. Fra febbraio e marzo 2027 la stessa società porta in scena una propria produzione di Ray Cooney, uno dei grandi autori di farse del teatro inglese, premiato con l'Olivier e recordman del West End.
Chi è passato da Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa di Ray Cooney al Teatro de' Servi — dal 23 febbraio al 7 marzo 2027
Dal palcoscenico del de' Servi, secondo la storia pubblicata dal teatro, sono passati nomi che raccontano oltre mezzo secolo di spettacolo a Roma. Prima di tutti Eduardo De Filippo con la sua compagnia, con Titina De Filippo alle scene, Achille Millo e Valeria Moricone. Poi attori come Aldo Giuffrè, Fiorenzo Fiorentini, Silvio Spaccesi, Giusi Raspani Dandolo, Carlo Tamberlani, Jole Fierro e Walter Maestosi; interpreti stranieri come Robert Alda ed Eva Bartok; registi come Mario Landi, Luciano Lucignani e Renzo Giacchieri. La musica ha portato in via del Mortaro direttori come Massimo Pradella e Renzo Rossellini, cantanti lirici come Katia Ricciarelli, Giuseppe Sabatini e Pietro Spagnoli, formazioni come I Solisti Romani di Massimo Coen e la Società del Quartetto, e ancora Eduardo Bennato e i Momix. Fra il 23 febbraio e il 7 marzo 2027 salgono sullo stesso palco Matteo Vacca, regista e interprete, con Marco Fiorini, Alessandro Bevilacqua, Cristiano Arsì, Eleonora Santini, Serena Ricci, Elena Pandolfi e Martina Cervoni. E passa, idealmente, Ray Cooney, che a Roma era già arrivato più di quarant'anni fa sul palco del Sistina con Taxi a due piazze: un autore cresciuto nelle farse del Whitehall londinese, in una sala inaugurata da Eduardo, il maestro italiano della commedia.
Quale recita scegliere di Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa
Con due settimane di calendario e tre orari diversi, Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa al de' Servi permette di scegliere la replica in base al tipo di serata che si vuole passare in centro.
Le sere dal martedì al venerdì
Alle 21, nei giorni feriali, la sala è frequentata soprattutto da un pubblico romano che arriva dopo il lavoro. La cena si fa dopo lo spettacolo e il centro, a quell'ora, è più tranquillo.
Il sabato
Il sabato offre due recite, alle 17:30 e alle 21. La pomeridiana lascia libera la serata, la serale è la più richiesta: per il sabato 27 febbraio e il sabato 6 marzo conviene prenotare presto.
La domenica
La domenica alle 17:30 è la scelta più comoda per chi arriva da fuori Roma e vuole rientrare in serata, e per le famiglie con ragazzi che il lunedì hanno scuola.
Dove mangiare vicino al Teatro de' Servi
Intorno alla Fontana di Trevi molti ristoranti lavorano sul turismo di passaggio, con prezzi alti e qualità variabile: per una cena prima o dopo lo spettacolo conviene spostarsi di qualche strada, verso le vie sotto il Quirinale o in direzione del Pantheon.
Cena dopo le 21
Con la recita serale la cena si fa dopo, all'uso romano: il consiglio è prenotare in un locale che accolga ospiti anche dopo le 23, così da non dover scegliere di corsa all'uscita dal teatro.
Aperitivo prima delle 17:30
Con le pomeridiane del sabato e della domenica si esce dal teatro all'ora di cena. Prima della recita basta una sosta al banco di un caffè, alla romana: costa poco e dura il giusto.
Accessibilità, ragazzi e informazioni pratiche
Il Teatro de' Servi è una sala raccolta, rinnovata più volte per adeguarla alle norme di sicurezza; per informazioni sull'accessibilità per persone con disabilità motoria e sui posti riservati conviene contattare il teatro prima dell'acquisto, allo 06 6795130 o a info@teatroservi.it.
Con i ragazzi
La commedia gioca su tradimenti coniugali, equivoci e scambi di persona, nel registro della farsa: è adatta ai ragazzi più grandi e agli adulti, meno ai bambini piccoli, che faticherebbero a seguire un intreccio fatto di dialoghi veloci e bugie incrociate. Il sito del teatro ha una sezione dedicata alle scuole.
Fine febbraio a Roma
Fra fine febbraio e inizio marzo le sere romane sono ancora fredde, e una giacca pesante serve soprattutto per la passeggiata dopo la recita delle 21. È un periodo di bassa stagione, con meno visitatori anche intorno alla Fontana di Trevi: il momento migliore dell'anno per godersi il rione con calma.
Domande frequenti su Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa
Quando va in scena Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa al Teatro de' Servi?
Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa va in scena al Teatro de' Servi di Roma dal 23 febbraio al 7 marzo 2027. Le recite sono dal martedì al venerdì alle 21, il sabato alle 17:30 e alle 21, la domenica alle 17:30; il lunedì non sono previste recite.
Quanto costa il biglietto?
Per Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa il Teatro de' Servi pubblica un prezzo di 25 euro. I biglietti si acquistano dal sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure telefonando allo 06 6795130. Lo spettacolo è compreso nell'abbonamento fisso della stagione.
Chi recita in Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa?
In Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa al de' Servi recitano Matteo Vacca, Marco Fiorini, Alessandro Bevilacqua, Cristiano Arsì, Eleonora Santini, Serena Ricci, Elena Pandolfi e Martina Cervoni. Adattamento e regia sono di Matteo Vacca, la produzione è di La Bilancia Produzioni.
Di cosa parla la commedia di Ray Cooney?
Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa racconta la notte del viceministro De Mitri, che in una suite del Grand Hotel vuole incontrare la sua amante, segretaria del leader dell'opposizione. Un cadavere dietro la finestra fa precipitare tutto, e il portaborse Giorgio Franchetti deve inventare bugie sempre più grandi.
Che premio ha vinto la commedia?
Il Teatro de' Servi ricorda che la commedia di Ray Cooney ha vinto il premio Laurence Olivier come migliore commedia a Londra. Il riconoscimento va a Out of Order, la farsa del 1990 premiata nel 1991, con la stessa trama del viceministro, della segretaria e della finestra difettosa.
Chi è Ray Cooney?
Ray Cooney è un commediografo, attore e regista inglese nato a Londra nel 1932, autore di Run for Your Wife, la commedia più longeva del West End, conosciuta in Italia come Taxi a due piazze. In Francia è chiamato il Feydeau inglese; dal 2005 è ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico.
Dove si trova il Teatro de' Servi?
Il Teatro de' Servi si trova in via del Mortaro 22, una laterale di via del Tritone a circa cento metri dalla Fontana di Trevi, nel rione Trevi. La fermata della metro più vicina è Barberini, sulla linea A; il teatro è dentro la zona a traffico limitato.
Il consiglio finale su Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa
Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa è una farsa nel senso più pieno del termine: un meccanismo di porte, bugie e scambi di persona scritto da uno dei maestri del genere, premiato a Londra e rappresentato in mezzo mondo. Al de' Servi arriva in una produzione di casa, con adattamento e regia di un artista che conosce già il repertorio di Cooney, in una sala raccolta dove ogni battuta arriva fino all'ultima fila. A nostro giudizio è la scelta giusta per chi cerca una serata di risate senza pretese intellettuali, per chi ama la commedia all'inglese e per chi ricorda con affetto le commedie di Garinei e Dorelli. Il consiglio è scegliere una replica infrasettimanale o la pomeridiana del sabato, arrivare in anticipo per un giro fra Trevi, piazza Colonna e Montecitorio, e lasciare a casa ogni pretesa di verosimiglianza. Il biglietto a 25 euro, per una serata di teatro a cento metri dalla Fontana di Trevi, è un prezzo onesto.
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