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Niente progetti per il futuro al Teatro de’ Servi — dal 22 al 25 ottobre 2026

Niente progetti per il futuro, la commedia di Francesco Ferdinando Brandi diretta da Max Pisu, è in scena al Teatro de' Servi di Roma da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026, in Via del Mortaro 22, all'angolo con via del Tritone, nel rione Trevi, a un centinaio di metri dalla Fontana di Trevi. Il teatro indica le recite da giovedì a sabato alle 21 e la domenica alle 17.30. In scena Lorenzo Cordara e Matteo Pisu, per la produzione dell'Associazione culturale Crapula Teatro. La metro più vicina è Barberini, linea A, a pochi minuti a piedi scendendo lungo via del Tritone, percorsa anche da numerose linee di autobus. Il biglietto indicato dal teatro costa 25 euro. Per informazioni e prenotazioni il de' Servi risponde al numero 06 6795130 e all'indirizzo info@teatroservi.it; l'acquisto online parte dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro de' Servi, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi: date, orari e biglietti

Niente progetti per il futuro resta in cartellone al de' Servi per un solo fine settimana lungo, da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026, con quattro recite in tutto. È il terzo titolo della stagione 2026/2027 della sala di via del Mortaro, dopo l'apertura musicale di inizio ottobre con Bellissime e le due settimane di Se ti sposo mi rovino, e il cartellone del teatro lo classifica fra le commedie.

Il calendario delle recite

Il calendario è compatto. Giovedì 22 ottobre alle 21, venerdì 23 alle 21, sabato 24 alle 21, domenica 25 alle 17.30, ultima replica. Quattro sere soltanto: chi rimanda rischia di perdere lo spettacolo, perché una tenitura così breve non lascia margine per i ripensamenti. Il sabato ha una sola recita serale, a differenza di altri titoli della stagione che raddoppiano con il pomeridiano.

Quanto costa

La pagina ufficiale dello spettacolo indica un biglietto a 25 euro. Il teatro propone anche abbonamenti e carnet per la stagione, descritti nelle pagine dedicate del sito; chi si iscrive alla newsletter del de' Servi riceve, secondo il sito, uno sconto del 20 per cento. Per le prenotazioni di gruppo conviene telefonare al botteghino.

Chi c'è in scena

Il testo è di Francesco Ferdinando Brandi, la regia è di Max Pisu, gli interpreti sono Lorenzo Cordara e Matteo Pisu. Lo spettacolo è presentato dall'Associazione culturale Crapula Teatro. Sono due attori soli in scena per tutta la durata: un impianto essenziale che mette al centro la parola e i tempi comici.

Il premio

Il teatro presenta Niente progetti per il futuro come un gioco teatrale comico e surreale vincitore del Premio Flaiano 2009. È un riconoscimento che pesa: il premio porta il nome di Ennio Flaiano, lo scrittore e sceneggiatore che più di ogni altro ha saputo raccontare con ironia il vuoto della società italiana. Un testo premiato sotto quel nome promette una comicità che ha qualcosa da dire.

La trama di Niente progetti per il futuro: due uomini su un ponte

Niente progetti per il futuro racconta due uomini che si incontrano di notte su un ponte della periferia di una grande città, arrivati lì nello stesso momento con la stessa intenzione: farla finita gettandosi di sotto. È la premessa della presentazione ufficiale, ed è una premessa da commedia nera: il paradosso dei due aspiranti suicidi che si ostacolano a vicenda è il motore di tutta la serata.

Tobia, il vip caduto in disgrazia

Il primo personaggio è Tobia, interpretato da Matteo Pisu: un personaggio della televisione, opinionista e tuttologo, caduto in disgrazia per aver offeso senza volerlo un pezzo grosso del piccolo schermo. Dopo aver visto la propria popolarità cancellata, decide di chiudere i conti. È la figura del presenzialista televisivo che vive di esposizione e che, senza esposizione, non sa più chi è: un bersaglio satirico perfetto per la nostra epoca.

Ivan, il garagista

Nel momento esatto in cui Tobia sta per saltare, compare Ivan, interpretato da Lorenzo Cordara: un garagista, uomo semplice e di una concretezza piacevole, che ha scoperto il tradimento della moglie e ha deciso di togliersi la vita. Due mondi lontanissimi, la vanità dello studio televisivo e la sostanza dell'officina, si trovano sulla stessa ringhiera.

Chi salta per primo

Dall'incontro e dallo scontro di questi due personaggi nasce, secondo la presentazione del teatro, il dramma o la commedia, a seconda di come lo spettatore legge quello che accade. Il testo gioca sui colpi di scena, e porta il pubblico a chiedersi quale dei due protagonisti dovrà buttarsi per primo. È un meccanismo comico classico, quello della coppia male assortita costretta a convivere in uno spazio minimo, applicato a una situazione estrema.

Una società impoverita

La presentazione ufficiale parla di una società in crisi, dove i valori dell'uomo appaiono lisi e sfilacciati sullo sfondo di un progressivo impoverimento spirituale, raccontata con i toni della leggerezza e del paradosso. È la chiave dello spettacolo: il ponte è un pretesto, il vero tema è il vuoto di due vite che hanno perso la direzione, una per eccesso di apparenza, l'altra per un colpo al cuore.

Il giudizio

Con chiarezza: Niente progetti per il futuro è il titolo più interessante di questo primo scorcio di stagione al de' Servi. Una commedia a due personaggi su un tema scomodo è una scommessa più difficile di una farsa degli equivoci, e un testo premiato offre più garanzie di un copione di consumo. Chi cerca solo leggerezza scelga un altro titolo; chi accetta di ridere di qualcosa di serio qui trova pane per i suoi denti.

Max Pisu: biografia del regista

Max Pisu, all'anagrafe Massimo Pisu, è nato a Legnano il 23 gennaio 1965 ed è un comico, cabarettista e attore: il grande pubblico lo conosce soprattutto per Tarcisio, il ragazzo dell'oratorio che portò sul palco di Zelig dal 1998 al 2003. Per Niente progetti per il futuro firma la regia.

Gli esordi

Di origini sarde da parte di padre, Pisu comincia da adolescente a esibirsi da dilettante nelle attività dell'oratorio. È Gianni Cajafa a portarlo alla recitazione comica professionale; il debutto arriva nel 1991 alla Corte dei miracoli, locale milanese di cabaret. L'oratorio non è solo il luogo dei primi passi: diventerà la materia del suo personaggio più famoso.

Tarcisio e Zelig

Nel 1998 porta per la prima volta a Zelig il personaggio di Tarcisio, e rimane nel programma fino al 2003. Fra il 2000 e il 2002 e poi nel 2004 partecipa a Guida al campionato. Nel 2026, per i trent'anni di Zelig, torna nel programma che lo ha reso popolare. Dal cabaret milanese degli anni Novanta ha ereditato il senso del ritmo e della battuta, due qualità decisive per dirigere una commedia a due personaggi.

La televisione

Nel 2003 presenta su Rai 2 con Valeria Marini lo show BravoGrazie, poi Un disco per l'estate, La fabbrica del sorriso, Notte mediterranea dal 2003 al 2006 e Due sul divano nel 2005. Fra le fiction a cui ha partecipato ci sono Un posto al sole nel 2004, Belli dentro nel 2006, un episodio di Don Matteo 8 e uno dei Cesaroni, e più di recente Sei nell'anima nel 2024. Nel 2007 è nel programma di Adriano Celentano La situazione di mia sorella non è buona.

Il cinema

Al cinema debutta nel 1999 come Tarcisio nella Grande prugna di Claudio Malaponti, accanto a Enzo Iacchetti e a molti protagonisti di Zelig. Recita in piccoli ruoli nei film di Aldo, Giovanni e Giacomo, fra cui Chiedimi se sono felice, accanto a Rupert Everett in South Kensington di Carlo Vanzina nel 2001, e nel 2004 interpreta Walter in In questo mondo di ladri, sempre di Vanzina. Nel 2011 è in Box Office 3D con Ezio Greggio e Gigi Proietti.

Il teatro

In teatro Pisu ha portato in scena i suoi spettacoli di cabaret, da Tarcisio a Tarcisioscopia, da Anche alle balene piacciono le carezze a Certe cose ti segnano e Autogrill, e poi commedie come Amnesie, Forbici follia, Sabbie mobili, Casalinghi disperati con la regia di Diego Ruiz, Come sei bella stasera di Antonio De Santis nel 2023 e La notte dei Max con Max Cavallari nel 2024. Il passaggio alla regia di un testo altrui è la naturale evoluzione di un mestiere costruito in trent'anni di palcoscenico.

I premi

Nel suo percorso ha ricevuto il Premio Città di Milano Gianni Magni nel 1992, il Premio Petrolini nel 1996, il Premio Ugo Tognazzi nel 1997, il Premio satira politica per il cabaret nel 2000 e il Premio Walter Chiari nel 2003. Nel 2017 Legnano, la sua città, gli ha conferito un riconoscimento al merito civico. Nel 2013 ha pubblicato con Carlo Casti un libro di avventure e ricette, Max quanto basta.

Gli interpreti e la compagnia di Niente progetti per il futuro

Niente progetti per il futuro è affidato a due soli attori, Lorenzo Cordara nel ruolo di Ivan e Matteo Pisu nel ruolo di Tobia, sotto la regia di Max Pisu. Lo spettacolo è presentato dall'Associazione culturale Crapula Teatro.

Un duetto

Nel teatro comico il duetto è la forma più esposta. Non ci sono comprimari che possono coprire un momento di stanchezza, non ci sono cambi di scena che danno respiro: due attori reggono tutto, battuta dopo battuta. Il rapporto fra i due interpreti diventa la sostanza stessa della serata, e il lavoro del regista consiste soprattutto nel calibrare l'alternanza fra il personaggio che parla e quello che reagisce.

Due tipi comici

Il testo costruisce due tipi opposti. Tobia è verboso, abituato alla telecamera, capace di discutere di tutto senza sapere nulla; Ivan è asciutto, pratico, abituato a riparare le cose con le mani. È l'antica coppia del comico e della spalla, del chiacchierone e del taciturno, che il teatro italiano conosce dalla commedia dell'arte e che il cinema ha reso popolare con tante coppie celebri.

La scena

Un ponte di periferia, di notte, è una scenografia che si costruisce con pochissimo: una ringhiera, una luce, il buio intorno. Il palcoscenico raccolto del de' Servi è adatto a uno spettacolo di questo tipo, dove l'attenzione del pubblico deve restare concentrata sui volti e sulle voci.

Perché andare a vedere Niente progetti per il futuro

La ragione principale è che si tratta di una commedia con un'idea forte: ridere del vuoto contemporaneo partendo da una situazione limite. Chi ama l'umorismo nero e la commedia a due troverà la serata giusta.

Per chi è

Per chi va a teatro con l'idea di divertirsi senza spegnere la testa, per coppie e gruppi di amici, per chi ha seguito Max Pisu a Zelig e vuole vederlo in una veste diversa, quella del regista. È una buona scelta anche per chi frequenta il de' Servi da abbonato e cerca un titolo meno scontato nel cartellone.

Quello che non è

Non è una farsa di porte che sbattono, non è uno spettacolo con grandi scenografie, non è una commedia leggera sulle coppie. Il tema di partenza è scuro, e la comicità nasce dal paradosso. Chi è sensibile a questo argomento lo tenga presente prima di prenotare.

La brevità della tenitura

Quattro recite in quattro giorni significano poche occasioni. I teatri di commedia romani lavorano molto sul passaparola, ma qui il passaparola non ha il tempo di funzionare: chi vuole vedere lo spettacolo deve decidere prima.

Il Teatro de' Servi: la sala nell'orto di un convento

Il Teatro de' Servi è una sala di media capienza del rione Trevi, costruita nel 1950 nell'orto e giardino del convento adiacente alla parrocchia di Santa Maria in Via, con affaccio su via del Tritone a pochi passi dalla Fontana di Trevi.

L'inaugurazione con Eduardo

La sala aprì il 26 aprile 1957 con la compagnia di Eduardo De Filippo e la prima assoluta di De Pretore Vincenzo. Eduardo firmò la regia, Titina De Filippo le scene, Renzo Rossellini le musiche; gli interpreti principali furono Achille Millo e Valeria Moricone, che debuttava in teatro.

La censura

Secondo la storia pubblicata dal teatro, dopo la prima il Vicariato impose la censura dello spettacolo, fra grandi polemiche cittadine, e la sala restò chiusa alcuni mesi. Un teatro nato nel giardino di un convento e fermato subito dall'autorità ecclesiastica: la storia del de' Servi comincia con un paradosso degno di una commedia.

Chiusure e riaperture

Il de' Servi è stato per decenni un punto di riferimento del pubblico romano. Le norme di sicurezza degli anni Ottanta hanno imposto lavori e interruzioni: chiuso alla fine del 1983 per un anno, riaperto nel 1984 con 252 posti, chiuso ancora nel 1988, riaperto all'inizio del 1990. Dal luglio 2002 lo gestisce la società La Bilancia, che ha rinnovato gli ambienti con l'architetto scenografo Massimo Marafante.

La vocazione di oggi

Da oltre dieci anni il cartellone del de' Servi è costruito sulle commedie italiane di autori viventi, affiancate da spettacoli musicali e produzioni proprie. Un testo italiano premiato, affidato a una piccola compagnia e a un regista di esperienza comica, rientra pienamente in questa linea.

Come arrivare al Teatro de' Servi

Il Teatro de' Servi si trova in Via del Mortaro 22, all'angolo con via del Tritone, dentro la zona a traffico limitato del centro storico. La soluzione più comoda è la metro A fino a Barberini, poi pochi minuti a piedi.

In metropolitana

Dalla stazione Barberini della linea A si scende lungo via del Tritone per qualche minuto, fino alla traversa di via del Mortaro. All'andata la strada è in discesa; al ritorno, dopo le recite delle 21, è una salita breve verso la metro.

In autobus

Via del Tritone è uno degli assi principali del trasporto di superficie in centro, e molte linee fermano a pochi passi dal teatro. Chi arriva da piazza Venezia può percorrere via del Corso fino a piazza Colonna e arrivare a piedi in cinque minuti attraversando la Galleria Alberto Sordi.

In auto e in taxi

Il teatro è dentro la ZTL: chi arriva in auto deve controllare gli orari dei varchi e lasciare la macchina in un parcheggio in struttura fuori dalla zona limitata, per esempio verso villa Borghese o piazza di Spagna, proseguendo a piedi o in metro. Per le recite serali il taxi resta la scelta più semplice.

Una curiosità su Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi — dal 22 al 25 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda il titolo. Niente progetti per il futuro è una frase che si dice con leggerezza, magari a una cena fra amici quando qualcuno chiede che cosa si farà l'anno prossimo. Nel testo di Francesco Ferdinando Brandi diventa letterale e quasi feroce: i due protagonisti arrivano su un ponte proprio perché hanno deciso di non avere più un futuro. Il titolo è già una battuta di humour nero, e prepara il pubblico al registro della serata.

La seconda curiosità riguarda il regista. Max Pisu è diventato popolare con Tarcisio, un ragazzo dell'oratorio ingenuo e candido, cioè con il personaggio più lontano possibile dal cinismo di un opinionista televisivo. In Niente progetti per il futuro il bersaglio della satira è proprio la televisione, il mondo che ha dato a Pisu la notorietà: un comico cresciuto negli studi televisivi dirige una commedia su un personaggio distrutto da quegli stessi studi. È un cortocircuito che rende lo spettacolo più interessante di quanto il cartellone lasci intuire.

La terza riguarda la sala: il de' Servi nasce nell'orto di un convento, e il suo primo spettacolo fu censurato dall'autorità ecclesiastica. Una commedia che scherza su un tema così delicato, settant'anni dopo, va in scena senza scandalo: anche questo racconta come è cambiata Roma.

Una cosa che non ti dice nessuno su Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi — dal 22 al 25 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che una commedia a due personaggi su un ponte è una delle prove più difficili per un attore comico. Non ci sono porte da cui entrare e uscire, non ci sono equivoci che portano avanti la trama da soli: c'è una ringhiera, c'è la notte, e ci sono due persone che devono tenere il pubblico con le parole e con i silenzi. Se il ritmo cala per un minuto, la sala se ne accorge subito. Per questo il lavoro di un regista che viene dal cabaret, abituato a misurare le pause al mezzo secondo, conta più del solito.

La seconda cosa che nessuno dice riguarda il tema. Nel teatro comico il suicidio mancato è un espediente antichissimo, perché mette i personaggi davanti alla domanda più seria che esista e lascia al pubblico la libertà di ridere del loro imbarazzo. Chi va a teatro con qualche timore sul soggetto sappia che la presentazione ufficiale insiste sui toni della leggerezza e del paradosso, e sui colpi di scena. È una commedia sulla voglia di vivere più che sulla voglia di morire, e il contrasto fra il vip e il garagista è lì per ricordarlo.

La terza: con sole quattro recite, la domenica pomeriggio è di solito la replica più richiesta dal pubblico che viene da fuori Roma. Chi può scelga il giovedì o il venerdì.

Il consiglio che ti do per visitare Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi — dal 22 al 25 ottobre 2026

Il consiglio è prenotare subito e scegliere la prima o la seconda sera. Quattro recite in quattro giorni non lasciano spazio all'improvvisazione: se il passaparola funziona, il sabato e la domenica si riempiono. Giovedì 22 o venerdì 23 alle 21 sono le date più comode per chi lavora a Roma e vuole una serata infrasettimanale in centro.

Organizzate la serata tutta a piedi. Arrivate a Barberini con la metro A verso le otto, scendete per via del Tritone, concedetevi una sosta nella Galleria Sciarra e poi entrate a teatro con un quarto d'ora di anticipo, per prendere posto senza fretta. All'uscita, verso le undici, la Fontana di Trevi è a cento metri e la folla del pomeriggio si è diradata: è il momento giusto per guardarla davvero.

Per i gruppi il consiglio è telefonare al teatro: il de' Servi ha una capienza media e i posti vicini in platea per otto o dieci persone vanno fissati in anticipo. Chi arriva da fuori Roma può puntare sulla recita di domenica 25 alle 17.30, che permette di rientrare in serata dopo una passeggiata fra Trevi e il Pantheon. Un ultimo suggerimento: dopo lo spettacolo parlatene a cena. Una commedia con due personaggi così diversi divide il pubblico, e la discussione fa parte del piacere.

Intorno al Teatro de' Servi: cosa vedere a pochi passi

Nel raggio di cinque minuti a piedi dal Teatro de' Servi ci sono la Fontana di Trevi, la Galleria Alberto Sordi, la Galleria Sciarra, piazza Colonna e, poco più su, il Quirinale. Pochi teatri romani hanno un intorno così denso.

La Fontana di Trevi

La Fontana di Trevi è a circa cento metri in linea d'aria dal teatro. La sera è illuminata e ancora frequentata, ma dopo le 23 la piazza si svuota e la vasca si può contemplare senza spintoni.

Le gallerie

La Galleria Alberto Sordi collega via del Tritone a piazza Colonna sotto una copertura di vetro e ferro. La Galleria Sciarra è un cortile coperto decorato con dipinti di fine Ottocento: una sosta di cinque minuti che vale la deviazione.

Piazza Colonna e il Quirinale

A pochi passi si apre piazza Colonna, con la Colonna di Marco Aurelio e Palazzo Chigi. Salendo si arriva al Palazzo del Quirinale, con la vista sui tetti. Poco più in là c'è piazza di Spagna.

Gli altri spettacoli della stagione

Il de' Servi apre la stagione con due titoli che precedono Niente progetti per il futuro: lo spettacolo musicale Bellissime, voci di donne e racconti di canzoni e la commedia Se ti sposo mi rovino. Nella stessa zona c'è anche il Teatro Quirino Vittorio Gassman, uno dei grandi teatri di prosa del centro.

Dove mangiare vicino al Teatro de' Servi

La zona di Trevi è piena di ristoranti pensati per il turismo di passaggio, con prezzi alti e qualità variabile. Per una cena prima o dopo lo spettacolo conviene spostarsi di qualche strada, verso le vie sotto il Quirinale o verso il Pantheon, dove l'offerta è più ampia.

Cena dopo le 21

Con le recite serali la cena si fa dopo lo spettacolo, all'ora romana: conviene prenotare in un locale che accetti clienti dopo le 23. Una commedia di questo tipo dura quanto una serata normale, e l'uscita cade a un orario ancora comodo per sedersi a tavola.

La domenica

Con la recita di domenica alle 17.30 si esce all'ora dell'aperitivo o della cena presto, e il centro offre molte possibilità a piedi.

Un caffè al banco

Fra Trevi e il Pantheon ci sono caffè e gelaterie storiche. Una sosta al banco prima di entrare in sala, come fanno i romani, costa poco e ha la durata giusta.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro de' Servi è una sala di media capienza, rinnovata più volte per adeguarla alle norme di sicurezza; dopo la riapertura del 1984 contava 252 posti. Per l'accessibilità delle persone con disabilità motoria e per i posti riservati conviene contattare il teatro prima dell'acquisto, al numero 06 6795130 o all'indirizzo info@teatroservi.it.

Con i ragazzi

Niente progetti per il futuro affronta con ironia un tema delicato come la tentazione di togliersi la vita. Per i bambini non è uno spettacolo indicato. Per i ragazzi più grandi può essere un'occasione di discussione, ma conviene che siano gli adulti a valutare, conoscendo la sensibilità di chi portano in sala.

Il ritmo della serata

A fine ottobre le sere romane sono ormai fresche: una giacca è d'obbligo per la passeggiata di ritorno. Arrivate con un quarto d'ora di anticipo: in una commedia a due l'avvio conta moltissimo, e le prime battute costruiscono il rapporto fra i personaggi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Eduardo De Filippo ha segnato il teatro italiano del Novecento. È molto meno ricordato che fu proprio la sua compagnia a inaugurare il Teatro de' Servi, il 26 aprile 1957, con la prima assoluta di De Pretore Vincenzo, le scene di Titina De Filippo e le musiche di Renzo Rossellini, con Achille Millo e con la giovanissima Valeria Moricone al debutto. E si dimentica quasi sempre che lo spettacolo fu censurato dal Vicariato subito dopo la prima, con il teatro chiuso per alcuni mesi.

Il legame con Niente progetti per il futuro è meno lontano di quanto sembri. Eduardo era maestro di un genere preciso, quello in bilico fra commedia e tragedia, che fa ridere di situazioni che ridicole non sono. Settant'anni dopo, sullo stesso palcoscenico, due uomini su un ponte ripetono il gioco: una situazione disperata raccontata con i toni della leggerezza. Il de' Servi è nato con una commedia amara e continua a ospitarne.

La foto giusta da fare a Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi — dal 22 al 25 ottobre 2026

Durante lo spettacolo in sala non si fotografa: in una commedia a due personaggi, dove il silenzio pesa quanto le battute, uno schermo acceso in platea disturba gli attori e i vicini. La foto giusta si fa fuori. La prima è all'ingresso del teatro, in via del Mortaro, davanti alla locandina dello spettacolo: il ricordo più semplice, e il più utile per chi vuole consigliare la serata agli amici.

La seconda è un ponte. Non c'è un ponte di periferia a due passi dal de' Servi, ma chi torna a casa verso Trastevere o verso Prati attraversa il Tevere: fermatevi a metà di Ponte Sisto o di Ponte Sant'Angelo, di notte, e fotografate il fiume con le luci della città. Dopo una commedia su due uomini che si incontrano proprio su un ponte, è l'immagine che riassume la serata, questa volta con la città viva intorno.

La terza è la Fontana di Trevi dopo la recita delle 21. Verso le undici la folla si dirada: aspettate che si apra un varco davanti alla vasca e scattate senza flash, lasciando che la luce artificiale scaldi il travertino.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro de' Servi comincia nel 1950, quando l'edificio viene costruito nell'orto e giardino del convento accanto alla parrocchia di Santa Maria in Via, nel rione Trevi. Il 26 aprile 1957 la compagnia di Eduardo De Filippo inaugura la sala con la prima assoluta di De Pretore Vincenzo, interpretata da Achille Millo e da Valeria Moricone. Subito dopo il Vicariato impone la censura, fra grandi polemiche cittadine, e il teatro resta chiuso per alcuni mesi.

Negli anni seguenti il de' Servi diventa un punto di riferimento per il pubblico romano, con compagnie italiane e straniere, concerti e opera da camera. Gli anni Ottanta portano le nuove norme sulla sicurezza dei locali di spettacolo: alla fine del 1983 la sala chiude per un anno, riapre nel 1984 con 252 posti, chiude di nuovo nel 1988 e riprende l'attività all'inizio del 1990. Nel luglio 2002 la gestione passa alla società La Bilancia, che rinnova ambienti e impianti con l'architetto scenografo Massimo Marafante e orienta il cartellone sulle commedie di autori italiani viventi. Nel 2009 Niente progetti per il futuro vince il Premio Flaiano; nell'ottobre 2026 arriva sul palcoscenico di via del Mortaro con la regia di Max Pisu, dentro una stagione aperta dalla musica e dalla commedia.

Chi è passato da Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi — dal 22 al 25 ottobre 2026

Sul palcoscenico del de' Servi, secondo la storia pubblicata dal teatro, sono passati artisti che raccontano mezzo secolo di spettacolo a Roma. Prima di tutto Eduardo De Filippo e la sua compagnia, con Titina De Filippo alle scene, Achille Millo e Valeria Moricone in scena. Poi attori come Aldo Giuffrè, Fiorenzo Fiorentini, Silvio Spaccesi, Jole Fierro e Giusi Raspani Dandolo; interpreti stranieri come Robert Alda ed Eva Bartok.

La musica ha avuto qui un ruolo importante: sono passati direttori come Massimo Pradella e Renzo Rossellini, cantanti lirici come Katia Ricciarelli e Giuseppe Sabatini, formazioni come I Solisti Romani di Massimo Coen. Nell'elenco compaiono anche Eduardo Bennato e i Momix, la compagnia americana di danza e illusione.

A fine ottobre 2026 si aggiunge Max Pisu, alla regia di Niente progetti per il futuro, con Lorenzo Cordara e Matteo Pisu in scena. Aldo Giuffrè e Fiorenzo Fiorentini, due maestri della comicità napoletana e romana capaci di passare dalla risata all'amarezza, sono i predecessori ideali di una commedia che fa ridere partendo dal punto più basso di due vite.

Come organizzare la serata di Niente progetti per il futuro

Una serata al de' Servi si organizza a piedi: metro fino a Barberini, discesa per via del Tritone, spettacolo, passeggiata fra Trevi e il Pantheon, cena. Non serve altro.

Quale recita scegliere

Giovedì e venerdì offrono più scelta di posti e un pubblico di appassionati; il sabato sera è la replica più vivace; la domenica alle 17.30 è pensata per chi viene da fuori e per chi non ama rientrare tardi. Con quattro sole date, la regola è semplice: scegliete presto.

Con un gruppo

Per associazioni, gruppi organizzati e aziende il teatro risponde al telefono e per email. Conviene chiedere con qualche settimana di anticipo, indicando data e numero di persone, e farsi confermare posti vicini.

Prima dello spettacolo

Chi ha qualche ora libera nel pomeriggio può visitare Palazzo Barberini, a due passi dalla metro, oppure arrivare a piedi fino al Pantheon e tornare verso il teatro attraversando piazza Colonna.

Roma a fine ottobre: la stagione teatrale entra nel vivo

La fine di ottobre è il momento in cui la stagione dei teatri romani entra nel pieno. Il clima è ancora mite di giorno, le sere si fanno fresche, il centro storico è frequentato ma meno affollato che in estate: è il periodo ideale per una serata in centro con uno spettacolo al centro della giornata.

Il cambio dell'ora

Domenica 25 ottobre 2026, giorno dell'ultima replica, in Italia torna l'ora solare: la notte fra sabato e domenica le lancette si spostano indietro di un'ora. Chi ha in programma la recita pomeridiana della domenica troverà il buio prima del solito all'uscita, e una Trevi già illuminata.

Idee per il fine settimana

Chi arriva a Roma per il fine settimana può abbinare la commedia del sabato sera a una giornata fra i musei del centro, lasciando la domenica mattina a una passeggiata lungo via del Corso e piazza di Spagna.

Domande frequenti su Niente progetti per il futuro

Quando va in scena Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi?

Niente progetti per il futuro va in scena al Teatro de' Servi di Roma da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026. Il teatro indica le recite da giovedì a sabato alle 21 e la domenica alle 17.30, per un totale di quattro repliche.

Quanto costa il biglietto per Niente progetti per il futuro?

Il biglietto per Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi costa 25 euro, secondo la pagina ufficiale dello spettacolo. Per informazioni e prenotazioni il teatro risponde al numero 06 6795130 e all'indirizzo info@teatroservi.it; l'acquisto online parte dal sito ufficiale del teatro.

Chi ha scritto e chi dirige Niente progetti per il futuro?

Niente progetti per il futuro è un testo di Francesco Ferdinando Brandi, vincitore del Premio Flaiano 2009, con la regia di Max Pisu, comico e attore noto per il personaggio di Tarcisio a Zelig. Lo presenta l'Associazione culturale Crapula Teatro.

Chi sono gli attori di Niente progetti per il futuro?

In Niente progetti per il futuro recitano Lorenzo Cordara, nel ruolo del garagista Ivan, e Matteo Pisu, nel ruolo di Tobia, personaggio televisivo caduto in disgrazia. Sono gli unici due interpreti dello spettacolo.

Di cosa parla Niente progetti per il futuro?

Niente progetti per il futuro racconta due uomini che si incontrano di notte su un ponte di periferia, decisi entrambi a gettarsi di sotto: un opinionista televisivo in disgrazia e un garagista tradito dalla moglie. Dal loro scontro nasce una commedia surreale, piena di colpi di scena.

Dove si trova il Teatro de' Servi?

Il Teatro de' Servi si trova in Via del Mortaro 22, all'angolo con via del Tritone, nel rione Trevi, a circa cento metri dalla Fontana di Trevi. La metro più vicina è Barberini, linea A. Il teatro è dentro la ZTL del centro storico.

Niente progetti per il futuro è adatto ai ragazzi?

Niente progetti per il futuro al Teatro de' Servi è una commedia per adulti su un tema delicato, trattato con ironia. Non è indicata per i bambini; per i ragazzi più grandi conviene che siano i genitori a valutare, tenendo conto dell'argomento.

Chiudiamo con un consiglio netto: le commedie che fanno ridere di qualcosa di serio sono le più rare e le più preziose, e vanno viste in una sala raccolta, con il pubblico vicino agli attori. Il de' Servi è quella sala. Prenotate subito una delle prime due sere, arrivate a piedi da Barberini e uscite verso la Fontana di Trevi quando la piazza si è svuotata.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento22 Ottobre 2026 21:00 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro de' Servi, Via del Mortaro 22, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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