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Breaking Brecht con Veronica Pivetti al Teatro Sala Umberto — dal 26 al 29 novembre 2026

In breve. Breaking Brecht. Sing'n'Song Cabaret, sottotitolo Lo strano caso di Bertolt Brecht, porta in scena Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini al Teatro Sala Umberto di via della Mercede 50, tra piazza di Spagna e la Fontana di…

Breaking Brecht. Sing'n'Song Cabaret, sottotitolo Lo strano caso di Bertolt Brecht, porta in scena Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini al Teatro Sala Umberto di via della Mercede 50, tra piazza di Spagna e la Fontana di Trevi, dal 26 al 29 novembre 2026. Testo e regia sono di Giovanna Gra, la direzione musicale di Alessandro Nidi. Gli orari pubblicati dal teatro sono: giovedì 26 e venerdì 27 novembre alle 20:30, sabato 28 e domenica 29 alle 16:00. La durata indicata è di 100 minuti. I prezzi interi pubblicati sono 34 euro in poltronissima, 28 euro in poltrona A e 22 euro in poltrona B; il settore di prima balconata compare nel menu di prenotazione senza prezzo indicato. Lo spettacolo è compreso negli abbonamenti da sette e da dieci spettacoli. I biglietti si comprano dal sito ufficiale della Sala Umberto, che rimanda alla vendita online, o al botteghino di via della Mercede 50, aperto da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19:00 e la domenica in orario di spettacolo; il call center risponde allo 06 6794753 negli stessi orari, ed è attivo anche un numero WhatsApp, 345 9409718, oltre all'indirizzo prenotazioni@salaumberto.com. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene usare il pianificatore di viaggio di ATAC.

Illustrazione ad acquerello di un palco di teatro con sipario rosso, tre interpreti in abiti da cabaret e un pianoforte, pubblico di spalle
Illustrazione generata con intelligenza artificiale: non è una fotografia del Teatro Sala Umberto né dell'evento.

Breaking Brecht: che cosa succede in scena

La presentazione ufficiale definisce Breaking Brecht uno spettacolo epico satirico che racconta le battaglie artistiche e le contraddizioni del grande poeta e drammaturgo tedesco, con un linguaggio contemporaneo che vuole divertire, far riflettere e commuovere. Le tre interpreti accompagnano la platea in un viaggio attraverso il Novecento e le sue ombre, intrecciando figure storiche e icone culturali in chiave comico rivoluzionaria e musicale.

Il formato è quello del cabaret, e non per caso. Le canzoni scritte da Brecht con Kurt Weill appartengono a un teatro che mescola musica popolare, satira e racconto, e il cabaret è la forma che più si avvicina a quella miscela. Riportare Brecht in un cabaret significa, in qualche modo, rimetterlo nel suo elemento.

Goebbels e la manipolazione di massa

Tra i quadri descritti dalla presentazione ci sono le teorie di manipolazione di massa di Goebbels, spiegate con il diretto coinvolgimento del pubblico in sala. È uno dei momenti in cui lo spettacolo usa la comicità per smontare i meccanismi della propaganda, coinvolgendo gli spettatori nel gioco.

Freud, Hitler e Gastone

Compare un Freud perplesso, costretto a confrontare l'ego del passato con l'io cosciente dell'era digitale. Compare Hitler, che di quello stesso ego si compiace riscrivendo a modo suo Gastone di Ettore Petrolini. Un dettaglio che, alla Sala Umberto, assume un significato speciale: Petrolini debuttò proprio su questo palcoscenico, il 25 maggio 1911.

Marx ed Engels nel presente

Marx ed Engels vengono catapultati nel presente e si ritrovano comicamente sgomenti di fronte alle nuove tecnologie. È un tipo di comicità che gioca sullo scarto tra i padri del pensiero novecentesco e il mondo degli schermi e delle reti.

Brecht in carne e ossa

E poi c'è lui, Bertolt Brecht in persona, che disfa, guasta e discute i suoi contemporanei e gli antenati, litiga con Wagner, immagina una nuova vita per Carmen e per Traviata. Su tutto, scrive la presentazione, si aggirano le ombre oblique dei servizi segreti, agitate dall'intelligenza artificiale.

Il finale

Il finale affronta con delicatezza le zone d'ombra che circondano la morte dell'autore, offrendo una chiusura intensa, in ricordo del teatro civile, reinterpretato in modo innovativo. La presentazione parla di un cabaret ispirato e popolare insieme, che punta a una sola nota: la meraviglia.

La musica: Weill, il pop e l'opera

Lo spettacolo, secondo la presentazione, parla del passato per interrogare il presente con la forza della musica di Kurt Weill e del grande pop internazionale, con la passione dell'opera lirica e quella che il testo definisce la potenza nucleare dell'ironia. La direzione musicale è di Alessandro Nidi.

Kurt Weill

Il nome di Weill è inseparabile da quello di Brecht. L'opera da tre soldi, scritta da Brecht su musica di Weill, andò in scena il 31 agosto 1928 e fu il maggiore successo teatrale della Repubblica di Weimar. Insieme firmarono anche Mahagonny, tra il 1927 e il 1929.

L'opera lirica

Il riferimento a Wagner, Carmen e Traviata porta in scena l'opera lirica come termine di confronto. Il teatro epico di Brecht nasce in opposizione al teatro che trascina lo spettatore dentro l'illusione; immaginare una nuova vita per le eroine del melodramma è un modo, comico, di mettere alla prova quell'idea.

Il pop

Accanto a Weill e all'opera, la partitura dello spettacolo attinge al grande pop internazionale. L'accostamento è coerente con l'idea brechtiana di un teatro che usa la musica popolare per arrivare a tutti.

Bertolt Brecht in breve

Bertolt Brecht nacque ad Augusta, in Baviera, il 10 febbraio 1898, e morì a Berlino Est il 14 agosto 1956, per un infarto. È considerato il fondatore del teatro epico e uno dei drammaturghi più influenti del Novecento.

Gli anni di Weimar

Il primo successo arrivò con Tamburi nella notte, del 1919, che gli valse il premio Kleist nel 1922. Seguirono Un uomo è un uomo, Mahagonny e, nel 1928, L'opera da tre soldi. Nel 1930 scrisse Santa Giovanna dei Macelli.

L'esilio

Il 28 febbraio 1933, dopo l'incendio del Reichstag, Brecht lasciò Berlino. Passò per Praga, Vienna, Zurigo e Parigi, visse circa cinque anni in Danimarca, poi in Svezia, in Finlandia, in Unione Sovietica e infine negli Stati Uniti, dove trascorse circa cinque anni in California, a Santa Monica. In esilio scrisse alcuni dei suoi capolavori: Madre Coraggio e i suoi figli, L'anima buona di Sezuan, Vita di Galileo, La resistibile ascesa di Arturo Ui, Il cerchio di gesso del Caucaso.

La commissione americana

Il 30 ottobre 1947 Brecht fu interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane. Poco dopo lasciò gli Stati Uniti e nel 1948 tornò a Berlino Est con la moglie, l'attrice Helene Weigel, sposata nell'aprile 1929.

Il Berliner Ensemble

Nel 1949 fondò a Berlino Est il Berliner Ensemble, che diventò una delle più importanti compagnie teatrali europee. Dopo la morte, fu sepolto nel cimitero di Dorotheenstadt, dove anche Helene Weigel sarebbe stata sepolta accanto a lui.

Perché uno strano caso

Il sottotitolo, Lo strano caso di Bertolt Brecht, suggerisce un'indagine. Brecht è stato un autore pieno di contraddizioni: scrittore politico che trascorse cinque anni in California e fu interrogato dalla commissione americana, teorico di un teatro antillusionistico autore di canzoni celebri, esule che tornò a vivere nella Berlino Est del dopoguerra. Lo spettacolo di Giovanna Gra si propone di raccontare proprio queste contraddizioni.

Le zone d'ombra

Il finale, secondo la presentazione, si concentra sulle zone d'ombra che circondano la morte dell'autore. Lo spettacolo non pretende di risolverle: le usa come materiale teatrale, nel segno di quel teatro civile che il cabaret, nella sua versione più alta, ha sempre praticato.

Le ombre dei servizi segreti

Le ombre oblique dei servizi segreti che si aggirano sulla scena richiamano il clima della guerra fredda in cui Brecht visse gli ultimi anni, tra l'interrogatorio americano e la Berlino Est del dopoguerra. Il fatto che siano agitate dall'intelligenza artificiale è uno dei cortocircuiti tra passato e presente su cui lo spettacolo è costruito.

Una satira che guarda al presente

Lo spettacolo parla del Novecento, ma ogni quadro descritto dalla presentazione contiene un rimando all'oggi. Freud si confronta con l'io dell'era digitale, Marx ed Engels con le nuove tecnologie, i servizi segreti con l'intelligenza artificiale. Il passato diventa una lente per guardare il presente, secondo un procedimento che Brecht stesso usava spesso, ambientando in epoche lontane drammi che parlavano del suo tempo.

La propaganda ieri e oggi

Il quadro su Goebbels e la manipolazione di massa, costruito con il coinvolgimento del pubblico, è forse quello più esplicitamente politico. Mostrare in scena come funzionano i meccanismi della persuasione, e farne sperimentare qualcuno agli spettatori, è un esercizio di consapevolezza che la satira sa rendere divertente senza renderlo innocuo.

L'intelligenza artificiale come nuovo potere

Che siano proprio i sistemi di intelligenza artificiale ad agitare le ombre dei servizi segreti è un'idea che collega le paure della guerra fredda a quelle contemporanee. È uno dei punti in cui lo spettacolo prova a fare quello che la presentazione promette: parlare del passato per interrogare il presente.

Il cabaret come forma teatrale

Il cabaret è una forma fatta di numeri brevi, canzoni, monologhi e sketch, tenuti insieme da un filo conduttore più che da una trama. È una forma flessibile, che permette di passare in pochi minuti dalla risata alla commozione, dalla satira politica alla canzone d'amore. Breaking Brecht ne sfrutta tutte le possibilità.

Tre interpreti, molti personaggi

Con tre sole attrici in scena e una galleria di personaggi che comprende Brecht, Freud, Hitler, Goebbels, Marx ed Engels, lo spettacolo si basa necessariamente sul trasformismo. La pagina ufficiale non indica chi interpreti ciascun personaggio: il dato non è pubblicato, e la sorpresa fa parte del gioco.

Il teatro civile

La presentazione chiude parlando di teatro civile, reinterpretato in modo innovativo. È un'indicazione importante: sotto la superficie comica, lo spettacolo vuole conservare la vocazione politica del teatro di Brecht, quella di un palcoscenico che non si limita a intrattenere.

A chi è adatto lo spettacolo

Breaking Brecht è pensato per un pubblico ampio. Chi conosce Brecht e Weill apprezzerà le citazioni e i rovesciamenti; chi non li conosce troverà un cabaret musicale con tre attrici molto amate, ciascuna con un proprio pubblico. La durata di 100 minuti lo rende accessibile anche a chi non ama le serate troppo lunghe.

Per gli appassionati di musica

L'incrocio tra Weill, pop e opera lirica è uno degli aspetti più originali dello spettacolo, e interesserà chi ama il teatro musicale e il cabaret d'autore.

Per i ragazzi

La pagina non indica un'età consigliata. I temi, dalla propaganda nazista alla manipolazione delle masse, possono offrire agli studenti più grandi uno spunto di riflessione storica, filtrato dalla leggerezza della satira.

Veronica Pivetti

Veronica Pivetti è nata a Milano il 19 febbraio 1965. È figlia del regista Paolo Pivetti e dell'attrice e doppiatrice Grazia Gabrielli. Ha cominciato a lavorare come doppiatrice a sei anni, e negli anni Ottanta ha prestato la voce a molti personaggi di cartoni animati; nel 1997 è stata la voce di Megara nell'Hercules della Disney.

La televisione

Il grande pubblico l'ha conosciuta in programmi come Quelli che il calcio e nella fiction: è stata la compagna del personaggio di Gigi Proietti nel Maresciallo Rocca e, dal 2005, la professoressa Camilla Baudino in Provaci ancora prof!. Nel 1998 ha condotto il Festival di Sanremo con Raimondo Vianello ed Eva Herzigová. Dal 2018 conduce, con alcune interruzioni, Amore criminale su Rai 3.

La scrittura

Ha pubblicato diversi libri con Mondadori, da Ho smesso di piangere del 2012 a Tequila Bang Bang del 2022, e Rosa con Rai Libri nel 2023. Dal 2005 conduce anche Veronica In su Rai Radio 2.

Il legame con Giovanna Gra

Il nome di Giovanna Gra compare nella biografia di Pivetti già nel 2010, come co-ideatrice, con Dido Castelli, della serie La ladra di cui l'attrice era protagonista. Breaking Brecht è un nuovo capitolo di questa collaborazione.

Manuela Mandracchia

Manuela Mandracchia è nata a Roma il 19 febbraio 1970. Si è diplomata nel 1993 all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, e nello stesso anno la giuria del Premio Wanda Capodaglio l'ha indicata tra i migliori allievi delle scuole di teatro italiane.

Con Luca Ronconi

Il sodalizio più importante della sua carriera è quello con Luca Ronconi, che l'ha diretta tra l'altro in Questa sera si recita a soggetto, I due gemelli veneziani, Candelaio, Amor nello specchio e Il panico. Ha lavorato anche con Massimo Castri, Piero Maccarinelli, Filippo Dini e Anna Bonaiuto, e nel 2006 ha fondato il gruppo MitiPretese.

I premi

Ha vinto due Premi Ubu, come migliore attrice under 30 nella stagione 1998-1999 e come migliore attrice non protagonista nel 2002-2003, il Premio Flaiano nel 2008 per Ritter, Dene, Voss e due premi Le Maschere del Teatro Italiano, nel 2015 per Hedda Gabler e nel 2024 per Agosto a Osage County.

Cinema e televisione

Al cinema ha recitato tra l'altro in Habemus Papam e Fai bei sogni; in televisione in Luna nera, Petra e Call My Agent Italia.

Lucia Vasini

Lucia Vasini è nata a Ravenna il 13 dicembre 1955. Si è diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, ha studiato canto e recitazione con Linda Wise e ha seguito stage a Los Angeles secondo il metodo dell'Actors Studio.

Una lunga esperienza comica

Dal 1985 al 1989 ha fatto parte, con Daniela Piperno e Pia Engleberth, del trio comico Sorelle Sister. In teatro ha lavorato con Dario Fo e Franca Rame, Gabriele Salvatores, Paolo Rossi, Cesare Lievi ed Enzo Iacchetti.

Il cinema

Tra i suoi film figurano Il ragazzo di campagna, Kamikazen. Ultima notte a Milano di Gabriele Salvatores, La casa del sorriso di Marco Ferreri, Il toro di Carlo Mazzacurati e Manuale d'amore 2 di Giovanni Veronesi.

Tre attrici, tre scuole

Pivetti viene dal doppiaggio e dalla televisione, Mandracchia dall'Accademia e dal teatro di Ronconi, Vasini dal Piccolo e dalla comicità milanese di Fo e Salvatores. È un trio costruito sulla differenza, adatto a un cabaret che cambia continuamente registro.

La squadra creativa e la produzione

Testo e regia sono di Giovanna Gra, la direzione musicale di Alessandro Nidi, il disegno luci di Eva Bruno. La produzione è di International Music and Arts e Pigra Srl. Lo spettacolo è in tournée in diverse città italiane: il 16 dicembre 2026, per esempio, è annunciato al Teatro Nuovo di Ferrara.

Un cabaret che gira l'Italia

La tappa romana arriva nel cuore della tournée, e la Sala Umberto, con la sua storia di varietà e rivista, è una cornice particolarmente adatta a uno spettacolo che si richiama alla tradizione del cabaret.

Informazioni pratiche

Le quattro recite sono divise tra due serali, giovedì e venerdì alle 20:30, e due pomeridiane, sabato e domenica alle 16:00. Con una durata di 100 minuti, le pomeridiane terminano in tempo per una passeggiata nel centro prima di cena.

I settori e i prezzi

I prezzi pubblicati sono 34 euro per la poltronissima, 28 per la poltrona A e 22 per la poltrona B. Il settore di prima balconata è elencato ma senza prezzo: il dato non è pubblicato nella pagina dello spettacolo.

Gli abbonamenti

Breaking Brecht è compreso negli abbonamenti da sette e da dieci spettacoli della stagione della Sala Umberto.

Prenotare

Oltre al botteghino e al call center, il teatro indica un indirizzo email per le prenotazioni, prenotazioni@salaumberto.com, e un numero WhatsApp. Per i posti in poltronissima, i più vicini al palcoscenico, conviene muoversi con un certo anticipo rispetto alle date scelte.

Il Teatro Sala Umberto in breve

La Sala Umberto si trova in via della Mercede, al piano terreno di un palazzo. Secondo il sito del teatro fu progettata dall'architetto Andrea Busiri Vici, con decorazioni dello scenografo Alessandro Bazzani, e aprì nel 1882 come sala da concerti. Tra il 1910 e il 1940 fu conosciuta come tempio del varietà e della rivista italiana.

Le gestioni recenti

Nel 1981 il teatro tornò alla prosa con la prima stagione di Luigi Longobardi, aperta da Domenico Modugno in L'uomo che incontrò se stesso, per la regia di Edmo Fenoglio. Dal 1983 al 1991 la programmazione fu affidata all'Ente Teatrale Italiano; dal 1991 al 2001 la sala funzionò come cinema d'essai. Nel settembre 2002 il teatro riprese l'attività con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, inaugurata da Maddalena Crippa in Femmine fatali, ideato e diretto da Peter Stein.

Una rete di sale

La Sala Umberto fa parte di un gruppo di teatri diretti da Alessandro Longobardi: secondo Artribune, oltre alla sala di via della Mercede, Longobardi dirige dal 2012 il Teatro Brancaccio e il Brancaccino, dal 2015 lo Spazio Diamante e, dalla primavera del 2026, l'Eliseo e il Piccolo Eliseo di via Nazionale, riaperti dopo sei anni di chiusura. La società di riferimento è Viola Produzioni.

Teatro ragazzi e ristorante

Oggi la Sala Umberto ospita anche una programmazione di teatro ragazzi, diretta da Livia Clementi, progetti che spaziano dal teatro contemporaneo alla danza e ai concerti, e uno spazio ristorante chiamato sUeat.

Una curiosità sul Teatro Sala Umberto

Il primo nome della sala non era Umberto. Secondo il sito del teatro, nel 1882 aprì come Teatro della Piccola Borsa, una sala da concerti; il nome attuale arrivò intorno al 1900.

Il Cinemofono

Nel 1906, secondo il sito del teatro, la sala fu usata anche come Cinemofono, uno dei primi locali per il cinema sonoro. È un dettaglio che anticipa la lunga vocazione cinematografica di questo spazio, tornato più volte a essere un cinema nel corso del Novecento.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Sala Umberto

Pochi spettatori sanno che, per dieci anni, la Sala Umberto è stata un cinema d'essai. Dal 1991 al 2001 la programmazione fu curata prima dall'Istituto Luce e poi da Medusa. Il ritorno al teatro, nel 2002, è quindi relativamente recente, e ha restituito alla città una sala che rischiava di restare legata soltanto al grande schermo.

Una data discussa

Sul ritorno al teatro le fonti non concordano del tutto: Artribune scrive che Alessandro Longobardi riaprì la Sala Umberto nel 2001, mentre il sito del teatro indica il 2002, con la stagione inaugurata nel settembre di quell'anno.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Sala Umberto

Il mio consiglio è di scegliere la pomeridiana di sabato 28 o di domenica 29 alle 16:00, e di arrivare passando per la Fontana di Trevi, che dista pochi minuti a piedi. All'uscita, poco prima delle 18:00, il centro è al suo momento migliore, e via della Mercede porta in pochi passi verso piazza di Spagna e via del Tritone.

Ripassare Petrolini

Prima di andare vale la pena ascoltare una registrazione di Gastone, il personaggio di Ettore Petrolini che Hitler riscrive nello spettacolo. Sapere che Petrolini debuttò proprio su questo palco rende la scena ancora più gustosa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

La Sala Umberto è nota come teatro del varietà. Meno spesso si ricorda quanti grandi nomi abbia ospitato in quella stagione: il sito del teatro cita Petrolini, Raffaele Viviani, Nicola Maldacea, Totò, Aldo Fabrizi, i fratelli De Filippo, Anna Fougez, Odoardo Spadaro, i fratelli De Rege, Renato Rascel, Rossano Brazzi, Anna Magnani e Walter Chiari, tra gli altri.

I lavori per il cinquantenario

Tra il 1911 e il 1913, secondo il sito del teatro, la sala fu rinnovata da Attilio Spaccarelli e Arnaldo Foschini in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia. Nel 1928 fu aggiunto un palcoscenico con un boccascena di dodici metri e moderne apparecchiature di proiezione.

La foto giusta da fare al Teatro Sala Umberto

La foto più riconoscibile si scatta su via della Mercede, inquadrando l'ingresso della Sala Umberto con le locandine della stagione. È una strada stretta del centro storico, e l'insegna del teatro tra i palazzi restituisce bene l'idea di una sala nata al piano terreno di un edificio residenziale.

Un dittico romano

Chi ama le foto di contesto può aggiungere uno scatto della vicina Fontana di Trevi, per tenere insieme in una sola passeggiata il teatro del varietà e una delle fontane più celebri della città.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1882: la sala da concerti

Su progetto di Andrea Busiri Vici apre la sala, con decorazioni di Alessandro Bazzani.

1890: l'ampliamento

Giulio Podesti amplia la sala, che secondo il sito del teatro arriva a 450 posti.

25 maggio 1911: Petrolini

Ettore Petrolini debutta alla Sala Umberto.

1911-1913: il rinnovamento

Spaccarelli e Foschini rinnovano la sala per il cinquantenario dell'Unità.

1981: il ritorno alla prosa

Domenico Modugno apre la prima stagione della gestione di Luigi Longobardi.

1991-2001: il cinema d'essai

La sala ospita la programmazione dell'Istituto Luce e poi di Medusa.

2002: la nuova stagione teatrale

Maddalena Crippa inaugura la gestione di Alessandro Longobardi con Femmine fatali di Peter Stein.

Chi è passato dal Teatro Sala Umberto

L'elenco dei protagonisti del varietà e della rivista che hanno calcato il palco della Sala Umberto è lunghissimo: oltre ai nomi già ricordati, il sito del teatro cita Lydia Johnson, i Riviera Five, i fratelli Bonos, Cuttica, Alfredo Bambi, i fratelli De Vico, Michele Galdieri, la compagnia di Isa Lysette e Libero Bovio.

La stagione di oggi

La programmazione contemporanea accoglie grandi nomi della musica e del teatro: in questa stagione la Sala Umberto ospita tra l'altro Francesco De Gregori, e in cartellone figura anche Cime tempestose.

Brecht a Roma in novembre

Nello stesso mese di novembre 2026 Brecht è protagonista anche al Teatro Quirino, dove dal 17 al 22 va in scena Madre Courage e i suoi figli con Lunetta Savino: un'occasione per vedere il drammaturgo raccontato in due modi molto diversi.

Prima o dopo lo spettacolo: i dintorni

La Sala Umberto si trova in una delle zone più centrali di Roma. A pochi minuti si raggiungono la Fontana di Trevi e piazza di Spagna.

San Silvestro e il Tritone

A due passi si trova la chiesa di San Silvestro in Capite, sulla piazza omonima, e poco oltre la Fontana del Tritone di piazza Barberini.

Piazza Colonna e la Galleria Alberto Sordi

Verso via del Corso si arriva a piazza Colonna e alla Galleria Alberto Sordi, comoda per un caffè prima della recita.

Domande frequenti su Breaking Brecht

Quando va in scena Breaking Brecht alla Sala Umberto?

Dal 26 al 29 novembre 2026. Gli orari pubblicati dal teatro sono: giovedì 26 e venerdì 27 alle 20:30, sabato 28 e domenica 29 alle 16:00. Le due recite del fine settimana sono quindi pomeridiane, una scelta comoda per chi vuole abbinare lo spettacolo a una giornata nel centro.

Quanto dura lo spettacolo?

La durata indicata dalla pagina ufficiale è di 100 minuti. È una misura da cabaret, compatta, che alterna canzoni, sketch e momenti di racconto. Nelle pomeridiane delle 16:00 lo spettacolo termina dunque poco prima delle 18:00, lasciando il tempo per una passeggiata.

Quanto costano i biglietti?

I prezzi interi pubblicati sono 34 euro in poltronissima, 28 euro in poltrona A e 22 euro in poltrona B. Il settore di prima balconata è elencato senza prezzo. Lo spettacolo è compreso anche negli abbonamenti da sette e da dieci spettacoli della stagione.

Dove si comprano i biglietti?

Dal sito ufficiale della Sala Umberto, che rimanda alla vendita online, oppure al botteghino di via della Mercede 50, aperto da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19:00 e la domenica in orario di spettacolo. Il call center risponde allo 06 6794753, il WhatsApp al 345 9409718.

Chi c'è in scena?

Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini. Testo e regia sono di Giovanna Gra, la direzione musicale di Alessandro Nidi, il disegno luci di Eva Bruno. La produzione è di International Music and Arts e Pigra Srl.

Bisogna conoscere Brecht per divertirsi?

No. Lo spettacolo è un cabaret satirico che usa figure storiche, da Freud a Marx, da Goebbels a Hitler, in chiave comica e musicale. Conoscere Brecht e Kurt Weill arricchisce la visione, ma la presentazione insiste su un linguaggio contemporaneo pensato per divertire, far riflettere e commuovere.

Che musica si ascolta?

Secondo la presentazione, la musica di Kurt Weill, il grande pop internazionale e l'opera lirica, con riferimenti a Wagner, a Carmen e alla Traviata. La direzione musicale è affidata ad Alessandro Nidi, e le tre interpreti cantano e recitano.

Come si arriva alla Sala Umberto?

Il teatro è in via della Mercede 50, tra piazza di Spagna e la Fontana di Trevi, in una zona del centro a traffico limitato. Per i mezzi pubblici il percorso più aggiornato si calcola con il pianificatore di viaggio di ATAC.

Il consiglio finale su Breaking Brecht

Breaking Brecht riporta il drammaturgo tedesco nel luogo da cui la sua musica era partita, il cabaret, e lo fa con tre attrici di scuole molto diverse, unite dalla regia di Giovanna Gra e dalla direzione musicale di Alessandro Nidi. Alla Sala Umberto, l'antico tempio del varietà dove debuttò Petrolini, l'idea di un Hitler che riscrive Gastone ha un sapore particolare. Il mio consiglio è di scegliere una delle pomeridiane del fine settimana e di vedere, nello stesso mese, anche Madre Courage al Quirino: due Brecht a pochi passi di distanza, uno popolare e satirico, l'altro epico e amaro, raccontano bene quanto questo autore continui a parlarci.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento26 Novembre 2026 20:30 — 29 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Sala Umberto, Via della Mercede 50, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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