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Sogno di una notte di mezza estate al Teatro Quirino — dal 3 all’8 novembre 2026

In breve. Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, nella regia di Daniele Salvo, arriva al Teatro Quirino Vittorio Gassman, in via delle Vergini 7, a pochi passi da Fontana di Trevi, per sei recite con orari diversi giorno per…

Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, nella regia di Daniele Salvo, arriva al Teatro Quirino Vittorio Gassman, in via delle Vergini 7, a pochi passi da Fontana di Trevi, per sei recite con orari diversi giorno per giorno: martedì 3 novembre 2026 alle 21:00, mercoledì 4 alle 19:00, giovedì 5 alle 17:00, venerdì 6 e sabato 7 alle 21:00 e domenica 8 novembre alle 17:00. In scena quattordici interpreti, con Melania Giglio nel ruolo di Puck; scene di Fabiana Di Marco, costumi di Daniele Gelsi, musiche di Patrizio Maria D'Artista; produzione Bis Tremila in collaborazione con il Teatro Quirino. La durata non è indicata nella pagina ufficiale. Le tariffe dei biglietti singoli pubblicate dal teatro per la stagione 2026/2027, prevendita compresa, sono di 32 euro in platea, 26 in prima balconata, 21 in seconda balconata e 15 in galleria nelle recite dal martedì al giovedì, e di 36, 30, 25 e 19 euro dal venerdì alla domenica; sono previste riduzioni per under 26 e over 65, sospese nel fine settimana e nei festivi. I biglietti si comprano alla biglietteria del teatro, all'angolo tra via delle Vergini e via Minghetti, per telefono al numero 06 6794585 (servizio attivo dal lunedì al venerdì, 10-13 e 14-18) e online attraverso il canale indicato dal sito teatroquirino.it. Per raggiungere il teatro con i mezzi pubblici conviene il calcolatore di percorso di ATAC; la zona di Trevi è a traffico limitato.

Bosco incantato notturno sul palco di un teatro all'italiana, illustrazione per Sogno di una notte di mezza estate al Teatro Quirino
Illustrazione generata con intelligenza artificiale: non è una fotografia del Teatro Quirino né dell'evento.

Il Sogno secondo Daniele Salvo

Le note di regia pubblicate dal Quirino partono da un'immagine inquietante. Atene vive un tempo strano: la natura sembra impazzita, le stagioni sono sconvolte, i campi sono diventati distese aride. In questo gelo, che è anche un gelo interiore, si deve celebrare un matrimonio, quello tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, sconfitta in guerra e diventata il suo bottino.

Salvo legge le nozze come un nodo problematico. Teseo dichiara di aver conquistato Ippolita con la spada, facendole del male: il matrimonio è una festa o il sigillo di una sopraffazione? Atene è un regno illuminato o un luogo di potere opprimente? E in un contesto simile è possibile scegliere chi amare? La risposta, dice la regia, passa dal sonno: bisogna addormentarsi e sognare un altro luogo, il bosco, lontano dai giochi di potere della città.

Ragione e istinto

Il secondo asse della lettura riguarda il conflitto tra ragione e istinto, tra apollineo e dionisiaco, tra il bello e il bestiale che convivono in ogni persona. Il bosco è il luogo dove questa parte istintiva può emergere senza censure: gli innamorati si scambiano, si inseguono, si desiderano senza spiegazioni, e la regina delle fate si innamora di un uomo con la testa d'asino. Salvo definisce la commedia un vero teorema sull'amore e sul nonsense della vita degli uomini.

Un adattamento a tre mani

Il testo è ridotto e adattato da Salvo insieme a Melania Giglio e Marioletta Bideri, secondo quanto riportato dalla Nazione in occasione del debutto della produzione al Teatro Petrarca di Arezzo, il 20 novembre 2025, come apertura della stagione di quel teatro. La pagina del Quirino non indica il traduttore: il dato non è pubblicato.

La commedia di Shakespeare in breve

Sogno di una notte di mezza estate fu scritto intorno al 1595 ed è la più celebre tra le commedie di Shakespeare. L'intreccio collega quattro mondi. C'è la corte di Atene, con le nozze di Teseo e Ippolita. Ci sono quattro giovani innamorati: Ermia ama Lisandro, ma il padre Egeo vuole che sposi Demetrio, mentre Elena, l'amica di Ermia, ama Demetrio senza essere ricambiata. C'è il regno delle fate, dove Oberon e Titania litigano per un giovane paggio. E ci sono gli artigiani ateniesi che provano uno spettacolo per le nozze del duca.

Il bosco e il succo magico

Ermia e Lisandro fuggono nel bosco, seguiti da Demetrio e da Elena. Oberon incarica il folletto Puck di versare sugli occhi di Titania addormentata il succo di un fiore che fa innamorare del primo essere visto al risveglio; poi gli chiede di fare lo stesso con Demetrio, per aiutare Elena. Puck sbaglia persona, e la notte diventa un vortice di scambi: entrambi i giovani si innamorano di Elena, mentre Titania perde la testa per Bottom, l'artigiano trasformato da Puck in asino.

Il teatro nel teatro

All'alba gli incantesimi si sciolgono, le coppie si ricompongono e Teseo decide che anche i giovani si sposeranno insieme a lui. L'ultimo atto è occupato dallo spettacolo degli artigiani, una goffa versione della tragedia di Piramo e Tisbe, con un attore che fa il leone, uno il chiaro di luna e uno il muro. La commedia si chiude con Oberon e Titania che benedicono il palazzo e con Puck che si congeda dal pubblico.

Il cast e i ruoli doppi

La pagina del Quirino elenca quattordici interpreti con i loro ruoli: Melania Giglio è Puck; Martino Duane è Quince ed Egeo; Alessandro Marmorini è Teseo e Oberon; Maria Luisa Zaltron è Ippolita e Titania; Federico Gatti è Bottom; Marial Bajma Riva è Elena; Alberto Mariotti è Lisandro; Matilda Farrington è Ermia; Tommaso Sartori è Demetrio; Odette Piscitelli è una fata; Eleonora Russo è Snug e una fata; Filippo Rusconi è Flute ed elfo; Raffaele Vernieri è Snout ed elfo; Joyce Conte è Starveling ed elfo.

Teseo e Oberon, Ippolita e Titania

La scelta più significativa è il raddoppio dei ruoli dei sovrani: lo stesso attore interpreta il duca di Atene e il re delle fate, la stessa attrice la regina delle Amazzoni e la regina delle fate. È una soluzione che rende visibile l'idea della regia: il bosco è il rovescio onirico della città, e i conflitti della corte si ripresentano trasformati nel regno notturno. Allo stesso modo Quince, il capocomico degli artigiani, è interpretato dall'attore che fa Egeo, il padre autoritario.

Puck al centro

Affidare Puck a Melania Giglio, che è anche coautrice dell'adattamento, sposta il baricentro dello spettacolo sul personaggio che muove gli eventi. Puck è il folletto che sbaglia, che combina guai e che alla fine parla direttamente al pubblico: nella lettura di Salvo, che insiste sul sogno come via d'uscita, diventa una sorta di maestro di cerimonie dell'altro mondo.

Scene, costumi e musica

Le scene sono di Fabiana Di Marco, i costumi di Daniele Gelsi, le musiche di Patrizio Maria D'Artista. La Nazione, presentando il debutto aretino, attribuiva scene e costumi congiuntamente a Di Marco e Gelsi; la pagina del Quirino distingue i due incarichi. La differenza è di poco conto per lo spettatore, ma è uno dei casi in cui le fonti non coincidono del tutto.

Il gelo e il bosco

Le note di regia suggeriscono due mondi visivi: una città fredda, segnata da una natura impazzita, e un bosco pieno di magia e di poesia. Non sono pubblicati dettagli sulla soluzione scenica, e conviene arrivare senza aspettative precise: il gusto di questo spettacolo, come di molti allestimenti del Sogno, consiste anche nello scoprire il modo in cui il bosco prende forma.

La musica nel Sogno

Il Sogno è una delle commedie shakespeariane più legate alla musica. Nel 1692 Henry Purcell ne trasse The Fairy Queen, un adattamento musicale in cui Bottom diventava protagonista; nel 1841 il re di Prussia Federico Guglielmo IV chiamò a Berlino Felix Mendelssohn, il cui nome resta legato a questa commedia. Le musiche originali di D'Artista si inseriscono in una tradizione lunga, che ha spesso affidato al suono il compito di creare l'incanto del bosco.

Il Sogno sulle scene: una storia di trasformazioni

Dopo le prime rappresentazioni, la commedia non fu più messa in scena nella versione integrale fino alla metà dell'Ottocento. Furono gli adattamenti a tenerla viva: quello musicale di Purcell e poi, nel 1840, l'allestimento di Madame Vestris al Covent Garden di Londra, con intermezzi musicali e balletti, in cui lei stessa interpretava Oberon. Per settant'anni Oberon e Puck furono affidati a interpreti donne.

Puck interpretato da una donna

Vista in questa prospettiva, la scelta di una Puck femminile non è una provocazione ma il recupero di una consuetudine ottocentesca. Il personaggio, del resto, sfugge alle definizioni: non è umano, non ha età, appartiene a un regno dove le regole della città non valgono.

Lo spettacolo sontuoso

Il teatro dell'Ottocento trasformò il Sogno in un'occasione per allestimenti imponenti, con un centinaio di attori, palazzi e foreste dipinti nei minimi particolari e fate rappresentate da danzatrici con ali di garza. La lettura di Salvo va in un'altra direzione, più attenta al rapporto tra potere e desiderio che alla meraviglia decorativa.

Come prepararsi alla visione

Chi non ha mai letto il Sogno può arrivare in teatro senza timori: la commedia è costruita perché lo spettatore segua senza fatica gli scambi di coppie. Qualche accorgimento, però, rende la serata più ricca, soprattutto con una regia che sceglie una chiave interpretativa precisa.

Ricordare i quattro mondi

Il primo consiglio è di tenere a mente la struttura: la corte di Teseo, i quattro giovani, le fate, gli artigiani. Ogni gruppo ha il suo linguaggio e il suo ritmo, e Shakespeare li fa incontrare soltanto nel bosco e nel finale. Con i ruoli doppi scelti da questa compagnia, riconoscere chi è chi diventa parte del gioco: il volto di Teseo che riappare sotto la corona di Oberon dice qualcosa sul rapporto tra il potere diurno e quello notturno.

Leggere le note di regia

Le note di Daniele Salvo, pubblicate integralmente sul sito del Quirino, sono brevi e chiare. Leggerle prima di entrare aiuta a cogliere la scelta di partire da un'Atene gelida e oppressiva, e a notare come il bosco venga presentato come uno spazio di libertà, dove ciascuno può scoprire la propria natura. È una lettura che sposta l'accento dalla farsa degli equivoci alla riflessione sul desiderio.

Ascoltare Piramo e Tisbe

Il quinto atto, con la recita degli artigiani, è spesso il momento più comico dello spettacolo. Vale la pena ricordare che la storia di Piramo e Tisbe è una tragedia d'amore contrastato, gemella rovesciata delle vicende dei giovani ateniesi: gli artigiani la rendono ridicola proprio mentre le coppie vere hanno appena superato i propri ostacoli. Shakespeare mette così in scena, in forma di parodia, il rischio che la notte nel bosco finisse male.

Il debutto ad Arezzo e il viaggio dello spettacolo

Lo spettacolo è una nuova produzione della stagione 2025/2026. La Nazione, nell'articolo del 14 novembre 2025, ne annunciava il debutto al Teatro Petrarca di Arezzo, in via Guido Monaco, giovedì 20 novembre 2025, con replica il giorno successivo, come primo titolo di una stagione di otto spettacoli organizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo, dalla Fondazione Guido d'Arezzo e dal Comune di Arezzo.

Un anno di repliche

Il passaggio romano arriva quasi un anno dopo quel debutto. Per lo spettatore è un dato utile: uno spettacolo che ha già affrontato una tournée tende ad avere ritmi consolidati e un affiatamento tra gli interpreti che le prime repliche non sempre possiedono.

Gli autori dell'adattamento

Il lavoro di riduzione è firmato da tre persone: il regista, l'interprete di Puck e Marioletta Bideri. Ridurre il Sogno significa scegliere che cosa sacrificare tra le quattro linee narrative, e il fatto che l'attrice protagonista abbia partecipato alla scrittura lascia supporre che il personaggio di Puck abbia un peso rilevante nella struttura dello spettacolo. Il testo adattato non è pubblicato, e solo la visione permette di capire quali scene siano state tagliate o accorpate.

A chi è adatto lo spettacolo

Il Sogno è spesso indicato come la commedia di Shakespeare più adatta a un primo incontro con il suo teatro, ed è vero: la trama è chiara, i personaggi sono riconoscibili, il finale è lieto. La lettura di Salvo aggiunge però una dimensione più inquieta, che interesserà chi conosce già il testo e vuole vederne un aspetto meno consueto.

Con i ragazzi

La pagina non indica limiti di età. Per studenti delle scuole superiori la commedia è un'ottima introduzione a Shakespeare; la replica pomeridiana di giovedì 5 alle 17 è la più comoda per un pubblico giovane. Il teatro prevede riduzioni per scuole, enti e gruppi, da richiedere all'ufficio promozione.

Per chi viene da fuori Roma

Il Quirino si trova in pieno centro, tra via del Corso e Fontana di Trevi: chi soggiorna in città può abbinare lo spettacolo a una giornata di visite nel rione, senza spostamenti lunghi.

Come scegliere la replica

Gli orari cambiano ogni giorno, ed è il primo dato da considerare. Martedì 3, venerdì 6 e sabato 7 si comincia alle 21; mercoledì 4 alle 19; giovedì 5 e domenica 8 alle 17.

Prezzi diversi nei diversi giorni

Il listino del Quirino distingue tra recite infrasettimanali, dal martedì al giovedì, e recite del fine settimana, dal venerdì alla domenica. Le prime costano meno, e solo in quelle valgono le riduzioni per under 26 e over 65. Chi può scegliere, quindi, risparmia andando il 3, il 4 o il 5 novembre.

La card e gli abbonamenti

Per chi pensa di tornare al Quirino durante la stagione esistono card libere da sei o otto spettacoli e abbonamenti a turno fisso; il regolamento completo è pubblicato sul sito. Il teatro segnala anche una Quirino Card e riduzioni tramite l'app ufficiale.

Biglietteria: indirizzi, telefoni e regole

La biglietteria si trova all'angolo tra via delle Vergini e via Minghetti. Il servizio telefonico per prenotazioni, cambi turno, acquisti e informazioni risponde al numero 06 6794585 dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18; l'indirizzo email è biglietteria@teatroquirino.com.

Lo sportello

Gli orari dello sportello al pubblico pubblicati sul sito arrivano fino al 17 ottobre (dal lunedì al venerdì 11-18, sabato 10-13, domenica chiuso). Per novembre non sono indicati: conviene verificarli per telefono prima di andare.

Cambi e annullamenti

Secondo il regolamento della stagione, una volta emessi biglietti e card non possono essere sostituiti né annullati. Per scuole, enti convenzionati e gruppi l'ufficio promozione risponde al numero 06 6783042 (interni 2 e 3).

Il Teatro Quirino in breve

Il Quirino è uno dei teatri storici di prosa di Roma, nel rione Trevi. Il suo nome completo è Teatro Quirino Vittorio Gassman, dall'intitolazione al grande attore aggiunta nel 2004. La società che lo gestisce indica una capienza di 850 posti. La scheda del Teatro Quirino ne raccoglie la programmazione.

Un teatro per la borghesia

Il sito del teatro racconta che il Quirino nacque per colmare la mancanza di sale nella zona a est del Corso. Fin dalle origini ebbe un pubblico misto: marionette e farse popolari, poi operette, lirica e balletto, infine la grande prosa del Novecento.

Una curiosità sul Teatro Quirino

Il primo Quirino fu costruito in un giorno. Il teatro voluto nel 1871 dal principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra era interamente in legno e venne eretto in una sola giornata, all'interno della proprietà del principe, con ingresso da via del Corso e un'estensione fino a ridosso di Fontana di Trevi. Il principe approfittò della fine dello Stato Pontificio, che rendeva libera l'organizzazione di spettacoli, per avviare un'impresa redditizia.

Il nome

Quirino richiama il colle del Quirinale e il dio Quirino, una delle divinità più antiche di Roma: un nome scelto, secondo il sito del teatro, per evocare le origini della città. Per una commedia popolata di dèi, fate e sovrani mitici, è un'insegna appropriata.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Quirino

Il Quirino di oggi non sorge esattamente dove sorgeva il primo. Nel 1882 la struttura in legno fu smantellata per aprire una strada di collegamento tra via del Corso e Fontana di Trevi, e il teatro fu ricostruito in muratura a pochi metri dalla posizione originaria, con una sala a ferro di cavallo e due ordini di palchi sorretti da una struttura metallica con colonnine di ghisa.

Il tetto apribile

Un secondo dettaglio sorprende chi entra oggi in sala. Nel 1914 Marcello Piacentini, intervenendo sul teatro, aggiunse un terzo ordine di palchi abbassando la platea e costruì un tetto apribile. Il sito del teatro ricorda che il Quirino riaprì allora con una stagione lirica diretta da Pietro Mascagni. La sala che si vede oggi è frutto di un intervento successivo dello stesso Piacentini, negli anni Cinquanta.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Quirino

Il mio consiglio è di sfruttare la posizione. Il Quirino si trova a pochi minuti a piedi da Fontana di Trevi, che di sera, dopo lo spettacolo, è meno affollata che di giorno. Per le recite delle 17, invece, si può arrivare con un paio d'ore di anticipo e attraversare il rione con calma, passando per la fontana e per la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, che sorge sulla stessa piazza.

Arrivare a piedi

Il rione è a traffico limitato e i parcheggi sono rari: chi viene in auto deve informarsi sugli orari della ZTL. A piedi, invece, il teatro si raggiunge facilmente da via del Corso o da piazza Colonna, e la scheda su via del Corso aiuta a orientarsi lungo l'asse principale.

Scegliere il posto

Per uno spettacolo con quattordici interpreti e molti movimenti, la platea offre l'immersione migliore; le balconate, più economiche, permettono di cogliere le geometrie dei gruppi in scena. La galleria, a 15 euro nei giorni feriali, è la scelta più conveniente per chi vuole vedere più spettacoli nella stagione.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il teatro porti il nome di Vittorio Gassman è noto. Meno citato è il giorno dell'intitolazione: secondo il sito del Quirino, il nome dell'attore fu aggiunto a quello storico il 29 giugno 2004. Gassman, uno degli interpreti più celebri del teatro italiano del Novecento, compare nell'elenco degli artisti legati alla storia di questa sala.

Mezzo secolo di gestione pubblica

Un altro aspetto poco ricordato riguarda la gestione. Dal 1946 al 2009 il teatro fu gestito e programmato dall'Ente Teatrale Italiano, che vi aveva anche i propri uffici; poi la gestione passò alla Gitiesse Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses, e successivamente a una società privata formata da operatori del settore. Sulla data di quest'ultimo passaggio le fonti non concordano: il sito del teatro indica il 2014, altre fonti riportano sia il luglio 2014 sia il 2015.

La foto giusta da fare al Teatro Quirino

La pensilina sull'ingresso, costruita durante i lavori degli anni Cinquanta e tipica degli edifici per lo spettacolo di quell'epoca, è l'elemento più riconoscibile dall'esterno. Di sera, con l'insegna illuminata e la locandina dello spettacolo, offre un'immagine semplice e chiara del teatro nel tessuto stretto del rione.

Trevi a due passi

La foto che quasi tutti cercano, però, è a pochi minuti: Fontana di Trevi dopo lo spettacolo, quando la piazza si svuota. Per chi vuole un'inquadratura diversa, la scheda sulla Fontana di Trevi offre spunti per guardarla con occhi diversi, magari includendo nell'inquadratura la facciata della chiesa che sorge sulla stessa piazza.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1871: la fondazione

Il principe Maffeo Sciarra fa costruire il teatro, inizialmente in legno, vicino a Fontana di Trevi. Il progetto è attribuito all'architetto Giulio De Angelis.

1882 e 1898: due trasformazioni

Nel 1882 il teatro viene ricostruito in muratura dagli architetti De Angelis e Morra. Sul rinnovamento del 1898 le fonti non concordano: il sito del Quirino lo attribuisce a Belloli e Moraldi, altre fonti lo collegano ancora a De Angelis. Con questi interventi entrano in cartellone la lirica e il balletto.

Giugno 1899: la lirica

Nel giugno del 1899 sale sul podio del Quirino il maestro Antonino Palminteri, con opere come I Lombardi alla prima crociata di Verdi e Manon Lescaut di Puccini.

1914: Piacentini e Mascagni

Marcello Piacentini rinnova radicalmente il teatro; la riapertura avviene con una stagione lirica diretta da Pietro Mascagni.

13 ottobre 1955: la sala moderna

Dopo un secondo intervento di Piacentini, che sostituisce quasi tutti i palchi con gradinate a sbalzo, il teatro viene inaugurato di nuovo il 13 ottobre 1955. Sulla capienza le fonti non concordano: altre fonti parlano di 990 posti dopo quei lavori, il sito attuale del teatro indica 850 posti.

Chi è passato dal Teatro Quirino

L'elenco pubblicato dal teatro è una piccola storia del teatro italiano: Ferruccio Benini, Ettore Petrolini, Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Carlo Giuffrè, Giorgio Strehler, Paolo Stoppa, Paola Borboni, Luca Ronconi. Nomi che rappresentano stagioni diverse, dal teatro dialettale alla regia critica, dalla comicità di varietà all'avanguardia.

Shakespeare al Quirino

In un teatro dove sono passati Gassman e Bene, interpreti che hanno affrontato Shakespeare con approcci opposti, un nuovo Sogno si confronta inevitabilmente con una memoria importante. La stagione prosegue, subito dopo, con un altro classico: Non si sa come di Pirandello con Franco Branciaroli, dal 10 al 15 novembre.

Il rione intorno

Il Quirino fa parte di un sistema di luoghi che racconta la Roma tra Otto e Novecento: la Galleria Alberto Sordi, su via del Corso, e piazza Colonna sono a pochi minuti.

Prima o dopo lo spettacolo: il rione Trevi

Il Quirino è un ottimo punto di partenza per esplorare il rione. La scheda su rione Trevi, cosa vedere propone un itinerario tra fontane, chiese e palazzi.

La Galleria Colonna

Per chi arriva nel pomeriggio, una visita alla Galleria Colonna è un'alternativa colta alla passeggiata; gli orari di apertura vanno verificati in anticipo sul sito ufficiale.

Santi Vincenzo e Anastasio

Accanto alla fontana, in piazza di Trevi, sorge la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi, costruita tra il 1644 e il 1650 da Martino Longhi il Giovane per il cardinale Mazzarino. La facciata in travertino ha diciotto colonne corinzie raggruppate verso il centro, tanto che i romani la chiamavano scherzosamente il canneto. La chiesa custodisce, non esposte, le urne con i precordi di ventidue pontefici, da Sisto V a Leone XIII.

Domande frequenti su Sogno di una notte di mezza estate al Quirino

Quando va in scena il Sogno al Teatro Quirino?

Dal 3 all'8 novembre 2026, con orari diversi ogni giorno: martedì 3 alle 21, mercoledì 4 alle 19, giovedì 5 alle 17, venerdì 6 e sabato 7 alle 21, domenica 8 alle 17. Il calendario è quello pubblicato nella pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del Quirino. Conviene controllare l'orario della replica scelta prima di partire, perché le differenze tra un giorno e l'altro sono ampie.

Quanto costano i biglietti?

Le tariffe dei biglietti singoli della stagione 2026/2027, prevendita inclusa, sono di 32, 26, 21 e 15 euro (platea, prima balconata, seconda balconata, galleria) dal martedì al giovedì, e di 36, 30, 25 e 19 euro dal venerdì alla domenica. Le riduzioni per under 26 e over 65 valgono solo nei giorni feriali; nel fine settimana e nei festivi sono sospese.

Dove si trova il teatro?

Il Teatro Quirino Vittorio Gassman è in via delle Vergini 7, nel rione Trevi, tra via del Corso e Fontana di Trevi. La biglietteria è all'angolo con via Minghetti. La zona è a traffico limitato: il modo più semplice per arrivare è a piedi o con i mezzi pubblici, calcolando il percorso con il servizio di pianificazione di ATAC.

Chi interpreta Puck?

Puck è interpretato da Melania Giglio, che secondo la Nazione firma anche l'adattamento del testo insieme a Daniele Salvo e Marioletta Bideri. Nel cast di quattordici attori alcuni ruoli sono doppi: Alessandro Marmorini è Teseo e Oberon, Maria Luisa Zaltron è Ippolita e Titania, Martino Duane è Quince ed Egeo, mentre Federico Gatti è Bottom.

Quanto dura lo spettacolo?

La durata non è indicata nella pagina ufficiale e non risulta pubblicata. Chi ha esigenze precise di orario, per esempio per i mezzi pubblici al ritorno o per la recita pomeridiana con ragazzi, può chiedere al servizio telefonico della biglietteria, al numero 06 6794585, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.

È adatto ai ragazzi?

Non sono indicati limiti di età. Il Sogno è una delle commedie di Shakespeare più accessibili, ma la regia ne sottolinea anche gli aspetti più inquieti, come il rapporto tra potere e amore. Per studenti delle superiori è una buona introduzione al teatro classico; la recita di giovedì 5 alle 17 è la più comoda, e il teatro prevede riduzioni per le scuole.

Chi ha prodotto lo spettacolo?

La produzione è di Bis Tremila, in collaborazione con il Teatro Quirino. Lo spettacolo ha debuttato il 20 novembre 2025 al Teatro Petrarca di Arezzo, come apertura della stagione di quel teatro, secondo quanto riportato dalla Nazione. Le scene sono di Fabiana Di Marco, i costumi di Daniele Gelsi e le musiche originali di Patrizio Maria D'Artista.

Si può cambiare la data del biglietto?

Il regolamento della stagione stabilisce che biglietti e card, una volta emessi, non possono essere sostituiti né annullati. Il servizio telefonico della biglietteria si occupa di prenotazioni, acquisti e cambi turno per gli abbonati; per i biglietti singoli conviene comunque scegliere con attenzione la data al momento dell'acquisto, considerando gli orari diversi di ogni replica.

Il consiglio finale su Sogno di una notte di mezza estate

Questo Sogno promette una lettura meno spensierata del solito, attenta al potere che si nasconde dietro le nozze di Teseo e alla parte istintiva che il bosco libera negli innamorati. Il mio consiglio è di scegliere una recita dal martedì al giovedì, quando i prezzi sono più bassi e valgono le riduzioni, e di prenotare con un certo anticipo se si vuole la platea. Arrivare un'ora prima, passeggiare fino a Fontana di Trevi e tornare in teatro con lo sguardo già pieno di Roma barocca è il modo migliore per entrare in una commedia che parla di sogni, di metamorfosi e di notti in cui tutto può cambiare.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Novembre 2026 21:00 — 8 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Quirino Vittorio Gassman, Via delle Vergini 7, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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