Le serve con Fioretta Mari al Teatro Quirino — dal 9 al 14 marzo 2027
Le serve di Jean Genet, con Fioretta Mari, Nadia De Luca e Francesca Ferro e la regia di Guglielmo Ferro, è in scena dal 9 al 14 marzo 2027 al Teatro Quirino Vittorio Gassman, in via delle Vergini 7, nel rione Trevi. Il calendario pubblicato dal teatro prevede sei recite: martedì 9 marzo alle 21, mercoledì 10 alle 19, giovedì 11 alle 17, venerdì 12 e sabato 13 alle 21, domenica 14 alle 17. Il teatro è una traversa di via del Corso, a pochi passi dalla Fontana di Trevi: la fermata della metro A più comoda è Barberini, da cui si scende a piedi lungo via del Tritone. I prezzi dei settori sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Quirino, da cui si accede al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione; i biglietti si comprano anche alla biglietteria del teatro. La produzione è dell'Associazione Culturale Progetto Teatrando.

Le serve al Quirino: date, orari e biglietti
Le serve resta in cartellone al Teatro Quirino per una settimana, da martedì 9 a domenica 14 marzo 2027, con tre recite serali, una preserale e due pomeridiane.
Il calendario delle sei recite
Il calendario del Quirino è costruito per pubblici diversi. La prima è martedì 9 marzo alle 21. Mercoledì 10 si comincia alle 19, un orario pensato per chi esce dall'ufficio e vuole cenare dopo. Giovedì 11 la recita è pomeridiana, alle 17. Venerdì 12 e sabato 13 si torna alle 21, e domenica 14 si chiude con la pomeridiana delle 17. Il lunedì 8 e il lunedì 15 il teatro è a riposo. La programmazione può subire variazioni: prima di uscire conviene controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro.
Quale recita scegliere
Le serve è un atto unico, un testo compatto e teso. La pomeridiana del giovedì alle 17 è la scelta di chi preferisce una sala raccolta e un pubblico di abbonati attenti; la preserale del mercoledì alle 19 permette di uscire con tutta la serata davanti; il sabato alle 21 è la recita con più atmosfera. Per un testo che lavora sui dettagli, sulle mani, sugli abiti, sugli oggetti, conta poco l'orario e molto la distanza dal palco.
Biglietti
I prezzi di platea e balconate sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Quirino. La biglietteria di via delle Vergini gestisce acquisti, cambi turno e informazioni negli orari indicati sul sito; il teatro ha anche una biglietteria remota per prenotazioni e acquisti telefonici. Chi ha la Quirino Card può scaricare i biglietti con la procedura indicata dal teatro.
L'indirizzo
Teatro Quirino Vittorio Gassman, via delle Vergini 7, 00187 Roma. La strada si stacca da via del Corso nel tratto fra piazza Colonna e piazza Venezia e sale verso la Fontana di Trevi: chi arriva dalla fontana la trova in due minuti a piedi.
Cosa si vedrà: Le serve secondo Guglielmo Ferro
La messa in scena firmata da Guglielmo Ferro trasforma l'intero spazio scenico in quella che il teatro chiama la camera delle prove delle due sorelle: un luogo in cui Claire e Solange non recitano soltanto la padrona, Madame, ma recitano se stesse mentre cercano di esistere.
La camera delle prove
Nelle note pubblicate dal Quirino ogni rito delle due domestiche è descritto come una prova generale mai compiuta. La regia mette in evidenza la cornice metateatrale del testo: lo spettatore vede il gioco, vede chi lo gioca, e vede le crepe. È una lettura fedele a Genet, che costruì il dramma proprio su questo meccanismo, due donne che ogni sera, quando la signora esce, si scambiano le parti e recitano a turno la padrona e la serva.
Gli abiti che non calzano
Il dettaglio più concreto riguarda i costumi. Sotto le divise da domestiche le attrici portano strati di abiti incompleti di Madame, e il gesto di vestirsi da padrona resta visibile, faticoso, mai perfetto: spilli a vista, orli grezzi, tacchi troppo grandi. La maschera, scrive il teatro, non calza, ed è il segno della crisi d'identità delle protagoniste. I costumi sono della Sartoria Pipi di Palermo.
Oggetti realistici e rituali
Ogni oggetto in scena, secondo la presentazione, ha una doppia funzione, realistica e rituale. Le chiavi tintinnano come campanelli d'iniziazione; i fiori avvizziscono durante lo spettacolo. Anche quando è assente, Madame resta presente nei suoi oggetti e nei gesti che le due sorelle imitano: la sua identità, scrive il teatro, è un copione scritto addosso alle serve.
Madame come icona
Quando entra, Madame appare come un corpo reale trattato però come un'icona scenica, più teatrale delle sue domestiche. È un rovesciamento che mostra il potere come pura rappresentazione: il potere borghese, nelle parole della regia, si manifesta come padronanza del gesto, e le serve apprendono il gesto senza mai possederne il segno. Resta sempre un quasi, perché ogni cerimonia è la stessa e ogni volta diversa.
Il fallimento come condizione
La nota di regia si chiude su un'idea che vale come chiave di lettura dell'intera serata: il fallimento non è un errore ma una condizione, e l'identità si cerca proprio perché non la si possiede. Il desiderio di essere Madame è anche desiderio di essere viste; l'identità nasce dallo sguardo dell'altro. In sala, quello sguardo è il nostro.
La squadra
Le scene sono di Salvo Manciagli, i costumi della Sartoria Pipi di Palermo, le luci di Santi Rapisarda, la regia di Guglielmo Ferro. In scena ci sono Fioretta Mari, Nadia De Luca e Francesca Ferro. La produzione è dell'Associazione Culturale Progetto Teatrando.
Le serve di Jean Genet: il testo
Le serve, in francese Les bonnes, è un atto unico scritto da Jean Genet nel 1946 e rappresentato per la prima volta a Parigi, al Théâtre de l'Athénée, nell'aprile 1947, con la regia di Louis Jouvet.
Un fatto di cronaca del 1933
Il testo è liberamente ispirato a un caso di cronaca nera avvenuto a Le Mans nel febbraio 1933: due sorelle, Christine e Léa Papin, domestiche da anni presso una famiglia borghese, uccisero la padrona e la figlia dopo un rimprovero per un incidente banale. Il caso colpì la Francia del tempo e interessò anche Jacques Lacan, che gli dedicò uno dei suoi primi studi. Genet ne ricavò qualcosa di molto diverso da una ricostruzione: una tragedia sul desiderio, sul potere e sulla finzione.
La trama
Claire e Solange sono due sorelle, cameriere al servizio di una ricca signora. Ogni volta che Madame esce, le due si scambiano i ruoli: una recita la padrona, l'altra la serva, e chi fa la serva interpreta in realtà la sorella. Indossano i gioielli e gli abiti più belli di Madame, ne imitano la voce e i modi, e nel gioco sfogano un sentimento doppio di adorazione e rancore. Il gioco diventa pericoloso quando le due scoprono che l'amante di Madame, denunciato da loro con lettere anonime, sta per essere scarcerato: finzione e realtà si confondono, e la tisana avvelenata preparata per la padrona cambia destinazione.
Le prime rappresentazioni
Alla prima del 1947 le parti furono affidate a Monique Mélinand, Yvette Etiévant e Yolande Laffon. Genet avrebbe voluto che le due cameriere fossero interpretate da giovani uomini, ma concesse a Jouvet di affidarle a delle attrici. Da allora il testo è diventato uno dei più rappresentati del teatro francese del Novecento, un banco di prova per coppie di interpreti.
Le serve in Italia
In Italia Le serve ha avuto interpreti di primo piano. Nel 1968 Maurizio Scaparro lo diresse con Piera Degli Esposti e Miranda Martino; nel 1980 Mario Missiroli, allo Stabile di Torino, con Adriana Asti, Manuela Kustermann e Copi; nel 1990 Massimo Castri con Anita Bartolucci, Paola Mannoni e Lucilla Morlacchi. Nel 2006 Giuseppe Marini lo portò in scena con Franca Valeri e Anna Maria Guarnieri, nella traduzione di Franco Quadri; nel 2016 Giovanni Anfuso con Vanessa Gravina, Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia.
Chi era Jean Genet, l'autore delle Serve
Jean Genet, nato a Parigi il 19 dicembre 1910 e morto a Parigi il 15 aprile 1986, è stato scrittore, drammaturgo e poeta, uno degli autori più discussi del Novecento francese.
Una vita ai margini
Figlio di padre ignoto, affidato alla pubblica assistenza e cresciuto presso una famiglia adottiva nel Morvan, Genet conobbe presto il riformatorio, la Legione Straniera, la vita di strada e le carceri. Nella sua opera vita vissuta e invenzione si intrecciano al punto da rendere difficile distinguerle: l'esempio più noto è il Diario del ladro, del 1949, autobiografia romanzata di un vagabondo nell'Europa degli anni Trenta.
Cocteau, Sartre e il successo
I primi testi, pubblicati a sue spese, gli procurarono l'attenzione di Jean Cocteau e poi di Jean-Paul Sartre, che gli dedicò il saggio Santo Genet, commediante e martire. Negli anni del successo parigino Genet frequentava Sartre, Simone de Beauvoir, Alberto Giacometti, Henri Matisse, Brassaï.
Il teatro di Genet
Dopo Le serve vennero Sorveglianza speciale, Il balcone, del 1956, I negri, del 1958, e I paraventi, del 1961. Sono testi in cui il teatro diventa rito, travestimento, gioco di specchi fra chi comanda e chi obbedisce. Le serve è il più breve e il più rappresentato, ed è la porta d'ingresso più diretta al suo mondo.
Fioretta Mari: biografia di un'attrice di scuola siciliana
Fioretta Mari, pseudonimo di Fioretta Manetti, è nata a Firenze il 19 luglio 1942 da padre fiorentino e madre siciliana: attrice, regista e direttrice artistica, ha alle spalle più di centocinquanta spettacoli teatrali.
Bambina prodigio
La sua carriera comincia prestissimo. Bambina prodigio, nel corso della carriera lavora accanto a grandi attori di teatro e di cinema: Turi Ferro, di cui è nipote, Oreste Lionello, Vittorio Gassman, Jean-Louis Barrault, Madeleine Renaud, Leo Gullotta, Massimo Troisi, Aldo Giuffrè, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Pino Caruso, Mario Scaccia.
Gli anni del Teatro Stabile di Catania
Il repertorio dei suoi esordi è quello del grande teatro siciliano. Nel 1959 è in Liolà di Pirandello per l'Ente Teatro di Sicilia, nel 1960 nell'Aria del continente di Nino Martoglio. Con il Teatro Stabile di Catania recita nel Giorno della civetta di Sciascia nel 1963, in Molto rumore per nulla di Shakespeare e in Yerma di García Lorca, nei Viceré e nei Mafiosi di Sciascia nel 1969, nel Berretto a sonagli di Pirandello nel 1971, in Mastro don Gesualdo nel 1974. Nel 1968 e nel 1970 lavora con la regia dello stesso Turi Ferro.
Nel mondo, con la radio e con la televisione
I suoi spettacoli hanno girato le principali città del mondo, da New York a Londra, da Parigi a Mosca, e poi Berlino, Rio de Janeiro, Budapest, Montevideo. Nel 1984 è protagonista dell'Acquario, radiodramma scritto e diretto da Aldo Sarullo, vincitore del Premio Rai per radiodrammi. Il grande pubblico televisivo la conosce come insegnante di dizione e recitazione di Amici di Maria De Filippi, dalla prima all'ottava edizione.
L'insegnamento
Dal 2009 insegna allo Strasberg Institute di New York, dove ha portato il metodo della Commedia dell'arte. Nel settembre 2010 diventa direttrice artistica della ArtAcademy di Carrara, accademia dei mestieri dello spettacolo, e dal 2015 dirige il festival per attori ACT Italy, che si è concluso con una tre giorni al Teatro Parioli di Roma.
Il cinema e i premi
Al cinema ha lavorato con Paolo Cavara nel Lumacone, nel 1974, e più di recente in Al posto tuo di Max Croci, in Natale a tutti i costi e Ricchi a tutti i costi di Giovanni Bognetti, nel docufilm Alberto Sordi secret di Igor Righetti, presentato alla Festa del Cinema di Roma, dove interpreta la nonna Adelaide di Valmontone. Nel 2004 ha ricevuto il premio internazionale Bonifacio VIII dell'Accademia Bonifaciana di Anagni e nel 2010 il Grand Prix Corallo Città di Alghero.
Nadia De Luca, Francesca Ferro e la regia di Guglielmo Ferro
Accanto a Fioretta Mari recitano Nadia De Luca e Francesca Ferro; la regia è di Guglielmo Ferro, direttore artistico del Teatro Quirino dal 2015, anno in cui la gestione del teatro è passata alla società Quirino srl.
Tre attrici per un testo a tre voci
Le serve ha tre personaggi: Claire, Solange e Madame. Il teatro non indica chi interpreti ciascun ruolo, e la distribuzione si scopre in sala. È un dettaglio che vale la pena lasciare alla sorpresa: in un testo in cui le sorelle si scambiano continuamente le parti, chi sia Claire e chi Solange conta meno di come le due si passano la maschera.
Un regista di casa
Quando il direttore artistico di un teatro firma la regia di un titolo della propria stagione, lo spettacolo diventa una dichiarazione di linea. Nella stessa sala Guglielmo Ferro ha diretto nell'autunno 2026 i Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello, un altro testo costruito sul teatro che mostra se stesso. Le serve prosegue su quella strada: il palcoscenico come luogo della prova, del gioco, della maschera che scivola.
Una curiosità sulle serve con Fioretta Mari al Teatro Quirino — dal 9 al 14 marzo 2027
La curiosità più interessante riguarda l'autore e le sue intenzioni. Jean Genet avrebbe voluto che Claire e Solange fossero interpretate da giovani uomini: il travestimento, per lui, doveva essere doppio, un attore che fa una donna che fa un'altra donna che fa la padrona. Fu Louis Jouvet, alla prima parigina del 1947, a ottenere il permesso di affidare le parti a delle attrici, e da allora la tradizione è rimasta quella. In Italia qualche regista ha provato a tornare all'idea originale, ma la gran parte delle messe in scena, compresa questa, sceglie tre interpreti donne.
La regia di Guglielmo Ferro recupera però lo spirito di quella richiesta per un'altra via. Mostrare gli spilli, gli orli grezzi, i tacchi troppo grandi significa rendere visibile il travestimento, impedire allo spettatore di dimenticare che si tratta di un gioco. È lo stesso effetto che Genet cercava con gli attori maschi: nessuna illusione, soltanto la finzione esibita.
La seconda curiosità è di famiglia teatrale. Fioretta Mari è nipote di Turi Ferro, il grande attore catanese che fondò nel 1958 il Teatro Stabile di Catania, e con quella compagnia ha recitato a lungo, dagli anni Sessanta agli anni Settanta. Oggi torna in scena in una regia firmata da un Ferro, sul palcoscenico del teatro che porta il nome di Vittorio Gassman, uno dei grandi attori con cui ha lavorato nella sua lunga carriera.
Il Teatro Quirino Vittorio Gassman, sede delle Serve
Il Teatro Quirino è una sala a ferro di cavallo con due balconate e una galleria, per 852 posti, nel rione Trevi; dal 2015 è gestito dalla società Quirino srl con la direzione artistica di Guglielmo Ferro. La scheda della sede su Estate Romana è qui: Teatro Quirino.
Il teatro di legno del 1871
Il primo Quirino fu voluto nel 1871 dal principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra dentro la proprietà di Palazzo Sciarra, con ingresso da via del Corso e un'estensione fino a ridosso della Fontana di Trevi. Il progetto era di Giulio De Angelis con Francesco Marra; la struttura, interamente in legno, secondo la tradizione fu eretta in una sola giornata. Il repertorio era popolare, pulcinellate e operette, e il nome legava la sala al Quirinale e al dio Quirino.
La ricostruzione del 1882
Nel 1882 l'apertura di una strada fra via del Corso e la Fontana di Trevi costrinse a smontare il teatro. De Angelis lo ricostruì in muratura pochi metri più in là, con pianta a ferro di cavallo, due ordini di palchi e una struttura metallica sostenuta da colonnine di ghisa in stile neoclassico. Nel 1898 arrivarono i drappi, i velluti e gli stucchi dorati, e con loro l'opera lirica e il balletto.
Le due mani di Marcello Piacentini
Nel 1914 Marcello Piacentini aggiunse un terzo ordine di palchi, abbassando la platea, e un tetto apribile. Nel 1954 tornò sul teatro con un intervento più radicale: gradinate a sbalzo al posto dei palchi, impianti nuovi, e sull'ingresso la pensilina che si vede ancora oggi. Il teatro riaprì il 13 ottobre 1955.
Le gestioni
Dal 1946 il Quirino fu gestito dall'Ente Teatrale Italiano, che vi aveva anche gli uffici. Nel 2009 passò alla Gitiesse Artisti Riuniti di Geppy Gleijeses, nel 2015 alla Quirino srl. Al nome storico si è aggiunto quello di Vittorio Gassman, e la sala ha oggi anche uno spazio di formazione, le Officine Quirino.
Una cosa che non ti dice nessuno sulle serve con Fioretta Mari al Teatro Quirino — dal 9 al 14 marzo 2027
Quello che raramente si dice delle Serve è che è un testo breve. Un atto unico, senza intervallo nella maggior parte delle messe in scena, che si consuma in un tempo teatrale compresso e senza pause. Il teatro non pubblica la durata di questo allestimento, ma chi si aspetta una serata lunga resterà sorpreso: è uno spettacolo che si vede tutto d'un fiato, e che lascia il tempo per una cena con calma anche dopo la recita delle 21.
La seconda cosa riguarda il posto. La regia lavora su dettagli minimi: uno spillo, un orlo scucito, un fiore che appassisce durante la recita, il suono di un mazzo di chiavi. Dalla platea questi dettagli si vedono e si sentono; dalla galleria del Quirino, che dopo i lavori di Piacentini è una gradinata ripida e lontana dal palco, molto si perde. Per questo spettacolo, a nostro giudizio, conviene spendere qualcosa in più e scegliere la platea o la prima balconata.
La terza è di calendario. Il giovedì 11 marzo la recita è alle 17, un orario che a Roma frequentano soprattutto gli abbonati di lunga data. Per chi è in città per lavoro o in vacanza e ha il pomeriggio libero, è spesso la recita con più scelta di posti.
Come arrivare al Teatro Quirino
Il Teatro Quirino si raggiunge con la metro A, fermata Barberini, e una passeggiata di una decina di minuti lungo via del Tritone verso via del Corso.
In metro
Dalla fermata Barberini si scende lungo via del Tritone; all'altezza della Fontana di Trevi si entra nelle stradine del rione fino a via delle Vergini. In alternativa si scende a Spagna e si attraversa il Tridente fino a via del Corso: il percorso è più lungo, ma passa per alcune delle strade più belle del centro.
In autobus
Numerose linee di autobus percorrono via del Tritone e via del Corso o fermano nei dintorni di piazza Venezia e di largo Chigi. La combinazione migliore dipende dal punto di partenza, e il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana la indica in tempo reale.
In auto e in taxi
Il centro storico è in zona a traffico limitato, con varchi attivi anche la sera in molti giorni. Chi arriva in auto deve lasciarla fuori dalla ZTL e proseguire a piedi o con i mezzi. Per la pomeridiana di giovedì o di domenica, con persone anziane o bambini, il taxi fino all'imbocco di via delle Vergini resta la scelta più comoda.
A piedi
Da piazza Venezia si arriva in pochi minuti lungo via del Corso, da piazza di Spagna in un quarto d'ora. Il teatro è una buona scusa per una passeggiata nel centro prima della recita, magari con una sosta alla fontana.
Il consiglio che ti do per visitare Le serve con Fioretta Mari al Teatro Quirino — dal 9 al 14 marzo 2027
Il primo consiglio è di arrivare sapendo come funziona il gioco. Le serve comincia in medias res: quando si apre la scena, le due sorelle stanno già recitando, e una delle due interpreta Madame. Chi non lo sa può impiegare qualche minuto a capire chi sia chi. Basta ricordare questo: finché la padrona non rientra, tutto quello che si vede è una recita nella recita. Da lì in poi, il testo si segue senza fatica.
Il secondo consiglio riguarda il posto. Per una regia che affida tanto ai costumi e agli oggetti, conviene la platea, nelle file centrali, o la prima balconata. Chi ha la vista corta porti gli occhiali anche se di solito a teatro non li usa: gli spilli a vista e gli orli grezzi di cui parla la regia sono parte del racconto.
Il terzo è di orario. Chi può scelga la preserale di mercoledì 10 alle 19: si esce presto, con via del Corso ancora animata, e si ha tutto il tempo di cenare e di discutere di quello che si è visto. Le serve è un testo che chiede di essere commentato dopo, a tavola, e una cena senza fretta è parte della serata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Le serve nasce da un fatto di cronaca, il caso delle sorelle Papin a Le Mans nel 1933: lo ricordano quasi tutte le presentazioni dello spettacolo. È molto meno citato che Genet se ne distaccò in quasi tutto. Nel suo testo l'omicidio della padrona non avviene: le sorelle lo provano, lo recitano, lo preparano con una tisana avvelenata, ma falliscono. Il delitto vero, quello della cronaca, diventa nel dramma un delitto immaginato, e la tragedia si consuma dentro la finzione.
Questa distanza dalla cronaca è il cuore del testo e spiega perché, ottant'anni dopo, Le serve si rappresenta ancora. Non è un dramma giudiziario, non è una ricostruzione: è una riflessione su che cosa succede quando chi obbedisce prova a indossare, anche solo per gioco, i panni di chi comanda. Jean-Paul Sartre, che su Genet scrisse un saggio monumentale, lesse le due serve come figure di tutti gli oppressi e i reietti, e la regia di Ferro va nella stessa direzione quando parla del potere come padronanza del gesto.
C'è anche un secondo fatto noto e poco citato, che riguarda la sala. Tutti sanno che il Quirino porta il nome di Vittorio Gassman; pochi ricordano che Fioretta Mari, fra i tanti grandi attori della sua carriera, ha lavorato anche accanto a lui. Tornare a recitare in un teatro a lui intitolato ha il sapore di un cerchio che si chiude.
Il rione Trevi intorno al Quirino
Il Teatro Quirino è nel rione Trevi, fra via del Corso e il colle del Quirinale: in pochi minuti a piedi si raggiungono la Fontana di Trevi, il Quirinale, piazza Colonna e la Galleria Alberto Sordi.
La Fontana di Trevi
La Fontana di Trevi è a poche decine di metri dal teatro, al punto che il primo Quirino, nel 1871, arrivava fino a ridosso della vasca. Di fronte alla fontana si trova la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi. A metà marzo, nel tardo pomeriggio, la luce sulla facciata di Palazzo Poli è già quella della primavera.
Il Quirinale
Salendo per le strade del rione si arriva alla piazza del Palazzo del Quirinale, con l'obelisco e, sul lato opposto, le Scuderie del Quirinale, sede di grandi mostre. Dalla piazza si abbraccia una delle viste più ampie sui tetti del centro.
Via del Corso e piazza Colonna
Scendendo verso via del Corso si incontra Palazzo Sciarra, nella cui proprietà nacque il primo teatro, e poco più a nord piazza Colonna con la Colonna di Marco Aurelio. Di fronte si apre la Galleria Alberto Sordi, un riparo comodo nelle sere di pioggia di marzo.
La foto giusta da fare alle serve con Fioretta Mari al Teatro Quirino — dal 9 al 14 marzo 2027
La foto giusta si fa fuori, prima di entrare, sotto la pensilina che Marcello Piacentini aggiunse all'ingresso negli anni Cinquanta e che è ancora il segno distintivo della facciata. Con l'insegna accesa e la locandina delle Serve accanto alla porta, è l'immagine che racconta la serata: un teatro all'italiana in una stradina del centro, a due passi dalla fontana più famosa del mondo.
Dentro, durante lo spettacolo, niente fotografie né riprese: lo chiedono le regole del teatro e il rispetto per le attrici, e in un testo costruito sui silenzi e sui dettagli un telefono acceso rompe la scena a tutta la sala. Prima dell'inizio, se il personale lo consente, si può fotografare la sala dalla platea verso le balconate, con le gradinate a sbalzo di Piacentini.
La terza foto è quella del dopo. Uscendo, si scende verso la Fontana di Trevi, che a tarda sera, con meno gente, si lascia fotografare con calma. Uno scatto della vasca illuminata, dopo un'ora passata con due domestiche che sognano di essere la padrona, ha un sapore particolare: anche la fontana, in fondo, è una facciata di palazzo trasformata in scena.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Quirino attraversa oltre centocinquant'anni di Roma capitale, dalla fine del potere temporale dei papi fino a oggi.
1871, il teatro di legno
Il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra fa costruire un teatro in legno nella proprietà di Palazzo Sciarra, su progetto di Giulio De Angelis e Francesco Marra. Roma è appena diventata capitale del Regno d'Italia.
1882, la ricostruzione in muratura
Per aprire una strada fra via del Corso e la Fontana di Trevi il teatro viene smontato e ricostruito in muratura pochi metri più in là, con colonnine di ghisa e due ordini di palchi.
1899, Verdi e Puccini
Dopo le decorazioni del 1898, nel giugno 1899 il maestro Antonino Palminteri dirige al Quirino I Lombardi alla prima crociata di Giuseppe Verdi e Manon Lescaut di Giacomo Puccini.
1914 e 1954, Piacentini
Marcello Piacentini rinnova il teatro una prima volta nel 1914, con il terzo ordine di palchi e il tetto apribile, e una seconda nel 1954, con le gradinate a sbalzo e la pensilina. Il teatro riapre il 13 ottobre 1955.
Dal 1946 al 2015, le gestioni
Nel 1946 il Quirino passa all'Ente Teatrale Italiano; nel 2009 alla Gitiesse Artisti Riuniti di Geppy Gleijeses; dal 2015 alla Quirino srl, con la direzione artistica di Guglielmo Ferro, che nel marzo 2027 firma la regia delle Serve.
Chi è passato dalle serve con Fioretta Mari al Teatro Quirino — dal 9 al 14 marzo 2027
Dal Teatro Quirino sono passati, prima di tutto, gli uomini che lo hanno costruito e trasformato. Il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, che lo volle nel 1871; Giulio De Angelis, che lo progettò due volte, in legno e in muratura; Marcello Piacentini, l'architetto che più di ogni altro ha segnato la Roma del primo Novecento, che lo rinnovò nel 1914 e lo ridisegnò nel 1954. Sul podio, nel giugno 1899, salì Antonino Palminteri, con Verdi e Puccini.
Il teatro porta oggi il nome di Vittorio Gassman, uno dei più grandi attori del Novecento italiano, e fra i suoi direttori recenti ci sono stati Geppy Gleijeses e Guglielmo Ferro. Nella stagione 2026-2027 sono passati da questo palcoscenico, fra gli altri, Cesare Bocci nei Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello, nell'autunno 2026, e Milena Vukotic in L'inconveniente, nel gennaio 2027.
Con Le serve arriva Fioretta Mari, un'attrice che ha attraversato il teatro siciliano dello Stabile di Catania, le tournée internazionali, la radio, la televisione e l'insegnamento a New York. E con lei passano, ancora una volta, Claire, Solange e Madame: tre figure nate nella Parigi del 1946 che da ottant'anni tornano sui palcoscenici di tutto il mondo a mettere in scena il loro rito.
Accessibilità del Teatro Quirino
Per le condizioni di accesso alla sala per le persone con disabilità, i posti dedicati e le eventuali agevolazioni, il riferimento è la pagina Accessibilità del sito del Teatro Quirino e la sua biglietteria.
Prima di prenotare
Il Quirino è un teatro storico, rimaneggiato più volte: conviene chiedere alla biglietteria quali settori siano raggiungibili senza scale prima di scegliere il posto, soprattutto per chi pensa alle balconate.
Arrivare
Le strade del rione Trevi sono pavimentate a sampietrini e spesso affollate. Per chi si muove con difficoltà, il taxi fino all'ingresso di via delle Vergini è la scelta più sicura, in particolare per le pomeridiane.
Le serve con i ragazzi
Le serve è un testo per un pubblico adulto o per ragazzi delle superiori che abbiano già familiarità con il teatro: parla di potere, di desiderio, di rancore, e si chiude con una morte.
Con gli studenti
Per uno studente che legge il teatro del Novecento, vedere Genet in scena è il modo più rapido per capire che cosa si intenda per teatro nel teatro. Prima di andare basta raccontare in due righe la situazione, due sorelle domestiche che recitano la padrona; dopo, la discussione viene da sé.
Con i più piccoli
Per i bambini non è uno spettacolo adatto: il linguaggio è denso e i temi sono adulti. Per un'uscita a teatro in famiglia, a Roma, conviene scegliere un titolo pensato per le famiglie.
Dove mangiare vicino al Teatro Quirino
Il rione Trevi è pieno di locali, ma molti sono pensati per la folla che circonda la fontana: per mangiare bene prima o dopo lo spettacolo conviene allontanarsi di qualche strada.
Prima della pomeridiana
Per un pranzo leggero prima delle 17 di giovedì o di domenica, le strade fra via del Corso e il Pantheon offrono trattorie, forni e bar. Meglio evitare i locali con il menù fotografato in vetrina sulle piazze più affollate.
Dopo la serale
Dopo la recita delle 21 la cena diventa un dopoteatro: la zona del Pantheon, a dieci minuti a piedi, resta viva fino a tardi anche in settimana, e verso piazza di Spagna si trovano ristoranti per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Dopo la preserale
Con la recita delle 19 di mercoledì si esce all'ora di cena: è la sera più comoda per prenotare un tavolo nel rione senza dover scegliere fra spettacolo e cucina.
Marzo a Roma, la settimana delle Serve
La seconda settimana di marzo è uno dei momenti più piacevoli per il teatro a Roma: le giornate si allungano, la sera è ancora fresca, e il centro non ha ancora la folla di Pasqua.
Il clima e l'abbigliamento
A metà marzo le serate possono essere umide e piovose: un ombrello e una giacca impermeabile sono utili per il tragitto fra la metro e il teatro. In sala si sta comodi con un abito normale; il Quirino non impone un codice di abbigliamento.
Un'altra settimana di teatro
La stessa settimana, in altre sale della città, sono in scena commedie e classici: chi resta a Roma qualche giorno può abbinare Le serve a un altro spettacolo, scegliendo per contrasto un titolo leggero dopo la tensione di Genet.
Domande frequenti sulle Serve al Quirino
Quando va in scena Le serve al Teatro Quirino?
Le serve è in scena al Teatro Quirino di Roma dal 9 al 14 marzo 2027. Le recite sono martedì 9 alle 21, mercoledì 10 alle 19, giovedì 11 alle 17, venerdì 12 e sabato 13 alle 21, domenica 14 alle 17. Conviene controllare eventuali variazioni sul sito del teatro.
Chi recita nelle Serve al Quirino?
Nelle Serve del Teatro Quirino recitano Fioretta Mari, Nadia De Luca e Francesca Ferro, con la regia di Guglielmo Ferro, direttore artistico del teatro. Scene di Salvo Manciagli, costumi della Sartoria Pipi di Palermo, luci di Santi Rapisarda; produzione Progetto Teatrando.
Di cosa parla Le serve di Jean Genet?
Le serve di Jean Genet racconta due sorelle domestiche, Claire e Solange, che quando la padrona esce recitano a turno la parte di Madame e quella della serva. Il gioco si mescola alla realtà fino a un tentativo di avvelenamento. È un atto unico del 1946, andato in scena a Parigi nel 1947.
Dove si trova il Teatro Quirino?
Il Teatro Quirino Vittorio Gassman si trova in via delle Vergini 7, nel rione Trevi, fra via del Corso e la Fontana di Trevi. Dalla fermata Barberini della metro A si arriva a piedi in una decina di minuti lungo via del Tritone.
Quanto costano i biglietti per Le serve?
I prezzi dei biglietti per Le serve al Teatro Quirino sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, da cui si accede al circuito di prevendita autorizzato. La biglietteria di via delle Vergini e la biglietteria remota del Quirino gestiscono anche acquisti telefonici, cambi turno e informazioni.
Quanto dura lo spettacolo?
La durata delle Serve al Teatro Quirino non è indicata sulla pagina dello spettacolo. Il testo di Genet è un atto unico, che nella maggior parte delle messe in scena si rappresenta senza intervallo: conviene comunque chiedere alla biglietteria prima di organizzare la cena o il rientro.
Le serve è adatto ai ragazzi?
Le serve al Quirino è uno spettacolo per adulti e per ragazzi delle superiori con qualche abitudine al teatro: affronta temi come il potere, il rancore e la morte. Per i bambini è sconsigliato; per gli studenti è un ottimo incontro con il teatro del Novecento.
Il consiglio finale sulle Serve al Quirino
Il consiglio è di prenotare la platea, arrivare con qualche minuto di anticipo e sapere, prima che si apra la scena, che le due sorelle stanno già recitando. Le serve è un testo breve e crudele, che la regia di Guglielmo Ferro legge come una prova generale infinita; Fioretta Mari porta sul palco sessant'anni di teatro, dal repertorio siciliano dello Stabile di Catania alle scuole di recitazione di New York. A nostro giudizio è una delle serate di prosa più interessanti del marzo romano, e il Quirino, con la sua storia di legno, ghisa e stucchi, è la cornice giusta per un gioco di maschere.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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