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Elettra 1944 con Pamela Villoresi al Teatro Quirino — dal 13 al 18 aprile 2027

Elettra 1944, testo e regia di Giancarlo Nicoletti, con Pamela Villoresi, Giulio Corso e Alice Spisa, va in scena al Teatro Quirino Vittorio Gassman, in via delle Vergini 7 (00187 Roma), dal 13 al 18 aprile 2027: martedì 13, mercoledì 14 e venerdì 16 alle 21:00, giovedì 15, sabato 17 e domenica 18 alle 17:00. Il teatro è nel rione Trevi, fra via del Corso e la Fontana di Trevi, e si raggiunge a piedi dalle fermate Barberini e Spagna della metro A. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Quirino, dove si comprano i biglietti online, oltre che al botteghino del teatro.

La facciata del Teatro Quirino in via delle Vergini, dove va in scena Elettra 1944
La facciata del Teatro Quirino in via delle Vergini, dove va in scena Elettra 1944 Foto: Foto: MarteN253, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Elettra 1944 al Quirino: date, orari e biglietti

Sei recite in sei giorni consecutivi, dal martedì 13 alla domenica 18 aprile 2027, con tre serali alle 21:00 e tre pomeridiane alle 17:00: è il calendario pubblicato dal Teatro Quirino.

Il calendario

Martedì 13 aprile ore 21:00, mercoledì 14 ore 21:00, giovedì 15 ore 17:00, venerdì 16 ore 21:00, sabato 17 ore 17:00, domenica 18 ore 17:00. La pomeridiana del giovedì è una scelta rara nel calendario dei teatri romani e comoda per chi preferisce non uscire la sera.

I biglietti

Il Quirino vende i biglietti dal proprio sito, alla voce Acquista online della pagina dello spettacolo, e al botteghino di via delle Vergini. I prezzi per settore si leggono al momento dell'acquisto; il teatro propone anche la Quirino Card e gli abbonamenti della stagione 2026/2027.

La produzione

Lo spettacolo è presentato da Altra Scena e L'Altro Teatro, in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Altra Scena è la realtà produttiva fondata e diretta dallo stesso Nicoletti.

Elettra 1944: la trama

Elettra 1944 è una riscrittura inedita dell'Orestea ambientata nella Roma occupata dai nazisti fra l'inverno 1943 e la primavera 1944, costruita come un thriller familiare che intreccia fatti storici e finzione.

Una famiglia borghese

In una casa borghese della capitale una famiglia si ritrova dopo anni di separazioni e lutti. Il padre è morto, una figlia è stata uccisa durante il conflitto, e la madre ha ricostruito un fragile equilibrio accanto a un uomo legato al potere fascista.

Flavio e Alma

Il ritorno del figlio Flavio e l'impegno clandestino della figlia Alma nella Resistenza incrinano quella stabilità apparente. Quando emerge che la madre, per proteggere la famiglia, ha accettato compromessi e denunciato chi le era più vicino, il conflitto esplode: ciò che era stato fatto per amore diventa colpa.

Elettra e Oreste

I due figli riconoscono nella loro casa una storia antica, quella di Elettra e Oreste. La vendetta contro la madre e contro l'uomo che ha preso il posto del padre sembra inevitabile; ma, secondo la presentazione ufficiale, fermarsi e scegliere un limite diventa l'atto più difficile.

La Storia fuori dalla porta

Intanto la città vive i suoi mesi più duri. Il rastrellamento del Ghetto, l'attentato di via Rasella, le Fosse Ardeatine, le rappresaglie e la paura quotidiana entrano nel racconto come una pressione costante, mentre l'avanzata degli Alleati promette una Liberazione che, dentro la casa, non arriva mai davvero.

Vendetta o giustizia: le domande di Elettra 1944

Il testo di Nicoletti usa il mito tragico come struttura del conflitto e non come citazione: vendetta o giustizia, silenzio o responsabilità, memoria o rimozione diventano scelte quotidiane.

Una guerra civile domestica

Nella presentazione del Quirino la guerra civile diventa domestica: entra fra le mura, riscrive i rapporti di sangue, costringe ognuno a scegliere. Nessuno, in quella casa, può dirsi innocente.

La scrittura

Il racconto procede per tensione e accumulo, alternando dialoghi serrati a fratture improvvise, fino a un punto di non ritorno in cui la dimensione privata e quella collettiva si sovrappongono. La costruzione della Repubblica che verrà diventa, nel finale, l'atto fondativo di un nuovo ordine familiare e sociale.

Perché vederlo a Roma

A nostro giudizio Elettra 1944 ha un peso particolare in città: i luoghi citati dalla trama, dal Ghetto a via Rasella, sono a pochi chilometri dalla sala. Lo spettatore romano esce dal teatro e ritrova, nelle strade del centro, lo stesso paesaggio in cui si muovono Flavio e Alma.

Il cast e la squadra artistica di Elettra 1944

In scena ci sono Pamela Villoresi, Giulio Corso e Alice Spisa, con Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi; il testo e la regia sono di Giancarlo Nicoletti.

Le scene e i costumi

Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Giuseppe Ricciardi, il disegno luci di Giuseppe Filipponio; l'aiuto regia è di Giuditta Vasile.

Le musiche di Mario Incudine

Le musiche sono firmate da Mario Incudine, cantante, attore e polistrumentista nato a Enna nel 1981, fra i volti della musica popolare siciliana. Ha inciso fra l'altro Terra, Abballalaluna, Anime migranti, D'acqua e di rosi e, nel 2025, Il senso della misura; nel 2015 ha firmato con Moni Ovadia la regia delle Supplici di Eschilo al teatro greco di Siracusa, con traduzioni in siciliano e musiche originali. Per una tragedia greca riscritta nel Novecento, la scelta di un compositore che conosce Eschilo è coerente.

Chi è Pamela Villoresi

Pamela Villoresi, nata a Prato il 1º gennaio 1957, è una delle attrici di teatro più premiate della sua generazione: due premi Ubu come migliore attrice, due Maschere d'oro, due Grolle d'oro, oltre sessanta spettacoli, cinque dei quali con Giorgio Strehler.

Gli inizi

Figlia di padre toscano e madre tedesca, comincia a studiare teatro al Metastasio di Prato a tredici anni e a quattordici debutta come protagonista nel Re nudo di Schwarz diretto da Paolo Magelli. A diciassette anni lo sceneggiato Marco Visconti la rende popolare; a diciotto arriva al Piccolo Teatro di Milano da Strehler.

Con Strehler e oltre

Con Strehler recita nel Campiello, nel Servitore di due padroni, in Temporale di Strindberg, in Minna von Barnhelm di Lessing, che nel 1983 le vale il primo Ubu, e nelle Baruffe chiozzotte. Il secondo Ubu arriva per Didone, regina di Cartagine di Marlowe e per La fiaccola sotto il moggio di D'Annunzio. Ha lavorato con Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Mario Missiroli, Giancarlo Cobelli e Maurizio Panici.

Il cinema

Ha girato oltre trenta film, con registi come Miklós Jancsó, Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Giuliano Montaldo, Ettore Scola e Paolo Sorrentino, nella Grande bellezza, premio Oscar 2014 come miglior film straniero. In televisione il grande pubblico la ritrova in Don Matteo.

Poesia, regia, direzione

Specializzata nell'interpretazione della poesia, ha in repertorio ventitré recital e ha diretto ventotto spettacoli. È stata direttrice artistica di festival e, dal 2019 al 2023, del Teatro Stabile Biondo di Palermo; ha fatto parte dei consigli di amministrazione dell'Accademia nazionale d'arte drammatica, del Met Teatro Stabile della Toscana e del Teatro Argentina Stabile di Roma. Nella stagione 2026 è stata in scena anche con Gin Game, al fianco di Giuseppe Pambieri.

Pamela Villoresi fra cinema, televisione e teatro

Oltre al teatro, Pamela Villoresi ha attraversato cinquant'anni di cinema e televisione italiani, dagli sceneggiati Rai degli anni Settanta alla serialità di oggi.

Gli sceneggiati

Ha girato otto sceneggiati per la Rai, diretta da Anton Giulio Majano, Mario Ferrero e Salvatore Nocita: fra questi Marco Visconti nel 1975, Il commissario De Vincenzi nel 1977, Ligabue nello stesso anno e Lulù con la regia di Mario Missiroli nel 1980. Ha anche condotto la trasmissione Milleunadonna.

I film d'autore

Al cinema ha lavorato con Marco Bellocchio nel Gabbiano del 1977, con Giuliano Montaldo nel Giocattolo del 1979, con Ettore Scola in Splendor del 1989, con i Taviani nel Sole anche di notte del 1990, con Franco Battiato in Niente è come sembra. Nel 2013 è nel cast della Grande bellezza di Paolo Sorrentino.

L'insegnamento

È stata docente di recitazione e poesia a Prato, Reggio Calabria, Lugano, Guastalla e Orbetello e ha ideato, per l'Ateneo di Firenze, il primo corso universitario Progeas per i mestieri organizzativi dello spettacolo. Ha ricevuto anche la Medaglia d'oro del Vaticano fra i cento artisti del mondo che favoriscono il dialogo con la spiritualità.

Nicoletti e Corso: palcoscenici e premi

Regista e primo attore di Elettra 1944 arrivano da percorsi diversi, fra prosa, musical e produzione.

Nicoletti attore e organizzatore

Come attore Nicoletti è stato diretto da Filippo Gili, Giuseppe Dipasquale, Guglielmo Ferro e altri, e ha interpretato Aspettando Godot e Finale di partita accanto a Giorgio Colangeli, Francesco Montanari e Paolo Briguglia. Si è formato al musical theatre e alla Scuola Teatro Azione di Roma. Dirige il Villa Hermosa Festival e la stagione del Teatro Metropolitan di Piombino; il suo Kensington Gardens è stato messo in scena in inglese al Deli Theatre di Londra.

Le regie recenti

Fra le sue regie ci sono anche Elena, la matta con Paola Minaccioni al Campania Teatro Festival 2024, A Mirror di Sam Holcroft con Ninni Bruschetta e Persone naturali e strafottenti di Patroni Griffi, in cui recita accanto a Marisa Laurito.

Corso dal musical alla prosa

Giulio Corso ha cominciato giovanissimo con Aggiungi un posto a tavola nel 2008 ed è stato uno dei «carramba boys» del programma Carràmba! Che fortuna di Raffaella Carrà. Ha recitato in Patria e Mito di Renato Nicolini con la regia di Ugo Gregoretti al Festival dei Due Mondi di Spoleto, in Tender Napalm di Philip Ridley al Teatro India, in Grease con la regia di Saverio Marconi e nella Vedova scaltra di Giancarlo Marinelli. Nel 2014 ha vinto il Premio SIAE per la drammaturgia con il testo Julien Zoluà.

Giulio Corso e Giancarlo Nicoletti

Giulio Corso, palermitano del 1989, e Giancarlo Nicoletti, regista, drammaturgo e produttore, sono le due figure che completano il volto di Elettra 1944.

Giulio Corso

Diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma nel 2013, Corso ha vinto l'Oscar italiano del musical come miglior attore protagonista per Rapunzel al Teatro Brancaccio e il Premio Persefone come attore emergente. In televisione è stato nel Paradiso delle signore, in Luna Park, nei Leoni di Sicilia e in Che Dio ci aiuti; al cinema in Questi giorni di Giuseppe Piccioni. Ha già recitato in Testimone d'accusa con la regia di Geppy Gleijeses.

Giancarlo Nicoletti

Nicoletti è attivo in teatro fin dall'adolescenza. Ha diretto fra l'altro Brokeback Mountain con Malika Ayane, 1984 di Orwell con Violante Placido, I due Papi di Anthony McCarten con Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo, che gli è valso il Premio Franco Enriquez come miglior regista, e Volevo essere Marlon Brando con Alessandro Haber.

Il drammaturgo

Come autore firma la Trilogia del Contemporaneo, #salvobuonfine, Festa della Repubblica e Kensington Gardens, premiata dal Premio DO.IT, dall'Oltreparola e segnalata al Premio Hystrio. Dal 2015 dirige Altra Scena; dal 2018 al 2021 è stato direttore generale del Teatro Parioli. Laureato in giurisprudenza, ha dedicato la tesi al teatro inglese fra Tudor e Stuart.

Una curiosità su Elettra 1944 con Pamela Villoresi al Teatro Quirino — dal 13 al 18 aprile 2027

La curiosità più interessante è che Elettra 1944 non è il primo incontro di Giancarlo Nicoletti con il mito degli Atridi. Nel 2017 il regista aveva debuttato al Teatro Brancaccino con Torre Elettra, una riscrittura contemporanea dell'Orestea finalista al Premio Hystrio. Dieci anni dopo torna sulla stessa storia, ma la sposta indietro nel tempo, nella Roma del 1944, e ne fa un dramma storico. Lo stesso nucleo tragico, madre, figli, vendetta, passa da un presente senza tempo a uno dei momenti più drammatici della città.

La seconda curiosità riguarda Pamela Villoresi e i miti degli Atridi. Nel 1998, con la regia di Maurizio Panici, l'attrice era già stata in scena in Atridi di Michele Di Martino, e negli anni Novanta aveva interpretato l'Antigone di Anouilh. Il mito greco è per lei un terreno familiare. E con Nicoletti non è una prima volta: il regista l'aveva già diretta in Il silenzio in cima al mondo.

Terza curiosità, siciliana: Pamela Villoresi ha diretto per cinque anni il Teatro Biondo di Palermo, Giulio Corso è nato a Palermo, e Mario Incudine è di Enna. Una Roma del 1944 raccontata anche con voci e musiche che vengono dall'isola.

Il Teatro Quirino Vittorio Gassman

Il Teatro Quirino è una sala a ferro di cavallo con due balconate e una galleria, per 852 posti, nel rione Trevi; dal 2015 è gestito dalla Quirino srl con la direzione artistica di Guglielmo Ferro.

Il teatro di legno

Il primo Quirino lo volle nel 1871 il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, dentro la proprietà di Palazzo Sciarra, con ingresso da via del Corso. Progettato da Giulio De Angelis con Francesco Marra, era interamente in legno e, secondo la tradizione, fu montato in una sola giornata. Il nome richiama il Quirinale e il dio Quirino.

La ricostruzione e Piacentini

Nel 1882 l'apertura di una strada fra via del Corso e la Fontana di Trevi obbligò a smontarlo; De Angelis lo ricostruì in muratura pochi metri più in là, con due ordini di palchi e colonnine di ghisa. Nel 1914 Marcello Piacentini aggiunse un terzo ordine di palchi e un tetto apribile; nel 1954 tornò con le gradinate a sbalzo e la pensilina che si vede ancora sull'ingresso.

Una cosa che non ti dice nessuno su Elettra 1944 con Pamela Villoresi al Teatro Quirino — dal 13 al 18 aprile 2027

Quello che raramente si nota è che il Teatro Quirino, nell'inverno fra il 1943 e il 1944 raccontato dallo spettacolo, era già lì, nella sua forma disegnata da Piacentini nel 1914, a poche centinaia di metri dai luoghi della Roma occupata. Gli spettatori di aprile 2027 siederanno quindi in una sala che ha attraversato, con le sue colonnine di ghisa e i suoi palchi, gli stessi mesi che la famiglia di Flavio e Alma vive in scena.

La seconda cosa riguarda il dopoguerra del teatro. Dal 1946 il Quirino fu affidato all'Ente teatrale italiano, che lo gestì fino al 2009. Il teatro che ospita un racconto sulla nascita di un nuovo ordine, familiare e sociale, fu a sua volta rifondato nella gestione proprio all'indomani della guerra.

Infine, un dettaglio pratico: il calendario di Elettra 1944 prevede una pomeridiana infrasettimanale, giovedì 15 aprile alle 17:00. Per chi non lavora o arriva a Roma per qualche giorno è un'occasione comoda per vedere uno spettacolo impegnativo senza fare tardi.

Come arrivare al Teatro Quirino

Il Teatro Quirino, in via delle Vergini 7, si trova nel rione Trevi fra via del Corso e la Fontana di Trevi; si raggiunge a piedi dalle fermate Barberini e Spagna della metro A.

In metro

Dalla fermata Barberini si scende lungo via del Tritone verso via del Corso; all'altezza della Fontana di Trevi si piega nelle stradine del rione fino a via delle Vergini. Da Spagna il percorso è più lungo ma passa per alcune delle strade più belle del centro.

In autobus

Molte linee percorrono via del Tritone e via del Corso o fermano nei dintorni di piazza Venezia: il calcolatore di percorso di Atac indica in tempo reale la combinazione più rapida.

In auto e in taxi

Il centro storico è in zona a traffico limitato: l'auto va lasciata fuori dalla ZTL. Per una pomeridiana con persone anziane il taxi fino all'imbocco di via delle Vergini è la scelta più comoda.

Il consiglio che ti do per visitare Elettra 1944 con Pamela Villoresi al Teatro Quirino — dal 13 al 18 aprile 2027

Il consiglio è di costruire intorno allo spettacolo una piccola giornata sulla Roma del 1943 e 1944. La città conserva i luoghi della memoria di quei mesi: il Ghetto con il Museo Ebraico, il Museo storico della Liberazione, il Mausoleo delle Fosse Ardeatine. Visitarne uno prima della pomeridiana, o nella mattina che precede la serale, dà allo spettacolo un contesto concreto: i fatti che la famiglia di Elettra 1944 sente arrivare da fuori diventano luoghi reali.

Il secondo consiglio riguarda il posto. Il Quirino è un teatro all'italiana: la platea e la prima balconata centrali offrono la visione migliore di una storia che si svolge tutta dentro una casa. Per i posti laterali delle balconate e della galleria conviene chiedere al botteghino la visibilità prima dell'acquisto.

Terzo consiglio: arrivare con anticipo. Le stradine intorno alla Fontana di Trevi sono affollate anche ad aprile, e il foyer del Quirino, con la pensilina di Piacentini, merita qualche minuto di attenzione prima che le luci si spengano.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il Teatro Quirino sia uno dei grandi teatri di prosa di Roma lo sanno tutti. Meno spesso si ricorda che, prima di diventare la casa della commedia e del dramma, fu anche un teatro d'opera. Nel 1898 gli interni furono decorati con drappi, velluti e stucchi dorati e il repertorio si aprì alla lirica e al balletto: nel giugno 1899 il maestro Antonino Palminteri vi diresse I Lombardi alla prima crociata di Verdi e Manon Lescaut di Puccini.

Un secondo fatto, noto agli appassionati di Eduardo e poco citato altrove: il 9 dicembre 1960 il Quirino ospitò la prima assoluta del Sindaco del rione Sanità, con Eduardo De Filippo protagonista. E dal 2009 al 2023 il teatro è stato diretto da Geppy Gleijeses, lo stesso regista con cui Giulio Corso ha lavorato in Testimone d'accusa.

Il nome completo, Teatro Quirino Vittorio Gassman, ricorda infine uno dei grandi attori italiani del Novecento. Pamela Villoresi, che in carriera ha recitato anche con Gassman, torna quindi su un palcoscenico che porta il nome di un suo compagno di lavoro.

Il rione Trevi intorno al Quirino

Via delle Vergini è nel rione Trevi, a due minuti dalla Fontana e a cinque da via del Corso.

La Fontana e le chiese

La Fontana di Trevi è a pochi passi, con la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio sulla piazza.

Il Quirinale

Salendo si arriva al Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, e alle Scuderie del Quirinale, spazio di grandi mostre.

Via del Corso

Dall'altra parte, lungo via del Corso, piazza Colonna e la Galleria Alberto Sordi, utile riparo nelle sere di pioggia.

La foto giusta da fare a Elettra 1944 con Pamela Villoresi al Teatro Quirino — dal 13 al 18 aprile 2027

In sala non si fotografa: le riprese disturbano gli attori e il pubblico, e i diritti dello spettacolo sono tutelati. La foto giusta si fa fuori, prima o dopo la recita.

La prima è la facciata del Quirino su via delle Vergini, con la pensilina disegnata da Marcello Piacentini nel 1954 e la locandina dello spettacolo: la via è stretta, conviene scattare dall'angolo, con l'insegna illuminata dopo il tramonto. Ad aprile, all'uscita delle pomeridiane delle 17:00, la luce del giorno è ancora buona.

La seconda foto, per chi vuole legare lo spettacolo alla città, si fa nel Ghetto, uno dei luoghi evocati dalla trama: un'immagine sobria, da scattare con rispetto. La terza, la più classica, è la Fontana di Trevi di sera, dopo le 21:00 e dopo le repliche serali, quando la folla del giorno si dirada.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Quirino attraversa oltre centocinquant'anni di Roma capitale. Nel 1871 il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra fa costruire un teatro in legno nella proprietà di Palazzo Sciarra, su progetto di Giulio De Angelis e Francesco Marra; il repertorio è popolare, pulcinellate e operette. Roma è appena diventata capitale del Regno.

Nel 1882 il teatro viene smontato per aprire una strada fra via del Corso e la Fontana di Trevi e ricostruito in muratura pochi metri più in là. Nel 1898 gli interni sono decorati con drappi, velluti e stucchi dorati, e nel giugno 1899 Antonino Palminteri vi dirige Verdi e Puccini. Nel 1914 Marcello Piacentini aggiunge il terzo ordine di palchi e il tetto apribile.

Dal 1946 il teatro è gestito dall'Ente teatrale italiano; nel 1954 Piacentini torna con un intervento radicale e il teatro riapre il 13 ottobre 1955. Il 9 dicembre 1960 vi debutta Il sindaco del rione Sanità di Eduardo. Nel 2009 la gestione passa a Geppy Gleijeses, nel 2015 alla Quirino srl con la direzione artistica di Guglielmo Ferro. Nell'aprile 2027 il Quirino ospita la prima romana di un testo che racconta proprio gli anni in cui il teatro, ricostruito da Piacentini, era già al suo posto nel rione Trevi.

Chi è passato da Elettra 1944 con Pamela Villoresi al Teatro Quirino — dal 13 al 18 aprile 2027

Dal Teatro Quirino sono passati prima di tutto gli uomini che lo hanno costruito e trasformato: il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra, che lo volle nel 1871; Giulio De Angelis, che lo progettò due volte; Marcello Piacentini, che lo rinnovò nel 1914 e lo ridisegnò nel 1954. Sul podio, nel giugno 1899, salì Antonino Palminteri con Verdi e Puccini.

Nel 1960 sul suo palcoscenico debuttò Eduardo De Filippo con Il sindaco del rione Sanità; fra i direttori recenti ci sono Geppy Gleijeses e Guglielmo Ferro. Nella stagione 2026/2027 passano dal Quirino, fra gli altri, Milena Vukotic con L'inconveniente e Sei personaggi in cerca d'autore.

Ad aprile 2027 passano da via delle Vergini Pamela Villoresi, allieva di Strehler e attrice della Grande bellezza; Giulio Corso, dall'Accademia d'arte drammatica al musical e alla televisione; Alice Spisa, Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi; e con loro Flavio, Alma e la loro madre, una famiglia romana del 1944 che porta in scena, senza saperlo, la tragedia di Elettra e Oreste.

Come organizzare la giornata di Elettra 1944

Con tre pomeridiane e tre serali, Elettra 1944 si presta a giornate diverse, dalla serata dopo il lavoro alla visita di un fine settimana a Roma.

La pomeridiana

Con l'inizio alle 17:00 conviene pranzare in centro, dedicare la mattina a un museo e arrivare in via delle Vergini verso le 16:40. All'uscita c'è ancora tempo per una passeggiata fino al Quirinale.

La serale

Con l'inizio alle 21:00 si può fare un aperitivo presto nella zona di via del Corso e cenare dopo lo spettacolo, oppure cenare prima verso le 19:15.

Il fine settimana

Sabato 17 e domenica 18, entrambe alle 17:00, sono le recite più adatte a chi arriva da fuori Roma e vuole ripartire in serata.

Con chi andare a vedere Elettra 1944

Elettra 1944 è un dramma storico con temi duri, dalla delazione alla vendetta: è pensato per un pubblico adulto.

Con gli studenti

Per le classi delle superiori che studiano la tragedia greca o la Resistenza lo spettacolo offre un doppio aggancio. Conviene contattare il botteghino per eventuali condizioni riservate alle scuole.

Per gli appassionati di storia

Chi conosce la Roma del 1944 riconoscerà gli eventi citati; chi non la conosce troverà nello spettacolo un invito ad approfondire.

Accessibilità del Teatro Quirino

Per le condizioni di accesso alla sala per le persone con disabilità e i posti dedicati il riferimento è la biglietteria del Teatro Quirino, ai recapiti pubblicati sul sito ufficiale, che ha una pagina dedicata all'accessibilità.

Prima di prenotare

Il Quirino è un teatro storico, rimaneggiato più volte: conviene chiedere quali settori siano raggiungibili senza scale prima di scegliere il posto.

Arrivare

Le stradine del rione Trevi sono pavimentate a sampietrini e spesso affollate: per chi si muove con difficoltà il taxi fino all'ingresso è la scelta più sicura.

Dove mangiare vicino al Teatro Quirino

Il rione Trevi è pieno di locali pensati per i turisti della fontana: per mangiare bene conviene allontanarsi di qualche strada.

Prima della pomeridiana

Per un pranzo leggero prima delle 17:00, le strade fra via del Corso e il Pantheon offrono trattorie e forni.

Dopo la serale

Dopo la recita delle 21:00 la cena diventa un dopoteatro: la zona del Pantheon, a dieci minuti a piedi, resta viva fino a tardi anche in settimana.

Domande frequenti su Elettra 1944

Quando va in scena Elettra 1944 al Teatro Quirino?

Elettra 1944 è al Teatro Quirino dal 13 al 18 aprile 2027: martedì 13, mercoledì 14 e venerdì 16 alle 21:00, giovedì 15, sabato 17 e domenica 18 alle 17:00.

Chi recita in Elettra 1944?

In Elettra 1944 recitano Pamela Villoresi, Giulio Corso e Alice Spisa, con Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi. Testo e regia sono di Giancarlo Nicoletti, le musiche di Mario Incudine, le scene di Alessandro Chiti.

Di che cosa parla Elettra 1944?

Elettra 1944 è una riscrittura dell'Orestea ambientata nella Roma occupata del 1943 e 1944: una famiglia borghese, una madre che ha tradito per proteggere i suoi, due figli, uno dei quali nella Resistenza, tentati dalla vendetta.

Dove si comprano i biglietti di Elettra 1944?

I biglietti di Elettra 1944 si comprano sul sito ufficiale del Teatro Quirino, dalla pagina dello spettacolo, e al botteghino di via delle Vergini 7. I prezzi per settore si leggono al momento dell'acquisto.

Come si arriva al Teatro Quirino?

Il Teatro Quirino è in via delle Vergini 7, nel rione Trevi, in zona a traffico limitato. Si arriva a piedi dalle fermate Barberini e Spagna della metro A; il calcolatore di Atac indica gli autobus.

Elettra 1944 è adatto ai ragazzi?

Elettra 1944 affronta temi duri come la guerra, la delazione e la vendetta. A nostro giudizio è adatto dai quattordici o quindici anni, soprattutto a studenti che conoscono la tragedia greca o la storia della Resistenza.

Il consiglio finale su Elettra 1944

Il consiglio finale è di scegliere Elettra 1944 come occasione per guardare Roma con altri occhi. Conviene prenotare una recita pomeridiana, magari quella di giovedì 15 aprile, visitare prima uno dei luoghi della memoria del 1944 e poi entrare al Quirino per vedere come una tragedia antica si riaccende in un appartamento della città occupata. A nostro giudizio Pamela Villoresi, con la sua esperienza di Strehler e dei miti greci, è la ragione principale per non mancare l'appuntamento.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Aprile 2027 21:00 — 18 Aprile 2027
IndirizzoTeatro Quirino Vittorio Gassman, Via delle Vergini 7, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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